RAPPORTO PRELIMINARE per la verifica di assoggettabilità a VAS dell’aggiornamento del Piano di Gestione del SIC “Monte Mannu - Monte Ladu” (cod. ITB 042234) 1 INDICE PREMESSA ................................................................................................................................................... 2 1 LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ ALLA VAS.............................................................................. 3 2 CONTENUTI DEL PIANO DI GESTIONE .............................................................................................. 4 2.1 INQUADRAMENTO ...................................................................................................................... 4 2.1.1 Scheda Natura 2000 ............................................................................................................... 5 2.2 RISULTATI DELLO STUDIO GENERALE E SINTESI DELLE CRITICITÀ .................................. 9 3 4 2.3 OBIETTIVI DEL PIANO DI GESTIONE ...................................................................................... 12 2.4 2.5 INTERVENTI PREVISTI NEL PIANO DI GESTIONE VIGENTE ................................................ 14 INTERVENTI PREVISTI NELL’AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI GESTIONE ..................... 16 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI .......................................................................................................... 18 CRITERI PER LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ DI PIANI E PROGRAMMI ........................... 20 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1. Habitat e specie di interesse comunitario presenti nel SIC ......................................................... 5 Tabella 2 Aggiornamento scheda habitat proposta nel Piano vigente ......................................................... 6 Tabella 3. Aggiornamento scheda specie endemiche proposta nel Piano vigente...................................... 7 Tabella 4. Specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE ...................................................................................... 8 Tabella 5. Fattori di pressione sugli habitat ................................................................................................ 10 Tabella 6 Fattori di pressione sulle specie endemiche .............................................................................. 10 Tabella 7 Fattori di pressione sulle specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE .............................................. 12 Tabella 8. Interventi previsti nell’aggiornamento del Piano di Gestione .................................................... 17 Tabella 9. Impatti determinati dall’attuazione delle nuove azioni di Piano sulle componenti ambientali ... 20 1 PREMESSA Il presente rapporto preliminare è stato redatto ai sensi degli artt. 6 e 7 dell’Allegato C alla D.G.R. n. 34/33 del 7.08.2012, al fine di attivare la procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica dell’aggiornamento del Piano di Gestione del SIC Monti Mannu – Monti Ladu (cod. ITB042234). Il presente documento è stato sviluppato secondo i criteri contenuti nell’Allegato C1 di cui alla DGR n. 34/33 del 7 agosto 2012, e si articola secondo i seguenti punti: 1. la procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS; 2. descrizione del Piano di Gestione vigente e dell’aggiornamento; 3. analisi delle caratteristiche degli impatti e delle aree che possono essere interessate dall’attuazione dell’aggiornamento del Piano. Il Piano di Gestione del SIC “Monte Mannu – Monte Ladu (colline di Monte Mannu e Monte Ladu)” cod. ITB042234, è lo strumento gestionale del sito Natura 2000 e ha come finalità quella di garantire la presenza in condizioni ottimali degli habitat e delle specie che hanno determinato la proposizione del sito, mettendo in atto strategie di tutela e gestione che lo consentano pur in presenza di attività umane. Il Piano è mirato ad individuare misure di conservazione e tipologie di interventi ammissibili, previa valutazione dello status degli habitat e delle specie di interesse comunitario e delle relative criticità. Gli habitat e le specie cui è rivolto questo tipo di tutela sono elencati rispettivamente nell’Allegato II della Direttive 92/43/CEE e nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE. I Piani di Gestione, insieme agli altri strumenti di governo del territorio, contribuiscono alla pianificazione per garantire la tutela e la valorizzazione dei sistemi ambientali. Nel caso in esame si tratta di un aggiornamento del Piano di Gestione, approvato dapprima dal Comune di Serrenti con delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 26.04.2007 e successivamente dalla Regione Sardegna – Assessorato dell’Ambiente con Decreto Assessorato Ambiente n. 24 del 28/02/2008, pubblicato nel BURAS n.21 del 28.06.2008. Nel decreto venivano indicate le seguenti prescrizioni ed indirizzi specifici: IA4 Adeguamento della viabilità rurale interna al SIC L’intervento di ripristino della fascia tagliafuoco è consentito solo per la parte inerente lo sfalcio e la ripulitura dalla vegetazione infestante nella fascia esistente. Non è giustificato il completamento anulare della fascia tagliafuoco e la sua trasformazione in viabilità, vista l’esistenza di una strada sul versante ovest e in considerazione del fatto che la realizzazione di un tratto ex novo di fascia tagliafuoco comporterebbe l’eliminazione di parte delle formazioni di Ampelodesmos mauritanicus (Poir.), tipiche dell’habitat di interesse comunitario “Arbusteti termo-mediterranei e predesertici” 5330. IA6 Realizzazione di infrastrutture per la fruizione naturalistica 2 La parte di intervento riguardante la sistemazione e recupero del sentiero non è realizzabile in quanto comporterebbe una riduzione dell’habitat di interesse comunitario “Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici” 5330. 1 LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ ALLA VAS La verifica di assoggettabilità di un piano alla valutazione ambientale strategica è il procedimento che deve essere attivato allo scopo di valutare se il piano, o un suo aggiornamento, possono avere effetti significativi sull'ambiente e se, tenuto conto del diverso livello di sensibilità delle aree interessate, devono essere sottoposti alla procedura di valutazione ambientale strategica. Devono essere sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS: - i piani e i programmi ricadenti nel campo di applicazione della procedura di VAS, che determinano l'uso di piccole aree a livello locale; - le modifiche minori a piani e programmi già approvati e ricadenti nel campo di applicazione della procedura di VAS; - i piani e i programmi diversi che definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti. Il procedimento di verifica di assoggettabilità può essere schematizzato nelle seguenti fasi: a) attivazione del procedimento; b) individuazione dei soggetti interessati e definizione delle modalità di informazione, comunicazione e discussione dei contenuti del rapporto preliminare; c) messa a disposizione del rapporto preliminare; d) convocazione della riunione con i soggetti competenti in materia ambientale; e) emissione del provvedimento di verifica di assoggettabilità a VAS; f) informazione circa la decisione di assoggettare o meno il piano o programma alla procedura di VAS. In generale, il Piano di Gestione di un Sito Natura 2000 rientra tra i Piani e Programmi soggetti al processo di Valutazione Ambientale Strategica così come previsto dalla Direttiva 2001/42/CE (art.3) e dalla DGR n. 34/33 del 7 agosto 2012 (art.8). Il PdG, per sua natura, rappresenta uno strumento di tutela che non rimanda a pressioni o impatti negativi sull’ambiente. La sua attuazione è sostanzialmente rivolta alla tutela e gestione dell’ambiente naturale in particolare degli habitat e delle specie di interesse comunitario tutelati ai sensi delle Direttive Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE). La procedura di Valutazione Ambientale Strategica, dal momento che la dimensione ambientale è connaturata al piano stesso, assume pertanto significatività soprattutto per quanto riguarda l’aspetto di partecipazione di tutti i soggetti interessati nel processo di costruzione del Piano. 3 Il presente documento è oggetto di consultazione finalizzata a acquisire gli elementi informativi e le valutazioni dell’ARPA e degli altri soggetti competenti in materia ambientale coinvolti nel procedimento. 2 CONTENUTI DEL PIANO DI GESTIONE L’aggiornamento del Piano di Gestione seguirà le indicazioni contenute nelle “Linee Guida per la redazione dei Piani di gestione dei SIC e ZPS” redatte dal Servizio Tutela della Natura dell’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente e si articolerà nelle due fasi: Studio generale contenente una caratterizzazione del sito e delle relative valenze naturalistiche, dei fattori di pressione e degli impatti; Quadro di gestione nel quale verranno definiti gli obiettivi, le strategie e individuate le azioni del piano. Considerato che attualmente lo Studio Generale risulta in fase di aggiornamento, per quanto riguarda la caratterizzazione del sito e dei fattori di pressione si riportano i dati contenuti nel Piano di Gestione vigente. 2.1 INQUADRAMENTO Il SIC “Monte Mannu – Monte Ladu (colline di Monte Mannu e Monte Ladu)”, si colloca totalmente all’interno dell’area comunale di Serrenti, in una zona collinare al limite Est della Pianura del Campidano. Si tratta dei primi rilievi collinari a diretto contatto con il Campidano Medio nel suo margine Est, in collegamento con la Trexenta, una regione collinare della Sardegna centro-meridionale. Pur non trovandosi nella zona del Campidano, il territorio è coperto prevalentemente da aree agricole coltivate in prevalenza a grano duro oltre che interessate dalla presenza della vite e dell’olivo. La zona di appartenenza del SIC corrisponde ad un’area di transizione tra il Campidano Medio e la zona sud-occidentale della Trexenta: si tratta di una zona pianeggiante abbastanza omogenea interessata da rilievi collinari che non superano i 300 m s.l.m. prima di lasciare spazio alla vera e propria Pianura del Campidano. Dal punto di vista geologico e geomorfologico il SIC è compreso in parte nella piana del Campidano, con le sue caratteristiche alluvionali e le successive bonifiche che portarono al prosciugamento degli stagni di Serrenti e Sanluri e alla formazione di nuovi ambienti denominati “pauli”; in parte nelle formazioni laviche (nord est) e andesitiche (nord ovest)- nord est la formazione denominata “trachiti di Serrenti” a cui è associata parte dell’economia del paese. A Sud del SIC troviamo rocce sedimentarie. Dal punto di vista pedologico distinguiamo suoli su roccia acida, di piccolo spessore, occupati da boschi, pinete, colture olivicole e viticole, attività estrattiva, suoli su roccia sedimentaria 4 occupati solo da gariga, formazioni erbacee e boschive (di difficile lavorazione per via della presenza di roccia e calcare). L’idrografia è scarsa per la bassa permeabilità delle litologie summenzionate. 2.1.1 Scheda Natura 2000 Il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Monte Mannu – Monte Ladu (colline di Monte Mannu e Monte Ladu)” è univocamente determinato dal Codice Natura 2000 di identificazione del sito ITB042234, così come indicato dal Decreto Ministeriale del 3 aprile 2000, ai sensi della Direttiva Habitat dell’Unione Europea (92/43/CEE) e della Direttiva Uccelli (79/409/CEE). Il SIC si estende su 199 ettari, interessando il territorio del comune di Serrenti, in provincia di MedioCampidano, ricadente nella ex provincia di Cagliari; si trova ad una altezza compresa tra i 155 m ed i 307 m s.l.m., all’interno della Regione Bio-Geografica Mediterranea alle coordinate geografiche 08°58’52’’ Est e 39°31’10’’ Nord. La sua proposizione come Sito di Interesse Comunitario è dovuta alla presenza degli habitat (tabelle 1 e 2) e delle specie (tabelle 3 e 4) di interesse comunitario. L’asterisco segnala gli habitat di interesse prioritario, per la definizione degli indicatori si rimanda al Piano di Gestione vigente. Codice Habitat Nome Habitat Copertura % nel sito Rappresentatività Superficie relativa Grado di conservazione Valutazione globale 6220* Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero Brachypodietea 90 A B A A 5330 Arbusteti termomediterran ei e predesertici 10 B C B B Tabella 1. Habitat e specie di interesse comunitario presenti nel SIC Per completezza informativa si riportano di seguito le tabelle contenute nella proposta di aggiornamento della scheda Natura 2000, come indicata nel Pdg vigente. I dati sono relativi alle informazioni sulla copertura relativa di ciascun habitat di interesse comunitario, e alla presenza eventuale di altri habitat e specie che vanno ad aggiornare la corrispondente Scheda Natura 2000. 5 Codice Habitat Nome Habitat Copertura % nel sito Rappresentatività Superficie relativa Grado di conservazione Valutazione globale 5330 Arbusteti 40 B C B B 18 A B A A 1 B C B B termomediterranei e predesertici 6220 Percorsi substeppici graminacee di e piante annue dei TheroBrachypodietea 92D0 Gallerie e forteti ripari meridionali (NerioTamaricetea e Securegion tinctoriae) Tabella 2 Aggiornamento scheda habitat proposta nel Piano vigente Le variazioni rispetto a quanto riportato nella scheda Natura 2000 (tabella 1) riguardano sia la percentuale di copertura degli habitat che l’introduzione di un nuovo habitat, nonostante sia scarsamente rappresentato nel sito. Relativamente alle percentuali di copertura dei due habitat precedentemente indicati nella scheda Natura 2000, la proposta di aggiornamento ha evidenziato una incongruenza con la loro reale estensione nel sito. Infatti l’habitat “Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici” (cod. 5330) presenta una percentuale di copertura notevolmente superiore al 10 %, dato riportato nella scheda Natura 2000; infatti comprende le formazioni caratterizzate da Ampelodesmos mauritanicus (Poir.) T. Durand et Schinz che presentano una copertura decisamente superiore, valutata intorno al 40%. Risulta imprecisa anche la percentuale del 90% riportata per l’habitat “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea” (cod. 6220*) la quale invece presenta una copertura di circa il 18% del territorio del SIC. Il totale della percentuale per i due habitat presenti nel SIC, del 100%, in ogni caso è troppo elevata in quanto nel sito sono presenti tipologie vegetazionali diverse da quelle comprese negli habitat. A queste si devono sommare le superfici occupate dai rimboschimenti, dai rocciai e dai seminativi, le quali nell’insieme hanno una percentuale di copertura rilevante. Agli habitat confermati (5330, 6220), per i quali è stata ridefinita la copertura percentuale, è stato inserito l’habitat non prioritario “Gallerie e forteti ripari meridionali (Nerio-Tamaricetea e Securegion tinctoriae)” (cod. 92D0) il quale è stato rilevato lungo il Riu de S’Alluminu che scorre lungo il confine nel settore più settentrionale del sito. Si tratta di una formazione a galleria che 6 solo in alcuni tratti si presenta ben strutturata, con individui di dimensioni comprese tra i 2 e 3 metri di altezza. Per quanto riguarda le specie botaniche, nello Studio del PdG vignte vengono menzionate alcune specie endemiche per le quali viene proposto l’inserimento nel campo 3.3 della Scheda Natura 2000 “Altre specie importanti di Flora e Fauna” come riportato nella tabella che segue. Nome specie e famiglia Forma biologica Corologia Presenza Arum pictum (Araceae) Geofita rizomatosa Endemica delle isole del Mediterraneo RARA L. fil. occidentale: Sardegna, Corsica, Majorca isole di e Minorca (Isole Baleari) e Isola di Montecristo (Arcipelago toscano) Euphorbia pithyusa L. ssp. cupanii (Guss.) A.R. (Euphorbiaceae) Genista Geofita rizomatosa Sm. corsica (Loisel.) (Fabaceae) della Corsica e SPORADICA Sicilia Nanofanerofita DC. Helichrysum Endemica Sardegna, Endemica Sardegna Corsica Camefita suffruticosa microphyllum Willd. ssp. tyrrhenicum Endemica della e RARA della della Sardegna, Corsica Isole Baleari COMUNE e Bacch., Brullo et Giusso (Asteraceae) Stachys glutinosa L. Camefita/nanofanerofita (Lamiacaea) Endemica della COMUNE Sardegna, Corsica e l’isola di Capraia (Arcipelago Toscano) Comune Teucrium marum L. (Lamiaceae) Teucrium marum (Lamiaceae) L. Camefita suffruticosa Endemica della Sardegna, Corsica, COMUNE Isole Baleari, Arcipelago toscano e Isole Hyerès Tabella 3. Aggiornamento scheda specie endemiche proposta nel Piano vigente Anche per le specie faunistiche, lo Studio riporta degli aggiornamenti da apportare alla Scheda Natura 2000, in particolar modo per quanto riguarda 5 specie ornitiche di interesse comunitario, 7 elencate nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE, ed esattamente il Falco di palude, l’Albanella reale, la Pernice sarda, l’Occhione, la Tottavilla. Per quanto riguarda le specie delle altre classi (Amphibia, Reptilia, Mammalia), lo Studio evidenzia la presenza di specie elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE, quindi propriamente di interesse comunitario: inoltre vi è la presenza, all’interno del SIC di altre specie, elencate nell’Allegato IV della Direttiva 92/43/CEE (specie animali e vegetali che richiedono una protezione rigorosa). La tabella seguente riporta quanto sopra descritto. COD DENOMINAZIONE STATO POPOLAZIONE ISOLAMENTO GLOBALE B NS C C B NS C C CONSERVAZIONE A081 Circus aeruginosus – Falco di palude A082 Circus cyaneus Albanella reale A111 Alectoris barbara Pernice sarda C NS C C A133 Burhinus C NS C B oedicnemus – Occhione A246 Lullula arborea – Tottavilla C NS C C n.d. Podarcis sicula B NS C C B NS C C B NS C C B NS C C B NS C C (Rafinesque, 1810) - Lucertola campestre n.d. Podarcis tiliguerta (Gmelin, 1789) Lucertola tirrenica n.d. Chalcides ocellatus tiligugu (Gmelin,1789) Gongilo sardo n.d. Bufo viridis (Laurenti, 1768) Rospo smeraldino n.d. Hyla sarda (De Betta, 1853) Raganella sarda Tabella 4. Specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE 8 Considerando il SIC “Monte Mannu – Monte Ladu” disgiuntamente dagli altri siti vicini, la sua vulnerabilità aumenta; inquadrandolo, invece, in un’ottica di rete ecologica si evidenziano i possibili legami e nuovi corridoi ecologici che rafforzano la sua presenza sul territorio. In particolare esso ha uno stretto legame con il SIC “Monte San Mauro” (cod. ITB042237) situato a circa 10 Km a Nord-Est di Serrenti, anch’esso interessato dalla presenza degli stessi habitat a Praterie terofitiche e macchia mediterranea. Il SIC è caratterizzato anche da caratteristiche morfologico-strutturali che ne determinano l’elevato valore paesaggistico. Morbidi rilievi collinari privi di vegetazione arborea e solo in minima parte ricoperti di macchia caratterizzano il paesaggio in questo lembo di territorio, transizione tra le pianure del Campidano e le colline della Trexenta. La zona ove si trova oggi Serrenti era abitata anche in tempi remoti, come dimostrano i ruderi dei nuraghi di Gutturrosa, Sa Conca Manna, Monti Crabu. Il territorio è interessato dalla presenza di queste antiche testimonianze e ad oggi sono stati individuati una quindicina di nuraghi, anche sui rilievi collinari. All’interno del SIC sono presenti due aree archeologiche tutelate da fasce di rispetto ma non fruibili. Nell’area di Serrenti si sono succedute nel tempo diverse attività estrattive, in particolar modo di minerali argillosi (caolini) e di materiali lapidei piroclastiti (trachiti di Serrenti). Oggi l’estrazione dei minerali argillosi è cessata per motivi vari tra i quali la scarsa convenienza dell’attività estrattiva di fronte alla competitività dei mercati. Le cave erano presenti nella zona più a Nord del territorio comunale, al confine con quello di Furtei, quindi a ridosso del SIC. L’attività estrattiva della “trachite di Serrenti” continua ancora oggi: le trachiti rappresentano un materiale utilizzato nella costruzione di edifici con buone caratteristiche estetiche e di resistenza meccanica. 2.2 RISULTATI DELLO STUDIO GENERALE E SINTESI DELLE CRITICITÀ Lo Studio Generale, attualmente in fase di aggiornamento, porterà all’individuazione dei principali effetti di impatto che incidono sullo stato di conservazione degli habitat e delle specie del SIC in oggetto; sulla base di tali risultanze verrà elaborata la strategia di gestione del Piano. In questa fase, considerato che le caratterizzazioni sono in fase di aggiornamento, sono stati confermati i risultati dell’anali di contesto effettuata per la redazione del Piano vigente. Di seguito vengono rappresentati sinteticamente i fattori di pressione e le minacce ovvero le modalità con cui i fattori di pressione possono determinare un disturbo per gli habitat e le specie. 9 COD DENOMINAZIONE 5330 Arbusteti termomediterranei e predesertici 6220 Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei TheroBrachypodietea STATO CONSERVAZIONE BUONO OTTIMO FATTORE DI PRESSIONE MINACCIA Coltivazioni Pascolo Allevamento di animali Alimentazione degli animali Incendi Cave Attività all’aria aperta Svaghi e attività turistiche Sentieri Coltivazioni Pascolo Allevamento di animali Alimentazione degli animali Incendi Cave Attività all’aria aperta Svaghi e attività turistiche Sentieri Perturbazione Frammentazione Riduzione Scomparsa Perturbazione Frammentazione Riduzione Scomparsa Tabella 5. Fattori di pressione sugli habitat COD DENOMINAZIONE STATO CONSERVAZIONE FATTORE DI PRESSIONE MINACCIA Arum pictum L. fil. (Araceae) RARA Alterazioni dell’habitat Pesticidi Scomparsa/riduzione della cenosi Euphorbia pithyusa L. ssp. cupanii (Guss.) A.R. Sm. (Euphorbiaceae) SPORADICA Alterazioni dell’habitat Pesticidi Scomparsa/riduzione della cenosi Genista corsica (Loisel.) DC. RARA Alterazioni dell’habitat Scomparsa/riduzione della cenosi (Fabaceae) Pesticidi Helichrysum microphyllum Willd. ssp. tyrrhenicum Bacch., Brullo et Giusso (Asteraceae) COMUNE Alterazioni dell’habitat Pesticidi Scomparsa/riduzione della cenosi Stachys glutinosa L. (Lamiacaea) COMUNE Alterazioni dell’habitat Pesticidi Scomparsa/riduzione della cenosi Teucrium marum L. (Lamiaceae) COMUNE Alterazioni dell’habitat Pesticidi Scomparsa/riduzione della cenosi Tabella 6 Fattori di pressione sulle specie endemiche 10 COD DENOMINAZIONE STATO CONSERVAZIONE A081 Circus aeruginosus –Falco di palude B A082 Circus cyaneus - B Albanella reale A111 A133 A246 n.d. Alectoris barbara Pernice sarda Burhinus oedicnemus Occhione C C – Lullula arborea – Tottavilla Podarcis sicula (Rafinesque, 1810) - Lucertola C B campestre n.d. Podarcis tiliguerta (Gmelin, 1789) Lucertola tirrenica FATTORE DI PRESSIONE MINACCIA Alterazioni dell’habitat (inquinamento, Perturbazione della specie bracconaggio, asporto vegetazione) pesticidi Riduzione del popolamento Alterazioni dell’habitat (inquinamento, bracconaggio, asporto vegetazione) pesticidi Perturbazione della specie Alterazioni dell’habitat (inquinamento, bracconaggio, asporto vegetazione) pesticidi Perturbazione della specie Alterazioni dell’habitat (inquinamento, bracconaggio, asporto vegetazione) pesticidi Perturbazione della specie Alterazioni dell’habitat (inquinamento, bracconaggio, asporto vegetazione) pesticidi Perturbazione della specie Intensificarsi delle moderne pratiche agricole e Perturbazione della specie dell'urbanizzazione, con la conseguente perdita di siti riproduttivi potenziali B Intensificarsi delle moderne pratiche agricole e dell'urbanizzazione, Riduzione del popolamento Riduzione del popolamento Riduzione del popolamento Riduzione del popolamento Riduzione del popolamento Perturbazione della specie Riduzione del popolamento con la conseguente perdita di siti riproduttivi potenziali n.d. Chalcides ocellatus tiligugu (Gmelin,1789) Gongilo sardo B Intensificarsi delle moderne pratiche agricole e dell'urbanizzazione, Perturbazione della specie Riduzione del popolamento con la conseguente perdita di siti riproduttivi potenziali 11 n.d. Bufo viridis (Laurenti, 1768) Rospo smeraldino B Hyla sarda (De Betta, 1853) Raganella sarda B Intensificarsi delle moderne pratiche agricole e dell'urbanizzazione, con la conseguente perdita di siti Perturbazione della specie Riduzione del popolamento riproduttivi potenziali n.d. Intensificarsi delle moderne pratiche agricole e dell'urbanizzazione, con la conseguente perdita di siti Perturbazione della specie Riduzione del popolamento riproduttivi potenziali Tabella 7 Fattori di pressione sulle specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE 2.3 OBIETTIVI DEL PIANO DI GESTIONE L’obiettivo generale del Piano di Gestione in oggetto è quello di assicurare la conservazione degli habitat e delle specie vegetali e animali presenti, prioritari e non, a livello comunitario ai sensi della Direttiva Habitat (92/43/CEE). In particolare, saranno oggetto di tutela e conservazione gli habitat e le specie vegetali ed animali elencate dall’Allegato I e II della Direttiva 92/43/CEE, e dall’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE per quanto riguarda le specie ornitiche. A tal fine è importante garantire, con opportuni interventi di gestione, il mantenimento e/o il ripristino degli equilibri ecologici che caratterizzano gli habitat e che sottendono alla loro conservazione. Il raggiungimento di tale obiettivo di conservazione rende necessario in particolare conciliare le attività umane che influiscono direttamente e indirettamente sullo status di specie e habitat presenti nel SIC con la loro conservazione. Proprio in un’ottica di riassetto delle attività umane presenti nel SIC per garantire la tutela delle biodiversità, il Piano di Gestione delinea strategie e propone interventi volti a promuovere attività economiche eco-compatibili, correlate con la gestione sostenibile dell’ambiente naturale e delle sue risorse, a beneficio dello sviluppo economico del territorio interessato. L’identificazione degli interventi necessari all’attuazione del Piano ha quindi perseguito la mitigazione dei fattori che attualmente ostano al mantenimento della biodiversità nelle sue condizioni ottimali, nonché provocano minacce potenziali per le specie e per gli habitat. Per ottenere questo risultato si è perseguita una gestione ecologicamente, socialmente ed economicamente sostenibile delle attività umane, sia all’interno dei SIC, fissando opportuni vincoli alle stesse, sia nelle aree limitrofe, individuando auspicabili linee di indirizzo per le diverse categorie d’uso del territorio, da attuarsi evidentemente a cura degli enti territoriali preposti, compatibilmente con gli strumenti della pianificazione vigenti. 12 Obiettivi di sostenibilità ecologica Una corretta gestione del SIC richiede la definizione e l’attuazione di misure di tutela appropriate, mirate: – al mantenimento e alla conservazione della biodiversità; – all’utilizzazione sostenibile delle sue componenti; – alla riduzione delle cause di degrado e declino delle specie e degli habitat. La salvaguardia delle risorse e dell’integrità ecologica all’interno del SIC implica la necessità di : – mantenere e migliorare il livello di biodiversità degli habitat e delle specie di interesse comunitario, prioritari e non, per i quali il sito è stato designato; – mantenere e/o ripristinare gli equilibri biologici alla base dei processi naturali(ecologici ed evolutivi); – ridurre le cause di declino delle specie rare o minacciate ed i fattori che possono causare la perdita o la frammentazione degli habitat all’interno del sito e nelle zone adiacenti; – tenere sotto controllo ed eventualmente limitare le attività che incidono sull’integrità ecologica dell’ecosistema; – armonizzare i piani e i progetti previsti per il territorio in esame; – individuare e attivare i processi necessari per promuovere lo sviluppo di attività economiche eco-compatibili con gli obiettivi di conservazione dell’area; – attivare meccanismi politico-amministrativi in grado di garantire una gestione attiva ed omogenea del SIC. Come esposto di seguito, gli obiettivi operativi di sostenibilità ecologica riguardano (direttamente o indirettamente) aspetti socio-economici o comunque legati alle attività umane. E’ per questo che, per la redazione del Piano di Gestione, è stato necessario fissare anche degli obiettivi di sostenibilità socio-economica funzionali al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ecologica. Obiettivi di sostenibilità socio-economica Il SIC in oggetto è costituito da un tessuto socio-economico composto da differenti elementi che ne possono influenzare la gestione. Da un lato, tali elementi hanno comuni esigenze di sviluppo in relazione alla gestione del sito, come ad esempio il miglioramento della dotazione di infrastrutture per i visitatori (i sentieri presenti sono poco segnalati, sprovvisti di segnaletica e pannellistica didattica) o la riqualificazione degli accumuli di rifiuti presenti nel territorio. Dall’altro, le differenze e le peculiarità del territorio impongono soluzioni specifiche per il tessuto socio-economico, in particolare per la valorizzazione o la riqualificazione delle strutture ricettive o di gestione naturalistica (in parte esistenti in parte da creare ex novo), oppure per la regolamentazione dell’accesso e della fruizione nel SIC in relazione alle aree a maggiore valenza naturalistica. Infatti il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità (sia ambientale che socio-economica) richiederà di regolamentare ed orientare la fruizione delle aree più sensibili e vulnerabili, attraverso una maggiore tutela; a compensazione di ciò, sarà resa possibile la 13 fruizione di aree più idonee ed a minore sensibilità ambientale, utilizzo che sarà migliorato e reso più godibile attraverso una serie di specifici interventi. In queste aree dedicate al pubblico, al fine di ridurre il danno agli ecosistemi, le attività antropiche verranno indirizzate verso l’uso di infrastrutture a minor impatto in grado anche di qualificare, anche in termini economici, la fruizione. Contemporaneamente, sarà necessario migliorare lo stato di conservazione degli habitat di Interesse Comunitario attraverso la loro protezione dall’impatto antropico ed attraverso interventi di monitoraggio e recupero. Nel Piano sono stati individuati i seguenti obiettivi di sostenibilità socio-economica a brevemedio termine: – Introdurre misure e forme di controllo e manutenzione all’interno del SIC; – Informazione, sensibilizzazione e orientamento della fruizione, al fine di limitare i comportamenti e attività economiche dannose; – Miglioramento dell’accesso e della fruizione del sito, al fine di indirizzare la frequentazione del SIC e delle aree naturalistiche più interessanti compatibilmente con le esigenze di conservazione. Gli obiettivi specifici che si vogliono raggiungere nel lungo termine con il Piano di Gestione sono finalizzati a: – Adeguamento degli strumenti di programmazione e pianificazione comunali alle esigenze di tutela degli habitat: recepimento del Piano di Gestione da parte del Comune di Serrenti negli strumenti urbanistici e negli strumenti attuativi; – Raggiungimento di una adeguata consapevolezza del valore ecologico dei siti e delle loro esigenze di conservazione da parte della popolazione locale; – Promozione di attività economiche sostenibili ed eco-compatibili, anche nel territorio circostante i siti. 2.4 INTERVENTI PREVISTI NEL PIANO DI GESTIONE VIGENTE Il Piano di Gestione vigente ha individuato gli interventi finalizzati alla riduzione delle criticità riscontrate sulla base dell’analisi di contesto; tali interventi sono suddivisi nelle diverse tipologie: - interventi attivi (IA); - monitoraggio e ricerca (MR); - educazione ed informazione (PD). Interventi attivi (IA) Gli interventi attivi consistono in azioni concrete di tutela per la conservazione, il ripristino e la valorizzazione delle componenti ambientali e sono di seguito elencati: IA1. Interventi di ripristino ambientale IA2. Misure di integrazione al piano antincendio IA3. Bonifica delle discariche abusive IA4. Adeguamento viabilità rurale interna al SIC 14 IA5. IA6. IA7. IA8. IA9. Adeguamento dell’edificio di Monte Mannu Infrastrutture fruizione naturalistica Formazione personale gestore Controllo e manutenzione Ripristino sorgenti Monitoraggio e ricerca (MR) I programmi di monitoraggio e ricerca prevedono l’approfondimento delle attuali conoscenze su habitat e specie comunitari e la verifica dell’efficacia delle azioni proposte dal Piano di gestione. Importante da questo punto di vista è lo studio sulla capacità di pascolo nel SIC e nei terreni limitrofi, che sarà capace di regolamentare l’attività, ed eventualmente incentivarla nelle aree meno sensibili. MR1. Monitoraggio habitat interesse comunitario MR2. Monitoraggio specie vegetali di maggior interesse conservazionistico MR3. Monitoraggio specie ornitiche di maggior interesse conservazionistico MR4. Studio capacità di carico del pascolo Educazione ed informazione (PD) I programmi didattici consistono nella diffusione di conoscenze e di modelli di comportamenti sostenibili che mirano alla tutela dei valori del SIC/ZPS attraverso il coinvolgimento delle popolazioni locali. Nel Piano vigente sono state previste alcune azioni di informazione, sensibilizzazione, coinvolgimento della popolazione locale, degli operatori economici e dei visitatori: PD1. PD2. PD3. PD4. Segnaletica e cartellonistica naturalistica Materiale informativo turisti Campagna di comunicazione Realizzazione sito web Una parte degli interventi previsti nel Piano vigente sono stati finanziati con le seguenti linee di attività: - POR Sardegna 2000/2006, Asse I, Linea di Intervento 1.5.b denominata “Interventi di tutela, valorizzazione e salvaguardia ambientale”, che ha come finalità la realizzazione di interventi individuati all’interno degli stessi strumenti di gestione. - PO FESR 2007/2013, Asse IV, Linea di Intervento 4.2.1.a “Promozione dello sviluppo di infrastrutture connesse alla valorizzazione e fruizione della biodiversità e degli investimenti previsti nei Piani di gestione dei siti Natura 2000”. In particolare con la Linea di Intervento 1.5.b sono state realizzate le opere previste all’interno del progetto “Lavori di tutela e valorizzazione del SIC Monte Mannu – Monte Ladu”, attualmente 15 in fase di ultimazione, mentre con la Linea di Intervento 4.2.1.a sono state finanziate le azioni inserite nel progetto esecutivo “Valorizzazione e tutela dell’ambito Monti Mannu - Monti Ladu mediante l’organizzazione dell’accessibilità e della fruibilità”, per il quale risulta concluso l’iter progettuale e autorizzativo. 2.5 INTERVENTI PREVISTI NELL’AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI GESTIONE Sebbene l’analisi conoscitiva sia in fase di aggiornamento, si può presupporre ragionevolmente che i risultati dell’analisi di contesto allegata al Piano vigente verranno riconfermati; infatti dal 2007 (anno di redazione del Piano) ad oggi non sono intervenute sensibili trasformazioni nel territorio interessato. Nell’aggiornamento del Piano di Gestione del SIC, pertanto, non verrà apportata alcuna modifica relativamente agli obiettivi, e alle strategie individuate nel Piano vigente, ma verranno proposte alcune nuove azioni compatibili con la tutela del sito, finalizzate alla riduzione delle criticità riscontrate sulla base dell’analisi di contesto; oltre ad interventi attivi (IA), programmi di monitoraggio e ricerca (MR) e programmi didattici (PD), già presenti nel Piano vigente, sono stati proposti anche interventi di regolamentazione (RE) e incentivazione (IN), come di seguito descritto. Regolamentazione (RE) Le regolamentazioni sono azioni di gestione, frutto di scelte programmatiche che suggeriscono comportamenti e disposizioni che non compromettano lo stato di conservazione degli habitat e delle specie o ne perseguano il miglioramento. Gli interventi di regolamentazione previsti sono finalizzati alla riduzione degli impatti delle attività esistenti sugli habitat e sulle specie del SIC, attraverso la razionalizzazione dell’attività di pascolo sul territorio. Incentivazione (IN) La azioni di incentivazione hanno la finalità di stimolare presso le comunità locali l’utilizzo di pratiche, procedure o metodologie gestionali che favoriscano il raggiungimento degli obiettivi del Piano di gestione. Gli interventi di incentivazione previsti, coerenti con le misure del PSR 2007/2013, sono finalizzati ad orientare le pratiche agronomiche, ambientali e forestali degli agricoltori e dei selvicoltori verso la protezione, il mantenimento o il miglioramento del SIC. Si riporta di seguito una tabella che illustra gli interventi previsti nel Piano di Gestione vigente e gli interventi che si intende proporre nell’aggiornamento del Piano. Appare opportuno evidenziare che le azioni IA5 (Adeguamento dell’edificio di Monte Mannu) e PD2 (Materiale informativo per i turisti) non verranno confermate nell’aggiornamento in quanto sono già state finanziate e realizzate. 16 Inoltre le azioni IA4 (Adeguamento viabilità rurale interna al SIC) e IA6 (Infrastrutture fruizione naturalistica) verranno ricalibrate al fine di recepire le prescrizioni contenute nel Decreto dell’Assessorato Ambiente n. 24 del 28/02/2008, riportate in premessa. In fase di Confermati Nuovi realizzazione IA1 Interventi di ripristino ambientale X X IA2 Misure di integrazione al piano antincendio X X IA3 Bonifica delle discariche abusive X X IA4 Adeguamento viabilità rurale interna al SIC X X IA5 Adeguamento dell’edificio di Monte Mannu IA6 Infrastrutture fruizione naturalistica X X IA7 Formazione personale gestore X IA8 Controllo e manutenzione X IA9 Ripristino sorgenti IA10 Riqualificazione d’acqua IA11 Valorizzazione naturalistica delle colline MR1 Monitoraggio habitat interesse comunitario X MR2 Monitoraggio specie vegetali di maggior interesse conservazionistico X MR3 Monitoraggio specie ornitiche di maggior interesse conservazionistico X MR4 Studio capacità di carico del pascolo X MR5 Ricerca sulle valenze storico-culturali PD1 Segnaletica e cartellonistica naturalistica PD2 Materiale informativo turisti PD3 Campagna di comunicazione X PD4 Realizzazione sito web X RE1 Razionalizzazione del pascolo IN1 Incentivazione agroambientali mediante pagamenti X IN2 Incentivazione silvoambientali mediante pagamenti X X ambientale dei X corsi X X X X X X Tabella 8. Interventi previsti nell’aggiornamento del Piano di Gestione 17 3 VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI I Piani di gestione dei SIC sono, per definizione, degli strumenti di governo del territorio finalizzati alla tutela e alla valorizzazione dei sistemi ambientali, pertanto le azioni di un Piano di gestione sono, di per sé, delle misure adottate per garantire degli impatti positivi sull’ambiente. Tuttavia, a seguito dell’attuazione delle azioni del Piano di Gestione si possono verificare degli effetti negativi, diretti o indiretti, sulle componenti ambientali. Nel presente paragrafo sono stati esaminati gli impatti potenziali determinati dall’attuazione delle nuove misure di Piano sulle componenti ambientali e sono state individuate le relative misure di mitigazione. La tabella 9 riporta per ogni nuova azione: - le componenti ambientali potenzialmente interessate; - gli impatti potenziali positivi e negativi sulle diverse componenti ambientali, con riferimento all’eventuale cumulabilità rispetto alle azioni del Piano vigente; - l’entità e la reversibilità degli impatti; - le misure di mitigazione previste, laddove necessario; - una descrizione sintetica dell’azione prevista. AZIONE COMPONENTI IMPATTI MITIGAZIONI NOTE Positivi post-operam su tutte le componenti ambientali; impatti negativi in fase di cantiere (di lieve entità e breve durata, Misure di mitigazione da adottare in fase di realizzazione, per la definizione delle quali si L’azione prevede interventi di pulizia da rifiuti dell’alveo del rio S’Alluminu e la regimazione delle acque del rio reversibili). Non si rilevano possibili impatti cumulativi rispetto alle azioni già previste nel Piano vigente rimanda alla fase di redazione del piano. Maccioni Misure AMBIENTALI IA10 Riqualificazione ambientale dei corsi d’acqua Suolo Acqua Aria Habitat e specie Paesaggio IA11 Suolo Impatti di L’azione prevede Valorizzazione naturalistica delle colline Habitat e specie Paesaggio componente paesaggio; impatti negativi in fase di cantiere (di lieve entità e breve durata, reversibili). Non si rilevano possibili impatti cumulativi rispetto alle azioni già mitigazione da adottare in fase di realizzazione, per la definizione delle quali si rimanda alla fase di redazione del piano. In fase di esercizio si interventi di valorizzazione naturalistica attraverso la realizzazione di sentieristica, pannellostica, ecc. Non è prevista l’apertura di nuovi previste vigente prevede una regolamentazione per la fruizione, sentieri ma solo la sistemazione dei tracciati esistenti. positivi nel sulla Piano 18 con restrizioni temporali nelle aree più sensibili. MR5 Ricerca sulle Suolo Impatti valenze culturali Paesaggio componente paesaggio. Non si rilevano possibili impatti cumulativi rispetto alle azioni già previste nel Piano vigente Suolo Habitat e specie L’azione produrrà impatti positivi su habitat e specie in quanto il pascolo non regolamentato costituisce una seria minaccia per habitat e specie. Non si rilevano possibili impatti storico- RE1 Razionalizzazione del pascolo positivi sulla Nessuna un approfondimento conoscitivo relativo alle aree archeologiche presenti all’interno del SIC. Nessuna cumulativi rispetto alle azioni già previste nel Piano vigente IN1 Incentivazione mediante pagamenti agroambientali Suolo Acqua Aria Habitat e specie Impatti positivi su tutte le componenti ambientali: - contrasta i fenomeni di erosione; - garantisce la conservazione della diversità delle specie e degli habitat; - favorisce il risparmio idrico e la riduzione dei carichi inquinanti su acqua e suolo; - la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e di ammoniaca, derivanti dalle attività di coltivazione e di allevamento più estensive; - garantisce la tutela degli elementi caratteristici del paesaggio rurale. Paesaggio L’azione prevede L’azione di regolamentazione prevede indirizzi specifici finalizzati ad una gestione ecosostenibile delle aree attraverso le pratiche tradizionali Nessuna L’azione prevista consiste nella promozione di sistemi agricoli e forestali compatibili l’utilizzo sostenibile territorio. con del 19 IN2 Incentivazione mediante pagamenti silvoambientali Suolo Acqua Aria Habitat e specie Paesaggio Impatti positivi su tutte le componenti ambientali: - contrasta i fenomeni di erosione; - garantisce la conservazione della diversità delle specie e degli habitat; - favorisce il risparmio idrico e la riduzione dei carichi inquinanti su acqua e suolo; - la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e di ammoniaca, derivanti dalle attività di coltivazione e di allevamento più estensive; - garantisce la tutela degli elementi caratteristici del paesaggio rurale. Nessuna L’azione prevista consiste nella promozione di sistemi agricoli e forestali compatibili con l’utilizzo sostenibile territorio del Tabella 9. Impatti determinati dall’attuazione delle nuove azioni di Piano sulle componenti ambientali 4 CRITERI PER LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ DI PIANI E PROGRAMMI (ALL. C1 ALLA D.G.R. 34/33 DEL 7.08.2012) 1. Caratteristiche del piano: a. Il Piano di Gestione stabilisce il quadro di riferimento per progetti ed altre attività che si svilupperanno all’interno delle aree disciplinate dal piano, ricadenti all’interno del territorio comunale di Serrenti e che sono oggetto di pianificazione urbanistica da parte del Comune; b. Il Piano di Gestione del SIC in oggetto dovrà essere recepito, entro dieci anni, dal Piano Urbanistico Comunale di Serrenti; gli obiettivi risultano, comunque, coerenti con il PUC vigente e le azioni non prevedono modifiche agli indirizzi urbanistici attuali né modifiche all’uso del territorio; c. Secondo quanto previsto dal DPR 357/1997 e s.m.i. i Piani di Gestione dei SIC sono finalizzati all’individuazione delle misure di conservazione necessarie per garantire il “mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione 20 soddisfacente, dei tipi di habitat naturali e degli habitat delle specie”. Pertanto tali piani contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo più generale di conservazione della biodiversità e di mantenimento dei servizi ecosistemici nell’Unione Europea, ripreso anche dalla “Strategia europea per la Biodiversità verso il 2020”; d. Non sono stati riscontrati particolari problemi ambientali correlati al Piano; le minacce di degrado degli habitat e specie di interesse comunitario presenti nel sito possono essere così sintetizzate: - elevato carico di bestiame - incendi non controllati; - fenomeni localizzati di degradazione del suolo dovuta ad erosione idrica incanalata o a compattazione data dall’eccessivo calpestio; - disturbo antropico. e. La predisposizione dei Piani di Gestione deriva dall’attuazione della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, cosiddetta direttiva “Habitat”. All’art. 6, comma 1 i Piani di Gestione sono, infatti, ricompresi tra le misure di conservazione che devono essere adottate “per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state designate”. 2. Caratteristiche degli impatti e delle aree che possono essere interessate: a. Come illustrato sinteticamente nella tabella 9, l’attuazione di tutte le nuove azioni di Piano determina impatti positivi sulle diverse componenti ambientali; si possono prevedere, tuttavia, possibili effetti negativi esclusivamente durante la realizzazione degli interventi IA10 (Riqualificazione ambientale dei corsi d’acqua) e IA11 (Valorizzazione naturalistica delle colline). Tali impatti, limitati alla sola fase di cantiere, saranno di lieve entità e breve durata, e totalmente reversibili; per mitigare tali effetti verranno adottate idonee misure da definirsi durante la stesura dell’aggiornamento del Piano, quando gli interventi saranno pianificati in maniera più dettagliata; b. per quanto riguarda l’eventuale cumulabilità degli effetti, non si rilevano possibili impatti cumulativi rispetto alle azioni già previste nel Piano vigente; c. non si prevedono impatti di natura transfrontaliera che possano essere generati dall’attuazione del Piano; d. sono esclusi rischi per la salute umane; e. l’attuazione delle nuove misure del Piano comporterà degli effetti su dei ristretti ambiti all’interno del SIC. In particolare potranno essere interessate le aree attraversate dai corsi d’acqua, i tracciati di sentieri esistenti, e le aree interessate dall’attività agricola estensiva e dall’attività di pascolo; f. non è stata riscontrata una particolare vulnerabilità dell’area interessata dal Piano in riferimento a caratteristiche naturali o culturali specifiche, né a causa del superamento dei livelli di qualità ambientale o di un utilizzo intensivo del suolo. 21 Sulla base di quanto riportato nei paragrafi precedenti, considerato che: - nell’aggiornamento del Piano non verranno apportate modifiche agli obiettivi e alle strategie già individuate nel Piano vigente; - l’aggiornamento del Piano vigente risulta coerente con la pianificazione sovraordinata; - la realizzazione degli interventi previsti determinerà effetti positivi sui livelli di qualità ambientale del SIC, ad eccezione di disturbi temporanei e pienamente reversibili alle componenti biotiche e abiotiche che potrebbero verificarsi durante la fase di esecuzione di alcuni interventi, per i quali verranno adottate idonee misure di mitigazione da definirsi durante la stesura del Piano; si ritiene che l’aggiornamento del Piano non comporti modifiche sostanziali ai fini di un eventuale assoggettamento alla VAS. 22