Piano di Coordinamento degli Orari del Comune di Rivalta
TEMPO REALE. Progettiamo insieme gli orari della città
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
5 settembre 2010
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Indice
1.
Premessa ................................................................................................................................... 5
2.
Il Piano di Coordinamento degli Orari nel quadro della pianificazione e delle politiche dei tempi
della città ................................................................................................................................................ 5
2.1 Rilevanza delle politiche dei tempi ............................................................................................................... 5
2.2 Ragioni sociali della pianificazione temporale ............................................................................................. 6
2.3 Inquadramento normativo ............................................................................................................................ 7
3.
Obiettivi del PCO ........................................................................................................................ 9
3.1 Favorire la fruizione dei servizi pubblici e privati, coordinando e sincronizzando gli orari, favorendo la
semplificazione delle procedure e avvicinando i servizi alle esigenze dei cittadini: ........................................... 9
3.2 Favorire l'interrelazione del PCO con la pianificazione comunale e migliorare la mobilità con attenzione
per gli aspetti di sostenibilità ambientale ........................................................................................................... 9
3.3 Sensibilizzare la cittadinanza sul tema delle pari opportunità e promuovere politiche e progetti ad hoc ... 10
3.4 Favorire politiche di conciliazione dei tempi per i dipendenti comunali ...................................................... 10
4.
L’approccio metodologico ......................................................................................................... 10
4.1 Il coinvolgimento dei destinatari della politica sui tempi ............................................................................. 10
4.2 Un'azione pubblica trasversale e partecipata ............................................................................................ 11
4.3 Strumenti metodologici .............................................................................................................................. 12
5.
Il processo di elaborazione del Piano di Coordinamento degli Orari: cosa è stato fatto ........... 12
5.1 Fase 1: Analisi e conoscenza del contesto locale ..................................................................................... 12
5.2 Fase 2: Rilevazione dei bisogni, delle criticità e delle risorse locali ........................................................... 13
5.3 Fase 3: Analisi delle esigenze di conciliazione dei dipendenti comunali ................................................... 14
5.4 Fase 4: Individuazione delle azioni del Piano ............................................................................................ 14
5.5 Fase 5: Elaborazione del Piano di coordinamento degli orari .................................................................... 16
5.6 Fase 6 (trasversale a tutto il processo): Comunicazione e informazione ................................................... 16
Gli elaborati prodotti......................................................................................................................................... 17
6.
I contenuti emersi dal processo di elaborazione del Piano di Coordinamento degli Orari ........ 18
6.1 fase 1: Analisi e conoscenza del contesto locale ....................................................................................... 18
6.2 Fase 2: Rilevazione dei bisogni, delle criticità e delle risorse locali ........................................................... 49
6.3 Fase 3: Analisi delle esigenze di conciliazione dei dipendenti comunali ................................................... 63
6.4 Fase 4: Individuazione delle azioni del Piano ............................................................................................ 65
6.5 Fase 5: Elaborazione del Piano di coordinamento degli orari .................................................................... 92
6.6 Fase 6 (trasversale a tutto il processo): Comunicazione e informazione................................................... 92
7.
Le azioni del Piano di Coordinamento degli Orari di Rivalta ..................................................... 93
7.1 FILONE 1: SOSTENIBILITA‟ DEI TEMPI E DEGLI SPOSTAMENTI ......................................................... 94
7.2 FILONE 2: UNA CITTA‟ A MISURA DI FAMIGLIE..................................................................................... 99
7.3 FILONE 3: RIVALTA MUOVE & CAMBIA ................................................................................................ 111
7.4 FILONE 4: EFFICACIA ED EFFICIENZA DELLA MACCHINA COMUNALE........................................... 113
7.5 FILONE 5: I TEMPI DELLA CITTÀ COME INGREDIENTE DELLE POLITICHE COMUNALI ................. 120
8.
Le priorità del Piano di Coordinamento degli Orari ................................................................. 122
Allegati ............................................................................................................................................... 123
Crediti.......................................................................................................................................................
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1. Premessa
Il Piano di Coordinamento degli Orari (PCO) di Rivalta è l’esito di un processo partecipato che ha visto il
coinvolgimento di cittadini, associazioni, enti e istituzioni e che ha assunto i caratteri di una articolata pianificazione
sul tema dei tempi della città, con esiti coerenti con quanto previsto all’art. 5 - comma 3 della L.R. 52/1995 ed agli
orientamenti di cui all’allegato 1) della D.G.R. n. 21-12509 del 9/11/2009.
Le tappe fondamentali del processo possono essere sintetizzate in (a) un primo step di analisi condotto attraverso
mappature, schedature, interviste, (b) un secondo step di ascolto condotto attraverso strumenti qualitativi (focus
group e consultazione pubblica) e quantitativi (questionario on-line) di indagine, (c) un terzo step di
approfondimento tecnico e di condivisione politica, (d) un ultimo step di elaborazione tecnica delle azioni del Piano.
Il PCO del Comune di Rivalta, a partire da una consolidata sensibilità sui temi delle pari opportunità, ha dato vita a
un Piano di Coordinamento degli Orari articolato su più filoni tematici, che consentirà in fase di attuazione delle
azioni un significativo miglioramento della qualità e dell’accessibilità dei servizi pubblici e privati, sia dal punto di
vista degli enti erogatori (in termini di efficienza e efficacia della PA), sia dal punto di vista dei cittadini fruitori (in
termini di semplificazione, avvicinamento delle istituzioni ai cittadini, aumento degli orari di apertura), sia dal punto
di vista dei dipendenti dell’ente (in termini di conciliazione dei tempi di vita). Tutto il processo è stato infatti guidato
dalla consapevolezza che ogni cambiamento che riguarda i servizi della città debba necessariamente trovare
intersezioni e sistemi di equilibrio tra questi 3 fondamentali punti di vista, al fine di produrre una concreta
innovazione, sostenibile nel tempo e implementabile con la collaborazione delle diverse parti in gioco.
Il PCO prevede 5 diversi filoni tematici, che comprendono azioni di diversa natura, strettamente interrelati tra di
loro e che includono: l’introduzione di nuovi e più flessibili servizi rivolti alle famiglie; il miglioramento
dell’organizzazione degli uffici comunali rivolti al pubblico nell’ottica di una maggiore semplificazione, vicinanza ai
cittadini, efficienza, visibilità, ampliamento dell’orario di apertura; accorgimenti per rendere i servizi pubblici della
città più adeguati alle esigenze delle neo-mamme con neonati al seguito; progetti per migliorare l’accessibilità
pedonale e ciclabile delle scuole e dei percorsi casa-scuola e per rendere la città più a misura di bambini; progetti
per rafforzare il metodo partecipativo e il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che riguardano la localizzazione
di servizi, attrezzature, spazi pubblici della città per renderli più adeguati alle esigenze temporali dei cittadini;
l’istituzione del Tavolo di coordinamento sui tempi per favorire l’affermarsi di un approccio temporale alla gestione
delle politiche pubbliche e alla pianificazione della città.
Il documento di Piano che segue contiene alcuni capitoli introduttivi di inquadramento normativo e metodologico
(cap 1-2-3-4), a cui segue la parte centrale del Piano costituita dalla descrizione del processo svolto e dei
contenuti emersi dalle diverse fasi di lavoro (cap. 5-6); in ultimo viene presentata l’architettura del Piano di
Coordinamento degli Orari, articolata in filoni tematici e azioni, con indicazione delle relative priorità (cap. 6-7-8).
2. Il Piano di Coordinamento degli Orari nel quadro della pianificazione e delle politiche
dei tempi della città
2.1 Rilevanza delle politiche dei tempi
Le politiche temporali hanno posto al centro dell’attenzione delle città la qualità dei tempi di vita dei cittadini. Ciò
avviene in Italia, dove le politiche temporali sono nate a metà degli anni ’80, e in Europa dove si vanno
rapidamente diffondendo, soprattutto negli stati dell’Unione a più alto tasso di industrializzazione, come Francia,
Germania, Spagna e Olanda. Le politiche sui “tempi della città” all’inizio hanno trattato principalmente il problema
del coordinamento degli orari dei servizi di interesse pubblico (scuole, attività commerciali, trasporti, musei, uffici
della pubblica amministrazione, ecc.) sulla base dell’art. 36 della L. 142/90 che assegna al sindaco la potestà di
coordinare gli orari pubblici a favore di un nuovo profilo temporale della domanda. In senso più generale, il tema
trattato nella prima fase delle politiche temporali urbane è stato pertanto l’armonizzazione dei regimi orari che
regolano la vita sociale della comunità insediata in area comunale, con il fine di migliorare l’accessibilità ai servizi
di interesse pubblico da parte dei cittadini e dei soggetti collettivi quali le imprese.
Nel corso del tempo la sperimentazione di politiche temporali urbane, che è stata attuata da innumerevoli comuni,
ha arricchito il tema dell’armonizzazione dei sistemi orari della città con il tema della qualità dei tempi di vita dei
cittadini alla scala quotidiana.
Il vivere urbano nel modo in cui si è realizzato, progettato, pianificato per molti decenni mostra sempre più segnali
di inadeguatezza rispetto alle profonde trasformazioni sociali che sono in corso, trasformazioni che impongono, tra
le altre cose, di sperimentare nuovi nessi tra tempo e spazio, tra orari e organizzazione della vita, tra luoghi e aree
metropolitane.
Per quanto riguarda la pianificazione dei tempi, uno dei presupposti da cui muovere è che il tempo, o meglio, il
modello temporale, sia uno strumento e non un oggetto: non si pianifica il "tempo" bensì, attraverso un intervento
sul tempo, si pianifica la vita degli individui, si organizzano le attività sociali, si sincronizzano le vite individuali con i
ritmi sociali, si determinano i limiti di fruibilità dei servizi, e così via. Intervenire sul tempo, quindi, non può
prescindere dalla considerazione che non vi è un modo "ottimale" di investire il tempo bensì che l'obiettivo da
ricercare è quello di utilizzare la configurazione del modello temporale per depotenziare i conflitti tra gli individui,
per ordinare la vita dei cittadini, per rendere più agevole la quotidianità. Il Piano del tempi è da vedersi, di
conseguenza, come il risultato di scambi e relazioni in cui ogni soggetto (individuale o collettivo) faccia valere i suoi
bisogni e sia disposto a confrontarli e armonizzarli con quelli degli altri soggetti. Il Piano, in altri termini, può essere
il risultato di forze diverse e molteplici che pur muovendo da punti diversi, e forse talvolta distanti, trovano degli
elementi di accordo in virtù di un migliore funzionamento e di una maggiore vivibilità della città.
2.2 Ragioni sociali della pianificazione temporale
Molte ricerche hanno evidenziato che le principali trasformazioni strutturali e culturali in atto nella società e nelle
città post-fordiste sono accompagnate da profondi cambiamenti temporali: gli orari di lavoro flessibili nel quadro
delle regole post-fordiste di organizzazione del lavoro; la desincronizzazione dei sistemi di orari pubblici; l’aumento
della mobilità di persone, merci e informazioni nel quadro della globalizzazione dei processi economici e sociali; i
nuovi valori attribuiti all’uso del tempo per progetti di vita nel quadro della individualizzazione dei comportamenti e
del consumismo.
Questi processi di cambiamento sono accompagnati da nuovi usi del tempo e del territorio e nuove attese di
qualità della vita da parte dei cittadini.
I nuovi orari pubblici, esito dell’espianto degli orari industriali e dell’economia dei servizi, aprono nuovi conflitti
sull’uso del tempo: fra generazioni, ad esempio nell’uso degli spazi pubblici durante la notte o nella distribuzione
della ricchezza fra generazioni nel quadro dell’attuale welfare; fra clienti dei servizi e dipendenti degli stessi poiché
nuovi orari dei servizi possono richiedere nuovi orari di lavoro; fra tempi non standardizzabili della cura parentale e
orari di lavoro che non sono orientati alla famiglia; fra genitori nella ripartizione della cura parentale; fra i sessi nella
cultura dell’uso del tempo personale.
L'introduzione di tecnologie nuove, maggiormente "flessibili", e l'incertezza e la variazione delle esigenze di
mercato si ripercuotono su una richiesta di flessibilità riguardo al tempo lavorativo.
La flessibilizzazione temporale può significare, anche nel caso delle organizzazioni di servizio, tanto del settore
privato che pubblico, la possibilità di ampliare e migliorare l'offerta del servizio prestato ai clienti o utenti: è noto, ad
esempio, che l'elevata rigidità temporale di molte organizzazioni pubbliche di servizio rappresenta in Italia uno dei
motivi ricorrenti dell'insoddisfazione dell'utenza nei confronti del servizio pubblico.
Dal punto di vista dei lavoratori poi, la flessibilità può consentire regimi temporali di lavoro meno coercitivi,
aumentare i gradi di libertà nel quotidiano dei lavoratori e delle loro famiglie e una maggior gamma di scelte nel
tempo libero.
Infatti, è necessario ricordarlo, all'origine delle politiche dei tempi e degli orari per la città vi è una riflessione delle
donne sulla loro vita; una riflessione cominciata a metà degli anni '70 attorno al tema del doppio lavoro per la
famiglia e per il mercato, riflessione che è proseguita fino ad oggi dando luogo a proposte ed esperienze che
mirano a liberare tempo e facilitare il vivere quotidiano. La lettura del problema tempo (all'interno della vita urbana)
ci porta a sottolineare la peculiarità del soggetto femminile, come quello più coinvolto in un complesso
meccanismo di raccordo fra i tempi della maternità e i tempi delle istituzioni sociali cittadine; tra tempi del privato e
tempi del pubblico. Le donne sono gli elementi abituali e centrali nel definire le modalità di risposta ai bisogni dei
singoli membri della famiglia attivando strategie combinatorie tra interno ed esterno, tra privato e pubblico di cui la
risorsa tempo costituisce il perno.
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In sintesi, se da un lato i mutamenti in corso sospingono verso un graduale declino dei tradizionali "sincronismi
sociali" su cui grava l'intera organizzazione sociale, dall'altro essi impongono la ricerca di una nuova idea di
regolarità temporale, una nozione più fluida, fondata su una relazione dinamica tra tempi di lavoro e tempi di vita.
2.3 Inquadramento normativo
Da diversi anni a questa parte il tema della qualità della vita urbana si coniuga con l'aspirazione a rivedere
l'organizzazione degli orari e dei tempi della città: del lavoro, dei servizi, dei trasporti, della cultura, della famiglia,
ecc. Il problema dei tempi e degli orari è diventato una primaria questione politica, un importante obiettivo di
governo delle città. Il progetto di legge di iniziativa popolare "Orari di lavoro, stagioni della vita, tempi delle città"
presentata alla Camera dalle donne parlamentari progressiste nel 1990 (firmataria Livia Turco), sancisce per tutti i
cittadini, uomini e donne, tre grandi diritti:
il diritto all'"autogoverno del tempo";
il diritto alla libera espressione della propria personalità nella varie dimensioni dell'esistenza (lavoro, cura, tempo
libero, formazione, affettività, vita di relazione);
il diritto a prestare e a ricevere cura".
Superamento della divisione sessuale del lavoro e redistribuzione del lavoro di cura tra uomini e donne, oltre che
tra individui e società, diventano espliciti impegni delle istituzioni. Si tratta di un progetto, mai istituzionalizzato che,
per la prima volta in Italia, parla di un "Piano Regolatore degli Orari della città" mirato a "rendere più umani i tempi
di lavoro, i tempi della città e i tempi di vita".
Le politiche fino ad ora condotte in tutte le città stanno elaborando temi attorno al nesso che fu posto da questa
prima legge, espressione profonda della cultura femminile. In particolare il tema del tempo diventa operativo,
all'inizio degli anni Novanta, con la Legge 142/90 "Ordinamento delle Autonomie locali", che nasce dall'idea che
anche il tempo della città, come il territorio, possa essere coordinato e governato dall'Amministrazione comunale.
Tale legge contempla per la prima volta la redazione di Piani Regolatori degli Orari o di Piani di coordinamento
degli orari. L'art. 36 della legge 142/90 fornisce, infatti, un importante riferimento legislativo, dal quale sono
derivate un insieme di norme scritte negli Statuti dei singoli Comuni e leggi regionali. Tale articolo, al terzo comma,
attribuisce al sindaco il compito di "coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, nonché gli
orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare
l'esplicazione dei servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti".
Altre leggi (a livello nazionale) che riguardano, spesso indirettamente, gli orari e i tempi della città sono: la Legge
241/90 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi". La norma, conosciuta come la "legge per la trasparenza del procedimento amministrativo",
recepisce il problema del tempo come strettamente legato ai diritti di cittadinanza e ad un nuovo rapporto fra le
amministrazioni e i cittadini, introducendo l'obbligo di espletare il procedimento amministrativo in un tempo breve e
definito, chiaramente indicato su ogni atto. Ecco come recita il comma 2 dell'articolo 2: "Le pubbliche
amministrazioni determinano per ciascun tipo di procedimento, in quanto non sia già direttamente disposto per
legge o per regolamento, il termine entro cui esso deve concludersi. Tale termine decorre dall'inizio di ufficio del
procedimento o dal ricevimento della domanda se il procedimento è ad iniziativa o di parte". Per la suddetta legge,
inoltre, il tempo è un fattore sociale che determina pari opportunità fra i cittadini: all'art. 1, infatti, si parla di un
riequilibrio delle responsabilità familiari fra i due sessi "anche mediante una diversa organizzazione del lavoro,
delle condizioni e del tempo di lavoro".
La Legge 125/1991 "Azioni positive per la realizzazione della parità fra uomo e donna nel lavoro" all'art. 2 comma
2, lett. e) indica mediante una riorganizzazione del lavoro e delle condizioni e del tempo di lavoro, la via per
favorire un miglior equilibrio tra responsabilità familiari e professionali e una più equa ripartizione dei compiti tra i
sessi. Tali disposizioni sono riprese nella Legge 421/92 e dal Decreto legge attuativo 29/93 "Razionalizzazione
della organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a
norma dell'art. 2 della legge 23 Ottobre 1992, n. 241" che rivedono la disciplina in materia di pubblico impiego. Il
decreto 29/93 (art. 5 comma 1 lett. d), fra i criteri generali di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazioni
sancisce "l'armonizzazione degli orari di servizio di apertura degli uffici con le esigenze dell'utenza e con gli orari
delle amministrazioni pubbliche dei Paesi della Comunità europea, nonchè con quelli del lavoro privato".
A livello regionale sono state poi approvate leggi di indirizzo per il piano regolatore degli orari con la previsione
anche di finanziamenti per attività di ricerca sul governo dei tempi nel territorio regionale, iniziative volte
all'informazione e alla diffusione dei diritti dei cittadini per migliorare la qualità della vita individuale e collettiva
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attraverso un razionale governo del tempo, costituzione di un osservatorio permanente e corsi di formazione
professionale.
La Regione Piemonte il 6 aprile 1995 ha approvato la LR n. 52 che prescrive le norme per la redazione e
l'adozione dei Piani Comunali di Coordinamento degli Orari ( PCO), ai sensi dell' art. 36, comma 3, della legge n.
142/90.
Le finalità generali che la Regione persegue sono le seguenti (art. 1):
la migliore articolazione dei tempi destinati all'attività lavorativa, alla vita di relazione, alla cura delle persone,
alla crescita culturale e allo svago per un maggior autogoverno del tempo di vita personale e sociale;
l'armonizzazione dei tempi della città e il coordinamento degli orari dei servizi pubblici e privati;
il miglioramento della fruibilità dei servizi, in particolare di quelli destinati alla cura delle persone nell'ambito
della solidarietà sociale e delle attività di volontariato;
la promozione, anche ai sensi dell' articolo 1, comma 2, lettera e), della legge 10 aprile 1991, n. 125, delle pari
opportunità favorendo, anche mediante una diversa organizzazione del lavoro, l'equilibrio tra responsabilità
familiari e professionali e una migliore ripartizione di tali responsabilità tra i due sessi.
La legge regionale stabilisce che per la definizione dei PCO i Comuni devono attenersi ai seguenti criteri (art. 5):
organizzare gli orari degli uffici e dei servizi pubblici che implicano attività di sportello al pubblico, sia mediante
l'aumento della durata giornaliera d'apertura che con una articolazione sfalsata delle fasce orarie, agevolando
l'accesso all'informazione;
rendere gli orari dei servizi socio educativi, assistenziali e sanitari, per durata media e per articolazione
giornaliera, funzionali agli orari delle attività lavorative prevalenti sul territorio;
finalizzare, in ottemperanza alla legge 7 agosto 1990, n. 241, le operazioni burocratiche dei servizi pubblici
all'efficienza e al risparmio di tempo per l'utenza, mediante la semplificazione delle modalità di accesso, la
piena applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione, nonché l'introduzione di procedure
informatizzate e connesse in rete;
organizzare e programmare gli orari delle attività commerciali in modo da garantire l'erogazione nelle diverse
zone della città, anche non facendo coincidere gli orari di apertura, di chiusura e i turni di riposo per gli esercizi
dello stesso ramo di attività;
far corrispondere gli orari e la frequenza dei trasporti pubblici alle esigenze di razionalizzazione della mobilità
urbana e sovraurbana, in relazione alle limitazioni orarie e favorendo forme di trasporto che siano in grado di
fronteggiare specifiche necessità;
organizzare gli orari di biblioteche, musei ed Enti culturali in modo da consentirne un'ampia fruizione, mediante
l'aumento della durata giornaliera di apertura, anche con estensione alle fasce serali, della durata settimanale
su tutti i mesi dell'anno.
Il Sindaco, nella definizione del PCO, promuove opportune iniziative di informazione e di consultazione anche
mediante specifiche analisi delle esigenze degli utenti. A tal fine si avvale delle osservazioni formulate dai
rappresentanti delle Amministrazioni pubbliche, delle Associazioni delle categorie interessate, delle Organizzazioni
sindacali di categoria più rappresentative a livello locale, delle Commissioni pari opportunità, delle Associazioni
femminili, delle Associazioni degli utenti e dei consumatori, nonché di altre Associazioni secondo le disposizioni
dello Statuto comunale. Eventualmente il Sindaco promuove, ai sensi delle leggi 142/90 e 241/91, accordi e intese
fra tutti i soggetti, collettivi e istituzionali, pubblici e privati, interessati alla determinazione degli orari nelle città.
Nel marzo del 1995 un nuovo quadro legislativo nazionale è stato presentato in Parlamento (firmataria Livia
Turco). La legge disciplina i compiti delle Regioni, i poteri del sindaco, il piano territoriale degli orari della pubblica
amministrazione, la partecipazione di cittadini/e, i calendari scolastici, gli orari dei negozi, le banche del tempo. Si
tratta di una legge di terza generazione che ricapitola i cinque anni di esperienza italiana in materia di azioni sugli
orari.
L'8 aprile 2000 il Parlamento ha approvato la Legge 53 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della
paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”.
La seconda parte della Legge 53 è dedicata ai tempi della città ed obbliga (Capo V) i Sindaci di città con più di
30.000 abitanti a:
predisporre un Piano Territoriale degli Orari;
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istituire un Ufficio Tempi;
individuare un Dirigente in materia;
istituire un Tavolo di concertazione delle Istituzioni cittadine per l’attuazione dei progetti contenuti nel Piano .
Identifica inoltre due livelli di azione, quello regionale e quello comunale (rif. Articoli 22-23-24-25-26-27).
All’art. 24 della Legge 53 a proposito del Piano territoriale degli orari si legge: “… strumento unitario per finalità ed
indirizzi, articolato in progetti, anche sperimentali, relativi al funzionamento dei diversi sistemi orari dei servizi
urbani e alla loro graduale armonizzazione e coordinamento…
I comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti sono tenuti ad individuare un responsabile cui è assegnata la
competenza in materia di tempi ed orari e che partecipa alla conferenza dei dirigenti, ai sensi della legge 8 giugno
1990, n. 142, e successive modificazioni…
Nell'elaborazione del piano si tiene conto degli effetti sul traffico, sull'inquinamento e sulla qualità della vita
cittadina degli orari di lavoro pubblici e privati, degli orari di apertura al pubblico dei servizi pubblici e privati, degli
uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, delle attività commerciali, ferme restando le disposizioni degli
articoli da 11 a 13 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché delle istituzioni formative, culturali e del
tempo libero”.
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3. Obiettivi del PCO
3.1 Favorire la fruizione dei servizi pubblici e privati, coordinando e sincronizzando gli
orari, favorendo la semplificazione delle procedure e avvicinando i servizi alle esigenze
dei cittadini:
Il Comune di Rivalta ha avviato recentemente la Giornata del cittadino, garantendo l'apertura di tutti gli uffici
pubblici in una unica giornata (mercoledì) con orario prolungato e continuato. Il prossimo obiettivo è quello di
garantire un ulteriore miglioramento della fruizione dei servizi comunali attraverso l’introduzione di un maggiore
coordinamento tra settori comunali che svolgono pratiche rivolte ai cittadini. Si intende infatti rendere le procedure
ancora più semplici e accessibili, introducendo modalità integrate di gestione delle procedure sia in front office che
in back office, realizzando sportelli integrati e polifunzionali che accolgano il cittadino, diano risposte efficienti e
veloci, siano facilmente individuabili e identificabili all’interno della sede comunale. Complementare a questo
obiettivo è l'introduzione di procedure informatizzate che consentano di rendere sempre più flessibili i servizi
pubblici e privati di Rivalta, facilitando i cittadini che intendono svolgere “ a distanza” le loro pratiche.
3.2 Favorire l'interrelazione del PCO con la pianificazione comunale e migliorare la
mobilità con attenzione per gli aspetti di sostenibilità ambientale
L'accessibilità ai servizi è garantita in grande misura anche dalla facilità con cui i cittadini possono recarsi presso la
loro sede, per fruirli direttamente. Fondamentale è dunque garantire orari appropriati, ma anche i servizi di
trasporto e le infrastrutture di collegamento necessarie, nonché prevedere adeguata localizzazione sul territorio
comunale. Il PCO del Comune di Rivalta si propone dunque di confrontarsi con il tema della localizzazione dei
servizi utilizzando come criterio per la scelta del sito, ma anche per la gestione del servizio, il criterio dei tempi. In
questo senso il PCO intende configurarsi come strumento di qualificazione e integrazione della recente Variante al
PRG sotto il profilo della razionalizzazione dei servizi e delle attrezzature pubbliche nonché dei servizi
commerciali. Si segnalano a questo proposito in particolare il potenziamento dei servizi pubblici previsto nelle
frazioni di Gerbole e Tetti Francesi, la presenza di edifici industriali e demaniali dismessi che sono destinati ad
ospitare attrezzature pubbliche e private (es. Casermette, edifici industriali non più utilizzati, ecc.), la
riqualificazione prevista per la frazione di Pasta con localizzazione di una scuola primaria. Il perseguimento di
questo obiettivo comporta contemporaneamente misure atte a garantire accessibilità e adeguata previsione di
infrastrutture destinate alla mobilità e l'intersezione con i diversi strumenti della pianificazione territoriale, della
rigenerazione urbana e dello sviluppo locale.
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3.3 Sensibilizzare la cittadinanza sul tema delle pari opportunità e promuovere politiche e
progetti ad hoc
Il PCO di Rivalta intende affrontare il tema delle pari opportunità, assumendo una prospettiva di genere e
concentrandosi in particolare sul tema della conciliazione dei tempi di vita. In questi ultimi anni prevale infatti un
modello familiare che vede entrambi i partner presenti nel mercato del lavoro, per esigenze si economiche che
sociale, di autorealizzazione, di compartecipazione dei padri alla gestione dei figli, ecc. Superare i problema di
conciliazione tra lavoro e famiglia quindi significa dare risposte concrete alle famiglie, non solo alle donne, anche
se sono proprio queste al momento a farsi maggiormente carico della cura dei tempi famigliari. Il PCO di Rivalta
intende affrontare questo tema sociale e individuare azioni concrete di intervento a partire dall'intreccio di diversi
fattori, quali l'organizzazione del lavoro, il lavoro di cura, il sistema dei trasporti, i servizi della città, il tempo per sè.
In questo quadro si intende inoltre creare le basi per la costruzione di una tavolo di concertazione e di
coordinamento sul tema dei tempi e degli orari oltre che per la sperimentazione di servizi più attenti alle esigenze
delle famiglie alle prese con i fenomeni della flessibilità, dell’instabilità, della frammentazione e con la progressiva
riduzione del sistema di welfare. Si avrà inoltre cura di includere nel processo il punto di vista dei bambini, per la
costruzione di una città sempre più a misura di bambine e bambini.
3.4 Favorire politiche di conciliazione dei tempi per i dipendenti comunali
Il tema della conciliazione dei tempi di vita deve confrontarsi con due aspetti centrali per gli uomini e le donne del
nostro tempo: il tempo dedicato al proprio lavoro, il tempo dedicato alle diverse incombenze famigliari, che vanno
dalla gestione dei figli, alla cura di genitori anziani, alla cura di parenti prossimi malati, al disbrigo di pratiche di
vario tipo. Non sempre l'ambiente di lavoro e la situazione contrattuale delle persone consente l'adeguato grado di
flessibilità necessario a gestire in modo coordinato queste diverse occupazioni. Uno degli obiettivi del Piano di
Coordinamento degli Orari del Comune di Rivalta consiste nell'individuare appropriate modalità per fare della
flessibilità una opportunità di conciliazione, favorendo la sperimentazione di modalità di lavoro più adeguate alle
esigenze dei suoi dipendenti e lavoratori. Complementare a questo obiettivo è il miglioramento dell'ambiente di
lavoro, con le possibili ricadute sull'organizzazione interna, sul funzionamento degli uffici, sulla creazione di una
diversa cultura del lavoro e del tempo.
4. L’approccio metodologico
4.1 Il coinvolgimento dei destinatari della politica sui tempi
L’approccio che informa gli strumenti e i metodi su cui è strutturato il programma di attività è di tipo inclusivo. Tale
metodologia si pone come obiettivo principale quello di mobilitare le risorse (umane, politiche, intellettuali, ecc.)
presenti nel contesto locale, il mettere in rete i soggetti e attori locali che abitano, operano e vivono in questo
territorio, il costruire le condizioni per la creazione di un vero e propri spazio di azione nel quale i soggetti locali
possano esprimere il proprio protagonismo e la propria cittadinanza attiva. In questo senso le azioni descritte nella
presente proposta di lavoro intendono favorire la creazione di reti e scambi in grado di dare vita ad azioni comuni
improntate non all’eccezionalità ma alla valorizzazione delle risorse e opportunità locali, al radicamento delle
azioni, alla creazione di condizioni locali che garantiscano nel breve periodo forme di autorganizzazione e di cogestione locale delle attività.
Coinvolgere il territorio nella costruzione di una nuova dimensione sociale della città e dei suoi spazi significa
confrontarsi costantemente e continuativamente con molteplici esigenze e punti di vista che devono essere
compresi, accolti, accompagnati e rielaborati al fine di individuare soluzioni ed approcci concretamente condivisi.
Si tratta quindi di un processo complesso le cui macro fasi devono essere impostate in maniera tale da rispondere
in maniera agile e flessibile ai bisogni e alle necessità che il territorio nel suo complesso pone in evidenza. Inoltre,
affinché il processo possa rispondere a criteri di efficacia ed efficienza, è necessario che le diverse fasi e relativi
strumenti si relazioni tra loro in maniera sinergica contribuendo in maniera sistemica al perseguimento degli
obiettivi.
Per dare concretezza e garanzia di fattibilità alle istanze che emergono dai processi partecipativi occorre però
anche costruire quadri realistici contenenti le condizioni tecniche necessarie all’attuazione di tali istanze. Per
10
questo motivo l’accezione di processo partecipativo utilizzata in questo processo tiene conto anche del pun to di
vista di chi implementa le politiche pubbliche ovvero dei diversi settori comunali, che sono stati coinvolti fin dalle
prime battute del processo. La conoscenza locale per poter diventare “azione” e “pratica” nel territorio è infatti
chiamata a dialogare con la conoscenza tecnica e con le intenzionalità politiche che si esprimono in quel contesto
locale. Per questo motivo la gestione del processo si è alimentata di un continuo dialogo tra questi 3 livelli e da
una verifica continuativa della rilevanza delle questioni via via emergenti.
Il perseguimento, raggiungimento e consolidamento degli obiettivi descritti è stato realizzato attraverso l’utilizzo di
metodologie e strumenti che, in maniera sinergica ed incrementale, hanno permesso di rispondere sia alle
esigenze del processo nel suo complesso, sia alla volontà dell’Amministrazione comunale di acquisire nuove
modalità di approccio e gestione dello sviluppo del territorio.
Le principali motivazioni su cui la scelta del metodo si basa sono:
- il valore aggiunto della conoscenza locale nella costruzione del progetto;
- l’efficacia dell’esito del processo, poiché il disegno delle soluzioni è conseguenza diretta della costruzione e
della rappresentazione dei problemi e le garanzie di efficacia del processo sono legate al coinvolgimento del
maggior numero possibile di punti di vista;
- i rapporti innovativi tra enti, amministratori e cittadini: il processo partecipativo è un’occasione per introdurre e
consolidare modalità innovative di rapporto;
- l’avvio di un processo di empowerment dell’ente locale, che faciliti un processo di mainstreaming, ovvero di
inserimento della prospettiva di genere in tutti i processi politici e di pianificazione.
In particolare, la metodologia individuata può essere ricondotta a tre ambiti di intervento specifici:
- l’indagine conoscitiva;
- la partecipazione;
- la comunicazione.
4.2 Un'azione pubblica trasversale e partecipata
Le politiche temporali indagano intrecci di spazi, di tempi e di orari. Indagano i legami di reciprocità e le
compresenze di/tra persone che sono regolati dai regimi di orario e dalla loro sincronia/diacronia e indagano anche
chi è escluso da questo complicato gioco di intersezioni temporali nei luoghi. Indagano il patto sociale inteso in
questo modo complesso che si confonde nel concetto di abitare i luoghi.
Le politiche temporali sono partecipate nel senso profondo di agire sul patto sociale che, come il tempo sociale,
non è né tuo né mio, bensì nostro.
L'azione è, inoltre, per sua natura transettoriale (tempi di vita e di lavoro) e, pertanto, naturalmente, la gestione di
politiche temporali è per tradizione partenariale, cioè l'azione viene decisa collegialmente e spesso gestita in
accordo da partner, legati da interessi etici ed economici, che hanno condiviso fin dall'inizio la messa a fuoco del
problema, la sua configurazione e la sua rappresentazione.
Le politiche temporali non sono affatto orientate da una domanda, bensì mettono in gioco, su problemi nuovi (ad
esempio la trasversalità dei tempi di vita) e anche su problemi vecchi, un'ulteriore "posta" nella mediazione sociale
e, inoltre, si prefigurano come innovative in alcuni contenuti.
Per concludere, l'azione pubblica è alla fine orientata non tanto alla risoluzione rapida ed efficace di un problema
ma a una maieutica dove i cittadini sono al centro di un nuovo "imparare a fare" collettivo. L'azione orientata a una
maieutica dell'imparare collettivo rallenta la rapidità nel conseguimento dei risultati ma permette di collocarsi vicino
alle situazioni e ai cittadini, sensibile al tempo dell'emergere dei problemi quando nascono.
Le politiche dei tempi perseguono, quindi, la diffusione di una sempre maggiore consapevolezza del fatto che il
sistema degli orari di una città sia il frutto di un processo di costruzione partecipata che coinvolge i diversi attori
locali presenti sulla scena urbana.
11
4.3 Strumenti metodologici
Si descrivono brevemente gli strumenti metodologici utilizzati nelle diverse fasi del processo di elaborazione del
Piano di Coordinamento degli Orari del Comune di Rivalta:
Analisi desk
L’analisi desk è la fase della ricerca che si svolge a tavolino: si stabiliscono le fonti delle informazioni necessarie e
si procede con l’istruttoria tecnica necessaria attraverso la quale poter realizzare specifiche analisi settoriali delle
diverse sfaccettature del contesto locale e ricostruire la mappatura delle progettualità.
L’analisi desk permette, quindi, di giungere alla ricognizione di un quadro conoscitivo aggiornato dell’area
indagata, di individuare le tematiche principali e quelle di interesse comune.
Interviste singole e/o collettive
L’intervista di gruppo e il colloquio in profondità sono i metodi che più si addicono quando l’obiettivo è quello di
esplorare nel modo più ampio e approfondito possibile le opinioni ed i diversi punti di vista sulla realtà indagata.
Attraverso l’intervista, inoltre, è possibile gettare le basi per la costruzione di una rete di rapporti che potrà risultare
molto utile per il futuro coinvolgimento dei soggetti locali nel corso delle diverse fasi del processo.
L'elenco dei testimoni privilegiati, cioè delle persone da intervistare, è una mappa che si costruisce strada facendo,
con un effetto "a palla di neve": un ambito rilevante di informazione fornito dai primi intervistati, infatti, è dato
proprio dalla percezione che ciascuno essi ha della geografia dei testimoni (oltre che degli attori) locali.
Consultazione pubblica
Sotto il termine “consultazione pubblica” rientrano tutte quelle attività e modalità di lavoro che prevedono un ampio
e diffuso coinvolgimento della popolazione (o della specifica utenza alla quale il progetto e il processo di
coinvolgimento si rivolgono) che viene chiamata ad esprimere il proprio punto di vista (indicazioni, preferenze,
suggerimenti, ecc.) rispetto a specifiche tematiche oggetto del progetto in corso.
Questionari elettronici (on line)
Il questionario on line è uno strumento di osservazione-ricognizione utilizzato per estrarre utili informazioni
concernenti esigenze, considerazioni e problemi dei cittadini. Il vantaggio dell’uso di uno strumento on line risiede
nella facilità di raccolta dei dati oltre che nella capacità di raccogliere il dato immediatamente ed avere sempre in
tempo reale la situazione aggiornata del numero di questionari pervenuti e il quadro complessivo del tematismo
indagato.
Focus group
Il Focus Group è una tecnica di rilevazione per la ricerca sociale basata sulla discussione tra un piccolo gruppo di
persone, invitate da uno o più moderatori a parlare tra loro, in profondità, dell'argomento oggetto di indagine. La
discussione viene generalmente condotta da un moderatore che, a seconda della situazione, può esercitare un
ruolo di guida alla discussione, oppure può fornire una serie di stimoli e strumenti affinché i partecipanti riescano
ad autogestire il più possibile le relazioni e l’interrelazione.
Il Focus Group, quindi, è uno strumento particolarmente adatto allo sviluppo di indagini qualitative e
all’approfondimento, come suggerisce il nome (focus group), di specifici temi, esigenze, problemi, ecc.
Workshop
I Workshop sono incontri pubblici di gruppo ad elevato tasso di interazione, caratterizzati dal fatto di dover portare
a termine un compito o un incarico specifico definito come sviluppare delle alternative o confrontarle e assegnare
loro delle priorità.
I Workshop possono essere tematici o settoriali e possono essere condotti e facilitati secondo tecniche specifiche
a seconda del carattere degli obiettivi da raggiungere.
5. Il processo di elaborazione del Piano di Coordinamento degli Orari: cosa è stato fatto
5.1 Fase 1: Analisi e conoscenza del contesto locale
Gli obiettivi di questa fase di lavoro sono stati raggiunti attraverso la realizzazione di un’analisi che è stata svolta
in parte attraverso interviste ai responsabili dei Settori Comunali, in parte attraverso un lavoro tecnico e istruttorio
di raccolta, studio, sistematizzazione e archivio di documenti, progettualità e materiali informativi. Gli obiettivi
consistevano infatti nel:
12
-
rilevare e raccogliere materiali e documenti informativi sulle principali trasformazioni urbanistiche e del
territorio in atto o in programma e sulle principali politiche in materia di orari dei servizi pubblici e privati, tempi
e pari opportunità, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, flessibilizzazione dei servizi, ecc.
- costruire le basi per una proficua collaborazione tra il personale esterno e il personale interno all'ente
impegnato nella redazione del Piano di Coordinamento degli Orari.
- costruire un quadro complesso ed interrelato delle progettualità in atto e delle specificità del contesto locale,
utilizzando la prospettiva delle pari opportunità e dei tempi
Come previsto è stato svolto un lavoro preliminare che ha consentito di costruire un quadro integrato, complesso e
intersettoriale di conoscenza del contesto locale e che è stato realizzato attraverso i seguenti step di lavoro
(strumenti metodologici):
 Istruttoria tecnica e analisi desk: è stato svolto un lavoro di ricerca di materiali, documentazione, analisi di
ricerche precedenti, rilevazione di progetti in corso e strumenti di pianificazione, che è stato possibile
effettuare secondo diverse modalità: a) attraverso la richiesta diretta dei materiali ai Dirigenti di Settore
intervistati; b) attraverso la richiesta ai tecnici indicati dai Dirigenti di Settore; c) attraverso la richiesta al
responsabile di procedimento e attraverso il suo coordinamento con gli uffici competenti.
 5 Interviste singole o collettive: sono stati svolti 5 incontri/interviste con i Dirigenti dei seguenti settori
comunali coinvolti:
- Settore Urbanistica, Ing. Ronco
- Settore Lavori Pubblici, arch. Ruffinatto
- Settore Polizia Municipale, Comandante
- Settore Tributi, dott. Salerno, dott. Sa Paedrani (resp. Ufficio Tributi)
- Settore Affari generali e legali, dott. Malacarne
 Mailing list e supporto ufficio stampa: i contatti raccolti fino a questo momenti sono stati indicati in una
mailing list dei soggetti locali e dei referenti interno e esterni dei servizi pubblici e privati coinvolti fino a questo
momento.
 Incontri con il gruppo di lavoro: il gruppo di lavoro ristretto ha visto la partecipazione della dott.sa Anna Del
Viscovo, Responsabile dei servizi socio-culturali del Comune di Rivalta di Torino, della dott.sa Mara Miretti,
Dirigente Personale del Comune di Rivalta, e dello Studio Associato R. Dispenza e A. Nasso, incaricato del
coordinamento e dell’assistenza tecnica all’elaborazione del PCO. Inoltre hanno partecipato al gruppo di
lavoro a chiamata la società Officina (incaricata dello svolgimento della fase di lavoro 3) e la società incaricata
dello svolgimento della fase di lavoro 6.
 Presentazione del PCO alla Giunta Comunale : è stato fissato un incontro con la Giunta Comunale che ha
permesso di condividere il metodo e gli obiettivi del Piano degli Orari e di valutare le diverse intersezioni tra il
tema dei tempi e le diverse politiche condotte dal Comune di Rivalta. A tal fine è stato usato come strumento
di supporto una presentazione power point.
5.2 Fase 2: Rilevazione dei bisogni, delle criticità e delle risorse locali
Gli obiettivi di questa fase di lavoro sono stati raggiunti attraverso la realizzazione di una serie di attività e
metodologie di indagine individuate nel corso dei lavori come le più adatte a sviluppare i temi oggetto della
presente fase di lavoro. Gli obiettivi consistevano infatti nel:
pervenire a una conoscenza del territorio attraverso i molteplici punti di vista di chi lo abita, lo vive, lo trasforma
quotidianamente.
effettuare una rilevazione delle caratteristiche del territorio che vengono vissute come risorse locali (materiali e
immateriali) da valorizzare attraverso politiche dei tempi, o come criticità da limitare e su cui intervenire.
Per poter definire in maniera puntuale la struttura del processo e gli aspetti principali metodologici e processuali sui
quali orientare e concentrare l’attenzione e le azioni si è ritenuto necessario realizzare preliminarmente una fase di
conoscenza del territorio che si alimentasse della cosiddetta “conoscenza locale”, ovvero che attingesse dal
patrimonio locale di percezioni, know-how, modi di uso dei luoghi, ecc. Risulta fondamentale, infatti, saper
interpretare il territorio con gli occhi di chi lo abita, lo vive, ne costituisce il patrimonio di risorse umane locali.
Anziché procedere con una raccolta sistematica di numerosi argomenti e nodi/criticità, si è preferito selezionare
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due temi principali, che sono i servizi di trasporto pubblico e i giovani, e approfondirli attraverso opportune
metodologie, lasciando alle fasi successive la trattazione degli argomenti ( filoni tematici) rimanenti.
In particolare, gli strumenti metodologici considerati maggiormente adatti allo svolgimento delle attività di
rilevazione delle criticità e delle risorse locali sono descritti di seguito, specificando quali soggetti sono stati
coinvolti:
Interviste singole e collettive a testimoni privilegiati: intervista alla dott.sa Mara Miretti (Dirigente Settore
Personale); intervista a Laura Coatto, Responsabile Ufficio Giovani; intervista telefonica a Coop. Atypica che
gestisce servizi per l’infanzia per il Comune di Rivalta.
Incontri informali secondo la metodologia del focus group: è stato svolto in data 25/06/2009 con i ragazzi che
frequentano il Centro Giovani di via Balegno
Ideazione, organizzazione, realizzazione e gestione di una consultazione pubblica rivolta ai giovani sui temi
della mobilità, dei trasporti, dei collegamenti tra le frazioni e con gli altri Comuni limitrofi, del tempo libero.
Incontri con il gruppo di lavoro (interni e esterni). 14.05.09 INCONTRO DI RIPROGRAMMAZIONE: Del
Viscovo, Miretti, Nasso, Boeri, Sindaco: Nel corso di questo incontro sono stati presentati gli esiti del lavoro svolto
nella fase 1 e sono state condivise le linee operative e i filoni tematici da sviluppare. Inoltre è stata definita e
approvata l’identità grafica del progetto (fase 6).
5.3 Fase 3: Analisi delle esigenze di conciliazione dei dipendenti comunali
Gli obiettivi di questa fase di lavoro sono stati raggiunti attraverso la realizzazione di una serie di attività di
indagine e coinvolgimento dei dipendenti comunali. Gli obiettivi consistevano infatti nel:
 Conoscere le esigenze specifiche del personale del Comune di Rivalta in merito alla conciliazione dei tempi e
alla flessibilità del loro lavoro;
 Individuare in modo condiviso alcune azioni che potrebbero migliorare la capacità dei dipendenti comunali di
conciliare i propri tempi di vita.
A tal fine è’ stato elaborato un questionario elettronico (strumenti metodologici) strutturato in diverse sezioni che
ha consentito di indagare a) i comportamenti dei dipendenti in materia di orario di lavoro/permessi/ferie e di
gestione dei tempi di vita b) esigenze e principali criticità; c) possibili proposte e soluzioni. Il questionario è stato
messo a disposizione on-line su un sito esterno (www.progettirivalta.it) per la compilazione da parte dei dipendenti
comunali a cui è stata data specifica comunicazione che invitava a partecipare al processo di elaborazione del
PCO, pur a titolo volontario. Il questionario in formato elettronico rappresenta un'evoluzione del tradizionale
questionario cartaceo, in quanto consente di pervenire a una percentuale di risposta dei questionari generalmente
più elevata. Infatti la compilazione risulta agevolata, maggiormente interessante e l’elaborazione dei dati più
veloce, in quanto si evita la fase di compilazione manuale del database da parte di un operatore, operazione
costosa e spesso causa di errori di inputazione. Inoltre è possibile monitorare il numero di questionari
effettivamente compilati in tempo reale e definire eventuali attività di sollecito da realizzare. Raggiunto un numero
significativo di questionari compilati, si è analizzato il database delle risposte fornite ed è stato elaborato un report
contenente tutti i grafici delle risposte definitive.
In seguito, al fine di interpretare in modo collettivo gli esiti del questionario e di approfondire la fattibilità di alcune
azioni specifiche, è stato realizzato un focus group dal quale è emerso l’interesse per la sperimentazione di
modalità flessibili di gestione dell’orario di lavoro, con particolare riferimento alla banca delle ore.
5.4 Fase 4: Individuazione delle azioni del Piano
A partire dai contenuti emersi nelle fasi precedenti è stato realizzato un workshop progettuale con i referenti politici
e tecnici del PCO che ha consentito di costruire insieme l’architettura del Piano degli Orari di Rivalta e di definire
quindi gli ambiti specifici su cui svolgere i necessari approfondimenti in vista dell’elaborazione dei filoni tematici e
delle azioni. Inoltre, coerentemente con gli obiettivi previsti da questa fase, è stato costruito un quadro di
riferimento condiviso con cittadini, tecnici e politici, attraverso opportuni momenti di coinvolgimento, di
approfondimento tecnico, di reperimento materiali e informazioni ad hoc.
Aprire il processo decisionale e progettuale ai cittadini e ai soggetti locali può consentire di aumentare l'efficacia e
l'efficienza delle proposte e dei progetti adottati nel PCO, tuttavia occorre garantire una coerenza generale del
processo per fare in modo che chi partecipa alla analisi del contesto locale sia anche disponibile a costruire
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successivamente le linee programmatiche di intervento. Può capitare, infatti, che esista un certo scollamento tra
chi individua inizialmente le criticità e le priorità e chi individua le azioni da promuovere. Inoltre occorre garantire
che le proposte dei cittadini, ovvero di persone che non hanno una conoscenza tecnica degli argomenti né degli
strumenti della pianificazione comunale, si incontrino con il quadro di riferimento dei tecnici comunali e con le
strategie dei politici.
Dal punto di vista metodologico, dal momento che i filoni di lavoro individuati erano piuttosto differenti e articolati, si
è deciso di sostituire la metodologia inizialmente prevista dell’evento pubblico, con una serie di micro-eventi
partecipativi, rivolti a target più precisi, concentrati su uno solo dei filoni tematici del Piano. Infatti si è ritenuto che
la realizzazione di un unico evento pubblico su un tema così ampio e trasversale come quello dei tempi della città
poteva risultare eccessivamente dispersivo, disincentivando di fatto la partecipazione di cittadini e associazioni
che, essendo molto diversi per interesse e tipologia, hanno anche modalità di lavoro, orari disponibili e approcci di
lavoro differenti (ad esempio le mamme con bambini, i giovani, i dipendenti comunali).
A questo scopo il processo partecipativo è stato strutturato in 3 momenti principali, di cui sono descritti di seguito
gli strumenti metodologici impiegati e i soggetti coinvolti.
PRIMO MOMENTO: valutazione della coerenza e della fattibilità del quadro emerso dalle fasi 1, 2 e 3
attraverso il coinvolgimento dei tecnici e dei politici anche come individuazione di criteri prioritari per la
definizione delle azioni del Piano. Gli strumenti metodologici utilizzati sono stati:
 report delle fasi precedenti e incontri del gruppo di lavoro: sono stati ricostruiti i contenuti delle fasi
precedenti, attraverso un report complessivo messo a disposizione del gruppo di lavoro interno.;
 Workshop formativo con i tecnici comunali e con i referenti polotici nell’ambito del quale sono stati
approfonditi due aspetti: a) analisi delle progettualità in corso o in programmazione, al fine di costruire un
quadro di riferimento operativo per le azioni del PCO; b) quadro di sintesi e di unione relativo ai bisogni
emersi dalle fasi di lavoro precedenti, al fine di individuare criteri di fattibilità, appropriatezza e rilevanza,
sostenibilità per la macchina comunale.
SECONDO MOMENTO: raccolta di proposte progettuali sui tempi attraverso il coinvolgimento “informato”
dei cittadini e dei soggetti locali. Gli strumenti metodologici utilizzati sono stati:
 Focus group con mamme che utilizzano il servizio nido-aperto
 Focus group con dipendenti comunali, per approfondire le istanze emerse dal questionario elettronico ai
dipendenti sui temi della conciliazione dei tempi di vita
 Intervista alla Mobility Manager della Provincia di Torino, per approfondire i temi legati alla mobilità
collettiva e al car-pooling
 Commissione consiliare con l’Agenzia Metropolitana Mobilità, per approfondire le problematiche legate
alla linea 43 del trasporto pubblico
 Intervista alla Presidente della coop. Atypica sui temi del rapporto tra servizi pubblici e neo-mamme con
neonati
 Contatti con il Preside della scuola media Garelli (Tetti Francesi) sui temi del rapporto tra scuola e spazi
pubblici del quartiere. Questo approfondimento è stato fatto anche come prosecuzione di un percorso di
coinvolgimento che è stato condotto in parallelo sui temi della riqualificazione del quartiere di Tetti Francesi,
che è stato oggetto di progettazione di un programma denominato Contratto di Quartiere 3, approvato e
finanziato dalla Regione Piemonte.
TERZO MOMENTO: approfondimento tecnico di alcune azioni.
 Intervista all’Assessore all’Urbanistica, sui temi della pianificazione urbanistica e delle aree destinate a
servizi e attrezzature pubbliche
 Intervista al funzionario competente del Settore Lavori Pubblici, per reperimento materiali progettuali
relativi ad un’area a servizi previsti nell’area di espansione residenziale prossima al centro commerciale
Pyramid, a Gerbole
 Intervista al Direttore Generale, per approfondimento sui temi dell’orario dei dipendenti e in particolare della
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



banca delle ore e di altri steumenti di flessibilità dell’orario
Intervista alla Dirigente Responsabile delle Risorse Umane, per approfondimento sui temi della banca
delle ore
Intervista alla Dirigente dei servizi demografici e alla Funzionaria responsabile dei servizi demografici,
per approfondimento sul tema dello sportello unico polifunzionale
Approfondimento tecnico desk su tutti i filoni tematici, ricerca buone pratiche, reperimento e analisi materiali
di documentazione tecnica e normativa
Incontri con il gruppo di lavoro: questi incontri hanno garantito il coordinamento, la socializzazione e la
supervisione dell'intero processo di elaborazione del PCO all'interno del gruppo di lavoro.
5.5 Fase 5: Elaborazione del Piano di coordinamento degli orari
Si è trattato prevalentemente di un lavoro di sintesi e di messa a sistema di tutto il processo che è stato condotto in
parallelo attraverso: a) messa a disposizione della documentazione fotografica prodotta e perfezionamento
delle immagini ; b) l'elaborazione del rapporto finale; c) l'approfondimento tecnico delle azioni del PCO insieme
ai referenti dei diversi settori comunali coinvolti. Gli esiti di questa fase di lavoro sono contenuti nel capitolo 7 del
presente Piano.
5.6 Fase 6 (trasversale a tutto il processo): Comunicazione e informazione
Questa fase di lavoro ha accompagnato l’intero processo di elaborazione del Piano, rispondendo al l’obiettivo di
garantire ai cittadini e a coloro che usufruiscono della città un’informazione costante, puntuale, completa ed
accessibile creando anche spazi di comunicazione che fossero da stimolo per i cittadini, e non solo, per diventare
parte attiva e che svolgessero il ruolo di supporto per la creazione di nuove reti e relazioni.
In particolare sono state svolte le seguenti attività:
 Ideazione, progettazione e realizzazione di una identità visiva coordinata del PCO: la definizione e
applicazione di un’identità visiva riconducibile al PCO consente non solo di promuovere e comunicare i
contenuti del processo e del piano, ma facilita anche una immediata associazione tra i colori e i segni grafici e
il PCO e può essere utilizzata per sviluppare e creare sinergie tra le diverse iniziative in materia di tempi e di
pari opportunità. Per la definizione dell’identità visiva sono stati elaborati diversi bozzetti e diversi slogan, che
sono stati discussi nell’ambito di riunioni del gruppo di lavoro.
 Presentazioni (power point): sono state elaborate due presentazioni .ppt, l’una sul processo di elaborazione
del PCO, l’altra contenente l’architettura del PCO e le attività necessarie per il completamento del processo di
pianificazione.
 Pieghevole del PCO: viene elaborato alla fine del processo per comunicare i contenuti del PCO approvato
dal Consiglio Comunale e verrà diffuso alla cittadinanza.
 Articolo sul periodico comunale “Rivalta Informa”: viene elaborato un articolo che illustra i contenuti del
PCO approvati dal Consiglio Comunale e che racconta come si è svolto il processo.
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Gli elaborati prodotti
Fase
Attività
Elaborati prodotti
Fase 1: Analisi e conoscenza Costruzione di un quadro integrato, (1) analisi desk con servizi, progetti,
del contesto locale
complesso
e
intersettoriale
di orari
conoscenza del contesto locale
Fase 2: Rilevazione dei Definizione in maniera puntuale della (1) resoconto incontro (focus group)
bisogni, delle criticità e delle struttura del processo e degli aspetti con giovani
risorse locali
principali, metodologici e processuali
(2) resoconto consultazione pubblica
con giovani a keep on skate
Fase 3: Analisi delle esigenze Analisi delle esigenze di conciliazione
di conciliazione dei dipendenti dei
dipendenti
comunali
e
comunali
individuazione di interventi concreti da
sperimentare
(1) Report degli esiti dei questionari
on-line
(2) resoconto del focus group con i
dipendenti
Fase 4: Individuazione delle Valutazione partecipata della coerenza
azioni del Piano
e della fattibilità del quadro emerso
dalle fasi precedenti
Raccolta di proposte progettuali
Approfondimento tecnico
(1)
presentazione
(ppt)
con
architettura del PCO usata per
workshop con tecnici e politici
(2) resoconto focus group con
mamme all’asilo di Pasta
(3) analisi dei materiali utilizzati per gli
approfondimenti tecnici
Fase 5: Elaborazione del Piano di coordinamento degli orari
-
Analisi delle progettualità
(1) descrizione delle azioni contenute
Quadro di sintesi e di unione al cap 7
(mappa di rilevazione)
Elaborazione del documento finale
del Piano e le schede tecniche
delle azioni del PCO
Fase
6
(trasversale): Elaborazione
Comunicazione e informazione comunicazione
del
Piano
di (1) logo del progetto
(2) layout per questionario on-line
(3) volantino del PCO
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6. I contenuti emersi dal processo di elaborazione del Piano di Coordinamento degli Orari
Si inseriscono di seguito i resoconti relativi alle principali e più significative attività di analisi svolte nel corso del
processo (secondo quanto indicato nella tabella nella pagina precedente “Gli elaborati prodotti”).
I contenuti qui riportati sono stati fondamentali per istruire e definire le azioni che costituiscono il Piano di
Coordinamento degli Orari del Comune di Rivalta e che sono descritti nel capitolo 7 del presente documento.
6.1 fase 1: Analisi e conoscenza del contesto locale
Descrizione del contesto locale
Il Comune di Rivalta di Torino (295 m slm) è situato a Sud-Ovest di Torino nella Valle del Torrente Sangone e, in
particolare, come suggerisce il nome, sulla “riva alta” (la sinistra orografica) del Sangone.
Rivalta si estende su di una superficie di 25,25 kmq (di cui 15 di superficie agricola) e confina a nord con
Villarbasse e Rivoli, a est con Orbassano, a sud con Orbassano e Piossasco e a ovest con Piossasco, Bruino,
Villarbasse e Sangano.
Dal punto di vista più propriamente amministrativo, il Comune di Rivalta si articola in quattro sub ambiti territoriali:
Rivalta centro e le tre frazioni di Gerbole, Pasta e Tetti Francesi.
Per quanto concerne le risorse di questo contesto, come descritto di seguito, devono essere ricercate sia nelle
componenti naturali e paesaggistiche, sia nel patrimonio storico, architettonico e culturale che testimonia la storia
di questi luoghi.
Rivalta, infatti, nasce come primo nucleo fortificato all’interno del fenomeno complessivo dell’incastellamento che
aveva preso avvio nell’Italia del Nord durante il X secolo in relazione con il progetto di ramificazione di avamposti
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lungo la via Francigena. Lo sviluppo degli agglomerati urbani delle frazioni è invece uno sviluppo recente
determinato dall’esplosione industriale avvenuta nel secondo dopoguerra e segnatamente dagli anni ’70 con
l’insediamento degli stabilimenti Fiat.
I due principali elementi che caratterizzano il terrritorio di Rivalta dal punto di vista paesaggistico ed ambientale
sono la collina morenica e il Torrente Sangone.
La collina morenica rivaltese, che comprende i rilievi conosciuti come Truc Monsagnasco, Truc Castellazzo e Truc
Bandiera, è una porzione dell’anfiteatro morenico di Rivoli che si è formato durante la glaciazione avvenuta circa
750.000 anni fa in seguito all’arretramento progressivo dei ghiacciai e che ha determinato all’ingresso della Valle di
Susa un accumulo detritico (“morena”). Testimoni dell’origine del particolare paesaggio morenico sono i massi
erratici presenti nella zona.
La conformazione geologica di questa collina ha favorito lo sviluppo di una foresta che nello stadio evolutivo finale
ha assunto la forma di querceto misto (foresta di latifoglie), in parte sostituito dalla coltivazione di castagno da
frutto introdotto dai romani e dalla robinia introdotta sul finire del XIX secolo.
Oggi la collina rappresenta una risorsa naturalistica intensamente fruita sia per sport e relax (passeggiate lungo i
sentieri, itinerari in mountain bike) dai residenti nelle fasce abitate adiacenti, sia da un bacino di utenza che
comprende anche i comuni limitrofi.
Il Torrente Sangone, per tutto il tratto interessante il territorio di Rivalta è entrato a far parte del parco fluviale del
Po con la Legge regionale n. 65 del 13 aprile 1995.
L’importanza ambientale così riconosciuta di tale bacino è stata ulteriormente consolidata all’intero di un percorso
di lavoro che, partendo da una fase di monitoraggio ambientale nel 2002, ha portato alla firma del Contratto di
Fiume del Bacino del Torrente Sangone nel marzo 2009.
Il centro storico di Rivalta1 si caratterizza sia per la presenza di alcuni elementi di notevole valore storicoarchitettonico che per la permanenza di un tessuto urbano che mantiene per gran parte la configurazione
dell’antico ricetto nelle cui case la popolazione vi conservava i prodotti della terra e si rifugiava in caso di pericolo.
Tra gli elementi di notevole pregio si ricordano: il Castello - risalente al secolo XI, la Torre civica - sorta intorno al
Mille, la Chiesa di Santa Croce - costruita nel 1730, la Chiesa dei Santi Pietro e Andrea - risalente alla fine del
'400.
Il centro storico è imperniato sul castello collocato sulla parte più elevata di una piccola emergenza della valle del
torrente Sangone. L’insediamento è imperniato sull’asse viario ad L, al cui vertice interno si trova il Castello,
costituito dalle vie Umberto I (esterno alla cinta muraria), Bocca e Bianca della Valle (interne alla fortificazione) dal
quale si dipartono le diverse vie laterali. L’antico ricetto conserva ancora la fisionomia del nucleo fortificato
evidenziata dalla cinta muraria ancora visibile nei tratti non inglobati dall’edificazione successiva, così come la gran
parte del tessuto più antico della città, malgrado i notevoli rimaneggiamenti conosciuti nel tempo, continua a
caratterizzarsi per un’organizzazione urbana fatta di nastri di case attorno a cortili di forme irregolari di tipo
rettangolare o quadrato. Complessivamente, il centro storico mantiene intatto, nei suoi caratteri generali, l’assetto
urbano (inteso come insieme di spazi e di edifici) originario con un notevole valore di carattere testimoniale. Il
vigente Piano Territoriale Regionale lo classifica come «Centro storico di media rilevanza regionale» caratterizzato
da «relativa centralità sul territorio, storica e attuale» e da una «specifica identità culturale, architettonica e
urbanistica». Una classificazione riproposta dal vigente Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia
di Torino.
I beni di interesse storico-artistico compresi negli elenchi di cui al D.Lgs. n. 42/04 o ad essi assimilati sono:
Castello degli Orsini, Parco e area verde di pertinenza della bealera di Rivalta;
Il complesso dell’ex Monastero e Mulino;
Mura del Ricetto e varco di via dei Mille e via Allende
Torre civica
Torre del Rivellino (Via Bianca della Valle)
Chiesa dei Santi Pietro e Andrea
Chiesa di Santa Croce
Chiesa e pilone votivo di San Vittore
Chiesa di Santa Cristina
Chiesa della Madonna della Mercede
1
Tratto dalla Relazione Illustrativa della II Variante Generale
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Cappella Santi Sebastiano e Grato
Pilone votivo del Parco pubblico del Castello
Pilone votivo di Via Roma
Ala di Piazza Bionda
Biblioteca di Piazza Martiri
Scuola elementare Duchessa Anna d’Aosta
Palazzotto del Dojrone
Ingresso del Cimitero
Gli Edifici, manufatti e aree costituenti Beni Culturali e Ambientali ai sensi dell’art. 24 L.U.R. sono:
- Edificio di via Umberto I n. 11 con affresco della Madonna di Oropa e di San Antonio Abate
- Edificio costituente il mulino di vicolo Millio n.3
- Cascina e Pilone votivo del Rifoglietto
- Cascina Pigay
- Cascina Indrit
- Impianto sollevamento e vasche acquedotto di Via Umberto I.
-
DINAMICHE DEMOGRAFICHE
Nel 1936 Rivalta contava 1.945 abitanti di cui il 60% dediti all’agricoltura, il 26% all’industria e il restante 14%
all’artigianato e al commercio e conserva questa dimensione di piccolo paese agricolo fino agli anni ’50 con un
incremento fisiologico della popolazione.
Tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 Rivalta registra un incremento significativo della popolazione legato
principalmente a due fattori: da un lato, la forte immigrazione di veneti dal Polesine, immigrazione che continuò,
con una certa regolarità, negli anni immediatamente seguenti e, dall’altro, l’insediamento di alcuni grandi industrie
(nel 1956 l’Indesit e nel 1966 la Fiat).
Da un’analisi delle dinamiche demografiche attraverso i censimenti emerge, infatti, che in 10 anni la popolazione di
Rivalta è cresciuta del 410% con un conseguente cambiamento della struttura e dell’identità del paese: il 75%
degli occupati è dedito all’industria, il 10% all’agricoltura e il 15% all’artigianato e al commercio.
Nel ventennio compreso tra il 1960 e il 1980, l’identità e l’immagine di Rivalta è legata prevalentemente allo
sviluppo industriale, mentre nei decenni successivi fino ad oggi si sovrappone un processo migratorio dalla città di
Torino verso l’area metropolitana.
popolazione: 1961-2010
20.000
18.000
16.000
14.000
12.000
10.000
8.000
6.000
4.000
2.000
0
13.990
15.971
17.565
18.504
19.290
2001
2007
2010
10.308
2.520
1961
1971
1981
1991
Oggi (giugno 2010) la popolazione di Rivalta, pari a 19.290 abitanti, si compone come segue:
20
I residenti stranieri, comunitari ed extracomunitari, sono complessivamente 888, di cui 405 maschi e 483 femmine,
in prevalenza provenienti dalla Romania (514) e dal Marocco (101).
Dal punto di vista della distribuzione territoriale, la popolazione si suddivide come mostrato nel grafico qui accanto
riportato:
21
ECONOMIA
Il Comune di Rivalta di Torino si caratterizza per una forte industrializzazione-terziarizzazione: in seguito alla
chiusura dello stabilimento Fiat, nei primi anni del nuovo millennio è stato promosso e sostenuto l’arrivo e il
consolidamento di nuove e importanti aziende come Avio (azienda aerospaziale) e Opac Mare (importante azienda
del settore navale nata e cresciuta a Rivalta). Inoltre, accanto a queste realtà industriali con centinaia di addetti è
stato anche promosso l’arrivo di artigiani e piccole imprese con la vendita degli ultimi lotti disponibili nell’area
industriale e con la realizzazione della nuova area industriale-artigianale a Pasta.
Negli ultimi anni, però, in linea con i trend nazionali, si registra una diminuzione dei lavoratori occupati con dirette
ricadute in termini di qualità della vita ed emergenze sociali.
Commercio. Il Comune di Rivalta ha una vocazione commerciale e in considerazione degli atti di indirizzo
regionali, sulla base densità abitativa, delle caratteristiche della rete distributiva, delle caratteristiche socioeconomiche e morfologiche è classificato come “comune intermedio”, in rete secondaria e appartenente all’area di
“programmazione commerciale” con la Città di Torino come comune attrattore.
L’appartenenza all’area di programmazione commerciale rende l’ambito territoriale Rivaltese di interesse
sovracomunale, così come assumeranno sempre più interesse sovracomunale e importanza strategica quelle
zone di Rivalta gravitanti sugli insediamenti di importanti poli commerciali, quali il C.A.A.T. (Centro Agro Alimentare
Torinese) e il C.I.M. (Centro Intermodale Merci SITO), e percorse dalla nuova viabilità del S.A.T.T. (Sistema
Autostradale Tangenziale Torinese) di sicuro interesse metropolitano.
Entrando nel merito delle caratteristiche del settore “commercio”, per quanto concerne le grandi strutture di vendita
la situazione appare già molto competitiva rispetto agli altri comuni del bacino di utenza (il comune è infatti
attrattore in questa tipologia dimensionale). Anche per le medie strutture la situazione per il comune è positiva, con
una buona competitività rispetto ai comuni vicini. Per quanto concerne gli esercizi di Vicinato in questo caso
l’obiettivo prioritario è il rafforzamento e la qualificazione dell’addensamento A1, coerentemente ad una politica
territoriale a sostegno del Centro Storico, che si è avviata ed è in corso.
Logistica. Accanto alle realtà più propriamente industriali, il comune di Rivalta è interessato da rilevanti
localizzazioni a carattere logistico, SITO in particolare, ed essendo attraversato da importanti aste veicolari di
livello sovracomunale, ha nel tempo consolidato un proprio ruolo in campo logistico e recentemente è stato
realizzato un consistente insediamento logistico di circa 180.000 mq di superficie territoriale, attuato tramite
procedura di sportello unico ai sensi DPR 447/1998 e s.m.i., e localizzato in prossimità dell’autostrada TorinoPinerolo in frazione Pasta.
Il Comune di Rivalta di Torino ha conosciuto dal 1971 al 2001 una crescita continua delle attività sotto il segno
dell’industrializzazione-terzializzazione; dopo la grande crescita riscontrata nel primo decennio, circa i ritmi si sono
rilevati più contenuti. I settori che sono stati più interessati sono il settore industriale, quello dei servizi e del
commercio. Per contro, il numero complessivo di addetti alle unità locali, cioè i lavoratori occupati in un
determinato settore, sono diminuiti negli ultimi trent’anni. Il settore industriale (FIAT) è quello che ha registrato,
anche a fronte dell’aumento del numero delle unità locali, il maggior decremento del numero di addetti, sia in
termini di valore assoluto che come numero di addetti per unità locale.
Seppur in presenza di un declino dell’occupazione nel settore manifatturiero legato particolarmente alla grande
industria, si registra un incremento delle unità locali produttive nel medesimo settore, e un vivace sviluppo
dell’attività terziaria sempre più presente nel territorio rivaltese. Localmente si è potuto registrare come il comparto
produttivo di Rivalta, i suoi effetti economici e sociali indotti, e il suo processo insediativo legato soprattutto alla
FIAT, ha nel tempo consolidato la sua presenza nonostante le crisi del settore automobilistico, tant'è che le aree
destinate a nuovi insediamenti produttivi dagli Strumenti Urbanistici Comunali si sono esaurite quasi
completamente negli anni 1994-1996 e l'Amministrazione Comunale è stata indotta a localizzare nuove aree con
una Variante Parziale "a doc" del P.R.G.C. assunta nell’anno 2000 ai sensi dell'art. 17 L.U.R. (Variante Parziale n°
4), anch’esse saturate.
Il Comune di Rivalta ha aderito al Patto Territoriale del Sangone (zona sud - ovest di Torino) con il quale si tende
offrire una concreta risposta alle problematiche urbanistiche legate al settore produttivo, e in particolare:
Rilocalizzare tutte le attività imprenditoriali sul territorio stesso del Patto, non aggravando dunque le condizioni
di lavoro degli attuali operatori impegnati nelle diverse imprese;
Favorire l'insediamento delle nuove iniziative che sono interessate a farlo;
22
-
Garantire il recupero urbanistico dei tessuti urbani compromessi;
Garantire il miglioramento delle dotazioni infrastrutturali e di servizio degli attuali insediamenti produttivi.
Politiche, progetti e servizi
Di seguito si propone una prima sistematizzazione delle informazioni relative ai progetti, ai servizi e alle politiche in
corso nel Comune di Rivalta reperite attraverso le interviste ai referenti di settore, l’analisi del sito del Comune e la
lettura di documenti ufficiali di descrizione (tra cui il Bilancio di mandato).
Nella presentazione delle diverse progettualità si è ritenuto importante mantenere, per motivi di coerenza e di
confrontabilità, la suddivisione in macro ambiti tematici definita nell’ambito del Piano Generale di Sviluppo (PGS)
Comune, ovvero il documento che specifica le linee di intervento che il Comune intende sviluppare nei cinque anni
del mandato amministrativo e che sono coerenti con le Linee programmatiche di mandato approvate in Consiglio
comunale il 6 agosto 2007:
1. progetti per la qualità della vita delle persone, per realizzare una rete di servizi sociali basata sull'idea di
solidarietà, sull'attenzione nei confronti delle fasce più deboli e sull'assicurazione del diritto alla salute;
2. progetti per qualità del sapere, per fare in modo che il sapere, la formazione e la cultura possano promuovere
un sistema di conoscenza e di istruzione di alto profilo per tutta la società che comprenda anche tutte le fasce
dalla didattica;
3. progetti per qualità dell’ambiente, perché è un elemento centrale della qualità della vita, per la tutela del
sistema ecologico e della salute;
4. progetti per la qualità dello sviluppo economico, per promuovere lo sviluppo dell’economia locale creando le
condizioni per assicurare competitività al nostro sistema produttivo, puntando su ricerca, innovazione e servizi,
e favorendo l’insediamento di nuove imprese;
5. progetti per qualità dell’amministrazione, per una comunicazione più efficace, un rapporto sistematico con tutto
il territorio rivaltese, l’attivazione di nuovi istituti di partecipazione e il miglioramento del modello organizzativo
del Comune;
6. progetti per qualità del territorio, per costruire un paese accogliente, sicuro, funzionale e bello per la vita dei
rivaltesi;
7. progetti speciali, che si configurano come strategici nel senso che da questi possono derivare opportunità di
valorizzazione, ma anche impatti da approfondire con rigore e con attenzione;
8. progetti per la qualità delle politiche finanziarie, per sviluppare le strategie, gli strumenti di programmazione,
gestione e controllo per utilizzare in modo efficiente ed efficace le risorse.
Per ogni ambito tematico vengono riportati i servizi, le politiche e le progettualità in corso.
Al fine di rendere esaustiva la mappatura e considerata la difficoltà, in alcuni casi, di ricondurre un’iniziativa ad una
sola e specifica tematica, si è deciso, quando necessario, di ripetere la descrizione dell’attività. L’obiettivo del
lavoro, infatti, non è tanto descrivere tutte le progettualità e servizi in corso, ma comprendere quali sono stati
attivati con riferimento a specifiche esigenze e categorie sociali che possiamo ritenere interessanti dal punto di
vista delle politiche temporali che il Comune deciderà di sviluppare.
QUALITA’ DELLA VITA DELLE PERSONE
Servizi, politiche sociali e sportelli informativi
Le descrizioni che seguono sono molto rilevanti dal punto di vista delle politiche dei tempi in quanto riguardano
servizi di primaria importanza per i cittadini e/o sportelli aperti al pubblico.
Consorzio Intercomunale di Servizi –C.I.dis.
Il Comune di Rivalta partecipa al Consorzio socio-assitenziale intercomunale C.I.diS nato nel 1997 per volontà dei
comuni di Comuni di Bruino, Orbassano, Beinasco, Piossasco, Rivalta di Torino e Volvera.
Il servizio socio-assistenziale è rivolto a tutti i cittadini che hanno problemi familiari, economici, sociali, educativi. Il
suo scopo è innanzi tutto di accogliere chi ne ha bisogno e di ascoltare quali sono i suoi problemi. Il Servizio,
23
quindi, aiuta le persone a comprendere quali sono i propri bisogni e ad affrontare i propri problemi.
Il Consorzio Intercomunale di Servizi interviene in caso di necessità per sostenere la famiglia ed il singolo. Gli
interventi socio-assistenziali garantiscono prestazioni rispondenti alle specifiche esigenze della persona, sono
attuati quanto più possibile in famiglia e avvengono nel normale ambiente di vita, con partecipazione attiva della
persona, nel rispetto della sua dignità e libertà e delle suo convinzioni personali.
Piano di zona
La nuova cultura per le politiche sociali che scaturisce dalla Legge 328/00 “Legge quadro per la realizzazione del
sistema integrato di interventi e servizi sociali”, individua quale strumento di programmazione territoriale, da
assumere attraverso la sottoscrizione di Accordi di Programma, il Piano di Zona.
Il Piano di Zona, dovendo coincidere con il territorio del Distretto Sanitario, interessa i Comuni di Beinasco, Bruino,
Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino e Volvera che già partecipano al medesimo Consorzio per la gestione dei
servizi socio-assistenziali (CIdiS).
Il Comitato dei Sindaci, del Distretto 3 dell’ASL 5, in qualità di soggetto capofila, nel febbraio 2003 ha definito la
costituzione del Tavolo di coordinamento politico, del “Tavolo Tecnico” ed ha individuato nel Consorzio CIdiS l’ente
cui affidare le attività amministrative e di supporto per la costruzione del Piano di Zona.
Peculiarità del tavolo tecnico di questo territorio è la presenza al suo interno di rappresentanti nominati dal Forum
del Terzo Settore.
L’esecutività del Piano di Zona è stata sancita dalla sottoscrizione dell’Accordo di programma avvenuta il 23
giugno 2006. Oggi sono attivi i “gruppi di lavoro“ che hanno il compito di attuare le azioni programmate.
L’Amministrazione Comunale di Rivalta di Torino è presente nel Tavolo Tecnico con un suo funzionario che ha
anche coordinato i lavori del Tavolo di concertazione “Minori e Giovani”.
Il progetto “TRE VOLTE AP.RO”
Nel 2006, proseguendo il lavoro già intrapreso con i finanziamenti dei precedenti Bandi sulla mediazione
interculturale promossi dalla Provincia di Torino, potenziandone e articolandone maggiormente le azioni sulla base
del monitoraggio dei bisogni emersi, è stato presentato alla Provincia di Torino il progetto “TRE VOLTE AP.RO”
relativamente al quale il Comune di Rivalta di Torino ha assunto il ruolo di ente capofila.
Il progetto “TRE VOLTRE AP.RO.”, nato dalla forte esigenza di favorire la scolarizzazione e l’integrazione nelle
comunità locali di Rivalta di Torino e Orbassano dei minori appartenenti alle etnie rom e sinti, intende promuovere
anche interventi a favore dei nuclei familiari dei minori inseriti al fine di creare un ambiente familiare quanto più
possibile favorevole alla crescita e allo sviluppo infantile e adolescenziale. Il progetto è sostenuto da una vasta
partnership di cui fanno parte enti comunali, istituti scolastici, associazioni del territorio, servizi sociali e Ufficio
Servizi Sociali Minori del tribunale di Torino - USSM.
Il Comune è stato inoltre partner di rete del progetto Equal “Rom cittadini d’Europa”.
Progetto Angel Service
Dal 2002, in convenzione con la Croce Bianca di Rivalta, è attivo il servizio di trasporto denominato “Angel service”
rivolto a cittadini rivaltesi anziani con difficoltà economiche e diversamente abili. Dal 2005 il servizio è esteso agli
ospiti della Casa di Riposo “Bianca della Valle”.
Emergenza abitativa
Programma 10.000 alloggi. La Giunta Comunale ha approvato l’ammissibilità di sei progetti di edilizia agevolata
(delibera n. 124), di uno studio di fattibilità - proposto dalla stessa Amministrazione comunale - per l’area delle ex
Casermette di Tetti Francesi (delibera n. 125) e di dodici progetti di ristrutturazione di prima casa presentati da
giovani under 35 (delibera n. 152). Inoltre, con delibera n. 127, ha approvato il progetto di costituzione di
un’agenzia sociale per la locazione di tipo sovracomunale.
Sportello di ascolto genitori
Servizio pubblico a disposizione di genitori, insegnanti e adulti che sentono la necessità di un confronto con un
operatore qualificato per affrontare le difficoltà che il ruolo educativo comporta. Lo sportello ha una sede in Rivalta
centro e una nella frazione di Tetti Francesi.
Sportello violenza e mobbing
Il Centro d'ascolto è uno sportello gratuito per aiutare a combattere le aggressioni psicologiche, verbali e fisiche, le
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molestie e violenze di qualsiasi genere ed il mobbing lavorativo.
Il progetto è curato dall’Associazione Scambiaidee con il contributo finanziario dell'Assessorato alle Pari
Opportunità della Provincia di Torino.
Agenzia per lo Sviluppo Sud Ovest di Torino - ASSOT
L’Agenzia, nata con l’obiettivo di promuovere il confronto e la collaborazione tra gli attori locali in grado di portare
valore aggiunto alla crescita dell’area, nel quinquennio in esame ha notevolmente incrementato la progettualità.
Nell’ambito delle politiche attive del lavoro i progetti ai quali partecipa il Comune di Rivalta sono:
- Travelstage X – Leonardo da Vinci per tirocini lavorativi presso imprese di altri paesi europei per giovani
disoccupati, volti a migliorare le competenze professionali e linguistiche;
- Guido io!: progetto per il reinserimento lavorativo di donne in situazione di vulnerabilità sociale;
- C’è parità per t, . promozione della parità di genere nell’accesso al lavoro attraverso il coinvolgimento di Enti
locali, tessuto produttivo, scuole e cittadinanza. Nell’ambito del progetto il Comune di Rivalta ha le funzioni di
ente capofila.
- Cantieri di lavoro per disoccupati (130 giorni): sostegno al reddito, occasione di ampliamento delle capacità
professionali e opportunità di orientamento verso nuove prospettive lavorative.
- COR: programma di ricollocazione lavorativa per soggetti provenienti da aziende in crisi .
- ON THE ROAD: progetto per studenti frequentanti la terza classe della scuola secondaria di primo grado per
prevenire l’abbandono scolastico attraverso percorsi di informazione, formazione orientativa e
sperimentazione concreta.
Informalavoro
ll servizio Informalavoro apre al pubblico in due diverse sedi: una in Rivalta centro e l’altra nella frazione di Tetti
Francesi. Lo sportello si rivolge a lavoratori, disoccupati o studenti che sono in cerca di occupazione e
aggiornamento professionale. In questa pagina trovate gli orari, le sedi e, soprattutto, l’elenco delle opportunità
messe a disposizione dall’operatore.
Sicurezza, interventi di prossimità e di vicinanza ai cittadini, città a misura di bambini
Piano protezione civile
Nel 2004 il Comune, con finanziamento regionale, ha avviato la predisposizione del piano avvalendosi di
consulenti specializzati nel settore. Il lavoro è stato valorizzato dalla collaborazione delle associazioni, degli enti e
delle istituzioni presenti sul territorio (Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Croce
Bianca, Alpini, Radio amatori). Il piano di protezione civile è stato approvato dalla Giunta Comunale a fine anno
2005 e presentato al Consiglio Comunale per l’approvazione del Regolamento. L’Assessorato alla Protezione
Civile ha curato la redazione di un opuscolo informativo sulle criticità del territorio, sulle modalità di comportamento
da adottare in caso di emergenza e sui recapiti telefonici utili. Nel 2006 si sono svolte due manifestazioni
dimostrative del Piano.
Vigile di prossimità
A partire dal 2006 è stato istituito il servizio di prossimità “il vigile di quartiere” che costituisce un punto di
riferimento per la popolazione residente in materia di sicurezza. Il vigile di quartiere svolge compiti di prevenzione
e controllo del territorio e la sua presenza sul territorio favorisce l’ascolto e l’analisi di situazioni di disagio sociale e
degrado urbano.
Per la realizzazione del servizio sono stati individuati due agenti che alternativamente, compatibilmente con servizi
urgenti o sinistri stradali, presidiano le frazioni di Tetti Francesi e Pasta percorreranno le vie dei due Quartieri a
piedi e/o in macchina pronti ad ascoltare ogni problema posto e cercando di trovare una soluzione.
Parallelamente sono state potenziate le ore di presenza nei quartieri con l’incremento dei posti di controllo stradale
e dei percorsi pedonali.
Nonni vigile
Nel 2004 è stato istituito il servizio del “nonno vigile” allo scopo di favorire l’accesso dei bambini alle sedi
scolastiche in tutta sicurezza valorizzando, al contempo, la figura del "nonno/a". I "nonni/e" in questione
provengono da associazioni senza scopo di lucro quale quella dei Vigili in congedo ed altre e coadiuvano la Polizia
Municipale nella vigilanza delle scuole cittadine. I nonni vigile sono riconoscibili in quanto muniti di apposita divisa
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con scritta "Vigilanza scolastica”.
Progetto “città si-cura”
Nel 2004 il Comune di Rivalta di Torino ha partecipato con i Comuni di Orbassano – capofila -, Airasca, Beinasco,
Bruino, Piossasco, Volvera e con i partners privati Soc. Coop. O.R.So. e Società di Ricerca e Formazione, al
progetto “Città Si-Cura” presentato alla Regione Piemonte ai sensi della L.R. n. 6 del 23/03/04. Il progetto,
classificatosi al primo posto, ha ottenuto un finanziamento complessivo di € 76.200,00. Gli interventi ammessi a
finanziamento sono stati la videosorveglianza e corsi di formazione e pubblicazioni. Grazie al contributo ottenuto,
per la quota spettante al Comune di Rivalta di Torino, ed al cofinanziamento attuato con risorse proprie di bilancio,
sono state installate cinque telecamere.
Assicurazione degli anziani
Dal 2003 è stata sottoscritta una polizza assicurativa a copertura risarcitoria per gli anziani ultrasessantacinquenni
vittime dei reati di scippo e, per il solo giorno di pagamento della pensione, di rapina in abitazione. Il risarcimento,
previsto inizialmente in € 500,00, nell’anno 2006 è stato alzato ad € 1.000,00
Servizio di pronto intervento
Dal mese di dicembre 2004 è attivo un servizio di pronto intervento che, tutti i giorni dalle ore 20.00 alle ore 8.00
del mattino successivo e dalle ore 20.00 del venerdì fino alle ore 8.00 del lunedì, impegna con reperibilità
telefonica un dipendente comunale che, verificato il tipo di intervento richiesto, provvede ad attivare i soggetti
competenti, ovvero interviene personalmente laddove possibile.
Educazione stradale
Le classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado del comune sono coinvolte nell’attività di Educazione
Stradale. L’attività costituita da un percorso teorico-pratico, inserita nel Piano di attività educative “L’Isola che c’è”,
è coordinata e gestita dal Comando di Polizia Municipale ed ha coinvolto una media annua di 16 classi.
Il Comando di Polizia Municipale è stato, inoltre, impegnato nella formazione degli studenti partecipanti ai corsi
organizzati dalle scuole secondarie di primo grado del Centro e di Tetti Francesi per il conseguimento del patentino
per ciclomotore.
Dal 2006, con l’ottenimento dell’autorizzazione ministeriale, il Comando di Polizia Municipale, primo della
provincia, ha avviato i corsi per il recupero dei punti patente persi in seguito a violazioni accertate del codice della
strada. La prima edizione del corso ha avuto cinque partecipanti.
ZTLS – Zone a Traffico Limitato Scolastiche
Nel 2006 l’amministrazione comunale ed alcune classi rivaltesi hanno aderito ad un progetto proposto dalla
Provincia di Torino e dall’ANCI Piemonte per l’istituzione di zone a traffico limitato temporanee intorno ai plessi
scolastici. Tale adesione ha consentito di avvalersi della collaborazione di un’équipe di esperti che hanno guidato
la riflessione sui problemi della mobilità e la progettazione delle prime ZTL. Tutto ciò ha permesso alla Polizia
Municipale e all’Ufficio Tecnico, pur nella carenza di organico, di concretizzare azioni lungamente sollecitate dai
Consigli degli Istituti Comprensivi che vanno ad aggiungersi ai percorsi sicuri casa-scuola già attuati.
Il progetto, attraverso la metodologia della progettazione partecipata, ha promosso iniziative volte ad una mobilità
sostenibile con l’obiettivo di incoraggiare cambiamenti nei comportamenti e nelle abitudini dei bambini e degli adulti
(genitori e insegnanti).
La necessità di individuare spazi liberi dal traffico veicolare davanti alle scuole risponde all’esigenza di ridurre
l’inquinamento e anche alle prescrizioni dei piani d’emergenza degli edifici scolastici (piano di evacuazione, facilità
di accesso di ambulanze e vigili del fuoco, ...).
Con le classi dell’Istituto Comprensivo Tetti Francesi e con la classe quinta della scuola “Duchessa Anna d’Aosta”
sono state progettate due ZTL. Le difficoltà ed i conflitti generati dai cambiamenti sono stati esaminati ed hanno
concorso alla riprogettazione delle azioni.
Attualmente sono i vigore le seguenti ZTLS:
- Tetti Francesi;
- Rivalta Centro davanti alla scuola “Duchessa Anna d’Aosta” in Piazza Martiri della Libertà dal lunedì al
venerdì, nel periodo di apertura delle scuole, dalle 8,10 alle 8,40 e dalle 16,10 alle 16,40.
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Servizi e progetti di promozione della salute
Le attività prevenzione sanitaria per l’infanzia
Nel febbraio 2003 viene avviato in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Ospedaliera San Luigi di Orbassano,
Clinica Pediatrica dell’Università di Torino, un rilevamento auxologico su un campione di 450 alunni di età fra i tre e
i sei anni. Lo studio, condotto dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica ed esteso a tutto il
territorio nazionale, si poneva come obiettivo la raccolta di misurazioni del peso e dell’altezza dei bambini italiani.
Dal 2004 gli alunni iscritti alle classi prime della scuola secondaria di primo grado “P. Garelli” vengono sottoposti a
visita medica presso il Centro di Medicina Sportiva di Torino.
Il Piano di attività educative prevede per tutti gli alunni delle classi terze delle scuole primarie un esame
baropodometrico posturale allo scopo di prevenire patologie posturali e di far conoscere alle famiglie l’evoluzione
muscolo-scheletrica dei propri figli. I costi dell’attività sono a totale carico del Comune.
La collaborazione con le Commissioni Salute degli Istituti Comprensivi
La collaborazione tra Istituzioni scolastiche e Comune si sviluppa anche in relazione al fronte agli interventi di
sostegno alla genitorialità. Con la Commissione salute dell’I.C. Rivalta sono state realizzate numerose esperienze
di “Gruppi di confronto genitori” e incontri informativi rivolti alle famiglie sui più frequenti problemi che i genitori
incontrano nello svolgimento del loro ruolo educativo. Tale collaborazione in questo anno scolastico si è avviata
anche con l’I.C. Tetti Francesi.
L’educazione alla salute per gli anziani
Nell’anno 2004 è stata avviata una iniziativa a favore della terza età consistente in una serie di incontri sul tema
della salute condotti da un medico geriatra dell’Azienda Ospedaliera S. Luigi Gonzaga di Orbassano. Il
programma, di durata triennale è stato articolato in 24 incontri aperti alla popolazione anziana del Comune. Gli
appuntamenti sono stati realizzati sia nel capoluogo sia nelle frazioni.
I soggiorni marini per la terza età
I soggiorni marini per gli anziani, organizzati ogni anno, sono una tradizione ormai consolidata.
Servizi e progetti rivolti ai giovani
C’Entro Giovani via Balegno
Il C’Entro di via Balegno è collocato in un ex Monastero, vicino al centro storico, sotto la scuola media “Don Milani”
e vicino alla sede di altre associazioni, toccato dalle manifestazioni che si succedono nel Parco del Monastero e
nel vicino “Centro Incontri IL MULINO”.
Con il restauro ed il recupero funzionale di una parte della struttura che, nell’autunno 2005, hanno restituito alla
comunità l’importante struttura architettonica, il Monastero è divenuto il luogo in cui convergono le più importanti
manifestazioni culturali.
Attualmente ospita i seguenti progetti, servizi ed associazioni:
- Scout Rivoli 2 – alcune serate in settimana, sabato pomeriggio e domenica mattina
- Sportello d’ascolto – lunedì 17.30/19.30 (Servizio realizzato nell’ambito del progetto L. 285/97)
- Ospitalità feste di compleanno per minori frequentanti le scuole elementari e medie
Le attrezzature a disposizione del Centro Giovani sono: n.1 Impianto HI FI – DVD, n.2 computer destinati ai
compiti d’ufficio (di cui uno condiviso con l’Informagiovani), n.1 macchina fotografica, n. 1 televisore con antenna
parabolica, n.1 videoregistratore, n.1 videoproiettore con schermo, n. 2 calcetti, n. 1 tavolo da ping pong, n. 2
canestri regolamentari mobili e una sala prove musicale. La struttura è dotata inoltre di un sistema antifurto.
Per quanto concerne gli spazi, il C’entro Giovani di via Balegno è composto da due zone collegate da un chiostro.
La prima area comprende un corridoio, la sala prove musica e l’ufficio/sala registrazione preceduti da disimpegno,
l’Informagiovani e l’ufficio, la sala incontri, un magazzino e i servizi igienici, mentre la seconda comprende un
ampio corridoio, una grande stanza con soppalco, la sala (condivisa con un gruppo scout) e i servizi igienici.
Nell’area esterna vi sono: un campo da calcio non regolamentare, un ampio parco con anfiteatro e palco (utilizzato
per le stagioni culturali estive e per eventi), un campo da calcetto e da pallacanestro utilizzabile dal centro giovani
e un piccolo giardino chiuso.
Centro giovani di Tetti Francesi
Il Centro giovani di Tetti Francesi è collocato all’interno del Centro Sociale e convive con associazioni di adulti
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(Fidas, 10040 TF e Anziani) sempre attente a ciò che fanno i giovani. L’utenza si è naturalmente diversificata nel
corso degli anni e mentre il C’Entro mantiene una certa varietà (legata anche alla presenza della sala prove
musica), Tetti Francesi ha raccolto una fascia di giovani più marginali.
Il centro giovani di Tetti Francesi è uno spazio gestito dal Comune di Rivalta, per promuovere l’aggregazione e la
socialità dei giovani del quartiere.
Il centro nasce da un lavoro di strada svolto negli anni 2001-2002 che si proponeva diversi obiettivi: far conoscere
ai giovani lo spazio e le attività del servizio; costituire un ponte tra la strada ed il nuovo centro attraverso l’azione di
facilitatori e mediatori per l’approccio dei ragazzi con la struttura che attuino anche un ruolo propositivo e di
sostegno all’interno dell’équipe di operatori.
L’intervento è stato effettuato nel periodo aprile-dicembre 2002 mediante incarico alla Cooperativa Sociale
operante sul territorio nell’ambito del progetto di rete “LDS”, coordinato dal Consorzio C.I.diS.
In seguito, attraverso il progetto “DOPPIO C’ENTRO”, attivato nell’anno 2001, è stato possibile aprire il centro
giovani a Tetti che ha consentito di affiancare alla Biblioteca “P.Garelli” ed allo Sportello Informativo, che svolge le
funzioni di Informagiovani ed Informalavoro, un altro importante servizio rivolto alla cittadinanza della Frazione Tetti
Francesi.
Lo sviluppo delle aree di intervento e l’individuazione dei laboratori previsti nella gestione 2001/2004 sono state
definite insieme ai giovani frequentatori della struttura attraverso la costituzione di gruppi di lavoro tendenti a
coinvolgere maggiormente i ragazzi ed a sviluppare il loro senso di appartenenza. L’enfasi dei progetti è stata
quindi posta sul metodo senza peraltro ridimensionare i contenuti proposti.
L’analisi dei bisogni che è stata realizzata nell’ambito del processo di costruzione del Piano di Zona (Distretto
Sanitario n. 3 di Orbassano – A.S.L. 5 della Regione Piemonte ed al Consorzio C.I.diS) attraverso la costituzione
di tavoli tematici ha analizzato tra le altre la condizione della fascia di popolazione “minori e giovani”.
Relativamente alla fascia d’età 15 – 25 anni, dall’analisi è emerso che, se da un lato vengono indicati quali
prioritari il bisogno di lavoro e di sostegno al lavoro medesimo ed alla formazione, nelle posizioni immediatamente
successive si collocano i bisogni di regole, di essere accolti, accettati e valorizzati nella propria personalità e nelle
capacità, di potersi raccontare, di sentirsi appartenenti alla comunità, o in senso più specifico ad un gruppo, e di
socializzazione ed aggregazione. Inoltre emerge in particolare che affetto e identità sono bisogni che gli
adolescenti e i giovani difficilmente palesano, ma sono alla base della costruzione della personalità e
dell’espressione delle capacità individuali. L’autostima, l’essere rispettati, il contatto con le proprie emozioni, il
sentirsi parte di un gruppo, sono tutti aspetti fondamentali nel percorso di crescita globale. Il bisogno di identità,
poi, viene declinato come bisogno di regole, di raccontarsi, essere ascoltati, compresi, incoraggiati e aiutati, di
apprendere anche sperimentandosi. Emerge anche un bisogno di protezione, individuato come necessità di
essere accolti e aiutati a gestire la sofferenza, di genitorialità diffusa, di informazione, educazione e motivazione
alla scelta di determinati comportamenti (alimentazione, uso di sostanze, affettività, sessualità…). Si registra, in
sintesi, una rilevante importanza dei bisogni che hanno a che fare con la crescita affettiva e relazionale connessa
alla “fatica” di crescere.
In questa prospettiva il centro giovani rappresenta una risorsa molto importante per il quartiere che ha in sé grandi
potenzialità di sviluppo.
I giovani di Tetti Francesi hanno bisogno di opportunità, ma anche di essere stimolati a diventare più protagonisti:
si tratta infatti di un contesto sociale nel quale i giovani risultano essere difficilmente coinvolgibili in attività
continuative, progetti complessi e continuativi.
Il centro giovani rappresenta, attualmente, principalmente un luogo di incontro, dove “stare”, dove giocare a
calcetto, dove svolgere attività di gruppo e di gioco, dove chiacchierare e intessere relazioni. Uno degli obiettivi
fondamentali per lo sviluppo del centro e del quartiere è rappresentato dal tentativo di aprire maggiormente il
centro alla frequentazione e fruizione da parte di adolescenti e pre-adolescenti, anche in sinergia con la scuola
media Garelli.
Il Centro Giovani di Tetti Francesi è dotato delle seguenti attrezzature: n.1 televisore, n.1 videoregistratore, n. 1
calcetto, n. 1 tavolo da ping pong, n.1 tavolo da carambola e n. 2 canestri regolamentari mobili.
ll Centro Giovani di Tetti Francesi è composto da un ampio ingresso dal quale si accede ai servizi igienici,
all’ufficio/magazzino, alla stanza e ad una stanza con stanzino.
Progetto Lavoro di Strada
Il Comune di Rivalta di Torino, in questi anni, ha partecipato a numerosi progetti di rete che utilizzano la
metodologia del Lavoro di Strada. I progetti in sinergia con il territorio, si sono rivolti
- alla tutela dei Minori – nell’ambito delle più ampie progettazioni di rete realizzate ai sensi della Legge 285/97;
28
-
alla prevenzione dell’uso e dell’abuso di sostanze stupefacenti - nell’ambito dei diversi progetti di rete realizzati
ai sensi art. 127 DPR 309/90 come modificato dalla L. 18/02/99 n. 45.
Attualmente sono in corso sui territori dei Comuni di Bruino, Beinasco, Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino e
Volvera gli interventi “Lavoro di strada” e “Dipendenze: in strada per la prevenzione” entrambi coordinati dal
Consorzio CidiS.
Informagiovani
L’Informagiovani è un servizio gratuito del Comune di Rivalta aperto ai cittadini che desiderano essere aggiornati,
informati e partecipi.
Dal febbraio 2005 è stato ricollocato nei locali del Centro Giovani di via Balegno allo scopo di arricchire le
opportunità che il Centro di Aggregazione Giovanile di via Balegno offre ai giovani, di intercettare i giovani utenti
del Centro che non si sarebbero altrimenti avvicinati all’Informagiovani e di favorire la progettazione di interventi
capaci di tenere conto di più punti di vista per arrivare ad esprimere diverse modalità di relazione con i giovani
attraverso la professionalità dei nuovi operatori.
Pista skate e “Keep on Skate”
La costruzione della pista da skate, nella scelta degli elementi che la compongono, è stata realizzata grazie ad una
collaborazione tra l’Ufficio Tecnico Comunale, l’Assessorato alle Politiche per i Giovani ed un gruppo di giovani
skaters. Questo gruppo organizza, ogni autunno, a partire dal 2004, con il supporto degli operatori dei Centri, un
grande evento presso la pista da skate. La manifestazione rappresenta per i giovani organizzatori un momento
utile per crescere nell’esperienza di gestione di eventi e, parallelamente, offre una vetrina a giovani skater,
musicisti, sportivi e appassionati di videogiochi.
Servizi per l’infanzia e per il tempo libero
“GIOCANIDO”
Si tratta di un servizio per tutti i bambini che non hanno ancora compiuto 3 anni e che non sono iscritti al nido, e si
svolge presso:
- Nido Sangone in via Pesaro a Rivalta il martedì dalle 16.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10.00 alle 12.00;
- Scuola elementare "Iqbal Masih" in via Leopardi a Pasta il martedì e il giovedì dalle 9.00 alle 11.00;
- Biblioteca "Silvio Grimaldi" in piazza Martiri a Rivalta il venerdì alle 16.30 alle 18.30.
Nido aperto in biblioteca
Dall’anno 2004 è nato uno spazio di lettura allestito presso la Biblioteca Comunale “S.Grimaldi” dedicato alla fascia
d’età 0-7 anni denominato “Spazio Bimbi”.Tenuto conto della sperimentazione già realizzata nel corso del primo
triennio di applicazione della legge 285/97, e della frequente richiesta di attività collaterali al servizio avanzata da
molte delle famiglie che in questi anni lo hanno frequentato, a partire dall’allestimento dello “spazio bimbi” presso
la Biblioteca Comunale “S.Grimaldi” è stato previsto che le attività del GIOCANIDO dovessero prevedere alcuni
momenti diversi da quelli tradizionali del progetto per rispondere alle seguenti diverse esigenze:
- ampliare l’offerta di attività;
- promuovere l’approccio al libro ed alla “lettura” fin dalla prima infanzia;
- integrare i diversi servizi esistenti sul territorio ed ottimizzare l’utilizzo delle risorse.
L’attività è stata offerta con la seguente articolazione: presso la sede della Grimaldi tutti i venerdì dalle 16.30 alle
18.30, e del “Biblionido alla Garelli” presso la sede della Garelli.
Centri Estivi
Il servizio è attivo dall’anno 1976 in forma sperimentale, dall’anno 1977 con l’attuale assetto e si svolge presso il
Centro Sportivo “Laura Vicuna” di Rivalta di Torino per una durata di sei settimane nel periodo immediatamente
successivo la chiusura delle scuole.
Impianti sportivi
Gli impianti sportivi presenti sul territorio comunale gestiti direttamente dal Comune o dati in gestione ad
associazioni private sono:
- Impianto sportivo "Gaetano Scirea" presso il Villaggio Sangone dato in gestione all’Associazione G.S.D. TF
Rivalta
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-
Campo da calcio "Gerbidi" a gestione comunale;
Campo sportivo "Valentino Mazzola" dato in gestione all’Associazione G.S.D. TF Rivalta;
Bocciodromo Centro d’Incontro dato in gestione all’Associazione A.R.R.I.;
Impianto sportivo "Il Campetto" nella Frazione di Pasta dato in gestione all’Associazione Polisportiva Pasta;
Impianto sportivo Gerbole nella Frazione Gerbole dato in gestione all’Associazione Centro Ricreativo
Pensionati Gerbole
QUALITÀ DEL SAPERE
Servizi scolastici
Scuole
Il Comune di Rivalta ha un’offerta articolata sul territorio di scuole e asili nido:
Asini nido
- G. Rossa, Via Gozzano, 20 - Fraz. Pasta - tel. 011.9015386
- Sangone, Via Pesaro - Rivalta - t el. 011.9044094
Scuole
- G. Bionda (privata), Via Regina Margherita, 2 - tel. 011.9093067
dell’infanzia
- Sangone, Via Pesaro - tel. 011.9047055 e Via Brodolini - tel. 011.9047305
- Pasta, Via Leopardi, 13 - tel. 011.9011882
- Tetti Francesi, Via Fossano, 7 - tel. 011.9011883
- Gerbole, Via Lamarmora, 4 - tel. 011.9013351
Scuole primarie - Sangone, Via Piossasco, 57 - tel. 011.9047305
- Duchessa Anna d’Aosta, P.za Martiri della Libertà, 3 tel. 011.9090655
- Pasta, Via Leopardi, 13 tel. 320.3840888
- Tetti Francesi, Via Fossano, 7 - tel. 011.9003170
- Gerbole, Via Carignano, 51 - tel. 011.9003548
Scuole
- Don Milani, Via Balegno, 8 - tel. 011.9090063
secondarie di - Paola Garelli, Fraz. Tetti Francesi - Via Carignano, 118 tel. 011.9011884
primo grado
Sicurezza degli edifici scolastici
Nelle scuole di ogni ordine e grado sono stati effettuati interventi per mettere a norma gli edifici con
l’ammodernamento degli impianti tecnologici e dei sistemi di protezione dagli incendi. Si richiederà il rilascio del
certificato definitivo di prevenzione incendi, secondo le procedure dell’art. 3 del D.P.R. n. 37 del 12 gennaio 1998.
Cablaggio degli edifici scolastici
Le scuole dell’obbligo piemontesi hanno potuto avvalersi di finanziamenti ministeriali e delle fondazioni bancarie
per rendere possibile l’incremento dell’acceso alle tecnologie dell’informazione. Gli istituti comprensivi rivaltesi
hanno colto le opportunità offerte ed hanno ottenuto i finanziamenti per i loro progetti. Il Comune di Rivalta è
intervenuto come partner realizzando la rete di cablaggio che ha reso possibile l’attuazione del progetto. Oggi in
tutte le scuole elementari e medie sono presenti laboratori di informatica ed è possibile connettersi ad internet in
ciascuna classe grazie alla rete di linee telefoniche installate ed al rinnovo degli impianti elettrici.
Il Ristorante Scolastico
Il servizio di refezione scolastica è tra i servizi comunali che negli ultimi anni ha subito le maggiori trasformazioni
organizzative. A partire dall’anno 2002, soprattutto a causa delle disposizioni nazionali in materia di riduzione di
spesa del personale delle pubbliche amministrazioni e di blocco delle assunzioni, si è progressivamente
abbandonata la gestione in economia per giungere alla completa esternalizzazione del servizio nell’anno 2004
avvalendosi di aziende con elevati livelli di specializzazione in grado di garantire il rispetto della legislazione
vigente. Grazie alla sempre maggiore attenzione volta ad una alimentazione sana e corretta, oggi nei menu
scolastici sono presenti sempre più spesso alimenti D.O.P, I.G.P., biologici ed i pasti sono preparati tenendo conto
di un giusto equilibrio calorico e di un corretto apporto proteico, diversificato per le varie età.
Scuolabus
Il Comune mette a disposizione un servizio scuolabus per le scuole del territorio.
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Offerta culturale e formativa
Attività integrazione scolastica
Dall’anno 1999 il Comune partecipa con propri progetti all’assegnazione di fondi per l’integrazione sociale di
soggetti in situazione di handicap ai sensi L. 104/92, art. 42 comma 6, lett. q) con il progetto “Laboratori di
espressione artistica per soggetti in difficoltà psico-fisica e sensoriale”. A partire dall’anno 2001, sulla base delle
indicazioni regionali, l’iniziativa è stata inserita nel piano progettuale redatto dal Consorzio CIdiS e denominato “La
concertazione nella rete dei servizi” finanziato dalla regione Piemonte.
Progetti culturali per le scuole superiori
A partire dall’anno scolastico 2002/2003 – Deliberazione della Giunta Comunale n. 110 del 18/07/2002 – è attivo
un protocollo d’intesa tra i Comuni di Bruino, Beinasco, Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino e le Scuole
Secondarie di Secondo Grado di Orbassano “P. Sraffa” e E. Amaldi” per il sostegno finanziario di progetti culturali,
educativi e formativi curriculari ed extra curriculari che si realizzino nei due istituti.
“Un patto per la scuola”
Allo scopo di individuare e coordinare le rispettive competenze, le modalità di funzionamento e le risorse
finanziarie, strutturali ed umane per promuovere, migliorare e sviluppare il sistema scolastico territoriale,
l’Amministrazione Comunale e gli Istituti Comprensivi di Rivalta e Tetti Francesi hanno sottoscritto il protocollo
d’intesa “Un patto per la scuola” che, ferme restando le competenze che derivano a ciascun ente da normative
statali e regionali, sulla base dei principi della sussidiarietà e della buona amministrazione, definisce e regolamenta
gli ambiti ed i termini dell’intervento in materia di diritto allo studio, calendario scolastico, servizi di trasporto,
refezione scolastica, interventi per alunni diversamente abili, manutenzione dei locali scolastici, contributi, attività
educative e di integrazione didattica.
Il piano di attività educative “L’Isola che c’è”
Allo scopo di favorire la realizzazione di esperienze di carattere educativo che integrino e supportino le attività
curriculari delle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio comunale, il Comune ha predisposto un piano
di interventi volto all’approfondimento di temi compresi nei programmi d’insegnamento attraverso esperienze la cui
realizzazione richieda particolare investimento di risorse economiche, logistiche ed organizzative e l’attivazione di
sinergie tra le istituzioni del territorio. Il piano di attività educative, che dall’anno 2004 ha assunto valenza biennale,
rappresenta il risultato di un lavoro di concertazione condotto dalle istituzioni interessate, scuole e comune,
attraverso un gruppo di lavoro misto.
Educare con il Museo
Nel 2002 è stata sottoscritta una convenzione di durata quinquennale con il Dipartimento Educazione del Castello
di Rivoli con l’obiettivo di promuovere percorsi di educazione all’arte rivolti alle scuole, alle famiglie ed ai giovani. In
virtù di tale collaborazione, dall’anno scolastico 2002/2003 a quello in corso, 145 classi hanno realizzato attività di
laboratorio condotte da esperti del Dipartimento e tutti preceduti da una visita al Museo. Grazie alla convenzione,
le famiglie di Rivalta, fino ad un massimo di 50 all’anno, hanno potuto accedere gratuitamente ai laboratori
denominati “Week end d’arte” ed, analogamente, fino a 50 giovani titolari di PASS 15 hanno avuto la possibilità di
accedere gratuitamente ad una mostra od ad un’attività di laboratorio.
Le Biblioteche comunali
Le Biblioteche Comunali di Rivalta di Torino sono due (Grimaldi nel centro storico e Garelli nella Frazione Tetti
Francesi) e offrono un’ampia scelta di volumi per rispondere alle svariate esigenze di lettura e di studio,
abbonamenti a quotidiani e riviste, libri e riviste per bambini e ragazzi.
Dal 2006 le Biblioteche sono entrate a far parte dello SBAM (sistema bibliotecario area metropolitana) che
comprende cinque aree dell’area metropolitana torinese e mette in comunicazione in un unico catalogo informatico
il posseduto di 50 biblioteche, catalogo accessibile sul sito www. sbam.erasmo.it, attraverso un OPAC e un’area
dedicata ai lettori iscritti delle biblioteche che permette oltre alla consultazione anche la prenotazione diretta dei
volumi e la possibilità di richiedere la consegna del volume presso la biblioteca che risulti più comoda, la ricerca
bibliografica in rete, mandare messaggi, osservazioni, proposte d’acquisto alle biblioteche.
I servizi offerti dalle biblioteche sono:
- servizio di prestito;
- servizio di prenotazione dei volumi desiderati attualmente in prestito, con avviso a casa al momento della
disponibilità del volume;
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-
consultazione in sede di libri, quotidiani e periodici;
informazioni e consulenze bibliografiche anche con ricerca in altri cataloghi in rete;
prestito interbibliotecario nell’area metropolitana SBAM;
attività di promozione della lettura per adulti e bambini;
momenti dedicati agli utenti più piccini con le attività del “Nido Aperto in biblioteca” presso la sede della
Grimaldi tutti i venerdì dalle 16.30 alle 18.30, e del “Biblionido alla Garelli” presso la sede della Garelli;
- visite guidate per le scolaresche su appuntamento;
- accesso alla rete Internet previa iscrizione;
Entrambe le biblioteche ospitano i Centri Multimediali con gli stessi orari di apertura delle biblioteche.
PASS 15
PASS15 è un'iniziativa per le ragazze e i ragazzi che compiranno 15 anni nel corso dell'anno 2009 e che permette
di usufruire gratuitamente di proposte culturali e sportive.
Teatro famiglie
Il servizio è attivo dall’anno scolastico 2000/2001 presso il Centro Incontri “Il Mulino” – salone polivalente e si
inserisce nella programmazione del cartellone “Tutti a teatro” – rassegna di spettacoli teatrali per ragazzi, genitori,
nonni…a cura del Progetto Teatro Ragazzi e Giovani del Piemonte.
L’attività consiste in una minirassegna – 4/5 spettacoli - di teatro per famiglie che si realizza ogni anno, il venerdì
sera, durante la stagione invernale.
Valorizzazione del patrimonio architettonico
Il 17 settembre 2005 la comunità rivaltese si vedeva restituito, dopo un rilevante intervento di recupero, un
importante luogo del proprio patrimonio architettonico: la Cappella del Monastero. I reperti archeologici emersi nel
corso dei lavori, ed in parte visibili attraverso la pavimentazione vetrata della Cappella, nel testimoniare l’antichità
del sito, ne attestano l’importanza storica.
A partire da quella data vi è stato un susseguirsi di manifestazioni ed eventi che hanno segnato un rinnovato
impulso nell’offerta e promozione culturale: la Cappella del Monastero è un luogo privilegiato per concerti, mostre
ed incontri seminariali e convegni.
“Luci nel Parco”
Rassegna estiva che integra proposte cinematografiche con spettacoli teatrali e cabaret e che ha luogo presso il
parco dell’Ex Monastero.
Educazione Ambientale
A partire dal 2007 Il Comune di Rivalta ha approvato uno schema di convezione con l’Ente di Gestione del Parco
Regionale La Mandria per la realizzazione di progetti didattici di educazione ambientale e visite guidate rivolte alle
scuole ed ai cittadini per gli anni 2007/2011.
Le finalità generali della convenzione sono:
- promuovere la conoscenza e sensibilizzazione sui temi ambientali dei cittadini e in particolare delle giovani
generazioni anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie;
- sviluppare modalità di progettazione partecipata delle attività di educazione ambientale coinvolgendo
l’amministrazione e gli operatori scolastici.
- stimolare la realizzazione di progetti didattici pluriennali in alcune classi pilota strutturando contestualmente
percorsi di monitoraggio e verifica per la valutazione dell’impatto dell’esperienza sugli alunni e sulle famiglie;
- consolidare il rapporto con il territorio attraverso la conoscenza dell’ambiente naturale e delle sue criticità.
Inoltre, sono stati proposti alle insegnanti percorsi di educazione ambientale per tutte le fasce d’età in particolare
sui temi della Collina Morenica, del Parco del Sangone, della sostenibilità ambientale, dell’uso delle risorse idriche.
I laboratori sono stati inseriti nel Piano di attività Educative “L’isola che c’è”.
Inoltre, il Comune di Rivalta ha aderito al progetto “Una Rete per l’Educazione Ambientale fra laghi e colline”,
proposto dalla Cooperativa Sociale Atypica e La Nuova Antichi Passi – che gestiscono rispettivamente il Centro
per l’Educazione Ambientale “Miscarlino” di Rivoli ed il Centro visite del Parco dei Laghi di Avigliana - e
dall’Associazione per la Salvaguardia della Collina Morenica, che prevede un sistema coordinato di attività nel
campo della promozione, ricerca ed offerta di azioni di educazione ambientale da svolgersi nel distretto territoriale
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della Collina Morenica di Rivoli-Avigliana ed all’interno del Parco dei Laghi di Avigliana.
“Città d’Arte a Porte Aperte”
Nonostante la Provincia di Torino, promotrice dal 1999 del circuito “Città d’arte a porte aperte”, nell’anno 2005
abbia ritenuto di non dover più prevedere il coordinamento delle attività, il Comune, in considerazione del successo
riscosso negli anni dall’iniziativa, ha deciso di confermare l’evento. “Città d’arte a porte aperte” si svolge nel mese
di settembre in concomitanza alla tradizionale “Sagra del Tomino”. Negli ultimi anni è stata occasione di riscoperta
e valorizzazione dei tesori storico-architettonici ed artistici quali il Monastero ed il Castello.
QUALITÀ DELL’AMBIENTE
Sistemi di valorizzazione del paesaggio per una migliore fruizione pubblica degli spazi
Collina Morenica
L’attenzione a questa importante area del territorio è proseguita in questi anni con l’attuazione del protocollo
d’intesa sulla Collina Morenica sottoscritto nell’aprile 1997 dal Comune di Rivalta e dalle altre Amministrazioni
“collinari” e con la ricerca di finanziamenti per migliorarne la tutela e l’uso. Oltre alla partecipazione alle iniziative
promosse dalla Regione Piemonte nell’ambito del “Progetto Corona Verde”, è stato presentato, nell’ambito del già
menzionato PISL, il progetto del collegamento fra il territorio di Bruino e di Rivalta, attraverso il sistema di piste
ciclabili e di sentieri dal Sangone verso la Collina Morenica di Rivoli e Villarbasse.
“Corona verde”
Il progetto “Corona Verde” è stato realizzato all’interno del Parco del Sangone nel tratto della frazione Pasta con
l’obiettivo di valorizzare, attraverso la rinaturalizzazione, gli spazi naturali per rafforzare il corridoio ecologico posto
lungo la fascia fluviale del torrente Sangone, ormai compromessa dall’abbandono dei luoghi e dai fenomeni
alluvionali intercorsi. Grazie al progetto oggi Rivalta dispone di un nuovo polmone verde attrezzato (piantumazione
di circa 370 alberi e di 500 arbusti, la posa di panchine, tavoli, gazebo e rastrelliere).
Piste ciclabili
Presenza di una ciclopista ”Greenway Val Sangone” che partendo da Beinasco arriva sino alle porte di Bruino
realizzata grazie al finanziato dalla Regione Piemonte all’Ente Fluviale del Parco del Po Torinese,
Messa in sicurezza
Il completamento dei lavori post alluvionali si è concretizzato con le opere di difesa spondale del torrente Sangone.
Nel recente passato si sono verificate piene con conseguenti esondazioni del torrente e apporto di materiale solido
trasportato dalla corrente. La situazioni oggi è significativamente migliorata grazie agli importanti interventi di
protezione di difesa spondale che hanno rafforzato gli argini e costretto il corso d’acqua al centro dell’alveo con
“pennelli” che evitano l’erosione delle sponde.
Parco Fluviale e “Contratto di Fiume”
La valorizzazione, l’ampliamento e la tutela del Parco Sangone sono stati al centro di un continuo confronto con
l’Ente di gestione del Parco dell’area protetta del Po-Sangone ed i Comuni limitrofi. Infatti, il Consiglio Comunale
con deliberazione n. 6 del 26.1.2005, ha deliberato la definizione del nuovo confine del Parco del Sangone,
allargato fino alle pendici della Collina Morenica.
Il giorno 11 marzo 2009 nell'ambito del Convegno è stato firmato da parte dei 34 soggetti sottoscrittori (pubblici e
privati), il Contratto di Fiume del Bacino del Sangone, primo a livello regionale (e fra i primi a livello nazionale) a
raggiungere l'importante fase della sottoscrizione. Il testo del Contratto, strutturato in diversi articoli, contiene gli
obiettivi, gli strumenti, l'organizzazione per la gestione del processo, gli impegni dei sottoscrittori e dei soggetti
attuatori, le indicazioni su risorse, tempi, strumenti attuativi e monitoraggio.
Attività di educazione ambientale
A partire dal 2007 Il Comune di Rivalta ha approvato uno schema di convezione con l’Ente di Gestione del Parco
Regionale La Mandria per la realizzazione di progetti didattici di educazione ambientale e visite guidate rivolte alle
scuole ed ai cittadini per gli anni 2007/2011.
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Le finalità generali della convenzione sono:
- promuovere la conoscenza e sensibilizzazione sui temi ambientali dei cittadini e in particolare delle giovani
generazioni anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie;
- sviluppare modalità di progettazione partecipata delle attività di educazione ambientale coinvolgendo
l’amministrazione e gli operatori scolastici.
- stimolare la realizzazione di progetti didattici pluriennali in alcune classi pilota strutturando contestualmente
percorsi di monitoraggio e verifica per la valutazione dell’impatto dell’esperienza sugli alunni e sulle famiglie;
- consolidare il rapporto con il territorio attraverso la conoscenza dell’ambiente naturale e delle sue criticità.
Inoltre, sono stati proposti alle insegnanti percorsi di educazione ambientale per tutte le fasce d’età in particolare
sui temi della Collina Morenica, del Parco del Sangone, della sostenibilità ambientale, dell’uso delle risorse idriche.
I laboratori sono stati inseriti nel Piano di attività Educative “L’isola che c’è”.
Inoltre, il Comune di Rivalta ha aderito al progetto “Una Rete per l’Educazione Ambientale fra laghi e colline”,
proposto dalla Cooperativa Sociale Atypica e La Nuova Antichi Passi – che gestiscono rispettivamente il Centro
per l’Educazione Ambientale “Miscarlino” di Rivoli ed il Centro visite del Parco dei Laghi di Avigliana - e
dall’Associazione per la Salvaguardia della Collina Morenica, che prevede un sistema coordinato di attività nel
campo della promozione, ricerca ed offerta di azioni di educazione ambientale da svolgersi nel distretto territoriale
della Collina Morenica di Rivoli-Avigliana ed all’interno del Parco dei Laghi di Avigliana.
Riduzioni di emissioni atmosferiche
In questi anni sono state promosse, in collaborazione con le Associazioni rivaltesi, iniziative di promozione dell’uso
della bicicletta come alternativa all’auto privata.
Il Comune è stato inoltre tra i soggetti promotori, all’interno del Comitato Locale di Controllo del termovalorizzatore
del Gerbido, dell’inserimento tra le compensazioni ambientali, della stazione ferroviaria passeggeri presso lo snodo
del San Luigi di Orbassano, opera che potrebbe ridurre drasticamente la quantità di inquinamento atmosferico
prodotto dalle auto che, ogni giorno, vanno e vengono da Torino.
OMA e Chimica Industriale
La chiusura di OMA e Chimica Industriale ha significato, tra le tante altre cose, un importante risultato anche per
la qualità dell’aria di Rivalta. Occorre ricordare infatti che in entrambi i siti era presente un inceneritore per il
trattamento di rifiuti pericolosi e non, per quanto concerneva la OMA, e per l’attività di distillazione di solventi
esausti, per quanto riguardava la Chimica Industriale.
I lavori di caratterizzazione, attualmente in corso, hanno come compito l’analisi del sottosuolo e la realizzazione di
sondaggi di profondità, al fine di definire qualità, quantità ed estensione dell’inquinamento delle falde causato dagli
oltre quaranta anni di attività delle due imprese ed avviare le necessarie bonifiche.
Raccolta differenziata porta a porta
Nel settembre 2004 è cambiata in maniera radicale la modalità di raccolta dei rifiuti passando dal tradizionale
sistema stradale, basato su grandi contenitori posti lungo le strade del Comune, al sistema di raccolta domiciliare,
fornendo ad ogni utenza, singola o condominio, tutti i cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Nella tabella si trova un
confronto tra i dati del 2003 e quelli del 2005 da cui è possibile osservare il radicale cambiamento. Nel 2003 ogni
rivaltese conferiva in discarica 337 kg di rifiuti, oggi ne conferisce 126 kg: 211 Kg in meno. Il valore più significativo
è rappresentato dalle 4.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati in meno: una diminuzione di oltre il 40% rispetto al
2003, equivalenti a circa 4.000 metri cubi di discarica risparmiati.
Inoltre, tra il 2003 e il 2005, è più che raddoppiata la quantità di carta e cartone raccolta separatamente passando
da 486.970 Kg. ad oltre 1.000 tonnellate, così come è più che quadruplicato il recupero della plastica, da 90 a 400
tonnellate. Con oltre 1.300 tonnellate l’organico rappresenta la frazione merceologica più significativa, ma anche
quella che presenta i maggiori costi di trattamento. Si tratta di un risultato importante che si è potuto raggiungere
grazie all’impegno, alla pazienza e al senso di responsabilità di tutti.
QUALITÀ DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Servizi commerciali e attività produttive
Nuovo piano commerciale
Le nuove norme sulla liberalizzazione del commercio in Italia hanno determinato la modifica degli indirizzi
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regionali, impegnando i comuni a cambiare le programmazioni ed i Piani regolatori. Il Comune di Rivalta, con la II
Variante Generale di P.R.G.C., ha definito anche la nuova programmazione commerciale. Tale operazione ha
previsto un nuovo ruolo per via Giaveno, sottolineandone la destinazione commerciale, oltre alla redazione del
Progetto Unitario di Coordinamento (P.U.C.), approvato nel febbraio 2007 e condiviso con le associazioni
commerciali di categoria.
Polo logistico Carrefour
Nella frazione di Pasta è stato realizzato il Polo logistico Carrefour che ha previsto la trasformazione di una area di
circa 170.000 mq per la realizzazione di strutture di deposito per una superficie coperta di circa 80.000 mq.
Il Centro commerciale e terziario in frazione Pasta
L’intervento prevede la trasformazione di una area di circa 100.000 mq con la realizzazione di edifici per una
superficie di circa 40.000 mq, di cui 17.000 mq di vendita, per i quali è attivata la procedura di valutazione di
impatto ambientale, che ha ottenuto parere positivo dalla Regione. L’intervento, i cui lavori sono iniziati nell’aprile
2007, modificherà la viabilità sulle vie Torino e Gozzano realizzando percorsi sicuri sia per i pedoni che per gli
automobilisti con dissuasori, rotatorie, pista ciclabile verso le rive del Sangone, nuove alberature e fermate
dell’autobus, trasformando tali vie da arterie a scorrimento veloce a strade “calme” per un miglior uso da parte dei
residenti. Verrà realizzata anche una piazza pubblica di oltre 5000mq con area verde alberata per il gioco bimbi e
le attrezzature necessarie per il mercato settimanale con tutti i servizi per gli operatori commerciali.
Riconversione area industriale in frazione Gerbole
L’intervento prevede la trasformazione dell’edificio industriale ex Hella - area di circa 20.000 mq – in insediamento
commerciale di circa 8.000 mq. Con la conferenza di servizi è stata definita l’integrazione con il Centro Soledoro e
gli esercizi commerciali del Centro Piramid. L’intervento, che ha consentito all’azienda Hella di mantenere la
propria attività di confezionamento tessile a Rivalta trasferendosi nella zona industriale, apre l’opportunità di nuovi
posti di lavoro per donne disoccupate. Nel progetto è prevista la formazione di un ampio parcheggio e del
controviale sulla via Giaveno che migliorerà la viabilità della strada provinciale.
Aree di mercato
Su sollecito degli ambulanti di Tetti Francesi, l’Amministrazione, considerata la poca visibilità dell’area mercatale in
Via Carignano, nell’anno 2005, ha ricollocato il mercato su via Mattei. La sistemazione definitiva verrà attuata non
appena acquisiti a patrimonio comunale i piazzali Fiat.
Nel 2003 è stata progettata la riqualificazione della Piazza Gerbidi, che prevede la nuova sistemazione del
mercato, con i servizi e le attrezzature necessarie per gli operatori, i parcheggi, le aree verdi per la sosta ed il
gioco e la nuova viabilità.
Sportello unico per le imprese
Lo sportello è uno strumento, disciplinato dal DPR 20.101998, n. 447, volto a rendere molto più dinamico ed
efficace il rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie per l’insediamento di attività produttive e commerciali.
Nel quinquennio lo Sportello Unico a Rivalta, ha gestito le seguenti pratiche:
- Localizzazione polo logistico Carrefour in Frazione Pasta
- Localizzazione strutture commerciali-direzionali in Frazione Pasta
- Variante urbanistica per ampliamento di fabbricato produttivo industriale in via Sangano 28/32 – Ditta
Opacmare
- Localizzazione strutture commerciali-terziaria nella ex Hella in Frazione Gerbole
- Programma Integrato di Recupero Urbano (PIRU)
Servizi turistici
Fiera commerciale
La Mostra Mercato Commerciale ed Artigianale è una tradizione ormai consolidata che si sviluppa per le vie del
centro storico, alla quale aderiscono circa 267 espositori tra artisti, commercianti e artigiani. Gli eventi collaterali
che arricchiscono la fiera tra i quali gli intrattenimenti musicali sotto l’Ala in Piazza Bionda e, negli ultimi due anni,
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nella Cappella del Monastero, contribuiscono ad accrescere anni l’interesse dei visitatori fino ad arrivare alle attuali
presenze stimate intorno alle 10.000 persone.
Mercatino delle pulci ed esposizione di hobbistica.
L’iniziativa ha preso avvio nel maggio 2004 con il duplice obiettivo di valorizzare il centro storico e di offrire
opportunità di incremento economico ai commercianti operanti nella zona. Mentre al suo avvio l’iniziativa ha
registrato la diffidenza dei commercianti in relazione alla sua collocazione, attualmente, anche alla luce degli
aggiustamenti logistici realizzati, raccoglie generali consensi e ottiene ottimi risultati con un soddisfacente
progressivo incremento di pubblico.
L’appuntamento è per l’ultimo sabato del mese, per otto volte all’anno. Sono presenti circa 40 espositori che
trattano prevalentemente generi dell’usato, oltre ad operatori specializzati nell’hobbistica.
Sagra del tomino
Ogni autunno si svolge la tradizionale “Sagra del tomino” tesa a valorizzare, oltre al formaggio tipico, anche altri
prodotti artigianali rivaltesi e prodotti dell’arte e dell’ingegno di artisti locali. Al fine di valorizzare la tradizione
contadina, nella manifestazione è stata inserita la partecipazione dell’Associazione per la salvaguardia dell’asino e
del mulo che offre ai più piccoli passeggiate guidate.
A contorno della manifestazione viene annualmente organizzato il mercato del libero scambio riservato ai ragazzi
che riscuote notevole successo.
“Città d’Arte a porte aperte”
Nonostante la Provincia di Torino, promotrice dal 1999 del circuito “Città d’arte a porte aperte”, nell’anno 2005
abbia ritenuto di non dover più prevedere il coordinamento delle attività, il Comune, in considerazione del successo
riscosso negli anni dall’iniziativa, ha deciso di confermare l’evento. “Città d’arte a porte aperte” si svolge nel mese
di settembre in concomitanza alla tradizionale “Sagra del Tomino”. Negli ultimi anni è stata occasione di riscoperta
e valorizzazione dei tesori storico-architettonici ed artistici quali il Monastero ed il Castello.
Gruppo guide volontarie
Con deliberazione n. 186 del 23 dicembre 2003 la Giunta Comunale ha approvato il riconoscimento ufficiale del
Gruppo Guide Turistiche Locali Volontarie, costituito da cittadini promotori dei valori legati alla riscoperta delle
radici, della storia e dell’identità locale, cresciuto progressivamente fin dalla prima edizione di “Città d’arte a porte
aperte” e dedicato alla promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico di Rivalta.
QUALITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE
Gli uffici
La struttura organizzativa del Comune di Rivalta prevede i seguenti uffici:
- Ambiente;
- Anagrafe;
- Casa
- Commercio e Agricoltura;
- Comunicazione;
- Contratti;
- Cultura, sport e associazioni;
- Economato;
- Elettorale;
- Giovani e pace;
- Personale;
- Polizia Municipale;
- Protocollo
- Ragioneria;
- Scuola;
- Segreteria del Sindaco;
- Segreteria Generale;
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-
Settore servizi alla persona;
Stato civile;
Tecnico: opere pubbliche;
Tecnico; edilizia privata e urbanistica;
Tributi;
URP.
Progetti per l'accessibilità e flessibilità dei servizi
Giornata cittadino
Tutti i mercoledì tutti gli uffici comunali, con orario continuato, sono aperti dalle 8,30 alle 18,30.
Servizio di pronto intervento
Dal mese di dicembre 2004 è attivo un servizio di pronto intervento che, tutti i giorni dalle 20.00 alle ore 8.00 del
mattino successivo e dalle ore 20.00 del venerdì fino alle ore 8.00 del lunedì, impegna con reperibilità telefonica un
dipendente che, verificando il tipo di intervento richiesto, provvede ad attivare i soggetti competenti, ovvero
interviene personalmente laddove possibile.
Ufficio del Cittadino
L'Ufficio Relazioni con il Pubblico è uno strumento di dialogo tra Amministrazione Comunale e Cittadinanza, è un
"servizio di trasparenza" che riconosce
e valorizza il diritto dei cittadini all'informazione,
all'ascolto, alla risposta,
favorendo il loro ruolo attivo e la loro partecipazione anche alle scelte della città.
Le principali funzioni dell’URP sono:
- accoglienza e filtro dell’utenza del Palazzo Comunale;
- prima risposta informativa;
- gestione disservizio;
- atti semplici (assistenza autocertificazione).
Attualmente è in corso un percorso di implementazione dell’URP a fine di trasformarlo in un vero e proprio Ufficio
del cittadino
Documenti a domicilio
Su richiesta è possibile avere recapitati a domicilio i documenti richiesti all’Ufficio Anagrafe.
Comune facile
Il Comune di Rivalta aderisce al progetto "AtoC Piemonte - ComuneFacile" che è il progetto di e-government dei
Comuni piemontesi, coordinato dalla Città di Torino e sviluppato con il supporto del CSI-Piemonte, finalizzato a
diffondere e sviluppare servizi pubblici on line.
Vigile di prossimità
A partire dal 2006 è stato istituito il servizio di prossimità “il vigile di quartiere” che costituisce un punto di
riferimento per la popolazione residente in materia di sicurezza in quanto svolge compiti di prevenzione e controllo
del territorio e la sua presenza sul territorio favorisce l’ascolto e l’analisi di situazioni di disagio sociale e degrado
urbano.
Per la realizzazione del servizio sono stati individuati due agenti che alternativamente, compatibilmente con servizi
urgenti o sinistri stradali, presidiano le frazioni di Tetti Francesi e Pasta percorreranno le vie dei due Quartieri a
piedi e/o in macchina pronti ad ascoltare ogni problema posto e cercando di trovare una soluzione.
Sportelli aperti al pubblico
Sportello unico per le attività produttive (SPUN)
Lo SPUN è una struttura comunale che eroga un servizio destinato agli imprenditori ed in generale a tutti coloro
che intendono avviare, ristrutturare, ampliare, o cessare una attività produttiva.
Per avere il via libera ad una
attività imprenditoriale che comporti la realizzazione, l'ampliamento, ristrutturazione, e riconversione di impianti
produttivi sono infatti necessari molteplici autorizzazioni, certificazioni, nulla osta, di competenza di differenti Enti
Pubblici. Lo SPUN intende risolvere questo problema, unificando in una unica struttura i procedimenti
precedentemente dispersi tra decine di ENTI.
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Informalavoro
ll servizio Informalavoro apre al pubblico in due diverse sedi: una in Rivalta centro e l’altra nella frazione di Tetti
Francesi. Lo sportello si rivolge a lavoratori, disoccupati o studenti che sono in cerca di occupazione e
aggiornamento professionale. L’ufficio fa capo alla struttura intercomunale di ASSOT, l’ente che gestisce per conto
dei Comuni aderenti al Patto Territoriale del Sangone le politiche del lavoro.
Informagiovani
L’Informagiovani è un servizio gratuito del Comune di Rivalta aperto ai cittadini che desiderano essere aggiornati,
informati e partecipi.
Dal febbraio 2005 è stato ricollocato nei locali del Centro Giovani di via Balegno allo scopo di arricchire le
opportunità che il Centro di Aggregazione Giovanile di via Balegno offre ai giovani, di intercettare i giovani utenti
del Centro che non si sarebbero altrimenti avvicinati all’Informagiovani e di favorire la progettazione di interventi
capaci di tenere conto di più punti di vista per arrivare ad esprimere diverse modalità di relazione con i giovani
attraverso la professionalità dei nuovi operatori.
Sportello di ascolto genitori
Servizio pubblico a disposizione di genitori, insegnanti e adulti che sentono la necessità di un confronto con un
operatore qualificato per affrontare le difficoltà che il ruolo educativo comporta. Lo sportello ha una sede in Rivalta
centro e una nella frazione di Tetti Francesi.
Sportello violenza e mobbing
Il Centro d'ascolto è uno sportello gratuito per aiutare a combattere le aggressioni psicologiche, verbali e fisiche, le
molestie e violenze di qualsiasi genere ed il mobbing lavorativo. Il progetto è curato dall’Associazione Scambiaidee
con il contributo finanziario dell'Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Torino.
Sportello associazioni
E' uno degli sportelli di Officina Sociale situata nel "seminterrato del Palazzo Comunale" in via Balma, 5 - lato
parcheggio presso il quale è possibile:
- chiedere aiuto per costituire un'associazione;
- riceve sostegno nella progettazione di eventi;
- fare domande all'Amministrazione;
- promuovere le attività della propria associazione;
- fare ricerca di finanziamenti;
- parlare dello sviluppo della tua associazione.
Sportello del consumatore
E’ un servizio gestito dalla Federconsumatori Piemonte O.N.L.U.S. al quale è possibile rivolgersi per:
- problemi di condominio;
- diritto di recesso;
- pubblicità ingannevole;
- privacy;
- multiproprietà;
- viaggi e vacanze;
- banche e assicurazioni;
- utenze telefoniche;
- artigiani e liberi professionisti;
- acquisto di prodotti e servizi.
Servizio legale
Ufficio che fornisce una prima assistenza legale e consulenza giuridica. Lo sportello è attivo, su appuntamento, il
mercoledì dalle ore 16,00 alle 18,00 presso l’U.R.P.
Antenna Europa
Antenna Europa è uno degli sportelli di Officina Sociale e costituisce un punto informativo decentrato "Europe
Direct" funzionale a creare un tramite tra l'Unione europea e i cittadini a livello locale. Antenna Europa, infatti, è
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uno spazio d'informazione sull'Europa, sul suo funzionamento e sulle opportunità di soggiorno, studio e lavoro nei
paesi membri dell'U.E.
Sportello ATC
Dal 2006 presso il Comune - mercoledì dalle ore 11,00 alle ore 12,00 – è attivo uno sportello ATC che raccoglie e
affronta le problematiche dei condomini.
Comunicazione e Informazione
Progetto Rivalta Muove & Cambia
“Rivalta Muove&Cambia” è un progetto di comunicazione che si struttura in quattro linee: i cantieri, i tesori, gli
eventi e il territorio. Si tratta di una campagna informativa che è nata e sta crescendo per integrare il sistema di
comunicazione istituzionale e per coinvolgere i cittadini nei progetti nati per migliorare la comunità.
Sito internet del Comune
Il sito internet del Comune è stato recentemente rinnovato al fine favorire l’accessibilità delle informazioni e dei
servi e per migliorare il dialogo con la pubblica amministrazione. L’obiettivo è di implementare ulteriormente la sua
accessibilità, come sottolineato dal Dipartimento della Funzione Pubblica con la “Direttiva sulle Attività di
Comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni” del febbraio 2002.
Rivalta informa
“Rivalta Informa” è il giornalino comunale che contiene informazioni ed approfondimenti sulle principali questioni
che coinvolgono l’amministrazione e si struttura in cinque uscite annue inviate ad ogni famiglia. Recentemente è
stata migliorata la veste grafica.
Città in tasca
“Città in tasca” è un opuscolo/giornalino agile ed economico (viene realizzato totalmente in proprio) che può essere
definito come la “bacheca” delle iniziative del mese, sia di quelle promosse dal Comune, sia di quelle proposte
dalle Associazioni locali.
Prodotto mensilmente in oltre duemila copie, viene distribuito attraverso i punti informativi comunali, le sedi dei
servizi e numerosi esercizi commerciali.
Newsletter
Sono attive tre newsletters: generale, biblioteca e servizi educativi. Attraverso questo strumento si informano in
tempo reale i cittadini sulle novità, gli appuntamenti e per gli iscritti alla newsletter generale anche sulle notizie
“dell’ultima ora”.
Bilancio di mandato
Il Bilancio di mandato è un documento che descrive e racconta, in maniera accessibile ai cittadini, come i
programmi socio-economici definiti all’inizio del mandato sono stati tradotti in azioni. Si tratta pertanto di un vero e
proprio strumento di comunicazione e di trasparenza amministrativa.
QUALITÀ DEL TERRITORIO
Questo filone è molto interessante in quanto esprime il legame indispensabile esistente tra la pianificazione dei
tempi della città e la pianificazione urbanistica e territoriale.
Qualità dei luoghi
Il Contratto di quartiere “Villaggio Sangone”
Nel 2004 l’Amministrazione, con il coinvolgimento attivo dei cittadini all’elaborazione delle scelte, ha partecipato al
bando regionale “Contratti di Quartiere” con un programma organico di riqualificazione del Villaggio Sangone. Il
piano finanziato dalla Regione, alla cui definizione hanno contribuito attivamente i cittadini rivaltesi, prevede la
costruzione di 33 alloggi di edilizia economica e popolare e di servizi pubblici, la sistemazione di aree verdi, di aree
per lo sport, di piste ciclabili, ecc.
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Casermette (Ex Magazzini di Artiglieria) in Frazione Tetti Francesi
Le Casermette è un’area di 106.000 mq situata a Tetti Francesi tra via Carignano, via I° Maggio e via Turati,
abbandonata da molti anni ed acquistata dal Comune di Rivalta nel 2003 dal demanio militare, ma solo dal 2005
consegnata al Comune. Al suo interno sono presenti molti capannoni in gran parte semi demoliti, e una grande
area verde incolta. Il nuovo Piano Regolatore vi ha individuato nuove destinazioni: edilizia sovvenzionata,
agevolata e di libero mercato, aree per servizi pubblici, attività terziarie e commerciali. L’obiettivo è quello di creare
un’area gradevole e ben servita che consenta di ricucire i quartieri di Tetti Francesi e di Gerbole.
La nuova rete fognaria
Sono stati completati i lavori a Cascina Abbruciata, Ca’ Bianca e in Via Savona e sono in completamento i lavori
nel centro storico (separazione fognature bianche/nere e, ove necessario, rifacimento della rete acquedotto). In
Viale Vif progetto e lavori sono direttamente curati dal Comune e riguardano la risoluzione del problema degli
allagamenti nelle zone di Via Roma e Via Mellano.
Zonizzazione acustica
Nel 2006 è stato approvato il “Piano di classificazione acustica” che individua le classi acustiche su tutto il territorio
rivaltese, cui dovranno adeguarsi gli interventi di edilizia e le attività.
Variante al Piano Regolatore Generale Comunale
Con l’aggiornamento del PRGC, dopo più di dieci anni dalla sua entrata in vigore, l’Amministrazione Comunale ha
messo in atto uno degli strumenti principali per la gestione del territorio. La variante al P.R.G.C., adottata nel
febbraio 2007, approfondisce gli studi idrogeologici condotti a partire dal 2000 per rilevare i fattori di rischio ancora
presenti ed integrare le prescrizioni del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del 2001. In essa vengono definite le
azioni per ridurre o eliminare le situazioni di possibile rischio attraverso la costruzione di difese sponsali e di aree
di laminazione.
La variante prevede:
- la protezione del terrazzamento agricolo e di polmone verde del Dojrone;
- la salvaguardia e la valorizzazione della Collina Morenica;
- l’ampliamento del Parco Fluviale del Sangone a protezione di una fascia ambientale ed agricola importante;
- l’allontanamento delle attività produttive impropriamente collocate all’interno di realtà residenziali;
- la promozione e la qualificazione del patrimonio storico, artistico e culturale (Castello, Monastero, Centro
Storico, etc.);
- il miglioramento delle frazioni di Tetti Francesi e Gerbole, attraverso il potenziamento dei servizi pubblici e la
riqualificazione urbana;
- il riordino completo della frazione Pasta, con l’ampliamento dell’area verde attrezzata in strada Foglienghi, con
la costruzione della nuova scuola primaria e la riqualificazione residenziale;
- il ridisegno dei quartieri residenziali, con percorsi ciclopedonali, giardini e parcheggi;
- la prescrizione di utilizzo di volumetrie in favore dell’edilizia convenzionata (40%) o a locazione permanente
agevolata (20%).
Qualità delle scelte: condivise e coordinate con gli altri enti e soggetti dell’area
PISL
Il comune di Rivalta, insieme ai Comuni di Beinasco, Bruino ed Orbassano partecipa al Programma Integrato di
Sviluppo Locale “Reti d’acqua, architettura e paesaggio in bassa Val Sangone”.Tra gli interventi previsti dal PISL vi
sono: recupero e riqualificazione del Castello di Rivalta e del Monastero riqualificazione degli edifici di Via Orsini al
fine di creare nuovi spazi per le associazioni e realizzazione di una pista ciclabile sulla sponda sinistra del
Sagone.,
Programma Territoriale Integrato
Il Comune di Rivalta partecipa, insieme ad altri 13 comuni e la Comunità Montana Bassa Valle di Susa e
Cenischia, al Programma territoriale Integrato “Metromontano: verso la competitività sostenibile del tessuto
produttivo, la riqualificazione del territorio e la conoscenza”.
In particolare il Comune partecipa ai seguenti progetti:
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-
“Sistema APEA Sangone”
“Sistema Sangone, Sangonetto, Chisola, Route Catinat”
“Riqualificazione aree industriali Piossasco, Rivalta,
Volvera (area M.ART., Teleriscaldamento, Monteanalogo, bonifica vasche FIAT)”
Mobilità – Sistema Torino Ovest
Politiche attive del lavoro e interventi formativi
Piano di zona
La nuova cultura per le politiche sociali che scaturisce dalla Legge 328/00 “Legge quadro per la realizzazione del
sistema integrato di interventi e servizi sociali”, individua quale strumento di programmazione territoriale, da
assumere attraverso la sottoscrizione di Accordi di Programma, il Piano di Zona.
Il Piano di Zona, dovendo coincidere con il territorio del Distretto Sanitario, interessa i Comuni di Beinasco, Bruino,
Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino e Volvera che già partecipano al medesimo Consorzio per la gestione dei
servizi socio-assistenziali (CIdiS).
Il Comitato dei Sindaci, del Distretto 3 dell’ASL 5, in qualità di soggetto capofila, nel febbraio 2003 ha definito la
costituzione del Tavolo di coordinamento politico, del “Tavolo Tecnico” ed ha individuato nel Consorzio CIdiS l’ente
cui affidare le attività amministrative e di supporto per la costruzione del Piano di Zona.
Peculiarità del tavolo tecnico di questo territorio è la presenza al suo interno di rappresentanti nominati dal Forum
del Terzo Settore.
L’esecutività del Piano di Zona è stata sancita dalla sottoscrizione dell’Accordo di programma avvenuta il 23
giugno 2006. Oggi sono attivi i “gruppi di lavoro“ che hanno il compito di attuare le azioni programmate.
L’Amministrazione Comunale di Rivalta di Torino è presente nel Tavolo Tecnico con un suo funzionario che ha
anche coordinato i lavori del Tavolo di concertazione “Minori e Giovani”.
Agenda XXI – Impegni per il XXI secolo
Il percorso di Agenda 21 del Patto del Sangone, denominato “S.A.N.Go.Ne, Sostenibilità, Azione, Nel Governare
Negoziando”, si è avviato lo scorso marzo 2006 con la costituzione del Gruppo Intercomunale coordinato da
ASSOT, di cui fanno parte gli Assessori all’Ambiente dei tredici Comuni ed i tecnici dei comuni coinvolti nel
processo.
Il 22 settembre 2006, Rivalta ha ospitato la presentazione del progetto rivolto ai Comuni di pianura.
I lavori del Forum hanno interessato inizialmente gli ambiti tematici Ambiente, sui temi della Mobilità sostenibile e
Sostenibilità energetica, e Pianificazione Territoriale.
Nell’ambito del tema della Pianificazione Territoriale fra gli interventi della candidatura al bando P.I.S.L. “Reti
d‟Acqua, architettura e paesaggio in bassa Val Sangone”, avanzata dai Comuni di Rivalta, Beinasco, Bruino ed
Orbassano, è stato inserito il Piano di Manutenzione Ordinaria per i territori di pianura.
Qualità degli spazi pubblici: scelte condivise e definite con i cittadini
Piazza Tetti francesi
La nuova piazza di Tetti Francesi è stata progettata coinvolgendo direttamente i ragazzi.
Pista da skate
Nel 2004, su proposta di un gruppo di giovani, è stata realizzata, attraverso un percorso di progettazione
partecipata, una pista da skate in viale Vif.
Scuola materna Pollicino
La scuola materna Pollicino è stata progettata attraverso il diretto e attento coinvolgimento delle insegnanti al fine
di realizzare una struttura in grado di rispondere alle esigenze concrete delle funzioni ospitate dalla strutture e dei
bambini.
Viabilità Pasta
Al fine di definire la nuova viabilità di Pasta si è ritenuto fondamentale il coinvolgimento diretto dei cittadini al fine di
individuare soluzioni ottimali rispetto alle esigenze di mobilità ed uso del territorio dei residenti.
Riqualificazione del centro storico
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All’interno delle riflessioni e delle iniziative funzionali a riqualificare il centro storico di Rivalta, tenendo conto anche
della recente acquisizione del Castello da parte del Comune, sono stati organizzati degli incontri con i cittadini per
confrontarsi sulle possibili nuove funzioni da insediare nel centro, quali soluzioni architettoniche adottare per
rendere maggiormente accessibile e vivibile l’area, quale pavimentazione adottare, ecc.
Castello
Nel giugno 2006 il Comune è diventato proprietario del Castello degli Orsini con l’obiettivo di ricomporre la struttura
del centro storico, recuperando l’edificio e reintegrarlo con ruolo da protagonista nel tessuto urbano di Rivalta.
A partire dal 2005 la Giunta comunale ha avviato forme di consultazione allargate alla cittadinanza e
successivamente focalizzate su punti di interesse e attori privilegiati che hanno contribuito a definire aspettative,
obiettivi e alcune destinazioni funzionali per il complesso. Il progetto di riqualificazione del Castello è stato inserito
nel PISL presentato alla Regione Piemonte nell’ottobre 2006 posizionandosi al nono posto nella graduatoria
regionale.
Nonni vigile
Nel 2004 è stato istituito il servizio del nonno vigile allo scopo di favorire l’accesso dei bambini alle sedi scolastiche
in tutta sicurezza valorizzando, al contempo, la figura del “nonno/a” che coadiuva la Polizia Municipale nella
vigilanza delle scuole cittadine.
Gruppo guide volontarie
Nel dicembre 2003 la Giunta comunale ha approvato il riconoscimento ufficiale del Gruppo Guide Turistiche Locali
Volontarie, costituito da cittadini promotori dei valori legati alla riscoperta delle radici, della storia e dell’identità
locale, cresciuto progressivamente fin dalla prima edizione di “Città d’arte a porte aperte” e dedicato alla
promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico di Rivalta.
Qualità della mobilità
Piano generale del traffico urbano e mobilità dell’area metropolitana torinese
Il Comune di Rivalta ha formato l’Accordo di programma del Piano i cui obiettivi principali sono la progressiva
inversione della tendenza alla crescita della mobilità privata ampliando l'offerta e l'efficienza del trasporto pubblico,
la progressiva riduzione dell'inquinamento atmosferico ed acustico ed il miglioramento delle condizioni di sicurezza
della circolazione adottato con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma nel giugno 2006.
Trasporti pubblici
Nel settore dei trasporti sono stati realizzati due importanti miglioramenti: l’istituzione della linea urbana 2R che,
oltre a garantire il trasporto degli studenti ai plessi scolastici di Orbassano, consente di collegare le frazioni di Tetti
Francesi, Gerbole e Prabernasca al Capoluogo, con passaggi ogni ora e per tutta la giornata, e la modifica del
percorso dell’ex linea 37, ora linea 43, che permette ai rivaltesi di raggiungere Piazza Caio Mario in Torino,.
Le linee che servono il territorio di Rivalta sono:
- Linea 43 che da piazza Fratelli Cerci raggiunge Piazza Caio Mario a Torino, capolinea strategico della rete dei
trasporti torinesi, passando per Orbassano e Beinasco;
- Linea 2R che, oltre a garantire il trasporto degli studenti ai plessi scolastici di Orbassano, consente di
collegare le frazioni di Tetti Francesi, Gerbole e Prabernasca al Capoluogo, con passaggi ogni ora e per tutta
la giornata;
- Linea 5 da Orbassano (Strada Torino/Piazza Carlo Dalla Chiesa), passando per Rivalta (Strada provinciale
Orbassano-Torino) arriva in Piazza Albarello;
- Linea “Gronda” che collega Alpignano, Rivoli, Rivalta, Orbassano e Volvera.
INTERVENTI SPECIALI
La rivitalizzazione del centro storico
Il Castello
L’Amministrazione Comunale ha deciso di acquisirlo a patrimonio pubblico, acquistandolo al prezzo di tre milioni di
euro dalla famiglia che ne è stata proprietaria fin dagli anni cinquanta. L’intento, fin dall’inizio, è stato quello di
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recuperare il complesso del Castello e di reintegrarlo con un ruolo da protagonista nel tessuto urbano di Rivalta,
nel contesto della rivitalizzazione del centro storico, facendo crescere l’attrattività dell’intero ambito considerato.
L’obiettivo è di restituire alla città e ai cittadini un luogo simbolico, rappresentativo e unico per Rivalta, ma di valore
decisamente sovracomunale.
La Giunta Comunale, fino dalla primavera del 2005, ha attivato forme di consultazione allargate alla cittadinanza e
successivamente focalizzate su punti di interesse e attori privilegiati che hanno contribuito a definire aspettative,
obiettivi e alcune destinazioni funzionali per il complesso.
Sono emersi il desiderio dei cittadini di riappropriazione di un luogo fino ad oggi privato, ed un’aspettativa di uso
prevalentemente pubblico, il “castello dei cittadini”, e anche la necessità di rendere il recupero economicamente
sostenibile condividendolo con altre istituzioni e con investimenti privati.
Da questa analisi, resa possibile da un finanziamento regionale per studi di fattibilità, è derivato un progetto che
prevede la destinazione del Castello ad un mix articolato di funzioni pubbliche, culturali e formative ed attività
private nel settore della ristorazione.
Il progetto, presentato alla Regione Piemonte nel Programma Integrato di Sviluppo Locale – PISL - nell’ottobre
2006.
Il Monastero
Nel corso dell’ultimo decennio l’Amministrazione Comunale ha promosso una serie di interventi - finanziati con i
fondi strutturali della Comunità Europea, con finanziamenti regionali e con fondi propri di bilancio - al fine di
realizzare, presso il complesso del Monastero e dell’ex mulino, un centro polivalente dotato di spazi e di
attrezzature per lo sviluppo ed il potenziamento di attività turistiche e rivolte ai cittadini ed alle associazioni locali.
Nell’area in oggetto sono stati recentemente ultimati i lavori di due cantieri:
1. recupero di alcuni ambienti del Monastero e di parte dell’area esterna;
2. sistemazione di aree limitrofe al Monastero con la costruzione di pista ciclabile, la rinaturalizzazione delle
sponde della bealera e la realizzazione di area a parcheggio.
Grazie ai lavori è stato possibile realizzare:
- una sala polivalente per congressi, concerti e spettacoli all'interno dell'ex cappella del Monastero;
- i servizi accessori, camerini, servizi igienici e foyer, per l’arena spettacoli dell’adiacente parco;
- la sistemazione architettonica e urbanistica dell'area e delle vie di accesso con miglioramento della viabilità
ciclo-pedonale e veicolare per supportare l'aumento delle attività pubbliche, e la realizzazione di un
parcheggio per 250 auto.
Durante i lavori sono state rinvenute strutture di evidente interesse archeologico all’interno della ex cappella, e,
proseguendo con gli scavi archeologici nell’area esterna, sono venute alla luce le fondazioni della chiesa risalente
alle fasi più antiche della vita del monastero e della comunità rivaltese.
Tali scoperte hanno rafforzato la vocazione di polo turistico e culturale del sito, che richiede quindi una maggior
visibilità dei reperti.
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GLI ORARI DEI SERVIZI E LA DISTRIBUZIONE NEL TERRITORIO
A partire dalle informazioni raccolte, è possibile realizzare una prima fotografia della distribuzione sul territorio dei servizi e delle opportunità.
Rivalta Centro
(10.558 abitanti)
Uffici comunali
-
Tetti francesi
(2.066 abitanti)
Tutti gli Uffici Comunali sono aperti il lunedì e il
venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.00.
- Il mercoledì l’orario è continuato dalle ore 8.30
alle ore 18.30, per tutti gli uffici tranne:
Ragioneria, Personale, Segreteria Generale,
Cultura, Comunicazione, Contratti, Economato
che restano aperti dalle ore 8,30 alle 12,00. I
tecnici degli uffici Edilizia Privata e
Urbanistica, dalle ore 17,00 alle ore 18,30
ricevono l’utenza solo previo appuntamento.
- Gli Uffici Demografici, Protocollo e U.R.P.
sono aperti anche il martedì e il giovedì, dalle
ore 8.30 alle ore 12.00.
- Il sabato il Palazzo Comunale rimane chiuso;
per denunciare nascita e morte tel.
3356960816 solo sabato mattina.
- - La Polizia Municipale è aperta dal lunedì al
venerdì dalle ore 9,00 alle 12,30, dalle ore
13,30 alle 15,30 e dalle ore 17,30 alle 19,00; il
SABATO dalle ore 9,00 alle 12,00
Sportello violenza Palazzo Comunale, Via Balma, 5
e mobbing
martedì 16.30 - 18.30
Sportello
Rivalta centro presso l’Officina Sociale,
presso la scuola primaria di via Fossano,
d’ascolto
dei 17,00 - 19,00 da ottobre a giugno, il primo, 17,00 - 19,00 da ottobre a giugno, il quarto lunedì di
genitori
secondo e terzo lunedì di ogni mese su ogni mese su prenotazione.
prenotazione
Sportello
Mercoledì 09.00 - 12.00
Pasta
(2.351 abitanti)
Gerbole
(4.315 abitanti)
Rivalta Centro
(10.558 abitanti)
associazioni
Informagiovani
Informalavoro
Antenna Europa
Biblioteche
Giocanido
giovedì 15,00 - 18,30
via Balegno, 8
Martedì e venerdì 16.00 - 18.00
Via Balegno 8 c/o Centro Giovani
lunedì 15.30 - 18.30
seminterrato del Palazzo Comunale in v. Balma, 5
mercoledì 09.00 - 12.00 e giovedì 15,00 - 18,30
Biblioteca comunale “Silvio Grimaldi” situata in
p.za Martiri 2, al centro del paese
lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 14.00 - 19.00
martedì e sabato 9.00 - 12.00 e 14.00 - 19.00
Asilo Nido Comunale Villaggio Sangone –
martedì 16.30 -18.30 e sabato 10.00 – 12.00
Nido aperto in Biblioteca Comunale “S. Grimaldi” “spazio bimbi” –
biblioteca
sabato ore 10.00/12.00 sett. alterne
Centro giovani
Monastero, Via Balegno 8
dal Martedì al venerdì 16.30 - 22.30 e Sabato
14.00 - 20.00
Sala prove: dal martedì al venerdì 16.00 - 19.00 e
sabato 15.00/20.00
Impianti sportivi
Impianto sportivo "Gaetano Scirea" - Villaggio
Sangone
Campo da calcio "Gerbidi" - Piazza Gerbidi
Bocciodromo Centro d’Incontro - Via Monte
Ortigara, 32
L’isola che c’è

Tetti francesi
(2.066 abitanti)
Via Carignano 118 c/o Biblioteca Tetti Francesi
mercoledì 15.30 - 18.30
Pasta
(2.351 abitanti)
Gerbole
(4.315 abitanti)
Bacheca in Via
Pascoli aggiornata
una
volta
alla
settimana
Biblioteca comunale “Paola Garelli” situata in via
Carignano 118, frazione di Tetti Francesi
dal mercoledì al venerdì 14.00 - 19.00 e martedì
9.00 - 12.00 e 14.00 -19.00
Asilo Nido Comunale
“G. Rossa” –
martedì e giovedì
9.00 - 11.00
Nido aperto
Presso Centro sociale
dal martedì al giovedì 16.30 - 19.00 e venerdì
16.30/23.00
Campo sportivo "Valentino Mazzola" - Via Pinerolo, Impianto sportivo "Il
38
Campetto" - Strada
dei Foglienghi Fraz.
Pasta
Impianto
sportivo
Gerbole
Via
Carignano
Fraz.
Gerbole

45
Da questa prima fotografia emerge una non omogeneità nella distribuzione dei servizi del territorio, dato che, per poter essere letto in maniera articolata e completa, deve
essere messo in relazione con le informazioni sulla popolazione residente nelle diverse frazioni, sulla vicinanza o meno ai servizi offerti da comuni limitrofi (che in alcuni casi
costituiscono ambiti privilegiati di riferimento per prossimità) e sull’accessibilità ai luoghi.
Si segnala inoltre che il Comune di Rivalta ha attivato la “giornata del cittadino”, ovvero un giorno – il mercoledì – in cui gli uffici comunali sono aperti con orario continuato e
prolungato dalle 8.30 alle 18.30 (ad eccezione di Ragioneria, Personale, Segreteria Generale, Cultura, Comunicazione, Contratti, Economato che restano aperti dalle ore 8,30
alle 12,00 e i tecnici degli uffici Edilizia Privata, Urbanistica e Ambiente che ricevono l’utenza dalle ore 8,30 alle 17,00).
46
Presentazione alla Giunta comunale
47
48
6.2 Fase 2: Rilevazione dei bisogni, delle criticità e delle risorse locali
Incontro di confronto con gruppo giovani di Keep on Skate (25.06.09)
COSA È EMERSO
Dall'incontro del 25 giugno è emerso che i giovani a Rivalta vivono come problematico il problema degli
spostamenti, soprattutto per chi abita nelle frazioni e deve raggiungere i servizi presenti nel capoluogo di Rivalta.
Anche i collegamenti con Torino e con le altre città limitrofe (Giaveno, Pinerolo, Orbassano,...) sono considerati
carenti. Erano stati fatti in precedenza tentativi di introdurre un servizio navetta, che però risultava poco
frequentato e molto costoso per l'Amministrazione.
L'idea dei giovani è che occorrerebbero modalità di trasporto più flessibili rispetto a una navetta, da attivare su
prenotazione o in corrispondenza di eventi e manifestazioni. Molti di questi sistemi potrebbero risultare anche più
sostenibili Alcuni esempi: car-pooling, taxi collettivi, prolungamento dei mezzi di trasporto in occasione di eventi e
concerti serali (anche in connessione con Torino-Piazza Caio Mario), possibilità di fruire di un servizio di
accompagnamento per evitare di guidare in condizioni di rischio anche come prevenzione di incidenti stradali,
bicicletta.
Questo tema è considerato rilevante sia in generale per vivere la propria quotidianità a Rivalta e dintorni, sia per
consentire ai giovani di raggiungere Keep on Skate nel corso della manifestazione del prossimo 2010.
COSA SI POTREBBE FARE
I presenti hanno mostrato interesse per l’argomento e sono fiduciosi che anche i partecipanti di Keep on Skate
potrebbero dare il proprio contributo. L'ipotesi di lavoro che abbiamo fatto sul tema giovani è dunque la seguente:
1. settembre 2009: coinvolgimento dei giovani che parteciperanno a Keep on Skate: l’obiettivo è realizzare una
mini-consultazione dei giovani presenti (prevedibilmente 500 persone) al fine di conoscere la loro esperienza e
le loro idee in merito al tema dei trasporti e delle opportunità per i giovani a Rivalta. Si potrebbe allestire un
banchetto con gazebo e con alcuni pannelli interattivi, sui quali i giovani possono segnare e scrivere idee e
suggerimenti. I ragazzi del centro giovani potranno farsi promotori nel corso dell’evento, invitando direttamente
i presenti a recarsi al banchetto per dedicare 10 minuti agli operatori, segnare le proprie preferenze e motivare
a voce il proprio punto di vista. Per poter intercettare maggiormente i residenti a Rivalta, si ritiene che il
momento migliore sia la giornata del venerdì in orario pomeridiano-serale.
2. ottobre-dicembre 2009: gruppi di lavoro su un'idea progetto legata al tema giovani e trasporti. L’obiettivo è
socializzare le indicazioni emerse dalla consultazione dei giovani a Keep on Skate e sviluppare insieme una
idea progetto che costituirà una delle linee d’azione del Piano degli Orari di Rivalta.
PROGRAMMA DI LAVORO
1. Condivisione degli obiettivi e del programma di lavoro con Laura Coatto e con Anna Del Viscovo (DispenzaNasso): entro metà luglio 2009
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2. Ideazione e realizzazione della consultazione (Dispenza-Nasso): tra luglio e inizio settembre 2009
3. Incontro con i ragazzi del centro giovani per socializzare i contenuti delle domande da sottoporre a
consultazione e per accordarsi su spazi e modalità (Dispenza-Nasso): data da concordare tra luglio e inizio
settembre 2009
4. consultazione nel week-end di Keep on Skate (Dispenza-Nasso, con l’attiva partecipazione dei ragazzi del
centro giovani): fine settembre 2009
5. Resoconto sugli esiti della consultazione (Dispenza-Nasso): inizio ottobre 2009
6. Elaborazione di una idea progetto da inserire nel PCO, sul tema giovani e trasporti: ottobre-dicembre 2009
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Esiti della consultazione dei giovani sul tema dei trasporti
PERCHÉ UNA CONSULTAZIONE DEI GIOVANI NEL PROCESSO PARTECIPATIVO DEL PCO
Il Piano di Coordinamento degli Orari (PCO) può essere definito come un “documento-guida” composto da un
insieme articolato e condiviso di indicazioni, strumenti e progetti per rendere più adatti alle esigenze dei cittadini i
diversi servizi pubblici e privati (da quelli per la cura delle persone a quelli culturali, per il tempo libero, i trasporti,
ecc.).
Le prime due fasi del processo di costruzione del PCO del Comune di Rivalta - Analisi e conoscenza del contesto
locale e Rilevazione dei bisogni, delle criticità e delle risorse locali – hanno consentito, da un lato, di costruire un
quadro integrato, complesso e intersettoriale di conoscenza del contesto locale (servizi, principali progettualità,
orari, ecc.) fondamentale per iniziare ad individuare le tematiche più rilevanti e, dall’altro, di acquisire una
conoscenza maggiormente approfondita del territorio a partire dalla “conoscenza locale”, ovvero dal patrimonio
locale di percezioni, know-how, modi di uso dei luoghi, ecc. funzionale a interpretare il territorio con gli occhi di chi
lo abita, lo vive e ne costituisce una risorsa.
Da un’analisi congiunta delle informazioni così raccolte sono emersi alcuni primi filoni tematici di interesse rispetto
alla definizione del Piano di Coordinamento degli Orari tra cui Giovani protagonisti: un‟opportunità per la città, da
sviluppare con specifico riferimento al tema dei progetti e servizi per e dei giovani.
Per comprendere con maggiore dettaglio le esigenze e gli interessi dei giovani di Rivalta sono stati organizzati:
un incontro con la responsabile dell’ufficio Giovani, Laura Coatto
un incontro collettivo di ascolto e di approfondimento (25 giugno 2009) con gli operatori del Centro Giovani di
via Balegno e un gruppo di giovani impegnati nell’organizzazione della manifestazione Keep-on-skate2.
Nel corso degli incontri è emerso come prioritario il problema dei trasporti e degli spostamenti da e per Rivalta, sia
per coloro che dalle frazioni devono raggiungere i servizi presenti nel capoluogo, sia con riferimento al
raggiungimento di Torino e dei comuni limitrofi (Giaveno, Pinerolo, Orbassano, ecc.). Inoltre il tema dei trasporti
costituisce un elemento importante rispetto alla possibilità di partecipazione alla manifestazione che ogni anno
questo gruppo di ragazzi organizza.
Alcune prime ipotesi/proposte di intervento sono state formulate dai ragazzi/e presenti (modalità di trasporto più
flessibili rispetto a una navetta da attivare su prenotazione o in corrispondenza di eventi e manifestazioni come, ad
esempio, il car-pooling, taxi collettivi, prolungamento dei mezzi di trasporto in occasione di eventi e concerti serali,
possibilità di fruire di un servizio di accompagnamento per evitare di guidare in condizioni di rischio, ecc.) ma si è
ritenuto utile allargare il confronto anche ad altri giovani, cogliendo l’occasione dell’edizione 2009 di Keep-onskate.
Nasce in questo modo l’idea di realizzare nell’ambito di Keep-on-skate (26 settembre 2009) una breve
consultazione dei giovani che, attraverso la compilazione guidata di pannelli e opzioni di risposta e attraverso lo
scambio di opinioni faccia-a-faccia con gli operatori, raccolga le loro idee. Si è scelto questo metodo perché
considerato più adatto al tipo di partecipanti e al setting nel quale si svolgeva: si tratta infatti di un luogo in cui i
ragazzi sono disponibili a esprimere delle opinioni, ma non a intavolare lunghe discussioni, dal momento che si
svolge in parallelo la manifestazione. Le opzioni di risposta potranno però essere eventualmente approfondite dal
punto di vista qualitativo, per comprendere meglio le motivazioni alla base delle risposte e soprattutto per
svilupparle in un’ottica propositiva. Questo step sarà in ogni caso preventivamente concordato con l’Ufficio
Giovani.
2A
Rivalta è presente un gruppo di skaters che ogni autunno, a partire dal 2004, organizza, con il supporto degli operatori dei
Centri, un grande evento presso la pista da skate: keep-on-skate. La manifestazione rappresenta per i giovani organizzatori
un momento utile per crescere nell’esperienza di gestione di eventi e, parallelamente, offre una vetrina a giovani skaters,
musicisti, sportivi e appassionati di videogiochi.
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LA CONSULTAZIONE: OBIETTIVI E CARATTERISTICHE
Obiettivi
I principali obiettivi alla base della consultazione sono stati:
- raccogliere esigenze, indicazioni, preferenze espresse dalla popolazione giovane di Rivalta. Attraverso la
consultazione, in maniera incrementale e con livelli di approfondimento e consapevolezza crescenti, si
raccolgono informazioni, indicazioni, esigenze e preferenze che consentono di definire in maniera sempre più
precisa i confini e le caratteristiche del filone progettuale da sviluppare nell’ambito del PCO;
- costruire spazi di dialogo e di comunicazione, per cercare di avvicinare il processo di elaborazione del PCO ai
cittadini, in particolare ai cittadini giovani. Il PCO è uno strumento per e del territorio, pertanto non deve solo
essere pensato in funzione delle esigenze dei cittadini, ma costruito insieme a loro, a partire dalla loro
disponibilità e dal loro modo di percepire spazi e tempi. La consultazione con i giovani, seppur di dimensioni
ridotte, e i diversi momenti preliminari e successivi previsti, costituiscono importanti momenti di avvicinamento
tra l’ente locale estensore del PCO e i cittadini giovanili, che evidenzia anche simbolicamente la necessità che
sia l’ente a spostarsi nei luoghi in cui i giovani costruiscono aggregazione e socialità, anche per farsi
contaminare dai loro linguaggi e dalle loro attività.
- individuare questioni considerate prioritarie da cui partire per definire azioni su trasporti-giovani da inserire nel
PCO. Attraverso la consultazione i giovani esprimeranno alcune opinioni, ma soprattutto alcuni trend relativi a
preferenze, preoccupazioni, interessi. Si tratta di un materiale molto interessante, seppur prevedibilmente un
po’ schematico, da cui partire per individuare una o più azioni relative ai giovani e relative ai trasporti da
inserire nel Piano di Coordinamento degli Orari.
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Struttura della consultazione
La consultazione, che ha avuto luogo nel pomeriggio di sabato 26 settembre 2009 all’interno della manifestazione
Keep-on-skate, è stata strutturata come un percorso, articolato in sei pannelli interattivi, lungo il quale i giovani
hanno risposto a poche semplici domande sul tema dei trasporti, supportati e accompagnati dalle consulenti del
gruppo di lavoro sul PCO, che cercavano quanto più possibile di “intervistare” i ragazzi e non solo di registrare le
loro preferenze.
In particolare i temi sui quali è stata posta l’attenzione sono:
pannello 1
Questo pannello è diviso in due parti. Nella prima Spostarsi da e per Rivalta: uno spazio per
raccogliere idee e proposte vi è una introduzione alla mini consultazione con sintetica descrizione
dell’obiettivo e del funzionamento, mentre nella seconda, Chi sei e da dove vieni, vengono
raccolte informazioni basilari (comune di residenza ed età) dei partecipanti alla consultazione
pannelli 2 e 3
Come ti sposti a Rivalta e nella cintura di Torino? In questi due pannelli si chiede ai partecipanti
alla consultazione residenti a Rivalta di specificare quale mezzo utilizzano prevalentemente per
spostarsi in Rivalta, quale per raggiungere Torino, quale per raggiungere gli altri comuni della
zona (Rivoli, Grugliaco, Giaveno, Piossasco, ecc.) e per quali attività utilizzano normalmente i
mezzi pubblici.
L’obiettivo è fare una fotografia del rapporto attuale con i mezzi pubblici e delle modalità di
spostamento.
pannello 4
Problemi e difficoltà che incontri quando usi o vorresti usare i mezzi pubblici per spostarti in
Rivalta e/o da e per gli altri comuni della zona. A tutti i partecipati alla consultazione viene chiesto
di specificare e motivare i principali problemi che incontrano o percepiscono rispetto al tema della
mobilità rivaltese.
L’obiettivo di questo pannello è quello di iniziare a raccogliere elementi utili, da un lato, per una più
approfondita comprensione del problema e, dall’altro, per l’avvio di ipotesi e proposte progettuali.
pannello 5
Idee per muoversi a Rivalta e nella cintura di Torino. A tutti i partecipati alla consultazione viene
chiesto di assumere un atteggiamento propositivo passando dalla segnalazione dei problemi,
pannello precedente, alla formulazione di prime ipotesi di miglioramento/cambiamento della
situazione attuale in materia di trasporti e spostamenti.
L’obiettivo è duplice: stimolare i ragazzi/e rispetto all’individuazione di risposte ad un problema
che percepiscono come importante e iniziare a costruire un primo set di possibili soluzioni da
integrare con quanto emerso nel pannello 4.
pannello 6
Keep-on-skate 2010. Ai partecipanti alla consultazione è stato chiesto di segnalare, in vista della
prossima edizione della manifestazione, quali soluzioni di trasporto vorrebbero venissero attivate
per agevolare la loro partecipazione all’evento.
Le tematiche e il contenuto dei pannelli sono stati definiti e condivisi con i ragazzi del centro giovani che
organizzano Keep-on-skate e con la responsabile dell’Ufficio Giovani Laura Coatto.
53
54
COSA È EMERSO. IL PUNTO DI VISTA DEI GIOVANI3
Quadro di insieme: un sistema dei trasporti frammentato e non sempre facilmente accessibile
La lettura complessiva ed incrociata delle osservazioni raccolte consente di raggruppare le indicazioni
prioritariamente intorno a 3 tipologie di esigenze:
a. L’esigenza di spostarsi con maggior facilità ra Rivalta capoluogo e le frazioni;
b. l’esigenza di implementare i collegamenti tra Rivalta e Torino in particolare per quanto concerne le attività
scolastiche e il tempo libero;
c. l’esigenza di rendere più fluido e frequente il collegamento tra Rivalta e gli altri Comuni, attraverso il
miglioramento del servizio attualmente fornito dalla ditta Novarese della linea “Gronda” in termini di puntualità,
frequenza, orari, ecc.
Le caratteristiche delle persone intervistate
Prima di presentare nel dettaglio gli esiti della consultazione, si ritiene importante fornire alcune informazioni sulla
partecipazione all’evento al fine di garantire una corretta lettura dei risultati.
Entrando nel merito dei partecipanti, alla consultazione hanno partecipato circa una quarantina di ragazzi e
ragazze, numero da considerare significativo da un punto di vista qualitativo (anche se non rilevante da un punto di
vista statistico). L’obiettivo della presente consultazione non è infatti quello di realizzare un sondaggio (che
avrebbe bisogno di un campione statistico preciso, da calcolare a priori e da intercettare ad esempio attraverso
indagine qualitativa telefonica), ma di raccogliere alcune opinioni che, pur senza pretesa di rappresentatività,
esprimono una esperienza concreta e quotidiana relativa a come viene vissuto il territorio, a come ci si può
spostare in esso, ecc. che ci potrà essere molto utile per individuare risposte e azioni concrete.
Si tratta dunque di una indagine che utilizza un metodo qualitativo e che come tale va interpretata e valutata.
A riguardo del numero complessivo di giovani va inoltre segnalato che si tratta di un target difficile da intercettare
per un ente locale, una popolazione che tende a sfuggire all’incontro con le istituzioni, che utilizza linguaggi
espressivi propri e che per questi e altri motivi è sempre molto difficile coinvolgere i giovani in percorsi di indagine
di questo tipo. Questo numero è quindi da considerarsi soddisfacente per gli obiettivi della consultazione in
quanto si tratta di una quarantina di giovani che, pur essendosi recati lì per assistere alla manifestazione di skate,
hanno comunque accettato di dedicare 15-20 minuti alla consultazione. È inoltre da segnalare che i ragazzi hanno
partecipato alla consultazione soprattutto nella prima fase della manifestazione, cioè nei momenti in cui
l’organizzazione stava ultimando le attività di allestimento e nei momenti in cui gli skaters erano impegnati in
attività di skate libero.
Nel momento in cui è iniziata invece la competizione vera e propria, la consultazione è stata sospesa. Non sono
invece stati intervistati i ragazzi che dichiaravano di essere residenti fuori Rivalta e di non essere usuali
frequentatori di Rivalta, quindi non in possesso delle necessarie informazioni per svolgere la consultazione.
3
Avendo la consultazione come tema centrale il sistema di trasporto da e per Rivalta, funzionale alla costruzione del Piano di
Coordinamento degli Orari, è stato chiesto ai ragazzi/e non residenti a Rivalta di non rispondere a quelle domande pensate
per i giovani residenti (pannello 2 e 3). Questo spiega la differenza nei totali delle risposte alle diverse domande
55
La qualità della conoscenza dei problemi del trasporto pubblico da parte degli intervistati è molto alta e dettagliata
ed è stata considerata quasi un criterio per poter partecipare alla consultazione; i ragazzi che hanno partecipato
hanno inoltre dimostrato una buona motivazione e capacità di collaborazione. In alcuni casi la consultazione
veniva fatta da 2-3 ragazzi insieme ed è stata un’occasione importante per innescare alcune brevi riflessioni
condivise e più approfondite tra i partecipanti.
Per quanto riguarda le caratteristiche dei partecipanti, poco più della metà sono residenti in Rivalta (20 persone),
con una prevalenza netta di abitanti nel centro della città (19 nel centro; 1 a Frazione Gerbole); poco meno della
metà sono invece giovani che abitano in altri comuni (con esclusione di Villarbasse, Bruino e Sangano) ma che si
recano a Rivalta usualmente per incontrare amici, partecipare a eventi e manifestazioni.
La maggioranza dei partecipanti (22
persone) ha un’età media compresa
tra i 15 e i 19 anni, che rappresentano
il principale target di riferimento della
manifestazione
Keep-on-skate
all’interno della quale è stata
organizzata
la
consultazione.
L’assenza quasi totale di giovani che
abitano nelle frazioni può essere letta
in molto modi, forse in parte può avere
inciso il problema del collegamento
difficile tra centro e frazioni, come
ulteriormente specificato in seguito.
Come ti sposti a Rivalta e nella cintura di Torino
Ai rivaltesi che hanno partecipato alla consultazione è stato chiesto di specificare quale mezzo utilizzano
prevalentemente per spostarsi a Rivalta, per raggiungere Torino e gli altri comuni della zona (Rivoli, Grugliasco,
Giaveno, Piossasco, ecc.).
Per quanto concerne gli spostamenti a
Rivalta, la bicicletta e lo spostamento a
piedi solo le alternative che hanno ottenuto
il maggior numero di risposte seguite dal
motorino e l’automobile. Con riferimento
alle caratteristiche degli intervistati e sulla
base dell’ascolto svolto dagli operatori nel
corso della consultazione, si può affermare
che chi usa la bicicletta lo fa per molteplici
motivi, principalmente perché sprovvisto di
patente auto e perché considera i mezzi
pubblici a Rivalta poco soddisfacenti, per i
motivi di seguito esplicitati.
56
Si suppone che se i mezzi pubblici fossero migliorati, queste persone continuerebbero a utilizzare la bicicletta, ma
integrandola con l’uso dei mezzi pubblici, a seconda delle stagioni, delle condizioni meteorologiche e delle
specifiche destinazioni da raggiungere. Qualcuno dice che la utilizza anche perché un mezzo economico e
relativamente rapido per le brevi distanze.
Con riferimento ai mezzi utilizzati per andare a Torino, l’autobus numero 434 risulta essere il servizio utilizzato in
maniera prevalente e, in misura nettamente inferiore, il passaggio da qualcuno e l’automobile.
Gli altri comuni della zona vengono raggiunti prevalentemente in automobile, con un passaggio da qualcuno o, nel
caso di Alpignano, Rivoli, Orbassano e Volvera utilizzando la linea “Gronda”5.
I dati su esposti evidenziano che sia per gli spostamenti verso i Comuni limitrofi, ma soprattutto per gli spostamenti
verso Torino, i ragazzi sono ancora abbastanza dipendenti dai passaggi in automobile forniti dalla propria
famiglia/genitori, grazie ai quali cercano di accorciare e semplificare il percorso necessario per recarsi soprattutto a
Torino. Così si spiega per esempio il dato di chi utilizza la metropolitana, nel senso che si fa accompagnare alla
fermata più vicina della metro a Collegno e poi velocemente raggiunge il centro di Torino, da cui è facile spostarsi
utilizzando la rete del trasporto urbano.
4
Percorso Autobus 43: Piazza Fratelli Cervi (Rivalta) - V. Piossasco - V. Marconi - V. San Massimo - V. Einaudi - V. San Luigi
- Str. San Luigi (Orbassano) - Ospedale San Luigi - Str. San Luigi - V. San Luigi (Beinasco) - V.le del Risorgimento - Str.
Torino - C. Orbassano (Torino) - C. Settembrini - P.le Caio Mario - C. Giovanni Agnelli - Piazzale Caio Mario (area capilinea
GTT).
5 Linea “Gronda”: Alpignano - Rivoli - Rivalta - Orbassano - Volvera
57
Oltre a comprendere quali mezzi vengono utilizzati a seconda delle destinazioni, è stato chiesto partecipanti alla
consultazione residenti a Rivalta di specificare anche quali sono le attività che richiedono loro l’uso dei mezzi
pubblici.
Tra coloro che hanno risposto alla domanda, le principali attività segnalate sono “divertimento” (discoteche, aree
concerti, cinema, ecc.) e “studio” (scuola superiore, università, ecc.) e, in misura minore, “shopping” (centri
commerciali). Solo una persona ha dichiarato di non utilizzare mai i mezzi pubblici.
Problemi e difficoltà del muoversi a Rivalta e nella cintura di Torino
Una volta ricostruito nei suoi caratteri essenziali il rapporto dei ragazzi/e con i mezzi pubblici da e per Rivalta, si è
cercato di comprendere con maggiore dettaglio come viene percepito il sistema di trasporto e, in particolare, i
principali problemi e difficoltà con i quali ci si deve confrontare quando si utilizzano o vorrebbero utilizzare i mezzi
pubblici per spostarsi in Rivalta e/o da e per gli altri comuni della zona.
Ordinando le risposte da quelle maggiormente ricorrenti a quelle meno emerge la seguente graduatoria delle
principali difficoltà e/o problemi:
In particolare, approfondendo le risposte con i ragazzi/e, emerge quanto segue:
- orari scomodi. I ragazzi/e segnalano ritardi sulle principali linee (linea 43 e linea “Gronda”), fasce orarie non
coperta in particolare alla sera e la domenica e un lo scarso numero di passaggi in particolare della linea
“Gronda” nella fascia pomeridiana; la linea “Gronda” ad esempio è attiva solo fino alle 22.00.
58
-
percorsi che collegano Rivalta agli altri comuni: non esiste un collegamento da Piossasco; il 43 fa un
percorso troppo lungo rispetto alle esigenze, spesso sono necessari più cambi di autobus;
- scarsa informazione: con specifico riferimento alla linea “Gronda” è difficile reperire con facilità gli orari;
- percorsi all’interno di Rivalta: poche linee servono il territorio e in un’unica direzione (quindi spesso il ritorno
conviene farlo a piedi). Raggiungere le frazioni è molto complicato: questa affermazione viene fatta soprattutto
riportando non la propria esperienza diretta (come precedentemente segnalato i partecipanti sono quasi tutti
residenti a Rivalta Centro, nessuno a Pasta e Tetti Francesi), ma quella dei propri amici che abitano nelle
frazioni. Inoltre risultano essere pochi o in alcuni casi inesistenti le corse serali del trasporto pubblico urbano.
- percorsi da Rivalta a Torino: per raggiungere Torino è necessario cambiare più autobus facendo un
percorso molto lungo; il 43 inoltre ha orari tradizionali del trasporto pubblico, i cui limiti principali sono che
restano scoperte le fasce orarie serali/notturne e che la frequenza dei passaggi diminuisce molto nei giorni
feriali e nelle ore serali.
- altro: non sempre viene rispettata la “pausa” al capolinea da parte del 43 e ciò può causare un anticipo
dell’orario di partenza con conseguente rischio di perdere l’autobus per i cittadini (anche se è più verosimile
che il 43 non si fermi al capolinea solo quando in ritardo rispetto agli orari di passaggio n.d.r) .
Interessante risulta essere il fatto che, diversamente da altre aree della cintura di Torino, il biglietto non viene
considerato caro e non vi sono segnalazioni con riferimento alla collocazione delle fermate.
Durante il percorso di consultazione i ragazzi incontrati rimarcano la mancanza di collegamenti nel fine settimana
ed in occasioni di eventi e manifestazioni di attrazione per il pubblico giovane,
Idee per muoversi a Rivalta e nella cintura di Torino
Passando dalla ricostruzione della percezione del
sistema dei trasporti da e per Rivalta alla raccolta di
indicazioni su come migliorarlo e/o trasformarlo, è
stato chiesto hai partecipanti alla consultazione di
fornire indicazioni sia in termini di orientamenti generali
(ovvero di indicare le caratteristiche che il sistema di
trasporto dovrebbe avere), sia in termini di possibili
soluzioni/accorgimenti da adottare per migliorare,
integrandolo, il sistema esistente.
A questo proposito è stato fatto presente a voce dagli
operatori che modificare il sistema dei trasporti pubblici
è sempre piuttosto difficile, oneroso e richiede tempi
medio - lunghi.
Per questo motivo si è chiesto di ragionare il più possibile in un’ottica di integrazione del trasporto pubblico con altri
mezzi pubblici/privati/semipubblici che potrebbero forse consentire di rispondere a esigenze specifiche e più
occasionali, rispetto agli spostamenti casa-scuola o casa-lavoro quotidiani.
Per quanto concerne gli orientamenti generali, secondo gli intervistati il trasporto pubblico da e per Rivalta
dovrebbe avere, in primo luogo e prioritariamente, orari maggiormente flessibili soprattutto alla sera e il fine
settimana , cioè negli orari i cui i ragazzi di Rivalta si spostano per trascorrere il tempo libero, con destinazione
prevalentemente Torino.
In secondo luogo sarebbe necessario implementare sia dal punto di vista delle frequenze, sia dal punto di vista dei
percorsi, il trasporto pubblico verso gli altri comuni dell’area metropolitana e, in particolare, Torino.
Inoltre emerge una tendenza a ragionare differenziando le esigenze, ovvero non chiedendo in generale un
potenziamento delle linee, ma piuttosto chiedendo magari coordinando meglio il servizio pubblico con il calendario
dei grandi eventi e manifestazioni realizzati nei comuni limitrofi/Torino.
59
Con riferimento alle possibili soluzioni per migliorare, integrandoli, i servizi di trasporto da e per Rivalta, al primo
posto vi è la predisposizione di un sistema di sconti per i giovani per l’utilizzo del taxi, un mezzo scarsamente
utilizzato ma che consente di muoversi agevolmente, che non pone vincoli di fermate, percorsi ed orari e che
potrebbe contribuire alle esigenze di incremento della sicurezza anche per chi è più giovane/giovanissimo e per le
ragazze.
In alternativa al taxi scontato per i giovani, viene proposta l’introduzione di autobus con orario e percorso
straordinario in occasione di eventi e con orario prolungato nelle fasce notturne nelle quale non sono previsti
collegamenti con conseguente difficoltà negli spostamenti.
Come si vede dal grafico corrispondente, un numero simile anche se inferiore di preferenze hanno inoltre avuto:
- postazioni di car-sharing per chi non ha l’automobile;
- servizi di accompagnamento per evitare di lavorare in condizioni di rischio;
- autobus con percorso variabile attivato su prenotazione;
- taxi collettivi, che consentono di raggiungere direttamente il singolo domicilio;
- postazioni di bike sharing per noleggio gratuito delle biciclette da utilizzarsi per percorsi brevi;
- incremento della frequenza dei passaggi degli autobus.
Quattro ragazzi/e hanno detto di non sapere quali possibili soluzioni potrebbero essere utili.
Infine risulta interessante osservare che, con riferimento a questa domanda, è stata indicata come possibile
soluzione la postazione di car-sharing (anche se solo con due preferenze) ma non il favorire la condivisione
dell’auto: la giovane età dei partecipanti fa infatti pensare che essi non possiedano l’automobile e che possano
comunque utilizzarla con difficoltà, forse anche a causa della presente congiuntura economica che obbliga molte
famiglie a ridurre i costi.
Si segnala inoltre che con 21 preferenze si è ritenuta una possibile soluzione lo sconto per i giovani sull’uso dei
taxi ma solo due persone hanno indicato anche la possibilità di prevedere taxi collettivi. Queste risposte possono
essere interpretate in due modi: da un lato, sembrano indicare un atteggiamento che porta al privilegiare soluzioni
individuali di viaggio rispetto a soluzioni condivise e collettive e, dall’altro, potrebbero essere semplicemente il
riflesso del fatto che le soluzioni collettive sono una prassi al momento consolidata e pertanto non viene inclusa tra
le possibili soluzioni/alternative. Potrebbe essere interessante approfondire il tema per registrarne una corretta
lettura.
Leggendo le opzioni di risposta nel loro complesso si può forse affermare che i partecipanti considerano utili
modalità di trasporto non standardizzate e rispondenti ai bisogni medi dei cittadini, ma al contrario fortemente
60
flessibili e adeguati alle esigenze anche occasionali (non routinarie) di piccoli gruppi o di singoli individui, quali:
mezzi privati a prenotazione (taxi, taxi collettivi) e mezzi pubblici con percorsi e/o orari variabili e flessibili (autobus
con orario o percorso straordinario in occasione di eventi, autobus con percorso variabile attivato solo su
prenotazione).
KEEP-ON-SKATE 2010
L’ultima parte della consultazione è stata
dedicata all’approfondimento del tema
degli spostamenti con riferimento ad un
evento specifico quale la prossima
edizione di Keep-on-skate.
Ai partecipanti è stato chiesto quali
soluzioni ritengono più utili adottare per
raggiungere la manifestazione e, come
si vede dal grafico, rispetto alla
domanda precedente le risposte dei
partecipanti sono molto più diffuse e
aggregate. Infatti le soluzioni che hanno
ottenuto il maggior numero di preferenze
sono:
- autobus con percorso variabile
attivato solo su prenotazione;
- autobus dalle frazioni che partono
ad orari prestabiliti per tutta la
durata della manifestazione (con un
biglietto a basso costo);
- sconti per i giovani sull’uso di taxi.
A queste seguono autobus da e per
Torino (e quindi per e da alcuni dei
principali comuni nei pressi di Rivalta)
con orario e percorso straordinario, bike
sharing gratuito e, con una sola
61
preferenza, l’incentivare il car-pooling
nelle giornate della manifestazione. La sensazione degli operatori della consultazione è che le opzioni si siano
ricomposte in modo diverso rispetto alla precedente domanda perchè le soluzioni selezionate si riferiscono nel
primo caso a destinazioni prevalentemente “fuori Rivalta”, mentre qui la destinazione di Keep-on-skate è Rivalta: si
confermano quindi alcune preferenze, ma ad esempio cresce quella relativa al bike-sharing.
62
6.3 Fase 3: Analisi delle esigenze di conciliazione dei dipendenti comunali
Esiti questionario on line dipendenti
Il questionario on line ai dipendenti comunali ha affrontato diverse sfaccettature del tema della conciliazione dei
tempi di conseguenza la presentazione completa di quanto emerso da ogni singola domanda costituisce un
elaborato particolarmente corposo che, per comodità di lettura, si riporta nell’allegato 1.
Focus group con i dipendenti interessati al tema delle politiche di conciliazione mediante
modifiche di orario (28.06.10)
Chi ha partecipato
Un gruppo di 11 dipendenti appartenenti a diversi settori, invitati a partecipare su base volontaria, al fine di
approfondire gli esiti del questionario.
In particolare: Luana Pili (Stato civile), Anna Elia (Ragioneria), Giovanna Bellomo (Servizi demografici), Alessandra
Tessarin (Anagrafe), Tonino Salerno (Dirigente Settore Finanziario), Renata Ferrer (Cultura), Katia Ponzetto
(Cultura), Valeria Gagino (Biblioteca), Bianca Rosa (scuola, asili nido, anziani), Angela Gliatta (stato civile), Mara
Miretti (Dirigente Risorse umane).
Gli obiettivi del focus group
Il focus group si colloca nell’ambito di un percorso di analisi e approfondimento tematico relativo al tema della
conciliazione dei tempi dei dipendenti, che ha visto dapprima la realizzazione e compilazione da parte del
personale comunale di un questionario on-line che ha evidenziato un interesse evidente per strumenti di
conciliazione dei diversi tempi di vita, con particolare riferimento a quelli che riguardano le modifiche degli orari di
lavoro nella direzione di una maggiore flessibilità, quali la banca delle ore, il telelavoro, un’estensione della
flessibilità in entrata e in uscita. Al questionario è seguito un successivo approfondimento con il Direttore Generale
e la Dirigente responsabile delle risorse umane, che ha evidenziato come centrale per l’avvio di una
sperimentazione sulla conciliazione dei dipendenti la banca delle ore. Questo è stato dunque l’oggetto di
approfondimento del focus group che è stato gestito concentrando l’attenzione sull’utilità che questo strumento
potrebbe avere:
Prima questione: A chi è utile la banca delle ore?
1. E’ utile per i dipendenti?
È stato chiesto ai partecipanti di raccontare almeno 1 caso in cui avrebbero avuto bisogno di usufruire della banca
delle ore, per capire come potrebbe cambiare la propria quotidianità se l’orario di lavoro fosse maggiormente
flessibile.
2. E’ utile per il datore di lavoro?
La letteratura dice che porta vantaggi in termini di:
Soddisfazione del personale, che riesce a conciliare meglio
Diminuzione dei permessi
Responsabilizzazione dei dipendenti, che si gestiscono meglio il proprio tempo in funzione anche del lavoro da
svolgere
È stato chiesto ai partecipanti di provare a immaginare come potrebbe contribuire a migliorare l’efficienza della
macchina amministrativa
Seconda questione: la progettazione della banca delle ore
Questo strumento generale va progettato per il caso specifico del Comune di Rivalta: iniziamo a ragionare su una
serie di questioni da approfondire in sede progettuale.
Cosa è emerso
I vantaggi connessi alla banca delle ore potrebbero essere i seguenti:
63
Maggiore capacità di far fronte alla gestione quotidiana dei figli, in particolare conciliando meglio gli orari di
lavoro con gli orari delle scuole, e maggiore capacità di far fronte alla cura dei parenti anziani e/o malati
Avere l’opportunità di ricavare del tempo per disbrigo pratiche, commissioni, tempo di cura personale, nell’arco
della giornata lavorativa
Maggior chiarezza sulla propria situazione (crediti e debiti di ore) attraverso il proprio conto ore
Maggior flessibilità e minor burocratizzazione nel gestire recuperi e straordinari
Aumento del senso di soddisfazione a causa di una aumentata capacità di conciliare i tempi, con conseguenze
positive anche sul proprio stare al lavoro e sul proprio rapporto con il lavoro
In particolare, rispetto alla situazione attuale, la banca delle ore consentirebbe di:
Terminare prima dell’orario di uscita oppure entrare dopo rispetto all’orario di ingresso, per far fronte alle
esigenze quotidiane di gestione dei figli e/o parenti anziani
Fare una pausa pranzo più breve o più lunga
Uscire dal lavoro in caso di emergenze e imprevisti
Un’altra considerazione che è emersa dalla discussione è che questo strumento presuppone da un lato una
progressiva responsabilizzazione del personale, dall’altro una sorta di mutua collaborazione tra il dipendente e il
proprio datore di lavoro. Una delle possibilità è infatti che sulla base dell’esperienza della banca delle ore il
Comune decide che in certi periodi dell’anno, che sono anche quelli in cui le famiglie hanno maggiore esigenza di
conciliazione, l’orario di lavoro si riduce a fronte di una riduzione dell’apertura degli sportelli al pubblico.
Esistono anche dei vincoli e dei paletti di cui occorrerà tenere conto in fase di progettazione esecutiva, come ad
esempio:
la rigidità di orario richiesta ai dipendenti che svolgono la funzione di operatori agli sportelli aperti al pubblico e
al personale coinvolto in eventi (soprattutto settore Cultura del Comune)
la carenza di personale che limita la possibilità di fare turni per coprire eventuali richiesta di flessibilità di orario
complessità nell’organizzazione del lavoro di alcuni servizi
Infine tutti hanno convenuto che, come previsto da normativa, sarà necessario coinvolgere le rappresentanze
sindacali e avviare con loro un percorso progettuale che potrebbe coinvolgere nuovamente un gruppo misto di
dipendenti, per poter definire in dettaglio alcune questioni come ad esempio:
Il dipendente può decidere autonomamente quando fruire del riposo compensativo connesso alla banca delle
ore? Lo segnala, lo concorda, o chiede l’autorizzazione?
Va individuato un tetto massimo di ore soggetto alla banca delle ore per contenere la flessibilità da ambo le
parti?
Fruibili entro quale tempo massimo ? Fruibili a minuti/ore/giornate?
Esiste un coefficiente maggiorativo per gli straordinari svolti in orario serale/notturno/festivo?
-
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6.4 Fase 4: Individuazione delle azioni del Piano
Workshop per individuazione azioni con referenti tecnici e politici
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66
Focus Group con mamme
IL CONTESTO IN CUI SI È REALIZZATO L’INCONTRO
L’idea di organizzare un incontro di ascolto e discussione con mamme in questo contesto nasce da un confronto
tra l’equipe del Piano di Coordinamento degli Orari e la Presidente dalla Coop. Atypica Marina Lallo che gestisce
alcuni servizi per l’infanzia per il Comune di Rivalta di Torino. Sono infatti in corso alcuni cicli di incontri con
mamme che utilizzano il nido di Frazione Pasta e di Zona Sangone sui temi dell’essere diventata mamma, della
genitorialità, della cura dei figli, ecc. Si tratta di incontri nei quali le partecipanti raccontano la propria esperienza
dell’essere genitore con un’attenzione particolare per il contesto territoriale in cui abitano, in questo caso la
Frazione di Pasta.
Dal momento che in alcuni precedenti incontri erano emerse numerose considerazioni legate al proprio quartiere e
alla propria città e a cosa vuole dire crescere i propri figli a Rivalta, si è pensato che questo potesse essere un
contesto significativo in cui intavolare una discussione sui servizi che la città offre alle famiglie, su cosa
occorrerebbe per rendere la nostra città sempre più adeguata alle esigenze delle famiglie.
L’incontro si è tenuto il 12 maggio 2010, ore 17-19, in un contesto estremamente informale ed è stato condotto in
un clima di discussione molto rilassato e produttivo.
GLI OBIETTIVI DELL’INCONTRO
1. Comprendere quali sono caratteristiche che una città dovrebbe avere per essere più a misura di famiglia, a
partire dal vissuto delle mamme con bambini 0-6 anni
2. Raccogliere proposte e idee in grado di incidere sui tempi della città, per renderla più adeguata alle esigenze
delle famiglie con bambini 0-6 anni
I CONTENUTI DELL’INCONTRO
Una città più attenta alla qualità degli spazi pubblici e più adatta a muoversi “a piedi”.
Le partecipanti hanno rilevato una bassa qualità ambientale degli spazi: marciapiedi rotti, presenza di barriere
architettoniche, assenza di marciapiedi e percorsi protetti in alcuni tratti. La frammentarietà dei percorsi pedonali
contribuisce a rafforzare la sensazione che la città sia fatta prima di tutto per gli “automobilisti” a scapito dei
“pedoni”: le giovani mamme che si prendono cura del proprio neonato o dei propri bambini hanno spesso bisogno
di uscire di casa, sia per svolgere le proprie commissioni, sia anche solo per non stare a casa “quando partorisci e
esci dallo spedale tutti ti dicono che non devi stare troppo in casa, che devi uscire, fare passeggiate, sia per il bene
del bambino, sia per il bene della mamma. Ma come si fa se hai paura che le automobili da un momento all‟altro
investano te, la tua carrozzina, i tuoi bambini?”. Tuttavia la sensazione è che la città sia respingente, la bassa
qualità di certi luoghi sembra insomma incidere pesantemente sulla sensazione di insicurezza percepita dalle
mamme alla ricerca di spazi all’aperto in cui stare con i propri bambini.
 continuità dei percorsi pedonali: molte volte le mamme hanno semplicemente l’esigenza di passeggiare con
il proprio bambino, ma occorre dare continuità ai percorsi pedonali e metterli in sicurezza, possibilmente
collegando idealmente la rete dei punti più significativi del quartiere (negozi, asilo nido, giardini, ecc.).
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Spostarsi e parcheggiare: a volte per una mamma con bambini è un’impresa….
Per accedere ai servizi pubblici e privati della città gli abitanti di Pasta devono spesso utilizzare l’automobile, a
causa della mancanza di una adeguata rete di trasporto pubblico e a causa dell’assenza di collegamento pubblico
in particolare tra Pasta e Rivalta Centro. Gli spostamenti in auto e soprattutto il parcheggio rappresentano spesso
un momento di difficoltà per le mamme, alle prese con bambini che strillano perché vogliono scendere dall’auto e
alle prese con l’esigenza di scaricare bimbo, passeggino, borsa del cambio, ecc.
 strisce rosa: per agevolare le mamme, incentivandole in questo modo ad “uscire di casa” si potrebbero
sperimentare le strisce rosa, ovvero il parcheggio riservato alle donne e/o alle mamme con bambini. Le
partecipanti ritengono che ormai sia una pratica consolidata all’estero e che anche in Italia sono presenti in
molti parcheggi sotterranei e nei parcheggi dei centri commerciali.
Servizi socio-assistenziali per le neo-mamme accoglienti e funzionanti
Le partecipanti ritengono che per le neo-mamme di Pasta esistano già servizi efficaci e accoglienti, quali ad
esempio il servizio di peso del bambino, il massaggio neonatale, la consulenza allattamento, che vengono forniti
da personale molto motivato e disponibile, oltre che competente. Le mamme partecipanti convengono sul fatto che
spesso nei pripmi mesi del bambino si sperimenta una fase di disorientamento e/o di solitudine, che varia a
seconda della capacità della mamm di tenere sottocontrollo i cambiamenti connessi alla nascita del proprio bimbo,
ma anche alla presenza di una rete parentale e amicale di sostegno. “Molto spesso partecipare al corso di
massaggio neo-natale è un‟occasione per le mamme per incontrare altre mamme, ridimensionare alcune difficoltà,
avere delle relazioni sociali nuove. Avere un orario da rispettare fa sì che si sia spronati a organizzarsi la meglio e
a non lasciarsi andare.”
 visite a domicilio per le neomamme: alcune mamme vedrebbero bene l’istituzione di una figura di sostegno
che faccia una visita a domicilio, che dia consigli e aiuti, soprattutto per quelle mamme che non hanno a
disposizione nonni o parenti. Altre ritengono invece che sia meglio recarsi presso un servizio e che in ogni
caso sia molto importante la socializzazione con altre mamme.
La discussione si è poi spostata sul servizio pediatra: a Rivalta esistono due studi pediatrici, spesso molto affollati.
Ultimamente è stato sperimentato il servizio di appuntamento che facilita notevolmente le famiglie, anche se
comporta un maggiore filtro da parte del pediatra.
Servizi pubblici e privati più attenti ai “bambini al seguito”
Tutti i servizi della città dovrebbero raggiungere standard minimi di accoglienza verso le neo-mamme, attraverso
facili accorgimenti quali:
 cassa e/o sportello prioritario per le mamme con bambini: “se hai con te un bimbo piccolo non vedi l‟ora di
uscire da quell‟ufficio. Hai il terrore che da un momento all‟altro si metterà a strillare perché ha qualche
esigenza non ben precisata… Fare la coda allo sportello è quanto mai stressante per una mamma con
neonato al seguito. In parte tutto ciò è vero anche se hai con te dei bambini più grandicelli 0-3 anni, che sono
estremamente impazienti…”
 fasciatoio per il cambio: “è assolutamente incredibile che la maggioranza degli uffici pubblici non pensi a
mettere a disposizione un fasciatoio per il cambio, costringendoci a farlo nei posti e nelle posizioni più
impensabili, sotto gli occhi di disapprovazione delle altre persone…”
 procedura registrazione nascita: le mamme presenti hanno riportato come un “vero e proprio incubo” l’iter
procedurale che occorre espletare per la registrazione della nascita del bimbo, che comprende: a)
registrazione in ospedale; b) richiesta codice fiscale all’Agenzia delle entrate; c) richiesta pediatra alla ASL. Il
passaggio più difficoltoso è quello con l’Agenzia delle Entrate soprattutto per le famiglie in cui il papà ha
difficoltà ad assentarsi dal lavoro. La richiesta delle mamme è per un servizio di ricevimento del codice fiscale
più snello e a distanza, senza necessità di recarsi alla sede centrale dell’Agenzia delle Entrate.
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I tempi della scuola spesso non sono a misura di famiglia
Questo argomento ha destato l’interesse di tutte le partecipanti e ha sollevato diverse questioni legate al mondo
della scuola:
1. Mancanza di posti e difficoltà ad accedere alla scuola materna: in alcuni anni si registra un boom di
nascite e le famiglie rischiano di non riuscire ad iscrivere i propri figli alla scuola materna pubblica.
2. Scollamento tra il calendario scolastico e il calendario lavorativo delle famiglie: questo tema è centrale
per qualunque discussione sui tempi della città, in quanto nell’attuale scenario di crisi economica e
occupazionale la gestioni dei figli nei periodi non coperti dalla scuola (ferie erstive, chiusure natalizie e
pasquali) diventa un grosso problema per le famiglie, soprattutto, ma non solo, per quelle che non possono
appoggiarsi sui nonni. “A forza di chiedere permessi si rischia di perdere il lavoro. Senza contare le pressioni
psicologiche dei colleghi su cui si ripercuotono indirettamente le assenze, a causa della permanente carenza
di personale sia nel pubblico sia nel privato”. Inoltre per una famiglia normale il centro estivo può risultare
troppo costoso (“quest‟anno costa circa 60 euro a settimana, quindi 240 euro per chi ne ha bisogno per un
mese intero, una cifra che incide non poco sul reddito di una famiglia”). Inoltre si lamenta che in alcuni casi il
calendario delle festività tra i diversi cicli scolastici (materna, elementare, media) non coincida, con evidenti
conseguenze sulle famiglie che hanno più figli.
3. Orario della segreteria didattica: la segreteria delle scuole spesso non apre prima delle 8.30: “per chi lavora
a Torino recarsi in segreteria significa prendersi un permesso di mezza giornata”. La proposta è di
sperimentare modalità di contatto con la segreteria fuori orario su appuntamento e/o a distanza
La conclusione delle partecipanti è che occorra mettere le mamme nelle condizioni di lavorare, non di rimanere a
casa a occuparsi dei propri figli, perché rientrare nel mercato del lavoro a una certa età è molto difficile.
Sostenere le famiglie attraverso un servizio di baby sitting
Qualunque famiglia, anche se ben organizzata nella gestione dei figli grazie ai servizi pubblici e privati (es. asilo
nido), deve trovare il modo per fronteggiare gli imprevisti quotidiani: i bimbi si ammalano, le scuole e gli asili
chiudono per festività, a volte l’orario scolastico viene ridotto causa riunioni, le mamme e i papà devono restare al
lavoro per un tempo più lungo del previsto, i nonni quel giorno non sono disponibili, ecc.
Per far fronte a questi imprevisti in molti casi sarebbe importante disporre di una baby-sitter, ma è quasi
impossibile trovarla per “lavoro a spot”.
Alcune proposte:
 nonne a spot: esistono molte donne in pensione che per occupare il proprio tempo sarebbero disponibili a
prendersi cura saltuariamente di bambini, con passione e cura. Il Comune potrebbe sperimentare un percorso
di formazione per la costituzione di un albo per fare la “nonna a spot” occasionalmente
 elenchi e albi di baby sitter: la difficoltà a trovare una baby sitter competente e affidabile potrebbe essere in
parte fronteggiata attraverso la costruzione di un albo comunale di baby-sitter professionali
 i comuni familiari: in Francia è stato sperimentato un progetto denominato appunto “Comuni familiari” che
prevede che i Comuni stilino un registro delle baby sitter locali disponibili a fornire il proprio servizio anche
occasionalmente, da mettere a disposizione delle famiglie. In Francia i Comuni compartecipano inoltre alla
spesa per l’uso di queste baby sitter
 micronidi familiari: alcune mamme vedono con favore l’idea che il Comune promuova l’esperienza dei
micronidi familiari, in quanto ritengono che per i bambini potrebbe essere una ottima occasione di
socializzazione in un ambiente tranquillo e simile alla propria casa; per le mamme potrebbe essere una buona
opportunità per conciliare l’essere mamma con il lavoro.
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Approfondimenti tecnici
APPROFONDIMENTO AZIONE 1.1 tempi di lavoro flessibili per conciliare meglio: la banca delle ore
L’esito dell’attività di approfondimento sul tema della Banca delle Ore, attraverso l’analisi di materiali on line, viene
ben sintetizzato dal documento prodotto della Rete Comitati pari opportunità Agenzie ambientali - Coordinamento
nazionale, a cura del Comitato Pari Opportunità dell’ARPA Toscana (Gruppo Conciliazione) che di seguito si
riporta.
Cos‟è
La banca delle ore, talvolta confusa con la banca del tempo, è uno strumento per la gestione flessibile dell'orario di
lavoro dei dipendenti di enti ed imprese: una vera e propria banca all‟interno dell‟azienda o dell‟ente, che, invece di
effettuare un accumulo di denaro, accumula il tempo. Consente di rendere elastico l‟orario di lavoro in azienda e
quindi è in grado di facilitare la conciliazione.
Com’è nata
La banca delle ore nasce presso l‟ipermercato Mammouth di Strasburgo (Francia) nella seconda metà degli anni
80. La Direzione aziendale era alla ricerca di un sistema organizzativo che garantisse quella flessibilità necessaria
nell‟ambito di una struttura quale la grande distribuzione ed il sindacato a sua volta ricercava proposte
organizzative capaci di ascoltare i bisogni soprattutto delle lavoratrici nell‟affrontare il difficile tema della
conciliazione tra tempi di lavoro e tempi della famiglia.
Come funziona
Il meccanismo su cui si basa la banca delle ore è molto semplice: nel caso di richiesta di prestazioni lavorative
supplementari da parte dell‟azienda o dell‟ente, il lavoratore può scegliere se chiedere che le ore in più vengano
considerate straordinari oppure accantonate in uno speciale conto individuale della banca delle ore. Le ore
accumulate in questo modo costituiscono un credito a favore del lavoratore.
Definizione
La banca delle ore è un istituto contrattuale creato per la gestione della prestazione lavorativa. Consiste
nell‟accumulare, su di un conto individuale, un numero di ore prestate in più oltre il normale orario, la cui entità è
definita dalla contrattazione aziendale. Nel corso dell‟anno il/la singolo/a lavoratore/trice potrà attingere al suddetto
conto per godere di riposi compensativi secondo le modalità previste dalla contrattazione collettiva con lo scopo di
gestire la flessibilità di lavoro e solo in via residuale di monetizzare le ore.
Chi ne può usufruire
Possono usufruirne i lavoratori dipendenti, sia a tempo indeterminato sia determinato.
Riferimenti legislativi
- Legge 196 del 24 giugno 1997 (cd “Pacchetto Treu”, introduce i cambiamenti in merito all‟ orario di lavoro
normale, abrogando il limite giornaliero e fissando l‟orario normale settimanale, con possibilità demandata alla
contrattazione collettiva settimanale di stabilire limiti inferiori e di riferire l‟orario normale alla durata media della
prestazione lavorativa in periodi ultrasettimanali non superiori all‟anno)
- Legge 549 del 28 dicembre 1995, (art. 2 esclude l‟obbligo del versamento qualora lo svolgimento del lavoro
straordinario crei in capo al lavoratore, secondo i criteri stabilitati dalla contrattazione collettiva, il diritto ad una
corrispondente riduzione dell‟orario normale di lavoro, e tale riduzione venga effettivamente goduta)
- due circolari INPS che hanno regolamentato la banca delle ore: circolare INPS n. 40 del 20/02/1996, circolari
INPS n. 39 del 17/2/2000 e n. 95 del 16/5/2000
- circolare Ministero del Lavoro n. 100 del 10/07/1996
- Legge 53 dell‟8 marzo 2000 e ss. Modifiche (art. 9) - Misure a sostegno della flessibilità di orario. Introduce
alcune novità finalizzate alla tutela della famiglia e della formazione del lavoratore che consentono una
migliore gestione del tempo in relazione ai bisogni e alle necessità dei più piccoli, della famiglia o alla volontà
di investire nel proprio percorso formativo
- Dec.Leg.vo 66 del 08/04/2003 attuativo delle direttive CE 93/104, e 2000/34 CE concernenti taluni aspetti
dell‟organizzazione dell‟orario di lavoro
- Decreto legislativo 276 del 10 settembre 2003, attuativo della direttiva UE 103/94
- Contratti collettivi di lavoro, comparto Sanità CCNL del 20/09/2001 integrativo del CCNL stipulato in data
70
07/04/1999 – art. 40 Banca delle Ore
Vantaggi
- Per il/le lavoratrori/trici: diversa organizzazione del lavoro in grado di favorire la conciliazione tra tempo di
lavoro e di cura andando incontro soprattutto alle esigenze di donne e uomini con figli e anziani e favorisce il
benessere personale attraverso una maggiore flessibilità dell‟orario di lavoro, migliorando la qualità della
prestazione
- Per l’ente: ottimizzare l‟organizzazione del lavoro nell‟ottica di una pubblica amministrazione efficiente,
moderna ed aggiornata (es. poter pianificare l‟attività di lavoro, apertura al pubblico di un ufficio, redazione di
piani di lavoro, monitoraggio attività ecc, conoscendo in anticipo quando e su chi potere contare).
- Per l’utente: ricevere - grazie ad un‟organizzazione del lavoro che tiene conto della flessibilità - una maggiore
fruibilità e qualità dei servizi
APPROFONDIMENTO AZIONE 1.2 mobilità collettiva sostenibile per una maggiore accessibilità in città
Per l’approfondimento delle politiche relative alla mobilità si è ritenuto fondamentale comprendere in primo luogo
quali iniziative erano in corso sul territorio provinciale ed eventualmente estendibili, in seguito ad apposite verifiche
di fattibilità, anche al territorio rivaltese.
Di seguito si riporta un quadro di sintesi di quanto emerso.
Provincia di Torino
Provibus: autobus a chiamata. Il Provibus è un servizio di trasporto pubblico attivato dalla Provincia di Torino
che offre l'opportunità di accordare l'uso del trasporto tradizionale con le proprie esigenze. Infatti, Provibus dà la
possibilità al cittadino di prenotare telefonicamente la corsa in funzione delle sue necessità di spostamento: con
una telefonata si riserva la propria corsa, concordando con l'operatore il giorno del viaggio, la fermata di salita e
quella di discesa, l'orario di partenza e di arrivo. Il servizio utilizza le fermate già in uso al normale trasporto di
linea. In tal modo, vengono direttamente raccolte da parte della centrale operativa tutte le esigenze di trasporto e,
sulla base di queste, verrà offerta la soluzione idonea alle aspettative del cliente. L’operatore del Numero Verde
registra su un apposito software le richieste e il programma elabora i percorsi e gli orari secondo le richieste
pervenute, ottimizzando i viaggi. Ogni corsa è prenotabile per una o più persone e per più giorni, però la
precedenza verrà data a chi si è prenotato con maggiore anticipo. Provibus si può prenotare fino al giorno
precedente il viaggio che si intende effettuare, telefonando al Numero Verde gratuito 800-213.343, dal lunedì al
venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16. I mezzi "Provibus“ sono veicoli medio-piccoli che effettuano le corse fra
le origini e le destinazioni richieste dai passeggeri; sono riconoscibili dall’apposito logo posto sulla fiancata e
viaggiano dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16.30 e, in occasione di particolari manifestazioni,
anche al sabato. Il biglietto si acquista a bordo del mezzo e la tariffa è compresa tra 1,10 euro e 1,70 euro a
persona per ogni corsa, equivalente al costo di un biglietto di corsa semplice previsto dalle tariffe regionali per i
servizi di normale trasporto di linea, calcolato sulla base delle distanza percorsa.
La filosofia del Provibus si basa sul fatto che nelle aree rurali un servizio a chiamata di questo tipo riveste un ruolo
di salvaguardia della qualità della vita, favorendo l’aggregazione sociale e l’accesso ai servizi. Gli obiettivi del
servizio sono volti al potenziamento dei collegamenti tra le frazioni e i rispettivi Comuni, al collegamento delle
frazioni con le strutture sanitarie di zona, alla copertura di località precedentemente non raggiunte dal trasporto
pubblico, all’integrazione del TPL (Trasporto Pubblico Locale) su gomma con quello ferroviario e, non meno
importante, all’ottimizzazione delle risorse provinciali sui servizi di trasporto.
I benefici e i vantaggi di un trasporto a chiamata sono individuabili a diversi livelli: a livello sociale, a livello
economico e in relazione all’organizzazione del trasporto pubblico. Per quanto concerne l’aspetto sociale, Provibus
concorre ad evitare il rischio di marginalità sociale delle utenze deboli con limitate possibilità economico-sociali e a
favorire il mantenimento sul territorio di nuclei di giovani famiglie, permettendo ai minori di accedere in autonomia
alle attività di tempo libero e a quelle sportive; pertanto, il servizio vuole rispondere alle necessità di sicurezza
individuale, collettiva e stradale. Dal punto di vista delle relazioni d’area, Provibus migliora il livello delle attività
economiche locali, connettendo meglio servizi e centri maggiori, e sviluppa le attività agroturistiche delle colline
favorendo l’afflusso di gruppi di clienti; è più conveniente rispetto al taxi ed offre un servizio di qualità superiore
rispetto al normale TPL, per cui possiede gli elementi giusti per fidelizzare l’utente in un circolo virtuoso positivo.
Dal punto di vista dell’organizzazione dei trasporti, Provibus integra la rete del normale servizio pubblico, arrivando
in zone non raggiunte o malservite.
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Agenzia per la Mobilità Metropolitana
Indagini sulla mobilità. L'Agenzia assicura, come compito istituzionale, lo sviluppo, l'aggiornamento e l'analisi
delle informazioni su mobilità, sistema dei trasporti e ambiente ai fini del loro impiego per progettazione, controllo e
comunicazione. A tale scopo progetta e cura la realizzazione di indagini, conteggi e rilevamenti sulla mobilità delle
persone.
In particolare, le indagini campionarie IMQ sulla mobilità delle persone nella Provincia di Torino e sulla qualità dei
trasporti si propongono di monitorare, ad intervalli regolari, i comportamenti di mobilità dei cittadini (quanti
spostamenti effettuano nella giornata, con quali mezzi, in quali orari, per quali scopi) e, allo stesso tempo, di
misurare la qualità percepita dei sistemi di trasporto sia pubblici che privati.
Per l’approfondimento del tema della mobilità sono stati analizzati i dati dell’indagine del 2006 e del 2008 al fine di
comprendere il quadro complessivo della provincia di Torino. Un dato interessante che si desume dall’indagine
2008 riguarda i motivi della preferenza dell’auto rispetto ad altri mezzi di trasporto: l’auto è preferita nella maggior
parte dei casi per ragioni di tempo (28%). Seguono dei motivi legati all’inadeguatezza del servizio pubblico (18%) o
alla necessità di trasportare carichi o persone (8,5%). Rilevanti sono anche la privacy e il comfort (7%) e i problemi
di orario (6%).
È stato inoltre analizzato e studiato il “Programma Triennale 2007-2009 dei servizi di trasporto pubblico locale
dell’area metropolitana di Torino” dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana (nel seguito citato anche come
Programma Triennale dell’Agenzia 2007-9, o PTA 2007-9) trova origine nel “Programma del Trasporto Pubblico
Locale 2007 e pluriennale 2007-2009” approvato come Relazione del Bilancio Previsionale 2007 e Bilancio
Pluriennale 2007-9 dal Consiglio di Amministrazione nel novembre 2006 e successivamente dall’Assemblea
dell’Agenzia nel dicembre 2006 . Il quadro che viene disegnato si colloca nel quadro dei grandi interventi strutturali
di trasformazione del sistema di trasporto pubblico:
- Completamento del Passante Ferroviario (2011)
- Realizzazione della linea 1 di metropolitana da Collegno a P.za XVIII Dicembre (2006) e successivamente a
Porta Nuova (2007) e Lingotto (2010)
- Rilancio del sistema tranviario (nuovi tram, infrastrutture, separazione e priorità)
- Completamento della linea 1 in area urbana fino a P.za Bengasi (presunto 2011)
- Estensione della linea 1 verso Rivoli (ipotizzato 2015)
- Progettazione e realizzazione della seconda linea di metropolitana (scenario ipotetico 2020-2025) che fanno
parte del quadro strategico disegnano sul lungo periodo un nuovo assetto del sistema del trasporto pubblico
capace di generare un più equilibrato uso dei modi di trasporto per una mobilità più sostenibile.
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Gli obiettivi individuati dalla Regione nel Programma Triennale, volti a generare benefici nei confronti sia degli
Utenti che fruiscono dei Servizi di TPL che dell’intera collettività ricompresa nell’ambito territoriale nel quale tali
servizi sono offerti e che gli Enti ai quali i Servizi sono stati delegati devono fare propri, sono di natura:
- Sociale, in quanto attraverso l’offerta dei servizi minimi deve essere garantita la mobilità dei Cittadini derivante
da causa di studio, lavoro, accesso ai servizi sociali e assistenziali (migliorando in tal modo la fruibilità del
territorio e creando le condizioni per un equilibrato sviluppo economico e sociale);
- Ambientale, perché una ripartizione modale maggiormente a favore del trasporto pubblico consente di ridurre i
problemi da congestione del traffico e, conseguentemente, di inquinamento dell’ambiente (contribuendo a
migliorare la qualità della vita e a ridurre i consumi energetici);
- Economica, poiché un maggiore utilizzo dei servizi pubblici, migliorando il rapporto Ricavi/Costi, consente di
“liberare” risorse pubbliche per migliorare l’assetto quali/quantitativo degli stessi.
73
GTT
NightBuster. Comune di Torino,
Agenzia per la Mobilità e GTT
hanno realizzato un'alternativa di
trasporto
sicura
per
i
frequentatori dei locali notturni,
permettendo anche di contenere
l'afflusso delle auto private nelle
aree centrali.
Per tutta l'estate il percorso di 4
linee del servizio di bus notturni
Night Buster è prolungato nei
comuni della cintura. Il servizio è
attivo nelle notti di venerdì e
sabato e nei giorni prefestivi, con
passaggi ogni ora.
Autobus di linea da e per Rivalta
Sul sito di GTT e Novarese Trasporti (e del Comune di Rivalta) sono stati analizzati gli orari delle linee che servono
il territorio rivaltese: 43, 2R, 5 e Linea di Gronda.
LINEA 43, Direzione: CAIO MARIO CAP.
Piazza Fratelli Cervi (Rivalta) - V. Piossasco - V. Marconi - V. San Massimo - V. Einaudi - V. San Luigi - Str. San
Luigi (Orbassano) - Ospedale San Luigi - Str. San Luigi - V. San Luigi (Beinasco) - V.le del Risorgimento - Str.
Torino - C. Orbassano (Torino) - C. Settembrini - P.le Caio Mario - C. Giovanni Agnelli - Piazzale Caio Mario (area
capilinea GTT).
74
LINEA 43, Direzione: CERVI CAP. (RIVALTA)
Piazzale Caio Mario (Torino) area capilinea GTT - Bretella di collegamento tra i Corsi Agnelli e Unione Sovietica C. Unione Sovietica - P.le Caio Mario - C. Settembrini - C. Orbassano - Str. Torino (Beinasco) - V.le del
Risorgimento - V. San Luigi - Str. San Luigi (Orbassano) - Ospedale San Luigi - Str. San Luigi - V. San Luigi
(Rivalta) - V. Gerbidi - P.zza Gerbidi - V. Balma - V. Griva - V. Dante Alighieri - V. Boccaccio - V. Chiomonte - V.
Gorizia - V. Maroncelli - V. Pellico - Piazza Fratelli Cervi.
LINEA 5, Direzione: ARBARELLO CAP.
Strada Torino/Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa (Orbassano) - Str. Provinciale Orbassano - Torino (Rivalta) - Str.
Torino (Orbassano) - Str. Orbassano (Beinasco) - Str. Torino - L.go Torino - Str. Torino - C. Orbassano (Torino) P.zza Cattaneo - C. Orbassano - P.zza Omero - C. Orbassano - P.zza Pitagora - C. Orbassano - P.zza Santa Rita
- C. Orbassano - L.go Orbassano - C. Rosselli - C. Galileo Ferraris - C. Siccardi - inversione di marcia in p.zza
Arbarello - C. Siccardi - Corso Siccardi/Via Bertola.
LINEA 5, Direzione: DALLA CHIESA CAP.
Corso Siccardi/Via Bertola(Torino) - C. Siccardi - C. Galileo Ferraris - C. Rosselli - L.go Orbassano - C. Orbassano
- P.zza Santa Rita - C. Orbassano - P.zza Pitagora - C. Orbassano - P.zza Omero - C. Orbassano - P.zza
Cattaneo - C. Orbassano - Str.Torino (Beinasco) - Str. Orbassano - Str. Torino (Orbassano) - Str. Provinciale
Orbassano - Torino (Rivalta) - Str. Torino (Orbassano) - V. Di Nanni - V. Circonvallazione Interna - V. Dei Molini V. Monte Grappa - V. Frejus - V. Gramsci - Str. Orbassano - Piossasco - V. Dei Fraschei - Str. Volvera - V. Giolitti V. Frejus - V. Ascianghi - P.zza Martiri Libertà - V. Neghelli - V. Circonvallazione interna - V. Di Nanni - V. De
Gasperi - Strada Torino/Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa.
LINEA 2 R
Via Alfieri (Rivalta) - V. Carignano -V. 1° Maggio - S.da Provinciale di Piossasco (Orbassano) - V. dei Fraschei Str. Volvera - V. Giolitti - V. Vittorio Emanuele - V. Frejus - V. Giaveno (Rivalta) - V. Alfieri - V. Carignano - V.
Nenni - V. Piossasco - V. Marconi - V. Moriondo - P.zza Gerbidi - V. Balma - V. Griva - inversione di marcia
all'altezza di V. Einaudi - V. Griva - V. Balma - P.zza Gerbidi - V. Moriondo - V. Marconi - V. Piossasco - V. Nenni V. Carignano - V. Alfieri - V. Giaveno - V. Frejus (Orbassano) - V. Vittorio Emanuele - V. Giolitti - V. Volvera - V. dei
Fraschei - S.da Provinciale di Piossasco - V. 1° Maggio (Rivalta) - V. Carignano - Via Alfieri
LINEA GRONDA
Alpignano, Rivoli, Rivalta, Orbassano, Volvera
Altri enti
Io guido: car sharing. Promosso dal Ministero dell’Ambiente il car sharing (auto in condivisione) è il sistema più
semplice e conveniente per i tuoi spostamenti: acquisti infatti solo l’uso di un’auto (anziché l’auto stessa) per il
tempo che vuoi – da una sola ora a uno o più giorni consecutivi – e per andare dove vuoi, in città e fuori città.
Basta abbonarsi per ricevere la tessera con cui prenotare (24 ore su 24) l’auto del parcheggio più vicino,
precisando sempre ora di partenza e ora di arrivo.
Al parcheggio l’auto si apre appoggiando la tessera al parabrezza. Per tutta la prenotazione, questa è un’auto
normale, che all’ora di riconsegna si deve riportare al parcheggio in cui l’hai presa.
APPROFONDIMENTO AZIONE 2.2 sostegno alle mamme per la gestione di bimbi 0-3 anni
Con riferimento agli interventi a sostegno delle mamme per la gestione dei bimbi 0-3 anni, sono stai in particolare
approfondite due soluzioni che si stanno sempre più diffondendo: i micronidi e i nidi in famiglia. In particolare si è
fatto riferimento a quanto esplicitato dalla normativa regionale.
Micronido
Definizione
La Deliberazione della Giunta Regionale n. 13-2738 del 2 maggio 2006 definisce il micronido come un servizio
rivolto alla prima infanzia con finalità di socializzazione ed educazione dei bambini e delle bambine, nel quadro di
una politica integrata di tutela e promozione dei diritti dell’infanzia, di armonizzazione dei tempi di lavoro e di cura,
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in risposta alle esigenze del nucleo familiare.
L’attivazione del micro-nido deve essere concordata con l’Ente locale di riferimento al fine di assicurare il
coordinamento con la rete dei servizi per la prima infanzia presenti sul territorio comunale, nonché il raccordo con i
servizi sociali del territorio.
Il micro-nido si differenzia dall’asilo nido tradizionale per la minore capacità ricettiva.
Il micro-nido collocato in ambito aziendale è denominato micro-nido aziendale o nido d’azienda. Le aziende
proponenti devono evitare sovrapposizioni di interventi o riproposizioni di servizi già avviati dai Comuni, in una
logica di integrazione e di utilizzo ottimale delle risorse, nonché di definizione di risposte adeguate ai bisogni
emergenti delle popolazioni interessate, attuando il raccordo con gli enti istituzionalmente competenti ed
assicurando il confronto con tutti i soggetti interessati nel territorio di appartenenza.
La programmazione del micro-nido aziendale è concordata tra l’Azienda promotrice del servizio e le
Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale e territoriale. La successiva apertura è
concordata tra l’Azienda promotrice del servizio, l’eventuale Ente gestore e le Organizzazioni Sindacali
maggiormente rappresentative a livello aziendale e territoriale, secondo una flessibilità organizzativa rispondente
alle esigenze del bambino, nell’ambito dei criteri previsti dalla presente normativa.
Destinatari
Bambini di età non inferiore ai 3 mesi e non superiore ai 3 anni.
Capacità ricettiva e orario minimo di apertura
Le strutture possono accogliere un numero limitato di bambini, fino ad un massimo di 24.
Il micro-nido creato in Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti deve avere una capacità ricettiva
minima di 12 bambini. In tali Comuni possono essere attivati servizi con capacità ricettiva inferiore a 12 bambini nel
caso in cui siano ubicati in località o frazioni storicamente e autonomamente individuate. Il vincolo non sussiste per
i micro-nidi aziendali, nel solo caso in cui non ci siano richieste da parte del territorio di riferimento.
L’orario minimo di apertura è fissato in 6 ore giornaliere, di norma, per cinque giorni alla settimana.
Nidi in famiglia
Definizione
La Deliberazione della Giunta Regionale n. 48-14482 del 29 dicembre 2004 definisce i nidi in famiglia come un
servizio sperimentale socio-educativo-ricreativo che accoglie minori di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni ed è
destinato a favorire le opportunità di socializzazione dei bambini, nonchè a valorizzare il ruolo dei genitori
nell’intervento educativo, prevedendone il diretto coinvolgimento nella conduzione e nella gestione del servizio.
Il nido in famiglia è un luogo di vita per i bambini inserito in un contesto ambientale e sociale di tipo familiare che
intende dare una risposta alla domanda relativa ad una possibile alternativa ai servizi tradizionali (asilo nido e
micro-nido), con un’offerta diversa, che abbia delle caratteristiche di flessibilità, negli orari e nella strutturazione, al
fine di conciliare l’esigenza di mantenere, quanto più possibile, il contatto genitori e figli, assicurando nello stesso
tempo alla famiglia, e alle madri in particolare, spazio e tempo per lo svolgimento delle attività lavorative e di altre
incombenze.
Tra i principali obiettivi del servizio si situa infatti la volontà d’incentivare fra le donne e le famiglie legate da
rapporti di vicinato o di amicizia, l’aggregazione e la cultura dello scambio e delle relazioni, in funzione
dell’arricchimento reciproco e del rafforzamento del ruolo genitoriale.
Rispetto ai servizi tradizionali si differenzia per la sua totale integrazione con il contesto abitativo, la flessibilità nel
funzionamento e la ridotta capacità ricettiva.
L’attivazione del nido in famiglia deve essere concordata con l’Ente locale di riferimento al fine di assicurare il
coordinamento con la rete dei servizi per la prima infanzia presenti sul territorio comunale, nonché il raccordo con i
servizi sociali del territorio.
Il nido in famiglia deve dimostrare il collegamento con almeno un servizio tradizionale (asilo nido, micro-nido,
centro di custodia oraria) per la prima infanzia; tale collegamento deve garantire una supervisione del servizio e un
supporto all’esercizio dell’attività.
Destinatari
Bambini di età non inferiore ai 3 mesi e non superiore ai 3 anni.
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Capacità ricettiva e permanenza
Il nido in famiglia può accogliere un numero limitato di bambini compresi quelli dell’ambito familiare, fino ad un
massimo di 4 contemporaneamente.
La permanenza del bambino, non appartenente al nucleo familiare di base, non può superare le 5 ore continuative.
La presenza analitica dei minori è registrata su una scheda settimanale esposta all’interno dei locali e resa
accessibile agli Organi deputati alla vigilanza.
APPROFONDIMENTO AZIONE 2.5 servizi per una città a misura di anziani
Regione Piemonte
Con riferimento al tema degli anziani un inquadramento generale sulla situazione a livello regionale viene fornita
sul sito della Regione Piemonte www.regione.piemonte.it/polsoc/servizi/anziani.htm.
L‟invecchiamento della popolazione è un fenomeno in costante aumento; l‟Italia risulta particolarmente soggetta a
questo processo demografico, tanto che oggi è il paese con il più basso tasso di fecondità al mondo e con la
percentuale più alta di anziani ultrasessantacinquenni (oltre il 17%), percentuale che è destinata a crescere
secondo le proiezioni demografiche per i prossimi anni. In questo quadro il Piemonte rappresenta una delle regioni
più colpite da questo fenomeno: il numero di anziani ultrasessantacinquenni, a fine 2003, era di circa 936.000
unità, pari al 21,92% dell‟intera popolazione.
Secondo i dati di una dettagliata ricerca sulla condizione degli anziani nella Regione è emerso come la
concomitanza di fattori diversi (reddito scarso o insufficiente, condizioni familiari ed ambientali che determinano
una situazione di isolamento, condizioni psico-fisiche che rendono difficile una vita autonoma) costringe circa l‟8%
degli ultrasessantacinquenni a vivere in condizioni di dipendenza grave o a livelli intermedi di dipendenza. Al
contrario, il 92% è ancora in grado di condurre una vita autonoma, mantenendo un buon livello di salute, anche
psicologica, che permette di svolgere molte attività, con una valenza in più rispetto ai più giovani: il tempo libero.
A partire da tale fotografia, e dal presupposto che gli anziani non devono essere considerati solo come fruitori di
servizi assistenziali e sanitari, ma anche e soprattutto come risorsa nel contesto sociale, la Regione Piemonte:
- promuove tutte le iniziative atte a sostenere le esperienze di partecipazione degli anziani alla vita sociale
(attività occupazionali, culturali e ricreative che favoriscono la possibilità di sviluppo e crescita delle persone e
contribuiscono a prevenire le forme di decadimento psico-fisico, nonché permettono di recuperare le
esperienze e le capacità del passato del soggetto anziano);
- individua come fondamentali, per gli anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti, prestazioni
assistenziali e/o sanitarie il più possibile orientate al mantenimento della persona nel proprio contesto
abitativo, famigliare e sociale, tramite l’erogazione di servizi alternativi al ricovero, evitando ricoveri impropri in
strutture ospedaliere e residenziali e migliorando, nel contempo, i livelli qualitativi delle prestazioni socioassistenziali erogate all’interno delle strutture stesse. Attraverso la domiciliarità, infatti, si da valore alla propria
abitazione e a quello che rappresenta in termini affettivi e di appartenenza; si da valore ai luoghi, alla loro
riconoscibilità (elemento non secondario anche rispetto alla dimensione della sicurezza) e alle relazioni su di
essi attivate.
In particolare nella guida “Vite di qualità. Guida ai servizi socio-assistenziali per le persone anziane in Piemonte”
promossa dalla Regione Piemonte vengono presentati e descritti i seguenti servizi:
Interventi a favore delle persone anziane autosufficienti
L’età anziana, pur in una condizione di autosufficienza, può comportare alcune difficoltà nella gestione della vita
quotidiana, soprattutto quando non vi sono punti di riferimento familiari, o quando vi è la necessità di un sostegno
specifico per migliorare la qualità della vita. Per rispondere a queste esigenze, gli Enti Gestori delle funzioni socio
assistenziali offrono, con modalità e regole definite, i seguenti interventi:
Assistenza Domiciliare. È finalizzata a garantire alla persona anziana il diritto di vivere nel proprio ambiente e
presso il proprio domicilio offrendo risposte appropriate ai bisogni che emergono. Consiste in interventi di aiuto per
l’igiene personale, la cura dell’ambiente domestico, il sostegno nel disbrigo di pratiche amministrative, l’appoggio
per fare la spesa e nella preparazione dei pasti, l’accompagnamento a visite mediche, o altri interventi definiti in
base alle specifiche esigenze della persona anziana. Tali prestazioni, sulla base dei bisogni da soddisfare e
dell’organizzazione dei servizi territoriali, possono essere effettuate da Operatori professionali o, nelle situazioni
meno complesse, da volontari che collaborano con il Servizio sociale.
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Affidamento. È un intervento prestato da volontari allo scopo di offrire un riferimento relazionale e affettivo e un
aiuto concreto alle persone prive di rete familiare o con familiari impossibilitati ad esercitare un ruolo significativo.
L’affidamento può essere diurno presso il domicilio dell’anziano o residenziale se l’affidatario accoglie stabilmente
presso di sé la persona anziana. L’affidatario può essere una persona di fiducia dell’anziano (una persona amica,
un conoscente, un vicino di casa) che sarà comunque conosciuto dall’Assistente Sociale al fine di verificarne la
reale disponibilità. All’affidatario è riconosciuto un contributo a titolo di rimborso spese.
Assistenza Economica. È un contributo economico erogato per sostenere redditi insufficienti a garantire un
adeguato livello di qualità della vita. Possono essere previsti interventi economici per integrare la pensione e per
fronteggiare le spese fondamentali per la persona e per la casa.
Inserimenti in Strutture Residenziali. Per gli anziani che non desiderano o non possono più vivere presso il proprio
domicilio è previsto l’inserimento in case di riposo. Il Servizio ha il compito di integrare il pagamento della retta
quando il reddito dell’anziano sia insufficiente. Inoltre può fornire l’elenco delle strutture presenti nel territorio e, nel
caso di anziani soli, predisporre la pratica.
Telesoccorso. Si tratta dell’installazione sull’apparecchio telefonico della persona anziana di un terminale che
mette in collegamento la persona 24 ore su 24 con una centrale.
Altri interventi. È possibile usufruire di altre e diverse tipologie d’interventi peculiari di ciascun Ente Gestore. Ad
esempio:
- pasti a domicilio - consegna di pasti confezionati presso l’abitazione dell’anziano.
- Centri d‟incontro per anziani - sono spazi aggregativi, in cui si svolgono diverse attività di carattere ricreativo e
culturale, al fine di favorire la partecipazione attiva delle persone anziane alla vita quotidiana del
- territorio e il confronto con altre realtà, soprattutto giovanili.
- Comunità Alloggio per anziani - sono strutture residenziali della dimensione di un appartamento in cui vivono
insieme da 6 a 10 anziani con il supporto di personale professionale. Proprio per le piccole dimensioni,
l’ambiente è molto familiare e la gestione della casa è garantita anche dalla collaborazione degli stessi ospiti.
Interventi a favore delle persone anziane non autosufficienti
Per poter usufruire degli interventi previsti a favore degli anziani non autosufficienti è indispensabile richiedere una
valutazione dell’Unità Valutativa Geriatrica (U.V.G.). Si tratta di una Commissione integrata, composta da operatori
sanitari (medici, infermieri professionali o medici specialisti, se richiesto dallo specifico caso) e operatori dei Servizi
sociali territoriali (assistente sociale, responsabile dei Servizi sociali). Il compito dell’U.V.G. è quello di valutare i
bisogni sanitari e di assistenza della persona anziana, di definire il livello di non autosufficienza e individuare le
risposte più idonee alla specifica situazione. La Commissione opera sulla base della documentazione fornita dai
Servizi sociali e dai Servizi sanitari che verificano le condizioni di salute cliniche e psico-fisiche della persona, le
capacità possedute nella gestione delle attività quotidiane, le condizioni abitative, la presenza o l’assenza di una
rete familiare attiva, il reddito e il patrimonio della sola persona interessata.
Secondo quanto stabilito dalla Giunta regionale nel 2007, non sono richieste informazioni sui redditi dei familiari,
anche conviventi, né una loro contribuzione alla spesa.
La Commissione U.V.G., sulla base della documentazione analizzata ed in considerazione dei desideri e della
volontà espressa dall’interessato e dai familiari, predispone un progetto domiciliare o semiresidenziale o
residenziale. Il progetto sarà concretamente realizzato dai Servizi socio-sanitari che, in coerenza con quanto
stabilito dall’U.V.G. e in collaborazione con l’interessato e i suoi familiari, predispongono il Piano Assistenziale
Individuale (P.A.I.), in cui sono definiti gli specifici interventi, le figure professionali coinvolte, la frequenza e la
durata degli interventi, la valutazione periodica dei risultati con particolare attenzione alle eventuali esigenze di
modifica del progetto.
Interventi domiciliari
Al fine di garantire il diritto di ogni persona a rimanere presso il proprio domicilio, la Regione Piemonte, con
delibera n. 39/2009, ha definito per tutto il territorio regionale le prestazioni e gli interventi domiciliari a favore degli
anziani non autosufficienti. Con quest’atto la Giunta regionale ha introdotto sia il riconoscimento dell’assistenza
prestata dai familiari,
attraverso un intervento economico denominato cure familiari, sia il riconoscimento economico per le spese
derivanti dall’assistenza prestata da un assistente familiare (il/la cosiddetta badante) definito assegno di cura.
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Sono previsti diversi tipi di interventi:
Assistenza domiciliare. Intervento di aiuto nella gestione della vita quotidiana, cura ed igiene della persona, cura
dell’ambiente domestico, preparazione e somministrazione dei pasti, disbrigo pratiche, accompagnamento a visite
mediche e sostegno alla vita di relazione. Sulla base della specifica situazione, l’assistenza domiciliare può essere
svolta dall’Operatore Socio-Sanitario (operatore professionale) o dall’Assistente Familiare. L’operatore sociosanitario può essere dipendente dell’Ente Gestore delle funzioni socio-assistenziali o dipendente di un soggetto
fornitore accreditato con l’Ente Gestore. L’assistente familiare può essere dipendente del fornitore o
dell’anziano/famiglia. In questo secondo caso deve essere assunto con regolare contratto di lavoro.
Cure familiari. Assistenza prestata da familiari, parenti, o persone conviventi con l’anziano. È riconosciuto un
contributo economico.
Affidamento. Intervento prestato da volontari per offrire un riferimento e un aiuto concreto ad anziani privi di reti
parentali o con familiari impossibilitati ad esercitare un ruolo significativo. L’affidamento può essere diurno presso il
domicilio dell’anziano o residenziale se l’affidatario accoglie stabilmente presso di sé la persona anziana.
L’affidatario può essere una persona di fiducia dell’anziano (una persona amica, un conoscente, un vicino di casa)
che sarà comunque conosciuto dall’Assistente Sociale al fine di verificarne la reale disponibilità. All’affidatario è
riconosciuto un contributo a titolo di rimborso spese.
Telesoccorso. Installazione sul telefono della persona anziana di un terminale che mette in collegamento la
persona 24 ore su 24 con una centrale operativa in grado di attivare un intervento immediato in situazioni di
necessità.
Pasti a domicilio. Consegna presso l’abitazione dell’anziano di pasti preparati.
Interventi semiresidenziali. Sono Centri Diurni che accolgono anziani non autosufficienti, in particolare anziani
affetti da demenze o malattia di Alzheimer. Hanno lo scopo di favorire il recupero o il mantenimento delle capacità
psicofisiche residue, al fine di consentire la permanenza della persona con demenza al proprio domicilio il più a
lungo possibile, offrendo sostegno al nucleo familiare. L’inserimento è disposto dall’U.V.G. che ne definisce la
frequenza sulla base dei bisogni della persona e della sua famiglia.
Interventi residenziali. Per il ricovero in strutture socio-assistenziali è necessaria la valutazione della Commissione
U.V.G. Il costo della retta è a carico della Sanità per il 50% (retta sanitaria) e per la restante parte è a carico
dell’ospite (retta alberghiera). Nel caso in cui, in base al proprio reddito, l’anziano non sia in grado di partecipare
totalmente al costo della retta alberghiera, la spesa sarà sostenuta dai Servizi socio-assistenziali. Per ottenere la
quota sanitaria, e l’eventuale contributo dai Servizi socioassistenziali, l’ingresso in casa di riposo deve essere
autorizzato dall’ASL. In caso contrario, l’ingresso avviene privatamente ed è a totale carico dell’interessata/o sia la
quota sanitaria che quella alberghiera.
Ricoveri di sollievo. Sono inserimenti in strutture residenziali per un periodo di tempo limitato, finalizzati a
fronteggiare una situazione di emergenza e a consentire un periodo di “tregua” ai familiari o alle persone che si
prendono cura dell’anziano.
Comune di Rivalta
Attualmente nel Comune di Rivalta operano il seguente enti e strutture che si occupano di servizi per anziani:
C.I.di S. Consorzio Intercomunale di Servizi (www.cidis.org)
Il Consorzio Intercomunale di Servizi (C.I.di S.) nasce il 1 gennaio 1997 per volontà dei sei Comuni riuniti nella
Unità Socio-Sanitaria Locale (U.S.S.L.) 34 Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta e Volvera. La sede
legale/amministrativa del Cidis è in strada Volvera 63 a Orbassano.
Autonomo dal punto di vista del coordinamento, il Consorzio Intercomunale di Servizi gestisce, su mandato di
ciascun Comune aderente, il complesso dei servizi socio-assistenziali, servendo sul territorio una popolazione
complessiva di 87.492 abitanti.
Compito primario del Consorzio è proseguire e garantire a ogni cittadino/utente una migliore qualità della vita
attraverso una pianificata politica di sicurezza e tutela sociale.
L'attività preliminare del C.I.di S. si realizza nel sostegno diretto al singolo e alla famiglia, garantendo prestazioni
assistenziali che rispondono alle specifiche necessità della persona.
Obiettivo primario del servizio socio-assistenziale è garantire nell'accoglienza e nell'ascolto il cittadino in difficoltà,
fornendo sostegno e orientamento psicologico e sanitario.
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In particolare il Consorzio garantisce i seguenti servizi:
- assistenza economica;
- assistenza domiciliare;
- inserimenti in centri diurni socio-assistenziali;
- inserimenti in presidi residenziali socio-assistenziali;
- inserimenti lavorativi;
- gestione tutele, minori e adulti incapaci;
- assistenza educativa per i minori e gli handicappati;
- telesoccorso;
- affidamenti presso famiglie, persone singole o comunità di tipo familiare;
- adozioni nazionali e internazionali.
Con specifico riferimento al tema dell’assistenza domiciliare, le attività svolte sono le seguenti:
- Assistenza domiciliare: il Servizio garantisce prestazioni volte al mantenimento al proprio domicilio delle
persone in difficoltà con interventi di igiene personale, di igiene e cura dell’abitazione, di socializzazione,
mediante lo svolgimento di pratiche ed accompagnamenti. I richiedenti possono rivolgersi presso le sedi
delle Unità operative territoriali.
- Cure domiciliari: le prese in carico avvengono su segnalazione dell’ASL ed il Servizio si svolge in stretta
collaborazione con i servizi sanitari, garantendo prestazioni di assistenza domiciliare integrata nella fase di
lunga assistenza.
- Servizio di Assistenza Domiciliare ad anziani non autosufficienti: il Servizio si esplica mediante prestazioni
domiciliari volte al mantenimento presso la propria abitazione, erogate ad anziani per i quali è stata valutata la
non autosufficienza, con progetto approvato dall’Unità Valutativa Geriatrica. I richiedenti debbono presentare
richiesta all’Unità Valutativa Geriatria e possono rivolgersi per informazioni alle Unità operative territoriali.
Sul territorio di Rivalta, in Via Balma 3, è presente un’unità operativa (tel.011.909.11.89 e fax
011.909.14.59) che riceve su appuntamento e che ha i seguenti orari di segreteria: martedì, mercoledì, giovedì e
venerdì dalle ore 9,00 alle 12,30.
Casa di Riposo Bianca Della Valle
La struttura è gestita da IPAB Casa di Riposo Bianca della Valle, è stata recentemente ristrutturata ed ampliata, e
si trova in una zona centrale e facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici.
La struttura dispone complessivamente di 50 posti letto.
APPROFONDIMENTO AZIONE 3.1 le trasformazioni del territorio come opportunità per il tempo libero
Sia per la descrizione del contesto locale sia per l’approfondimento dell’azione 3.1 particolare attenzione è stata
dedicata allo studio e analisi della II Variante Generale al Piano Regolatore Comunale che risale al 2008, quindi
molto recente.
Il Comune di Rivalta di Torino è dotato di Piano Regolatore Generale approvato con deliberazione di Giunta
Regionale n. 54-388 del 01.08.1995, entrato in vigore in seguito alla pubblicazione sul B.U.R. in data 11.10.1995.
Tale P.R.G.C. fu una rielaborazione totale del precedente piano regolatore approvato nel 1985 in quanto, nel 1989,
si riscontrò la necessità di dover avviare studi ed elaborati per giungere alla nuova stesura del piano generale con
nuovi indirizzi, ivi comprese le previsioni cautelari sul territorio concernenti le aree ed impianti adeguati alle
esigenze della popolazione e delle attività, nonché in ossequio alle innovazioni determinate in campo giuridico e
legislativo. Gli elementi generatori della stesura della suddetta variante generale sono stati in particolare:
a)l'esaurimento delle previsioni del precedente P.R.G.C. e conseguentementeridefinizione del fabbisogno,
previsioni, interventi di riordino, di recupero, ecc.
b) la pressione provocata dal processo di trasformazione del sistema economico e sociale torinese e riferibile a:
80
1. gli effetti del Centro IntermodaleMerci SI.TO.
2. la prevista localizzazione del nuovo mercato ortofrutticolo torinese (C.A.A.T.);
3. le previsioni della viabilità a livello quanto meno provinciale;
4. la valorizzazione e protezione della collina;
5. il reperimento di nuovi insediamenti residenziali con l'individuazione e il dimensionamento di aree per nuovi
insediamenti integrati di edilizia economica e popolare;
6. la salvaguardia e la valorizzazione della Val Sangone;
7. la salvaguardia e la migliore utilizzazione del patrimonio agricolo-forestale;
8. la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico-artistico;
9. il riordino delle frazioni isolate Gerbole, Pasta e Tetti Francesi.
I suddetti punti rappresentavano appunto le principali questioni, allora discusse negli enti locali della zona ovest di
Torino e fra la popolazione e le forze sociali di Rivalta, e che hanno abbinato l'esigenza di attuare un nuovo
P.R.G.C. con vincoli legislativi e con la dinamica del territorio di cui Rivalta di Torino è parte.
L’analisi della Relazione illustrativa del Piano Regolatore Generale Comunale - II Variante Generale (progetto
definitivo), ha consentito di individuare dal punto di vista della struttura degli insediamenti le seguenti articolazioni
territoriali, per ciascuna delle quali vengono indicate le principali trasformazioni previste:
nord Sangone, nel quale sono stati previsti:
- incrementi residenziali nel concentrico nella zona del villaggio Aurora e di via Gorizia;
- la conversione d'uso di aree occupate da insediamenti a carattere produttivo, comprese nella fascia lungo il
torrente Sangone;
- il riordino della viabilità nella parte ovest del concentrico urbano, delle vie Marconi, San Massimo, e della
riqualificazione degli spazi pubblici nelle zone interessate dagli insediamenti scolastici del villaggio Sangone;
- il recupero e il riordino del centro storico;
- il riordino e la realizzazione dei principali servizi (centri scolastici, centro culturale presso l'edificio "ex
Monastero", aree per verde attrezzato);
- il recupero del Dojrone in rapporto ai provvedimenti che si potranno adottare circa il ruolo che la viabilità della
S.P. n. 175 avrà in futuro;
- gli interventi indotti dall'insediamento del centro agro-alimentare C.A.A.T. e del centro Intermodale merci
S.I.TO. e riferiti particolarmente alla viabilità.
sud Sangone, ove si sono localizzati gli interventi più importanti di sviluppo urbano, e in particolare:
- nell'area del Gerbolano compresa nel quadrilatero tra la S.P. n. 143 a ovest, la via Orbassano a nord, la via
Carignano a sud e la via Alfieri come limite a est, e spine nella parte tra via Giaveno e Orbassano, si è
identificato un intervento strategico con lo scopo di creare un'ossatura connettiva per gli insediamenti esistenti
e per quelli futuri, nel rispetto e nella valorizzazione degli spazi naturali aperti costituiti dalle superstiti maglie
del tessuto
- rurale;
- interventi di minore entità e finalizzati a completare insediamenti residenziali lungo le vie Nenni, Carignano,
F.lli Bandiera, Medici;
- il riordino degli insediamenti produttivi, posti a monte della via Piossasco (zona industriale di via Bruino) non
esclusa la previsione della trasformazione delle aree occupate dalle ditte poste lungo la sponda destra del
torrente Sangone e non più confermabili come localizzazione in considerazione del loro ciclo produttivo
finalizzato al trattamento di prodotti chimici esausti (Chimica Industriale – O.M.A.) e in particolare, nell'area
costituente la frazione Tetti Francesi caratterizzata dall'agglomerato residenziale storico e dall'imponente
insediamento industriale della FIAT, dell'ex Indesit.
frazione Pasta, per la quale il piano regolatore si è riservato di:
- operare interventi di riqualificazione ambientale con contestuale depotenziamento del transito veicolare sulla
via Torino,
- prevedere incrementi residenziali lungo il lato est della frazione;
- innescare la trasformazione del grande appezzamento triangolare sito a sud dell'abitato e confinato tra la S.P.
6, le vie Torino e Gozzano, per insediare strutture pubbliche a parco urbano e territoriale e attività ricettive e
ricreative.
81
Strettamente legato alla pianificazione dei tempi della città è anche il quadro della viabilità e dei trasporti che nella
Variante generale produce i necessari adeguamenti dovuti a intervenute approvazioni e realizzazione di progetti e
piani con gerarchia sovracomunale e riferiti a:
- Accordo di programma tra i Comuni di Torino, Grugliasco, Rivoli, CAAT per il nuovo tronco di viabilità
collegante la tangenziale Sud e il Corso Allamano e costituente la variante alla SP 175 già realizzato e
recepito nel vigente P.R.G.C.
- Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Torino il quale prevede per il territorio rivaltese la
variante alla SP 143 (Strada Provinciale Orbassano - Rivoli) che costituisce la circonvallazione est del
capoluogo con percorso non puntualmente definito in corrispondenza del confine con il Comune di Rivoli e che
in sede di studio progettuale dovrà essere definito con le Amministrazioni interessate (Comuni e Provincia).
- A livello locale, le proposte che emergono con la II Variante Generale, sono:
- Nel Gerbolano la riorganizzazione delle immissioni sulla Via Giaveno rivisitate, rispetto al P.R.G.C. vigente, in
occasione della recente Variante Urbanistica assunta per la trasformazione di un insediamento industriale in
struttura commerciale posta appunto sulla Via Giaveno, per cui si sono recepite le risultanze degli studi sul
traffico riducendo gli attraversamenti della Via Giaveno stessa;
- In conseguenza all’ennesimo adeguamento della pianificazione commerciale ai criteri regionali (DCR 5910831 del 24/03/2006), si è riperimetrata Localizzazione Commerciale L2 lungo la via Giaveno, per la cui
operatività si è resa necessaria la redazione di un Progetto Unitario di Coordinamento che ha formulato un
nuovo assetto della viabilità lungo la via Giaveno, e si è riconosciuto un nuovo Addensamento Commerciale di
tipo A3;
- La previsione della viabilità che in Frazione Pasta, al confine ovest con Orbassano, potrà consentire
l’accessibilità alle Vie Gozzano e Torino, ai nuovi quartieri residenziali previsti nel Comune di Orbassano.
Per quanto riguarda invece il commercio, le recenti e innovative riforme della disciplina del commercio, introdotte
con il D .Lgs. n. 114/98 e le successive norme adottate dalla Regione Piemonte con la L.R. n. 28/99 e con
deliberazioni di C.R. n. 563-13414 del 29.10.1999, di G.R. n. 347-42514 del 23.12.2003 e di C.R. n. 59-10831 del
24.03.2006, hanno reso necessario l'intervento sull'impianto normativo e sulle previsioni del Piano Regolatore
Comunale. L'Amministrazione Comunale Rivaltese, con proprie deliberazioni consiliari ha disposto l’adeguamento
agli indirizzi normativi regionali sopra citati, dei documenti di programmazione commerciale. Con tali deliberazioni
si sono identificati e riconosciuti gli addensamenti e le localizzazioni commerciali, “fotografando” la situazione
commerciale di fatto, mentre in seguito alle analisi sviluppate, si è quantificata e qualificata la vocazione che il
territorio Rivaltese detiene per ospitare nuovi spazi commerciali. Tale capacità è stata stimata in misura pari o
addirittura superiore, in considerazione del bacino di utenza sovracomunale che alcune zone di Rivalta
posseggono nell'ambito del territorio metropolitano torinese.
Inoltre, in considerazione degli atti di indirizzo regionali, il Comune di Rivalta di Torino, in relazione alla densità
abitativa, alle caratteristiche della rete distributiva, alle caratteristiche socio-economiche emorfologiche, è stato
classificato “comune intermedio”, in rete secondaria e appartenente all’area di “programmazione commerciale” con
la Città di Torino come comune attrattore.
L’appartenenza all’area di programmazione commerciale rende l’ambito territoriale Rivaltese di interesse
sovracomunale, così come assumeranno sempre più interesse sovracomunale e importanza strategica quelle
zone di Rivalta gravitanti sugli insediamenti di importanti poli commerciali, quali il C.A.A.T. (Centro Agro Alimentare
Torinese) e il C.I.M. (Centro Intermodale Merci SITO), e percorse dalla nuova viabilità del S.A.T.T. (Sistema
Autostradale Tangenziale Torinese) di sicuro interesse metropolitano. Gli obiettivi della programmazione
commerciale per Rivalta, alla luce dell’analisi effettuata, possono dunque essere così descritti:
Grandi strutture di vendita: la situazione appare già molto competitiva rispetto agli altri comuni del bacino di
utenza (il comune è infatti attrattore in questa tipologia dimensionale) e quindi nessuna nuova L2 e, come
sancito dalla DCR 59/06, nessun autoriconoscimento per gli L2. L’unica eccezione è costituita da un
consolidamento dei 2 Centri Commerciali esistenti su via Giaveno (PIRAMID e SOLEDORO), per altro già
previsto nel precedente adeguamento alla DCR 347/03. Con l’attuale adeguamento alla DCR 59/06 la
localizzazione L2 esistente in via Giaveno viene ridimensionata, ma contestualmente si riconosce un
addensamento extraurbano A3. In pratica, mentre il centro commerciale SOLEDORO rimane in una
localizzazione L2 che viene in parte riperimetrata, il centro commerciale PIRAMID viene inglobato in un nuovo
addensamento A3 che si estende sull’asse di via Giaveno, per circa 800 metri. In questo caso l’operatività del
ridimensionamento dell’L2 è sottoposta a preventiva approvazione di un Piano Unitario di Coordinamento
(PUC), predisposto da parte dell’Amministrazione Comunale;
82
-
-
Medie strutture di vendita: anche per le medie strutture la situazione per il comune è positiva, con una buona
competitività rispetto ai comuni vicini. In questo caso, appare però opportuno consentire un limitato sviluppo in
ambiti esterni all’agglomerato urbano principale, con l’obiettivo di consolidare nuovi L1 sempre sull’asse di via
Giaveno e nell’ex sito militare dismesso nei pressi della Frazione Tetti Francesi;
Esercizi di Vicinato: in questo caso l’obiettivo prioritario è il rafforzamento e la qualificazione
dell’addensamento A1, coerentemente ad una politica territoriale a sostegno del Centro Storico, che si è
avviata ed è in corso (vedi l’acquisizione del Castello, il rifacimento di infrastrutture e pavimentazioni,
l’allargamento dell’area mercatale, ecc.). A questo proposito, vengono riconfermati senza alcuna modifica gli
addensamenti già riconosciuti e approvati nell’adeguamento, ai sensi della DCR 347/03.
Si elencano di seguito i principali addensamenti commerciali del Comune di Rivalta, come si evincono dal
documento di adeguamento commerciale alla D.C.R. 59-10831:
un addensamento storico rilevante A.1. nel Centro
Storico
Un addensamento commerciale urbano forte A.3. nella
Frazione di Tetti Francesi, in via I°Maggio e via
Carignano.
Un addensamento commerciale urbano forte A.3. nella
frazione Pasta, in via Torino
Un addensamento commerciale urbano forte A.3. su via
Giaveno.
Questo nuovo addensamento deriva dalla “divisione”
della localizzazione L2 esistente in due parti. Infatti, l’A3
che si propone con l’adeguamento alla DCR 59/06,
ingloberà il centro commerciale esistente PIRAMID e si
estenderà verso ovest incorporando gli esercizi
commerciali esistenti sull’asse di via Giaveno.
Esistono inoltre:
83
-
un addensamento commerciale minore A.4. in via Piossasco
una localizzazione urbana non addensata L.1. in via I°Maggio
tre localizzazioni urbane non addensate L.1. in via Giaveno.
una localizzazione urbano periferica L.2. in via Giaveno.
una localizzazione urbano periferica L.2. in via Torino.
I nuovi insediamenti commerciali si articolano quindi su:
- l'asse di Via Giaveno in Frazione Gerbole, per il tratto ricadente nelle zone urbane nel quale si prevede
l'incremento degli insediamenti commerciali con medie strutture di vendita ed esercizi di vicinato.
- i'asse di Via I° Maggio in Frazione Tetti Francesi anch’esso per il tratto ricadente nell’area urbana, e
conseguentemente in corrispondenza delle polarità commerciali esistenti, prevedere l'incremento di
insediamenti commerciali con medie struttura di vendita ed esercizi di vicinato.
- Infine lo sviluppo commerciale riferibile al Capoluogo e al Centro Storico, si ritiene debba attuarsi
prevalentemente tramite il diffuso impiego delle piccole strutture costituite dagli esercizi di vicinato per i quali
sono proponibili tutti gli interventi di sostegno che la legislazione di settore, e non solo, consente di attuare al
fine di operare coordinati interventi con progetti integrati di rivitalizzazione e di qualificazione urbana e di
sostegno con costituzione di centri polifunzionali di servizio.
Infine, per quanto riguarda la capacità insediativa e le espansioni residenziali previste dal PRGC – II VARIANTE
GENERALE, le risultanze dell’Analisi delle consistenze edificate e indagine demografica, hanno costruito un
quadro riferito a ciascuna parte di Piano, inerente le consistenze edilizie esistenti e previste e il conteggio dei
relativi abitanti. Conseguentemente la dotazione nel rispetto della quantità minima prevista dalla vigente normativa
riferita alle aree a servizi (ex art. 21 e 22 L.U.R.), esistenti e previste è sintetizzata nelle seguenti tabelle.
In particolare le aree destinate a parchi urbani e comprensoriali sono le seguenti:
84
È stato inoltre effettuato un ulteriore approfondimento che riguarda l’area residenziale in espansione di Gerbole,
nei pressi del centro commerciale Piramid. È infatti prevista un’area a servizi che è intenzione dell’Amministrazione
attrezzare ad area gioco e che potrebbe essere oggetto di un percorso di progettazione partecipata che potrebbe
coinvolgere innanzitutto i nuovi abitanti del complesso residenziale, ma anche alcuni gestori di attività commerciali
site al Piramid e che vendono prodotti per bambini e mamme.
85
APPROFONDIMENTO AZIONE 4.1 sportello polifunzionale: per un nuovo rapporto con i cittadini
Nel corso del processo di elaborazione del PCO è stato svolto un lavoro di analisi e schedatura finalizzato ad
istruire una serie di dati e informazioni fondamentali per la futura progettazione di uno o più sportelli polifunzionali.
Ogni ufficio ha compilato delle opportune schede che hanno consentito di analizzare le diverse procedure e in
particolare:
a) il numero delle procedure gestite annualmente;
b) il tipo;
c) il minimo/massimo di tempo necessario
d) il numero di operatori necessari per espletare le procedure
e) le fasce di complessità delle singole procedure: A, B, C.
Dal quadro emergente sarà possibile in futuro avviare la fase di progettazione esecutiva dello sportello
polifunzionale, che dovrà tenere conto della prevista ristrutturazione dei locali comunali in cui dovrà essere
ospitato.
Seguono i materiali utilizzati per la schedatura delle procedure e dei servizi.
86
Comune di Rivalta di Torino
Progetto: “Sportello polifunzionale per il Cittadino”
SCHEDA PROCEDIMENTO di FRONT OFFICE
Ufficio:
data di compilazione:
Responsabile Servizio:
Referente redazione scheda:
Tipo di procedimento:
Immediatamente dopo la prima compilazione e consegna, questa scheda dovrà essere tempestivamente aggiornata dal
Responsabile di Servizio al verificarsi di adeguamenti normativi o procedurali e il file aggiornato dovrà essere inviata via
mail a: [email protected].
Dati specifici del procedimento:
Informazioni
risposta
1.
Considerato 100 il TEMPO totale impiegato dall’ufficio per concludere il
procedimento (dall’inizio in front office alla conclusione), qual’e’ la percentuale di
tempo dedicata all’attività di sportello (front office)?
2.
TEMPO medio in minuti della parte di procedimento attualmente svolta allo
sportello:
3.
COMPETENZE necessarie allo svolgimento della parte di front:
(A = semplice
B = media
C = complessa)
Se indicato B o C, nelle note al fondo di questa scheda occorre specificare il tipo di
professionalità richiesta o eventuali altre specifiche)
4.
Una parte delle attività di BACK office di questo procedimento possono essere
svolte dallo Sportello per il Cittadino? (in orario di chiusura al pubblico …) indicare SI o
NO
Se SI, descrivere in cosa consistono:
Se SI, indicare il tempo medio in minuti per questa parte:
5.
La parte di FRONT di questo procedimento prevede:
-
la consegna di modulistica da compilare a cura del Cittadino? SI – NO
Se SI, il modello dovrà essere consegnato su supporto cartaceo ed informatico entro la data
indicata
-
il pagamento di tariffa / diritti ecc? SI – NO (Se si, specificare l’ammontare medio oppure
la base di calcolo e le modalità di calcolo:
-
responsabilità di avvio di procedimento (L. 241/90) da parte di chi riceve
87
-
l’istanza o la documentazione? SI – NO
l’utilizzo di una procedura informatica? SI – NO
Se si, specificare quale:
-
la protocollazione dell’istanza o documenti presentati dal Cittadino? SI - NO
Leggi specifiche del procedimento:
Descrizione delle fasi svolte attualmente allo Sportello per l’attività di FRONT
(si intendono
tutte le fasi: dall’identificazione all’inserimento dei dati nelle eventuali procedure, al rilascio di ricevute, al pagamento di
tariffe ecc.)
Questa scheda sarà la base utilizzata per la formazione e la consultazione del personale, nel momento in cui il procedimento
sarà gestito dallo Sportello per il Cittadino. Si sottolinea quindi l’importanza che tali indicazioni rivestono.
(Elencare le fasi con trattini o numeri)
-
NOTE A CURA DEL COMPILATORE:
specificare ogni altra informazione utile.
Ha redatto:
88
Settore Servizi alla Persona – Servizi Demografici -
ISTRUZIONI per la COMPILAZIONE
delle SCHEDE DI RILEVAZIONE
La compilazione di queste schede e’ utile per l’analisi dei procedimenti di front office attualmente svolti dagli Uffici
Comunali e per individuare le fasi in cui gli stessi potranno essere svolti dai nuovi sportelli. Si rende quindi
necessario che le schede siano compilate in modo molto preciso ed esaustivo.
Le stesse schede saranno la base per la formazione del personale sul procedimento.
Le indicazioni delle fasi svolte devono essere indicate in modo NON discorsivo ma schematico, avendo cura di
indicare tutti i passaggi, in modo particolare quelli relativi all’uso delle procedure informatiche.
Le schede da compilare sono DUE:
Tipo scheda
1.
Scheda procedimento di FRONT office
File da rinominare
Come rinominare il file
nella Company – Sportello
Cittadino, e’ salvato il file:
Scheda PROCEDIMENTO
FRONT.doc
nella
cartella
Sportello
Cittadino, creare cartella con il
nome dell’ufficio e quindi
salvare il file:
NOMEUFFICIO
FRONT
nomeprocedimento.doc
2.
SCADENZARIO attività/procedimenti di FRONT nella Company – Sportello
OFFICE durante l’anno
Cittadino, e’ salvato il file:
SCADENZARIO adempimenti
Da compilare solo se durante l’anno ci sono anno.doc
periodi di particolare affluenza di pubblico per
l’adempimento
di
pratiche
particolari.
Contestualmente deve essere compilata anche
la scheda del procedimento di FRONT
nella
cartella
Sportello
Cittadino – cartella creata con
il nome dell’ufficio: file:
NOMEUFFICIO
SCADENZARIO.doc
 Consegna: entro GIOVEDI’ 30 aprile 2009
 Compilazione: esclusivamente su file di word. Nella Company – Sportello Cittadino, e’ salvato il file di ogni
scheda (vedi specifiche sopra). Il file deve essere rinominato e, al termine dell’aggiornamento, copiato nella
Company – Sportello Cittadino – CREANDO una cartella con il nome dell’ufficio
 Informazioni richieste nelle schede: si può seguire la scheda di esempio : Company – Sportello Cittadino Scheda PROCEDIMENTO FRONT esempio.doc
89
MODULISTICA
La modulistica attualmente in uso sarà riformulata in modo da essere uniformata per quanto riguarda l’aspetto
grafico, le modalità di indicazione dei dati, i riferimenti legislativi ecc.. E’ quindi necessario che ogni ufficio fornisca i
modelli usati.
 Consegna: entro GIOVEDI’ 30 aprile 2009
 Modalità: su supporto cartaceo ed informatico
 A chi: il cartaceo direttamente a Fiorella
l’informatico nella Company - Sportello Cittadino – cartella creata con il nome dell’ufficio:
file: NOMEUFFICIO MODULISTICA nomeprocedimento.doc
ISTRUZIONI per la COMPILAZIONE della scheda di
MONITORAGGIO AFFLUENZA PUBBLICO
negli UFFICI COMUNALI
MODALITA’ di
compilazione:
-
sul modello cartaceo
-
giornalmente (per tutti i giorni di apertura al pubblico)
da ogni operatore delle attività di sportello (se l’ufficio ha più operatori,
dovranno essere compilate più schede giornaliere)
→ ogni procedimento indicato deve avere compilata la “Scheda procedimento di FRONT office”
-
RILEVAZIONE:
CONSEGNA
delle schede:
le settimane di rilevazione saranno TRE
da: MERCOLEDI’ 1° APRILE 2009
a: MERCOLEDI’ 22 APRILE 2009
dovrà essere effettuata all’inizio della settimana successiva rispetto a quella di
rilevazione e quindi nei giorni:
- LUNEDI’: 6 aprile 2009
- MARTEDI’: 14 aprile 2009
- LUNEDI’: 20 aprile 2009
- GIOVEDI’: 23 aprile 2009 – fine monitoraggio
Per ogni informazione potrà essere
[email protected]
Si ringrazia per la preziosa collaborazione.
Rivalta di Torino, 31 marzo 2009
contattata
Fiorella
Rambaudi
all’int.
175
oppure:
Il Dirigente: Dott.ssa Mara MIRETTI
90
91
6.5 Fase 5: Elaborazione del Piano di coordinamento degli orari
Si rimanda al capitolo 7 che riporta le azioni del Piano
6.6 Fase 6 (trasversale a tutto il processo): Comunicazione e informazione
Identità grafica
92
7. Le azioni del Piano di Coordinamento degli Orari di Rivalta
Il quadro che segue è il risultato di tutto il lavoro svolto nel processo di elaborazione del Piano di Coordinamento
degli Orari di cui costituisce il nucleo fondamentale sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale.
La logica di base che regola l’articolazione delle azioni del Piano di Coordinamento degli Orari si evince dal
seguente schema sintetico che riporta le azioni relative a ciascun filone tematico.
FILONE 1: SOSTENIBILITA’ DEI TEMPI E DEGLI
SPOSTAMENTI
•azione 1.1 Tempi di lavoro flessibili per conciliare meglio
•azione 1.2 Mobilità collettiva sostenibile per una maggiore accessibilità
in città
FILONE 2: UNA CITTA’ A MISURA DI FAMIGLIE
•Azione 2.1 Progetti per una città a misura di bambini/e
•Azione 2.2 Sostegno alle mamme per la gestione di bimbi 0-3 anni
•AZIONE 2.3 Servizi pubblici e privati più attenti ai “bambini al seguito
•Azione 2.4 Progetti per una città a misura di famiglie
•Azione 2.5 Servizi per una città a misura di anziani
FILONE 3: RIVALTA MUOVE & CAMBIA
•Azione 3.1 Le trasformazioni del territorio come opportunità per il
tempo libero
FILONE 4: EFFICACIA ED EFFICIENZA DELLA MACCHINA
COMUNALE
•Azione 4.1 Sportello polifunzionale: per un nuovo rapporto con i
cittadini
•Azione 4.2 Monitoraggio della Giornata del cittadino
•Azione 4.3 Per una comunicazione istituzionale attenta ai tempi dei
cittadini
FILONE 5: I TEMPI DELLA CITTÀ COME INGREDIENTE
DELLE POLITICHE COMUNALI
•Azione 5.1 Avvio delle attività del Tavolo di coordinamento sui tempi
della città
93
7.1 FILONE 1: SOSTENIBILITA’ DEI TEMPI E DEGLI SPOSTAMENTI
Azione 1.1 Tempi di lavoro flessibili per conciliare meglio
OBIETTIVI
 Facilitare i dipendenti nella conciliazione dei diversi tempi di vita
 Rendere l‟orario di lavoro più rispondente sia alle esigenze dei dipendenti, sia all‟obiettivo dell‟efficienza della
macchina comunale
 Migliorare il rapporto tra i dipendenti comunali e l‟ente, con ricadute positive sulla qualità del lavoro sia dal lato
del lavoratore, sia dal lato del datore di lavoro
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Il percorso di coinvolgimento dei dipendenti realizzato nel corso del processo di elaborazione del PCO ha
evidenziato un interesse evidente per strumenti di conciliazione dei diversi tempi di vita, con particolare riferimento
a quelli che riguardano le modifiche degli orari di lavoro nella direzione di una maggiore flessibilità. Infatti nel
questionario on-line compilato dal personale sono emerse come ipotesi da approfondire la banca delle ore, il
telelavoro, un’estensione della flessibilità in entrata e in uscita. Da un successivo approfondimento con il Direttore
Generale e la Dirigente responsabile delle risorse umane, lo strumento considerato centrale per l’avvio di una
sperimentazione sulla conciliazione dei dipendenti è la banca delle ore.
A questo proposito il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il personale del comparto delle regioni e delle
autonomie locali (art. 38 bis - banca delle ore) recita:
1. Al fine di mettere i lavoratori in grado di fruire, in modo retribuito o come permessi compensativi, delle
prestazioni di lavoro straordinario, è istituita la Banca delle ore, con un conto individuale per ciascun lavoratore.
2. Nel conto ore confluiscono, su richiesta del dipendente, le ore di prestazione di lavoro straordinario, debitamente
autorizzate nel limite complessivo annuo stabilito a livello di contrattazione decentrata integrativa, da utilizzarsi
entro l'anno successivo a quello di maturazione.
3. Le ore accantonate possono essere richieste da ciascun lavoratore o in retribuzione o come permessi
compensativi per le proprie attività formative o anche per necessità personali e familiari.
4. L'utilizzo come riposi compensativi, con riferimento ai tempi, alla durata ed al numero dei lavoratori,
contemporaneamente ammessi alla fruizione, deve essere reso possibile tenendo conto delle esigenze tecniche,
organizzative e di servizio.
5. A livello di ente sono realizzati incontri fra le parti finalizzati al monitoraggio dell'andamento della Banca delle ore
ed all'assunzione di iniziative tese ad attuarne l'utilizzazione. Nel rispetto dello spirito della norma, possono essere
eventualmente individuate finalità e modalità aggiuntive, anche collettive, per l'utilizzo dei riposi accantonati. Le ore
accantonate sono evidenziate mensilmente nella busta paga.
6. Le maggiorazioni per le prestazioni di lavoro straordinario vengono pagate il mese successivo alla prestazione
lavorativa.
Da un successivo approfondimento con un gruppo misto di dipendenti, realizzato con la tecnica del focus group, si
è registrato una sostanziale soddisfazione per questa ipotesi di sperimentazione che dovrà essere progettata in
dettaglio con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali. I vantaggi connessi alla banca delle ore potrebbero
infatti essere i seguenti:
- Maggiore capacità di far fronte alla gestione quotidiana dei figli, in particolare conciliando meglio gli orari di
lavoro con gli orari delle scuole, e maggiore capacità di far fronte alla cura dei parenti anziani e/o malati
- Avere l’opportunità di ricavare del tempo per disbrigo pratiche, commissioni, tempo di cura personale, nell’arco
della giornata lavorativa
- Maggior chiarezza sulla propria situazione (crediti e debiti di ore) attraverso il proprio conto ore
- Maggior flessibilità e minor burocratizzazione nel gestire recuperi e straordinari
- Aumento del senso di soddisfazione a causa di una aumentata capacità di conciliare i tempi, con conseguenze
positive anche sul proprio stare al lavoro e sul proprio rapporto con il lavoro
Esistono anche dei vincoli e dei paletti di cui occorrerà tenere conto in fase di progettazione esecutiva, come ad
esempio:
94
-
La rigidità di orario richiesta ai dipendenti che svolgono la funzione di operatori agli sportelli aperti al pubblico e
al personale coinvolto in eventi (soprattutto settore Cultura del Comune)
- La carenza di personale che limita la possibilità di fare turni per coprire eventuali richiesta di flessibilità di
orario
- Complessità nell’organizzazione del lavoro di alcuni servizi
Per la realizzazione dell’azione saranno necessarie le seguenti tappe di lavoro:
- Presentazione dell’esito del lavoro al personale comunale
- Coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e costituzione di un gruppo di lavoro per la progettazione
dell’azione
- Avvio della progettazione esecutiva dell’azione: si tratta di una tappa delicata in quanto dovranno essere
definite scelte e regole precisa per il funzionamento della banca delle ore. Ad esempio: quanto ore possono
essere immagazzinate sul conto personale? Quando scadono? Quando si possono recuperare? Si possono
recuperare sia in minuti, sia in intere giornate? Come avviene la procedure di richiesta/comunicazione di
recupero? Il conto personale può andare “in rosso” e eventualmente fino a che soglia?
- Comunicazione ai dipendenti e raccolta feedback sulle regole della banca delle ore
- Approvazione definitiva delle regole della banca delle ore
- Avvio della sperimentazione e monitoraggio
TEMPI
6 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Personale
Rappresentanze sindacali
Gruppo di lavoro misto per la progettazione
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Banca delle ore (Comune di Rivoli – Torino). Come descritto nel relativo Regolamento, La Banca delle ore ad uso
dei dipendenti del comune di Rivoli ha la finalità di conciliare la gestione tra tempi di vita e tempi di lavoro delle
persone con particolare riguardo a chi abbia responsabilità educative e di cura nell'ambito del nucleo familiare, di
gestire in modo uniforme ed elastico l'orario di lavoro, di sovvenire ed aiutare la gestione del tempo di lavoro per i
dipendenti che abbiano improvvisi, gravi ed urgenti problemi personali e di famiglia.
La gestione della banca ore sarà effettuata dall'ufficio personale.
Ad ogni fine mese, all'atto del controllo delle presenze e ove vi siano ore straordinarie prestate e non recuperate
nel mese, sarà data facoltà ai dipendenti di indicare se e quante ore intendono versare nel proprio conto ore,
facendo riferimento come tetto massimo alla percentuale concordata in contrattazione decentrata e secondo le
modalità contrattuali e fissata in via sperimentale in 10 ore per l‟ultimo trimestre 2002. Dette ore potranno essere
usufruite previa autorizzazione del responsabile dell'unità operativa interessata e salvo esigenze di servizio,
garantendo comunque che almeno il 3% del personale in dotazione possa usufruirne contemporaneamente. Le
ore depositate non sono più liquidabili, salvo in caso di cessazione del servizio, e non fruttano interessi.
E' data facoltà ai dipendenti che abbiano istituito un deposito di ore presso la banca ore di richiedere un prestito di
ore per le stesse fattispecie per le quali viene richiesta l'aspettativa non pagata per motivi di famiglia e per motivi di
studio ed in alternativa od in aggiunta a questa. Il dipendente invierà richiesta motivata e indicante il piano di
prestito delle ore ed il piano di rientro delle ore prestate all'Ufficio Personale. Il Dirigente responsabile vaglierà la
richiesta per l' eventuale accoglimento e potrà concordare eventuali modifiche. Il prestito non potrà eccedere il
tetto massimo di 180 ore annuali. Ove il rapporto di lavoro cessasse per qualsiasi motivo, le ore non ancora
effettuate nel piano di rientro verranno detratte dalle spettanze.
Banca delle ore (Comune di Lecco). Come precisato nel relativo Regolamento, ai sensi dell‟art. 38/bis del
C.C.N.L. 14.9.2000 viene istituita la banca delle ore, con un conto individuale per ciascun lavoratore, al fine di
95
consentire la fruizione di permessi compensativi delle prestazioni di lavoro straordinario effettuate. Ciascun
Dirigente stabilisce annualmente, per il personale dipendente del settore, le modalità di utilizzo dei riposi
compensativi, con riferimento ai tempi, alla durata ed al numero dei lavoratori contemporaneamente ammessi alla
fruizione, tenendo conto delle esigenze tecniche, organizzative e di servizio.
Nel conto confluiscono, su richiesta del dipendente, le ore di lavoro straordinario, debitamente autorizzate, nei limiti
complessivi annui stabiliti. Le ore di lavoro straordinario poste in recupero debbono essere obbligatoriamente
usufruite entro l‟anno successivo a quello di maturazione. Sulle ore accantonate nella “banca” spetta la
maggiorazione prevista all‟art. 38 del C.C.N.L. 14.9.2000, da corrispondere nel mese successivo a quella della
prestazione.
Fermo restando il termine indicato al comma precedente, il dipendente è tenuto a confermare, entro il 31 dicembre
dell‟anno di riferimento, l‟intenzione di recuperare il lavoro straordinario effettuato ovvero di optare per il
pagamento dello stesso. In tal caso verrà liquidata la differenza tra la maggiorazione già percepita e la retribuzione
oraria relativa al lavoro straordinario. La Sezione Amministrazione del Personale è tenuta a contabilizzare
individualmente per ciascun lavoratore, nell‟ambito complessivo delle ore autorizzate ai singoli dipendenti, le
prestazioni straordinarie effettuate nel corso dell‟anno da computarsi nell‟ambito della banca delle ore, nel limite
annuo individuale stabilito.
Azione 1.2 Mobilità collettiva sostenibile per una maggiore accessibilità in città
OBIETTIVI
 Migliorare i collegamenti tra le diverse frazioni del territorio del Comune di Rivalta
 Migliorare l‟accessibilità alla città di Torino sia per gli spostamenti quotidiani (casa-scuola) sia per gli
spostamenti in fasce orarie festive e serali/notturne
 Sperimentare modalità di trasporto più sostenibili sia per chi utilizza la rete dei trasporti pubblici, sia la rete dei
trasporti privati
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
L’analisi effettuata nel corso del processo di elaborazione del Piano di Coordinamento degli Orari, con particolare
riferimento al coinvolgimento dei settori Comunali e dei giovani, ha evidenziato, da un lato, numerose
problematiche che riguardano la mobilità e, dall’altro l’esigenza di affrontarle in un’ottica di sostenibilità:
inadeguatezza rispetto alle esigenze (orari, frequenze) del sistema di trasporto interno al paese (tra Rivalta centro
e le frazioni) e tra Rivalta e i principali poli di interesse dell’area metropolitana, tra cui, in primo luogo, la Città di
Torino e la non presenza sul territorio di efficienti ed efficaci alternative al mezzo privato.
A partire da tali dati e sulla base dell’approfondimento sulle politiche di mobilità in atto nel territorio provinciale, a
cura della Provincia di Torino, dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana e di GTT, l’azione sulla mobilità sostenibile
potrebbe articolarsi nel seguente modo:
Sperimentazione di linee di trasporto con percorso flessibile e/o in fasce orarie serali. Per la configurazione
territoriale dispersa della città di Rivalta, la rete del trasporto pubblico risulta spesso in difficoltà a fornire una
risposta efficace e efficiente ai cittadini. Dal momento che le modifiche alle linee di trasporto pubblico (sia di tragitto
che di orario) sono molto costose e problematiche, si ritiene che potrebbe essere interessante per Rivalta la
sperimentazione di servizi di trasporto “flessibili”. Con questo termine si fa riferimento a quell’insieme di servizi di
trasporto che, diversamente dal trasporto pubblico tradizionale, non chiedono all’utente di adeguarsi ed
organizzarsi in funzione di percorsi e orari prestabili, ma ribaltano la prospettiva partendo dalle esigenze dell’utente
in termini di mobilità.
A partire da questa logica logica la Provincia di Torino sta sperimentando il Provibus, ovvero un servizio che dà la
possibilità al cittadino di prenotare la corsa in accordo con le sue esigenze. Con una telefonata si prenota il
viaggio, concordando con l'operatore l'orario, il punto di salita e discesa, utilizzando le fermate già in uso al
trasporto di linea.
GTT, assieme all’Agenzia per la mobilità, la Città di Torino e altri Comuni della zona ovest sta invece sta
sperimentando la linea notturna di bus – Night Buster, che costituisce un’alternativa di trasporto sicura per i
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frequentatori dei locali notturni, permettendo anche di contenere l'afflusso delle auto private nelle aree centrali.
Entrambe le esperienze potrebbero essere sperimentate nel Comune di Rivalta, anche eventualmente in rete con i
comuni limitrofi (es. Bruino, Piossasco) mettendo in relazione le diverse parti di questi territori con i principali punti
di interesse e trasporto del territorio (fermata metropolitana, ospedale, ecc.).
Per la realizzazione di questa azione potrebbe essere utile strutturare un gruppo di lavoro con l’Agenzia per la
mobilità metropolitana, i cittadini, la Provincia di Torino e i mobility manager di comuni con caratteristiche simili al
contesto rivaltese (nucleo centrale e frazioni distanti tra loro) per l’individuazione di buone pratiche da
sperimentare.
Rivalta potrebbe pertanto diventare il punto di riferimento per lo studio, il confronto e la sperimentazione di politiche
per la mobilità urbana.
Condivisione dell’auto (Car pooling). Attivazione di un servizio - car pooling - che prevede la condivisione, da
parte di un gruppo di persone che hanno le stesse esigenze in termini di tragitto (equipaggio), dell’auto privata di
uno dei membri dell’equipaggio, ottimizzando l’utilizzo del mezzo privato e creando nuove opportunità di mobilità
sul territorio e da e per il Comune di Rivalta.
“Car pooling”, infatti, può essere tradotto in italiano come “auto di gruppo” e consente di:
- la condivisione dei costi di viaggio (spesa che sempre più incide in maniera significativa sul bilancio familiare);
- la creazione di una nuova opportunità di trasporto sul territorio in risposta alla crescente esigenza di mobilità;
- nuove occasioni di socializzazione;
- la riduzione dei veicoli privati su strada e conseguente miglioramento della qualità ambientale.
Considerate le caratteristiche del contesto rivaltese, in termini di servizi, sistema dei trasporti e collocazione
geografica rispetto alla Città di Torino, si ipotizza un percorso di lavoro articolato come segue:
- individuazione di alcune categorie con le quali avviare la sperimentazione (ad esempio famiglie che hanno i
figli che vanno nella stessa scuola media o superiore, studenti universitari, dipendenti di aziende private o
pubbliche di un certo rilievo che hanno sede a Rivalta, dipendenti comunali, gruppi di ragazzi in occasioni di
specifiche manifestazioni/eventi a Torino, ecc.);
- definizione di un sistema articolato di opportunità di creazione di equipaggi: predisposizione di un portale
internet per il matching (incontro delle esigenze e conseguente formazione degli equipaggi); creazione di
bacheche/punti informativi presso le scuole/aziende/enti, ecc.
TEMPI
12mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Centro Giovani
Scuole medie e superiori
Aziende localizzate sul territorio comunale
Dipendenti comunali
Provincia di Torino
GTT
Agenzia Mobilità Metropolitana
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Jungo (Provnicia Autonoma di Trento). Jungo (www.jungo.it) è la nuova formula di trasporto promossa dalla
Provincia Autonoma di Trento che si prefigge di realizzare l'incontro tra domanda ed offerta di trasporto privato
delle persone in forma "di cortesia" (si tratta di una sorta di evoluzione dell'autostop) prevedendo anche alcuni
parametri minimi di garanzia. Jungo è il sistema autogestito di mobilità urbana ed extraurbana che “sfrutta” il flusso
di automobili già in movimento. In pratica la rete stradale per Jungo non è altro che una serie di nastri trasportatori
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linkati fra loro e già pronti per l‟uso. Il sistema funziona apparentemente come un autostop. Al contrario
dell‟autostop, però, Jungo è sicuro, conveniente anche per il guidatore e suscettibile di applicazione su larga scala.
Ogni aderente è munito di una “card” personale Jungo, di durata annuale, che garantisce l‟assenza di precedenti
penali e stradali significativi (sarà lo stesso utente che al momento dell‟adesione firmerà il consenso alle visure
necessarie). Ogni aderente può usare la tessera - sia come „passeggero‟ sia come „guidatore‟ - con assoluta
flessibilità: per brevi tragitti cittadini, per tragitti extraurbani e per viaggi di lunga percorrenza. L‟incontro avviene
normalmente a richiesta, direttamente sulla direttrice viaria interessata (abbinamento “ad nutum”). L‟aspirante
passeggero si ferma accanto alla carreggiata (in un punto adatto) mostrando la tessera per intercettare un
automobilista Jungo. La tessera esibita e tenuta alta significa per tutti la stessa cosa: “cerco un passaggio secondo
questa direttrice di marcia, sono di Jungo (e quindi sono sicuro), voglio pagare”. Si tratta di un fisso più un tot al
km., importo comunque competitivo, per il passeggero, rispetto ad ogni altro mezzo di trasporto pubblico o privato
(l‟ipotesi accreditata è 0.10 € di fisso + 0.1 € a km). Un automobilista, interessato a risparmiare i costi del proprio
tragitto o magari per desiderio di viaggiare in compagnia, vedendo il gesto accosta; entrambi gli utenti (che
normalmente non si conoscono), verificano reciprocamente la tessera personale „JUNGO‟, che garantisce
l‟affidabilità del titolare: oltre che per la verificata assenza di precedenti penali o stradali significativi, anche per
l‟assenza di segnalazioni negative da altri utenti jungo.
Il retro della tessera facilita i conteggi per il costo chilometrico. E‟ importante notare che il costo del tragitto è
predeterminato e non suscettibile di trattativa, e dunque è conoscibile preventivamente in maniera certa e
definitiva. Il pagamento avviene al termine della tratta, direttamente fra i due interessati.
Inoltre Jungo dispone anche di un motore di ricerca su web, simile a quello che oggi vediamo per le prenotazioni di
Trenitalia che promuove abbinamenti programmati (tratta, data, orario).
City bus (Comune Verbania). Il servizio permette di prenotare una corsa di trasporto pubblico telefonando
direttamente all‟agenzia dei trasporti e concordando logo e orario della corsa. Il mezzo pubblico raggiunge il punto
concordato e prende a bordo il passeggero o – nel caso di prenotazione plurima – i passeggeri, portandoli al punto
di destinazione finale o alla fermata di una delle linee di trasporto cittadine a maggiore frequenza. E‟ naturalmente
possibile prenotare anche il viaggio di ritorno.
Tandemobility (www.tandemobility.com) Tandemobility (marchio registrato dalla Img Internet Srl) è un software di
car pooling che permette, in modo facile ed intuitivo, a persone che compiono lo stesso percorso ad orari
compatibili (per recarsi al lavoro, per eventi, fiere, ecc.) di comunicare tra loro e organizzarsi in equipaggi al fine di
condividere il tragitto verso una destinazione comune.
Il funzionamento è semplicissimo: basta inserire i propri dati anagrafici e l'indirizzo di posta elettronica per poter
accedere semplicemente tramite login e password e grazie all'apposito editor si può inoltre personalizzare il
proprio avatar che diventerà la propria icona con cui si verrà visualizzati sulla mappa dagli altri utenti registrati.
Sulla mappa vengono indicati gli utenti che percorrono lo stesso tragitto a orari compatibili ai propri e il sistema
fornisce una lista con i profili dei potenziali compagni di viaggio con cui condividere l'auto. Un calcolatore inoltre
fornisce indicazioni sui costi di carburante ed eventuali pedaggi autostradali,che verranno ovviamente utilizzate a
discrezione dell'utente.
Una volta deciso con chi formare l'equipaggio basta contattare gli utenti tramite le informazioni fornire dal sistema
e decidere insieme i dettagli del viaggio.
La semplicità e l‟efficacia del sistema sono stati confermati da due recenti esperienze in campo universitario: sia
l‟Università Cattolica di Milano - con il progetto “Metti l‟auto in comune” - sia il polo universitario di Grugliasco (To)
– con il progetto “Passaggi a nord ovest”- hanno infatti attivato un servizio di car pooling per gli utenti dei due poli.
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7.2 FILONE 2: UNA CITTA’ A MISURA DI FAMIGLIE
Azione 2.1 Progetti per una città a misura di bambini/e
OBIETTIVI
 Consentire ai bambini e alle bambine di “vivere” la città
 Rendere la città un luogo sicuro anche per i più piccoli
 Rendere la città un luogo all‟interno del quale anche i bambini e le bambine hanno spazi a loro dedicati nei
quali giocare, muoversi, socializzare
 Attivare laboratori didattici rivolti alle scuole per favorire la costruzione di un rapporto positivo tra pedoni e uso
degli spazi pubblici del quartiere
 Offrire ai bambini – e ai genitori – opportunità aggregative e di stimolazione ludica e culturale
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Questa azione si configura come un’insieme di attività di qualificazione, manutenzione, uso sociale e
rivitalizzazione degli spazi pubblici (strade e verde), accomunate dall’idea che sia fondamentale promuovere l’uso
degli spazi pubblici, favorire la socialità, vivere relazioni dirette e faccia a faccia con le persone. In particolare si
intende promuovere il cambiamento della qualità della vita facendo dei bambini i protagonisti e i primi attori e
attivando spazi di progettazione partecipata che mettano insieme i TECNICI che fanno le città e i BAMBINI che le
abitano, le immaginano e disegnano a loro misura, e quindi a misura di tutti. In questo modo si intende anche
promuovere una strategia di educazione permanente alla progettualità condivisa che parta da un sempre maggior
controllo da parte dei cittadini tutti, e quindi anche dei bambini, sul loro ambiente di vita.
Concretamente si propone di attivare e sperimentare esperienze di “adozione” di uno spazio pubblico verde da
parte dei ragazzi, in collaborazione con il quartiere, oppure un’esperienza di spostamenti pedonali collettivi per il
tragitto casa-scuola (es. pedibus), oppure ancora effettuare attività di analisi e progettazione del quartiere,
favorendo dinamiche autorganizzate di presa in carico, manutenzione e cura degli spazi pubblici o, infine,
attivazione di iniziative di animazione delle aree verdi.
Pedibus. Attivazione di modalità di spostamento casa-scuola a piedi
Rendere più accessibile la città significa da un lato renderla più sicura, ma dall’altro costruire le condizioni per
migliorarne la fruibilità, per fare in modo cioè che sia possibile, utile, gradevole utilizzarla come spazio pubblico di
relazione, come luogo in cui esercitare la propria cittadinanza, in cui vivere il proprio tempo libero, in cui muoversi
secondo criteri di sostenibilità e legame con il territorio.
In coerenza con questi obiettivi si propone la diffusione su tutto il territorio comunale di modalità “a piedi” per gli
spostamenti casa-scuola e per vivere quotidianamente il quartiere, ovvero la diffusione del Pedibus, cioè un
autobus umano fatto di una carovana di bambini in movimento accompagnati da due adulti, con capolinea,
fermate, orari e un suo percorso prestabilito. I bambini vanno a scuola in gruppo seguendo un percorso stabilito e
raccogliendo passeggeri alle “fermate” del bus predisposte lungo il cammino. Lungo il percorso i bambini possono
chiacchierare con i loro amici, apprendere utili abilità nella sicurezza stradale e guadagnare un po’ di
indipendenza.
Pedibus è una azione innovativa e promozionale che, attraverso la partecipazione di bambini, genitori, insegnanti e
amministratori coinvolge attivamente i bambini, educandoli e stimolandoli alla mobilità sostenibile e promuove
l'autonomia dei bambini nei loro spostamenti quotidiani e nei processi di socializzazione tra coetanei. Un esito di
questa attività è generalmente anche la nascita di una rete di genitori che ha come primo obiettivo quello di
coordinare le azioni di vigilanza e controllo durante i percorsi casa-scuola, ma che spesso evolve in una vera e
propria rete genitoriale in cui scambiare le reciproche esperienze, supportarsi nella gestione dei figli, condividere il
tempo libero all’uscita dalla scuola, stemperare le paure e le preoccupazioni per la sicurezza dei bambini. In
questo senso l’azione è particolarmente coerente con le finalità del Piano di Coordinamento degli Orari.
Adottiamo il giardino. Attività di manutenzione e presidio del verde pubblico
Nel corso del processo di elaborazione del PCO è emersa l’istanza di garantire una più elevata qualità ambientale
degli spazi pubblici e in particolare dei giardini. Tuttavia è stata anche posta la questione della percezione di
99
insicurezza che spesso connota l’uso di parchi urbani e giardini, che può essere garantita incentivando la
frequentazione del parco, prevedendo molte attività, soprattutto “quotidiane” che favoriscano la presenza delle
persone durante il giorno, che incentivino le persone a prendersi cura degli spazi verdi, partecipando anche alla
manutenzione e al presidio di questi luoghi. Il giardino rappresentano oggi un’opportunità molto importante per
mettere a disposizione della comunità spazi atti ad accogliere azioni collettive e pratiche individuali. La
progettazione e l’organizzazione di questi spazi deve tener conto dei vari usi che i diversi gruppi, giovani, famiglie,
anziani, possono farne, delle necessità di ciascuno, anche partendo da una selezione dei tempi di fruizione.
La presente azione intende sperimentare una vera e propria “adozione del giardino” da parte degli studenti di
alcune scuole di Rivalta (ad esempio la scuola media Garelli di Tetti Francesi e la scuola elementare di Gerbole).
Questa attività intende da un lato garantire l’animazione dei luoghi, incentivandone la frequentazione da parte dei
cittadini, dall’altro individuare gruppi di persone interessati a prendersi cura dei luoghi, attraverso attività di
manutenzione, di presidio, di risistemazione e abbellimento di alcuni spazi. L’adozione riguarderà in particolare
quegli accorgimenti e piccoli lavoretti relativi agli arredi urbani e alle piccole attrezzature, elementi che consentono
alle persone di passeggiare liberamente nel parco, di sedersi, di godersi il relax in un ambiente curato, ma che
sono spesso oggetto di atti di vandalismo e danneggiamento:
- cura dei fiori e delle aiuole: gli studenti si occuperanno di scegliere le specie fiorite, di piantarle, di curarle, di
svolgere le attività di taglio, potatura, pulizia, ecc.
- panchine: avere delle panchine fruibili può consentire ai cittadini di stazionare nel parco, favorire
l’aggregazione e la socializzazione delle famiglie, favorire la frequentazione del parco nel week-end. A tal fine
gli studenti lavoreranno per garantire la periodica tinteggiatura e manutenzione delle panchine.
- cestini per i rifiuti: è fondamentale che il parco sia pulito e che si prevengano i fenomeni di spargimento dei
rifiuti legati all’uso quotidiano degli spazi. A tal fine gli studenti lavoreranno per ripiantare i cestini che vengono
spesso divelti dai vandali e per garantirne la manutenzione.
- orto urbano: si valuterà l’opportunità di svolgere un’attività legata agli orti urbani
Animazione estiva nei giardini. Attività aggregative e di stimolazione ludica e culturale
Le premesse del progetto vanno cercate nel “Premio Amico delle famiglia 2007”, al cui bando nazionale il Comune
di Rivalta di Torino aveva presentato domanda di partecipazione attraverso il progetto “A fianco dei genitori, a
favore dei bambini”. Il progetto presentato, che ha ottenuto un premio, afferiva alle seguenti aree di intervento
previste dal bando: a) servizio di baby sitting per specifiche esigenze di conciliazione; b) servizi per il nucleo
familiare quali scuolabus, centri estivi o altre iniziative a favore delle famiglie per l’accoglienza dei figli durante
l’estate nel periodo di chiusura delle scuole; c) centri per le famiglie ed iniziative di aggregazione per bambini e
genitori; d) iniziative informative per le famiglie su temi educativi e relazionali.
L’Amministrazione Comunale ha ritenuto che le risorse ottenute dovessero essere destinate, nel rispetto delle
finalità del Premio, all’implementazione dei servizi a sostegno delle famiglie attraverso interventi funzionali al
miglioramento e all’ampliamento dell’esistente; all’attivazione di nuove esperienze e, in particolare, al
rafforzamento e sostegno alla genitorialità ampliando i servizi offerti alle famiglie nei periodi di chiusura delle
attività scolastiche.
Il progetto “Animazione estiva nei giardini” prevede, di conseguenza, l’attivazione di interventi di animazione nelle
aree verdi attrezzate del territorio comunale tra cui una, in particolare, nell’ambito della Frazione Tetti Francesi.
Gli interventi di animazione previsti dal progetto hanno caratteristiche aggregative e di stimolazione ludica e
culturale e tengono conto degli elementi di continuità con i servizi e le proposte già in atto. Inoltre il progetto
consente di:
- offrire ai bambini opportunità di confronto con adulti diversi e arricchire le esperienze ludiche;
- favorire la socializzazione tra genitori e l’aggregazione fra famiglie creando opportunità strutturate di incontro;
- creare un momento di condivisione delle responsabilità educative tra genitori;
- sostenere le famiglie alleviando la fatica della gestione nei periodi di chiusura delle attività scolastiche;
- sensibilizzare l’adulto sull’importanza di alcune attività nel processo di crescita del bambino.
Si prevede che ciascun intervento abbia la durata di due ore, fatto salvo il tempo per la preparazione dell’intervento
stesso, se necessario.
Destinatari della proposta saranno i fruitori abituali delle aree verdi attrezzate e pertanto non si intende che vi sia
100
una presa in carico dei minori.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Scuole elementari
Scuole medie
Gruppi di genitori
Ecovolontari
Cittadini con capacità di cura del verde
Associazioni locali
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
www.piedibus.it
Piedibus.it è una associazione nata a Padova nel 2003, dall‟esperienza e dall‟entusiasmo di alcuni genitori della
scuola elementare Ricci Furbastro, che hanno “messo in strada” un Piedibus, tra i primi in Italia. Dopo aver fatto un
lavoro di ricerca, su altre esperienze, soprattutto all‟estero, aver provato sulla propria pelle le difficoltà e gli ostacoli
operativi, aver trovato soluzioni, predisposto la documentazione necessaria ed infine verificato che
il Piedibus poteva funzionare, abbiamo pensato di mettere in rete la nostra esperienza, condividendo il lavoro fatto,
nell‟intento di promuovere la pratica dell‟andare a scuola a piedi e di facilitare il compito di altri che avessero voluto
cimentarsi con il Piedibus.
Piedibus.it nasce con lo scopo di diventare un punto di incontro per tutti coloro che sono coinvolti, nella propria
scuola, nel proprio quartiere o nella propria città, nell‟organizzazione di un Piedibus. Vuole raccogliere in un unico
luogo, tutte quelle informazioni, notizie, documenti, e diventare una “biblioteca” di facile consultazione e di uso
immediato, raggruppando in un unico sito il maggior numero di risorse. Vuole essere inoltre un luogo dove
confrontare le proprie esperienze, aiutare a superare ostacoli o problemi che altri hanno già affrontato, diffondere e
pubblicizzare le varie iniziative.
A Reggio Emilia andiamo a scuola in BiciBus e PediBus
Il progetto “A Reggio Emilia andiamo a scuola in BiciBus e PediBus”, nato nel 2003 nell‟ambito del progetto "A
scuola da soli in sicurezza" e coordinato dal Comune di Reggio Emilia (Politiche per la Mobilità e Ufficio Mobilità
ciclabile) in collaborazione con l'Associazione "Tuttinbici–FIAB", si propone di coinvolgere in modo attivo gli
insegnanti, gli studenti e i genitori in un progetto di mobilità sostenibile negli spostamenti casa - scuola.
Per aumentare la sicurezza e la visibilità, ai bambini che aderiscono al BiciBus/PediBus è regalato un Kit
colorato (pettorina, casco/carrello porta zaino e mantella per la pioggia) da indossare lungo il percorso.
E‟ riorganizzata la sosta delle bici attraverso l‟installazione di rastrelliere riservate ai bambini che partecipano al
BiciBus. Sono inoltre organizzate lezioni per le persone che si rendono disponibili ad accompagnare i
bambini lungo i percorsi del BiciBus/PediBus. Il BiciBus/PediBus è preceduto e affiancato da laboratori pratici e
approfondimenti tecnici in classe di educazione alla mobilità sostenibile, alla sicurezza stradale e alla conoscenza
della bicicletta (“Carta di identità della bici”; “La storia della bicicletta”; Laboratorio “manutenzione bici”; Patentino
europeo per la bicicletta; Bicicletta e salute). Inoltre sono organizzate gite scolastiche in bicicletta e incontri con
esperti (pediatri, pedagogisti, ass. Tuttinbici, tecnici comunali, ...) rivolti alle famiglie per parlare di salute, diritto
all'autonomia, mobilità sostenibile e sicurezza.
Progetto per l’adozione dell’area verde di pertinenza di Palazzo Giulio d’Este, sede della Prefettura di
Ferrara, e per la partecipazione alle attività di valorizzazione della cultura della repubblica italiana
La Prefettura, la Provincia e l‟Istituto Tecnico Agrario “Statale F.lli Navarra” (d‟ora in poi ITAS F.lli Navarra), con il
sostegno della Fondazione per l‟Agricoltura “Fratelli Navarra” ed il contributo di Confartigianato Ferrara, insieme
alla ditta associata “Mondo Verde vivai piante di Bordin Aldo Giovanni” di Copparo (d‟ora in poi ditta Mondo
Verde), intendono realizzare il progetto di cui sopra, che sarà così articolato [si riporta solo il punto 1 del
101
documento]:
Punto 1 – Oggetto e finalità
L‟ITAS “ F.lli Navarra” e la “Fondazione per l‟Agricoltura Fratelli Navarra” si impegnano a provvedere ad alcuni
interventi di manutenzione ordinaria del giardino di pertinenza della sede della Prefettura [una pulizia iniziale dei
vialetti e delle aiuole del giardino; la potatura delle rose e delle peonie esistenti; la pulizia all‟interno della fontana
ove sono presenti piante acquatiche; uno o due interventi nel periodo primaverile-estivo per una piccola
manutenzione delle aiuole di officinali, di rose e peonie, e della siepe di bosso; la cartellinatura botanica (nome
volgare, denominazione botanica e origine della specie) delle piante presenti nel Giardino; restano esclusi gli
interventi a carico delle piante ad alto fusto; sono escluse operazioni di manutenzione ordinaria quali sfalcio del
giardino, concimazione, irrigazione ecc.], compresa la cura delle piante ornamentali presenti nell‟ingresso e nel
cortile, in cambio di un ritorno pubblicitario dell‟iniziativa nelle forme e nei modi che verranno specificati nei punti
seguenti.
L‟ITAS “ F.lli Navarra” si impegna altresì a concedere alla Prefettura, a titolo di comodato d‟uso, piante ornamentali
da esporre negli spazi di Palazzo Giulio d‟Este in occasione di particolari ricorrenze quali le celebrazioni per la
Festa della Repubblica (2 giugno) ed il ricevimento con le Autorità per lo scambio degli auguri natalizi.
Al fine di coinvolgere nel progetto studenti che possano condividere iniziative caratterizzate da una profonda
valenza educativa, perché tese a favorire la crescita morale dei giovani nel rispetto delle istituzioni, lo stesso
Istituto si rende altresì disponibile a partecipare ad attività coordinate dalla Prefettura - in forme da definire di volta
in volta in ragione del tipo di evento che si intende promuovere – tese a valorizzare la cultura della Repubblica
Italiana ovvero ad altri progetti di particolare rilevanza storico-sociale: in particolare alle celebrazioni per il 150°
Anniversario dell‟Unità d‟Italia ed alla Giornata Mondiale dell‟Alimentazione.
La ditta Mondo Verde, d‟intesa con Confartigianato Ferrara, fornirà il proprio contributo al progetto realizzando a
proprie spese un impianto di irrigazione delle aiuole poste a ridosso della fontana, nella parte centrale del giardino.
Animazione estiva Giardini di Padre Gherardo a Piacenza. A Piacenza, prosegue l‟attività iniziata negli anni
scorsi di animazione estiva presso i giardini di Padre Gherardo, all'angolo tra viale Il Piacentino e via Giarelli. Fino
al 10 settembre (con pausa dal 9 al 19 agosto), dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.30 e, il mercoledì, dalle
20.30 alle 23.00, gli operatori della Cooperativa Aurora Domus, cui il Comune ha affidato il servizio, propongono
giochi, spettacoli e momenti di divertimento per adulti e bambini.
Tra gli appuntamenti in programma, nella serata di mercoledì 21 luglio la "Compagnia del Sacchetto" si esibirà ne
"Il circo Arcobaleno", coinvolgendo i più piccoli con la micromagia e le ombre. Lunedì 2 agosto, con orario
continuato dalle 17 alle 23, spazio invece al torneo di calcio balilla.
Azione 2.2 Sostegno alle mamme per la gestione di bimbi 0-3 anni
OBIETTIVI
 Rispondere alle esigenze crescenti delle famiglie di conciliazione dei tempi del lavoro con quelli dei figli
attraverso l‟attivazione di servizi di cura e animazione dei bambini, che possano supportare le famiglie nella
gestione quotidiana e soprattutto nella gestione delle emergenze
 Sostenere le famiglie attraverso un‟attività di formazione, mediazione, orientamento nei confronti di servizi
privati di gestione dei bambini 0-3 anni
 Mettere in rete le risorse presenti sul territorio per supportare le esigenze delle famiglie con figli piccoli
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Uno dei problemi principali delle famiglie con figli in età compresa tra i 0 e i 6 anni e la conciliazione dei tempi del
lavoro dei genitori (con un orario spesso non flessibile) con quelli della cura dei figli (scuola, malattia, dopo scuola,
ecc.). In molti casi per poter rispondere a queste esigenze complesse le famiglie fanno ricorso alla rete parentale
e, quando esistenti, ai servizi presenti sul territorio, ma non sempre queste soluzioni sembrano rispondere appieno
ai bisogni dei genitori.
A partire da tale considerazione, e sulla base di quanto emerso negli incontri realizzati nell’ambito del percorso di
costruzione del PCO, si intende sperimentare un servizio pubblico-privato di cura e animazione dei bambini (0-6
102
anni), da affiancare alle opportunità già presenti sul territorio del Comune di Rivalta (asilo nido e nido aperto).
Nella definizione del servizio particolare peso verrà dato sia alla messa in rete delle risorse presenti sul territorio
sia alla costruzione di un sistema di garanzie per le famiglie.
Di seguito vengono riportate alcune soluzioni individuate in via preliminare e che potranno essere oggetto della
sperimentazione.
Ideazione, formazione e realizzazione di un servizio “nonne a spot”: il percorso di analisi per l’elaborazione
del PCO ha evidenziato che esiste un evidente problema economico alla base della scelta di alcune mamme di
non affidarsi alla baby-sitter, scelta che le costringe a dividersi tra famiglia e lavoro, ad appoggiarsi ai nonni
quando ci sono e a vivere con stress e spesso con forti conflitti la propria dimensione lavorativa. La necessità di
usufruire frequentemente di permessi, ferie, congedi crea infatti forti tensioni sia con il datore di lavoro che con i
colleghi. Per questi motivi, se ne avessero la possibilità, molte mamme accetterebbero di buon grado l’aiuto di
“nonne volontarie” disposte a fare da “nonne a spot”, occasionalmente. La sensazione è che a Rivalta esistano
molte donne in pensione che per occupare il proprio tempo sarebbero disponibili a prendersi cura saltuariamente
di bambini, con passione e cura.
I vantaggi di un servizio di questo tipo sono evidenti:
- possibilità per alcune “nonne volontarie” di rimanere attive o ritornare attive nella comunità;
- costi contenuti, in quanto si immagina che le “nonne volontarie” chiedano al massimo un piccolo contributo,
anche perché potrebbero organizzarsi e trovarsi più “nonne” con più bambini.
Naturalmente il rischio è che alcuni genitori potrebbero diffidare di estranee, in questo senso è fondamentale la
mediazione dell’ente pubblico come promotore supervisore dell’iniziativa che dovrebbe:
- organizzare un percorso di formazione per le aspiranti “nonne”;
- costituzione di un albo per fare la “nonna a spot”;
- sperimentazione dell’iniziativa con alcune famiglie e “nonne a spot”;
- promozione dell’iniziativa presso la cittadinanza.
Potrebbe inoltre essere interessante iniziare a sperimentare il servizio con alcune donne che sono già nonne e che
si occupano settimanalmente dei nipoti e sarebbero disponibili, eventualmente affiancate da amiche “nonne
volontarie” a guardare anche altri bambini in spazi messi eventualmente a disposizione dal Comune.
Elenchi e albi di baby sitter: la difficoltà a trovare una baby sitter competente e affidabile potrebbe essere in
parte fronteggiata attraverso la costruzione di un albo comunale di baby-sitter professionali o di persone disponibili
a fare la baby-sitter che potranno essere inserite nell’albo dopo un corso di formazione.
L’istituzione di un elenco o albo consentirebbe di:
- dare una forma di garanzia alle famiglie che ricercano tramite l’albo una babysitter;
- consentire a coloro che sono interessati/e fare il/la bay sitter di avere un canale preferenziale di contatto con le
famiglie;
- consentire alle persone interessate di seguire un percorso di formazione sul tema, di particolare interesse ad
esempio per coloro che frequentano gli istituti psicopedagogici, che fanno gli animatori presso i centri estivi,
ecc;
- consentire alle ex tate dell’asilo e alle insegnanti in pensioni di continuare a far tesoro della loro esperienza.
La supervisione dell’albo da parte del Comune costituisce in ogni caso un elemento fondamentale di garanzia
come la predisposizione di un corso di formazione che possa essere in qualche modo certificato (docenti esperti,
attestato di frequenza, ecc.).
Nido in famiglia: alcune mamme vedono con favore l’idea di mettere a disposizione la propria abitazione per
accogliere altri bambini di cui occuparsi mentre crescono il loro.
Il “nido in famiglia” infatti, come specificato dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 48-14482 del 29
dicembre 2004, è un servizio sperimentale socio-educativo-ricreativo che accoglie minori di età compresa tra i 3
mesi e i 3 anni, fino ad un massimo di 4, e la permanenza del bambino, non appartenente al nucleo familiare di
base, non può superare le 5 ore continuative. Il nido in famiglia è destinato a favorire le opportunità di
socializzazione dei bambini, nonchè a valorizzare il ruolo dei genitori nell’intervento educativo, prevedendone il
diretto coinvolgimento nella conduzione e nella gestione del servizio.
103
Il nido in famiglia è un luogo di vita per i bambini inserito in un contesto ambientale e sociale di tipo familiare che
intende dare una risposta alla domanda relativa ad una possibile alternativa ai servizi tradizionali (asilo nido e
micro-nido), con un’offerta diversa, che abbia delle caratteristiche di flessibilità, negli orari e nella strutturazione, al
fine di conciliare l’esigenza di mantenere, quanto più possibile, il contatto genitori e figli, assicurando nello stesso
tempo alla famiglia, e alle madri in particolare, spazio e tempo per lo svolgimento delle attività lavorative e di altre
incombenze.
Tra i principali obiettivi del servizio si situa infatti la volontà d’incentivare fra le donne e le famiglie legate da
rapporti di vicinato o di amicizia, l’aggregazione e la cultura dello scambio e delle relazioni, in funzione
dell’arricchimento reciproco e del rafforzamento del ruolo genitoriale.
Rispetto ai servizi tradizionali si differenzia per la sua totale integrazione con il contesto abitativo, la flessibilità nel
funzionamento e la ridotta capacità ricettiva.
L’attivazione del nido in famiglia deve essere concordata con l’Ente locale di riferimento al fine di assicurare il
coordinamento con la rete dei servizi per la prima infanzia presenti sul territorio comunale, nonché il raccordo con i
servizi sociali del territorio. Il nido in famiglia deve dimostrare il collegamento con almeno un servizio tradizionale
(asilo nido, micro-nido, centro di custodia oraria) per la prima infanzia; tale collegamento deve garantire una
supervisione del servizio e un supporto all’esercizio dell’attività.
Tagesmutter. Accanto a queste soluzioni che non prevedono operatori specializzati, interessante risulta essere la
figura della tagesmutter (“mamma di giorno”), una figura professionale, generalmente di sesso femminile, con
funzioni di assistente domiciliare all'infanzia, che svolge presso il proprio domicilio, sino ad un massimo di 6
bambini, compresi i propri figli, da 3 mesi a 3 anni. Questa servizio costituisce una forma intermedia tra l’asilo, la
figura della baby-sitter e il nido in famiglia in quanto garantisce professionalità, flessibilità di orario,
personalizzazione del servizio.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
- nonne a spot: nonne e nonni residenti sul territorio comunale disponibili a dedicare il proprio tempo
- elenchi e albi di baby sitter: giovani residenti sul territorio comunale interessati a sperimentarsi nel mondo del
lavoro o che, in attinenza al percorso formativo in corso, intendono iniziare a fare esperienza
- nido in famiglia: mamme residenti sul territorio comunale che sono disposte a mettere a disposizione la loro
abitazione e il loro tempo per la cura di altri bambini
- Tagesmutter: tagesmutter presenti nei comuni limitrofi per la creazione di una rete a servizio del comune di
Rivalta (ed eventuale formazione di altre tagesmutter)
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Asili associativi (Francia). Si tratta di asili a tempo pieno nei quali i parenti dei bambini che li frequentano
affiancano gli operatori salariati sia nelle attività di cura dei bambini sia nelle mansioni burocratiche. Questo tipo di
asilo riceve dei finanziamenti dal Comune funzionali all‟equiparazione delle tariffe dell‟asilo a quelle degli asili
comunali.
Assistenza condivisa (Garde partagè, Francia). Spesso la spesa della babysitter è difficile da sostenere nel
lungo periodo da una famiglia così in Francia sono nate le “garde partagè”, ovvero due o più famiglie si mettono
d'accordo per condividere la stessa baby-sitter che guarda i bambini una settimana a casa di una famiglia e una
settimana a casa dell‟altra.
Albo baby sitter (Mantova). Esistono molti esempi in Italia di comuni che hanno attivato un albo di baby sitter, uno
di questi è il Comune di Mantova che ha promosso un “Albo di personale qualificato per l'accudimento a domicilio
di bambini in età 0 - 6 anni ("baby sitter")”. Sul sito del Comune si legge: nell'ambito dei progetti promossi in sede
locale ai sensi della Legge Regionale 23/99, dall'anno 2002 è attivo un "Albo comunale di personale qualificato per
l'accudimento a domicilio di bambini da 0 a 6 anni di età" (Baby Sitter). Ne fanno parte oltre venti persone che
104
hanno frequentato con profitto appositi corsi di formazione, promossi e coordinati dal Settore Attività Educative del
Comune di Mantova, e organizzati dalla Coop. Sociale Onlus "Il Giardino dei Bimbi". Le operatrici hanno
approfondito, con la supervisione di docenti qualificati, le seguenti aree tematiche: psicologia dell'età evolutiva,
relazioni e dinamiche familiari, tecniche e strategie di comunicazione e ascolto, sicurezza tra le mura domestiche e
primo soccorso, allestimento dello spazio domestico e giochi, attività per lo sviluppo creativo.
New Fatherhood Concepts in European Cities (Università degli studi di Trento - Dipartimento di Sociologia e
Ricerca Sociale). L‟obiettivo principale del progetto New Faces è incoraggiare i padri a usufruire dei congedi
parentali, attraverso la diffusione di informazioni sulle opportunità di accedervi e l‟organizzazione di workshop
rivolti agli uomini che stanno per diventare o sono appena diventati padri. L‟obiettivo nel lungo periodo consiste
nell‟appropriazione da parte dei padri del proprio diritto di godere del congedo parentale. Nel breve periodo si mira
al sostegno delle amministrazioni locali in modo che riescano ad agevolare i padri in un‟ottica di maggiore
conciliazione tra la sfera lavorativa e quella familiare. La diffusione delle informazioni rispetto alle opportunità
esistenti per i padri avverrà a livello locale, dove le linee guida europee e nazionali devono trasferirsi in adeguate
politiche di conciliazione. In questo quadro, le città e gli istituti di ricerca coinvolti nel progetto lavoreranno insieme
per organizzare seminari informativi, e per redigere una guida rivolta alle amministrazioni locali sul ruolo delle città
nel sostegno della parità di genere. Incoraggiare gli uomini nella richiesta del congedo parentale non solo dà al
padre la grande opportunità di trascorrere più tempo con i propri figli nel periodo dell‟infanzia, ma dà anche alle
madri la possibilità di non essere emarginate dal mercato del lavoro, sostenendo quindi la carriera professionale
delle donne.
SOSS – Servizi Organizzati Senza Sorprese (Comune di Modena). SOSS è una banca dati che permette di far
incontrare la domanda e l‟offerta di servizi per la cura della casa e della persona come baby sitting, allestimento di
feste per i bambini, parrucchieri a domicilio, pulizie, riparazioni e manutenzione della casa e del giardino, piccoli
trasporti, consegne. E‟ un progetto sperimentale promosso dal Comune di Modena e cofinanziato dall‟Unione
Europea, pensato
per venire incontro alle piccole esigenze quotidiane, mettendo a disposizione un elenco di fornitori selezionati che
garantiscono la trasparenza dei prezzi ed un‟esecuzione rapida ed efficiente dei servizi.
Azione 2.3 Servizi pubblici e privati più attenti ai “bambini al seguito”
OBIETTIVI
 Migliorare l‟accessibilità ai servizi per le famiglie con “bambini al seguito”
 Rendere gli spazi che ospitano servizi (a partire da quelli pubblici) luoghi nei quali sia possibile accedervi
anche con bambini
 Rendere la città più accogliente nei confronti delle famiglie e in particolare delle neo-mamme
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Dalle attività di analisi e coinvolgimento della cittadinanza svolti nel processo di elaborazione del PCO sono
emerse numerose considerazioni legate alla difficile accessibilità del servizi pubblici e provati da parte delle neomamme. Spostarsi con i bambini è infatti, nella maggioranza dei casi, un’operazione complessa (passeggino,
necessario per cambiarli/intrattenerli/sfamarli, ecc.) ma può risultare ancora più difficoltoso se si deve sbrigare una
pratica o accedere ad un ufficio pubblico perché a) spesso non vi sono spazi in cui sostare senza “ingombrare”, b)
nell’attesa del proprio turno è difficile intrattenere i bambini o allattarli senza disturbare gli altri e c) a volte per
portare a termine una pratica è necessario ritornare più volte nello stesso ufficio o passare da un ufficio all’altro.
Per venire incontro alle esigenze di coloro che si spostano con “bambini al seguito” si propone iniziare ad
adeguare i servizi pubblici e privati del Comune di Rivalta a tre standard minimi di “accoglienza e permanenza”:
- sportello prioritario: negli uffici pubblici e privati dedicare corsie preferenziali o dare la priorità alle persone
con bambini al seguito (riducendo pertanto i tempi di gestione dei bambini negli uffici ed evitando l’eventuale
disturbo prodotto dai bambini agli altri uffici o alle persone in coda)
105
-
fasciatoio/allattamento: prevedere spazi dedicati per il cambio dei bambini e per l’allattamento (evitando
cambi improvvisati, e poco sicuri, su sedie e tavoli e garantendo la tranquillità necessaria durante
l’allattamento).
- strisce rosa: realizzare alcuni parcheggi riservati a coloro che hanno bambini al seguito in prossimità
dell’ingresso degli uffici per ridurre il tragitto da percorrere a piedi, per garantire spazi adeguati e protetti per
caricare/scaricare i passeggini e per, di conseguenza, incentivare le persone con bambini al seguito ad uscire
di casa (in particolare le neomamme).
A supporto della diffusione di tali standard minimi si prevede la realizzazione di una campagna di informazione
e/o la costituzione di un tavolo di coordinamento con tutti i servizi pubblici e privati della città che potrebbe
essere poi allargato alla grande distribuzione, al sistema della ristorazione e del tempo libero (mostre, fiere, ecc.).
Inoltre potrebbe essere utile la semplificazione della procedura per la registrazione della nascita. Per la
registrazione della nascita del bambino è necessario recarsi sia in Comune che all’Agenzia delle Entrate per
richiedere il codice fiscale: potrebbe essere utile sperimentare un sistema che consenta il disbrigo della pratica
recandosi presso un solo ufficio. Il Comune di Rivalta aveva sperimentato tempo fa l’attribuzione diretta del codice
fiscale, poi sospesa a causa di nuove disposizioni normative a cui l’Agenzia delle Entrate aveva dovuto
uniformarsi.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Uffici pubblici e privati del Comune di Rivalta: comunali, ASL, banca, posta
Grandi catene di distribuzione presenti sul territorio comunale
Sistema della ristorazione
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
La stanza delle coccole (ad es. nelle stazioni ferroviarie di Bologna, Modena e Ravenna). "La stanza delle
coccole", riservate alle famiglie con bambini fino ai 6 anni, è attrezzata con giochi, libri, fasciatoio, scaldabiberon,
salviette per l'igiene e pannolini ed è utilizzabile dalle 7.30 alle 19.30 (per accedervi i genitori devono chiedere una
chiave agli sportelli della biglietteria).
Territorio amico della Famiglia (Provincia Trento). La Giunta Provinciale ha approvato i disciplinari che
individuano i criteri per l‟ottenimento del marchio “Family in Trentino” per alcune categorie: musei, comuni, pubblici
esercizi di somministrazione pasti e bevande, eventi temporanei a misura di famiglia (mostre, convegni, fiere),
servizi per crescere assieme a supporto della vita familiare (es. tariffe agevolate per le famiglie che accedono
all‟evento, la programmazione di eventi di particolare interesse per le famiglie e i bambini e spazi gioco per
bambini, per la ristorazione è obbligatorio disporre di prodotti adatti ai bambini di età inferiore ai 24 mesi e
accessori baby, attenzione particolare al servizio e ai tempi di attesa nella distribuzione dei pasti ai bambini, menù
fissi a prezzo dichiarato per bambini con eliminazione del coperto e l‟offerta di pacchetti famiglia, ecc.). Tali
disciplinari prevedono che siano le stesse organizzazioni richiedenti ad effettuare un‟autovalutazione del proprio
operato sulla base dei requisiti individuati. Tale autovalutazione dà quindi luogo ad un punteggio che consente o
meno l‟acquisizione del marchio in base ad una soglia minima di accesso. La volontà di rendere sempre più
concreto e apprezzato il servizio erogato alle famiglie da queste organizzazioni che si sono qualificate come
eccellenze familiari, ci spinge ad un aumento dei requisiti del 10% quale livello minimo per l‟ottenimento del
marchio. Si prevede inoltre di redigere disciplinari per altri settori di attività (quali ad esempio: associazioni
sportive, ecomusei, parchi naturali...) al fine di estendere gli ambiti in cui sarà possibile ottenere il marchio. Si
prevede, inoltre, di elaborare uno specifico documento di Linea guida, che possa individuare un processo di
certificazione che disciplini nel dettaglio il processo virtuoso già implementato da anni in Trentino su queste
tematiche.
106
Azione 2.4 Progetti per una città a misura di famiglie
OBIETTIVI
 Rendere la città uno spazio a misura di famiglia
 Creare nuove opportunità che consentano alle famiglie di “vivere” la città
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Le famiglie sono utenze complesse all’interno delle quali si sovrappongono e interagiscono esigenze e bisogni
spesso molto diversi per entità, tempi, servizi: luoghi e orari di lavoro incompatibili con i luoghi e gli orari della
scuola e del tempo libero dei figli, eventuali persone a carico che devono essere accudite, orari di uffici e servizi
spesso inconciliabili con quelli della famiglia, ecc.
In questa prospettiva è fondamentale che i territori avviino una riflessione sempre più articolata sui servizi e le
strategie da adottare al fine di rispondere a queste necessità consentendo, di conseguenza, di migliorare la qualità
della vita dei propri cittadini.
Interessante risulta pertanto l’adesione al network nazionale sulle politiche familiari promosso dalla Provincia
Autonoma di Trento.
La Provincia di Trento ha sostenuto fortemente in questi anni lo scambio di buone pratiche per creare anche in
ambito nazionale una nuova cultura su tematiche che coinvolgono direttamente la famiglia. Il particolare approccio
alla tematica “famiglia”, adottato dall’amministrazione provinciale di Trento nel corso della passata legislatura, sta
suscitando particolare interesse da parte di altre realtà regionali. Basti pensare che la Provincia di Verona, la Città
di Lamezia Terme, il Comune di Parma ed infine quello di Fano hanno sottoscritto, rispettivamente nel 2006, 2008,
2009, 2010, con la Provincia Autonoma di Trento specifiche convenzioni o protocolli di intesa per ottenere un
supporto di consulenza finalizzato alla redazione ed approvazione di piani di intervento in materia di politiche
familiari e l’adozione di percorsi di certificazione familiare ad organizzazioni pubbliche e private analoghi a quelli
già implementati in Trentino (Fit Family e Audit famiglia & Lavoro). Altre realtà regionali hanno già manifestato forte
interesse sul modello adottato dal Trentino per l’attivazione delle politiche familiari, coinvolgendo i vari attori
territoriali e l’associazionismo familiare. Nei prossimi anni si proseguirà in questa direzione e si valuterà la
possibilità di istituire un network regionale che raggruppi le amministrazioni che implementano iniziative virtuose in
tema di politiche familiari.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Provincia Autonoma di Trento
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Trento e Piacenza alleati per la famiglia. La Provincia Autonoma di Trento ha firmato nel mese di giugno 2010
un protocollo di intesa con la Provincia di Piacenza nel quale si impegna mettere a disposizione l‟esperienza
maturata sui temi delle politiche a sostegno del benessere familiare supportando il comune di Piacenza
nell'elaborazione di piani e progetti a favore delle famiglie del comune emiliano. Fra i progetti, prevista l'istituzione
a Piacenza di un'Agenzia per la famiglia.
Azione 2.5 Servizi per una città a misura di anziani
OBIETTIVI
 Migliorare la conciliazione dei tempi anche per le famiglie che si occupano di anziani
 Creare opportunità di socializzazione per gli anziani
 Creare le condizioni per sostenere l‟autonomia degli anziani, in particolare di quelli soli
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DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Nel Comune di Rivalta, in linea con quanto si registra a livello regionale (si veda l’approfondimento sull’azione nel
capitolo 6.4), si assiste ad un invecchiamento della popolazione: le persone con più di 75 anni sono 1.440 (dati
giugno 2010) e costituiscono circa il 7,5% della popolazione.
Accanto agli anziani che vivono soli e autonomi, ve ne solo altri che pur rimanendo nella propria abitazione
necessitano di cure e/o aiuti per la gestione del quotidiano e altri che, per motivi di salute, economici o
semplicemente per evitare la solitudine, vivono con i propri figli. In questi ultimi due casi le esigenze della persona
anziana costituiscono una nuova dimensione temporale che si somma a quella del nucleo famigliare nel suo
complesso, del lavoro, dei figli e del tempo libero.
Risulta pertanto fondamentale, accanto alle azioni che consentono di conciliare meglio i tempi di genitori-figliscuola-lavoro, anche progettualità in grado di supportare, attraverso servizi di domiciliarità leggera, le esigenze di
cura degli anziani e di conciliazione dei tempi delle famiglie che se ne occupano. Si tratta di servizi complessi, che
richiedono risorse economiche e personale competente, pertanto ogni azione di seguito descritta dovrà prima
essere attentamente valutata con i soggetti locali competenti.
I servizi che si intendono sperimentare, una volta valutatane la fattibilità con i soggetti competenti, sono i seguenti
e prevedono, nella loro attuazione, l’attivo coinvolgimento delle strutture di assistenza, per il tempo libero e culturali
presenti sul territorio rivaltese
Centro diurno per anziani
Sperimentazione di un servizio che preveda la possibilità di portare la persona anziana durante il giorno presso
una struttura che provvede non solo ai pasti ma promuove e organizza attività di socializzazione, cura della
persona e, quando possibile, partecipazione attiva alla vita sociale del paese.
Una struttura di questo tipo consentirebbe, da un lato, di dare autonomia e sostegno all’anziano, prevenendo
dinamiche di isolamento e, dall’altro, di fornire un valido supporto alla famiglia che se ne occupa (presso il proprio
domicilio o in maniera continuativa presso il domicilio dell’anziano) che in questo modo verrebbe aiutata rispetto
alla gestione dei tempi familiari e di cura della persona.
Per la realizzazione dell’azione si prevedono una serie di incontri preliminari con i servizi e le strutture già
operative sul territorio per comprende la fattibilità da un punto di vista economico, del personale e degli spazi
dell’azione. Qualora l’azione venisse valutata “sperimentabile” verranno realizzati:
- degli incontri con i servizi e le strutture presenti sul territorio che si occupano di anziani per comprendere
come, dove, con quali costi e per quante persone attivare il servizio sperimentale;
- un “bando” per l’individuazione delle persone che potranno avere accesso al servizio in questa sua prima fase
sperimentale;
- un percorso di comunicazione funzionale a presentare e promuovere l’iniziativa;
- attività di monitoraggio e valutazione dell’azione funzionale a comprendere l’efficacia, l’attivazione
permanente, i criteri per accedere al servizio, ecc.
Servizi domiciliari a favore dell’autonomia.
Spesso le persone anziane sole trascurano aspetti semplici della propria quotidianità (prepararsi un pasto, cura
della persona, fare il bucato, ecc.) per mancanza di stimoli facendo affidamento sulla famiglia o sulle reti
relazionali. A tal fine si intende sperimentare, una volta valutatane la fattibilità in termini di risorse e personale
competente, l’attivazione di un centro servizi rivolto agli anziani in grado di fornire, su richiesta, i seguenti servizi:
- servizio di lavanderia a domicilio;
- servizio di assistenza per la cura della persona (pulizia, taglio capelli, barba, ecc.);
- servizio di assistenza per la preparazione dei pasti ed accompagnamento a fare la spesa;
- servizio di accompagnamento per il pagamento di bollette, ritiro della pensione, ecc.
Valutata la fattibilità dell’azione, si prevedono:
- degli incontri con le strutture già operanti sul territorio che si occupano di servizi agli anziani e le associazioni
di volontariato al fine di definire la gestione del centro servizi;
- l’organizzazione di momenti di promozione e informazione sul servizio;
108
-
l’avvio della sperimentazione rivolta ad un numero limitato di persone individuate tramite selezione;
il monitoraggio dell’attività e la sua conseguente rimodulazione in caso di necessità.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Casa di riposo Bianca Della Valle
C.I.di S. Consorzio Intercomunale di Servizi
Unitre
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Mattinate al parco. Nel Comune di Trento, il Polo Sociale S.Giuseppe-S.Chiara, Ravina-Romagnano, in
collaborazione con varie realtà del territorio quali la Circoscrizione S.Giuseppe-S.Chiara, Casa Famiglia di Via
Borsieri, Civica casa di Riposo, Rsa di Via Veneto, Centro AUSER, Centro Diurno di Ravina, Centro Diurno “Il
Girasole”, Centro Franca Martini, Ass.Estuario, Centro Servizi Anziani di Via Belenzani, Coop. SAD, Circolo
Anziani di S.Giuseppe e S.Pio X con alcuni volontari, organizza all‟interno del Tavolo territoriale “Attività Aperte”
l'iniziativa “MATTINATE AL PARCO …un modo diverso per trascorrere l‟estate”. La finalità è quella di creare degli
spazi di incontro sicuri e stimolanti, fuori dall‟abituale e quotidiano contesto di vita, per condividere in compagnia
delle esperienze di socializzazione e svago che valorizzino il ruolo sociale delle persone. Sulla base di queste
peculiarità è nata l‟idea di proporre durante l‟estate l‟iniziativa “Mattinate al Parco”, per dare l‟opportunità agli
anziani, in modo particolare agli anziani soli, di lasciare per qualche ora l‟afa della città e poter assaporare il clima
piacevole e rilassante di un giardino storico, quale Parco Garbari, situato in collina in prossimità di Villazzano, oltre
a momenti ricreativi, socializzanti ed aggregativi accompagnati da una fresca merenda. L‟iniziativa si svolge dalle
ore 9.00 alle ore 11.00 di martedì 3, 10 e 17 agosto 2010 presso Parco Garbari (Loc.Conci a Villazzano), dove è
possibile arrivare con l‟autobus urbano n. 3. L‟iniziativa è gratuita ed aperta a tutti gli anziani del territorio.
Trentino sociale: iniziative rivolte agli anziani (http://www.trentinosociale.it). La Provincia Autonoma di
Trento promuove le seguenti iniziative:
- Assistenza domiciliare: aiuto domiciliare e sostegno relazionale alla persona. I destinatari sono tutti coloro che,
indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali, necessitano di sostegno, temporaneo o
continuativo, per la presenza di disabilità o di situazioni che comportino il rischio di emarginazione. L‟aiuto
domiciliare e l‟assistenza alla persona si compongono di tre tipi di attività:
Cura e aiuto alla persona: igiene personale
Governo della casa (riordino, pulizia dell‟abitazione, degli effetti personali e del vestiario, spesa per i
generi di prima necessità, ecc.)
Attività di sostegno psico-sociale e relazionale (accompagnamento per favorire i rapporti con l‟esterno,
promozione di forme di auto-aiuto, ecc.).
Per l'attivazione del servizio occorre presentare domanda presso il Servizio socio-assistenziale dell'Ente
gestore o presso l'assistente sociale di zona che provvederà alla valutazione del bisogno e dei requisiti. La
persona che usufruisce del servizio è chiamata a sostenere un costo orario stabilito in base al reddito del
nucleo familiare. Il servizio è gratuito per utenti con reddito uguale o inferiore al minimo vitale.
- Assistenza domiciliare: servizio lavanderia. È rivolto a persone sprovviste di lavatrice o di spazi idonei che
consentano di provvedervi in proprio o incapaci di gestire direttamente tale funzione. Per l'attivazione del
servizio occorre presentare domanda presso il Servizio socio-assistenziale dell'Ente gestore o presso
l'assistente sociale di zona che provvederà alla valutazione del bisogno e dei requisiti. Il costo a carico
dell‟utente è determinato con quote orarie stabilite in base al reddito del nucleo familiare. Il servizio è gratuito
per utenti con reddito uguale o inferiore al minimo vitale.
- Assistenza domiciliare: servizio pasto a domicilio. I destinatari sono persone che necessitano di sostegno,
temporaneo o continuativo, nella preparazione e/o somministrazione del pasto in quanto incapaci di
provvedervi direttamente. Per l'attivazione del servizio occorre presentare domanda presso il Servizio socio109
-
-
-
-
assistenziale dell'Ente gestore o presso l'assistente sociale di zona che provvederà alla valutazione del
bisogno e dei requisiti. Il costo a carico dell‟utente è determinato con quote stabilite in base al reddito del
nucleo familiare a cui va aggiunta una quota per la consegna. Alle persone con reddito uguale o inferiore al
minimo vitale si applica la quota base, mentre non è applicata la quota per la consegna.
Assistenza domiciliare: telesoccorso e telecontrollo (teleassistenza). Il telesoccorso è un servizio che risponde
principalmente al bisogno di assicurare alle persone che hanno ridotta autonomia o sono a rischio di
emarginazione, un intervento tempestivo in caso di malore, infortunio o altre necessità. Il telecontrollo
periodico assicura il monitoraggio della situazione della persona attraverso colloqui telefonici ed
eventualmente attiva i servizi socio-sanitari di riferimento. Il servizio è attuato tramite il collegamento telefonico
(con apposito apparecchio) dell'utente ad una centrale operativa tutti i giorni dell'anno 24 ore su 24. Per
l'attivazione del servizio occorre presentare domanda presso il Servizio socio-assistenziale dell'Ente gestore o
presso l'assistente sociale di zona che provvederà alla valutazione del bisogno e dei requisiti. Il costo a carico
dell‟utente è determinato con una quota giornaliera stabilita in base al reddito del nucleo familiare. Il servizio è
gratuito per utenti con reddito uguale o inferiore al minimo vitale.
Centro di servizi. I centri servizi offrono prestazioni di carattere ricreativo, ginnastica dolce, di cura e igiene alla
persona, servizio mensa e lavanderia. Le strutture sono aperte di norma nei giorni feriali con un orario minimo
di 4 ore. Per accedere occorre presentare domanda presso il Servizio socio-assistenziale dell'Ente gestore o
presso l‟assistente sociale di zona. Il costo, a carico dell‟utente in relazione alle prestazioni fruite, è
determinato con quote stabilite annualmente dalla Giunta Provinciale.
Centro diurno per anziani. I servizi erogati dal Centro sono volti alla socializzazione, all'attivazione e al
mantenimento delle capacità residue della persona. Può essere luogo di incontro sociale, culturale, ricreativo e
di ristoro. All‟interno del Centro sono garantite: prestazioni assistenziali, attività motoria, di animazione e di
socializzazione, il servizio mensa ed il trasporto. Per accedere occorre presentare domanda presso il Servizio
socio-assistenziale dell' Ente gestore o presso l‟assistente sociale di zona. L‟inserimento avviene sulla base di
un progetto predisposto dall‟assistente sociale in accordo con la persona e la sua famiglia. La persona che
usufruisce del servizio è chiamata a sostenere un costo commisurato alla presenza (o all‟assenza
ingiustificata) stabilito in base al reddito del nucleo familiare a cui si aggiunge la compartecipazione alla spesa
per eventuali prestazioni di igiene personale, pasto e trasporto.
Servizio pasti presso strutture. I destinatari sono persone che necessitano di sostegno temporaneo o
continuativo nella preparazione e/o somministrazione del pasto in quanto incapaci di provvedervi direttamente.
L'erogazione del servizio pasti presso strutture ha quale obiettivo principale quello di favorire la socializzazione
della persona assistita. Per attivare il servizio occorre presentare domanda presso il Servizio socioassistenziale dell'Ente gestore o presso l'assistente sociale di zona che provvederà alla valutazione del
bisogno e dei requisiti. Il costo a carico dell'utente è determinato con quote stabilite in base al reddito del
nucleo familiare. Alle persone con reddito uguale o inferiore al minimo vitale si applica solo la quota base.
Sostegno alla domiciliarità delle persone anziane affette da demenza. Gulliver Cooperativa Sociale Modena
ha aperto nel 2003 il Centro Aster, con i servizi di centro diurno specialistico e di centro notturno, al fine di:
1. migliorare la qualità delle cure e della vita degli anziani dementi attraverso il sostegno delle loro abilità residue
e una assistenza socio - sanitaria commisurata ai bisogni ed alle esigenze di ciascuno;
2. offrire a chi assiste un malato di demenza a domicilio opportunità di sollievo al fine di ridurre lo stress e
riconquistare spazi personali per svolgere attività diverse, sostituendolo nell‟assistenza continua al paziente
per brevi periodi o lunghi periodi attraverso soluzioni caratterizzate dalla varietà dei servizi proposti, dalla
flessibilità di fruizione e dalla tempestività di attivazione.
Il centro Aster, collocato a Modena est, all‟interno della rete dei servizi del panorama modenese e provinciale, si
distingue per essere in grado di dare risposte nuove ai crescenti bisogni delle persone anziane affette da patologie
dementigene e delle loro famiglie.
Il centro Aster è un progetto innovativo in grado di dare ai cittadini risposte che i servizi tradizionali non
garantiscono.
Aster: un servizio flessibile. Aster offre ospitalità diurna e notturna, tutti i giorni compresi i festivi, per uno o più
giorni, coprendo, di fatto, con le diverse tipologie di servizio, l‟arco delle 24 ore. In relazione alle esigenze
dell‟ospite o della famiglia, è possibile concordare diverse modalità di frequenza all‟interno del centro, nell‟arco
della giornata, della settimana o del mese: fascia oraria del mattino o del pomeriggio; permanenza notturna;
specifiche giornate di frequenza; sabato, domenica o week-end.
110
Aster: il sollievo 7 giorni su 7. Il centro diurno specialistico, convenzionato con il comune di Modena per 16 posti,
offre assistenza socio-sanitaria diurna dalle 07,30 alle 19,30 dal lunedì alla domenica. I servizi forniti agli utenti
sono i seguenti:
- assistenza tutelare e aiuto nelle attività di vita quotidiana, assistenza infermieristica;
- attività di animazione e socializzazione: gli ospiti sono coinvolti in varie esperienze volte a stimolare le loro
capacità residue e a produrre uno stato di benessere (es. laboratorio di pasta di sale, ginnastica di gruppo,
musicoterapia, uscite e gite con i familiari, attività di riattivazione cognitiva e motoria);
- servizi personalizzati di cura estetica della persona (barbiere, parrucchiere, podologo);
- prestazioni alberghiere;
- servizio di trasporto degli ospiti non autosufficienti a Modena e nel territorio provinciale con tre automezzi
attrezzati;
Aster: il sollievo di notte. Il centro notturno aster, servizio unico nel suo genere sul territorio modenese, è attivo tutti
i giorni,dal lunedì alla domenica, dalle ore 20 alle ore 7.30, ed è costituito da un totale di n.8 posti letto. Il centro
notturno è nato per rispondere efficacemente alla sintomatologia che comporta l‟inversione sonno-veglia del
malato affetto da demenza. In questa fase della malattia, la famiglia è messa a dura prova, la stanchezza
provocata dalla mancanza di riposo può essere la causa di depressione e stress molto pesanti per coloro che si
prendono cura di una persona demente. Il servizio propone soluzioni di sollievo alla famiglia, offre l‟ospitalità
temporanea nella fascia oraria notturna del malato di demenza per brevi o lunghi periodi e ne garantisce
l‟assistenza qualificata ed un attento monitoraggio multifattoriale.
Aster: un servizio vicino alla famiglia. Il centro Aster propone attività specifiche rivolte alle famiglie dei propri ospiti:
- offre la consulenza di uno psicologo per il sostegno della famiglia;
- offre la consulenza di un medico psico geriatra per la valutazione neuropsicologica e psicogeriatrica;
- offre un programma di attività ludico-ricreative finalizzate a promuovere il recupero del benessere psicofisico e
ridurre il carico di stress derivante dal lavoro di cura, offrendo la possibilità di lasciare il proprio caro presso il
centro durante il loro svolgimento.
7.3 FILONE 3: RIVALTA MUOVE & CAMBIA
Azione 3.1 Le trasformazioni del territorio come opportunità per il tempo libero
OBIETTIVI
 Rendere i cittadini parte attiva della trasformazione del territorio
 Progettare spazi che rispondano concretamente alle diverse esigenze della cittadinanza
 Creare nuove opportunità di socializzazione e collaborazione sul territorio
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Il territorio del comune di Rivalta è oggetto di grandi trasformazioni urbane che rispondono in parte alla crescente
domanda di residenza, e in parte ai bisogno della popolazione residente e del tessuto commerciale. Si possono
citare, ad esempio, la nuova area commerciale nella Frazione di Pasta, le nuove aree residenziali nella frazione di
Gerbole. Accanto a queste trasformazioni, vi sono poi dei progetti che interessano porzioni specifiche di territorio e
che si pongono come obiettivo la valorizzazione e il recupero di risorse esistenti come, ad esempio, il Castello,
l’area delle Casermette, l’area di Ex Oma e Chimica Industriale, la Cascina Rifoglietto.
Si tratta complessivamente di interventi che, con modalità e in misure diverse, incidono sull’uso degli spazi, la
percezione del territorio, gli spostamenti all’interno del Comune (in particolare i grandi interventi residenziali e
commerciali) e, più in generale, su tempi della città.
Nell’ambito del PCO si intende avviare un lavoro funzionale a rendere alcune di queste trasformazioni un progetto
del territorio nel suo complesso e non dell’Amministrazione, attraverso l’attivazione di percorsi di progettazione
partecipata per la definizione degli spazi.
I vantaggi derivanti da un percorso di lavoro partecipativo possono essere così riassunti:
- creare e garantire spazi di ascolto, comunicazione, collaborazione e messa in rete dei soggetti locali;
- migliorare il dialogo tra cittadini e amministrazione;
111
-
definire in maniera condivisa soluzioni ad alto grado di identificazione da parte dei cittadini, con conseguenti
ricadute positive in termini di fruizione, corretto utilizzo, cura, ecc;
In particolare si prevede un percorso di lavoro articolato come segue:
- mappatura, attraverso l’analisi della documentazione e interviste ai referenti dei diversi settori comunali, delle
aree a servizio previste dal PRGC e dei progetti di trasformazione urbana in corso e previsti al fine di
individuare una prima rosa di contesti/ambiti sui quali sarebbe interessante avviare percorsi di progettazione
partecipata. Elementi discriminanti per l’individuazione delle aree saranno: ambiti di interesse collettivo e non
ad uso esclusivo di piccole porzioni di territorio, ambiti sui quali vi sia la possibilità di definire liberamente con i
cittadini usi e modalità di fruizione degli spazi e ambiti sui quali sono già state avviate riflessioni ed
approfondimenti, rispetto alle caratteristiche, alle potenzialità, alle interconnessioni con le altre aree del
territorio, ecc.
- coinvolgimento per la costituzione di gruppi locali co-promotori: questo primo elenco di ambiti verrà vagliato
con le associazioni, i comitati, gli operatori economici, ecc. al fine di registrare il loro punto di vista, di
comprendere la disponibilità, l’interesse, le potenzialità, le aspettative derivanti da un percorso di
progettazione partecipata. L’obiettivo di questa fase è individuare due aree sulle quali avviare percorsi di
progettazione partecipata in via sperimentale. Una volta individuati gli ambiti territoriali, verrà realizzata
un’ulteriore attività di workshop misti (tecnici, cittadini e politici) funzionali a comprendere quali attori
coinvolgere, le caratteristiche puntuali dell’area, eventuali vincoli, i progetti che interessano o che
interesseranno gli spazi circostanti, ecc.
- Queste informazioni costituiranno la base per l’avvio del percorso di progettazione partecipata con il territorio
nel suo complesso, attraverso strumenti che verranno definiti con l’amministrazione e sulla base delle
caratteristiche dell’area.
TEMPI
10 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Uffici Comunali
Associazioni locali (culturali, sportive, economiche, ecc.)
Comitati di quartiere/Pro Loco
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Time_Code: Più spazio al tempo a Bolzano (Comune di Bolzano). Il progetto "Time_Code" è nato con lo scopo
di proporre alla popolazione di Bolzano, attraverso un percorso di eventi, una riflessione sul valore del tempo.
L'iniziativa si collega al Piano di sviluppo strategico della città (Idee 2015) ed in particolare all'obiettivo strategico di
sviluppare e diffondere una cultura dei tempi "a misura di persona". Time_Code viene proposto in autunno, con
cadenza biennale; in ogni edizione si affronta un aspetto diverso del tempo in rapporto alla vita nella città.
Durante il percorso ogni quartiere della città ha visto innanzitutto attuate alcune sperimentazioni di politiche
temporali che puntavano a ricercare delle soluzioni per rendere più piacevole la vita di tutti i giorni da parte delle
persone e delle famiglie.
Un percorso culturale parallelo è diventato invece strumento di valorizzazione delle politiche temporali, attraverso
una serie di eventi che hanno coinvolto diverse discipline, tra cui letteratura, arte, musica e sport.
Il tema del tempo è stato affrontato da diversi punti di vista: artisti, scrittori, attori e musicisti hanno aiutato i cittadini
a riscoprire l'essenza del tempo contemporaneo.
Sono più di 3.000 i bolzanini che hanno fatto loro lo slogan "Regalati del Tempo", partecipando alla densa
proposta di iniziative volte ad aumentare la qualità di vita dei cittadini, per allentare lo stress e favorire una
riflessione sul valore del tempo nella nostra quotidianità.
Dallo yoga all'ora di pranzo nei parchi, al convegno sulla città ideale; dalle sperimentazioni musicali alla ricerca del
tempo perduto, ai percorsi cittadini alla scoperta di angoli insoliti dei quartieri, fino alle Olimpiadi di Quartiere, un
grande finale che si è insediato a Don Bosco ed ha ravvivato all'insegna del gioco e dello sport una tranquilla
domenica di quartiere. Il tutto per recuperare il valore del tempo e proporre alla società dei nostri giorni un modello
112
di tempo a misura d'uomo... perchè il tempo è qualità della vita!
7.4 FILONE 4: EFFICACIA ED EFFICIENZA DELLA MACCHINA COMUNALE
Azione 4.1 Sportello polifunzionale: per un nuovo rapporto con i cittadini
OBIETTIVI
 Migliorare l‟accessibilità complessiva ai servizi comunali
 Assicurare una maggiore accessibilità delle informazioni, attraverso la semplificazione e la razionalizzazione
dei procedimenti amministrativi
 Migliorare l‟efficienza e l‟efficacia degli uffici comunali con sportello al pubblico
 Migliorare il rapporto tra la pubblica amministrazione e i cittadini
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
I servizi messi in atto da un’amministrazione comunale non possono perseguire gli obiettivi di utilità che si pongono
se non vengono resi accessibili. Con il termine “accessibilità” si fa riferimento alla possibilità dei cittadini di venire a
conoscenza dei servizi, di poter ricevere informazioni in merito, di poter agevolmente accedere ai servizi tramite
iter chiari e veloci, ecc. La complessità delle organizzazioni pubbliche mette alla prova più che in passato
l’organizzazione effettiva di questi uffici nel più ampio orizzonte delle funzioni di comunicazione. Per darne
concreta attuazione, non bastano le disposizioni previste dalle norme ma occorrono know-how, competenze e
professionalità degli operatori.
Dal punto di vista normativo, la legge 7 giugno 2000, n. 150, ha legittimato, definito e riordinato, la funzione di
comunicazione nelle pubbliche amministrazioni. Assi portanti di questa funzione sono diventati, per la prima volta
in modo organico, gli Uffici del Portavoce, l’Ufficio Stampa e l’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico.
Successivamente,la direttiva sulle attività di comunicazione 7 febbraio 2002 del Ministro per la Funzione Pubblica,
è intervenuta per dare nuovo impulso a queste strutture, collocandole in un quadro sinergico e integrato, che
ricomprende anche le redazioni dei siti web.
In questa logica nel corso dell’ultimo anno, nell’ambito del processo di elaborazione del Piano di Coordinamento
degli Orari si è lavorato ad un percorso di analisi dei servizi forniti da ciascun Settore Comunale, finalizzato a
comprendere quali procedure potrebbero essere accorpate e gestite da uno o più sportelli polifunzionali.
Per “servizio di accesso polifunzionale" o "sportello polifunzionale" si intende una struttura in grado di fornire
informazioni e/o servizi di competenza di uffici diversi. La polifunzionalità può essere intesa sia come condivisione
e diffusione di informazioni, sia come svolgimento coordinato di procedimenti amministrativi e quindi erogazione
congiunta di servizi. Allo sportello polifunzionale vengono trasferite le competenze di altri uffici interni all’ente,
configurandosi come punto di accesso unico all’amministrazione, dove il cittadino non solo può trovare
informazioni, ma anche avviare e completare alcune delle pratiche di suo interesse e necessità. Nello sportello
polifunzionale confluiscono tutti o alcuni dei servizi a contatto con il pubblico dell’ente.
I vantaggi in termini di efficacia e efficienza dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione potrebbero essere
così sintetizzati:
- dare la possibilità al cittadino di rivolgersi ad un unico sportello per ottenere sia le informazioni che il servizio o
l’atto amministrativo;
- eliminare l’intermediazione del cittadino nelle varie fasi di un procedimento che coinvolge più uffici, attribuendo
allo sportello polifunzionale la competenza necessaria per effettuare tutti i passaggi e la possibilità di emanare
l’atto finale.
- rendere più semplice e veloce l’erogazione di un servizio o la diffusione di informazioni;
- incrementare la trasmissione degli atti e della documentazione in via telematica, evitando così il passaggio di
materiale cartaceo;
- semplificare e alleggerire il lavoro di alcuni uffici/servizi;
- diffondere una cultura orientata all’utente, alla comunicazione, alla trasparenza e alla collaborazione tra il
personale appartenente ai diversi uffici dell’ente.
113
Riorganizzare il servizio di contatto con l’utenza, verso una logica integrata, non comporta soltanto una
riprogettazione a livello di front office, ma al contrario richiede un cambiamento soprattutto per quanto riguarda il
piano del back office.
Ogni ufficio e servizio coinvolto nello sviluppo dello sportello polifunzionale ha il compito di provvedere ad istituire e
a strutturare le proprie informazioni, pratiche e procedure in modo da renderle accessibili e disponibili agli altri uffici
o servizi, e di mantenere aggiornati e corretti i contenuti di propria competenza. E’ necessario prevedere un
coordinamento tra le attività dei singoli uffici, che garantisca da un lato l’effettivo flusso informativo, e dall’altro una
standardizzazione e una classificazione omogenea delle informazioni. La creazione di strumenti condivisi di
archiviazione e gestione delle informazioni è il passo fondamentale nella progettazione e realizzazione di uno
sportello polifunzionale. La diffusione di nuovi strumenti e dalle comunicazione telematica rende più facile e veloce
la creazione di banche dati comuni, lo scambio di informazioni, il contatto tra uffici diversi. Attraverso alcuni
strumenti, come la rete intranet, il portale, mailing list, forum o instant messaging, infatti, il personale di uffici
diversi, anche lontani fisicamente, può essere sempre interconnesso.
Per la realizzazione del progetto sono necessari i seguenti step:
- analisi delle procedure attualmente utilizzate dai servizi aperti al pubblico
- valutazione di quali servizi sia utile gestire in modo unificato attraverso un unico sportello o semmai più
sportelli polifunzionali, a seconda delle necessità organizzative dell’ente e dei bisogni espressi dall’utenza
- individuazione dei procedimenti amministrativi condivisibili tra i diverse uffici, cioè i procedimenti che si
articolano in varie fasi o sottoprocedimenti, ciascuno di competenza di uffici diversi, ma collegati fra di loro,
valutando anche l’opportunità di una riduzione e una semplificazione degli adempimenti richiesti ai cittadini
- individuazione del luogo in cui localizzare lo sportello, verifiche di fattibilità, iter di progettazione
- individuazione di informazioni e procedimenti amministrativi condivisibili
- riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione dei procedimenti individuati;
- implementazione della comunicazione interna e dei relativi strumenti di coordinamento per la
standardizzazione dei contenuti e delle informazioni
- creazione di una rete informatica che consenta la condivisione delle banche dati e lo scambio di documenti e
informazioni
- organizzazione di interventi formativi per il personale interno, ed in particolare per il personale destinato allo
sportello
- diffusione di un cambiamento culturale all’interno dell’ente stesso
- promozione del nuovo servizio, informando i cittadini su quali procedimenti, argomenti e operazioni possono
essere svolti allo sportello polifunzionale e quindi per quali informazioni e servizi essi vi si possono rivolgere.
Lo sportello polifunzionale consentirà un ulteriore ampliamento degli orari di apertura degli sportelli comunali, in
coerenza con i principi introdotti dall’articolo 22 della L. 724/94 circa l’articolazione dell’orario di servizio su almeno
cinque giorni settimanali, anche nelle ore pomeridiane, con carattere di funzionalità per l’esigenza di apertura. Tale
finalità potrà essere raggiunta con l’utilizzo, anche contemporaneo degli istituti di articolazione dell’orario previsti
dai contratti di lavoro collettivi.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Responsabile risorse umane
Responsabile uffici demografici
Dirigenti dei diversi settori
Operatori degli sportelli aperti al pubblico
Cittadini che accedono ai servizi
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Sportello unico per il cittadino e le imprese (Comune di Chieri). Lo Sportello Unico è un punto di accesso
114
polifunzionale per facilitare il rapporto tra pubblica amministrazione, cittadino e imprese, per semplificare le
procedure amministrative e migliorare l'utilizzo dei servizi del Comune. La struttura svolge la funzione di "tutor" del
cittadino per ridurre il più possibile la distanza tra le istituzioni e le persone. Oggi l'utente non deve più cercare
l'ufficio competente, spostandosi da un luogo all'altro con dispendio di tempo e di energie, ma semplicemente
recarsi allo Sportello Unico aperto al pubblico nei seguenti orari: lun - mart - gio - ven ore 8.30 - 13.30; mer - ore
8.30 – 18 e sabato 8.30 - 11.30° ppure visitare il sito dello Sportello Unico per accedere ad oltre 100 procedimenti
amministrativi.
Lo Sportello Unico è stato concepito con elevati standard nella progettazione degli spazi e arredi, sostituendo i
tradizionali banconi degli uffici pubblici con moderne postazioni di front-office, dotando la struttura di infodesk per
l'accoglienza dell'utente-cliente, di una sala d'attesa con gestione automatica dei flussi, di una sala consultazione
per la visione degli atti e di una banca dati.
Lo sportello si articola in:
- Sportello servizi al cittadino: Ufficio relazioni con il pubblico, riferimento per informazioni, certificazioni,
autorizzazioni e per la misurazione della soddisfazione degli utenti
- Sportello imprese che gestisce lo Sportello edilizia, lo Sportello attività economiche e lo Sportello unico per le
attività produttive (SUAP) in forma associata con i Comuni di Andezeno, Baldissero Torinese, Chieri,
Mombello Torinese, Moriondo Torinese, Montaldo Torinese, Pavarolo, Pino Torinese, Riva presso Chieri;
- Sportello temporaneo per le attività e procedimenti periodici (denunce fiscali, servizi scolastici, manifestazioni,
ecc.);
- Servizi di supporto (protocollo, centralino, uscierato e centro stampa).
Ufficio per il cittadino (Comune di Beinasco). Beinasco, considerata la conformazione del territorio, ha attivato tre
uffici per il cittadini:
- Beinasco centro, dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 14.30, mercoledì dalle ore 8,30 alle ore 18,30 con
servizio Caf e Patronato il lunedì e il venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00
- Borgaretto, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 14.30 e con servizio Caf e Patronato il martedì,
mercoledì, giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00
- Fornaci, il martedì dalle ore 14.30 alle ore 16.30 e il giovedì dalle ore 8.30 alle ore 12.30
Presso gli uffici del cittadino di Beinasco sono presenti i seguenti servizi:
- Anagrafe, Stato Civile, Elettorale
- Scuola
- Sport e Cultura
- Imposte e Tasse
- Ambiente e Territorio
Ed inoltre rilascio tessere per il trasporto dei disabili su mezzi pubblici (in convenzione con
la Provincia di Torino); rilascio tessere per la pesca (in convenzione con la Provincia di Torino); servizio protocollo;
anagrafe canina; richiesta di accesso agli atti amministrativi; informazioni relative agli organi politici (luoghi e orario
di ricevimento); informazioni sullo sportello unico per le attività produttive (ASSOT); informazioni sull' A.S.L. e
servizi sociali (sedi e orari sul territorio); informazioni sui servizi del Comune ("a chi rivolgersi per... quando e
dove").
Nelle sole sedi di Beinasco centro e Borgaretto: servizio di patronato e CAF, in convenzione con le Acli e presso la
sede di Beinasco e Borgaretto, richieste di pubblicazione di matrimonio; celebrazioni di matrimonio civile; denunce
di nascita; denunce di morte e pagamento trasporto funebre; richieste spostamenti cimiteriali.
Nella sola sede di Beinasco centro: servizio leva erilascio delle tessere elettorali e dei duplicati.
Sportello unico per il cittadino (Comune di Orbassano). Lo Sportello Unico per il cittadino è un punto di
riferimento per tutti i cittadini, un luogo dove si può trovare informazioni, avere risposte e risolvere pratiche
burocratiche. Il tutto in modo semplice, facile e veloce, rivolgendosi ad un solo ufficio e potendo avvalersi di
personale qualificato e competente, in grado di assistere il cittadino per tutto ciò che riguarda i servizi offerti dal
Comune. Allo sportello unico è possibile:
- Ricevimento richieste autorizzazioni per manifestazioni
- Ricevimento richieste autorizzazioni per trasporti eccezionali
- Ricevimento domanda mensa
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- Pagamento retta mensa con POS
- Ricevimento denunce Tarsu e aiuto alla compilazione
- Ricevimento denunce Ici
- Informazioni sull'asilo nido
- Pagamento retta nido con POS
- Informazione sulle borse di studio
- Informazioni sui buoni libro e consegna buoni
- Protocollazione della posta consegnata a mano
- Rilascio della principale certificazione anagrafica, carte d'identità e cambi di residenza
- ecc.
Gli orari dello sportello sono:Lunedì e Giovedì 8,30 - 18,00; Martedì e Mercoledì 8,30 - 15,30; Venerdì 8,30 14,00. Inoltre è attivo un numero verde 800.370.850
Sportello Polifunzionale_L'Esperienza del Comune di Verona
Il Comune di Verona ha attivato nel giugno 2006 alcuni Sportelli Polifunzionali, in sostituzione degli sportelli
demografici, per concentrare in un unico luogo l'erogazione di prodotti e servizi diversi provenienti sia dai vari
settori del Comune (Servizi demografici, scolastici,ecc.) sia da Enti o Aziende esterne (passaporto per la questura
per es.). Tutto cio' per facilitare l'informazione e semplificare la vita del cittadino eliminando passaggi burocratici
spesso superflui.
L'esperienza è stata così positiva che si sono aggiunti, nei tre anni successivi, altri sportelli nelle zone periferiche
realizzati seguendo lo stesso percorso ormai diventato un modello che prevede l'attivazione di diverse attività:
-
analisi dei servizi proponibili, degli spazi utilizzabili, della formazione del personale attuabile
revisione dei processi di ogni servizio
realizzazione delle schede informative di consultazione dei processi di ogni prodotto in collaborazione stretta
con i settori da cui il prodotto ha origine
definizioni di confronti periodici con gli enti esterni titolari di prodotti erogati per loro conto
inserimento dei contenuti nel nuovo programma
formazione iniziale e permanente sul personale
definizione complessiva dell'organico e pianificazione quotidiana delle presenze agli sportelli, monitoraggio
delle criticità, con proposte e/o iniziative di soluzione
formazione comune sul nuovo programma per l'erogazione dei vari prodotti, con acquisizione delle molteplici
competenze, parte in aula in sedute plenarie, parte in affiancamento ad operatori già addestrati su specifici
prodotti.
SpazioComune: l'esperienza del Comune di Cremona
SpazioComune è l'ultimo nato" del Servizio Comunicazione, anche se ha accolto in sé tutte le funzione dell'Ufficio
Relazioni con il Pubblico che, invece, è presente nel Comune di Cremona dal 1994. È stato inaugurato il 26
settembre 2008, con l'obiettivo di offrire ai cittadini un punto informativo di riferimento e favorire e semplificare la
relazione e il contatto con l'Ente. SpazioComune è un servizio informativo di primo livello: questo significa che non
sostituisce gli sportelli specialistici ma che aiuta i cittadini che hanno un quesito o un'esigenza a capire se esiste
una risposta al loro bisogno, a quale ufficio comunale o altro ente/associazione devono rivolgersi, quali documenti
devono presentare, ecc. In questi primi mesi di attività è emerso chiaramente che, molto spesso, i cittadini hanno
un bisogno ma faticano a capire come trovare una risposta e questo li porta a perdere opportunità, tempo e denaro
vagando da un ufficio all'altro. Proprio per cercare di semplificare la complessità percepita dal cittadino,
SpazioComune ha anche avviato collaborazioni con altri Enti e Associazioni, per offrire ai cittadini momenti di
consulenza e approfondimento gratuiti su temi specifici e di interesse diffuso. Attualmente, per esempio, sono attivi
il servizio di consulenza dei notai e di Federconsumatori. Recentemente, inoltre, la Saletta Eventi di
SpazioComune ha ospitato incontri informativi sulla Social card, il Bonus famiglia, le agevolazioni fiscali per il
risparmio energetico, organizzati con l'Agenzia delle Entrate, che hanno visto il "tutto esaurito". La collaborazione
con l'Agenzia delle Entrate, la Provincia di Cremona, Spazio Regione, AEM ha anche l'importante obiettivo di
costruire una banca dati unificata tra gli enti che contenga il maggior numero possibile di informazioni sui servizi
disponibili per il cittadino. Questa banca dati potrà essere consultata online dai cittadini stessi ma anche dagli
operatori di sportello. SpazioComune, oltre al servizio informativo e alle funzioni proprie dell'URP (Albo Pretorio,
116
diritto di accesso agli atti, reclami, segnalazioni e suggerimenti, modulistica dell'Amministrazione comunale, diritto
di partecipazione, ecc.), offre inoltre la possibilità di usare gratuitamente 6 postazioni informatiche per la
navigazione veloce in Internet e l'utilizzo di software (videoscrittura, fogli di calcolo, presentazioni, ecc.), di
navigare in Internet con il proprio portatile utilizzando la connessione wireless che copre anche le piazza del centro
città e di usufruire di una saletta per consultare liberamente giornali e pubblicazioni.
Azione 4.2 Monitoraggio della Giornata del cittadino
OBIETTIVI
 Effettuare un bilancio dell‟esperienza della Giornata del cittadino
 Verificare la rispondenza a un set di indicatori di efficacia e di efficienza del servizio
 Riprogettare l‟esperienza, adeguandola alle nuove esigenze
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Il Comune di Rivalta ha attivato la “giornata del cittadino”, ovvero un giorno – il mercoledì – in cui gli uffici comunali
sono aperti con orario continuato e prolungato dalle 8.30 alle 18.30 (ad eccezione di Ragioneria, Personale,
Segreteria Generale, Cultura, Comunicazione, Contratti, Economato che restano aperti dalle ore 8,30 alle 12,00 e i
tecnici degli uffici Edilizia Privata, Urbanistica e Ambiente che ricevono l’utenza dalle ore 8,30 alle 17,00).
Al fine di comprendere l’efficacia e l’utilità di questa organizzazione sia per gli uffici che per gli utenti, si ritiene
fondamentale realizzare un’attività di monitoraggio.
In particolare gli obiettivi alla base del monitoraggio sono:
- per gli uffici: verificare l’affluenza in relazione alle diverse fasce orarie e rispetto agli altri giorni; comprendere
se l’orario continuato e prolungato incide sull’attività dell’ufficio in modo positivo e/o negativo; comprendere se
e come migliorare il servizio, se è possibile estenderlo anche agli uffici che al momento non aderiscono
completamente all’iniziativa, ecc.
- per i cittadini: capire se ritengono l’iniziativa utile, se sono necessari degli accorgimenti, ecc.
Per rilevare questi aspetti si ipotizza di:
- realizzare una breve consultazione pubblica dei cittadini (da organizzarsi presso il comune durante la giornata
del cittadino, attraverso pannelli interattivi per la raccolta delle opinioni, indicazioni, suggerimenti, ecc.);
- intervistare alcuni dipendenti e dirigenti per comprendere il loro punto di vista rispetto alla giornata del
cittadino;
organizzare, a partire da quanto emerso nel corso della consultazione e dalle interviste, un focus group misto per
la riprogettazione dell’iniziativa.Il monitoraggio della Giornata del cittadino consentirà all’Amministrazione di
valutare l’opportunità, la fattibilità e le modalità di attuazione rispetto a ulteriori cambiamenti di orario dei propri
uffici, in coerenza con i principi introdotti dall’articolo 22 della L. 724/94 circa l’articolazione dell’orario di servizio su
almeno cinque giorni settimanali, anche nelle ore pomeridiane, con carattere di funzionalità per l’esigenza di
apertura.
TEMPI
3 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
dipendenti e dirigenti comunali
cittadini che accedono ai servizi nel corso della giornata del cittadino
117
Azione 4.3 Per una comunicazione istituzionale attenta ai tempi dei cittadini
OBIETTIVI
 Migliorare il dialogo tra la Pubblica Amministrazione e la cittadinanza e creare nuovi canali
 Implementare le possibilità di informazione sui servizi e l‟operato della Pubblica Amministrazione da parte
della cittadinanza
 Sviluppare un sistema di dialogo, confronto e collaborazione tra Pubblica Amministrazione e cittadinanza
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Tale azione si articola in due sub azioni: migliorare il funzionamento della comunicazione istituzionale e garantire
una continuità in termini di identità alle politiche sui tempi
Migliorare il funzionamento della comunicazione istituzionale
Il dialogo, la comunicazione e l’informazione al cittadino sono elementi fondamentali per una Pubblica
Amministrazione in quanto consentono di:
- rendere visibile il proprio operato e i servizi attivati;
- incrementare l’utilizzo dei servizi (se un servizio non è noto difficilmente verrà utilizzato);
- migliorare la collaborazione rispetto alla cura e la vita del territorio;
- identificare più in fretta e facilmente esigenze e accorgimenti per implementare e/o migliorare i servizi
esistenti.
Il comune di Rivalta ha già promosso alcune iniziative funzionali a migliorare la trasparenza e la comunicazione al
cittadino quali, ad esempio, la messa on line del giornalino comunale distribuito a tutte le famiglie, l’attivazione di
una newsletter relativa a quattro aree tematiche (generale, biblioteca, scuola ed eventi), la possibilità di
comunicare con gli uffici anche via mail, l’URP, l’Informagiovani, l’Informalavoro e i sabati del Sindaco nelle
frazioni.
Tale servizi sono importanti ma, sulla base dell’esperienza di altri comuni, possono essere implementati e
migliorati.
In particolare si intende:
- sito internet: riorganizzazione nell’ottica di una maggiore accessibilità. Si prevedono tre possibilità di
consultazione: per argomenti (modalità definita con l’etichetta “Mi interessa”) indicando i principali eventi della
vita di cittadini e imprese per permettere all’utente un orientamento il più intuitivo possibile; per target di utenza
(“Io sono”) creando delle sezioni dedicate sulla base delle diverse condizioni in cui può trovarsi il visitatore
(genitore, giovane, anziano, consumatore…), ciascuna associata ad una vasta scelta di argomenti correlati in
modo da ricoprire quanti più aspetti possibili della vita e delle esperienze di chi appartiene a queste categorie
e per elenco dei servizi disponibili (“Accedo a”), in modo da permettere un accesso diretto e una ricerca più
rapida a chi ha maggiore dimestichezza con Internet e con l’ente, e a chi ha già le idee chiare su cosa sta
cercando;
- bilancio partecipativo. Si prevede l’avvio del percorso di costruzione del bilancio partecipativo del comune di
Rivalta, ovvero la definizione con il territorio, attraverso una serie di momenti dedicati, delle scelte di
ripartizione delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione di servizi e investimenti.
- Urp nelle frazioni. Si prevede di avviare in via sperimentale un servizio di Urp anche nelle frazioni, secondo
modalità, tempistiche e f requenze da definire, possibilmente in collaborazione con la rete di associazioni locali
e con i soggetti che gestiscono i centri incontro e altre attrezzature comunali.
- Newsletter. Implementazione del servizio newsletter inserendo nuove categorie (ad esempio eventi, vita
professionale, ecc.).
L’identità grafica del Piano di Coordinamento degli Orari: logo e slogan per progetti e politiche sui tempi
Coerentemente con la necessità di migliorare il funzionamento della comunicazione istituzionale, si prevede la
continuità, in termini di comunicazione, dell’utilizzo dell’identità grafico del PCO per tutte le azioni previste e che
verranno definite anche in futuro. L’identità grafica consente infatti la riconoscibilità di un progetto, costituisce un
118
immediato richiamo ad un insieme di politiche, obiettivi e volontà agendo da filo rosso sul territorio della
progettazione comunale.
Si prevede pertanto di:
- continuare ad utilizzare il logo definito nel corso del percorso di elaborazione del PCO del Comune di Rivalta;
- definire un’identità grafica da utilizzare per i materiali informativi sui tempi che verrà utilizzata in primis per la
realizzazione di un pieghevole che, in maniera chiara e semplice, presenterà, attraverso apposite schede, il
PCO ai rivaltesi.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Ufficio Comunicazione del Comune di Rivalta
Associazioni locali attive nelle frazioni
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Comunicazione con il cittadino del Comune di Modena (Comune Modena). Tra le iniziative maggiormente
innovative attivate dal Comune di Modena per migliorare la comunicazione tra il Comune e la cittadinanza si
segnalano:
- MoTV è una rete di monitor distribuita nei luoghi maggiormente frequentati della città per diffondere novità e
progetti del Comune di Modena, attività e scadenze istituzionali, iniziative culturali e di aggregazione,
informazioni sul traffico, la viabilità, l'ambiente. I contenuti e la scelta delle informazioni sono a cura della
redazione della Rete Civica che seleziona notizie e appuntamenti di maggiore rilevanza e utilità pubblica. Il
programma di gestione prevede la redazione centrale dei contenuti e un sistema distributivo delle notizie nei
vari punti della rete utilizzando le connessioni in fibra ottica, adsl e umts.
- UnoX1, un servizio di comunicazione della Rete Civica Mo-Net che ha come obiettivo agevolare la relazione
diretta fra Comune di Modena, cittadini, forme associative e di rappresentanza del territorio. Chi si registra ad
Unox1 può ricevere informazioni a tema per posta elettronica, ottenere risposte a propri quesiti a tema,
partecipare a sondaggi e forum. Le informazioni e le risposte ai quesiti sono a cura degli uffici
dell'amministrazione comunale e delle associazioni del territorio modenese. Nell'offrire questi servizi
personalizzati ai cittadini, il Comune di Modena si propone di migliorare la qualità e agevolare l'accesso alle
proprie funzioni istituzionali e contemporaneamente stimolare la partecipazione attiva ai processi decisionali
dell'ente.
- E‟ possibile ricevere informazioni relativamente a: a) Informazioni a carattere generale e tempo libero
(appuntamenti, iniziative e manifestazioni cittadine, aggiornamenti sul traffico, novità dai servizi di
informazione comunali, mostre, spettacoli e altro ancora); b) vita professionale (novità ed informazioni utili per i
professionisti e il mondo del lavoro); c) vita amministrativa e politica (comunicati stampa, bandi, scadenze
amministrative e aggiornamenti sulle iniziative comunali) e d) il mondo delle associazioni (novità e iniziative dal
mondo degli enti, dei circoli e delle associazioni ricreative, culturali, sportive, di volontariato, senza fini di lucro
che operano sul territorio del Comune di Modena).
Sportello reclami (Comune di Milano). Per presentare un reclamo basta compilare il modulo on line ed inviarlo. La
risposta viene garantita entro 30 giorni.
Anagrafe mobile (Comune di Milano). L‟InfoMilano è il nuovo sportello itinerante che il sindaco Letizia Moratti ha
voluto testare di persona nella sua prima tappa al mercato di Corvetto. Ogni giorno il pullman sarà in un quartiere
diverso della città, installandosi nei mercati rionali, nelle feste di quartiere, ai concerti e alla manifestazioni culturali
e sportive. L„InfoMilano può essere pertanto descritto come ufficio comunale su ruote, pronto a raccogliere le
segnalazioni dei cittadini, informare sulle attività dei quartieri e rilasciare i certificati anagrafici, stampabili on-line.
InfoMilano. Un ufficio mobile per incontrare la città
119
Rinnovato e con più servizi, potrà rilasciare certificati anagrafici, al via il bus che porta l‟Amministrazione dai
cittadini. Sarà presente Milano, 22 giugno 2010 - Parte InfoMilano, l‟iniziativa dell‟assessorato alle Aree Cittadine e
Consigli di Zona per dialogare con i cittadini e dare informazioni sui servizi dell‟Amministrazione. Dopo il
gradimento riscontrato nella fase sperimentale avviata lo scorso anno, dal 3 ottobre al 21 novembre, che ha
raggiunto quasi 10mila contatti, InfoMilano riparte oggi, completamente rinnovato e con maggiori servizi.
Il bus, realizzato in collaborazione con ATM, sarà presente nei principali mercati rionali e parteciperà alle feste di
Via, ai concerti e alle manifestazioni culturali e sportive, tutte le settimane, dal martedì alla domenica. Il lunedì sarà
riservato alle opere di manutenzione del mezzo.
7.5 FILONE 5: I TEMPI DELLA CITTÀ COME INGREDIENTE DELLE POLITICHE
COMUNALI
Azione 5.1 Avvio delle attività del Tavolo di coordinamento sui tempi della città.
OBIETTIVI
 Trasformare il tema della conciliazione dei tempi in un obiettivo della comunità e non solo dell‟Amministrazione
comunale
 Portare avanti in maniera continuativa il lavoro avviato con la costruzione del Piano di Coordinamento degli
Orari del Comune di Rivalta monitorando le diverse azioni e sperimentando nuove strategie e servizi
DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIONE
Costituzione, come previsto dalla Legge regionale n. 52 del 6 aprile 1995 “Norme per la formulazione e l'adozione
dei Piani comunali di coordinamento degli orari PCO ai sensi dell' art. 36, comma 3, della legge n. 142/90”, di un
gruppo di lavoro il cui obiettivo è definire, sviluppare e mettere in rete risorse e progettualità in grado di migliorare i
servizi presenti sul territorio e, di conseguenza, i tempi dei diversi utenti della città (cittadini, turisti, anziani,
lavoratori, commercianti, ecc.). In sintesi, il Tavolo ha il compito specifico di portare avanti la riflessione e il lavoro
avviato con il percorso di elaborazione del Piano di Coordinamento degli Orari della Città di Rivalta, individuando
nuove strategie e soluzioni.
A questo proposito il Comune di Rivalta sta gestendo un processo per la stipula di un protocollo d’intesa tra il
Comune di Rivalta di Torino e le associazioni locali finalizzato a favorire l’organizzazione a rete di attivita’ di
promozione e valorizzazione del territorio. Nel Comune di Rivalta di Torino sono attive infatti numerose
associazioni che operano in diversi ambiti. Tra il Comune e molte associazioni sono in corso convenzioni riferite,
nella maggior parte dei casi, alla concessione in uso di locali comunali destinati allo svolgimento delle attività
connesse alle finalità associative di ciascun soggetto. Sono altresì attive convenzioni che prevedono forme di
collaborazione in ambito culturale per la realizzazione coordinata di attività culturali, così come convenzioni con
associazioni a valenza socio-sanitaria che prevedono forme di supporto ed offerta di servizi di assistenza nel corso
degli eventi cittadini. I questo quadro e secondo una tradizione ormai consolidata, numerose associazioni attuano
sia forme di collaborazione più ampia volta a sostenere e fornire supporto operativo e gestionale alle attività di
promozione culturale organizzate dal Comune sia proprie iniziative di interesse generale rivolta all’intera
cittadinanza. Negli ultimi anni, in considerazione della rinnovata organizzazione delle attività culturali, derivante in
particolar modo dall’acquisizione a patrimonio comunale del Castello, il ruolo delle associazioni, nel sostegno alla
gestione delle attività culturali, è diventato importantissimo ed irrinunciabile.
La valenza positiva dell’esperienza maturata in questi anni, suggerisce di consolidare il rapporto di collaborazione
attraverso una puntuale definizione delle sue forme e degli ambiti in cui essa si può esplicare con l’obiettivo sia di
sancire il ruolo determinante delle Associazioni sia di definirne i confini in un’ottica di valorizzazione complessiva
del territorio e delle sue risorse. Per questi motivi, il Comune di Rivalta ritiene che possa essere qualificante legare
questo percorso alla programmazione e attuazione di iniziative sul tema dei tempi della città, anche per evitare di
moltiplicare i tavoli di coordinamento e concertazione. La finalità della valorizzazione del territorio e in particolare
dei servizi culturali della città, come previsto dal suddetto protocollo, è peraltro un obiettivo irrinunciabile e
intrinseco al Piano di Coordinamento degli Orari della città di Rivalta. Di concerto con le associazioni firmatarie del
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protocollo di intesa, si individueranno dunque le modalità più opportune per far sì che il loro lavoro di
coordinamento possa anche di fatto trasformarsi in un lavoro concreto di confronto e promozione di progettualità
sul tema dei tempi, secondo quanto previsto dalla Legge Regionale 52/1995.
TEMPI
12 mesi
SOGGETTI DA COINVOLGERE
Secondo quanto previsto dalla L.R.52/1995 si coinvolgeranno:
Il sindaco stesso o, per suo incarico, il responsabile
Il prefetto o un suo rappresentante
Il presidente della provincia o un suo rappresentante
I presidenti delle comunità montane o loro rappresentanti
Un dirigente per ciascuna delle pubbliche amministrazioni non statali coinvolte nel piano
Rappresentanti sindacali degli imprenditori della grande, media e piccola impresa, del commercio, dei servizi,
dell'artigianato e dell'agricoltura
Rappresentanti sindacali dei lavoratori
(Ex) provveditore agli studi ed i rappresentanti delle università presenti nel territorio
I presidenti delle aziende dei trasporti urbani ed extraurbani, nonché i rappresentanti delle aziende ferroviarie
I referenti delle associazioni locali, con particolare riferimento a quelle che hanno firmato il protocollo di intesa con
il Comune per la valorizzazione del territorio.
ESEMPI GIÀ SPERIMENTATI IN ALTRE CITTÀ
Osservatorio sui tempi della Città (Comune di Bolzano). L'Osservatorio sui tempi della città è una strumento di
cui si è dotato il Comune di Bolzano per misurare ed analizzare i vari aspetti legati all'uso del tempo e all'uso della
città che viene fatto dai cittadini residenti e dalle altre categorie di persone che vivono "temporaneamente" a
Bolzano (pendolari, turisti, city users). L'Osservatorio è stato creato all'inizio del 2007 in collaborazione con
l'Università Milano Bicocca ed il Politecnico di Milano. Esso si configura come un sistema dinamico di conoscenza
che prevede annualmente una serie di studi e ricerche ed anche l'elaborazione di alcuni indicatori, che verranno
puntualmente aggiornati.
Le aree tematiche su cui si concentrano gli studi dell'Osservatorio sono le seguenti: mobilità, accessibilità e
disuguaglianza, conflitti spazio-temporali tra popolazioni, cittadinanza e rischi di marginalità, rapporti tra centro e
periferia e risorse territoriali.
L'attività dell'Osservatorio sui tempi della città permette di comprendere molteplici fenomeni sociali che
caratterizzano la vita in una città al giorno d'oggi. Tale strumento fornisce all'Amministrazione comunale di Bolzano
un patrimonio di conoscenze molto approfondito sulla città e sui propri abitanti, che le consente di intervenire con
azioni mirate al fine di incidere positivamente sull'organizzazione dei tempi, degli spazi e dei servizi della città.
Come ulteriore sviluppo del progetto tutte queste informazioni sono state rappresentate su mappe dinamiche della
città (carte cronografiche):
- Carte ON-OFF: orari di apertura dei servizi a Bolzano (a seconda dei diversi orari vengono evidenziati i servizi
aperti)
- Carte spazio-temporali: Morfologie insediative e sociali del nord-est italiano, Morfologie insediative e sociali
delle province di Trento e di Bolzano, Carta delle provenienze e delle destinazioni degli studenti e lavoratori in
entrata e in uscita da Bolzano, Morfologie della città abitata di Bolzano, Bolzano "Città di Città", Mercati e fiere
- City Search, mappa interattiva per la ricerca e visualizzazione dei principali punti di interesse della città
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8. Le priorità del Piano di Coordinamento degli Orari
AZIONI
Azione 1.1 Tempi di lavoro flessibili per conciliare meglio
PRIORITÀ’
Alta
Azione 1.2 Mobilità collettiva sostenibile per una maggiore accessibilità in città
Media
Azione 2.1 Progetti per una città a misura di bambini/e
Media
Azione 2.2 Sostegno alle mamme per la gestione di bimbi 0-3 anni
Alta
Azione 2.3 Servizi pubblici e privati più attenti ai “bambini al seguito”
Media
Azione 2.4 Progetti per una città a misura di famiglie
Bassa
Azione 2.5 Servizi per una città a misura di anziani
Media
Azione 3.1 Le trasformazioni del territorio come opportunità per il tempo libero
Alta
Azione 4.1 Sportello polifunzionale: per un nuovo rapporto con i cittadini
Alta
Azione 4.2 Monitoraggio della Giornata del cittadino
Media
Azione 4.3 Per una comunicazione istituzionale attenta ai tempi dei cittadini
Media
Azione 5.1 Avvio delle attività del Tavolo di coordinamento sui tempi della città
Alta
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Allegati
Allegato 1. Analisi delle esigenze di conciliazione dei dipendenti comunali. Risultati del
questionario (fase 3 del programma di lavoro)
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INSERIRE IL PDF
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Crediti
La realizzazione del processo di elaborazione del Piano di Coordinamento degli Orari è stata promossa
dall’Amministrazione Comunale di Rivalta sotto la supervisione di:
Assessorato alle pari opportunità - Ass. Anna Boeri
Settore Servizi alla persona - Mara Miretti (Dirigente )
Settore Servizi alla persona - Servizi culturali e tempo libero – Anna Del Viscovo (PO)
Settore Servizi alla persona – Ufficio pari opportunità – Laura Coatto
L’equipe tecnica incaricata della redazione del Piano di Coordinamento degli Orari è lo Studio Associato R.
Dispenza e A. Nasso_architetti (Torino), esperte in progettazione partecipata, politiche dei tempi, politiche
territoriali e sviluppo locale.
La grafica del progetto è stata ideata e realizzata da Creativa Impresa di Comunicazione s.r.l.
Il questionario elettronico è stato realizzato da Officina snc di Pagani e Zanovello (Torino).
Tutti i settori comunali hanno contributo al processo di elaborazione del PCO attraverso la partecipazione a incontri
e riunioni di lavoro, momenti di progettazione partecipata, approfondimenti tecnici e reperimento materiali di
documentazione.
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Piano di Coordinamento degli Orari del Comune di Rivalta