Speciale aprile/maggio 2015
Due avvenimenti importantissimi
per il nostro Ordine, a soli dieci
giorni l’uno dall’altro. Il primo,
giovedì 7 maggio, quarta giornata
di lavori del Capitolo Generale ad
Avila, p. Saverio Cannistrà è stato
riconfermato Preposito Generale
dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.
Un tweet in lingua spagnola lo ha
annunciato (vedi foto sopra).
L’altro evento, domenica 17
maggio, in una caldiss ima
mattinata in piazza San Pietro: la
canonizzazione della carmelitana
scalza di Betlemme, la piccola
araba, la nostra Maryam di Gesù
Crocifisso. Il Papa, come leggerete
nelle pagine dedicate all’evento, ha
avuto parole di grande tenerezza
per questa giovane suora
illetterata, ma completamente
inabissata in Dio, in ascolto dello
Spirito, e capace di cose grandi.
La piccola araba è santa!
Capitolo Generale 2015
P. Saverio Cannistrà rieletto Generale dell’OCD
A V I L A . - I l C ap ito l o
Generale
cominciato
ufficialmente lo scorso 3
maggio ha rieletto il p.
Generale
Saverio
Cannistrà .Con grande gioia
abbiamo accolto la notizia,
arrivata quasi in tempo reale,
grazie
ai
mezzi
di
comunicazione utilizzati, il
sito, ma soprattutto l’account
@ocdcuria, grazie al quale è
stato possibile far rimbalzare
nel mondo in pochi minuti la
notizia tanto attesa e, come si
dice in gerg o, tanto
retwittata. E’ stato eletto
anche un nuovo Definitorio
per il prossimo sessennio. In
totale i definitori saranno
sette; accompagneranno P.
Saverio Cannistrà nel suo
lavoro di governo: Vicario
Generale: P. Agustì Borrell
(Iberica) Secondo Definitore:
In alto tutti i padri
capitolari alla vigilia
del Capitolo
Provinciale che si
concluderà il 24
maggio e a destra il
nostro Superiore
Provinciale, p. Luigi
Gaetani abbraccia P.
Saverio Cannistrà
appena rieletto
Preposito Generale
dell’Ordine dei
Carmelitani Scalzi
P. Lukasz Kansy (Varsavia)
Terzo Definitore: P. George
Tambala (Navarra-Malawi)
Quarto Definitore: P. Johannes
Gorantla (Andra-Pradesh)
Quinto Definitore: P. Daniel
Chowning (Washington) Sesto
Definitore: P. Fco. Javier Mena
(Caribe) Settimo Definitore: P.
2
Mariano Agruda (Filipinas).
Nei
giorni
successivi
all’elezione i padri capitolari
hanno vissuto esperienze di
orazione e confronto anche con
altre realtà della famiglia
carmelitana, soffermandosi su
temi importanti quali le
missioni, i consigli evangelici,
Capitolo Generale 2015
la vita consacrata, la
formazione, il rapporto con i
laici carmelitani, con le
monache di clausura. In
particolare Venerdì 15 maggio
la giornata
è stata
interamente dedicata al nostro
Ordine Secolare. (foto sopra)
P. Alzinir Debastiani,
Delegato generale per l'OCDS
e la famiglia teresiana, ha
presentato una relazione sulla
vita dell'Ordine Secolare
durante questi ultimi sei anni,
ponendo uno speciale accento
su due eventi importanti:
l'approvazione della Ratio e le
modifiche apportate alle
Costituzioni relative alla vita
di comunità e alla devozione a
San Giuseppe. Ha presentato
anche i risultati dell'inchiesta
proposta alle comunità OCDS
in vista del Capitolo Generale.
Erano presenti alcuni
secolari che ha proposto una
conferenza su Santa Teresa e i
laici
Lunedì 18 maggio, la
giornata è iniziata con la
professione di fede del nuovo
Vicario Generale dell'Ordine,
P. Agustí Borrell.(foto ) della
Provincia Iberica , già
Provinciale della Provincia di
Catalogna e Baleari.
I lavori del Capitolo sono
proseguiti con la discussione
sulla formazione sia iniziale
sia permanente. Il P. Generale
dell'O rdine, P. Saverio
Cannistrà, ha proposto una
profonda analisi
sulle
Costituzioni e il Governo
dell'Ordine. Per il suo
intervento, P. Saverio si è
basato sulle Costituzioni, sui
Decreti del Capitolo Speciale
del 1968, sul Codice di Diritto
Canonico e sulla propria
esperienza di governo durante
gli ultimi sei anni.
Martedì 19 maggio la parola
è passata alle rappresentanti
delle Carmelitane Scalze (in
alto a destra): sono intervenute
14 Carmelitane Scalze in
rappresentanza delle diverse
circoscrizioni dell'Ordine.
Il 21 maggio l’incontro della
Famiglia Carmelitana è
cominciato con il saluto
d'accoglienza del Generale
dell'O rdine, P. Saverio
Cannistrà. P. Pedro Tomás
Navajas, Vicario della nuova
Provincia
Iberica,
ha
presentato i numerosi gruppi
presenti.
Hanno
parlato
i
Carmelitani secolari di
Spagna e Portogallo, i giovani
formandi Carmelitani Scalzi,
i membri dei Gruppi di
Orazione Teresiana (GOT) e
del Carmelo ecumenico, i
responsabili dell'Istituto di
Spiritualità a Distanza (IED),
del Centro di Iniziative
Pastorali (CIPE) e della casa
Editrice "Monte Carmelo", i
rappresentanti laici dei
collegi
carmelitani,
i
rappresentanti del Carmelo
Joven e dell'ONG "Solidarios
con el mundo".
Hanno
assistito
all'incontro
rappresentanti di varie
istituzioni religiose affiliate
all'Ordine e il Priore
Generale dei carmelitani di
Antica Osservanza, P.
Fernando
Millán.
Sottolineando la grande
Capitolo Generale 2015
LE PAROLE DI P. SAVERIO
Rimanere nell’amore di Dio:
Ecco la strada giusta
collaborazione esistente tra i
due Ordini, egli ha descritto
alcune attività si è realizzato
congiuntamente in questi
ultimi anni..
Nel suo intervento il
Priore
Generale
dei
Carmelitani ha ribadito che il
dialogo dev'essere un pilastro
fondamentale per la vita
religiosa,
come
pure
l'importanza degli incontri di
comunità. e ha invitato i
Capitolari a non perdere la
capacità
di
sorpresa,
scacciando l'atteggiamento
pessimista.
I lavori proseguiranno fino
a domenica, poi il ritorno
nelle rispettive Province.
A tutti sarà distribuito il
documento conclusivo del
Capitolo: E’ tempo di
camminare! Probabilmente
sarà presto scaricabile anche
sul sito WEB.
Nell'omelia
dell’8
maggio,
presieduta
al
Padre
Generale, P. Saverio ha invitato i padri capitolari e,
indirettamente anche noi a essere consapevoli del
comandamento
dell'amore
.Non
consiste
solo
nell'amarci gli uni gli altri, ma anche nel "rimanere nel
Suo amore", abbandonarci a Lui; questo, per diventare
anche noi capaci di dare la nostra vita nelle nostre
Provincie e Circoscrizioni, con i nostri fratelli, ma
anche qui e ora, nei nostri lavori capitolari, affinché il
frutto di questi giorni sia riflesso dell'amore e
dell'entusiasmo che ci anima, per il bene della
Famiglia, per il bene del nostro Ordine.
E il 14 maggio ha sottolineato: Per anni Teresa ha vagato
nel deserto, in un luogo senza strade, senza verità. E poi,
a un tratto, è entrata nella strada giusta, è entrata in
Gesù e ha iniziato a camminare in Lui. Da allora in poi
Teresa non può più perdersi, perché ogni giorno, ogni
momento sa di poter tornare a Lui, per ritrovarsi, per
dare una risposta alle domande: Chi sono io? Che cosa
devo fare? Che senso ha questa mia vita? Sono le
domande dell’uomo di sempre, ma in modo particolare
dell’uomo
moderno.
Sono
religiosi e religiose di oggi
4
le
nostre
domande
di
La Canonizzazione di Sr. Maryam Baouardy
Le parole del Papa alla messa di canonizzazione
La docilità allo Spirito
della piccola araba
Gli Atti degli Apostoli ci
hanno presentato la Chiesa
nascente nel momento in cui
elegge colui che Dio ha chiamato
a prendere il posto di Giuda nel
collegio degli Apostoli. Non si
tratta di assumere una carica,
ma un servizio. E infatti Mattia,
sul quale cade la scelta, riceve
una missione che Pietro
definisce così: «Bisogna che […]
uno divenga, insieme a noi,
testimone
della
sua
risurrezione» - della risurrezione
di Cristo (At 1,21-22). Con
queste parole egli riassume cosa
significa far parte dei Dodici:
significa essere testimone della
risurrezione di Gesù. (…) Gli
Apostoli hanno fatto l’esperienza
diretta e stupenda della
Risurrezione; sono testimoni
oculari di tale evento. Grazie
alla
loro
autorevole
testimonianza, in molti hanno
creduto; e dalla fede nel Cristo
risorto sono nate e nascono
continuamente le comunità
cristiane. Anche noi, oggi,
fondiamo la nostra fede nel
Signore
risorto
sulla
testimonianza degli Apostoli
giunta fino a noi mediante la
missione della Chiesa. La
nostra fede è legata saldamente
alla loro testimonianza come ad
una catena ininterrotta
dispiegata nel corso dei secoli
non solo dai successori degli
Apostoli, ma da generazioni e
generazioni di cristiani. A
imitazione degli Apostoli,
infatti, ogni discepolo di Cristo è
chiamato a diventare testimone
della sua risurrezione,
soprattutto in quegli ambienti
umani dove più forte è l’oblio di
Dio e lo smarrimento dell’uomo.
Perché questo si realizzi,
bisogna rimanere in Cristo
risorto e nel suo amore (…) Gesù
lo aveva ripetuto con insistenza
ai suoi discepoli: «Rimanete in
me … Rimanete nel mio
amore» (Gv 15,4.9). Questo è il
segreto dei santi: dimorare in
Cristo, uniti a Lui come i tralci
alla vite, per portare molto
frutto (cfr Gv 15,1-8). E questo
frutto non è altro che l’amore.
(…) Un aspetto essenziale della
testimonianza da rendere al
Signore risorto è l’unità tra di
noi, su oi d iscep oli, ad
immagine di quella che sussiste
tra Lui e il Padre. E’ risuonata
La Canonizzazione di Sr. Maryam Baouardy
anche oggi nel Vangelo la
preghiera di Gesù nella vigilia
della Passione: «Siano una sola
cosa, come noi» (Gv 17,11). Da
questo amore eterno tra il Padre
e il Figlio, che si effonde in noi
per mezzo dello Spirito Santo
(cfr Rm 5,5), prendono forza la
nostra missione e la nostra
comunione fraterna; da esso
scaturisce sempre nuovamente
la gioia di seguire il Signore
nella via della sua povertà,
della sua verginità e della sua
obbedienza; e quello stesso
amore chiama a coltivare la
preghiera contemplativa. Lo ha
sperimentato in modo eminente
suor Maria Baouardy che,
umile e illetterata, seppe dare
consigli e spiegazioni teologiche
con estrema chiarezza, frutto
del dialogo continuo con lo
Spirito Santo. La docilità allo
Spirito Santo l’ha resa anche
strumento di incontro e di
comunione con il mondo
musulmano. Rimanere in Dio e
nel suo amore, per annunciare
con la parola e con la vita la
risurrezione
di
Gesù,
testimoniando l’unità fra di noi
e la carità verso tutti. Questo
hanno fatto le quattro Sante
oggi proclamate. Il loro
luminoso esempio interpella
6
anche la nostra vita cristiana:
come io sono testimone di Cristo
risorto? E’ una domanda che
dobbiamo farci. Come rimango
in Lui, come dimoro nel suo
amore? Sono capace di
“se min a r e” in fa mi gl ia ,
nell’ambiente di lavoro, nella
mia comunità, il seme di quella
unità che Lui ci ha donato
partecipandola a noi dalla vita
trinitaria?
Tornando oggi a casa,
portiamo con noi la gioia di
quest’incontro con il Signore
risorto; coltiviamo nel cuore
l’impegno
a
dimorare
nell’amore di Dio, rimanendo
uniti a Lui e tra di noi, e
seguendo le orme di queste
quattro donne, modelli di
santità, che la Chiesa ci invita
ad imitare.
PP. Francesco
La canonizzazione di Sr. Maryam Baouardy
Cronaca di una festosa Domenica
Piazza S. Pietro domenica ha
cominciato a riempirsi dalle 7 del
mattino, quando ai varchi, ci si è
messi in fila per un rapido
controllo con i metal detector. Poi
il via libera, alla ricerca del posto
più vicino al drappo con l’effige
della santa per cui si era venuti a
festeggiare. La bellissima piazza
sul cui sfondo si stagliano la
Basilica e il suo Cupolone era uno
sventolio di bandiere di tutti i
colori, copricapo gialli e qualche
ombrello per ripararsi dal sole.
Una calda giornata di sole e, per
fortuna anche di vento, per circa
oltre due ore di attesa prima che il
rito cominciasse. Gruppi di ogni
lingua e nazione (molte le bandiere
palestinesi della delegazione di
circa 3000 pellegrini provenienti
dalla Terra Santa). Erano lì per
Maryam
Baouardi
e
Maria
Alfonsina Danil Ghattas, le prime
due sante palestinesi dei tempi
moderni,
fondatrici
rispettivamente del Carmelo di
Betlemme e della Congregazione
delle Suore
del Rosario di
Gerusalemme. E c’eravamo noi
dell’ocds, alcune monache di
clausura con un permesso speciale,
tantissimi frati e il neo-rieletto p.
Saverio
Cannistrà,
che
ha
concelebrato con Papa Francesco.
E’ stato un momento di grazia e di
gioia. Ed è stato anche un
momento
storicamente
importante con la presenza in
piazza di Abu Mazen, presidente
dello Stato di Palestina, così come
viene riconosciuto dalla Santa
Sede, in vista della firma
dell'Accordo diplomatico e il
Patriarca latino di Gerusalemme,
Papa Francesco affida una missione
alle religiose di Betlemme ….
Buongiorno e grazie tante della visita! Io sono molto
contento di questo pellegrinaggio delle suore per la
canonizzazione delle nuove sante. Il presidente dello
Stato di Palestina mi ha detto che era partito dalla
Giordania un aereo pieno di suore! Povero pilota…
Grazie tante! Vi do una missione: pregare le due nuove
sante per la pace nella vostra terra, perché finisca questa
guerra interminabile e ci sia la pace fra i popoli. E
pregare per i cristiani perseguitati, cacciati via dalle
case, dalla loro terra e vittime della persecuzione “con i
guanti bianchi”: è nascosta, ma si fa! Persecuzione “con i
guanti bianchi” e terrorismo “in guanti bianchi”. Pregate
tanto per la pace. Adesso ognuna di voi, nella sua lingua,
pregate l’Ave Maria con me.
Città del Vaticano, lunedì 18 maggio 2015
LA LETTERA DEL DELEGATO GENERALE
Carissimi Fratelli e Sorelle dell’ OCDS della Provincia Napoletana
Pace a voi e che il Santo Spirito vi illumini nella
vostra Assemblea Provinciale.
Sono unito a voi nella preghiera, in questo importante momento triennale,
chiedendo il Signore che vi ha chiamato e che ogni volta di più siate uniti nella
stessa vocazione nel Carmelo teresiano.
Voi avete un ruolo importantissimo per la Chiesa e per l’Ordine, che ci chiede di
lavorare in Collaborazione, finché le ricchezze del nostro Carisma non restino
sepolte, quando tanti dei nostri fratelli hanno fame e sete della verità che è Gesù e
il suo Vangelo ci danno e che fu tanto a cuore della Santa Madre, il cui V
Centenario celebriamo. È una occasione che la grazia di Dio ci accorda e che
dobbiamo saper approfittare.
Ricordo anche di già avere in conto l’ anticipazione delle prossime elezioni, così che
tutte le Provincie di Italia la abbiano allo stesso tempo, aiutando al lavoro del
Coordinamento interprovinciale dell Ocds d Italia.
Vorrei porvi anche un suggerimento di aumentare il numero dei consiglieri
Provinciali, così che loro possano anche fare delle visite nel servizio di animazione
e di comunione tra le Comunità della Provincia Napoletana, così vasta nel suo
territorio e nel numero di membri. Una eventuale dispensa dagli Statuti riguardo a
questo può essere richiesta al P. Generale, in accordo con le vostre Costituzioni (n
41).
Infine, ringrazio al lavoro svolto dalla Presidente e dal Consiglio in questo triennio
e chiedo il Signore di benedire quelli che verranno eletti o rieletti per questo
servizio ai fratelli e sorelle, lavorando con umiltà, spirito di servizio amorevole e di
fede.
Mi trovo a Nairobi, dove abbiamo sola una Comunità informazione del Ocds e di
qui rinnovo i miei pensieri di fraterna comunione e di preghiera, unito a voi nel
sabato prossimo.
Il Signore vi benedica e la Madonna del Carmine e San Giuseppe intercedano.
Fraternamente,
Fr Alzinir F. Debastiani OCD
Delegato Generale
8
Congresso provinciale ocds
Introduzione del P. Provinciale
Siate fraternità piccole, gioiose ed oranti.
Quello che è importante e che ci deve
animare è saper ricercare il bene, sapendo
che questa ricerca del bene passa
attraverso un atto libero e responsabile da
parte di ciascuno
perché il momento
elettivo
del
Consiglio
è
l’atto
di
responsabilità delle persone che sono
delegate a nome di tutta la fraternità a
ricerca questo bene comune, proprio
attraverso la scelta delle persone che
possano facilitare il cammino unitario delle
fraternità.
Questa è la funzione del consiglio: saper
costruire ponti che devono mettere insieme
le diversità, saper costruire ponti per poter
generare una comunione missionaria
all’interno della famiglia carmelitana,
saper
costruire
ponti
per
poter
effettivamente vivere una fraternità che
deve
caratterizzare
l’appartenenza.
Sappiamo che la s. Madre Teresa di cui
festeggiamo i 500 anni dalla nascita voleva
che le fraternità fossero piccole, gioiose ed
oranti.
Erano le tre caratteristiche che lei voleva
emergessero immediatamente all’interno
del vissuto di ogni fraternità.
Io credo che questo valga anche per le
fraternità del Carmelo secolare che vivendo
dello spirito di Teresa, vivendo questa
forma
di
partecipazione
carismatica,
debbano far emergere proprio questa
dimensione dell’essere collegio apostolico
di Cristo.
Quando
diceva
“piccole”
Teresa
immaginava il gruppo di discepoli attorno a
Gesù; “gioiose” perché chiaramente una
fraternità triste è una triste fraternità, per
omologare una espressione di papa
Francesco.
E poi “oranti” perché questa è una
dimensione specifica del carisma dove la
dimensione contemplativa della vita deve
essere
però
vissuta
come
servizio
missionario alla chiesa. Non c’è orazione
se non come servizio missionario alla
chiesa
Allora lasciamoci guidare dallo Spirito per
tutti i nostri lavori lasciamo tutte le
nostre intenzioni alla santa Madre Teresa
che possa veramente guidarci illuminarci
e sostenerci in questa giornata di lavoro.
Io ringrazio la presidente il consiglio per
il lavoro che hanno svolto, come ringrazio
tutte la fraternità
per lo spirito di
fraternità che abbiamo condiviso in varie
occasione, per la comunione che sta
crescendo fra di noi.
P. Luigi Gaetani OCD
Superiore Provinciale
Congresso provinciale ocds
La relazione della Presidente
Teresa è ancora attuale per noi?
L’obsoleta Teresa de Cepeda Ahumada, in
questi ultimi cinque anni, ha parlato a noi di
felicità. A noi, specialisti del tutto e del quasi
niente. A noi, ricercatori del piacere non come
assoluto
ed
essenziale
bene.
A noi, Teresa de Cepeda Ahumada ha parlato di
felicità.
Ci ha voluto far credere che la felicità non è
superficialità. E’ autenticità, ha detto.
E’
bellezza nella pienezza. Non è facilità (v.
cammino di perfezione). E’ impegno
(perseveranza
con
determinata
determinazione). Non è fugace emozione, ma
lenta maturazione di un cammino di vita. Ci ha
detto che l’essere finito dell’uomo è a
dimensione dell’infinito dal quale viene
assorbito e trasformato dalla corrente della vita
divina, dinamica trinitaria che è estasi totale
d’amore (v. castello interiore, Mansioni).
La capacità del profondo di ogni uomo è
abissale!
Teresa d’Avila ne fa esperienza e rende la
dimora e la presenza di Dio nell’anima con
questa metafora: «Mi parve che, simile a una
spugna tutta penetrata e imbevuta d’acqua, la
mia anima fosse impregnata della Divinità, e
che in un certo modo, gioisse veramente della
presenza delle tre persone [della Trinità]
possedendole in essa». Il suo abisso di anelito
grida verso l’Abisso dell’Essere (settima
mansione). Sua Maestà ci rivela il suo volto, il
suo cuore, le sue mani. Lui, l’Unigenito Figlio
del Padre, l’incarnato.
Dio è innamorato dell’uomo!
Teresa, donna del 500 ha l’ardire di proporre a
noi del terzo millennio, con le nostre conquiste e
conoscenze, con la consapevolezza esaltante del
nostro super-ego, un percorso di vita con la
testa in giù. Testa in giù rispetto raffinatezzaedonistica del proprio io che è fuori da ogni
condivisione e da ogni dimensione relazionale;
testa in giù rispetto alla gerarchia dei valori del
mondo. Addirittura ha affermato che solo
nell’espropriazione da noi stessi, con la testa in
giù, si coglie la strada della felicità-salvezza.
Dinanzi ad una statua del Cristo flagellato,
umilia la sua bellezza di donna, la sua simpatia,
il dono seducente della comunicazione, il piacere
della lettura, l’abilità dell’intrattenimento, la
sua ironia e tutto ciò che la caratterizza, per
abbracciare la croce che da una parte presenta il
volto del Cristo appassionato, e dall’altra il
volto del Cristo risuscitato, paradosso della fede
dei cristiani.
Aut mori, aut pati, grida. Follia di una donna
esaltata o certezza di una creatura che ha
sperimentato l’incandescenza dell’amore che
rende luminosa e soave l’intollerabile brutalità
della croce senza senso di ogni uomo? S. Teresa
entra nella nostra storia: guerre, malattie, senso
del non senso, inquinamento, emarginazione,
indifferenza verso gli ultimi e soprusi. Economia
cattiva, sporca, inquinata con tonalità varie.
Brama di potere, culto della personalità, delirio
d’onnipotenza. Che dire poi dei mali oscuri di
ogni uomo? Angosce: disprezzo e odio per chi non
la pensa allo stesso modo, sino a giungere a
devastanti manie.
Paura della malattia e della vecchiaia Paura
della morale e di un’ etica che genera uomini
umiliati ed esclusi. Paura di non essere più
stimati. Paura di non essere amati. Paura
essere traditi. Paura del lavoro, della casa, della
propria sicurezza … e ancora… Paura di non
avere più neanche la famiglia con cui hai
condiviso un progetto di amore e di vita. Paura
dell’anonimato come nel Castello di Kafka.
Infine, paura della morte. S. Teresa interviene e
grida ancora oggi: “Solo Dio basta”.
Ecco il grido della speranza!
S. Teresa ci dice che la croce di ogni uomo non
svetta per la disperazione, ma si eleva per
abbagliare di bellezza e di felicità la vita di
ciascuno e di tutto il creato. La felicità non si
riceve né si conquista, felici si è immergendosi
nella fonte battesimale che è la vita di Cristo
10
Congresso provinciale ocds
risorto dalla morte, via e verità.
Federico Nietzsche confessa: “Il mondo è
profondo e profondo è il suo dolore. Ma la gioia
è più profonda del dolore più profondo. Il dolore
passa, ma la gioia vuole di sua natura eternità”.
A conclusione di questo quinquennio anche noi
dal “profondo” dobbiamo dare un senso agli
“aneliti profondi” del nostro essere umano e
auscultare il grido dell’anima: Per voi sono
nata. Cosa vuoi Signore da me?
A distanza di quasi tre anni lo Spirito ha
maturato in noi la consapevolezza che questa è
l’unica strada e che non è più possibile
rimandare i tempi del “cammino”.
E’ giunto il tempo…ora… Questo è il tempo di
attuare quanto era già nei nostri propositi nel
Convegno Provinciale del 2012: alla luce del
cammino effettuato, di quanto ci proviene
dall’insegnamento di S.Teresa e S. Giovanni
della Croce, il nostro impegno è creare scuole
di formazione alla vita in cui si alimenti
un’antropologia vocazionale, dove ognuno si
scopra vocato alla trascendenza, (…)
Come? Dove? … Ovunque e sempre.
Il laico - Carmelitano non ha casa, non ha dove
posare il capo, è cittadino del Regno di Dio,
chiamato a svolgere missione profetica nel
mondo.
Noi (…) siamo chiamati, per lo specifico del
nostro carisma, ad essere i nuovi traghettatori,
perché lo “stare” dinanzi al Dio vivente ci fa
sentire imperante il richiamo dello Spirito:
“Duc in altum!” Usciamo dal tempio dei nostri
conventi, entriamo nella famiglia piagata, nel
lavoro morto, nella cultura derubata, nella
politica fantoccio dell’egoismo del potere, nel
sociale, ovunque. Il centenario che stiamo
celebrando ci spinge a prendere il largo per
affrontare il mare aperto.
La traversata è difficile, ma a bordo c’è Cristo e,
quando il mare si farà grosso, brillerà in cielo la
Stella del mare che ci indicherà la rotta.
Maria madre della Chiesa cammina con noi.
Così tre anni or sono in termini di attesa.
Oggi la certezza e l’urgenza di prendere il largo
è dettata dall’evoluzione in atto delle nostre
comunità/fraternità che stanno crescendo, sia
pure attraverso crisi e tensioni, e che
denunciano il bisogno della comunità come
luogo di appartenenza, un luogo nel quale
trovare la propria terra e la propria identità.
Non un gruppo di fedeli ma una comunità in cui
noi diciamo le nostre esperienze, annunciamo i
nostri scopi e lo spirito che ci unisce.
Insieme riconosciamo che siamo responsabili gli
uni degli altri e che questo legame viene da Dio,
è un dono di Dio. E’ Lui che ci ha scelti e
chiamati insieme, in un’alleanza d’amore e in
una sollecitudine reciproca. La comunità non è
una scuola dove acquisire conoscenze su Dio, è il
luogo dell’amore reciproco che aiuta la crescita
di ciascuno. Essa non può avere il primato sui
fratelli ma è per i fratelli che sono sempre in
divenire e in crescita.
Gli eventuali conflitti che feriscono le nostre
comunità, denunciano piuttosto la tiepidezza
del gruppo o la mediocrità del cammino che si
sta effettuando, ma sono tuttavia anche un
punto di forza per non cadere nella tentazione
della chiusura in sé stessi e per imparare ad
assumere la propria solitudine ed il proprio
isolamento come realtà imprescindibile
dell’esperienza del proprio
fallimento e di
morte. Dai tormenti esistenziali si esce da soli e
senza cercare le responsabilità in altri. La
crescita è sempre sofferenza, tristezza, a volte
porta in sé ogni forma di depressione come un
anticipo della morte, una manifestazione delle
piaghe che sono nel fondo del nostro essere e che
fanno parte della condizione umana.
Il nostro cuore è assetato di infinito e solo
quando si scopre che il fallimento, le
depressioni, anche i nostri peccati possono
diventare offerta segnando il passaggio da un
amore captativo ad un amore oblativo, ci si apre
agli altri e si trova la pace. E soltanto quando si
accetta la condizione umana con tutti i suoi
limiti, si scopre che le nozze eterne sono dono
Congresso provinciale ocds
dopo la morte.
La comunità è lo specchio di noi stessi, è un
fenomeno religioso dove celebrare la nostra
trasformazione di uomini nuovi nell’Eucarestia,
è liturgia di comunione con il Signore ed i
fratelli.
Proposte:
1) Costruire le comunità.
2) La comunità con le comunità per una grande
famiglia carmelitana.
3) Vivere l’autonomia, che è propria del
terz’Ordine come degli altri due, nella
responsabilità e nella creatività, divenendo
protagonisti attivi e propositivi nella grande
famiglia carmelitana e nella Chiesa.
4) Mettere in azione le sollecitazioni dello Spirito
come risposta profetica.
5) Visite fraterne da parte dei fratelli del
Consiglio per entusiasmare e favorire il
percorso formativo e per custodire l’unità nella
diversità di ciascuna comunità.
6) Studio e formazione permanente. Studio e
seminari di formazione per i formatori
7) Convegno provinciale OCDS 2016.
Rossana Sabatiello
Presidente Provinciale OCDS
La relazione del consigliere Salvatore Mosca
Impariamo a ritrovare l’entusiasmo!
Reverendo padre Luigi,
reverendi
padri
assistenti,
confratelli e consorelle
dell’Ordine secolare,
sono trascorsi poco più
di
due
anni
dall’insediamento del
consiglio provinciale in
carica.
In
questo
periodo siamo stati
tutti concentrati sulla
preparazione
al
V
centenario
della
nascita della santa
Madre, oggetto sia
degli
incontri
di
formazione organizzati
dai padri sia di quelli a
cura
delle
singole
fraternità. Grazie a
questo intenso lavoro
formativo
abbiamo
avuto l’opportunità di
accrescere la nostra
conoscenza delle opere
e della dottrina di
Santa Teresa di Gesù.
organizzato dai padri
c a r m e l i t a n i ,
programmato per il
mese di settembre del
2013 a Maddaloni, che
prevedeva la presenza
di padre Ciro Garcia e
di
padre
Alzinir
Debastiani,
delegato
genera le
all’ocds ,
venne
annullato
a
causa
del
numero
insufficiente
di
iscrizioni.
Allo
stesso
tempo,
però, non si può non
osservare come, nello
stesso periodo, siano
state veramente poche
le occasioni di incontro
tra le fraternità della
Provincia,
in
particolare tra quelle
della Puglia e della
Campania.
L’unico momento che
ha fatto registrare una
soddisfacente
partecipazione
dei
secolari, è stata quella
degli esercizi spirituali
estivi a Nusco, giunti
alla terza edizione.
In
verità
bisogna
ricordare
che
un’importante
c o n v e g n o
interprovinciale
12
fallimento senza però
trovare
risposte
esaustive.
In
ogni
caso, al di là di ogni
plausibile spiegazione,
certamente
le
fraternità,
in
quell’occasione,
non
riposero
con
il
n e c e s s a r i o
entusiasmo.
Si trattò, purtroppo, di
una
spiacevole
esperienza, a seguito
della quale i padri
furono
giustamente
m olt o
c a uti
n el
proporre
altre
iniziative
per
noi
secolari.
Questa esperienza ha
anche
influito
negativamente sulla
programmazione
di
iniziative da parte del
consiglio provinciale,
lasciando
alle
fraternità delle singole
r e g i o n i
l’organizzazione
di
alcuni
incontri
comunitari.
In consiglio ci siamo a
suo tempo confrontati
sul perché di quel
E
ciò
non
ha
contribuito
a
migliorare la reciproca
Congresso provinciale ocds
conoscenza
tra
le
nostre diverse realtà,
cosa che non è affatto
un pio desiderio di
qualcuno di noi ma un
preciso monito dei
n os tr i
do cume nt i
costitutivi.
E’ qui infatti il caso di
ricordare
che
lo
Statuto
Provinciale
dell’OCDS, riguardo la
vita
di
comunità,
all’art. 17 afferma che
“Per favorire la mutua
conoscenza si consiglia
di organizzare ogni
anno
convegni
o
incontri di tutte le
Fraternità
della
P r o v i n c i a
o
Delegazione.” Ma qual
è stata la nostra
adesione a quei pochi
eventi
che
sono
comunque
stati
proposti?
Si ha la sensazione
che, dopo tanti sforzi
per trovare un’identità
provinciale, raggiunta
dopo
un
lungo
c a m m i n o
d i
conoscenza, tessitura
di rapporti personali e
collettivi,
esperienze
condivise, siamo un po’
tornati a chiuderci
nelle nostre piccole
realtà, nelle nostre
abitudini …
Possiamo
d’altronde
osservare lo stesso
atteggiamento anche
all’interno delle nostre
fraternità, dei nostri
consigli locali.
Si sente dire che l’età
incalza, che siamo tutti
un po’ più vecchi, che
manca
quella
freschezza fisica che
aiuta a supportare ciò
che
lo
spirito
ci
suggerisce, ma questa
non può essere la
spiegazione, perlomeno
non l’unica. Vediamo,
infatti, molti fratelli e
sorelle non più giovani
che, nonostante età e
acciacchi vari, sono
sempre in prima linea,
assumendosi impegni e
responsabilità anche se
ciò comporta spesso
sacrifici personali.
Dobbiamo scuoterci da
questo
torpore,
dobbiamo sforzarci di
ritrovare quell’energia
che ci spingeva a
frequentare il Carmelo
agli inizi della nostra
vocazione, anche se
sono passati molti anni
da allora. Non occorre
inventarsi niente di
nuovo: basta riscoprire
il senso e la misura
della vita comunitaria.
Il
nostro
Statuto
Provinciale, all’art. 15,
afferma che “i fratelli e
le
sorelle
della
Fraternità
si
riuniscano almeno due
volte al mese per la
preghiera comunitaria,
l'ascolto della Parola
di Dio e il vicendevole
arri cchi mento
nel
dialogo fraterno.
Da questi momenti
d’incontro, espressione
caratterizzante
della
vi ta
comuni tari a,
nessuno
si
ritenga
dispensato. Chi non
può intervenire avvisi
il Presidente, prima
della riunione.”
situazione
delle
fraternità
e
organizzare convegni
o
altri
momenti
d’incontro.
P r o v i a m o
a
interrogarci se questo
lo facciamo sempre:
avvisiamo il Presidente
in tempo, coltiviamo il
dialogo
fraterno,
facciamo orazione? O
siamo ripiegati nelle
nostre abitudini, nei
nostri
orari,
nelle
nostre comodità? Non
dimentichiamo che la
Santa
Madre
affermava
che
“orazione e vita comoda
non vanno d’accordo”.
Si potrebbe, almeno
per ridurre il disagio
dovuto alle distanze
eccessive, prendere in
considerazione,
modificandola
in
parte, la proposta del
Delegato Generale di
aumentare il numero
dei consiglieri da tre a
sei e, allo stesso
tempo, formare due
delegazioni, una per
la Campania e una
per la Puglia e la
Basilicata, con un
presidente unico.
Questo sentimento di
apatia aumenta, a
maggior
ragione,
quando le fraternità di
una
regione
della
nostra
Provincia
Carmelitana
sono
chiamate a incontrarsi
con quelle dell’altra
r e g i o n e .
Oggettivamente,
in
questo caso, anche le
distanze hanno il loro
peso:
dobbiamo
considerare che da
Napoli a Lecce ci sono
oltre
400
km,
e
o cc orr o no
al me no
cinque ore di viaggio in
auto.
La
distanza
rende
difficile anche il lavoro
del
consiglio
provinciale,
che
si
dovrebbe
riunire
periodicamente
per
esaminare
la
Questa
soluzione
a g e v ol er eb b e
g li
spostamenti sia dei
consiglieri provinciali
sia dei membri delle
fraternità poiché gli
incontri
formativi
comunitari sarebbero
o r g a n i z z a t i
separatamente tra le
due regioni. Non è
un’idea nuova: chi
appartiene all’Ordine
secolare da molti anni
ricorderà certamente
che in passato era già
così. La proposta non
è però materia di
questo congresso e,
come tale, l’affido al
nuovo consiglio che si
andrà a insediare.
Per quanto riguarda
l’apatia,
invece,
dobbiamo rimboccarci
le
maniche
e
Congresso provinciale ocds
cominciare a lavorare per
formulare nuove proposte che ci
aiutino a farci conoscere al di
fuori delle nostre piccole realtà,
a cominciare dalle chiese o
dalle parrocchie in cui ci
riuniamo. Dobbiamo mostrare
agli altri la bellezza dell’essere
carmelitani, mettere più
entusiasmo in quello che
facciamo, dobbiamo mostrare il
volto della domenica di
Risurrezione, non quello del
Venerdì Santo. La peregrinatio
delle reliquie della Santa
Madre ci può aiutare a farci
conoscere.
Consentitemi infine, e termino,
di formulare una proposta al
nuovo consiglio provinciale e ai
consigli di fraternità qui
presenti: nei programmi di
formazione che seguiranno la
conclusione del centenario di
Santa Teresa, mettiamo al
primo posto la riscoperta della
vita fraterna e la rilettura della
Vita di Santa Teresa, nella
quale la Santa Madre ci guida
magistralmente
lungo
l’itinerario che deve condurci
alla santità.
Vi prego di sostenere il nuovo
consiglio che sta per insediarsi
affinché in futuro le fraternità
da
voi
rappresentate
rispondano con maggior
entusiasmo alle proposte messe
in campo dal consiglio stesso
e dai Padri carmelitani.
Chiedo inoltre ai Padri di
sostenerci ancora di più
aiutandoci
a
cres cere
spiritualmente e a superare
le nostre incapacità: il nostro
cammino
non
può
prescindere dalla ricchezza
della spiritualità carmelitana
che è parte del loro carisma.
E, per quanto possibile, di
favorire momenti d’incontro
con le nostre monache e le
nostre religiose, per “favorire
e arricchire lo spirito di
“Famiglia Carmelitana”.
Salvatore Mosca
La relazione della consigliera Stefania De Bonis
Una svolta necessaria e responsabile
Mi ha colpito il messaggio
inviatoci da padre Alzinir
Debastiani
per
questo
Congresso. E’ la prima volta
che un delegato generale
manifesta la propria vicinanza
a quanti di apprestano a
partecipare un Congresso
Provinciale, segno di uno
sguardo diverso al cammino che
fa questa componente laica che
noi rappresentiamo. Questo
deve incoraggiarci a fare un
passo avanti.
La maggior parte di noi sente
forte l’appartenenza all’Ordine,
ma dobbiamo trovare quel
guizzo che ci porti a vivere
integralmente da laici questa
vocazione. Dovremmo cercare
da un lato di affondare sempre
di più la nostra radice nel
Carmelo, nutrendoci di questa
spiritualità,
dall’altro
testimoniare quanto Dio conti
nella nostra vita. Non dico
nulla di nuovo poiché questa è
la missione di ogni cristiano.
Non è necessario che io parli di
Dio continuamente: è più
importante che si vedano i miei
sforzi di essergli fedele.
Non si può pensare di formare,,
di attirare persone al Carmelo
senza testimoniare il rapporto
con Cristo. Il beato Paolo VI
affermava che
l’uomo
contemporaneo ascolta più
volentieri i testimoni che i
14
maestri, o se ascolta i maestri
lo fa perché sono testimoni.
Prendete l’Epistolario di S.
Teresa: a volte sembra che non
sia neppure una monaca a
scrivere, ma quanti laici ha
avvicinato a Dio con la sua
personalità così affettuosa e con
la sua fede contagiante. Credo
che da oggi siamo chiamati a
un pizzico di consapevolezza in
più, per dare nuova linfa al
nostro impegno nel Carmelo.
Il nuovo Consiglio è chiamato
da
un
lato
a
dare
un’accelerazione
con
competenze nuove e un
programma che parta dai laici
per i laici, e dall’altro, con il
Congresso provinciale ocds
supporto dei padri e anche di
un direttore spirituale che aiuti
nel discernimento, ad aver cura
di approfondire questa
spiritualità e viverla.
Una proposta formativa
A proposito delle competenze a
cui accennavo, i maestri e
maestre di formazione in attesa
da anni di essere preparati per
formare a loro volta. Ecco
vorrei fare una proposta
formativa che non richiede un
grande sforzo se non quello di
accendere il computer e seguire
un corso organizzato, nel
momento che vogliamo.
Considerando – infatti- le
difficoltà che abbiamo nello
spostarci, soprattutto da una
regione
all’altra
della
Provincia, potremmo pensare di
realizzare una scuola on line,
una piattaforma sul sito della
Provincia, per i formatori, con
video e materiale scaricabile. Il
tutto con il contributo
innanzitutto dei secolari, del
coordinamento interprovinciale
(che ha per statuto un’attività
di promozione formativa e ne
dobbiamo approfittare)
di
formatori del Teresianum e poi
dei padri carmelitani, delle
suore carmelitani che posso
offrire
una
personale
testimonianza magari solo in
audio sull’orazione e la
spiritualità.
Si offrirebbe così, ogni anno, un
percorso per preparare i
formatori al proprio servizio di
formazione e discernimento
all’interno della fraternità. Alle
lezioni si potrebbe accedere
previa iscrizione (che ci
permetterebbe di coprire le
spese,
soprattutto
se
s’interpellano formatori del
Teresianum).
Provo a indicare i possibili
argomenti: teologia del laicato;
Catechesi e comunicazione
della fede; storia e spiritualità
del Carmelo; Vocazione alla
santità espressa dai nostri
santi e soprattutto un corso
introduttivo al Counseling
Spirituale (corso da preparare
con un docente del Teresianum)
STRUMENTI FORMATIVI:
VIDEO DELLE LEZIONI PER
I VARI CORSI, SLIDE
RIASSUNTIVE
MATERIALE DI
APPROFONDIMENTO,
BIBLIOGRAFIA.
Tramite e mail o twitter, si
potrà chiedere chiarimenti al
formatore
di
ciascun
argomento. E’ una proposta
sulla falsariga di un corso
annuale organizzato dalla CEI.
Al termine ci sarà non un
esame ma una giornata di
verif ic a e condivis ion e,
possibilmente anche assieme ai
padri assistenti e al Superiore
Provinciale.
L’aspetto
spirituale
e
propriamente carmelitano lo
cureremo poi qui, una volta al
mese, con le iniziative in
programma a Maddaloni,
Jaddico e Bari.
Veniamo all’impegno odierno:
Credo che il mio compito di
consigliera dopo nove anni sia
abbondantemente esaurito.
E’ necessario un rinnovamento
e dare spazio a quelli che tra
voi possano portare nel
Consiglio un nuovo slancio, una
maggiore dialettica, un
contributo nuovo che tenga
presente di tutte le esigenze
espresse da voi oggi. Chi del
Consiglio attuale resterà,
certamente sarà d’aiuto, alle
new
entry
altrettanto
certamente non sarà d’ostacolo,
purché tutto sia fatto nella
fedeltà al carisma.
Mi preme dire che la mia scelta
è anche legata a problemi di
salute che spesso mi hanno
impedito di essere presente ad
appuntamenti importanti.
Vorrei, e concludo, dire a chi
entrerà per la prima volta nel
Consiglio che se è vero che è un
impegno e una responsabilità è
anche una grande esperienza di
crescita personale e spirituale.
Ringrazio il Signore e il
Carmelo che mi ha dato la
possibilità di sperimentare il
Suo aiuto e di incontrare tante
persone amiche, nelle quali ho
trovato in alcuni momenti
difficili, un forte sostegno. Sono
stati più i veri amici che i
rapporti deludenti. E anche
affrontare certi empasse è stato
un arricchimento spirituale.
Se il Consiglio vorrà curerò
ancora il nostro notiziario, che
del
resto
ideai
come
pubblicazione della mia
fraternità e poi con p. Enzo si
decise di estenderlo a tutti.
Ringrazio il padre provinciale
Luigi Gaetani per la fiducia,
ringrazio chi in questi nove
anni ha condiviso con me
l’impegno nel Consiglio. Grazie
ai padri e in modo particolare a
p. Leonardo Cuccurullo e p.
Enzo Caiffa con i quali sono
nate iniziative importanti per
Congresso provinciale ocds
l’ocds, come gli esercizi
spirituali e la scuola di orazione
teresiana (2007-2011). Grazie a
p. Arturo Beltràn che ha
pazientemente e con umiltà
portato avanti le giornate di
formazione teresiana e anche
alcune iniziative organizzate
insieme a Napoli.
Prego che la nostra santa
madre Teresa ci tenga sotto la
sua cappa e oggi ci aiuti a
La relazione della Tesoriera
Un invito a essere
più attenti
alle necessità
dei fratelli
e dell’Ordine
Ultima a prendere la parola, con garbo e fermezza, è stata la
Tesoriera. Angela Giagnorio, (nella foto) di Sannicandro, che ha
ricordato di aver aperto un conto corrente per i versamenti delle
quote e sottolineato l’esigenza di essere più puntuali anche per
onorare i nostri impegni con il coordinamento interprovinciale e la
quota destinata alla segreteria generale dell’Ordine.
Dopo le relazioni dei consiglieri, dopo un positivo
scambio di idee con le fraternità che hanno sottolineato i
passi percorsi e le esigenze emerse. Si è passati alla
votazione per il nuovo Consiglio Provinciale dell'Ordine
Secolare dei Carmelitani Scalzi della Provincia
Napoletana. I rappresentanti delle nove fraternità presenti
hanno confermato Rossana Sabatiello come Presidente, ed
eletto come consiglieri Salvatore Mosca, Stefania
Campopiano (nella foto a destra che sostituisce la
consigliera Stefania De Bonis) e Angela Giagnorio.
16
scegliere quelle persone che
possano guidare il nostro
cammino con umiltà e fedeltà
creativa.
Stefania De Bonis ocds
UN MANDATO
AI FORMATORI
I Catechisti ricevono un
mandato, anno per anno, con
una bella cerimonia in
parrocchia,
solenne,
coinvolgente. Tutta la comunità
parrocchiale partecipa. Perché
gli incaricati alla formazione
delle fraternità no? Certo sono
nominati dal Consiglio, ma il
loro è un servizio alla
fraternità, all’Ordine e alla
Chiesa e come tale deve essere
riconosciuto . Le fraternità
devono pregare per chi
s’impegna in questo compito,
come ogni formatore deve avere
fra gli imperativi della propria
coscienza la preghiera per chi è
affidato loro. Sarebbe bello se a
settembre l’incontro che darà
inizio al nuovo anno formativo
si tenesse conto anche di
questo, prima d’iniziare una
congrua formazione.
Nel 2016 anniversario della beatificazione
Le fraternità sono invitate a organizzare dei momenti preghiera comunitaria e incontri dedicati alla beata
Elia di san Clemente, verso il decennale
Ricordiamo il 29 maggio la festa liturgica della carmelitana scalza della nostra Provincia
che papa Benedetto XVI beatificò il 18 marzo 2006.
“Sola ai piedi del mio
Crocifisso Signore, lo
guardai lungamente, e in
quello sguardo vidi che era
tutta la mia vita”
Le parole della b. Elia di
San Clemente, monaca
professa dell'Ordine dei
Carmelitani Scalzi di Bari,
sono il programma
spirituale della sua vita. Ai
piedi di quel Crocifisso la
beata a “inchiodato” la
propria volontà, il desiderio
di essere compresa. E’
proprio questa rinuncia che
deve far riflettere noi
secolari sempre alla ricerca
di
consensi,
di
approvazione. Seguire
Gesù, a volte, significa
anche trascorrere una vita
senza essere compresa.
confessore, decise di
indirizzarla al Carmelo di
San Giuseppe di Bari; ma
suo cammino non fu facile.
Dopo essere stata nominata
maestra di ricamo a
macchina nell'educandato
annesso al Carmelo, Sr.
Elia fu rimossa dall’incarico.
E quando si ammalò di
encefalite, sottovalutarono
le sue sofferenze. Non smise
di sorridere.
Nel suo programma di vita,
un obiettivo: far sorridere
Gesù dimenticandomi e
lasciandomi dimenticare;
Verso la fine del 1917, il
consumarmi nel silenzio di
sacerdote gesuita Sergio
ogni cosa creata e nell’oblio
Di Gioia, suo nuovo
di me stessa.
V Centenario STJ
NAPOLI. L’INAGURAZIONE IL 27 MAGGIO NELLA CHIESA DI CHIAIA
Torna al suo splendore la statua di S. Teresa
Mercoledì 27 maggio 2015, nella Chiesa di S.
Teresa in via Vittoria Colonna alle 17.30, sarà
presentata al pubblico completamente restaurata
la statua di Santa Teresa d’Avila, realizzata da
Cosimo Fanzago. Una breve conferenza per
illustrare come la statua che sormonta l’altare
della chiesa di Chiaia sia tornata nell’antico
splendore e uno spettacolo teatrale dedicato alla
santa spagnola, compatrona di Napoli.
Accoglieranno gli intervenuti i Padri Carmelitani
della convento di S. Teresa a Chiaia, guidati dal
Superiore provinciale nonché presidente
nazionale della ( Conferenza italiana Superiori
Maggiori) P. Luigi Gaetani, ocd e dal Priore P.
Luigi Borriello, ocd. Nella più antica chiesa ,
dedicata alla santa spagnola, ( fondata nel 1625)
il restauro della statua è stato promosso lo scorso
ottobre da Incontri Napoletani, lo storico
sodalizio fondato da Tina Giordano Alario,
(attualmente guidato dalla figlia Patrizia ).
Un particolare del volto della bellissima statua che
Cosimo Fanzago realizzò effigiando la nostra
madre fondatrice, Teresa di Gesù.
Che direbbe Teresa oggi? DA giovane era una
donna vanitosa, ma anche a 61 anni non
scherzava. Ricorda in un intervento p. Luigi
Borriello: “Teresa aveva un carattere forte, una
mente lucida, una penna non di rado tagliente. Lo
testimoniano le righe citate sopra, molto realistiche e
vivaci, ma soprattutto l’unico ritratto eseguito
quando Teresa era ancora viva, a sessantuno anni: il
dipinto di fra Juan de la Miseria (di origine
napoletana), ci ha restituito i tratti di una donna
intelligente, forte e sicura («Dio ti perdoni! Mi hai
fatta cisposa e vecchia!» disse all’artista). E lo era per
davvero, soprattutto perché seppe tradurre nei suoi
scritti la sua passione di donna innamorata
dell’Umanità del Cristo, via regale per accedere
all’Assoluto di Dio “.
CRESCERE IN FRATERNITA’
NOTIZIARIO realizzato a cura di Stefania De Bonis ocds
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DELL’ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI
DELLA PROVINCIA NAPOLETANA E ALL’OCDS D’ITALIA
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Consiglio Provinciale Ocds
P. Luigi Gaetani ocd (P. Provinciale) - Rossana Sabatiello (Presidente)
Salvatore Mosca, Stefania Campopiano e Angela Giagnorio (Consiglieri)
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notiziario ocds 4 2015 - Carmelitani Scalzi Provincia Napoletana