100 pagine di proposte Scritto e pubblicato da Italia dei Valori Coordinamento Regionale Regione Friuli - Venezia Giulia Via Milano, 15 34100 Trieste Italia © Diritti riservati Stampato in proprio a Trieste Gennaio 2008 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO INDICE Pag. 1 LINEE D’INDIRIZZO .........................................5 2 CULTURA DEI VALORI (temi, programma, e proposte nazionali) ...................6 2.1 LAVORO, Formazione e Pari Opportunità....... 7 2.1.1 2.1.2 2.2 SICUREZZA, Immigrazione e Solidarietà Sociale .......................................................... 9 2.2.1 2.2.2 2.2.3 2.3 2.6 Politica, Istituzioni e Riforme Istituzionali ................ 43 Pubblica Amministrazione...................................... 47 Politica Estera e Relazioni Internazionali.................. 50 Politiche Comunitarie............................................ 52 Gli italiani all’estero .............................................. 54 FAMIGLIA e Politiche Sociali ....................... 55 2.8.1 2.8.2 2.9 Salute e Sanità .................................................... 35 Previdenza .......................................................... 42 POLITICA, Amministrazione Pubblica, Politica Estera, Politica Comunitaria............ 43 2.7.1 2.7.2 2.7.3 2.7.4 2.7.5 2.8 Economia e Competitività...................................... 21 Commercio e Terziario .......................................... 25 Sviluppo ed Innovazione ....................................... 26 Fisco .................................................................. 27 Banche e Mercati Finanziari ................................... 30 Assicurazioni ....................................................... 32 INFORMAZIONE, Comunicazione e Diritti Radiotelevisivi............................................. 33 SALUTE, Sanità e Previdenza....................... 35 2.6.1 2.6.2 2.7 Legalità ed Etica .................................................. 13 Conflitto d’Interessi e Concorrenza ......................... 19 ECONOMIA, Commercio, Fisco, Banche e Assicurazioni ............................................... 21 2.4.1 2.4.2 2.4.3 2.4.4 2.4.5 2.4.6 2.5 Sicurezza ..............................................................9 Immigrazione ...................................................... 10 Solidarietà Sociale e Volontariato ........................... 11 LEGALITÀ, Giustizia e Conflitto d’Interessi................................................... 13 2.3.1 2.3.2 2.4 Lavoro ..................................................................7 Pari Opportunità ....................................................8 Famiglia.............................................................. 55 Politiche Sociali.................................................... 56 SCUOLA/UNIVERSITÀ, Ricerca, Cultura e Sport ........................................................... 59 2.9.1 2.9.2 2.9.3 2.9.4 Scuola ................................................................ 59 Università e Ricerca.............................................. 60 Cultura, Fruizione ed Industria Culturale ................. 62 Sport e politiche giovanili ...................................... 64 2.10 COSTI DELLO STATO.................................... 65 2.10.1 Federalismo ed Enti Territoriali .............................. 65 2.10.2 Ministeri.............................................................. 66 1 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO Pag. 2.11 AMBIENTE, Agricoltura, Turismo, Infrastrutture e Trasporti, Energia .............. 67 2.11.1 2.11.2 2.11.3 2.11.4 3 FEDELTÀ E COERENZA (proposte e programmi delle coalizioni)............................77 3.1 3.2 4 Ambiente e Territorio ........................................... 67 Infrastrutture, Edilizia e Trasporti .......................... 73 Biotecnologie su alimenti e salute .......................... 74 Politiche energetiche ............................................ 75 Fedeltà all’accordo con il PD ........................ 77 Fedeltà alla Giunta Illy ................................ 78 DALLA PARTE DEI CITTADINI (programma e proposte regionali) .................79 4.1 4.2 4.3 4.4 4.5 LAVORO, Formazione e Pari Opportunità ..... 79 LEGALITA’, Giustizia e Conflitto d’Interessi ................................................... 81 ECONOMIA, Commercio e Innovazione ........ 82 SALUTE, Sanità e Previdenza ....................... 83 POLITICA, Amministrazione Pubblica, Rapporti Internazionali ............................... 84 4.5.1 4.5.2 4.6 AMBIENTE, Agricoltura, Turismo, Infrastrutture e Trasporti, Energia .............. 88 4.6.1 4.6.2 4.6.3 4.6.4 4.6.5 4.7 2 Amministrazione Pubblica ..................................... 84 Rapporti Internazionali ......................................... 87 Ambiente e Territorio ........................................... 88 Agricoltura .......................................................... 92 Infrastrutture e Trasporti ...................................... 94 Turismo .............................................................. 96 Politiche Energetiche ed Innovazione ...................... 97 Costi dello Stato ........................................ 100 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO Care amiche ed amici, La distanza che oggi separa gli elettori dai partiti è un abisso. Le formule, le nuove formazioni, i raggruppamenti, le alchimie sulla legge elettorale non sono politica. Sono un esercizio autoreferenziale, un modo per evitare di affrontare i problemi del Paese, per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica. Noi dell'Italia dei Valori vogliamo la riduzione del debito pubblico, come la lotta alla Casta, e quindi l’eliminazione di privilegi per avere un’indicazione ben precisa di qualità ed etica nella politica. Chiederemo al Partito Democratico di condividere con noi questo percorso di ritorno dell’Etica nella politica dell'Etica della Responsabilità, dell’Etica dell’Ammimistrazione Pubblica, dell'Etica della Solidarietà, dell'Etica dell'Ecologia e dell'Ambiente e di condividere con noi quest’impostazione del fare, vale a dire gli 11 punti fondamentali del nostro programma, in particolare un biglietto da visita di credibilità, ovvero la non candidatura di persone condannate con sentenza penale passata in giudicato, e la riduzione dei costi della politica. Vogliamo impegnarci per una riduzione del sistema della tassazione che parta e prosegua attraverso quello che è già stato un impegno concreto, sia nostro che del Partito Democratico, che è quello di far pagare le tasse a tutti in modo da poterle poi ridurre alle imprese ed ai cittadini onesti che da anni sostengono il nostro paese. Crediamo nella flessibilità del lavoro, ma combattiamo la precarietà cronica. Impegneremo la nostra azione politica in difesa della sicurezza dei cittadini e nella lotta all’immigrazione clandestina. Vogliamo ampliare la tutela dei risparmiatori e dei consumatori, perché intendiamo proseguire un percorso già iniziato con il procedimento della Class Action, varato in questa legislatura. Crediamo in un’indipendenza della magistratura, ed abbiamo già depositati in Parlamento dei disegni di legge per ridurre i tempi della giustizia e ridare la credibilità al servizio giustizia. Riteniamo che sia necessario varare immediatamente una nuova legge elettorale che preveda sia la possibilità di un’indicazione da parte dell’elettore delle persone da candidare, sia del quorum necessario ad evitare che piccoli partiti possano porre veti, generando contrasti. Riteniamo che debbano essere riformulati immediatamente i regolamenti parlamentari per evitare che quei partiti che non sono presenti alle elezioni poi si ripresentino all’interno della camera pensando di poter attuare la politica del ricatto, come spesso avvenuto in passato. Noi dell’Italia dei Valori ribadiamo la necessità che il conflitto d’interessi sia risolto una volta per tutte e sia quindi in condizione di mettere il nostro Paese d’essere più credibile agli occhi del mondo intero. Antonio Di Pietro Presidente 3 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO Care elettrici ed elettori, L'Italia dei Valori-Lista Di Pietro, aderisce al Partito Europeo Liberale Democratico e Riformista (ELDR) di cui é membro effettivo. Il manifesto costitutivo e il programma dell'ELDR hanno molti punti in comune con la nostra Carta dei valori e con il nostro Progetto politico. Come noi, il Partito dei democratici, liberali e riformatori europei si batte per l'Europa dei cittadini, per il rispetto delle minoranze, per il rafforzamento del ruolo dei consumatori e delle loro Associazioni, per la costituzione di uno spazio giuridico europeo, per la tutela della sicurezza dei cittadini, per l'approvazione di norme penali comuni che favoriscano la lotta alla corruzione e alla criminalità, per la riforma delle Istituzioni e per il completamento dell'allargamento dell'Unione Europea ai paesi balcanici. Nel rispetto di questi principi, l’Italia dei Valori vuole un paese funzionante ed efficiente, nel quale scuole, ospedali, treni, poste, carceri, tribunali, banche, informazione, fisco, imprese, siano al servizio della cittadina e del cittadino. Siamo convinti che sia indispensabile attuare le buone leggi esistenti, abrogare quelle inutili, approvare al più presto quelle necessarie. Il nostro partito per primo ha voluto operare un grande sforzo per la stesura del programma elettorale della Regione Friuli -Venezia Giulia. Certi di interpretare la volontà dei cittadini, abbiamo deciso di coinvolgere i nostri iscritti e la società civile per operare uno sforzo dal basso verso l’alto, partendo da idee e valori, lavorando assieme per attuare progetti chiari se, come speriamo, ci darete la Vostra fiducia. Vogliamo pertanto continuare ad operare dialogando con il territorio al fine di poter identificare le principali iniziative sulle quali articolare il programma, cercando di governare la nostra regione per farla crescere nella legalità, conoscenza, trasparenza, lavoro, competitività e solidarietà. Il nostro partito ha bisogno di persone giovani che credono fermamente nei valori che professano, perché è proprio da questi valori che si deve trarre la forza per emergere e condizionare positivamente tutta la società italiana. Valori che sono nel nostro presidente Di Pietro, nel nostro nome, nei nostri slogans. Valori da cui noi vogliamo far discendere tutte le nostre azioni, tutte le nostre proposte politiche e da cui non potremmo mai discostarci in alcun modo. La difesa della legalità e la salvaguardia dei diritti dei cittadini sono valori irrinunciabili sui quali si basa il nostro programma, articolato in 11 punti sui quali sviluppare la crescita nella conoscenza della Regione Friuli - Venezia Giulia. Ci auguriamo di poter lavorare insieme affinché ognuno di Voi possa essere protagonista. Paolo Bassi Coordinatore Regionale 4 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 1 LINEE D’INDIRIZZO Il programma dell’Italia dei Valori si basa su 3 principi: 1. Cultura dei valori: e pertanto coerenza con le linee programmatiche contenute nell’azione e nel programma elettorale del partito a livello nazionale. La cultura dei valori ed i principi di legalità possono essere raggiunti attraverso l’attuazione di 11 punti fondamentali che interessano i principali settori di sviluppo della società italiana: (1) LAVORO; (2) (3) LEGALITA’; (4) ECONOMIA; (5) SICUREZZA; INFORMAZIONE; (6) SALUTE; (7) POLITICA; (8) FAMIGLIA; (9) SCUOLA/UNIVERSITA’; (10) COSTI DELLO STATO; (11) AMBIENTE. Coerenza con il programma nazionale 2. Fedeltà e coerenza: e quindi rispetto degli accordi con il Partito Democratico, nonché conferma dell’alleanza con il Presidente On. Riccardo ILLY per le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia del 2008, rimanendo fedeli alle coalizioni nazionali e regionali pur con i distinguo che hanno sempre caratterizzato l’Italia dei Valori su problemi particolari per i quali non fossero state fornite risposte adeguate. Riteniamo, infatti, che su alcuni grandi temi, in particolare quello del rilancio della competitività nel rispetto della legalità debba essere fatto molto di più, al fine di evitare lo sviluppo di politiche clientelari che hanno caratterizzato, negli ultimi anni, non solo il centro-destra ma anche settori del centro-sinistra. Altro tema rilevante sul quale il partito intende promuovere un’azione decisiva è il miglioramento della conoscenza e della trasparenza della comunicazione, anche a livello regionale. Infine, il miglioramento della qualità della vita ed un maggior sostegno ai progetti di solidarietà, in regione e nei paesi poveri, affinché i cittadini di questa regione possano continuare a distinguersi come esempi nel mondo. Rispetto delle decisioni della maggioranza 3. Dalla parte dei cittadini: e perciò scelta dei principali progetti da sostenere in base ai bisogni reali del territorio, tutelando la legalità e la trasparenza dei processi decisionali. Il programma su scala regionale è stato elaborato in considerazione di specifiche politiche sostenibili sull’intero territorio del FriuliVenezia Giulia, nonché nella identificazione di progetti tematici mirati da essere attuati in Regione. Alcuni grandi temi sono stati scelti, ed il programma elettorale ha voluto pertanto individuare specifici e chiari progetti di azione politica su scala locale, per non rimanere il solito pezzo di carta generalista e fumoso. Coerenti ai valori del partito e fedeli alle nostre scelte di coalizione, sono stati pertanto identificati i medesimi settori di intervento sui quali operare sia su scala nazionale che su scala regionale. Attenzione ai problemi del territorio 5 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2 CULTURA DEI VALORI (temi, programma, e proposte nazionali) L’Italia dei Valori si propone di affermare la cultura dei valori ed i principi di legalità attraverso 11 punti fondamentali: Gli 11 temi del nostro impegno 1. LAVORO: riduzione dei precari; agevolazioni all’entrate dei giovani nel mondo del lavoro; maggiori pene per chi non tutela la sicurezza sul lavoro. 2. SICUREZZA: lotta all’immigrazione clandestina; obbligo degli stranieri di scontare le pene nei propri paesi; innasprimento delle pene per i reati contro i minori e donne. 3. LEGALITÀ: inasprimento pene per reati economici e di falso in bilancio; eliminazione dei conflitto d’interessi; efficienza della macchina della giustizia ed indipendenza della magistratura perché sia giustizia vera. 4. ECONOMIA: agevolazioni per gli investimenti stranieri in Italia; incentivazioni per la produzione del Made in Italy ma in Italia; diminuzione del carico fiscale sulle imprese. 5. INFORMAZIONE: una sola televisione pubblica, senza pubblicità; limitazione per i concessionari privati ad una Rete Televisiva; eliminazione dei finanziamenti pubblici all’editoria. 6. SALUTE: maggiori finanziamenti alla ricerca medica; garanzia di accesso al Sistema Sanitario Nazionale; realizzazione di strutture mediche di eccellenza su tutto il territorio nazionale. 7. POLITICA: interdizione per i condannati dal Parlamento; limitazione dell’elezione del parlamentare per due legislature; modifica della legge elettorale e ritorno alla preferenza diretta. 8. FAMIGLIA: estensione di tutti i diritti alle coppie di fatto; agevolazioni per l’acquisto della prima casa alle nuove famiglie aumento e potenziamento degli asili e asili nido. 9. SCUOLA / UNIVERSITÀ: integrazione università ed impresa con agevolazioni economiche e percorsi ad hoc per l’inserimento dei laureandi; diffusione del Wi Max e accessibilità ai computer nelle scuole; insegnamento della lingua inglese a partire dagli asili. 10. COSTI DELLO STATO: abolizione delle Provincie; accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti; accorpamento dei Ministeri. 11. AMBIENTE: sviluppo di energie rinnovabili; incentivazione del trasporto pubblico; erogazione di finanziamenti per ristrutturazione di edifici. 6 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.1 LAVORO, Formazione e Pari Opportunità 2.1.1 Lavoro L’Italia dei Valori vuole eliminare ogni tipo di privilegio che discrimina i cittadini in base alle raccomandazioni dei potenti, all’appartenenza di una classe sociale elevata o ad una dinastia. Le valutazioni per l’attribuzione di posti di lavoro o dirigenziali deve avvenire per vera capacità accertata. Bisogna poter dare accesso alle persone meritevoli e veramente qualificate al compito che verrà loro assegnato. Il premio deve nuovamente qualificare i migliori. Italia dei Valori ritiene necessario: Favorire la mobilità dei lavoratori dai settori in crisi a quelli in espansione, con una riforma dei sussidi di disoccupazione e dei regimi di protezione dell’impiego, con particolare riferimento alle aziende regionali che devono chiudere o revisionarsi. Riconoscere agli stranieri extracomunitari residenti stabilmente sul territorio ed in regola con il permesso di soggiorno il diritto di voto alle elezioni amministrative e sostenere le forme di maggior partecipazione dei cittadini extracomunitari onesti alla vita economica e sociale del nostro Paese. Erogare nuovi servizi alle fasce sociali più deboli, un nuovo sistema di ammortizzatori sociali ed una differenziazione delle tariffe in base al reddito, coprattutto per quanto concerne i costi dei servizi essenziali (luce, acqua, gas, rifiuti, trasporti, ecc.). Aumentare le indennità di disoccupazione, la trasformazione dei contratti di formazione lavoro in contratti a tempo indeterminato, l’incremento delle defrazioni per i figli a carico. 2.1.1.1 Formazione Italia dei Valori propone un sistema che raccordi la scuola e l’università con il mondo del lavoro, istituzionalizzando lo stage quale necessario completamento del percorso scolastico o universitario. Per quanto invece concerne la formazione finanziata, è fondamentale un meccanismo di pubblicizzazione più efficace delle procedure di accesso ai fondi. Questo potrebbe essere compito delle Camere di Commercio. Nell’ambito della modifica della fiscalità delle imprese, dovrebbe essere destinata una percentuale dei ricavi alla formazione permanente obbligatoria che appare il migliore strumento per valorizzare la crescita della persona e la sua efficienza sui luoghi di lavoro. L’istituto dell’apprendistato va modificato con possibili strumenti di incentivazione e supporto alle aziende per il pagamento da parte dello Stato dello stipendio dell’apprendista per i primi 12 mesi a condizione che il lavoratore sia successivamente assunto. 2.1.1.2 Sicurezza sul Lavoro È necessario un approfondimento del fenomeno infortunistico per analizzarne le cause ed elaborare l'insieme degli strumenti da realizzare allo scopo di ridurlo. 7 1 Meno precari e più mobilità sul lavoro Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.1.2 1 Pari Opportunità In questa fase storica, la scarsa rappresentanza femminile nelle cariche elettive e l’insufficiente presenza nella vita politica costituiscono un dato inoppugnabile, avvertito dall’opinione pubblica specialmente in seguito all’ultima consultazione elettorale che ha registrato una diminuzione del numero di donne elette in parlamento. Potenziare questo capitale umano comporta un mutamento di prospettiva, una capacità di osservare il mondo da un altro punto di vista. Il nuovo termine mainstreaming segnala la necessità di promuovere la valorizzazione delle donne con interventi specifici e attraverso l’inserimento della visione del pensiero femminile in ogni scelta politica. Si tratta di una rivoluzione di mentalità e di cultura a lunga portata, mentre appaiono più immediati i risultati di iniziative tese a provvedere al riequilibrio del difetto di rappresentatività della parte femminile del paese. Nel rispetto dell’attuale normativa, Italia dei Valori propone di: Più donne nella politica e nella gestione dello sviluppo 1. acquisire poteri e responsabilità (empowerment) per il perseguimento delle condizioni indispensabili ad ottenere una presenza diffusa delle donne nelle sedi in cui si assumono decisioni rilevanti per la vita della collettività; 2. integrare il punto di vista di genere nelle politiche governative (mainstreaming), tendente al rafforzamento e all’adeguamento dei meccanismi istituzionali, per assicurare un coordinamento strutturale e permanente dell'azione dei ministeri in favore della parità di genere; 3. analizzare i dati e valutazione d’impatto, per la produzione e diffusione di dati e informazioni disaggregati per sesso, realizzando un libro bianco sul lavoro che analizzi l'influenza della differenza di genere sulle trasformazioni dei lavori e sulle tipologie di lavoro nelle diversità; 4. formare una cultura della differenza di genere, per recepire i saperi innovativi delle donne, nell'ambito delle proposte di riforma della scuola, dell'università e della didattica, e per promuovere l'approfondimento culturale e l'educazione al rispetto della differenza di genere; 5. sviluppare e promuovere politiche specifiche per rafforzare le strutture produttive legate alla innovazione, alla qualità della vita, alla formazione, alla cultura, e per finanziare incentivi per l'occupazione femminile nelle aree di crisi e del Mezzogiorno, e dove la disoccupazione delle donne è particolarmente elevata; 6. potenziare la professionalità e l’imprenditorialità femminile, tramite norme che favoriscono la creazione di imprese a maggioranza femminile e l’applicazione del prestito d’onore; 7. definire una nuova impostazione della normativa sui tempi ed orari dell’organizzazione del lavoro, per realizzare politiche dei cicli e dei tempi di vita che permettano di assolvere, in fasi diverse dell’esistenza, impegni di lavoro, di cura, di formazione culturale e professionale, e per promuovere politiche di organizzazione del lavoro che valorizzino la differenza di genere e non determinino discriminazioni di genere nell’accesso al lavoro e nello sviluppo della carriera. 8 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.2 SICUREZZA, Immigrazione e Solidarietà Sociale 2.2.1 Sicurezza La struttura responsabile della Sicurezza deve garantire al cittadino la serenità nel vivere quotidiano ed in quanto tale di prioritario interesse per tutti indipendentemente dalle proprie idee politiche, dal livello economico e sociale raggiunto, dalla tipologia di attività svolta e dal contesto abitativo. 2 Per essere veramente efficaci, le misure di controllo e di lotta alla micro-criminalità devono collocarsi in una serie di programmi chiamati Città sicure che si dovranno realizzare con la partecipazione delle varie categorie di cittadini e le dovranno coinvolgere senza distinzione di età e di ruolo. A tal fine Italia dei Valori propone: nelle scuole, corsi di informazione adeguati alla fascia di età di riferimento, tenuti con la partecipazione delle forze dell'ordine, degli amministratori locali, degli adulti e degli anziani che siano impegnati sul tema della prevenzione; nei quartieri, consulte territoriali per la prevenzione di comportamenti a rischio, con la partecipazione delle forze di polizia locale, dei commercianti, degli esponenti della società civile inclusi gli anziani; dibattiti periodici tra le forze dell'ordine e la cittadinanza al fine di informare i cittadini, ascoltare eventuali consigli o lagnanze, rilevare carenze, errori, omissioni nel tessuto sociale e nei rapporti fra le persone; ottimizzazione, motivazione ed incentivazione delle risorse umane impiegate nelle diverse forze dell’ordine, anche attraverso una maggiore informatizzazione ed innovazione del sistema di pubblica sicurezza; impiego di maggiori risorse finanziarie per la pubblica sicurezza; 9 Sostenere le forze pubbliche a tutela della sicurezza dei cittadini Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.2.2 2 Italia dei Valori non vuole chiudere le frontiere a chi chiede aiuto, però accogliere migliaia di persone senza avere la certezza di potergli offrire una vita dignitosa, è sicuramente un atto criminale. Italia dei Valori è per una corretta immigrazione che possa garantire una decente qualità di vita agli immigrati che vogliono lavorare onestamente e impedire l’accesso a chi intende delinquere nel nostro paese. L’immigrazione è da considerarsi fattore di potenzialità e crescita per il nostro Paese e pertanto l’Italia dei Valori propone di: Si all’immigrato onesto che lavora e produce, No all’immigrato che delinque Immigrazione 10 rivalutare la Legge Turco-Napolitano supportandola con una migliore concertazione con i paesi vicini circa le modalità di immigrazione nel nostro paese di persone straniere; controllare severamente le strutture abilitate al rilascio dei visti d’ingresso, allo scopo di garantire il pieno rispetto delle regole e la trasparenza delle decisioni; regolarizzare i flussi di entrata; mantenere i Centri di Prima Accoglienza in cui si deve svolgere un primo controllo attraverso cui valutare se i clandestini possono in seguito rimanere in Italia, ad esempio per ragioni politiche o umanitarie. A riguardo si propone di migliorare le condizioni di vita delle persone all’interno, poiché i CPT devono essere considerati luoghi di assistenza e non lager; combattere i clandestini irregolari che delinquono rimpatriandoli immediatamente ed essere solidali con le persone oneste che lavorano in nero. Le pene per chi lucra sul traffico delle persone vanno inasprite e gli extracomunitari condannati devono scontare il carcere nel loro Paese ogni volta che questo sia possibile; aprire i mercati ai prodotti dei paesi in via di sviluppo per favorire il loro livello di occupazione, diminuendo il loro debito estero attivare patti di cittadinanza con tutte le comunità straniere; prevenire l’abbandono precoce della scuola da parte di ragazzi e soprattutto ragazze e di incentivare l’alfabetizzazione pure per gli adulti immigrati al fine di promuovere la conoscenza della comunità ospitante per favorire il rispetto reciproco; concedere il diritto di voto amministrativo per coloro che posseggono i requisiti necessari; promuovere progetti di interculturalità in tutte le scuole di ogni ordine e grado per abbattere pregiudizi al fine di rimuovere i luoghi comuni che sottendono l’alterata percezione dello straniero, assunti come pregiudizio della disinformazione; attuare una politica chiara sui diritti e sui doveri del cittadino migrante, nonché considerare il diritto sociale della casa attuando una politica abitativa che sia attenta a non ghettizzare per non alimentare resistenze culturali che possono generare “comunità incapsulate” destinate all’isolamento ed al conflitto; favorire maggiori informazioni sull’accessibilità alle strutture sanitarie da parte degli immigrati per non compromettere la possibilità di un adeguato follow-up medico per tenere maggiormente sotto controllo alcune delle "patologie della povertà" come tubercolosi, scabbia e pediculosi; incentivare il lavoro svolto da servizi sociali, associazioni ed organismi che si muovono nel mondo dell’immigrazione. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.2.3 2.2.3.1 Solidarietà Sociale e Volontariato Protezione ed Inclusione Sociale e Povertà Italia dei Valori propone il potenziamento e l'incentivazione delle strutture sociali, del terzo settore e del servizio offerto dal volontariato mantenendo i caratteri universalistici del welfare per far sì che i singoli possano percepire il futuro in modo meno incerto. L’Italia dei Valori intende assumersi l’onere di affrontare le problematiche che riguardano povertà ed esclusione sociale destinando il 5% dello stipendio dei propri eletti al sostegno delle famiglie più bisognose ed attraverso le seguenti ulteriori azioni: istituendo osservatori sul disagio delle famiglie e della popolazione anziana per monitorarne le esigenze; favorendo l’occupazione dei lavoratori cosiddetti svantaggiati (regolamento - CE - n. 2204/2002) fattore determinante per sostenere l’inclusione sociale, sia perché contribuisce a produrre reddito, ma soprattutto perché promuove partecipazione sociale e sviluppo personale; potenziando, sostenendo ed incentivando ulteriormente le strutture sociali presenti sul territorio oltre che terzo settore ed il servizio offerto dal volontariato; mantenendo ed incentivando i caratteri universalistici del welfare per far sì che i singoli possano percepire il futuro in modo meno rischioso e la società percepisca il raggiungimento di un equilibrio economico, anche attraverso forme di liberalismo solidale per poter offrire maggior opportunità e dignità a ciascuno; favorendo il diritto sociale alla casa, rilanciando il patrimonio pubblico che deve essere messo a disposizione delle fasce più deboli e gestito direttamente dai comuni di appartenenza, favorendo così il diritto sociale alla casa prevedendo di assistere direttamente coloro che non possono pagare l’affitto. In materia di carcerazione riteniamo poi opportuno: collegare i benefici penitenziari della legge Gozzini a una comprovata buona condotta, cioè alla messa in atto di comportamenti positivi da parte del detenuto, da verificare intensificando i controlli di polizia dentro e fuori dal carcere; riempire di contenuti il vuoto affidamento ai servizi sociali, divenuto ormai una comoda scappatoia al carcere, riducendone la concessione alle pene inferiori ai 2 anni, senza estenderla ai residui di pena di condanne superiori; costruire nuove carceri e riaprire quelle inspiegabilmente chiuse negli ultimi tempi (le mandamentali, oltre a Pianosa e all’Asinara). Ciò permetterà di isolare i boss mafiosi, separare chi è in cella per custodia cautelare da chi lo è per condanna definitiva, dividere i collaboranti dagli irriducibili, evitare di mettere insieme i condannati per reati minori con i delinquenti incalliti condannati per reati gravissimi ed infine, garantire a tutti i carcerati condizioni di vita più civili, evitando che alla privazione della libertà si aggiungano altre afflizioni non previste dalla legge; rispettare la dignità di ognuno favorendone il recupero. 11 2 Aiuto ai più deboli e sostegno alle famiglie in difficoltà Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.2.3.2 2 Tossicodipendenze ed Alcolismo Proponiamo di potenziare le reti sociali di protezione alle persone deboli, attuando campagne di educazione preventiva delle dipendenze per una presa di coscienza delle conseguenze che derivano dall’assunzione di sostanze stupefacenti e/o alcoliche, di assicurare un sostegno umano anche alle famiglie, rinforzando le strutture assistenziali già presenti nel territorio attraverso l’attuazione di programmi terapeutici – educativi, al fine di mettere in pratica approcci personalizzati in base alle diverse sofferenze sociali, sostenendo anche gruppi di self help (auto muto aiuto). Italia dei Valori propone poi di rendere obbligatoria nelle discoteche, bar e ristoranti la presenza di alcolimetri a gettone in modo da responsabilizzare le persone che si mettono alla guida. Tale azione andrà svolta in partnership con le associazioni dei gestori di bar e ristoranti e le compagnie assicurative. Suggeriamo un investimento pari all’1% della spesa sanitaria in questa direzione. 2.2.3.3 Volontariato È necessario un Testo Unico che armonizzi la legislazione del Terzo settore, che tenga in considerazione le seguenti proposte: I volontari sono una delle maggiori risorse dell’Italia 12 adozione di una normativa specifica con chiara definizione delle imprese sociali, organizzazioni di volontariato, altre associazioni ed imprese sociali, tutte coordinate in un unico contesto generale. Tale norma dovrebbe consentire la partecipazione delle imprese sociali alla gestione dei servizi secondo il principio della sussidiarietà e favorendo l’ingresso dei fruitori dei servizi nella gestione dell’impresa sociale, responsabilizzando così i cittadini; conferma dei principi della legge 266/91 che enuclea i principi sui quali si regge attualmente il volontariato lontano da forme falsamente estensive dei servizi e da un surrettizio servizio civile; legislazione fiscale premiante, con serie verifiche dei bilanci basate sui concetti di trasparenza, economicità, gratuità; deducibilità delle donazioni, fino al 10% del reddito complessivo del soggetto erogante; non assoggettabilità all’I.V.A. degli acquisti e dei servizi ricevuti; completa autonomia finanziaria e culturale tramite una normativa comprensibile e trasparente diversa; adozione di una normativa sulle Fondazioni Bancarie che regoli la loro appartenenza al Terzo settore e che preveda l’ingresso delle organizzazioni di volontariato nella loro gestione; regolamentazione delle imprese sociali, cioè quelle che operano con criteri economici ma senza fini di lucro; divieto alle aziende Profit di possedere o controllare imprese sociali e distinzione di quelle con finalità mutualistiche (solidarietà interna) da quelle con finalità di pubblica utilità; riconoscimento di maggior finanziamenti alle associazioni di volontariato che operano in campo sanitario (per esempio maggior finanziamento per trattamenti di fisioterapia per coloro che soffrono di malattie degenerative). Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.3 LEGALITÀ, Giustizia e Conflitto d’Interessi 2.3.1 Legalità ed Etica Italia dei Valori combatte affinchè la parte più sana della società non si rassegni ed abbia ancora voglia di lottare per la crescita del nostro Paese, perché il problema ci riguarda da vicino a prescindere dalle “bustarelle” che ci vengono sollecitate per accelerare una pratica. La corruzione incide in modo molto significativo nel sistema economico e nella vita politica italiana e l’azione del governo dovrebbe essere più incisiva per contrastare questo fenomeno. La legalità è una delle chiavi dello sviluppo che non sia funzionale agli interessi economici di parte, ma che determini un reale miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. La lotta alla corruzione, alle spese della politica, alle logiche di potere vedranno sempre Italia dei Valori in prima linea per l’affermazione dei diritti dei cittadini. 3 La futura Costituzione Europea dovrà accogliere norme che uniformino i metodi di intervento dei vari paesi della comunità. Il problema giustizia è innanzitutto un problema di efficienza. Nessuna riforma è possibile se non è accompagnata da un adeguato impegno finanziario. È necessario quindi: - - aumentare le spese per la giustizia almeno fino al 3-4% del bilancio dello stato, per aumentare gli organici dei magistrati e soprattutto degli ausiliari; rendere concreto il recupero delle spese di giustizia poste a carico dei condannati; disporre l’obbligatorietà del sequestro conservativo dei beni dell’indagato anche a garanzia del risarcimento alle vittime del reato, oltre che a garanzia del recupero delle spese di giustizia e del pagamento delle pene pecuniarie. 2.3.1.1 Il processo penale Italia dei Valori propone: 1. di adeguare il Codice Penale, i cui principi risalgono al regime fascista del 1930, alle condizioni sociali radicalmente mutate 2. di ridurre l’ambito di intervento del diritto penale alle situazioni in cui gli altri sistemi di controllo e regolazione non hanno funzionato; 3. di garantire la tutela delle parti offese e l’interesse della collettività all’accertamento delle responsabilità e all’applicazione delle sanzioni e delle pene previste per reati lesivi di interessi generali, come la verità e la trasparenza dei bilanci delle imprese, e di beni della vita, come l’integrità fisica e psichica o come interessi patrimoniali contro ogni tipo frode e attentato. 13 Giustizia più efficiente e rapida Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.3.1.2 3 Occorre proseguire nel cammino di una piena ridefinizione delle regole della giustizia amministrativa in rapporto alla giustizia ordinaria. Ciò vuol dire creare un giudice amministrativo che ha con quello ordinario identità di status e del quale sono garantiti l’indipendenza e la terzietà attraverso il riconoscimento della capacità di autogoverno. È gestore quindi di un rapporto in cui la parità tra le parti è assoluta, e viene così meno la tradizionale posizione di supremazia della pubblica amministrazione nei confronti del cittadino. 2.3.1.3 Certezza della pena e delinquenti in carcere Il Processo Civile il giusto processo e la prova testimoniale Deve essere eliminata la norma che impone, prima di ogni interrogatorio, di ricordare all’imputato che può decidere di non parlare più, in qualsiasi momento. Devono quindi essere previste adeguate sanzioni, analoghe a quelle previste per il reato di calunnia, per chi rifiuti di parlare, dopo che abbia rinunziato al diritto al silenzio. Deve porsi a carico dell’imputato che abbia parlato e poi abbia scelto il diritto al silenzio, il costo delle indagini e del processo determinati dalle sue dichiarazioni. In applicazione del principio del libero convincimento, deve inoltre potersi utilizzare il materiale di prova raccolto, che non può essere cancellato solo perché l'imputato decida di non parlare più, facendo così una scelta che riduce a zero quello che in precedenza era stato raccontato, attraverso una diversa interpretazione del principio di contraddittorio. 2.3.1.4 La prescrizione dei reati Occorre ridisegnare l’istituto della prescrizione, che deve valere soltanto prima dell’esercizio dell’azione penale, cioè prima che il presunto colpevole di un reato commesso anni addietro venga individuato e imputato. Dopo il rinvio a giudizio, o almeno dopo la condanna di primo grado, la prescrizione dovrebbe bloccarsi per consentire di giungere a una sentenza definitiva. La prescrizione deve anche essere sganciata dall’effetto perverso delle attenuanti, che possono dimezzarne i termini alla fine del processo, magari stabilendo a posteriori, come avviene adesso, che il reato era prescritto ancora prima di avviare le indagini. Deve infine essere sospesa ogni volta si perde tempo per responsabilità dell’imputato o del difensore o per fatti oggettivi, come rinvii, scioperi, ecc. 2.3.1.5 La certezza della pena e il carcere L’esecuzione della pena deve essere effettiva, per salvaguardare la credibilità dello Stato e la sicurezza dei cittadini. Una pena applicata molto tempo dopo l’accertamento del reato può essere non efficace e dannosa se la persona condannata si è già reinserita socialmente. La lentezza dei processi deve essere eliminata per ridare allo Stato 14 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO un’immagine di credibilità e di affidabilità nei confronti delle esigenze di tutela della collettività. Il carcere viene vissuto dai cittadini come luogo in cui si riflettono diseguaglianze sociali ed inefficienza del sistema penale. Siamo contrari alle facili scorciatoie di indulti, amnistie, condoni e provvedimenti simili che oltre a minare la credibilità della giustizia hanno effetti assolutamente effimeri, che in breve volgere di tempo riportano la situazione allo stato precedente, ma peggiorato. Gli interventi del centro-destra sull’edilizia penitenziaria ed a favore del personale penitenziario sono solo una parte della necessaria riforma dell’intero sistema sanzionatorio. 3 Un sistema penale incoerente dal punto di vista della previsione della pena deve essere riformato in modo da garantire da un lato la sicurezza del cittadino e dall’altro l’applicazione di una pena equa e certa da scontare in luoghi e con modalità che abbiano come obbiettivo la rieducazione ed il reinserimento nella società. Per migliorare la situazione possono essere sufficienti poche misure: - - - - - - - rendere esecutive le pene in generale dopo la condanna in appello e immediatamente dopo il primo grado quelle irrogate per reati che non sono oggetto di impugnazione da parte dell’imputato; abrogare la legge che rende automatico il non ingresso in carcere per chiunque abbia riportato condanne definitive inferiori ai tre anni o a quattro se si tratta di tossicodipendenti; disporre che tutti i processi in abbreviato siano pubblici, aperti ai cittadini ed ai media e non nel chiuso di una camera di consiglio, come avviene oggi; limitare la concessione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena; collegare i benefici penitenziari della legge Gozzini ad una comprovata buona condotta e non a una generica e incontrollabile regolare condotta; riempire di contenuti il vuoto affidamento ai servizi sociali, divenuto una comoda scappatoia al carcere a costo zero; escludere dai processi risolvibili col rito abbreviato quelli per mafia, omicidio, strage e altri reati particolarmente odiosi; modificare il patteggiamento, trasformandolo in condanna a tutti gli effetti, con piena dichiarazione di colpevolezza dell’imputato e piena validità della condanna in sede civile e disciplinare, fatti salvi ovviamente i benefici di pena; costruire nuove carceri secondo il criterio di differenziazione effettiva tra istituti di massima sicurezza, ove isolare i criminali pericolosi, e gli istituti per la criminalità comune; escludere la recidiva dagli elementi della pena che possono essere neutralizzati dalla concessione di attenuanti quando l’imputato sia stato raggiunto da un provvedimento esecutivo di espulsione. 2.3.1.6 L’ordinamento giudiziario L’indipendenza e la professionalità dei magistrati sono la garanzia della loro imparzialità. Complesse e profonde sono le iniziative di riforma necessarie. Il consiglio superiore della magistratura è stato 15 Costruire nuove carceri e migliorare quelli esistenti Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 3 Trasparenza negli organi giudiziari: i magistrati devono fare unicamente i magistrati colpito dalle iniziative dell’attuale maggioranza di governo, che non sono però riuscite a lederne completamente l’autonomia. Restano aperti i veri problemi di funzionalità legati alla separazione delle funzioni disciplinari da quelle amministrative. Deve essere affrontato il tema della temporaneità degli incarichi direttivi, con controlli periodici sull’efficienza e l’efficacia dell’azione direttiva, nonché della temporaneità di esercizio di tutte le più delicate funzioni giurisdizionali. Devono poi essere resi obbligatori i percorsi di formazione e aggiornamento professionale dei magistrati anche attraverso l’istituzione di un istituto di formazione della magistratura, configurato come struttura autonoma e indipendente. Ma l’elenco delle questioni aperte è lungo ed è connotato dalla complessità delle situazioni e delle strutture dell’ordinamento giudiziario: si pone, come per numerosi altri temi del mondo della giustizia, l’esigenza di una riflessione approfondita, da attuare con la collaborazione di magistrati ed esperti di diritto. sia stato raggiunto da un provvedimento esecutivo di espulsione. Ci sembra opportuno vietare ai magistrati di trascorrere l’intera carriera in una sola funzione, requirente o giudicante, ma può essere utile obbligarli a fare un’esperienza anche nell’altra. Dobbiamo fare in modo che i magistrati non assumano incarichi extragiudiziali come arbitrati o consulenze, e imporre a quelli che vogliono entrare nel mondo della politica di dimettersi dalla magistratura e di attendere almeno tre anni dalle dimissioni prima di candidarsi, presentandosi poi in collegi diversi dai distretti dove hanno esercitato le funzioni giurisdizionali. Non devono poi poter tornare ad esercitare la giurisdizione negli stessi luoghi per un periodo di almeno 5 anni. L’individuazione e la nomina dei magistrati negli incarichi direttivi deve essere rimessa totalmente nelle mani dell’Organo di autogoverno della magistratura (C.S.M.), senza interferenze del Ministro della Giustizia. Deve essere sancito il divieto totale, per tutti i magistrati in servizio di qualsiasi grado e giudizio, di assumere incarichi fuori ruolo e di consulenza o arbitrati extragiudiziari di qualsiasi tipo. 2.3.1.7 Lotta al crimine organizzato L’espansione internazionale delle organizzazioni criminali impone l’introduzione di misure legislative che per il momento non esistono, per contrastare le varie mafie e per meglio tutelare le vittime di mafia ed i terzi incolpevoli. Per combattere la globalizzazione della criminalità è necessario istituire uno spazio giudiziario europeo, una polizia europea, la Polizia Nazionale Unica. Per questo proponiamo: a) l’accelerazione della costituzione dell'EuroJust, già decisa dal consiglio europeo nel 1999 e composta di pubblici ministeri e magistrati di pari competenza con il compito di coordinare le autorità nazionali responsabili dell'azione penale, di prestare assistenza alle indagini riguardanti i casi di criminalità organizzata e di cooperare strettamente con la rete giudiziaria europea; 16 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO b) la trasformazione dell'EUROPOL in una forza di polizia europea specializzata, sotto una direzione unificata, col potere di intervenire nei singoli stati per scoprire e reprimere i reati legati al traffico di danaro sporco, al riciclaggio, agli investimenti illegali; c) la costituzione di una polizia nazionale civile, unificata sotto un unico comando, differenziata per specializzazioni e servita da un'unica banca dati; d) la creazione di forze armate con compiti militari esclusivi. La riforma che proponiamo é semplice e radicale ed offre enormi vantaggi: lotta più efficace alla criminalità di ogni tipo, aumento della sicurezza dei cittadini, collaborazione più proficua con la polizia dell'Unione europea, risparmio di uomini e di mezzi e di immobili che possono essere venduti e il cui ricavato investito per il miglioramento del corpo di polizia, aumento degli stipendi del personale. 2.3.1.8 3 Lotta alle mafie: mafie e mafie Nonostante la forte azione di questi ultimi anni, la criminalità organizzata rimane la madre di tutte le emergenze per l’intero paese. Sono necessari un testo unico e un sistema normativo speciale che tenga conto delle specificità di questo fenomeno criminale e risponda alle seguenti esigenze: - - - - - - - superare le discussioni relative al concorso esterno in associazione mafiosa", stabilendo un nuovo reato che colpisca chiunque contribuisca a rafforzare e a favorire i clan pur non facendone organicamente parte; riscrivere la normativa sul voto di scambio, oggi punibile soltanto quando si dimostri la compravendita per denaro, mentre sappiamo bene che la mafia fa pagare i propri voti in modi ben diversi come affari, appalti, impunità; consentire l’acquisizione dei tabulati telefonici senza limiti di tempo, mentre oggi, in base alla legge sulla privacy, vengono distrutti dai gestori dopo cinque anni; lasciare inalterato l’articolo 192 del codice di procedura penale contro i tentativi costanti di renderlo inefficace, per consentire al giudice di riconoscere valore di prova e di riscontro reciproco alle dichiarazioni incrociate di molteplici collaboratori, anche a quelle apprese da terze persone (de relato). Questo principio consentì fra l’altro a Falcone e Borsellino di istruire il maxiprocesso alla cupola di Cosa Nostra ed è tutt’oggi irrinunciabile per processare organizzazioni segrete e impenetrabili come le mafie italiane e straniere che infestano il nostro paese; potenziare gli organismi di polizia specializzati in lotta alla criminalità organizzata; istituire sezioni della magistratura giudicante che, in corrispondenza dei pool delle procure, si specializzino e si concentrino esclusivamente sulla criminalità organizzata; allungare, almeno per questi reati, i termini di custodia cautelare nella fase del dibattimento e prevedere l’automatica applicazione della custodia cautelare subito dopo la condanna di primo grado, per evitare le scarcerazioni per decorrenza dei termini; rianimare lo spirito del regime carcerario differenziato, con norme 17 Lotta continua alla mafia ed al pizzo Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO più moderne e rigorose dell’attuale 41-bis. 3 È condivisa oramai da tutti l’opinione che l'unico modo per combattere seriamente le mafie e la criminalità organizzata sia la confisca rapida dei patrimoni. Negli Stati Uniti il tempo medio per la confisca é di sei mesi, mentre nel nostro Paese occorrono vari anni. Accade inoltre che spesso i parenti dei mafiosi vengano lasciati abitare nelle case confiscate e sia difficile trovare un ente che si aggiudichi tali beni o un privato disposto ad acquistarli. Ne consegue un deperimento degli immobili con conseguente forte deprezzamento. Nel quadro generale e sul piano degli interventi che precedono il processo, riteniamo importanti i seguenti punti: - - - Togliere tutte le possibili risorse finanziarie ai mafiosi procedere alla confisca dei beni subito dopo la sentenza di condanna in appello; istituire tribunali della prevenzione con magistrati specializzati e personale amministrativo che si occupi esclusivamente di eseguire il provvedimento; per il periodo che intercorre tra il sequestro dei beni e la confisca, trasformare i termini ordinatori in perentori; su modello americano, istituire un'agenzia per la gestione, donazione e vendita dei beni, per la protezione dei pentiti e dei testimoni, per la loro assistenza e reinserimento nel lavoro e nella società, per la protezione dei magistrati e dei detenuti a rischio; per i testimoni e i pentiti, approvare la tanto attesa riforma della legislazione sui collaboratori di giustizia, mettendo fine all’incertezza che ha fatto scomparire nuove e talvolta anche vecchie collaborazioni dall’interno delle organizzazioni criminali. La nuova legge dovrà incentivare e non dissuadere le collaborazioni che non sono mai troppe, visto il numero di affiliati e fiancheggiatori dei clan criminali. Nel corso del processo o successivamente, Italia dei Valori propone: - - - - 18 di costruire nuove carceri e sezioni ad hoc in quelle già esistenti, per alloggiarvi i collaboratori di giustizia lontano dal rischio di contatti con criminali irriducibili; di imporre ai collaboratori di sottoporsi sempre all’esame dibattimentale sui fatti relativi alle responsabilità altrui, fatta salva la facoltà di non rispondere su quelle proprie; di separare la protezione dei criminali pentiti da quella dei testimoni di giustizia. Sono onesti cittadini che collaborano con lo stato pagando prezzi e correndo rischi altissimi, ai quali va garantito un congruo rimborso per i disagi patiti e, al termine della collaborazione, la garanzia di una nuova vita dello stesso tenore di quella precedentemente goduta, con una nuova identità per loro e le loro famiglie; di evitare termini temporali per la confessione; di collegare i benefici all'indicazione dei propri patrimoni; di esplicitare da subito i benefici penitenziari e sanzionatori, così da rendere meno aleatorio il futuro del collaboratore di giustizia e meno discrezionale la quantità e la qualità dei benefici. sia stato raggiunto da un provvedimento esecutivo di espulsione. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.3.2 Conflitto d’Interessi e Concorrenza Italia dei Valori propone l’ineleggibilità di un soggetto detentore sostanziale di imprese in posizione dominante in settori chiave dell’economia (soprattutto imprenditori che si candidano alla politica o che siano nominati, ai vertici di società a partecipazione pubblica) è la prima delle proposte di riforme. Sotto tale profilo appare inadeguata, sostanzialmente, anche la ipotesi del blind trust, dovendo necessariamente essere resa obbligatoria l’effettiva dismissione delle proprietà azionarie o delle aziende, proprio per la portata potenziale delle situazioni di conflitto di interessi. Ineleggibilità o decadenza dall’incarico dovrebbero anche riguardare soggetti che abbiano ricevuto condanna coperta da giudicato, quanto meno in relazione ad alcune tipologie di delitti tra cui certamente quelli contro la pubblica amministrazione. Il tema della efficacia dei controlli, e prima ancora della indipendenza dei controllori, è pertanto altrettanto fondamentale. 3 Italia dei Valori si è già fatta promotrice della costituzione di un organismo europeo di controllo sui conflitti di interesse: questo sia per armonizzare tutte le norme sul tema in tutti i paesi UE sia per la portata strategica e la dimensione costituzionale dei conflitti di interesse. Italia dei Valori si propone di impedire il ripetersi di tali situazioni che hanno portata strutturale perché contrastano con il principio costituzionale del pluralismo riaffermato con forza dalla Corte Costituzionale. Appare tra le più efficaci e con minori costi l’ipotesi di costituire apposite sezioni specializzate dei tribunali, competenti in tema di telecomunicazioni, con poteri di istruzione preventiva e poteri cautelari anche di natura inibitoria, in analogia con quanto espressamente previsto dalla normative UE sul tema spesso collegato della proprietà intellettuale. In generale, il tema della riforma delle authorities appare irrinunciabile: passaggio necessario di tale riforma appare la riduzione sostanziale del loro numero, con tendenziale attribuzione ad un’unica autorità dei compiti di vigilanza sulla trasparenza e correttezza del mercato, nelle sue varie articolazioni. Si propone quindi un decalogo che può essere utilizzato come base concettuale delle varie ipotesi di riforma destinate al risanamento del mercato e della vita pubblica in generale, pervasa letteralmente da situazioni di conflitto di interessi ed anticoncorrenziali. 1. Definizione di conflitto di interessi come situazione nella quale un soggetto può favorire i propri interessi privati. Costituisce distorsione grave delle funzioni e dell'organismo al cui interno sia constatato. 2. Portata costituzionale del conflitto di interessi italiano come lesione grave dei principi fondamentali contenuti nei primi undici articoli della Carta costituzionale. 19 Meno conflitti e più concorrenza significa più democrazia Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 3 3. Incostituzionalità manifesta quanto meno delle leggi in cui il soggetto titolare di funzioni di governo autoregoli le proprie situazioni di conflitto; di quelle che riguardino eventuali riforme del sistema delle immunità parlamentari; di tutte quelle relative ai casi in cui unico beneficiario sostanziale di tali norme sia il soggetto in conflitto di interessi, e ciò tanto più quando esse possano incidere su funzioni di livello costituzionale di cui sia investito il soggetto in conflitto di interessi. 4. Presunzione di incostitituzionalità dei provvedimenti normativi approvati in conflitto di interessi, salvo prova contraria. 5. Sanzione di invalidità delle nomine e dei provvedimenti in conflitto di interessi approvati nelle amministrazioni dello stato o partecipate dello stato, o in enti pubblici. Quanto meno nei casi più gravi riferibili ad una tipologia da individuare, e salvo sempre il diritto al risarcimento del danno da parte delle persone titolari di diritti soggettivi, cui tali norme o provvedimenti rechino danno. 6. Ineleggibilità di detentori di imprese o gruppi in posizione dominante nei settori chiave dell'economia, tra cui sicuramente i settori delle telecomunicazioni, dei mass-media, dell'industria pesante, dell'energia. Trasparenza e lotta al conflitto d’interessi nella politica e nell’amministrazione pubblica 7. Sanzione del conflitto di interessi anche come freno allo sviluppo dei mercati internazionali e ad una corretta ed equilibrata globalizzazione. 8. Consapevolezza della dimensione transfrontaliera e transnazionale del conflitto di interessi e costruzione di un sistema di relazioni comunitarie e internazionale volto a prevenirne e combatterne gli effetti. 9. Costituzione e potenziamento di una Autorità europea, dotata di poteri efficaci ed incisivi. antitrust 10. Riforma del sistema delle Autorità nazionali, con la previsione di norme chiare a garanzia dell’indipendenza di tali organismi, inclusa la previsione dell'affidamento a sezioni specializzate della magistratura di compiti ed attribuzioni oggi esercitate da Autorità garanti. 20 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.4 ECONOMIA, Commercio, Fisco, Banche e Assicurazioni 2.4.1 Economia e Competitività 2.4.1.1 Competitività del sistema Italia A livello generale e di principio, pensiamo che lo Stato deve garantire la parità di bilancio, prevedendo la copertura di tutte le spese da affrontare nel periodo considerato, inclusi quindi gli oneri di propria competenza per ricerca e lo sviluppo e per gli investimenti o le agevolazioni agli investimenti, all’innovazione ed alla conoscenza. Poiché lo sviluppo del paese si può ottenere solo con la volontà convergente di tutte le sue componenti, il bilancio previsionale deve essere definito con il coinvolgimento responsabile delle organizzazioni che rappresentano la società civile e nel più aperto rispetto dei compiti che ogni parte assume, sia nell’individuazione degli obiettivi, sia nell’allocazione delle risorse necessarie a realizzarli. Italia dei Valori propone di intervenire sui seguenti parametri che rischiano di frenare lo sviluppo: - - - - - - Ridurre e riqualificare la spesa pubblica a vantaggio degli investimenti, con economie nelle spese correnti e soprattutto recuperi di evasione fiscale macroscopica; Ridurre la pressione fiscale a livello nazionale e locale ottimizzando la distribuzione della capacità d’acquisto, tramite interventi decisi sugli squilibri ingiustificati e pesantemente negativi per la pace sociale; Rilanciare lo sviluppo territoriale con nuovi incentivi alla produzione di qualità, la contemporanea lotta alla criminalità organizzata e l’attuazione delle priorità infrastrutturali in funzione delle risorse disponibili. È difficile creare competitività quando aziende basate sul lavoro e la capacità imprenditoriale devono competere con altre che continuano ad agire impunite nell’illegalità, potendo praticare prezzi impossibili per gli onesti, assumendo lavoratori in nero; Introdurre nuovi incentivi e detassare gli utili reinvestiti in attività che producono nuovi posti di lavoro per le imprese che investono in conoscenza, ricerca, sviluppo, innovazione e risparmio energetico; Diminuire l’ampiezza del cuneo fiscale, cioè la differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta dei lavoratori Aumentare il tasso di attività, da noi più basso che altrove, con orari ed occasioni di lavoro graditi a lavoratori e lavoratrici Potenziare con investimenti mirati, le infrastrutture, le istituzioni, i servizi pubblici inferiori a quelli europei per quantità e per qualità; la cui carenza penalizza fortemente gli investimenti esteri soprattutto al Sud. Promuovere il made in Italy e rilanciare l’immagine dell’Italia all’estero, attraverso campagne mirate e l’acquisto di appositi spazi pubblicitari nei maggiori canali informativi internazionali; 21 4 Riduzione della pressione fiscale per le imprese ed incentivi fiscali alla innovazione Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO - 4 - slegare e liberare lo stato da tutto ciò che é inutile o superfluo e ritarda, ostacola, appanna il suo buon funzionamento in campo economico: enti, leggi, regolamenti, bolli, concessioni; cambiare le competenze della Banca d'Italia; liberare il mercato dallo stato imprenditore e dai cartelli privati; tutelare i risparmiatori nei confronti delle banche e assicurazioni; imporre tanta trasparenza e poche regole, e pretendere che vengano rispettate sempre, ovunque e da chiunque; rafforzare le autorità di controllo e punire tutti coloro che derubano le persone. In sostanza, i principali problemi che affliggono l’intera economia italiana, amplificati da condizioni ambientali derivanti dallo storico abbandono morale e materiale, sono il cattivo funzionamento delle istituzioni e la precarietà delle infrastrutture. Le nostre proposte nel merito sono di seguito riassunte: Migliorare l’efficienza e garantire la legalità all’interno delle istituzioni a) Il cattivo funzionamento delle istituzioni: È oggi finalmente convinzione comune che non possa esserci sviluppo senza rispetto della legalità. Bisogna quindi puntare su questo obiettivo, avviando un programma di investimenti in capitale umano che si proponga di superare il gap di legalità e fiducia. Si rende quindi necessario: - ripristinare la legalità, possibile solo attraverso un'azione molto decisa, di tipo tolleranza zero, centrata su un’applicazione rigorosa e tempestiva delle sanzioni così da dimostrare tangibilmente ad un numero crescente di cittadini che è possibile aver fiducia nella legge. Gli interventi dovranno caratterizzarsi per precise valenze qualitative. Non serviranno solo più magistrati e più forze dell’ordine, ma soprattutto i migliori magistrati e le migliori forze dell’ordine, dotati dei migliori mezzi tecnologici e di intelligence e motivati anche da un efficace sistema di incentivi professionali, economici, finanziari, di carriera tali da innescare una competizione al rialzo per svolgere la propria missione in aree difficili; - mettere a punto i meccanismi che instaurino un clima favorevole alla lotta alla corruzione ed alla criminalità e che incentivino i cittadini e le imprese a denunciare i casi di corruzione, a reagire, sicuri che lo Stato esiste dovunque; - attuare una precisa e sistematica lotta contro tutte le devianze, senza alcuna eccezione e nella consapevolezza che la fiducia nella legge è un fenomeno a carattere cumulativo e si autoalimenta a partire dalle più banali percezioni; - attuare una più efficace tutela dei diritti, spesso non adeguatamente protetti per l’inefficienza e lentezza della giustizia che scoraggia i cittadini ad intraprendere azioni legali contro i soprusi e ad avviare nuove attività economiche; - ridurre la partecipazione pubblica nelle società che competono sul mercato, soprattutto nelle società regionali, promuovendo un’azione più trasparente verso il sistema finanziario a supporto delle imprese, aprendolo ancorpiù alle società che competono sul mercato internazionale, liberando l’accesso al credito in funzione delle idee e non delle garanzie. È inoltre necessario ridurre il numero dei rispettivi 22 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO amministratori e managers ed aumentare la trasparenza e l’informazione in merito alla selezione del personale, ai costi di gestione ed agli affidamenti esterni, sia consulenziali che di sub-appalto, di tali società a partecipazione pubblica, evitando che le stesse possano competere sul mercato con imprese interamente private, godendo dei notevoli vantaggi derivanti sia dai possibili affidamenti diretti sia dalle garanzie finanziarie ottenibili, che ostacolano la crescita e sviluppo delle aziende sane del nostro paese in un reale mercato competitivo. b) Le infrastrutture Il loro livello complessivo è considerevolmente inferiore sia a quello nazionale che a quello di gran parte delle regioni europee. Inoltre. Sono elencate alcune azioni prioritarie: - individuare una serie di opere pubbliche ritenute di primaria importanza da chi deve giovarsene e dialogare con il territorio al fine di ottenere i necessari consensi dei cittadini in merito alla realizzazione delle stesse; - concentrare su di esse le risorse statali, creando altresì una rete di protezione in grado di garantire i tempi di attuazione ed il rispetto dei costi stimati. Sono opportune, a questo fine, corsie preferenziali controllate, per evitare lungaggini amministrative e possibili ingerenze da parte dell’apparato burocratico - ricorrere ai privati favorendo il project finacing quale strumento abituale, con un quadro legislativo chiaro che lo incentivi e che impegni le amministrazioni pubbliche ad adottare procedure di valutazione semplici e trasparenti, concedendo rapidamente le autorizzazioni. In parallelo, altre due iniziative possono accelerare lo sviluppo delle peculiarità locali. Nel periodo transitorio è necessario realizzare infrastrutture che non penalizzino in modo determinante il prodotto locale, garantendo agevolazioni sul costo dei servizi ancora inadeguati per compensare la differenza di competitività rispetto ad aree europee analoghe. Dovranno poi essere istituiti corsi di formazione in grado di preparare forza lavoro qualificata per le imprese che avranno avuto fiducia nell’impegno dello stato a risolvere finalmente lo svantaggio del Sud. 2.4.1.2 Divario fra Nord e Sud Data la sua particolare forma geografica, l’Italia si può dividere in due parti con realtà socioeconomiche diverse. Al Nord e al centro Nord dell’Italia è riconosciuta capacità competitiva all’altezza di altre zone progredite economicamente; quindi lo stato deve fornire loro un livello di servizi analogo a quello dei paesi più avanzati. Le regioni del Nord e Centro Nord hanno il diritto di impegnare nello sviluppo del proprio benessere risorse finanziarie adeguate. Bisogna pertanto: - completare e sviluppare il necessario piano di investimenti per infrastrutture e servizi a breve, medio e lungo periodo; semplificare il sistema di imposte locali e ridurre la pressione fiscale, nell’ambito delle direttive di giustizia sociale valide per l’intera collettività nazionale 23 4 Realizzare rapidamente moderne infrastrutture è prioritario Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO - 4 garantire la disponibilità delle migliori risorse per il welfare. Sud e Centro Sud sono un malato e una risorsa, bisogna guarire il malato per utilizzare la risorsa. Il Mezzogiorno è entrato in Europa in condizioni di evidente difficoltà, con un tasso di crescita del PIL pari alla metà di quello del resto del Paese, un tasso di disoccupazione tre volte più elevato di quello del Nord e un contributo solo marginale (10 %) alle esportazioni. Tuttavia, le sue singolari condizioni ambientali, particolarmente favorevoli per la produzione alimentare e il turismo stagionale o stanziale, appaiono attualmente in grado di attrarre risorse specifiche. Focalizzare gli interventi sulla filiera del turismo è sicuramente una strada percorribile, dopo aver evidenziato in concreto, con gli operatori della società civile, zona per zona, quali siano le caratteristiche che possono raggiungere l’eccellenza ed attraverso quali evoluzioni materiali ed immateriali della situazione essa possa essere raggiunta. Non dimentichiamo inoltre il ruolo che il Sud può svolgere nel campo della ricerca scientifica di base, anche in relazione all’elevato tasso di disoccupazione intellettuale. 2.4.1.3 Maggiore informazione sui prodotti esteri e tutela del consumatore Globalizzazione dei mercati La globalizzazione dei mercati e i progressi tecnologici hanno esercitato profondi effetti sui prodotti. Mentre una volta venivano realizzati in massa per i tutti i consumatori, diventano ora in misura crescente specifici per le esigenze individuali. Inoltre, è sempre più frequente che siano fabbricati al di fuori dell’Unione Europea, creando così problemi di applicazione delle leggi. La scienza e la tecnologia hanno poi consentito lo sviluppo e la diffusione di massa di nuovi prodotti prima accessibili solo ad una ristretta élite. L'innovazione ha introdotto processi e tecniche di produzione sempre più complessi i cui effetti su salute e sicurezza non sono prevedibili. La questione dei cibi prodotti con derivati di organismi geneticamente modificati (OGM), i cui brevetti e le cui tecniche autodistruttive (terminator) sono in mano a poche multinazionali, non esclude possibili rischi per la salute umana. Nel passaggio dalla lira all’euro, per quale motivo Banca d’Italia non ha mai dichiarato l’inflazione chiaramente conclamata? Chi l’ha coperta? Alla fine, la Banca Centrale Europea ha dovuto ammettere che l’ingresso dell’Euro ha causato inflazione, ma se non si dichiara apertamente chi sono i responsabili dell’inflazione, i consumatori pagano i beni al prezzo dell’inflazione, ricevono per il proprio denaro interessi al finto tasso di sconto. I consumatori devono essere meglio informati sull’andamento dei prezzi alla produzione e all’ingrosso, perché il mercato deve avere come elemento costitutivo la trasparenza dei meccanismi di funzionamento. Ciò significa che dobbiamo poter conoscere il livello e la formazione dei prezzi; si può fare, obbligando la grande distribuzione a fornire sistematicamente il costo medio dei prodotti necessari alle famiglie. Deve essere una sorta di paniere consultabile dai consumatori su Internet e sul televideo, 24 ore su 24, periodicamente pubblicato su quotidiani locali a scadenza settimanale. 24 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.4.2 Commercio e Terziario Come i forti aumenti al dettaglio evidenziano, il vero problema del caro euro dipende dall’assenza di una politica sana del Commercio. La rete del commercio tradizionale è fortemente indebitata, facile preda dell’usura e così un enorme patrimonio di tradizioni, di esperienze, di imprese familiari rischia di sparire con il conseguente deserto dei centri storici. È urgente un piano di commercio che metta in rete la domanda e l’offerta a livello locale e che spinga il dettaglio tradizionale a percorrere la strada della specializzazione. 4 Ciononostante, è di tutta evidenza che il sistema commerciale e di servizi ha via via assunto, nella sua evoluzione in Italia, una posizione particolarmente strategica per lo sviluppo economico e sociale della nostra economia. Esso, infatti, rappresenta l’anello di congiunzione tra produzione e mercato: non si limita più a svolgere una mera funzione logistica e di supporto ma, in un contesto di crescente complessità, ha sviluppato strutture e dinamiche tali da esercitare un’influenza che va ben al di là del suo peso economico in termini di produzione di reddito e di occupazione. Ciò è particolarmente vero in ambiti produttivi così detti “maturi” o “consolidati” quale, ad esempio, quello relativo alla casa e all’arredo, in cui l’intersettorialità presente nel terziario contribuisce significativamente alla valorizzazione dell’intera filiera produttiva: infatti, la qualità percepita dal consumatore finale passa, inevitabilmente, attraverso il “prodotto” peculiare dell’attività di distribuzione. Dovranno poi essere favoriti i gruppi d’acquisto, realtà consolidata nel resto d’Europa ma in Italia pressoché sconosciuti. La pubblica amministrazione, il governo centrale, gli enti locali, hanno il dovere di coordinare gli interventi pubblici. Consumatori e i commercianti, su questo ed altri punti, devono divenire alleati. Infine, risulta necessario trovare le forme di incentivo ad un approccio all’innovazione nel terziario e nel commercio, più difficoltoso rispetto agli altri settori produttivi in quanto la variegata tipologia di attività e la schiacciante prevalenza di micro imprese nel settore del commercio e dei servizi ha fortemente pregiudicato l’insorgere di innovazioni di processo e/o di prodotto in un settore di particolare peso per l’economia nazionale. 25 Sostenere la specializzazione del commercio al dettaglio locale Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.4.3 4 Sviluppo ed Innovazione La competitività dei prodotti rappresenta un fattore inderogabile per la sopravvivenza delle imprese in un mercato mondiale e di ecommerce e nei paesi avanzati si raggiunge solo tramite l’automazione dei processi produttivi che garantisce sia la diminuzione dell’incidenza della mano d’opera sia la costanza nel livello di qualità. Fonte importante di occupazione diventa quindi l’area della ricerca, e dell’innovazione e della conoscenza. Poiché la concorrenza è presente ed agguerrita in tutti i campi, poiché gli investimenti nella ricerca sono estremamente costosi e poiché anche le risorse umane di livello superiore sono limitate, diviene necessario stabilire priorità nello stanziamento delle risorse necessarie a conquistare posizioni di eccellenza. In ogni contesto geografico e sociale, tali priorità devono partire dalle caratteristiche specifiche capaci di consentire il raggiungimento dei migliori risultati. Per l’Italia, e nell’ambito europeo e mondiale, tali caratteristiche individuano nella filiera del turismo e dei servizi l’area di potenziale sviluppo eccellente. Tramite allocazione di adeguate risorse economiche statali, di origine comunitaria o privata, si ritiene che sia opportuno investire nel settore il 2,5% – 3 % del PIL per favorire il raggiungimento di posizioni di leadership mondiale. Sostegno continuo alla innovazione Allo stato attuale delle conoscenze tecniche, l’idrogeno rappresenta l’unico vettore ecologico di energia utilizzabile come fonte di calore attraverso la combustione o come fonte di energia meccanica per mezzi di trasporto di persone o cose, purché esso sia ottenuto per separazione dell’idrogeno e dell’ossigeno contenuti nell’acqua. Il problema ecologico si risolve realizzando una fonte primaria diversa dai prodotti energetici minerali, come carbone, petrolio, gas metano, per produrre energia elettrica. Da questa trae origine, per le sole utenze mobili, il ciclo ecologico dell’idrogeno che, nel giro di un decennio, potrebbe eliminare almeno nei paesi avanzati tutto l’inquinamento generato dalle centrali termoelettriche e dalle fonti di riscaldamento fisse, lasciando spazi di crescita ai paesi emergenti nell’ambito delle fonti energetiche tradizionali, mentre l’industria della mobilità sviluppa le tecnologie commerciali per convertirsi all’utilizzo dell’idrogeno tramite ammoniaca. La prospettiva è assai interessante, anche se bisogna valutarla sul lungo periodo, senza cedere ai suggerimenti occulti del potere economico privato e stabilendo la corretta interdipendenza fra sviluppo del terzo mondo e scelta nucleare. Inoltre anche un eventuale ricorso all’energia nucleare non deve essere alibi per non favorire con ogni mezzo l’uso di fonti di energia riproducibile (eolica, solare, ecc.). 26 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.4.4 Fisco Proponiamo l’istituzione di una nuova figura, quella del Buon Contribuente, di colui che paga regolarmente le tasse, da premiare, in antitesi all’evasore con una riduzione, marginale ma comunque significativa del carico fiscale. L’obiettivo della necessaria lotta all’evasione fiscale non deve essere tanto quello di incrementare le entrate quanto quello di recuperare equità, stabilendo di premiare chi ha assolto i propri doveri tributari e di converso punendo chi non lo ha fatto. Le nostre proposte sono: 1. collegare la politica fiscale alla riforma dello stato e della pubblica amministrazione e definire i fabbisogni delle entrate e delle spese per una fase transitoria di tre anni e per la successiva fase a regime attuata riducendo il peso dello stato; 2. introdurre un sistema di detrazione della maggior parte delle spese documentate dal reddito dichiarato. Ciò stimolerà il cittadino a chiedere una regolare fattura alle ditte che saranno così costrette a dichiarare quanto realmente prodotto e venduto. A fine anno il ministro delle finanze potrà definire con decreto i settori nei quali le spese saranno detraibili nell’anno successivo. I cittadini potranno dedurre tali spese conservandone la documentazione fiscale; 3. diminuire le aliquote IRPEF per i redditi più bassi disegnando una curva di progressività che ne trasferisca il prelievo sui redditi più alti, tenendo tuttavia ben presente il fatto che aliquote troppo alte percepibili come un esproprio favoriscono l’evasione. Il tutto, a patto che funzionino di pari passo i controlli sulle categorie che evadono e che di fatto non sono controllate; 4. utilizzare al più presto l’anagrafe dei conti e dei depositi finalmente approvata dopo dieci anni (Legge 413/91); 5. ridurre l'aliquota IRPEG sulle imprese, in particolare quelle del Mezzogiorno che investono e dimostrano di creare nuove occupazioni e quelle che in due anni emergano dal sommerso; 6. prevedere l'obbligatorietà di comunicare alla guardia di finanza le denunzie degli imprenditori per furto o incendio della contabilità, da parte delle altre forze di polizia. 7. ristrutturare il sistema fiscale con riferimento ai seguenti punti: I. IRAP: fallimentare metodologia di imposizione diretta in quanto i costi del personale e quelli bancari –due dei costi che costituiscono l’ossessione di qualunque attività economicanon devono essere riprese fiscali ai fini IRAP (che vuol dire aumento della base imponibile ovvero ricavi) e sui quali pagare imposte dirette sul reddito. Tale mostruosità raggiunge il suo apice nelle società di servizi dove i citati costi sono la parte assolutamente prevalente dei costi complessivi: la base imponibile ai fini IRAP non si discosta quindi dal valore della produzione e l’imposta IRAP diventa, conseguentemente, un imposta sul fatturato e non imposta sul reddito. Per le PMI di servizi -molto frequentemente con imposte sul reddito, in caso di reddito limitato, superiori al 60% del reddito stessol’incostituzionalità è evidente, laddove la Costituzione radica il prelievo fiscale su principi di progressività; 27 4 Effettiva uguaglianza di fronte al fisco, alle banche ed ai poteri forti Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4 Riduzione della pressione fiscale alle imprese oneste II. studi di settore: in Italia si è giunti ad abolire ex lege le società che non creano profitti; di più: fino al giorno in cui una società non decide di portare i libri in tribunale chiedendo la dichiarazione di fallimento deve versare imposte sul reddito sulla base degli studi di settore, che fissano per codice di attività e per dimensione aziendale il reddito “certo” fatto dalla società. Qualsiasi commento risulta ridondante; III. certezza dei controlli e delle sanzioni, con definizione dei tempi di prescrizione dei controlli e delle sanzioni certi: attualmente la possibilità di essere soggetti a accertamenti fiscali 7 anni dopo il deposito di una dichiarazione dei redditi determina, nei fatti, uno stato di polizia fiscale; IV. reciprocità -nei tempi di liquidazione e nella erogazioni di sanzioni- tra Stato e società private/cittadini: non inerisce alla democrazia l’attuale differenza di posizione ovvero (a) se una società ritarda di un giorno un versamento fiscale –si sottolinea un giorno- la sanzione fiscale immediata si attesta oltre il 12% del dovuto (oltre il 18% dopo un anno) mentre (b) se lo Stato deve fare un rimborso IVA ed ha un ritardo medio di oltre tre anni nella liquidazione dello stesso non versa alcuna sanzione. Delle due l’una (i) o anche lo Stato paga le medesime sanzioni per il danno provocato con il ritardo di pagamento alle società/cittadini o (ii) anche le società/cittadini non pagano le sanzioni; V. la responsabilità penale degli amministratori di società non può essere correlata al mancato versamento di imposte per importi modesti e senza che ci sia stato dolo. L’attuale normativa che determina condanne penali per mancati versamenti IVA e di ritenute fiscali per un ammontare superiore 50.000 per ogni periodo d’imposta è un anacronismo che vede come vittime, assurdamente, proprio lo Stato ed il livello di occupazione. Chi fa attività economica convive con le tensioni finanziarie ovvero con flussi di cassa che, sistematicamente, determinano impossibilità contingenti ad adempiere a tutti i pagamenti: se ogni volta che accadono tali stati di tensione finanziaria -ovvero ritarda di oltre un anno qualche versamento fiscale- un amministratore di società commette reato si preclude (i) a qualsiasi imprenditore di “resistere” sul mercato costringendolo (ii) a richiedere -per evitare condanne penali- la dichiarazione dei fallimento della propria società essendo il ricorso al credito impercorribile nella situazione di tensione finanziaria ed a licenziare tutto il personale dipendente. Le fattispecie più drammatiche si raggiungono nelle società di capitali medie ovvero in quelle società in cui gli amministratori frequentemente non sono soci e la tutela dei lavoratori dipendenti è più alta: in questi casi – dove cioè gli amministratori non sono anche “padroni”- i rappresentanti non corrono certo il rischio di infrazioni penali per situazioni di cui, a contrario, non hanno un interesse diretto di ordine societario superiore ovvero la proprietà dell’azienda. L’assurdo della norma richiamata è da leggersi, con un inquadramento olistico di tutti gli impianti giuridici cointeressanti il diritto societario e fiscale, nel fatto che il mancato versamento è certamente fiscalmente sanabile entro 28 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO un periodo più lungo di quello previsto dalla norma penale, con il versamento del dovuto con sanzione ridotta. Senza rilevare una fattispecie non considerata dalla norma ovvero che gli imprenditori possono privilegiare il versamento delle ritenute al fisco invece di liquidare i dipendenti; VI. Addebito delle spese procedurali e di consulenza all’Agenzia delle entrate nel caso di avvisi di accertamento e cartelle esattoriali errate ed in caso di vittoria del contribuente in sede di commissione tributaria. Gli attuali costi sociali ed economici sostenuti interamente dal tessuto economico per ogni errore e disservizio reso dall’Agenzia delle entrare vanno quindi riconsiderati nella loro imputazione. 8. modificare la gestione dei patrimoni dei minori e delle persone comunque sotto tutela, rimuovendo l'attuale obbligo di investire in titoli di stato; 9. promulgare norme per la trasparenza dei servizi assicurativi con la creazione di appositi uffici reclami presso i quali gli utenti possano far sentire le proprie ragioni con l’istituzione del garante collegiale che costituisce il secondo livello di ricorso, insindacabile. Ci sembra poi inderogabile la modifica delle norme penali: gli imprenditori condannati con sentenza passata in giudicato per reati gravi contro la pubblica amministrazione perderanno il diritto a contrattare con la pubblica amministrazione stessa, mentre le loro imprese verranno escluse, per un periodo da definire, da tutte le gare pubbliche. Per il credito, Italia dei Valori propone di: 1. introdurre legalità nella raccolta del credito perché, come dimostrano i documenti della commissione antimafia, essa spesso é fuorilegge a causa di una zona grigia nella quale confluisce la raccolta di denaro pulito e di denaro sporco; 2. riportare alla legalità il sistema della concessione del credito che attualmente pratica tassi usurari, come si desume e da più sentenze della magistratura e della Corte Costituzionale; 3. richiedere al governo di modificare il decreto sui mutui usurari e l’obbligo di restituzione ai cittadini degli interessi indebitamente pagati dopo il 1997; 4. parificare le condizioni creditizie su tutto il territorio nazionale, dal momento che al Sud tassi sono mediamente più elevati di tre/ cinque punti rispetto al Nord; 5. evitare la lottizzazione fra i partiti per le nomine dei dirigenti e degli amministratori delle banche; 6. abolire tutta la normativa, ad iniziare da quella civilistica, che pone il sistema bancario/assicurativo in posizione contrattuale privilegiata; assurde le clausole che intervengo a favore di banche o assicurazione, trattate quindi da parte debole del sinallagma contrattuale: vero è l’opposto. 7. prevedere un ruolo attivo delle associazioni dei consumatori nelle istruttorie avviate dall'autorità antitrust. 29 4 Lotta all’evasione fiscale e non permettere agli imprenditori disonesti di operare Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.4.5 4 Ridurre il potere delle banche nello stato ed introdurre maggiore trasparenza nella loro gestione Banche e Mercati Finanziari La proprietà della Banca d’Italia non può non essere una prerogativa sovrana ovvero riservata allo Stato ed evitare l’assurdo attuale in cui il controllore Banca d’Italia sia di proprietà dei controllati (i due maggiori istituti privati di credito hanno il controllo dell’assemblea della Banca d’Italia). La nomina del Governatore della Banca d’Italia deve essere effettuata dal Parlamento e l’incarico deve essere limitato ad un tempo massimo di 7 anni e poter essere revocato in caso di colpa grave dalla stessa maggioranza parlamentare con cui è stato nominato. Il Governatore può ottenere al massimo due mandati. Il Governatore non può essere, come ora, il mero difensore degli interessi corporativi degli istituti di credito e non può, come ora, permettersi di criticare il Parlamento, il Governo ed il suo Presidente, la categoria degli imprenditori ed i loro rappresentanti e far passare sotto completo silenzio l’abuso della posizione dominante del sistema/bancario assicurativo comprovato dai margini operativi netti registrati dagli istituti di credito ed assicurativi in questi ultimi anni: a fronte di un’economia che complessivamente in questi 5 anni è cresciuta dell’1-2% su base annua, il sistema bancario/assicurativo ha migliorato i profitti netti con incrementi del 20-30% su base annua. Dove ha recuperato il sistema bancario/assicurativo questi margini, se l’economia è stagnante? (i) Dal sistema produttivo e (ii) dalle famiglie: i costi e gli oneri del sistema bancario -comparato agli altri paesi dell’economia occidentale- è lì a dimostrarlo. La Banca d’Italia, per fare un esempio clamoroso, non può impiegare 10 anni dalla promulgazione della Legge 108/96 –cd. Legge sull’usura- per comunicare a 30.000 sportelli bancari del paese che la “commissione massimo scoperto” deve essere riconsiderata (come da sentenze giurisprudenziali) al fine del superamento o meno da arte delle banche del tasso soglia usurari: perché prima non la riconsiderava? Per il fatto che i soci della Banca d’Italia sono gli stessi istituti di credito che si sono avvantaggiati illecitamente di tale metodo. L’operatività e gli ambiti di delega degli organi di controllo (Banca d’Italia, Consob, ecc.) devono avvenire con un rapporto di collegialità e con un approccio sistemico onde evitare le dannose e frequenti situazioni di sovrapposizione e di disomogeneità di intervento. Deve essere fatto divieto a tutti coloro che ricoprono incarichi direttivi in enti di controllo a sovranità nazionale (Consob, Banca d’Italia, Autorità di qualsiasi natura) di assumere direttamente od indirettamente per almeno 5 anni impieghi retribuiti dalle enti/istituzioni/società/aziende già sottoposte al loro controllo. Le privatizzazioni e la nuova disciplina sulle società quotate in borsa non hanno prodotto finora risultati positivi riguardo all’efficienza e alla trasparenza delle attività gestionali, alla tutela dei risparmiatori e alla loro partecipazione alla vita societaria, al controllo dei bilanci, alla distrazione di fondi e alla costituzione di fondi neri, agli stipendi dei manager e ai loro benefit che continuano ad essere percepiti anche quando le società sono sostanzialmente in stato di insolvenza –ed un tanto vale per le partecipazioni statali dove casi come quello di Alitalia non possono più essere accettati-, ai cartelli e alle tariffe delle società di assicurazione che sono le più elevate d'Europa senza un corrispondente livello dei servizi. Italia dei Valori propone 30 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO conseguentemente di: 10. mettere in atto regole severe e sanzioni adeguate per stroncare l'insider trading ed il conflitto di interessi, l’aggiustamento dei bilanci con operazioni e fatturato estero che sono, nella sostanza, operazioni infra-gruppo: è necessario attribuire alla CONSOB (i) poteri investigativi mirati e selezionati con definizione di periodi temporali di intervento alquanto ristretti onde non causare inerzia ed inoperativà aziendali gravissime per l’attività di qualsiasi società/ente/azienda, , (ii) il potere -in caso di conclamata illecito penale- di comminare sanzioni pecuniarie severe oltre ad interdire i responsabili dalle attività professionali; 11. ridefinire l'intera legislazione in materia fallimentare che deve volgere (i) a punire i bancarottieri ma a (ii) permettere agli altri stakeholders di poter esercitare in futuro attività economica: l’ipocrisia dell’attuale legislazione di avere una durezza formale senza affrontare la problematica che le persone interdette ingiustamente da tutte le attività economiche devono pur cercare di sopravvivere e portare un salario in famiglia: conseguenza di cui non si parla e rimedio alquanto ricorrente è l’utilizzo di prestanome per svolgere un attività imprenditoriale; 12. modificare la legislazione sulle società fiduciarie e istituire un fondo comune di garanzia con le stesse caratteristiche del fondo interbancario di garanzia dei depositi: in presenza di violazioni di legge è necessario congelare i flussi finanziari con possibilità di commissariamento della società/ente per periodi molto brevi; 13. drastica semplificazione degli adempimenti civilisti, contabili, del lavoro e fiscali, che hanno collassato da lungo tempo le PMI – unica spina dorsale del sistema produttivo nazionale- (infiniti gli ambiti di intervento: abolizione dell’elenco clienti e fornitori, abolizione del libro cespiti con tenuta nella contabilità ordinaria di un conto di mastro separato con storico delle movimentazioni, tenuta elettronica ed accorpamento del libro matricola, ecc.); 14. costituire presso il Ministero delle Finanze una banca dati obbligare gli imprenditori a tenere il libro aziendale unico (LAU) elettronico da aggiornare con pochissimi dati. Per lo Stato e per gli imprenditori, i vantaggi di tale sistema saranno enormi: minori costi, semplificazione delle procedure, migliore trasparenza; 31 4 Cambiare l’attuale sistema di garanzie bancarie e stroncare il conflitto d’interessi nelle banche Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.4.6 4 Assicurazioni Data la presenza di barriere all’ingresso nel mercato sufficientemente alte da scoraggiare la creazione di nuove imprese, il problema delle assicurazioni si risolve consentendo l’ingresso di altri operatori: in primis, delle compagnie straniere intra UE che devono poter operare in Italia senza la necessità di aprirvi una sede, con conseguente possibilità per il consumatore di contattarle direttamente via internet o telefonicamente. Tale apertura potrebbe proseguire con il rilascio alle poste delle licenze amministrative necessarie per poter operare nel ramo assicurativo. Occorre obbligare per legge alla creazione di una forma di assicurazione a franchigia, introdotta e poi subito abrogata. Per rispondere alle strumentali obiezioni delle compagnie, si potrebbe chiedere agli assicurati il rilascio di apposite garanzie, come il possesso di una carta di credito. Maggiore trasparenza e pubblicità sui prodotti assicurativi E’ altresì necessario il superamento della figura dell’agente monomandatario, promuovendo anche in ambito locale la creazione di broker assicurativi o di agenti plurimandatari, con appositi strumenti di agevolazione tributaria in favore di professionisti che dimostrino di consentire veramente la possibilità di esistenza della concorrenza, poiché hanno presso le proprie agenzie più compagnie di importanza nazionale. Si deve anche aggiungere la possibilità di contrarre apposite convenzioni relative a particolari figure come i pendolari, da parte delle amministrazioni locali e delle imprese pubblicizzate di trasporto urbano. Lo Stato deve, altresì, svolgere una funzione di diffusione e pubblicizzazione di tutti i prodotti assicurativi correlati ad assicurazioni obbligatorie con indicazione delle tariffe in vigore praticate dalle varie compagnie di assicurazioni, da diffondere non solo su internet ma anche su televideo e sulla stampa periodica. Occorre aumentare i profili tariffari di riferimento, prevedendone il superamento con la sostituzione dei programmi informatici di personalizzazione del calcolo del premio. E’ opportuno rivedere, come sopra richiamato, i termini di prescrizione oggi previsti dal codice civile, che fanno prescrivere i diritti degli assicurati dopo un anno oppure due contro i normali termini di cinque e dieci anni. Le esigenze di calmieramento del mercato non possono andare contro la tutela del diritto alla salute, riducendo, come è purtroppo avvenuto, gli importi dei risarcimenti per il danno biologico, per la determinazione del quale occorre reintrodurre, entro determinati limiti, la discrezionalità del giudice e consentire la personalizzazione del danno alla salute. 32 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.5 INFORMAZIONE, Comunicazione e Diritti Radiotelevisivi Bisogna contrastare il dominio oligopolistico di imprenditori con attività diverse da quelle proprie dell’editoria. Italia dei Valori propone pertanto: La riforma dell'Autorità Antitrust: è di fondamentale importanza giungere alla realizzazione di una riforma che affidi all'Autorità antitrust (autorità per la libera concorrenza nel mercato) tutte le competenze di analisi economica della struttura del mercato. In tal modo si potrà assicurare la funzione di vigilanza e repressione delle posizioni dominanti, a cui dovrà seguire l'intervento immediato, in sincronia con le funzioni della magistratura ordinaria, per colpire i casi di fusione e concentrazione che possono compromettere il pluralismo del sistema. In questo ambito sono da potenziare le funzioni di tutela dei consumatori e dell'Autorità Antitrust rispetto alla pubblicità ingannevole, comunque trasmessa, e sono da predisporre più efficaci forme di coordinamento con le associazioni di consumatori e di utenti e soprattutto forme di risarcimento per i consumatori danneggiati. Nuove normative regolamentari devono essere individuate, sia per introdurre forme di monitoraggio automatico a garanzia dei limiti quantitativi previsti dalle vigenti disposizioni comunitarie sia per difendere i consumatori dai rischi di frode da televendite, sia per vietare la pubblicità di prodotti ad alto rischio che possono pregiudicare la salute del consumatore. Una maggiore vigilanza sul mercato della comunicazione: è necessario escludere il ricorso a professionisti od a società di consulenza che tradiscono nello spirito e nella forma il significato e il senso stesso della garanzia. Occorre restituire autorevolezza e credibilità al sistema dei controlli, potenziando il monitoraggio e la vigilanza sulle rilevazioni di ascolto, vero e proprio barometro del mercato pubblicitario tuttora autogestito in modo spartitorio dai gruppi più forti, a discapito della trasparenza e del pluralismo. Il sostegno alla pluralità dell’informazione oltre il monopolio Mediaset - RAI: bisogna pretendere l’attuazione delle prescrizioni del 1994 della Corte Costituzionale, che ha espresso chiaramente l'esigenza centrale di considerare il pluralismo come punto di riferimento obbligato per ogni riforma, a tutela della libertà di manifestazione del pensiero intesa come garanzia di diversi orientamenti e punti di vista, nel rispetto dei principi fondamentali della Costituzione. Diventa allora necessario favorire la nascita di più poli televisivi. Nuove regole per telefonia e Internet: insieme alla multimedialità derivante dai nuovi servizi digitali, non può essere trascurata l'esigenza di dettare nuove regole deontologiche e penali per reprimere le possibili frodi sui servizi di telefonia e su Internet, senza che tali regole si trasformino in un possibile controllo della libera informazione. Contro le residue e consistenti rendite di posizione del monopolista, bisogna favorire anche nei centri minori la possibilità per altri gestori di poter operare, potenziando la tecnologia della comunicazione via cavo e la 33 5 Pluralità e correttezza nella informazione Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 5 Riforma del sistema informativo (televisione, stampa ed editoria) 34 competizione tra diversi operatori, anche in quanto alternativa alla telefonia cellulare, fonte di inquinamento elettromagnetico. La definizione degli assetti proprietari: è necessario fissare il limite massimo del 20% alla crescita di un solo soggetto sul mercato nazionale dell’informazione ed a pretendere che tale limite sia rispettato, laddove questo soggetto sia direttamente o indirettamente punto di riferimento o azionista di rilievo di iniziative e società diverse ma operanti nel settore (raccolta pubblicitaria, quotidiani, periodici, emittenza terrestre televisiva, radio, satellite e Internet). Il collegamento del servizio universale alla banda larga. La formazione dello statuto dell'impresa di informazione: dev’essere definito un particolare statuto per le imprese che operino esclusivamente o anche parzialmente nel settore dell'informazione, creando norme tese a garantire la separazione tra pubblicità e informazione e l’autonomia gestionale sui contenuti, all'interno di un indirizzo generale indicato dalla proprietà. Per le imprese di dimensione nazionale e regionale deve essere previsto un consiglio di sorveglianza interno, costituito da rappresentanti della proprietà e degli operatori dipendenti: un osservatorio che abbia l'obbligo di verificare la qualità dell'informazione ed il rispetto dei diritti dei cittadini, in particolare dei soggetti deboli e delle minoranze, in collegamento con le associazioni degli utenti e le autorità delle comunicazioni, della tutela della privacy e con la Consob. La riforma dell’editoria tradizionale: chiediamo innanzitutto l’abolizione del sostegno finanziario ai giornali politici, che ha finito per diventare un nuovo consistente canale di finanziamento per l'attività degli apparti burocratici di partito, prima che un sostegno alle iniziative editoriali. Siamo invece favorevoli a un forte sconto sulle tariffe postali, mentre poco senso hanno ormai altri tipi di aiuti e di sconti tariffari a favore delle imprese editoriali. In particolare, potrebbero essere limitati e lentamente avviati ad estinzione i contributi per la carta erogati con un meccanismo che ha permesso lucrosi accordi tra editori e stampatori ai danni delle finanze pubbliche. I risparmi ottenuti con questi tagli potrebbero essere invece investiti nel finanziamento di nuove imprese editoriali elettroniche, soprattutto se avviate da cooperative. L’autonomia della Rai: invece che da rappresentanti dei partiti, il consiglio, dotato di poteri autonomi, dovrebbe essere composto da rappresentanti del consiglio degli utenti, dei giornalisti e dipendenti Rai, di ciascuna delle autorità direttamente interessate e da un magistrato esperto nei problemi relativi ai minori. La regolamentazione della Consob e degli operatori dell'informazione: il codice di autoregolamentazione dei giornalisti per la difesa dei minori definito dalla Carta di Treviso, deve essere allegato alla legge sulla professione dei giornalisti e la violazione delle norme deontologiche deve trovare sanzione dura ed immediata. Per ovviare alla lentezza del sistema giudiziario, colpendo la diffamazione e sanzionando i danni in sede civile, si potrebbero istituire collegi arbitrali regionali composti da rappresentanti di tutti gli interessati, che possano decidere la pubblicazione tempestiva di rettifiche con la stessa evidenza degli articoli contestati e che possano ridurre le azioni giudiziarie. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.6 SALUTE, Sanità e Previdenza 2.6.1 Salute e Sanità Sono quanto mai necessarie politiche del lavoro più flessibili e nuovi modelli di servizi assistenziali che non rincorrano risposte ad ogni bisogno emergente, bensì adattabili alle esigenze di ognuno in un sistema non chiuso al dialogo con le altre risorse disponibili pubbliche e private, profit e no profit. 2.6.1.1 6 Prevenzione E’ necessario promuovere la prevenzione primaria e secondaria aumentando il controllo per la riduzione della esposizione a fattori di rischio da parte del Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) a cui compete un forte ruolo di individuazione valutazione dei fattori di rischio e di valutazione dell’effetto dei programmi di prevenzione. È necessario che il S.S.N. possa operare in piena indipendenza dalle amministrazioni pubbliche locali sia nel campo del lavoro sia in quello ambientale. E’ necessario che le risorse economiche destinate alla prevenzione siano realmente utilizzate nel settore e non stornate in altri. Per promuovere e consolidare migliori stili di vita nella popolazione da un alto proponiamo l’Igiene e l’educazione sanitaria come materie di insegnamento nelle scuole, affidando la docenza ai medici, e dall’altro il coinvolgimento delle Facoltà Mediche per valorizzare nel piano di studi universitario i temi della Medicina e dell’Igiene Sociale. Italia dei Valori propone di: promuovere più campagne informative su corretti stili di vita; promuovere la conoscenza dell’importanza della prevenzione; potenziare le visite e i controlli medici itineranti nel territorio regionale. 2.6.1.2 Diritto alla salute Italia dei Valori promuove e sostiene un S.S.N. a carattere pubblico, aperto all’integrazione con il privato, e ritiene che un S.S.N. solidale, efficiente, equo ed uniforme nelle prestazioni sia il sistema più idoneo per la promozione e la tutela della salute dei cittadini, teso alla valorizzazione del circuito virtuoso della prevenzione, della cura e della riabilitazione. Anche in una realtà federale, il S.S.N. deve garantire su tutto il territorio italiano livelli essenziali e uniformi di assistenza di provata efficacia, senza alcuna differenziazione regionale, evitando disparità e confusione legislativa e assistenziale. Se il diritto alla salute non è un bene che si compra e si vende e se la sanità non è un prodotto commerciale su cui potere speculare, se la salute è un diritto fondamentale della persona, l’IDV ritiene che lo Stato debba incaricarsi della sua tutela in maniera prevalente, modulando e regolando l’integrazione e l’intervento del privato. 35 Insegnare l’igiene ed educazione sanitaria nelle scuole Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 6 Italia dei Valori è favorevole al fatto che anche nei servizi sanitari si sviluppi una sana concorrenza tra strutture sanitarie, pubbliche e private che siano. Per entrambe tuttavia devono valere le medesime regole del gioco: in termini di standard di prestazioni, in termini di rapporto pazienti/paramedici/medici, in termini di insieme di servizi offerti. Tale sistema di servizi deve comportare, sia per il pubblico che per il privato, una serie di prestazioni a diversi margini di contribuzione. La sua mancata accettazione è motivo di esclusione da ogni convenzione. Non è semplice l’obiettivo da raggiungere: occorrerà certamente evitare sprechi e consumismo sanitario, rafforzare i processi di ricerca di qualità del sistema, correggerne le distorsioni e le inefficienze, tenendo sempre presente che l’utilizzo improprio di risorse, utilizzate per chi non ne ha realmente bisogno, le sottrae a chi invece ha necessità urgente di risposta sanitaria. Per rispettare il dettato costituzionale e migliorare il sistema, si avanzano le seguenti proposte utili alla programmazione e alla definizione delle priorità degli interventi: 1. Verifica e controllo come strumenti ordinari di gestione – ruolo del privato: è necessario affrancare la dirigenza tecnicoprofessionale dalla dipendenza politica promuovendo il principio della responsabilità oggettiva; bilanciare il potere dei direttori generali attribuendo un livello di controllo esterno a soggetti giuridici terzi, individuati e delineati come organi di garanzia con precise autorità e responsabilità, organizzati in strutture opportunamente definite e responsabilizzate; razionalizzare e ottimizzare l’uso delle risorse attraverso linee-guida diagnosticoterapeutiche, l’appropriatezza delle prestazioni, la verifica e il controllo come strumenti ordinari di gestione, la revisione del sistema dei DRG, la promozione dei livelli essenziali di assistenza, una adeguata politica del farmaco, l’adozione nel territorio di nuovi modelli assistenziali, una efficiente informatizzazione del sistema. Proponiamo inoltre che tutte le strutture sanitarie siano obbligate ad istituire un sistema di contabilità activty based. Poiché la spesa regionale continua a superare preventivi e fondi erogati, confermiamo la totale assunzione di responsabilità delle Regioni relativamente alla spesa sanitaria. Tutti i soggetti, non importa se pubblici o privati, devono concorrere a una finalità comunque pubblica, quella di tutelare un bene inalienabile quale la salute. Siamo quindi favorevoli al fatto che, attraverso una sana collaborazione-integrazione-concorrenza, le strutture pubbliche e private siano messe sullo stesso piano e competano tra loro non per produrre più prestazioni, spesso anche inutili, ma più qualità, evitando che il privato eroghi solo prestazioni ad alto valore aggiunto, lasciando al pubblico quelle più complesse, costose e con minore profitto. 2. L’assistenza agli anziani non autosufficienti: se da un lato l’allungamento della vita media è indice di buon funzionamento della sanità, dall’altro determina un significativo aumento della spesa per far fronte alle necessità di assistenza degli anziani non autosufficienti. L’assistenza attualmente è soprattutto a carico Garantire il diritto alla salute ed integrare il pubblico al privato 36 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO delle famiglie, che suppliscono in parte all’inefficienza del servizio pubblico. Dato che in prospettiva con le risorse già oggi inadeguate sarà impossibile rispondere a questa enorme domanda di assistenza, appare necessario istituire un fondo per la non autosufficienza completamente autonomo, finanziato dalla fiscalità generale, da affiancare a quello sanitario. Sarà pertanto possibile, scorporando la non autosufficienza dalla medicina per acuti in modo da utilizzare al meglio le strutture ad alta specializzazione, fornire un sostegno economico alle famiglie che assistono questi anziani nel loro contesto, garantire continuità all'intervento, individuare i livelli essenziali di assistenza sociale (LEAS) per la non autosufficienza per programmare una assistenza uniforme su tutto il territorio nazionale. 3. I servizi sanitari territoriali e la medicina di base: bisogna rilevare adeguatamente i bisogni socio–sanitari della collettività sul territorio e realizzare i distretti integrandoli con la realtà ospedaliera e facilitare l'accesso della popolazione ai servizi. L’ospedale moderno deve diventare un luogo di cura altamente specialistico, a tal fine bisogna predisporre forme alternative all’ospedalizzazione tradizionale e demandare i trattamenti a bassa intensità sanitaria alle strutture territoriali, dove, per evitare i ricoveri ospedalieri impropri, bisogna potenziare l’assistenza domiciliare, istituire nuovi presidi polifunzionali specialistici e di primo soccorso, promuovere nuovi modelli assistenziali, come ospedali di comunità o di distretto e case famiglia, incentivare lo sviluppo di strutture realmente qualificate di lungo degenza e riabilitazione, una rete di servizi differenziati per la salute degli anziani, assicurando l’organica collocazione dei pazienti nel circuito “prevenzione-diagnosi-curariabilitazione”. Utilizzando l’enorme bagaglio di dati informativi disponibili sugli assistiti, i medici di famiglia potranno svolgere un ruolo fondamentale nell’epidemiologia, nell'educazione alla salute, nella prevenzione, nella diagnosi precoce delle malattie, nel monitoraggio delle patologie croniche. Bisogna promuoverne il ruolo, responsabilizzarli e coinvolgerli realmente nella gestione distrettuale e aziendale e nella elaborazione di linee guida condivise, raccordarli con gli specialisti tramite una rete informatica che ne agevoli la comunicazione: il percorso diagnostico e terapeutico del malato risulterà più lineare e si eviteranno inutili attese e ripetizioni di prestazioni diagnostiche, anche ad alto costo. Sarebbe utile, inoltre, legare parte dei crediti formativi dei medici di famiglia anche a degli stages di aggiornamento e di pratica in ospedale promuovendo così attraverso la formazione l’integrazione e il dialogo tra la realtà territoriale e ospedaliera. Un rilancio vero della medicina del territorio non può prescindere dal recupero e dalla valorizzazione delle professionalità dei medici di continuità assistenziale (ex guardia medica): questi medici devono essere messi in grado di offrire prestazioni di qualità più elevata attraverso una maggiore integrazione con i servizi distrettuali e, ove necessario, attraverso la realizzazione dei presidi di primo soccorso, in modo da poter ridurre adeguatamente i ricoveri 37 6 Rilevare i bisogni sociosanitari sul territorio e facilitare l’accesso del cittadino ai servizi Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO ospedalieri impropri e alleggerire l’impegno dei pronto soccorso ospedalieri. A tale scopo insieme alla necessaria strumentazione e una opportuna incentivazione economica, sarà necessario assicurare una formazione qualitativamente adeguata. 6 Superare i territorialismi sanitari ed informatizzare il sistema 4. I servizi sanitari ospedalieri: per ottenere una più diffusa deospedalizzazione bisogna potenziare le finalità proprie degli ospedali come luogo di cura altamente specialistica per trattamenti non eseguibili nei presidi sanitari territoriali; realizzare in ogni regione specifiche strutture ad elevata specialità e tecnologia (per es. 1 unità spinale); migliorare i servizi ambulatoriali ospedalieri utilizzando al massimo la tecnologia disponibile e coordinando day hospital trasversali alle varie branche specialistiche (day hospital medico-chirurgici); programmare la giusta distribuzione territoriale degli ospedali per acuti e i centri di riferimento per specifiche patologie ad alta frequenza regionale, ma nel contempo assicurare una rete territoriale di presidi di primo soccorso, di prestazioni non intensive e di lungo degenza; riconvertire gli ospedali con meno di 120 posti letto in strutture polifunzionali specialistiche territoriali e in ospedali di distretto o di comunità, affidandone la gestione anche ai medici di famiglia. Negli ospedali, pur con elementi di flessibilità e reversibilità, bisogna favorire il rapporto esclusivo di dipendenza dei medici a tempo pieno, incentivandone la carriera interna e promuovendone la partecipazione al governo clinico dell’azienda. È altresì indispensabile sottrarre la carriera del medico alla politica, premiandone il merito e la professionalità e reintroducendo l'idoneità nazionale e la figura primariale. 5. Il superamento dei territorialismi e degli ambiti, qualora ve ne fosse l’esigenza (per esempio, coloro che cambiano domicilio sanitario non possono usufruire di tutti quei servizi che rimangono legati alla provincia di residenza, come per esempio i dispositivi protesici della carrozzina, del girello, del trepiedi). 6. L’informatizzazione del sistema e miglioramento dei servizi forniti dai centri unici di prenotazione (CUP): appare una prassi da incrementare perché si è dimostrata lo strumento più idoneo per integrare al meglio le telecomunicazioni, l’informatica e le tecnologie biomediche e diagnostiche; il teleconsulto facilita l’interazione fra paziente, medico di famiglia e specialista, consente risparmi, eliminando duplicazioni e test inutili. Ciononostante, bisogna prevedere nuove assunzioni al fine di evitare il sovraffollamento di pazienti nella stessa giornata, cioè un carico di lavoro troppo oneroso per i medici. 7. La partecipazione alla spesa sanitaria (ticket): i ticket vanno aboliti: si dovrebbe poter accedere alle prestazioni del servizio sanitario senza condizionamenti economici. Bisogna operare affinché si prescriva la cura per reale bisogno e con appropriatezza, attivando verifiche e controlli, la cui mancanza nelle ASS e nelle Regioni ha spesso determinato lo sperpero di 38 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO denaro pubblico che poi si vorrebbe fare pagare al cittadino sotto forma di ticket. Bisogna, inoltre, puntare su un aggiornamento dei medici veramente indipendente e non condizionato dalle industrie biomediche e farmaceutiche e sul coinvolgimento delle associazioni dei cittadini e dei consumatori a dover far parte, insieme ad altri soggetti, delle strutture di verifica della qualità dell’assistenza. 8. 9. La politica del farmaco, l’informazione scientifica e i farmaci orfani: il prontuario dovrebbe contenere solo i farmaci riconosciuti realmente efficaci e venduti a un prezzo che rimuneri la ricerca e non il comparaggio o le clientele. Bisogna abbreviare i tempi per l’autorizzazione alla commercializzazione dei generici (i farmaci denominati secondo il principio attivo che contengono e sul quale è scaduta la tutela brevettuale) rivedendo il compenso percentuale del prezzo di vendita per distributori e farmacisti. Si propone, inoltre, la parziale liberalizzazione dell’esercizio di conduzione delle farmacie, garantendo la copertura delle zone disagiate. A parità di farmaci uguali per composizione, occorre rendere prescrivibile, quindi a totale carico dello Stato, solo il farmaco meno costoso o, in alternativa, autorizzare la sostituibilità in farmacia di ogni prodotto, compreso il generico, con prodotto equivalente, ma meno costoso. E’ necessario promuovere la completa abolizione del certificato di protezione complementare (CPC) la cui concessione ha assicurato un elevato prolungamento del periodo di tutela brevettuale di molti farmaci e nel contempo ha penalizzato lo sviluppo del mercato dei generici e dell’industria chimica farmaceutica italiana. Non dovrebbe essere consentito il co-marketing: la produzione di medicinali identici con gli stessi principi attivi, ma con nomi diversi e prezzi diversi da parte della stessa azienda, che li cede a società in qualche modo controllate, allo scopo di creare una falsa concorrenza e penetrare il mercato con i prodotti a prezzo inferiore. Deve essere favorito l’uso dei galenici e il confezionamento dei farmaci adeguato ai cicli di malattia con la riduzione del numero delle compresse nelle confezioni per le patologie acute e l’aumento nelle confezioni per quelle croniche. Bisogna introdurre l’uso della ricetta elettronica e di una card con microchip in sostituzione della tessera ASS. I farmaci orfani sono quei prodotti potenzialmente utili per trattare una malattia rara la cui commercializzazione, in mancanza di incentivi, non è sufficientemente remunerativa e tale da giustificare l’investimento nella ricerca scientifica da parte delle aziende farmaceutiche: E’ necessario promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’immissione in commercio di questi farmaci mediante misure di sostegno a favore delle piccole e medie imprese farmaceutiche che investono in questa ricerca e si propone l’utilizzo dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze per produrre, ove possibile, i farmaci ancora efficaci, ma ritirati dal commercio perché non remunerativi per l’industria farmaceutica. Le malattie degenerative: vanno allocate maggiori risorse finanziarie al proposito. E’ opportuno estendere a tutte le regioni 39 6 Inserire nel prontuario solo i farmaci efficaci e ad un prezzo accessibile Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO italiane i progetti pilota avviati in alcune zone del nostro paese non servite bene da mezzi di trasporto pubblici, per fornire in modo specifico la possibilità di spostamenti per disabili e persone anziane nelle condizioni di richiedere tali servizi. 6 Garantire qualità nelle prestazioni infermieristiche 10. Le cure cosiddette alternative: potranno essere introdotte cure attualmente non erogate dal S.S.N., sempre nel rispetto delle procedure definite dalla normativa nazionale. 11. I fondi e le mutue sanitarie integrative e l'assistenza odontoiatrica: bisognerebbe incentivare i fondi integrativi con una intensa politica di promozione e di sensibilizzazione dei cittadini, che potrebbe favorire sgravi fiscali e promuovere tutte le iniziative per la loro istituzione nell’ambito dei contratti collettivi nazionali e locali di lavoro. I fondi integrativi dovrebbero essere allargati ad una maggiore quantità di prestazioni fiscalmente agevolate, fra le quali potrebbe rientrare l’odontoiatria. All’interno di detti fondi le prestazioni odontoiatriche dovrebbero avere una deducibilità aumentata sino a un livello collocabile tra il 60 e l’80%. In parallelo, per le prestazioni odontoiatriche potrebbero essere promosse le Mutue Sanitarie Integrative con vocazione solidaristica in campo sanitario e volte ad attuare il principio della porta aperta, assistendo i soci per tutta la vita con adesione volontaria e indipendente dalla condizione lavorativa. 12. Il servizio infermieristico e i tecnici sanitari: per razionalizzare la spesa infermieristica mantenendo costante la qualità delle prestazioni, il taglio dei bilanci e la riduzione del personale si rivelano controproducenti. Si devono invece considerare due livelli di formazione, uno ad elevata qualificazione per le funzioni direttive e per talune specializzazioni, ed uno intermedio per le prestazioni assistenziali generali. È importante anche la corretta determinazione del rapporto fra numero dei pazienti e numero di infermieri per dare un giusto carico di lavoro senza determinare logoramento psicofisico e stress. Con finalità analoghe non bisogna poi lasciare infermieri e tecnici sanitari ingabbiati in un ruolo del tutto subalterno senza prospettive di adeguata crescita di carriera, professionale ed economica. 13. La salute, i problemi ambientali e l’inquinamento: è importante sottolineare l’assoluta necessità di un chiaro impegno a carattere multidisciplinare per una efficace lotta all'inquinamento delle risorse idriche e dell'aria, all'inquinamento acustico ed elettromagnetico, alla sofisticazione e alla manipolazione delle sostanze alimentari, dati gli effetti negativi per la salute e per la qualità della vita che una politica di sfruttamento dissennato è in grado di produrre. 14. Il servizio veterinario e la sicurezza alimentare: per i suoi evidenti riflessi sulla salute pubblica bisogna mantenere il servizio nell'ambito del S.S.N., ovviare alla frammentazione delle regole e delle procedure mediante l'applicazione di norme 40 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO valide sul piano nazionale e comunitario, lasciando alle Regioni il decentramento gestionale; alle Regioni dovrebbe essere affidato anche il compito di omogeneizzare programmazione e verifica delle attività, organizzazione degli uffici locali, erogazione delle prestazioni. Si propone: un ufficio stampa territoriale locale, regionale e nazionale per informare in maniera corretta e competente i consumatori su eventuali fenomeni che possono creare allarme nell’opinione pubblica, far decrescere il consumo delle derrate coinvolte, far diminuire la fiducia nelle istituzioni preposte a garantire la sicurezza alimentare; di attivare il dialogo istituzionale con le associazioni di consumatori che spesso fanno da cassa di risonanza ad allarmi non sempre giustificati; di istituire una rete di epidemiosorveglianza delle malattie infettive del bestiame che prevede il veterinario d’azienda alla stregua del medico di famiglia; di introdurre un sistema certo di identificazione del bestiame da reddito attraverso microchip o tatuaggio; di prevedere la figura professionale del veterinario di base con prestazioni gratuite per i piccoli animali da compagnia (cani e gatti) che vivono con persone indigenti o pensionati a basso reddito. 15. Umanizzare il rapporto medico-paziente – imparare dall’errore: la medicina è una scienza probabilistica ed enormemente soggetta alla possibilità di errore, conseguentemente il medico deve abbandonare l’abito mentale della certezza assoluta, dell’insindacabilità di fronte al malato, dell’insofferenza, se non addirittura dell’intolleranza, nei confronti della richiesta di chiarimenti ed anche di osservazioni critiche, accettando con umiltà e pazienza di adattarsi al colloquio con chi soffre oltre che del suo malessere, anche della sua inferiorità di conoscenze. Nel caso malaugurato che il suo intervento sia stato imperfetto, inadeguato o del tutto erroneo, ha il dovere morale di ammetterlo senza ricorrere a stratagemmi, o addirittura a falsificazioni, per evitare assunzioni di responsabilità penali e civili, nei confronti delle quali ha solo il dovere di essere assicurato per usufruire della stessa quasi immunità di cui godono i responsabili colposi di incidenti stradali anche mortali e consentire al danneggiato o ai danneggiati di essere quanto meno economicamente risarciti dei danni che sono loro derivati. Ciò, fra l’altro, deve servire per catalogare l’errore al fine di studiarne le cause e tentare di far sì che non si ripeta, creando a livello periferico organismi bilaterali di confronto con la presenza di un terzo arbitro super partes, che obbligatoriamente siano investiti di un parere, anche se non vincolante, che tenda ad evitare il ricorso giudiziario con le ben note conseguenze scandalistiche, spesso fuori luogo, che danneggiano entrambe le parti in causa. 41 6 Medico umanamente più vicino al paziente Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.6.2 6 Si pone il problema di raffreddare la curva della futura spesa previdenziale: è un obiettivo che si può raggiungere con diverse strategie, a breve o a lungo termine. Appaiono attualmente ipotesi praticabili il rallentamento dell’età pensionabile e i finanziamenti a forme di previdenza complementari, poiché siamo convinti che i lavoratori siano disponibili a versare una quota del loro salario se toccano con mano che la previdenza integrativa ci sarà e sarà consistente. Italia dei Valori fa le seguenti proposte: Eliminazione dei privilegi delle pensioni d’oro Previdenza 42 liberalizzazione dell'età pensionabile, non obbligatoria per il lavoratore, con il mantenimento della sua scelta di esigere il TFR (liquidazione), in quanto suo di diritto o di destinarlo a un fondo complementare, il tutto, senza aspettare il consenso dell’azienda; esenzione dalle imposte di tutto il rendimento annuo dei fondi pensione, a condizione che il lavoratore decida di convertire in rendita vitalizia tutto il capitale maturato nel fondo pensione. La detassazione completa delle due voci avvantaggia sicuramente il lavoratore, garantendogli una pensione integrativa equivalente a quella pubblica, e la perdita di gettito fiscale è recuperabile con una politica rigorosa di controllo dell’evasione e sviluppo dell’economia; eliminazione delle pensioni d’oro, che costituiscono un privilegio inaccettabile da eliminare più per ragioni etiche e di equità che per ragioni economiche. Sono infatti percepite da alti burocrati, da politici, da manager pubblici, cioè da persone che avevano il potere di deciderle direttamente o di influenzare le scelte di coloro che le decidevano; aumento delle pensioni più basse, da portare ad un minimo di 520 euro mensili nella prossima legislatura; uniformazione del regime dei contributi minimi necessari delineati dalla Legge 153/69, in modo che la stessa anzianità contributiva sia richiesta a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza. Rigettiamo la soluzione ponderata contenuta nella finanziaria del 2003, in base alla quale il minimo pensionistico subisce un aggiustamento in base al paese di residenza degli aventi diritto; in ambito EU, avvio dei negoziati bilaterali e ricerca delle soluzioni per i problemi relativi al recupero dei contributi previdenziali versati dai nostri connazionali al rientro in Italia (il cosiddetto libero passaggio); I nostri connazionali residenti nel Terzo Mondo lamentano in particolare la mancanza di assistenza sanitaria pubblica e gratuita, sia ovviamente nel paese di residenza sia in Italia dove, attualmente, hanno diritto solo agli interventi di primo soccorso. Italia dei Valori si impegna a predisporre una forma di assicurazione che, dietro pagamento di un’adeguata quota annuale, garantisse agli italiani residenti all’estero di ricevere sul territorio nazionale un’assistenza sanitaria alla stesse condizioni dei concittadini residenti in Italia. Ciò è particolarmente richiesto da connazionali che si trovano in paesi dove la sanità pubblica si trovi in situazioni particolarmente precarie. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7 POLITICA, Amministrazione Pubblica, Politica Estera, Politica Comunitaria 2.7.1 Politica, Istituzioni e Riforme Istituzionali 2.7.1.1 Assemblea Costituente Gli ultimi disomogenei progetti di modifica della Costituzione impongono un intervento organico di riforma, che può essere attuato solo da un’assemblea costituente, composta da parlamentari dei quali devono essere definiti i requisiti, affiancata da una commissione consultiva di insigni giuristi di diritto costituzionale e amministrativo. 2.7.1.2 7 Specificità delle Camere L’attuale bicameralismo quasi perfetto deve essere superato prevedendo attribuzioni specifiche per ciascuna delle due Camere, affidando a una la funzione legislativa e all’altra quella di controllo sull’attività del governo. In alternativa, si potranno conferire alla Camera competenze di supporto alle strutture centrali e al Senato competenze di supporto alle strutture periferiche dello Stato. Il Senato diventerebbe così una Camere Federale e delle Garanzie, composta anche da eletti e rappresentanti di comuni, province e regioni, con funzioni legislative in materia di decentramento, di giurisdizione e di controllo sull’attività delle Authorities. 2.7.1.3 Funzionalità del Parlamento È necessario operare immediatamente una drastica riduzione delle leggi per semplificare la vita dei cittadini. È necessario raggruppare la normativa attuale in Testi Unici che disciplinino le varie materie. Fondamentale sarà anche la funzione di controllo dei parlamentari sugli atti del governo e degli enti collegati, sulle modalità di attuazione delle leggi e sui risultati conseguiti. Tale funzione è importante quanto quella legislativa. Di notevole interesse potrebbe rivelarsi il monitoraggio, da parte dell’opposizione, sul reale e corretto adempimento del programma elettorale della maggioranza di governo, mettendo in correlazione il programma stesso con le leggi di iniziativa governativa. Delegificazione di alcune materie e previsione della riserva di regolamento sono poi necessarie per mettere in grado il Governo di operare con rapidità e tramite strumenti amministrativi. 2.7.1.4 Forma di Governo La repubblica semi-presidenziale, sul modello francese con esclusione del potere di scioglimento anticipato delle Camere, appare attualmente la forma di governo più idonea alla realtà italiana, soprattutto se completata dall’introduzione della sfiducia costruttiva. Altrettanto proficua è la riforma federale dello Stato basata sul principio di sussidiarietà istituzionale, associativa e personale. Riteniamo possibile la riduzione a duecento del numero dei deputati e a cento quello dei senatori 43 Semplificare le leggi con redazione di Testi Unici Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7.1.5 7 Legge Elettorale La forma di governo semi-presidenziale induce a prevedere una legge elettorale con sistema maggioritario a doppio turno di collegio con primarie. In alternativa, una legge con formula proporzionale sul modello tedesco, con sbarramento al 5% per ciascun partito e sfiducia costruttiva. Si dovrà disegnare poi uno strumento specifico che impedisca la formazione di coalizioni elettorali create ad hoc per superare questo sbarramento, che si disgregano in più partiti subito dopo le consultazioni elettorali. 2.7.1.6 Riduzione dei costi della politica Italia dei Valori ritiene necessario: Ridurre i costi della politica l’estensione delle cause di ineleggibilità e di incompatibilità, con decadenza automatica dalla carica; una migliore definizione della distinzione fra immunità e insindacabilità, che è garanzia connessa al mandato politico, e l’esclusione assoluta del privilegio di giurisdizione speciale; la eliminazione dell’istituto dell’autorizzazione a procedere che rallenta o impedisce le indagini. I costi della politica sono oggi diventati insostenibili. L’ultima Legge Finanziaria del 2007, grazie agli emendamenti proposti dall’Italia dei Valori ha previsto importanti interventi per la riduzione dei costi della politica e dell’amministrazione pubblica. Fra gli altri quelli che riguardano le Comunità Montane, le Circoscrizioni nelle città e gli amministratori locali. Complessivamente queste misure porteranno ad un risparmio annuo previsto di circa 435 milioni di Euro all'anno. Le Regioni dovranno entro sei mesi procedere al riordino delle Comunità Montane riducendone il loro numero, quello dei loro amministratori e delle loro indennità. Se le Regioni non vi provvedono saranno soppresse per legge le Comunità che non corrispondono a precisi criteri altimetrici (oggi ci sono Comunità Montane i cui territori sono prevalentemente a livello del mare!). In pratica il numero delle Comunità dovrebbe dimezzarsi. D'ora in avanti le Circoscrizioni saranno obbligatorie solo nelle città con più di 250.000 abitanti (13 in tutto) e facoltative in quelle tra 100.000 e 250.000 (29 in tutto), ma in questo caso ogni circoscrizione dovrà avere almeno 30.000 abitanti (per cui vi saranno al massimo 104 circoscrizioni). Attualmente le circoscrizioni (che poteva essere istituite anche in comuni di 30.000 abitanti!) sono circa 750: si ridurranno a meno della metà. Per quanto riguarda gli amministratori locali, le giunte delle città con più di 100.000 abitanti e delle province con più di 1.4000.000 abitanti non potranno avere più di 12 assessori: 85 comuni e 5 province dovranno per ciò ridurne il numero. Le indennità dei Consiglieri di Comuni e Province e delle loro forme associate (unioni di comuni, consorzi e comunità montane) si ridurranno e non potranno superare mensilmente un quarto dell'indennità del sindaco o Presidente di provincia. Si ridurranno anche i loro rimborsi spese in caso di missione. Complessivamente dunque queste misure porteranno ad un risparmio annuo previsto di circa 435 milioni di Euro 44 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO all'anno. Tutto questo è stato possibile grazie alla presentazione dei disegni di legge di Italia dei Valori sui costi della politica, che si sono tradotti in conseguenti emendamenti in sede di discussione della Legge finanziaria 2008. Italia dei Valori si impegna ulteriormente a: ridurre ulteriormente di almeno il 20% i bilanci per il funzionamento delle istituzioni politiche (Parlamento, Presidenza del Consiglio e della Repubblica, Consigli Regionali) degli stipendi dei ministri, deputati e consiglieri regionali; revocare i benefit e gli extra non aventi diretta e comprovata attinenza con il ruolo e l’incarico svolto da politici, exparlamentari, amministratori e funzionari pubblici (eliminazione delle tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea, nonché dei rimborsi telefonici); ridurre del 50% il numero dei parlamentari (300 alla camera e 150 al senato) e di almeno il 15% il numero dei consiglieri regionali in funzione del numero degli abitanti della regione; ridurre i finanziamenti pubblici ai partiti di almeno il 50%; ridurre al 50% le indennità di carica ed i gettoni di presenza nelle Amministrazioni statali, regionali e territoriali, negli enti pubblici e nelle società a prevalente capitale pubblico; riformare le pensioni dei parlamentari da estendersi anche agli exparlamentari, aumentando gli anni di servizio elettivo per accedere alla pensione (almeno 10 con un vitalizio pari al 25% dello stipendio percepito) e riducendone l’importo; Poiché il processo di riforma non dipende solo da noi ma dalla maggioranza degli organi collegiali che devono approvare le corrispondenti norme, Italia dei Valori intende dare l’esempio indipendentemente dal suo ruolo nell’esecutivo o nell’opposizione, destinando almeno il 5% dello stipendio dei propri eletti all’aiuto delle persone e delle famiglie più bisognose. 2.7.1.7 Statuto dell’Opposizione In una democrazia bipolare, è indispensabile che il rapporto politico fra maggioranza e opposizione sia gestito nel rispetto di regole quali: l’emanazione di uno statuto dell’opposizione, che preveda anche il monitoraggio sul reale e corretto adempimento del programma elettorale della maggioranza e sulla sua correlazione con le leggi di iniziativa governativa; l’attribuzione all’opposizione della presidenza di una delle due Camere, delle commissioni di controllo e delle commissioni parlamentari di inchiesta. 2.7.1.8 Leggi di bilancio inemendabili La maggioranza presenta la propria finanziaria e l'opposizione, se lo ritiene, ne presenta una alternativa. Si favoriscono in tal modo la trasparenza delle responsabilità, la distinzione dei ruoli, la capacità di controllo dell'opposizione sul governo, evitando degradanti baratti. 45 7 Impegno concreto per le famiglie più bisognose Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7.1.9 7 Osservatorio per l'Impatto Legislativo (OIL) Risulta opportuno stabilire un Osservatorio per l’Impatto Legislativo (OIL) che possa seguire il cammino di attuazione delle leggi e verificare se una legge è efficace, quando va a regime, se produce gli effetti desiderati, quali ne siano i costi ed i benefici. La certificabilità da parte del Capo del Governo, del Ministro dell’Economia e del Ministro della Funzione Pubblica, servirà ad assicurare la reale applicabilità della legge garantendone copertura finanziaria, strumenti applicativi, tecnologie adeguate e risorse necessarie. 2.7.1.10 Obbligo di risposta alle petizioni dei cittadini Vogliamo che alle petizioni dei cittadini, spesso sottoscritte da migliaia di persone e riguardanti questioni di primaria importanza, vengano date risposte tempestive ed adeguate. Altrettanto dicasi per le leggi di iniziativa popolare che il più delle volte non sono nemmeno considerate dalle commissioni parlamentari competenti. 2.7.1.11 Corte Costituzionale Tra i compiti da attribuirle rientra la giurisdizione su ineleggibilità, incompatibilità e conflitti di interesse dei parlamentari, che oggi è nelle mani dei parlamentari stessi. Riteniamo che debba essere affidata a un organo indipendente come la Corte Costituzionale, eliminando così un detestabile privilegio di giurisdizione. Evitare le distorsioni nella libera concorrenza 2.7.1.12 Autorità Prevediamo la riforma e il conferimento di poteri reali a tutte le Autorità, con particolare riguardo alla Consob, all'ISVAP e all'Antitrust, per evitare distorsioni alla libera concorrenza nel mercato. Esse dovranno essere ridotte in numero ed accorpate, ma avere raggi d’azione più ampi, nonché essere verificate dalla Camera Federale e delle Garanzie. Chiediamo per tutte queste strutture di sorveglianza e di controllo: ampliamento dei poteri ispettivi e di indagine conferimento di poteri dispositivi e sanzionatori conferimento di poteri di regolamentazione aventi rilevanza esterna all’ente e di poteri decisori su controversie nei rispettivi ambiti di competenza conferimento non soltanto di poteri di vigilanza, ma anche di poteri giurisdizionali, così come prevede la legislazione americana. 2.7.1.13 Referendum Dovrà essere introdotto nella Costituzione il referendum propositivo. Per quello abrogativo, così come per quello propositivo, si dovrà prevedere l'esame di ammissibilità, dopo aver raggiunto le prime 10.000 firme. Si dovrà evitare inoltre di inserire più di cinque referendum nella stessa tornata elettorale, con previsione di due tornate all’anno, una in primavera ed una in autunno. 46 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7.2 Pubblica Amministrazione Italia dei Valori, aderirà e si farà promotrice a tutte quelle iniziative tese a sviluppare una maggior diffusione della rete informatica e delle tecnologie ad essa connesse ed a renderle fruibili le nuove tecnologie al cittadino con sempre maggior facilità ed economicità. Lavoreremo per l’abbattimento delle barriere imposte dal digital divide, per lo sviluppo informatico dell’amministrazione pubblica e lo sviluppo delle reti. 7 Occorre poi la “certezza del diritto”, quindi il divieto assoluto di procedere a nuovi indulti, amnistie, prescrizioni, condoni di varia natura. Chi viola la legge deve pagare. Bisogna impedire che persone condannate in via definitiva non solo siano candidabili a qualsiasi tipo di elezioni e possano rivestire un qualsiasi ruolo nelle istituzioni regionali, ma che non possano più essere nominati ai vertici od all’interno dei consigli direttivi delle società regionali a partecipazione pubblica. Italia dei Valori propone di: scoraggiare il ricorso da parte della Pubblica Amministrazione a consulenze o incarichi esterni e sostenere l’efficienza e la professionalità dei funzionari pubblici; chiudere progressivamente le società a partecipazione pubblica che non dimostrino l’effettiva competitività e qualità dei servizi, fissando i tetti per gli stipendi dei rispettivi direttori e managers; definire l’incompatibilità per i funzionari pubblici di svolgere impegni lavorativi aggiuntivi rispetto a quelli della propria amministrazione. Chi esercita attività esecutive (es. Giunta Regionale) o di controllo (es. Authority) non può essere titolare di attività finanziarie o d’impresa, né esercitare direttamente od indirettamente atti di gestione delle stesse, pena la non eleggibilità o la decadenza dall’incarico (per evitare ogni conflitto d’interesse). Chi esercita attività elettive (parlamentari, consiglieri, regionali, provinciali o comunali) non può esercitare attività economiche o svolgere affari con gli enti presso cui esercita il proprio mandato, né direttametne né indirettametne, pena la decadenza dall’incarico. Gli amministratori pubblici devono astenersi dalle loro funzioni in ogni caso in cui sono o possono risultare in conflitto di interessi con il provvedimento da adottare, pena la decadenza dall’incarico; esercitare le funzioni di controllo delle istituzioni regionali e delle società regionali a partecipazione pubblica con soggetti esterni a tali istituzioni e non direttamente legati ad essi, possibilmente selezionati da authority indipendenti. La riforma federale dello Stato costituisce la colonna portante dello Stato Arbitro e Regolatore/ Garante. Dovrà avere un apparato snello che offra servizi rapidi ed efficienti, dei quali verranno calcolati voce per voce i costi reali dei quali si darà conto voce per voce, con un rendiconto annuale, in Parlamento. La stessa cosa verrà fatta per ogni amministrazione, in modo da poterne valutare le spese e le entrate e farvi fronte, verificando anche il livello di interdipendenza con l’autorità centrale. Le competenze del 47 Più mercato, meno stato, più società civile Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO giudice amministrativo dovrebbero gradualmente ridursi, restando confinate alle controversie tra pubbliche amministrazioni, dato che la sua terzietà è quantomeno limitata dal fatto che questi è organicamente incardinato nella pubblica amministrazione stessa. 7 2.7.2.1 Italia dei Valori propone di: Premio del merito ed impegno di chi lavora nella pubblica amministrazione Pubblico Impiego 48 cambiare la cultura e la filosofia del rapporto fra le controparti del pubblico impiego; razionalizzare, riducendoli a quattro, i livelli professionali e retributivi e individuare forme semplificate per il reclutamento delle figure professionali di livello inferiore, da poter essere gestito dalla scuola superiore pubblica amministrazione; fermo restando il principio del reclutamento tramite concorso e con esclusione della magistratura ordinaria e amministrativa, affidare una preliminare funzione di screening a società accreditate competenti di selezione del personale, con esperienza e onorabilità; in caso di ricorsi di candidati ingiustamente esclusi, esse dovranno rispondere dei danni causati; prevedere lo sviluppo individuale della carriera, legato all’aggiornamento e al riconoscimento dei meriti, nonché a criteri predefiniti e trasparenti di promozione; ridisegnare la disciplina dell’esercizio delle mansioni superiori, che tenga conto delle esigenze di bilancio ma non mortifichi capacità professionali, meriti ed impegno; ipotizzare un sistema di retribuzione articolato in una parte fissa (circa il 60%), e in una differenziale parte mobile collegata a valutazioni di merito e di competenze professionali dimostrate; introdurre il concetto di responsabilizzazione individuale e di orientamento al risultato che premi, anche economicamente, la qualità del lavoro prestato e che dia la possibilità di licenziare coloro per i quali sono state accertate gravi inadempienze sul lavoro; potenziare la struttura della scuola superiore della pubblica amministrazione mettendola in grado di espletare i corsi di formazione di base (lingue straniere, strumenti informatici) con l’impiego di personale interno ed i corsi di formazione; incentivare realmente le forme di prestazione lavorativa flessibile come il telelavoro, favorendole in concomitanza con l’esercizio di diritti quali quelli previsti dalle norme a tutela dei genitori di bambini in età minore; sanzionare e non solo sul piano della retribuzione i comportamenti lesivi degli interessi della pubblica amministrazione messi in atto da dipendenti della stessa; visti i costi sociali degli infortuni, considerare come investimento e non come spesa i fondi destinati all’adeguamento delle strutture e alla sicurezza e all’igiene dei luoghi di lavoro e delle scuole. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7.2.2 Contratti della Pubblica Amministrazione L’adesione alle convenzioni della CONSIP, organismo creato dal ministero dell’economia per realizzare economie di scala, deve essere estesa a tutti i settori di contrattazione diventando obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, salvo non dimostrino un risparmio nei costi, assumendo il prezzo della convenzione CONSIP come base d’asta al ribasso. Per ogni servizio offerto ai cittadini deve vigere il principio della sussidiarietà e cioè l’obbligo di affidare a terzi il servizio qualora esso possa essere effettuato da una azienda esterna a minor costo, a parità di rendimento. La convenienza della terziarizzazione deve essere formalizzata attraverso documentate gare pubbliche 2.7.2.3 7 Cittadino e Pubblica Amministrazione Italia dei Valori ritiene imprescindibili: la piena e reale applicazione delle leggi sull’autocertificazione; la carta dei diritti del cittadino, che costituisca il quadro di riferimento fra diritti e doveri delle due parti in causa; la piena attuazione della Legge sulla trasparenza, che incentivi da una parte il ruolo attivo del cittadino e sancisca dall’altra eventuali comportamenti scorretti o elusivi delle strutture pubbliche; l’istituzione di call center o di numeri verdi ad accesso immediato, di cartellini di riconoscimento per tutti gli addetti in contatto con il pubblico, di modelli di disservizio per la denuncia di abusi; l’effettiva responsabilizzazione dei titolari di procedimenti amministrativi per i danni eventualmente causati all’utente; l’effettiva e non solo nominale applicazione dello statuto del contribuente, previsto dalla legge n.212 del 2000 e dell’autotutela fiscale, prevista da un decreto ministeriale del 1997 e in grado di mettere il contribuente al riparo dall’impatto negativo di possibili nuove cartelle pazze; il ricorso effettivo al diritto di interpello fiscale, oggi attuato in molti paesi ma applicato in Italia in a rari casi con tempi proibitivi estensione dell’istituto del silenzio-assenso alle richieste di provvedimenti autorizzativi avanzate dal cittadino; nel caso di inerzia dell’amministrazione interpellata, terrà luogo al posto del provvedimento espresso. 2.7.2.4 Scrittura e diffusione del Codice di Stile Nei testi di legge pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale si deve rendere obbligatoria la ripetizione delle norme con gli inserimenti e le modifiche, evitando i richiami a norme non riportate. Le circolari esplicative devono essere diramate contestualmente ai testi di legge. 2.7.2.5 Corte dei Conti Oltre al controllo esercitato sulle amministrazioni statali, alla Corte dei Conti dovrebbe essere conferito l'esercizio della funzione disciplinare da parte delle amministrazioni pubbliche non statali, degli enti economici e delle società a partecipazione pubblica. 49 Una amministrazione pubblica più efficiente e vicina al cittadino Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7.3 2.7.3.1 7 Politica Estera e Relazioni Internazionali Politica estera rinnovata e pace innanzitutto I principi della politica internazionale devono essere ridefiniti e l’Italia, con la sua storia, antica e recente, può dare un importante contributo in questo senso. Il ruolo dell’Italia nei rapporti internazionali non può quindi prescindere da un approccio olistico in cui vari aspetti quali ricerca della pace, rafforzamento e perfezionamento del modello democratico (integrazione europea), esportazione del modello democratico e rispetto dei diritti umani, sviluppo sostenibile, riequilibrio dei rapporti nord-sud si integrano per dare corpo ad una politica internazionale rinnovata che si rivolge all’intero pianeta senza per questo scadere in forme di omologazione sociale ed ideologica, nel pieno rispetto delle individualità culturali e storiche di ogni stato. Il primo passo per costruire una politica internazionale rinnovata è quello di definire i rapporti tra stati democratici e non democratici. 2.7.3.2 Rapporti tra stati e democrazia Italia dei Valori ritiene opportuno: Italia in prima linea per esportare pace e democrazia rafforzare il ruolo dell’ONU come riferimento, promotore e custode di regole democratiche internazionali condivise da tutti (o quanti più possibile) i paesi (non è detto, infatti, che uno stato illiberale al suo interno non possa accettare procedure democratiche nei rapporti internazionali); rafforzare l’integrazione europea e la partecipazione dell’Italia alla costruzione di un modello di società democratica che rappresenti uno stimolo e al tempo stesso un riferimento per gi altri stati alla realizzazione dei valori democratici di base quali la rappresentatività, la tolleranza, le pari opportunità, il rispetto dei diritti umani, il diritto all’informazione; implementare e, ove necessario, rinnovare, sulla base di concezioni allargate ed avanzate, a livello nazionale italiano, di Unione Europea e di organismi internazionali (soprattutto l’ONU) le attività volte ad esportare i valori ed i principi della democrazia in quei paesi dove il processo di democratizzazione e di rispetto dei diritti umani è in fase iniziale di perfezionamento o, addirittura, non è ancora stato avviato. 2.7.3.3 Esportazione della democrazia L’Italia, assieme alle altre grandi democrazie dl mondo, dovrebbe adottare delle risoluzioni ed effettuare degli interventi mirati alla diffusione della democrazia e del rispetto dei diritti umani attraverso aiuti economici, diretti ed indiretti, ai paesi in via di sviluppo, condizionando l’erogazione di questi aiuti alla realizzazione di riforme democratiche che comportino l’introduzione ed il consolidamento di diritti civili e politici. Questo deve rappresentare l’obiettivo primario delle politiche di cooperazione con i paesi più arretrati o comunque non democratici, ritenendo il loro avvio alla democrazia come la ricaduta politica principale e alla lunga più importante per lo sviluppo 50 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO sociale del pianeta intero, e quindi anche del nostro paese, rispetto al subordinare gli aiuti all’interesse nazionale di un immediato, ma anche effimero, beneficio economico. In altre parole bisogna allargare (ed elevare) il concetto di cooperazione condizionando la concessione di aiuti all’impegno, da parte dei paesi riceventi, di avviarsi sulla strada democratica, senza chiedere in cambio nient’altro. Al proposito, Italia dei Valori propone la revisione dell’organizzazione del Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo del MAE per migliorarne sia l’efficienza interna che l’operatività esterna e prevedere un sistema di controllo dei risultati conseguiti, oltre a rafforzare, attraverso il decentramento, le capacità d’intervento a livello regionale per la realizzazione di progetti mirati che traggano spunto e vantaggio dalle peculiarità ed affinità del tessuto sociale e produttivo delle realtà locali. Maggiore risalto dovrà, infine, essere dato alle attività degli Istituti Italiani di Cultura all’estero, potenziando le loro strutture e dotandoli di congrui finanziamenti che consentano loro di svolgere adeguatamente il loro ruolo di ambasciatori della realtà culturale italiana passata e presente. 2.7.3.4 7 Lotta alle diseguaglianze nel mondo Le differenze tra paesi ricchi e paesi poveri si sono andate sempre più accrescendo negli ultimi decenni e, assieme ad altri importanti fattori quali la globalizzazione del mercato del lavoro, limiti politici strutturali intrinseci ai paesi in via di sviluppo e la diffusione dell’informazione, ha prodotto una forte accelerazione del fenomeno dell’immigrazione in massa verso i paesi occidentali. L’Italia si è trovata impreparata a questo fenomeno e, per i numeri in gioco, ai risvolti di illegalità ad esso talora connessi. I governi che negli anni passati si sono trovati ad affrontare questo problema lo hanno fatto adottando soluzioni posticce senza una visione globale del problema. Molti degli stati più poveri del mondo sono usciti dallo stadio coloniale senza riuscire ad intraprendere una propria via allo sviluppo. Ciò è dipeso, oltre che da limiti contingenti interni, anche da una pesante eredità di sfruttamento da parte degli stati coloniali. In ragione di ciò, questi stati (e tra essi anche l’Italia) dovrebbero, in accordo con la comunità internazionale, provvedere ad avviare un’opera di riabilitazione e di supporto dell’economia per quei paesi che, evidentemente, non sono in grado di farlo autonomamente. L’Italia ha un passato coloniale modesto rispetto ad altri paesi europei, ma l’impegno di cooperazione economica sia con le ex colonie (soprattutto il Corno d’Africa) che con gli altri paesi con difficoltà economiche in cui vi è una forte presenza italiana (per esempio l’Argentina) o per vicinanza geografica (Balcani) deve essere incrementato attraverso specifiche politiche di supporto agli investimenti privati e di incentivazione alle relazioni con le istituzioni pubbliche connesse con il mondo del lavoro e le attività produttive. 51 Maggiore sostegno alla cooperazione allo sviluppo Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7.4 2.7.4.1 7 Una nuova Europa con meno burocrazia e capace di decidere Politiche Comunitarie Riforme Italia dei Valori auspica Istituzioni trasparenti ed efficienti. Moralità e Sviluppo sono il legame indissolubile per far crescere l'Europa e crescere in Europa. Italia dei Valori propone pertanto: 1. Forte potenziamento del ruolo e competenze, attualmente insignificanti, dell'Ombudsman Europeo come autentico Alto Rappresentante istituzionale dei cittadini per restituire al cittadino un accesso semplificato al diritto di tutela contro gli abusi, la corruzione e le inefficienze amministrative e per avere in Europa istituzioni migliori e cittadini migliori. 2. Europeizzazione di tutte le Autorità garanti operanti a livello nazionale per l’uguaglianza di trattamento di chi opera sul Mercato Unico e una certezza europea delle regole. 3. Rafforzamento della politica di giustizia comune, attraverso il coordinamento comunitario ed il rafforzamento della cooperazione transnazionale della magistratura, per creare la "libera circolazione della legalità". 4. Introduzione dell’elezione diretta del Presidente della Commissione Europea o di un Presidente dell’Unione Europea con il rafforzamento delle sue prerogative di governo in modo da dare un volto credibile ed una legittimazione alla rappresentanza dell’Unione. 5. Separazione e distinzione del potere esecutivo e legislativo dell’Unione per garantire chiarezza di funzionamento, semplificazione dei ruoli e assunzione delle responsabilità. 6. Nomina dell’Esecutivo (Commissione Europea) da parte del Parlamento Europeo con mandato vincolato alla fiducia parlamentare al fine di introdurre la legittimazione democratica dei decisori e spezzare il consociativismo di un Parlamento senza poteri. 7. Coordinamento comunitario delle politiche economiche e fiscali dell’area dell’Euro affidato alla Commissione Europea per rafforzare la moneta unica e il coordinamento delle economie dei Paesi che la hanno adottata. 8. Abolizione del requisito dell’unanimità per le riforme istituzionali per uscire dalla paralisi dei veti incrociati e dei ricatti delle minoranze che non fanno avanzare l’integrazione comunitaria. 9. Abolizione delle clausole di 'opting out' e rifiuto dell’Europa a più velocità per un'Unione Europea forte, coesa, con Stati Membri e cittadini impegnati nell’opera di integrazione comunitaria. 10. Fine dei privilegi dei Paradisi fiscali e bancari europei fino a giungere o alla loro inclusione a pieno titolo nell’Unione Europea oppure alla loro esclusione dall’Unione Doganale. Non riteniamo possibile che vi siano Paesi che fruiscano dei vantaggi dell’Unione Europea senza osservarne i vincoli. Il completamento dell’allargamento dell’Unione dei paesi dell’area balcanica è sicuramente auspicabile, purché nei termini di cui sopra. L’Italia deve quindi essere favorevole all’ingresso in Europa di quei paesi che dimostrano di averne pieno titolo, non tanto in relazione ai 52 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO vincoli economici, ma, soprattutto, per la condivisione di quegli alti principi di democrazia e di rispetto della dignità umana che hanno reso possibile la realizzazione dell’Unione e la pacifica convivenza degli stati membri. L’UE deve porsi come obiettivi prioritari: Contribuire ad una risoluzione pacifica della questione IsraelePalestina, adoperandosi per favorire il ritiro delle truppe Israeliane dai territori occupati e creando le condizioni per la costituzione di uno stato palestinese indipendente, favorendo così la riduzione del terrorismo internazionale. A tale scopo l’UE dovrebbe proporre l’attivazione di un canale preferenziale di collaborazione politica ed economica ed incrementare il flusso degli scambi culturali con questi due paesi attraverso condizioni privilegiate di inserimento nei programmi scientifici europei e l’assegnazione di borse di studio a studenti universitari, dottorandi e giovani ricercatori per periodi di perfezionamento e di collaborazione scientifica nelle università dei paesi membri. Dare attuazione nei tempi più brevi possibili agli accordi di Kyoto, fungendo in questo da traino per gli altri paesi sviluppati che, per ragioni diverse, non li hanno sottoscritti oppure, pur avendoli accettati, non li stanno mettendo in pratica. 2.7.4.2 7 Mediterraneo Si aprono ora nuove prospettive per rivitalizzare le relazioni con i paesi mediterranei, sia per affrontare congiuntamente e concretamente il problema dell’immigrazione clandestina, sia per riaffermare il ruolo di mediazione politica, culturale e commerciale che l’Italia può svolgere tra oriente ed occidente. 2.7.4.3 Cooperazione Transfrontaliera-Transnazionale Dovrà essere promossa la creazione di soggetti unici a cui affidare la gestione dei fondi comunitari per la cooperazione transfrontaliera e transnazionale, possibilmente scelti fra quei soggetti a partecipazione multilaterale già esistenti, evitando di creare nuove strutture. Infatti, la gestione affidata a soggetti nazionali ha determinato negli anni passati complicanze burocratiche che oltre a disperdere notevoli fondi per sostenere strutture “inutili”, hanno favorito politiche clientelari e coloro che avevano in mano “i meccanismi” anziché chi aveva “le idee”. Deve essere maggiormente garantita la trasparenza degli affidamenti, evitando quanto più possibile i cosiddetti “progetti a regia regionale” ed inserendo già nei documenti programmatici i progetti prioritari da essere realizzati mediante il rispetto delle norme sugli appalti. Bisogna infine evitare che il soggetto controllore sulla corretta gestione dei fondi, non appartenga alla stessa amministrazione da controllare e non sia da essa selezionato. 53 Meccanismi di cooperazione più semplici e rinnovo della classe dirigente Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.7.5 7 Italiani all’estero grande risorsa per l’Italia Gli italiani all’estero Nel significato dell'emigrazione, sacrificio e ricchezza sono due facce della stessa medaglia. L’emigrato italiano è stato oggetto di un’importante evoluzione ed interessa oggi intellettuali e scienziati costretti all’espatrio dalla storica carenza di risorse nel campo della ricerca italiana. L’interesse per le vicende italiane da parte degli appartenenti alle seconde o terze generazioni non è un dato acquisito, ma richiede una campagna mirata a collegare i problemi italiani a realtà di più largo raggio, come quelle interne al paese di emigrazione,o legate all’Unione Europea, o relative alla globalizzazione e all’ambiente. Infine, è innegabile che i cicli economici ed il divenire storico stabiliscano un continuum fra le migrazioni del passato e quelle attuali; non variano granché le ragioni basilari che spingono a lasciare la propria terra ed a stabilirsi altrove, ma sono invece mutati radicalmente direzione, provenienza e consistenza dei flussi migratori. Italia dei Valori propone un cambiamento delle misure indirizzate all'emigrazione di ritorno ed al sostegno alle comunità italiane in difficoltà, che devono essere depurate da ogni perniciosa carica ideologica o populista. Italia dei Valori ritiene che il forum appropriato per trovare soluzioni sensate, percorribili e non demagogiche a questi problemi sia quello dell'Unione Europea. Una parte considerevole dei nostri connazionali vive in paesi le cui condizioni socioeconomiche stanno degradandosi in maniera sensibile, a volte drammatica. Argentina ed America Latina in generale rientrano fra questi, ma alcune frange particolarmente a rischio si trovano anche in Nord America e in Europa. Noi proponiamo che venga creata una corsia preferenziale per chi volesse rientrare in patria ed avesse seri problemi d'ordine materiale e legale da risolvere. In particolare, per gli oriundi che possono non trovarsi in condizione di rispettare gli attuali criteri di accesso alla cittadinanza italiana, Italia dei Valori propone una legge che permetta loro un riacquisto più agevole della cittadinanza alla quale le generazioni precedenti avevano rinunciato. Riteniamo che l’assistenza diretta in loco sia in generale da preferirsi in quanto consente la ricostruzione del tessuto sociale nel paese di emigrazione ed è pagante nel medio-lungo periodo. Tali iniziative consentirebbero inoltre il mantenimento o la ricostruzione dei rapporti fra emigrati, forse compromessi dalla crisi economica. Risultano infine necessari il miglioramento del servizio delle ambasciate e dei consolati, possibile anche attraverso l’assunzione di emigrati italiani e di loro discendenti, in luogo del costosissimo trasferimento dall’Italia di personale spesso non idoneo a fornire adeguata assistenza, e incentivi all'importazione di prodotti italiani particolarmente richiesti. 54 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.8 FAMIGLIA e Politiche Sociali 2.8.1 Famiglia Per quanto concerne la relazione tra le necessità familiari e la struttura del mondo del lavoro, Italia dei Valori propone: de-tassazione dei redditi bassi e medio bassi, calcolati secondo il principio relativo del pro capite e non secondo quello assoluto del reddito globale; assegni familiari adeguati; assegni da erogare anche a chi lascia il lavoro per assistere un anziano non autosufficiente o un disabile; assegni di maternità e di paternità concessi fino al terzo anno di età del bambino o fino all’anno successivo all’adozione; aspettativa al 50% dello stipendio per madri e padri; diritto al part-time di quattro ore lavorative giornaliere sino al compimento del decimo anno del figlio e della figlia o per assistenza a persone non autosufficienti; maggiori facilitazioni per l’ingresso al lavoro delle donne con responsabilità familiari attraverso la definizione di appropriate forme di flessibilità; ampliamento ed adeguamento ai bisogni delle Persone dei servizi per l’infanzia: asili nido, scuole materne, insegnanti di sostegno anche per i bambini in difficoltà e azzeramento delle liste di attesa; ampliamento ed adeguamento dei servizi per la terza età; lotta alla precarietà del lavoro, ritornando ai contratti a tempo indeterminato, lasciando la flessibilità a chi la richiede a titolo personale; aumento del personale educativo nelle scuole; aumento del personale medico, infermieristico e riabilitativo negli ospedali e sul territorio; istituzione di corsi formativi, tenuti da esperti, sulle responsabilità dell’essere genitori anche nel caso di separazioni che possono minare lo sviluppo psicologico ed affettivo dei bambini; realizzazione di norme focalizzate sui diritti dei figli con sanzioni per i genitori che vengano meno ai propri doveri; affido condiviso, ma anche sostegno ai genitori per un percorso corretto di effettiva condivisione di responsabilità; promozione di politiche di sostegno all’etica della responsabilità per l’esercizio del ruolo educativo della famiglia e della società, come “comunità educante” che si fa carico nel suo insieme della formazione delle nuove generazioni e investe sul proprio futuro. 55 8 Continuo sostegno alla famiglia Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.8.2 2.8.2.1 8 Minori Italia dei Valori propone di approvare uno “Statuto dell'infanzia e dell'adolescenza" che preveda di: Combattere l’abbandono scolastico Politiche Sociali 56 recepire, rendere operante e monitorare la convenzione ONU del 1989 sui diritti del fanciullo; realizzare ed aggiornare un'indagine statistica sulla situazione del lavoro minorile in Italia; applicare la "Carta di impegni contro il lavoro minorile" approvata nel 1998 ma ancora disattesa, sostenendo famiglie in difficoltà economiche tramite contributi finanziari e servizi desinati a sradicare il lavoro minorile e l'abbandono scolastico; garantire a tutti i bambini la possibilità di frequentare la scuola materne, come primo momento indispensabile di socializzazione, prescrittura e prelettura; combattere ed azzerare l’abbandono scolastico; far frequentare la scuola pubblica pluralista e democratica a tutti i bambini presenti in Italia figli di migranti, come luogo di conoscenza ed integrazione; fornire qualora necessario un sostegno scolastico anche a domicilio, utilizzando studenti universitari in regola con gli esami e neo laureati in cerca di primo lavoro; creare luoghi protetti per il tempo libero degli adolescenti; creare percorsi “protetti“ per i ragazzi figli di famiglie disagiate o immigrate, che lasciano la scuola alla fine dell’obbligo, per il loro inserimento nel mondo del lavoro; riformare le carceri minorili, orientandosi verso misure alternative alla detenzione, e costituire una specifica magistratura minorile al fine di raggruppare e di armonizzare competenze attualmente disperse tra organi diversi; intervenire contro violenze fisiche, psicologiche, sessuali operando sul versante della prevenzione e della repressione con informazione corretta, rafforzamento della rete di servizi, carcerazione obbligatoria per i pedofili e per chiunque eserciti violenze di qualsiasi natura sui bambini, evitando qualsiasi attenuante, rinforzando la prevenzione; prevedere adeguati organismi di tutela quale l’ufficio di tutela del minore già esistente in altri Paesi; introdurre regole severe sull'informazione che abbia per protagonisti o per probabili utenti i soggetti di età minore, nel pieno rispetto della carta di Treviso approvata anche dall’Italia; applicare la recente legge sulla violenza nelle relazioni familiari e sostenere centri antiviolenza e di aiuto alle vittime; ridefinire i ruoli all’interno della famiglia, attraverso una nuova sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questa materia, per evitare che le maggiori responsabilità gravino sulle donne; creare una società dove i giovani sappiano che il futuro è loro; aumentare il personale educativo nelle scuole, rispettando gli organici richiesti dai professionisti del settore, garantendo l’insegnante di sostegno anche a bambini in difficoltà scolastica per garantire loro pari opportunità. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.8.2.2 Anziani A partire dai bisogni delle persone anziane non autosufficienti, l’Italia dei Valori vuole costruire un progetto che le inserisca al meglio nel tessuto sociale e sia adeguato alle loro esigenze esistenziali, tutelandone dignità e riducendo il loro handicap sociale proponiamo: • • • • • • • • • investimenti per la rivalutazione abitativa delle Case di Riposo e alle Residenze Sanitarie Assistite, RSA o Case protette e maggiori sostegni economici per usufruirne; ampliamento dei Centri Diurni, o iniziative come gli “althzeimer caffè” o altri spazi di sollievo per le famiglie; maggior coinvolgimento delle figure professionali, assistenziali, riabilitative, nel determinare il progetto di vita del disabile e dell’anziano non autosufficiente; nuove politiche di rinforzo per l’assistenza domiciliare e sostegni alla famiglia curante; formazione e appoggio alle figure delle “badanti”, quale risorsa per le famiglie; centri di ascolto e collaborazione con le associazioni che operano a fianco delle persone affette da disabilità inserire, anche a partire dalle Unità Valutative varie (UVG, UVD) oltre ad elementi prettamente medico infermieristici, pure Unità di valutazione che fanno riferimento ad aspetti relazionali, di comunicazione, affettivi ed economici. Si riterrebbe ad esempio significativo l’inserimento nelle Unità di Valutazione di esperti dei settori sopra citati, ma pure dei congiunti della persona di cui si va ad analizzare il sistema di bisogni; incentivare, sia sul fronte delle risorse finanziarie che su quello delle risorse umane, l’assistenza domiciliare domestica (SAD) e quella di pertinenza dei distretti Sanitari (ADI); sostenere economicamente la realizzazione di case di riposo allargate a più ospiti, magari di proprietà di anziani stessi nel segno di una futura possibile convivenza, gestite da personale specializzato e sotto il controllo delle istituzioni; istituire il servizio civile per la terza età, adibito a compiti di sicurezza, assistenza e cultura favorendo non solo la collaborazione, ma l’impegno civile degli anziani; facilitare l’accesso e la fruizione delle aree urbanizzate e intervento sulle barriere architettoniche e le politiche dei trasporti; attuare servizi di portineria sociale nei grandi complessi abitati; attuare servizi infiermieristici di caseggiato o di quartiere; costruire con finanziamenti pubblici appartamenti “protetti”; istituire presidi o supporto leggero con un servizio telefonico da identificarsi come intervento, di e a ,valenza affettiva e preventiva; sostenere gli interventi rivolti ai medici di base per sensibilizzarli ad ascoltare e indirizzare persone anziane con problemi non sempre di stretta pertinenza sanitaria; monitorare permanentemente tutti gli anziani soli e ultraottantenni; sostenere la funzione di tutoraggio, quando l’anziano solo è malato o viene ricoverato. 57 8 Inserimento degli anziani nel tessuto sociale adeguato alle loro esigenze ed a tutela della loro dignità Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.8.2.3 Disabilità e Discriminazione Sociale Italia dei Valori propone di migliorare le attuali politiche: 8 Maggiore inclusione sociale delle persone disabili 58 incrementando la partecipazione dei rappresentanti dei diversamente abili nella società civile; riconsiderando il DPCM 185/06 che ha privato di senso la definizione stessa di “alunni diversamente abili” riconsiderandoli come persone “non capaci di fare”, che ha reso l’iter certificativo più complesso e che considera la funzione di docente di sostegno specializzato esclusivamente nelle situazioni di patologia organica; rapportando il numero degli insegnanti facenti funzione di sostegno alle effettive esigenze di coloro a cui garantire il diritto all’educazione e all’istruzione previsti dall’art. 12 della Legge 104/92 e non al numero dei ragazzi/e a sviluppo tipico; potenziando le strutture territoriali per l’inclusione sociale delle persone disabili con particolare riferimento agli aspetti psicologici; favorendo il diritto alla mobilità delle persone disabili, attraverso il rifinanziamento della Legge 13/89 per l'eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni private ed il rilancio dei Piani Regionali per l'accesso collettivo alla mobilità urbana-extraurbana; favorendo l’accesso dei diversamente abili al mondo del lavoro e della politica, con interventi mirati e specifici per ogni categoria, basati anche su “adeguamento ragionevole” dell’impiego; sollecitando una rapida calendarizzazione e sostenendo la proposta di Legge 1902/06 “Norme per il prepensionamento di lavoratori e lavoratrici con a carico familiari gravemente disabili”; uniformando le regole, le normative e le leggi che regolano determinate prerogative (in particolare per quanto riferito a rilascio di pass per parcheggi disabili, per le riduzioni fiscali in caso di acquisto per autovetture per disabili); istituendo servizi di trasporto a chiamata per persone disabili o non autosufficienti, ovvero estendere a tutto il Friuli i progetti che sono partiti in modo sperimentale in alcune zone. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.9 SCUOLA/UNIVERSITÀ, Ricerca, Cultura e Sport 2.9.1 Scuola Italia dei Valori propone di: introdurre l'insegnamento obbligatorio di Educazione civica Cultura della legalità - Cultura costituzionale come indicato dalla conferenza internazionale UNESCO del 1994, da cui trasmettere ii fondamenti dell’etica, del rispetto delle regole, della legalità; prevedere finanziamenti per progetti che coinvolgano attivamente i/le discenti (in funsione al reddito), ciò specialmente pensando a quei ragazzi disadattati che vivono in un ambiente sociale degradato con seri problemi di educazione famigliare; finanziare il restauro degli edifici scolastici; rivedere il sistema di formazione, reclutamento e distribuzione di tutto il personale, docente e non docente e porre una nuova attenzione e diverse strategie per risolvere la questione del personale, adeguando i loro stipendi alla media europea ma nel contempo valorizzando la loro professionalità, diversificandola anche in relazione ai nuovi compiti richiesti, mettendo in atto un efficace sistema nazionale di valutazione dei risultati raggiunti, in assoluto e comparativamente ai livelli di partenza, dai singoli docenti, dal team dei docenti, dagli istituti, dall’intero sistemascuola rispetto ai fondamentali obiettivi di conoscenza, competenza e integrazione; collegare l’autonomia degli istituti e ridefinire un quadro preciso delle finalità e dei programmi, in modo da stabilire con chiarezza gli obiettivi formativi ed educativi delle scuole; attuare un piano straordinario di investimenti per l’edilizia scolastica e per l’acquisto di strumenti adeguati, da subordinare ad un dettagliato progetto di utilizzo nell’attività didattica ordinaria e da un preciso piano di formazione dei docenti; adeguare gli organi collegiali della scuola alla nuova situazione determinatasi dopo il varo dell’autonomia, con la ridefinizione di competenze, poteri, compiti e ambiti e con l'obiettivo di coinvolgere attivamente le rappresentanze dei genitori e degli alunni nell’elaborazione e nell'attuazione dei Piani di Offerta Formativa dei singoli istituti; riformare i curriculum ed i programmi, obsoleti e ridondanti, tenendo conto dell’esigenza di utilizzare i nuovi linguaggi e le moderne tecnologie informatiche, nonché di padroneggiare in modo consapevole ed esperto i saperi tradizionali; introdurre la possibilità di congedi sabbatici da destinare all'aggiornamento e alla riqualificazione; riorganizzare i mansionari del personale non docente per renderli congruenti con le innovazioni verificatesi negli ultimi decenni ed adeguare gli organici dei non docenti alle effettive necessità della amministrazione e degli utenti, intervenendo nei casi di organici ridondanti e legati a logiche di assistenzialismo; ripristinare il contributo destinato ai/lle discenti (in funzione al reddito) che frequentano le scuole paritarie laiche. 59 9 Effettiva parità fra scuola pubblica e privata Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.9.2 9 Italia dei Valori indica alcune priorità che ritiene adeguate a raggiungere un più alto livello di prestazione formativa del docente, premiandone inoltre professionalità, aggiornamento, impegno e capacità comunicative: Docenti più qualificati e meritevoli e salari più adeguati Università e Ricerca 60 riforma dei concorsi, riconoscendo il merito quale unico criterio di reclutamento e di progressione nella carriera dei docenti. Per impedire i frequenti fenomeni di nepotismo che bisognerebbe introdurre una norma che vieti a figli e parenti entro il secondo grado di partecipare a concorsi nello stesso settore scientifico disciplinare al quale appartiene un docente. Sarebbe poi opportuno eliminare il principio dell’idoneità riapplicando quello del vincitore unico per ogni concorso, anche ricorrendo a valutatori internazionali; contratti a termine e nuovo modello per il rapporto di lavoro dei professori universitari, che riguardi contenuti e metodi dell’insegnamento e che ne preveda il rinnovo solo in presenza di accertato giudizio positivo sull’attività svolta; abolizione del livello retributivo unico e possibilità per le università di definire remunerazioni più elevate. Ciò innescherebbe un meccanismo di concorrenza tra università per assicurarsi i docenti migliori ed abbinato ad un controllo delle presenze, limiterebbe l’impegno del corpo docente esternamente all’ambito universitario; controllo sull’assenteismo, grande male delle università italiane, attuando concrete forme di verifica delle presenze; migliore distribuzione dei professori per ottimizzarne il rapporto numerico con gli studenti e con il ricorso ad eventuali incarichi unificati per materie affini; possibilità di autorizzare attività di consulenza esterna per permettere il più ampio scambio possibile fra il mondo della ricerca e del sapere ed il mercato, ma anche per evitare il fenomeno negativo di professionisti a tempo definito che dedicano però solo un pò del proprio tempo all’università; effettiva attuazione di metodi di valutazione dei docenti per quanto riguarda la costanza e puntualità alle lezioni, la disponibilità al di fuori degli orari di lezione, la chiarezza espositiva, la qualità, la quantità e i costi dei testi, la capacità di giudicare la preparazione dello studente agli esami. Studenti e specifici nuclei di valutazione nominati dal ministero dovrebbero sottoporre i docenti a periodiche verifiche, con possibilità di interrompere il rapporto di lavoro dopo più verifiche con esito negativo; eliminazione degli sprechi anche attraverso forme di valutazione permanente di tutto il personale non docente e delle istituzioni. Ciò significa diffusione ed adeguamento della valutazione del personale e degli enti tramite formulazione di obiettivi ed analisi sulla realizzazione; coordinamento territoriale delle specializzazioni degli atenei dopo un’attenta verifica dell'esistente e avendo anche il coraggio di prevedere e di realizzare eventuali accorpamenti o chiusure di sedi periferiche al fine di evitare inutili duplicazioni Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO specialistiche fra atenei vicini fra loro; introduzione di un tutor on-line, da affiancare al docente titolare per poter svolgere una parte dell’attività didattica a distanza, come avviene già in molte università europee. Italia dei Valori propone inoltre di: varare una Carta dei diritti degli studenti che dia garanzie in tema di diritto allo studio, di didattica, di orientamento e piano di studi, di servizi didattici e di assistenza, di partecipazione e trasparenza, di gestione degli esami e delle tesi di laurea, di attività autogestite; istituire in ogni ateneo un Garante degli studenti che verifichi la corretta applicazione delle leggi, dei regolamenti e degli statuti. Lo studente, che peraltro ha precisi doveri, primo fra tutti quello della frequenza, potrà rivolgersi al Garante per segnalare inadempienze del personale docente e non docente e disfunzioni delle strutture. Il Garante risponderà allo studente e risolverà i casi di controversie. abolire il principio e la pratica della subordinazione al potere politico tramite una riforma che: (1) assicuri sia lo sviluppo della ricerca di base che di quella applicata; (2) si occupi di armonizzare gli interventi di finanziamento dei centri di ricerca pubblica e privata, attraverso agili strutture di coordinamento, formate dai migliori specialisti dei vari settori interessati alla ricerca avanzata; (3) preveda la reale mobilità dei ricercatori tra università e centri di ricerca pubblici e privati anche attraverso forme iniziali di incentivi; riconoscere il valore strategico della ricerca scientifica destinandole risorse ordinarie di progressiva maggiore entità, fino a raggiungere quelle degli altri paesi europei per il conseguimento dell’obiettivo di Lisbona; favorire il supporto privato alle attività di ricerca anche attraverso forme di defiscalizzazione per un importo pari a 1,5 volte le somme destinate agli istituti di ricerca; definire con gradualità il numero degli addetti alla ricerca scientifica attraverso una programmazione con scadenze prefissate, per evitare improvvise saturazioni che di fatto negli anni scorsi hanno tagliato fuori diverse generazioni di giovani dalla opportunità di cimentarsi nella ricerca; all'interno dell'attuale panorama delle strutture di ricerca, individuare un numero adeguato di centri di eccellenza che possano competere nel contesto internazionale; stimolare la ricerca industriale rivedendo i criteri di incentivazione alle imprese, sia singole che consorziate anche con università e centri di ricerca pubblici, creando collegamenti più efficaci tra il sistema-ricerca e il sistema-industria, soprattutto nei settori ad alto apporto tecnologico. 61 9 Autonomia dell’Università dalla politica Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.9.3 9 Cultura, Fruizione ed Industria Culturale Una politica a sostegno della fruizione della cultura è indice di democrazia e civiltà. Le politiche culturali sono particolarmente esposte alle degenerazioni clientelari e al controllo dei partiti sulle istituzioni e sulle organizzazioni del settore. A ciò si deve aggiungere l’estrema concentrazione delle risorse, assegnate a poche potenti istituzioni, sempre le stesse. Tutto ciò ha limitato sistematicamente il pluralismo, producendo l’atrofizzazione dell’autonomia, della critica e della spontaneità della cultura italiana, determinandone la crisi attuale. Italia dei Valori propone di: Più cultura vuol dire più libertà aumentare considerevolmente gli investimenti per la realizzazione di infrastrutture culturali che in Italia sono poche, concentrate e scarsamente accessibili: servono biblioteche, mediateche e archivi moderni e dotati delle attrezzature e dei servizi necessari al loro uso ottimale da parte degli utenti. Occorrono spazi culturali, teatri e auditorium di piccole dimensioni disseminati su tutto il territorio e messi a disposizione dei cittadini e dei gruppi teatrali, musicali e artistici autogestiti che ne facciano richiesta. Ciò si può ottenere anche affidando ai privati la gestione delle strutture e permettendo loro di recuperare attraverso attività commerciali connesse quali ristoranti, librerie, bookshop i costi da destinare al funzionamento di musei ed altri spazi culturali; separare le competenze ed affidare le responsabilità decisionali ad organismi tecnici indipendenti. Il sistema politico dovrebbe limitarsi a legiferare e tracciare le linee guida per gli interventi, mentre gli organismi tecnici indipendenti svincolati da qualsiasi interferenza e sorvegliati da organismi di controllo, dovrebbero occuparsi delle decisioni in merito all’assegnazione dei finanziamenti; contrastare l’omologazione ed il consumismo ed avviare una competizione di mercato fra gli operatori nazionali, con una diversa utilizzazione dei finanziamenti pubblici alle attività culturali erogati tramite un sistema premiante a posteriori in relazione al successo avuto dall’iniziativa tra il pubblico ma incentivante, allo stesso tempo, la creatività e la molteplicità dei punti di vista. Si dovrebbe assegnare una quota che permetta la partenza del progetto ed un eventuale conguaglio a posteriori basato sui risultati. In questo modo si potrebbe consentire l’accesso alle risorse anche ai gruppi amatoriali e agli operatori che, pur avendo capacità e qualità, ne sono stati tenuti lontani; incentivare l’afflusso di fondi dai privati attraverso una totale defiscalizzazione delle sponsorizzazioni, promuovendo le attività artistiche e culturali di carattere amatoriale e le iniziative in grado di contribuire ad una vera e propria democrazia culturale di base; differenziare i prezzi dei biglietti d’ingresso a mostre, concerti e 62 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO quant’altro, istituendo una forma di codice fiscale culturale che renda individuabili le categorie alle quali fornire biglietti gratuiti od a prezzo ridotto; promuovere le lingue ed i dialetti regionali, senza che però costituiscano fonti di discriminazione per il personale da essere impiegato presso le amministrazioni pubbliche. Il significato di cultura deve oggi includere le forme di cultura popolare locali, mentre l’insegnamento della lingua e del dialetto locale deve tenere conto delle esigenze dei soggetti ai quali si rivolge che possono differire per livello di scolarizzazione, età, motivazioni di base, aspirazioni professionali e prospettive di mobilità sociale; 9 proteggere i bambini dalla continua esposizione pubblicitaria che cerca di fare di loro dei consumatori accaniti, modellandone i gusti, i valori ed il pensiero, seguendo l’esempio della legge svedese che vieta qualsiasi spot che possa fare da esca ai bambini con meno di 12 anni. Le industrie culturali hanno attualmente un’influenza enorme sulla formazione della cultura e della mentalità in senso lato e sul modello tradizionale di comunicazione. Sono quasi totalmente globalizzate, orientate verso l’omogeneizzazione culturale, nel cui ambito si attua il dominio di nazioni economicamente potenti che tendono ad eliminare le culture minori e locali, di cui l’Italia è particolarmente ricca, disseminando valori estranei e negando sistematicamente alle nazioni più deboli la possibilità di preservare e promuovere le proprie tradizioni culturali, la propria identità e la propria industria della cultura. Bisogna poi considerare che: a) quello culturale in senso lato è uno dei terreni su cui possono essere poste le fondamenta per la ricostituzione di una sfera pubblica funzionante a condizione che venga garantito il pluralismo culturale fornendo agli intellettuali gli spazi e le occasioni per rifiutare di diventare portatori e divulgatori dell’ideologia di volta in volta dominante; b) le politiche culturali debbono essere viste come uno strumento per offrire ai cittadini diverse opportunità che permettano loro di sviluppare abilità e conoscenze e che restituiscano a tutti il potere di fare delle scelte i senza essere vittime delle imposizioni del mercato. 63 Favorire la libertà di espressione Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.9.4 9 Più sport praticato per una società migliore Sport e politiche giovanili La situazione in cui si trova lo sport italiano è attualmente e prima di tutto una crisi di sistema, che ha molteplici origini: il mancato controllo e coordinamento politico nel corso degli anni, la scelta di non citare le attività agonistiche nella Carta Costituzionale, una grave mancanza di progettualità e di efficienza non tanto nel calcio, ma anche e soprattutto nel Coni. La crisi coinvolge anche il mondo dilettantistico, mentre lo sport può e deve diventare per tutti una palestra di vita, una scuola di preparazione a una vita sana fatta di educazione, di divertimento, di rispetto per le regole e per il prossimo; in questa direzione si registra oltretutto una grande vitalità Le richieste di attività sportiva sono in crescita, soprattutto nelle zone d’Italia in cui si è assistito ad un miglioramento della qualità della vita, del tempo libero e del benessere. La politica deve assecondare tale desiderio di sport di base, soprattutto per le fasce d’età giovanili, svolgendo un ruolo attivo di controllo e prevenzione all’interno del mondo sportivo per ciò che riguarda la piaga del doping. Gusto per la pratica sportiva, motivazioni salutistiche, soddisfazione personale di accrescimento psicofisico, sapore della vittoria ottenuta nel rispetto delle regole, possono costituire elementi fondanti di una cultura che rivesta la funzione di coesione sociale ed educativa nei rapporti umani e nel rispetto dell’altro. Profondamente convinta dell’importanza presente e futura di una sana attività fisica, Italia dei Valori propone: 64 sostegno alle associazioni di sport amatoriale; maggiori fondi alle società dilettantistiche e maggiori investimenti per dotare di palestre, piscine e impianti all’aperto quelle zone del paese che ne sono prive. lo sport dilettantistico non deve essere occupato da tecnici e dirigenti dilettanti ma deve avere un contorno di professionisti altamente qualificati che tutelino la salute e la forma dei nostri atleti per ottenere il massimo dei risultati sportivi ottenibile e la sicurezza della salute e integrità fisica degli atleti; lotta decisa alla piaga del doping; riconoscimento a livello istituzionale degli sport inseriti nelle competizioni nazionali ed internazionali quali rappresentativi della nazione italiana supportando tramite il CONI e la FIDAL l’individuazione e la formazione degli atleti su tutto il territorio italiano; supporto economico adeguato per gli atleti che sono riconosciuti di interesse nazionale o che hanno superato i minimi richiesti per la categoria di appartenenza; tutela infortunistica, sanitaria e previdenziale agli atleti e garanzia di inserimento nel mondo del lavoro a fine carriera per gli atleti che hanno avuto il riconoscimento di “atleta di interesse nazionale” con ulteriori premiazioni per i risultati raggiunti; potenziamento delle attività sportive nelle scuole curando l’individuazione dei talenti da convogliare verso i centri di preparazione atleti della FIDAL; controllo della professionalità dei preparatori atletici nelle società sportive dilettantistiche prevenendo in tal modo possibili danni ai ragazzi/ragazze con preparazioni atletiche inadeguate; Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.10 COSTI DELLO STATO 2.10.1 Federalismo ed Enti Territoriali L’applicazione del principio di sussidiarietà è la base per un federalismo solidale che renda responsabile l’uso delle risorse che affluiscono agli enti attraverso le varie forme di tassazione. 10 Ciascun ente territoriale dovrà fruire di autonoma potestà impositiva(nel senso di poter determinare l’aliquota valida per il territorio) al fine di rendere trasparente ai cittadini il rapporto tra servizi ricevuti e il loro costo. Agli enti territoriali come regioni, province, comuni, città metropolitane, municipi, unioni di comuni, occorre attribuire potestà rilevanti nei settori legati alla gestione del territorio, con il conferimento delle risorse necessarie e degli strumenti atti a reperirle, non omettendo il controllo sull’impiego delle stesse e sulle nuove responsabilità che essi si trovano ad assumere. È anche opportuno estendere, rendendola obbligatoria, l’adesione alle unioni di comuni sotto i 5.000 abitanti, magari con competenze differenziate per tutelare le popolazioni isolane o montane, non sempre adeguatamente rappresentate dalle attuali comunità montane. Entro il 2010 i comuni dovranno o potranno aderire alle unioni di comuni: la adesione sarà obbligatoria per i Comuni con un numero di abitanti inferiore a 5.000 e sarà facoltativa per quelli che riterranno utile tale forma aggregativa, sia per la presenza di problemi di gestione amministrativa legati a ragioni geografiche, economiche o sociali, sia per utilizzare vantaggi connessi ai risparmi di gestione. Risulterà poi necessario procedere all’abolizione definitiva delle Provincie, attraverso un Piano organico per l’utilizzo del personale attualmente impiegato in tali istituzioni all’interno delle altre amministrazioni pubbliche e la riassegnazione delle scarse attuali competenze alle Regioni ed ai Comuni. Bisognerà infine ridurre progressivamente le circoscrizioni, fino ad abolirle interamente. 65 Ridurre la macchina dello stato ed eliminare gli enti inutili Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.10.2 Ministeri 10 Consideriamo l’aumento del numero dei Ministeri attuato dall’ultimo Governo Berlusconi e soprattutto dall’ultimo Governo Prodi un grave errore, dovuto essenzialmente dalle pessime leggi elettorali che favorivano la creazione di coalizioni, spesso eterogenee, che dovevano accontentare troppi partiti con poltrone “pesanti”. L’Italia non ha bisogno di tutti questi Ministeri. Un consistente processo di riforma, tanto nella riduzione del numero quanto nella sfera di competenze, dovrà pertanto riguardare gli attuali ministeri. In particolare, Italia dei Valori propone: Pochi e più efficienti Ministeri e riduzione della burocrazia la separazione tra ministero dell’economia e ministero delle finanze, in relazione alle opposte competenze e al rilievo assunto dalla gestione economica dello Stato; l’accorpamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; l’eliminazione di altri Ministeri inutili, quali ad esempio quello per l’Attuazione del Programma; all’interno dei Ministeri, su modello di quelle delle entrate, la creazione di nuove agenzie in grado di orientarsi e confrontarsi con il mercato, alle quali delegare competenze non fondamentali; l’accompagnamento della riforma dei ministeri ad una riforma autentica del sistema legislativo, con Testi Unici che riducano la burocrazia inutile e quindi l’esigenza di macchine dello stato complesse atte a far funzionare un sistema improduttivo. La stessa suddivisione del nostro programma elettorale in settori di intervento, fornisce una prima indicazione del numero ristretto di dicasteri ai quali si potrebbe affidare la gestione delle decisioni dell’esecutivo. 66 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.11 AMBIENTE, Agricoltura, Turismo, Infrastrutture e Trasporti, Energia 2.11.1 Ambiente e Territorio 2.11.1.1 Principi generali ed obiettivi Sempre con eguale filosofia di giustizia e legalità l’Italia dei Valori affronta le tematiche dell’ambiente. Lo sconcio perpetrato per decenni da aziende che hanno inquinato pesantemente vaste aree del territorio e che ora non si possono perseguire perché una legislazione carente ha fatto si che rimarranno impunite per sempre, NON DEVE MAI PIÙ ACCADERE! 11 Gli obiettivi da raggiungere sono: 1. ridurre i rifiuti alla fonte. Questo è l’obiettivo primario dell’Italia dei Valori, ancor più importante della raccolta differenziata che si attua quando il danno è ormai fatto. Bisogna pertanto incentivare e sostenere finanziariamente, anche con incentivi fiscali, quelle produzioni che utilizzano tecnologie e processi che determinano uno scarso utilizzo di imballaggi, definendo i rapporti percentuali in peso imballaggio/prodotto al di sotto dei quali gli incentivi possono essere concessi; 2. adottare la valutazione ambientale strategica (VAS) nella programmazione economica e per la pianificazione degli interventi sul territorio; 3. realizzare sistemi informatici territoriali digitali e analisi dell'ambiente secondo lo schema DPSIR (determinanti-pressionistato-impatto-risposta) della Agenzia Europea per l'ambiente: analisi dei determinanti economici del territorio, analisi delle pressioni causate dall'attività antropica, analisi dello stato dell'ambiente naturale e culturale, analisi degli impatti sui comparti ambientali (aria, acqua, ecosistemi, uso del suolo, archeologia e storia, ecc.) dovuti alle pressioni antropiche, analisi delle risposte in atto o in itinere da parte delle autorità ambientali per prevenire gli impatti e per contenerli nei casi in cui avvengano; 4. aprire gli sportelli informatici e organizzazione di eventi utili alle imprese, allo scopo di agevolarne la piena conformità normativa rispetto agli aspetti ambientali, anche favorendo azioni dimostrative e soluzioni consortili; 5. incentivare i sistemi integrati di qualità fra rispetto dell'ambiente, prodotto/servizio, sicurezza e valorizzazione delle produzioni tipiche da parte di imprese che dimostrino anche una adeguato livello di attenzione agli aspetti ambientali; 6. promuovere adeguati piani di comunicazione ai consumatori, volti ad incrementarne la sensibilità ambientale e a premiare le imprese che rispettano l'ambiente attraverso il miglioramento della loro immagine; Riteniamo inoltre che le amministrazioni pubbliche debbano applicare tutte le procedure previste da AGENDA 21. 67 Ambiente e territorio accoglienti per uno sviluppo più sostenibile Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.11.1.2 11 In questo settore, sul fronte della tutela giudiziaria è da riaffermare l'esigenza primaria di una radicale ristrutturazione dell'ordinamento, ancora fondato su leggi varate dallo Stato pre-repubblicano e mai organicamente armonizzate con i nuovi valori costituzionali Nell’ambito della tutela civile, si possono superare le limitazioni derivanti dalle caratteristiche strutturali del processo agevolando il ricorso ad azioni inibitorie e privilegiando il risarcimento dei danni arrecati all'ambiente. Quando poi non fosse possibile il risarcimento in forma specifica, mediante ripristino dello stato dei luoghi, si potrebbe affidare ad un ente di natura tecnica, creato sul modello del superfund americano, la gestione delle somme recuperate con l'esercizio dell'azione civile di risarcimento del danno ambientale, per incassare le quali lo stato non ha ancora previsto uno specifico capitolo di bilancio. L’ente dovrebbe poi reimpiegare le somme ricevute soltanto per il miglioramento ambientale nella zona interessata dall'inquinamento. Il principio “Chi inquina paga” dovrebbe essere esteso al danno ambientale in genere comprendendo le responsabilità delle amministrazioni locali quando concedono autorizzazioni senza una adeguata valutazione dei rischi ecologici. La situazione della tutela penale risulta più complessa ed in essa si riscontrano ragioni di una crisi altrettanto forte. Dovrebbero pertanto essere intraprese le seguenti azioni: - - Ripristino della legalità nella gestione delle risorse ambientali Tutela del Diritto dell’Ambiente depenalizzazione delle fattispecie meno lesive di valori ambientali; introduzione di meccanismi premiali che portino all'estinzione del reato quando il colpevole abbia adempiuto, sotto il controllo dell'autorità giudiziaria, alle prescrizioni impartite dall'autorità amministrativa; aumento del termine di prescrizione per le contravvenzioni che residuino alla depenalizzazione. Per quanto riguarda la protezione dalle onde elettromagnetiche, proponiamo il potenziamento degli strumenti di rilevamento, la verifica e controllo degli insediamenti di ogni genere di trasmettitore e un piano della trasparenza perché tutti sappiano in ogni momento che cosa sta avvenendo vicino a casa loro. A livello nazionale proponiamo l’abbassamento degli attuali limiti d’esposizione delle persone alle onde elettromagnetiche, considerata la prossima partenza della nuova tecnologia UMTS. 2.11.1.3 Assetto Idrogeologico e Gestione Idrica Per quanto riguarda le opere di sistemazione idraulica, si devono evitare gli accanimenti che portano alla cementificazione dei corsi d’acqua e che sono anche idraulicamente controproducenti in quanto, riducendo i tempi di corrivazione (cioè aumentando la velocità di decorso dell’acqua), comportano l’ amplificazione della pressione idrica a valle in caso di piene. In tal senso si deve perseguire ove possibile, la decementificazione e la rimeandrizzazione dei corsi d’acqua e l’applicazione di tecniche di sistemazione più rispettose della natura quali le tecniche di ingegneria naturalistica e le opere 68 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO idrauliche miste (costituite da materiali lapidei reperiti in loco misti a strutture in legno). Si rivela indispensabile la promozione di politiche di supporto alla concertazione e all’integrazione delle azioni di tutti i soggetti, istituzionali e non, coinvolti nell'uso della risorsa idrica, con lo scopo di attuarne un uso più efficiente e di ridurne l'inquinamento. Con la legge Galli del 1994 è stato imposto a comuni e province di organizzare la gestione del servizio idrico in modo integrato, considerando come un insieme unitario l'intero ciclo dell'acqua dalla captazione alla distribuzione alle utenze, allo scarico attraverso le fognature, alla depurazione fino al riconferimento ai corpi idrici come fiumi e mare. Tale legge è di fatto inapplicata, anche per una serie di punti interrogativi non risolti. Proponiamo quindi una sua semplificazione, anche in termini molto stretti e cogenti, perché le regioni e le organizzazioni di bacino ne diano attuazione, pena una riduzione nel trasferimento dei fondi regionali. 2.11.1.4 11 Prevenzione Rischio Geologico-Idrogeologico Oltre al potenziamento del servizio di protezione civile, è necessario uniformare tutte le indicazioni sperimentali, per permetterne leggibilità e confrontabilità, in modo da prevedere con sufficiente anticipo un eventuale disastro. Si presenta allora la necessità di istituire una consulta nazionale formata da tecnici con funzioni di: elaborazione di disciplinari per il monitoraggio, la cartografia tematica e le caratteristiche degli interventi di sistemazione del territorio e loro trasmissione agli enti preposti alla sua gestione; raccolta di tutta la documentazione scientifica e tecnica relativa all’identificazione delle condizioni di rischio e alla riduzione del danno causato dal disastro geologico; potenziamento dei servizi tecnici nazionali; coordinamento regionale dei corsi di aggiornamento e formazione per tecnici di enti amministrativi e servizi tecnici locali e per professionisti nella difesa dell’ambiente (geologi, ingegneri, forestali, agronomi, architetti); definizione delle competenze delle autorità di bacino in seno ai programmi di protezione civile, di salvaguardia dalle alluvioni, di conservazione delle risorse idriche, di realizzazione di opere d’ingegneria longitudinali e trasversali sui corsi d’acqua e di salvaguardia dei litorali dall’erosione, in relazione alle competenze delle altre istituzioni preposte alla gestione del territorio. 2.11.1.5 Conservazione del Patrimonio Naturale Il compito di declinare le priorità e di articolare gli interventi spetta agli enti gestori delle aree protette e alle amministrazioni locali coinvolte. Il compito dello stato è invece quello di agevolare con tutti gli strumenti necessari il raggiungimento degli obiettivi. Nel quadro di riferimento precedente si collocano le azioni del nostro programma che si prefiggono: 69 Prevedere i possibili disastri innovando la tecnologia Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 11 il completamento della rete ecologica nazionale e la sua piena integrazione nella rete europea “Natura 2000“; l’apertura di sportelli informativi per garantire la piena conoscenza e l’accesso agli strumenti finanziari stabiliti in sede nazionale e comunitaria per la tutela ambientale; la garanzia del finanziamento agli enti gestori nei tempi previsti; una intensa opera di comunicazione alle comunità locali e ai consumatori per la valorizzazione dei territori protetti, delle loro risorse e dei loro prodotti materiali o immateriali; la messa a punto di metodologie per incrementare il coinvolgimento delle persone nella gestione delle aree protette e il grado di consenso presso l’opinione pubblica; la promozione di iniziative ed interventi di livello locale per la rinaturalizzazione di aree degradate, come corsi d’acqua, fasce costiere, bacini lacustri, zone umide, con particolare riferimento a quelle inserite nel tessuto urbano o poste nelle sue immediate vicinanze. 2.11.1.6 Rafforzamento del Volontariato Ambientale Vogliamo incoraggiare e sostenere il volontariato ambientale in tutte le sue forme. In particolare proponiamo: - Sostenere e rafforzare il volontariato ambientale - - - la costituzione di banche dati regionali relative alle specificità e capacità materiali e culturali di quanti si offriranno spontaneamente dando la propria disponibilità a operare come occasionali volontari in eventuali chiamate di aiuto o soccorso e per far fronte, in emergenza o no, a problemi di tipo squisitamente ambientale; in ogni caso, la raccolta di dati relativa ad aziende pubbliche e private, che pur non offertesi spontaneamente, potrebbero comunque divenire punti di riferimento indispensabili in azioni di aiuto o soccorso in caso di problemi di tipo squisitamente ambientale; la partecipazione all'organizzazione di eventi destinati a favorire, da parte di intere comunità, la presa di coscienza di quanto occorre conoscere per la prevenzione e il contenimento dei grandi impatti; il contributo pubblico all'organizzazione di giornate di studio, corsi, iniziative di aggiornamento destinati a favorire la migliore azione operativa pratica, oltre che teorica, di tutte le persone che si siano offerte quali occasionali volontari in missioni di aiuto o soccorso, in emergenza o no. 2.11.1.7 Gestione del Territorio Italia dei Valori intende modificare il pensiero diffuso per cui la politica abitativa e territoriale sia sinonimo di ampliamenti, edificazioni, grandi opere magari incompiute, abusi edilizi e condoni. 1. Le città di mare e le coste. Le città di mare riflettono oggi soprattutto un disagio legato al declino delle attività portuali classiche, difficile da superare se si considera che i porti sono individuati nel piano generale dei trasporti del ministero dei Lavori 70 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2. 3. 4. 5. Pubblici quali punti terminali della rete di trasporto e pertanto un miglioramento delle strutture portuali comporta un miglioramento di tutto il progetto infrastrutturale integrato. Ecologia urbana, recupero e riqualificazione delle aree. È nella qualità della vita urbana che si riconoscono gli elementi su cui innescare significativi processi di riqualificazione. Per la qualità urbana, le politiche abitative sono già stata incluse nei programmi normativi di intervento, ma in Italia la cultura e la pratica stenta ad affermarsi, incontrando difficoltà particolari rispetto all’Europa. Dal punto di vista bioclimatico si considera che in ambito nazionale almeno 18 milioni di edifici hanno consumi energetici per l’illuminazione, il riscaldamento e l’acqua calda così elevati da richiedere un intervento urgente sia sulle strutture murarie che sugli impianti. La quasi la totalità del patrimonio edilizio ha quindi bisogno di un miglioramento ecologico e di un graduale adeguamento termico; si potrebbe realizzare utilizzando strumenti come i programmi complessi che offrono l’opportunità di avviare processi di riqualificazione usufruendo di finanziamenti pubblici. Obsolescenza delle costruzioni. L’obsolescenza delle costruzioni costituisce un grosso problema anche per le opere d’ingegneria; circa il 50% delle grandi dighe sono in esercizio da più di quarant’anni, con reali problemi di deterioramento delle caratteristiche dei materiali e della funzionalità delle opere, resi più critici dall’aumentata sismicità di alcuni siti e dalla presenza di sedimenti negli invasi che non possono essere pienamente utilizzati anche a causa delle inefficienze gestionali dei concessionari. È indicativo della situazione critica del settore l’ampio dibattito che si sta sviluppando a livello mondiale sull’opportunità di abbattere alcune dighe. Il ricorrente intervento dei governi nelle situazioni di emergenza idrica non riesce mai ad essere risolutivo se non per brevissimi periodi. Manutenzione programmata – Bioedilizia e bioarchitettura. L’importanza del tema della manutenzione programmata per tutte le costruzioni realizzate da più di 40 anni emerge in relazione alle finalità di contenimento del costo globale delle opere, inteso cioè come somma del costo di costruzione o risanamento e del costo di manutenzione. L’esigenza della manutenzione programmata si manifesta negli ultimi decenni come una necessità sempre più pressante, soprattutto nel caso dell’edilizia di recente costruzione. Insieme allo studio di sistemi di programmazione e controllo della qualità del ciclo di vita degli edifici e degli strumenti necessari a gestire questo particolare aspetto della qualità edilizia, e strategie di programmazione della manutenzione costituiscono il problema prevalente delle nostre città anche dal punto di vista economico. Lotta all’abusivismo edilizio. I dati del Ministero delle Infrastrutture calcolano che in Italia siano circa 970.000 le abitazioni abusive realizzate negli ultimi sedici anni e regolarmente condonate, con una percentuale del 25% di produzione abusiva rispetto a quella legale. Bisogna prendere atto che questo fenomeno, sconosciuto nel resto d’Europa e che nessuno più in Italia considera reato, è stato favorito dalla nostra classe politica ed imprenditoriale che anche solo con l’effetto annuncio di sanatoria edilizia riesce a peggiorare la già grave situazione, alimentata in maniera evidente anche dalla logica del 71 11 Valorizzare il patrimonio naturale ed artistico dell’Italia Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 11 Rendere l’ambiente urbano più vivibile voto di scambio e dalla corruzione che in parte esiste nelle pubbliche amministrazioni. Viene così impedita la tutela ambientale del nostro paese e la realizzazione di quel sistema di legalità che dovrebbe rappresentare un obiettivo prioritario nel processo di modernizzazione del nostro paese. E’ necessario impegnarsi su alcuni obiettivi fondamentali contro ogni forma di condono, per la delega ai Prefetti del procedimento di demolizione deciso dal sindaco e per semplificare giurisdizione e procedure. 6. Vivibilità dell’ambiente urbano. - delegare la materia alle regioni, senza un quadro di riferimento nazionale, non è una soluzione per superare le contraddizioni dell’attuale normativa complessa e disarticolata; - è necessario riformare l’ordinamento e la formazione degli addetti ai lavori, garantendo un’equa e puntuale distribuzione e definizione delle responsabilità e competenze; - bisogna intervenire sulle leggi sugli ordinamenti professionali indicandone con chiarezza le competenze per la progettazione della strumentazione urbanistica attuativa e di quella architettonica; - è necessario emanare una legge quadro che serva da riferimento per garantire l’aderenza dei problemi di gestione del territorio ai problemi sociali (famiglia, anziani, immigrati, inabili). Le regole della nuova legge quadro devono ispirarsi: o alla semplificazione e snellimento delle procedure; o alla trasparenza delle scelte anche per legittimare gli atti di programmazione e pianificazione a qualunque livello; o alla chiarezza e concretezza delle disposizioni per assicurare facilità di comprensione e di applicazione agli strumenti di intervento urbanistico. 2.11.1.8 Osservatorio Nazionale Politiche Territoriali Accanto al quadro di riferimento nazionale, è poi opportuno che sia promosso l’osservatorio nazionale delle politiche del territorio al quale devono essere affidati compiti di raccolta, interpretazione e sistemazione di tutte le informazioni relative al territorio ed alle politiche urbanistiche e tramite il quale diventi possibile non solo la divulgazione e l’accessibilità alla banca dati da parte di tutti i soggetti istituzionali interessati al processo di piano, ma anche la pubblicazione di un documento ufficiale sullo stato del territorio e dell’ambiente, con scadenza annuale o biennale. 72 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.11.2 Infrastrutture, Edilizia e Trasporti Italia dei Valori intende: ridurre il costo di trasporto delle merci ed i tempi di consegna; promuovere l’industria della mobilità in tutte le sue forme, dal settore aerospaziale alla conservazione dell’energia, anche per quanto concerne la competitività internazionale e la ricerca; promuovere le tecnologie innovative per il trasporto urbano cittadino in zone vincolate negli accessi o similari, sostenendo le tecnologie che limitano l’impatto inquinante (filtri speciali, ecc.; ridurre gli vati costi umani ed economici dei sinistri su strada; elaborare modelli di sviluppo sostenibile, attraverso l’incremento dell’efficienza complessiva del sistema, la corretta valutazione dell’impatto ambientale, il migliore utilizzo delle materie prime; incrementare il livello di occupazione globale, attraverso piani di realizzazione dei lavori pubblici e delle infrastrutture. 11 Per favorire la ricerca e lo sviluppo di avanzate tecnologie di prodotto e di ciclo produttivo, sono individuate le principali azioni: 1. promozione del trasporto su rotaia, prevalentemente sotterraneo nelle aree urbane e di superficie altrove; sviluppo del sistema ferroviario ordinario, in termini quantitativi e qualitativi; manutenzione accurata del materiale rotabile ed eventuali interventi sull’estensione ed utilizzo ottimale della rete, sul raddoppio o quadruplicamento dei binari e sull’elettrificazione; 2. valorizzazione dell’alta velocità. L’obiettivo è arrivare ad una mobilità sostenibile, che realizzi collegamenti efficienti tra le grandi città d’Europa, ma che tenga conto anche dei centri più piccoli e delle regioni periferiche meno sviluppate; 3. ulteriore grande sviluppo dell’intermodalità e della connessione tra tutti i macrosistemi di trasporto, per la razionalizzarne l’utilizzo, in funzione di esigenze individuali o collettive; 4. costruzione di nuove strade e autostrade, raccordi, svincoli, tunnel, ponti, ove le opere si dimostrino utili e compatibili con l’impatto ambientale; 5. sostegno agli investimenti per la sicurezza delle persone nell’ambito dei trasporti pubblici o privati e campagne di sensibilizzazione per la sicurezza stradale; 6. maggiore utilizzo delle vie d’acqua navigabili. Per quanto riguarda poi l’edilizia, bisogna promuovere l’ottimizzazione e la razionalizzazione dei fabbisogni energetici per l'edilizia residenziale e pubblica, incentivare il risparmio energetico, aumentare l’fficienza energetica degli edifici sia residenziali che produttivi ed attuare la certificazione degli edifici. Per traffico e viabilità occorre accelerare i tempi di attuazione degli interventi prioritari sui collegamenti con la viabilità nazionale e sulla metropolitana delle coste. Nel breve periodo sono indispensabili il ripristino dei treni diretti di collegamento fra località turistiche e grandi città, la messa in sicurezza di tratti stradali e svincoli agli ingressi delle città della nostra costa, quelli delle strade che arrivano agli insediamenti abitativi degli Appennini e delle Alpi. 73 Realizzare rapidamente nuove e più moderne infrastrutture Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.11.3 Biotecnologie su alimenti e salute 11 Assicurare la sicurezza alimentare L'uso delle biotecnologie per la produzione di alimenti ha suscitato in questi ultimi tempi notevoli perplessità; l'opinione pubblica si interroga giustamente sulle conseguenze dell'uso di OGM nell'agricoltura e nell'allevamento. In qualunque parte del mondo si può insediare un laboratorio che modifica la cellula di qualunque organismo vivente. Non sappiamo che cosa comporterà in futuro per la nostra salute l’introduzione degli OGM, in concorrenza con le produzioni agroalimentari locali e con buona pace dei nostri agricoltori, generalmente molto attenti alla qualità delle colture made in Italy quanto mai richieste. Proponiamo dunque un piano di incentivi per valorizzare l’assoluta sicurezza alimentare di varietà vegetali e di produzioni locali, certificandola a livello internazionale con sigle come quelle ben conosciute di IGT, DOP, DOC. Occorre inoltre introdurre un sistema di etichettatura chiaro e preciso che permetta al consumatore di conoscere la presenza o meno di organismi geneticamente modificati nei prodotti che trova sul mercato. In base al protocollo sulla bioscienza firmato nel gennaio del 2000 da 138 paesi, è opportuno che l’Italia recepisca il principio di precauzione secondo il quale un paese può rifiutarsi di importare prodotti che ritiene pericolosi per la salute e per l’ambiente. Proponiamo altresì il potenziamento della ricerca pubblica sui cibi OGM e il diritto del consumatore di conoscere l’esatta provenienza e natura degli alimenti. 74 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 2.11.4 Politiche energetiche Dobbiamo fornire un contributo significativo contro l’innalzamento delle temperature e le emissioni di CO2, e non solo per non pagare le penali previste dal trattato di Kyoto ma perché ci crediamo. Il contributo che Italia dei Valori anche in questo campo può fornire è enorme, perché in pochi altri settori economici come in quello dell’energia la forza e lo strapotere delle lobbies a livello mondiale ha saputo condizionare le politiche dei governi e questo sta avvenendo tuttora e per nessun altro motivo che salvaguardare gli interessi delle multinazionali dell’energia. Italia dei Valori può e deve porsi anche in questo campo a baluardo degli interessi dei cittadini italiani che troppo spesso vengono sacrificati sull’altare della multinazionale di turno. La politica deve saper essere all’altezza di governare efficacemente stravolgimenti significativi nel settore energetico nazionale, regionale ed internazionale, senza farsi corrompere o manipolare, vogliamo che anche in questo campo Italia dei Valori sappia dimostrarsi al di sopra degli interessi di parte e faccia proposte solo nell’interesse dei cittadini. In questa corsa contro il tempo per la salvaguardia del nostro pianeta la decarbonizzazione della rete elettrica prevale di gran lunga su qualunque altro aspetto, perché si tratta di qualcosa che può essere fatto subito, basta volerlo. In definitiva, l’uso ottimale dell’energia e l’incentivazione delle fonti di energia rinnovabile sono alla base del nostro programma. Gli obiettivi da raggiungere sono: la piena ed effettiva liberalizzazione del mercato energetico, controllata ed eventualmente supportata dallo stato per garantire: (1) un reale regime di libera concorrenza tra produttoridistributori di energia; (2) la decentralizzazione e la diffusione sul territorio della produzione di energia; (3) la compatibilità ambientale dei siti di produzione dell’energia; la distribuzione di energia a tutte le persone senza alcuna disparità; l’incentivazione della ricerca in campo energetico; l’incentivazione e il supporto per la produzione in proprio di energia nelle abitazioni, con il sistema fotovoltaico; la promozione di adeguati piani di comunicazione per favorire il risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia nelle case; la promozione di sistemi di gestione energetica in tutti i centri delle pubbliche istituzioni, senza gli sprechi che si verificano attualmente; la promozione del recupero totale degli Olii esausti Alimentari per produzione energetica (Filiera Agricola / Rurale per la produzione di olio vegetale ad uso interno regionale per cogenerazione energetica e trigenerazione). Il risparmio di energia si può avere incentivando la costruzione di abitazioni passive che consumano enormemente meno delle abitazioni tradizionali. La coibentazione delle abitazioni esistenti, anche senza arrivare, quando non è possibile, ai livelli delle case passive, va incentivata, anche se è costosa e non sempre agevole da realizzare in modo soddisfacente. La costruzione di edifici passivi e la passivazione, ove possibile, di edifici da ristrutturare andrebbe 75 11 Liberalizzare il mercato energetico Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 11 Sostenere le fonti energetiche alternative prescritta. Vanno inoltre incentivate, compatibilmente con lo stato attuale della tecnica, tutte le altre forme di risparmio energetico, ad esempio nell’illuminazione, nei trasporti, negli elettrodomestici. L’utilizzo di forme di energia con minore produzione di CO2 va incentivato: riguarda l’uso delle fonti di energia solare, un maggiore sfruttamento del geotermico, l’incentivo dell’eolico che talvolta comporta problemi di impatto paesaggistico ma che in molte parti del nostro territorio, ad esempio aree pianeggianti di non elevata qualità paesaggistica, può essere compatibile con il paesaggio. Va inoltre valutata la possibilità di incentivare l’uso delle pompe di calore che utilizzano la temperatura costante del sottosuolo. Dovranno essere incentivati i progetti industriali e le tecnologie di captazione del potenziale termico solare e di sua conversione in energia elettrica tramite processi termodinamici, il cosiddetto Solare Termodinamico, o in produzione di Idrogeno tramite processi termochimici di scissione dell’ acqua. Italia dei Valori intende promuovere in ambito regionale e nazionale una forte attenzione sugli ultimi sviluppi tecnico scientifici che sono in fase di sperimentazione in Italia e che in forme diverse sono presenti in impianti pilota installati in altri paesi europei o extra europei. Pur consapevoli che nessuna tecnologia ad oggi conosciuta sia in grado di sostituire totalmente e in un arco temporale di medio periodo, senza articolate strategie di adozione complementare integrata, le fonti di origine fossile e quindi purtroppo inquinanti e non rinnovabili, introduciamo per primo questo tema del solare a concentrazione in quanto ritenuto in ambito tecnico-scientifico relativamente semplice e maturo, immediatamente fruibile, strutturalmente pulito a zero emissioni, da fonte rinnovabile, potenzialmente economico, tecnicamente adatto alla produzione continua o flessibile. Ovviamente, Italia dei Valori intende sostenere anche le tecniche mature del solare termico, dell’eolico di ultima generazione sia in installazioni terrestri che marine – Offshore – attraverso le varie articolazioni tecnologiche, la gassificazione da biomassa in ambito di filiera corta (endogene) da agroenergia e da cicli integrati dei rifiuti, il fotovoltaico nelle varie applicazioni al Silicio, al Tellururo di Cadmio e Nano-tecnologico ad alta efficienza e a concentrazione in radiazione diretta e diffusa, la geotermia primaria o di accumulo, il mini-idroelettrico, le correnti mareomotrici, oltre ai clatrati di metano come forma solida del gas in ipotesi di tecniche innovative diversificate di trasporto del gas ed ai progetti internazionali di studio della fusione nucleare senza scorie: IGNITOR - ITER. Noi di Italia dei Valori riteniamo l’energia un tema oramai imprescindibile a qualsiasi seria politica che abbia a cuore l’obiettivo di proiettare il nostro Paese verso nuovi obiettivi di convivenza sostenibile e di sviluppo sociale ed economico in grado di garantire livelli di crescita equilibrata e dove, in una fase di rapide trasformazioni sociali ed economiche, la sfida tecnologica, se non governata in modo saggio e razionale, può assurgere, anziché ad una reale leva di sviluppo e di gestione sana dei bisogni, ad un vincolo critico di limitazione e ad un arresto dei criteri attuali di benessere sociale raggiunti . 76 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 3 FEDELTÀ E COERENZA (proposte e programmi delle coalizioni) Anche se potevano fare molto meglio, i governi di centro-sinistra hanno comunque migliorato l’Italia e fatto molto meglio dei disastrosi risultati delle stantie coalizioni di centro-destra. La Giunta Illy ha poi operato molto bene nella Regione Friuli-Venezia Giulia, raggiungendo risultati mai raggiunti nei precedenti governi regionali degli ultimi 15 anni. Noi intendiamo pertanto mantenerci coerenti e fedeli alle coalizioni di centro-sinistra, pur con gli adeguati distinguo che hanno da sempre caratterizzato l’identità del nostro partito ed i valori sui quali si fonda. Vogliamo pertanto confermare fedeltà alla coalizione, rimanendo una spina nel fianco di coloro che cercheranno di “fare i furbi”, da qualunque parti essi stiano. Allo stesso tempo, però, l’Italia dei Valori si impegna affinchè ogni governo da noi appoggiato, sia nazionale che regionale, possa mai cadere per colpa nostra o con il nostro contributo. 3.1 Fedeltà all’accordo con il PD Sono a voi noti le differenze che hanno caratterizzato la nostra politica nazionale nei pochi anni di partecipazione attiva al governo dell’Italia, che hanno permesso al partito di sensibilizzare la coalizione di centro-sinistra in particolare sui temi della legalità e dell’etica della politica. Pur non condividendo alcune scelte della maggioranza, abbiamo deciso di mantenerci fedeli alla coalizione di governo, ritenendo pragmaticamente possibile migliorare la politica solo operando dal di dentro e non dal di fuori. Quindi, avendo condiviso un programma elettorale, abbiamo vigilato sulla corretta applicazione dello stesso e sul rispetto dei principi dell’etica e della trasparenza, segnalando sempre i cambiamenti di rotta e le tentazioni di qualche politico di deviare dai nostri valori. Vogliamo continuare su tale linea. Abbiamo compiuto un grande sforzo per redigere, con il solo contributo dei nostri iscritti, il programma elettorale nazionale e regionale. Facendo parte di una coalizione, intendiamo portare le idee contenute in questo programma all’interno del più ampio programma condiviso dai nostri partners politici, in particolare del Partito Democratico. Sicuramente non tutto ciò che rappresenta i nostri ideali sarà recepito dal Partito Democratico con il quale ci siamo associati, ma nel rispetto del principio democratico della maggioranza, ci impegniamo solennemente a rimanere fedeli agli accordi elettorali ed alla coalizione di governo se, come auspichiamo, risulteremo vincitori delle elezioni, seppur con i dovuti distinguo, soprattuto quando il programma concordato non sarà rispettato e se verranno calpestati i principi della legalità, trasparenza ed etica a noi tanto cari. Pertanto ci impegniamo a rispettare il Programma concordato con il Partito Democratico sul quale lavoreremo affinchè recepisca a sua volta molte delle nostre indicazioni e proposte. 77 Idee, programmi e politica più vicini alle esigenze del cittadino Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 3.2 Fedeltà alla Giunta Illy Meno noti sono i distinguo del partito su scala regionale, semplicemente per il fatto che non siamo stati rappresentati all’interno della coalizione che ha guidato, negli ultimi 5 anni, la Regione Friuli-Venezia Giulia. Tali distinguo si riferiscono in particolare al grande lavoro che deve essere ancora fatto nella nostra regione per garantire: La politica deve essere nuovamente radicata sul territorio 1. maggiore trasparenza nei processi di affidamento degli incarichi e degli appalti finanziati da risorse pubbliche (e quindi pagate dai cittadini), in particolare un uso più corretto, efficiente e trasparente delle risorse comunitarie, senza troppi passaggi attraverso “scatole cinesi”; 2. riduzione dei privilegi e dei costi della politica e delle istituzioni regionali e maggior coinvolgimento dei giovani e delle donne nella politica e nella dirigenza pubblica; 3. realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie allo sviluppo dell’economia regionale ed al miglioramento della qualità della vita del cittadino identificando gli interventi sulla base di attente analisi ambientali che determino un impatto complessivamente positivo rispetto alla non realizzazione delle opere; 4. maggiore sostegno alle persone ed alle organizzazioni di volontariato per lo sviluppo di progetti di solidarietà sociale e di programmi di cooperazione nella nostra regione e nei paesi poveri. I prossimi appuntamenti elettorali che ci vedono quale regione pilota in una tornata elettorale in cui appare un nuovo soggetto politico cioè il Partito Democratico. Italia dei Valori non inizialmente voluta all’intero di questa nuova formazione, con la quale però ha voluto mantenere un rapporto preferenziale apprezzandone il coraggio ed innovazione, ha aperto una propria fase costituente volta ad allargare la base elettorale e soprattutto per dare un forte segnale di apertura del partito al contributo alla società civile e di qualsiasi forza liberale e democratica che non si riconoscesse più nei nuovi assetti partitocratici nazionali. 78 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4 DALLA PARTE DEI CITTADINI (programma e proposte regionali) Il benessere si diffonde attraverso il miglioramento della qualità della vita, alla difesa e salvaguardia della salute delle persone, dell’ambiente ed il potenziamento dei vari servizi dedicati al cittadino quali la scuola, l’assistenza sociale, la sanità, la sicurezza e la giustizia. Perciò alla politica, allo stato, alle province e comuni il primario compito di proteggere le fasce più deboli, la salvaguardia del territorio, lo sviluppo di fonti energetiche alternative non inquinanti, la salvaguardia della sicurezza e salute dei cittadini ed una giustizia rapida ed efficace. Il programma elettorale dell’Italia dei Valori per il Friuli-Venezia Giulia vuole portare avanti le istanze dei cittadini che negli ultimi anni non hanno trovato risposte adeguate, arricchendosi di nuovi contributi di massimo interesse per la nostra regione. Il nostro partito sarà sempre in prima linea per promuovere la cultura dell’etica, della legalità e della solidarietà. Saremo sempre in prima linea nella difesa dei cittadini, facendoci trovare vicini e facilmente raggiungibili alle esigenze della gente ed alle loro aspettative. Vogliamo mettere al centro le ragioni delle persone, concentrando la nostra attenzione, nelle tematiche a noi care e quindi per una forte caratterizzazione del nostro partito che le affronterà privilegiando le questioni della legalità, dell’etica, della trasparenza e della giustizia, combattendo gli sprechi, i privilegi, per la riduzione del costo della politica e dei politici opponendosi al malaffare in genere. Coerentemente agli indirizzi programmatici nazionali, i principali progetti che intendiamo attuare a livello regionale, sono stati raggruppati nei medesimi settori di riferimento identificati su scala nazionale, anche al fine di facilitare la loro attuazione e coordinamento con gli indirizzi programmatici di tutti gli ambiti territoriali italiani. Infatti, nell’ambito di tali settori, alcune questioni e progetti hanno carattere esclusivamente locale e pertanto localmente saranno supportati dall’Italia dei Valori affinchè i problemi siano risolti, altri necessiteranno di un sostegno politico e normativo su scala più ampia, per i quali l’Italia dei Valori regionale si impegna a portare le relative istanze a livello nazionale. Nel rispetto degli indirizzi programmatici nazionali, Italia dei Valori ha elaborato una proposta specifica per i soli ambiti regionali del Friuli-Venezia Giulia, più attenta alle esigenze del territorio e più vicina ai cittadini. 4.1 LAVORO, Formazione e Pari Opportunità Nella nostra regione è necessario far emergere il lavoro nero attraverso il sostegno alla stabilizzazione in particolari settori a rischio come quelli assistenziali, edili e nei servizi familiari. Italia dei Valori concentrerà molta attenzione nella corretta gestione dei programmi di formazione in quanto gli enti normalmente preposti, senza arrivare ai casi eclatanti della Calabria (vedi inchiesta Why not ? - De 79 Cultura dell’etica, della legalità e della solidarietà Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO Anche nella nostra Regione bisogna combattere i privilegi di pochi ai danni di chi da una vita lavora onestamente Magistris) sono spesso forieri di scarsa trasparenza e di sviluppo di politiche clientelari. Illustriamo alcuni esempi. Nella Regione FriuliVenezia Giulia, gran parte della gestione dei programmi di formazione è in mano agli enti accreditati (Enaip, Ial, ecc.) ed i bandi lanciati per utilizzare le risorse pubbliche messe a disposizione per la formazione spesso o sono usufruibili solo da tali enti, oppure obbligano a costituire delle cordate composte con almeno uno di loro. Ad esempio delle microimprese che vogliono ottenere contributi per la formazione per i propri dipendenti devono passare attraverso un ente accreditato (anche se potrebbero essere in grado di gestire dei progetti autonomamente e forse più appropriatamente, conoscendo meglio le proprie esigenze). Gli Enti operanti sul territorio regionale e nazionale, che hanno per oggetto istituzionale la Ricerca e la Formazione agiscono in un modo estremamente definito e molto riconoscibile. Detto presidio consente di avere una sicurezza operativa, in quanto la garanzia dei fondi e delle commesse avviene tramite capitolati di gara che richiamano condizioni relativamente a dimensioni, esperienza e dati di bilancio che possono essere coperti solo dai richiamati enti/associazioni/istituzioni, che peraltro -in alcune Regioni, quale anche il Friuli Venezia Giulia- sono gli unici che possono avere il riconoscimento pubblico di Ente Formativo. In altri termini le società, più agguerrite e con maggiori know how e capacità progettuale, sono di fatto esclusi. La conseguenza a valle di un simile mercato “dirigista” è stato il consolidamento dello statu quo che, come ogni potere indisturbato, mira a perpetuare sé stesso a danno del mercato e della propria capacità di rinnovarsi ed offrire plusvalore nei propri servizi. Oltre a ciò, detti enti/associazioni/istituzioni agendo indisturbati- sono diventati longa manus politica dell’area rappresentata, agendo in modo capillare su tutto il territorio e gestendo spesso politiche clientelari. Sono addirittura noti casi di dirigenti regionali che hanno insegnato (e sono stati pagati) negli enti di formazione che sono stati finanziati dai programmi per i quali erano coinvolti nella relativa gestione. Inoltre, i criteri di valutazione dei bandi sarebbero tutti da rivedere. Ad esempio, per misurare l'affidabilità del proponente si richiede spesso il passato ottenimento di finanziamenti analoghi. Pertanto, chi non ha mai ottenuto finanziamenti in passato non ne può più ottenere in futuro ed i soldi vanno sempre agli stessi. In occasione di presentazione pubbliche di bandi regionali sono invitati quali relatori degli esperti che poi partecipano, con loro società collegate, ai bandi stessi presentando progetti! Non essendo più previste le "regie regionali" o i progetti a "titolarità regionale" è ammessa la possibilità per le Direzioni regionali di partecipare ai bandi predisposti - E VALUTATI- dalle stesse Regioni. Per problemi di ritardi di Programma inputabili all’inefficienza dell’amministrazione pubblica, i partners vengono a volte obbligati ad attuare progetti in tempi più ristretti di quanto previsto dalle proposte progettuali approvate. Tutta questa malagestione non deve più accadere nella nostra regione e l’Italia dei Valori si impegna a monitorare e migliorare questo delicato settore per lo sviluppo economico e sociale della nostra regione. È necessario pertanto incrementare i soggetti accreditati alla formazione professionale nella nostra Regione anche grazie alla richiesta formativa in settori non ancora rappresentati. 80 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.2 LEGALITA’, Giustizia e Conflitto d’Interessi Anche noi in Friuli Venezia Giulia dovremmo richiedere che vengano posti dei divieti, non è sopportabile che persone condannate siedano su posti di potere siano essi parlamentari, assessori, o Presidenti di società autostradali. Non si tratta di fare del facile moralismo, semplicemente chi ha corrotto od è stato corrotto non ha dimostrato di meritare di ricoprire incarichi elettivi, in altre parole chi si è fatto corrompere ha dimostrato di non meritare la nostra fiducia e non gli deve essere data la possibilità di gestire nuovamente denaro pubblico. Se temiamo di proporre leggi di questo tipo, se temiamo di urlare con forza il nostro no avanti a nomine discutibili, se temiamo di essere cacciati dalla maggioranza perché urliamo con forza quelli che sono i nostri valori, se temiamo tutto questo, allora tradiamo i nostri Valori e forse abbiamo sbagliato partito. Gli interessi dei cittadini vanno sempre anteposti a quelli delle lobby. Ed è qui, a casa nostra, che noi abbiamo il dovere di attuare questi principi. Denunciando se occorre gli interessi che producono la ricchezza di pochi ed il disagio dei cittadini. Anche nella nostra regione bisogna riportare la politica e la nomina degli amministratori al rispetto dei valori etici alla base del nostro impegno. L’azione del nostro partito in FVG deve mettere al centro della politica l’interesse dei cittadini ed ognuno di noi deve ricordare molto bene che se ci stiamo occupando di politica è per fare il bene del nostro Paese, dei comuni dove viviamo. Essere portatori di VALORI è qualcosa di molto impegnativo per un partito politico, in un’epoca in cui dei Valori sembra ci si sia dimenticati. Proprio perché in tanti sembrano perdere la misura dei valori politici noi che nel nostro simbolo abbiamo e non a caso un “gabbiano che vola” dobbiamo volare alto, dobbiamo dimostrare che la parte più sana del Paese non si rassegna, ma lotta con tutte le proprie forze per l’affermazione dei diritti dei più deboli, di chi non è ascoltato, dei cittadini troppo spesso vessati dalla prepotenza del potere. Dobbiamo essere aperti e pronti a ricevere suggerimenti dai cittadini che vogliono e devono avvicinarsi alla politica, per renderla qualcosa di realmente trasparente, propositivo, al servizio della comunità e non di questo o quel gruppo di potere che, purtroppo in un modo o nell’altro hanno messo radici e condizionano la vita politica ed economica dell’Italia come del Friuli Venezia Giulia. 81 Anche da noi c’è una casta che ha troppi incarichi e privilegi ed ostacola lo sviluppo Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.3 ECONOMIA, Commercio e Innovazione Nell’ambito del sistema imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia, il settore di attività più rappresentativo come peso attuale di numero di imprese attive sul totale è quello del terziario, in particolare del commercio. Le imprese al 2004 erano 24.915, pari al 24,3% del totale regionale. Quota questa della compagine imprenditoriale regionale rimasta pressoché invariata dal 1997 ad oggi. Ciò testimonia, assieme al contributo di tutta rilevanza fornito dal terziario alla creazione del valore aggiunto regionale (69,8% nel 2005) nonché alla crescita del PIL in area Nord-est (+ 2,3% nel 2006, anche grazie ad un + 1,8% dei servizi), come dalla lettura della struttura settoriale dell’economia regionale emerga chiaramente un modello di sostanziale terziarizzazione. Continuare a sostenere ed innovare il terziario Il terziario va pertanto innovato, diventando lo strumento di rivitalizzazione dei centri urbani e storici, contribuendo all’inversione dei movimenti dalla tradizionale offerta dei centri storici e delle vie commerciali, verso le localizzazioni periferiche del commercio (centri commerciali suburbani). Bisogna pertanto sostenere un equilibrato ed armonico sviluppo del sistema distributivo regionale, di salvaguardia e buon uso del territorio, nonché nell’interesse dei consumatori. In tale modo sarà possibile garantire l’esistenza sul territorio degli esercizi commerciali di dimensioni inferiori, settore critico a causa della concorrenza operata dalla grande distribuzione, sia in termini di ampiezza dell’offerta che di competitività dei costi praticati. Italia dei Valori propone pertanto di: 82 riqualificare e ristrutturare i fabbricati e le loro pertnenze, anche per quanto concerne l’adeguamento alla normativa in materia di barriere architettoniche, nonché i relativi arredi; valorizzare i locali storici in raccordo con le iniziative previste agli artt. 87 e segg. della legge regionale 29/2005; sostenere le iniziative di formazione e assistenza tecnica agli operatori, anche per il tramite dei Centri di Assistenza Tecnica (C.A.T.) riconosciuti dalla Regione; prevedere corsi di formazione politica finanziati dalla Regione per giovani e donne; diffondere il brand “Friuli Venezia Giulia” mediante iniziative di marketing territoriale ed urbano che prevedano l’integrazione dell’offerta commerciale con quella turistica e culturale, nel rispetto degli interessi dei consumatori. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.4 SALUTE, Sanità e Previdenza Italia dei Valori propone a livello regionale: la creazione e/o il potenziamento di strutture in rete idonee a percepire il disagio sociale, al fine di prevenire tragedie familiari; l’incremento del numero degli assistenti sociali per far in modo che le famiglie non si percepiscano sole in caso di malattie gravi e/o degenerative, o nel caso di disabilità in genere la creazione di strutture che: sopperiscano al cambio di visione per cui gli ospedali sono considerate strutture solo per pazienti con problemi di emergenza e/o acutezza di patologie, che siano rifugio per coloro che versano in condizioni particolari (centri antiviolenza per le donne, centri di recupero) anche magari trasformando le caserme che versano in grave stato di abbandono. Strutture che superino l’idea di assistenzialismo, che invece possano offrire qualità di vita; la diffusione di un nuovo modello di assistenza domiciliare integrata con l’offerta sanitaria e residenziale, in favore di soggetti disabili o anziani ed estensione del sostegno economico della Regione FVG alla famiglia, con tali soggetti a carico, che acquisisca prestazioni assistenziali documentate da soggetti accreditati e non solo provvedendo direttamente all’inquadramento lavorativo del personale. Tale proposta è tesa a sostenere due problematiche fortemente sentite dalla famiglia: la mancanza di informazioni e punti di riferimento e l’impossibilità di provvedere direttamente a pratiche assicurative e a organizzazione del lavoro (vedi sostituzioni della badante per assenze malattia e/o ferie o per semplice diritto civile al riposo). Va inoltre incontro alla necessità di ridurre il numero dei ricoveri riconducendo l’istituzionalizzazione ad un ruolo di risposta episodica di specialità o di giusto atto di protezione; l’uniformazione delle norme e regolamenti sanitari in ambito territoriale regionale, adottando ad esempio le stesse autorizzazioni per il pass pargheggio per i disabili, le medesime sovvenzioni per coloro che devono prendere autovetture particolari, nonché gli stessi diritti all’acceso ai servizi sanitari indipendentemente dal domicilio fiscale per quanto concerne, ad esempio, le forniture protesiche; l’incremento dei finanziamenti alle strutture che si occupano di patologie degenerative; la promozione di progetti integrati assistenziali con gli Stati di confine come Slovenia ed Austria; il potenziamento e rilancio dei consultori familiari; l’estensione dei progetti sperimentali di trasporto a chiamata per chi è disabile o per gli anziani; una maggiore diffusione dei servizi flessibili per i minori; la trasformazione degli ospedali “minori” dimessi in servizi ambulatoriali di comunità, servizi di assistenza momentanea (respite care) e come intervento di primo soccorso; la defiscalizzazione per l’acquisto di voucher sociali. 83 Una sanità diffusa e vicina alle esigenze del cittadino Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.5 POLITICA, Amministrazione Pubblica, Rapporti Internazionali 4.5.1 Amministrazione Pubblica 4.5.1.1 Riforma l’Amministrazione Pubblica Obiettivi strategici per il Friuli-Venezia Giulia sono: Amministrazione più snella e flessibile e più opportunità per i giovani maggiore efficacia delle politiche pubbliche regionali; incremento di efficienza della PA regionale con una riduzione dei costi di funzionamento ed un aumento di produttività; semplificazione e migliore qualità della regolazione, con riduzione dei costi a carico dei cittadini e delle imprese; riduzione e regolamentazione delle società a partecipazione pubblica regionale. La sfida riformatrice dell’Amministrazione Pubblica già avviata dalla Giunta Illy andrà raccolta su diversi fronti con priorità per: 84 la riorganizzazione dell’Ente Regione, programma già ampiamente implementato con l’obiettivo di realizzare un’organizzazione più snella e flessibile e ad elevata capacità di integrazione, in grado di recuperare in efficacia ed efficienza per adempiere al proprio ruolo di alta programmazione ed indirizzo e di sviluppo della società e dell’economia regionale; una reingegnerizzazione diffusa delle procedure di lavoro, con una forte semplificazione dei procedimenti amministrativi; l’avvio di percorsi di legiferazione ad iniziativa giuntale o regolamentazione con l’adozione di Analisi dell’Impatto della Regolazione; l’avvio del Comparto Unico istituito con la LR 13/1998 , che renda effettivamente praticabile il processo di devoluzione programmato; un deciso rafforzamento dei sistemi informativi, con l’adozione massiccia delle nuove tecnologie nella PA regionale, l’estensione progressiva di servizi digitali per le imprese e per i cittadini; il miglioramento della comunicazione istituzionale, sia in termini di accessibilità e trasparenza dell’azione amministrativa e legislativa che di accountability ai cittadini ed agli interlocutori e partner dell’Amministrazione regionale interessati o destinatari; l’aumento della capacità conoscitiva ed informativa a supporto delle decisioni pubbliche, con una ristrutturazione dei sistemi statistici ed informativi; la revisione degli strumenti di programmazione e dei processi di concertazione e pianificazione perché diventino documenti capaci di orientare effettivamente per tutti gli attori del “sistema regione”, chiamati a contribuire prima alla definizione e poi alla realizzazione di obiettivi strategici condivisi e chiaramente esplicitati, coordinando la propria azione con quella di altri, ottimizzando l’uso delle risorse disponibili, riducendo la conflittualità interna; Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO la diffusione di processi e metodologie di valutazione dei risultati e degli impatti dei programmi e dei progetti realizzati; estensione a tutto il personale della gestione per obiettivi e avvio attraverso il percorso contrattuale della piena fruibilità di meccanismi di valorizzazione delle risorse anche con percorsi interni di carriera; realizzazione di adeguate iniziative di supporto alla riorganizzazione interna ai servizi anche a seguito dei processi di devoluzione e per compiere i percorsi di semplificazione. 4.5.1.2 Società a Partecipazione Pubblica Un settore particolarmente importante per l’azione politica dell’Italia dei Valori è rappresentato dalla necessità di portare maggiore trasparenza nella nomina degli amministratori e negli affidamenti esterni, soprattutto da parte delle società a partecipazione pubblica (Autovie Venete, Informest, Finest, Insiel, Friulia, ecc.) e dagli Enti di Formazione della nostra regione. Troppo spesso, infatti accade che: 1. gli amministratori ed i dirigenti di tali società ed enti sono nominati con criteri politici, senza selezioni trasparenti e soprattutto necessarie a misurare la loro capacità professionale. Anche nella nostra regione, alcuni dirigenti di tali società ed enti sono addirittura stati degli ex-politici condannati o processati per tangenti !!! 2. a tali società ed enti è affidata la gestione diretta di notevoli risorse finanziarie pubbliche, che poi vengono affidate ulteriormente all’esterno (professionisti, società di consulenza, ecc.) in modo diretto o senza seguire procedure tipiche degli appalti pubblici. 3. una stessa persona riveste più cariche in diverse società a partecipazione pubblica; 4. ai vertici delle società sono nominati dei managers con potenziali conflitti di interesse (vedi il caso Insiel) ed aventi ulteriori incarichi e/o lavori esterni, che determinano l’insufficiente partecipazione e coinvolgimento nelle attività societarie e la conseguente scarsa efficienza delle stesse società / enti a partecipazione pubblica; 5. si formino sacche di illegalità diffuse all’interno di tali società. Italia dei Valori propone: aumentare la trasparenza nella nomina dei vertici delle società a partecipazione pubblica, proponendo più candidati e giustificando pubblicamente le scelte effettuate in base al merito; precluedere ai condannati la possibilità di rivestire un qualsiasi ruolo all’interno delle società a partecipazione pubblica; fissare il tetto dei compensi attribuiti ai managers ed ai membri dei consigli di amministrazione di tali società, e definire l’eventuale condizione di non ricoprire ulteriori incarichi esterni. 85 Ridurre il peso e gli sprechi delle società a partecipazione pubblica ed evitare che possano competere con le imprese private Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.5.1.3 Premiare la Capacità ed il merito Anche nel Friuli-Venezia Giulia è quantomai necessario ripristinare il SISTEMA DI VALORI che ci ha aiutato a crescere e divenire una Regione evoluta, ma che ora ha dimenticato le fondamenta stesse del suo progresso che erano radicate proprio in quei VALORI tramandati dalla nostra cultura. A nostro avviso uno dei più importanti e spesso ignorato è il VALORE DEL MERITO. La spinta dei migliori è sempre stata insostituibile per ogni società che si espande e progredisce, ma anche nella nostra Regione negli ultimi anni si è affermata una politica clientelare rispetto a quella premiale. Il merito deve essere il parametro principale per favorire qualunque carriera È assolutamente necessario ripristinare il riconoscimento dei meriti di chi si impegna molto per migliorare le sue condizioni, di chi intraprende rischiando le sue risorse, di chi fa del suo lavoro una missione al servizio della società, di chi ottiene dei risultati utili alla comunità, di chi con il suo comportamento è da esempio benefico per tutti, di chi ha la capacità di operare in situazioni precarie senza gravare sulla società per il suo sostentamento. Il riconoscimento deve passare attraverso regole semplici trasparenti che consentano l’affermazione piena di tali principi. e Non cambieremo nulla se non riusciremo a dare spazio all’eccellenza e continueremo a favorire la mediocrità. Se non premieremo i comportamenti virtuosi e ci limiteremo solo a punire quelli negativi. Dobbiamo puntare alla realizzazione di un sistema di valutazione vero, trasparente oggettivo e condiviso, che possa premiare ogni persona di valore che oggi spesso è sottovalutata. Ciò deve avvenire in ogni ambito: dalla scuola al lavoro, nei servizi, nelle aziende pubbliche o private, nella vita di ogni cittadino. Ma è nell’ambito universitario che si sente più forte questo distacco. Dalla selezione dei professori universitari e di tutti coloro che si occupano di eccellenza passa il rilancio della nostra regione e dell’Italia intera. Deve tornare ad essere un forte sentire comune quello di premiare concretamente i meritevoli, siano essi aziende private, professionisti, pubblici dipendenti, contribuenti. Anche questo è un problema di etica. 86 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.5.2 Rapporti Internazionali Proprio il Friuli Venezia Giulia per la collocazione geografica è la fucina ideale affinché il dialogo con regioni, stati e società al di fuori della nostra nazione si realizzi, ed in quest’ottica la prospettiva il rafforzamento delle forme coordinate di cooperazione transfrontaliera, possibilmente attraverso la creazione di soggetti di gestione unici, trova il nostro appoggio incondizionato perché coniuga la naturale propensione del FVG ponte tra culture, popoli e paesi diversi. Tale soggetto si inserirebbe infatti al centro di una nuova realtà amministrativa che la pone direttamente al centro dell’Europa, l’augurio è che possa cementare l’amicizia e l’unione fra popoli che ancora parlano una lingua diversa ma che per la vicinanza geografica devono imparare a dialogare fra loro. Promuovere corsi di lingue mitteleuropee e dei paesi dell’Euroregione dovrebbe essere un primo importante e tangibile passo per avvicinare popoli che fino a pochi lustri or sono ancora si guardavano da nemici e che dovranno imparare a conoscere meglio le diverse culture. La proposta di Italia dei Valori è che la Regione stabilisca delle riunioni regolari semestrali fra le giunte delle amministrazioni che eleggibili alla cooperazione transfrontaliera, al fine di facilitare il coordinamento e la condivisione di una politica di sviluppo comune. Allo stesso tempo è opportuno promuovere corsi di lingua e cultura tedesca, slovena e croata. All’interno di tale spazio di cooperazione sarà poi ragionevole collaborare con le altre regioni facenti parte di quest’unico Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT), affinché si facciano corsi gratuiti di lingua e cultura italiana nelle altre zone della costituenda euroregione. Al fine di facilitare il dialogo con realtà territoriali diverse, è poi opportuno rendere obbligatoria la conoscenza della lingua inglese da parte di tutti i dirigenti dell’amministrazione pubblica regionale. Ciononostante, non dobbiamo con questo dimenticare le nostre radici ed è giusto che le lingue autoctone del nostro territorio siano comunque salvaguardate e valorizzate. Bisogna pertanto promuovere la creazione di Gruppi Europei per la Cooperazione Territoriale e/o sostenere le organizzazioni internazionali esistenti in regione a cui poter affidare, nel 2010, la gestione dei programmi di cooperazione transnazionale e transfrontaliera (in particolare il Programma di Cooperazione Transfrontaliera Adriatico-IPA ed il Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia, con procedure più trasparenti ed efficienti. Bisogna promuovere il coinvolgimento dei privati selezionati attraverso procedure di evidenza pubblica, nell’attuazione dei progetti prioritari, evitando i troppi affidamenti alle società regionali a partecipazione pubblica. Bisogna infine evitare che il monitoraggio sulla corretta esecuzione dei programmi possa essere affidato a soggetti appartenenti o selezionati dalla medesima amministrazione da controllare. 87 Una nuova politica estera della regione più aderente alle necessità del territorio Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.6 AMBIENTE, Agricoltura, Turismo, Infrastrutture e Trasporti, Energia 4.6.1 Ambiente e Territorio La pianificazione attuativa, l’istituzione e la gestione delle aree protette è una doverosa forma di tutela attiva del nostro patrimonio naturale. Vanno completati i piani delle aree naturali quali parchi e riserve e avviate reali azioni di gestione delle aree naturali in genere. Occorre promuovere una campagna di sensibilizzazione presso la popolazione regionale per far conoscere e visitare le aree protette. Occorre una legge regionale specifica che tuteli i fenomeni geomorfologici epigei (doline, forre geotopi) ed ipogee (grotte) nel loro insieme in quanto beni naturali così come con legge regionale sono tutelate la flora e la fauna minore. Vogliamo promuovere un corretto assetto del territorio, tutelando aree costiere e fluviali (Tagliamento), Sic (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS, vietando ogni tipo di condono e la privatizzazione dei beni pubblici primari (acqua e coste). Una nuova pianificazione ambientale regionale La Giunta Illy ha finalmente redatto un nuovo piano territoriale regionale, e occorre che entri quanto prima in vigore, non essendo più ammissibili altri ritardi. Gli strumenti di pianificazione del territorio devono essere realizzati ed aggiornati in breve tempo. Poiché i costi e i tempi per la loro redazione sono generalmente lunghi, occorre che gli strumenti di pianificazione siano pochi, ma sempre aggiornati ed efficienti. Concordiamo quindi con la scelta, contenuta nella nuova legge urbanistica regionale di eliminare il livello provinciale della pianificazione mantenendo unicamente i livelli regionale e comunale. Ciononostante occorre subito attuare il nuovo piano territoriale regionale ed i piani urbanistici comunali si devono gradualmente adeguare al nuovo piano regionale. Si deve pertanto: evitare proliferazioni caotiche di edifici, privilegiando il recupero di aree edificate dismesse ed espansioni compatte; evitare le saldature degli abitati in un continuo indifferenziato mantenendo l’identità dei borghi e la continuità delle aree rurali attorno ad essi; preservare le aree di maggior valore naturalistico, paesaggistico e produttivo agricolo indirizzando l’edificazione nelle parti del territorio di minore pregio. Italia dei Valori propone: 88 l’attuazione delle forme di sostegno finanziario alle industrie regionali i cui prodotti e processi limitino al massimo l’utilizzo degli imballaggi, fissando i limiti delle percentuali in peso dell’imballaggio rispetto al prodotto che permettono l’ottenimento degli incentivi alla produzione; il divieto della localizzazione vicino alle aree residenziali di attività inquinanti sia di produzione industriale, sia di allevamento intensivo. Vanno comunque riconvertite quelle attività, come la Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO ferriera di Servola a Trieste, che difficilmente potranno raggiungere livelli delle loro emissioni compatibili con i limiti imposti e con le esigenze di benessere di chi vi risiede attorno; l’allestimento di un sistema di raccolta dei rifiuti che abbia un ampio margine di riserva, non essendo ammissibile che si scopra di non poter ricevere rifiuti per risolvere l’emergenza in Campania perché anche nella nostra Regione siamo al limite della capienza. E’ pertanto necessario rivedere i Piani Provinciali dei Rifiuti, accorpandoli in un unico Piano Regionale. l’incentivazione della raccolta differenziata delle immondizie, oggi in quasi tutta la Regione insufficiente. Le discariche devono essere utilizzate solo per le sostanze non più recuperabili; il superamento della suddivisione provinciale dei piani dei rifiuti, con un unico piano regionale avente funzione direttamente operativa; la promozione nel mondo della scuola, ma non solo, di una adeguata informazione sulla necessità della raccolta differenziata dei rifiuti, nonché la crescita della cultura ambientale coinvolgendo nelle azioni gli Enti Locali ed il mondo associativo ambientalista. la tutela delle risorse idriche mediante anche l'aggiornamento del piano regionale per la tutela dei corpi idrici superficiali,tutela e salvaguardia degli ambiti di particolare pregio ambientale (risorgive, prati stabili); l’incentivazione della raccolta differenziata con il sistema di raccolta dell’umido porta a porta. Occorre fare una capillare campagna di sensibilizzazione spiegando quali tipi di rifiuti vadano messi nei diversi contenitori (vetro, carta, plastica); l’incremento del compostaggio domestico dell’umido, sia mediante appositi impianti, sia incentivando chi ha un giardino o un terreno coltivato a conferire il proprio umido in un compostatore domestico; la valutazione attenta in merito all’opportunità di costruire nuovi inceneritori, poiché vi è pericolo di emissione di diossina, polveri sottili e polveri ultrasottili; l’incentivazione della raccolta domestica differenziata di rifiuti speciali (batterie elettriche, elettrodomestici e oggetti fuori uso); la realizzazione di adeguate campagne per promuovere il consumo dell’acqua potabile in luogo dell’acqua in bottiglia e dei prodotti agricoli regionali. Per l’ambiente storico e della memoria Italia dei Valori sostiene: la conservazione degli edifici e centri storici anche con funzioni diverse dalle originarie, ma comunque compatibili. La conservazione e il restauro degli edifici e centri storici deve riguardare non solo i singoli edifici, ma anche un congruo intorno La conservazione deve riguardare anche le opere di architettura moderna di elevato valore architettonico; per contro va rifiutata la tendenza a conservare tutto ciò che è solo vecchio, anche se di nessun valore storico né architettonico; la conservazione ed il recupero delle aree della Grande Guerra, 89 Ridurre i rifiuti alla fonte ed incrementare la raccolta differenziata Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO luoghi di grande fascino con l’intricato insieme di trincee e caverne, che possono divenire un parco della memoria. Ugualmente si devono conservare e in parte aprire alle visite le sterminate fortificazioni sotterranee del Vallo alpino del Littorio che si trovano nella nostra Regione e fanno parte di una linea difensiva che va da Ventimiglia a Fiume. il recupero a nuove funzioni degli edifici di cosiddetta “archeologia industriale”, interessanti opere dell’ingegno caratterizzate da alta qualità architettonica. In tal senso, il Porto Vecchio di Trieste va riconvertito a funzioni anche direzionali, museali, ricreative. Per quanto riguarda l’ambiente sociale, Italia dei Valori propone: la realizzazione di percorsi pedonali protetti dal traffico veicolare, spazi verdi anche piccoli come luoghi di sosta e di attraversamento, isole pedonali, strade di quartiere a traffico rallentato mediante l’ampliamento dei marciapiedi e la sinuosità dei percorsi veicolari in modo da escludervi il passaggio veicolare di attraversamento; il mantenimento degli elementi di identità dei luoghi evitando edificazioni caotiche ed anonime; l’incentivazione delle forme di comunicazione e di partecipazione rendendo noto e trasparente l’operato delle amministrazioni locali; Sotto l’aspetto paesaggistico Italia dei Valori ritiene necessario: Valorizzare il patrimonio paesaggistico della Regione 90 includere i contenuti di piani paesistici nei piani urbanistici comunali; istituire i parchi del paesaggio, aree, possibilmente rientranti in parchi naturali, in cui con percorsi e attrezzature sia favorita da parte dei visitatori la lettura e la comprensione del paesaggio; assegnare al piano territoriale regionale un valore di piano paesaggistico, con una funzione di indirizzo metodologico; redigere anche gli altri strumenti di pianificazione aventi un diretto riferimento con il paesaggio: in particolare il PRAE, piano regionale delle attività estrattive, che avrebbe dovuto entrare in vigore oltre 30 anni fa e ancora è in alto mare. Con il PRAE si dovrebbe mettere ordine alla proliferazione di cave in pianura e montagna che provocano evidenti ferite al paesaggio; tenere conto del valore identitario del paesaggio anche nei piani regolatori e particolareggiati e nei procedimenti di VIA in modo da evitare casi come quello della Cementizillo di Fanna che vuole ampliare una cava sul monte S. Lorenzo abbassando la cima di un monte con forte valore identitario per gli abitanti di Maniago; evitare che i piani regolatori permettano le saldature fra nuclei abitati tradizionali mediante un’attenta zonizzazione e normazione ed ostacolare la proliferazione di insediamenti residenziali industriali e commerciali sparsi e nastriformi lungo le strade; inserire nei piani regolatori delle norme di buona pratica paesaggistica riguardanti le tipologie edilizie e i criteri di realizzazione di coltivi, in particolare i vigneti terrazzati, cantine di vinificazione, spesso costruite come capannoni industriali, edifici artigianali e commerciali; ridurre il rumore visivo prodotto da elettrodotti ed antenne, Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO costruendo elettrodotti interrati ove possibile e per gli elettrodotti non interrati, definendo dei corridoi energetici che non interessino aree di rilevante valore paesaggistico; vietare la costruzione di antenne radiotelevisive e per la telefonia mobile che non abbiano forme snelle e discrete tali da inserirsi nel paesaggio; prescrivere nella progettazione di grandi opere quali strade e ferrovie l’intervento di esperti nell’inserimento paesaggistico; realizzare dei parchi paesaggistici in cui, con percorsi attrezzati e punti di visuale si possa leggere comprendere il paesaggio. I manufatti della prima guerra mondiale e del vallo del Littorio possono in parte essere inseriti in tali parchi e utilizzati come strumenti di osservazione; sostenere delle forme di tutela attiva quale la sensibilizzazione divulgazione di tecnici e popolazione e la divulgazione di criteri di buon paesaggio anche al fine di evitare forme kitsch quali il finto antico e le finte scrostature sui muri, oggi di moda; sottoporre ad un’attenta verifica la legge urbanistica regionale n. 5/2007 e il relativo regolamento di attuazione e il piano territoriale regionale attualmente in formazione, per ridurre le incongruenze e fumosità. Il PTR dovrà essere soggetto a un monitoraggio annuale e se del caso aggiornato per mantenerlo al passo con l’evoluzione del territorio. Un’ultima notazione va fatta sull’annoso problema della messa in sicurezza del Tagliamento, per la quale è stata ormai probabilmente persa per interessi di parte (non nel mio giardino) la possibilità di costruire la diga selettiva di Pinzano. La costruzione di casse di espansione proposta come alternativa comporterebbe un grave sconvolgimento del territorio e del paesaggio e ne va valutata con attenzione la sua necessità, anche in considerazione dei dubbi emersi di carattere idraulico. Va verificata la possibilità di ricalibrare il canale Cavrato e la parte bassa del Tagliamento, anche con l’innalzamento delle sue sponde e delle quote della viabilità stradale e ferroviaria che attraversa il fiume all’altezza di Latisana. Si ritiene montagna abitanti a Italia dei necessario arrivare ad uno sviluppo sostenibile della creando condizioni sociali ed economiche che inducano gli non andare verso zone considerate più vivibili. A tal fine Valori propone: forme di incentivi per le attività produttive e commerciali; tariffe ridotte per i residenti per sviluppare la crescita economica e sociale basata su saperi e risorse tradizionali; incentivi per l’insediamento in comuni montani ed interventi per il recupero del patrimonio edilizio montano; agevolazioni per allacciamento di utenze isolate; misure per il riordino della proprietà fondiaria silvo-pastorale; interventi di carattere ambientale diretti alla salvaguardia dell'integrità ecologica e paesaggistica e alla valorizzazione compatibile dell'ambiente montano, mediante azioni dirette alla difesa del suolo, al risanamento e alla conservazione delle acque e del patrimonio agricolo-forestale, alla utilizzazione del territorio per fini agricoli, produttivi, turistici e ricreativi. 91 Incentivi alle imprese che operano per la valorizzazione delle risorse ambientali Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.6.2 Agricoltura Per quanto riguarda il settore agricolo va sottolineato che il comparto ha vissuto una fase di radicali mutamenti che hanno condotto ad una configurazione dello stesso più moderna, in cui hanno un peso preponderante le aziende che operano in una logica di mercato e che riflettono una graduale omologazione dell’agricoltura ai meccanismi di sviluppo e di funzionamento degli altri settori, con le conseguenti tendenze alla concentrazione delle attività produttive e all’estinzione delle unità economicamente marginali. Tale processo di sviluppo, analogamente a quanto è accaduto su scala almeno nazionale, non è stato comunque privo di ombre (si pensi ad esempio alla questione della salvaguardia dell’ambiente rurale o alle coltivazioni e agli allevamenti fuor di misura intensivi) ed è inoltre stato condizionato dal forte sostegno pubblico (sia comunitario che nazionale e regionale). Il venire meno, anche se in maniera progressiva, di tali tutele pone alle aziende agricole il problema di riorganizzarsi nuovamente. In questo contesto l’Amministrazione Regionale ha avviato un percorso di riposizionamento strategico del settore ridefinendo innanzitutto il proprio set di obiettivi e quindi predisponendo i primi strumenti operativi. Aumentare le produzioni tipiche e di qualità della nostra regione Obiettivi strategici della politica agricola regionale saranno: 92 creare un cluster agroalimentare, orientato alla produzione di qualità (certificazioni, marchi e brand, prodotti biologici); realizzare un sistema produttivo sostenibile ed ecocompatibile, con miglioramento degli indici ambientali (parametri di qualità); mantenere ovvero migliorare la qualità del paesaggio rurale e della identità geografica del territorio e della vegetazione; aumentare la biodiversità genetica con la conservazione delle razze in via di estinzione e delle colture in erosione genetica; aumentare le produzioni di qualità (biologico, certificate, di processo e di prodotto) nella filiera agroalimentare ed in quella forestale; promuovere la sicurezza, la qualità alimentare, il benessere animale e le buone condizioni agronomiche e ambientali; avviare e consolidare il Programma di sviluppo rurale 2007-2013; sostenere e rilanciare le imprese agricole all’interno di sistemi rurali integrati; sviluppare le energie alternative; sviluppare attività produttive coerenti con la salvaguardia dell’ambiente e la conservazione degli spazi naturali. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO Italia dei Valori propone di: sostenere le imprese agricole colpite da difficoltà derivanti da calamità naturali (es. siccità 2006), rafforzando una serie di strumenti di aiuto finanziario specifici quali la ricapitalizzazione delle cooperative, la concessione di finanziamenti a breve termine a condizioni agevolate e la ristrutturazione delle aziende in difficoltà; sostenere direttamente i settori produttivi di qualità (es. Viticoltura – frutticoltura) e di nicchia (es. apicoltura), finanziando le strutture di produzione, trasformazione e commercializzazione, con un cenno particolare al settore lattiero in area montana (es. malghe e caseifici) e sostenendo la multifunzionalità dell’impresa, che si esprime in particolare attraverso l’agriturismo, l’ittiturismo, la vendita diretta dei propri prodotti e la autoproduzione di energia. Sostenere l’innovazione, la ricerca e la qualità attraverso l’entrata a regime del sistema di sviluppo integrato dei servizi di sviluppo (SISSAR), al sostegno delle produzioni di qualità, specie nei comparti agroalimentari e in quelli vitivinicolo e frutticolo; attuare la legge regionale sull’innovazione (ricomprendendovi anche il settore forestale); attuare il sistema informativo agricolo regionale (S.I. Agri. Friuli Venezia Giulia), anche per il settore ittico; predisporre una disciplina organica per la pesca e per l’acquacoltura e costituire un distretto di pesca dell’Alto Adriatico per un utilizzo condiviso delle risorse ittiche. Disciplinare a livello regionale la tematica degli organismi geneticamente modificati (Ogm) in modo tale da garantire il bene comune della sicurezza alimentare attraverso la verifica e la tutela della qualità dei prodotti agricoli secondo il “principio di precauzione” di matrice comunitaria basato sull’equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza alimentare e la necessità di non ostacolare il progresso scientifico; realizzare alcuni progetti relativi all’educazione alimentare, rivolti in particolare all’universo scolastico, che prevedono ad esempio l’introduzione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e private. 93 Sostenere l’innovazione delle imprese agricole Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.6.3 Infrastrutture e Trasporti È necessario promuovere il trasferimento modale dei trasporti dalla strada al mare ed alla ferrovia. È inoltre necessario completare la realizzazione dei percorsi ciclabili con Austria e Slovenia. È auspicabile insistere per la promozione e realizzazione di sinergie aeroportuali con Lubiana e Venezia, sostenendo nuovi progetti di collegamenti “bus navetta” fra questi aeropori e con le località regionali attualmente non servite. Le proposte di Italia dei Valori nel trasporto sono: Completare il Corridoio 5 e rendere moderno ed efficiente il sistema di mobilità interno della regione 94 Completare, in primis, sull’esempio della regione Veneto, un preciso studio sui flussi di traffico merci che interessa la nostra Regione, in arrivo, in partenza ed in transito. Verificare la reale potenzialità delle infrastrutture ferroviarie esistenti idonee al traffico merci per definire i potenziali volumi di traffico ora su gomma da trasferire su rotaia. Allo scopo si evidenzia che L’Università di Trieste con il dipartimento di Ingegneria possiede una lunga tradizione ferroviaria, e attualmente supporta RFI (Rete Ferroviaria Italiana) nelle simulazioni della circolazione ferroviaria per il dimensionamento degli impianti. Sulla base delle analisi svolte, completare rapidamente le infrastrutture ferroviarie del Corridoio Pan-Europeo dei Trasporti n.5. Intervenire direttamente, da parte della Regione su RFI, per evitare lo smantellamento di impianti inutilizzati che, in un ottica di aumento del trasporto merci su rotaia, risulterebbero strategici. Pianificare, alla luce degli studi effettuati, degli investimenti mirati per il potenziamento e/o riconversione – adeguamento di impianti ferroviari presenti sul territorio regionale da adibire allo “scambio” gomma rotaia, con progetti finanziati dal governo nazionale e/o dalla comunità, ma con gli indirizzi di gestione e controllo. Intervenire nei confronti del governo nazionale e della comunità europea, per azioni coercitive sul trasporto su gomma transitante nella nostra regione per un obbligo di trasbordo su rotaia nei limiti delle potenzialità delle infrastrutture a disposizione e di efficienza. Promuovere iniziative comuni per incentivare il traffico su rotaia sia con le regioni vicine sia con Austria e Slovenia anche per eventuali azioni coercitive sopra indicate. Promuovere, anche con possibili incentivi il trasporto su rotaia mediante il trasferimento a livello regionale delle quote pubbliche delle imprese ferroviarie detenute a livello centrale, possibilmente incentivando la nascita di nuove imprese più motivate ed efficienti rispetto a Trenitalia – divisione Cargo. Attivare azioni di controllo e programmazione sui finanziamenti ai Consorzi industriali che hanno ricevuto finanziamenti pubblici per realizzare impianti ferroviari a servizio delle zone industriali, fissando loro un tetto minimo di volume di traffico ferroviario da raggiungere. I risultati devono legarsi all’erogazione dei fondi. Migliorare la mobilità urbana ed extraurbana riducendo le emissioni inquinanti ed aumentino la qualità della vita dei cittadini, pedoni e ciclisti inclusi. Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO Sostenere il collegamento fra i Porti di Trieste e di Capodistria e la loro interconnessione con il sistema AV/AC del Corridoio PanEuropeo dei Trasporti n.5 Avviare la gestione integrata dei vari servizi di trasporto pubblico, compreso quelli marittimi, mediante la realizzazione di uno studio di fattibilità di tariffazione unica in applicazione del D.Lgs n.111 dd 1-4-04 che attribuisce funzioni di programmazione ed amministrazione del servizio pubblico di trasporto alla Regione. Attuare sperimentazioni come il car sharing (auto condivisa), il car pooling (auto privata in uso pubblico), la mobilità ciclabile e l’incentivazione e la pubblicizzazione del mezzo pubblico. Migliorare la sinergia tra i vari Enti locali, date le loro diverse competenze, perlomeno per: (i) rendere competitivo il servizio pubblico urbano, velocizzadolo attraverso corsie preferenziali; (ii) ridurre le emissioni metanizzando i mezzi pubblici ed erogando incentivi ai veicoli privati convertiti a metano; (iii) potenziare i servizi ferroviari e marittimi con tariffazioni integrate ai parcheggi di scambio periferici (da reperire anche attraverso la collaborazione tra più comuni); Potenziare l’utilizzo diffuso dei mezzi di trasporto collettivo al fine di ridurre l'inquinamento e la congestione del traffico, preservandoci la salute e riducendo i tempi di spostamento; Liberare la pontebbana dal traffico pesante sviluppando infrastrutture viarie secondarie (Sequals – Gemona). Liberare il centro della cittadina di San Vito dal traffico pesante senza gravare su altre realtà locali, con rispetto del territorio; Si vuole rendere competitivo il sistema territoriale locale, facendo in modo che sia possibile supportare l’azione delle imprese realizzando collegamenti che possano migliorare le relazioni potenziando l’organizzazione logistica dando impulso all’integrazione fra le diverse modalità di trasporto e a far funzionale anche i centri di interscambio. Non meno importante riteniamo sarà lo sforzo di riconvertire, in un futuro assai vicino, il mercato che non dovrà essere diretto solo al manifatturiero, ma anche verso i servizi per l’eccellenza tanto nella ricerca, quanto nel turismo. La nostra ricchezza sarà sempre più un ambiente attrattivo e piacevole, capace di portar benessere ai residenti. Altrettanto importante crediamo sia promuovere l’aggiornamento tecnologico e manageriale delle medio industrie. Italia dei Valori ritiene indispensabile il potenziamento di quei valori che hanno caratterizzato il nostro territorio e che hanno permesso al mondo dell’artigianato e della piccola industria di essere motore dell’economia e di fungere da ammortizzatore sociale. Particolare attenzione sarà data a quei sistemi territoriali che sono strutturalmente più deboli favorendo occasioni di sviluppo locale e di azioni progettuali, facendo emergere un quadro unitario di intese e di relazioni. Un’ultima notazione sulle infrastrutture va posta al problema del Carcere di Pordenone. Italia dei Valori ritiene infatti necessario prevedere una struttura nuova che rispecchi le esigenze dei detenuti, per restituire loro la dignità di persone, e per coloro che ci lavorano, al fine di fornire i giusti elementi di sicurezza. La struttura dovrebbe trovarsi nel territorio comunale di Pordenone (non da ultimo per una razionalizzazione delle spese). 95 Rendere più competitivo ed efficiente il servizio pubblico urbano Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.6.4 Turismo Nel settore turistico, è necessario: Valorizzare molto più le bellezze della nostra regione all’estero Promuovere incentivi alla creazione di strutture per turismo sociale nelle aree in crisi economica (es. montagna) o nei periodi di bassa stagione. Integrare e diffondere maggiormente le offerte turistiche. Trasformare aree inutilizzate (vedi miniera del Predil o siti industriali dimessi) in luoghi di svago e animazione culturale. Merita inoltre valore sociale costruzione di essere previsti segnalare che il turismo dei camperisti costituisce ed economico, a tal fine bisognerebbe prevedere la are di sosta attrezzate ed i contributi dovrebbero per una gestione a Proloco o ad associazioni. La passione per i grandi tour in bicicletta è diventata una interessante alternativa alle tradizionali vacanze e sempre più numerosa è la schiera dei cicloturisti, armati di intelligente curiosità verso ciò che è possibile vedere e scoprire solamente con il lento incedere della pedalata di una bicicletta. A tal fine si dovrebbe prevedere la costruzione di una rete di piste ciclabili, collegate fra loro per quanto possibile, per lanciare in Friuli Venezia Giulia il turismo in bicicletta. Come già è avvenuto soprattutto nei Paesi del centro e nord Europa, dove il cicloturismo è a tutti gli effetti una risorsa turistica di rilievo, anche in Friuli Venezia Giulia la predisposizione di vie di comunicazione alternative a quelle per le automobili apre una possibilità in più per dare spazio ad una nuova forma, almeno per la nostra regione, di turismo ecocompatibile. 96 Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.6.5 Politiche Energetiche ed Innovazione Il tema dell’energia e della sostenibilità dello sviluppo è stato uno dei nodi chiave del mandato 2003-2008, e deve essere al centro delle politiche di sviluppo del FVG anche per il prossimo periodo 2008-2013. L’Amministrazione Regionale ha focalizzato gli obiettivi strategici per il prossimo periodo di programmazione ed ha messo a regia gli strumenti esistenti, dotandosi di una programmazione di medio periodo. Per il prossimo periodo di programmazione i temi dell’efficienza energetica industriale e civile e delle energie alternative dovranno essere al centro dell’attenzione del governo regionale, per raggiungere i seguenti obiettivi strategici: assicurare alle famiglie e alle imprese del FVG tutta l’energia necessaria per mantenere e migliorare i tassi di crescita economica regionali (diversificazione e sicurezza delle fonti di approvvigionamento); aumentare l’efficienza del sistema energetico del Friuli Venezia Giulia, con una riduzione dell’assorbimento di energia per unità di servizio (incremento diffuso dell’innovazione tecnologica/ gestionale); diminuire i consumi energetici mediante l’incremento diffuso dell’innovazione tecnologica/gestionale e un uso più razionale dell’energia nei settori trasporti, produttivo, civile e terziario; ridurre il costo dell’energia, sia per le utenze business che per quelle domestiche; minimizzare l’impatto ambientale delle attività di produzione, trasporto, distribuzione e consumo di energia, mediante il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale nella progettazione e realizzazione di tutte le infrastrutture energetiche; aumentare la quota di produzione dell’energia da fonti rinnovabili. Decarbonizzare le centrali elettriche non è infatti sufficiente, essendo stato calcolato che anche se tutte le centrali a carbone del mondo fossero sostituite con centrali a metano la riduzione che otterremmo in termini di emissione di CO2 sarebbe inferiore alla metà di quanto necessario a limitare il riscaldamento climatico a soli 2,5 gradi. Sarà pertanto necessario investire ed incentivare le fonti rinnovabili che sino ad ora hanno trovato poco spazio in Italia ed in Friuli Venezia Giulia. Per esempio risulta importante analizzare la possibilità di realizzare dei centri di produzione di energia eolica specialmente nelle regioni meno popolate del Regione Friuli-Venezia Giulia, mentre a Trieste, dove il vento a raffiche rende difficile l’utilizzo di tali impianti, si dovrebbe incentivare l’installazione di pannelli solari negli edifici privati e produttivi della provincia; favorire lo sviluppo dell’innovazione e della sperimentazione tecnologica e gestionale per la produzione, il trasporto, la distribuzione e il consumo dell’energia. Per il raggiungimento di tali obiettivi, noi proponiamo: 97 Liberalizzare il mercato energetico regionale e non aumentare i costi delle bollette Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO Sostenere i progetti innovativi e le energie alternative 98 realizzare una politica volta a sostenere processi produttivi e compatibili e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, attraverso l’efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la promozione della riduzione delle emissioni in atmosfera. Inoltre, coerentemente con quanto dettato dalla decisione di Göteborg, intendiamo incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche per migliorare il grado di indipendenza energetica. Saranno quindi progettati, e successivamente attuati, interventi nel quadro della vigente disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente, per i seguenti ambiti: risparmio energetico, fonti rinnovabili, cogenerazione di energia e calore. Le attività previste saranno volte a sostenere le imprese industriali nelle iniziative rivolte a promuovere l’efficienza energetica, con riferimento, tra l’altro, al risparmio energetico direttamente collegato allo svolgimento del ciclo produttivo, nonché collegato alla tutela ambientale e all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. È pertanto necessario prevedere con leggi regionali, che i fornitori di energia elettrica debbano produrre una quota significativa crescente di anno in anno di energia elettrica con le vere fonti rinnovabili: eolico, solare, fotovoltaico, sino ad arrivare per ogni fornitore di energia ad una quota non inferiore al 30% in energia rinnovabile entro il 2020. Le penali in caso contrario dovranno essere severissime sino ad arrivare alla revoca della concessione. sostenere progetti per l’innovazione nelle tecnologie, nei processi e nei prodotti per un’energia sostenibile mediante l’utilizzo dei fondi comunitari per lo sviluppo regionale (FESR) assegnati alla Regione per il periodo di programmazione 2007-2013; diminuire gli sprechi di energia, premiando i comportamenti virtuosi di aziende e privati con sgravi sulle imposte, ICI e Tarsu, o sull’IVA, o sulla tassa di circolazione. In particolare, andrà premiato o chi costruisce case a basso consumo di energia; o chi acquista elettrodomestici ad alta efficienza energetica o chi installa impianti di energia rinnovabile: eolico, pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, dei dispositivi solari termici e delle celle fotovoltaiche. incentivare chi acquista od utilizza scooter od auto a basso tasso di inquinamento. incentivare il trasporto pubblico rendendolo più efficiente, più economico, e più ecologico. I nuovi autobus dovranno essere a metano od a energia elettrica. Nell’incentivare l’installazione nelle abitazioni di impianti solari o fotovoltaici la regione FVG potrà prevedere che quei comuni che incentivano l’installazione o con finanziamenti o con economie di scala possano essere premiati con una migliore ripartizione dei fondi regionali; creare una competizione fra i comuni della regione è un altro modo per diminuire i tassi di inquinamento della regione; prevedere la creazione delle prime centrali solari in Italia ed in Regione Friuli-Venezia Giulia non solo è necessario ma sta diventando urgente ed ineludibile sul modello di quelle proposte dal premio Nobel Carlo Rubbia. Con il tempo la tecnologia potrà Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO certamente migliorare e rendere più efficienti queste centrali solari, ma bisogna pur iniziare, ed il momento per iniziare è arrivato, non c’è più tempo da perdere; continuare a sostenere i centri di ricerca di eccellenza del FriuliVenezia Giuilia, nonché i distretti produttivi industriali ed agricoli per lo sviluppo di Competenze e Tecnologie di Generazione energetica da Fonti Rinnovabili nell’ottica di una attivazione sistemica delle risorse disponibili e potenziali. La nostra regione, per le relativamente ridotte dimensioni, potrebbe diventare una laboratorio in Italia per un esperimento tecnologico/sociale in cui si coniugano ricerca scientifica, tecnologia, risparmio energetico, contenimento dell’impatto ambientale, occupazione e nuova imprenditoria ad alto contenuto tecnologico. La centrale a carbone di Monfalcone deve essere convertita al più presto a metano, utilizzando il metano che già passa dai numerosi gasdotti che attraversano la regione. L’alternativa potrebbe essere quella di accettare la costruzione di un impianto di rigassificazione sul territorio regionale: allo stato attuale degli atti però non risulta che gli impianti proposti in Friuli-Venezia Giulia siano in grado di garantire un adeguato livello di sicurezza per la popolazione in caso di grave incidente od attentato. Italia dei Valori esprime infatti parere negativo agli impianti di rigassificazione presentati sino ad ora sul territorio regionale, in particolare all’impianto di Zaule che si verrebbe a collocare a meno di un chilometro dalla città di Trieste. Un adeguato livello di sicurezza per i cittadini deve essere un punto irrinunciabile di qualunque politico, la salute e la sicurezza non possono essere messi a repentaglio per meri interessi economici. L’altro impianto presentato al centro del golfo di Trieste al di là di problematiche legate ai bassi fondali dell’alto Adriatico ed ai problemi legati alle distanze di sicurezza ed agli accessi ai porti di Trieste e Monfalcone, è oggettivamente ingombrante, in una zona che desideriamo rilanciare anche da un punto di vista turistico appare non opportuno. Riteniamo che progetti così importanti non possano essere dislocati nei luoghi scelti arbitrariamente dalle aziende, ma esclusivamente dove è più conveniente per la regione e per l’Italia. I rigassificatori vanno costruiti in Italia, ma non si può non tenere conto delle peculiarità del territorio, e del contesto entro il quale sono presentati. I progetti per come sono stati presentati sinora non contengono sufficienti garanzie che tengano conto di queste peculiarità nel Golfo di Trieste. Va inoltre garantita una maggiore informazione e trasparenza nei confronti dei cittadini, praticamente non consapevoli degli impatti positivi e negativi che tali opere avranno sulla vita economica e sociale della nostra regione. Pertanto, le proposte in tal senso vanno attentamente valutate sotto il profilo del loro effettivo impatto ambientale e soprattutto delle garanzie finanziarie da otteneresi preliminarmente e da aggiornarsi annualmente in merito alle modalità ed ai costi di smantellamento degli impianti una volta chiusi. 99 Coinvolgere maggiormente il cittadino nelle scelte energetiche Regione Friuli-Venezia Giulia PROGRAMMA DI GOVERNO 4.7 Costi dello Stato È opportuno unificare i comuni sotto i 5.000 abitanti ai comuni limitrofi maggiori, magari con competenze differenziate per tutelare le popolazioni isolane o montane, non sempre adeguatamente rappresentate dalle attuali comunità montane. Eliminare province e circoscrizioni ed accorpare i comuni piccoli Entro il 2010 i comuni dovranno o potranno aderire alle unioni di comuni: la adesione sarà obbligatoria per i Comuni con un numero di abitanti inferiore a 5.000 e sarà facoltativa per quelli che riterranno utile tale forma aggregativa, sia per la presenza di problemi di gestione amministrativa legati a ragioni geografiche, economiche o sociali, sia per utilizzare vantaggi connessi ai risparmi di gestione. Tali scelte dovranno essere confermate da Referendum locali atti a sancire a maggioranza la volontà popolare, soprattutto in merito alla scelta dei comuni con i quali accorparsi. Risulterà poi necessario procedere all’abolizione definitiva delle Provincie, attraverso un Piano organico per l’utilizzo del personale attualmente impiegato in tali istituzioni all’interno delle altre amministrazioni pubbliche e la riassegnazione delle scarse attuali competenze alle Regioni ed ai Comuni. Bisogna infine circoscrizioni. 100 ridurre progressivamente fino ad abolire le