TECNICA
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Faccette in ceramica
Trattamento protesico
standardizzato e ripetibile
Step by step
Attilio Sommella e Guerino Paolantoni
Le innumerevoli soluzioni protesiche legate all’ampio spettro tecnologico e merceologico che oggigiorno si
possono offrire di routine ai pazienti, innalzano vertiginosamente il range di successo nelle piccole e grandi ricostruzioni protesiche ma, a nostro avviso, resta tuttavia fondamentale la “programmazione” standardizzata
e ripetibile di un protocollo protesico operativo che si pone come scopo primario la predicibilità ed il successo
sia estetico sia funzionale del trattamento stesso
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Q
Fig. 1 Caso clinico giunto alla nostra osservazione
“Time 0”
Fig. 2 Il primo modello è sempre “il modello settoriale”
riproducente la breccia dentale da trattare
uest’articolo sottoporrà all’attenzione del lettore le
fasi salienti dell’iter lavorativo tecnico coadiuvato da
un corretto protocollo operativo schematizzato universalmente applicato nelle ricostruzioni estetiche integrali a
carico degli elementi dentari naturali. E’ palese che il connubio
materiale ceramico/tecnica applicata (ovvero, la conoscenza del
materiale ceramico utilizzato unitamente alla tecnica di stratificazione standardizzata e ripetibile illustrata), per l’odontotecnico si rivela di fondamentale importanza. Elemento insostituibile per il raggiungimento dell’armonia globale è la conoscenza
dettagliata e particolareggiata delle caratteristiche interne ed
esterne del dente naturale, inteso come modello comparativo
per una corretta riproduzione artificiale. Solo la conoscenza e
l’osservazione obbiettiva super partes dell’elemento naturale ci
consentirà la creazione di manufatti sempre più precisi, funzionali e “naturali”.
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Fig. 3 Check di controllo in silicone realizzato sul modello settoriale. Si consiglia l’impiego in questa fase del silicone da laboratorio
Zetalabor 85 Shore – A (Zhermack) per una migliore definizione dei
dettagli
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Fig. 4 Check in silicone di controllo accuratamente riposizionato sul
modello di lavoro per la verifica del corretto posizionamento del
moncone in refrattario
Fig. 6 Rilevazione cromatica
mediante l’ausilio della scala
colori del sistema ceramico
InLine (Ivoclar
Vivadent)
Fig. 5 Modello di lavoro pronto per la ceramizzazione
Fig. 8 Verifica in situ
dopo la cottura
Fig. 7 A causa della frattura trasversale dell’elemento dentario, prima
di procedere con il build-up dentinale, si ricostruirà una parte del
moncone con deep dentin DD A1 IPS InLine (Ivoclar) precedentemente individuata, affinchè l’assorbimento della luce venga meglio
modulato
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Fig. 10 Prospettiva occlusale. Da quest’angolazione si controlla meglio lo spazio residuo per la seconda cottura
Fig. 9 Prima cottura effettuata con ceramica IPS InLine (Ivoclar). In
questa fase si procederà alla strutturazione morfologica e cromatica
dello scheletro dentinale, del piatto incisale e ad un piccolo accenno
agli effetti in sospensione incisali
Fig. 11 Idem dall’angolazione laterale
Fig. 12 Verifica della prima cottura in situ mediante
lo sfilaggio del moncone dal modello. Essa è fondamentale per la buona riuscita della ricostruzione. In
questa fase è possible effettuare importanti modifiche sia morfologiche, sia cromatiche
Fig. 13 Si verifica anche l’ampiezza e la trasparenza del piatto incisale
Fig. 14 Il perfezionamento del margine incisale sarà realizzato con
una apposita cottura intermedia a 820 °C in vuoto di masse effetto
colorate, miste, all’occorrenza, a masse ceramiche per la riproduzione degli effetti in sospensione, il completamento dei mammelloni,
l’apposizione di piccoli white spot diffusi ed altro ancora. Questa
cottura viene effettuata fra la prima e la seconda cottura
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Fig. 15 Risultato ottenuto dopo la cottura
intermedia a 820 °C
Fig. 16 Terza cottura. Con
essa si effettuano piccole
correzioni morfologiche e
soprattutto si finalizza la
cornice incisale
Fig. 17 Faccetta in ceramica
feldspatica ultimata
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Figg. da 18 a 24 Panoramica completa della ricostruzione da svariate prospettive.
Da notare il minuzioso lavoro di superficie apportato
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Figg. da 25 a 28 Valutazione accurata delle quattro superfici dell’elemento. Non c’è parte in questa ricostruzione che non sia stata accuratamente trattata dall’operatore. Solo ora si separa la faccetta dal rivestimento
Figg. 29 e 30 Faccetta in ceramica ormai liberata dalla massa refrattaria ed accuratamente settata sul modello intero (modello settoriale) per
il controllo delle superfici di contatto con i denti contigui. Questa procedura di laboratorio anticipa la fase successiva di verifica in situ che di
lì a poco il clinico eseguirà
Figg. da 31 a 33 Immagini intraorali del dente trattato. Qui
sono raffigurati alcuni step della
pulizia del moncone
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Fig. 34 Non meno importante è la scelta corretta della
tinta del cemento. Oggigiorno esistono sistemi per
cementazione che contengono al loro interno gel tray-in
che riproducono fedelmente il colore dei cementi contenuti nel kit. Così facendo è possible testare preventivamente i colori e scegliere con accuratezza il più adeguato. Si consiglia il cemento Vitique (DMG). Il cemento è
composto dalle paste prova e dal cemento foto e duale.
Il cemento è fornito di paste fotopolimerizzabili e di due
catalizzatori a diversa consistenza (flow-heavy) così da
trasformare il cemento da foto a duale
Figg. 35 e 36 Posizionamento in situ della faccetta. Si osservi lo sbuffetto di gel tray-in che fuoriesce dalla ricostruzione
Fig. 37 Con uno spruzzo d’acqua si rimuovono facilmente gli eccessi di gel
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Figg. 38 e 39 Ricostruzione dopo la cementazione della faccetta sul
dente 1.1
Attilio Sommella è nato a Pozzuoli (NA) nel 1966. Consegue il diploma di odontotecnico nel 1985 presso l’istituto
I.P.S.I.A. “Casanova” di Napoli. Dopo un primo periodo di apprendistato in protesi totale, durante il quale ha approfondito in modo particolare la metodica del Prof. Passamonti, si dedica alla protesi fissa con grande attenzione
all’estetica. Dal 1987 al 2006 si perfeziona seguendo corsi e conferenze con maestri odontotecnici di chiara fama mondiale. Dal 1995 tiene corsi e conferenze focalizzando la propria attenzione sull’estetica e la funzione in protesi fissa.
Diversi sono stati gli interventi sostenuti in qualità di docente presso diverse Università Italiane. Autore di numerosi
articoli su riviste nazionali ed internazionali nonché ideatore di un sistema di lavoro semplificato per ceramica “Le
schede incisali”, di cui è stato depositato regolare brevetto nel 1999. Autore del libro “Il margine incisale, punto di forza nell’espressione di un incisivo”, edito da teamwork media srl. Titolare del laboratorio odontotecnico “Dental Creation s.n.c.” dal
1988, unitamente al Sig. Raffaele Nicotera. E’ socio fondatore nonché vicepresidente nazionale del “dental excellence - International
Laboratory Group”. Vincitore del Premio AIOP - ANTLO “Roberto Polcan” anno 2006.
Attilio Sommella • Via G. Cesare 119 Is.5 Sc. A • 80125 Fuorigrotta (NA) • Tel. +39 081 5935859
[email protected]
Dr. Guerino Paolantoni è nato a Roma nel 1966. Si diploma odontotecnico nel 1985. Consegue la Laurea con Lode in
Odontoiatria e Protesi Dentaria nell’Ateneo “Federico II” di Napoli nel 1989. Nel 2005 diventa socio attivo della Società Italiana di Parodontologia, nell’ambito della quale dal 2007 viene eletto membro della Commisione Editoriale.
Docente al Corso di Perfezionamento in Chirurgia Orale Ambulatoriale del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo-Facciali dell’Università di Napoli “Federico II” a.a. 2004-2005. Docente al Corso di Perfezionamento
dal 2006 in Chirurgia Orale dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti. Docente al Corso di Laurea in Igiene
Dentale, Università la Sapienza di Roma Polo Pontino, a.a. 2007-2008. Docente in “Tecniche chirurgiche per l’estetica
in chirurgia orale ed implantologica” presso la scuola di Specializzazione in Chirurgia Odontostomatologica, Università
di Napoli “Federico II” a.a. 2007-2008. Dal 2007 è Opinion Leader Thommen Medical. Esercita la libera professione a
Napoli.
Studio Odontoiatrico Bugli-Paolantoni • Via del Parco Margherita 23 • 80121 Napoli • Tel. +39 081 4144044/418227
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