MARIANIST SISTERS DAUGHTERS OF MARY IMMACULATE C/o Rajesh Bara – Opposite Sandhya Cinema Fatima Nagar - Purulia Road RANCHI 834001 JHARKHAND – INDIA [email protected] Ranchi, 6 marzo 08 Carissimi Amici, velocemente ci stiamo inoltrando sempre più nel cammino quaresimale e il traguardo pasquale si sta lentamente delineando all’orizzonte. La Pasqua coincide, almeno da noi, con la primavera, la stagione del risveglio, la stagione in cui tutta la creazione sembra partecipare alla Vita Nuova che scaturisce dal mistero pasquale: la vittoria della vita sulla morte, il trionfo del bene sul male. Ma la via obbligatoria è quella della croce, è quella della passione, morte e risurrezione. Sono verità che illuminano ogni cristiano. Sono verità che sento quanto mai significative per il cammino che sta vivendo la chiesa in India, per quanto hanno vissuto i cristiani in India, soprattutto qui al nord. Come sapete la nostra missione è qui a Ranchi, nello Jharkhand. I cristiani dell’Orissa, lo stato diventato tristemente famoso per le violenze perpetrate contro i nostri fratelli in Cristo, sono i nostri vicini di casa. Non ripeto le notizie che forse molti di voi conoscono. Indubbiamente non si può dimenticare quanto è stato distrutto, bruciato o danneggiato: 53 chiese, cinque conventi, le residenze di quattro sacerdoti, sette ostelli della gioventù, due seminari minori, e più di 500 case e 126 attività commerciali. E tutto ciò proprio nel periodo natalizio. Soprattutto non si può dimenticare la paura nella quale stanno tuttora vivendo tanti nostri fratelli che quotidianamente sperimentano ingiustizia, violenza, emarginazione, solo per il fatto di essere cristiani. Ma questo, come ci ricorda il mistero pasquale che stiamo vivendo, non riuscirà a sradicare la fede nel cuore dei nostri fratelli. Anzi, la renderà più forte. E l’unità stessa tra i cristiani di varie denominazioni o riti ne uscirà rinforzata. Sì, il mistero pasquale è più che mai attuale. Vogliamo, nonostante tutto, continuare a credere che il bene trionferà sul male, che la vita trionferà sulla morte e sulla violenza. Vogliamo credere che anche qui in India sia possibile dialogare, collaborare, costruire un mondo più giusto e fraterno al di là delle divergenze religiose. Non possiamo permettere che la fede sia un motivo per emarginare o eliminare il fratello o la sorella che mi vive accanto. Da quanto sta avvenendo ultimamente in diverse parti dell’India, soprattutto qui al nord, le luci pasquali sembrano lontane. Forse è più realistico dire che attualmente stiamo vivendo la notte di Giuda, l’angoscia del Getzemani, la dispersione degli apostoli di fronte al dramma della passione… Questo sembra lo scenario che si avvicina. Più che mai abbiamo bisogno di Maria, la Madre del Redentore. Colei che ha saputo attendere con fede l’alba della risurrezione. Possano i cristiani dell’India, in questi tempi difficili, cogliere questa nuova chiamata alla testimonianza e al martirio, guardando a Maria. Possano in Lei trovare forza, rifugio, coraggio per restare, come il discepolo fedele, accanto alla croce. Mi piace pensare che Giovanni non fosse più coraggioso degli altri. Era solamente più giovane, più innamorato come sanno essere i giovani, ma soprattutto era con MARIA. La sua sicurezza era LEI, la Madre. Se Giovanni era là ai piedi della croce, era là perché c’era LEI. Era Lei a sostenere la sua fede giovanile, la sua fedeltà all’amato Maestro e Amico. Possano i cristiani dell’India stringersi a Maria. Con Lei attendere le luci della Pasqua, l’alba della Risurrezione. La gioia della Vita che vince la morte potrà così sciogliersi al ritmo della danza e dei tamburi. La danza. E’ questa una delle espressioni fondamentali delle tribù che popolano il nord dell’India, soprattutto qui dove mi trovo. Da quando sono qui ho imparato ad apprezzare questo momento “magico” di festa e di comunione. La danza accompagna ogni momento della vita; soprattutto sottolinea la festa, la gioia, un evento particolare che riunisce tutto il villaggio, tutta la tribù. La danza non è un atto solitario, non è fatta a coppie. La danza unifica al ritmo dei mandar (strumenti tipici che accompagnano la danza tribale) dieci, venti, trenta… cinquanta persone. Non si può restare indifferenti alla magia che emana dal gruppo che all’unisono si muove, ritmando ogni passo, cadenzando ogni movimento del corpo al suono dei mandar. E’ un’esperienza di gruppo e di comunione che coinvolge corpo e spirito in un abbraccio cosmico. Una parte fondamentale spetta a colui o colei che guida il gruppo: è la persona che guida, che sceglie i passi, l’andatura, che sa quando variare, che sa quando rallentare, quando intensificare… Quanto più capisco ora la gioia e la danza di Maria dopo il passaggio del Mar Rosso. Sì, se Pasqua è sinonimo di gioia, di festa, di vita, e senza dubbio lo è, è anche sinonimo di danza. Una danza guidata da Colei la cui fede non ha vacillato nella notte buia della passione, una danza guidata da Maria, la Madre del Redentore. E’ questa la Pasqua che sogno e attendo. Sogno di danzare con te Madre, sogno di seguire ogni tuo passo, sogno di sentire la tua mano forte e sicura stringere la mia, sogno di lasciarmi trasportare dall’entusiasmo contagioso dei miei fratelli e sorelle nella fede, sogno di dire con tutto il mio essere che Cristo è gioia, Cristo è vita, Cristo è Amore, Cristo è il Risorto. Sogno? Sognate con me, carissimi amici, e il sogno, siatene certi, diventerà realtà. Auguri! Sr. Franca ULMI Una Luce Marianista in Italia ed India – Ass. ONLUS Cod. fiscale 91027500247 – Corrente Postale n. 76205665 - www.ulmi.it