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VITA
PARROCCHIALE
di Limone sul Garda
Numero 7 - Marzo 2005
ANAGRAFE PARROCCHIALE
dal 30 novembre 2004 al 3 marzo 2005
SETTIMANA SANTA
20 - 27 marzo 2005
20 - Domenica delle Palme
ore 10.30
Battesimi
Giulio Compagnoni
Giorgia Zanoni
Edoardo Noris Kervatin
Mattia Pomaroli
Tommaso Filippo Montagnoli
Samuel Petrucelli
Memoria dell’ingresso
di Gesù in Gerusalemme.
Benedizione dei rami d’ulivo
presso l’oratorio
e processione.
Santa Messa della Passione
del Signore.
Matrimoni
Michael Stone e Claire Murray
Pier Paolo Della Porta e Pia Beretta
Guido Girardi e Gloria Girardi
21, 22 e 23 - Giornate eucaristiche
ore 17.00
ore 18.00
Adorazione eucaristica.
Santa Messa.
24 - Giovedì Santo
ore 20.30
In attesa della Risurrezione
Santa Messa
in “Coena Domini”.
Lavanda dei piedi.
Reposizione del Santissimo.
25 - Venerdì Santo
ore 15.00
Celebrazione.
della Passione del Signore.
Liturgia della Parola.
Adorazione della Croce.
Comunione eucaristica.
ore 20.30
Via Crucis e Processione
con la Santa Croce
Mario Zocchi,
26 dicembre 2004
Mafalda Pomaroli,
30 dicembre 2004
26 - Sabato Santo
ore 15-19
ore 21.00
Confessioni.
Veglia Pasquale.
Liturgia della luce.
Liturgia della Parola.
Liturgia battesimale.
Liturgia eucaristica.
Maria Olga Martini Giani,
31 dicembre 2004
27 - Pasqua di Risurrezione
ore 8.00
ore 10.30
ore 18.00
Santa Messa
Santa Messa solenne
con la corale
Santa Messa
(in lingua tedesca)
Veronica Comboni Girardi,
4 febbraio 2005
Durante la stagione turistica
MESSE IN LINGUA TEDESCA
Ermellina Mazza
Leivi Bertera,
17 febbraio 2005
SABATO - ore 16.00 - Padri Comboniani
DOMENICA - ore 18.00 - Chiesa Parrocchiale
2
La Parola del Parroco
Cari Limonesi,
giunto. Si delega la ditta delle pompe funebri. E
per la circostanza si trova la via della chiesa. Tutto
finisce lì. Come siamo meschini alcune volte.
Portiamo sì i nostri figli in chiesa per ricevere la
speciale benedizione il giorno dell’Epifania e dopo
non ci preoccupiamo più di tanto di entrare in contatto con la parola di Dio in cui crediamo, ma che
lasciamo spesso e volentieri in disparte.
Scuotiamo di dosso il nostro rispetto umano di
farci vedere in chiesa. Non giustifichiamoci colla
solita frase fatta: “Non ho tempo”. Sapete anche
voi che non è vero. Anche se siete in una situazione di separati, divorziati, conviventi, ma siete battezzati questo non vi giustifica di essere assenti.
Venite e sentirete parlare di quel messaggio sempre nuovo che Dio è vicino a tutti specialmente alla
samaritana, a Zaccheo, alla adultera e a chi si trova
a disagio. Una soluzione si deve trovare alla nostra
strana vita. Non è certo la televisione che aiuta a
risolvere i nostri problemi.
Abbiamo di fronte il periodo della quaresima che ci
può aiutare a riscoprire quello di cui abbiamo bisogno. Non lasciamola trascorrere solo come periodo dedito al rinnovo delle nostre strutture.
Rinnoviamo il nostro spirito, il nostro cuore e la
nostra voglia di vivere. Non fossilizziamoci nei
nostri interessi. Che la Pasqua ci trovi sepolti con i
nostri difetti e risorti con le nostre belle qualità.
questo nuovo Bollettino della parrocchia vi trova
già tutti tesi verso la nuova stagione turistica che
comincerà ben presto cadendo quest’anno la
solennità della Pasqua il 27 Marzo. Vorrei tanto
che questa solennità fosse vissuta per quel che realmente significa ma purtroppo a Limone dobbiamo
fare i conti con ben altre realtà. Peccato però.
Sforziamoci di aprire i nostri orizzonti anche sulle
realtà dei nostri sentimenti più profondi.
Abbiamo vissuto un bel Natale. Molti mi dicono
che siete in parecchi ad avere riscoperto la via della
chiesa di San Benedetto. Noto però che a molti di
voi, battezzati e credenti, non interessa vivere le
feste cristiane. Vi vedo però presenti ai funerali.
Forse vi scoccia essere indicati a dito dai familiari
del defunto. Volete sempre fare bella figura.
Tenete in grande conto il fatto di avere battezzato
vostro figlio. Non altrettanto di impegnarvi ad
avere una vita cristiana. Rischiate addirittura di non
conservare quelle naturali qualità umane di buon
vicinato e di buone maniere che sempre han contraddistinto Limone. Si entrava una volta in qualsiasi casa per scambiarci qualche parola. Ora
abbiamo paura di disturbare.
Capita che si richieda il battesimo e che si prometta al sacerdote di vivere di più la vita cristiana e, a
distanza di due settimane, non si abbia l’avvertenza di informare il parroco circa il funerale del con-
don Eraldo
3
Il racconto di un incontro speciale
La Prima Comunione per i nostri ragazzi
impegnarmi perché Gesù si era già impegnato abbastanza".
"Grazie a tutti i miei cari che mi sono stati
vicini e a Gesù che è il mio migliore amico".
Il 16 maggio 2004 è stata una data importante
per sette ragazzi della nostra Parrocchia. Infatti
hanno partecipato per la prima volta al
Banchetto eucaristico.
Diletta Alfano, Sebastiano Bertera, Oliver
Dupont Holdt, Angelica Fava, Denise Fort,
Norbert Chovanec e Stefania Salvadori questo
giorno lo ricordano così:
Un incontro speciale. Sì, lo si può chiamare
proprio così, come i bambini lo hanno descritto, a distanza di alcuni mesi.
Attraverso le loro riflessioni semplici, ma profonde, ci fanno capire che pure loro sanno valutare il buono, il bello e il costruttivo della vita.
Anche noi adulti ricordiamo, con una certa
nostalgia, gli anni della nostra fanciullezza,
anche se vissuti nella semplicità e povertà,
quando, per la Prima Comunione, era un problema trovare il vestitino bianco, però l’emozione è ancora viva nel ricordo del nostro passato.
Non a caso quest’evento lo chiamiamo ancora
e con ragione “un giorno indimenticabile”!
Incontrare Cristo vivente, fattosi cibo per noi,
non è solo un dono, ma il DONO veramente
speciale!
L’Eucaristia è la nostra forza ed è il punto di
riferimento nei momenti belli e difficili che la
vita ci riserva. Noi auguriamo a questi bambini
di lasciarsi illuminare sempre dalla LUCE VERA
e di continuare con
coraggio il cammino
di preparazione alla
Cresima.
Auguriamo di non
dimenticare mai che
la FEDE richiede
impegno e ha bisogno di essere alimentata giorno dopo
giorno. Questo vale
per tutti, ma particolarmente per i genitori che sono i primi
e indispensabili formatori dei figli.
"Ero molto emozionato e, quando ho visto il
Corpo di Gesù nelle mie mani, mi sembrava
di scoppiare dalla felicità".
"Fare la Prima Comunione non è da tutti i
giorni e per questo è stato uno dei giorni più
belli della mia vita".
"Mi sono preparata a questo giorno andando
al catechismo, partecipando alla Messa e pregando".
"Il sabato prima c’erano le confessioni e ci
sono andata, così, per la Comunione, avevo il
cuore pulito".
"Quando sono entrata in chiesa non riuscivo
a togliermi un grande sorriso dalle labbra
perché ero felice e c’era tantissima gente lì
apposta per noi".
"Dopo la Comunione sapevo che dovevo
Suor Barberina e
Maura Bettanini
I ragazzi della Prima Comunione, 16 maggio 2004
4
La voce del “Gruppo solidarietà missionaria”
Il resoconto dell’attività per il 2004
studiare e cercare di costruire quella pace che
i loro padri non hanno potuto conoscere a
causa delle guerre interne. Per questo progetto erano necessari appunto 4.500 euro, e
ne abbiamo raccolti 2.000. Che fare? Ci
siamo rivolte al nostro Sindaco per avere un
aiuto e la risposta è stata immediata e molto
generosa. E in accordo con tutta l’Amministrazione comunale sono arrivati i 2.500 euro
mancanti. Ci sentiamo di ringraziare pubblicamente e di cuore per questo gesto di grande
sensibilità e per aver trovato le porte aperte
all’ascolto, al dialogo e all’aiuto.
• E la Parrocchia? A dicembre, con la vendita
di confezioni natalizie abbiamo consegnato al
nostro Parroco 1.000 euro. A Natale (sempre
dal fondo cassa che, è doveroso ricordare, è
frutto della generosa e costante autotassazione di alcuni limonesi che nel silenzio danno il
loro prezioso aiuto) abbiamo voluto dare a
suor Barberina 300 euro per la sua missione
in Centro Africa, dove Lei ha operato per
tanti anni e che porta sempre nel cuore.
Inoltre, a suor Rosalia, che è stata ospite della
nostra suora per alcuni giorni, una piccola
offerta di 100 euro per la sua missione in
Uganda.
Tutti i Missionari che hanno ricevuto queste
offerte hanno scritto ringraziando tutta la comunità di Limone perché non
dimentica mai questi fratelli
che spendono la loro vita
per i più poveri della terra
nel nome del nostro San
Daniele. Ci uniamo con gratitudine a questi ringraziamenti perché questi gesti
possono essere un raggio di
luce per alcuni che vivono
nella povertà e nella sofferenza. Grazie. A tutti..
Nel corso del 2004 abbiamo organizzato alcune
raccolte per cercare di aiutare, attraverso i
nostri Missionari Comboniani nel mondo, chi
soffre a causa della fame, della mancanza d’acqua, dell’impossibilità di curarsi se ammalato, o
della carenza di istruzione. Ecco in sintesi i
nostri interventi:
• Per l’ambulatorio all’interno del progetto
dell’Università di Karthoum, in Sudan, sono
stati raccolti 2.600 euro.
• Per l’emergenza fame nel Darfur (Sudan),
ascoltando il grido di aiuto di mons.
Mazzolari, vescovo di Rumbek, abbiamo
inviato 1.030 euro, 600 presi dal fondo cassa
e 430 dati da don Eraldo e provenienti dalla
cassettina che si trova in Chiesa e destinati al
Sudan.
• A Padre Gianni Pacher, Superiore Comboniano a Limone per due anni, abbiamo inviato 1.200 euro, sempre del fondo cassa, per
aiutarlo nella ristrutturazione di una piccola
ma molto importante scuola dove opera da
tre anni, a Pangoa, un centro molto povero
dell’Amazzonia peruviana.
• A Padre Renzo Piazza, che tutti conosciamo
bene, e che opera in Ciad, abbiamo mandato
4.500 euro necessari per la costruzione di un
pozzo d’acqua e di una biblioteca dove i
ragazzi di varie religioni possono incontrarsi,
Il Gruppo Solidarietà
Padre Renzo Piazza
con un gruppo di Limonesi
5
I Sacramenti del Battesimo
e del Matrimonio
molti optano ancora per la cerimonia in chiesa
perché è ancora quella più suggestiva!?
Constato comunque con piacere che in molti
rimane l’attenzione al Sacramento del
Matrimonio. Vuol dire che il lucignolo fumigante non è ancora spento e che la canna incrinata non si è certo spezzata.
Desidererei tanto però che ci fosse più coerenza nelle scelte di vita e senz’altro più attenzione
alla pratica religiosa.
Lo stesso avviene per i genitori che chiedono il
Battesimo per i loro figli. Si preoccupano per la
cerimonia ma non altrettanto di vivere un cristianesimo anche di presenza in chiesa. Le promesse che poi fanno per la circostanza sono
come quelle del marinaio che sappiamo bene
quale esito hanno.
Cosa fare? Auspicare un maggiore impegno di
vita cristiana. Sono comunque fiducioso.
Appare su questo nostro bollettino parrocchiale
un’ampia illustrazione del nuovo rito del matrimonio. La Chiesa si adopera a camminare coi
tempi moderni per fare della celebrazione del
matrimonio in chiesa un momento di incontro
di fede per i due sposi.
A Limone si stanno preparando alcuni nostri
giovani alla vita matrimoniale e già hanno fissato la data delle loro nozze canoniche che hanno
valore anche civile. Li vedremo presto entrare
in chiesa il giorno della celebrazione.
Si sta accentuando la richiesta di giovani stranieri che scelgono la nostra bella chiesa di San
Benedetto come luogo per la cerimonia religiosa.
Noto però che, sovente, chi chiede il matrimonio religioso non ha molta affinità con quelle
scale che portano alla chiesa parrocchiale nei
giorni festivi che sono, per il battezzato, sempre
di precetto. Mi chiedo come mai avvicinandosi
il grande momento ci si ricordi che esiste ancora il nostro Dio. Faccio male a pensare che
don Eraldo
Il nuovo Rito del matrimonio
Con la prima domenica di Avvento sono entrati in vigore nuovi testi
• La benedizione degli sposi può essere anticipata dopo lo scambio degli anelli.
• La consegna della Bibbia agli sposi perché la
Parola di Dio risuoni nella casa, riscaldi il
cuore, sia luce per il cammino sponsale.
Le novità del Rito sono riassumibili i tre categorie:
Novità rituali
• Nel rito di ingresso: Si fa memoria del
Battesimo; il sì degli sposi, che è iniziato dal
sì di Dio nel Battesimo, viene ratificato nella
benedizione di Dio, così che raccordi la fede
con la vita.
• Nella Liturgia della Parola: L’insistenza nella
sua importanza parte dalla convinzione sulla
capacità della Parola di illuminare lo scambio
dei consensi come momento della storia della
salvezza. L’omelia è proposta come capacità
di fare sintesi fra i testi ispirati e la vita.
• Preghiera dei fedeli: Può prolungarsi con le
litanie dei santi invocando in modo particolare quelli che hanno vissuto la santità in stato
coniugale.
Novità gestuali
• Rito di ingresso: Processione al fonte e benedizione con l’acqua benedetta.
• Liturgia della Parola: Gli sposi, dopo aver
accolto l’annuncio del Vangelo, baciano
l’Evangelario come segno di venerazione e di
adesione.
• Gli sposi nello scambio del consenso possono
collocarsi vicino all’altare e guardarsi nel
volto.
• Il celebrante stende le mani sugli sposi durante la preghiera di Benedizione.
6
Novità testuali
• Memoria del Battesimo: Si tratta di una
memoria riconoscente perché rende possibile
la celebrazione della dimensione sacramentale del Matrimonio.
• Nuove monizioni per la Liturgia della Parola.
• Manifestazione del consenso in forma dialogica. Il partner non è un possesso ("Prendo te"),
ma un dono ("Accolgo te") che scende dall’alto. I due sposi si accolgono vicendevolmente
come dono di Dio. Il sì degli sposi è collocato
nella storia del dono originario di Dio.
Fratelli e sorelle,
ci siamo riuniti con gioia nella casa del
Signore
nel giorno in cui N. e N.
intendono formare la loro famiglia.
In quest’ora di particolare grazia
siamo loro vicini con l’affetto,
con l’amicizia e la preghiera fraterna.
Ascoltiamo attentamente insieme con loro
la Parola che Dio oggi ci rivolge.
In unione con la Santa Chiesa
supplichiamo Dio Padre,
per Cristo Signore nostro,
perché benedica questi suoi figli
che stanno per celebrare il loro Matrimonio,
li accolga nel suo amore
e li costituisca in unità.
Facciamo ora memoria del Battesimo,
nel quale siamo rinati a vita nuova.
Divenuti figli nel Figlio,
riconosciamo con gratitudine il dono ricevuto,
per rimanere fedeli all’amore a cui siamo stati
chiamati.
Ci impegniamo ad accogliere con amore i figli
che Dio vorrà donarci
e ad educarli secondo la Parola di Cristo
e l’insegnamento della Chiesa.
Chiediamo a Voi, fratelli e sorelle,
di pregare con noi e per noi
perché la nostra famiglia
diffonda nel mondo luce, pace e gioia.
Io, N., accolgo te, N., come mia sposa.
Con la grazia di Cristo prometto di esserti
fedele sempre
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.
Io, N., accolgo te, N., come mio sposo.
Con la grazia di Cristo prometto di esserti
fedele sempre
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.
Compiuto il cammino del fidanzamento,
illuminati dallo Spirito Santo
e accompagnati dalla comunità cristiana,
siamo venuti in piena libertà
nella casa del Padre
perché il nostro amore riceva il sigillo di consacrazione.
Consapevoli della nostra decisione,
siamo disposti,
con la grazia di Dio, ad amarci e sostenerci
l’un l’altro
per tutti i giorni della vita.
7
La Carovana della Pace
Una precisazione necessaria
sagrato. Solo non avevo condiviso l’idea di far entrare in chiesa il loro enorme bandierone arcobaleno.
Sul numero di Gennaio 2005 la rivista Nigrizia pubblica la mia richiesta ed anche una precisazione del
Signor Sindaco. Come commento la redazione ribadisce la sua convinzione che il sottoscritto è stato
ostruzionista.
Ora mi chiedo se si può immaginare un Parroco a
Limone sul Garda, paese natale di San Daniele, nel
ruolo di ostruzionista delle iniziative collegate ai
Comboniani? Se lo fosse dovrebbe prendere una
adeguata decisione.
Mi dispiace che Nigrizia abbia voluto infangare la
proverbiale accoglienza di Limone intaccando nel
contempo la figura del sottoscritto e del Signor
Sindaco. Per il Parroco di Limone il migliaio di
Limonesi vale molto di più delle poche migliaia dei
lettori di Nigrizia che a frotte stanno recedendo dal
sottoscrivere l’abbonamento alla rivista ormai orientata su alcuni predefiniti binari non più condivisi
nemmeno da molti missionari comboniani. Forse un
po’ più di attenzione al nostro concittadino San
Daniele farebbe bene a certe penne che disonorano
la verità al solo fine di creare un certo audience.
Quasi tutti eravate a conoscenza della iniziativa di far
partire la Carovana della pace, da Limone sul Garda,
la scorsa estate. Sulla rivista comboniana Nigrizia, lo
scorso mese di Ottobre, è stato dato ampio risalto
all’avvenimento e si era scritto che i “liberi di sconfinare ... sono stati accolti a Limone sul Garda dall’aperto ostruzionismo del Parroco e del Sindaco”.
Non quasi tutti siete a conoscenza che il sottoscritto
ha chiesto spiegazioni alla rinomata rivista circa l’affermazione. Non avendo avuto soddisfacente risposta
ho chiesto alla rivista di smentire l’affermazione in
quanto il Parroco di Limone aveva accolto nella chiesa parrocchiale la carovana che non è certo partita dal
don Eraldo
Un aiuto dai ragazzi del Catechismo
L’impegno a favore di chi soffre
Come ogni anno, durante l’Avvento e la Quaresima i ragazzi del
Catechismo hanno deciso di rinunciare a qualcosa di superfluo per aiutare chi ha davvero bisogno. Ormai da tre anni Tiàlita e Jamily di San
Paolo del Brasile possono studiare grazie al loro contributo. Per ogni
anno di studio sono necessari € 320,00. La somma viene consegnata
direttamente a padre Emilio, degli Artigianelli, che tutti noi conosciamo. Altre iniziative sono state prese in favore di suore e padri comboniani. Quest’anno in particolare vogliamo aiutare i bambini del sud-est
asiatico gravemente colpito dal recente maremoto. Le offerte verranno
inviate nello Sri Lanka, a Sua Eccelenza Mons. Malcolm Albert Ranjith,
che nel 2002 ha amministrato la Cresima ai nostri ragazzi.
Le catechiste
8
Ad una nonna
Un ricordo commosso
Aveva capelli bianchi raccolti sulla testa ed
un viso dai lineamenti dolci. Di carattere
buono, con tutti aveva parole d’incoraggiamento, mai un rimprovero ma, se lo doveva fare, ci prendeva le mani e col sorriso ci
parlava.
I pomeriggi sedeva vicino alla finestra rammendando indumenti, confezionando
calze, leggendo un libro di preghiere oppure con il Rosario tra le mani che recitava da
sola.
Molto cattolica, la forte fede cristiana l’ha
sempre sorretta nella vita nonostante i
momenti tristi e difficili, la guerra, la mancanza di lavoro, la morte in tenera età di
due dei sette figli, ma lei trovava coraggio e
conforto nella Santa Messa che ascoltava
tutti i giorni. Da tutti era amata.
Andandola a trovare - e questo la rendeva
felice - subito ringraziava per la visita, ma si
dispiaceva d’aver poco da offrire, ma un
frutto o una fetta di pane con olio e zucchero o un paio di caramelle o qualche cosa
trovava sempre. L’unico favore che chiedeva era: "Quando passi da questa strada,
vieni a farmi un saluto, ne sarò contenta".
Avrebbe meritato di più, un abbraccio, un
bacio o dirle: "Nonna, ti voglio bene!". Forse
da piccola l’ho fatto, spero di sì, ma non
ricordo. Anche agli altri tre nonni ho voluto
bene, ma lei era speciale.
Nasceva il mio primo figlio: differenza di
pochi attimi, in silenzio come aveva vissuto, se ne andava per sempre. Ancora una
volta sembrava voler lasciare di sé un dolce
ricordo, l’ultimo della sua vita terrena.
Da tanti anni non ci sei più, nonna, ma il
tuo ricordo è sempre vivo in me. Non ti
dimenticherò mai. Grazie, nonna, per l’esempio che hai dato.
Una nipote
Mostra
di icone russe
in San Carlo
Dal 24 aprile al 2 maggio 2005 si terrà presso
la chiesetta di San Carlo una mostra di icone
russe. La manifestazione si aprirà con una conferenza di presentazione il 23 aprile 2005, alle
ore 20.30, presso il Palazzo dei congressi, a
cura dell’esperto Enzo Toniutto, del Gruppo
“Sulla via di Damasco”.
9
Una visitatrice d’eccezione
per la limonaia del Castèl
Mescolata tra i turisti la donna miracolata dal Comboni
Tra i molti visitatori che, nel pomeriggio di martedì 17 agosto 2004, hanno affollato le còle
della limonaia del Castèl c’era anche la famiglia
~
o, la donna brasiliana guaridi Maria José Paixa
ta per intercessione di Daniele Comboni.
L’accompagnavano il figlio Bruno e il marito
Tarcisio Gnoato, che hanno ammirato gli agrumi messi a dimora e il panorama sul paese e sul
lago. Lì per lì siamo rimasti tutti un po’ sorpresi, poi è nata una piacevole conversazione che
ha coinvolto prima il Bèpi, poi anche il Tàno,
mentre Carlo restava ad ascoltare in silenzio. È
toccato al Bèpi spiegare i segreti della coltivazione al Castèl, in un confronto interessante
con quanto si faceva anche nella limonaia del
.
Tesöl, dove il Comboni crebbe.
Abbiamo riscontrato una grande simpatia,
tanto che Bruno ha voluto scattare delle fotografie con tutti. A quel punto anche noi abbiamo voluto fissare il momento di un incontro
così inaspettato: una corsa per prendere una
macchina fotografica, qualche scatto, uno
scambio di indirizzi e di numeri telefonici.
Maria è nata a Conceicao de Barra il 25 maggio 1960; è la maggiore di cinque figli e, ancora bambina, vendeva ceste per le strade della
città per comprare a sua volta per la famiglia
riso, farina di manioca e fagioli. Il 22 ottobre
~
o
1970 la piccola entrava nell’ospedale di Sa
Mateus: le sue condizioni erano disperate, tanto
che i medici, che non intervennero chirurgicamente, le diedero poche ore di vita.
La sua guarigione fu considerata un miracolo,
attribuito al Comboni, suggellando prima la
causa della beatificazione
conclusasi il 17 marzo
1996, quindi, con il
nuovo miracolo su una
donna sudanese, la canonizzazione del 5 ottobre
2003. (do.fa.)
Da sinistra:
“Bèpi” Annibale
Dagnoli,
Gaetano Beretta,
Maria, Tarcisio Gnoato,
Carlo Fava
e Domenico Fava.
10
Ristrutturazioni Parrocchiali
Lo stato dei lavori in corso
• Molti si stanno chiedendo come mai non si stanno ultimando i lavori alla chiesa di San Pietro
dopo gli scavi effettuati la scorsa estate. La burocrazia ha i suoi tempi. La disponibilità della
nostra Amministrazione Comunale a venire incontro a metà delle spese del restauro permetteva alla Regione Lombardia di ultimare il contributo. Il tutto deve però seguire una
determinata prassi che richiede tempo. Sono comunque fiducioso di poter inaugurare la
restaurata chiesa di San Pietro per il prossimo 29 Giugno.
• Per benevola concessione della Signora Maria Tagliani Fava, che si ringrazia di cuore, si procederà all’abbattimento delle due stanze accollate al campanile della chiesa di San Rocco
che, già restaurata internamente, dovrebbe tornare ad uno suo caratteristico splendore. Si
inaugurerà il prossimo 16 agosto, festa di San Rocco.
• Con un particolare interessamento della nostra Amministrazione Comunale e della
Comunità Montana si sta portando avanti il progetto di restauro del campanile della chiesa
parrocchiale di San Benedetto e dell’organo per una spesa totale di 180.000 Euro.
• Informo che i Dottori americani Signor Charles L. Bisgaier e Roger Newton, della ditta farmaceutica Esperion, con interessamento del dottor Cesare Sirtori, hanno garantito alla
Parrocchia la somma di circa Euro 14.000 per il riordino dell’archivio parrocchiale. I registri verranno custoditi in copertine di cuoio e scatole protettive e duplicati su supporto informatico CD, DVD e custoditi in scaffali ignifughi.
• In occasione della Pasqua dovremmo ammirare sulla facciata della chiesa la nuova pittura
raffigurante San Benedetto e San Daniele, opera del pittore Mario Mori.
don Eraldo
Lauree
Due dei nostri giovani hanno concluso brillantemente i loro studi universitari; sono Marika De Girolami, che il
20 giugno 2004 ha discusso presso la
Facoltà di Sociologia dell’Università di
Trento una tesi su “La riforma
dell’ONU: la prospettiva della democrazia cosmopolita” (voto 106/110),
e Alessio Stefani, che il 18 febbraio
2005 ha discusso presso la Nuova
Accademia di Belle Arti di Milano una
tesi in Product Design - Industrial
Design (voto 110 e lode).
11
L’angolo delle foto
Le tre fotografie “storiche” di questo numero
sono del 3 ottobre 1971 e riguardano l’arrivo a
Limone di don Franco Della Torre, di Pralboino,
successore di don Prospero alla guida della
nostra Parrocchia. Nato a Roma il 21 dicembre
1930, ordinato sacerdote a Brescia il 19 giugno
1954, don Franco era stato vicario cooperatore
a Maderno (1954 - 1964) e parroco a Navazzo
di Gargnano (1964 - 1971).
Ad accoglierlo, sul lungolago, c’era un bel gruppo di Limonesi. Nella foto in alto, don Franco,
appena sceso dall’automobile, è ritratto con un
mazzo di fiori in mano. Alla sua destra c’è il sindaco Giacomo Bruno Arici (1911 – 1999), con
la fascia tricolore, intento a leggere il discorso di
benvenuto; il sacerdote alla sua sinistra è mons.
Gianni Capra, arciprete di Salò.
In primo piano ci sono anche Demetrio Fedrici,
vicesindaco, Paolo Ferrari, segretario comunale,
Camillo Girardi, assessore; dietro, da sinistra, si
intravedono Angiolino Patuzzi, Antonio
Codogni, Dino Zambiasi, Ermanno Tosi.
Nella fotografia centrale il corteo, guidato da
don Franco, è ripreso lungo via Comboni, di
fronte al negozio di barbiere di Pasquale Vadalà,
mentre tra gli archi di verde raggiunge la parrocchiale; a destra del sindaco c’è padre Merloni,
superiore dei comboniani al Tesöl; dietro c’è don
Giuseppe Cavesti, parroco di Campione. Lungo
il muro verso lago procedono Attilio Bertera e
Giulia Girardi Codogni.
Nella foto in basso don Franco Della Torre è
ripreso sull’altare durante l’omelia, sotto gli
occhi attenti del fratello, dei nipotini e di
Giacomo Girardi; sullo sfondo ci sono, da sinistra, Benedetto Dagnoli, il sindaco Arici, Camillo
Girardi, l’onorevole Fabiano De Zan, Leonardo
Ardigò, Demetrio Fedrici. Don Franco Della
Torre è rimasto a Limone fino al 1° giugno
1984, impegnandosi in numerose iniziative; tra
l’altro, ha ricostruito la canonica e l’oratorio, ha
elettrificato le campane, ha fatto installare l’impianto di riscaldamento in chiesa e restaurare
parecchie opere d’arte nella parrocchiale. È
stato successivamente prevosto della parrocchia
di San Lorenzo, a Brescia, ricoprendo anche
l’incarico di Segretario dell’Ufficio diocesano
pellegrinaggi. È morto a Brescia il 3 dicembre
1988; è sepolto a Guanzate (CO).
12
IIIª EDIZIONE TORNEO NOTTURNO DI CALCETTO
Anche per quest’anno un bilancio positivo
Ormai divenuto un appuntamento fisso nel periodo invernale per tutti gli appassionati di calcio, il
torneo notturno ha riscosso un gran successo (si
pensi che hanno partecipato più di 130 atleti suddivisi in 17 squadre).
La formula è quella consueta, con la differenza
che quest’anno abbiamo limitato le iscrizioni ai soli
residenti di Limone e di Tremosine, che hanno
colto in pieno lo scopo principale del torneo: far
trascorrere agli atleti ed agli spettatori una piacevole serata, all’oratorio, mirando più al divertimento che al risultato delle singole partite.
Concetto non del tutto digerito da chi è abituato a
prender parte ai soliti tornei di calcetto, dove il
concetto è ribaltato, in altre parole si guarda più al
risultato che al resto, dando vita molte volte in
mezzo al campo a dei siparietti che con l’oratorio
non hanno niente a che vedere. La scelta ha ottenuto i risultati desiderati: basti pensare che in più
di 70 partite ci sono state solamente 10 ammonizioni ed un’espulsione.
Il torneo è stato vinto dal Caffè Millennio, seconda è risultata la squadra Santa Evelin, seguita dai
super favoriti dai pronostici, l’Olimpic Limone; il
Pub da Cepo si è piazzato al quarto posto. Una
particolarità è che in tre edizioni nessuna squadra
si è aggiudicata per due volte il titolo di campione,
anzi nei primi tre posti c’è sempre stata una staffetta di squadre.
Soprattutto nelle fasi finali del torneo lo spettacolo l’ha fatta da padrone; si è assistito ad incontri
ricchi di bel gioco e di agonismo sportivo, ma sempre nel rispetto delle regole dettate dall’ambiente
che ci ospitava.
Parallelamente a questo torneo se ne sono disputati altri due, non meno avvincenti ma più adatti
allo scopo oratoriale, cui hanno preso parte i
ragazzi del vivaio della Società Sportiva Limonese:
uno giocato dai bambini della scuola calcio, il
secondo dai ragazzi che stanno affrontando il campionato di calcio a undici, categoria allievi.
Nelle serate in cui si giocava, anche quest’anno è
stato riproposto il consueto punto di ristoro, dove
si potevano gustare squisite prelibatezze: dalle
castagne al vin brüle, dalle patatine fritte alla porchetta, dalla polenta cùnsa alla cioccolata calda.
Vorrei spendere due parole per la serata delle pre-
miazioni in sala Congressi; devo dire che è stato
qualcosa di veramente incredibile: 270 persone
che dopo aver mangiato lo spiedo e dopo aver
assistito alle premiazioni hanno preso d’assalto la
pista da ballo e lì sono restate sino a tarda notte.
Quest’anno, grazie al torneo abbiamo versato
nelle casse della Parrocchia di San Benedetto €
6.635,50, cifra che va al di sopra di ogni più
nostra rosea previsione. Un ringraziamento speciale vorrei farlo al Comune di Limone sul Garda,
alla Società Sportiva Limonese, all’associazione
Alpini, alla Croce Bianca, ai vari sponsor ed a tutti
coloro i quali si sono prestati per portare avanti la
manifestazione nel migliore dei modi.
Spero che nelle prossime edizioni ci siano partecipanti sempre più giovani, in modo che al torneo
rimanga sempre questo spirito e questa vitalità,
che solo un gruppo di ragazzi può trasmettergli.
Giovanni Fedrici
Ringrazio di cuore tutti quanti si sono adoperati con generosità per la bella riuscita del torneo
che sta ormai diventando un appuntamento
invernale caratteristico di Limone. Un grazie
anche per la sostanziosa offerta alla Parrocchia.
Voglio ricordare che con la somma di €
4.250,00 versata dai Giovani a conclusione del
torneo 2003 si era provveduto al pagamento
del caratteristico mobile fatto fare su misura
per gli arredi sacri della nostra bella sacrestia.
Questa nuova offerta contribuirà a sostenere le
spese affrontate per il restauro di San Rocco.
don Eraldo
13
L’oratorio ieri e oggi
Per poter giocare bisognava aver partecipato alla
catechesi. Il controllo era molto rigido e gli insegnanti (fra i quali nel tempo Giuseppe Girardi,
Vittorio Dagnoli, Maria Pensa, Teresina Patuzzi,
Maria Fava - de la Rósa -, Clementina Renna,
Domenica Segala, Caterina Segala e la stessa
Adele Bertera) avevano una memoria di ferro nel
ricordare i presenti.
In tempo di Quaresima, invece, dopo l’orario di
scuola, le lezioni di dottrina e la recita delle preghiere in Parrocchia erano giornaliere; ogni
catechista aveva anche un quaderno delle presenze e ogni mancanza veniva riferita a don
Prospero il quale, aiutato dalla sua bacchetta,
provvedeva a riprendere al dovere l’alunno. Ai
più bravi dispensava invece móndoi, galète e
caramelìne.
Guardando oggi il campetto viene da chiedersi
come fosse sistemato un tempo. Negli anni ‘40
vi erano un giostrino ed alcuni altri semplici giochi, oltre a due campi da bocce, tra i quali crescevano alcune viti: l’uva “spariva” ancora verde.
I ragazzi erano sempre più impazienti di giocare
al calcio; si cominciava infatti a quei tempi a disporre di un pallone con maggiore facilità. Prima
di allora si giocava a batiröla in piazza; le palle
erano fatte con vesciche di animali ricoperte da
robuste pezze. Il campo sportivo a sei giocatori,
prima sulla spiaggia a S.
Giovanni e poi alle
Fasse, arrivò più tardi.
Fra i ragazzi che per
primi si rimboccarono le
maniche all’oratorio vi
furono Clemente Girardi,
Lorenzo Fava e Vittore
Dagnoli; si accordarono
con altri coetanei per trasformare quei due campi
da bocce in un campetto
sul quale poter fare una
partitella. Furono demoliti i cordoli esistenti e
installate porte improvvisate, fatte con assi e pali
di recupero che assolsero
Nell’ultimo sprazzo di inverno l’ombra ancora
lunga della canonica si infrange sul tappeto verde
sintetico del campetto di calcio dove alcuni
ragazzini giocano al pallone dopo la Santa Messa
domenicale delle dieci e trenta. Rintocca a breve
mezzogiorno, le mamme e i papà presenti s’incamminano con i loro figli verso il vicino parcheggio di Caldogno per riprendere l’auto e tornare a casa per il pranzo. Sono rimasti tre bimbi
a giocare: abitano in paese, vanno a casa a piedi
e così possono permettersi di fare altri quattro
salti prima del pasto festivo. Prima di loro vi
hanno giocato tanti altri ragazzi che oggi sono
genitori o nonni.
L’oratorio era principalmente luogo di catechesi
e di ritrovo per i vari gruppi parrocchiali; per lo
svago i maschi utilizzavano gli spazi dell’attuale
campetto mentre le femmine frequentavano il
cortiletto del vecchio asilo dove giocavano a
mosca cieca, oppure con le biglie (a cèche) o con
l’altalena (pìndola). Questo dopo che, attorno al
1920, venne donata alla Parrocchia la casa di
don Marchesini dietro alla Chiesa, dove dal
1937 al 1970 i bambini poterono frequentare
anche l’asilo parrocchiale con l’educatrice Adele
Bertera (Delìna). Per le riunioni e le rappresentazioni pubbliche si usava invece tantissimo il teatrino, sotto la stessa casa Marchesini.
Giochi all’oratorio ai tempi di don Prospero Pedersoli (anni ‘40)
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la loro funzione per lungo tempo, nonostante le
continue riparazioni. Non vi erano righe e neppure illuminazione e le condizioni di sicurezza
rimasero molto approssimative. La pavimentazione era in … terra, cosicché ginocchia e gomiti erano sempre sbucciati: anche le scarpe si
“aprivano” frequentemente. Fu installata una
rete metallica verso Via Cortili, affinché il pallone non vi cadesse in continuazione. Nell’angolo
nord-ovest vi era una fontana ed un WC, con
buco di scarico ad antica maniera.
L’apertura (con cancello) che si vede ora nella
muratura verso Via Fontana è ”sospesa” poiché
(a parte il breve periodo con la scala “posticcia”
voluta da don Armando) fino ai primi anni ‘70,
periodo in cui la canonica fu completamente
ristrutturata, il campetto era su terrapieno rialzato di circa 120-140 cm. rispetto all’attuale.
Entrando dall’ingresso principale (che si trovava
nella medesima posizione odierna), sulla destra
era posta una fontana a ridosso del muro di
sostegno. Sulla sinistra, invece, una pianta di
ciliegie cornalìne, neppure tanto prelibate, dalla
quale don Prospero raccoglieva ben poco perché
i ragazzi ne approfittavano in ogni modo e tutti
gli anni, così come detto per l’uva. Sul campetto, in lato verso la canonica, non vi era rete
metallica ed il pallone sbatteva contro le finestre
del Parroco; spesso qualcuno finiva rovinosamente di sotto, ma mai vi furono grossi infortuni. Fra l’ingresso alla stessa canonica (che era al
livello attuale) ed il terrapieno, un “corridoio”
largo un paio di metri arrivava fino in fondo,
dove ancora oggi vi è la porta d’accesso al teatrino e dove con una manciata di gradini verso
destra si saliva al campo da gioco.
Sicuramente né il Clemente né il Vittore potevano immaginare che su quello spiazzo si sarebbero poi tirati calci al pallone così intensamente e
per tanti anni. Era ammesso il gioco di sponda
(contro il muro) per superare l’avversario; vigeva
la regola del “cornèr tre, rigore” in quanto non
si batteva il calcio d’angolo per mancanza di spazio ed ogni tre corner si aveva diritto proprio ad
un rigore; la prima delle due squadre che subiva
il numero di goal prestabilito lasciava il posto ad
un’altra. Queste ed altre le regole non scritte, ma
era come se lo fossero, anche se a volte nasceva
qualche scaramuccia; gli scherzi non erano frequenti, ma una volta si volle fare un gavettone
per restituirne uno subìto: si utilizzò il portone di
ingresso principale all’oratorio; le segnalazioni
non funzionarono e l’abbondante carico di acqua
fredda finì in testa a don Prospero.
In genere i ragazzi parevano veri giocatori e la
passione per il calcio aumentò in quegli anni
notevolmente. Si organizzarono anche i primi
viaggi allo stadio; di ritorno da una partita
dell’Inter, Edoardo Girardi inseguì per lungo
tempo le gesta del famoso Jair: nei palleggi, nei
passaggi e nel modo di esultare, per tutti Edo
diventò il Jair limonese. Partecipò, in squadra
con Giuseppe Fava, pure interista, e Giuseppe
Pace, milanista, ad un torneo, organizzato da
Agostino Tosi. Quei ragazzi vinsero il torneo e
scoprirono che il trofeo era una divisa completa
della Juventus. Nonostante non vi fosse alternativa, mai accettarono di indossare una casacca
Juventina. In effetti l’appartenenza all’una o
all’altra delle grandi squadre nazionali era molto
rispettata e sentita, forse più di oggi.
Ma l’oratorio non era solo luogo per il catechismo e per lo sport: all’oratorio alcuni in età adulta completarono le Scuole Elementari; in estate
si svolgevano i compiti per le vacanze su banconi improvvisati utilizzando i cavalletti del catafalco e le assi del Presepio, oppure si andava alla
sera a giocare a carte con il Parroco; all’oratorio
si organizzavano brevi pellegrinaggi, quasi sempre in bicicletta (Madonna del Frassino,
Madonna
delle
Grazie,
Madonna
di
Montecastello, pure in bici fino a Campione e
poi a piedi) attorno ai quali vi era sempre tantissimo entusiasmo poiché le occasioni per le
escursioni non erano certo quelle di oggi; qualche volta veniva organizzata la salita (a piedi) fino
alla località Campi di Tremosine, presso la proprietà Signori Comboni, dove i giovani trascorrevano una giornata in relax con una buona
merenda offerta dai padroni di casa. Con don
Prospero qualche volta i ragazzi (non le ragazze!)
andavano a fare il bagno in spiaggia al cólem
del fium (San Giovanni), anche con la barca;
una volta all’anno, sempre di domenica ed in
bicicletta, i maschi facevano il giro del lago ed un
Frate sostituiva il nostro Parroco per le S. Messe
e le Funzioni pomeridiane in San Benedetto.
All’oratorio la maestra Anna Maria Turri organizzava con tanta dedizione commedie e rappresentazioni nel teatrino, con protagonisti gli stessi ragazzi, piccoli spettacoli che continuarono poi
fino agli anni ’80. Nello stesso luogo si iniziaro15
Nozze d’oro
Quattro coppie “inossidabili” hanno
festeggiato nella Chiesa parrocchiale i
loro cinquant’anni di matrimonio; sono
Giacomo Segala e Caterina Girardi (19
aprile 2002), Francesco Girardi e Maria
Martinelli (17 ottobre 2003), Angelo
Ubbiali e Adele Girardi (16 ottobre 2004),
Camillo Girardi e Alberta Capovilla (5
gennaio 2005). A tutti è giunta una pergamena con la speciale benedizione papale. Ci uniamo a famigliari ed amici per
porgere a tutti gli auguri della nostra
Comunità parrocchiale per molti altri anni
di felicità.
La canonica prima della ristrutturazione
(1970)
no a vedere le diapositive, ovviamente di tema
religioso (le parabole, in particolare). Più tardi i
primi filmini e quindi i film a colori, cui seguiva
tanto di cineforum, con la strumentazione altamente tecnologica del pittore Berger, ai tempi
relativamente recenti di don Franco.
Da questi ultimi avvenimenti sono passati poco
più di venti anni. Come in ogni realtà, le trasformazioni recenti sono molto più repentine di
quelle dei decenni precedenti. Cosicché anche
l’oratorio si è evoluto ed aggiornato. Non più
ragazzi e ragazze separati; non più compiti per
le vacanze; non più catechesi alla domenica
pomeriggio o gite in bicicletta. Vi sono incontri
serali per gli adulti, i nostri figli frequentano la
catechesi infrasettimanale ed al termine si fermano a giocare; ma anche in altri giorni ed in
altri orari i ragazzi vanno volentieri all’oratorio;
oggi vi si arriva per il Torneo di calcio invernale,
dove si vedono tanti giovani ormai quasi adulti; ci
sono bimbi ed anche persone di una certa età che
fanno il tifo per l’una o l’altra squadra; non
manca neppure la compagine femminile con le
mamme, le sorelle, le fidanzate.
Le porte sono aperte e l’oratorio è sicuramente
e giustamente frequentato: un grazie per questo
a don Eraldo e suor Barberina.
Joseph Fava
16
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A4 Marzo 2005 - Comune di Limone sul Garda