100 pagine di proposte
Scritto e pubblicato da
Italia dei Valori
Coordinamento Regionale
Regione Friuli - Venezia Giulia
Via Milano, 15
34100 Trieste
Italia
© Diritti riservati
Stampato in proprio a Trieste
Gennaio 2008
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
INDICE
Pag.
1
LINEE D’INDIRIZZO .........................................5
2
CULTURA
DEI
VALORI
(temi,
programma, e proposte nazionali) ...................6
2.1
LAVORO, Formazione e Pari Opportunità....... 7
2.1.1
2.1.2
2.2
SICUREZZA, Immigrazione e Solidarietà
Sociale .......................................................... 9
2.2.1
2.2.2
2.2.3
2.3
2.6
Politica, Istituzioni e Riforme Istituzionali ................ 43
Pubblica Amministrazione...................................... 47
Politica Estera e Relazioni Internazionali.................. 50
Politiche Comunitarie............................................ 52
Gli italiani all’estero .............................................. 54
FAMIGLIA e Politiche Sociali ....................... 55
2.8.1
2.8.2
2.9
Salute e Sanità .................................................... 35
Previdenza .......................................................... 42
POLITICA,
Amministrazione
Pubblica,
Politica Estera, Politica Comunitaria............ 43
2.7.1
2.7.2
2.7.3
2.7.4
2.7.5
2.8
Economia e Competitività...................................... 21
Commercio e Terziario .......................................... 25
Sviluppo ed Innovazione ....................................... 26
Fisco .................................................................. 27
Banche e Mercati Finanziari ................................... 30
Assicurazioni ....................................................... 32
INFORMAZIONE, Comunicazione e Diritti
Radiotelevisivi............................................. 33
SALUTE, Sanità e Previdenza....................... 35
2.6.1
2.6.2
2.7
Legalità ed Etica .................................................. 13
Conflitto d’Interessi e Concorrenza ......................... 19
ECONOMIA, Commercio, Fisco, Banche e
Assicurazioni ............................................... 21
2.4.1
2.4.2
2.4.3
2.4.4
2.4.5
2.4.6
2.5
Sicurezza ..............................................................9
Immigrazione ...................................................... 10
Solidarietà Sociale e Volontariato ........................... 11
LEGALITÀ,
Giustizia
e
Conflitto
d’Interessi................................................... 13
2.3.1
2.3.2
2.4
Lavoro ..................................................................7
Pari Opportunità ....................................................8
Famiglia.............................................................. 55
Politiche Sociali.................................................... 56
SCUOLA/UNIVERSITÀ, Ricerca, Cultura e
Sport ........................................................... 59
2.9.1
2.9.2
2.9.3
2.9.4
Scuola ................................................................ 59
Università e Ricerca.............................................. 60
Cultura, Fruizione ed Industria Culturale ................. 62
Sport e politiche giovanili ...................................... 64
2.10 COSTI DELLO STATO.................................... 65
2.10.1 Federalismo ed Enti Territoriali .............................. 65
2.10.2 Ministeri.............................................................. 66
1
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
Pag.
2.11 AMBIENTE,
Agricoltura,
Turismo,
Infrastrutture e Trasporti, Energia .............. 67
2.11.1
2.11.2
2.11.3
2.11.4
3
FEDELTÀ E COERENZA (proposte e
programmi delle coalizioni)............................77
3.1
3.2
4
Ambiente e Territorio ........................................... 67
Infrastrutture, Edilizia e Trasporti .......................... 73
Biotecnologie su alimenti e salute .......................... 74
Politiche energetiche ............................................ 75
Fedeltà all’accordo con il PD ........................ 77
Fedeltà alla Giunta Illy ................................ 78
DALLA
PARTE
DEI
CITTADINI
(programma e proposte regionali) .................79
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
LAVORO, Formazione e Pari Opportunità ..... 79
LEGALITA’,
Giustizia
e
Conflitto
d’Interessi ................................................... 81
ECONOMIA, Commercio e Innovazione ........ 82
SALUTE, Sanità e Previdenza ....................... 83
POLITICA,
Amministrazione
Pubblica,
Rapporti Internazionali ............................... 84
4.5.1
4.5.2
4.6
AMBIENTE,
Agricoltura,
Turismo,
Infrastrutture e Trasporti, Energia .............. 88
4.6.1
4.6.2
4.6.3
4.6.4
4.6.5
4.7
2
Amministrazione Pubblica ..................................... 84
Rapporti Internazionali ......................................... 87
Ambiente e Territorio ........................................... 88
Agricoltura .......................................................... 92
Infrastrutture e Trasporti ...................................... 94
Turismo .............................................................. 96
Politiche Energetiche ed Innovazione ...................... 97
Costi dello Stato ........................................ 100
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
Care amiche ed amici,
La distanza che oggi separa gli elettori dai
partiti è un abisso. Le formule, le nuove
formazioni, i raggruppamenti, le alchimie
sulla legge elettorale non sono politica.
Sono un esercizio autoreferenziale, un
modo per evitare di affrontare i problemi del
Paese, per deviare l’attenzione dell’opinione
pubblica.
Noi
dell'Italia
dei
Valori
vogliamo la riduzione del debito pubblico,
come la lotta alla Casta, e quindi
l’eliminazione
di
privilegi
per
avere
un’indicazione ben precisa di qualità ed
etica nella politica. Chiederemo al Partito
Democratico di condividere con noi questo
percorso di ritorno dell’Etica nella politica dell'Etica della
Responsabilità, dell’Etica dell’Ammimistrazione Pubblica,
dell'Etica
della
Solidarietà,
dell'Etica
dell'Ecologia
e
dell'Ambiente e di condividere con noi quest’impostazione del fare,
vale a dire gli 11 punti fondamentali del nostro programma, in
particolare un biglietto da visita di credibilità, ovvero la non
candidatura di persone condannate con sentenza penale
passata in giudicato, e la riduzione dei costi della politica.
Vogliamo impegnarci per una riduzione del sistema della
tassazione che parta e prosegua attraverso quello che è già stato un
impegno concreto, sia nostro che del Partito Democratico, che è
quello di far pagare le tasse a tutti in modo da poterle poi ridurre alle
imprese ed ai cittadini onesti che da anni sostengono il nostro paese.
Crediamo nella flessibilità del lavoro, ma combattiamo la precarietà
cronica. Impegneremo la nostra azione politica in difesa della
sicurezza dei cittadini e nella lotta all’immigrazione clandestina.
Vogliamo ampliare la tutela dei risparmiatori e dei consumatori,
perché intendiamo proseguire un percorso già iniziato con il
procedimento della Class Action, varato in questa legislatura.
Crediamo in un’indipendenza della magistratura, ed abbiamo già
depositati in Parlamento dei disegni di legge per ridurre i tempi della
giustizia e ridare la credibilità al servizio giustizia. Riteniamo che sia
necessario varare immediatamente una nuova legge elettorale che
preveda sia la possibilità di un’indicazione da parte dell’elettore delle
persone da candidare, sia del quorum necessario ad evitare che
piccoli partiti possano porre veti, generando contrasti. Riteniamo che
debbano
essere
riformulati
immediatamente
i
regolamenti
parlamentari per evitare che quei partiti che non sono presenti alle
elezioni poi si ripresentino all’interno della camera pensando di poter
attuare la politica del ricatto, come spesso avvenuto in passato. Noi
dell’Italia dei Valori ribadiamo la necessità che il conflitto
d’interessi sia risolto una volta per tutte e sia quindi in condizione di
mettere il nostro Paese d’essere più credibile agli occhi del mondo
intero.
Antonio Di Pietro
Presidente
3
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
Care elettrici ed elettori,
L'Italia dei Valori-Lista Di Pietro, aderisce al
Partito Europeo Liberale Democratico e
Riformista (ELDR) di cui é membro
effettivo. Il manifesto costitutivo e il
programma dell'ELDR hanno molti punti in
comune con la nostra Carta dei valori e con il
nostro Progetto politico. Come noi, il Partito dei
democratici, liberali e riformatori europei si
batte per l'Europa dei cittadini, per il rispetto
delle minoranze, per il rafforzamento del ruolo
dei consumatori e delle loro Associazioni, per la
costituzione di uno spazio giuridico europeo,
per la tutela della sicurezza dei cittadini, per
l'approvazione di norme penali comuni che
favoriscano la lotta alla corruzione e alla
criminalità, per la riforma delle Istituzioni e per il completamento
dell'allargamento dell'Unione Europea ai paesi balcanici. Nel rispetto
di questi principi, l’Italia dei Valori vuole un paese funzionante ed
efficiente, nel quale scuole, ospedali, treni, poste, carceri, tribunali,
banche, informazione, fisco, imprese, siano al servizio della cittadina
e del cittadino. Siamo convinti che sia indispensabile attuare le buone
leggi esistenti, abrogare quelle inutili, approvare al più presto quelle
necessarie.
Il nostro partito per primo ha voluto operare un grande sforzo per la
stesura del programma elettorale della Regione Friuli -Venezia Giulia.
Certi di interpretare la volontà dei cittadini, abbiamo deciso di
coinvolgere i nostri iscritti e la società civile per operare uno sforzo
dal basso verso l’alto, partendo da idee e valori, lavorando assieme
per attuare progetti chiari se, come speriamo, ci darete la Vostra
fiducia. Vogliamo pertanto continuare ad operare dialogando con il
territorio al fine di poter identificare le principali iniziative sulle quali
articolare il programma, cercando di governare la nostra regione per
farla crescere nella legalità, conoscenza, trasparenza, lavoro,
competitività e solidarietà. Il nostro partito ha bisogno di persone
giovani che credono fermamente nei valori che professano, perché
è proprio da questi valori che si deve trarre la forza per emergere e
condizionare positivamente tutta la società italiana. Valori che sono
nel nostro presidente Di Pietro, nel nostro nome, nei nostri slogans.
Valori da cui noi vogliamo far discendere tutte le nostre azioni, tutte
le nostre proposte politiche e da cui non potremmo mai discostarci in
alcun modo. La difesa della legalità e la salvaguardia dei diritti
dei cittadini sono valori irrinunciabili sui quali si basa il nostro
programma, articolato in 11 punti sui quali sviluppare la crescita nella
conoscenza della Regione Friuli - Venezia Giulia. Ci auguriamo di
poter lavorare insieme affinché ognuno di Voi possa essere
protagonista.
Paolo Bassi
Coordinatore Regionale
4
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
1
LINEE D’INDIRIZZO
Il programma dell’Italia dei Valori si basa su 3 principi:
1. Cultura dei valori: e pertanto coerenza con le linee
programmatiche contenute nell’azione e nel programma
elettorale del partito a livello nazionale. La cultura dei valori
ed i principi di legalità possono essere raggiunti attraverso
l’attuazione di 11 punti fondamentali che interessano i principali
settori di sviluppo della società italiana: (1) LAVORO; (2)
(3)
LEGALITA’;
(4)
ECONOMIA;
(5)
SICUREZZA;
INFORMAZIONE;
(6)
SALUTE;
(7)
POLITICA;
(8)
FAMIGLIA; (9) SCUOLA/UNIVERSITA’; (10) COSTI DELLO
STATO; (11) AMBIENTE.
Coerenza
con il
programma
nazionale
2. Fedeltà e coerenza: e quindi rispetto degli accordi con il
Partito Democratico, nonché conferma dell’alleanza con il
Presidente On. Riccardo ILLY per le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia del 2008, rimanendo fedeli alle coalizioni nazionali
e regionali pur con i distinguo che hanno sempre caratterizzato
l’Italia dei Valori su problemi particolari per i quali non fossero
state fornite risposte adeguate. Riteniamo, infatti, che su alcuni
grandi temi, in particolare quello del rilancio della competitività
nel rispetto della legalità debba essere fatto molto di più, al fine di
evitare lo sviluppo di politiche clientelari che hanno caratterizzato,
negli ultimi anni, non solo il centro-destra ma anche settori del
centro-sinistra. Altro tema rilevante sul quale il partito intende
promuovere un’azione decisiva è il miglioramento della
conoscenza e della trasparenza della comunicazione, anche a
livello regionale. Infine, il miglioramento della qualità della vita ed
un maggior sostegno ai progetti di solidarietà, in regione e nei
paesi poveri, affinché i cittadini di questa regione possano
continuare a distinguersi come esempi nel mondo.
Rispetto
delle
decisioni
della
maggioranza
3. Dalla parte dei cittadini: e perciò scelta dei principali
progetti da sostenere in base ai bisogni reali del territorio,
tutelando la legalità e la trasparenza dei processi decisionali. Il
programma su scala regionale è stato elaborato in considerazione
di specifiche politiche sostenibili sull’intero territorio del FriuliVenezia Giulia, nonché nella identificazione di progetti tematici
mirati da essere attuati in Regione. Alcuni grandi temi sono stati
scelti, ed il programma elettorale ha voluto pertanto individuare
specifici e chiari progetti di azione politica su scala locale, per non
rimanere il solito pezzo di carta generalista e fumoso. Coerenti ai
valori del partito e fedeli alle nostre scelte di coalizione, sono stati
pertanto identificati i medesimi settori di intervento sui quali
operare sia su scala nazionale che su scala regionale.
Attenzione ai
problemi del
territorio
5
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2
CULTURA DEI VALORI (temi,
programma, e proposte nazionali)
L’Italia dei Valori si propone di affermare la cultura dei valori ed i
principi di legalità attraverso 11 punti fondamentali:
Gli 11 temi
del nostro
impegno
1. LAVORO:
riduzione dei precari;
agevolazioni all’entrate dei giovani nel mondo del lavoro;
maggiori pene per chi non tutela la sicurezza sul lavoro.
2. SICUREZZA:
lotta all’immigrazione clandestina;
obbligo degli stranieri di scontare le pene nei propri paesi;
innasprimento delle pene per i reati contro i minori e donne.
3. LEGALITÀ:
inasprimento pene per reati economici e di falso in bilancio;
eliminazione dei conflitto d’interessi;
efficienza della macchina della giustizia ed indipendenza della
magistratura perché sia giustizia vera.
4. ECONOMIA:
agevolazioni per gli investimenti stranieri in Italia;
incentivazioni per la produzione del Made in Italy ma in Italia;
diminuzione del carico fiscale sulle imprese.
5. INFORMAZIONE:
una sola televisione pubblica, senza pubblicità;
limitazione per i concessionari privati ad una Rete Televisiva;
eliminazione dei finanziamenti pubblici all’editoria.
6. SALUTE:
maggiori finanziamenti alla ricerca medica;
garanzia di accesso al Sistema Sanitario Nazionale;
realizzazione di strutture mediche di eccellenza su tutto il
territorio nazionale.
7. POLITICA:
interdizione per i condannati dal Parlamento;
limitazione dell’elezione del parlamentare per due legislature;
modifica della legge elettorale e ritorno alla preferenza diretta.
8. FAMIGLIA:
estensione di tutti i diritti alle coppie di fatto;
agevolazioni per l’acquisto della prima casa alle nuove famiglie
aumento e potenziamento degli asili e asili nido.
9. SCUOLA / UNIVERSITÀ:
integrazione
università
ed
impresa
con
agevolazioni
economiche e percorsi ad hoc per l’inserimento dei laureandi;
diffusione del Wi Max e accessibilità ai computer nelle scuole;
insegnamento della lingua inglese a partire dagli asili.
10. COSTI DELLO STATO:
abolizione delle Provincie;
accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti;
accorpamento dei Ministeri.
11. AMBIENTE:
sviluppo di energie rinnovabili;
incentivazione del trasporto pubblico;
erogazione di finanziamenti per ristrutturazione di edifici.
6
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.1
LAVORO, Formazione e Pari
Opportunità
2.1.1
Lavoro
L’Italia dei Valori vuole eliminare ogni tipo di privilegio che
discrimina i cittadini in base alle raccomandazioni dei potenti,
all’appartenenza di una classe sociale elevata o ad una dinastia. Le
valutazioni per l’attribuzione di posti di lavoro o dirigenziali deve
avvenire per vera capacità accertata. Bisogna poter dare accesso alle
persone meritevoli e veramente qualificate al compito che verrà loro
assegnato. Il premio deve nuovamente qualificare i migliori. Italia
dei Valori ritiene necessario:
Favorire la mobilità dei lavoratori dai settori in crisi a quelli in
espansione, con una riforma dei sussidi di disoccupazione e dei
regimi di protezione dell’impiego, con particolare riferimento alle
aziende regionali che devono chiudere o revisionarsi.
Riconoscere agli stranieri extracomunitari residenti stabilmente sul
territorio ed in regola con il permesso di soggiorno il diritto di voto
alle elezioni amministrative e sostenere le forme di maggior
partecipazione dei cittadini extracomunitari onesti alla vita
economica e sociale del nostro Paese.
Erogare nuovi servizi alle fasce sociali più deboli, un nuovo
sistema di ammortizzatori sociali ed una differenziazione delle
tariffe in base al reddito, coprattutto per quanto concerne i costi
dei servizi essenziali (luce, acqua, gas, rifiuti, trasporti, ecc.).
Aumentare le indennità di disoccupazione, la trasformazione dei
contratti di formazione lavoro in contratti a tempo indeterminato,
l’incremento delle defrazioni per i figli a carico.
2.1.1.1
Formazione
Italia dei Valori propone un sistema che raccordi la scuola e
l’università con il mondo del lavoro, istituzionalizzando lo stage quale
necessario completamento del percorso scolastico o universitario. Per
quanto invece concerne la formazione finanziata, è fondamentale un
meccanismo di pubblicizzazione più efficace delle procedure di
accesso ai fondi. Questo potrebbe essere compito delle Camere di
Commercio. Nell’ambito della modifica della fiscalità delle imprese,
dovrebbe essere destinata una percentuale dei ricavi alla formazione
permanente obbligatoria che appare il migliore strumento per
valorizzare la crescita della persona e la sua efficienza sui luoghi di
lavoro. L’istituto dell’apprendistato va modificato con possibili
strumenti di incentivazione e supporto alle aziende per il pagamento
da parte dello Stato dello stipendio dell’apprendista per i primi 12
mesi a condizione che il lavoratore sia successivamente assunto.
2.1.1.2
Sicurezza sul Lavoro
È necessario un approfondimento del fenomeno infortunistico per
analizzarne le cause ed elaborare l'insieme degli strumenti da
realizzare allo scopo di ridurlo.
7
1
Meno precari
e più
mobilità sul
lavoro
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.1.2
1
Pari Opportunità
In questa fase storica, la scarsa rappresentanza femminile nelle
cariche elettive e l’insufficiente presenza nella vita politica
costituiscono un dato inoppugnabile, avvertito dall’opinione pubblica
specialmente in seguito all’ultima consultazione elettorale che ha
registrato una diminuzione del numero di donne elette in parlamento.
Potenziare questo capitale umano comporta un mutamento di
prospettiva, una capacità di osservare il mondo da un altro punto di
vista. Il nuovo termine mainstreaming segnala la necessità di
promuovere la valorizzazione delle donne con interventi specifici e
attraverso l’inserimento della visione del pensiero femminile in ogni
scelta politica. Si tratta di una rivoluzione di mentalità e di cultura a
lunga portata, mentre appaiono più immediati i risultati di iniziative
tese a provvedere al riequilibrio del difetto di rappresentatività della
parte femminile del paese.
Nel rispetto dell’attuale normativa, Italia dei Valori propone di:
Più donne
nella politica
e nella
gestione
dello
sviluppo
1. acquisire poteri e responsabilità (empowerment) per il
perseguimento delle condizioni indispensabili ad ottenere una
presenza diffusa delle donne nelle sedi in cui si assumono
decisioni rilevanti per la vita della collettività;
2. integrare il punto di vista di genere nelle politiche governative
(mainstreaming), tendente al rafforzamento e all’adeguamento
dei meccanismi istituzionali, per assicurare un coordinamento
strutturale e permanente dell'azione dei ministeri in favore della
parità di genere;
3. analizzare i dati e valutazione d’impatto, per la produzione e
diffusione di dati e informazioni disaggregati per sesso,
realizzando un libro bianco sul lavoro che analizzi l'influenza della
differenza di genere sulle trasformazioni dei lavori e sulle tipologie
di lavoro nelle diversità;
4. formare una cultura della differenza di genere, per recepire i
saperi innovativi delle donne, nell'ambito delle proposte di riforma
della scuola, dell'università e della didattica, e per promuovere
l'approfondimento culturale e l'educazione al rispetto della
differenza di genere;
5. sviluppare e promuovere politiche specifiche per rafforzare le
strutture produttive legate alla innovazione, alla qualità della vita,
alla formazione, alla cultura, e per finanziare incentivi per
l'occupazione femminile nelle aree di crisi e del Mezzogiorno, e
dove la disoccupazione delle donne è particolarmente elevata;
6. potenziare la professionalità e l’imprenditorialità femminile,
tramite norme che favoriscono la creazione di imprese a
maggioranza femminile e l’applicazione del prestito d’onore;
7. definire una nuova impostazione della normativa sui tempi ed
orari dell’organizzazione del lavoro, per realizzare politiche dei
cicli e dei tempi di vita che permettano di assolvere, in fasi
diverse dell’esistenza, impegni di lavoro, di cura, di formazione
culturale e professionale, e per promuovere politiche di
organizzazione del lavoro che valorizzino la differenza di genere e
non determinino discriminazioni di genere nell’accesso al lavoro e
nello sviluppo della carriera.
8
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.2
SICUREZZA, Immigrazione e
Solidarietà Sociale
2.2.1
Sicurezza
La struttura responsabile della Sicurezza deve garantire al
cittadino la serenità nel vivere quotidiano ed in quanto tale di
prioritario interesse per tutti indipendentemente dalle proprie
idee politiche, dal livello economico e sociale raggiunto, dalla
tipologia di attività svolta e dal contesto abitativo.
2
Per essere veramente efficaci, le misure di controllo e di lotta alla
micro-criminalità devono collocarsi in una serie di programmi chiamati
Città sicure che si dovranno realizzare con la partecipazione delle
varie categorie di cittadini e le dovranno coinvolgere senza distinzione
di età e di ruolo.
A tal fine Italia dei Valori propone:
nelle scuole, corsi di informazione adeguati alla fascia di età di
riferimento, tenuti con la partecipazione delle forze dell'ordine,
degli amministratori locali, degli adulti e degli anziani che siano
impegnati sul tema della prevenzione;
nei quartieri, consulte territoriali per la prevenzione di
comportamenti a rischio, con la partecipazione delle forze di
polizia locale, dei commercianti, degli esponenti della società civile
inclusi gli anziani;
dibattiti periodici tra le forze dell'ordine e la cittadinanza al fine di
informare i cittadini, ascoltare eventuali consigli o lagnanze,
rilevare carenze, errori, omissioni nel tessuto sociale e nei
rapporti fra le persone;
ottimizzazione, motivazione ed incentivazione delle risorse umane
impiegate nelle diverse forze dell’ordine, anche attraverso una
maggiore informatizzazione ed innovazione del sistema di
pubblica sicurezza;
impiego di maggiori risorse finanziarie per la pubblica sicurezza;
9
Sostenere le
forze
pubbliche a
tutela della
sicurezza
dei cittadini
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.2.2
2
Italia dei Valori non vuole chiudere le frontiere a chi chiede aiuto,
però accogliere migliaia di persone senza avere la certezza di potergli
offrire una vita dignitosa, è sicuramente un atto criminale. Italia dei
Valori è per una corretta immigrazione che possa garantire una
decente qualità di vita agli immigrati che vogliono lavorare
onestamente e impedire l’accesso a chi intende delinquere nel nostro
paese. L’immigrazione è da considerarsi fattore di potenzialità e
crescita per il nostro Paese e pertanto l’Italia dei Valori propone di:
Si
all’immigrato
onesto che
lavora e
produce,
No
all’immigrato
che delinque
Immigrazione
10
rivalutare la Legge Turco-Napolitano supportandola con una
migliore concertazione con i paesi vicini circa le modalità di
immigrazione nel nostro paese di persone straniere;
controllare severamente le strutture abilitate al rilascio dei visti
d’ingresso, allo scopo di garantire il pieno rispetto delle regole e la
trasparenza delle decisioni;
regolarizzare i flussi di entrata;
mantenere i Centri di Prima Accoglienza in cui si deve svolgere un
primo controllo attraverso cui valutare se i clandestini possono in
seguito rimanere in Italia, ad esempio per ragioni politiche o
umanitarie. A riguardo si propone di migliorare le condizioni di
vita delle persone all’interno, poiché i CPT devono essere
considerati luoghi di assistenza e non lager;
combattere i clandestini irregolari che delinquono rimpatriandoli
immediatamente ed essere solidali con le persone oneste che
lavorano in nero. Le pene per chi lucra sul traffico delle persone
vanno inasprite e gli extracomunitari condannati devono scontare
il carcere nel loro Paese ogni volta che questo sia possibile;
aprire i mercati ai prodotti dei paesi in via di sviluppo per favorire
il loro livello di occupazione, diminuendo il loro debito estero
attivare patti di cittadinanza con tutte le comunità straniere;
prevenire l’abbandono precoce della scuola da parte di ragazzi e
soprattutto ragazze e di incentivare l’alfabetizzazione pure per gli
adulti immigrati al fine di promuovere la conoscenza della
comunità ospitante per favorire il rispetto reciproco;
concedere il diritto di voto amministrativo per coloro che
posseggono i requisiti necessari;
promuovere progetti di interculturalità in tutte le scuole di ogni
ordine e grado per abbattere pregiudizi al fine di rimuovere i
luoghi comuni che sottendono l’alterata percezione dello straniero,
assunti come pregiudizio della disinformazione;
attuare una politica chiara sui diritti e sui doveri del cittadino
migrante, nonché considerare il diritto sociale della casa attuando
una politica abitativa che sia attenta a non ghettizzare per non
alimentare resistenze culturali che possono generare “comunità
incapsulate” destinate all’isolamento ed al conflitto;
favorire maggiori informazioni sull’accessibilità alle strutture
sanitarie da parte degli immigrati per non compromettere la
possibilità di un adeguato follow-up medico per tenere
maggiormente sotto controllo alcune delle "patologie della
povertà" come tubercolosi, scabbia e pediculosi;
incentivare il lavoro svolto da servizi sociali, associazioni ed
organismi che si muovono nel mondo dell’immigrazione.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.2.3
2.2.3.1
Solidarietà Sociale e Volontariato
Protezione ed Inclusione Sociale e Povertà
Italia dei Valori propone il potenziamento e l'incentivazione delle
strutture sociali, del terzo settore e del servizio offerto dal volontariato
mantenendo i caratteri universalistici del welfare per far sì che i singoli
possano percepire il futuro in modo meno incerto. L’Italia dei Valori
intende assumersi l’onere di affrontare le problematiche che
riguardano povertà ed esclusione sociale destinando il 5% dello
stipendio dei propri eletti al sostegno delle famiglie più
bisognose ed attraverso le seguenti ulteriori azioni:
istituendo osservatori sul disagio delle famiglie e della popolazione
anziana per monitorarne le esigenze;
favorendo l’occupazione dei lavoratori cosiddetti svantaggiati
(regolamento - CE - n. 2204/2002) fattore determinante per
sostenere l’inclusione sociale, sia perché contribuisce a produrre
reddito, ma soprattutto perché promuove partecipazione sociale e
sviluppo personale;
potenziando, sostenendo ed incentivando ulteriormente le
strutture sociali presenti sul territorio oltre che terzo settore ed il
servizio offerto dal volontariato;
mantenendo ed incentivando i caratteri universalistici del welfare
per far sì che i singoli possano percepire il futuro in modo meno
rischioso e la società percepisca il raggiungimento di un equilibrio
economico, anche attraverso forme di liberalismo solidale per
poter offrire maggior opportunità e dignità a ciascuno;
favorendo il diritto sociale alla casa, rilanciando il patrimonio
pubblico che deve essere messo a disposizione delle fasce più
deboli e gestito direttamente dai comuni di appartenenza,
favorendo così il diritto sociale alla casa prevedendo di assistere
direttamente coloro che non possono pagare l’affitto.
In materia di carcerazione riteniamo poi opportuno:
collegare i benefici penitenziari della legge Gozzini a una
comprovata buona condotta, cioè alla messa in atto di
comportamenti positivi da parte del detenuto, da verificare
intensificando i controlli di polizia dentro e fuori dal carcere;
riempire di contenuti il vuoto affidamento ai servizi sociali,
divenuto ormai una comoda scappatoia al carcere, riducendone la
concessione alle pene inferiori ai 2 anni, senza estenderla ai
residui di pena di condanne superiori;
costruire nuove carceri e riaprire quelle inspiegabilmente chiuse
negli ultimi tempi (le mandamentali, oltre a Pianosa e all’Asinara).
Ciò permetterà di isolare i boss mafiosi, separare chi è in cella per
custodia cautelare da chi lo è per condanna definitiva, dividere i
collaboranti dagli irriducibili, evitare di mettere insieme i
condannati per reati minori con i delinquenti incalliti condannati
per reati gravissimi ed infine, garantire a tutti i carcerati
condizioni di vita più civili, evitando che alla privazione della
libertà si aggiungano altre afflizioni non previste dalla legge;
rispettare la dignità di ognuno favorendone il recupero.
11
2
Aiuto ai più
deboli e
sostegno
alle famiglie
in difficoltà
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.2.3.2
2
Tossicodipendenze ed Alcolismo
Proponiamo di potenziare le reti sociali di protezione alle persone
deboli, attuando campagne di educazione preventiva delle dipendenze
per una presa di coscienza delle conseguenze che derivano
dall’assunzione di sostanze stupefacenti e/o alcoliche, di assicurare
un sostegno umano anche alle famiglie, rinforzando le strutture
assistenziali già presenti nel territorio attraverso l’attuazione di
programmi terapeutici – educativi, al fine di mettere in pratica
approcci personalizzati in base alle diverse sofferenze sociali,
sostenendo anche gruppi di self help (auto muto aiuto). Italia dei
Valori propone poi di rendere obbligatoria nelle discoteche, bar e
ristoranti la presenza di alcolimetri a gettone in modo da
responsabilizzare le persone che si mettono alla guida. Tale azione
andrà svolta in partnership con le associazioni dei gestori di bar e
ristoranti e le compagnie assicurative. Suggeriamo un investimento
pari all’1% della spesa sanitaria in questa direzione.
2.2.3.3
Volontariato
È necessario un Testo Unico che armonizzi la legislazione del
Terzo settore, che tenga in considerazione le seguenti proposte:
I volontari
sono una
delle
maggiori
risorse
dell’Italia
12
adozione di una normativa specifica con chiara definizione delle
imprese sociali, organizzazioni di volontariato, altre associazioni
ed imprese sociali, tutte coordinate in un unico contesto generale.
Tale norma dovrebbe consentire la partecipazione delle imprese
sociali alla gestione dei servizi secondo il principio della
sussidiarietà e favorendo l’ingresso dei fruitori dei servizi nella
gestione dell’impresa sociale, responsabilizzando così i cittadini;
conferma dei principi della legge 266/91 che enuclea i principi
sui quali si regge attualmente il volontariato lontano da forme
falsamente estensive dei servizi e da un surrettizio servizio civile;
legislazione fiscale premiante, con serie verifiche dei bilanci
basate sui concetti di trasparenza, economicità, gratuità;
deducibilità delle donazioni, fino al 10% del reddito
complessivo del soggetto erogante;
non assoggettabilità all’I.V.A. degli acquisti e dei servizi ricevuti;
completa autonomia finanziaria e culturale tramite una
normativa comprensibile e trasparente diversa;
adozione di una normativa sulle Fondazioni Bancarie che regoli
la loro appartenenza al Terzo settore e che preveda l’ingresso
delle organizzazioni di volontariato nella loro gestione;
regolamentazione delle imprese sociali, cioè quelle che operano
con criteri economici ma senza fini di lucro;
divieto alle aziende Profit di possedere o controllare imprese
sociali e distinzione di quelle con finalità mutualistiche (solidarietà
interna) da quelle con finalità di pubblica utilità;
riconoscimento di maggior finanziamenti alle associazioni di
volontariato che operano in campo sanitario (per esempio
maggior finanziamento per trattamenti di fisioterapia per coloro
che soffrono di malattie degenerative).
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.3
LEGALITÀ, Giustizia e Conflitto
d’Interessi
2.3.1
Legalità ed Etica
Italia dei Valori combatte affinchè la parte più sana della società
non si rassegni ed abbia ancora voglia di lottare per la crescita del
nostro Paese, perché il problema ci riguarda da vicino a prescindere
dalle “bustarelle” che ci vengono sollecitate per accelerare una
pratica. La corruzione incide in modo molto significativo nel
sistema economico e nella vita politica italiana e l’azione del
governo dovrebbe essere più incisiva per contrastare questo
fenomeno. La legalità è una delle chiavi dello sviluppo che non
sia funzionale agli interessi economici di parte, ma che determini un
reale miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. La lotta alla
corruzione, alle spese della politica, alle logiche di potere vedranno
sempre Italia dei Valori in prima linea per l’affermazione dei diritti
dei cittadini.
3
La futura Costituzione Europea dovrà accogliere norme che
uniformino i metodi di intervento dei vari paesi della comunità. Il
problema giustizia è innanzitutto un problema di efficienza. Nessuna
riforma è possibile se non è accompagnata da un adeguato impegno
finanziario. È necessario quindi:
-
-
aumentare le spese per la giustizia almeno fino al 3-4% del
bilancio dello stato, per aumentare gli organici dei magistrati e
soprattutto degli ausiliari;
rendere concreto il recupero delle spese di giustizia poste a carico
dei condannati;
disporre l’obbligatorietà del sequestro conservativo dei beni
dell’indagato anche a garanzia del risarcimento alle vittime del
reato, oltre che a garanzia del recupero delle spese di giustizia e
del pagamento delle pene pecuniarie.
2.3.1.1
Il processo penale
Italia dei Valori propone:
1. di adeguare il Codice Penale, i cui principi risalgono al regime
fascista del 1930, alle condizioni sociali radicalmente mutate
2. di ridurre l’ambito di intervento del diritto penale alle situazioni in
cui gli altri sistemi di controllo e regolazione non hanno
funzionato;
3. di garantire la tutela delle parti offese e l’interesse della
collettività all’accertamento delle responsabilità e all’applicazione
delle sanzioni e delle pene previste per reati lesivi di interessi
generali, come la verità e la trasparenza dei bilanci delle imprese,
e di beni della vita, come l’integrità fisica e psichica o come
interessi patrimoniali contro ogni tipo frode e attentato.
13
Giustizia più
efficiente e
rapida
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.3.1.2
3
Occorre proseguire nel cammino di una piena ridefinizione delle
regole della giustizia amministrativa in rapporto alla giustizia
ordinaria. Ciò vuol dire creare un giudice amministrativo che ha con
quello ordinario identità di status e del quale sono garantiti
l’indipendenza e la terzietà attraverso il riconoscimento della capacità
di autogoverno.
È gestore quindi di un rapporto in cui la parità tra le parti è assoluta,
e viene così meno la tradizionale posizione di supremazia della
pubblica amministrazione nei confronti del cittadino.
2.3.1.3
Certezza
della pena e
delinquenti
in carcere
Il Processo Civile
il giusto processo e la prova testimoniale
Deve essere eliminata la norma che impone, prima di ogni
interrogatorio, di ricordare all’imputato che può decidere di non
parlare più, in qualsiasi momento. Devono quindi essere previste
adeguate sanzioni, analoghe a quelle previste per il reato di calunnia,
per chi rifiuti di parlare, dopo che abbia rinunziato al diritto al
silenzio. Deve porsi a carico dell’imputato che abbia parlato e poi
abbia scelto il diritto al silenzio, il costo delle indagini e del processo
determinati dalle sue dichiarazioni. In applicazione del principio del
libero convincimento, deve inoltre potersi utilizzare il materiale di
prova raccolto, che non può essere cancellato solo perché l'imputato
decida di non parlare più, facendo così una scelta che riduce a zero
quello che in precedenza era stato raccontato, attraverso una diversa
interpretazione del principio di contraddittorio.
2.3.1.4
La prescrizione dei reati
Occorre ridisegnare l’istituto della prescrizione, che deve valere
soltanto prima dell’esercizio dell’azione penale, cioè prima che il
presunto colpevole di un reato commesso anni addietro venga
individuato e imputato. Dopo il rinvio a giudizio, o almeno dopo la
condanna di primo grado, la prescrizione dovrebbe bloccarsi per
consentire di giungere a una sentenza definitiva.
La prescrizione deve anche essere sganciata dall’effetto perverso
delle attenuanti, che possono dimezzarne i termini alla fine del
processo, magari stabilendo a posteriori, come avviene adesso, che il
reato era prescritto ancora prima di avviare le indagini. Deve infine
essere sospesa ogni volta si perde tempo per responsabilità
dell’imputato o del difensore o per fatti oggettivi, come rinvii,
scioperi, ecc.
2.3.1.5
La certezza della pena e il carcere
L’esecuzione della pena deve essere effettiva, per salvaguardare la
credibilità dello Stato e la sicurezza dei cittadini. Una pena applicata
molto tempo dopo l’accertamento del reato può essere non efficace e
dannosa se la persona condannata si è già reinserita socialmente. La
lentezza dei processi deve essere eliminata per ridare allo Stato
14
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
un’immagine di credibilità e di affidabilità nei confronti delle esigenze
di tutela della collettività.
Il carcere viene vissuto dai cittadini come luogo in cui si riflettono
diseguaglianze sociali ed inefficienza del sistema penale. Siamo
contrari alle facili scorciatoie di indulti, amnistie, condoni e
provvedimenti simili che oltre a minare la credibilità della giustizia
hanno effetti assolutamente effimeri, che in breve volgere di tempo
riportano la situazione allo stato precedente, ma peggiorato. Gli
interventi del centro-destra sull’edilizia penitenziaria ed a favore del
personale penitenziario sono solo una parte della necessaria riforma
dell’intero sistema sanzionatorio.
3
Un sistema penale incoerente dal punto di vista della previsione della
pena deve essere riformato in modo da garantire da un lato la
sicurezza del cittadino e dall’altro l’applicazione di una pena equa e
certa da scontare in luoghi e con modalità che abbiano come
obbiettivo la rieducazione ed il reinserimento nella società. Per
migliorare la situazione possono essere sufficienti poche misure:
-
-
-
-
-
-
-
rendere esecutive le pene in generale dopo la condanna in appello
e immediatamente dopo il primo grado quelle irrogate per reati
che non sono oggetto di impugnazione da parte dell’imputato;
abrogare la legge che rende automatico il non ingresso in carcere
per chiunque abbia riportato condanne definitive inferiori ai tre
anni o a quattro se si tratta di tossicodipendenti;
disporre che tutti i processi in abbreviato siano pubblici, aperti ai
cittadini ed ai media e non nel chiuso di una camera di consiglio,
come avviene oggi;
limitare la concessione delle attenuanti generiche e della
sospensione condizionale della pena;
collegare i benefici penitenziari della legge Gozzini ad una
comprovata buona condotta e non a una generica e incontrollabile
regolare condotta;
riempire di contenuti il vuoto affidamento ai servizi sociali,
divenuto una comoda scappatoia al carcere a costo zero;
escludere dai processi risolvibili col rito abbreviato quelli per
mafia, omicidio, strage e altri reati particolarmente odiosi;
modificare il patteggiamento, trasformandolo in condanna a tutti
gli effetti, con piena dichiarazione di colpevolezza dell’imputato e
piena validità della condanna in sede civile e disciplinare, fatti
salvi ovviamente i benefici di pena;
costruire nuove carceri secondo il criterio di differenziazione
effettiva tra istituti di massima sicurezza, ove isolare i criminali
pericolosi, e gli istituti per la criminalità comune;
escludere la recidiva dagli elementi della pena che possono essere
neutralizzati dalla concessione di attenuanti quando l’imputato sia
stato raggiunto da un provvedimento esecutivo di espulsione.
2.3.1.6
L’ordinamento giudiziario
L’indipendenza e la professionalità dei magistrati sono la garanzia
della loro imparzialità. Complesse e profonde sono le iniziative di
riforma necessarie. Il consiglio superiore della magistratura è stato
15
Costruire
nuove
carceri e
migliorare
quelli
esistenti
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
3
Trasparenza
negli organi
giudiziari: i
magistrati
devono fare
unicamente i
magistrati
colpito dalle iniziative dell’attuale maggioranza di governo, che non
sono però riuscite a lederne completamente l’autonomia. Restano
aperti i veri problemi di funzionalità legati alla separazione delle
funzioni disciplinari da quelle amministrative. Deve essere affrontato
il tema della temporaneità degli incarichi direttivi, con controlli
periodici sull’efficienza e l’efficacia dell’azione direttiva, nonché della
temporaneità di esercizio di tutte le più delicate funzioni
giurisdizionali. Devono poi essere resi obbligatori i percorsi di
formazione e aggiornamento professionale dei magistrati anche
attraverso l’istituzione di un istituto di formazione della magistratura,
configurato come struttura autonoma e indipendente. Ma l’elenco
delle questioni aperte è lungo ed è connotato dalla complessità delle
situazioni e delle strutture dell’ordinamento giudiziario: si pone, come
per numerosi altri temi del mondo della giustizia, l’esigenza di una
riflessione approfondita,
da attuare con la collaborazione di
magistrati ed esperti di diritto. sia stato raggiunto da un
provvedimento esecutivo di espulsione.
Ci sembra opportuno vietare ai magistrati di trascorrere l’intera
carriera in una sola funzione, requirente o giudicante, ma può essere
utile obbligarli a fare un’esperienza anche nell’altra. Dobbiamo fare in
modo che i magistrati non assumano incarichi extragiudiziali come
arbitrati o consulenze, e imporre a quelli che vogliono entrare nel
mondo della politica di dimettersi dalla magistratura e di attendere
almeno tre anni dalle dimissioni prima di candidarsi, presentandosi
poi in collegi diversi dai distretti dove hanno esercitato le funzioni
giurisdizionali.
Non devono poi poter tornare ad esercitare la giurisdizione negli
stessi luoghi per un periodo di almeno 5 anni. L’individuazione e la
nomina dei magistrati negli incarichi direttivi deve essere rimessa
totalmente nelle mani dell’Organo di autogoverno della magistratura
(C.S.M.), senza interferenze del Ministro della Giustizia. Deve essere
sancito il divieto totale, per tutti i magistrati in servizio di qualsiasi
grado e giudizio, di assumere incarichi fuori ruolo e di consulenza o
arbitrati extragiudiziari di qualsiasi tipo.
2.3.1.7
Lotta al crimine organizzato
L’espansione internazionale delle organizzazioni criminali impone
l’introduzione di misure legislative che per il momento non esistono,
per contrastare le varie mafie e per meglio tutelare le vittime di mafia
ed i terzi incolpevoli.
Per combattere la globalizzazione della criminalità è necessario
istituire uno spazio giudiziario europeo, una polizia europea, la Polizia
Nazionale Unica. Per questo proponiamo:
a) l’accelerazione della costituzione dell'EuroJust, già decisa dal
consiglio europeo nel 1999 e composta di pubblici ministeri e
magistrati di pari competenza con il compito di coordinare le
autorità nazionali responsabili dell'azione penale, di prestare
assistenza alle indagini riguardanti i casi di criminalità organizzata
e di cooperare strettamente con la rete giudiziaria europea;
16
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
b) la trasformazione dell'EUROPOL in una forza di polizia europea
specializzata, sotto una direzione unificata, col potere di
intervenire nei singoli stati per scoprire e reprimere i reati legati al
traffico di danaro sporco, al riciclaggio, agli investimenti illegali;
c) la costituzione di una polizia nazionale civile, unificata sotto un
unico comando, differenziata per specializzazioni e servita da
un'unica banca dati;
d) la creazione di forze armate con compiti militari esclusivi.
La riforma che proponiamo é semplice e radicale ed offre enormi
vantaggi: lotta più efficace alla criminalità di ogni tipo, aumento della
sicurezza dei cittadini, collaborazione più proficua con la polizia
dell'Unione europea, risparmio di uomini e di mezzi e di immobili che
possono essere venduti e il cui ricavato investito per il miglioramento
del corpo di polizia, aumento degli stipendi del personale.
2.3.1.8
3
Lotta alle mafie: mafie e mafie
Nonostante la forte azione di questi ultimi anni, la criminalità
organizzata rimane la madre di tutte le emergenze per l’intero paese.
Sono necessari un testo unico e un sistema normativo speciale che
tenga conto delle specificità di questo fenomeno criminale e risponda
alle seguenti esigenze:
-
-
-
-
-
-
-
superare le discussioni relative al concorso esterno in associazione
mafiosa", stabilendo un nuovo reato che colpisca chiunque
contribuisca a rafforzare e a favorire i clan pur non facendone
organicamente parte;
riscrivere la normativa sul voto di scambio, oggi punibile soltanto
quando si dimostri la compravendita per denaro, mentre
sappiamo bene che la mafia fa pagare i propri voti in modi ben
diversi come affari, appalti, impunità;
consentire l’acquisizione dei tabulati telefonici senza limiti di
tempo, mentre oggi, in base alla legge sulla privacy, vengono
distrutti dai gestori dopo cinque anni;
lasciare inalterato l’articolo 192 del codice di procedura penale
contro i tentativi costanti di renderlo inefficace, per consentire al
giudice di riconoscere valore di prova e di riscontro reciproco alle
dichiarazioni incrociate di molteplici collaboratori, anche a quelle
apprese da terze persone (de relato). Questo principio consentì
fra l’altro a Falcone e Borsellino di istruire il maxiprocesso alla
cupola di Cosa Nostra ed è tutt’oggi irrinunciabile per processare
organizzazioni segrete e impenetrabili come le mafie italiane e
straniere che infestano il nostro paese;
potenziare gli organismi di polizia specializzati in lotta alla
criminalità organizzata;
istituire
sezioni
della
magistratura
giudicante
che,
in
corrispondenza dei pool delle procure, si specializzino e si
concentrino esclusivamente sulla criminalità organizzata;
allungare, almeno per questi reati, i termini di custodia cautelare
nella fase del dibattimento e prevedere l’automatica applicazione
della custodia cautelare subito dopo la condanna di primo grado,
per evitare le scarcerazioni per decorrenza dei termini;
rianimare lo spirito del regime carcerario differenziato, con norme
17
Lotta
continua alla
mafia ed al
pizzo
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
più moderne e rigorose dell’attuale 41-bis.
3
È condivisa oramai da tutti l’opinione che l'unico modo per
combattere seriamente le mafie e la criminalità organizzata sia la
confisca rapida dei patrimoni. Negli Stati Uniti il tempo medio per la
confisca é di sei mesi, mentre nel nostro Paese occorrono vari anni.
Accade inoltre che spesso i parenti dei mafiosi vengano lasciati
abitare nelle case confiscate e sia difficile trovare un ente che si
aggiudichi tali beni o un privato disposto ad acquistarli. Ne consegue
un deperimento degli immobili con conseguente forte deprezzamento.
Nel quadro generale e sul piano degli interventi che precedono il
processo, riteniamo importanti i seguenti punti:
-
-
-
Togliere
tutte le
possibili
risorse
finanziarie ai
mafiosi
procedere alla confisca dei beni subito dopo la sentenza di
condanna in appello;
istituire tribunali della prevenzione con magistrati specializzati e
personale amministrativo che si occupi esclusivamente di eseguire
il provvedimento;
per il periodo che intercorre tra il sequestro dei beni e la confisca,
trasformare i termini ordinatori in perentori;
su modello americano, istituire un'agenzia per la gestione,
donazione e vendita dei beni, per la protezione dei pentiti e dei
testimoni, per la loro assistenza e reinserimento nel lavoro e nella
società, per la protezione dei magistrati e dei detenuti a rischio;
per i testimoni e i pentiti, approvare la tanto attesa riforma della
legislazione sui collaboratori di giustizia, mettendo fine
all’incertezza che ha fatto scomparire nuove e talvolta anche
vecchie collaborazioni dall’interno delle organizzazioni criminali. La
nuova legge dovrà incentivare e non dissuadere le collaborazioni
che non sono mai troppe, visto il numero di affiliati e
fiancheggiatori dei clan criminali.
Nel corso del processo o successivamente, Italia dei Valori propone:
-
-
-
-
18
di costruire nuove carceri e sezioni ad hoc in quelle già esistenti,
per alloggiarvi i collaboratori di giustizia lontano dal rischio di
contatti con criminali irriducibili;
di imporre ai collaboratori di sottoporsi sempre all’esame
dibattimentale sui fatti relativi alle responsabilità altrui, fatta salva
la facoltà di non rispondere su quelle proprie;
di separare la protezione dei criminali pentiti da quella dei
testimoni di giustizia. Sono onesti cittadini che collaborano con lo
stato pagando prezzi e correndo rischi altissimi, ai quali va
garantito un congruo rimborso per i disagi patiti e, al termine
della collaborazione, la garanzia di una nuova vita dello stesso
tenore di quella precedentemente goduta, con una nuova identità
per loro e le loro famiglie;
di evitare termini temporali per la confessione;
di collegare i benefici all'indicazione dei propri patrimoni;
di esplicitare da subito i benefici penitenziari e sanzionatori, così
da rendere meno aleatorio il futuro del collaboratore di giustizia e
meno discrezionale la quantità e la qualità dei benefici. sia stato
raggiunto da un provvedimento esecutivo di espulsione.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.3.2
Conflitto d’Interessi e Concorrenza
Italia dei Valori propone l’ineleggibilità di un soggetto detentore
sostanziale di imprese in posizione dominante in settori chiave
dell’economia (soprattutto imprenditori che si candidano alla
politica o che siano nominati, ai vertici di società a
partecipazione pubblica) è la prima delle proposte di riforme.
Sotto tale profilo appare inadeguata, sostanzialmente, anche la
ipotesi del blind trust, dovendo necessariamente essere resa
obbligatoria l’effettiva dismissione delle proprietà azionarie o delle
aziende, proprio per la portata potenziale delle situazioni di conflitto
di interessi. Ineleggibilità o decadenza dall’incarico dovrebbero
anche riguardare soggetti che abbiano ricevuto condanna coperta da
giudicato, quanto meno in relazione ad alcune tipologie di delitti tra
cui certamente quelli contro la pubblica amministrazione. Il tema
della efficacia dei controlli, e prima ancora della indipendenza dei
controllori, è pertanto altrettanto fondamentale.
3
Italia dei Valori si è già fatta promotrice della costituzione di un
organismo europeo di controllo sui conflitti di interesse: questo sia
per armonizzare tutte le norme sul tema in tutti i paesi UE sia per la
portata strategica e la dimensione costituzionale dei conflitti di
interesse.
Italia dei Valori si propone di impedire il ripetersi di tali situazioni
che hanno portata strutturale perché contrastano con il principio
costituzionale del pluralismo riaffermato con forza dalla Corte
Costituzionale. Appare tra le più efficaci e con minori costi l’ipotesi di
costituire apposite sezioni specializzate dei tribunali, competenti in
tema di telecomunicazioni, con poteri di istruzione preventiva e poteri
cautelari anche di natura inibitoria, in analogia con quanto
espressamente previsto dalla normative UE sul tema spesso collegato
della proprietà intellettuale.
In generale, il tema della riforma delle authorities appare
irrinunciabile: passaggio necessario di tale riforma appare la riduzione
sostanziale del loro numero, con tendenziale attribuzione ad un’unica
autorità dei compiti di vigilanza sulla trasparenza e correttezza del
mercato, nelle sue varie articolazioni.
Si propone quindi un decalogo che può essere utilizzato come base
concettuale delle varie ipotesi di riforma destinate al risanamento del
mercato e della vita pubblica in generale, pervasa letteralmente da
situazioni di conflitto di interessi ed anticoncorrenziali.
1. Definizione di conflitto di interessi come situazione nella quale
un soggetto può favorire i propri interessi privati. Costituisce
distorsione grave delle funzioni e dell'organismo al cui interno sia
constatato.
2. Portata costituzionale del conflitto di interessi italiano come
lesione grave dei principi fondamentali contenuti nei primi undici
articoli della Carta costituzionale.
19
Meno
conflitti e
più
concorrenza
significa più
democrazia
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
3
3. Incostituzionalità manifesta quanto meno delle leggi in cui il
soggetto titolare di funzioni di governo autoregoli le proprie
situazioni di conflitto; di quelle che riguardino eventuali riforme
del sistema delle immunità parlamentari; di tutte quelle relative ai
casi in cui unico beneficiario sostanziale di tali norme sia il
soggetto in conflitto di interessi, e ciò tanto più quando esse
possano incidere su funzioni di livello costituzionale di cui sia
investito il soggetto in conflitto di interessi.
4. Presunzione
di
incostitituzionalità
dei
provvedimenti
normativi approvati in conflitto di interessi, salvo prova contraria.
5. Sanzione di invalidità delle nomine e dei provvedimenti in
conflitto di interessi approvati nelle amministrazioni dello stato o
partecipate dello stato, o in enti pubblici. Quanto meno nei casi
più gravi riferibili ad una tipologia da individuare, e salvo sempre
il diritto al risarcimento del danno da parte delle persone titolari di
diritti soggettivi, cui tali norme o provvedimenti rechino danno.
6. Ineleggibilità di detentori di imprese o gruppi in posizione
dominante nei settori chiave dell'economia, tra cui sicuramente i
settori delle telecomunicazioni, dei mass-media, dell'industria
pesante, dell'energia.
Trasparenza
e lotta al
conflitto
d’interessi
nella politica
e nell’amministrazione
pubblica
7. Sanzione del conflitto di interessi anche come freno allo
sviluppo dei mercati
internazionali e ad una corretta ed
equilibrata globalizzazione.
8. Consapevolezza
della
dimensione
transfrontaliera
e
transnazionale del conflitto di interessi e costruzione di un
sistema di relazioni comunitarie e internazionale volto a
prevenirne e combatterne gli effetti.
9. Costituzione e potenziamento di una Autorità
europea, dotata di poteri efficaci ed incisivi.
antitrust
10. Riforma del sistema delle Autorità nazionali, con la
previsione di norme chiare a garanzia dell’indipendenza di tali
organismi, inclusa la previsione dell'affidamento a sezioni
specializzate della magistratura di compiti ed attribuzioni oggi
esercitate da Autorità garanti.
20
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.4
ECONOMIA, Commercio, Fisco,
Banche e Assicurazioni
2.4.1
Economia e Competitività
2.4.1.1
Competitività del sistema Italia
A livello generale e di principio, pensiamo che lo Stato deve garantire
la parità di bilancio, prevedendo la copertura di tutte le spese da
affrontare nel periodo considerato, inclusi quindi gli oneri di propria
competenza per ricerca e lo sviluppo e per gli investimenti o le
agevolazioni
agli
investimenti,
all’innovazione
ed
alla
conoscenza. Poiché lo sviluppo del paese si può ottenere solo con la
volontà convergente di tutte le sue componenti, il bilancio
previsionale
deve
essere
definito
con
il
coinvolgimento
responsabile delle organizzazioni che rappresentano la società civile
e nel più aperto rispetto dei compiti che ogni parte assume, sia
nell’individuazione degli obiettivi, sia nell’allocazione delle risorse
necessarie a realizzarli. Italia dei Valori propone di intervenire sui
seguenti parametri che rischiano di frenare lo sviluppo:
-
-
-
-
-
-
Ridurre e riqualificare la spesa pubblica a vantaggio degli
investimenti, con economie nelle spese correnti e soprattutto
recuperi di evasione fiscale macroscopica;
Ridurre la pressione fiscale a livello nazionale e locale
ottimizzando la distribuzione della capacità d’acquisto, tramite
interventi decisi sugli squilibri ingiustificati e pesantemente
negativi per la pace sociale;
Rilanciare lo sviluppo territoriale con nuovi incentivi alla
produzione di qualità, la contemporanea lotta alla criminalità
organizzata e l’attuazione delle priorità infrastrutturali in funzione
delle risorse disponibili. È difficile creare competitività quando
aziende basate sul lavoro e la capacità imprenditoriale devono
competere con altre che continuano ad agire impunite
nell’illegalità, potendo praticare prezzi impossibili per gli onesti,
assumendo lavoratori in nero;
Introdurre nuovi incentivi e detassare gli utili reinvestiti in
attività che producono nuovi posti di lavoro per le imprese
che investono in conoscenza, ricerca, sviluppo, innovazione e
risparmio energetico;
Diminuire l’ampiezza del cuneo fiscale, cioè la differenza tra
costo del lavoro e retribuzione netta dei lavoratori
Aumentare il tasso di attività, da noi più basso che altrove,
con orari ed occasioni di lavoro graditi a lavoratori e lavoratrici
Potenziare con investimenti mirati, le infrastrutture, le
istituzioni, i servizi pubblici inferiori a quelli europei per
quantità e per qualità; la cui carenza penalizza fortemente gli
investimenti esteri soprattutto al Sud.
Promuovere il made in Italy e rilanciare l’immagine
dell’Italia all’estero, attraverso campagne mirate e l’acquisto di
appositi spazi pubblicitari nei maggiori canali informativi
internazionali;
21
4
Riduzione
della
pressione
fiscale per le
imprese ed
incentivi
fiscali alla
innovazione
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
-
4
-
slegare e liberare lo stato da tutto ciò che é inutile o
superfluo e ritarda, ostacola, appanna il suo buon funzionamento
in campo economico: enti, leggi, regolamenti, bolli, concessioni;
cambiare le competenze della Banca d'Italia;
liberare il mercato dallo stato imprenditore e dai cartelli privati;
tutelare i risparmiatori nei confronti delle banche e assicurazioni;
imporre tanta trasparenza e poche regole, e pretendere che
vengano rispettate sempre, ovunque e da chiunque;
rafforzare le autorità di controllo e punire tutti coloro che
derubano le persone.
In sostanza, i principali problemi che affliggono l’intera economia
italiana, amplificati da condizioni ambientali derivanti dallo storico
abbandono morale e materiale, sono il cattivo funzionamento delle
istituzioni e la precarietà delle infrastrutture. Le nostre proposte
nel merito sono di seguito riassunte:
Migliorare
l’efficienza e
garantire la
legalità
all’interno
delle
istituzioni
a) Il cattivo funzionamento delle istituzioni:
È oggi finalmente convinzione comune che non possa esserci
sviluppo senza rispetto della legalità. Bisogna quindi puntare
su questo obiettivo, avviando un programma di investimenti in
capitale umano che si proponga di superare il gap di legalità e
fiducia. Si rende quindi necessario:
- ripristinare la legalità, possibile solo attraverso un'azione
molto decisa, di tipo tolleranza zero, centrata su
un’applicazione rigorosa e tempestiva delle sanzioni così da
dimostrare tangibilmente ad un numero crescente di cittadini
che è possibile aver fiducia nella legge. Gli interventi dovranno
caratterizzarsi per precise valenze qualitative. Non serviranno
solo più magistrati e più forze dell’ordine, ma soprattutto i
migliori magistrati e le migliori forze dell’ordine, dotati dei
migliori mezzi tecnologici e di intelligence e motivati anche da
un efficace sistema di incentivi professionali, economici,
finanziari, di carriera tali da innescare una competizione al
rialzo per svolgere la propria missione in aree difficili;
- mettere a punto i meccanismi che instaurino un clima
favorevole alla lotta alla corruzione ed alla criminalità e
che incentivino i cittadini e le imprese a denunciare i casi di
corruzione, a reagire, sicuri che lo Stato esiste dovunque;
- attuare una precisa e sistematica lotta contro tutte le
devianze, senza alcuna eccezione e nella consapevolezza che
la fiducia nella legge è un fenomeno a carattere cumulativo e
si autoalimenta a partire dalle più banali percezioni;
- attuare una più efficace tutela dei diritti, spesso non
adeguatamente protetti per l’inefficienza e lentezza della
giustizia che scoraggia i cittadini ad intraprendere azioni legali
contro i soprusi e ad avviare nuove attività economiche;
- ridurre la partecipazione pubblica nelle società che
competono sul mercato, soprattutto nelle società regionali,
promuovendo un’azione più trasparente verso il sistema
finanziario a supporto delle imprese, aprendolo ancorpiù alle
società che competono sul mercato internazionale, liberando
l’accesso al credito in funzione delle idee e non delle
garanzie. È inoltre necessario ridurre il numero dei rispettivi
22
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
amministratori e managers ed aumentare la trasparenza e
l’informazione in merito alla selezione del personale, ai costi
di gestione ed agli affidamenti esterni, sia consulenziali che di
sub-appalto, di tali società a partecipazione pubblica, evitando
che le stesse possano competere sul mercato con imprese
interamente private, godendo dei notevoli vantaggi derivanti
sia dai possibili affidamenti diretti sia dalle garanzie finanziarie
ottenibili, che ostacolano la crescita e sviluppo delle aziende
sane del nostro paese in un reale mercato competitivo.
b) Le infrastrutture
Il loro livello complessivo è considerevolmente inferiore sia a
quello nazionale che a quello di gran parte delle regioni europee.
Inoltre. Sono elencate alcune azioni prioritarie:
- individuare una serie di opere pubbliche ritenute di primaria
importanza da chi deve giovarsene e dialogare con il territorio
al fine di ottenere i necessari consensi dei cittadini in merito
alla realizzazione delle stesse;
- concentrare su di esse le risorse statali, creando altresì una
rete di protezione in grado di garantire i tempi di attuazione ed
il rispetto dei costi stimati. Sono opportune, a questo fine,
corsie preferenziali controllate, per evitare lungaggini
amministrative e possibili ingerenze da parte dell’apparato
burocratico
- ricorrere ai privati favorendo il project finacing quale
strumento abituale, con un quadro legislativo chiaro che lo
incentivi e che impegni le amministrazioni pubbliche ad
adottare procedure di valutazione semplici e trasparenti,
concedendo rapidamente le autorizzazioni.
In parallelo, altre due iniziative possono accelerare lo sviluppo
delle peculiarità locali. Nel periodo transitorio è necessario
realizzare
infrastrutture
che
non
penalizzino
in
modo
determinante il prodotto locale, garantendo agevolazioni sul costo
dei servizi ancora inadeguati per compensare la differenza di
competitività rispetto ad aree europee analoghe. Dovranno poi
essere istituiti corsi di formazione in grado di preparare forza
lavoro qualificata per le imprese che avranno avuto fiducia
nell’impegno dello stato a risolvere finalmente lo svantaggio del
Sud.
2.4.1.2
Divario fra Nord e Sud
Data la sua particolare forma geografica, l’Italia si può dividere in due
parti con realtà socioeconomiche diverse. Al Nord e al centro Nord
dell’Italia è riconosciuta capacità competitiva all’altezza di altre zone
progredite economicamente; quindi lo stato deve fornire loro un
livello di servizi analogo a quello dei paesi più avanzati. Le regioni del
Nord e Centro Nord hanno il diritto di impegnare nello sviluppo del
proprio benessere risorse finanziarie adeguate. Bisogna pertanto:
-
completare e sviluppare il necessario piano di investimenti per
infrastrutture e servizi a breve, medio e lungo periodo;
semplificare il sistema di imposte locali e ridurre la
pressione fiscale, nell’ambito delle direttive di giustizia sociale
valide per l’intera collettività nazionale
23
4
Realizzare
rapidamente
moderne
infrastrutture
è prioritario
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
-
4
garantire la disponibilità delle migliori risorse per il welfare.
Sud e Centro Sud sono un malato e una risorsa, bisogna guarire il
malato per utilizzare la risorsa. Il Mezzogiorno è entrato in Europa in
condizioni di evidente difficoltà, con un tasso di crescita del PIL pari
alla metà di quello del resto del Paese, un tasso di disoccupazione tre
volte più elevato di quello del Nord e un contributo solo marginale (10
%) alle esportazioni. Tuttavia, le sue singolari condizioni ambientali,
particolarmente favorevoli per la produzione alimentare e il
turismo stagionale o stanziale, appaiono attualmente in grado di
attrarre risorse specifiche. Focalizzare gli interventi sulla filiera del
turismo è sicuramente una strada percorribile, dopo aver evidenziato
in concreto, con gli operatori della società civile, zona per zona, quali
siano le caratteristiche che possono raggiungere l’eccellenza ed
attraverso quali evoluzioni materiali ed immateriali della situazione
essa possa essere raggiunta. Non dimentichiamo inoltre il ruolo che il
Sud può svolgere nel campo della ricerca scientifica di base, anche in
relazione all’elevato tasso di disoccupazione intellettuale.
2.4.1.3
Maggiore
informazione
sui prodotti
esteri e
tutela del
consumatore
Globalizzazione dei mercati
La globalizzazione dei mercati e i progressi tecnologici hanno
esercitato profondi effetti sui prodotti. Mentre una volta venivano
realizzati in massa per i tutti i consumatori, diventano ora in misura
crescente specifici per le esigenze individuali. Inoltre, è sempre più
frequente che siano fabbricati al di fuori dell’Unione Europea, creando
così problemi di applicazione delle leggi. La scienza e la tecnologia
hanno poi consentito lo sviluppo e la diffusione di massa di nuovi
prodotti prima accessibili solo ad una ristretta élite. L'innovazione ha
introdotto processi e tecniche di produzione sempre più complessi i
cui effetti su salute e sicurezza non sono prevedibili. La questione dei
cibi prodotti con derivati di organismi geneticamente modificati
(OGM), i cui brevetti e le cui tecniche autodistruttive (terminator)
sono in mano a poche multinazionali, non esclude possibili rischi per
la salute umana.
Nel passaggio dalla lira all’euro, per quale motivo Banca d’Italia non
ha mai dichiarato l’inflazione chiaramente conclamata?
Chi l’ha
coperta? Alla fine, la Banca Centrale Europea ha dovuto ammettere
che l’ingresso dell’Euro ha causato inflazione, ma se non si dichiara
apertamente chi sono i responsabili dell’inflazione, i consumatori
pagano i beni al prezzo dell’inflazione, ricevono per il proprio denaro
interessi al finto tasso di sconto. I consumatori devono essere meglio
informati sull’andamento dei prezzi alla produzione e all’ingrosso,
perché il mercato deve avere come elemento costitutivo la
trasparenza dei meccanismi di funzionamento. Ciò significa che
dobbiamo poter conoscere il livello e la formazione dei prezzi; si può
fare, obbligando la grande distribuzione a fornire sistematicamente il
costo medio dei prodotti necessari alle famiglie. Deve essere una
sorta di paniere consultabile dai consumatori su Internet e sul
televideo, 24 ore su 24, periodicamente pubblicato su quotidiani locali
a scadenza settimanale.
24
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.4.2
Commercio e Terziario
Come i forti aumenti al dettaglio evidenziano, il vero problema del
caro euro dipende dall’assenza di una politica sana del Commercio. La
rete del commercio tradizionale è fortemente indebitata, facile preda
dell’usura e così un enorme patrimonio di tradizioni, di esperienze, di
imprese familiari rischia di sparire con il conseguente deserto dei
centri storici. È urgente un piano di commercio che metta in
rete la domanda e l’offerta a livello locale e che spinga il
dettaglio
tradizionale
a
percorrere
la
strada
della
specializzazione.
4
Ciononostante, è di tutta evidenza che il sistema commerciale e di
servizi ha via via assunto, nella sua evoluzione in Italia, una posizione
particolarmente strategica per lo sviluppo economico e sociale della
nostra economia. Esso, infatti, rappresenta l’anello di congiunzione
tra produzione e mercato: non si limita più a svolgere una mera
funzione logistica e di supporto ma, in un contesto di crescente
complessità, ha sviluppato strutture e dinamiche tali da esercitare
un’influenza che va ben al di là del suo peso economico in termini di
produzione di reddito e di occupazione.
Ciò è particolarmente vero in ambiti produttivi così detti “maturi” o
“consolidati” quale, ad esempio, quello relativo alla casa e all’arredo,
in cui l’intersettorialità presente nel terziario contribuisce
significativamente alla valorizzazione dell’intera filiera produttiva:
infatti, la qualità percepita dal consumatore finale passa,
inevitabilmente, attraverso il “prodotto” peculiare dell’attività di
distribuzione.
Dovranno poi essere favoriti i gruppi d’acquisto, realtà
consolidata nel resto d’Europa ma in Italia pressoché sconosciuti. La
pubblica amministrazione, il governo centrale, gli enti locali, hanno il
dovere di coordinare gli interventi pubblici. Consumatori e i
commercianti, su questo ed altri punti, devono divenire alleati.
Infine, risulta necessario trovare le forme di incentivo ad un
approccio all’innovazione nel terziario e nel commercio, più
difficoltoso rispetto agli altri settori produttivi in quanto la variegata
tipologia di attività e la schiacciante prevalenza di micro imprese nel
settore del commercio e dei servizi ha fortemente pregiudicato
l’insorgere di innovazioni di processo e/o di prodotto in un settore di
particolare peso per l’economia nazionale.
25
Sostenere la
specializzazione del
commercio
al dettaglio
locale
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.4.3
4
Sviluppo ed Innovazione
La competitività dei prodotti rappresenta un fattore inderogabile
per la sopravvivenza delle imprese in un mercato mondiale e di ecommerce e nei paesi avanzati si raggiunge solo tramite
l’automazione dei processi produttivi che garantisce sia la
diminuzione dell’incidenza della mano d’opera sia la costanza nel
livello di qualità. Fonte importante di occupazione diventa quindi
l’area della ricerca, e dell’innovazione e della conoscenza.
Poiché la concorrenza è presente ed agguerrita in tutti i campi, poiché
gli investimenti nella ricerca sono estremamente costosi e poiché
anche le risorse umane di livello superiore sono limitate, diviene
necessario stabilire priorità nello stanziamento delle risorse
necessarie a conquistare posizioni di eccellenza.
In ogni contesto geografico e sociale, tali priorità devono partire dalle
caratteristiche specifiche capaci di consentire il raggiungimento dei
migliori risultati. Per l’Italia, e nell’ambito europeo e mondiale, tali
caratteristiche individuano nella filiera del turismo e dei servizi l’area
di potenziale sviluppo eccellente. Tramite allocazione di adeguate
risorse economiche statali, di origine comunitaria o privata, si ritiene
che sia opportuno investire nel settore il 2,5% – 3 % del PIL per
favorire il raggiungimento di posizioni di leadership mondiale.
Sostegno
continuo alla
innovazione
Allo stato attuale delle conoscenze tecniche, l’idrogeno rappresenta
l’unico vettore ecologico di energia utilizzabile come fonte di calore
attraverso la combustione o come fonte di energia meccanica per
mezzi di trasporto di persone o cose, purché esso sia ottenuto per
separazione dell’idrogeno e dell’ossigeno contenuti nell’acqua. Il
problema ecologico si risolve realizzando una fonte primaria diversa
dai prodotti energetici minerali, come carbone, petrolio, gas metano,
per produrre energia elettrica.
Da questa trae origine, per le sole utenze mobili, il ciclo ecologico
dell’idrogeno che, nel giro di un decennio, potrebbe eliminare almeno
nei paesi avanzati tutto l’inquinamento generato dalle centrali
termoelettriche e dalle fonti di riscaldamento fisse, lasciando spazi di
crescita ai paesi emergenti nell’ambito delle fonti energetiche
tradizionali, mentre l’industria della mobilità sviluppa le tecnologie
commerciali
per convertirsi
all’utilizzo dell’idrogeno tramite
ammoniaca.
La prospettiva è assai interessante, anche se bisogna valutarla sul
lungo periodo, senza cedere ai suggerimenti occulti del potere
economico privato e stabilendo la corretta interdipendenza fra
sviluppo del terzo mondo e scelta nucleare. Inoltre anche un
eventuale ricorso all’energia nucleare non deve essere alibi per non
favorire con ogni mezzo l’uso di fonti di energia riproducibile (eolica,
solare, ecc.).
26
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.4.4
Fisco
Proponiamo l’istituzione di una nuova figura, quella del Buon
Contribuente, di colui che paga regolarmente le tasse, da premiare,
in antitesi all’evasore con una riduzione, marginale ma
comunque significativa del carico fiscale. L’obiettivo della
necessaria lotta all’evasione fiscale non deve essere tanto quello di
incrementare le entrate quanto quello di recuperare equità,
stabilendo di premiare chi ha assolto i propri doveri tributari e di
converso punendo chi non lo ha fatto. Le nostre proposte sono:
1. collegare la politica fiscale alla riforma dello stato e della pubblica
amministrazione e definire i fabbisogni delle entrate e delle spese
per una fase transitoria di tre anni e per la successiva fase a
regime attuata riducendo il peso dello stato;
2. introdurre un sistema di detrazione della maggior parte delle
spese documentate dal reddito dichiarato. Ciò stimolerà il
cittadino a chiedere una regolare fattura alle ditte che saranno
così costrette a dichiarare quanto realmente prodotto e venduto.
A fine anno il ministro delle finanze potrà definire con decreto i
settori nei quali le spese saranno detraibili nell’anno successivo. I
cittadini potranno dedurre tali spese conservandone la
documentazione fiscale;
3. diminuire le aliquote IRPEF per i redditi più bassi disegnando una
curva di progressività che ne trasferisca il prelievo sui redditi più
alti, tenendo tuttavia ben presente il fatto che aliquote troppo alte
percepibili come un esproprio favoriscono l’evasione. Il tutto, a
patto che funzionino di pari passo i controlli sulle categorie che
evadono e che di fatto non sono controllate;
4. utilizzare al più presto l’anagrafe dei conti e dei depositi
finalmente approvata dopo dieci anni (Legge 413/91);
5. ridurre l'aliquota IRPEG sulle imprese, in particolare quelle del
Mezzogiorno che investono e dimostrano di creare nuove
occupazioni e quelle che in due anni emergano dal sommerso;
6. prevedere l'obbligatorietà di comunicare alla guardia di finanza le
denunzie degli imprenditori per furto o incendio della contabilità,
da parte delle altre forze di polizia.
7. ristrutturare il sistema fiscale con riferimento ai seguenti
punti:
I. IRAP: fallimentare metodologia di imposizione diretta in
quanto i costi del personale e quelli bancari –due dei costi che
costituiscono l’ossessione di qualunque attività economicanon devono essere riprese fiscali ai fini IRAP (che vuol dire
aumento della base imponibile ovvero ricavi) e sui quali
pagare imposte dirette sul reddito. Tale mostruosità raggiunge
il suo apice nelle società di servizi dove i citati costi sono la
parte assolutamente prevalente dei costi complessivi: la base
imponibile ai fini IRAP non si discosta quindi dal valore della
produzione e l’imposta IRAP diventa, conseguentemente, un
imposta sul fatturato e non imposta sul reddito. Per le PMI di
servizi -molto frequentemente con imposte sul reddito, in caso
di reddito limitato, superiori al 60% del reddito stessol’incostituzionalità è evidente, laddove la Costituzione radica il
prelievo fiscale su principi di progressività;
27
4
Effettiva
uguaglianza
di fronte al
fisco, alle
banche ed ai
poteri forti
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4
Riduzione
della
pressione
fiscale alle
imprese
oneste
II. studi di settore: in Italia si è giunti ad abolire ex lege le
società che non creano profitti; di più: fino al giorno in cui una
società non decide di portare i libri in tribunale chiedendo la
dichiarazione di fallimento deve versare imposte sul reddito
sulla base degli studi di settore, che fissano per codice di
attività e per dimensione aziendale il reddito “certo” fatto dalla
società. Qualsiasi commento risulta ridondante;
III. certezza dei controlli e delle sanzioni, con definizione dei tempi
di prescrizione dei controlli e delle sanzioni certi: attualmente
la possibilità di essere soggetti a accertamenti fiscali 7 anni
dopo il deposito di una dichiarazione dei redditi determina, nei
fatti, uno stato di polizia fiscale;
IV. reciprocità -nei tempi di liquidazione e nella erogazioni di
sanzioni- tra Stato e società private/cittadini: non inerisce alla
democrazia l’attuale differenza di posizione ovvero (a) se una
società ritarda di un giorno un versamento fiscale –si
sottolinea un giorno- la sanzione fiscale immediata si attesta
oltre il 12% del dovuto (oltre il 18% dopo un anno) mentre (b)
se lo Stato deve fare un rimborso IVA ed ha un ritardo medio
di oltre tre anni nella liquidazione dello stesso non versa
alcuna sanzione. Delle due l’una (i) o anche lo Stato paga le
medesime sanzioni per il danno provocato con il ritardo di
pagamento alle società/cittadini o (ii) anche le società/cittadini
non pagano le sanzioni;
V. la responsabilità penale degli amministratori di società non
può essere correlata al mancato versamento di imposte per
importi modesti e senza che ci sia stato dolo. L’attuale
normativa che determina condanne penali per mancati
versamenti IVA e di ritenute fiscali per un ammontare
superiore 50.000 per ogni periodo d’imposta è un anacronismo
che vede come vittime, assurdamente, proprio lo Stato ed il
livello di occupazione. Chi fa attività economica convive con le
tensioni finanziarie ovvero con flussi di cassa che,
sistematicamente, determinano impossibilità contingenti ad
adempiere a tutti i pagamenti: se ogni volta che accadono tali
stati di tensione finanziaria -ovvero ritarda di oltre un anno
qualche versamento fiscale- un amministratore di società
commette reato si preclude (i) a qualsiasi imprenditore di
“resistere” sul mercato costringendolo (ii) a richiedere -per
evitare condanne penali- la dichiarazione dei fallimento della
propria società essendo il ricorso al credito impercorribile nella
situazione di tensione finanziaria ed a licenziare tutto il
personale dipendente. Le fattispecie più drammatiche si
raggiungono nelle società di capitali medie ovvero in quelle
società in cui gli amministratori frequentemente non sono soci
e la tutela dei lavoratori dipendenti è più alta: in questi casi –
dove cioè gli amministratori non sono anche “padroni”- i
rappresentanti non corrono certo il rischio di infrazioni penali
per situazioni di cui, a contrario, non hanno un interesse
diretto di ordine societario superiore ovvero la proprietà
dell’azienda. L’assurdo della norma richiamata è da leggersi,
con un inquadramento olistico di tutti gli impianti giuridici
cointeressanti il diritto societario e fiscale, nel fatto che il
mancato versamento è certamente fiscalmente sanabile entro
28
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
un periodo più lungo di quello previsto dalla norma penale,
con il versamento del dovuto con sanzione ridotta. Senza
rilevare una fattispecie non considerata dalla norma ovvero
che gli imprenditori possono privilegiare il versamento delle
ritenute al fisco invece di liquidare i dipendenti;
VI. Addebito delle spese procedurali e di consulenza all’Agenzia
delle entrate nel caso di avvisi di accertamento e cartelle
esattoriali errate ed in caso di vittoria del contribuente in sede
di commissione tributaria. Gli attuali costi sociali ed economici
sostenuti interamente dal tessuto economico per ogni errore e
disservizio reso dall’Agenzia delle entrare vanno quindi
riconsiderati nella loro imputazione.
8. modificare la gestione dei patrimoni dei minori e delle persone
comunque sotto tutela, rimuovendo l'attuale obbligo di investire in
titoli di stato;
9. promulgare norme per la trasparenza dei servizi assicurativi con la
creazione di appositi uffici reclami presso i quali gli utenti possano
far sentire le proprie ragioni con l’istituzione del garante collegiale
che costituisce il secondo livello di ricorso, insindacabile.
Ci sembra poi inderogabile la modifica delle norme penali: gli
imprenditori condannati con sentenza passata in giudicato per reati
gravi contro la pubblica amministrazione perderanno il diritto a
contrattare con la pubblica amministrazione stessa, mentre le loro
imprese verranno escluse, per un periodo da definire, da tutte le gare
pubbliche. Per il credito, Italia dei Valori propone di:
1. introdurre legalità nella raccolta del credito perché, come
dimostrano i documenti della commissione antimafia, essa spesso
é fuorilegge a causa di una zona grigia nella quale confluisce la
raccolta di denaro pulito e di denaro sporco;
2. riportare alla legalità il sistema della concessione del credito che
attualmente pratica tassi usurari, come si desume e da più
sentenze della magistratura e della Corte Costituzionale;
3. richiedere al governo di modificare il decreto sui mutui usurari e
l’obbligo di restituzione ai cittadini degli interessi indebitamente
pagati dopo il 1997;
4. parificare le condizioni creditizie su tutto il territorio nazionale, dal
momento che al Sud tassi sono mediamente più elevati di tre/
cinque punti rispetto al Nord;
5. evitare la lottizzazione fra i partiti per le nomine dei dirigenti e
degli amministratori delle banche;
6. abolire tutta la normativa, ad iniziare da quella civilistica, che
pone il sistema bancario/assicurativo in posizione contrattuale
privilegiata;
assurde le clausole che intervengo a favore di
banche o assicurazione, trattate quindi da parte debole del
sinallagma contrattuale: vero è l’opposto.
7. prevedere un ruolo attivo delle associazioni dei consumatori nelle
istruttorie avviate dall'autorità antitrust.
29
4
Lotta
all’evasione
fiscale e non
permettere
agli
imprenditori
disonesti di
operare
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.4.5
4
Ridurre il
potere delle
banche nello
stato ed
introdurre
maggiore
trasparenza
nella loro
gestione
Banche e Mercati Finanziari
La proprietà della Banca d’Italia non può non essere una prerogativa
sovrana ovvero riservata allo Stato ed evitare l’assurdo attuale in cui
il controllore Banca d’Italia sia di proprietà dei controllati (i due
maggiori istituti privati di credito hanno il controllo dell’assemblea
della Banca d’Italia). La nomina del Governatore della Banca d’Italia
deve essere effettuata dal Parlamento e l’incarico deve essere limitato
ad un tempo massimo di 7 anni e poter essere revocato in caso di
colpa grave dalla stessa maggioranza parlamentare con cui è stato
nominato. Il Governatore può ottenere al massimo due mandati. Il
Governatore non può essere, come ora, il mero difensore degli
interessi corporativi degli istituti di credito e non può, come ora,
permettersi di criticare il Parlamento, il Governo ed il suo Presidente,
la categoria degli imprenditori ed i loro rappresentanti e far passare
sotto completo silenzio l’abuso della posizione dominante del
sistema/bancario assicurativo comprovato dai margini operativi netti
registrati dagli istituti di credito ed assicurativi in questi ultimi anni: a
fronte di un’economia che complessivamente in questi 5 anni è
cresciuta dell’1-2% su base annua, il sistema bancario/assicurativo
ha migliorato i profitti netti con incrementi del 20-30% su base
annua. Dove ha recuperato il sistema bancario/assicurativo questi
margini, se l’economia è stagnante? (i) Dal sistema produttivo e (ii)
dalle famiglie: i costi e gli oneri del sistema bancario -comparato agli
altri paesi dell’economia occidentale- è lì a dimostrarlo. La Banca
d’Italia, per fare un esempio clamoroso, non può impiegare 10 anni
dalla promulgazione della Legge 108/96 –cd. Legge sull’usura- per
comunicare a 30.000 sportelli bancari del paese che la “commissione
massimo scoperto” deve essere riconsiderata (come da sentenze
giurisprudenziali) al fine del superamento o meno da arte delle
banche del tasso soglia usurari: perché prima non la riconsiderava?
Per il fatto che i soci della Banca d’Italia sono gli stessi istituti di
credito che si sono avvantaggiati illecitamente di tale metodo.
L’operatività e gli ambiti di delega degli organi di controllo (Banca
d’Italia, Consob, ecc.) devono avvenire con un rapporto di collegialità
e con un approccio sistemico onde evitare le dannose e frequenti
situazioni di sovrapposizione e di disomogeneità di intervento. Deve
essere fatto divieto a tutti coloro che ricoprono incarichi direttivi in
enti di controllo a sovranità nazionale (Consob, Banca d’Italia,
Autorità di qualsiasi natura) di assumere direttamente od
indirettamente per almeno 5 anni impieghi retribuiti dalle
enti/istituzioni/società/aziende già sottoposte al loro controllo. Le
privatizzazioni e la nuova disciplina sulle società quotate in borsa non
hanno prodotto finora risultati positivi riguardo all’efficienza e alla
trasparenza delle attività gestionali, alla tutela dei risparmiatori e alla
loro partecipazione alla vita societaria, al controllo dei bilanci, alla
distrazione di fondi e alla costituzione di fondi neri, agli stipendi dei
manager e ai loro benefit che continuano ad essere percepiti anche
quando le società sono sostanzialmente in stato di insolvenza –ed un
tanto vale per le partecipazioni statali dove casi come quello di Alitalia
non possono più essere accettati-, ai cartelli e alle tariffe delle società
di assicurazione che sono le più elevate d'Europa senza un
corrispondente livello dei servizi. Italia dei Valori propone
30
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
conseguentemente di:
10. mettere in atto regole severe e sanzioni adeguate per stroncare
l'insider trading ed il conflitto di interessi, l’aggiustamento dei
bilanci con operazioni e fatturato estero che sono, nella sostanza,
operazioni infra-gruppo: è necessario attribuire alla CONSOB (i)
poteri investigativi mirati e selezionati con definizione di periodi
temporali di intervento alquanto ristretti onde non causare inerzia
ed inoperativà aziendali gravissime per l’attività di qualsiasi
società/ente/azienda, , (ii) il potere -in caso di conclamata illecito
penale- di comminare sanzioni pecuniarie severe oltre ad interdire
i responsabili dalle attività professionali;
11. ridefinire l'intera legislazione in materia fallimentare che deve
volgere (i) a punire i bancarottieri ma a (ii) permettere agli altri
stakeholders di poter esercitare in futuro attività economica:
l’ipocrisia dell’attuale legislazione di avere una durezza formale
senza affrontare la problematica che le persone interdette
ingiustamente da tutte le attività economiche devono pur cercare
di sopravvivere e portare un salario in famiglia: conseguenza di
cui non si parla e rimedio alquanto ricorrente è l’utilizzo di
prestanome per svolgere un attività imprenditoriale;
12. modificare la legislazione sulle società fiduciarie e istituire un
fondo comune di garanzia con le stesse caratteristiche del fondo
interbancario di garanzia dei depositi: in presenza di violazioni di
legge è necessario congelare i flussi finanziari con possibilità di
commissariamento della società/ente per periodi molto brevi;
13. drastica semplificazione degli adempimenti civilisti, contabili, del
lavoro e fiscali, che hanno collassato da lungo tempo le PMI –
unica spina dorsale del sistema produttivo nazionale- (infiniti gli
ambiti di intervento: abolizione dell’elenco clienti e fornitori,
abolizione del libro cespiti con tenuta nella contabilità ordinaria di
un conto di mastro separato con storico delle movimentazioni,
tenuta elettronica ed accorpamento del libro matricola, ecc.);
14. costituire presso il Ministero delle Finanze una banca dati
obbligare gli imprenditori a tenere il libro aziendale unico (LAU)
elettronico da aggiornare con pochissimi dati. Per lo Stato e per
gli imprenditori, i vantaggi di tale sistema saranno enormi: minori
costi, semplificazione delle procedure, migliore trasparenza;
31
4
Cambiare
l’attuale
sistema di
garanzie
bancarie e
stroncare il
conflitto
d’interessi
nelle banche
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.4.6
4
Assicurazioni
Data la presenza di barriere all’ingresso nel mercato sufficientemente
alte da scoraggiare la creazione di nuove imprese, il problema delle
assicurazioni si risolve consentendo l’ingresso di altri operatori: in
primis, delle compagnie straniere intra UE che devono poter operare
in Italia senza la necessità di aprirvi una sede, con conseguente
possibilità per il consumatore di contattarle direttamente via internet
o telefonicamente.
Tale apertura potrebbe proseguire con il rilascio alle poste delle
licenze amministrative necessarie per poter operare nel ramo
assicurativo. Occorre obbligare per legge alla creazione di una forma
di assicurazione a franchigia, introdotta e poi subito abrogata. Per
rispondere alle strumentali obiezioni delle compagnie, si potrebbe
chiedere agli assicurati il rilascio di apposite garanzie, come il
possesso di una carta di credito.
Maggiore
trasparenza
e pubblicità
sui prodotti
assicurativi
E’ altresì necessario il superamento della figura dell’agente
monomandatario, promuovendo anche in ambito locale la creazione
di broker assicurativi o di agenti plurimandatari, con appositi
strumenti di agevolazione tributaria in favore di professionisti che
dimostrino di consentire veramente la possibilità di esistenza della
concorrenza, poiché hanno presso le proprie agenzie più compagnie
di importanza nazionale.
Si deve anche aggiungere la possibilità di contrarre apposite
convenzioni relative a particolari figure come i pendolari, da parte
delle amministrazioni locali e delle imprese pubblicizzate di trasporto
urbano.
Lo Stato deve, altresì, svolgere una funzione di diffusione e
pubblicizzazione di tutti i prodotti assicurativi correlati ad
assicurazioni obbligatorie con indicazione delle tariffe in vigore
praticate dalle varie compagnie di assicurazioni, da diffondere non
solo su internet ma anche su televideo e sulla stampa periodica.
Occorre aumentare i profili tariffari di riferimento, prevedendone il
superamento con la sostituzione dei programmi informatici di
personalizzazione del calcolo del premio.
E’ opportuno rivedere, come sopra richiamato, i termini di
prescrizione oggi previsti dal codice civile, che fanno prescrivere i
diritti degli assicurati dopo un anno oppure due contro i normali
termini di cinque e dieci anni.
Le esigenze di calmieramento del mercato non possono andare contro
la tutela del diritto alla salute, riducendo, come è purtroppo
avvenuto, gli importi dei risarcimenti per il danno biologico, per la
determinazione del quale occorre reintrodurre, entro determinati
limiti, la discrezionalità del giudice e consentire la personalizzazione
del danno alla salute.
32
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.5
INFORMAZIONE, Comunicazione e
Diritti Radiotelevisivi
Bisogna contrastare il dominio oligopolistico di imprenditori
con attività diverse da quelle proprie dell’editoria. Italia dei
Valori propone pertanto:
La riforma dell'Autorità Antitrust: è di fondamentale
importanza giungere alla realizzazione di una riforma che affidi
all'Autorità antitrust (autorità per la libera concorrenza nel
mercato) tutte le competenze di analisi economica della struttura
del mercato. In tal modo si potrà assicurare la funzione di
vigilanza e repressione delle posizioni dominanti, a cui dovrà
seguire l'intervento immediato, in sincronia con le funzioni della
magistratura ordinaria, per colpire i casi di fusione e
concentrazione che possono compromettere il pluralismo del
sistema. In questo ambito sono da potenziare le funzioni di tutela
dei consumatori e dell'Autorità Antitrust rispetto alla pubblicità
ingannevole, comunque trasmessa, e sono da predisporre più
efficaci forme di coordinamento con le associazioni di consumatori
e di utenti e soprattutto forme di risarcimento per i consumatori
danneggiati. Nuove normative regolamentari devono essere
individuate, sia per introdurre forme di monitoraggio automatico a
garanzia dei limiti quantitativi previsti dalle vigenti disposizioni
comunitarie sia per difendere i consumatori dai rischi di frode da
televendite, sia per vietare la pubblicità di prodotti ad alto rischio
che possono pregiudicare la salute del consumatore.
Una maggiore vigilanza sul mercato della comunicazione: è
necessario escludere il ricorso a professionisti od a società di
consulenza che tradiscono nello spirito e nella forma il significato
e il senso stesso della garanzia. Occorre restituire autorevolezza e
credibilità al sistema dei controlli, potenziando il monitoraggio e la
vigilanza sulle rilevazioni di ascolto, vero e proprio barometro del
mercato pubblicitario tuttora autogestito in modo spartitorio dai
gruppi più forti, a discapito della trasparenza e del pluralismo.
Il sostegno alla pluralità dell’informazione oltre il
monopolio Mediaset - RAI: bisogna pretendere l’attuazione
delle prescrizioni del 1994 della Corte Costituzionale, che ha
espresso chiaramente l'esigenza centrale di considerare il
pluralismo come punto di riferimento obbligato per ogni riforma, a
tutela della libertà di manifestazione del pensiero intesa come
garanzia di diversi orientamenti e punti di vista, nel rispetto dei
principi fondamentali della Costituzione. Diventa allora necessario
favorire la nascita di più poli televisivi.
Nuove regole per telefonia e Internet: insieme alla
multimedialità derivante dai nuovi servizi digitali, non può essere
trascurata l'esigenza di dettare nuove regole deontologiche e
penali per reprimere le possibili frodi sui servizi di telefonia e su
Internet, senza che tali regole si trasformino in un possibile
controllo della libera informazione. Contro le residue e consistenti
rendite di posizione del monopolista, bisogna favorire anche nei
centri minori la possibilità per altri gestori di poter operare,
potenziando la tecnologia della comunicazione via cavo e la
33
5
Pluralità e
correttezza
nella
informazione
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
5
Riforma del
sistema
informativo
(televisione,
stampa ed
editoria)
34
competizione tra diversi operatori, anche in quanto alternativa alla
telefonia cellulare, fonte di inquinamento elettromagnetico.
La definizione degli assetti proprietari: è necessario fissare il
limite massimo del 20% alla crescita di un solo soggetto sul
mercato nazionale dell’informazione ed a pretendere che tale
limite sia rispettato, laddove questo soggetto sia direttamente o
indirettamente punto di riferimento o azionista di rilievo di
iniziative e società diverse ma operanti nel settore (raccolta
pubblicitaria, quotidiani, periodici, emittenza terrestre televisiva,
radio, satellite e Internet).
Il collegamento del servizio universale alla banda larga.
La formazione dello statuto dell'impresa di informazione:
dev’essere definito un particolare statuto per le imprese che
operino esclusivamente o anche parzialmente nel settore
dell'informazione, creando norme tese a garantire la separazione
tra pubblicità e informazione e l’autonomia gestionale sui
contenuti, all'interno di un indirizzo generale indicato dalla
proprietà. Per le imprese di dimensione nazionale e regionale deve
essere previsto un consiglio di sorveglianza interno, costituito da
rappresentanti della proprietà e degli operatori dipendenti: un
osservatorio che abbia l'obbligo di verificare la qualità
dell'informazione ed il rispetto dei diritti dei cittadini, in particolare
dei soggetti deboli e delle minoranze, in collegamento con le
associazioni degli utenti e le autorità delle comunicazioni, della
tutela della privacy e con la Consob.
La riforma dell’editoria tradizionale: chiediamo innanzitutto
l’abolizione del sostegno finanziario ai giornali politici, che ha finito
per diventare un nuovo consistente canale di finanziamento per
l'attività degli apparti burocratici di partito, prima che un sostegno
alle iniziative editoriali. Siamo invece favorevoli a un forte sconto
sulle tariffe postali, mentre poco senso hanno ormai altri tipi di
aiuti e di sconti tariffari a favore delle imprese editoriali. In
particolare, potrebbero essere limitati e lentamente avviati ad
estinzione i contributi per la carta erogati con un meccanismo che
ha permesso lucrosi accordi tra editori e stampatori ai danni delle
finanze pubbliche. I risparmi ottenuti con questi tagli potrebbero
essere invece investiti nel finanziamento di nuove imprese
editoriali elettroniche, soprattutto se avviate da cooperative.
L’autonomia della Rai: invece che da rappresentanti dei partiti,
il consiglio, dotato di poteri autonomi, dovrebbe essere composto
da rappresentanti del consiglio degli utenti, dei giornalisti e
dipendenti Rai, di ciascuna delle autorità direttamente interessate
e da un magistrato esperto nei problemi relativi ai minori.
La regolamentazione della Consob e degli operatori
dell'informazione: il codice di autoregolamentazione dei
giornalisti per la difesa dei minori definito dalla Carta di Treviso,
deve essere allegato alla legge sulla professione dei giornalisti e la
violazione delle norme deontologiche deve trovare sanzione dura
ed immediata. Per ovviare alla lentezza del sistema giudiziario,
colpendo la diffamazione e sanzionando i danni in sede civile, si
potrebbero istituire collegi arbitrali regionali composti da
rappresentanti di tutti gli interessati, che possano decidere la
pubblicazione tempestiva di rettifiche con la stessa evidenza degli
articoli contestati e che possano ridurre le azioni giudiziarie.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.6
SALUTE, Sanità e Previdenza
2.6.1
Salute e Sanità
Sono quanto mai necessarie politiche del lavoro più flessibili e nuovi
modelli di servizi assistenziali che non rincorrano risposte ad ogni
bisogno emergente, bensì adattabili alle esigenze di ognuno in un
sistema non chiuso al dialogo con le altre risorse disponibili pubbliche
e private, profit e no profit.
2.6.1.1
6
Prevenzione
E’ necessario promuovere la prevenzione primaria e secondaria
aumentando il controllo per la riduzione della esposizione a fattori di
rischio da parte del Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) a cui
compete un forte ruolo di individuazione valutazione dei fattori di
rischio e di valutazione dell’effetto dei programmi di prevenzione. È
necessario che il S.S.N. possa operare in piena indipendenza dalle
amministrazioni pubbliche locali sia nel campo del lavoro sia in quello
ambientale. E’ necessario che le risorse economiche destinate alla
prevenzione siano realmente utilizzate nel settore e non stornate in
altri.
Per promuovere e consolidare migliori stili di vita nella popolazione da
un alto proponiamo l’Igiene e l’educazione sanitaria come materie di
insegnamento nelle scuole, affidando la docenza ai medici, e dall’altro
il coinvolgimento delle Facoltà Mediche per valorizzare nel piano di
studi universitario i temi della Medicina e dell’Igiene Sociale. Italia
dei Valori propone di:
promuovere più campagne informative su corretti stili di vita;
promuovere la conoscenza dell’importanza della prevenzione;
potenziare le visite e i controlli medici itineranti nel territorio
regionale.
2.6.1.2
Diritto alla salute
Italia dei Valori promuove e sostiene un S.S.N. a carattere
pubblico, aperto all’integrazione con il privato, e ritiene che un S.S.N.
solidale, efficiente, equo ed uniforme nelle prestazioni sia il sistema
più idoneo per la promozione e la tutela della salute dei cittadini, teso
alla valorizzazione del circuito virtuoso della prevenzione, della cura e
della riabilitazione. Anche in una realtà federale, il S.S.N. deve
garantire su tutto il territorio italiano livelli essenziali e uniformi di
assistenza di provata efficacia, senza alcuna differenziazione
regionale, evitando disparità e confusione legislativa e assistenziale.
Se il diritto alla salute non è un bene che si compra e si vende e se la
sanità non è un prodotto commerciale su cui potere speculare, se la
salute è un diritto fondamentale della persona, l’IDV ritiene che lo
Stato debba incaricarsi della sua tutela in maniera prevalente,
modulando e regolando l’integrazione e l’intervento del privato.
35
Insegnare
l’igiene ed
educazione
sanitaria
nelle scuole
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
6
Italia dei Valori è favorevole al fatto che anche nei servizi sanitari si
sviluppi una sana concorrenza tra strutture sanitarie, pubbliche e
private che siano. Per entrambe tuttavia devono valere le medesime
regole del gioco: in termini di standard di prestazioni, in termini di
rapporto pazienti/paramedici/medici, in termini di insieme di servizi
offerti. Tale sistema di servizi deve comportare, sia per il pubblico che
per il privato, una serie di prestazioni a diversi margini di
contribuzione. La sua mancata accettazione è motivo di esclusione da
ogni convenzione. Non è semplice l’obiettivo da raggiungere:
occorrerà certamente evitare sprechi e consumismo sanitario,
rafforzare i processi di ricerca di qualità del sistema, correggerne le
distorsioni e le inefficienze, tenendo sempre presente che l’utilizzo
improprio di risorse, utilizzate per chi non ne ha realmente bisogno,
le sottrae a chi invece ha necessità urgente di risposta sanitaria.
Per rispettare il dettato costituzionale e migliorare il sistema, si
avanzano le seguenti proposte utili alla programmazione e alla
definizione delle priorità degli interventi:
1.
Verifica e controllo come strumenti ordinari di gestione –
ruolo del privato: è necessario affrancare la dirigenza tecnicoprofessionale dalla dipendenza politica promuovendo il principio
della responsabilità oggettiva; bilanciare il potere dei direttori
generali attribuendo un livello di controllo esterno a soggetti
giuridici terzi, individuati e delineati come organi di garanzia con
precise autorità e responsabilità, organizzati in strutture
opportunamente definite e responsabilizzate; razionalizzare e
ottimizzare l’uso delle risorse attraverso linee-guida diagnosticoterapeutiche, l’appropriatezza delle prestazioni, la verifica e il
controllo come strumenti ordinari di gestione, la revisione del
sistema dei DRG, la
promozione dei livelli essenziali di
assistenza, una adeguata politica del farmaco, l’adozione nel
territorio di nuovi modelli assistenziali, una efficiente
informatizzazione del sistema. Proponiamo inoltre che tutte le
strutture sanitarie siano obbligate ad istituire un sistema di
contabilità activty based. Poiché la spesa regionale continua a
superare preventivi e fondi erogati, confermiamo la totale
assunzione di responsabilità delle Regioni relativamente alla
spesa sanitaria. Tutti i soggetti, non importa se pubblici o
privati, devono concorrere a una finalità comunque pubblica,
quella di tutelare un bene inalienabile quale la salute. Siamo
quindi favorevoli al fatto che, attraverso una sana
collaborazione-integrazione-concorrenza, le strutture pubbliche
e private siano messe sullo stesso piano e competano tra loro
non per produrre più prestazioni, spesso anche inutili, ma più
qualità, evitando che il privato eroghi solo prestazioni ad alto
valore aggiunto, lasciando al pubblico quelle più complesse,
costose e con minore profitto.
2.
L’assistenza agli anziani non autosufficienti: se da un lato
l’allungamento della vita media è indice di buon funzionamento
della sanità, dall’altro determina un significativo aumento della
spesa per far fronte alle necessità di assistenza degli anziani non
autosufficienti. L’assistenza attualmente è soprattutto a carico
Garantire il
diritto alla
salute ed
integrare il
pubblico al
privato
36
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
delle famiglie, che suppliscono in parte all’inefficienza del
servizio pubblico. Dato che in prospettiva con le risorse già oggi
inadeguate sarà impossibile rispondere a questa enorme
domanda di assistenza, appare necessario istituire un fondo per
la non autosufficienza completamente autonomo, finanziato
dalla fiscalità generale, da affiancare a quello sanitario. Sarà
pertanto possibile, scorporando la non autosufficienza dalla
medicina per acuti in modo da utilizzare al meglio le strutture ad
alta specializzazione, fornire un sostegno economico alle
famiglie che assistono questi anziani nel loro contesto, garantire
continuità all'intervento, individuare i livelli essenziali di
assistenza sociale (LEAS) per la non autosufficienza per
programmare una assistenza uniforme su tutto il territorio
nazionale.
3.
I servizi sanitari territoriali e la medicina di base: bisogna
rilevare adeguatamente i bisogni socio–sanitari della collettività
sul territorio e realizzare i distretti integrandoli con la realtà
ospedaliera e facilitare l'accesso della popolazione ai servizi.
L’ospedale moderno deve diventare un luogo di cura altamente
specialistico, a tal fine bisogna predisporre forme alternative
all’ospedalizzazione tradizionale e demandare i trattamenti a
bassa intensità sanitaria alle strutture territoriali, dove, per
evitare i ricoveri ospedalieri impropri, bisogna potenziare
l’assistenza domiciliare, istituire nuovi presidi polifunzionali
specialistici e di primo soccorso, promuovere nuovi modelli
assistenziali, come ospedali di comunità o di distretto e case
famiglia, incentivare lo sviluppo di strutture realmente
qualificate di lungo degenza e riabilitazione, una rete di servizi
differenziati per la salute degli anziani, assicurando l’organica
collocazione dei pazienti nel circuito “prevenzione-diagnosi-curariabilitazione”. Utilizzando l’enorme bagaglio di dati informativi
disponibili sugli assistiti, i medici di famiglia potranno svolgere
un ruolo fondamentale nell’epidemiologia, nell'educazione alla
salute, nella prevenzione, nella diagnosi precoce delle malattie,
nel monitoraggio delle patologie croniche. Bisogna promuoverne
il ruolo, responsabilizzarli e coinvolgerli realmente nella gestione
distrettuale e aziendale e nella elaborazione di linee guida
condivise, raccordarli con gli specialisti tramite una rete
informatica che ne agevoli la comunicazione: il percorso
diagnostico e terapeutico del malato risulterà più lineare e si
eviteranno inutili attese e ripetizioni di prestazioni diagnostiche,
anche ad alto costo. Sarebbe utile, inoltre, legare parte dei
crediti formativi dei medici di famiglia anche a degli stages di
aggiornamento e di pratica in ospedale promuovendo così
attraverso la formazione l’integrazione e il dialogo tra la realtà
territoriale e ospedaliera. Un rilancio vero della medicina del
territorio non può prescindere dal recupero e dalla
valorizzazione delle professionalità dei medici di continuità
assistenziale (ex guardia medica): questi medici devono essere
messi in grado di offrire prestazioni di qualità più elevata
attraverso una maggiore integrazione con i servizi distrettuali e,
ove necessario, attraverso la realizzazione dei presidi di primo
soccorso, in modo da poter ridurre adeguatamente i ricoveri
37
6
Rilevare i
bisogni
sociosanitari sul
territorio e
facilitare
l’accesso del
cittadino ai
servizi
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
ospedalieri impropri e alleggerire l’impegno dei pronto soccorso
ospedalieri. A tale scopo insieme alla necessaria strumentazione
e una opportuna incentivazione economica, sarà necessario
assicurare una formazione qualitativamente adeguata.
6
Superare i
territorialismi
sanitari ed
informatizzare il sistema
4.
I servizi sanitari ospedalieri: per ottenere una più diffusa
deospedalizzazione bisogna potenziare le finalità proprie degli
ospedali come luogo di cura altamente specialistica per
trattamenti non eseguibili nei presidi sanitari territoriali;
realizzare in ogni regione specifiche strutture ad elevata
specialità e tecnologia (per es. 1 unità spinale); migliorare i
servizi ambulatoriali
ospedalieri utilizzando al massimo la
tecnologia disponibile e coordinando day hospital trasversali alle
varie branche specialistiche (day hospital medico-chirurgici);
programmare la giusta distribuzione territoriale degli ospedali
per acuti e i centri di riferimento per specifiche patologie ad alta
frequenza regionale, ma nel contempo assicurare una rete
territoriale di presidi di primo soccorso, di prestazioni non
intensive e di lungo degenza; riconvertire gli ospedali con meno
di 120 posti letto in strutture polifunzionali specialistiche
territoriali e in ospedali di distretto o di comunità, affidandone la
gestione anche ai medici di famiglia. Negli ospedali, pur con
elementi di flessibilità e reversibilità, bisogna favorire il rapporto
esclusivo di dipendenza dei medici a tempo pieno,
incentivandone la carriera interna e promuovendone la
partecipazione al governo clinico dell’azienda. È altresì
indispensabile sottrarre la carriera del medico alla politica,
premiandone il merito e la professionalità e reintroducendo
l'idoneità nazionale e la figura primariale.
5.
Il superamento dei territorialismi e degli ambiti, qualora
ve ne fosse l’esigenza (per esempio, coloro che cambiano
domicilio sanitario non possono usufruire di tutti quei servizi che
rimangono legati alla provincia di residenza, come per esempio i
dispositivi protesici della carrozzina, del girello, del trepiedi).
6.
L’informatizzazione del sistema e miglioramento dei
servizi forniti dai centri unici di prenotazione (CUP):
appare una prassi da incrementare perché si è dimostrata lo
strumento
più idoneo per integrare al meglio le
telecomunicazioni, l’informatica e le tecnologie biomediche e
diagnostiche; il teleconsulto facilita l’interazione fra paziente,
medico di famiglia e specialista, consente risparmi, eliminando
duplicazioni e test inutili. Ciononostante, bisogna prevedere
nuove assunzioni al fine di evitare il sovraffollamento di pazienti
nella stessa giornata, cioè un carico di lavoro troppo oneroso per
i medici.
7.
La partecipazione alla spesa sanitaria (ticket): i ticket
vanno aboliti: si dovrebbe poter accedere alle prestazioni del
servizio sanitario senza condizionamenti economici. Bisogna
operare affinché si prescriva la cura per reale bisogno e con
appropriatezza, attivando verifiche e controlli, la cui mancanza
nelle ASS e nelle Regioni ha spesso determinato lo sperpero di
38
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
denaro pubblico che poi si vorrebbe fare pagare al cittadino
sotto forma di ticket. Bisogna, inoltre, puntare su un
aggiornamento dei medici veramente indipendente e non
condizionato dalle industrie biomediche e farmaceutiche e sul
coinvolgimento delle associazioni dei cittadini e dei consumatori
a dover far parte, insieme ad altri soggetti, delle strutture di
verifica della qualità dell’assistenza.
8.
9.
La politica del farmaco, l’informazione scientifica e i
farmaci orfani: il prontuario dovrebbe contenere solo i farmaci
riconosciuti realmente efficaci e venduti a un prezzo che
rimuneri la ricerca e non il comparaggio o le clientele. Bisogna
abbreviare i tempi per l’autorizzazione alla commercializzazione
dei generici (i farmaci denominati secondo il principio attivo che
contengono e sul quale è scaduta la tutela brevettuale)
rivedendo il compenso percentuale del prezzo di vendita per
distributori e farmacisti. Si propone, inoltre, la parziale
liberalizzazione dell’esercizio di conduzione delle farmacie,
garantendo la copertura delle zone disagiate. A parità di farmaci
uguali per composizione, occorre rendere prescrivibile, quindi a
totale carico dello Stato, solo il farmaco meno costoso o, in
alternativa, autorizzare la sostituibilità in farmacia di ogni
prodotto, compreso il generico, con prodotto equivalente, ma
meno costoso. E’ necessario promuovere la completa abolizione
del certificato di protezione complementare (CPC) la cui
concessione ha assicurato un elevato prolungamento del periodo
di tutela brevettuale di molti farmaci e nel contempo ha
penalizzato lo sviluppo del mercato dei generici e dell’industria
chimica farmaceutica italiana. Non dovrebbe essere consentito il
co-marketing: la produzione di medicinali identici con gli stessi
principi attivi, ma con nomi diversi e prezzi diversi da parte della
stessa azienda, che li cede a società in qualche modo
controllate, allo scopo di creare una falsa concorrenza e
penetrare il mercato con i prodotti a prezzo inferiore. Deve
essere
favorito l’uso dei galenici e il confezionamento dei
farmaci adeguato ai cicli di malattia con la riduzione del numero
delle compresse nelle confezioni per le patologie acute e
l’aumento nelle confezioni per quelle croniche. Bisogna
introdurre l’uso della ricetta elettronica e di una card con
microchip in sostituzione della tessera ASS. I farmaci orfani
sono quei prodotti potenzialmente utili per trattare una malattia
rara la cui commercializzazione, in mancanza di incentivi, non è
sufficientemente
remunerativa
e
tale
da
giustificare
l’investimento nella ricerca scientifica da parte delle aziende
farmaceutiche: E’ necessario promuovere la ricerca, lo sviluppo
e l’immissione in commercio di questi farmaci mediante misure
di sostegno a favore delle piccole e medie imprese
farmaceutiche che investono in questa ricerca e si propone
l’utilizzo dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze per
produrre, ove possibile, i farmaci ancora efficaci, ma ritirati dal
commercio perché non remunerativi per l’industria farmaceutica.
Le malattie degenerative: vanno allocate maggiori risorse
finanziarie al proposito. E’ opportuno estendere a tutte le regioni
39
6
Inserire nel
prontuario
solo i farmaci
efficaci e ad
un prezzo
accessibile
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
italiane i progetti pilota avviati in alcune zone del nostro paese
non servite bene da mezzi di trasporto pubblici, per fornire in
modo specifico la possibilità di spostamenti per disabili e
persone anziane nelle condizioni di richiedere tali servizi.
6
Garantire
qualità nelle
prestazioni
infermieristiche
10.
Le cure cosiddette alternative: potranno essere introdotte
cure attualmente non erogate dal S.S.N., sempre nel rispetto
delle procedure definite dalla normativa nazionale.
11.
I fondi e le mutue sanitarie integrative e l'assistenza
odontoiatrica: bisognerebbe incentivare i fondi integrativi con
una intensa politica di promozione e di sensibilizzazione dei
cittadini, che potrebbe favorire sgravi fiscali e promuovere tutte
le iniziative per la loro istituzione nell’ambito dei contratti
collettivi nazionali e locali di lavoro. I fondi integrativi
dovrebbero essere allargati ad una maggiore quantità di
prestazioni fiscalmente agevolate, fra le quali potrebbe rientrare
l’odontoiatria. All’interno di detti fondi le prestazioni
odontoiatriche dovrebbero avere una deducibilità aumentata
sino a un livello collocabile tra il 60 e l’80%. In parallelo, per le
prestazioni odontoiatriche potrebbero essere promosse le Mutue
Sanitarie Integrative con vocazione solidaristica in campo
sanitario e volte ad attuare il principio della porta aperta,
assistendo i soci per tutta la vita con adesione volontaria e
indipendente dalla condizione lavorativa.
12.
Il servizio infermieristico e i tecnici sanitari: per
razionalizzare la spesa infermieristica mantenendo costante la
qualità delle prestazioni, il taglio dei bilanci e la riduzione del
personale si rivelano controproducenti. Si devono invece
considerare due livelli di formazione, uno ad elevata
qualificazione per le funzioni direttive e per talune
specializzazioni, ed uno intermedio per le prestazioni
assistenziali generali. È importante anche la corretta
determinazione del rapporto fra numero dei pazienti e numero
di infermieri per dare un giusto carico di lavoro senza
determinare logoramento psicofisico e stress. Con finalità
analoghe non bisogna poi lasciare infermieri e tecnici sanitari
ingabbiati in un ruolo del tutto subalterno senza prospettive di
adeguata crescita di carriera, professionale ed economica.
13.
La salute, i problemi ambientali e l’inquinamento: è
importante sottolineare l’assoluta necessità di un chiaro
impegno a carattere multidisciplinare per una efficace lotta
all'inquinamento delle risorse idriche e dell'aria, all'inquinamento
acustico ed elettromagnetico, alla sofisticazione e alla
manipolazione delle sostanze alimentari, dati gli effetti negativi
per la salute e per la qualità della vita che una politica di
sfruttamento dissennato è in grado di produrre.
14.
Il servizio veterinario e la sicurezza alimentare: per i suoi
evidenti riflessi sulla salute pubblica bisogna mantenere il
servizio nell'ambito del S.S.N., ovviare alla frammentazione
delle regole e delle procedure mediante l'applicazione di norme
40
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
valide sul piano nazionale e comunitario, lasciando alle Regioni il
decentramento gestionale; alle Regioni dovrebbe essere affidato
anche il compito di omogeneizzare programmazione e verifica
delle attività, organizzazione degli uffici locali, erogazione delle
prestazioni. Si propone:
un ufficio stampa territoriale locale, regionale e nazionale
per informare in maniera corretta e competente i
consumatori su eventuali fenomeni che possono creare
allarme nell’opinione pubblica, far decrescere il consumo
delle derrate coinvolte, far diminuire la fiducia nelle
istituzioni preposte a garantire la sicurezza alimentare;
di attivare il dialogo istituzionale con le associazioni di
consumatori che spesso fanno da cassa di risonanza ad
allarmi non sempre giustificati;
di istituire una rete di epidemiosorveglianza delle malattie
infettive del bestiame che prevede il veterinario d’azienda
alla stregua del medico di famiglia;
di introdurre un sistema certo di identificazione del bestiame
da reddito attraverso microchip o tatuaggio;
di prevedere la figura professionale del veterinario di base
con prestazioni gratuite per i piccoli animali da compagnia
(cani e gatti) che vivono con persone indigenti o pensionati
a basso reddito.
15.
Umanizzare il rapporto medico-paziente – imparare
dall’errore: la medicina è una scienza probabilistica ed
enormemente
soggetta
alla
possibilità
di
errore,
conseguentemente il medico deve abbandonare l’abito mentale
della certezza assoluta, dell’insindacabilità di fronte al malato,
dell’insofferenza, se non addirittura dell’intolleranza, nei
confronti della richiesta di chiarimenti ed anche di osservazioni
critiche, accettando con umiltà e pazienza di adattarsi al
colloquio con chi soffre oltre che del suo malessere, anche della
sua inferiorità di conoscenze. Nel caso malaugurato che il suo
intervento sia stato imperfetto, inadeguato o del tutto erroneo,
ha il dovere morale di ammetterlo senza ricorrere a
stratagemmi, o addirittura a falsificazioni, per evitare assunzioni
di responsabilità penali e civili, nei confronti delle quali ha solo il
dovere di essere assicurato per usufruire della stessa quasi
immunità di cui godono i responsabili colposi di incidenti stradali
anche mortali e consentire al danneggiato o ai danneggiati di
essere quanto meno economicamente risarciti dei danni che
sono loro derivati. Ciò, fra l’altro, deve servire per catalogare
l’errore al fine di studiarne le cause e tentare di far sì che non si
ripeta, creando a livello periferico organismi bilaterali di
confronto con la presenza di un terzo arbitro super partes, che
obbligatoriamente siano investiti di un parere, anche se non
vincolante, che tenda ad evitare il ricorso giudiziario con le ben
note conseguenze scandalistiche, spesso fuori luogo, che
danneggiano entrambe le parti in causa.
41
6
Medico
umanamente
più vicino al
paziente
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.6.2
6
Si pone il problema di raffreddare la curva della futura spesa
previdenziale: è un obiettivo che si può raggiungere con diverse
strategie, a breve o a lungo termine. Appaiono attualmente ipotesi
praticabili il rallentamento dell’età pensionabile e i finanziamenti a
forme di previdenza complementari, poiché siamo convinti che i
lavoratori siano disponibili a versare una quota del loro salario se
toccano con mano che la previdenza integrativa ci sarà e sarà
consistente. Italia dei Valori fa le seguenti proposte:
Eliminazione
dei privilegi
delle pensioni
d’oro
Previdenza
42
liberalizzazione dell'età pensionabile, non obbligatoria per il
lavoratore, con il mantenimento della sua scelta di esigere il TFR
(liquidazione), in quanto suo di diritto o di destinarlo a un fondo
complementare, il tutto, senza aspettare il consenso dell’azienda;
esenzione dalle imposte di tutto il rendimento annuo dei
fondi pensione, a condizione che il lavoratore decida di
convertire in rendita vitalizia tutto il capitale maturato nel fondo
pensione. La detassazione completa delle due voci avvantaggia
sicuramente il lavoratore, garantendogli una pensione integrativa
equivalente a quella pubblica, e la perdita di gettito fiscale è
recuperabile con una politica rigorosa di controllo dell’evasione e
sviluppo dell’economia;
eliminazione delle pensioni d’oro, che costituiscono un
privilegio inaccettabile da eliminare più per ragioni etiche e di
equità che per ragioni economiche. Sono infatti percepite da alti
burocrati, da politici, da manager pubblici, cioè da persone che
avevano il potere di deciderle direttamente o di influenzare le
scelte di coloro che le decidevano;
aumento delle pensioni più basse, da portare ad un minimo di
520 euro mensili nella prossima legislatura;
uniformazione del regime dei contributi minimi necessari
delineati dalla Legge 153/69, in modo che la stessa anzianità
contributiva sia richiesta a tutti i cittadini, indipendentemente
dalla loro residenza. Rigettiamo la soluzione ponderata
contenuta nella finanziaria del 2003, in base alla quale il minimo
pensionistico subisce un aggiustamento in base al paese di
residenza degli aventi diritto;
in ambito EU, avvio dei negoziati bilaterali e ricerca delle soluzioni
per i problemi relativi al recupero dei contributi previdenziali
versati dai nostri connazionali al rientro in Italia (il cosiddetto
libero passaggio);
I nostri connazionali residenti nel Terzo Mondo lamentano in
particolare la mancanza di assistenza sanitaria pubblica e
gratuita, sia ovviamente nel paese di residenza sia in Italia dove,
attualmente, hanno diritto solo agli interventi di primo soccorso.
Italia dei Valori si impegna a predisporre una forma di
assicurazione che, dietro pagamento di un’adeguata quota
annuale, garantisse agli italiani residenti all’estero di ricevere sul
territorio nazionale un’assistenza sanitaria alla stesse condizioni
dei concittadini residenti in Italia. Ciò è particolarmente richiesto
da connazionali che si trovano in paesi dove la sanità pubblica si
trovi in situazioni particolarmente precarie.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7
POLITICA, Amministrazione Pubblica,
Politica Estera, Politica Comunitaria
2.7.1
Politica, Istituzioni e Riforme Istituzionali
2.7.1.1
Assemblea Costituente
Gli ultimi disomogenei progetti di modifica della Costituzione
impongono un intervento organico di riforma, che può essere attuato
solo da un’assemblea costituente, composta da parlamentari dei quali
devono essere definiti i requisiti, affiancata da una commissione
consultiva di insigni giuristi di diritto costituzionale e amministrativo.
2.7.1.2
7
Specificità delle Camere
L’attuale bicameralismo quasi perfetto deve essere superato
prevedendo attribuzioni specifiche per ciascuna delle due Camere,
affidando a una la funzione legislativa e all’altra quella di controllo
sull’attività del governo. In alternativa, si potranno conferire alla
Camera competenze di supporto alle strutture centrali e al Senato
competenze di supporto alle strutture periferiche dello Stato. Il
Senato diventerebbe così una Camere Federale e delle Garanzie,
composta anche da eletti e rappresentanti di comuni, province e
regioni, con funzioni legislative in materia di decentramento, di
giurisdizione e di controllo sull’attività delle Authorities.
2.7.1.3
Funzionalità del Parlamento
È necessario operare immediatamente una drastica riduzione delle
leggi per semplificare la vita dei cittadini. È necessario raggruppare la
normativa attuale in Testi Unici che disciplinino le varie materie.
Fondamentale sarà anche la funzione di controllo dei
parlamentari sugli atti del governo e degli enti collegati, sulle
modalità di attuazione delle leggi e sui risultati conseguiti. Tale
funzione è importante quanto quella legislativa. Di notevole interesse
potrebbe rivelarsi il monitoraggio, da parte dell’opposizione, sul reale
e corretto adempimento del programma elettorale della maggioranza
di governo, mettendo in correlazione il programma stesso con le leggi
di iniziativa governativa. Delegificazione di alcune materie e
previsione della riserva di regolamento sono poi necessarie per
mettere in grado il Governo di operare con rapidità e tramite
strumenti amministrativi.
2.7.1.4
Forma di Governo
La repubblica semi-presidenziale, sul modello francese con esclusione
del potere di scioglimento anticipato delle Camere, appare
attualmente la forma di governo più idonea alla realtà italiana,
soprattutto se completata dall’introduzione della sfiducia costruttiva.
Altrettanto proficua è la riforma federale dello Stato basata sul
principio di sussidiarietà istituzionale, associativa e personale.
Riteniamo possibile la riduzione a duecento del numero dei deputati e
a cento quello dei senatori
43
Semplificare
le leggi con
redazione di
Testi Unici
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7.1.5
7
Legge Elettorale
La forma di governo semi-presidenziale induce a prevedere una legge
elettorale con sistema maggioritario a doppio turno di collegio con
primarie. In alternativa, una legge con formula proporzionale sul
modello tedesco, con sbarramento al 5% per ciascun partito e
sfiducia costruttiva. Si dovrà disegnare poi uno strumento specifico
che impedisca la formazione di coalizioni elettorali create ad hoc per
superare questo sbarramento, che si disgregano in più partiti subito
dopo le consultazioni elettorali.
2.7.1.6
Riduzione dei costi della politica
Italia dei Valori ritiene necessario:
Ridurre i
costi della
politica
l’estensione delle cause di ineleggibilità e di incompatibilità, con
decadenza automatica dalla carica;
una migliore definizione della distinzione fra immunità e
insindacabilità, che è garanzia connessa al mandato politico, e
l’esclusione assoluta del privilegio di giurisdizione speciale;
la eliminazione dell’istituto dell’autorizzazione a procedere che
rallenta o impedisce le indagini.
I costi della politica sono oggi diventati insostenibili. L’ultima Legge
Finanziaria del 2007, grazie agli emendamenti proposti dall’Italia dei
Valori ha previsto importanti interventi per la riduzione dei costi della
politica e dell’amministrazione pubblica. Fra gli altri quelli che
riguardano le Comunità Montane, le Circoscrizioni nelle città e gli
amministratori
locali.
Complessivamente
queste
misure
porteranno ad un risparmio annuo previsto di circa 435 milioni
di Euro all'anno. Le Regioni dovranno entro sei mesi procedere al
riordino delle Comunità Montane riducendone il loro numero, quello
dei loro amministratori e delle loro indennità. Se le Regioni non vi
provvedono saranno soppresse per legge le Comunità che non
corrispondono a precisi criteri altimetrici (oggi ci sono Comunità
Montane i cui territori sono prevalentemente a livello del mare!). In
pratica il numero delle Comunità dovrebbe dimezzarsi. D'ora in
avanti le Circoscrizioni saranno obbligatorie solo nelle città con più
di 250.000 abitanti (13 in tutto) e facoltative in quelle tra 100.000 e
250.000 (29 in tutto), ma in questo caso ogni circoscrizione dovrà
avere almeno 30.000 abitanti (per cui vi saranno al massimo 104
circoscrizioni). Attualmente le circoscrizioni (che poteva essere
istituite anche in comuni di 30.000 abitanti!) sono circa 750: si
ridurranno a meno della metà. Per quanto riguarda gli
amministratori locali, le giunte delle città con più di 100.000 abitanti
e delle province con più di 1.4000.000 abitanti non potranno avere
più di 12 assessori: 85 comuni e 5 province dovranno per ciò ridurne
il numero. Le indennità dei Consiglieri di Comuni e Province e
delle loro forme associate (unioni di comuni, consorzi e
comunità montane) si ridurranno e non potranno superare
mensilmente un quarto dell'indennità del sindaco o Presidente di
provincia. Si ridurranno anche i loro rimborsi spese in caso di
missione. Complessivamente dunque queste misure porteranno
ad un risparmio annuo previsto di circa 435 milioni di Euro
44
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
all'anno. Tutto questo è stato possibile grazie alla
presentazione dei disegni di legge di Italia dei Valori sui costi
della politica, che si sono tradotti in conseguenti emendamenti
in sede di discussione della Legge finanziaria 2008. Italia dei
Valori si impegna ulteriormente a:
ridurre ulteriormente di almeno il 20% i bilanci per il
funzionamento delle istituzioni politiche (Parlamento, Presidenza
del Consiglio e della Repubblica, Consigli Regionali) degli stipendi
dei ministri, deputati e consiglieri regionali;
revocare i benefit e gli extra non aventi diretta e comprovata
attinenza con il ruolo e l’incarico svolto da politici, exparlamentari, amministratori e funzionari pubblici (eliminazione
delle tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria,
marittima ed aerea, nonché dei rimborsi telefonici);
ridurre del 50% il numero dei parlamentari (300 alla camera e
150 al senato) e di almeno il 15% il numero dei consiglieri
regionali in funzione del numero degli abitanti della regione;
ridurre i finanziamenti pubblici ai partiti di almeno il 50%;
ridurre al 50% le indennità di carica ed i gettoni di presenza nelle
Amministrazioni statali, regionali e territoriali, negli enti pubblici e
nelle società a prevalente capitale pubblico;
riformare le pensioni dei parlamentari da estendersi anche agli exparlamentari, aumentando gli anni di servizio elettivo per
accedere alla pensione (almeno 10 con un vitalizio pari al 25%
dello stipendio percepito) e riducendone l’importo;
Poiché il processo di riforma non dipende solo da noi ma dalla
maggioranza degli organi collegiali che devono approvare le
corrispondenti norme, Italia dei Valori intende dare l’esempio
indipendentemente dal suo ruolo nell’esecutivo o nell’opposizione,
destinando almeno il 5% dello stipendio dei propri eletti
all’aiuto delle persone e delle famiglie più bisognose.
2.7.1.7
Statuto dell’Opposizione
In una democrazia bipolare, è indispensabile che il rapporto politico
fra maggioranza e opposizione sia gestito nel rispetto di regole quali:
l’emanazione di uno statuto dell’opposizione, che preveda anche il
monitoraggio sul reale e corretto adempimento del programma
elettorale della maggioranza e sulla sua correlazione con le leggi
di iniziativa governativa;
l’attribuzione all’opposizione della presidenza di una delle due
Camere, delle commissioni di controllo e delle commissioni
parlamentari di inchiesta.
2.7.1.8
Leggi di bilancio inemendabili
La maggioranza presenta la propria finanziaria e l'opposizione, se lo
ritiene, ne presenta una alternativa. Si favoriscono in tal modo la
trasparenza delle responsabilità, la distinzione dei ruoli, la capacità di
controllo dell'opposizione sul governo, evitando degradanti baratti.
45
7
Impegno
concreto per
le famiglie
più
bisognose
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7.1.9
7
Osservatorio per l'Impatto Legislativo (OIL)
Risulta opportuno stabilire un Osservatorio per l’Impatto Legislativo
(OIL) che possa seguire il cammino di attuazione delle leggi e
verificare se una legge è efficace, quando va a regime, se produce gli
effetti desiderati, quali ne siano i costi ed i benefici. La certificabilità
da parte del Capo del Governo, del Ministro dell’Economia e del
Ministro della Funzione Pubblica, servirà ad assicurare la reale
applicabilità della legge garantendone copertura finanziaria, strumenti
applicativi, tecnologie adeguate e risorse necessarie.
2.7.1.10
Obbligo di risposta alle petizioni dei cittadini
Vogliamo che alle petizioni dei cittadini, spesso sottoscritte da
migliaia di persone e riguardanti questioni di primaria importanza,
vengano date risposte tempestive ed adeguate. Altrettanto dicasi per
le leggi di iniziativa popolare che il più delle volte non sono nemmeno
considerate dalle commissioni parlamentari competenti.
2.7.1.11
Corte Costituzionale
Tra i compiti da attribuirle rientra la giurisdizione su ineleggibilità,
incompatibilità e conflitti di interesse dei parlamentari, che oggi è
nelle mani dei parlamentari stessi. Riteniamo che debba essere
affidata a un organo indipendente come la Corte Costituzionale,
eliminando così un detestabile privilegio di giurisdizione.
Evitare le
distorsioni
nella libera
concorrenza
2.7.1.12
Autorità
Prevediamo la riforma e il conferimento di poteri reali a tutte le
Autorità, con particolare riguardo alla Consob, all'ISVAP e
all'Antitrust, per evitare distorsioni alla libera concorrenza nel
mercato. Esse dovranno essere ridotte in numero ed accorpate, ma
avere raggi d’azione più ampi, nonché essere verificate dalla Camera
Federale e delle Garanzie. Chiediamo per tutte queste strutture
di sorveglianza e di controllo:
ampliamento dei poteri ispettivi e di indagine
conferimento di poteri dispositivi e sanzionatori
conferimento di poteri di regolamentazione aventi rilevanza
esterna all’ente e di poteri decisori su controversie nei rispettivi
ambiti di competenza
conferimento non soltanto di poteri di vigilanza, ma anche di
poteri giurisdizionali, così come prevede la legislazione americana.
2.7.1.13
Referendum
Dovrà essere introdotto nella Costituzione il referendum
propositivo. Per quello abrogativo, così come per quello propositivo,
si dovrà prevedere l'esame di ammissibilità, dopo aver raggiunto le
prime 10.000 firme. Si dovrà evitare inoltre di inserire più di cinque
referendum nella stessa tornata elettorale, con previsione di due
tornate all’anno, una in primavera ed una in autunno.
46
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7.2
Pubblica Amministrazione
Italia dei Valori, aderirà e si farà promotrice a tutte quelle iniziative
tese a sviluppare una maggior diffusione della rete informatica e delle
tecnologie ad essa connesse ed a renderle fruibili le nuove tecnologie
al cittadino con sempre maggior facilità ed economicità. Lavoreremo
per l’abbattimento delle barriere imposte dal digital divide, per lo
sviluppo informatico dell’amministrazione pubblica e lo sviluppo delle
reti.
7
Occorre poi la “certezza del diritto”, quindi il divieto assoluto di
procedere a nuovi indulti, amnistie, prescrizioni, condoni di varia
natura. Chi viola la legge deve pagare. Bisogna impedire che
persone condannate in via definitiva non solo siano candidabili a
qualsiasi tipo di elezioni e possano rivestire un qualsiasi ruolo nelle
istituzioni regionali, ma che non possano più essere nominati ai
vertici od all’interno dei consigli direttivi delle società
regionali a partecipazione pubblica. Italia dei Valori propone di:
scoraggiare il ricorso da parte della Pubblica Amministrazione a
consulenze o incarichi esterni e sostenere l’efficienza e la
professionalità dei funzionari pubblici;
chiudere progressivamente le società a partecipazione pubblica
che non dimostrino l’effettiva competitività e qualità dei servizi,
fissando i tetti per gli stipendi dei rispettivi direttori e managers;
definire l’incompatibilità per i funzionari pubblici di svolgere
impegni lavorativi aggiuntivi rispetto a quelli della propria
amministrazione. Chi esercita attività esecutive (es. Giunta
Regionale) o di controllo (es. Authority) non può essere titolare di
attività finanziarie o d’impresa, né esercitare direttamente od
indirettamente atti di gestione delle stesse, pena la non
eleggibilità o la decadenza dall’incarico (per evitare ogni conflitto
d’interesse). Chi esercita attività elettive (parlamentari,
consiglieri, regionali, provinciali o comunali) non può esercitare
attività economiche o svolgere affari con gli enti presso cui
esercita il proprio mandato, né direttametne né indirettametne,
pena la decadenza dall’incarico. Gli amministratori pubblici devono
astenersi dalle loro funzioni in ogni caso in cui sono o possono
risultare in conflitto di interessi con il provvedimento da adottare,
pena la decadenza dall’incarico;
esercitare le funzioni di controllo delle istituzioni regionali e delle
società regionali a partecipazione pubblica con soggetti esterni a
tali istituzioni e non direttamente legati ad essi, possibilmente
selezionati da authority indipendenti.
La riforma federale dello Stato costituisce la colonna portante
dello Stato Arbitro e Regolatore/ Garante. Dovrà avere un
apparato snello che offra servizi rapidi ed efficienti, dei quali
verranno calcolati voce per voce i costi reali dei quali si darà
conto voce per voce, con un rendiconto annuale, in
Parlamento.
La
stessa
cosa
verrà
fatta
per
ogni
amministrazione, in modo da poterne valutare le spese e le
entrate e farvi fronte, verificando anche il livello di
interdipendenza con l’autorità centrale. Le competenze del
47
Più mercato,
meno stato,
più società
civile
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
giudice amministrativo dovrebbero gradualmente ridursi, restando
confinate alle controversie tra pubbliche amministrazioni, dato che la
sua terzietà è quantomeno limitata dal fatto che questi è
organicamente incardinato nella pubblica amministrazione stessa.
7
2.7.2.1
Italia dei Valori propone di:
Premio del
merito ed
impegno di
chi lavora
nella
pubblica
amministrazione
Pubblico Impiego
48
cambiare la cultura e la filosofia del rapporto fra le controparti
del pubblico impiego;
razionalizzare, riducendoli a quattro, i livelli professionali e
retributivi e individuare forme semplificate per il
reclutamento delle figure professionali di livello inferiore, da poter
essere gestito dalla scuola superiore pubblica amministrazione;
fermo restando il principio del reclutamento tramite concorso e
con esclusione della magistratura ordinaria e amministrativa,
affidare una preliminare funzione di screening a società
accreditate competenti di selezione del personale, con esperienza
e onorabilità; in caso di ricorsi di candidati ingiustamente esclusi,
esse dovranno rispondere dei danni causati;
prevedere lo sviluppo individuale della carriera, legato
all’aggiornamento e al riconoscimento dei meriti, nonché a criteri
predefiniti e trasparenti di promozione;
ridisegnare la disciplina dell’esercizio delle mansioni superiori,
che tenga conto delle esigenze di bilancio ma non mortifichi
capacità professionali, meriti ed impegno;
ipotizzare un sistema di retribuzione articolato in una parte
fissa (circa il 60%), e in una differenziale parte mobile collegata a
valutazioni di merito e di competenze professionali dimostrate;
introdurre il concetto di responsabilizzazione individuale e di
orientamento al risultato che premi, anche economicamente, la
qualità del lavoro prestato e che dia la possibilità di licenziare
coloro per i quali sono state accertate gravi inadempienze sul
lavoro;
potenziare la struttura della scuola superiore della pubblica
amministrazione mettendola in grado di espletare i corsi di
formazione di base (lingue straniere, strumenti informatici) con
l’impiego di personale interno ed i corsi di formazione;
incentivare realmente le forme di prestazione lavorativa
flessibile come il telelavoro, favorendole in concomitanza con
l’esercizio di diritti quali quelli previsti dalle norme a tutela dei
genitori di bambini in età minore;
sanzionare e non solo sul piano della retribuzione i
comportamenti
lesivi
degli
interessi
della
pubblica
amministrazione messi in atto da dipendenti della stessa;
visti i costi sociali degli infortuni, considerare come
investimento e non come spesa i fondi destinati
all’adeguamento delle strutture e alla sicurezza e all’igiene dei
luoghi di lavoro e delle scuole.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7.2.2
Contratti della Pubblica Amministrazione
L’adesione alle convenzioni della CONSIP, organismo creato dal
ministero dell’economia per realizzare economie di scala, deve essere
estesa a tutti i settori di contrattazione diventando obbligatoria per
tutte le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, salvo non
dimostrino un risparmio nei costi, assumendo il prezzo della
convenzione CONSIP come base d’asta al ribasso. Per ogni servizio
offerto ai cittadini deve vigere il principio della sussidiarietà e cioè
l’obbligo di affidare a terzi il servizio qualora esso possa essere
effettuato da una azienda esterna a minor costo, a parità di
rendimento. La convenienza della terziarizzazione deve essere
formalizzata attraverso documentate gare pubbliche
2.7.2.3
7
Cittadino e Pubblica Amministrazione
Italia dei Valori ritiene imprescindibili:
la piena e reale applicazione delle leggi sull’autocertificazione;
la carta dei diritti del cittadino, che costituisca il quadro di
riferimento fra diritti e doveri delle due parti in causa;
la piena attuazione della Legge sulla trasparenza, che incentivi da
una parte il ruolo attivo del cittadino e sancisca dall’altra eventuali
comportamenti scorretti o elusivi delle strutture pubbliche;
l’istituzione di call center o di numeri verdi ad accesso immediato,
di cartellini di riconoscimento per tutti gli addetti in contatto con il
pubblico, di modelli di disservizio per la denuncia di abusi;
l’effettiva responsabilizzazione dei titolari di procedimenti
amministrativi per i danni eventualmente causati all’utente;
l’effettiva e non solo nominale applicazione dello statuto del
contribuente, previsto dalla legge n.212 del 2000 e
dell’autotutela fiscale, prevista da un decreto ministeriale del
1997 e in grado di mettere il contribuente al riparo dall’impatto
negativo di possibili nuove cartelle pazze;
il ricorso effettivo al diritto di interpello fiscale, oggi attuato in
molti paesi ma applicato in Italia in a rari casi con tempi proibitivi
estensione dell’istituto del silenzio-assenso alle richieste di
provvedimenti autorizzativi avanzate dal cittadino; nel caso di
inerzia dell’amministrazione interpellata, terrà luogo al posto del
provvedimento espresso.
2.7.2.4
Scrittura e diffusione del Codice di Stile
Nei testi di legge pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale si deve rendere
obbligatoria la ripetizione delle norme con gli inserimenti e le
modifiche, evitando i richiami a norme non riportate. Le circolari
esplicative devono essere diramate contestualmente ai testi di legge.
2.7.2.5
Corte dei Conti
Oltre al controllo esercitato sulle amministrazioni statali, alla Corte
dei Conti dovrebbe essere conferito l'esercizio della funzione
disciplinare da parte delle amministrazioni pubbliche non statali, degli
enti economici e delle società a partecipazione pubblica.
49
Una amministrazione
pubblica più
efficiente e
vicina al
cittadino
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7.3
2.7.3.1
7
Politica Estera e Relazioni Internazionali
Politica estera rinnovata e pace innanzitutto
I principi della politica internazionale devono essere ridefiniti e l’Italia,
con la sua storia, antica e recente, può dare un importante contributo
in questo senso. Il ruolo dell’Italia nei rapporti internazionali non può
quindi prescindere da un approccio olistico in cui vari aspetti quali
ricerca della pace, rafforzamento e perfezionamento del modello
democratico (integrazione europea), esportazione del modello
democratico e rispetto dei diritti umani, sviluppo sostenibile,
riequilibrio dei rapporti nord-sud si integrano per dare corpo ad una
politica internazionale rinnovata che si rivolge all’intero pianeta senza
per questo scadere in forme di omologazione sociale ed ideologica,
nel pieno rispetto delle individualità culturali e storiche di ogni stato.
Il primo passo per costruire una politica internazionale rinnovata è
quello di definire i rapporti tra stati democratici e non democratici.
2.7.3.2
Rapporti tra stati e democrazia
Italia dei Valori ritiene opportuno:
Italia in
prima linea
per
esportare
pace e
democrazia
rafforzare il ruolo dell’ONU come riferimento, promotore e custode
di regole democratiche internazionali condivise da tutti (o quanti
più possibile) i paesi (non è detto, infatti, che uno stato illiberale
al suo interno non possa accettare procedure democratiche nei
rapporti internazionali);
rafforzare l’integrazione europea e la partecipazione dell’Italia alla
costruzione di un modello di società democratica che rappresenti
uno stimolo e al tempo stesso un riferimento per gi altri stati alla
realizzazione
dei
valori
democratici
di
base
quali
la
rappresentatività, la tolleranza, le pari opportunità, il rispetto dei
diritti umani, il diritto all’informazione;
implementare e, ove necessario, rinnovare, sulla base di
concezioni allargate ed avanzate, a livello nazionale italiano, di
Unione Europea e di organismi internazionali (soprattutto l’ONU)
le attività volte ad esportare i valori ed i principi della democrazia
in quei paesi dove il processo di democratizzazione e di rispetto
dei diritti umani è in fase iniziale di perfezionamento o,
addirittura, non è ancora stato avviato.
2.7.3.3
Esportazione della democrazia
L’Italia, assieme alle altre grandi democrazie dl mondo, dovrebbe
adottare delle risoluzioni ed effettuare degli interventi mirati alla
diffusione della democrazia e del rispetto dei diritti umani attraverso
aiuti economici, diretti ed indiretti, ai paesi in via di sviluppo,
condizionando l’erogazione di questi aiuti alla realizzazione di riforme
democratiche che comportino l’introduzione ed il consolidamento di
diritti civili e politici. Questo deve rappresentare l’obiettivo primario
delle politiche di cooperazione con i paesi più arretrati o comunque
non democratici, ritenendo il loro avvio alla democrazia come la
ricaduta politica principale e alla lunga più importante per lo sviluppo
50
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
sociale del pianeta intero, e quindi anche del nostro paese, rispetto al
subordinare gli aiuti all’interesse nazionale di un immediato, ma
anche effimero, beneficio economico. In altre parole bisogna allargare
(ed elevare) il concetto di cooperazione condizionando la concessione
di aiuti all’impegno, da parte dei paesi riceventi, di avviarsi sulla
strada democratica, senza chiedere in cambio nient’altro.
Al
proposito,
Italia
dei
Valori
propone
la
revisione
dell’organizzazione del Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo
del MAE per migliorarne sia l’efficienza interna che l’operatività
esterna e prevedere un sistema di controllo dei risultati conseguiti,
oltre a rafforzare, attraverso il decentramento, le capacità
d’intervento a livello regionale per la realizzazione di progetti mirati
che traggano spunto e vantaggio dalle peculiarità ed affinità del
tessuto sociale e produttivo delle realtà locali. Maggiore risalto dovrà,
infine, essere dato alle attività degli Istituti Italiani di Cultura
all’estero, potenziando le loro strutture e dotandoli di congrui
finanziamenti che consentano loro di svolgere adeguatamente il loro
ruolo di ambasciatori della realtà culturale italiana passata e
presente.
2.7.3.4
7
Lotta alle diseguaglianze nel mondo
Le differenze tra paesi ricchi e paesi poveri si sono andate sempre più
accrescendo negli ultimi decenni e, assieme ad altri importanti fattori
quali la globalizzazione del mercato del lavoro, limiti politici strutturali
intrinseci ai paesi in via di sviluppo e la diffusione dell’informazione,
ha prodotto una forte accelerazione del fenomeno dell’immigrazione
in massa verso i paesi occidentali.
L’Italia si è trovata impreparata a questo fenomeno e, per i numeri in
gioco, ai risvolti di illegalità ad esso talora connessi. I governi che
negli anni passati si sono trovati ad affrontare questo problema lo
hanno fatto adottando soluzioni posticce senza una visione globale
del problema.
Molti degli stati più poveri del mondo sono usciti dallo stadio coloniale
senza riuscire ad intraprendere una propria via allo sviluppo. Ciò è
dipeso, oltre che da limiti contingenti interni, anche da una pesante
eredità di sfruttamento da parte degli stati coloniali. In ragione di ciò,
questi stati (e tra essi anche l’Italia) dovrebbero, in accordo con la
comunità internazionale, provvedere ad avviare un’opera di
riabilitazione e di supporto dell’economia per quei paesi che,
evidentemente, non sono in grado di farlo autonomamente.
L’Italia ha un passato coloniale modesto rispetto ad altri paesi
europei, ma l’impegno di cooperazione economica sia con le ex
colonie (soprattutto il Corno d’Africa) che con gli altri paesi con
difficoltà economiche in cui vi è una forte presenza italiana (per
esempio l’Argentina) o per vicinanza geografica (Balcani) deve essere
incrementato attraverso specifiche politiche di supporto agli
investimenti privati e di incentivazione alle relazioni con le istituzioni
pubbliche connesse con il mondo del lavoro e le attività produttive.
51
Maggiore
sostegno alla
cooperazione
allo sviluppo
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7.4
2.7.4.1
7
Una nuova
Europa con
meno
burocrazia e
capace di
decidere
Politiche Comunitarie
Riforme
Italia dei Valori auspica Istituzioni trasparenti ed efficienti. Moralità
e Sviluppo sono il legame indissolubile per far crescere l'Europa e
crescere in Europa. Italia dei Valori propone pertanto:
1. Forte potenziamento del ruolo e competenze, attualmente
insignificanti, dell'Ombudsman Europeo come autentico Alto
Rappresentante istituzionale dei cittadini per restituire al cittadino
un accesso semplificato al diritto di tutela contro gli abusi, la
corruzione e le inefficienze amministrative e per avere in Europa
istituzioni migliori e cittadini migliori.
2. Europeizzazione di tutte le Autorità garanti operanti a livello
nazionale per l’uguaglianza di trattamento di chi opera sul Mercato
Unico e una certezza europea delle regole.
3. Rafforzamento della politica di giustizia comune, attraverso il
coordinamento comunitario ed il rafforzamento della cooperazione
transnazionale della magistratura, per creare la "libera
circolazione della legalità".
4. Introduzione
dell’elezione
diretta
del
Presidente
della
Commissione Europea o di un Presidente dell’Unione Europea con
il rafforzamento delle sue prerogative di governo in modo da dare
un volto credibile ed una legittimazione alla rappresentanza
dell’Unione.
5. Separazione e distinzione del potere esecutivo e legislativo
dell’Unione
per
garantire
chiarezza
di
funzionamento,
semplificazione dei ruoli e assunzione delle responsabilità.
6. Nomina dell’Esecutivo (Commissione Europea) da parte del
Parlamento Europeo con mandato vincolato alla fiducia
parlamentare al fine di introdurre la legittimazione democratica
dei decisori e spezzare il consociativismo di un Parlamento senza
poteri.
7. Coordinamento comunitario delle politiche economiche e fiscali
dell’area dell’Euro affidato alla Commissione Europea per
rafforzare la moneta unica e il coordinamento delle economie dei
Paesi che la hanno adottata.
8. Abolizione del requisito dell’unanimità per le riforme istituzionali
per uscire dalla paralisi dei veti incrociati e dei ricatti delle
minoranze che non fanno avanzare l’integrazione comunitaria.
9. Abolizione delle clausole di 'opting out' e rifiuto dell’Europa a più
velocità per un'Unione Europea forte, coesa, con Stati Membri e
cittadini impegnati nell’opera di integrazione comunitaria.
10. Fine dei privilegi dei Paradisi fiscali e bancari europei fino a
giungere o alla loro inclusione a pieno titolo nell’Unione Europea
oppure alla loro esclusione dall’Unione Doganale. Non riteniamo
possibile che vi siano Paesi che fruiscano dei vantaggi dell’Unione
Europea senza osservarne i vincoli.
Il completamento dell’allargamento dell’Unione dei paesi dell’area
balcanica è sicuramente auspicabile, purché nei termini di cui sopra.
L’Italia deve quindi essere favorevole all’ingresso in Europa di quei
paesi che dimostrano di averne pieno titolo, non tanto in relazione ai
52
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
vincoli economici, ma, soprattutto, per la condivisione di quegli alti
principi di democrazia e di rispetto della dignità umana che hanno
reso possibile la realizzazione dell’Unione e la pacifica convivenza
degli stati membri. L’UE deve porsi come obiettivi prioritari:
Contribuire ad una risoluzione pacifica della questione IsraelePalestina, adoperandosi per favorire il ritiro delle truppe Israeliane
dai territori occupati e creando le condizioni per la costituzione di
uno stato palestinese indipendente, favorendo così la riduzione del
terrorismo internazionale. A tale scopo l’UE dovrebbe proporre
l’attivazione di un canale preferenziale di collaborazione politica ed
economica ed incrementare il flusso degli scambi culturali con
questi due paesi attraverso condizioni privilegiate di inserimento
nei programmi scientifici europei e l’assegnazione di borse di
studio a studenti universitari, dottorandi e giovani ricercatori per
periodi di perfezionamento e di collaborazione scientifica nelle
università dei paesi membri.
Dare attuazione nei tempi più brevi possibili agli accordi di Kyoto,
fungendo in questo da traino per gli altri paesi sviluppati che, per
ragioni diverse, non li hanno sottoscritti oppure, pur avendoli
accettati, non li stanno mettendo in pratica.
2.7.4.2
7
Mediterraneo
Si aprono ora nuove prospettive per rivitalizzare le relazioni con i
paesi
mediterranei,
sia
per
affrontare
congiuntamente
e
concretamente il problema dell’immigrazione clandestina, sia per
riaffermare il ruolo di mediazione politica, culturale e commerciale
che l’Italia può svolgere tra oriente ed occidente.
2.7.4.3
Cooperazione Transfrontaliera-Transnazionale
Dovrà essere promossa la creazione di soggetti unici a cui affidare la
gestione dei fondi comunitari per la cooperazione transfrontaliera e
transnazionale, possibilmente scelti fra quei soggetti a partecipazione
multilaterale già esistenti, evitando di creare nuove strutture. Infatti,
la gestione affidata a soggetti nazionali ha determinato negli anni
passati complicanze burocratiche che oltre a disperdere notevoli fondi
per sostenere strutture “inutili”, hanno favorito politiche clientelari e
coloro che avevano in mano “i meccanismi” anziché chi aveva “le
idee”.
Deve essere maggiormente garantita la trasparenza degli affidamenti,
evitando quanto più possibile i cosiddetti “progetti a regia regionale”
ed inserendo già nei documenti programmatici i progetti prioritari da
essere realizzati mediante il rispetto delle norme sugli appalti.
Bisogna infine evitare che il soggetto controllore sulla corretta
gestione dei fondi, non appartenga alla stessa amministrazione da
controllare e non sia da essa selezionato.
53
Meccanismi
di
cooperazione
più semplici
e rinnovo
della classe
dirigente
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.7.5
7
Italiani
all’estero
grande
risorsa per
l’Italia
Gli italiani all’estero
Nel significato dell'emigrazione, sacrificio e ricchezza sono due facce
della stessa medaglia. L’emigrato italiano è stato oggetto di
un’importante evoluzione ed interessa oggi intellettuali e scienziati
costretti all’espatrio dalla storica carenza di risorse nel campo della
ricerca italiana. L’interesse per le vicende italiane da parte degli
appartenenti alle seconde o terze generazioni non è un dato
acquisito, ma richiede una campagna mirata a collegare i problemi
italiani a realtà di più largo raggio, come quelle interne al paese di
emigrazione,o
legate
all’Unione
Europea,
o
relative
alla
globalizzazione e all’ambiente. Infine, è innegabile che i cicli
economici ed il divenire storico stabiliscano un continuum fra le
migrazioni del passato e quelle attuali; non variano granché le ragioni
basilari che spingono a lasciare la propria terra ed a stabilirsi altrove,
ma sono invece mutati radicalmente direzione, provenienza e
consistenza dei flussi migratori.
Italia dei Valori propone un cambiamento delle misure indirizzate
all'emigrazione di ritorno ed al sostegno alle comunità italiane in
difficoltà, che devono essere depurate da ogni perniciosa carica
ideologica o populista. Italia dei Valori ritiene che il forum
appropriato per trovare soluzioni sensate, percorribili e non
demagogiche a questi problemi sia quello dell'Unione Europea. Una
parte considerevole dei nostri connazionali vive in paesi le cui
condizioni socioeconomiche stanno degradandosi in maniera sensibile,
a volte drammatica. Argentina ed America Latina in generale
rientrano fra questi, ma alcune frange particolarmente a rischio si
trovano anche in Nord America e in Europa.
Noi proponiamo che venga creata una corsia preferenziale per chi
volesse rientrare in patria ed avesse seri problemi d'ordine materiale
e legale da risolvere. In particolare, per gli oriundi che possono non
trovarsi in condizione di rispettare gli attuali criteri di accesso alla
cittadinanza italiana, Italia dei Valori propone una legge che
permetta loro un riacquisto più agevole della cittadinanza alla quale
le generazioni precedenti avevano rinunciato. Riteniamo che
l’assistenza diretta in loco sia in generale da preferirsi in quanto
consente la ricostruzione del tessuto sociale nel paese di emigrazione
ed è pagante nel medio-lungo periodo.
Tali iniziative consentirebbero inoltre il mantenimento o la
ricostruzione dei rapporti fra emigrati, forse compromessi dalla crisi
economica. Risultano infine necessari il miglioramento del servizio
delle ambasciate e dei consolati, possibile anche attraverso
l’assunzione di emigrati italiani e di loro discendenti, in luogo del
costosissimo trasferimento dall’Italia di personale spesso non idoneo
a fornire adeguata assistenza, e incentivi all'importazione di prodotti
italiani particolarmente richiesti.
54
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.8
FAMIGLIA e Politiche Sociali
2.8.1
Famiglia
Per quanto concerne la relazione tra le necessità familiari e la
struttura del mondo del lavoro, Italia dei Valori propone:
de-tassazione dei redditi bassi e medio bassi, calcolati secondo il
principio relativo del pro capite e non secondo quello assoluto del
reddito globale;
assegni familiari adeguati;
assegni da erogare anche a chi lascia il lavoro per assistere un
anziano non autosufficiente o un disabile;
assegni di maternità e di paternità concessi fino al terzo anno di
età del bambino o fino all’anno successivo all’adozione;
aspettativa al 50% dello stipendio per madri e padri;
diritto al part-time di quattro ore lavorative giornaliere sino al
compimento del decimo anno del figlio e della figlia o per
assistenza a persone non autosufficienti;
maggiori facilitazioni per l’ingresso al lavoro delle donne con
responsabilità familiari attraverso la definizione di appropriate
forme di flessibilità;
ampliamento ed adeguamento ai bisogni delle Persone dei servizi
per l’infanzia: asili nido, scuole materne, insegnanti di sostegno
anche per i bambini in difficoltà e azzeramento delle liste di attesa;
ampliamento ed adeguamento dei servizi per la terza età;
lotta alla precarietà del lavoro, ritornando ai contratti a tempo
indeterminato, lasciando la flessibilità a chi la richiede a titolo
personale;
aumento del personale educativo nelle scuole;
aumento del personale medico, infermieristico e riabilitativo negli
ospedali e sul territorio;
istituzione di corsi formativi, tenuti da esperti, sulle responsabilità
dell’essere genitori anche nel caso di separazioni che possono
minare lo sviluppo psicologico ed affettivo dei bambini;
realizzazione di norme focalizzate sui diritti dei figli con sanzioni
per i genitori che vengano meno ai propri doveri;
affido condiviso, ma anche sostegno ai genitori per un percorso
corretto di effettiva condivisione di responsabilità;
promozione di politiche di sostegno all’etica della responsabilità
per l’esercizio del ruolo educativo della famiglia e della società,
come “comunità educante” che si fa carico nel suo insieme della
formazione delle nuove generazioni e investe sul proprio futuro.
55
8
Continuo
sostegno alla
famiglia
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.8.2
2.8.2.1
8
Minori
Italia dei Valori propone di approvare uno “Statuto dell'infanzia e
dell'adolescenza" che preveda di:
Combattere
l’abbandono
scolastico
Politiche Sociali
56
recepire, rendere operante e monitorare la convenzione ONU del
1989 sui diritti del fanciullo;
realizzare ed aggiornare un'indagine statistica sulla situazione del
lavoro minorile in Italia;
applicare la "Carta di impegni contro il lavoro minorile" approvata
nel 1998 ma ancora disattesa, sostenendo famiglie in difficoltà
economiche tramite contributi finanziari e servizi desinati a
sradicare il lavoro minorile e l'abbandono scolastico;
garantire a tutti i bambini la possibilità di frequentare la scuola
materne, come primo momento indispensabile di socializzazione,
prescrittura e prelettura;
combattere ed azzerare l’abbandono scolastico;
far frequentare la scuola pubblica pluralista e democratica a tutti i
bambini presenti in Italia figli di migranti, come luogo di
conoscenza ed integrazione;
fornire qualora necessario un sostegno scolastico anche a
domicilio, utilizzando studenti universitari in regola con gli esami e
neo laureati in cerca di primo lavoro;
creare luoghi protetti per il tempo libero degli adolescenti;
creare percorsi “protetti“ per i ragazzi figli di famiglie disagiate o
immigrate, che lasciano la scuola alla fine dell’obbligo, per il loro
inserimento nel mondo del lavoro;
riformare le carceri minorili, orientandosi verso misure alternative
alla detenzione, e costituire una specifica magistratura minorile al
fine di raggruppare e di armonizzare competenze attualmente
disperse tra organi diversi;
intervenire contro violenze fisiche, psicologiche, sessuali operando
sul versante della prevenzione e della repressione con
informazione corretta, rafforzamento della rete di servizi,
carcerazione obbligatoria per i pedofili e per chiunque eserciti
violenze di qualsiasi natura sui bambini, evitando qualsiasi
attenuante, rinforzando la prevenzione;
prevedere adeguati organismi di tutela quale l’ufficio di tutela
del minore già esistente in altri Paesi;
introdurre regole severe sull'informazione che abbia per
protagonisti o per probabili utenti i soggetti di età minore, nel
pieno rispetto della carta di Treviso approvata anche dall’Italia;
applicare la recente legge sulla violenza nelle relazioni familiari e
sostenere centri antiviolenza e di aiuto alle vittime;
ridefinire i ruoli all’interno della famiglia, attraverso una nuova
sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questa materia, per
evitare che le maggiori responsabilità gravino sulle donne;
creare una società dove i giovani sappiano che il futuro è loro;
aumentare il personale educativo nelle scuole, rispettando gli
organici richiesti dai professionisti del settore, garantendo
l’insegnante di sostegno anche a bambini in difficoltà scolastica
per garantire loro pari opportunità.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.8.2.2
Anziani
A partire dai bisogni delle persone anziane non autosufficienti, l’Italia
dei Valori vuole costruire un progetto che le inserisca al meglio nel
tessuto sociale e sia adeguato alle loro esigenze esistenziali,
tutelandone dignità e riducendo il loro handicap sociale proponiamo:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
investimenti per la rivalutazione abitativa delle Case di Riposo e
alle Residenze Sanitarie Assistite, RSA o Case protette e maggiori
sostegni economici per usufruirne;
ampliamento dei Centri Diurni, o iniziative come gli “althzeimer
caffè” o altri spazi di sollievo per le famiglie;
maggior coinvolgimento delle figure professionali, assistenziali,
riabilitative, nel determinare il progetto di vita del disabile e
dell’anziano non autosufficiente;
nuove politiche di rinforzo per l’assistenza domiciliare e sostegni
alla famiglia curante;
formazione e appoggio alle figure delle “badanti”, quale risorsa per
le famiglie;
centri di ascolto e collaborazione con le associazioni che operano a
fianco delle persone affette da disabilità
inserire, anche a partire dalle Unità Valutative varie (UVG, UVD)
oltre ad elementi prettamente medico infermieristici, pure Unità di
valutazione che fanno riferimento ad aspetti relazionali, di
comunicazione, affettivi ed economici. Si riterrebbe ad esempio
significativo l’inserimento nelle Unità di Valutazione di esperti dei
settori sopra citati, ma pure dei congiunti della persona di cui si
va ad analizzare il sistema di bisogni;
incentivare, sia sul fronte delle risorse finanziarie che su quello
delle risorse umane, l’assistenza domiciliare domestica (SAD) e
quella di pertinenza dei distretti Sanitari (ADI);
sostenere economicamente la realizzazione di case di riposo
allargate a più ospiti, magari di proprietà di anziani stessi nel
segno di una futura possibile convivenza, gestite da personale
specializzato e sotto il controllo delle istituzioni;
istituire il servizio civile per la terza età, adibito a compiti di
sicurezza, assistenza e cultura favorendo non solo la
collaborazione, ma l’impegno civile degli anziani;
facilitare l’accesso e la fruizione delle aree urbanizzate e intervento
sulle barriere architettoniche e le politiche dei trasporti;
attuare servizi di portineria sociale nei grandi complessi abitati;
attuare servizi infiermieristici di caseggiato o di quartiere;
costruire con finanziamenti pubblici appartamenti “protetti”;
istituire presidi o supporto leggero con un servizio telefonico da
identificarsi come intervento, di e a ,valenza affettiva e preventiva;
sostenere gli interventi rivolti ai medici di base per sensibilizzarli
ad ascoltare e indirizzare persone anziane con problemi non
sempre di stretta pertinenza sanitaria;
monitorare
permanentemente
tutti
gli
anziani
soli
e
ultraottantenni;
sostenere la funzione di tutoraggio, quando l’anziano solo è malato
o viene ricoverato.
57
8
Inserimento
degli anziani
nel tessuto
sociale
adeguato alle
loro esigenze
ed a tutela
della loro
dignità
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.8.2.3
Disabilità e Discriminazione Sociale
Italia dei Valori propone di migliorare le attuali politiche:
8
Maggiore
inclusione
sociale delle
persone
disabili
58
incrementando
la
partecipazione
dei
rappresentanti
dei
diversamente abili nella società civile;
riconsiderando il DPCM 185/06 che ha privato di senso la
definizione stessa di “alunni diversamente abili” riconsiderandoli
come persone “non capaci di fare”, che ha reso l’iter certificativo
più complesso e che considera la funzione di docente di sostegno
specializzato esclusivamente nelle situazioni di patologia organica;
rapportando il numero degli insegnanti facenti funzione di
sostegno alle effettive esigenze di coloro a cui garantire il diritto
all’educazione e all’istruzione previsti dall’art. 12 della Legge
104/92 e non al numero dei ragazzi/e a sviluppo tipico;
potenziando le strutture territoriali per l’inclusione sociale delle
persone disabili con particolare riferimento agli aspetti psicologici;
favorendo il diritto alla mobilità delle persone disabili, attraverso il
rifinanziamento della Legge 13/89 per l'eliminazione delle barriere
architettoniche nelle abitazioni private ed il rilancio dei Piani
Regionali per l'accesso collettivo alla mobilità urbana-extraurbana;
favorendo l’accesso dei diversamente abili al mondo del lavoro e
della politica, con interventi mirati e specifici per ogni categoria,
basati anche su “adeguamento ragionevole” dell’impiego;
sollecitando una rapida calendarizzazione e sostenendo la
proposta di Legge 1902/06 “Norme per il prepensionamento di
lavoratori e lavoratrici con a carico familiari gravemente disabili”;
uniformando le regole, le normative e le leggi che regolano
determinate prerogative (in particolare per quanto riferito a
rilascio di pass per parcheggi disabili, per le riduzioni fiscali in
caso di acquisto per autovetture per disabili);
istituendo servizi di trasporto a chiamata per persone disabili o
non autosufficienti, ovvero estendere a tutto il Friuli i progetti che
sono partiti in modo sperimentale in alcune zone.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.9
SCUOLA/UNIVERSITÀ, Ricerca,
Cultura e Sport
2.9.1
Scuola
Italia dei Valori propone di:
introdurre l'insegnamento obbligatorio di Educazione civica Cultura della legalità - Cultura costituzionale come indicato dalla
conferenza internazionale UNESCO del 1994, da cui trasmettere ii
fondamenti dell’etica, del rispetto delle regole, della legalità;
prevedere finanziamenti per progetti che coinvolgano attivamente
i/le discenti (in funsione al reddito), ciò specialmente pensando a
quei ragazzi disadattati che vivono in un ambiente sociale
degradato con seri problemi di educazione famigliare;
finanziare il restauro degli edifici scolastici;
rivedere il sistema di formazione, reclutamento e distribuzione di
tutto il personale, docente e non docente e porre una nuova
attenzione e diverse strategie per risolvere la questione del
personale, adeguando i loro stipendi alla media europea ma nel
contempo valorizzando la loro professionalità, diversificandola
anche in relazione ai nuovi compiti richiesti, mettendo in atto un
efficace sistema nazionale di valutazione dei risultati raggiunti, in
assoluto e comparativamente ai livelli di partenza, dai singoli
docenti, dal team dei docenti, dagli istituti, dall’intero sistemascuola rispetto ai fondamentali obiettivi di conoscenza,
competenza e integrazione;
collegare l’autonomia degli istituti e ridefinire un quadro
preciso delle finalità e dei programmi, in modo da stabilire
con chiarezza gli obiettivi formativi ed educativi delle scuole;
attuare un piano straordinario di investimenti per l’edilizia
scolastica e per l’acquisto di strumenti adeguati, da subordinare
ad un dettagliato progetto di utilizzo nell’attività didattica
ordinaria e da un preciso piano di formazione dei docenti;
adeguare gli organi collegiali della scuola alla nuova situazione
determinatasi dopo il varo dell’autonomia, con la ridefinizione di
competenze, poteri, compiti e ambiti
e con l'obiettivo di
coinvolgere attivamente le rappresentanze dei genitori e degli
alunni nell’elaborazione e nell'attuazione dei Piani di Offerta
Formativa dei singoli istituti;
riformare i curriculum ed i programmi, obsoleti e ridondanti,
tenendo conto dell’esigenza di utilizzare i nuovi linguaggi e le
moderne tecnologie informatiche, nonché di padroneggiare in
modo consapevole ed esperto i saperi tradizionali;
introdurre la possibilità di congedi sabbatici da destinare
all'aggiornamento e alla riqualificazione;
riorganizzare i mansionari del personale non docente per renderli
congruenti con le innovazioni verificatesi negli ultimi decenni ed
adeguare gli organici dei non docenti alle effettive necessità della
amministrazione e degli utenti, intervenendo nei casi di organici
ridondanti e legati a logiche di assistenzialismo;
ripristinare il contributo destinato ai/lle discenti (in funzione al
reddito) che frequentano le scuole paritarie laiche.
59
9
Effettiva
parità fra
scuola
pubblica e
privata
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.9.2
9
Italia dei Valori indica alcune priorità che ritiene adeguate a
raggiungere un più alto livello di prestazione formativa del docente,
premiandone inoltre professionalità, aggiornamento, impegno e
capacità comunicative:
Docenti più
qualificati e
meritevoli e
salari più
adeguati
Università e Ricerca
60
riforma dei concorsi, riconoscendo il merito quale unico criterio
di reclutamento e di progressione nella carriera dei docenti. Per
impedire i frequenti fenomeni di nepotismo che bisognerebbe
introdurre una norma che vieti a figli e parenti entro il secondo
grado di partecipare a concorsi nello stesso settore scientifico
disciplinare al quale appartiene un docente. Sarebbe poi
opportuno eliminare il principio dell’idoneità riapplicando quello
del vincitore unico per ogni concorso, anche ricorrendo a
valutatori internazionali;
contratti a termine e nuovo modello per il rapporto di
lavoro dei professori universitari, che riguardi contenuti e
metodi dell’insegnamento e che ne preveda il rinnovo solo in
presenza di accertato giudizio positivo sull’attività svolta;
abolizione del livello retributivo unico e possibilità per le
università
di
definire
remunerazioni
più
elevate.
Ciò
innescherebbe un meccanismo di concorrenza tra università per
assicurarsi i docenti migliori ed abbinato ad un controllo delle
presenze, limiterebbe l’impegno del corpo docente esternamente
all’ambito universitario;
controllo sull’assenteismo, grande male delle università
italiane, attuando concrete forme di verifica delle presenze;
migliore distribuzione dei professori per ottimizzarne il rapporto
numerico con gli studenti e con il ricorso ad eventuali incarichi
unificati per materie affini;
possibilità di autorizzare attività di consulenza esterna per
permettere il più ampio scambio possibile fra il mondo della
ricerca e del sapere ed il mercato, ma anche per evitare il
fenomeno negativo di professionisti a tempo definito che dedicano
però solo un pò del proprio tempo all’università;
effettiva attuazione di metodi di valutazione dei docenti per
quanto riguarda la costanza e puntualità alle lezioni, la
disponibilità al di fuori degli orari di lezione, la chiarezza
espositiva, la qualità, la quantità e i costi dei testi, la capacità di
giudicare la preparazione dello studente agli esami. Studenti e
specifici nuclei di valutazione nominati dal ministero dovrebbero
sottoporre i docenti a periodiche verifiche, con possibilità di
interrompere il rapporto di lavoro dopo più verifiche con esito
negativo;
eliminazione degli sprechi anche attraverso forme di
valutazione permanente di tutto il personale non docente e delle
istituzioni. Ciò significa diffusione ed adeguamento della
valutazione del personale e degli enti tramite formulazione di
obiettivi ed analisi sulla realizzazione;
coordinamento territoriale delle specializzazioni degli
atenei dopo un’attenta verifica dell'esistente e avendo anche il
coraggio di prevedere e di realizzare eventuali accorpamenti o
chiusure di sedi periferiche al fine di evitare inutili duplicazioni
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
specialistiche fra atenei vicini fra loro;
introduzione di un tutor on-line, da affiancare al docente
titolare per poter svolgere una parte dell’attività didattica a
distanza, come avviene già in molte università europee.
Italia dei Valori propone inoltre di:
varare una Carta dei diritti degli studenti che dia garanzie in
tema di diritto allo studio, di didattica, di orientamento e piano di
studi, di servizi didattici e di assistenza, di partecipazione e
trasparenza, di gestione degli esami e delle tesi di laurea, di
attività autogestite;
istituire in ogni ateneo un Garante degli studenti che verifichi la
corretta applicazione delle leggi, dei regolamenti e degli statuti. Lo
studente, che peraltro ha precisi doveri, primo fra tutti quello
della frequenza, potrà rivolgersi al Garante per segnalare
inadempienze del personale docente e non docente e disfunzioni
delle strutture. Il Garante risponderà allo studente e risolverà i
casi di controversie.
abolire il principio e la pratica della subordinazione al potere
politico tramite una riforma che: (1) assicuri sia lo sviluppo della
ricerca di base che di quella applicata; (2) si occupi di
armonizzare gli interventi di finanziamento dei centri di ricerca
pubblica e privata, attraverso agili strutture di coordinamento,
formate dai migliori specialisti dei vari settori interessati alla
ricerca avanzata; (3) preveda la reale mobilità dei ricercatori tra
università e centri di ricerca pubblici e privati anche attraverso
forme iniziali di incentivi;
riconoscere il valore strategico della ricerca scientifica
destinandole risorse ordinarie di progressiva maggiore entità, fino
a raggiungere quelle degli altri paesi europei per il conseguimento
dell’obiettivo di Lisbona;
favorire il supporto privato alle attività di ricerca anche attraverso
forme di defiscalizzazione per un importo pari a 1,5 volte le
somme destinate agli istituti di ricerca;
definire con gradualità il numero degli addetti alla ricerca
scientifica attraverso una programmazione con scadenze
prefissate, per evitare improvvise saturazioni che di fatto negli
anni scorsi hanno tagliato fuori diverse generazioni di giovani
dalla opportunità di cimentarsi nella ricerca;
all'interno dell'attuale panorama delle strutture di ricerca,
individuare un numero adeguato di centri di eccellenza che
possano competere nel contesto internazionale;
stimolare la ricerca industriale rivedendo i criteri di incentivazione
alle imprese, sia singole che consorziate anche con università e
centri di ricerca pubblici, creando collegamenti più efficaci tra il
sistema-ricerca e il sistema-industria, soprattutto nei settori ad
alto apporto tecnologico.
61
9
Autonomia
dell’Università
dalla politica
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.9.3
9
Cultura, Fruizione ed Industria Culturale
Una politica a sostegno della fruizione della cultura è indice di
democrazia e civiltà. Le politiche culturali sono particolarmente
esposte alle degenerazioni clientelari e al controllo dei partiti sulle
istituzioni e sulle organizzazioni del settore. A ciò si deve aggiungere
l’estrema concentrazione delle risorse, assegnate a poche potenti
istituzioni, sempre le stesse. Tutto ciò ha limitato sistematicamente il
pluralismo, producendo l’atrofizzazione dell’autonomia, della critica e
della spontaneità della cultura italiana, determinandone la crisi
attuale.
Italia dei Valori propone di:
Più cultura
vuol dire più
libertà
aumentare considerevolmente gli investimenti per la
realizzazione di infrastrutture culturali che in Italia sono
poche, concentrate e scarsamente accessibili: servono biblioteche,
mediateche e archivi moderni e dotati delle attrezzature e dei
servizi necessari al loro uso ottimale da parte degli utenti.
Occorrono spazi culturali, teatri e auditorium di piccole dimensioni
disseminati su tutto il territorio e messi a disposizione dei cittadini
e dei gruppi teatrali, musicali e artistici autogestiti che ne facciano
richiesta. Ciò si può ottenere anche affidando ai privati la
gestione delle strutture e permettendo loro di recuperare
attraverso attività commerciali connesse quali ristoranti,
librerie, bookshop i costi da destinare al funzionamento di musei
ed altri spazi culturali;
separare le competenze ed affidare le responsabilità
decisionali ad organismi tecnici indipendenti. Il sistema
politico dovrebbe limitarsi a legiferare e tracciare le linee guida
per gli interventi, mentre gli organismi tecnici indipendenti
svincolati da qualsiasi interferenza e sorvegliati da organismi di
controllo, dovrebbero occuparsi delle decisioni in merito
all’assegnazione dei finanziamenti;
contrastare l’omologazione ed il consumismo ed avviare
una competizione di mercato fra gli operatori nazionali, con
una diversa utilizzazione dei finanziamenti pubblici alle attività
culturali erogati tramite un sistema premiante a posteriori in
relazione al successo avuto dall’iniziativa tra il pubblico ma
incentivante, allo stesso tempo, la creatività e la molteplicità dei
punti di vista. Si dovrebbe assegnare una quota che permetta la
partenza del progetto ed un eventuale conguaglio a posteriori
basato sui risultati. In questo modo si potrebbe consentire
l’accesso alle risorse anche ai gruppi amatoriali e agli operatori
che, pur avendo capacità e qualità, ne sono stati tenuti lontani;
incentivare l’afflusso di fondi dai privati attraverso una totale
defiscalizzazione delle sponsorizzazioni, promuovendo le attività
artistiche e culturali di carattere amatoriale e le iniziative in grado
di contribuire ad una vera e propria democrazia culturale di base;
differenziare i prezzi dei biglietti d’ingresso a mostre, concerti e
62
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
quant’altro, istituendo una forma di codice fiscale culturale che
renda individuabili le categorie alle quali fornire biglietti gratuiti od
a prezzo ridotto;
promuovere le lingue ed i dialetti regionali, senza che però
costituiscano fonti di discriminazione per il personale da essere
impiegato presso le amministrazioni pubbliche. Il significato di
cultura deve oggi includere le forme di cultura popolare locali,
mentre l’insegnamento della lingua e del dialetto locale deve
tenere conto delle esigenze dei soggetti ai quali si rivolge che
possono differire per livello di scolarizzazione, età, motivazioni di
base, aspirazioni professionali e prospettive di mobilità sociale;
9
proteggere
i
bambini
dalla
continua
esposizione
pubblicitaria che cerca di fare di loro dei consumatori accaniti,
modellandone i gusti, i valori ed il pensiero, seguendo l’esempio
della legge svedese che vieta qualsiasi spot che possa fare da
esca ai bambini con meno di 12 anni.
Le industrie culturali hanno attualmente un’influenza enorme sulla
formazione della cultura e della mentalità in senso lato e sul modello
tradizionale di comunicazione.
Sono
quasi
totalmente
globalizzate,
orientate
verso
l’omogeneizzazione culturale, nel cui ambito si attua il dominio di
nazioni economicamente potenti che tendono ad eliminare le culture
minori e locali, di cui l’Italia è particolarmente ricca, disseminando
valori estranei e negando sistematicamente alle nazioni più deboli la
possibilità di preservare e promuovere le proprie tradizioni culturali,
la propria identità e la propria industria della cultura. Bisogna poi
considerare che:
a) quello culturale in senso lato è uno dei terreni su cui possono
essere poste le fondamenta per la ricostituzione di una sfera
pubblica funzionante a condizione che venga garantito il
pluralismo culturale fornendo agli intellettuali gli spazi e le
occasioni per rifiutare di diventare portatori e divulgatori
dell’ideologia di volta in volta dominante;
b) le politiche culturali debbono essere viste come uno strumento per
offrire ai cittadini diverse opportunità che permettano loro di
sviluppare abilità e conoscenze e che restituiscano a tutti il potere
di fare delle scelte i senza essere vittime delle imposizioni del
mercato.
63
Favorire la
libertà di
espressione
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.9.4
9
Più sport
praticato per
una società
migliore
Sport e politiche giovanili
La situazione in cui si trova lo sport italiano è attualmente e prima di
tutto una crisi di sistema, che ha molteplici origini: il mancato
controllo e coordinamento politico nel corso degli anni, la scelta di
non citare le attività agonistiche nella Carta Costituzionale, una grave
mancanza di progettualità e di efficienza non tanto nel calcio, ma
anche e soprattutto nel Coni. La crisi coinvolge anche il mondo
dilettantistico, mentre lo sport può e deve diventare per tutti una
palestra di vita, una scuola di preparazione a una vita sana fatta di
educazione, di divertimento, di rispetto per le regole e per il
prossimo; in questa direzione si registra oltretutto una grande vitalità
Le richieste di attività sportiva sono in crescita, soprattutto nelle zone
d’Italia in cui si è assistito ad un miglioramento della qualità della
vita, del tempo libero e del benessere. La politica deve assecondare
tale desiderio di sport di base, soprattutto per le fasce d’età giovanili,
svolgendo un ruolo attivo di controllo e prevenzione all’interno del
mondo sportivo per ciò che riguarda la piaga del doping. Gusto per la
pratica sportiva, motivazioni salutistiche, soddisfazione personale di
accrescimento psicofisico, sapore della vittoria ottenuta nel rispetto
delle regole, possono costituire elementi fondanti di una cultura che
rivesta la funzione di coesione sociale ed educativa nei rapporti umani
e nel rispetto dell’altro. Profondamente convinta dell’importanza
presente e futura di una sana attività fisica, Italia dei Valori
propone:
64
sostegno alle associazioni di sport amatoriale;
maggiori fondi alle società dilettantistiche e maggiori investimenti
per dotare di palestre, piscine e impianti all’aperto quelle zone del
paese che ne sono prive. lo sport dilettantistico non deve essere
occupato da tecnici e dirigenti dilettanti ma deve avere un
contorno di professionisti altamente qualificati che tutelino la
salute e la forma dei nostri atleti per ottenere il massimo dei
risultati sportivi ottenibile e la sicurezza della salute e integrità
fisica degli atleti;
lotta decisa alla piaga del doping;
riconoscimento a livello istituzionale degli sport inseriti nelle
competizioni nazionali ed internazionali quali rappresentativi della
nazione italiana supportando tramite il CONI e la FIDAL
l’individuazione e la formazione degli atleti su tutto il territorio
italiano;
supporto economico adeguato per gli atleti che sono riconosciuti
di interesse nazionale o che hanno superato i minimi richiesti per
la categoria di appartenenza;
tutela infortunistica, sanitaria e previdenziale agli atleti e garanzia
di inserimento nel mondo del lavoro a fine carriera per gli atleti
che hanno avuto il riconoscimento di “atleta di interesse
nazionale” con ulteriori premiazioni per i risultati raggiunti;
potenziamento delle attività sportive nelle scuole curando
l’individuazione dei talenti da convogliare verso i centri di
preparazione atleti della FIDAL;
controllo della professionalità dei preparatori atletici nelle società
sportive dilettantistiche prevenendo in tal modo possibili danni ai
ragazzi/ragazze con preparazioni atletiche inadeguate;
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.10
COSTI DELLO STATO
2.10.1 Federalismo ed Enti Territoriali
L’applicazione del principio di sussidiarietà è la base per un
federalismo solidale che renda responsabile l’uso delle risorse che
affluiscono agli enti attraverso le varie forme di tassazione.
10
Ciascun ente territoriale dovrà fruire di autonoma potestà
impositiva(nel senso di poter determinare l’aliquota valida per il
territorio) al fine di rendere trasparente ai cittadini il rapporto tra
servizi ricevuti e il loro costo.
Agli enti territoriali come regioni, province, comuni, città
metropolitane, municipi, unioni di comuni, occorre attribuire potestà
rilevanti nei settori legati alla gestione del territorio, con il
conferimento delle risorse necessarie e degli strumenti atti a
reperirle, non omettendo il controllo sull’impiego delle stesse e sulle
nuove responsabilità che essi si trovano ad assumere.
È anche opportuno estendere, rendendola obbligatoria, l’adesione alle
unioni di comuni sotto i 5.000 abitanti, magari con competenze
differenziate per tutelare le popolazioni isolane o montane, non
sempre adeguatamente rappresentate dalle attuali comunità
montane.
Entro il 2010 i comuni dovranno o potranno aderire alle unioni di
comuni: la adesione sarà obbligatoria per i Comuni con un numero di
abitanti inferiore a 5.000 e sarà facoltativa per quelli che riterranno
utile tale forma aggregativa, sia per la presenza di problemi di
gestione amministrativa legati a ragioni geografiche, economiche o
sociali, sia per utilizzare vantaggi connessi ai risparmi di gestione.
Risulterà poi necessario procedere all’abolizione definitiva delle
Provincie, attraverso un Piano organico per l’utilizzo del personale
attualmente impiegato in tali istituzioni all’interno delle altre
amministrazioni pubbliche e la riassegnazione delle scarse attuali
competenze alle Regioni ed ai Comuni.
Bisognerà infine ridurre progressivamente le circoscrizioni, fino ad
abolirle interamente.
65
Ridurre la
macchina
dello stato ed
eliminare gli
enti inutili
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.10.2 Ministeri
10
Consideriamo l’aumento del numero dei Ministeri attuato dall’ultimo
Governo Berlusconi e soprattutto dall’ultimo Governo Prodi un grave
errore, dovuto essenzialmente dalle pessime leggi elettorali che
favorivano la creazione di coalizioni, spesso eterogenee, che
dovevano accontentare troppi partiti con poltrone “pesanti”. L’Italia
non ha bisogno di tutti questi Ministeri.
Un consistente processo di riforma, tanto nella riduzione del
numero quanto nella sfera di competenze, dovrà pertanto
riguardare gli attuali ministeri. In particolare, Italia dei Valori
propone:
Pochi e più
efficienti
Ministeri e
riduzione
della
burocrazia
la separazione tra ministero dell’economia e ministero delle
finanze, in relazione alle opposte competenze e al rilievo assunto
dalla gestione economica dello Stato;
l’accorpamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
l’eliminazione di altri Ministeri inutili, quali ad esempio quello per
l’Attuazione del Programma;
all’interno dei Ministeri, su modello di quelle delle entrate, la
creazione di nuove agenzie in grado di orientarsi e confrontarsi
con il mercato, alle quali delegare competenze non fondamentali;
l’accompagnamento della riforma dei ministeri ad una riforma
autentica del sistema legislativo, con Testi Unici che riducano la
burocrazia inutile e quindi l’esigenza di macchine dello stato
complesse atte a far funzionare un sistema improduttivo.
La stessa suddivisione del nostro programma elettorale in
settori di intervento, fornisce una prima indicazione del
numero ristretto di dicasteri ai quali si potrebbe affidare la
gestione delle decisioni dell’esecutivo.
66
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.11
AMBIENTE, Agricoltura, Turismo,
Infrastrutture e Trasporti, Energia
2.11.1 Ambiente e Territorio
2.11.1.1
Principi generali ed obiettivi
Sempre con eguale filosofia di giustizia e legalità l’Italia dei Valori
affronta le tematiche dell’ambiente. Lo sconcio perpetrato per decenni
da aziende che hanno inquinato pesantemente vaste aree del
territorio e che ora non si possono perseguire perché una legislazione
carente ha fatto si che rimarranno impunite per sempre, NON DEVE
MAI PIÙ ACCADERE!
11
Gli obiettivi da raggiungere sono:
1. ridurre i rifiuti alla fonte. Questo è l’obiettivo primario
dell’Italia dei Valori, ancor più importante della raccolta
differenziata che si attua quando il danno è ormai fatto. Bisogna
pertanto incentivare e sostenere finanziariamente, anche con
incentivi fiscali, quelle produzioni che utilizzano tecnologie e
processi che determinano uno scarso utilizzo di imballaggi,
definendo i rapporti percentuali in peso imballaggio/prodotto al di
sotto dei quali gli incentivi possono essere concessi;
2. adottare la valutazione ambientale strategica (VAS) nella
programmazione economica e per la pianificazione degli interventi
sul territorio;
3. realizzare sistemi informatici territoriali digitali e analisi
dell'ambiente secondo lo schema DPSIR (determinanti-pressionistato-impatto-risposta) della Agenzia Europea per l'ambiente:
analisi dei determinanti economici del territorio, analisi delle
pressioni causate dall'attività antropica, analisi dello stato
dell'ambiente naturale e culturale, analisi degli impatti sui
comparti ambientali (aria, acqua, ecosistemi, uso del suolo,
archeologia e storia, ecc.) dovuti alle pressioni antropiche,
analisi delle risposte in atto o in itinere da parte delle autorità
ambientali per prevenire gli impatti e per contenerli nei casi in
cui avvengano;
4. aprire gli sportelli informatici e organizzazione di eventi utili alle
imprese, allo scopo di agevolarne la piena conformità normativa
rispetto agli aspetti ambientali, anche favorendo azioni
dimostrative e soluzioni consortili;
5. incentivare i sistemi integrati di qualità fra rispetto dell'ambiente,
prodotto/servizio, sicurezza e valorizzazione delle produzioni
tipiche da parte di imprese che dimostrino anche una adeguato
livello di attenzione agli aspetti ambientali;
6. promuovere adeguati piani di comunicazione ai consumatori, volti
ad incrementarne la sensibilità ambientale e a premiare le
imprese che rispettano l'ambiente attraverso il miglioramento
della loro immagine;
Riteniamo inoltre che le amministrazioni pubbliche debbano applicare
tutte le procedure previste da AGENDA 21.
67
Ambiente e
territorio
accoglienti
per uno
sviluppo più
sostenibile
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.11.1.2
11
In questo settore, sul fronte della tutela giudiziaria è da riaffermare
l'esigenza primaria di una radicale ristrutturazione dell'ordinamento,
ancora fondato su leggi varate dallo Stato pre-repubblicano e mai
organicamente armonizzate con i nuovi valori costituzionali
Nell’ambito della tutela civile, si possono superare le limitazioni
derivanti dalle caratteristiche strutturali del processo agevolando il
ricorso ad azioni inibitorie e privilegiando il risarcimento dei danni
arrecati all'ambiente. Quando poi non fosse possibile il risarcimento in
forma specifica, mediante ripristino dello stato dei luoghi, si potrebbe
affidare ad un ente di natura tecnica, creato sul modello del
superfund americano, la gestione delle somme recuperate con
l'esercizio dell'azione civile di risarcimento del danno ambientale, per
incassare le quali lo stato non ha ancora previsto uno specifico
capitolo di bilancio. L’ente dovrebbe poi reimpiegare le somme
ricevute soltanto per il miglioramento ambientale nella zona
interessata dall'inquinamento. Il principio “Chi inquina paga”
dovrebbe essere esteso al danno ambientale in genere comprendendo
le responsabilità delle amministrazioni locali quando concedono
autorizzazioni senza una adeguata valutazione dei rischi ecologici. La
situazione della tutela penale risulta più complessa ed in essa si
riscontrano ragioni di una crisi altrettanto forte. Dovrebbero pertanto
essere intraprese le seguenti azioni:
-
-
Ripristino
della legalità
nella gestione
delle risorse
ambientali
Tutela del Diritto dell’Ambiente
depenalizzazione delle fattispecie meno lesive di valori
ambientali;
introduzione di meccanismi premiali che portino all'estinzione
del reato quando il colpevole abbia adempiuto, sotto il controllo
dell'autorità giudiziaria, alle prescrizioni impartite dall'autorità
amministrativa;
aumento del termine di prescrizione per le contravvenzioni
che residuino alla depenalizzazione.
Per quanto riguarda la protezione dalle onde elettromagnetiche,
proponiamo il potenziamento degli strumenti di rilevamento, la
verifica e controllo degli insediamenti di ogni genere di trasmettitore
e un piano della trasparenza perché tutti sappiano in ogni momento
che cosa sta avvenendo vicino a casa loro. A livello nazionale
proponiamo l’abbassamento degli attuali limiti d’esposizione delle
persone alle onde elettromagnetiche, considerata la prossima
partenza della nuova tecnologia UMTS.
2.11.1.3
Assetto Idrogeologico e Gestione Idrica
Per quanto riguarda le opere di sistemazione idraulica, si devono
evitare gli accanimenti che portano alla cementificazione dei corsi
d’acqua e che sono anche idraulicamente controproducenti in quanto,
riducendo i tempi di corrivazione (cioè aumentando la velocità di
decorso dell’acqua), comportano l’ amplificazione della pressione
idrica a valle in caso di piene. In tal senso si deve perseguire ove
possibile, la decementificazione e la rimeandrizzazione dei corsi
d’acqua e l’applicazione di tecniche di sistemazione più rispettose
della natura quali le tecniche di ingegneria naturalistica e le opere
68
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
idrauliche miste (costituite da materiali lapidei reperiti in loco misti a
strutture in legno). Si rivela indispensabile la promozione di
politiche di supporto alla concertazione e all’integrazione delle azioni
di tutti i soggetti, istituzionali e non, coinvolti nell'uso della risorsa
idrica, con lo scopo di attuarne un uso più efficiente e di ridurne
l'inquinamento.
Con la legge Galli del 1994 è stato imposto a comuni e province di
organizzare la gestione del servizio idrico in modo integrato,
considerando come un insieme unitario l'intero ciclo dell'acqua dalla
captazione alla distribuzione alle utenze, allo scarico attraverso le
fognature, alla depurazione fino al riconferimento ai corpi idrici come
fiumi e mare. Tale legge è di fatto inapplicata, anche per una serie di
punti interrogativi non risolti. Proponiamo quindi una sua
semplificazione, anche in termini molto stretti e cogenti, perché le
regioni e le organizzazioni di bacino ne diano attuazione, pena una
riduzione nel trasferimento dei fondi regionali.
2.11.1.4
11
Prevenzione Rischio Geologico-Idrogeologico
Oltre al potenziamento del servizio di protezione civile, è necessario
uniformare tutte le indicazioni sperimentali, per permetterne
leggibilità e confrontabilità, in modo da prevedere con sufficiente
anticipo un eventuale disastro. Si presenta allora la necessità di
istituire una consulta nazionale formata da tecnici con funzioni di:
elaborazione di disciplinari per il monitoraggio, la cartografia
tematica e le caratteristiche degli interventi di sistemazione del
territorio e loro trasmissione agli enti preposti alla sua gestione;
raccolta di tutta la documentazione scientifica e tecnica relativa
all’identificazione delle condizioni di rischio e alla riduzione del
danno causato dal disastro geologico;
potenziamento dei servizi tecnici nazionali;
coordinamento regionale dei corsi di aggiornamento e formazione
per tecnici di enti amministrativi e servizi tecnici locali e per
professionisti nella difesa dell’ambiente (geologi, ingegneri,
forestali, agronomi, architetti);
definizione delle competenze delle autorità di bacino in seno ai
programmi di protezione civile, di salvaguardia dalle alluvioni, di
conservazione delle risorse idriche, di realizzazione di opere
d’ingegneria longitudinali e trasversali sui corsi d’acqua e di
salvaguardia dei litorali dall’erosione, in relazione alle competenze
delle altre istituzioni preposte alla gestione del territorio.
2.11.1.5
Conservazione del Patrimonio Naturale
Il compito di declinare le priorità e di articolare gli interventi spetta
agli enti gestori delle aree protette e alle amministrazioni locali
coinvolte. Il compito dello stato è invece quello di agevolare con tutti
gli strumenti necessari il raggiungimento degli obiettivi. Nel quadro di
riferimento precedente si collocano le azioni del nostro programma
che si prefiggono:
69
Prevedere i
possibili
disastri
innovando la
tecnologia
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
11
il completamento della rete ecologica nazionale e la sua piena
integrazione nella rete europea “Natura 2000“;
l’apertura di sportelli informativi per garantire la piena conoscenza
e l’accesso agli strumenti finanziari stabiliti in sede nazionale e
comunitaria per la tutela ambientale;
la garanzia del finanziamento agli enti gestori nei tempi previsti;
una intensa opera di comunicazione alle comunità locali e ai
consumatori per la valorizzazione dei territori protetti, delle loro
risorse e dei loro prodotti materiali o immateriali;
la messa a punto di metodologie per incrementare il
coinvolgimento delle persone nella gestione delle aree protette e il
grado di consenso presso l’opinione pubblica;
la promozione di iniziative ed interventi di livello locale per la
rinaturalizzazione di aree degradate, come corsi d’acqua, fasce
costiere, bacini lacustri, zone umide, con particolare riferimento a
quelle inserite nel tessuto urbano o poste nelle sue immediate
vicinanze.
2.11.1.6
Rafforzamento del Volontariato Ambientale
Vogliamo incoraggiare e sostenere il volontariato ambientale in tutte
le sue forme. In particolare proponiamo:
-
Sostenere e
rafforzare il
volontariato
ambientale
-
-
-
la costituzione di banche dati regionali relative alle specificità e
capacità
materiali
e
culturali
di
quanti
si
offriranno
spontaneamente dando la propria disponibilità a operare come
occasionali volontari in eventuali chiamate di aiuto o soccorso e
per far fronte, in emergenza o no, a problemi di tipo
squisitamente ambientale;
in ogni caso, la raccolta di dati relativa ad aziende pubbliche e
private, che
pur non offertesi spontaneamente, potrebbero
comunque divenire punti di riferimento indispensabili in azioni di
aiuto o soccorso in caso di problemi di tipo squisitamente
ambientale;
la partecipazione all'organizzazione di eventi destinati a favorire,
da parte di intere comunità, la presa di coscienza di quanto
occorre conoscere per la prevenzione e il contenimento dei grandi
impatti;
il contributo pubblico all'organizzazione di giornate di studio, corsi,
iniziative di aggiornamento destinati a favorire la migliore azione
operativa pratica, oltre che teorica, di tutte le persone che si siano
offerte quali occasionali volontari in missioni di aiuto o soccorso,
in emergenza o no.
2.11.1.7
Gestione del Territorio
Italia dei Valori intende modificare il pensiero diffuso per cui la
politica abitativa e territoriale sia sinonimo di ampliamenti,
edificazioni, grandi opere magari incompiute, abusi edilizi e condoni.
1. Le città di mare e le coste. Le città di mare riflettono oggi
soprattutto un disagio legato al declino delle attività portuali
classiche, difficile da superare se si considera che i porti sono
individuati nel piano generale dei trasporti del ministero dei Lavori
70
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.
3.
4.
5.
Pubblici quali punti terminali della rete di trasporto e pertanto un
miglioramento delle strutture portuali comporta un miglioramento
di tutto il progetto infrastrutturale integrato.
Ecologia urbana, recupero e riqualificazione delle aree. È
nella qualità della vita urbana che si riconoscono gli elementi su
cui innescare significativi processi di riqualificazione. Per la qualità
urbana, le politiche abitative sono già stata incluse nei programmi
normativi di intervento, ma in Italia la cultura e la pratica stenta
ad affermarsi, incontrando difficoltà particolari rispetto all’Europa.
Dal punto di vista bioclimatico si considera che in ambito
nazionale almeno 18 milioni di edifici hanno consumi energetici
per l’illuminazione, il riscaldamento e l’acqua calda così elevati da
richiedere un intervento urgente sia sulle strutture murarie che
sugli impianti. La quasi la totalità del patrimonio edilizio ha quindi
bisogno di un miglioramento ecologico e di un graduale
adeguamento termico; si potrebbe realizzare utilizzando strumenti
come i programmi complessi che offrono l’opportunità di avviare
processi di riqualificazione usufruendo di finanziamenti pubblici.
Obsolescenza
delle
costruzioni.
L’obsolescenza
delle
costruzioni costituisce un grosso problema anche per le opere
d’ingegneria; circa il 50% delle grandi dighe sono in esercizio da
più di quarant’anni, con reali problemi di deterioramento delle
caratteristiche dei materiali e della funzionalità delle opere, resi
più critici dall’aumentata sismicità di alcuni siti e dalla presenza di
sedimenti negli invasi che non possono essere
pienamente
utilizzati anche a causa delle inefficienze gestionali dei
concessionari. È indicativo della situazione critica del settore
l’ampio dibattito che si sta sviluppando a livello mondiale
sull’opportunità di abbattere alcune dighe. Il ricorrente intervento
dei governi nelle situazioni di emergenza idrica non riesce mai ad
essere risolutivo se non per brevissimi periodi.
Manutenzione programmata – Bioedilizia e bioarchitettura.
L’importanza del tema della manutenzione programmata per tutte
le costruzioni realizzate da più di 40 anni emerge in relazione alle
finalità di contenimento del costo globale delle opere, inteso cioè
come somma del costo di costruzione o risanamento e del costo di
manutenzione. L’esigenza della manutenzione programmata si
manifesta negli ultimi decenni come una necessità sempre più
pressante, soprattutto nel caso dell’edilizia di recente costruzione.
Insieme allo studio di sistemi di programmazione e controllo della
qualità del ciclo di vita degli edifici e degli strumenti necessari a
gestire questo particolare aspetto della qualità edilizia, e strategie
di programmazione della manutenzione costituiscono il problema
prevalente delle nostre città anche dal punto di vista economico.
Lotta all’abusivismo edilizio. I dati del Ministero delle
Infrastrutture calcolano che in Italia siano circa 970.000 le
abitazioni abusive realizzate negli ultimi sedici anni e
regolarmente condonate, con una percentuale del 25% di
produzione abusiva rispetto a quella legale. Bisogna prendere atto
che questo fenomeno, sconosciuto nel resto d’Europa e che
nessuno più in Italia considera reato, è stato favorito dalla nostra
classe politica ed imprenditoriale che anche solo con l’effetto
annuncio di sanatoria edilizia riesce a peggiorare la già grave
situazione, alimentata in maniera evidente anche dalla logica del
71
11
Valorizzare il
patrimonio
naturale ed
artistico
dell’Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
11
Rendere
l’ambiente
urbano più
vivibile
voto di scambio e dalla corruzione che in parte esiste nelle
pubbliche amministrazioni. Viene così impedita la tutela
ambientale del nostro paese e la realizzazione di quel sistema di
legalità che dovrebbe rappresentare un obiettivo prioritario nel
processo di modernizzazione del nostro paese. E’ necessario
impegnarsi su alcuni obiettivi fondamentali contro ogni forma di
condono, per la delega ai Prefetti del procedimento di demolizione
deciso dal sindaco e per semplificare giurisdizione e procedure.
6. Vivibilità dell’ambiente urbano.
- delegare la materia alle regioni, senza un quadro di
riferimento nazionale, non è una soluzione per superare le
contraddizioni dell’attuale normativa complessa e disarticolata;
- è necessario riformare l’ordinamento e la formazione degli
addetti ai lavori, garantendo un’equa e puntuale distribuzione
e definizione delle responsabilità e competenze;
- bisogna intervenire sulle leggi sugli ordinamenti professionali
indicandone con chiarezza le competenze per la progettazione
della strumentazione urbanistica attuativa e di quella
architettonica;
- è necessario emanare una legge quadro che serva da
riferimento per garantire l’aderenza dei problemi di gestione
del territorio ai problemi sociali (famiglia, anziani, immigrati,
inabili). Le regole della nuova legge quadro devono ispirarsi:
o alla semplificazione e snellimento delle procedure;
o alla trasparenza delle scelte anche per legittimare gli atti di
programmazione e pianificazione a qualunque livello;
o alla chiarezza e concretezza delle disposizioni per
assicurare facilità di comprensione e di applicazione agli
strumenti di intervento urbanistico.
2.11.1.8
Osservatorio Nazionale Politiche Territoriali
Accanto al quadro di riferimento nazionale, è poi opportuno che sia
promosso l’osservatorio nazionale delle politiche del territorio
al quale devono essere affidati compiti di raccolta, interpretazione e
sistemazione di tutte le informazioni relative al territorio ed alle
politiche urbanistiche e tramite il quale diventi possibile non solo la
divulgazione e l’accessibilità alla banca dati da parte di tutti i soggetti
istituzionali interessati al processo di piano, ma anche la
pubblicazione di un documento ufficiale sullo stato del territorio e
dell’ambiente, con scadenza annuale o biennale.
72
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.11.2 Infrastrutture, Edilizia e Trasporti
Italia dei Valori intende:
ridurre il costo di trasporto delle merci ed i tempi di consegna;
promuovere l’industria della mobilità in tutte le sue forme, dal
settore aerospaziale alla conservazione dell’energia, anche per
quanto concerne la competitività internazionale e la ricerca;
promuovere le tecnologie innovative per il trasporto urbano
cittadino in zone vincolate negli accessi o similari, sostenendo le
tecnologie che limitano l’impatto inquinante (filtri speciali, ecc.;
ridurre gli vati costi umani ed economici dei sinistri su strada;
elaborare modelli di sviluppo sostenibile, attraverso l’incremento
dell’efficienza complessiva del sistema, la corretta valutazione
dell’impatto ambientale, il migliore utilizzo delle materie prime;
incrementare il livello di occupazione globale, attraverso piani di
realizzazione dei lavori pubblici e delle infrastrutture.
11
Per favorire la ricerca e lo sviluppo di avanzate tecnologie di
prodotto e di ciclo produttivo, sono individuate le principali azioni:
1. promozione del trasporto su rotaia, prevalentemente sotterraneo
nelle aree urbane e di superficie altrove; sviluppo del sistema
ferroviario ordinario, in termini quantitativi e qualitativi;
manutenzione accurata del materiale rotabile ed eventuali
interventi sull’estensione ed utilizzo ottimale della rete, sul
raddoppio o quadruplicamento dei binari e sull’elettrificazione;
2. valorizzazione dell’alta velocità. L’obiettivo è arrivare ad una
mobilità sostenibile, che realizzi collegamenti efficienti tra le
grandi città d’Europa, ma che tenga conto anche dei centri più
piccoli e delle regioni periferiche meno sviluppate;
3. ulteriore grande sviluppo dell’intermodalità e della connessione tra
tutti i macrosistemi di trasporto, per la razionalizzarne l’utilizzo, in
funzione di esigenze individuali o collettive;
4. costruzione di nuove strade e autostrade, raccordi, svincoli,
tunnel, ponti, ove le opere si dimostrino utili e compatibili con
l’impatto ambientale;
5. sostegno agli investimenti per la sicurezza delle persone
nell’ambito dei trasporti pubblici o privati e campagne di
sensibilizzazione per la sicurezza stradale;
6. maggiore utilizzo delle vie d’acqua navigabili.
Per quanto riguarda poi l’edilizia, bisogna promuovere l’ottimizzazione
e la razionalizzazione dei fabbisogni energetici per l'edilizia
residenziale e pubblica, incentivare il risparmio energetico, aumentare
l’fficienza energetica degli edifici sia residenziali che produttivi ed
attuare la certificazione degli edifici. Per traffico e viabilità occorre
accelerare i tempi di attuazione degli interventi prioritari sui
collegamenti con la viabilità nazionale e sulla metropolitana delle
coste. Nel breve periodo sono indispensabili il ripristino dei treni
diretti di collegamento fra località turistiche e grandi città, la messa in
sicurezza di tratti stradali e svincoli agli ingressi delle città della
nostra costa, quelli delle strade che arrivano agli insediamenti
abitativi degli Appennini e delle Alpi.
73
Realizzare
rapidamente
nuove e più
moderne
infrastrutture
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.11.3 Biotecnologie su alimenti e salute
11
Assicurare la
sicurezza
alimentare
L'uso delle biotecnologie per la produzione di alimenti ha suscitato in
questi ultimi tempi notevoli perplessità; l'opinione pubblica si
interroga giustamente sulle conseguenze dell'uso di OGM
nell'agricoltura e nell'allevamento. In qualunque parte del mondo si
può insediare un laboratorio che modifica la cellula di qualunque
organismo vivente.
Non sappiamo che cosa comporterà in futuro per la nostra salute
l’introduzione degli OGM, in concorrenza con le produzioni
agroalimentari locali e con buona pace dei nostri agricoltori,
generalmente molto attenti alla qualità delle colture made in Italy
quanto mai richieste.
Proponiamo dunque un piano di incentivi per valorizzare l’assoluta
sicurezza alimentare di varietà vegetali e di produzioni locali,
certificandola a livello internazionale con sigle come quelle ben
conosciute di IGT, DOP, DOC. Occorre inoltre introdurre un sistema di
etichettatura chiaro e preciso che permetta al consumatore di
conoscere la presenza o meno di organismi geneticamente modificati
nei prodotti che trova sul mercato.
In base al protocollo sulla bioscienza firmato nel gennaio del 2000 da
138 paesi, è opportuno che l’Italia recepisca il principio di precauzione
secondo il quale un paese può rifiutarsi di importare prodotti che
ritiene pericolosi per la salute e per l’ambiente. Proponiamo altresì il
potenziamento della ricerca pubblica sui cibi OGM e il diritto del
consumatore di conoscere l’esatta provenienza e natura degli
alimenti.
74
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
2.11.4 Politiche energetiche
Dobbiamo fornire un contributo significativo contro l’innalzamento
delle temperature e le emissioni di CO2, e non solo per non pagare le
penali previste dal trattato di Kyoto ma perché ci crediamo. Il
contributo che Italia dei Valori anche in questo campo può fornire è
enorme, perché in pochi altri settori economici come in quello
dell’energia la forza e lo strapotere delle lobbies a livello mondiale ha
saputo condizionare le politiche dei governi e questo sta avvenendo
tuttora e per nessun altro motivo che salvaguardare gli interessi delle
multinazionali dell’energia. Italia dei Valori può e deve porsi anche
in questo campo a baluardo degli interessi dei cittadini italiani che
troppo spesso vengono sacrificati sull’altare della multinazionale di
turno. La politica deve saper essere all’altezza di governare
efficacemente stravolgimenti significativi nel settore energetico
nazionale, regionale ed internazionale, senza farsi corrompere o
manipolare, vogliamo che anche in questo campo Italia dei
Valori sappia dimostrarsi al di sopra degli interessi di parte e
faccia proposte solo nell’interesse dei cittadini. In questa corsa
contro il tempo per la salvaguardia del nostro pianeta la
decarbonizzazione della rete elettrica prevale di gran lunga su
qualunque altro aspetto, perché si tratta di qualcosa che può essere
fatto subito, basta volerlo. In definitiva, l’uso ottimale dell’energia
e l’incentivazione delle fonti di energia rinnovabile sono alla base del
nostro programma. Gli obiettivi da raggiungere sono:
la piena ed effettiva liberalizzazione del mercato energetico,
controllata ed eventualmente supportata dallo stato per garantire:
(1) un reale regime di libera concorrenza tra produttoridistributori di energia; (2) la decentralizzazione e la diffusione sul
territorio della produzione di energia; (3) la compatibilità
ambientale dei siti di produzione dell’energia;
la distribuzione di energia a tutte le persone senza alcuna
disparità;
l’incentivazione della ricerca in campo energetico;
l’incentivazione e il supporto per la produzione in proprio di
energia nelle abitazioni, con il sistema fotovoltaico;
la promozione di adeguati piani di comunicazione per favorire il
risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia nelle case;
la promozione di sistemi di gestione energetica in tutti i centri
delle pubbliche istituzioni, senza gli sprechi che si verificano
attualmente;
la promozione del recupero totale degli Olii esausti Alimentari per
produzione energetica (Filiera Agricola / Rurale per la produzione
di olio vegetale ad uso interno regionale per cogenerazione
energetica e trigenerazione).
Il risparmio di energia si può avere incentivando la costruzione di
abitazioni passive che consumano enormemente meno delle
abitazioni tradizionali. La coibentazione delle abitazioni esistenti,
anche senza arrivare, quando non è possibile, ai livelli delle case
passive, va incentivata, anche se è costosa e non sempre agevole da
realizzare in modo soddisfacente. La costruzione di edifici passivi e
la passivazione, ove possibile, di edifici da ristrutturare andrebbe
75
11
Liberalizzare il
mercato
energetico
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
11
Sostenere le
fonti
energetiche
alternative
prescritta. Vanno inoltre incentivate, compatibilmente con lo stato
attuale della tecnica, tutte le altre forme di risparmio energetico, ad
esempio nell’illuminazione, nei trasporti, negli elettrodomestici.
L’utilizzo di forme di energia con minore produzione di CO2 va
incentivato: riguarda l’uso delle fonti di energia solare, un maggiore
sfruttamento del geotermico, l’incentivo dell’eolico che talvolta
comporta problemi di impatto paesaggistico ma che in molte parti del
nostro territorio, ad esempio aree pianeggianti di non elevata qualità
paesaggistica, può essere compatibile con il paesaggio. Va inoltre
valutata la possibilità di incentivare l’uso delle pompe di calore che
utilizzano la temperatura costante del sottosuolo. Dovranno essere
incentivati i progetti industriali e le tecnologie di captazione del
potenziale termico solare e di sua conversione in energia elettrica
tramite
processi
termodinamici,
il
cosiddetto
Solare
Termodinamico, o in produzione di Idrogeno tramite processi
termochimici di scissione dell’ acqua.
Italia dei Valori intende promuovere in ambito regionale e nazionale
una forte attenzione sugli ultimi sviluppi tecnico scientifici che sono in
fase di sperimentazione in Italia e che in forme diverse sono presenti
in impianti pilota installati in altri paesi europei o extra europei. Pur
consapevoli che nessuna tecnologia ad oggi conosciuta sia in grado di
sostituire totalmente e in un arco temporale di medio periodo, senza
articolate strategie di adozione complementare integrata, le fonti di
origine fossile e quindi purtroppo inquinanti e non rinnovabili,
introduciamo per primo questo tema del solare a concentrazione in
quanto ritenuto in ambito tecnico-scientifico relativamente semplice e
maturo, immediatamente fruibile, strutturalmente pulito a zero
emissioni, da fonte rinnovabile, potenzialmente economico,
tecnicamente adatto alla produzione continua o flessibile.
Ovviamente, Italia dei Valori intende sostenere anche le tecniche
mature del solare termico, dell’eolico di ultima generazione sia in
installazioni terrestri che marine – Offshore – attraverso le varie
articolazioni tecnologiche, la gassificazione da biomassa in ambito
di filiera corta (endogene) da agroenergia e da cicli integrati dei
rifiuti, il fotovoltaico nelle varie applicazioni al Silicio, al Tellururo di
Cadmio e Nano-tecnologico ad alta efficienza e a concentrazione in
radiazione diretta e diffusa, la geotermia primaria o di accumulo, il
mini-idroelettrico, le correnti mareomotrici, oltre ai clatrati di
metano come forma solida del gas in ipotesi di tecniche innovative
diversificate di trasporto del gas ed ai progetti internazionali di studio
della fusione nucleare senza scorie: IGNITOR - ITER.
Noi di Italia dei Valori riteniamo l’energia un tema oramai
imprescindibile a qualsiasi seria politica che abbia a cuore l’obiettivo
di proiettare il nostro Paese verso nuovi obiettivi di convivenza
sostenibile e di sviluppo sociale ed economico in grado di garantire
livelli di crescita equilibrata e dove, in una fase di rapide
trasformazioni sociali ed economiche, la sfida tecnologica, se non
governata in modo saggio e razionale, può assurgere, anziché ad una
reale leva di sviluppo e di gestione sana dei bisogni, ad un vincolo
critico di limitazione e ad un arresto dei criteri attuali di benessere
sociale raggiunti .
76
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
3
FEDELTÀ E COERENZA (proposte
e programmi delle coalizioni)
Anche se potevano fare molto meglio, i governi di centro-sinistra
hanno comunque migliorato l’Italia e fatto molto meglio dei disastrosi
risultati delle stantie coalizioni di centro-destra. La Giunta Illy ha
poi operato molto bene nella Regione Friuli-Venezia Giulia,
raggiungendo risultati mai raggiunti nei precedenti governi regionali
degli ultimi 15 anni. Noi intendiamo pertanto mantenerci coerenti e
fedeli alle coalizioni di centro-sinistra, pur con gli adeguati distinguo
che hanno da sempre caratterizzato l’identità del nostro partito ed i
valori sui quali si fonda. Vogliamo pertanto confermare fedeltà alla
coalizione, rimanendo una spina nel fianco di coloro che cercheranno
di “fare i furbi”, da qualunque parti essi stiano. Allo stesso tempo,
però, l’Italia dei Valori si impegna affinchè ogni governo da noi
appoggiato, sia nazionale che regionale, possa mai cadere per
colpa nostra o con il nostro contributo.
3.1
Fedeltà all’accordo con il PD
Sono a voi noti le differenze che hanno caratterizzato la nostra
politica nazionale nei pochi anni di partecipazione attiva al governo
dell’Italia, che hanno permesso al partito di sensibilizzare la coalizione
di centro-sinistra in particolare sui temi della legalità e dell’etica della
politica. Pur non condividendo alcune scelte della maggioranza,
abbiamo deciso di mantenerci fedeli alla coalizione di governo,
ritenendo pragmaticamente possibile migliorare la politica solo
operando dal di dentro e non dal di fuori.
Quindi, avendo condiviso un programma elettorale, abbiamo vigilato
sulla corretta applicazione dello stesso e sul rispetto dei principi
dell’etica e della trasparenza, segnalando sempre i cambiamenti di
rotta e le tentazioni di qualche politico di deviare dai nostri valori.
Vogliamo continuare su tale linea. Abbiamo compiuto un grande
sforzo per redigere, con il solo contributo dei nostri iscritti, il
programma elettorale nazionale e regionale. Facendo parte di una
coalizione, intendiamo portare le idee contenute in questo
programma all’interno del più ampio programma condiviso dai nostri
partners politici, in particolare del Partito Democratico.
Sicuramente non tutto ciò che rappresenta i nostri ideali sarà recepito
dal Partito Democratico con il quale ci siamo associati, ma nel rispetto
del principio democratico della maggioranza, ci impegniamo
solennemente a rimanere fedeli agli accordi elettorali ed alla
coalizione di governo se, come auspichiamo, risulteremo vincitori
delle elezioni, seppur con i dovuti distinguo, soprattuto quando il
programma concordato non sarà rispettato e se verranno calpestati i
principi della legalità, trasparenza ed etica a noi tanto cari. Pertanto ci
impegniamo a rispettare il Programma concordato con il Partito
Democratico sul quale lavoreremo affinchè recepisca a sua volta
molte delle nostre indicazioni e proposte.
77
Idee,
programmi e
politica più
vicini alle
esigenze del
cittadino
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
3.2
Fedeltà alla Giunta Illy
Meno noti sono i distinguo del partito su scala regionale,
semplicemente per il fatto che non siamo stati rappresentati
all’interno della coalizione che ha guidato, negli ultimi 5 anni, la
Regione Friuli-Venezia Giulia.
Tali distinguo si riferiscono in particolare al grande lavoro che deve
essere ancora fatto nella nostra regione per garantire:
La politica
deve essere
nuovamente
radicata sul
territorio
1. maggiore trasparenza nei processi di affidamento degli incarichi e
degli appalti finanziati da risorse pubbliche (e quindi pagate dai
cittadini), in particolare un uso più corretto, efficiente e
trasparente delle risorse comunitarie, senza troppi passaggi
attraverso “scatole cinesi”;
2. riduzione dei privilegi e dei costi della politica e delle istituzioni
regionali e maggior coinvolgimento dei giovani e delle donne nella
politica e nella dirigenza pubblica;
3. realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie allo sviluppo
dell’economia regionale ed al miglioramento della qualità della
vita del cittadino identificando gli interventi sulla base di attente
analisi ambientali che determino un impatto complessivamente
positivo rispetto alla non realizzazione delle opere;
4. maggiore sostegno alle persone ed alle organizzazioni di
volontariato per lo sviluppo di progetti di solidarietà sociale e di
programmi di cooperazione nella nostra regione e nei paesi
poveri.
I prossimi appuntamenti elettorali che ci vedono quale regione pilota
in una tornata elettorale in cui appare un nuovo soggetto politico cioè
il Partito Democratico.
Italia dei Valori non inizialmente voluta all’intero di questa nuova
formazione, con la quale però ha voluto mantenere un rapporto
preferenziale apprezzandone il coraggio ed innovazione, ha aperto
una propria fase costituente volta ad allargare la base elettorale e
soprattutto per dare un forte segnale di apertura del partito al
contributo alla società civile e di qualsiasi forza liberale e democratica
che non si riconoscesse più nei nuovi assetti partitocratici nazionali.
78
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4
DALLA PARTE DEI CITTADINI
(programma e proposte regionali)
Il benessere si diffonde attraverso il miglioramento della qualità della
vita, alla difesa e salvaguardia della salute delle persone,
dell’ambiente ed il potenziamento dei vari servizi dedicati al cittadino
quali la scuola, l’assistenza sociale, la sanità, la sicurezza e la
giustizia. Perciò alla politica, allo stato, alle province e comuni il
primario compito di proteggere le fasce più deboli, la salvaguardia del
territorio, lo sviluppo di fonti energetiche alternative non inquinanti,
la salvaguardia della sicurezza e salute dei cittadini ed una giustizia
rapida ed efficace. Il programma elettorale dell’Italia dei Valori per
il Friuli-Venezia Giulia vuole portare avanti le istanze dei cittadini che
negli ultimi anni non hanno trovato risposte adeguate, arricchendosi
di nuovi contributi di massimo interesse per la nostra regione. Il
nostro partito sarà sempre in prima linea per promuovere la cultura
dell’etica, della legalità e della solidarietà.
Saremo sempre in prima linea nella difesa dei cittadini, facendoci
trovare vicini e facilmente raggiungibili alle esigenze della gente ed
alle loro aspettative. Vogliamo mettere al centro le ragioni delle
persone, concentrando la nostra attenzione, nelle tematiche a noi
care e quindi per una forte caratterizzazione del nostro partito che le
affronterà privilegiando le questioni della legalità, dell’etica, della
trasparenza e della giustizia, combattendo gli sprechi, i privilegi, per
la riduzione del costo della politica e dei politici opponendosi al
malaffare in genere. Coerentemente agli indirizzi programmatici
nazionali, i principali progetti che intendiamo attuare a livello
regionale, sono stati raggruppati nei medesimi settori di riferimento
identificati su scala nazionale, anche al fine di facilitare la loro
attuazione e coordinamento con gli indirizzi programmatici di tutti gli
ambiti territoriali italiani.
Infatti, nell’ambito di tali settori, alcune questioni e progetti hanno
carattere esclusivamente locale e pertanto localmente saranno
supportati dall’Italia dei Valori affinchè i problemi siano risolti, altri
necessiteranno di un sostegno politico e normativo su scala più
ampia, per i quali l’Italia dei Valori regionale si impegna a portare
le relative istanze a livello nazionale. Nel rispetto degli indirizzi
programmatici nazionali, Italia dei Valori ha elaborato una proposta
specifica per i soli ambiti regionali del Friuli-Venezia Giulia, più
attenta alle esigenze del territorio e più vicina ai cittadini.
4.1
LAVORO, Formazione e Pari
Opportunità
Nella nostra regione è necessario far emergere il lavoro nero
attraverso il sostegno alla stabilizzazione in particolari settori a rischio
come quelli assistenziali, edili e nei servizi familiari. Italia dei Valori
concentrerà molta attenzione nella corretta gestione dei programmi di
formazione in quanto gli enti normalmente preposti, senza arrivare ai
casi eclatanti della Calabria (vedi inchiesta Why not ? - De
79
Cultura
dell’etica,
della legalità
e della
solidarietà
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
Anche nella
nostra
Regione
bisogna
combattere i
privilegi di
pochi ai danni
di chi da una
vita lavora
onestamente
Magistris) sono spesso forieri di scarsa trasparenza e di sviluppo di
politiche clientelari. Illustriamo alcuni esempi. Nella Regione FriuliVenezia Giulia, gran parte della gestione dei programmi di formazione
è in mano agli enti accreditati (Enaip, Ial, ecc.) ed i bandi lanciati per
utilizzare le risorse pubbliche messe a disposizione per la formazione
spesso o sono usufruibili solo da tali enti, oppure obbligano a
costituire delle cordate composte con almeno uno di loro. Ad esempio
delle microimprese che vogliono ottenere contributi per la formazione
per i propri dipendenti devono passare attraverso un ente accreditato
(anche se potrebbero essere in grado di gestire dei progetti
autonomamente e forse più appropriatamente, conoscendo meglio le
proprie esigenze). Gli Enti operanti sul territorio regionale e
nazionale, che hanno per oggetto istituzionale la Ricerca e la
Formazione agiscono in un modo estremamente definito e molto
riconoscibile. Detto presidio consente di avere una sicurezza
operativa, in quanto la garanzia dei fondi e delle commesse avviene
tramite capitolati di gara che richiamano condizioni relativamente a
dimensioni, esperienza e dati di bilancio che possono essere coperti
solo dai richiamati enti/associazioni/istituzioni, che peraltro -in alcune
Regioni, quale anche il Friuli Venezia Giulia- sono gli unici che
possono avere il riconoscimento pubblico di Ente Formativo. In altri
termini le società, più agguerrite e con maggiori know how e capacità
progettuale, sono di fatto esclusi. La conseguenza a valle di un simile
mercato “dirigista” è stato il consolidamento dello statu quo che,
come ogni potere indisturbato, mira a perpetuare sé stesso a danno
del mercato e della propria capacità di rinnovarsi ed offrire plusvalore
nei propri servizi. Oltre a ciò, detti enti/associazioni/istituzioni agendo indisturbati- sono diventati longa manus politica dell’area
rappresentata, agendo in modo capillare su tutto il territorio e
gestendo spesso politiche clientelari. Sono addirittura noti casi di
dirigenti regionali che hanno insegnato (e sono stati pagati) negli enti
di formazione che sono stati finanziati dai programmi per i quali
erano coinvolti nella relativa gestione. Inoltre, i criteri di valutazione
dei bandi sarebbero tutti da rivedere. Ad esempio, per misurare
l'affidabilità del proponente si richiede spesso il passato ottenimento
di finanziamenti analoghi. Pertanto, chi non ha mai ottenuto
finanziamenti in passato non ne può più ottenere in futuro ed i soldi
vanno sempre agli stessi. In occasione di presentazione pubbliche di
bandi regionali sono invitati quali relatori degli esperti che poi
partecipano, con loro società collegate, ai bandi stessi presentando
progetti! Non essendo più previste le "regie regionali" o i progetti a
"titolarità regionale" è ammessa la possibilità per le Direzioni regionali
di partecipare ai bandi predisposti - E VALUTATI- dalle stesse Regioni.
Per problemi di ritardi di Programma inputabili all’inefficienza
dell’amministrazione pubblica, i partners vengono a volte obbligati ad
attuare progetti in tempi più ristretti di quanto previsto dalle proposte
progettuali approvate. Tutta questa malagestione non deve più
accadere nella nostra regione e l’Italia dei Valori si impegna a
monitorare e migliorare questo delicato settore per lo sviluppo
economico e sociale della nostra regione. È necessario pertanto
incrementare i soggetti accreditati alla formazione professionale nella
nostra Regione anche grazie alla richiesta formativa in settori non
ancora rappresentati.
80
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.2
LEGALITA’, Giustizia e Conflitto
d’Interessi
Anche noi in Friuli Venezia Giulia dovremmo richiedere che vengano
posti dei divieti, non è sopportabile che persone condannate siedano
su posti di potere siano essi parlamentari, assessori, o Presidenti di
società autostradali.
Non si tratta di fare del facile moralismo, semplicemente chi ha
corrotto od è stato corrotto non ha dimostrato di meritare di ricoprire
incarichi elettivi, in altre parole chi si è fatto corrompere ha
dimostrato di non meritare la nostra fiducia e non gli deve essere
data la possibilità di gestire nuovamente denaro pubblico.
Se temiamo di proporre leggi di questo tipo, se temiamo di urlare con
forza il nostro no avanti a nomine discutibili, se temiamo di essere
cacciati dalla maggioranza perché urliamo con forza quelli che sono i
nostri valori, se temiamo tutto questo, allora tradiamo i nostri Valori
e forse abbiamo sbagliato partito. Gli interessi dei cittadini vanno
sempre anteposti a quelli delle lobby.
Ed è qui, a casa nostra, che noi abbiamo il dovere di attuare questi
principi. Denunciando se occorre gli interessi che producono la
ricchezza di pochi ed il disagio dei cittadini. Anche nella nostra
regione bisogna riportare la politica e la nomina degli amministratori
al rispetto dei valori etici alla base del nostro impegno.
L’azione del nostro partito in FVG deve mettere al centro della politica
l’interesse dei cittadini ed ognuno di noi deve ricordare molto bene
che se ci stiamo occupando di politica è per fare il bene del nostro
Paese, dei comuni dove viviamo.
Essere portatori di VALORI è qualcosa di molto impegnativo per un
partito politico, in un’epoca in cui dei Valori sembra ci si sia
dimenticati. Proprio perché in tanti sembrano perdere la misura dei
valori politici noi che nel nostro simbolo abbiamo e non a caso un
“gabbiano che vola” dobbiamo volare alto, dobbiamo dimostrare
che la parte più sana del Paese non si rassegna, ma lotta con
tutte le proprie forze per l’affermazione dei diritti dei più
deboli, di chi non è ascoltato, dei cittadini troppo spesso
vessati dalla prepotenza del potere.
Dobbiamo essere aperti e pronti a ricevere suggerimenti dai
cittadini che vogliono e devono avvicinarsi alla politica, per
renderla qualcosa di realmente trasparente, propositivo, al servizio
della comunità e non di questo o quel gruppo di potere che,
purtroppo in un modo o nell’altro hanno messo radici e condizionano
la vita politica ed economica dell’Italia come del Friuli Venezia Giulia.
81
Anche da noi
c’è una casta
che ha troppi
incarichi e
privilegi ed
ostacola lo
sviluppo
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.3
ECONOMIA, Commercio e
Innovazione
Nell’ambito del sistema imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia, il
settore di attività più rappresentativo come peso attuale di numero di
imprese attive sul totale è quello del terziario, in particolare del
commercio. Le imprese al 2004 erano 24.915, pari al 24,3% del
totale regionale.
Quota questa della compagine imprenditoriale regionale rimasta
pressoché invariata dal 1997 ad oggi. Ciò testimonia, assieme al
contributo di tutta rilevanza fornito dal terziario alla creazione del
valore aggiunto regionale (69,8% nel 2005) nonché alla crescita del
PIL in area Nord-est (+ 2,3% nel 2006, anche grazie ad un + 1,8%
dei servizi), come dalla lettura della struttura settoriale dell’economia
regionale
emerga
chiaramente
un
modello
di
sostanziale
terziarizzazione.
Continuare a
sostenere ed
innovare il
terziario
Il terziario va pertanto innovato, diventando lo strumento di
rivitalizzazione
dei
centri
urbani
e
storici,
contribuendo
all’inversione dei movimenti dalla tradizionale offerta dei centri
storici e delle vie commerciali, verso le localizzazioni periferiche del
commercio (centri commerciali suburbani). Bisogna pertanto
sostenere un equilibrato ed armonico sviluppo del sistema distributivo
regionale, di salvaguardia e buon uso del territorio, nonché
nell’interesse dei consumatori. In tale modo sarà possibile garantire
l’esistenza sul territorio degli esercizi commerciali di dimensioni
inferiori, settore critico a causa della concorrenza operata dalla
grande distribuzione, sia in termini di ampiezza dell’offerta che di
competitività dei costi praticati.
Italia dei Valori propone pertanto di:
82
riqualificare e ristrutturare i fabbricati e le loro pertnenze, anche
per quanto concerne l’adeguamento alla normativa in materia di
barriere architettoniche, nonché i relativi arredi;
valorizzare i locali storici in raccordo con le iniziative previste agli
artt. 87 e segg. della legge regionale 29/2005;
sostenere le iniziative di formazione e assistenza tecnica agli
operatori, anche per il tramite dei Centri di Assistenza Tecnica
(C.A.T.) riconosciuti dalla Regione;
prevedere corsi di formazione politica finanziati dalla Regione per
giovani e donne;
diffondere il brand “Friuli Venezia Giulia” mediante iniziative di
marketing territoriale ed urbano che prevedano l’integrazione
dell’offerta commerciale con quella turistica e culturale, nel
rispetto degli interessi dei consumatori.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.4
SALUTE, Sanità e Previdenza
Italia dei Valori propone a livello regionale:
la creazione e/o il potenziamento di strutture in rete idonee a
percepire il disagio sociale, al fine di prevenire tragedie familiari;
l’incremento del numero degli assistenti sociali per far in modo
che le famiglie non si percepiscano sole in caso di malattie gravi
e/o degenerative, o nel caso di disabilità in genere
la creazione di strutture che: sopperiscano al cambio di visione
per cui gli ospedali sono considerate strutture solo per pazienti
con problemi di emergenza e/o acutezza di patologie, che siano
rifugio per coloro che versano in condizioni particolari (centri antiviolenza per le donne, centri di recupero) anche magari
trasformando le caserme che versano in grave stato di
abbandono. Strutture che superino l’idea di assistenzialismo, che
invece possano offrire qualità di vita;
la diffusione di un nuovo modello di assistenza domiciliare
integrata con l’offerta sanitaria e residenziale, in favore di soggetti
disabili o anziani ed estensione del sostegno economico della
Regione FVG alla famiglia, con tali soggetti a carico, che
acquisisca prestazioni assistenziali documentate da soggetti
accreditati
e
non
solo
provvedendo
direttamente
all’inquadramento lavorativo del personale. Tale proposta è tesa a
sostenere due problematiche fortemente sentite dalla famiglia: la
mancanza di informazioni e punti di riferimento e l’impossibilità di
provvedere
direttamente
a
pratiche
assicurative
e
a
organizzazione del lavoro (vedi sostituzioni della badante per
assenze malattia e/o ferie o per semplice diritto civile al riposo).
Va inoltre incontro alla necessità di ridurre il numero dei ricoveri
riconducendo l’istituzionalizzazione ad un ruolo di risposta
episodica di specialità o di giusto atto di protezione;
l’uniformazione delle norme e regolamenti sanitari in ambito
territoriale regionale, adottando ad esempio le stesse
autorizzazioni per il pass pargheggio per i disabili, le medesime
sovvenzioni per coloro che devono prendere autovetture
particolari, nonché gli stessi diritti all’acceso ai servizi sanitari
indipendentemente dal domicilio fiscale per quanto concerne, ad
esempio, le forniture protesiche;
l’incremento dei finanziamenti alle strutture che si occupano di
patologie degenerative;
la promozione di progetti integrati assistenziali con gli Stati di
confine come Slovenia ed Austria;
il potenziamento e rilancio dei consultori familiari;
l’estensione dei progetti sperimentali di trasporto a chiamata per
chi è disabile o per gli anziani;
una maggiore diffusione dei servizi flessibili per i minori;
la trasformazione degli ospedali “minori” dimessi in servizi
ambulatoriali di comunità, servizi di assistenza momentanea
(respite care) e come intervento di primo soccorso;
la defiscalizzazione per l’acquisto di voucher sociali.
83
Una sanità
diffusa e
vicina alle
esigenze del
cittadino
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.5
POLITICA, Amministrazione Pubblica,
Rapporti Internazionali
4.5.1
Amministrazione Pubblica
4.5.1.1
Riforma l’Amministrazione Pubblica
Obiettivi strategici per il Friuli-Venezia Giulia sono:
Amministrazione più
snella e
flessibile e
più
opportunità
per i giovani
maggiore efficacia delle politiche pubbliche regionali;
incremento di efficienza della PA regionale con una riduzione dei
costi di funzionamento ed un aumento di produttività;
semplificazione e migliore qualità della regolazione, con riduzione
dei costi a carico dei cittadini e delle imprese;
riduzione e regolamentazione delle società a partecipazione
pubblica regionale.
La sfida riformatrice dell’Amministrazione Pubblica già avviata dalla
Giunta Illy andrà raccolta su diversi fronti con priorità per:
84
la riorganizzazione dell’Ente Regione, programma già ampiamente
implementato con l’obiettivo di realizzare un’organizzazione più
snella e flessibile e ad elevata capacità di integrazione, in grado di
recuperare in efficacia ed efficienza per adempiere al proprio ruolo
di alta programmazione ed indirizzo e di sviluppo della società e
dell’economia regionale;
una reingegnerizzazione diffusa delle procedure di lavoro, con una
forte semplificazione dei procedimenti amministrativi;
l’avvio di percorsi di legiferazione ad iniziativa giuntale o
regolamentazione con l’adozione di Analisi dell’Impatto della
Regolazione;
l’avvio del Comparto Unico istituito con la LR 13/1998 , che renda
effettivamente
praticabile
il
processo
di
devoluzione
programmato;
un deciso rafforzamento dei sistemi informativi, con l’adozione
massiccia delle nuove tecnologie nella PA regionale, l’estensione
progressiva di servizi digitali per le imprese e per i cittadini;
il miglioramento della comunicazione istituzionale, sia in termini di
accessibilità e trasparenza dell’azione amministrativa e legislativa
che di accountability ai cittadini ed agli interlocutori e partner
dell’Amministrazione regionale interessati o destinatari;
l’aumento della capacità conoscitiva ed informativa a supporto
delle decisioni pubbliche, con una ristrutturazione dei sistemi
statistici ed informativi;
la revisione degli strumenti di programmazione e dei processi di
concertazione e pianificazione perché diventino documenti capaci
di orientare effettivamente per tutti gli attori del “sistema
regione”, chiamati a contribuire prima alla definizione e poi alla
realizzazione di obiettivi strategici condivisi e chiaramente
esplicitati, coordinando la propria azione con quella di altri,
ottimizzando l’uso delle risorse disponibili, riducendo la
conflittualità interna;
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
la diffusione di processi e metodologie di valutazione dei risultati e
degli impatti dei programmi e dei progetti realizzati;
estensione a tutto il personale della gestione per obiettivi e avvio
attraverso il percorso contrattuale della piena fruibilità di
meccanismi di valorizzazione delle risorse anche con percorsi
interni di carriera;
realizzazione di adeguate iniziative di supporto alla riorganizzazione
interna ai servizi anche a seguito dei processi di devoluzione e per
compiere i percorsi di semplificazione.
4.5.1.2
Società a Partecipazione Pubblica
Un settore particolarmente importante per l’azione politica
dell’Italia dei Valori è rappresentato dalla necessità di portare
maggiore trasparenza nella nomina degli amministratori e
negli affidamenti esterni, soprattutto da parte delle società a
partecipazione pubblica (Autovie Venete, Informest, Finest,
Insiel, Friulia, ecc.) e dagli Enti di Formazione della nostra
regione. Troppo spesso, infatti accade che:
1. gli amministratori ed i dirigenti di tali società ed enti sono
nominati con criteri politici, senza selezioni trasparenti e
soprattutto necessarie a misurare la loro capacità professionale.
Anche nella nostra regione, alcuni dirigenti di tali società ed enti
sono addirittura stati degli ex-politici condannati o processati per
tangenti !!!
2. a tali società ed enti è affidata la gestione diretta di notevoli
risorse finanziarie pubbliche, che poi vengono affidate
ulteriormente all’esterno (professionisti, società di consulenza,
ecc.) in modo diretto o senza seguire procedure tipiche degli
appalti pubblici.
3. una stessa persona riveste più cariche in diverse società a
partecipazione pubblica;
4. ai vertici delle società sono nominati dei managers con potenziali
conflitti di interesse (vedi il caso Insiel) ed aventi ulteriori incarichi
e/o lavori esterni, che determinano l’insufficiente partecipazione e
coinvolgimento nelle attività societarie e la conseguente scarsa
efficienza delle stesse società / enti a partecipazione pubblica;
5. si formino sacche di illegalità diffuse all’interno di tali società.
Italia dei Valori propone:
aumentare la trasparenza nella nomina dei vertici delle società a
partecipazione pubblica, proponendo più candidati e giustificando
pubblicamente le scelte effettuate in base al merito;
precluedere ai condannati la possibilità di rivestire un qualsiasi
ruolo all’interno delle società a partecipazione pubblica;
fissare il tetto dei compensi attribuiti ai managers ed ai membri
dei consigli di amministrazione di tali società, e definire
l’eventuale condizione di non ricoprire ulteriori incarichi esterni.
85
Ridurre il
peso e gli
sprechi delle
società a
partecipazione pubblica
ed evitare
che possano
competere
con le
imprese
private
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.5.1.3
Premiare la Capacità ed il merito
Anche nel Friuli-Venezia Giulia è quantomai necessario ripristinare il
SISTEMA DI VALORI che ci ha aiutato a crescere e divenire una
Regione evoluta, ma che ora ha dimenticato le fondamenta stesse del
suo progresso che erano radicate proprio in quei VALORI tramandati
dalla nostra cultura.
A nostro avviso uno dei più importanti e spesso ignorato è il VALORE
DEL MERITO.
La spinta dei migliori è sempre stata insostituibile per ogni società
che si espande e progredisce, ma anche nella nostra Regione negli
ultimi anni si è affermata una politica clientelare rispetto a quella
premiale.
Il merito
deve essere il
parametro
principale per
favorire
qualunque
carriera
È assolutamente necessario ripristinare il riconoscimento dei meriti di
chi si impegna molto per migliorare le sue condizioni, di chi
intraprende rischiando le sue risorse, di chi fa del suo lavoro una
missione al servizio della società, di chi ottiene dei risultati utili alla
comunità, di chi con il suo comportamento è da esempio benefico per
tutti, di chi ha la capacità di operare in situazioni precarie senza
gravare sulla società per il suo sostentamento.
Il riconoscimento deve passare attraverso regole semplici
trasparenti che consentano l’affermazione piena di tali principi.
e
Non cambieremo nulla se non riusciremo a dare spazio all’eccellenza
e continueremo a favorire la mediocrità. Se non premieremo i
comportamenti virtuosi e ci limiteremo solo a punire quelli
negativi.
Dobbiamo puntare alla realizzazione di un sistema di valutazione
vero, trasparente oggettivo e condiviso, che possa premiare ogni
persona di valore che oggi spesso è sottovalutata. Ciò deve avvenire
in ogni ambito: dalla scuola al lavoro, nei servizi, nelle aziende
pubbliche o private, nella vita di ogni cittadino. Ma è nell’ambito
universitario che si sente più forte questo distacco. Dalla selezione
dei professori universitari e di tutti coloro che si occupano di
eccellenza passa il rilancio della nostra regione e dell’Italia
intera.
Deve tornare ad essere un forte sentire comune quello di premiare
concretamente i meritevoli, siano essi aziende private, professionisti,
pubblici dipendenti, contribuenti. Anche questo è un problema di
etica.
86
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.5.2
Rapporti Internazionali
Proprio il Friuli Venezia Giulia per la collocazione geografica è la
fucina ideale affinché il dialogo con regioni, stati e società al di fuori
della nostra nazione si realizzi, ed in quest’ottica la prospettiva il
rafforzamento
delle
forme
coordinate
di
cooperazione
transfrontaliera, possibilmente attraverso la creazione di soggetti di
gestione unici, trova il nostro appoggio incondizionato perché coniuga
la naturale propensione del FVG ponte tra culture, popoli e paesi
diversi. Tale soggetto si inserirebbe infatti al centro di una nuova
realtà amministrativa che la pone direttamente al centro dell’Europa,
l’augurio è che possa cementare l’amicizia e l’unione fra popoli che
ancora parlano una lingua diversa ma che per la vicinanza geografica
devono imparare a dialogare fra loro. Promuovere corsi di lingue
mitteleuropee e dei paesi dell’Euroregione dovrebbe essere un primo
importante e tangibile passo per avvicinare popoli che fino a pochi
lustri or sono ancora si guardavano da nemici e che dovranno
imparare a conoscere meglio le diverse culture.
La proposta di Italia dei Valori è che la Regione stabilisca delle
riunioni regolari semestrali fra le giunte delle amministrazioni che
eleggibili alla cooperazione transfrontaliera, al fine di facilitare il
coordinamento e la condivisione di una politica di sviluppo comune.
Allo stesso tempo è opportuno promuovere corsi di lingua e cultura
tedesca, slovena e croata. All’interno di tale spazio di cooperazione
sarà poi ragionevole collaborare con le altre regioni facenti parte di
quest’unico Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT),
affinché si facciano corsi gratuiti di lingua e cultura italiana nelle altre
zone della costituenda euroregione. Al fine di facilitare il dialogo con
realtà territoriali diverse, è poi opportuno rendere obbligatoria la
conoscenza della lingua inglese da parte di tutti i dirigenti
dell’amministrazione pubblica regionale.
Ciononostante, non dobbiamo con questo dimenticare le
nostre radici ed è giusto che le lingue autoctone del nostro
territorio siano comunque salvaguardate e valorizzate.
Bisogna pertanto promuovere la creazione di Gruppi Europei per la
Cooperazione
Territoriale
e/o
sostenere
le
organizzazioni
internazionali esistenti in regione a cui poter affidare, nel 2010, la
gestione dei programmi di cooperazione transnazionale e
transfrontaliera (in particolare il Programma di Cooperazione
Transfrontaliera Adriatico-IPA ed il Programma di Cooperazione
Transfrontaliera Italia-Slovenia, con procedure più trasparenti ed
efficienti.
Bisogna promuovere il coinvolgimento dei privati selezionati
attraverso procedure di evidenza pubblica, nell’attuazione dei progetti
prioritari, evitando i troppi affidamenti alle società regionali a
partecipazione pubblica. Bisogna infine evitare che il monitoraggio
sulla corretta esecuzione dei programmi possa essere affidato a
soggetti appartenenti o selezionati dalla medesima amministrazione
da controllare.
87
Una nuova
politica
estera della
regione più
aderente alle
necessità del
territorio
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.6
AMBIENTE, Agricoltura, Turismo,
Infrastrutture e Trasporti, Energia
4.6.1
Ambiente e Territorio
La pianificazione attuativa, l’istituzione e la gestione delle aree
protette è una doverosa forma di tutela attiva del nostro patrimonio
naturale. Vanno completati i piani delle aree naturali quali parchi e
riserve e avviate reali azioni di gestione delle aree naturali in genere.
Occorre promuovere una campagna di sensibilizzazione presso la
popolazione regionale per far conoscere e visitare le aree protette.
Occorre una legge regionale specifica che tuteli i fenomeni
geomorfologici epigei (doline, forre geotopi) ed ipogee (grotte) nel
loro insieme in quanto beni naturali così come con legge regionale
sono tutelate la flora e la fauna minore.
Vogliamo promuovere un corretto assetto del territorio, tutelando
aree costiere e fluviali (Tagliamento), Sic (Siti di Importanza
Comunitaria) e ZPS, vietando ogni tipo di condono e la
privatizzazione dei beni pubblici primari (acqua e coste).
Una nuova
pianificazione
ambientale
regionale
La Giunta Illy ha finalmente redatto un nuovo piano territoriale
regionale, e occorre che entri quanto prima in vigore, non essendo
più ammissibili altri ritardi. Gli strumenti di pianificazione del territorio
devono essere realizzati ed aggiornati in breve tempo. Poiché i costi e
i tempi per la loro redazione sono generalmente lunghi, occorre che
gli strumenti di pianificazione siano pochi, ma sempre aggiornati ed
efficienti. Concordiamo quindi con la scelta, contenuta nella nuova
legge urbanistica regionale di eliminare il livello provinciale della
pianificazione mantenendo unicamente i livelli regionale e comunale.
Ciononostante occorre subito attuare il nuovo piano territoriale
regionale ed i piani urbanistici comunali si devono gradualmente
adeguare al nuovo piano regionale. Si deve pertanto:
evitare proliferazioni caotiche di edifici, privilegiando il recupero di
aree edificate dismesse ed espansioni compatte;
evitare le saldature degli abitati in un continuo indifferenziato
mantenendo l’identità dei borghi e la continuità delle aree rurali
attorno ad essi;
preservare le aree di maggior valore naturalistico, paesaggistico e
produttivo agricolo indirizzando l’edificazione nelle parti del
territorio di minore pregio.
Italia dei Valori propone:
88
l’attuazione delle forme di sostegno finanziario alle industrie
regionali i cui prodotti e processi limitino al massimo l’utilizzo degli
imballaggi, fissando i limiti delle percentuali in peso dell’imballaggio
rispetto al prodotto che permettono l’ottenimento degli incentivi
alla produzione;
il divieto della localizzazione vicino alle aree residenziali di attività
inquinanti sia di produzione industriale, sia di allevamento
intensivo. Vanno comunque riconvertite quelle attività, come la
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
ferriera di Servola a Trieste, che difficilmente potranno raggiungere
livelli delle loro emissioni compatibili con i limiti imposti e con le
esigenze di benessere di chi vi risiede attorno;
l’allestimento di un sistema di raccolta dei rifiuti che abbia un
ampio margine di riserva, non essendo ammissibile che si scopra
di non poter ricevere rifiuti per risolvere l’emergenza in
Campania perché anche nella nostra Regione siamo al limite
della capienza. E’ pertanto necessario rivedere i Piani Provinciali
dei Rifiuti, accorpandoli in un unico Piano Regionale.
l’incentivazione
della
raccolta
differenziata
delle
immondizie, oggi in quasi tutta la Regione insufficiente. Le
discariche devono essere utilizzate solo per le sostanze non più
recuperabili;
il superamento della suddivisione provinciale dei piani dei
rifiuti, con un unico piano regionale avente funzione
direttamente operativa;
la promozione nel mondo della scuola, ma non solo, di una
adeguata informazione sulla necessità della raccolta differenziata
dei rifiuti, nonché la crescita della cultura ambientale
coinvolgendo nelle azioni gli Enti Locali ed il mondo associativo
ambientalista.
la tutela delle risorse idriche mediante anche l'aggiornamento
del
piano
regionale
per
la tutela
dei
corpi
idrici
superficiali,tutela e salvaguardia degli ambiti di particolare
pregio ambientale (risorgive, prati stabili);
l’incentivazione della raccolta differenziata con il sistema di raccolta
dell’umido porta a porta. Occorre fare una capillare campagna di
sensibilizzazione spiegando quali tipi di rifiuti vadano messi nei
diversi contenitori (vetro, carta, plastica);
l’incremento del compostaggio domestico dell’umido, sia mediante
appositi impianti, sia incentivando chi ha un giardino o un terreno
coltivato a conferire il proprio umido in un compostatore
domestico;
la valutazione attenta in merito all’opportunità di costruire
nuovi inceneritori, poiché vi è pericolo di emissione di diossina,
polveri sottili e polveri ultrasottili;
l’incentivazione della raccolta domestica differenziata di
rifiuti speciali (batterie elettriche, elettrodomestici e oggetti
fuori uso);
la realizzazione di adeguate campagne per promuovere il
consumo dell’acqua potabile in luogo dell’acqua in bottiglia e
dei prodotti agricoli regionali.
Per l’ambiente storico e della memoria Italia dei Valori sostiene:
la conservazione degli edifici e centri storici anche con funzioni
diverse dalle originarie, ma comunque compatibili. La
conservazione e il restauro degli edifici e centri storici deve
riguardare non solo i singoli edifici, ma anche un congruo intorno
La conservazione deve riguardare anche le opere di architettura
moderna di elevato valore architettonico; per contro va rifiutata
la tendenza a conservare tutto ciò che è solo vecchio, anche se di
nessun valore storico né architettonico;
la conservazione ed il recupero delle aree della Grande Guerra,
89
Ridurre i
rifiuti alla
fonte ed
incrementare
la raccolta
differenziata
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
luoghi di grande fascino con l’intricato insieme di trincee e
caverne, che possono divenire un parco della memoria.
Ugualmente si devono conservare e in parte aprire alle visite le
sterminate fortificazioni sotterranee del Vallo alpino del Littorio
che si trovano nella nostra Regione e fanno parte di una linea
difensiva che va da Ventimiglia a Fiume.
il recupero a nuove funzioni degli edifici di cosiddetta “archeologia
industriale”, interessanti opere dell’ingegno caratterizzate da alta
qualità architettonica. In tal senso, il Porto Vecchio di Trieste va
riconvertito a funzioni anche direzionali, museali, ricreative.
Per quanto riguarda l’ambiente sociale, Italia dei Valori propone:
la realizzazione di percorsi pedonali protetti dal traffico veicolare,
spazi verdi anche piccoli come luoghi di sosta e di
attraversamento, isole pedonali, strade di quartiere a traffico
rallentato mediante l’ampliamento dei marciapiedi e la sinuosità
dei percorsi veicolari in modo da escludervi il passaggio veicolare
di attraversamento;
il mantenimento degli elementi di identità dei luoghi evitando
edificazioni caotiche ed anonime;
l’incentivazione delle forme di comunicazione e di partecipazione
rendendo noto e trasparente l’operato delle amministrazioni locali;
Sotto l’aspetto paesaggistico Italia dei Valori ritiene necessario:
Valorizzare il
patrimonio
paesaggistico
della Regione
90
includere i contenuti di piani paesistici nei piani urbanistici
comunali;
istituire i parchi del paesaggio, aree, possibilmente rientranti in
parchi naturali, in cui con percorsi e attrezzature sia favorita da
parte dei visitatori la lettura e la comprensione del paesaggio;
assegnare al piano territoriale regionale un valore di piano
paesaggistico, con una funzione di indirizzo metodologico;
redigere anche gli altri strumenti di pianificazione aventi un diretto
riferimento con il paesaggio: in particolare il PRAE, piano
regionale delle attività estrattive, che avrebbe dovuto entrare
in vigore oltre 30 anni fa e ancora è in alto mare. Con il PRAE si
dovrebbe mettere ordine alla proliferazione di cave in pianura e
montagna che provocano evidenti ferite al paesaggio;
tenere conto del valore identitario del paesaggio anche nei piani
regolatori e particolareggiati e nei procedimenti di VIA in modo da
evitare casi come quello della Cementizillo di Fanna che vuole
ampliare una cava sul monte S. Lorenzo abbassando la cima di un
monte con forte valore identitario per gli abitanti di Maniago;
evitare che i piani regolatori permettano le saldature fra nuclei
abitati tradizionali mediante un’attenta zonizzazione e normazione
ed ostacolare la proliferazione di insediamenti residenziali
industriali e commerciali sparsi e nastriformi lungo le strade;
inserire nei piani regolatori delle norme di buona pratica
paesaggistica riguardanti le tipologie edilizie e i criteri di
realizzazione di coltivi, in particolare i vigneti terrazzati, cantine di
vinificazione, spesso costruite come capannoni industriali,
edifici artigianali e commerciali;
ridurre il rumore visivo prodotto da elettrodotti ed antenne,
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
costruendo elettrodotti interrati ove possibile e per gli
elettrodotti non interrati, definendo dei corridoi energetici
che non interessino aree di rilevante valore paesaggistico;
vietare la costruzione di antenne radiotelevisive e per la
telefonia mobile che non abbiano forme snelle e discrete tali
da inserirsi nel paesaggio;
prescrivere nella progettazione di grandi opere quali strade e
ferrovie l’intervento di esperti nell’inserimento paesaggistico;
realizzare dei parchi paesaggistici in cui, con percorsi attrezzati e
punti di visuale si possa leggere comprendere il paesaggio. I
manufatti della prima guerra mondiale e del vallo del Littorio
possono in parte essere inseriti in tali parchi e utilizzati come
strumenti di osservazione;
sostenere delle forme di tutela attiva quale la sensibilizzazione
divulgazione di tecnici e popolazione e la divulgazione di criteri di
buon paesaggio anche al fine di evitare forme kitsch quali il finto
antico e le finte scrostature sui muri, oggi di moda;
sottoporre ad un’attenta verifica la legge urbanistica regionale n.
5/2007 e il relativo regolamento di attuazione e il piano
territoriale regionale attualmente in formazione, per ridurre le
incongruenze e fumosità. Il PTR dovrà essere soggetto a un
monitoraggio annuale e se del caso aggiornato per mantenerlo al
passo con l’evoluzione del territorio.
Un’ultima notazione va fatta sull’annoso problema della messa in
sicurezza del Tagliamento, per la quale è stata ormai probabilmente
persa per interessi di parte (non nel mio giardino) la possibilità di
costruire la diga selettiva di Pinzano. La costruzione di casse di
espansione proposta come alternativa comporterebbe un grave
sconvolgimento del territorio e del paesaggio e ne va valutata con
attenzione la sua necessità, anche in considerazione dei dubbi emersi
di carattere idraulico. Va verificata la possibilità di ricalibrare il canale
Cavrato e la parte bassa del Tagliamento, anche con l’innalzamento
delle sue sponde e delle quote della viabilità stradale e ferroviaria
che attraversa il fiume all’altezza di Latisana.
Si ritiene
montagna
abitanti a
Italia dei
necessario arrivare ad uno sviluppo sostenibile della
creando condizioni sociali ed economiche che inducano gli
non andare verso zone considerate più vivibili. A tal fine
Valori propone:
forme di incentivi per le attività produttive e commerciali;
tariffe ridotte per i residenti per sviluppare la crescita economica e
sociale basata su saperi e risorse tradizionali;
incentivi per l’insediamento in comuni montani ed interventi per il
recupero del patrimonio edilizio montano;
agevolazioni per allacciamento di utenze isolate;
misure per il riordino della proprietà fondiaria silvo-pastorale;
interventi di carattere ambientale diretti alla salvaguardia
dell'integrità ecologica e paesaggistica e alla valorizzazione
compatibile dell'ambiente montano, mediante azioni dirette alla
difesa del suolo, al risanamento e alla conservazione delle acque e
del patrimonio agricolo-forestale, alla utilizzazione del territorio
per fini agricoli, produttivi, turistici e ricreativi.
91
Incentivi alle
imprese che
operano per la
valorizzazione
delle risorse
ambientali
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.6.2
Agricoltura
Per quanto riguarda il settore agricolo va sottolineato che il comparto
ha vissuto una fase di radicali mutamenti che hanno condotto ad una
configurazione dello stesso più moderna, in cui hanno un peso
preponderante le aziende che operano in una logica di mercato e che
riflettono una graduale omologazione dell’agricoltura ai meccanismi di
sviluppo e di funzionamento degli altri settori, con le conseguenti
tendenze alla concentrazione delle attività produttive e all’estinzione
delle unità economicamente marginali.
Tale processo di sviluppo, analogamente a quanto è accaduto su scala
almeno nazionale, non è stato comunque privo di ombre (si pensi ad
esempio alla questione della salvaguardia dell’ambiente rurale o alle
coltivazioni e agli allevamenti fuor di misura intensivi) ed è inoltre
stato condizionato dal forte sostegno pubblico (sia comunitario che
nazionale e regionale).
Il venire meno, anche se in maniera progressiva, di tali tutele pone
alle aziende agricole il problema di riorganizzarsi nuovamente.
In questo contesto l’Amministrazione Regionale ha avviato un
percorso di riposizionamento strategico del settore ridefinendo
innanzitutto il proprio set di obiettivi e quindi predisponendo i primi
strumenti operativi.
Aumentare le
produzioni
tipiche e di
qualità della
nostra regione
Obiettivi strategici della politica agricola regionale saranno:
92
creare un cluster agroalimentare, orientato alla produzione di
qualità (certificazioni, marchi e brand, prodotti biologici);
realizzare un sistema produttivo sostenibile ed ecocompatibile,
con miglioramento degli indici ambientali (parametri di qualità);
mantenere ovvero migliorare la qualità del paesaggio rurale e
della identità geografica del territorio e della vegetazione;
aumentare la biodiversità genetica con la conservazione delle
razze in via di estinzione e delle colture in erosione genetica;
aumentare le produzioni di qualità (biologico, certificate, di
processo e di prodotto) nella filiera agroalimentare ed in quella
forestale;
promuovere la sicurezza, la qualità alimentare, il benessere
animale e le buone condizioni agronomiche e ambientali;
avviare e consolidare il Programma di sviluppo rurale 2007-2013;
sostenere e rilanciare le imprese agricole all’interno di sistemi
rurali integrati;
sviluppare le energie alternative;
sviluppare attività produttive coerenti con la salvaguardia
dell’ambiente e la conservazione degli spazi naturali.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
Italia dei Valori propone di:
sostenere le imprese agricole colpite da difficoltà derivanti da
calamità naturali (es. siccità 2006), rafforzando una serie di
strumenti di aiuto finanziario specifici quali la ricapitalizzazione
delle cooperative, la concessione di finanziamenti a breve termine
a condizioni agevolate e la ristrutturazione delle aziende in
difficoltà;
sostenere direttamente i settori produttivi di qualità (es.
Viticoltura – frutticoltura) e di nicchia (es. apicoltura), finanziando
le strutture di produzione, trasformazione e commercializzazione,
con un cenno particolare al settore lattiero in area montana (es.
malghe e caseifici) e sostenendo la multifunzionalità dell’impresa,
che si esprime in particolare attraverso l’agriturismo, l’ittiturismo,
la vendita diretta dei propri prodotti e la autoproduzione di
energia.
Sostenere l’innovazione, la ricerca e la qualità attraverso l’entrata
a regime del sistema di sviluppo integrato dei servizi di sviluppo
(SISSAR), al sostegno delle produzioni di qualità, specie nei
comparti agroalimentari e in quelli vitivinicolo e frutticolo;
attuare la legge regionale sull’innovazione (ricomprendendovi
anche il settore forestale);
attuare il sistema informativo agricolo regionale (S.I. Agri. Friuli
Venezia Giulia), anche per il settore ittico;
predisporre una disciplina organica per la pesca e per
l’acquacoltura e costituire un distretto di pesca dell’Alto Adriatico
per un utilizzo condiviso delle risorse ittiche.
Disciplinare a livello regionale la tematica degli organismi
geneticamente modificati (Ogm) in modo tale da garantire il bene
comune della sicurezza alimentare attraverso la verifica e la tutela
della qualità dei prodotti agricoli secondo il “principio di
precauzione” di matrice comunitaria basato sull’equilibrio tra la
necessità di garantire la sicurezza alimentare e la necessità di non
ostacolare il progresso scientifico;
realizzare alcuni progetti relativi all’educazione alimentare, rivolti
in particolare all’universo scolastico, che prevedono ad esempio
l’introduzione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense
pubbliche e private.
93
Sostenere
l’innovazione
delle imprese
agricole
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.6.3
Infrastrutture e Trasporti
È necessario promuovere il trasferimento modale dei trasporti dalla
strada al mare ed alla ferrovia. È inoltre necessario completare la
realizzazione dei percorsi ciclabili con Austria e Slovenia. È
auspicabile insistere per la promozione e realizzazione di sinergie
aeroportuali con Lubiana e Venezia, sostenendo nuovi progetti di
collegamenti “bus navetta” fra questi aeropori e con le località
regionali attualmente non servite.
Le proposte di Italia dei Valori nel trasporto sono:
Completare il
Corridoio 5 e
rendere
moderno ed
efficiente il
sistema di
mobilità
interno della
regione
94
Completare, in primis, sull’esempio della regione Veneto, un
preciso studio sui flussi di traffico merci che interessa la nostra
Regione, in arrivo, in partenza ed in transito.
Verificare la reale potenzialità delle infrastrutture ferroviarie
esistenti idonee al traffico merci per definire i potenziali volumi di
traffico ora su gomma da trasferire su rotaia. Allo scopo si
evidenzia che L’Università di Trieste con il dipartimento di
Ingegneria possiede una lunga tradizione ferroviaria, e
attualmente supporta RFI (Rete Ferroviaria Italiana) nelle
simulazioni della circolazione ferroviaria per il dimensionamento
degli impianti.
Sulla base delle analisi svolte, completare rapidamente le
infrastrutture ferroviarie del Corridoio Pan-Europeo dei Trasporti
n.5.
Intervenire direttamente, da parte della Regione su RFI, per
evitare lo smantellamento di impianti inutilizzati che, in un ottica
di aumento del trasporto merci su rotaia, risulterebbero strategici.
Pianificare, alla luce degli studi effettuati, degli investimenti mirati
per il potenziamento e/o riconversione – adeguamento di impianti
ferroviari presenti sul territorio regionale da adibire allo “scambio”
gomma rotaia, con progetti finanziati dal governo nazionale e/o
dalla comunità, ma con gli indirizzi di gestione e controllo.
Intervenire nei confronti del governo nazionale e della comunità
europea, per azioni coercitive sul trasporto su gomma transitante
nella nostra regione per un obbligo di trasbordo su rotaia nei limiti
delle potenzialità delle infrastrutture a disposizione e di efficienza.
Promuovere iniziative comuni per incentivare il traffico su rotaia
sia con le regioni vicine sia con Austria e Slovenia anche per
eventuali azioni coercitive sopra indicate.
Promuovere, anche con possibili incentivi il trasporto su rotaia
mediante il trasferimento a livello regionale delle quote pubbliche
delle imprese ferroviarie detenute a livello centrale, possibilmente
incentivando la nascita di nuove imprese più motivate ed efficienti
rispetto a Trenitalia – divisione Cargo.
Attivare azioni di controllo e programmazione sui finanziamenti ai
Consorzi industriali che hanno ricevuto finanziamenti pubblici per
realizzare impianti ferroviari a servizio delle zone industriali,
fissando loro un tetto minimo di volume di traffico ferroviario da
raggiungere. I risultati devono legarsi all’erogazione dei fondi.
Migliorare la mobilità urbana ed extraurbana riducendo le
emissioni inquinanti ed aumentino la qualità della vita dei
cittadini, pedoni e ciclisti inclusi.
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
Sostenere il collegamento fra i Porti di Trieste e di Capodistria e la
loro interconnessione con il sistema AV/AC del Corridoio PanEuropeo dei Trasporti n.5
Avviare la gestione integrata dei vari servizi di trasporto pubblico,
compreso quelli marittimi, mediante la realizzazione di uno studio
di fattibilità di tariffazione unica in applicazione del D.Lgs n.111 dd
1-4-04 che attribuisce funzioni di programmazione ed
amministrazione del servizio pubblico di trasporto alla Regione.
Attuare sperimentazioni come il car sharing (auto condivisa), il car
pooling (auto privata in uso pubblico), la mobilità ciclabile e
l’incentivazione e la pubblicizzazione del mezzo pubblico.
Migliorare la sinergia tra i vari Enti locali, date le loro diverse
competenze, perlomeno per: (i) rendere competitivo il servizio
pubblico urbano, velocizzadolo attraverso corsie preferenziali; (ii)
ridurre le emissioni metanizzando i mezzi pubblici ed erogando
incentivi ai veicoli privati convertiti a metano; (iii) potenziare i
servizi ferroviari e marittimi con tariffazioni integrate ai parcheggi
di scambio periferici (da reperire anche attraverso la
collaborazione tra più comuni);
Potenziare l’utilizzo diffuso dei mezzi di trasporto collettivo al fine
di ridurre l'inquinamento e la congestione del traffico,
preservandoci la salute e riducendo i tempi di spostamento;
Liberare la pontebbana dal traffico pesante sviluppando
infrastrutture viarie secondarie (Sequals – Gemona).
Liberare il centro della cittadina di San Vito dal traffico pesante
senza gravare su altre realtà locali, con rispetto del territorio;
Si vuole rendere competitivo il sistema territoriale locale, facendo in
modo che sia possibile supportare l’azione delle imprese realizzando
collegamenti che possano migliorare le relazioni potenziando
l’organizzazione logistica dando impulso all’integrazione fra le diverse
modalità di trasporto e a far funzionale anche i centri di interscambio.
Non meno importante riteniamo sarà lo sforzo di riconvertire, in un
futuro assai vicino, il mercato che non dovrà essere diretto solo al
manifatturiero, ma anche verso i servizi per l’eccellenza tanto nella
ricerca, quanto nel turismo. La nostra ricchezza sarà sempre più un
ambiente attrattivo e piacevole, capace di portar benessere ai
residenti.
Altrettanto
importante
crediamo
sia
promuovere
l’aggiornamento tecnologico e manageriale delle medio industrie.
Italia dei Valori ritiene indispensabile il potenziamento di quei valori
che hanno caratterizzato il nostro territorio e che hanno permesso al
mondo dell’artigianato e della piccola industria di essere motore
dell’economia e di fungere da ammortizzatore sociale. Particolare
attenzione sarà data a quei sistemi territoriali che sono
strutturalmente più deboli favorendo occasioni di sviluppo locale e di
azioni progettuali, facendo emergere un quadro unitario di intese e di
relazioni. Un’ultima notazione sulle infrastrutture va posta al
problema del Carcere di Pordenone. Italia dei Valori ritiene infatti
necessario prevedere una struttura nuova che rispecchi le esigenze
dei detenuti, per restituire loro la dignità di persone, e per coloro che
ci lavorano, al fine di fornire i giusti elementi di sicurezza. La
struttura dovrebbe trovarsi nel territorio comunale di Pordenone (non
da ultimo per una razionalizzazione delle spese).
95
Rendere più
competitivo
ed efficiente
il servizio
pubblico
urbano
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.6.4
Turismo
Nel settore turistico, è necessario:
Valorizzare
molto più le
bellezze della
nostra regione
all’estero
Promuovere incentivi alla creazione di strutture per turismo
sociale nelle aree in crisi economica (es. montagna) o nei periodi
di bassa stagione.
Integrare e diffondere maggiormente le offerte turistiche.
Trasformare aree inutilizzate (vedi miniera del Predil o siti
industriali dimessi) in luoghi di svago e animazione culturale.
Merita inoltre
valore sociale
costruzione di
essere previsti
segnalare che il turismo dei camperisti costituisce
ed economico, a tal fine bisognerebbe prevedere la
are di sosta attrezzate ed i contributi dovrebbero
per una gestione a Proloco o ad associazioni.
La passione per i grandi tour in bicicletta è diventata una interessante
alternativa alle tradizionali vacanze e sempre più numerosa è la
schiera dei cicloturisti, armati di intelligente curiosità verso ciò che è
possibile vedere e scoprire solamente con il lento incedere della
pedalata di una bicicletta.
A tal fine si dovrebbe prevedere la costruzione di una rete di piste
ciclabili, collegate fra loro per quanto possibile, per lanciare in Friuli
Venezia Giulia il turismo in bicicletta.
Come già è avvenuto soprattutto nei Paesi del centro e nord Europa,
dove il cicloturismo è a tutti gli effetti una risorsa turistica di rilievo,
anche in Friuli Venezia Giulia la predisposizione di vie di
comunicazione alternative a quelle per le automobili apre una
possibilità in più per dare spazio ad una nuova forma, almeno per la
nostra regione, di turismo ecocompatibile.
96
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.6.5
Politiche Energetiche ed Innovazione
Il tema dell’energia e della sostenibilità dello sviluppo è stato
uno dei nodi chiave del mandato 2003-2008, e deve essere al centro
delle politiche di sviluppo del FVG anche per il prossimo periodo
2008-2013.
L’Amministrazione Regionale ha focalizzato gli obiettivi strategici per
il prossimo periodo di programmazione ed ha messo a regia gli
strumenti esistenti, dotandosi di una programmazione di medio
periodo.
Per il prossimo periodo di programmazione i temi dell’efficienza
energetica industriale e civile e delle energie alternative dovranno
essere al centro dell’attenzione del governo regionale, per
raggiungere i seguenti obiettivi strategici:
assicurare alle famiglie e alle imprese del FVG tutta l’energia
necessaria per mantenere e migliorare i tassi di crescita
economica regionali (diversificazione e sicurezza delle fonti di
approvvigionamento);
aumentare l’efficienza del sistema energetico del Friuli Venezia
Giulia, con una riduzione dell’assorbimento di energia per unità di
servizio
(incremento
diffuso
dell’innovazione
tecnologica/
gestionale);
diminuire i consumi energetici mediante l’incremento diffuso
dell’innovazione tecnologica/gestionale e un uso più razionale
dell’energia nei settori trasporti, produttivo, civile e terziario;
ridurre il costo dell’energia, sia per le utenze business che per
quelle domestiche;
minimizzare l’impatto ambientale delle attività di produzione,
trasporto, distribuzione e consumo di energia, mediante il rispetto
di criteri di sostenibilità ambientale nella progettazione e
realizzazione di tutte le infrastrutture energetiche;
aumentare la quota di produzione dell’energia da fonti rinnovabili.
Decarbonizzare le centrali elettriche non è infatti sufficiente,
essendo stato calcolato che anche se tutte le centrali a carbone
del mondo fossero sostituite con centrali a metano la riduzione
che otterremmo in termini di emissione di CO2 sarebbe inferiore
alla metà di quanto necessario a limitare il riscaldamento climatico
a soli 2,5 gradi. Sarà pertanto necessario investire ed incentivare
le fonti rinnovabili che sino ad ora hanno trovato poco spazio in
Italia ed in Friuli Venezia Giulia. Per esempio risulta importante
analizzare la possibilità di realizzare dei centri di produzione di
energia eolica specialmente nelle regioni meno popolate del
Regione Friuli-Venezia Giulia, mentre a Trieste, dove il vento a
raffiche rende difficile l’utilizzo di tali impianti, si dovrebbe
incentivare l’installazione di pannelli solari negli edifici privati e
produttivi della provincia;
favorire lo sviluppo dell’innovazione e della sperimentazione
tecnologica e gestionale per la produzione, il trasporto, la
distribuzione e il consumo dell’energia.
Per il raggiungimento di tali obiettivi, noi proponiamo:
97
Liberalizzare
il mercato
energetico
regionale e
non
aumentare i
costi delle
bollette
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
Sostenere i
progetti
innovativi e le
energie
alternative
98
realizzare una politica volta a sostenere processi produttivi e
compatibili e l’utilizzo delle fonti rinnovabili, attraverso l’efficienza
energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la promozione
della
riduzione
delle
emissioni
in
atmosfera.
Inoltre,
coerentemente con quanto dettato dalla decisione di Göteborg,
intendiamo incentivare la produzione di energia da fonti
rinnovabili, anche per migliorare il grado di indipendenza
energetica. Saranno quindi progettati, e successivamente attuati,
interventi nel quadro della vigente disciplina comunitaria degli
aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente, per i seguenti ambiti:
risparmio energetico, fonti rinnovabili, cogenerazione di energia e
calore. Le attività previste saranno volte a sostenere le imprese
industriali nelle iniziative rivolte a promuovere l’efficienza
energetica, con riferimento, tra l’altro, al risparmio energetico
direttamente collegato allo svolgimento del ciclo produttivo,
nonché collegato alla tutela ambientale e all’utilizzo delle fonti
energetiche rinnovabili. È pertanto necessario prevedere con leggi
regionali, che i fornitori di energia elettrica debbano
produrre una quota significativa crescente di anno in anno
di energia elettrica con le vere fonti rinnovabili: eolico,
solare, fotovoltaico, sino ad arrivare per ogni fornitore di
energia ad una quota non inferiore al 30% in energia
rinnovabile entro il 2020. Le penali in caso contrario
dovranno essere severissime sino ad arrivare alla revoca
della concessione.
sostenere progetti per l’innovazione nelle tecnologie, nei processi
e nei prodotti per un’energia sostenibile mediante l’utilizzo dei
fondi comunitari per lo sviluppo regionale (FESR) assegnati alla
Regione per il periodo di programmazione 2007-2013;
diminuire gli sprechi di energia, premiando i comportamenti
virtuosi di aziende e privati con sgravi sulle imposte, ICI e Tarsu,
o sull’IVA, o sulla tassa di circolazione. In particolare, andrà
premiato
o chi costruisce case a basso consumo di energia;
o chi acquista elettrodomestici ad alta efficienza energetica
o chi installa impianti di energia rinnovabile: eolico, pannelli
solari per il riscaldamento dell’acqua, dei dispositivi solari
termici e delle celle fotovoltaiche.
incentivare chi acquista od utilizza scooter od auto a basso tasso
di inquinamento.
incentivare il trasporto pubblico rendendolo più efficiente, più
economico, e più ecologico. I nuovi autobus dovranno essere a
metano od a energia elettrica. Nell’incentivare l’installazione nelle
abitazioni di impianti solari o fotovoltaici la regione FVG potrà
prevedere che quei comuni che incentivano l’installazione o con
finanziamenti o con economie di scala possano essere premiati
con una migliore ripartizione dei fondi regionali;
creare una competizione fra i comuni della regione è un altro
modo per diminuire i tassi di inquinamento della regione;
prevedere la creazione delle prime centrali solari in Italia ed in
Regione Friuli-Venezia Giulia non solo è necessario ma sta
diventando urgente ed ineludibile sul modello di quelle proposte
dal premio Nobel Carlo Rubbia. Con il tempo la tecnologia potrà
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
certamente migliorare e rendere più efficienti queste centrali
solari, ma bisogna pur iniziare, ed il momento per iniziare è
arrivato, non c’è più tempo da perdere;
continuare a sostenere i centri di ricerca di eccellenza del FriuliVenezia Giuilia, nonché i distretti produttivi industriali ed agricoli
per lo sviluppo di Competenze e Tecnologie di Generazione
energetica da Fonti Rinnovabili nell’ottica di una attivazione
sistemica delle risorse disponibili e potenziali. La nostra regione,
per le relativamente ridotte dimensioni, potrebbe diventare una
laboratorio in Italia per un esperimento tecnologico/sociale in cui
si coniugano ricerca scientifica, tecnologia, risparmio
energetico,
contenimento
dell’impatto
ambientale,
occupazione e nuova imprenditoria ad alto contenuto
tecnologico.
La centrale a carbone di Monfalcone deve essere convertita al più
presto a metano, utilizzando il metano che già passa dai numerosi
gasdotti che attraversano la regione. L’alternativa potrebbe essere
quella di accettare la costruzione di un impianto di rigassificazione
sul territorio regionale: allo stato attuale degli atti però non risulta
che gli impianti proposti in Friuli-Venezia Giulia siano in grado di
garantire un adeguato livello di sicurezza per la popolazione in caso di
grave incidente od attentato. Italia dei Valori esprime infatti parere
negativo agli impianti di rigassificazione presentati sino ad ora
sul territorio regionale, in particolare all’impianto di Zaule che si
verrebbe a collocare a meno di un chilometro dalla città di Trieste. Un
adeguato livello di sicurezza per i cittadini deve essere un punto
irrinunciabile di qualunque politico, la salute e la sicurezza non
possono essere messi a repentaglio per meri interessi economici.
L’altro impianto presentato al centro del golfo di Trieste al di là di
problematiche legate ai bassi fondali dell’alto Adriatico ed ai problemi
legati alle distanze di sicurezza ed agli accessi ai porti di Trieste e
Monfalcone, è oggettivamente ingombrante, in una zona che
desideriamo rilanciare anche da un punto di vista turistico appare non
opportuno. Riteniamo che progetti così importanti non possano essere
dislocati nei luoghi scelti arbitrariamente dalle aziende, ma
esclusivamente dove è più conveniente per la regione e per l’Italia.
I rigassificatori vanno costruiti in Italia, ma non si può non tenere
conto delle peculiarità del territorio, e del contesto entro il quale
sono presentati. I progetti per come sono stati presentati sinora non
contengono sufficienti garanzie che tengano conto di queste
peculiarità nel Golfo di Trieste. Va inoltre garantita una maggiore
informazione e trasparenza nei confronti dei cittadini, praticamente
non consapevoli degli impatti positivi e negativi che tali opere
avranno sulla vita economica e sociale della nostra regione. Pertanto,
le proposte in tal senso vanno attentamente valutate sotto il profilo
del loro effettivo impatto ambientale e soprattutto delle garanzie
finanziarie da otteneresi preliminarmente e da aggiornarsi
annualmente in merito alle modalità ed ai costi di smantellamento
degli impianti una volta chiusi.
99
Coinvolgere
maggiormente
il cittadino
nelle scelte
energetiche
Regione Friuli-Venezia Giulia
PROGRAMMA DI GOVERNO
4.7
Costi dello Stato
È opportuno unificare i comuni sotto i 5.000 abitanti ai comuni
limitrofi maggiori, magari con competenze differenziate per tutelare le
popolazioni isolane o montane, non sempre adeguatamente
rappresentate dalle attuali comunità montane.
Eliminare
province e
circoscrizioni
ed accorpare i
comuni piccoli
Entro il 2010 i comuni dovranno o potranno aderire alle unioni di
comuni: la adesione sarà obbligatoria per i Comuni con un numero di
abitanti inferiore a 5.000 e sarà facoltativa per quelli che riterranno
utile tale forma aggregativa, sia per la presenza di problemi di
gestione amministrativa legati a ragioni geografiche, economiche o
sociali, sia per utilizzare vantaggi connessi ai risparmi di gestione.
Tali scelte dovranno essere confermate da Referendum locali atti a
sancire a maggioranza la volontà popolare, soprattutto in merito alla
scelta dei comuni con i quali accorparsi.
Risulterà poi necessario procedere all’abolizione definitiva delle
Provincie, attraverso un Piano organico per l’utilizzo del personale
attualmente impiegato in tali istituzioni all’interno delle altre
amministrazioni pubbliche e la riassegnazione delle scarse attuali
competenze alle Regioni ed ai Comuni.
Bisogna infine
circoscrizioni.
100
ridurre
progressivamente
fino
ad
abolire
le
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Programma Elettorale IDV Regione FVG