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L’immaginario e la guerra
Presenza della morte. La
prima guerra mondiale
(1914-1918) nella letteratura del Tirolo
di FERRUCCIO DELLE CAVE*
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La prima guerra mondiale coincise in
tutta Europa con una fase di straordinaria vitalità artistica e influenzò l’opera degli artisti che l’hanno vissuta più
di ogni altro conflitto internazionale.
Erano sorti movimenti d’avanguardia,
come l’Impressionismo, l’Espressionismo
ed il Cubismo. Erano state fondate as-
129. Copertina di “Der Blaue Reiter” del 1912.
1 3 0 . O t t o D i x , Soldato Ferito, 1 9 2 4 .
sociazioni di artisti come “Die Brücke”
(“Il ponte”) o “Der Blaue Reiter” (“Il cavaliere azzurro”) e Vassili Kandinsky
aveva dipinto i suoi primi quadri astratti. Già prima dell’inizio della guerra molti artisti europei avevano il presentimento di un conflitto incombente. Così, per
esempio, il dipinto di Ludwig Meidners
“Apokalyptische Landschaft” (“Paesaggio apocalittico”) del 1912-13 con la rappresentazione della distruzione e della
desertificazione, rendeva chiara l’idea
dell’orrore di una possibile fine del mondo. Ma non solo l’atteso orrore veniva
descritto; molti artisti e intellettuali salutarono l’inizio della guerra con parole e immagini patriottiche. Il futurista
italiano Filippo Tommaso Martinetti si
mostrò entusiasta dell’idea della forza
purificatrice della guerra. Già nel “Primo Manifesto del Futurismo”, apparso
nel 1909, la glorificò come
“l’unica purificazione del
mondo”, per la quale si
doveva morire con entusiasmo. Anche nel Reich
tedesco e nell’AustriaUngheria all’inizio
l’entusiasmo fu alto
non solo fra gli artisti,
quali Max Ernst,
Richard Dehmel,
Otto Dix, Alfred
Döblin, Ernst
Ludwig Kirchner, Oskar Kok o s c h k a ,
Wilhelm Lehmbruck, Ernst Toller
und Georg Trakl. Essi si fecero
arruolare come volontari per la
guerra. Altri, come Gottfried
Benn, Hugo von Hofmannsthal, Paul Klee, Otto Mueller,
Max Pechstein, Karl SchmidtRottluff, Egon Schiele, Max Slevogt, furono arruolati; August
Macke und Franz Marc caddero rispettivamente nel 1914 e nel
1916 sul fronte occidentale. Ma
la spaventosa realtà della guerra fece ben presto tornare la lucidità. Max Beckmann, ad
esempio, che si era arruolato
volontario nel servizio di sanità, cominciò come quasi tutti gli
artisti a elaborare artisticamente il suo impatto con le vittime
della guerra. Nell’estate del
1915 fu colpito da un esaurimento nervoso a causa
delle sue esperienze. Georg Grosz,
la cui visione del
mondo era già
cupa, divenne ancor più
cupa, disegnò campi di
battaglia coperti di cadaveri. A causa di una
malattia nel 1915 fu
licenziato dall’esercito come inabile.
Anche Kirchner nell’ottobre 1915 venne dichiarato ammalato per una infezione polmonare
e debolezza genera130
131
le. Non si riprese più dalle sue esperienze di guerra.
Il Tirolo fu colpito direttamente dalla
prima guerra mondiale anche come teatro degli avvenimenti. Pensiamo al
fronte delle Dolomiti, dove fra Dobbiaco, Sesto, Cortina e l’altipiano del Pasubio - correva il fronte fra Austria Ungheria - e il Regno d’Italia. Le Dolomiti furono teatro di una guerra orribile e sprezzante dell’umanità. Non dimentichiamo che Robert Musil, autore de “L’uomo senza qualità”, fra il
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opinioni con il movimento per
la pace. Il poeta-saggista e filosofo, originario di Bolzano,
era un suo collaboratore fisso
sin dall’inizio delle pubblicazioni della rivista “Der Brenner”.
Carl Dallago. Frammento da
“Der große Unwissende. Versuch einer Wiederherstellung
des Menschen” (1924).
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1916 e il 1917 diresse a Bolzano la rivista “Soldatenzeitung” e nella vicina
Caldonazzo scrisse i racconti “Il merlo” e “La Grigia”. Il poeta e narratore
espressionista Franz Werfel, come altri, soggiornò a Bolzano come ufficiale addetto stampa.
Sulla scena della letteratura tirolese furono soprattutto i collaboratori della rivista “Der Brenner”, fondata nel 1910
a Innsbruck, che avevano fatto proprio
il tema della guerra. Così già due anni
prima dello scoppio della prima guerra mondiale, nel novembre 1912 sul numero 4 della rivista “Der Brenner”uscì
il saggio di Carl Dallago (1869-1949)
“Politica”. L’articolo è uno scambio di
“Avendo visto tutto ciò, io mi
pronuncio contro la civilizzazione: la civilizzazione contiene in sé la prima guerra mondiale. La sua essenza è mettere
in ordine con violenza. La civilizzazione dunque è intesa
come una specie di letto di Procuste, nel quale si tenta di comprimere con violenza l’essenza umana,
ciò che è soggetto allo Spirito, l’Incommensurabile ed il Non-Rappresentabile, mutilando nel modo più cruento tutto ciò che non vuole assoggettarsi a
questa compressione.
Mentre d’altra parte gli aspetti minimi
ed insignificanti per la formazione interiore dell’uomo, docili alla civilizzazione, vengono dilatati con ogni mezzo fino a raggiungere grandezza e significato esagerati ed impropri, con il
dubbio risultato che questi aspetti minimi, strappati dalla giusta misura della loro originaria dimensione, risultano per l’osservatore non condizionato
miseramente deformati” 1.
Il rischio di guerra
nei Balcani, perceTempo maschio
pito soprattutto nei
Quale dono poter vivere in te,
paesi della MonarGrande, potente tempo!
chia Asburgica imColoro che arano e ruppero la zolla,
perial-regia, portò,
Coloro che scavano nelle profondità della terra,
oltre a Dallago,
Coloro che fanno divampare il fuoco delle ciminiere;
molti intellettuali
Tutti questi, che agitano e operano
austriaci a rifletteStanno ritti in armi, come cavalieri che sfidano la morte,
re sul significato e
Santi, nobili, liberi –
sulla funzione delGrande, potente tempo!
la guerra. Accanto
E anche se si accumulano cadaveri su cadaveri,
a Nietzsche lo stesSe noi cadiamo prima del tempo,
so Karl Kraus, che
Dal rimbombo d’acciaio della battaglia mortale,
dopo il 1914 divenCome il sole da tempeste di fuoco,
ne uno dei più deSi genera il futuro per i nostri figli:
cisi avversari della
In regioni ampie e protette
guerra, non era del
La patria dei devoti e dei forti,
tutto libero dalUna stirpe temprata di combattenti,
l’elemento eroico
eroi del tempo maschio!
della guerra tipico
del tempo, così
(Dalla raccolta: Carl Dallago, Wir brechen durch den Tod,
come il poeta sudtitrad. it. di Mia Pollinger).
rolese Arthur von
Wallpach (1866
Vi n t l / Va n o d i e s ;
La prima vittima di guerra della cerchia
1946 Klausen/Chiusa). Egli fu dal 1910
del “Brenner” fu Georg Trakl (1887al 1914 collaboratore della rivista “Der
1914), il grande poeta e scrittore espresBrenner” e apparteneva alla associasionista. Egli aveva completato un apzione di poeti di orientamento liberale
prendistato da farmacista nella sua cittedesco-nazionale “Jung Tirol”. Nel
tà natale, Salisburgo; poi si dedicò alla
suo radicalismo anticlericale e antipoesia. Dal 1908 al 1910 studiò farmaconvenzionale ha molto in comune con
cia a Vienna. Accanto allo studio si inCarl Dallago. Wallpach apparteneva
alla grande schiera di quei poeti che
mettevano la loro lirica al servizio del131. Copertina della rivista letteraria tirolese
l’entusiasmo per la guerra, come dimo- “Der Brenner”.
stra la poesia “Manneszeit” - (“Tem- 1 3 2 . C a r l D a l l a g o i n u n a c a r i c a t u r a d i M a x v o n
po Maschio”).
Esterle.
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teressava di letteratura e musica, ma
anche di architettura e pittura. Fra il
1910 e il 1914 Georg Trakl scrisse le sue
liriche più importanti. Ancora oggi è
considerato uno tra i poeti austriaci più
importanti e si colloca accanto a Georg
Heym, Ernst Stadler e Franz Werfel tra i
principali autori di lingua tedesca del
primo espressionismo. Nelle sue poesie
Trakl intreccia pensieri e immagini di
decadenza, solitudine e morte, di bellezza formale e armonica. Soprattutto le
sue liriche più tarde (1912-1914) sono
impregnate di una percezione apocalittica di fondo e comunicano la sensazione di una catastrofe imminente. Nel 1912
Georg Trakl era attivo a Innsbruck come
farmacista militare in prova. Ma anche
questo tentativo di trovare un punto fer-
133
mo nella vita grazie ad
una professione borLamento
ghese fallisce. Nel periSonno e morte, le aquile tetre
odo successivo Trakl
frusciano tutta la notte intorno al mio capo:
cade sempre più in dela gelida onda dell’eternità
pressione anche a cauingoierà forse
sa dei suoi eccessi nell’aurea effigie dell’uomo.
l’uso di droghe, ha
Contro orridi scogli
sempre più bisogno di
si sfracella il corpo purpureo.
denaro e dipende dagli
Ed è un lagno la voce opaca sul mare.
amici. Nella rivista
Sorella di burrascosa tristezza,
mensile di cultura e povedi: una barca angosciata affonda
litica di Innsbruck, edisotto le stelle,
ta dal suo amico e prosotto il tacito volto della notte
tettore Ludwig von Ficker (1880-1967) “Der
(Dalla raccolta: Georg Trakl, poesie, trad. di Ervinio Pocar,
Brenner” appare la poMilano 1974).
esia “Vorstadt im
Föhn”. Dopo la pubblicazione di singole
stato psichico. Durante il suo sogpoesie sui giornali, la rivista “Der
giorno nel Lazzaretto scrive le liriBrenner” pubblica per prima tutte le
che “Grodeck”, “Im Osten” e “Klasue future opere poetiche. Egli prenge”, che rispecchiano ancora la cade contatto anche con Karl Kraus,
lamità della guerra. Per questa diche pubblica le sue poesie sulla rivisperazione si uccide nel novembre
sta “Die Fackel”. Conobbe inoltre
1914 con una overdose di cocaina.
Else Laser Schüler e Oskar Kokoschka. L’editore Kurt Wolff pubbliTraduzione di Mia Pollinger
ed Emanuela Diodà
cò un volume di poesie di Trakl nella collana “Der jüngste Tag”.
NOTE
Nell’agosto del 1914 Trakl si arruo1
Cfr. Wimmer-Webhofer E., Aufbruch
la volontario nella prima guerra
in die Moderne. Die Zeitschrift “Der
mondiale, e ancora nello stesso mese
Brenner” 1910-1915, Innsbruck 1990.
viene inviato come ufficiale di sanità in Galizia (a Grodeck) sul fronte
orientale. Ma non sopporta le atro- 1 3 3 . G e o r g Trakl in una caricatura di Max
von Esterle.
cità della guerra, subisce un crollo
134. Max von Esterle (autoritratto).
nervoso e viene inviato nel lazzareto 1 3 5 . K a r l K r a u s i n u n a c a r i c a t u r a d i M a x
di Cracovia dove viene studiato il suo von Esterle.
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