la voce
giornale studentesco del liceo scientifico a. einstein
NUMERO 3 · ANNO VII · APRILE 2010
www.lse.te.it
NUMERO 3 · ANNO VII · APRILE 2010
SOMMARIO
REDAZIONE
Coordinatore
Editoriali
 Gite scolastiche · federica termini
 Ricordi · nando cozzi
Prof. Nando (Igor ["aIgO:*]) Cozzi
Caporedattrice
Federica (Puc) Termini
Dai meandri dell’Einstein
 La tipica mattina del pendolare! · fede
 Into The Wild (II) · marz, fiamma & usher
 Tautogramma in “A” · gaia babbicola
Copertina
Giacomo (Frex) Frey
Codifica LATEX
Uno sguardo sul mondo
 USA e Cina · ceccho b.s.
Igor ["aIgO:*]
Illustratori
Oltre noi stessi





Gaia Babbicola, Lavinia (Blue Samurai) Di Giovanni, Alice
Di Giammartino, Lorenza (Lolò) Del Cane
Anticonformismo conformato · gaia babbicola
God Save McQueen · marta cozzi
Il fascino del male · hank moody
Un senso · pereira
On the Road · stefania standoli
Fotografi
Mario (V for vendetta) Di Nicola,
Marco (Marz) Di Marcantonio
Redattori
Intervista doppia
Alessandra (Pereira) Pigliacelli, Alessandro (AV) Vetuschi,
Alessio (Mamba) Quarchioni, Andrea (Ben) Bonomo, Andrea (The Chief) Capanna, Andrea (Uber) Core, Angela Di
Michele, Annalisa Galzio, Carol (Carolı́) Delli Compagni, Catini Lorenza, Clarissa (Clari) Fonti, Claudio Rofi, Danila (Fiore) Migliozzi, Edoardo (Usher) Pompeo, Edoardo (Fiamma)
Topitti, Ernesto (Erni) Consorti, Federica (Fede) Goderecci,
Francesca (Frikky) Consorti, Francesca Di Marco, Francesca
Valentini, Francesco Tiberi, Gaia Babbicola, Gaia (Gaia =p)
Di Timoteo, Gianluca (Djgix19) Di Giacinto, Giovanni Rossi,
Ingrid (Pac) Filippini, Jessica (Jesk@) La Piccirella, Manuel
Pilotti, Maria Clara Baldassarre, Maria Di Donato, Marta
Cozzi, Massimo (Ceccho B.S.) Cecchini, Mattia (Dr. Johann
Faustus) Brizzi, Mattia (Montonico) Marrone, Mattia (King)
Sciamanna, Nicolò Chiacchiararelli, Paola (Fox) Di Marco,
Sabrina (Sabba) Vallarola, Simone (Hank Moody) Stranieri,
Stefania Standoli
 S. Barracchini vs. D. Marcattili · puc & pac
Forza Albert
 Filtri d’amore · usher
 Il rompicapo dei ‘Lupi mannari’ · av26
 Problemi di vista? Lentine staminali. · gaia =p




I colori della letteratura
Poesie · dtt. johann faustus
Tu. . . · ceccho b.s.
Addio Salinger · puc
Fantasy: fuga o realtà? · fiore
Recensioni




Alice In Wonderland · puc
tv Show Guide for Dummies · frikky
Auguri Lucio · giovanni rossi
Settant’anni di Faber · andrea bonomo
Colophon
Interamente realizzato all’interno del Liceo Scientifico “Albert
Einstein”, Via Luigi Sturzo 5, 64100 Teramo. Composto in LATEX
con la famiglia di font Palatino di Hermann Zapf. Questa rivista
è disponibile on-line nel sito web del liceo.
TEXnologia
 Il ragno imbavagliato · djgix19
 Il decreto Romani · nicolò chiacchiararelli
Sito Web del liceo
Enigmistica
http://www.lse.te.it
 Parole crociate e altri giochi
© 2009 − 2010 Liceo Scientifico “Albert Einstein” – Teramo
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/legalcode
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Dai meandri dell’Einstein
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
Editoriali
Gite scolastiche
di Federica Termini
arzo e Aprile. La primavera incombe, gli uccellini cinguettano, il sole
riappare in tutto il suo splendore tra poche nuvole passeggere, ma il nostro pensiero è solo uno in questo periodo: LA
GITA!
M
Ormai siamo partiti piú o meno tutti.
C’è chi è rimasto in Italia e chi ha avuto la
fortuna di assaporare l’aria che tira all’estero, ma bene o male tutti abbiamo fatto
le stesse cose penso girando musei e passando notti in bianco con gli immancabili
amici di sempre.
Ognuno di noi è partito con l’intenzione di prendersi una pausa da que-
sta scuola che ci stressa anche se poi
penso che siamo tornati piú stanchi di
prima, ma tenendo nel cuore ricordi
indimenticabili.
Comunque, per quanto distruttiva
possa essere, la gita resta il momento piú
atteso dell’anno. Ma ora che è solo un
ricordo, cerchiamo di consolarci al meglio
con la voce.
“A Perfect Day for Bananafish” (Un giorno perfetto per i pescibanana) che rivelò
il suo talento. Salinger è riprodotto in copertina (Frex) e la nostra Caporedattrice
ne ha scritto una memoria a pag. 14.
Un altro volto assente è l’intellettuale e critico televisivo Beniamino Placido,
morto il 6 gennaio. Anche per questo, ho
pensato di inaugurare una rubrica televisiva nel nostro giornalino (pag. 16) per
dimostrare che anche l’esecrata tv può
e deve essere narrata con intelligenza e
ironia.
Il controverso e geniale stilista Alexander McQueen, morto suicida il 9 febbraio, viene ricordato da Blue Samurai e
da Marta (pag. 8).
Infine, come dimenticare la ricorrenza del 6 aprile 2009 che rappresenta una
dolorosa memoria per tutti gli abruzzesi e
soprattutto per noi che viviamo e operiamo a scuola? Di certo, nessun dolore col
suo carico di sensi di colpa può restituirci
il fragile tempo passato.
Ricordi
di Nando Cozzi
ono visitato dai fantasmi degli assenti: Jerome David Salinger, lo scrittore
americano autore de Il giovane Holden
(The Catcher in the Rye) e “scopritore”
della condizione adolescenziale nella sua
freschezza e confusione, è morto lo scorso
27 gennaio. Se non l’avete fatto, suggerisco la lettura del suo primo racconto
pubblicato da The New Yorker nel 1948,
S
Dai meandri dell’Einstein
La tipica mattina del pendolare!
di Fede
re 6:45. . . drrrriiiin!
O La giornata del pendolare inizia
proprio cosı́, a una “piacevole” ora
mattutina la sveglia comincia a suonare e, ancora confuso nel letto, matura il chiaro desiderio di prendere la
sveglietta (o cellulare che sia) e scaraventarla contro il muro, volontà che
potrebbe sicuramente concretizzarsi
se non fosse per evitare che al suono
che ha interrotto il nostro dolce sonno, si aggiunga l’urlo tarzanico del
genitore! Cosı́ ci si comincia a rotolare tra le lenzuola, a convincersi che il
tempo passa e ogni minuto è sottratto
alla tranquillità della colazione o ad
un rilassante momento in bagno, senza però decidersi a scoprirsi da quelle
calde coperte, fin quando la voce già
agitata della mamma passa dalla porta invitando, con una semi-dolcezza,
ad alzarsi!
A quel punto si è costretti a mettersi in piedi e, con gli ancora chiusi,
dirigersi verso la porta del bagno dove grazie all’aiuto dell’acqua fresca, si
riesce ad aprire gli occhi! Colazione,
vestiti ed ecco il fatidico momento: il
conto alla rovescia per raggiungere
la fermata del pullman, sperando di
non perderlo.
Si comincia a considerare lo scorrere dei secondi, ad alzare sempre
piú il tono della voce o a fare rumore all’avvicinarsi dell’ora prestabilita,
zaino al volo, merenda nella borsa e
via! Nel momento in cui ci varca la
soglia del portone di casa, si deve essere consapevoli che si portano con
se le speranze che
costringerti a diventare una
sardina!
Arrivare col fiatone e vedere in
lontananza tutti gli altri amici che ti
incitano ad accelerare il passo perché
il pullman è a due passi, toglie la voglia di dire buon giorno e, assieme
alla folla scatenata pronta a prendersi a pugni pur di salire per primo e
accaparrarsi un posto, è simbolo evidente di una giornata NO! Saliti sul
pullman, con il dispiacere per chi è rimasto a terra e contemporaneamente
la felicità perché non si è piú schiacciati di quanto sarebbe potuto esserlo,
comincia il viaggio. I primi 5 minuti
trascorrono nel dibattito sulle condizioni precarie in cui ci si trova fino
a che, l’autista perennemente freddo1. il pullman sia ancora lı́ ad lone, alza i riscaldamenti alla temperatura di 40 gradi e toglie a tutti la
aspettarti
voglia di parlare. Si comincia cosı́
2. non sia talmente affollato da a sentire i discorsi di quelle persone
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Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
la voce
che, beatamente sedute, discorrono
di argomenti di tutti i tipi: “a matematica ho preso un voto basso”, “ieri
l’estetista mi ha sezionato le gambe”,
“la mia ragazza mi ha lasciato”, “non
voglio entrare a scuola” — e bla bla!
Mentre i poveracci che sono rimasti
in piedi non vedono l’ora che i sedentari scendano!Ora c’è da aggiungere
che noi frequentiamo il liceo scientifico, scuola che situata alla sommità
di una collina, può essere raggiunta
in due modi: la simpaticissima salita
ai semafori vicino alla farmacia, che
si trasforma nella scalata del k2 e che
tonifica i muscoli, oppure la piccola
salita di fronte all’apollo 11. Ora, se
va tutto bene, per le 8.20 si è in classe,
se qualcosa va storto invece, appena
dopo aver bussato alla porta, si scorge un professore che rivolge la tanto
apparentemente tranquilla domanda:
“Come mai in ritardo?” E l’alunno:
“Professo’, il pullman!” Eh si, il nostro “caro” pullman ormai è divenuto
un pensiero fisso, una scusa, un motivo di agitazione, tuttavia, anche se
fatico a dirlo, un giorno sentirò la sua
mancanza, legata a questi anni fantastici. . . beh cari pendolari, che dire,
cerchiamo di non lamentarci! Andrà
tutto bene. . .
Into The Wild
Studio della fauna “scientifica” (Parte seconda)
di Marz, Fiamma & Usher
chiunque conosca e promettendo che il giorno seguente verrà restituita l’intera somma prestata (cosa
che avviene di rado);
ccoci di nuovo qui come promesso; e, come già antici-
E pato, in questa seconda parte del nostro Darwiniano
Il facchino: poco furbo, si reca nella zona di caccia con
l’obiettivo di trovare approvvigionamento per tutto il branco; tuttavia rallentando gli altri cacciatori viene spesso sovrastato e tolto di mezzo dai
piú feroci, che senza scrupoli ottimizzano la caccia
derubandolo delle prede;
resoconto ci accingeremo a parlare delle varie tipologie
di esseri viventi che si possono incontrare nella parte piú
infima della nostra zona di ricerche, il bar.
la ricreazione
Allo scoccare della Ricreazione, infatti, numerosi indigeni
si recano all’unisono emettendo strani versi gutturali, in
questo posto, l’unico dove sia possibile procacciarsi del
cibo.
La selezione naturale ha permesso solo ad alcuni di
riuscire ad ottenere del cibo in tempo prima che la Ricreazione finisca, ma questi son spesso sfruttati da individui malvagi e senza scrupoli, che approfittano della loro
bontà dei procacciatori di cibo per divorare abitualmente
un lauto pasto senza fatica alcuna.
La folla che si raduna di fronte al bar può essere
classificata secondo le seguenti categorie:
L’indeciso: sfortunatamente per lui la sua caratteristica
peculiare è quella che lo porta alla denutrizione. Esso, infatti, trovandosi di fronte a tanta abbondanza,
soffre nell’effettuare una scelta precisa, ciò non è
però ammissibile nella dura lotta alla sopravvivenza,
viene quindi brutalmente escluso dalla caccia.
C’è inoltre anche chi è impossibilitato a partecipare alla ressa per il cibo, cioè l’interrogato, che è uno dei pochi
sfortunati che al momento della folle corsa al cibo, si vede
costretto a rimanere nella sua locazione mattutina, dove,
inerme nelle mani dei detentori del potere, è obbligato ad
Lo Spilungone: salta subito all’occhio per la sua straor- attenere la fine della stagione di caccia per poter uscire
dinaria altezza e la lunghezza degli arti, utilizzati dalla tana e ottenere un lauto pasto.
per raggiungere e afferrare panini e pizzette a una
i rappresentanti d’istituto
distanza di circa tre metri e mezzo, sovrastando cosı́
i piú deboli;
Andiamo infine ad analizzare una classe a parte all’interLo Gnomo: difficilissimo da vedere, è basso e dotato di no dell’ecosistema scolastico: i rappresentanti d’istituto e
grande agilità. Corre nella folla evitando ogni tipo della consulta. Sono solo sei e vengono eletti ciclicamente
di ostacolo e giungendo in pochissimo tempo al ban- ogni 12 lune da tutti gli indigeni affinché li guidino e li
cone del bar dove spesso però non viene neanche governino. A Ricreazione si vedono spesso aggirarsi con
visto dalla barista indaffarata;
sorrisi smaglianti, distribuendo pacche e strette di mano
Il Banzai: dotato di scarsa intelligenza, spicca salti sui- a tutti i loro elettori.
Benché in molti pensano che siano essi a tenere nelle
cidi urlando ciò che vuole alla barista, cercando di
proprie
mani il destino della scuola intera, in realtà molte
farsi sentire, spesso con insuccesso, riuscendo a ridelle
loro
decisioni si rimettono ad un’entità trascendenmediare il piú delle volte solamente un bernoccolo
te, chiamata da alcuni “Preside”, che risiede in un luogo
in seguito a qualche caduta;
ultraterreno inaccessibile chiamato “presidenza” da doLo Scroccone: non avendo soldi per comprare il suo ve la preside muove i fili e decide i destini di ognuno
panino, si aggira nei dintorni del bar chiedendoli a all’interno di questo particolare ambiente.
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Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
di Marz
Dai meandri dell’Einstein
Tuttavia coloro che dimorano in questi luoghi vi resta- qualche decennio in piú con lo scopo di governare questo
no per pochi anni; solo i detentori del potere rimangono posto selvaggio. Con l’assenso del dominatore supremo,
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Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
la voce
tale territorio può anche essere abbandonato prematuramente; ad ogni modo, in molti preferiscono giungere
all’iniziazione finale che gli indigeni sono soliti chiamare
“Maturità”. Questo importante passo aprirà loro la via
al confronto con il mondo esterno e gli permetterà di
mescolarsi con la massa.
Quasi nella totalità dei casi la maggior parte di loro, una volta fuori, si uniforma e perde gradualmente le
proprie caratteristiche peculiari, dimenticando le nozioni
apprese e i momenti vissuti prima dell’iniziazione.
di Alice
Fra poco piú di un anno anche io e i miei due colleghi
saremo sottoposti alla prova finale (si spera), ma ci auguriamo comunque di portare sempre con noi il ricordo
delle prove fallite e delle difficoltà superate nel corso di
tutti gli anni trascorsi qui.
Tautogramma in “A”
di Gaia Babbicola
annuncio avviso
Prof.: Abbozzate, appuntate, annuite, ammiccate. Adolescenti agitati, animaleschi, apparite affabili almeno
adesso! All’“ARRIVEDERCI”, alzatevi, applicatevi!
[Bussano alla porta dell’aula. . . ]
alunni ammaestrati all’attacco
Classe: ARRIVEDERCI
Prof.: Alt! Alzatevi! Assumete almeno atteggiamenti
accettabili! Accogliete adeguatamente, aspettate Prof.: Alleluia! Adesso aprite antologia.
allineati!
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Oltre noi stessi
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
Uno sguardo sul mondo
USA e Cina nemici-amici (a causa di Google)
di Ceccho B.S.
febbraio del 2010 è avvenuto l’en-
A nesimo litigio diplomatico tra Ci-
na e Usa, stavolta per un motivo preciso: la libertà di Internet. Difatti, dal
punto di vista cinese esso rappresenta una minaccia alla sicurezza interna
e al mantenimento della pace nello
Stato. Per contrastare queste affermazioni, gli americani sostengono invece
che il Governo Cinese vuole semplicemente fare in modo che finisca la
diffusione di immagini via internet
come quelle che si riferiscono ai giorni nei quali i tibetani protestavano per
una maggiore autonomia. Prenden-
do in considerazione i fatti e non le
parole di circostanza e la diplomazia,
vediamo che entrambi hanno ragione:
Difatti, è vero che i cinesi mirano ad
un controllo pressoché totale dell’informazione on line, ma è anche vero
che gli Stati Uniti mirano, attraverso
Google, a destabilizzare il governo cinese comunista. Ma cosa ne pensano
gli internauti? Questo dovrebbe chiedersi l’opinione pubblica mondiale;
in fondo, internet è nato anche per
poter comunicare piú agevolmente e
di certo gli stessi internauti cinesi riuscirebbero benissimo a difendersi da
soli senza l’appoggio, dettato dagli
interessi, di Washington. Inoltre, è
possibile che Google lasci la Cina, ma
entrambi ci perderebbero milioni e
milioni di dollari, visto che molte applicazioni tecnologiche cinesi possono
essere usati solamente con Google e
gli americani avrebbero ben un miliardo di potenziali clienti e consumatori
in meno su cui contare. In conclusione possiamo dire che questo episodio
può essere un modo per farci capire il vero spirito degli internauti che
rischiano la vita diffondendo notizie
vitali per l’espressione della libertà
di pensiero e, parafrasando la pubblicità del Macintosh della Apple del
1984, “Affinché il 2010 non sia come
il 1984”.
esteso lo stile perlopiú americano a
tutto il globo — influiscono sempre
piú sulla personalità dell’individuo,
plasmandola con un vestito preso su
misura del cittadino medio americano, che non aderisce appieno su un’essenza ricca di sfaccettature, prismatica e non racchiudibile entro uno
schema sterile e uniforme quale è la
persona.
L’originalità viene spesso messa
in discussione dai canoni della moda e, di conseguenza, chi secondo i
suoi gusti e non quelli imposti dall’“onda” esibisce qualcosa di piú personale, che esprima al meglio il suo
modo di essere, rischia l’emarginazione o comunque viene additato dalla
massa.
C’è chi negli anni ’70, ’80, fino ai
’90, ha dato vita a veri e propri movimenti, espressioni del proprio modo di vivere, di pensare, di percepire
la realtà. Cosı́ hanno preso forma il
Punk, il Dark, il Metal, l’Indie, l’Emo
(Emotional HardRock — per chi non lo
sapesse e se ne fa interprete) e tanti
altri, nati come ideologie, messe in
atto tramite la musica e poi trasferite
al vestiario.
Il messaggio all’epoca era chia-
ro: non volersi omologare, distinguersi, rompere le catene degli schemi
soffocanti del perbenismo borghese.
Oggi, chi non ha abbastanza fegato per mostrare di che pasta è
fatto, preferisce omologarsi accettando passivamente, senza obiezioni,
le opinioni, i gusti e gli usi della
maggioranza.
Ma il commercial style non fa che
portare all’anonimato, oltre a renderci “stampi” di una stessa fabbrica, prodotti in serie e schiavi del
consumismo.
Non mancano coloro che, consapevoli degli ideali, proseguono le tradizioni dei gruppi del secolo scorso,
inneggiando ad inni anticonformisti,
rivendicando la libertà d’espressione.
Altri invece, una specie a sé, pur
di apparire originali o forse ribelli, inconsapevoli di che affermano e fanno
con convinzione, scimmiottano quei
gruppi distintisi dalla massa, creando una branchia di conformismo
nell’anticonformismo.
Come recitava un motto degli anni ’70, “Punk is attitude not fashion”,
si spera che anche gli styles odierni siano “modi di essere, non di
apparire”.
Oltre noi stessi
Anticonformismo conformato
di Gaia Babbicola
ra gli adolescenti, si sa, l’aspet-
T to fa la sua parte e forse rappre-
senta una tasto dolente per molti di
noi. I rapporti con lo specchio sono
comunque i piú bizzarri: c’è chi sfugge da qualsiasi superficie che rifletta
la propria immagine, chi nasconde
specchietti nei posti piú segreti — ormai il diario non fa piú parte di questi — per monitorare costantemente
i propri punti tabú, e ancora chi ha
una percezione di sé equiparabile a
un Adone.
Dobbiamo ammettere che la domanda “cosa pensano del mio aspetto gli altri?” sia tra i primi posti
nella classifica delle nostre domande
esistenziali.
È la società di cui siamo parte che ci inculca questi scrupoli e
ci impone modelli da seguire secondo un format che fa comodo, perché
fonte di guadagno delle piú grandi
multinazionali.
Le conseguenze della globalizzazione — ossia del fenomeno che, a
partire dagli anni ’80, tramite le piú
massicce reti di comunicazione, ha
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Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
di Blue Samurai
la voce
Alexander McQueen
God Save McQueen
di Marta Cozzi
urante la settimana della moda
a Parigi dove sono state presentate le collezioni prêt-à-porter autunno/inverno 2010, il 9 marzo ha avuto
luogo l’ultima sfilata del cosidetto hooligan della moda, ovvero Alexander
McQueen. In sottofondo, musica da
camera, musica che si dice ascoltasse mentre disegnava, la sfilata è stata
l’addio finale che il gruppo Gucci ha
voluto dare allo stilista inglese, morto suicida l’11 febbraio scorso. Sedici
outfit, finiti per l’80% e ispirati al Me-
D
dioevo per ricordare le bellezze del
passato, sono stati mostrati nell’intimità di un pubblico scelto. La minicollezione appare piú serena rispetto
alle sue creazioni-cult dai toni cupi
e con teschi protagonisti di trame e
di dettagli, ma sicuramente unici come la sua personalità creativa. E se
questo nome sembra ancora sconosciuto, basti dare un’occhiata al video
di Lady Gaga “Bad Romance”, nel
quale appaiono un paio delle celebri
scarpe “armadillo”, opere d’arte sotto forma di calzature, vere e proprie
killer heels come si suol dire a causa
del tacco dalla “discreta” misura di
8
30 cm, che persino le modelle stesse
avevano paura di indossare.
Una personalità senz’altro fuori
dal coro: non è stato di certo un caso
che il mondo dei nasini all’insú abbia riconosciuto in lui un vero e proprio talento; non per nulla nel 1996
all’età di soli ventisette anni fu scelto
come direttore creativo di Givenchy
al posto di John Galliano, e nel corso
della sua breve carriera ha raccolto
un totale di cinque premi, di cui uno
quale “stilista dell’anno” nel 2003 e
gli altri quattro come “stilista inglese dell’anno”. Il suo gusto per gli
eccessi e per lo scandalo è stato la
Oltre noi stessi
chiave del suo successo: le sue sfilate
vengono ricordate come puro spettacolo, che colpiscono come un pugno
allo stomaco, i suoi vestiti raccontano
storie del passato, tra figure mitologiche e stregoneria e paganesimo o tra
storie ispirate dalla regina Vittoria e
dall’impero indiano per esempio, ma
parlano anche di ambientalismo, di
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
Darwin, di Dickens e di un futuro negativo e apocalittico. Insomma, sotto
la creazione di un vestito c’è molto
di piú che il semplice disegnare e abbinare stoffe come molti potrebbero
credere.
Ci sarà in un futuro prossimo una
persona degna di diventare il suo successore? Ai posteri l’ardua sentenza,
per ora, citando Anna Wintour1 , “La
sua morte segna un’insormontabile
perdita.”
Note
1 Giornalista e direttrice della piú autorevole
rivista di moda statunitense e mondiale, Vogue,
dal 1988.
Il fascino del male
di Hank Moody
fuori dal normale piuttosto che aspettarsi sempre le solite
cose.
E se “il fuori dal normale” fosse poi il Male, beh poco
importa. Ognuno di noi cerca l’evento che gli cambierà la
vita e spesso è piú facile percorrere la strada in un percorso poco chiaro e oscuro piuttosto che seguire la cosiddetta
retta via che potrebbe apparire noiosa e ripetitiva.
E inoltre ciò che “sembra” sbagliato non è detto che
lo sia forzatamente; Mi tornano alla mente le soavi parole di Fabrizio De André che nella canzone La Cattiva
Strada racconta di un soldato, una prostituta, un pilota
e un diciottenne alcolizzato che si mettono a seguire un
uomo “sulla sua cattiva strada” nonostante lui li abbia
invitati a non farlo. Quest’uomo sputa negli occhi del
soldato, deruba la prostituta, causa un incidente al pilota
e versa da bere all’alcolizzato; cosa c’è di giusto in queste
azioni? Beh niente, ma fungono da rivelazione e portano
alla conversione: al primo la saliva fa aprire gli occhi e
deporre le armi, la donna senza denaro può fare i conti
solo con il suo dolore, colui che era abituato a guidare
un auto si trova ad affrontare un cammino senza punti
di orientamento e il diciottenne non riceve una critica ma
un approvazione cosı́ che possa capire da solo ciò che è
sbagliato sbattendoci il muso. Perciò lo seguono su quella
che sono in apparenza è una via oscura ma in realtà fonte
di salvezza.1
Quello cantato da Faber sembrerebbe un metodo di
insegnamento poco ortodosso ma certamente non monotono. Probabilmente è la stessa logica che spinge le
ragazze a mettersi con il bastardo di turno o l’impiegato
a fare una rapina in banca: la paura della monotonia.
e apriamo il dizionario italiano alla lettera “M” e
S scendiamo di qualche parola troviamo l’avverbio e
sostantivo male. Le definizioni sono varie:
1. tutto ciò che è contrario al bene, che è oggetto di
biasimo, disapprovazione, avversione;
2. danno materiale o morale, fatto o ricevuto;
dispiacere, risentimento;
3. in modo non buono, non conveniente.
Certamente esprimono un concetto da evitare, da tenere lontano. Eppure, quotidianamente, molti di noi se si
trovano a scegliere tra il giusto di un’azione convenzionale e l’emozione del proibito sceglieranno e preferiranno
il rischio. Possiamo anche fare un salto nella storia e
arrivare agli inizi, alla storia di Adamo ed Eva. Un uomo
e una donna, bellissimi, innamorati, che vivevano in un
paradiso terrestre dove avevano tutto e vivevano una vita
semplicemente grandiosa senza lavoro, impegni e pensieri. C’era un solo limite: era proibito mangiare il frutto
di un melo. C’erano centinaia di altri alberi di mele e di
tutti gli altri frutti, solo uno era proibito e l’uomo sceglie
proprio quello. Perché? Perché rischiare di perdere tutto
le infinite possibilità che di posseggono per un frutto
rosso? La risposta è che siamo affascinati dal male cosı́
come siamo attratti da tutto ciò che è diverso da ciò che
viviamo ogni giorno; l’uomo ha un debole per gli stimoli,
l’uomo ha bisogno di essere sorpreso.
Ciò che è prevedibile si presenta prima come qualcosa
Note
di sicuro, come una certezza, poi scade nella banalità e
1 Tratto dall’analisi di Ezio Alberione.
quindi, forse, attira sempre di piú vivere un’avventura
Un senso
di Pereira
sissimo tra i nostri coetanei, attenti ambiziose siano le aspettative che cecacciatori, forse un po’ esasperati, di liamo dentro noi stessi, aspettative
una logica per la propria vita.
che ci rendono assetati di “essere”,
oglio trovare un senso a questa
pieni della voglia di trovare una stravita, anche se questa vita un
Ogni giorno, infatti, attraverso i da, di fare tutto e farlo subito. È evisenso non ce l’ha”, Vasco Rossi urla miei amici e i miei compagni di scuo- dente, però, che il futuro ci spaventa
dal palco un verso diventato famo- la, mi rendo conto di quante e quanto
“V
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Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
la voce
parecchio: finito il liceo che cosa sarà
di noi? Quale facoltà universitaria
sceglieremo, dove andremo a vivere,
sarà mai la scelta giusta, saremo ancora amici, sopravviveremo alla vita?
Inevitabile infatti correre con la fantasia e immaginarsi piú vecchi di qualche anno, chiedersi dove ci si trovi e
chi ci accompagni. Unico modo per
sconfiggere la paura è quello di ag-
grapparsi a una sicurezza, a qualcosa
che in ogni caso ci mantenga vivi: che
sia la famiglia, che sia un amico, che
sia un hobby, l’importante è ricordare
che “essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice
fatto di respirare” (Neruda, “Lentamente muore”), ma questo lo stiamo
scoprendo ogni giorno sulla nostra
pelle. Il mio vuole essere solo un bre-
ve promemoria, un appunto di viaggio per ricordarvi di rimanere fedeli
a voi stessi, perché non potremo mai
sapere dove ci porteranno le correnti della vita e a quali mari andremo
incontro: fate le vostre scelte con il
cuore, che siano giuste o sbagliate ,
l’importante è che nascano da esso.
ma ciò che siamo” scrisse il poeta portoghese Fernando Pessoa intendendo
il viaggio come esperienza psicologica, metafora della vita stessa che presuppone come obiettivo di oltrepassare l’impalpabile barriera che ci separa dall’intima conoscenza del proprio
“io”.
Perché è nella nostra mente che il
paesaggio in cui ci affacciamo si disegna e assume un significato, traspira
delle emozioni di un senso privato
e individuale: inquietudine, stupore,
allegria. . . ogni luogo, persino il piú
puro è inevitabilmente invaso e contaminato dallo stato d’animo celato
all’interno di chi sta a guardare.
“Il viaggio non soltanto allarga la
mente: le dà forma”. Questa citazione di Bruce Chatwin è invece diretta ad esaltare il viaggio nella sua
capacità di liberare la mente dal peso degli infondati pregiudizi scolpiti
dall’inettitudine di una società cieca
e maldisposta ad allargare le proprie
vedute. Cosı́ il viaggiatore, stimolato
verso l’inseguimento del nuovo, dello
sconosciuto, segue sentieri invisibili,
approda in luoghi mai immaginati e
li osserva, li vive, li scruta, spoglio di
ogni prevenzione.
Non so esattamente ciò che è il
viaggio, ma so cosa non è: non è un
concetto, non è una definizione, non
è uguale per tutti. Si possono interpretare diverse sfumature di questa
parola, cosı́ semplice quanto evocativa e affascinante. È forse l’occasione
imperdibile di non rimanere immobili ed essere colti dallo scorrere lento
e triste di minuti sempre uguali. È
l’attrazione sublime verso qualcosa di
ignoto, è il fervore che si prova preparando la valigia riempiendola con
il minimo indispensabile, o magari
tutto ciò che si ha, mentre la mente si estranea momentaneamente dal
corpo, si lascia rapire da un flusso
incantato di immagini e in una sorta
di estasi parte e visita, si accinge a
un cammino al di sopra del tempo attraverso la rotta prefissata, toccando
esperienze mai avvenute e provandone il gusto, sperando in qualcosa e
sognandone le conseguenze e poi, al
“risveglio”, ci si rende conto che la cosa migliore nel mezzo di un viaggio,
è aspettarsi qualcosa di inaspettato.
On the Road
di Stefania Standoli
he sia per curiosità, per provare
C una nuova esperienza o per colti-
vare una passione, per fuggire da un
posto ormai consumato, per capire
meglio se stessi, per evitare di essere
presi dalla monotonia, per prendersi
una pausa, per sentire il fremito di
una libertà sconosciuta, per scoprire
bellezze inimmaginate. . . qualunque
motivo è valido per intraprendere un
nuovo viaggio. Un viaggio che porta
a scoprire nuovi orizzonti, un viaggio
che va lontano fino a ricordare vagamente il sapore e l’odore del mondo che si è lasciati alle spalle, forse
provando nostalgia e forse no. Un
viaggio. . . cos’è un viaggio? Hanno
tentato in molti. Hanno provato e
racchiuderne la quintessenza dentro
parole: poeti, esploratori, filosofi. . .
hanno scritto per comunicare le emozioni segrete e personali del viaggiare,
ma come si può concepire lo spirito
vero di un’avventura se non in prima
persona?
“I viaggi sono i viaggiatori. Ciò
che vediamo non è ciò che vediamo,
Intervista doppia
Silvia Barracchini vs. Dino Marcattili
Silvia.
49 purtroppo!
Sposata felicemente.
Lettere.
Li adoro.
Abbastanza.
Arredatrice d’interni (anzi Interior designer che
è piú in!).
Non lo posso dire. . . anzi, diciamo vivere in un
posto caldo.
Nome?
Età?
Situazione sentimentale?
Insegnante di?
Il suo rapporto con gli alunni?
È soddisfatto del suo lavoro?
Se non avesse fatto l’insegnante?
Gianmario.
75, però portati male.
Felicemente ammogliato.
Niente bene.
Odio piuttosto conclamato.
Quando mi danno le tangenti, sı́.
Il nullafacente.
Il suo sogno nel cassetto?
Non c’ho il cassetto!.
10
Forza Albert
Ah ah! La gita a Venezia con la Bartoli.
Mmm. . . Ce ne sono tanti, non uno in particolare.
Sud Sound System. . . anche se ce ne sono altri.
Ah. . . ne ho tanti: teatro, ballare danze popolari. . . !.
Mmm. . . Gli italiani non mi fanno morire. . . Intanto ci penso. . . mmm. . . diciamo Baricco.
Quella che mi diceva sempre mia mamma: “Le
brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive
vanno dappertutto” che è una citazione di Mae
West. Questo perché ero cattivissima!
Al momento l’hanno abolito: comunque Ballarò
e Anno Zero.
Serpenti. . . da morire!
Ho nuotato nella barriera corallina senza respiratore rimanendo incastrata!
No ma mi piacerebbe. . . per un periodo ho
portato quelli che si staccano.
Boh. . . mi occupavo di politica quindi. . . il
primo serio a 18 anni.
Sigarette a fasi alterne.
Prima e unica volta a Cuba. . . Cocktail al rum.
MICIDIALI! (io sono astemia).
Come sopra!
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
Momento scolastico indimenticabile da studente?
E da insegnante?
Essere cacciato dagli esami all’università.
Cantante preferito?
Hobby?
Tommy York dei RadioHead.
Lavori Manuali (applicazioni!).
Autore italiano preferito?
Burchiello.
Citazione preferita?
Chi mena ppe primo mena ddu vorte!
Programma TV preferito?
Schermo oscurato.
La sua fobia?
La peggiore delle sue follie?
Tatuaggi? Se sı́, dove?
Le cose acuminate.
Hanno raccontato che giravo nudo in un posto
ma non è vero! La peggiore delle mie follie è
aver guidato ben 150m senza cintura!
Sı́, sotto la clavicola.
A quanti anni ha avuto il suo primo ragazzo?
A 17 anni. . . si chiamava Carla!
Ha mai fumato?
La prima volta che si è ubriacato?
Un periodo Diana Blu.
Non mi ricordo. Ero troppo ubriaco.
E l’ultima?
Il primo “1” che ho messo.
La piú grande faccia tosta della storia.
Troppo moscio (oddı́o moscio e brutto!).
Non identificabile.
Politico di razza.
Un grande!
Ah, non lo so! In questo momento proprio non
lo so!
Boh. . . non ne ho idea. . . Astronomia non era
proprio il mio forte!
Non lo so. . . conoscenze antiche!
Tre parole per Silvio?
Tre parole per Bersani?
Tre parole per la Gelmini
Tre parole per Fini?
Tre parole per il suo collega.
3/5 in latino (tres quintae partes)?
Stamattina alle 8:35 col fiaschetto di vino in
classe!
Uno che riesce.
Figlio di D’Alema.
Molto molto. . . incinta!
Uno che cavalca.
Una donna simpaticissima!
Buh buh. . . qualche distributivo. . . Buh!
Quanti sono i satelliti di Giove?
Buh. . . Europa sicuro. . . mmm. . . C’è un po’!
Il campo gravitazionale terrestre?
Ma date meno complesse? Mmm. . . Non ero
nata!
Agli insegnanti di lettere le domande di fisica
non sono molto indicate!
La cultura serve alla ragione per avere il cervello
aperto e non farti imbrogliare.
Cos’è successo nel 1955?
È che se io butto una cosa per aria probabilmente mi ricade in testa!
1955. . . 19 anni prima che io nascessi!
Cosa pensa di questa intervista?
Un messaggio ai suoi studenti?
Molto bella e ti spinge a essere sincero! Un
saluto alle intervistatrici!
Pettinatevi i capelli! (Le intervistatrici hanno
limitato la mia libertà di espressione! Terra
liberaaaa!)
A cura di Puc & Pac
Forza Albert
Filtri d’amore ed eredità scimmiesche
di Usher
perfetto. Ebbene le caratteristiche che
cerchiamo in lui/lei derivano il piú
delle volte dalle abitudini di vita dei
all’alba dei tempi l’uomo, l’aninostri antenati: le scimmie.
male metodico per eccellenza, cerca di generalizzare il piú possibile
Innanzitutto buona parte di noi
azioni, decisioni e comportamenti, in apprezza molto l’intelligenza nell’almodo da trovare velocemente nell’im- tra metà: al di là del fatto che un/una
mediato futuro la via piú agevole per compagno/a dall’animo vuoto e suaffrontare ciò che si trova davanti. perficiale renderebbe il rapporto noioCosı́ come Cicerone a suo tempo cer- so, potrebbe anche esserci una ragiocava le caratteristiche del perfetto ora- ne biologica per questo tipo di prefetore, Machiavelli quelle del perfetto renza. Ad affermarlo è l’antropologo
statista, cosı́ noi, nel nostro piccolo, Geoffrey F. Miller che segue un racerchiamo di creare nella nostra men- gionamento molto semplice: per prite un modello da tenere in conside- ma cosa bisogna sapere che la nostra
razione durante la ricerca del partner mente consuma, da sola, il 20% dell’e-
D
11
nergia totale del corpo, di conseguenza una mente sveglia può essere tale
solo in un corpo sano che provveda
ai suoi consumi, e la salute è uno dei
caratteri principali ai fini della riproduzione. Il fatto che alcune caratteristiche come l’intelligenza, di per sé
superflue, si siano tramandate fino a
noi viene giustificato dalla teoria della selezione sessuale: secondo questa
teoria non è tanto importante il fatto
che un individuo sia idoneo a sopravvivere (come affermava la teoria della
selezione naturale), quanto piuttosto
il suo ascendente sull’altro sesso. Un
esempio perfetto ci è offerto dal pa-
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
la voce
vone e dalla sua coda: essa è, nella
pratica, ingombrante e di intralcio durante la fuga dai predatori, ma non è
affatto inutile, infatti ad accoppiarsi
sono quelli dai colori piú sgargianti e
dalle ruote piú ampie poiché attirano
gli esemplari femminili piú di altri.
Cosı́ come è importante l’intelligenza, inoltre, lo è anche la somiglianza con il partner: sono assai rari legami fra persone di cultura e religione
differenti, in quanto non ci si ritiene
“completati” da qualcuno troppo differente da sé, che appare, anche dopo
conosciuto bene, alla stregua di un
estraneo. D’altra parte non tendiamo
a unirci con individui che hanno degli stretti legami di parentela con noi,
oltre che per ragioni etiche, anche per
garantire la variabilità genetica nella
prole.
Andando poi ad analizzare nel
dettaglio, ci accorgiamo che lui e lei
hanno delle preferenze differenti per
quanto riguarda la scelta del partner.
Un uomo di solito tende a cercare
una compagna sia giovane che bella.
La giovinezza, naturalmente, è sinonimo di salute, e, come detto prima,
essere sani è importantissimo ai fini riproduttivi. Per quanto riguarda
la bellezza possiamo citare il famoso
proverbio “Non è bello ciò che bello
ma è bello ciò che piace”: difatti tutti
noi cresciamo con degli stereotipi e
dei modelli di perfezione diversi a seconda del gruppo culturale. Come si
narra in un racconto di H.G. Wells1 in
un paese di guerci i “normali” apparirebbero orribili e deformi. D’altronde
non andiamo a cercare la perfezione in toto, ma ci ispiriamo ad essa
per trovare qualcuno che le si avvicini: citando Francis Bacon “Non può
esistere una bellezza squisita che sia
sprovveduta d’una cotale stravaganza
nelle proporzioni”.
Una donna, invece, tende a cercare nel proprio compagno una buona posizione sociale, prestanza fisica, simpatia ed affetto. Tutte queste caratteristiche sono una garanzia
fondamentale per l’allevamento dei
figli di cui i due si dovranno occupare. Probabilmente la figura del ricco
playboy moderno ricalca quella del
capobranco o del maschio alfa.
Inoltre, uno studio pubblicato dalla Royal Society nel 19951 ha evidenziato che esiste una vera e propria
attrazione chimica fra uomo e donna:
alcune studentesse infatti sono state
invitate a valutare l’odore di alcune
magliette indossate per due notti da
uomini diversi. Le ragazze hanno preferito di piú l’odore di uomini con
mhc (Major Histocompatibility Complex) profondamente diverso dal loro.
L’mhc determina il nostro odore naturale e serve a riconoscere gli antigeni
esterni. Perciò avere un mhc diverso
da quello del proprio partner comporta un’ottima variabilità genetica,
che, come scritto qualche rigo sopra,
è necessaria al rafforzamento e alla
sopravvivenza della specie.
Pare tuttavia molto cinico considerare in maniera cosı́ fredda il rapporto che si viene a creare tra due individui. Rimane sempre un’incognita, una scintilla, un’attrazione speciale che forse nessuno scienziato potrà
mai riuscire a spiegare completamente. È parte del nostro essere umani
creare legami che vanno al di là della
mera necessità di riproduzione, illuderci che possano durare per sempre
e trovarsi poi alla fine sapendo che
non sono stati del tutto inutili, un po’
come la coda del pavone.
Note
1 H.G.
Wells, “The Country of the Blind”,
The Door in the Wall and Other Stories, 1906
1 Claus Wedekind, Thomas Seebeck, Florence Bettens and Alexander J. Paepke, MHCDependent Mate Preferences in Humans, The
Royal Society, 1995
Il rompicapo dei ‘Lupi mannari’
di AV26
avigando sul web sono rimasto
N colpito a tal punto da un proble-
ma logico che ho ritenuto opportuno
riproporvelo. Il gioco viene chiamato dei ‘Lupi mannari’ e si articola in
questo modo: una cittadina sperduta
del mondo è infestata da lupi mannari, ossia un certo numero di suoi
abitanti durante le notti di luna piena si trasforma in lupi feroci. . . Sappiamo per certo, quindi, che almeno
un abitante della cittadina si trasforma in lupo mannaro. Per far fronte
a questo problema il sindaco della
cittadina emette un’ordinanza per la
quale ciascun’abitante che scopre di
essere lupo mannaro, deve uccidersi
subito dopo la scoperta. Dato che, paradossalmente, tutti gli abitanti sono
molto rispettosi delle leggi, sappiamo per certo che ciascun abitante che
scopre di essere lupo mannaro, rispetterà immediatamente l’ordine del suo
sindaco. Ogni lupo, però, è inconsapevole di esserlo e può intuirlo solo
dall’osservazione di chi gli sta intorno. A questo punto, durante tutte (e
sole) le notti di luna piena, ogni cittadino incontra tutti gli altri ed è quindi in grado di vedere i lupi mannari,
pur non potendo comunicare con loro. Dopo la terza notte di luna piena vengono ritrovati i primi cadaveri
di lupi mannari. La soluzione del
gioco sta nel capire il numero di cadaveri ritrovati e soprattutto perché
sono stati ritrovati soltanto dopo la
terza notte di plenilunio mentre nelle
notti precedenti non c’era stato alcun
ritrovamento. Poiché sto per illustra12
re la soluzione del quesito chiunque
voglia cimentarsi nella risoluzione autonoma riprenda la lettura solo in un
secondo momento.
Immaginiamo che vi sia un solo
lupo mannaro in città. Questi, durante la prima notte di luna piena,
osserverebbe tutti gli altri abitanti e
non troverebbe alcun lupo mannaro,
essendo lui l’unico, come abbiamo
ipotizzato. Poiché egli sa per certo
che esiste almeno un lupo mannaro
e poiché non nota alcun lupo mannaro intorno a sé, capirebbe di essere
il lupo mannaro e si ucciderebbe la
prima notte di luna piena. Questo
però, come abbiamo visto nel problema, non accade, quindi sicuramente
non è questa la soluzione dell’enigma. Supponiamo che i lupi mannari
siano 2. La prima notte di luna piena
I colori della letteratura
entrambi vedono un solo lupo mannaro (l’altro), pensano che quello visto
sia l’unico lupo in città, e quindi credono che si ucciderà durante quella
notte per il ragionamento fatto in precedenza. Poiché ciò non accade, i due
lupi si incontrano di nuovo durante
la seconda notte di luna piena e capiscono che deve esserci un secondo
lupo, ma dato che ne vedono uno so-
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
lo, capiscono di essere loro stessi lupi
e si uccidono nel corso della seconda notte. Poiché il problema prevede
che i lupi si uccidano durante la terza
notte, neanche questa è la soluzione
del problema. La reale soluzione è 3.
Per i ragionamenti fatti fin qui, ogni
lupo, vedendo intorno a sé 2 lupi, si
aspetta che questi si uccidano durante la seconda notte di luna piena. Ma
incontrandoli di nuovo la terza notte
egli capisce che deve esserci un terzo lupo ma, vedendone intorno solo
2, realizza che quel terzo deve essere
lui, quindi si uccide. Poiché tutti e tre
i lupi faranno questo ragionamento,
si uccideranno nel corso della terza
notte di plenilunio.
Problemi di vista? Lentine staminali.
di Gaia =p
re e ore davanti al pc, pomerig-
O gi di fronte allo schermo della tv,
un po’ meno tempo trascorso tra libri
e dizionari con caratteri microscopici. . . risultato? La vista continua ad
abbassarsi!!
A quanto pare, però, qualcuno sta
già lavorando per noi, aspiranti ipovedenti: la chiave sarebbero le cellule
staminali!
Queste, come ormai tutti sanno,
sono cellule ancora non specializzate
e quindi in grado di trasformarsi in
diversi tipi di cellule del corpo.
Nelle cellule staminali molti medici hanno riposto le speranze per la
ricostruzione di tessuti e per la rigenerazione di organi, stavolta i ricercatori
della University of New South Wales
(Australia) hanno pensato di utilizzarle come soluzione ai problemi di
vista: estratte cellule staminali dagli
occhi sani di alcuni pazienti, le hanno
coltivate in speciali lenti a contatto;
queste sono poi state impiantate su
cornee danneggiate e fatte indossare
per una durata di dieci giorni.
L’applicazione delle lentine sulle cornee equivale ad un trapianto
di cellule rigenerative e gli effetti sono stati sorprendenti: in poche settimane le cellule staminali hanno fatto sı́ che si registrassero miglioramenti nella vista dei sottoposti alla
sperimentazione!
Il dottor Nick Di Girolamo (da notare il cognome inequivocabilmente
italiano), autore della ricerca, spiega che “la procedura è semplicissima e diversamente da altre tecniche,
non richiede prodotti di altri indivi-
dui o animali: basta il materiale dello
stesso paziente, non è in alcun modo
invasiva”.
I test hanno avuto successo anche su pazienti con problemi di vista
ad entrambi gli occhi, ora si tratta di
continuare le sperimentazioni e assicurarsi che il miglioramento non sia
regressivo, ma stabile e duraturo.
Inoltre, si spera che, oltre che sulla
cornea, la tecnica dimostri la sua efficacia anche sulla retina. Questa metodologia potrebbe seriamente rappresentare una svolta grazie all’elementarità della pratica e al costo ridotto.
Si tratta, infatti, di una banalissima
coltura cellulare.
Che dire? Ancora una volta la
scienza ci stupisce mostrando nella semplicità la soluzione a problemi che fino a qualche anno fa
sembravano irrisolvibili!
Attendiamo fiduciosi gli esiti degli ultimi test sperando di poter cestinare fastidiosi occhiali e lenti a
contatto!
I colori della letteratura
Poesie
Queste due poesie sono abbastanza strane. . . un peccato è che non arrivino al livello di quelle del Burchiello ma non ci posso fare
nulla. . . Comunque, anche se l’interpretazione sta a Te lettore, Ti dico che la prima tratta il tema dell’amore mentre la seconda è
un’aspra critica verso quelli che definisco gatti.
ed erige eterne lune sole insieme e ne fa
maniera
Forte del fiato frena la mattina
nella realtà rotola la rima
e per le estese discese cammina
dalle vie verdi e serene si avvicina
Togli sera intoppi e metti una toppa sui buchi
Indi vinci finti sguardi e digli di non badare
ai bruchi
Forte del fiato forgia la sera
con logico sentimento anima mera
rialza e riempi la rotta vera
che con calma della codardia fa chimera
Amiate per amore non per parlare
Moriate per mimare una vita di muti
13
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
la voce
Odiate per non amare e tacete per non parlare
indi dovuta è la trasformazione in topi alla
ricerca a terra di veleno della razione.
Stanno già infatti i gatti seguendo i roditori
aspettando che entrino nella loro tana
per poi chiudere le vie di uscite agli inconsapevoli e fare di questi una colazione
sana.
E un raggio di sole squarciando il silenzio nel
cielo appare
risvegliando una natura morta sulla riva del
mare.
I verdi sensi combattono del sonno il torpore
cercando il nutrimento che faccia tacere
l’antico languore
annegando le proprie radici, facendo dei
torpori dei sogni infelici.
Io narro di una storia che ogni giorno sempre
si ripete che strage di innocenti fa
andando ormai a far parte di un ciclo interminabile che agli avvoltoi da mangiare
dà.
Ma tempo è di mettere le ali e migrare come
uccelli dal nido dando
inizio ad un volo disturbato da turbolenze
senza di un rifugio contando.
Cercano una via d’uscita da questo mondo
che non è piú mondo ma prigione
E io anche cerco una via di uscita da questa
prigione immortale
Del lungo viaggio non si trova alcuna traccia
arrivando a destinazione
Dtt. Johann Faustus
Tu. . .
Tu che mi hai visto solo e arido,
tu che hai sopportato
le mie emozioni piú odiose,
tu che hai visto nascere in me la voglia di vivere
e la gioia di stare insieme
tu che hai fatto tanto per me
e che mi sei stata vicina nei momenti piú bui,
tu che mi hai fatto soffrire e ridere
piangere e amare,
tu che sai
che è meglio morire e avere amato
che vivere e non aver mai sofferto per amore;
tu che sai che al mondo si ha una sola anima gemella;
quando ammiro
Il tuo viso radioso
e Il tuo sguardo bellissimo,
quando mi fai soffrire
con le tue lacrime,
pugnali trasparenti piantati nel mio povero cuore,
so che vivo e amo, muoio e risorgo
solamente per te.
Ceccho B.S.
Addio Salinger
di Puc
Mondiale e riesce a tornare in America appena prima che l’Austria, dove
risiede, sia inglobata dalla Germania.
Gin a Body meet a Body
Pochi anni dopo tornerà in Europa
Catching through the rye,
ma in ben altre vesti: partecipa inGin a body kiss a body
fatti allo sbarco in Normandia ed è
Need a body cry?2
uno dei primi ad entrare in un campo
di concentramento nazista. L’odore
l 27 gennaio 2010 è morto J. D. Sadei corpi bruciati lo perseguiterà per
linger, l’autore del celeberrimo rotutta la vita e forse è proprio questa
manzo Il Giovane Holden pubblicaesperienza a renderlo cosı́ schivo e
to nel 1951 che vende ancora oggi
asociale.
migliaia di copie.
Figlio di Sol e Miriam Salinger, naTornato a casa pubblica per il New
sce a Manhattan nel 1919 in una fa- Yorker alcuni racconti che verranno acmiglia ebrea. Frequenta l’università colti con entusiasmo sia dal pubblico
di New York ma la abbandona quasi che dalla critica. I tempi sono ormai
subito per viaggiare in Europa lavo- maturi per la pubblicazione di The
rando per la ditta del padre. Sono gli Catcher in the Rye, titolo originale de
anni a ridosso della seconda Guerra Il Giovane Holden. Subito il romanzo
I
14
ottiene un successo planetario, probabilmente perché è il primo romanzo
generazionale che anticipa i temi dell’insoddisfazione giovanile. Holden
Caulfield è un adolescente complesso,
quasi una proiezione del suo autore,
che nelle settimane immediatamente precedenti al Natale del 1949 decide di fuggire in seguito all’ennesima
espulsione da scuola. Leggendo il romanzo seguiamo Holden per un paio
di giorni nelle sue peregrinazioni, dalla fuga dalla scuola all’incontro con la
saggia sorellina Phoebe e riusciamo
ad identificarci completamente con il
protagonista grazie alla fantastica capacità stilistica di Salinger che riesce
ad affrontare temi piuttosto spinosi
seguendo i pensieri e le impressioni
Recensioni
di un adolescente.
Proprio a causa di questi temi spinosi che vanno dal sesso alla religione
e a un linguaggio semplice e informale, il libro sarà censurato in molti
stati Americani, ma ciò non basterà a
fermare la popolarità del romanzo.
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
ed evitando ogni sorta di intervista
(le ultime risalgono agli anni ’60). Le
notizie frammentarie quindi, unite alla grande fama di scrittore in grado
di indagare l’angoscia adolescenziale
hanno contribuito a costruire un alone di mito e di mistero attorno alla
sua persona.
come afferma in una delle sue ultime
interviste, ma di questi nuovi romanzi non c’è traccia. Magari la sua morte
adesso svelerà l’arcano.
Resta comunque il fatto che uno
dei piú grandi scrittori americani del
’900 ci ha lasciati davvero adesso:
Addio J.D.
Qualche tempo dopo la pubblicazione però Salinger sceglie di ritirarsi
Nonostante la reclusione continua
Note
a vita privata insieme alla moglie e a scrivere, ma lo fa piú per sé stesso
2 Comin’ Through the Rye, Robert Burns
ai figli, diventando quasi un eremita che per un’eventuale pubblicazione,
Fantasy: fuga o realtà?
di Fiore
ispondere a questa domanda in
R modo oggettivo è difficile, se non
quasi impossibile. Il genere “fantasy” è il protagonista assoluto degli
ultimi tempi, nella letteratura fino ad
arrivare al cinema, in cui capolavori recentissimi come Avatar e Alice in
Wonderland, adesso nelle sale cinematografiche, hanno avuto un immenso
successo. Viaggiare con la fantasia
è un’esperienza meravigliosa, che ci
porta ai limiti della realtà terrena ma
che nello stesso tempo ci conduce alle
soglie di un mondo diverso, speciale,
che in quel momento magico, quasi
incantato, ci sembra semplicemente
realtà.
È una sensazione che mi capita
spesso di provare, non necessariamente davanti a un film, ma anche di fronte alla deliziosa essenzialità delle pagine di un libro, persa tra le parole. A
tal proposito mi piace citare La fattoria
degli animali di George Orwell, fiaba
straordinaria, che attraverso la fantasia dipinge un’immagine, specchio di
un’amara realtà.
E a proposito di fiabe non posso
non dedicare qualche riga alle fiabe
piú viste di tutti i tempi, che hanno
fatto e continuano a far sognare tut-
ti i bambini del mondo, le bellissime
fiabe Disney. Chi non ha mai immaginato di volare sull’isola che non c’è
o di sposare il principe azzurro? Eppure anche se in realtà non l’abbiamo
mai fatto, per un piccolissimo, minuscolo istante abbiamo avuto la sensazione di vivere in un luogo incantato.
Quindi chissà se al cinema, davanti al grande schermo, guardando il
nuovo capolavoro di Tim Burton, sognerò di passeggiare sulle strade variopinte di Sottomondo e perché no,
di incontrare Johnny Depp?
gna credere che sia possibile e tutte
le persone migliori sono matte e decide di fuggire seguendo una delle sue
visioni, il Bianconiglio.
Precipita cosı́ nella tana del coniglio e si ritrova nuovamente in Wonderland. Il posto però è totalmente
differente dal Paese delle Meraviglie
perché distrutto e dilaniato dalla guerra scoppiata tra la Regina Rossa e sua
sorella la Regina Bianca.
L’allegria e la spensieratezza di
Wonderland hanno lasciato posto agli
ambienti cupi e desolati di Underland, il Sottomondo dominato da Irasebeth, la Regina Rossa impersonata
da Helena Bonham Carter, la maggiore delle due sorelle, bruttina e con
una testa sproporzionata. L’invidia
profonda per la minore Mirana (Anne
Hathaway), evanescente e anche piuttosto svampita, la porta a farsi odiare
da tutti e a circondarsi da personaggi
falsi e sproporzionati. Non riuscendo
quindi a farsi amare preferisce farsi
temere.
La vicenda si snoda in un’atmosfera quasi epica con Alice che si vede
quasi costretta ad affrontare mostri temibili come il Grafobrancio o il Ciciarampa, ma accompagnata dagli amici
conosciuti nella sua prima avventura,
lo Stregato, il ghiro e il dirompente
Cappellaio Matto (Johnny Depp).
Sebbene questa possa essere considerata la piú tradizionale delle opere
di Burton, il suo tocco da maestro è
evidente a partire dalle scenografie
della foresta, molto simile a quella
della Sposa Cadavere, o nei colori dal
Io continuo a fantasticare. . . e
voi?
Recensioni
Alice In Wonderland
di Puc
l nuovo capolavoro di Tim Burton
I direttamente dagli studi Disney è
uscito nelle sale il 3 Marzo.
Alice, interpretata da una fantastica Mia Wasikowska, è ormai cresciuta
e si trova sempre piú costretta in una
società che non riesce ad accettare la
sua perenne distrazione e i suoi strani
sogni che rievocano un mondo incantato. Temendo che stia impazzendo
viene data in sposa a un giovane Lord
per far sı́ che si conformi alle regole
della società vittoriana dell’epoca.
Ma quando il suo destino sembra
ormai segnato la ragazza si ricorda
delle frasi che il padre le ripeteva
spesso Per ottenere l’impossibile biso-
15
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
la voce
momento che prevalgono i toni del
rosso, del nero e del bianco.
Purtroppo il 3D non è cosı́ evidente come molti si aspettavano poi-
ché è stato aggiunto solo in post- mente identificati con i loro assurdi
produzione ma l’effetto resta comun- personaggi, Regina Rossa in primis.
que spettacolare soprattutto grazie a
Tim Burton ha firmato un altro dei
degli interpreti straordinari perfetta- suoi capolavori.
TV Show Guide for Dummies (Parte prima)
di Frikky
uante volte vi siete ritrovati davanti alla televisione a fare zapping incessante perché in televisione
ci sono sempre le solite repliche o programmi banali? E quante volte avete
visto la pubblicità di un telefilm che
a prima vista sembrava interessante e
che poi si è rivelato un flop dopo la
prima puntata? Ebbene io ho sentito
il vostro grido disperato e, da brava
fissata di tv shows americani, sono
corsa in vostro aiuto. Ecco quindi la
prima guida ai telefilm mai pubblicata su queste pagine, vi guiderò tra i
meandri dei palinsesti di tutti i canali
piú famosi per consigliarvi i programmi che secondo me potrebbero piacervi, appassionarvi o semplicemente
farvi divertire. (P.S. 100 punti in piú
a chi li guarderà in inglese!).
Da anni ormai i medical drama (ossia i telefilm ambientati in ospedali o
che comunque hanno medici per protagonisti) spopolano sia in America
che in Italia, la vostra eroina ne ha
visionati diversi ma personalmente
raccomando i seguenti: Grey’s Anatomy, questo telefilm esplora le vite di
diversi medici di un ospedale di Seattle e di tutte le persone che ruotano
loro intorno. Se c’è qualche ragazzo
che legge non pensiate che questo sia
uno show semplicemente per ragazze
infatti, sebbene le relazioni tra i medici dell’ospedale occupino gran parte
del programma, grande spazio viene
anche riservato ai casi trattati in ogni
singolo episodio con un mix di umanità, suspence e una buona dose di
ironia. Private Practice è un altro tv
show che merita la vostra attenzione,
è uno spin-off di Grey’s (uno spin-off
è un telefilm che viene creato usando come protagonisti uno o piú personaggi di un altro show) incentrato
sulla vita di Addison (la dottoressa
proveniente da Grey’s), i suoi colleghi
e il loro lavoro in uno studio medico
all’avanguardia. Infine, per un ultimo
Q
tuffo nel mondo della medicina, vi
consiglio il fantastico mondo di House, un medico cinico ed opportunista,
che in ogni episodio riesce a risolvere un intricatissimo caso diagnostico
insieme con il suo team d’eccellenza.
Per chiudere in bellezza questa
prima puntata ho pensato di concentrarmi su tre tv shows in particolare
che sono stati, per me, le rivelazioni di quest’anno, cioè sono programmi che ho scoperto solo ultimamente
ma che già mi hanno appassionato a
livelli inverosimili.
Glee: Un programma su un gruppo di studenti di scuola superiore che
entrano a far parte del glee-club (una
sorta di gruppo musicale che canta e
balla, presente in diverse scuole americane) un club considerato impopolare e per ‘perdenti’. La storia si complica quando il capitano della squadra
di football è costretto a farne parte
per essere promosso in spagnolo e
trascina con sé la sua fidanzata, capo delle cheerleader, e altri personaggi
‘popolari’. In ogni episodio ci sono diversi numeri musicali che vanno dal
comico, al drammatico, al demenziale
e anche allo spettacolare.
La serie è attualmente alla prima serie che riprenderà con il
quattordicesimo episodio ad aprile.3
Lie to me: Il Lightman Group è un
team di esperti specializzati nel capire chi mente semplicemente leggendo il linguaggio del corpo e le microespressioni facciali. Il leader del gruppo è una personalità alla House, cinico ed eccentrico con una marcia in
piú. Lo staff comprende anche altre
tre colleghi ed insieme, questo team
csi della bugia lavora al fianco di polizia, giudici, e imprese private, cercando di riportare alla luce la verità. Sebbene possa sembrare banale, non fatevi ingannare le interazioni tra personaggi sono esilaranti e i vari casi sono
per la maggior parte semplicemente
sorprendenti.
La serie è attualmente alla se16
conda serie e probabilmente sarà
rinnovata anche per una terza.4
The Big Bang Theory: Un telefilm
che ha appassionato i “nerd” di tutto
il mondo in breve tempo. È la storia di una coppia di fisici, Leonard e
Sheldon, appassionati di fumetti, videogiochi e fisica, ma sono completamente ignari del mondo delle persone
‘normali’. Il loro universo e quello di
Howard e Raj, due loro amici, anche
loro scienziati di professione, è sconvolto dall’arrivo di una nuova vicina
di casa, la bellissima Penny che di fisica non sa niente ma che in compenso
li avvicinerà al mondo ‘reale’, finendo
pure per fidanzarsi con uno dei due
(ma non vi dico chi o per quanto tempo! =)). Se pensate che la fisica possa
rendere questo programma noioso vi
sbagliate. Di grosso. I 20 minuti di
questa esilarante comedy sono ricchi
di battute e situazioni cosı́ surreali
che vi faranno morire dal ridere.
La serie è attualmente alla terza
serie ed è stata già rinnovata per la
quarta (con mia somma gioia!).5
Bene, con questo si conclude la
prima puntata di questa rassegna nel
mondo dorato dei telefilm. Mi raccomando non guardateveli tutti in un
mese come ho fatto io perchè rischiate
davvero il totale isolamento dal mondo circostante! Ma, se anche doveste
fallire nel vostro proposito, non temete, la vostra eroina tornerà nel prossimo numero per combattere la noia,
un telefim alla volta!
Note
3 Trivia: il gruppo di Glee è cosı́ spettacolare
da essere stato chiamato anche per esibirsi alla
Casa Bianca!
4 Trivia: ogni volta che nello show mostrano
un gesto o un’espressione facciale che indicano
un particolare stato d’animo, mostrano esempi
di personaggi reali e ben noti che, in determinate situazioni, hanno avuto la stessa reazione,
suscitando non poca ilarità, almeno da parte
mia!
5 Trivia: tutti i titoli degli episodi sono
espressioni della matematica o della fisica con
l’aggiunta di parole chiavi per l’episodio in
particolare. Simpatico, no?
TEXnologia
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
Auguri Lucio
di Giovanni Rossi
ni piú importanti e incancellabili nel
panorama musicale italiano. Anche
se la voce di Battisti tecnicamente non
era perfetta questo non fu un ostacolo
al suo successo,ma anzi lo spronò a
far meglio.
“Capire tu non puoi. . . Tu chiamale, se vuoi, emozioni. . . ”. Questa
frase può sintetizzare il pensiero di
Battisti, cioè il voler descrivere le emozioni ma con molta umiltà, non comprenderle poiché nate dal nostro animo è come tali incomprensibili dalla
ragione. L’amore descritto dalle sue
canzoni è non è solo gioia, ma anche
dolore. E soprattutto il dolore di un
abbandono e la sofferenza dei tempi passati sono i maggiori argomenti
delle sue canzoni, che hanno un che
di catartico.
Le sue canzoni, non dettate dal
commercio discografico, sono quanto
mai attuali. Chi non ha mai provato
i sentimenti descritti nelle canzoni di
Battisti?
Generazioni di giovani e meno
giovani hanno ascoltato e ascoltano
le sue canzoni, che scavano nella memoria del pubblico e rievocano quel
passato recente o remoto che ci fa soffrire. Ma le sue strofe catartiche ci
liberano da questo dolore.
Nessun articolo, libro o qualsiasi
pezzo di carta lo può rappresentare,
ma lo potremo ricordare con poche
parole, cosi che chi ha vissuto e sentito le sue canzoni possa ricordarsi di
lui, della sua musica del suo animo
anticonformista restı́o alle mode e al
dio denaro.
Tito”, in cui risulta fantastica la messa in musica dei dieci comandamenti
che il cantautore immagina pronunciati da uno dei due ladroni crocifissi
con Gesú, il ladrone smaschera l’ipocrisia dei comandamenti. Ad esempio
è facile dire non desiderar la donna
d’altri se si hanno mogli splendide.
Altro tema è l’antimilitarismo come in “La guerra di Piero” e “La ballata dell’eroe”; a proposito della prima Faber dice: “il mio lavoro doveva
essere indirizzato su due binari: il
primo l’ansia per una giustizia sociale che ancora non esiste, il secondo
l’illusione di poter contribuire al cambiamento del mondo. La seconda si è
sbriciolata ben presto”.
Poi c’è l’amore profano, come in
“Bocca di rosa” e in “Via del campo”. La prima la dovette censurare
per un verso sui carabinieri: “Spesso
gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno, ma non quando
sono in alta uniforme e l’accompagnarono al primo treno” che si trasformò in “Il cuore tenero non è una
dote. . . malvolentieri”. Faber aveva
anche il gusto per la ballata medievale come ad esempio in “Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers”
scritta insieme a Paolo Villaggio e “Il
testamento”. Poi ci sono i testi ripresi
dal cantautore George Brassens, “Nell’acqua di una chiara fontana” e “Il
gorilla”; su Brassens diceva: “Non
l’ho mai voluto incontrare personalmente, per mia debolezza. Era un mito e avevo paura che diventasse una
persona. Se fosse crollato mi sarebbe
crollato il mondo; volevo restasse un
mito”.
Semplicemente FABRIZIO DE
ANDRÉ.
caso Google-bullismo (quattro dirigenti della stessa compagnia condanisale al 24 Febbraio scorso la sen- nati a sei mesi di reclusione per colpe
tenza del Tribunale di Milano sul non loro), in particolare ci si riferi-
sce al video su YouTube del ragazzo
disabile malmenato a scuola dai compagni di classe. L’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, esprime
l 5 marzo del 1943 nasce a Poggio
I Bustone uno dei piú grandi rappre-
sentanti della musica leggera italiana,Lucio Battisti. La sua figura è spesso affiancata al paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol. A questa straordinaria collaborazione artistica dobbiamo
successi come Acqua Azzurra Acqua
Chiara, Un’avventura e E penso a te. Ma
soltanto a lui dobbiamo un consistente numero di innovazioni tecniche e
stilistiche derivate dalla fusione della tradizione leggera italiana con le
sonorità della musica rock e pop che
ha portato la musica leggera italiana
verso la modernità.
I testi di Mogol e la musica di Battisti crearono in Italia uno dei fenome-
Settant’anni di Faber
di Andrea Bonomo
Genova il 18 febbraio 1940 na-
A sce uno dei piú grandi poeticantautori della storia della musica
italiana. Il suo soprannome è Faber,
datogli dall’amico d’infanzia Paolo
Villaggio. Muore a Milano l’11 gennaio 1999 e al suo funerale partecipano
oltre diecimila persone.
Quando a Nicola Piovani, che con
lui aveva collaborato in diversi testi,
chiesero cosa pensasse di Faber, lui
rispose: “Non è mai stato di moda,
essa è effimera per definizione, passa.
Le canzoni di Faber restano”.
Nelle sue canzoni uno dei principali temi è la religione cristiana; in
“Si chiamava Gesú” narra la storia di
Gesú e fu trasmessa dalla stessa radio
vaticana; oppure nel “Testamento di
TEXnologia
Il ragno imbavagliato
di Djgix19
R
17
Numero 3 · Anno vii · Aprile 2010
la voce
il proprio rammarico per la sentenza
del Tribunale di Milano, ed aggiunge:
“pur ritenendo la natura biasimevole
del materiale, non siamo d’accordo
sul fatto che la responsabilità preventiva dei contenuti caricati dagli utenti
ricada sugli Internet Service Provider”.6
Gli stessi isp, che a detta del premier
Berlusconi e del sotto-segretario alle
comunicazioni Romani, dovrebbero
controllare tutto il materiale che passa attraverso loro e che viene poi pubblicato in Internet. Il mondo politico
si infiamma, si grida allo scandalo.
Accade solo in Italia che le leggi si
“fanno” solo quando il problema acquista troppo risalto internazionale. . .
La risposta del governo italiano è netta e a dir poco preoccupante: bavaglio.
In realtà lo hanno chiamato piú simpaticamente “filtro”, ma quest’ultimo
fa a dir poco rabbrividire. Le dichiarazioni del premier hanno fatto rizzare
i capelli al segretario di stato usa Hilary Clinton dopo tutte quelle parole
spese in favore della libertà di Internet al Newseum di Washington del
21 Gennaio scorso. Bavaglio, quindi,
per Internet, per i blog, per le trasmissioni in streaming, per i forum, per i
motori di ricerca e perfino per i giornali online. Il nome in codice è, e non
poteva essere altrimenti, D.L. Romani. Chiunque avesse voluto avviare
un’attività per la pubblicazione di materiale audiovisivo (i.e. aprire un blog,
un forum o quant’altro), avrebbe dovuto presentare richiesta al garante
per le comunicazioni (AgCom) e/o a
un ente preposto e attendere l’approvazione. Ho scritto “avrebbe dovuto”
in quanto il D.L. è stato approvato
senza questo provvedimento (aggiungerei “per fortuna”), ma solo con disposizioni riguardanti le trasmissioni televisive (in merito a questo c’era
già la direttiva europea 2007/65/CE,
ancora non si comprendono bene le
motivazioni di tale D.L.).
Scriveva John Milton (1608-1674),
poeta e scrittore inglese, sulla libertà
di stampa:
“I cannot praise a fugitive and
cloistered virtue, unexercised and unbreathed, that never sallies out and
sees her adversary, but slinks out of
the race where that immortal garland
is to be run for, not without dust and
heat.”7
La riflessione sorge dunque spon-
tanea, e mi riferisco ad esempio agli
Stati Uniti, dove di episodi come questi ve ne sono a bizzeffe, ma comunque i controlli ora sono certamente
aumentati. Possibile che si pensi subito alla “censura”, come accade, ad
esempio, con il regime Cinese o Iraniano? Quanti tra i politici italiani
sanno cos’è veramente Internet? Possibile che debba prevalere la logica
economica sulla libertà di espressione? E ancora, non sarebbe meno dispendioso prevenire, con una corretta educazione all’uso della rete, che
curare?
Think. . . and stay tuned.
Note
6 Si definisce Internet Service Provider un
“fornitore di servizi Internet”, in particolare
una struttura commerciale o un’organizzazione che offre agli utenti servizi inerenti Internet,
i principali dei quali sono lo stesso accesso a
Internet e la posta elettronica. Tra i maggiori Internet Service Provider italiani vi sono, ad
esempio, Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.
7 John Milton, Areopagitica, 1644. “Non posso lodare una virtú fugitiva o nascosta in un
chiostro, che non sia esercitata né esposta,
ma che abbandona la gara per la ghirlanda
immortale, senza impolverarsi né sudare”.
Il decreto Romani
di Nicolò Chiacchiararelli
’italia, paese di santi, poeti e na-
L vigatori, dovrebbe oramai esser
giunta alla modernità, all’innovazione, non solo in ambito tecnologico,
ma anche umano. Nel nostro paese
quasi ogni persona dovrebbe avere la
possibilità, tramite il web, di andare
alla ricerca di informazioni esatte, di
criticare qualcosa o qualcuno. Ebbene questa libertà sta per essere minata da un decreto legge varato dal
governo: il decreto “Romani”. Paolo Romani è difatti l’artefice di tale
legge; dapprima editore di Lombardia 7 e Presidente dell’Authority, egli
è stato “trasformato” dal Presidente
del Consiglio in “Viceministro” delle
comunicazioni. Questo suo decreto
assume apparentemente un ruolo di
tutore del web, volto a “tutelare” i diritti civili e penali e mantenere cosı́
l’ordine pubblico; ma in realtà sotto
questo falso velo traspare un decreto
ordito come pretesto per tarpare le
ali ai nuovi siti e blog emergenti, alle
nuove web-tv che concorrono a Mediaset e Rai e per bloccare ogni forma
di critica e protesta mossa contro il
Potere.
A seguito di ciò internet sarebbe
trasformato in una grande tv sorvegliata dall’alto, prevenendo cosı́ che
l’Italia prenda confidenza con il web,
aumentando la chiusura mentale, diminuendo la libertà d’espressione e
“segregando” il Paese in una sorta di
bolla d’ignoranza, lasciando il terreno
libero alla censura.
Come disse Marco Travaglio “le
vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per
evitare che parlino; sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non
possono piú sentire la loro voce per
evitare che sappiano.” Riflettendo su
queste parole e confrontandoci con le
18
altre potenze mondiali, l’Italia sta subendo un lento ma inesorabile declino nelle libertà tale da poter essere paragonata a Paesi come Cina, Iran e Pakistan, che sono purtroppo oppresse
da varie forme di dittatura.
L’unico vantaggio delle censura
vede favoriti i Potenti, come espresso dall’aforismo di Giovenale: “La
censura perdona i corvi ma non
risparmia le colombe”.
Ma tornando al decreto Romani,
esso si prefissa lo scopo di bloccare
ogni sito internet che sia finalizzato al
lucro, che contenga argomenti a sfondo razzista o inneggianti la violenza,
che pubblichi video incidentali.
Ma riflettendoci, un video alla settimana è incidentale? Un sito provvisto di pubblicità, come i Google Ads,
è a scopo di lucro? Oppure, come
già detto, è solo una mera forma di
censura?
Riguardo le direttive del decre-
TEXnologia
vizio, difatti quando si trattava di adeguarsi ai richiami dell’Unione Europea per “sfrattare” Rete 4, il governo
ha fatto orecchie da mercante, mentre
ora quest’ultimo, approfittando del
recepimento di una direttiva comunitaria, introduce uno strumento di
censura per i siti internet.
Anche Panorama spiega come a
Bruxelles si sia aperto un dossier in
cui le fonti spiegano che, come già
detto, la commisione Europea aprirà
presto una procedura di infrazione
contro l’Italia.
Concludo augurando all’Italia di
vivere l’ebrezza di veder giustizia
fatta anche se per ottenerla sia necessario l’intervento delle autorità
europee.
di Alice
to Romani l’Agicom ha espresso vari e seri dubbi riguardo alla proposta presentata alla Camera; la stessa commissione Europea ha dichiarato di voler presto aprire una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano per la mancata notifica del decreto che recepisce la direttiva sugli
audiovisivi.
Ma purtroppo il lupo non perde il
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Enigmistica
Parole crociate e altri giochi
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9
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67
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ORIZZONTALI: 1. Tempi andati - 7. Erano coraggiosi per Rudyard Kipling - 15. Insieme a Carta e Forbice - 18. I colli di “San
Martino” - 19. Acido Ribo-nucleico - 21. Pomata anti-infiammatoria - 22. Imperativo di osare - 23. Quando ti tolgono la patente 25. Contrario di OFF - 26. Membro del Primo Triumvirato - 29. Vi abboccano i pesci - 32. Preposizione semplice - 34. FRASE DA
SCOPRIRE - 43. Lo pronuncia spesso l’egocentrico - 44. I famosi bronzi di . . . - 45. L’inizio di ieri - 46. Divinità di origine semitica
simboleggiante la giovanile bellezza maschile, ma anche la morte e il rinnovamento della natura - 47. Articolo determinativo 48. Linguaggio per gli addetti ai lavori - 51. Nel centro della nemesi - 52. Nome dell’autore dell’Elogio della follia - 54. Altro
nome di Gea, la divinità che impersona la Terra - 56. Inizio della salita - 57. Osso del braccio - 59. Nome di Malocchio Moody,
personaggio di Harry Potter - 60. Aggettivo relativo all’uomo - 63. Del quartiere - 64. Condimento - 65. Fine dell’osso - 66. In
passato giustificava un delitto - 67. Segue il lampo - 68. Può essere di petto
VERTICALI: 1. Alberi che in primavera producono batuffoli bianchi - 2. L’arte latina - 3. Res publica - 4. “Nota” affermativa 5. Brividi, fremiti - 6. Malvisti, detestati - 8. Serve per volare - 9. Palermo - 10. Sigla dell’organismo internazionale per la definizione
degli standard - 11. Preposizione inglese - 12. Tratto terminale dell’apparato digerente - 13. Divinità minori custodi delle acque e
dei monti - 14. Articolo determinativo - 15. Cavaliere inglese - 16. Richiesta di aiuto - 17. Il mattino ce l’ha in bocca - 20. Richiamo
romanesco - 23. Genere musicale - 24. Benedetto, filosofo italiano antifascista - 26. Si accendono quando manca la corrente 27. Frutto originario del Sudamerica - 28. Figlio inglese - 30. Preposizione semplice - 31. Emittente televisiva nazionale - 33. Cattiva,
empia - 35. Nome di Prodi - 36. Il nome del gatto di Pinocchio - 37. Intuitivo, con una mente sveglia - 38. Aria latina - 39. Gli
avversari spesso lo fanno contro - 40. Vento triestino - 41. Imprese eroiche - 42. Può essere nauseabondo o celestiale - 54. Uno stato
della materia - 55. Dominio dei siti internet italiani - 56. Inizio di Sirena - 58. Negazione - 59. Sinonimo di Stop - 61. Abbreviazione
di Onorevole - 62. Fiume piú lungo d’Italia
A cura di Marz
Quale numero completa il quadrato?
8
5
3
4
7
1
3
3
2
9
9
?
Se un uomo e mezzo bevono una birra e mezzo in un giorno e mezzo,
quante birre bevono sei uomini in sei giorni?
Tre amici giocarono a scacchi. Se in totale fecero tre partite, quante ne
giocò ognuno di loro?
Che numero manca?
14
(7)
14
15
(?)
25
0Z0Z0ZkZ
onmqZpop
0ZpZ0ZbZ
A0Z0Z0Z0
0Z0Z0Z0L
ZPZ0S0ZP
PZPZ0OPZ
Z0Z0Z0J0
Il bianco matta in due mosse.
A cura di Francesca Di Marco
20
A cura di Francesco Tiberi
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La Voce (aprile 2010) - Liceo Scientifico "Albert Einstein" – Teramo