Promozione di affidamenti sociali
a sostegno dell’integrazione
socio-lavorativa di soggetti deboli
Cristiana Ranieri
VII Workshop nazionale sull’impresa sociale
Riva del Garda 10, 11 settembre 2009
L’innovazione in sintesi:
in cosa consiste
L’utilizzo da parte delle P.A. di clausole sociali nel
sistema degli appalti comporta:
• Innovazione di prodotto
Inserimento lavorativo: nuovi settori di attività e nuove
pratiche di gestione
• Innovazione di processo
Produzione di documenti di pianificazione e orientamento
strategico
L’innovazione in sintesi: da dove scaturisce
Parlamento
Europeo Resolution
sull’economia sociale
19-02-2009
EU
Inclusione attiva - Active Inclusion
COM. (2007) 13 final
DIRETTIVA
Regolamento Regulation
Art. 2 disadvantaged targets
CE n. 2204/2002
Directive – reserved contracts
(2004/17-18/CE art.28)
Codice Appalti
Code of public contracts awarding
D.Lgs 163/2006
Dispositivi attuativi a livello locale
Provisions at local pubblic
administration
Determinazione Autorità Vigilanza
2/2008
Authority vigilanci
Mercato del lavoro
Labour market
Welfare
Terzo settore
Social enterprises
L.381/91 e D.Lgs 155/06
Sviluppo accesso bacini di mercato
Access to the labour
market sectors
Sviluppo delle potenzialità occupazionali
Development of employment
potential
L’innovazione in sintesi:
come è stata sviluppata
Si presentano due livelli:
• Livello meso
Atti di regolazione secondaria
• Livello micro
Bandi
L’innovazione in sintesi:
come è stata sviluppata - livello meso
Nel caso della Provincia di Torino l’adozione degli indirizzi
europei ha comportato:
• la messa in opera di reti e processi intra-istituzionali
(coinvolgendo gli Assessorati alle Politiche sociali e alle
Politiche del lavoro);
• la messa a punto di un piano di vulnerabilità (elaborato
con il concorso dei titolari della pianificazione sociale di
zona e i Centri Per l’Impiego);
• il recepimento da parte della Regione Piemonte di una
delibera provinciale sui rapporti P.A. e III settore.
L’innovazione in sintesi:
come è stata sviluppata - livello meso
Nel
. caso delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, la scelta è
stata quella di intervenire attraverso una specifica normazione
sulla cooperazione sociale.
Nella Regione Veneto si sono prodotti Atti di indirizzo e
regolazione finalizzati alla specifica riformulazione della platea
dei destinatari degli interventi di inserimento lavorativo nella
visuale del concetto di “vulnerabilità” e “debolezza” (sul quale
non poche sollecitazioni di attenzione sono poste dal livello
Europeo) oltre che su “conclamate” ragioni di disagio.
[
L’innovazione in sintesi:
come è stata sviluppata - livello micro
Enucleazione di formule procedurali registrate nei bandi emessi con forte pertinenza ai temi analizzati.
Ente
appaltante
-Asl
- Centro
Servizi
Condivisi
-Comune
- Provincia
Oggetto dell’Appalto
•servizio di pulizia e risanazione
•affidamento di servizi socioeducativi
•gestione informazione centro
disabilità
•manutenzione aree verdi,
infrastrutture stradali e
impianti sportivi
•servizi di informatizzazione
global service gestione
patrimoni immobiliari ed
impianti
•affidamento
dell’organizzazione e
gestione dei servizi di cassa
degli spazi espositivi museali
Soggetti
Ammessi
- cooperative
sociali (intese
singolarmente o
raggruppate in
consorzi di
imprese)
- cooperative
sociali di tipo B
- soggetti in
possesso dei
requisiti previsti
dal D.lgs 163/06
- imprese singole o
temporaneamente
raggruppate
Tipo di
procedura
Criteri di
aggiudicazione
- ristretta
- aperta
- aperta per
pubblico incanto
- trattativa privata
-asta pubblica
riservata
- appalto concorso
- offerta
economicamente più
vantaggiosa
- qualità del progetto
e del servizio offerto
- merito tecnicoorganizzativo
- percentuale
inserimento
lavorativo soggetti
svantaggiati
- qualità progetto
sociale
L’innovazione in sintesi:
come è stata sviluppata – livello micro
Ulss 13 Mirano (VE)
l’esecuzione dell’appalto è riservata ai programmi di lavoro protetto (art. 52 codice appalti)
Clausola Sociale
•
•
Progetto sociale di inserimento lavorativo (15 punti)
Certificazione qualità progettazione ed erogazione servizio di integrazione lavorativa di persone svantaggiate (5 punti)
Comune di S, Vito al Tagliamento (PN)
l’esecuzione dell’appalto è riservata ai sensi dell’art, 24, L.R. 20/06
Clausola Sociale
•
•
Valutazione progetto Qualità Sociale con riferimento alla L.R. 20/06 (art.24 c.2) il punteggio è attribuito in merito all’organizzazione, agli
obiettivi ai contenuti del programma terapeutico e di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate con riferimento alla creazione di
maggiori e stabili opportunità di lavoro.
Il progetto deve indicare il numero delle persone svantaggiate che vengono impiegate, la tipologia dello svantaggio in relazione alla
prestazione richiesta, la qualifica del personale incaricato del sostegno all’assistenza
Comune di Codroipo (UD)
l’esecuzione dell’appalto è riservata ai sensi dell’art, 24, L.R. 20/06
Clausola Sociale
•
•
•
•
•
La qualità del progetto viene valutata tenendo conto degli indicatori previsti dalla normativa regionale:
Qualità, continuità personalizzazione programma terapeutico e di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate (10 punti)
Qualifica personale incaricato del sostegno e assistena persone svantaggiate (15 punti)
Creazione maggiori e stabili opportunità di lavoro per le persone svantaggiate (10 punti)
Numero delle persone svantaggiate e tipologia dello svantaggio in relazione alla prestazione lavorativa richiesta, con particolare riferimento
alle persone disabili con handicap grave o gravissimo (15 punti)
Impatto e disseminazione
Le potenzialità di quanto immaginato dal legislatore che fanno leva su:
•
incremento delle potenzialità di accesso al mercato del lavoro;
•
snellimento procedurale del sistema di attribuzione degli appalti di soggetti in regime di concorrenza;
•
estensione delle condizioni di deroga, a sostegno di progettualità di inclusione attiva.
I principali margini di attuazione della disseminazione riguardano:
•
un problema legato alla pluralità delle diverse qualificazioni di svantaggio che la normativa
lavoristica presenta, e che possono a loro volta essere riarticolate dall’intervento del legislatore
regionale;
•
una lacuna normativa relativa alla insufficiente definizione dell’istituto di Laboratorio protetto e
programmi di lavoro protetti. In tali condizioni, una parte della dottrina esercitatasi su questioni di
rilievo amministrativo nonché sui profili della cooperazione sociale, ritiene che tale traduzione ad
litteram generi confusioni interpretative
•
equipollenza tra laboratorio protetto e cooperazione di tipo B
Una linea di intervento parallelo riguarda l’integrazione delle responsabilità e delle risorse pubbliche con
quelle private, in particolare con quelle dei soggetti non profit, e di questi ultimi con il mondo profit.
Per approfondire:
• BARTOLI G., RANIERI C., Appalti riservati e laboratori protetti
nell’ottica dell’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati: rilievi
critici, in “www.amministrazioneincammino.it”, novembre 2008;
• BARTOLI G., RANIERI C., Una leva per l’inserimento lavorativo dei
soggetti svantaggiati, in “Servizi sociali oggi” n. 2, Maggioli, 2009;
• SCIALDONE A., Contratti pubblici ed esigenze sociali di tutela dei
soggetti svantaggiati, in Dell’Aringa, Treu (a cura di) “Le riforme che
mancano”, Il Mulino, 2009;
• BARTOLI G., RANIERI C., Istituzioni e orientamenti inclusivi:
clausole sociali ed inserimento lavorativo di soggetti deboli, in A.
Scialdone (a cura di),”La mano visibile. Azione istituzionale e
contrasto alla vulnerabilità”, I libri del fondo sociale europeo, Isfol (in
corso di pubblicazione)
Il gruppo di ricerca Isfol
Progetto
leve per l’inserimento socio lavorativo di
soggetti deboli
Bartoli Giovanni (Giurista)
Occhiocupo Giuditta (Giurista)
Fabrizi Luca (Psicologo)
Ranieri Cristiana (Psicologa)
Testana Simona (Sociologa)
D’Emilione Matteo (dottore in Scienze Politiche)
Sabrina Capomagi (Group Manager) [email protected]
Antonello Scialdone (Dirigente Area Politiche sociali e Pari opportunità)
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Promozione di affidamenti sociali a sostegno dell`integrazione