Speciale aprile/maggio 2015 Due avvenimenti importantissimi per il nostro Ordine, a soli dieci giorni l’uno dall’altro. Il primo, giovedì 7 maggio, quarta giornata di lavori del Capitolo Generale ad Avila, p. Saverio Cannistrà è stato riconfermato Preposito Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. Un tweet in lingua spagnola lo ha annunciato (vedi foto sopra). L’altro evento, domenica 17 maggio, in una caldiss ima mattinata in piazza San Pietro: la canonizzazione della carmelitana scalza di Betlemme, la piccola araba, la nostra Maryam di Gesù Crocifisso. Il Papa, come leggerete nelle pagine dedicate all’evento, ha avuto parole di grande tenerezza per questa giovane suora illetterata, ma completamente inabissata in Dio, in ascolto dello Spirito, e capace di cose grandi. La piccola araba è santa! Capitolo Generale 2015 P. Saverio Cannistrà rieletto Generale dell’OCD A V I L A . - I l C ap ito l o Generale cominciato ufficialmente lo scorso 3 maggio ha rieletto il p. Generale Saverio Cannistrà .Con grande gioia abbiamo accolto la notizia, arrivata quasi in tempo reale, grazie ai mezzi di comunicazione utilizzati, il sito, ma soprattutto l’account @ocdcuria, grazie al quale è stato possibile far rimbalzare nel mondo in pochi minuti la notizia tanto attesa e, come si dice in gerg o, tanto retwittata. E’ stato eletto anche un nuovo Definitorio per il prossimo sessennio. In totale i definitori saranno sette; accompagneranno P. Saverio Cannistrà nel suo lavoro di governo: Vicario Generale: P. Agustì Borrell (Iberica) Secondo Definitore: In alto tutti i padri capitolari alla vigilia del Capitolo Provinciale che si concluderà il 24 maggio e a destra il nostro Superiore Provinciale, p. Luigi Gaetani abbraccia P. Saverio Cannistrà appena rieletto Preposito Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi P. Lukasz Kansy (Varsavia) Terzo Definitore: P. George Tambala (Navarra-Malawi) Quarto Definitore: P. Johannes Gorantla (Andra-Pradesh) Quinto Definitore: P. Daniel Chowning (Washington) Sesto Definitore: P. Fco. Javier Mena (Caribe) Settimo Definitore: P. 2 Mariano Agruda (Filipinas). Nei giorni successivi all’elezione i padri capitolari hanno vissuto esperienze di orazione e confronto anche con altre realtà della famiglia carmelitana, soffermandosi su temi importanti quali le missioni, i consigli evangelici, Capitolo Generale 2015 la vita consacrata, la formazione, il rapporto con i laici carmelitani, con le monache di clausura. In particolare Venerdì 15 maggio la giornata è stata interamente dedicata al nostro Ordine Secolare. (foto sopra) P. Alzinir Debastiani, Delegato generale per l'OCDS e la famiglia teresiana, ha presentato una relazione sulla vita dell'Ordine Secolare durante questi ultimi sei anni, ponendo uno speciale accento su due eventi importanti: l'approvazione della Ratio e le modifiche apportate alle Costituzioni relative alla vita di comunità e alla devozione a San Giuseppe. Ha presentato anche i risultati dell'inchiesta proposta alle comunità OCDS in vista del Capitolo Generale. Erano presenti alcuni secolari che ha proposto una conferenza su Santa Teresa e i laici Lunedì 18 maggio, la giornata è iniziata con la professione di fede del nuovo Vicario Generale dell'Ordine, P. Agustí Borrell.(foto ) della Provincia Iberica , già Provinciale della Provincia di Catalogna e Baleari. I lavori del Capitolo sono proseguiti con la discussione sulla formazione sia iniziale sia permanente. Il P. Generale dell'O rdine, P. Saverio Cannistrà, ha proposto una profonda analisi sulle Costituzioni e il Governo dell'Ordine. Per il suo intervento, P. Saverio si è basato sulle Costituzioni, sui Decreti del Capitolo Speciale del 1968, sul Codice di Diritto Canonico e sulla propria esperienza di governo durante gli ultimi sei anni. Martedì 19 maggio la parola è passata alle rappresentanti delle Carmelitane Scalze (in alto a destra): sono intervenute 14 Carmelitane Scalze in rappresentanza delle diverse circoscrizioni dell'Ordine. Il 21 maggio l’incontro della Famiglia Carmelitana è cominciato con il saluto d'accoglienza del Generale dell'O rdine, P. Saverio Cannistrà. P. Pedro Tomás Navajas, Vicario della nuova Provincia Iberica, ha presentato i numerosi gruppi presenti. Hanno parlato i Carmelitani secolari di Spagna e Portogallo, i giovani formandi Carmelitani Scalzi, i membri dei Gruppi di Orazione Teresiana (GOT) e del Carmelo ecumenico, i responsabili dell'Istituto di Spiritualità a Distanza (IED), del Centro di Iniziative Pastorali (CIPE) e della casa Editrice "Monte Carmelo", i rappresentanti laici dei collegi carmelitani, i rappresentanti del Carmelo Joven e dell'ONG "Solidarios con el mundo". Hanno assistito all'incontro rappresentanti di varie istituzioni religiose affiliate all'Ordine e il Priore Generale dei carmelitani di Antica Osservanza, P. Fernando Millán. Sottolineando la grande Capitolo Generale 2015 LE PAROLE DI P. SAVERIO Rimanere nell’amore di Dio: Ecco la strada giusta collaborazione esistente tra i due Ordini, egli ha descritto alcune attività si è realizzato congiuntamente in questi ultimi anni.. Nel suo intervento il Priore Generale dei Carmelitani ha ribadito che il dialogo dev'essere un pilastro fondamentale per la vita religiosa, come pure l'importanza degli incontri di comunità. e ha invitato i Capitolari a non perdere la capacità di sorpresa, scacciando l'atteggiamento pessimista. I lavori proseguiranno fino a domenica, poi il ritorno nelle rispettive Province. A tutti sarà distribuito il documento conclusivo del Capitolo: E’ tempo di camminare! Probabilmente sarà presto scaricabile anche sul sito WEB. Nell'omelia dell’8 maggio, presieduta al Padre Generale, P. Saverio ha invitato i padri capitolari e, indirettamente anche noi a essere consapevoli del comandamento dell'amore .Non consiste solo nell'amarci gli uni gli altri, ma anche nel "rimanere nel Suo amore", abbandonarci a Lui; questo, per diventare anche noi capaci di dare la nostra vita nelle nostre Provincie e Circoscrizioni, con i nostri fratelli, ma anche qui e ora, nei nostri lavori capitolari, affinché il frutto di questi giorni sia riflesso dell'amore e dell'entusiasmo che ci anima, per il bene della Famiglia, per il bene del nostro Ordine. E il 14 maggio ha sottolineato: Per anni Teresa ha vagato nel deserto, in un luogo senza strade, senza verità. E poi, a un tratto, è entrata nella strada giusta, è entrata in Gesù e ha iniziato a camminare in Lui. Da allora in poi Teresa non può più perdersi, perché ogni giorno, ogni momento sa di poter tornare a Lui, per ritrovarsi, per dare una risposta alle domande: Chi sono io? Che cosa devo fare? Che senso ha questa mia vita? Sono le domande dell’uomo di sempre, ma in modo particolare dell’uomo moderno. Sono religiosi e religiose di oggi 4 le nostre domande di La Canonizzazione di Sr. Maryam Baouardy Le parole del Papa alla messa di canonizzazione La docilità allo Spirito della piccola araba Gli Atti degli Apostoli ci hanno presentato la Chiesa nascente nel momento in cui elegge colui che Dio ha chiamato a prendere il posto di Giuda nel collegio degli Apostoli. Non si tratta di assumere una carica, ma un servizio. E infatti Mattia, sul quale cade la scelta, riceve una missione che Pietro definisce così: «Bisogna che […] uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione» - della risurrezione di Cristo (At 1,21-22). Con queste parole egli riassume cosa significa far parte dei Dodici: significa essere testimone della risurrezione di Gesù. (…) Gli Apostoli hanno fatto l’esperienza diretta e stupenda della Risurrezione; sono testimoni oculari di tale evento. Grazie alla loro autorevole testimonianza, in molti hanno creduto; e dalla fede nel Cristo risorto sono nate e nascono continuamente le comunità cristiane. Anche noi, oggi, fondiamo la nostra fede nel Signore risorto sulla testimonianza degli Apostoli giunta fino a noi mediante la missione della Chiesa. La nostra fede è legata saldamente alla loro testimonianza come ad una catena ininterrotta dispiegata nel corso dei secoli non solo dai successori degli Apostoli, ma da generazioni e generazioni di cristiani. A imitazione degli Apostoli, infatti, ogni discepolo di Cristo è chiamato a diventare testimone della sua risurrezione, soprattutto in quegli ambienti umani dove più forte è l’oblio di Dio e lo smarrimento dell’uomo. Perché questo si realizzi, bisogna rimanere in Cristo risorto e nel suo amore (…) Gesù lo aveva ripetuto con insistenza ai suoi discepoli: «Rimanete in me … Rimanete nel mio amore» (Gv 15,4.9). Questo è il segreto dei santi: dimorare in Cristo, uniti a Lui come i tralci alla vite, per portare molto frutto (cfr Gv 15,1-8). E questo frutto non è altro che l’amore. (…) Un aspetto essenziale della testimonianza da rendere al Signore risorto è l’unità tra di noi, su oi d iscep oli, ad immagine di quella che sussiste tra Lui e il Padre. E’ risuonata La Canonizzazione di Sr. Maryam Baouardy anche oggi nel Vangelo la preghiera di Gesù nella vigilia della Passione: «Siano una sola cosa, come noi» (Gv 17,11). Da questo amore eterno tra il Padre e il Figlio, che si effonde in noi per mezzo dello Spirito Santo (cfr Rm 5,5), prendono forza la nostra missione e la nostra comunione fraterna; da esso scaturisce sempre nuovamente la gioia di seguire il Signore nella via della sua povertà, della sua verginità e della sua obbedienza; e quello stesso amore chiama a coltivare la preghiera contemplativa. Lo ha sperimentato in modo eminente suor Maria Baouardy che, umile e illetterata, seppe dare consigli e spiegazioni teologiche con estrema chiarezza, frutto del dialogo continuo con lo Spirito Santo. La docilità allo Spirito Santo l’ha resa anche strumento di incontro e di comunione con il mondo musulmano. Rimanere in Dio e nel suo amore, per annunciare con la parola e con la vita la risurrezione di Gesù, testimoniando l’unità fra di noi e la carità verso tutti. Questo hanno fatto le quattro Sante oggi proclamate. Il loro luminoso esempio interpella 6 anche la nostra vita cristiana: come io sono testimone di Cristo risorto? E’ una domanda che dobbiamo farci. Come rimango in Lui, come dimoro nel suo amore? Sono capace di “se min a r e” in fa mi gl ia , nell’ambiente di lavoro, nella mia comunità, il seme di quella unità che Lui ci ha donato partecipandola a noi dalla vita trinitaria? Tornando oggi a casa, portiamo con noi la gioia di quest’incontro con il Signore risorto; coltiviamo nel cuore l’impegno a dimorare nell’amore di Dio, rimanendo uniti a Lui e tra di noi, e seguendo le orme di queste quattro donne, modelli di santità, che la Chiesa ci invita ad imitare. PP. Francesco La canonizzazione di Sr. Maryam Baouardy Cronaca di una festosa Domenica Piazza S. Pietro domenica ha cominciato a riempirsi dalle 7 del mattino, quando ai varchi, ci si è messi in fila per un rapido controllo con i metal detector. Poi il via libera, alla ricerca del posto più vicino al drappo con l’effige della santa per cui si era venuti a festeggiare. La bellissima piazza sul cui sfondo si stagliano la Basilica e il suo Cupolone era uno sventolio di bandiere di tutti i colori, copricapo gialli e qualche ombrello per ripararsi dal sole. Una calda giornata di sole e, per fortuna anche di vento, per circa oltre due ore di attesa prima che il rito cominciasse. Gruppi di ogni lingua e nazione (molte le bandiere palestinesi della delegazione di circa 3000 pellegrini provenienti dalla Terra Santa). Erano lì per Maryam Baouardi e Maria Alfonsina Danil Ghattas, le prime due sante palestinesi dei tempi moderni, fondatrici rispettivamente del Carmelo di Betlemme e della Congregazione delle Suore del Rosario di Gerusalemme. E c’eravamo noi dell’ocds, alcune monache di clausura con un permesso speciale, tantissimi frati e il neo-rieletto p. Saverio Cannistrà, che ha concelebrato con Papa Francesco. E’ stato un momento di grazia e di gioia. Ed è stato anche un momento storicamente importante con la presenza in piazza di Abu Mazen, presidente dello Stato di Palestina, così come viene riconosciuto dalla Santa Sede, in vista della firma dell'Accordo diplomatico e il Patriarca latino di Gerusalemme, Papa Francesco affida una missione alle religiose di Betlemme …. Buongiorno e grazie tante della visita! Io sono molto contento di questo pellegrinaggio delle suore per la canonizzazione delle nuove sante. Il presidente dello Stato di Palestina mi ha detto che era partito dalla Giordania un aereo pieno di suore! Povero pilota… Grazie tante! Vi do una missione: pregare le due nuove sante per la pace nella vostra terra, perché finisca questa guerra interminabile e ci sia la pace fra i popoli. E pregare per i cristiani perseguitati, cacciati via dalle case, dalla loro terra e vittime della persecuzione “con i guanti bianchi”: è nascosta, ma si fa! Persecuzione “con i guanti bianchi” e terrorismo “in guanti bianchi”. Pregate tanto per la pace. Adesso ognuna di voi, nella sua lingua, pregate l’Ave Maria con me. Città del Vaticano, lunedì 18 maggio 2015 LA LETTERA DEL DELEGATO GENERALE Carissimi Fratelli e Sorelle dell’ OCDS della Provincia Napoletana Pace a voi e che il Santo Spirito vi illumini nella vostra Assemblea Provinciale. Sono unito a voi nella preghiera, in questo importante momento triennale, chiedendo il Signore che vi ha chiamato e che ogni volta di più siate uniti nella stessa vocazione nel Carmelo teresiano. Voi avete un ruolo importantissimo per la Chiesa e per l’Ordine, che ci chiede di lavorare in Collaborazione, finché le ricchezze del nostro Carisma non restino sepolte, quando tanti dei nostri fratelli hanno fame e sete della verità che è Gesù e il suo Vangelo ci danno e che fu tanto a cuore della Santa Madre, il cui V Centenario celebriamo. È una occasione che la grazia di Dio ci accorda e che dobbiamo saper approfittare. Ricordo anche di già avere in conto l’ anticipazione delle prossime elezioni, così che tutte le Provincie di Italia la abbiano allo stesso tempo, aiutando al lavoro del Coordinamento interprovinciale dell Ocds d Italia. Vorrei porvi anche un suggerimento di aumentare il numero dei consiglieri Provinciali, così che loro possano anche fare delle visite nel servizio di animazione e di comunione tra le Comunità della Provincia Napoletana, così vasta nel suo territorio e nel numero di membri. Una eventuale dispensa dagli Statuti riguardo a questo può essere richiesta al P. Generale, in accordo con le vostre Costituzioni (n 41). Infine, ringrazio al lavoro svolto dalla Presidente e dal Consiglio in questo triennio e chiedo il Signore di benedire quelli che verranno eletti o rieletti per questo servizio ai fratelli e sorelle, lavorando con umiltà, spirito di servizio amorevole e di fede. Mi trovo a Nairobi, dove abbiamo sola una Comunità informazione del Ocds e di qui rinnovo i miei pensieri di fraterna comunione e di preghiera, unito a voi nel sabato prossimo. Il Signore vi benedica e la Madonna del Carmine e San Giuseppe intercedano. Fraternamente, Fr Alzinir F. Debastiani OCD Delegato Generale 8 Congresso provinciale ocds Introduzione del P. Provinciale Siate fraternità piccole, gioiose ed oranti. Quello che è importante e che ci deve animare è saper ricercare il bene, sapendo che questa ricerca del bene passa attraverso un atto libero e responsabile da parte di ciascuno perché il momento elettivo del Consiglio è l’atto di responsabilità delle persone che sono delegate a nome di tutta la fraternità a ricerca questo bene comune, proprio attraverso la scelta delle persone che possano facilitare il cammino unitario delle fraternità. Questa è la funzione del consiglio: saper costruire ponti che devono mettere insieme le diversità, saper costruire ponti per poter generare una comunione missionaria all’interno della famiglia carmelitana, saper costruire ponti per poter effettivamente vivere una fraternità che deve caratterizzare l’appartenenza. Sappiamo che la s. Madre Teresa di cui festeggiamo i 500 anni dalla nascita voleva che le fraternità fossero piccole, gioiose ed oranti. Erano le tre caratteristiche che lei voleva emergessero immediatamente all’interno del vissuto di ogni fraternità. Io credo che questo valga anche per le fraternità del Carmelo secolare che vivendo dello spirito di Teresa, vivendo questa forma di partecipazione carismatica, debbano far emergere proprio questa dimensione dell’essere collegio apostolico di Cristo. Quando diceva “piccole” Teresa immaginava il gruppo di discepoli attorno a Gesù; “gioiose” perché chiaramente una fraternità triste è una triste fraternità, per omologare una espressione di papa Francesco. E poi “oranti” perché questa è una dimensione specifica del carisma dove la dimensione contemplativa della vita deve essere però vissuta come servizio missionario alla chiesa. Non c’è orazione se non come servizio missionario alla chiesa Allora lasciamoci guidare dallo Spirito per tutti i nostri lavori lasciamo tutte le nostre intenzioni alla santa Madre Teresa che possa veramente guidarci illuminarci e sostenerci in questa giornata di lavoro. Io ringrazio la presidente il consiglio per il lavoro che hanno svolto, come ringrazio tutte la fraternità per lo spirito di fraternità che abbiamo condiviso in varie occasione, per la comunione che sta crescendo fra di noi. P. Luigi Gaetani OCD Superiore Provinciale Congresso provinciale ocds La relazione della Presidente Teresa è ancora attuale per noi? L’obsoleta Teresa de Cepeda Ahumada, in questi ultimi cinque anni, ha parlato a noi di felicità. A noi, specialisti del tutto e del quasi niente. A noi, ricercatori del piacere non come assoluto ed essenziale bene. A noi, Teresa de Cepeda Ahumada ha parlato di felicità. Ci ha voluto far credere che la felicità non è superficialità. E’ autenticità, ha detto. E’ bellezza nella pienezza. Non è facilità (v. cammino di perfezione). E’ impegno (perseveranza con determinata determinazione). Non è fugace emozione, ma lenta maturazione di un cammino di vita. Ci ha detto che l’essere finito dell’uomo è a dimensione dell’infinito dal quale viene assorbito e trasformato dalla corrente della vita divina, dinamica trinitaria che è estasi totale d’amore (v. castello interiore, Mansioni). La capacità del profondo di ogni uomo è abissale! Teresa d’Avila ne fa esperienza e rende la dimora e la presenza di Dio nell’anima con questa metafora: «Mi parve che, simile a una spugna tutta penetrata e imbevuta d’acqua, la mia anima fosse impregnata della Divinità, e che in un certo modo, gioisse veramente della presenza delle tre persone [della Trinità] possedendole in essa». Il suo abisso di anelito grida verso l’Abisso dell’Essere (settima mansione). Sua Maestà ci rivela il suo volto, il suo cuore, le sue mani. Lui, l’Unigenito Figlio del Padre, l’incarnato. Dio è innamorato dell’uomo! Teresa, donna del 500 ha l’ardire di proporre a noi del terzo millennio, con le nostre conquiste e conoscenze, con la consapevolezza esaltante del nostro super-ego, un percorso di vita con la testa in giù. Testa in giù rispetto raffinatezzaedonistica del proprio io che è fuori da ogni condivisione e da ogni dimensione relazionale; testa in giù rispetto alla gerarchia dei valori del mondo. Addirittura ha affermato che solo nell’espropriazione da noi stessi, con la testa in giù, si coglie la strada della felicità-salvezza. Dinanzi ad una statua del Cristo flagellato, umilia la sua bellezza di donna, la sua simpatia, il dono seducente della comunicazione, il piacere della lettura, l’abilità dell’intrattenimento, la sua ironia e tutto ciò che la caratterizza, per abbracciare la croce che da una parte presenta il volto del Cristo appassionato, e dall’altra il volto del Cristo risuscitato, paradosso della fede dei cristiani. Aut mori, aut pati, grida. Follia di una donna esaltata o certezza di una creatura che ha sperimentato l’incandescenza dell’amore che rende luminosa e soave l’intollerabile brutalità della croce senza senso di ogni uomo? S. Teresa entra nella nostra storia: guerre, malattie, senso del non senso, inquinamento, emarginazione, indifferenza verso gli ultimi e soprusi. Economia cattiva, sporca, inquinata con tonalità varie. Brama di potere, culto della personalità, delirio d’onnipotenza. Che dire poi dei mali oscuri di ogni uomo? Angosce: disprezzo e odio per chi non la pensa allo stesso modo, sino a giungere a devastanti manie. Paura della malattia e della vecchiaia Paura della morale e di un’ etica che genera uomini umiliati ed esclusi. Paura di non essere più stimati. Paura di non essere amati. Paura essere traditi. Paura del lavoro, della casa, della propria sicurezza … e ancora… Paura di non avere più neanche la famiglia con cui hai condiviso un progetto di amore e di vita. Paura dell’anonimato come nel Castello di Kafka. Infine, paura della morte. S. Teresa interviene e grida ancora oggi: “Solo Dio basta”. Ecco il grido della speranza! S. Teresa ci dice che la croce di ogni uomo non svetta per la disperazione, ma si eleva per abbagliare di bellezza e di felicità la vita di ciascuno e di tutto il creato. La felicità non si riceve né si conquista, felici si è immergendosi nella fonte battesimale che è la vita di Cristo 10 Congresso provinciale ocds risorto dalla morte, via e verità. Federico Nietzsche confessa: “Il mondo è profondo e profondo è il suo dolore. Ma la gioia è più profonda del dolore più profondo. Il dolore passa, ma la gioia vuole di sua natura eternità”. A conclusione di questo quinquennio anche noi dal “profondo” dobbiamo dare un senso agli “aneliti profondi” del nostro essere umano e auscultare il grido dell’anima: Per voi sono nata. Cosa vuoi Signore da me? A distanza di quasi tre anni lo Spirito ha maturato in noi la consapevolezza che questa è l’unica strada e che non è più possibile rimandare i tempi del “cammino”. E’ giunto il tempo…ora… Questo è il tempo di attuare quanto era già nei nostri propositi nel Convegno Provinciale del 2012: alla luce del cammino effettuato, di quanto ci proviene dall’insegnamento di S.Teresa e S. Giovanni della Croce, il nostro impegno è creare scuole di formazione alla vita in cui si alimenti un’antropologia vocazionale, dove ognuno si scopra vocato alla trascendenza, (…) Come? Dove? … Ovunque e sempre. Il laico - Carmelitano non ha casa, non ha dove posare il capo, è cittadino del Regno di Dio, chiamato a svolgere missione profetica nel mondo. Noi (…) siamo chiamati, per lo specifico del nostro carisma, ad essere i nuovi traghettatori, perché lo “stare” dinanzi al Dio vivente ci fa sentire imperante il richiamo dello Spirito: “Duc in altum!” Usciamo dal tempio dei nostri conventi, entriamo nella famiglia piagata, nel lavoro morto, nella cultura derubata, nella politica fantoccio dell’egoismo del potere, nel sociale, ovunque. Il centenario che stiamo celebrando ci spinge a prendere il largo per affrontare il mare aperto. La traversata è difficile, ma a bordo c’è Cristo e, quando il mare si farà grosso, brillerà in cielo la Stella del mare che ci indicherà la rotta. Maria madre della Chiesa cammina con noi. Così tre anni or sono in termini di attesa. Oggi la certezza e l’urgenza di prendere il largo è dettata dall’evoluzione in atto delle nostre comunità/fraternità che stanno crescendo, sia pure attraverso crisi e tensioni, e che denunciano il bisogno della comunità come luogo di appartenenza, un luogo nel quale trovare la propria terra e la propria identità. Non un gruppo di fedeli ma una comunità in cui noi diciamo le nostre esperienze, annunciamo i nostri scopi e lo spirito che ci unisce. Insieme riconosciamo che siamo responsabili gli uni degli altri e che questo legame viene da Dio, è un dono di Dio. E’ Lui che ci ha scelti e chiamati insieme, in un’alleanza d’amore e in una sollecitudine reciproca. La comunità non è una scuola dove acquisire conoscenze su Dio, è il luogo dell’amore reciproco che aiuta la crescita di ciascuno. Essa non può avere il primato sui fratelli ma è per i fratelli che sono sempre in divenire e in crescita. Gli eventuali conflitti che feriscono le nostre comunità, denunciano piuttosto la tiepidezza del gruppo o la mediocrità del cammino che si sta effettuando, ma sono tuttavia anche un punto di forza per non cadere nella tentazione della chiusura in sé stessi e per imparare ad assumere la propria solitudine ed il proprio isolamento come realtà imprescindibile dell’esperienza del proprio fallimento e di morte. Dai tormenti esistenziali si esce da soli e senza cercare le responsabilità in altri. La crescita è sempre sofferenza, tristezza, a volte porta in sé ogni forma di depressione come un anticipo della morte, una manifestazione delle piaghe che sono nel fondo del nostro essere e che fanno parte della condizione umana. Il nostro cuore è assetato di infinito e solo quando si scopre che il fallimento, le depressioni, anche i nostri peccati possono diventare offerta segnando il passaggio da un amore captativo ad un amore oblativo, ci si apre agli altri e si trova la pace. E soltanto quando si accetta la condizione umana con tutti i suoi limiti, si scopre che le nozze eterne sono dono Congresso provinciale ocds dopo la morte. La comunità è lo specchio di noi stessi, è un fenomeno religioso dove celebrare la nostra trasformazione di uomini nuovi nell’Eucarestia, è liturgia di comunione con il Signore ed i fratelli. Proposte: 1) Costruire le comunità. 2) La comunità con le comunità per una grande famiglia carmelitana. 3) Vivere l’autonomia, che è propria del terz’Ordine come degli altri due, nella responsabilità e nella creatività, divenendo protagonisti attivi e propositivi nella grande famiglia carmelitana e nella Chiesa. 4) Mettere in azione le sollecitazioni dello Spirito come risposta profetica. 5) Visite fraterne da parte dei fratelli del Consiglio per entusiasmare e favorire il percorso formativo e per custodire l’unità nella diversità di ciascuna comunità. 6) Studio e formazione permanente. Studio e seminari di formazione per i formatori 7) Convegno provinciale OCDS 2016. Rossana Sabatiello Presidente Provinciale OCDS La relazione del consigliere Salvatore Mosca Impariamo a ritrovare l’entusiasmo! Reverendo padre Luigi, reverendi padri assistenti, confratelli e consorelle dell’Ordine secolare, sono trascorsi poco più di due anni dall’insediamento del consiglio provinciale in carica. In questo periodo siamo stati tutti concentrati sulla preparazione al V centenario della nascita della santa Madre, oggetto sia degli incontri di formazione organizzati dai padri sia di quelli a cura delle singole fraternità. Grazie a questo intenso lavoro formativo abbiamo avuto l’opportunità di accrescere la nostra conoscenza delle opere e della dottrina di Santa Teresa di Gesù. organizzato dai padri c a r m e l i t a n i , programmato per il mese di settembre del 2013 a Maddaloni, che prevedeva la presenza di padre Ciro Garcia e di padre Alzinir Debastiani, delegato genera le all’ocds , venne annullato a causa del numero insufficiente di iscrizioni. Allo stesso tempo, però, non si può non osservare come, nello stesso periodo, siano state veramente poche le occasioni di incontro tra le fraternità della Provincia, in particolare tra quelle della Puglia e della Campania. L’unico momento che ha fatto registrare una soddisfacente partecipazione dei secolari, è stata quella degli esercizi spirituali estivi a Nusco, giunti alla terza edizione. In verità bisogna ricordare che un’importante c o n v e g n o interprovinciale 12 fallimento senza però trovare risposte esaustive. In ogni caso, al di là di ogni plausibile spiegazione, certamente le fraternità, in quell’occasione, non riposero con il n e c e s s a r i o entusiasmo. Si trattò, purtroppo, di una spiacevole esperienza, a seguito della quale i padri furono giustamente m olt o c a uti n el proporre altre iniziative per noi secolari. Questa esperienza ha anche influito negativamente sulla programmazione di iniziative da parte del consiglio provinciale, lasciando alle fraternità delle singole r e g i o n i l’organizzazione di alcuni incontri comunitari. In consiglio ci siamo a suo tempo confrontati sul perché di quel E ciò non ha contribuito a migliorare la reciproca Congresso provinciale ocds conoscenza tra le nostre diverse realtà, cosa che non è affatto un pio desiderio di qualcuno di noi ma un preciso monito dei n os tr i do cume nt i costitutivi. E’ qui infatti il caso di ricordare che lo Statuto Provinciale dell’OCDS, riguardo la vita di comunità, all’art. 17 afferma che “Per favorire la mutua conoscenza si consiglia di organizzare ogni anno convegni o incontri di tutte le Fraternità della P r o v i n c i a o Delegazione.” Ma qual è stata la nostra adesione a quei pochi eventi che sono comunque stati proposti? Si ha la sensazione che, dopo tanti sforzi per trovare un’identità provinciale, raggiunta dopo un lungo c a m m i n o d i conoscenza, tessitura di rapporti personali e collettivi, esperienze condivise, siamo un po’ tornati a chiuderci nelle nostre piccole realtà, nelle nostre abitudini … Possiamo d’altronde osservare lo stesso atteggiamento anche all’interno delle nostre fraternità, dei nostri consigli locali. Si sente dire che l’età incalza, che siamo tutti un po’ più vecchi, che manca quella freschezza fisica che aiuta a supportare ciò che lo spirito ci suggerisce, ma questa non può essere la spiegazione, perlomeno non l’unica. Vediamo, infatti, molti fratelli e sorelle non più giovani che, nonostante età e acciacchi vari, sono sempre in prima linea, assumendosi impegni e responsabilità anche se ciò comporta spesso sacrifici personali. Dobbiamo scuoterci da questo torpore, dobbiamo sforzarci di ritrovare quell’energia che ci spingeva a frequentare il Carmelo agli inizi della nostra vocazione, anche se sono passati molti anni da allora. Non occorre inventarsi niente di nuovo: basta riscoprire il senso e la misura della vita comunitaria. Il nostro Statuto Provinciale, all’art. 15, afferma che “i fratelli e le sorelle della Fraternità si riuniscano almeno due volte al mese per la preghiera comunitaria, l'ascolto della Parola di Dio e il vicendevole arri cchi mento nel dialogo fraterno. Da questi momenti d’incontro, espressione caratterizzante della vi ta comuni tari a, nessuno si ritenga dispensato. Chi non può intervenire avvisi il Presidente, prima della riunione.” situazione delle fraternità e organizzare convegni o altri momenti d’incontro. P r o v i a m o a interrogarci se questo lo facciamo sempre: avvisiamo il Presidente in tempo, coltiviamo il dialogo fraterno, facciamo orazione? O siamo ripiegati nelle nostre abitudini, nei nostri orari, nelle nostre comodità? Non dimentichiamo che la Santa Madre affermava che “orazione e vita comoda non vanno d’accordo”. Si potrebbe, almeno per ridurre il disagio dovuto alle distanze eccessive, prendere in considerazione, modificandola in parte, la proposta del Delegato Generale di aumentare il numero dei consiglieri da tre a sei e, allo stesso tempo, formare due delegazioni, una per la Campania e una per la Puglia e la Basilicata, con un presidente unico. Questo sentimento di apatia aumenta, a maggior ragione, quando le fraternità di una regione della nostra Provincia Carmelitana sono chiamate a incontrarsi con quelle dell’altra r e g i o n e . Oggettivamente, in questo caso, anche le distanze hanno il loro peso: dobbiamo considerare che da Napoli a Lecce ci sono oltre 400 km, e o cc orr o no al me no cinque ore di viaggio in auto. La distanza rende difficile anche il lavoro del consiglio provinciale, che si dovrebbe riunire periodicamente per esaminare la Questa soluzione a g e v ol er eb b e g li spostamenti sia dei consiglieri provinciali sia dei membri delle fraternità poiché gli incontri formativi comunitari sarebbero o r g a n i z z a t i separatamente tra le due regioni. Non è un’idea nuova: chi appartiene all’Ordine secolare da molti anni ricorderà certamente che in passato era già così. La proposta non è però materia di questo congresso e, come tale, l’affido al nuovo consiglio che si andrà a insediare. Per quanto riguarda l’apatia, invece, dobbiamo rimboccarci le maniche e Congresso provinciale ocds cominciare a lavorare per formulare nuove proposte che ci aiutino a farci conoscere al di fuori delle nostre piccole realtà, a cominciare dalle chiese o dalle parrocchie in cui ci riuniamo. Dobbiamo mostrare agli altri la bellezza dell’essere carmelitani, mettere più entusiasmo in quello che facciamo, dobbiamo mostrare il volto della domenica di Risurrezione, non quello del Venerdì Santo. La peregrinatio delle reliquie della Santa Madre ci può aiutare a farci conoscere. Consentitemi infine, e termino, di formulare una proposta al nuovo consiglio provinciale e ai consigli di fraternità qui presenti: nei programmi di formazione che seguiranno la conclusione del centenario di Santa Teresa, mettiamo al primo posto la riscoperta della vita fraterna e la rilettura della Vita di Santa Teresa, nella quale la Santa Madre ci guida magistralmente lungo l’itinerario che deve condurci alla santità. Vi prego di sostenere il nuovo consiglio che sta per insediarsi affinché in futuro le fraternità da voi rappresentate rispondano con maggior entusiasmo alle proposte messe in campo dal consiglio stesso e dai Padri carmelitani. Chiedo inoltre ai Padri di sostenerci ancora di più aiutandoci a cres cere spiritualmente e a superare le nostre incapacità: il nostro cammino non può prescindere dalla ricchezza della spiritualità carmelitana che è parte del loro carisma. E, per quanto possibile, di favorire momenti d’incontro con le nostre monache e le nostre religiose, per “favorire e arricchire lo spirito di “Famiglia Carmelitana”. Salvatore Mosca La relazione della consigliera Stefania De Bonis Una svolta necessaria e responsabile Mi ha colpito il messaggio inviatoci da padre Alzinir Debastiani per questo Congresso. E’ la prima volta che un delegato generale manifesta la propria vicinanza a quanti di apprestano a partecipare un Congresso Provinciale, segno di uno sguardo diverso al cammino che fa questa componente laica che noi rappresentiamo. Questo deve incoraggiarci a fare un passo avanti. La maggior parte di noi sente forte l’appartenenza all’Ordine, ma dobbiamo trovare quel guizzo che ci porti a vivere integralmente da laici questa vocazione. Dovremmo cercare da un lato di affondare sempre di più la nostra radice nel Carmelo, nutrendoci di questa spiritualità, dall’altro testimoniare quanto Dio conti nella nostra vita. Non dico nulla di nuovo poiché questa è la missione di ogni cristiano. Non è necessario che io parli di Dio continuamente: è più importante che si vedano i miei sforzi di essergli fedele. Non si può pensare di formare,, di attirare persone al Carmelo senza testimoniare il rapporto con Cristo. Il beato Paolo VI affermava che l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i 14 maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni. Prendete l’Epistolario di S. Teresa: a volte sembra che non sia neppure una monaca a scrivere, ma quanti laici ha avvicinato a Dio con la sua personalità così affettuosa e con la sua fede contagiante. Credo che da oggi siamo chiamati a un pizzico di consapevolezza in più, per dare nuova linfa al nostro impegno nel Carmelo. Il nuovo Consiglio è chiamato da un lato a dare un’accelerazione con competenze nuove e un programma che parta dai laici per i laici, e dall’altro, con il Congresso provinciale ocds supporto dei padri e anche di un direttore spirituale che aiuti nel discernimento, ad aver cura di approfondire questa spiritualità e viverla. Una proposta formativa A proposito delle competenze a cui accennavo, i maestri e maestre di formazione in attesa da anni di essere preparati per formare a loro volta. Ecco vorrei fare una proposta formativa che non richiede un grande sforzo se non quello di accendere il computer e seguire un corso organizzato, nel momento che vogliamo. Considerando – infatti- le difficoltà che abbiamo nello spostarci, soprattutto da una regione all’altra della Provincia, potremmo pensare di realizzare una scuola on line, una piattaforma sul sito della Provincia, per i formatori, con video e materiale scaricabile. Il tutto con il contributo innanzitutto dei secolari, del coordinamento interprovinciale (che ha per statuto un’attività di promozione formativa e ne dobbiamo approfittare) di formatori del Teresianum e poi dei padri carmelitani, delle suore carmelitani che posso offrire una personale testimonianza magari solo in audio sull’orazione e la spiritualità. Si offrirebbe così, ogni anno, un percorso per preparare i formatori al proprio servizio di formazione e discernimento all’interno della fraternità. Alle lezioni si potrebbe accedere previa iscrizione (che ci permetterebbe di coprire le spese, soprattutto se s’interpellano formatori del Teresianum). Provo a indicare i possibili argomenti: teologia del laicato; Catechesi e comunicazione della fede; storia e spiritualità del Carmelo; Vocazione alla santità espressa dai nostri santi e soprattutto un corso introduttivo al Counseling Spirituale (corso da preparare con un docente del Teresianum) STRUMENTI FORMATIVI: VIDEO DELLE LEZIONI PER I VARI CORSI, SLIDE RIASSUNTIVE MATERIALE DI APPROFONDIMENTO, BIBLIOGRAFIA. Tramite e mail o twitter, si potrà chiedere chiarimenti al formatore di ciascun argomento. E’ una proposta sulla falsariga di un corso annuale organizzato dalla CEI. Al termine ci sarà non un esame ma una giornata di verif ic a e condivis ion e, possibilmente anche assieme ai padri assistenti e al Superiore Provinciale. L’aspetto spirituale e propriamente carmelitano lo cureremo poi qui, una volta al mese, con le iniziative in programma a Maddaloni, Jaddico e Bari. Veniamo all’impegno odierno: Credo che il mio compito di consigliera dopo nove anni sia abbondantemente esaurito. E’ necessario un rinnovamento e dare spazio a quelli che tra voi possano portare nel Consiglio un nuovo slancio, una maggiore dialettica, un contributo nuovo che tenga presente di tutte le esigenze espresse da voi oggi. Chi del Consiglio attuale resterà, certamente sarà d’aiuto, alle new entry altrettanto certamente non sarà d’ostacolo, purché tutto sia fatto nella fedeltà al carisma. Mi preme dire che la mia scelta è anche legata a problemi di salute che spesso mi hanno impedito di essere presente ad appuntamenti importanti. Vorrei, e concludo, dire a chi entrerà per la prima volta nel Consiglio che se è vero che è un impegno e una responsabilità è anche una grande esperienza di crescita personale e spirituale. Ringrazio il Signore e il Carmelo che mi ha dato la possibilità di sperimentare il Suo aiuto e di incontrare tante persone amiche, nelle quali ho trovato in alcuni momenti difficili, un forte sostegno. Sono stati più i veri amici che i rapporti deludenti. E anche affrontare certi empasse è stato un arricchimento spirituale. Se il Consiglio vorrà curerò ancora il nostro notiziario, che del resto ideai come pubblicazione della mia fraternità e poi con p. Enzo si decise di estenderlo a tutti. Ringrazio il padre provinciale Luigi Gaetani per la fiducia, ringrazio chi in questi nove anni ha condiviso con me l’impegno nel Consiglio. Grazie ai padri e in modo particolare a p. Leonardo Cuccurullo e p. Enzo Caiffa con i quali sono nate iniziative importanti per Congresso provinciale ocds l’ocds, come gli esercizi spirituali e la scuola di orazione teresiana (2007-2011). Grazie a p. Arturo Beltràn che ha pazientemente e con umiltà portato avanti le giornate di formazione teresiana e anche alcune iniziative organizzate insieme a Napoli. Prego che la nostra santa madre Teresa ci tenga sotto la sua cappa e oggi ci aiuti a La relazione della Tesoriera Un invito a essere più attenti alle necessità dei fratelli e dell’Ordine Ultima a prendere la parola, con garbo e fermezza, è stata la Tesoriera. Angela Giagnorio, (nella foto) di Sannicandro, che ha ricordato di aver aperto un conto corrente per i versamenti delle quote e sottolineato l’esigenza di essere più puntuali anche per onorare i nostri impegni con il coordinamento interprovinciale e la quota destinata alla segreteria generale dell’Ordine. Dopo le relazioni dei consiglieri, dopo un positivo scambio di idee con le fraternità che hanno sottolineato i passi percorsi e le esigenze emerse. Si è passati alla votazione per il nuovo Consiglio Provinciale dell'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi della Provincia Napoletana. I rappresentanti delle nove fraternità presenti hanno confermato Rossana Sabatiello come Presidente, ed eletto come consiglieri Salvatore Mosca, Stefania Campopiano (nella foto a destra che sostituisce la consigliera Stefania De Bonis) e Angela Giagnorio. 16 scegliere quelle persone che possano guidare il nostro cammino con umiltà e fedeltà creativa. Stefania De Bonis ocds UN MANDATO AI FORMATORI I Catechisti ricevono un mandato, anno per anno, con una bella cerimonia in parrocchia, solenne, coinvolgente. Tutta la comunità parrocchiale partecipa. Perché gli incaricati alla formazione delle fraternità no? Certo sono nominati dal Consiglio, ma il loro è un servizio alla fraternità, all’Ordine e alla Chiesa e come tale deve essere riconosciuto . Le fraternità devono pregare per chi s’impegna in questo compito, come ogni formatore deve avere fra gli imperativi della propria coscienza la preghiera per chi è affidato loro. Sarebbe bello se a settembre l’incontro che darà inizio al nuovo anno formativo si tenesse conto anche di questo, prima d’iniziare una congrua formazione. Nel 2016 anniversario della beatificazione Le fraternità sono invitate a organizzare dei momenti preghiera comunitaria e incontri dedicati alla beata Elia di san Clemente, verso il decennale Ricordiamo il 29 maggio la festa liturgica della carmelitana scalza della nostra Provincia che papa Benedetto XVI beatificò il 18 marzo 2006. “Sola ai piedi del mio Crocifisso Signore, lo guardai lungamente, e in quello sguardo vidi che era tutta la mia vita” Le parole della b. Elia di San Clemente, monaca professa dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi di Bari, sono il programma spirituale della sua vita. Ai piedi di quel Crocifisso la beata a “inchiodato” la propria volontà, il desiderio di essere compresa. E’ proprio questa rinuncia che deve far riflettere noi secolari sempre alla ricerca di consensi, di approvazione. Seguire Gesù, a volte, significa anche trascorrere una vita senza essere compresa. confessore, decise di indirizzarla al Carmelo di San Giuseppe di Bari; ma suo cammino non fu facile. Dopo essere stata nominata maestra di ricamo a macchina nell'educandato annesso al Carmelo, Sr. Elia fu rimossa dall’incarico. E quando si ammalò di encefalite, sottovalutarono le sue sofferenze. Non smise di sorridere. Nel suo programma di vita, un obiettivo: far sorridere Gesù dimenticandomi e lasciandomi dimenticare; Verso la fine del 1917, il consumarmi nel silenzio di sacerdote gesuita Sergio ogni cosa creata e nell’oblio Di Gioia, suo nuovo di me stessa. V Centenario STJ NAPOLI. L’INAGURAZIONE IL 27 MAGGIO NELLA CHIESA DI CHIAIA Torna al suo splendore la statua di S. Teresa Mercoledì 27 maggio 2015, nella Chiesa di S. Teresa in via Vittoria Colonna alle 17.30, sarà presentata al pubblico completamente restaurata la statua di Santa Teresa d’Avila, realizzata da Cosimo Fanzago. Una breve conferenza per illustrare come la statua che sormonta l’altare della chiesa di Chiaia sia tornata nell’antico splendore e uno spettacolo teatrale dedicato alla santa spagnola, compatrona di Napoli. Accoglieranno gli intervenuti i Padri Carmelitani della convento di S. Teresa a Chiaia, guidati dal Superiore provinciale nonché presidente nazionale della ( Conferenza italiana Superiori Maggiori) P. Luigi Gaetani, ocd e dal Priore P. Luigi Borriello, ocd. Nella più antica chiesa , dedicata alla santa spagnola, ( fondata nel 1625) il restauro della statua è stato promosso lo scorso ottobre da Incontri Napoletani, lo storico sodalizio fondato da Tina Giordano Alario, (attualmente guidato dalla figlia Patrizia ). Un particolare del volto della bellissima statua che Cosimo Fanzago realizzò effigiando la nostra madre fondatrice, Teresa di Gesù. Che direbbe Teresa oggi? DA giovane era una donna vanitosa, ma anche a 61 anni non scherzava. Ricorda in un intervento p. Luigi Borriello: “Teresa aveva un carattere forte, una mente lucida, una penna non di rado tagliente. Lo testimoniano le righe citate sopra, molto realistiche e vivaci, ma soprattutto l’unico ritratto eseguito quando Teresa era ancora viva, a sessantuno anni: il dipinto di fra Juan de la Miseria (di origine napoletana), ci ha restituito i tratti di una donna intelligente, forte e sicura («Dio ti perdoni! Mi hai fatta cisposa e vecchia!» disse all’artista). E lo era per davvero, soprattutto perché seppe tradurre nei suoi scritti la sua passione di donna innamorata dell’Umanità del Cristo, via regale per accedere all’Assoluto di Dio “. CRESCERE IN FRATERNITA’ NOTIZIARIO realizzato a cura di Stefania De Bonis ocds DISTRIBUITO GRATUITAMENTE ALLE FRATERNITÀ DELL’ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI DELLA PROVINCIA NAPOLETANA E ALL’OCDS D’ITALIA E. Mail bollettino: [email protected] _____________ Consiglio Provinciale Ocds P. Luigi Gaetani ocd (P. Provinciale) - Rossana Sabatiello (Presidente) Salvatore Mosca, Stefania Campopiano e Angela Giagnorio (Consiglieri) 18