Ufficio Scolastico Provinciale - Piacenza
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COMPAGNO DI VIAGGIO
Il ruolo e le funzioni del tutor mentor nei percorsi di
iniziazione professionale dei neoassunti
L’Anno di formazione dei docenti è istituito dall’Amministrazione come
Formazione in ingresso dei docenti neoassunti.
Esso, in base
momenti:
alla C.M 10 settembre 1991, n°267 si articola in due
Il primo momento è rappresentato dall’ “attività di Istituto” e
corrisponde all’obiettivo “di fornire adeguati strumenti informativi ed operativi
a sostegno dell’attività di insegnamento
e partecipazione alla vita della
scuola”.
Il secondo momento, che ha una localizzazione provinciale o sub
provinciale, è stato modificato in questi ultimi anni con l’irruzione della
formazione blended learning:esso si articola in incontri territoriali affidati ad un
e-tutor che contestualizza l’attività presente sulla specifica piattaforma Punto
edu dell’ex Indire, in un scuola polo all’uopo individuata.
Il percorso si completa con l’elaborazione di una relazione finale da parte
del docente neoassunto, che sarà consegnata al Capo d'Istituto e al Comitato
per la valutazione del servizio 15 giorni prima della data fissata per la
discussione.
La relazione e la sua discussione, insieme ad altri elementi forniti dal
Capo d'istituto e dal docente tutor, costituiscono la base su cui il Comitato
esprimerà il proprio parere ai fini della conferma nel rapporto di lavoro a
tempo indeterminato.
Nel seminario Compagno di viaggio abbiamo focalizzato l’attenzione sul
primo momento dove compare il tutor, un collega senior, esperto, autorevole
che attraverso una relazione empatica, svolge il ruolo di consigliere, di guida,
di sostegno nell’induzione e nell’iniziazione alla complessa professione del
docente1.
Si tratta di in una professione a lungo privata della conoscenza pratica
a seguito dell’identificazione delle condizioni di esercizio
con la
mera
conoscenze dei saperi da insegnare nei quali si è a lungo identificato lo stesso
docente, in modo particolare colui che insegna nelle scuole secondarie e
superiori.
Oggi sappiamo che la pratica professionale non può limitarsi alla
conoscenza della didattica disciplinare;la fenomenologia scolastica è
caratterizzata dal
crescente aumento di una popolazione scolastica che
esprime bisogni educativi speciali (disagio, svantaggio, problematiche socioemotive).
1
La funzione docente si è arricchita esplicitamente con l’ultimo CCNL con l’esplicito richiamo
alla documentazione e alla valutazione : “Il profilo professionale dei docenti è costituito da
competenze disciplinari psicopedagogiche . metodologiche-didattiche ,organizzative-relazionli e
di ricerca,documentazione
e valutazione tra loro interrelate
ed interagenti che si
sviluppano con il maturare dell’esperienza didattica, l’attività di studio e di sistematizzazione
della partica didattica (art27 CCNL 2006-09)”.
2
Di conseguenza il docente è chiamato ad occuparsi di aspetti
organizzativi che sono estremamente preziosi per generare le condizioni di
apprendimento degli alunni: formazione dei gruppi, flessibilità organizzativa,
didattica laboratoriale sono le strategie che si impongono per gestire la classe
come gruppo di apprendimento.
Aggiungiamo l’importanza di competenze relative alla gestione di
dinamiche personali dell’alunno, del suo stile di apprendimento, delle
implicazioni psicologiche e motivazionali
dell’apprendimento, competenze
legate alla capacità di comunicare con gli studenti e non soltanto di
trasmettere sapere.
A fronte di tutto ciò
la pratica dell’insegnamento non può essere
ricompresa dentro ad una teoria che sia omnicomprensiva, ma deve alimentare
l’apprendere dall’esperienza e quindi pensiero e riflessività.
Per insegnare bene occorre dunque riflettere, interrogarsi ripensarsi
nella prospettiva di un crescente miglioramento diventando così ricercatori che
scambiano, si confrontano e si relazionano con altri pratici in una “comunità di
pratiche” quale è auspicabile che diventi la scuola.
La scoperta consapevole della pratica ha così bisogno di un prezioso
compagno di viaggio che accompagni, mettendo in campo specifiche azioni, il
neoassunto.
Noto come tutor, ritengo che opportunamente possa essere definito
mentor che svolge funzioni di mentoring2 più che di tutoring.3
Il mentor scandisce l’itinerario formatvo di iniziazione dei novizi (oggi
sovente diversamente giovani) alla professionalità
con le
azioni di
accoglienza, di accompagnamento personale ed orientamento.
Si tratta di azioni difficilmente scomponibili che il gruppo ha provato a
sequenzializzare, pur riconoscendo la circolarità tra i diversi “passi”.
L’orientamento poi include “l’indicare la via” al neoassunto riguardo
l’organizzazione della relazione finale e la sottolineatura intorno ad alcuni punti
chiave dell’esercizio della funzione docente che il mentore potrà riferire al
Comitato di valutazione.
In ogni caso alla base del successo dell’operazione sussiste infatti la
convinzione del valore di un rapporto di co-sviluppo e di collaborazione fra
pari e ,quindi, di lavoro ‘insieme’ e non ‘l’uno per l’altro’.
Il mentor, nel momento in cui ‘scopre’ l’organizzazione dell’insegnamento
al neoassunto configurandosi come autorevole punto di riferimento a cui
guardare, accresce la sua competenza e trae vantaggio dal dover smontare e
‘consapevolizzare’ l’agire professionale
evitando il rischio di operare
2
Mentore, nell’Odissea,
era il saggio amico a cui Ulisse lasciò il figlio Telemaco prima di
partire per la guerra di Troia perchè ne avesse cura e gli stesse vicino come un padre.
3
Anche il tutor come il mentor svolge funzione di scaffolding nei confronti del formando per
espanderne le potenzialità. Il tutor però opera all’interno di un contesto reticolare dominato
da situazioni dialogico-interattive laddove il mentor struttura il suo accompagnamento come
risposta qualificata a problemi emergenti che il singolo formando incontra nei percorsi
di
professionalizzazione.
3
meccanicamente e con scarsa cognizione che
recare con sè.
il trascorrere del tempo può
“Compagno di viaggio” si caratterizza come attività seminariale ‘aperta’
caratterizzata dalle essenziali riflessioni poste in essere dai mentori di provata
esperienza; ha lo scopo di trovare delle costanti in un’azione che è alquanto
delicata e al momento ‘discreta’; per questo si sforza di individuare delle linee
fondamentali – proposte chiave- che vengono presentate agli Istituti che
godono di autonomia sotto il profilo della ricerca, della didattica e
dell’organizzazione in frangenti temporali in cui l’Amministrazione è tornata (e
pare tornerà) ad assumere in vista del ricambio di coloro che sono arrivati alla
conclusione della loro vita professionale.
A.G.
I componenti il gruppo di lavoro
NR.
COGNOME
NOME
ISTITUTO
1. AGOSTI
Angela
IC. Cadeo
Ordine
Scolastico
Infanzia
2. ALBERTELLI
Barbara
Ist. Casali
2° Grado
3. CAPRA
Ivana
I.C. Cadeo
Infanzia
4. CENTENARI
IC. Borgonovo
1° Grado
5. EPIFANI
Maria
Agostina
Maria Pia
IC. Cadeo
Infanzia
6. PARISI
Claudia
Itc Romagnosi
2° Grado
7. RICCI
Anna Maria
S.M.S. Calvino
1° Grado
8. VISCONTI
Nicoletta
IC.
Primaria
Castell’Arquato
4
Le azioni di accoglienza e di accompagnamento
5
Le azioni di accoglienza e di accompagnamento sono state esplorate in
chiave istituzionale e pedagogica con alcune proposte chiave.
Con accoglienza si intendono i passi, le azioni, esperite a scuola con i
novizi si sentano parte dell’Istituto
Con accompagnamento si intendono i passi, le azioni, esperite
scuola affinchè i novizi entrino nell’organizzazione scolastica.
a
1^ proposta chiave
COMPITI ISTITUZIONALI
PRESENTAZIONE DEI
NEOASSUNTI
INDIVIDUAZIONE DEI
DOCENTI MENTOR
Il Dirigente scolastico prende
personalmente visione del curriculum
personale dei neoassunti e li incontra
a livello informale per conoscere le
loro eventuali aspettative.
Nel primo Collegio Docenti i nuovi
assunti vengono ufficialmente
presentati ai docenti dell’Istituto
- il D.S. nel corso del primo Collegio Docenti
individua i docenti “mentor” tenendo conto
che dovranno
* appartenere allo stesso plesso del
neoassunto assegnato
* insegnare nella stessa area
* (oppure) insegnare nello stesso
team di classe se ciò venisse
richiesto attraverso un progetto
* non potranno avere in
assegnazione più di 2 docenti
neoimmessi in ruolo CM 267/91
Nel caso in cui occorrano tempi di
assestamento per l’assegnazione dell’organico
ai plessi in ordine a possibili modificazioni delle
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contrattazioni sindacali d’Istituto, le nomine dei
mentor dovranno essere effettuate nel corso
del secondo Collegio Docenti, sempre nel mese
di settembre.
PRESENTAZIONE DEI
RIFERIMENTI
ISTITUZIONALI
COORDINAMENTO
DEI MENTOR
Prima dell’inizio delle attività didattiche
possibilmente dopo il primo Collegio
docenti, il DS, il vicepreside ed
eventuali referenti d’area e/o
d’Istituto, incontrano i nuovi docenti
in ruolo per
- la presentazione generale del
POF
- l’illustrazione dei progetti d’Istituto
- i nominativi dei referenti di plesso,
dei referenti d’area , dei
responsabili dei progetti d’Istituto
…
- i nominatavi e i compiti del
personale di segreteria cui si
possa far riferimento
- l ’illustrazione dell’organizzazione
dei tempi e degli spazi
- la specificazione dei compiti del
“mentor” in relazione alle funzioni
di “accoglienza” ed
“accompagnamento”.
Il DS , o chi ne fa le veci, incontra i
docenti mentor
* per elencare loro i principali compiti
istituzionali relativi all’incarico assegnato
* per specificare i compiti relativi ad
“accoglienza ed accompagnamento”
* per presentare il curriculum degli
insegnanti loro affidati
* per fissare un eventuale incontro
intermedio di confronto e soluzione di
problemi o imprevisti.
7
ENTRO IL 31
OTTOBRE
MAGGIO / GIUGNO
Entro il 31 ottobre, i nuovi docenti
invieranno il titolo della loro tesina finale
al DS.
A fine anno scolastico, non meno di
15 giorni prima della discussione della
relazione finale con la Commissione di
Valutazione …
* il docente neoassunto consegna 3 copie
del suo elaborato finale
* il mentor presenta la relazione inerente
al docente neoassunto assegnatogli con
riferimento
- alle competenze metodologicodidattiche,
- alle conoscenze psico-pedagogiche,
- alle abilità relazionali e comunicative,
- alla conoscenza delle metodologie di
integrazione degli alunni portatori di
handicap(CM 267/91)
- ed anche al tipo di crescita
professionale che l’esperienza ha indotto
in entrambi i docenti coinvolti,
all’arricchimento che la professionalità del
neoassunto ed il suo curriculum possono
offrire all’Istituto.
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AZIONI PEDAGOGICO DIDATTICHE
ACCOGLIENZA
allocazione, nel plesso, di materiale
informativo utile : POF, legislazione,
contratto di lavoro, circolari d’Istituto,
regolamento …
elenchi degli alunni, informazioni sulle
concordate modalità di rapporto con
le famiglie, eventuali relazioni di
certificazione
l ’illustrazione dell’organizzazione dei
tempi e degli spazi
l’elencazione dei sussidi, degli
strumenti a disposizione , delle riviste,
degli orari dei laboratori e della
biblioteca, delle risorse on-line, dei
progetti avviati attraverso il sito della
scuola …
allocazione nel plesso del laboratorio
informatico e dei relativi orari
d’accesso.
indirizzo del sito della scuola o
dell’Istituto.
risorse presenti in provincia : cde,
biblioteche utili, …
programmazioni , progetti , griglie di
osservazione sistematica e in
generale materiale didattico
condiviso e a disposizione.
ACCOMPAGNAMENTO riguarda tutte le azioni metodologicodidattiche finalizzate alla realizzazione di una
buona pratica d’insegnamento , allo sviluppo
9
di una crescita collaborativa fra mentor e
docente neoassunto.
Il mentor :
mette a disposizione la propria
esperienza senza imporla
suggerisce possibili metodologie
e percorsi trasversali
ascolta le esigenze , sostiene e
supporta le idee del collega
rimodella la propria esperienza ,
la arricchisce e la vivacizza
attraverso la conoscenza della
nuova professionalità del
collega neoassunto che
affianca.
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2^ proposta chiave
AZIONI RELATUIVE ALL’ACCOGLIENZA –ACCOMPAGNAMENTO
DOCENTI NEO-ASSUNTI
•
•
•
•
•
•
Il dirigente scolastico accoglie i nuovi assunti
Durante il primo collegio docenti presenta i neoassunti
Nel mese di ottobre su richiesta di un docente di sostegno vine affondato
il problema dell’affido dei colleghi a mentor della materia
Il capo istituto comunica ai noassunti l’abbinamento dei mentorneoassunti che viene fatto sulla base della discipline
I mentor ed i neoassunti si incontrano e decidono insieme come
procedere
Si stabiliscono: momenti in comune nella classe, confronti, quando
necessita l’appuntamento per l’incontro
11
3^ proposta chiave
AZIONI ISTITUZIONALI
1° Settembre
1 Collegio Docenti Unitario
2 Collegio Docenti Unitario
1 Incontro di Plesso ( sc. Infanzia)
2 Incontro di Plesso (sc. Infanzia)
AZIONI PEDAGOGICHE
Il Dirigente Scolastico accoglie
personalmente tutti i nuovi docenti.
Al termine del Collegio viene riservata
un’ora in cui il collaboratore Vicario
accoglie e presenta ai nuovi docenti: i
Coordinatori di Plesso a cui rivolgersi
in caso di bisogno ; l’Organizzazione e
le Peculiarità dell’Istituto: Laboratori,
Biblioteca,Sussidi, Strumenti
tecnologici, Orari di segreteria.
Vengono nominati gli insegnanti
incaricati Tutor per i docenti
neoassunti, generalmente la collega di
sezione, di classe, di area ed i membri
del Comitato di Valutazione.
Ogni insegnante si presenta ed illustra
le esperienze precedenti. Vengono
presentate alle nuove insegnanti le
colleghe di sezione; gli elenchi dei
bambini; illustrati i progetti già avviati
e da proseguire; strumenti e sussidi
presenti nel plesso; materiali di facile
consumo.
Viene presentato il POF e il percorso
dell’anno precedente soffermandosi su
alcune caratteristiche: organizzazione
della giornata scolastica;
organizzazione dei docenti (orari,
turni); raggruppamento dei bambini;
metodologia privilegiata e modalità
operative dei docenti.
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AZIONI RELATIVE AI DOCENTI DI SOSTEGNO NEOASSUNTI
Per i neoassunti specializzati per le attività di sostegno, contitolari della
classe a cui vengono assegnati, si individuano le seguenti azioni accoglienza e
di accompagnamento.
1^ proposta chiave
La Coordinatrice della Funzione Strumentale Handicap, dopo gli incontri
istituzionali del Collegio Docenti del 1° settembre, convoca tutti i docenti di
sostegno in servizio presso l’istituto.
¾ Nel corso dell’incontro illustra le linee guida da seguire per la
compilazione del registro di sostegno, la stesura del PEI.
¾ Vengono consegnate le Diagnosi Funzionali degli alunni interessati ed
inoltre alcune dispense di chiarimento delle sigle riportate sulla D.F.,si
avvia un momento di chiarimento e discussione in merito all’argomento.
¾ Viene presentata la suddivisione oraria riservata ad ogni docente.
¾ Viene letto l’accordo di programma, quali risorse sono presenti sul
territorio e loro ruolo: assistente sociale, psicologo, neuropsichiatria,
risorse librarie e didattiche presenti in biblioteca ecc.
¾ Importante inoltre il raccordo con il CRNT, Centro Ricerche Nuove
Tecnologie , tutte le iniziative che riguardano il sostegno sono
obbligatorie per i docenti.
¾ Alla fine dell’anno vengono redatte le varie relazioni e le statistiche per il
Ministero.
¾ Vengono poi calendarizzati incontri alla presenza dell’equipe medica che
segue il bambino, con le docenti, l’educatrice ed i genitori.
¾ Nel corso dell’anno secondo le varie esigenze, si programmano ulteriori
incontri.
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2^ proposta chiave
•
Capo istituto
•
Vice-preside
•
Collaboratore
In veste di funzione strumentale
o Conosce la situazione di partenza degli alunni
disabili : in entrata ed in uscita
o a lui pervengono le diagnosi dei casi
o decide l’inserimento dei casi nelle classi
o gestisce direttamente gli assistenti
e ne richiede l’utilizzo al Comune
o incontra i genitori per le necessità
o si avvale del vicepreside come riferimento
riguardo ad eventuali necessità nel caso
di sua assenza
a lui viene affidato il compito di mantenere
I rapporti coi docenti assistenti genitori
Nella routine giornaliera e nel caso di assenza
Del preside
è un docente che ha il solo incarico di
Coordinare i colleghi del sostegno per
problemi relativi a richieste di nuovi testi
aiutare per stesura pei
illustrare funzionamento istituto
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3^ proposta chiave
L'attività svolta
- Accoglienza
a) presentazione e analisi delle attività collegiali
b) funzionamento dell'istituto
e) figure di riferimento
d) gruppi di lavoro
e) progetti - coordinatori - tutor attività di formazione
f) funzioni strumentali
g) spazi e materiali idonei a svolgere la funzione doc.(biblioteche specifiche
aule speciali, laboratori, ecc.)
h) modulistica
i) ............................................................
−
−
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Incorso d'anno:
Conoscenza e valorizzazione delle competenze specifiche e delle risorse
del doc. neoassunto (attiv. docenza sulla classe nell'area di
approfondimento, laboratori trasversali, interventi mirati per stranieri
neo-arrivati, ecc.)
Consulenza sull'analisi dei casi assegnati
Consulenza nell'organizzazione incontri per stesura PEI e PEP con le
figure di riferimento
Affiancamento negli incontri con le famiglie e gli enti preposti
Consulenza nella stesura dei PEI e PEP
Consulenza nell'organizzare interventi didattici specifici in funzione alle
discipline e alla tipologia dell'handicap
Intermediazione con i colleghi curricolari
Analisi ragionata interventi metodologici e didattici
Consulenza nella stesura delle relazioni finali
Conforto e sostegno nella predisposizione tesina.
Settimanalmente e/o periodicamente:
Confronto sull'azione didattica
Analisi dei bisogni e delle situazioni contingenti emersi nell'ambiente
classe o specifiche degli alunni assegnati
Assistenza - guida nella stesura di interventi particolari
Condivisione delle proposte e delle scelte da attuare in ambito educativo
– didattico (accompagna in modo critico e riflessivo fornendo spunti,
modifi che, adattamenti in itinere)
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Orientamento: la relazione finale per il
Comitato di valutazione
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La via per la relazione finale
Le azioni di orientamento sono proiettate a sostenere il neoassunto nella
scelta della tematica e nell’elaborazione della relazione.
Si conviene di presentare una struttura da cui il neoassunto potrà ricavare
l’indice dettagliato della relazione
{ “La relazione finale deve costituire un dossier ragionato dell'esperienza
condotta, sintesi delle attività nella scuola e delle attività seminariali, e
dovrà essere integrata da una scheda bibliografica che evidenzi i
riferimenti teorici considerati o le letture professionali che hanno
accompagnato l'intero percorso.
{ Il dossier può essere arricchito da altri materiali eventualmente prodotti
in team con altri docenti. dal sintetico resoconto di alcune esperienze
rilevanti” Nota tecnica USR.ER
Struttura
{ La premessa, in cui verranno esplicitate le ragioni della scelta effettuata
ricavandola da una lettura attenta del contesto in cui su opera.
{ L'introduzione, che potrà risultare utile per inquadrare l'ambito prescelto
anche con riferimenti culturali, pedagogici e didattici, che andranno
menzionati nella bibliografia
{ La trattazione vera e propria dell'esperienza, che dovrà connettere
coerentemente i "pezzi" costruiti nel corso dell'anno.
Questa parte costituisce il “cuore” della relazione: essa può essere descritta
in modo narrativo attraverso il “diario di bordo” e argomentata con
riflessioni valutative supportate con la documentazione.
{ La documentazione, attraverso la quale verranno supportate visivamente
le argomentazioni e la descrizione del testo scritto con materiali vari
(foto, illustrazioni, video, elaborati degli alunni).
Ovviamente la struttura proposta serve per indicare un possibile orientamento
per connotare in modo corretto quella che ancora viene definita in modo
improprio “ la tesina”.
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Indicatori per la valutazione del neoassunto
•
Rapporto con i colleghi e il personale scolastico
•
Rapporto con i genitori e gli studenti
•
Conoscenza dell’organizzazione della scuola
•
Conoscenza condivisa di un lessico di base di natura pedagogico-didattico
per sostenere l’azione professionale
•
Competenza nella stesura di un progetto e della programmazione
dell’azione didattico-educativa
•
Conoscenza degli strumenti di verifica e valutazione in uso nell’Istituto
•
Competenza nell’attività individualizzata integrativa a favore degli
studenti in difficoltà
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Scarica

Elaborato del Gruppo di Lavoro