RAPPORTO PRELIMINARE
per la verifica di assoggettabilità a VAS
dell’aggiornamento del Piano di Gestione
del SIC “Monte Mannu - Monte Ladu”
(cod. ITB 042234)
1
INDICE
PREMESSA ................................................................................................................................................... 2
1 LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ ALLA VAS.............................................................................. 3
2
CONTENUTI DEL PIANO DI GESTIONE .............................................................................................. 4
2.1 INQUADRAMENTO ...................................................................................................................... 4
2.1.1
Scheda Natura 2000 ............................................................................................................... 5
2.2 RISULTATI DELLO STUDIO GENERALE E SINTESI DELLE CRITICITÀ .................................. 9
3
4
2.3
OBIETTIVI DEL PIANO DI GESTIONE ...................................................................................... 12
2.4
2.5
INTERVENTI PREVISTI NEL PIANO DI GESTIONE VIGENTE ................................................ 14
INTERVENTI PREVISTI NELL’AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI GESTIONE ..................... 16
VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI .......................................................................................................... 18
CRITERI PER LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ DI PIANI E PROGRAMMI ........................... 20
INDICE DELLE TABELLE
Tabella 1. Habitat e specie di interesse comunitario presenti nel SIC ......................................................... 5
Tabella 2 Aggiornamento scheda habitat proposta nel Piano vigente ......................................................... 6
Tabella 3. Aggiornamento scheda specie endemiche proposta nel Piano vigente...................................... 7
Tabella 4. Specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE ...................................................................................... 8
Tabella 5. Fattori di pressione sugli habitat ................................................................................................ 10
Tabella 6 Fattori di pressione sulle specie endemiche .............................................................................. 10
Tabella 7 Fattori di pressione sulle specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE .............................................. 12
Tabella 8. Interventi previsti nell’aggiornamento del Piano di Gestione .................................................... 17
Tabella 9. Impatti determinati dall’attuazione delle nuove azioni di Piano sulle componenti ambientali ... 20
1
PREMESSA
Il presente rapporto preliminare è stato redatto ai sensi degli artt. 6 e 7 dell’Allegato C alla
D.G.R. n. 34/33 del 7.08.2012, al fine di attivare la procedura di verifica di assoggettabilità alla
valutazione ambientale strategica dell’aggiornamento del Piano di Gestione del SIC Monti
Mannu – Monti Ladu (cod. ITB042234).
Il presente documento è stato sviluppato secondo i criteri contenuti nell’Allegato C1 di cui alla
DGR n. 34/33 del 7 agosto 2012, e si articola secondo i seguenti punti:
1. la procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS;
2. descrizione del Piano di Gestione vigente e dell’aggiornamento;
3. analisi delle caratteristiche degli impatti e delle aree che possono essere interessate
dall’attuazione dell’aggiornamento del Piano.
Il Piano di Gestione del SIC “Monte Mannu – Monte Ladu (colline di Monte Mannu e Monte
Ladu)” cod. ITB042234, è lo strumento gestionale del sito Natura 2000 e ha come finalità quella
di garantire la presenza in condizioni ottimali degli habitat e delle specie che hanno determinato
la proposizione del sito, mettendo in atto strategie di tutela e gestione che lo consentano pur in
presenza di attività umane.
Il Piano è mirato ad individuare misure di conservazione e tipologie di interventi ammissibili,
previa valutazione dello status degli habitat e delle specie di interesse comunitario e delle
relative criticità.
Gli habitat e le specie cui è rivolto questo tipo di tutela sono elencati rispettivamente
nell’Allegato II della Direttive 92/43/CEE e nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE.
I Piani di Gestione, insieme agli altri strumenti di governo del territorio, contribuiscono alla
pianificazione per garantire la tutela e la valorizzazione dei sistemi ambientali.
Nel caso in esame si tratta di un aggiornamento del Piano di Gestione, approvato dapprima dal
Comune di Serrenti con delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 26.04.2007 e
successivamente dalla Regione Sardegna – Assessorato dell’Ambiente con Decreto
Assessorato Ambiente n. 24 del 28/02/2008, pubblicato nel BURAS n.21 del 28.06.2008.
Nel decreto venivano indicate le seguenti prescrizioni ed indirizzi specifici:
IA4 Adeguamento della viabilità rurale interna al SIC
L’intervento di ripristino della fascia tagliafuoco è consentito solo per la parte inerente lo
sfalcio e la ripulitura dalla vegetazione infestante nella fascia esistente.
Non è giustificato il completamento anulare della fascia tagliafuoco e la sua
trasformazione in viabilità, vista l’esistenza di una strada sul versante ovest e in
considerazione del fatto che la realizzazione di un tratto ex novo di fascia tagliafuoco
comporterebbe l’eliminazione di parte delle formazioni di Ampelodesmos mauritanicus
(Poir.), tipiche dell’habitat di interesse comunitario “Arbusteti termo-mediterranei e predesertici” 5330.
IA6 Realizzazione di infrastrutture per la fruizione naturalistica
2
La parte di intervento riguardante la sistemazione e recupero del sentiero non è
realizzabile in quanto comporterebbe una riduzione dell’habitat di interesse comunitario
“Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici” 5330.
1
LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ ALLA VAS
La verifica di assoggettabilità di un piano alla valutazione ambientale strategica è il
procedimento che deve essere attivato allo scopo di valutare se il piano, o un suo
aggiornamento, possono avere effetti significativi sull'ambiente e se, tenuto conto del diverso
livello di sensibilità delle aree interessate, devono essere sottoposti alla procedura di
valutazione ambientale strategica.
Devono essere sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità alla VAS:
- i piani e i programmi ricadenti nel campo di applicazione della procedura di VAS, che
determinano l'uso di piccole aree a livello locale;
- le modifiche minori a piani e programmi già approvati e ricadenti nel campo di
applicazione della procedura di VAS;
- i piani e i programmi diversi che definiscono il quadro di riferimento per l’autorizzazione
dei progetti.
Il procedimento di verifica di assoggettabilità può essere schematizzato nelle seguenti fasi:
a) attivazione del procedimento;
b) individuazione dei soggetti interessati e definizione delle modalità di informazione,
comunicazione e discussione dei contenuti del rapporto preliminare;
c) messa a disposizione del rapporto preliminare;
d) convocazione della riunione con i soggetti competenti in materia ambientale;
e) emissione del provvedimento di verifica di assoggettabilità a VAS;
f) informazione circa la decisione di assoggettare o meno il piano o programma alla
procedura di VAS.
In generale, il Piano di Gestione di un Sito Natura 2000 rientra tra i Piani e Programmi soggetti
al processo di Valutazione Ambientale Strategica così come previsto dalla Direttiva 2001/42/CE
(art.3) e dalla DGR n. 34/33 del 7 agosto 2012 (art.8).
Il PdG, per sua natura, rappresenta uno strumento di tutela che non rimanda a pressioni o
impatti negativi sull’ambiente. La sua attuazione è sostanzialmente rivolta alla tutela e gestione
dell’ambiente naturale in particolare degli habitat e delle specie di interesse comunitario tutelati
ai sensi delle Direttive Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE).
La procedura di Valutazione Ambientale Strategica, dal momento che la dimensione ambientale
è connaturata al piano stesso, assume pertanto significatività soprattutto per quanto riguarda
l’aspetto di partecipazione di tutti i soggetti interessati nel processo di costruzione del Piano.
3
Il presente documento è oggetto di consultazione finalizzata a acquisire gli elementi informativi
e le valutazioni dell’ARPA e degli altri soggetti competenti in materia ambientale coinvolti nel
procedimento.
2
CONTENUTI DEL PIANO DI GESTIONE
L’aggiornamento del Piano di Gestione seguirà le indicazioni contenute nelle “Linee Guida per
la redazione dei Piani di gestione dei SIC e ZPS” redatte dal Servizio Tutela della Natura
dell’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente e si articolerà nelle due fasi:

Studio generale contenente una caratterizzazione del sito e delle relative valenze
naturalistiche, dei fattori di pressione e degli impatti;

Quadro di gestione nel quale verranno definiti gli obiettivi, le strategie e individuate le
azioni del piano.
Considerato che attualmente lo Studio Generale risulta in fase di aggiornamento, per quanto
riguarda la caratterizzazione del sito e dei fattori di pressione si riportano i dati contenuti nel
Piano di Gestione vigente.
2.1
INQUADRAMENTO
Il SIC “Monte Mannu – Monte Ladu (colline di Monte Mannu e Monte Ladu)”, si colloca
totalmente all’interno dell’area comunale di Serrenti, in una zona collinare al limite Est della
Pianura del Campidano. Si tratta dei primi rilievi collinari a diretto contatto con il Campidano
Medio nel suo margine Est, in collegamento con la Trexenta, una regione collinare della
Sardegna centro-meridionale.
Pur non trovandosi nella zona del Campidano, il territorio è coperto prevalentemente da aree
agricole coltivate in prevalenza a grano duro oltre che interessate dalla presenza della vite e
dell’olivo.
La zona di appartenenza del SIC corrisponde ad un’area di transizione tra il Campidano Medio
e la zona sud-occidentale della Trexenta: si tratta di una zona pianeggiante abbastanza
omogenea interessata da rilievi collinari che non superano i 300 m s.l.m. prima di lasciare
spazio alla vera e propria Pianura del Campidano.
Dal punto di vista geologico e geomorfologico il SIC è compreso in parte nella piana del
Campidano, con le sue caratteristiche alluvionali e le successive bonifiche che portarono al
prosciugamento degli stagni di Serrenti e Sanluri e alla formazione di nuovi ambienti denominati
“pauli”; in parte nelle formazioni laviche (nord est) e andesitiche (nord ovest)- nord est la
formazione denominata “trachiti di Serrenti” a cui è associata parte dell’economia del paese. A
Sud del SIC troviamo rocce sedimentarie.
Dal punto di vista pedologico distinguiamo suoli su roccia acida, di piccolo spessore, occupati
da boschi, pinete, colture olivicole e viticole, attività estrattiva, suoli su roccia sedimentaria
4
occupati solo da gariga, formazioni erbacee e boschive (di difficile lavorazione per via della
presenza di roccia e calcare).
L’idrografia è scarsa per la bassa permeabilità delle litologie summenzionate.
2.1.1 Scheda Natura 2000
Il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Monte Mannu – Monte Ladu (colline di Monte Mannu e
Monte Ladu)” è univocamente determinato dal Codice Natura 2000 di identificazione del sito
ITB042234, così come indicato dal Decreto Ministeriale del 3 aprile 2000, ai sensi della Direttiva
Habitat dell’Unione Europea (92/43/CEE) e della Direttiva Uccelli (79/409/CEE). Il SIC si
estende su 199 ettari, interessando il territorio del comune di Serrenti, in provincia di MedioCampidano, ricadente nella ex provincia di Cagliari; si trova ad una altezza compresa tra i 155
m ed i 307 m s.l.m., all’interno della Regione Bio-Geografica Mediterranea alle coordinate
geografiche 08°58’52’’ Est e 39°31’10’’ Nord. La sua proposizione come Sito di Interesse
Comunitario è dovuta alla presenza degli habitat (tabelle 1 e 2) e delle specie (tabelle 3 e 4) di
interesse comunitario. L’asterisco segnala gli habitat di interesse prioritario, per la definizione
degli indicatori si rimanda al Piano di Gestione vigente.
Codice
Habitat
Nome Habitat
Copertura
% nel sito
Rappresentatività
Superficie
relativa
Grado di
conservazione
Valutazione
globale
6220*
Percorsi
substeppici
di graminacee e
piante annue dei
Thero Brachypodietea
90
A
B
A
A
5330
Arbusteti
termomediterran
ei
e predesertici
10
B
C
B
B
Tabella 1. Habitat e specie di interesse comunitario presenti nel SIC
Per completezza informativa si riportano di seguito le tabelle contenute nella proposta di
aggiornamento della scheda Natura 2000, come indicata nel Pdg vigente.
I dati sono relativi alle informazioni sulla copertura relativa di ciascun habitat di interesse
comunitario, e alla presenza eventuale di altri habitat e specie che vanno ad aggiornare la
corrispondente Scheda Natura 2000.
5
Codice
Habitat
Nome Habitat
Copertura
% nel sito
Rappresentatività
Superficie
relativa
Grado
di
conservazione
Valutazione
globale
5330
Arbusteti
40
B
C
B
B
18
A
B
A
A
1
B
C
B
B
termomediterranei
e predesertici
6220
Percorsi
substeppici
graminacee
di
e
piante annue dei
TheroBrachypodietea
92D0
Gallerie e forteti
ripari meridionali
(NerioTamaricetea
e
Securegion
tinctoriae)
Tabella 2 Aggiornamento scheda habitat proposta nel Piano vigente
Le variazioni rispetto a quanto riportato nella scheda Natura 2000 (tabella 1) riguardano sia la
percentuale di copertura degli habitat che l’introduzione di un nuovo habitat, nonostante sia
scarsamente rappresentato nel sito.
Relativamente alle percentuali di copertura dei due habitat precedentemente indicati nella
scheda Natura 2000, la proposta di aggiornamento ha evidenziato una incongruenza con la loro
reale estensione nel sito. Infatti l’habitat “Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici” (cod.
5330) presenta una percentuale di copertura notevolmente superiore al 10 %, dato riportato
nella scheda Natura 2000; infatti comprende le formazioni caratterizzate da Ampelodesmos
mauritanicus (Poir.) T. Durand et Schinz che presentano una copertura decisamente superiore,
valutata intorno al 40%.
Risulta imprecisa anche la percentuale del 90% riportata per l’habitat “Percorsi substeppici di
graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea” (cod. 6220*) la quale invece presenta
una copertura di circa il 18% del territorio del SIC. Il totale della percentuale per i due habitat
presenti nel SIC, del 100%, in ogni caso è troppo elevata in quanto nel sito sono presenti
tipologie vegetazionali diverse da quelle comprese negli habitat. A queste si devono sommare
le superfici occupate dai rimboschimenti, dai rocciai e dai seminativi, le quali nell’insieme hanno
una percentuale di copertura rilevante.
Agli habitat confermati (5330, 6220), per i quali è stata ridefinita la copertura percentuale, è
stato inserito l’habitat non prioritario “Gallerie e forteti ripari meridionali (Nerio-Tamaricetea e
Securegion tinctoriae)” (cod. 92D0) il quale è stato rilevato lungo il Riu de S’Alluminu che scorre
lungo il confine nel settore più settentrionale del sito. Si tratta di una formazione a galleria che
6
solo in alcuni tratti si presenta ben strutturata, con individui di dimensioni comprese tra i 2 e 3
metri di altezza.
Per quanto riguarda le specie botaniche, nello Studio del PdG vignte vengono menzionate
alcune specie endemiche per le quali viene proposto l’inserimento nel campo 3.3 della Scheda
Natura 2000 “Altre specie importanti di Flora e Fauna” come riportato nella tabella che segue.
Nome specie e famiglia
Forma biologica
Corologia
Presenza
Arum pictum
(Araceae)
Geofita
rizomatosa
Endemica delle isole
del
Mediterraneo
RARA
L.
fil.
occidentale: Sardegna,
Corsica,
Majorca
isole
di
e Minorca
(Isole Baleari) e Isola di
Montecristo (Arcipelago
toscano)
Euphorbia pithyusa L.
ssp. cupanii (Guss.)
A.R.
(Euphorbiaceae)
Genista
Geofita
rizomatosa
Sm.
corsica
(Loisel.)
(Fabaceae)
della
Corsica e
SPORADICA
Sicilia
Nanofanerofita
DC.
Helichrysum
Endemica
Sardegna,
Endemica
Sardegna
Corsica
Camefita suffruticosa
microphyllum
Willd.
ssp.
tyrrhenicum
Endemica
della
e
RARA
della
della
Sardegna, Corsica
Isole Baleari
COMUNE
e
Bacch., Brullo et Giusso
(Asteraceae)
Stachys
glutinosa
L.
Camefita/nanofanerofita
(Lamiacaea)
Endemica
della
COMUNE
Sardegna, Corsica e
l’isola
di
Capraia
(Arcipelago Toscano)
Comune
Teucrium
marum L. (Lamiaceae)
Teucrium marum
(Lamiaceae)
L.
Camefita suffruticosa
Endemica
della
Sardegna, Corsica,
COMUNE
Isole
Baleari,
Arcipelago toscano e
Isole Hyerès
Tabella 3. Aggiornamento scheda specie endemiche proposta nel Piano vigente
Anche per le specie faunistiche, lo Studio riporta degli aggiornamenti da apportare alla Scheda
Natura 2000, in particolar modo per quanto riguarda 5 specie ornitiche di interesse comunitario,
7
elencate nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE, ed esattamente il Falco di palude, l’Albanella
reale, la Pernice sarda, l’Occhione, la Tottavilla.
Per quanto riguarda le specie delle altre classi (Amphibia, Reptilia, Mammalia), lo Studio
evidenzia la presenza di specie elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE, quindi
propriamente di interesse comunitario: inoltre vi è la presenza, all’interno del SIC di altre specie,
elencate nell’Allegato IV della Direttiva 92/43/CEE (specie animali e vegetali che richiedono una
protezione rigorosa).
La tabella seguente riporta quanto sopra descritto.
COD
DENOMINAZIONE
STATO
POPOLAZIONE
ISOLAMENTO
GLOBALE
B
NS
C
C
B
NS
C
C
CONSERVAZIONE
A081
Circus
aeruginosus –
Falco di palude
A082
Circus cyaneus Albanella reale
A111
Alectoris barbara Pernice sarda
C
NS
C
C
A133
Burhinus
C
NS
C
B
oedicnemus –
Occhione
A246
Lullula arborea –
Tottavilla
C
NS
C
C
n.d.
Podarcis sicula
B
NS
C
C
B
NS
C
C
B
NS
C
C
B
NS
C
C
B
NS
C
C
(Rafinesque,
1810) - Lucertola
campestre
n.d.
Podarcis tiliguerta
(Gmelin, 1789) Lucertola tirrenica
n.d.
Chalcides
ocellatus tiligugu
(Gmelin,1789) Gongilo sardo
n.d.
Bufo viridis
(Laurenti, 1768) Rospo smeraldino
n.d.
Hyla sarda (De
Betta, 1853) Raganella sarda
Tabella 4. Specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE
8
Considerando il SIC “Monte Mannu – Monte Ladu” disgiuntamente dagli altri siti vicini, la sua
vulnerabilità aumenta; inquadrandolo, invece, in un’ottica di rete ecologica si evidenziano i
possibili legami e nuovi corridoi ecologici che rafforzano la sua presenza sul territorio.
In particolare esso ha uno stretto legame con il SIC “Monte San Mauro” (cod. ITB042237)
situato a circa 10 Km a Nord-Est di Serrenti, anch’esso interessato dalla presenza degli stessi
habitat a Praterie terofitiche e macchia mediterranea.
Il SIC è caratterizzato anche da caratteristiche morfologico-strutturali che ne determinano
l’elevato valore paesaggistico. Morbidi rilievi collinari privi di vegetazione arborea e solo in
minima parte ricoperti di macchia caratterizzano il paesaggio in questo lembo di territorio,
transizione tra le pianure del Campidano e le colline della Trexenta.
La zona ove si trova oggi Serrenti era abitata anche in tempi remoti, come dimostrano i ruderi
dei nuraghi di Gutturrosa, Sa Conca Manna, Monti Crabu. Il territorio è interessato dalla
presenza di queste antiche testimonianze e ad oggi sono stati individuati una quindicina di
nuraghi, anche sui rilievi collinari. All’interno del SIC sono presenti due aree archeologiche
tutelate da fasce di rispetto ma non fruibili.
Nell’area di Serrenti si sono succedute nel tempo diverse attività estrattive, in particolar modo di
minerali argillosi (caolini) e di materiali lapidei piroclastiti (trachiti di Serrenti).
Oggi l’estrazione dei minerali argillosi è cessata per motivi vari tra i quali la scarsa convenienza
dell’attività estrattiva di fronte alla competitività dei mercati. Le cave erano presenti nella zona
più a Nord del territorio comunale, al confine con quello di Furtei, quindi a ridosso del SIC.
L’attività estrattiva della “trachite di Serrenti” continua ancora oggi: le trachiti rappresentano un
materiale utilizzato nella costruzione di edifici con buone caratteristiche estetiche e di resistenza
meccanica.
2.2
RISULTATI DELLO STUDIO GENERALE E SINTESI DELLE CRITICITÀ
Lo Studio Generale, attualmente in fase di aggiornamento, porterà all’individuazione dei
principali effetti di impatto che incidono sullo stato di conservazione degli habitat e delle specie
del SIC in oggetto; sulla base di tali risultanze verrà elaborata la strategia di gestione del Piano.
In questa fase, considerato che le caratterizzazioni sono in fase di aggiornamento, sono stati
confermati i risultati dell’anali di contesto effettuata per la redazione del Piano vigente.
Di seguito vengono rappresentati sinteticamente i fattori di pressione e le minacce ovvero le
modalità con cui i fattori di pressione possono determinare un disturbo per gli habitat e le
specie.
9
COD
DENOMINAZIONE
5330
Arbusteti termomediterranei e predesertici
6220
Percorsi substeppici
di graminacee e
piante annue dei
TheroBrachypodietea
STATO
CONSERVAZIONE
BUONO
OTTIMO
FATTORE DI
PRESSIONE
MINACCIA
Coltivazioni
Pascolo
Allevamento di
animali
Alimentazione degli
animali
Incendi
Cave
Attività all’aria aperta
Svaghi e attività
turistiche
Sentieri
Coltivazioni
Pascolo
Allevamento di
animali
Alimentazione degli
animali
Incendi
Cave
Attività all’aria aperta
Svaghi e attività
turistiche
Sentieri
Perturbazione
Frammentazione
Riduzione
Scomparsa
Perturbazione
Frammentazione
Riduzione
Scomparsa
Tabella 5. Fattori di pressione sugli habitat
COD
DENOMINAZIONE
STATO
CONSERVAZIONE
FATTORE DI
PRESSIONE
MINACCIA
Arum pictum L. fil.
(Araceae)
RARA
Alterazioni
dell’habitat
Pesticidi
Scomparsa/riduzione
della cenosi
Euphorbia pithyusa
L. ssp. cupanii
(Guss.) A.R. Sm.
(Euphorbiaceae)
SPORADICA
Alterazioni
dell’habitat
Pesticidi
Scomparsa/riduzione
della cenosi
Genista corsica
(Loisel.) DC.
RARA
Alterazioni
dell’habitat
Scomparsa/riduzione
della cenosi
(Fabaceae)
Pesticidi
Helichrysum
microphyllum Willd.
ssp. tyrrhenicum
Bacch., Brullo et
Giusso
(Asteraceae)
COMUNE
Alterazioni
dell’habitat
Pesticidi
Scomparsa/riduzione
della cenosi
Stachys glutinosa
L. (Lamiacaea)
COMUNE
Alterazioni
dell’habitat
Pesticidi
Scomparsa/riduzione
della cenosi
Teucrium marum L.
(Lamiaceae)
COMUNE
Alterazioni
dell’habitat
Pesticidi
Scomparsa/riduzione
della cenosi
Tabella 6 Fattori di pressione sulle specie endemiche
10
COD
DENOMINAZIONE
STATO
CONSERVAZIONE
A081
Circus aeruginosus
–Falco di palude
B
A082
Circus cyaneus -
B
Albanella reale
A111
A133
A246
n.d.
Alectoris barbara Pernice sarda
Burhinus
oedicnemus
Occhione
C
C
–
Lullula arborea –
Tottavilla
Podarcis sicula
(Rafinesque, 1810)
- Lucertola
C
B
campestre
n.d.
Podarcis tiliguerta
(Gmelin, 1789) Lucertola tirrenica
FATTORE DI
PRESSIONE
MINACCIA
Alterazioni dell’habitat
(inquinamento,
Perturbazione
della specie
bracconaggio,
asporto vegetazione)
pesticidi
Riduzione del
popolamento
Alterazioni dell’habitat
(inquinamento,
bracconaggio,
asporto vegetazione)
pesticidi
Perturbazione
della specie
Alterazioni dell’habitat
(inquinamento,
bracconaggio,
asporto vegetazione)
pesticidi
Perturbazione
della specie
Alterazioni dell’habitat
(inquinamento,
bracconaggio,
asporto vegetazione)
pesticidi
Perturbazione
della specie
Alterazioni dell’habitat
(inquinamento,
bracconaggio,
asporto vegetazione)
pesticidi
Perturbazione
della specie
Intensificarsi
delle
moderne
pratiche
agricole
e
Perturbazione
della specie
dell'urbanizzazione,
con la conseguente
perdita
di
siti
riproduttivi potenziali
B
Intensificarsi
delle
moderne
pratiche
agricole
e
dell'urbanizzazione,
Riduzione del
popolamento
Riduzione del
popolamento
Riduzione del
popolamento
Riduzione del
popolamento
Riduzione del
popolamento
Perturbazione
della specie
Riduzione del
popolamento
con la conseguente
perdita
di
siti
riproduttivi potenziali
n.d.
Chalcides ocellatus
tiligugu
(Gmelin,1789)
Gongilo sardo
B
Intensificarsi
delle
moderne
pratiche
agricole
e
dell'urbanizzazione,
Perturbazione
della specie
Riduzione del
popolamento
con la conseguente
perdita
di
siti
riproduttivi potenziali
11
n.d.
Bufo
viridis
(Laurenti, 1768) Rospo smeraldino
B
Hyla sarda (De
Betta, 1853) Raganella sarda
B
Intensificarsi
delle
moderne
pratiche
agricole
e
dell'urbanizzazione,
con la conseguente
perdita
di
siti
Perturbazione
della specie
Riduzione del
popolamento
riproduttivi potenziali
n.d.
Intensificarsi
delle
moderne
pratiche
agricole
e
dell'urbanizzazione,
con la conseguente
perdita
di
siti
Perturbazione
della specie
Riduzione del
popolamento
riproduttivi potenziali
Tabella 7 Fattori di pressione sulle specie Allegati I, II e IV Dir. 92/43/CEE
2.3
OBIETTIVI DEL PIANO DI GESTIONE
L’obiettivo generale del Piano di Gestione in oggetto è quello di assicurare la conservazione
degli habitat e delle specie vegetali e animali presenti, prioritari e non, a livello comunitario ai
sensi della Direttiva Habitat (92/43/CEE).
In particolare, saranno oggetto di tutela e conservazione gli habitat e le specie vegetali ed
animali elencate dall’Allegato I e II della Direttiva 92/43/CEE, e dall’Allegato I della Direttiva
79/409/CEE per quanto riguarda le specie ornitiche.
A tal fine è importante garantire, con opportuni interventi di gestione, il mantenimento e/o il
ripristino degli equilibri ecologici che caratterizzano gli habitat e che sottendono alla loro
conservazione.
Il raggiungimento di tale obiettivo di conservazione rende necessario in particolare conciliare le
attività umane che influiscono direttamente e indirettamente sullo status di specie e habitat
presenti nel SIC con la loro conservazione.
Proprio in un’ottica di riassetto delle attività umane presenti nel SIC per garantire la tutela delle
biodiversità, il Piano di Gestione delinea strategie e propone interventi volti a promuovere
attività economiche eco-compatibili, correlate con la gestione sostenibile dell’ambiente naturale
e delle sue risorse, a beneficio dello sviluppo economico del territorio interessato.
L’identificazione degli interventi necessari all’attuazione del Piano ha quindi perseguito la
mitigazione dei fattori che attualmente ostano al mantenimento della biodiversità nelle sue
condizioni ottimali, nonché provocano minacce potenziali per le specie e per gli habitat.
Per ottenere questo risultato si è perseguita una gestione ecologicamente, socialmente ed
economicamente sostenibile delle attività umane, sia all’interno dei SIC, fissando opportuni
vincoli alle stesse, sia nelle aree limitrofe, individuando auspicabili linee di indirizzo per le
diverse categorie d’uso del territorio, da attuarsi evidentemente a cura degli enti territoriali
preposti, compatibilmente con gli strumenti della pianificazione vigenti.
12
Obiettivi di sostenibilità ecologica
Una corretta gestione del SIC richiede la definizione e l’attuazione di misure di tutela
appropriate, mirate:
– al mantenimento e alla conservazione della biodiversità;
– all’utilizzazione sostenibile delle sue componenti;
– alla riduzione delle cause di degrado e declino delle specie e degli habitat.
La salvaguardia delle risorse e dell’integrità ecologica all’interno del SIC implica la necessità di :
– mantenere e migliorare il livello di biodiversità degli habitat e delle specie di interesse
comunitario, prioritari e non, per i quali il sito è stato designato;
– mantenere e/o ripristinare gli equilibri biologici alla base dei processi naturali(ecologici
ed evolutivi);
– ridurre le cause di declino delle specie rare o minacciate ed i fattori che possono
causare la perdita o la frammentazione degli habitat all’interno del sito e nelle zone
adiacenti;
– tenere sotto controllo ed eventualmente limitare le attività che incidono sull’integrità
ecologica dell’ecosistema;
– armonizzare i piani e i progetti previsti per il territorio in esame;
– individuare e attivare i processi necessari per promuovere lo sviluppo di attività
economiche eco-compatibili con gli obiettivi di conservazione dell’area;
– attivare meccanismi politico-amministrativi in grado di garantire una gestione attiva ed
omogenea del SIC.
Come esposto di seguito, gli obiettivi operativi di sostenibilità ecologica riguardano
(direttamente o indirettamente) aspetti socio-economici o comunque legati alle attività
umane.
E’ per questo che, per la redazione del Piano di Gestione, è stato necessario fissare anche
degli obiettivi di sostenibilità socio-economica funzionali al raggiungimento degli obiettivi di
sostenibilità ecologica.
Obiettivi di sostenibilità socio-economica
Il SIC in oggetto è costituito da un tessuto socio-economico composto da differenti elementi che
ne possono influenzare la gestione. Da un lato, tali elementi hanno comuni esigenze di sviluppo
in relazione alla gestione del sito, come ad esempio il miglioramento della dotazione di
infrastrutture per i visitatori (i sentieri presenti sono poco segnalati, sprovvisti di segnaletica e
pannellistica didattica) o la riqualificazione degli accumuli di rifiuti presenti nel territorio.
Dall’altro, le differenze e le peculiarità del territorio impongono soluzioni specifiche per il tessuto
socio-economico, in particolare per la valorizzazione o la riqualificazione delle strutture ricettive
o di gestione naturalistica (in parte esistenti in parte da creare ex novo), oppure per la
regolamentazione dell’accesso e della fruizione nel SIC in relazione alle aree a maggiore
valenza naturalistica. Infatti il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità (sia ambientale che
socio-economica) richiederà di regolamentare ed orientare la fruizione delle aree più sensibili e
vulnerabili, attraverso una maggiore tutela; a compensazione di ciò, sarà resa possibile la
13
fruizione di aree più idonee ed a minore sensibilità ambientale, utilizzo che sarà migliorato e
reso più godibile attraverso una serie di specifici interventi.
In queste aree dedicate al pubblico, al fine di ridurre il danno agli ecosistemi, le attività
antropiche verranno indirizzate verso l’uso di infrastrutture a minor impatto in grado anche di
qualificare, anche in termini economici, la fruizione. Contemporaneamente, sarà necessario
migliorare lo stato di conservazione degli habitat di Interesse Comunitario attraverso la loro
protezione dall’impatto antropico ed attraverso interventi di monitoraggio e recupero.
Nel Piano sono stati individuati i seguenti obiettivi di sostenibilità socio-economica a brevemedio termine:
– Introdurre misure e forme di controllo e manutenzione all’interno del SIC;
– Informazione, sensibilizzazione e orientamento della fruizione, al fine di limitare i
comportamenti e attività economiche dannose;
– Miglioramento dell’accesso e della fruizione del sito, al fine di indirizzare la
frequentazione del SIC e delle aree naturalistiche più interessanti compatibilmente con
le esigenze di conservazione.
Gli obiettivi specifici che si vogliono raggiungere nel lungo termine con il Piano di Gestione sono
finalizzati a:
– Adeguamento degli strumenti di programmazione e pianificazione comunali alle
esigenze di tutela degli habitat: recepimento del Piano di Gestione da parte del Comune
di Serrenti negli strumenti urbanistici e negli strumenti attuativi;
– Raggiungimento di una adeguata consapevolezza del valore ecologico dei siti e delle
loro esigenze di conservazione da parte della popolazione locale;
– Promozione di attività economiche sostenibili ed eco-compatibili, anche nel territorio
circostante i siti.
2.4
INTERVENTI PREVISTI NEL PIANO DI GESTIONE VIGENTE
Il Piano di Gestione vigente ha individuato gli interventi finalizzati alla riduzione delle criticità
riscontrate sulla base dell’analisi di contesto; tali interventi sono suddivisi nelle diverse tipologie:
- interventi attivi (IA);
- monitoraggio e ricerca (MR);
- educazione ed informazione (PD).
Interventi attivi (IA)
Gli interventi attivi consistono in azioni concrete di tutela per la conservazione, il ripristino e la
valorizzazione delle componenti ambientali e sono di seguito elencati:
IA1. Interventi di ripristino ambientale
IA2. Misure di integrazione al piano antincendio
IA3. Bonifica delle discariche abusive
IA4. Adeguamento viabilità rurale interna al SIC
14
IA5.
IA6.
IA7.
IA8.
IA9.
Adeguamento dell’edificio di Monte Mannu
Infrastrutture fruizione naturalistica
Formazione personale gestore
Controllo e manutenzione
Ripristino sorgenti
Monitoraggio e ricerca (MR)
I programmi di monitoraggio e ricerca prevedono l’approfondimento delle attuali conoscenze su
habitat e specie comunitari e la verifica dell’efficacia delle azioni proposte dal Piano di gestione.
Importante da questo punto di vista è lo studio sulla capacità di pascolo nel SIC e nei terreni
limitrofi, che sarà capace di regolamentare l’attività, ed eventualmente incentivarla nelle aree
meno sensibili.
MR1. Monitoraggio habitat interesse comunitario
MR2. Monitoraggio specie vegetali di maggior interesse conservazionistico
MR3. Monitoraggio specie ornitiche di maggior interesse conservazionistico
MR4. Studio capacità di carico del pascolo
Educazione ed informazione (PD)
I programmi didattici consistono nella diffusione di conoscenze e di modelli di comportamenti
sostenibili che mirano alla tutela dei valori del SIC/ZPS attraverso il coinvolgimento delle
popolazioni locali.
Nel Piano vigente sono state previste alcune azioni di informazione, sensibilizzazione,
coinvolgimento della popolazione locale, degli operatori economici e dei visitatori:
PD1.
PD2.
PD3.
PD4.
Segnaletica e cartellonistica naturalistica
Materiale informativo turisti
Campagna di comunicazione
Realizzazione sito web
Una parte degli interventi previsti nel Piano vigente sono stati finanziati con le seguenti linee di
attività:
- POR Sardegna 2000/2006, Asse I, Linea di Intervento 1.5.b denominata “Interventi di
tutela, valorizzazione e salvaguardia ambientale”, che ha come finalità la realizzazione
di interventi individuati all’interno degli stessi strumenti di gestione.
- PO FESR 2007/2013, Asse IV, Linea di Intervento 4.2.1.a “Promozione dello sviluppo di
infrastrutture connesse alla valorizzazione e fruizione della biodiversità e degli
investimenti previsti nei Piani di gestione dei siti Natura 2000”.
In particolare con la Linea di Intervento 1.5.b sono state realizzate le opere previste all’interno
del progetto “Lavori di tutela e valorizzazione del SIC Monte Mannu – Monte Ladu”, attualmente
15
in fase di ultimazione, mentre con la Linea di Intervento 4.2.1.a sono state finanziate le azioni
inserite nel progetto esecutivo “Valorizzazione e tutela dell’ambito Monti Mannu - Monti Ladu
mediante l’organizzazione dell’accessibilità e della fruibilità”, per il quale risulta concluso l’iter
progettuale e autorizzativo.
2.5
INTERVENTI PREVISTI NELL’AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI GESTIONE
Sebbene l’analisi conoscitiva sia in fase di aggiornamento, si può presupporre ragionevolmente
che i risultati dell’analisi di contesto allegata al Piano vigente verranno riconfermati; infatti dal
2007 (anno di redazione del Piano) ad oggi non sono intervenute sensibili trasformazioni nel
territorio interessato.
Nell’aggiornamento del Piano di Gestione del SIC, pertanto, non verrà apportata alcuna
modifica relativamente agli obiettivi, e alle strategie individuate nel Piano vigente, ma verranno
proposte alcune nuove azioni compatibili con la tutela del sito, finalizzate alla riduzione delle
criticità riscontrate sulla base dell’analisi di contesto; oltre ad interventi attivi (IA), programmi di
monitoraggio e ricerca (MR) e programmi didattici (PD), già presenti nel Piano vigente, sono
stati proposti anche interventi di regolamentazione (RE) e incentivazione (IN), come di seguito
descritto.
Regolamentazione (RE)
Le regolamentazioni sono azioni di gestione, frutto di scelte programmatiche che suggeriscono
comportamenti e disposizioni che non compromettano lo stato di conservazione degli habitat e
delle specie o ne perseguano il miglioramento.
Gli interventi di regolamentazione previsti sono finalizzati alla riduzione degli impatti delle attività
esistenti sugli habitat e sulle specie del SIC, attraverso la razionalizzazione dell’attività di
pascolo sul territorio.
Incentivazione (IN)
La azioni di incentivazione hanno la finalità di stimolare presso le comunità locali l’utilizzo di
pratiche, procedure o metodologie gestionali che favoriscano il raggiungimento degli obiettivi
del Piano di gestione.
Gli interventi di incentivazione previsti, coerenti con le misure del PSR 2007/2013, sono
finalizzati ad orientare le pratiche agronomiche, ambientali e forestali degli agricoltori e dei
selvicoltori verso la protezione, il mantenimento o il miglioramento del SIC.
Si riporta di seguito una tabella che illustra gli interventi previsti nel Piano di Gestione vigente e
gli interventi che si intende proporre nell’aggiornamento del Piano.
Appare opportuno evidenziare che le azioni IA5 (Adeguamento dell’edificio di Monte Mannu) e
PD2 (Materiale informativo per i turisti) non verranno confermate nell’aggiornamento in quanto
sono già state finanziate e realizzate.
16
Inoltre le azioni IA4 (Adeguamento viabilità rurale interna al SIC) e IA6 (Infrastrutture fruizione
naturalistica) verranno ricalibrate al fine di recepire le prescrizioni contenute nel Decreto
dell’Assessorato Ambiente n. 24 del 28/02/2008, riportate in premessa.
In fase di Confermati Nuovi
realizzazione
IA1
Interventi di ripristino ambientale
X
X
IA2
Misure di integrazione al piano antincendio
X
X
IA3
Bonifica delle discariche abusive
X
X
IA4
Adeguamento viabilità rurale interna al SIC
X
X
IA5
Adeguamento dell’edificio di Monte Mannu
IA6
Infrastrutture fruizione naturalistica
X
X
IA7
Formazione personale gestore
X
IA8
Controllo e manutenzione
X
IA9
Ripristino sorgenti
IA10
Riqualificazione
d’acqua
IA11
Valorizzazione naturalistica delle colline
MR1
Monitoraggio habitat interesse comunitario
X
MR2
Monitoraggio specie vegetali di maggior
interesse conservazionistico
X
MR3
Monitoraggio specie ornitiche di maggior
interesse conservazionistico
X
MR4
Studio capacità di carico del pascolo
X
MR5
Ricerca sulle valenze storico-culturali
PD1
Segnaletica e cartellonistica naturalistica
PD2
Materiale informativo turisti
PD3
Campagna di comunicazione
X
PD4
Realizzazione sito web
X
RE1
Razionalizzazione del pascolo
IN1
Incentivazione
agroambientali
mediante
pagamenti
X
IN2
Incentivazione
silvoambientali
mediante
pagamenti
X
X
ambientale
dei
X
corsi
X
X
X
X
X
X
Tabella 8. Interventi previsti nell’aggiornamento del Piano di Gestione
17
3
VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI
I Piani di gestione dei SIC sono, per definizione, degli strumenti di governo del territorio
finalizzati alla tutela e alla valorizzazione dei sistemi ambientali, pertanto le azioni di un Piano di
gestione sono, di per sé, delle misure adottate per garantire degli impatti positivi sull’ambiente.
Tuttavia, a seguito dell’attuazione delle azioni del Piano di Gestione si possono verificare degli
effetti negativi, diretti o indiretti, sulle componenti ambientali.
Nel presente paragrafo sono stati esaminati gli impatti potenziali determinati dall’attuazione
delle nuove misure di Piano sulle componenti ambientali e sono state individuate le relative
misure di mitigazione.
La tabella 9 riporta per ogni nuova azione:
- le componenti ambientali potenzialmente interessate;
- gli impatti potenziali positivi e negativi sulle diverse componenti ambientali, con
riferimento all’eventuale cumulabilità rispetto alle azioni del Piano vigente;
- l’entità e la reversibilità degli impatti;
- le misure di mitigazione previste, laddove necessario;
- una descrizione sintetica dell’azione prevista.
AZIONE
COMPONENTI
IMPATTI
MITIGAZIONI
NOTE
Positivi post-operam su
tutte le componenti
ambientali;
impatti
negativi in fase di
cantiere (di lieve entità
e
breve
durata,
Misure
di
mitigazione
da
adottare in fase di
realizzazione, per
la
definizione
delle
quali si
L’azione prevede
interventi di pulizia
da rifiuti dell’alveo
del rio S’Alluminu
e la regimazione
delle acque del rio
reversibili).
Non si rilevano possibili
impatti
cumulativi
rispetto alle azioni già
previste
nel
Piano
vigente
rimanda alla fase
di redazione del
piano.
Maccioni
Misure
AMBIENTALI
IA10
Riqualificazione
ambientale
dei
corsi d’acqua
Suolo
Acqua
Aria
Habitat e specie
Paesaggio
IA11
Suolo
Impatti
di
L’azione prevede
Valorizzazione
naturalistica delle
colline
Habitat e specie
Paesaggio
componente
paesaggio;
impatti
negativi in fase di
cantiere (di lieve entità
e
breve
durata,
reversibili).
Non si rilevano possibili
impatti
cumulativi
rispetto alle azioni già
mitigazione
da
adottare in fase di
realizzazione, per
la
definizione
delle
quali si
rimanda alla fase
di redazione del
piano. In fase di
esercizio
si
interventi
di
valorizzazione
naturalistica
attraverso
la
realizzazione
di
sentieristica,
pannellostica, ecc.
Non è prevista
l’apertura di nuovi
previste
vigente
prevede
una
regolamentazione
per la fruizione,
sentieri ma solo la
sistemazione dei
tracciati esistenti.
positivi
nel
sulla
Piano
18
con
restrizioni
temporali
nelle
aree più sensibili.
MR5 Ricerca sulle
Suolo
Impatti
valenze
culturali
Paesaggio
componente
paesaggio.
Non si rilevano possibili
impatti
cumulativi
rispetto alle azioni già
previste
nel
Piano
vigente
Suolo
Habitat e specie
L’azione
produrrà
impatti
positivi
su
habitat e specie in
quanto il pascolo non
regolamentato
costituisce una seria
minaccia per habitat e
specie. Non si rilevano
possibili
impatti
storico-
RE1
Razionalizzazione
del pascolo
positivi
sulla
Nessuna
un
approfondimento
conoscitivo
relativo alle aree
archeologiche
presenti all’interno
del SIC.
Nessuna
cumulativi rispetto alle
azioni già previste nel
Piano vigente
IN1 Incentivazione
mediante
pagamenti
agroambientali
Suolo
Acqua
Aria
Habitat e specie
Impatti positivi su tutte
le
componenti
ambientali:
- contrasta i fenomeni
di erosione;
- garantisce
la
conservazione della
diversità
delle
specie
e
degli
habitat;
- favorisce
il
risparmio idrico e la
riduzione dei carichi
inquinanti su acqua
e suolo;
- la riduzione delle
emissioni di gas ad
effetto serra e di
ammoniaca,
derivanti
dalle
attività
di
coltivazione e di
allevamento
più
estensive;
- garantisce la tutela
degli
elementi
caratteristici
del
paesaggio rurale.
Paesaggio
L’azione prevede
L’azione
di
regolamentazione
prevede indirizzi
specifici finalizzati
ad una gestione
ecosostenibile
delle
aree
attraverso
le
pratiche
tradizionali
Nessuna
L’azione prevista
consiste
nella
promozione
di
sistemi agricoli e
forestali
compatibili
l’utilizzo
sostenibile
territorio.
con
del

19
IN2 Incentivazione
mediante
pagamenti
silvoambientali
Suolo
Acqua
Aria
Habitat e specie
Paesaggio
Impatti positivi su tutte
le
componenti
ambientali:
- contrasta i fenomeni
di erosione;
- garantisce
la
conservazione della
diversità
delle
specie
e
degli
habitat;
- favorisce
il
risparmio idrico e la
riduzione dei carichi
inquinanti su acqua
e suolo;
- la riduzione delle
emissioni di gas ad
effetto serra e di
ammoniaca,
derivanti
dalle
attività
di
coltivazione e di
allevamento
più
estensive;
- garantisce la tutela
degli
elementi
caratteristici
del
paesaggio rurale.
Nessuna
L’azione prevista
consiste
nella
promozione
di
sistemi agricoli e
forestali
compatibili
con
l’utilizzo
sostenibile
territorio
del
Tabella 9. Impatti determinati dall’attuazione delle nuove azioni di Piano sulle componenti
ambientali
4
CRITERI PER LA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ DI PIANI E PROGRAMMI (ALL.
C1 ALLA D.G.R. 34/33 DEL 7.08.2012)
1. Caratteristiche del piano:
a. Il Piano di Gestione stabilisce il quadro di riferimento per progetti ed altre attività che
si svilupperanno all’interno delle aree disciplinate dal piano, ricadenti all’interno del
territorio comunale di Serrenti e che sono oggetto di pianificazione urbanistica da
parte del Comune;
b. Il Piano di Gestione del SIC in oggetto dovrà essere recepito, entro dieci anni, dal
Piano Urbanistico Comunale di Serrenti; gli obiettivi risultano, comunque, coerenti
con il PUC vigente e le azioni non prevedono modifiche agli indirizzi urbanistici
attuali né modifiche all’uso del territorio;
c. Secondo quanto previsto dal DPR 357/1997 e s.m.i. i Piani di Gestione dei SIC sono
finalizzati all’individuazione delle misure di conservazione necessarie per garantire il
“mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione
20
soddisfacente, dei tipi di habitat naturali e degli habitat delle specie”. Pertanto tali
piani contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo più generale di conservazione
della biodiversità e di mantenimento dei servizi ecosistemici nell’Unione Europea,
ripreso anche dalla “Strategia europea per la Biodiversità verso il 2020”;
d. Non sono stati riscontrati particolari problemi ambientali correlati al Piano; le
minacce di degrado degli habitat e specie di interesse comunitario presenti nel sito
possono essere così sintetizzate:
- elevato carico di bestiame
- incendi non controllati;
- fenomeni localizzati di degradazione del suolo dovuta ad erosione idrica
incanalata o a compattazione data dall’eccessivo calpestio;
- disturbo antropico.
e. La predisposizione dei Piani di Gestione deriva dall’attuazione della Direttiva
92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli
habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, cosiddetta
direttiva “Habitat”. All’art. 6, comma 1 i Piani di Gestione sono, infatti, ricompresi tra
le misure di conservazione che devono essere adottate “per evitare il degrado degli
habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui
le zone sono state designate”.
2. Caratteristiche degli impatti e delle aree che possono essere interessate:
a. Come illustrato sinteticamente nella tabella 9, l’attuazione di tutte le nuove azioni di
Piano determina impatti positivi sulle diverse componenti ambientali; si possono
prevedere, tuttavia, possibili effetti negativi esclusivamente durante la realizzazione
degli interventi IA10 (Riqualificazione ambientale dei corsi d’acqua) e IA11
(Valorizzazione naturalistica delle colline). Tali impatti, limitati alla sola fase di
cantiere, saranno di lieve entità e breve durata, e totalmente reversibili; per mitigare
tali effetti verranno adottate idonee misure da definirsi durante la stesura
dell’aggiornamento del Piano, quando gli interventi saranno pianificati in maniera più
dettagliata;
b. per quanto riguarda l’eventuale cumulabilità degli effetti, non si rilevano possibili
impatti cumulativi rispetto alle azioni già previste nel Piano vigente;
c. non si prevedono impatti di natura transfrontaliera che possano essere generati
dall’attuazione del Piano;
d. sono esclusi rischi per la salute umane;
e. l’attuazione delle nuove misure del Piano comporterà degli effetti su dei ristretti
ambiti all’interno del SIC. In particolare potranno essere interessate le aree
attraversate dai corsi d’acqua, i tracciati di sentieri esistenti, e le aree interessate
dall’attività agricola estensiva e dall’attività di pascolo;
f. non è stata riscontrata una particolare vulnerabilità dell’area interessata dal Piano in
riferimento a caratteristiche naturali o culturali specifiche, né a causa del
superamento dei livelli di qualità ambientale o di un utilizzo intensivo del suolo.
21
Sulla base di quanto riportato nei paragrafi precedenti, considerato che:
- nell’aggiornamento del Piano non verranno apportate modifiche agli obiettivi e alle
strategie già individuate nel Piano vigente;
- l’aggiornamento del Piano vigente risulta coerente con la pianificazione sovraordinata;
- la realizzazione degli interventi previsti determinerà effetti positivi sui livelli di qualità
ambientale del SIC, ad eccezione di disturbi temporanei e pienamente reversibili alle
componenti biotiche e abiotiche che potrebbero verificarsi durante la fase di esecuzione
di alcuni interventi, per i quali verranno adottate idonee misure di mitigazione da definirsi
durante la stesura del Piano;
si ritiene che l’aggiornamento del Piano non comporti modifiche sostanziali ai fini di un
eventuale assoggettamento alla VAS.
22
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