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1 Editoriale
SOMMARIO
5 Cochrane
2 Qualità
6 Medicina del lavoro
3 Miastenia
7 Storia
4 Management
8 Eventi e Corsi
anno II
numero 3
giugno - luglio 2004
A.P. 70% - Milano
Periodico di informazione e comunicazione dell’Istituto Nazionale Neurologico “Carlo Besta”
La News Letter Online
dei 3 IRCCS
Governo clinico “VERSUS”
aziendalizzazione
IscriviTI al magazine on line
È partita. Sarà promossa sul sito www.dica33.it
uno dei siti più visitati dalla comunità scientifica. Stiamo parlando della news letter online RICERCA & CURA curata dai 3 IRCCS Milanesi.
Nella mailing list si contano più di 70.000 tra
medici di base e specialisti.
Ricerca&Cura è un prodotto editoriale che
vuole promuovere tutti gli eventi scientifici, le
(segue a pagina 5)
All’esame il
riconoscimento di
IRCCS del nostro Istituto
La visita della Commissione
Roberto Pinardi – direttore amministrativo
[email protected]
Lunedì 7 giugno si è tenuta in Istituto la sitevisit della Commissione nominata dal
Ministero della Salute con la partecipazione
dei rappresentanti della Direzione Generale
Sanità della Regione Lombardia.
La Commissione
(segue a pagina 5)
Graziano Arbosti – Commissario Straordinario
[email protected]
Un dibattito su queste problematiche è da tempo in corso e necessita,
con riferimento alla realtà dell’Istituto Neurologico Besta, di alcune puntualizzazioni. Innanzitutto va chiarito che l’aziendalizzazione è uno strumento, utile e necessario dal punto di vista gestionale, soprattutto in un
periodo di scarse risorse economiche, ma non è certo il “core” dell’Istituto.
Il compito dell”Azienda è quello di mettere a disposizione le risorse ragionevoli per i professionisti e di garantire tutti quei meccanismi che possano facilitare l’accesso al servizio e la sua fruibilità per i pazienti. Pertanto
elemento cardine dell’Istituto è l’autonomia clinico-scientifica che deve garantire il rapporto personale medico-professionista-paziente.
Fatto salvo questo pilastro fondamentale è necessario individuare dei
meccanismi di coordinamento organizzativo che devono costituire l’altro caposaldo su cui si fonda l’Istituto.
Lo sviluppo delle ricerche, le nuove conoscenze, le diversificazioni di
strategie assistenziali, lo sviluppo tecnologico, il ridisegno dinamico dei
processi di diagnosi e cura, sono elementi che devono portare ad un superamento della frammentazione e dell’ ”isolamento” tipici di una organizzazione professionale, che nel mondo clinico-scientifico italiano ha
costituito una delle problematiche organizzative più difficili da superare, soprattutto dal punto di vista culturale. Si tratta pertanto di individuare meccanismi di coordinamento adeguati alla tipicità e “specialità”
del mondo clinico scientifico.
Il fatto di essere IRCCS permette comunque una maggiore facilità di passare da vecchi a nuovi schemi organizzativi di intervento, poiché la legittimazione in molti casi è legata ai centri di ricerca traslazionale, che
permettono formazione avanzata, standardizzazione delle conoscenze e
delle abilità professionali ai fini di produrre diagnosi e terapie
innovative.
Questa forma di coordinamento è il Dipartimento, tuttora oggetto di sperimentazione e approfondimento, che deve dare
queste risposte: integrazione e coordinamento condivisi, flessi-
EDITORIALE
Monica Cremonesi coord.ed. INNBESTA
[email protected]
(segue a pagina 2)
1
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Certificazione: OK
ma abbiamo ancora molta strada
In Istituto un premio
per la ricerca
Il risultato della visita ispettiva
A Valeria Tiranti del gruppo di Zeviani
Marco Triulzi
Direttore Sanitario - Resp. Aziendale Sistema Qualità
[email protected]
A cura di: Monica Cremonesi, Simona Elli - Redazione INNBESTA
[email protected]
QUALITÀ
Il 22 aprile si è conclusa la vista ispettiva del team di valutazione per la certificazione UNI EN ISO 9000 - vision 2000.
La visita prevedeva la rivalutazione completa triennale del
Sistema Qualità già certificato e ha dato il via ai percorsi di
certificazione per le aree cliniche per adulti.
A giudizio del team di verifica emerge che “il lavoro avviato dall’organizzazione con l’obiettivo di creare un sistema
di gestione per la Qualità che sia efficace ed efficiente, ma
soprattutto uno strumento gestionale facilmente fruibile, sta andando nella giusta direzione, nonostante le evidenze raccolte non permettano ancora di definire totalmente conforme al sistema stesso con i requisiti normativi applicabili. Un
plauso va a tutto il personale che si è impegnato in prima
persona, spesso mettendosi in discussione e che finalmente
mostra di comprendere il contesto di qualità nel quale si trova ad operare. Personale a cui si chiede di proseguire nel
percorso avviato anche perché oggi non è stato raggiunto il
traguardo ma sono stati creato “solo” i presupposti.”
Tra gli aspetti da migliorare sono stati segnalati in particolare:
- miglioramento della gestione delle proprietà del paziente,
es. esami RX, RM consegnate al pz;
- compilazione dei diari clinici;
- taratura e controllo della strumentazione;
- flussi di comunicazione interna;
- registrazione delle non conformità per attivare azioni di
miglioramento. ■
Segue dalla pagina 1 EDITORIALE
bilità per la gestione di alcune risorse scarse (spazi, tecnologie, organici, dotazione alberghiera), snellimento organizzativo, recupero della centralità del paziente, invertendo la
logica del “paziente di proprietà della unità operativa (fino
al 1992 si chiamava “Divisione!”), a favore di un apporto integrato delle varie UU.OO. alla risoluzione del
problema di salute del paziente.
Riprendiamo un ormai vecchio impegno: “non
10 laboratori con 4 ricercatori, ma 4 laboratori
con 10 ricercatori”!. ■
2
Valeria Tiranti ha vinto un
prestigioso premio bandito dall'Istituto San Raffaele
di Roma riservato a ricercatori "emergenti" in campo biomedico. Il premio,
ritirato a Roma venerdi' 23
aprile e' stato assegnatoal- V. Tiranti prima a dx. al suo fianco
l'unanimita' per la recente M. Zeviani, B. Garavaglia e F. Carrara
(foto Archivio Istituto)
scoperta
del
gene
ETHE1, responsabile della Encefalopatia Etilmalonica
(v. Tiranti et al., Am. J.Hum. Genet. febbraio 2004).
Come ha sottolineato Massimo Zeviani, direttore della U.O. di
Neurogenetica Molecolare “questo riconoscimento premia non
solo l'intelligenza e la tenacia della dott.ssa Tiranti, ma anche la
qualità della ricerca nell'ambito delle patologie neurologiche ereditarie svolta all'interno del nostro Istituto”. In particolare il premio è stato assegnato per il lavoro svolto nello studio su questa
rara malattia metabolica dell’infanzia che porta al decesso dei pazienti entro la prima decade di vita. La scoperta è stata effettuata
dall’equipe guidata da Massimo Zeviani, responsabile dell’Unità
Operativa di Neurogenetica Molecolare del nostro Istituto. Da oltre dieci anni numerosi ricercatori avevano tentato, invano, di
identificare le basi molecolari della malattia. descritta per la prima volta negli anni ’90 da ricercatori italiani, tra cui la dottoressa
Barbara Garavaglia. La ricerca dell’équipe del dottor Zeviani è
partita dall’analisi di sei famiglie consanguinee. Attraverso una
strategia sperimentale innovativa è stato possibile identificare le
mutazioni genetiche che causano la malattia. In particolare, grazie alla collaborazione con il servizio di linkage del Tigem, il gene responsabile è stato mappato in una regione relativamente ristretta del cromosoma 19. Dalle oltre 130 sequenze geniche annotate dalla regione, è stata poi selezionata, attraverso una strategia bioinformatica integrata, una short list di soli sette geni. Uno
di questi geni ha evidenziato la presenza di mutazioni patogene
in tutti i pazienti studiati. E’ stato inoltre dimostrato che la proteina codificata da questo gene, ribattezzata Ethe1, agisce sui mitocondri; le mutazioni del gene terminano la distruzione della proteina, la cui mancanza scatena la patologia.La scoperta di ETHE1
permette la diagnosi precoce, ed è un passo avanti decisivo per
elaborare una terapia efficace di questa grave malattia. La ricerca
scientifica è stata pubblicata sul numero di febbraio della rivista
American Journal of Human Genetics.
visit: www.mitopedia.org ■
✓FLASH
È operativa la nuova tac lx: è una tac multistrato velocissima con capacità di eseguire studi di perfusione e ricostruzioni tridimensionali immediate che consentiranno di migliorare anche gli studi angio-TC. ■
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MIASTENIA GRAVE
M
Nuovi test diagnostici e
terapie innovative
Alcune novità dalla Neurologia IV
self). Tale frammento è riconosciuto sia da cellule T che da anticorpi. La rottura della tolleranza immunologica verso un singolo epitopo self potrebbe essere la causa dello scatenarsi della malattia; questo meccanismo potrebbe corrispondere a quello che succede nella MG. Questo nuovo modello sperimentale
consentirà di testare trattamenti innovativi di immunoterapia
antigene-specifica. Nei prossimi mesi potranno essere disponibili i primi risultati della ricerca ■
DIAGNOSI
a cura di Fulvio Baggi – biologo U.O. Neurologia IV
[email protected]
La U.O. Neurologia IV ha ampliato la lista delle prestazioni diagnostiche rendendo
disponibile il dosaggio degli autoanticorpi anti-MuSK nel siero
di pazienti affetti da
miastenia grave (MG).
Dal 1986 la U.O.
Neurologia IV proU.O. Malattie Neuromuscolari e Neuroimmunologia
pone diversi test Dir. R. Mantegazza (foto Archivio Istituto)
diagnostici di laboratorio relativi alla MG, ed in particolare esegue il dosaggio per
anticorpi anti AChR (Ab-AChR) – diagnostico per oltre l’85% dei
pazienti MG – e il dosaggio per Ab-Titina e Ab-recettore per
Rianodina – diagnostici per MG associata a Timoma. Dall’inizio
di quest’anno è stato introdotto e validato il nuovo test diagnostico per anticorpi anti-MuSK (Ab-Musk); questo nuovo test viene effettuato nel caso di esito negativo per l’indagine Ab-AChR.
Per informazioni:
F. Andreetta, 022394414. - [email protected]
Sempre presso il laboratorio U.O. Neurologia IV è disponibile ora anche il test genetico per la distrofia muscolare facioscapolo-omerale (FSHD). Questa indagine permette di identificare delezioni nel locus FSH (cromosoma 4q35), e viene
eseguita su DNA genomico estratto da sangue periferico.
Per informazioni:
L. Morandi 022394413 - P. Bernasconi 022394369
[email protected]
Associazione Miastenici:
un aiuto fondamentale quando il
farmaco non c’è.
A cura di Rita Tromellini – Segretaria A.I.M.
Negli ultimi mesi molti pazienti hanno segnalato la difficoltà a
reperire l’Azatioprina in farmacia.
La società farmaceutica, interpellata dall’associazione, ha confermato la disponibilità del prodotto che però è attualmente
sottoposto a “distribuzione contingentata” in attesa di decreto
ministeriale per un cambiamento del sito produttivo ed una
nuova formulazione. “Razionavano” e intanto i pazienti?
L’Associazione, che ha sede presso il nostro Istituto, supportata
dalle indicazioni fornite dai pazienti, si è attivata per garantire la
segnalazione delle farmacie sprovviste alla casa farmaceutica che
provvederà alla fornitura
“mirata” entro 2/3 giorni.
Questa situazione di disagio si protrarrà, presumibilmente, fino a giugno.
Ulteriori informazioni per
i pazienti miastenici sul sito www.miastenia.it ■
Novità in Neurorianimazione
Gruppo IP- terapia intensiva
a cura di Simona Elli- giornalista scientifica
[email protected]
Un passo avanti nello studio della miastenia grave è stato
messo a segno dal gruppo di ricercatori della U.O.
Neurologia IV - un risultato di laboratorio che permetterà di
analizzare con maggior precisione il meccanismo patogenetico della malattia offrendo l’opportunità di testare nuove terapie più appropriate per l’uomo. Ma cosa si è scoperto? In animali di laboratorio (ratti Lewis) è stato possibile indurre la
malattia iniettando un frammento del recettore dell’acetilcolina proprio dell’animale (antigene self). Gli aspetti clinici e
immunologici della malattia così indotta sono sovrapponibili
sul piano fenotipico e immunologico a quanto riscontrato
nella patologia umana. I risultati maggiormente significativi di
questa ricerca suggeriscono infatti che la miastenia grave può
essere indotta da un singolo peptide corrispondente ad un
epitopo T immunodominante del recettore colinergico (AChR
[email protected]
L’équipe infermieristica di neurorianimazione si occupa con
particolare attenzione di problemi respiratori secondari di interventi neurochirurgici (lesione fossa cranica posteriore), patologie neurologiche (miastenia) e traumi.
Da qualche mese è in uso una apparecchiatura in-exufflator
per l’ esecuzione automatica delle manovre di fisioterapia respiratoria. Il principio si basa sulla dilatazione dei polmoni nella fase di ispirazione e nella aspirazione delle secrezioni nella
fase espiratoria.
Quali i vantaggi?
• 1° reclutamento del tessuto polmonare collassato.
• 2° mobilizzazione delle secrezioni
• 3° riduzione delle polmoniti da insufficienza del meccanismo della tosse che sia riflesso o muscolare.
Insieme si sta lavorando perché questa apparecchiatura diventi di uso comune, anche nelle altre unità
operative che si occupano di analoghi problemi. ■
MIASTENIA
TERAPIE INNOVATIVE
3
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Pagina 4
B
BORSISTI E CONTRATTISTI
Come
dice
il
Direttore Scientifico,
Ferdinado Cornelio,
Collaborazioni coordinate
Borsisti
“I borsisti sono una
componente della attività di formazione
dell'Istituto e i con20-25
26-30
31-35
36-40
41 e oltre
trattisti una scelta
strategica della Direzione Scientifica, per offrire una opportunità a giovani ricercatori capaci di inserirsi nel mondo della
ricerca, in particolare quella del nostro Istituto; una sorta di
inizio di cursus operandi da ricercatore. È una scommessa
che andrà verificata ma che ritieniamo valida”. ■
Borsisti e Collaboratori
per classe d’età
30
La scommessa e l’investimento dell’Istituto
25
20
15
A cura di Matilde Leonardi - Direzione Scientifica e
Marco Losi - Dir. Risorse Umane
10
5
0
MANAGEMENT
Sono stati avviati, dopo le selezioni dei candidati che hanno
impegnato Direzione Scientifica e U.O. Risorse Umane nei
primi giorni del mese di maggio, i progetti di ricerca
2004/2005. Borsisti e Contrattisti nella maggior parte dei casi hanno continuato un’attività già iniziata negli anni precedenti, ma vi sono anche diversi nuovi arrivati. Il nuovo
orientamento della Direzione Scientifica dell’Istituto, tende a
favorire un rapporto equilibrato tra Attrazione
(Contrattisti) e Formazione (Borsisti) nel settore delle
neuroscienze di base e Borsisti e Collaborazioni 2004/05
cliniche e di tutti i settori
Borsisti 57
Collaborazioni coordinate 64
collegati e a valorizzare la
specificità di questi contratti per acquisire professionalità elevate. I compensi sono stati aumentati sensibilmente negli ultimi due anni e si è curato anche l’aspetto gestionale del rapporto. Le controverse collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co) che nel settore privato sono state cancellate
dalla legge Biagi, sono ancora possibili nella pubblica amministrazione in attesa di un’appropriata normativa in materia. Per il nostro Istituto la maggior parte di esse, praticamente tutte quelle della ricerca scientifica, sono già nella sostanza conformi alla normativa, sono cioè già delle collaborazioni a progetto. Pur essendo spesso aperti a tutte le professionalità, Borse e Collaborazioni, sono state assegnate in
misura preponderante a laureati in Scienze Biologiche (tra i
borsisti infatti sono il 60%), e ciò non stupisce perché è il
corso di laurea forse più orientato alle esigenze dell’Istituto,
ed evidenzia il nostro orientamento prevalente sulla neurobiologia. Da parte della Direzione in particolare sui Borsisti,
che sono perlopiù di età inferiore a 35 anni, si sviluppa una
vera e propria forma di investimento nel capitale intellettuale. È importante sottolineare la capacità di attrazione
nell’ambito della forBorsisti e Collaboratori
per professionalità
mazione nonostante
all’Istituto manchi una
Borsisti
Collaborazioni coordinate
Scuola di Specialità,
che normalmente è il
bacino da cui attingere
forze nuove che favoriscono la didattica di un
luogo di ricerca. Negli
ultimi due anni si è ritenuto importante puntare alla capacità innovativa di offrire dei contratti di lavoro che garantiscono la continuità nella ricerca e che costituiscono la base per
la crescita del Besta. Se infatti i borsisti rappresentano la capacità di formazione dell’Istituto, c’è un interesse anche superiore, per il motivo detto, a considerare i contrattisti il vero investimento dell’Istituto. La speranza della Direzione è
che sia i borsisti che i contrattisti vogliano considerare il rapporto con l’Istituto importante, e una opportunità da vivere
con l’entusiasmo e il dinamismo che la possibilità di operare nel mondo scientifico devono e riescono a stimolare.
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Norme contabili e
problemi finanziari
L’Istituto ha cambiato il sistema di contabilità.
Abbiamo passivi per uscite di cassa.
Ma noi vantiamo crediti!
Savino Lorusso - Dir. UO Economico-Finanziario
[email protected]
Il d.lgs. 502/92 ha introdotto, nella gestione di alcune strutture pubbliche, un cambiamento che si può definire epocale
poiché, per la prima volta, si è dovuto abbandonare il tradizionale sistema di contabilità finanziaria per approdare ad un
sistema di contabilità economico-patrimoniale sulle linee
del d.lgs. 127/91 che riprendeva, a sua volta, la quarta direttiva CEE in tema di contabilità e bilancio. La Regione
Lombardia a sua volta ha emanato successivamente le norme
attuative per la gestione economico finanziaria e patrimoniale alle quali il nostro Istituto ha ottemperato adottando dall’anno 2000 il Bilancio d’esercizio redatto con la nuova metodologia. Il passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-patrimoniale ha comportato per l’Istituto un
notevole sforzo nell’adeguare le procedure contabili in uso
oltre che un radicale cambiamento di cultura amministrativa
da criteri di competenza di cassa a criteri di competenza economica. Tale innovazione, unitamente al nuovo sistema di finanziamento degli Enti, sulla base della produzione di D.R.G.
e prestazioni ambulatoriali, non ha peraltro prodotto risultati
apprezzabili in termini di disponibilità di cassa. Infatti, presso il Tesoriere dell’Istituto, si registrano quasi esclusivamente
deficit di cassa nei limiti dell’anticipazione consentita dalle attuali disposizioni di legge, pari a 1/12 del Valore della
Produzione, e ciò comporta sia oneri finanziari per interessi
passivi che incidono nel conto economico che notevoli problemi nella gestione corrente. Infatti, tale situazione si ripercuote negativamente anche nei rapporti con i fornitori di beni
e servizi che lamentano il notevole ritardo con il quale vengono pagate le relative forniture. A ciò si aggiunga, peraltro, che
l’Istituto attualmente vanta crediti nei confronti di ASL,
Regione e Ministeri per complessivi € 24.600.000,00 c.a
per i quali non è in grado assolutamente di programmarne il
recupero. Rimane una speranza: che in futuro, con l’ipotizzata trasformazione dell’Istituto in “Fondazione”, si possano attenuare le attuali carenze di tipo finanziario. ■
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Cochrane Italia: da dieci anni al
servizio della Scienza
Il contributo del Besta: il Gruppo Cochrane
Sclerosi Multipla. Per una ricerca indipendente e
senza conflitti di interesse
Patrizia Meroni – Comunicazione -URP
[email protected]
La Cochrane Collaboration - www.cochrane.org - è un’iniziativa non profit nata ad Oxford nel 1993 per raccogliere, valutare e diffondere
informazioni scientifiche su interventi sanitari preventivi, terapeutici e riabilitativi
allo scopo di creare
registri di trial clinici randomizzati
Gruppo collaboratori di Milano, programma
per ogni specialità. Cochrane: Sclerosi Multipla.
Oggi circa 10.000 operatori sanitari, ricercatori e rappresentanti di associazioni di pazienti sono impegnati nella produzione
di revisioni sistematiche diffuse attraverso la Cochrane
Library, un database elettronico distribuito su CD-ROM o via
Internet, e nella stesura di sintesi rivolte ai pazienti e ai non addetti ai lavori, scritte con linguaggio più comprensibile e divulgativo. Il Centro Cochrane Italia, che ha sede presso l’Istituto
di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, è attivo dal
1994 con azioni di supporto ai revisori italiani e corsi di formazione sulla metodologia della ricerca sanitaria e delle revisioni sistematiche. Coopera con le istituzioni nazionali e locali
del SSN e collabora con strutture sanitarie, società scientifiche
e associazioni di pazienti e cittadini per promuovere la cultura
e la pratica di un’assistenza sanitaria efficace ed accessibile. Tra i gruppi di collaborazione spicca il Gruppo Cochrane
Sclerosi Multipla, con sede proprio presso il nostro Istituto,
che opera già dal 1998 per produrre e diffondere revisioni sistematiche aggiornate sui trattamenti farmacologici e riabilitativi utilizzati nella sclerosi multipla. Graziella Filippini,
coordinating editor di questo gruppo di lavoro ( resp. del
servizio di neuroepidemiologia del ns Istituto), indica come
momento di maggior soddisfazione per l’attività svolta in questi anni il workshop su “Evidence based treatments for multiple sclerosis” (2002) a cui hanno partecipato revisori provenienti da 20 paesi ed associazioni dei pazienti di Italia,
Grecia, Australia e Gran Bretagna. La più grande sfida di
Cochrane Collaboration non è solo produrre, ma anche mantenere aggiornate le revisioni riuscendo inoltre a stabilire rapporti di collaborazione con le aziende farmaceutiche per poter
disporre di dati non estraibili dagli articoli pubblicati.
Purtroppo, anche per quanto riguarda il Gruppo Cochrane del
Besta, non in tutti i casi si è riusciti ad avere risposte attive e
collaborazione dalle industrie. Nonostante qualche difficoltà
ancora da superare, le attività dei revisori diventeranno sempre più interattive ed integrate garantendo risultati sempre
più attendibili, grazie allo sviluppo di metodologie di lavoro innovative e alle grandi opportunità di collaborazione internazionale offerte dalle tecnologie informatiche. Tra gli obiettivi
principali vanno evidenziati il contributo nel ribadire la necessità di una ricerca indipendente che venga diffusa capillarmente tra gli operatori sanitari e sia comunicabile ai pazienti e,
non meno importante, la denuncia dei conflitti di interesse
crescenti nel mondo della sanità. L’ottimismo per il futuro,
sia a livello nazionale che internazionale, quindi non
manca, e il Gruppo Cochrane Sclerosi Multipla del Besta
avrà certo un ruolo importante in questo panorama. ■
Seguono dalla pagina 1 EDITORIALE
pubblicazioni e le attività di ricerca che ogni giorno pongono il
Policlinico, il Besta e i Tumori al centro del mondo della sanità e della salute.
Anna Parravicini, coordinatrice della comunicazione scientifica dei 3 IRCCS sottolinea “con questa iniziativa vogliamo affrontare temi che spesso sembrano divergere e restare chiusi
all’interno delle comunità degli specialisti. In particolare questo accade con frequenza proprio nel campo della medicina
e della tutela della salute, con
effetti anche molto negativi
sulla corretta informazione
del pubblico. Per porre rimedio a questa situazione è necessario un impegno serio da
parte di tutte le competenze oggi in gioco, con un approccio
multidisciplinare, aperto a sensibilità ed esperienze differenti.
Con la newsletter intendiamo far conoscere i risultati del lavoro dei nostri medici e ricercatori.” La comunicazione scientifica è un’attività importante e dovuta perché rende noto alla
comunità i risultati scientifici ottenuti. È necessaria non solo
per visibilità ma per impegnare la stampa e gli addetti ai
lavori ad una discussione critica. Comunicare è’ una consuetudine per chi fa ricerca ma richiede attenzione e impegno
per contenere messaggi non chiari e amplificati della divulgazione scientifica che a volte trova difficoltà a mediare tra il bisogno di informazione dei lettori, ognuno con le proprie capacità di interpretazioni, e il rigore e la verità scientifica proprie
degli scienziati.
Per iscrivesi: clicca www.ricercaecura.it ■
L’obiettivo era la riconferma del carattere scientifico del nostro Istituto come previsto dal D.lgv 288/03, riconferma da
rinnovarsi ogni 3 anni.
La visita si è svolta con piena soddisfazione della Commissione
che ora provvederà a relazionare al Ministero sulla
base della visita e della documentazione presentata.
A tal proposito la Regione
Lombardia ha già dato parere favorevole con proprio
Discussione dei lavori scientifici.
atto nel marzo
scorso. Nel corso della visita sono stati presentati 5
lavori scientifici particolarmente significativi pubblicati su prestigiose riviste scientifiche. La
Commissione ha inoltre effettuato la vista presso il
nuovo laboratorio delle cellule staminali e alla nuova Risonanza Magnetica. ■
COCHRANE
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Il Medico del Lavoro
Un ruolo più attuale: non solo visite ai dipendenti ma partecipazione alla stesura di protocolli per
la prevenzione e i rischi
Installate
videocamere
di sorveglianza
in Istituto
MEDICINA DEL LAVORO
Maria Grazia Ricci - medico
Con l’entrata in vigore del D.Lgs 626/94 molti sono gli elementi mutati nell’ambito della tutela e salute dei lavoratori oltre che nell’ambito della sicurezza e della prevenzione. Uno
di questi è proprio il nuovo ruolo che ha il medico del lavoro all’interno di un’azienda, che non è più il mero esecutore di viste ai dipendenti, ma che ha nuovi compiti e funzioni,previsti dalla recente normativa:
• Compiti collaborativi e partecipativi
Collaborare con il Servizio di Prevenzione e Protezione per
tutti quegli aspetti di tutela e sicurezza del lavoratore nell’ambito delle competenze specifiche.
Collaborazione nella organizzazione e conduzione della
informazione/formazione permanente degli operatori sempre nell’ambito delle competenze specifiche.
• Compiti di sorveglianza sanitaria preventiva e periodica
Laddove il lavoratore è esposto a rischi normati (rischio biologico, agenti chimici, gas anestetici, movimentazione manuale carichi/pazienti, manipolazione di citostatici, radiazioni ionizzanti, turni notturni, utilizzo del VDT per 20 ore/settimanali) esiste un obbligo di sorveglianza sanitaria che conduca all’espressione di un giudizio di idoneità. La sorveglianza sanitaria non significa solo sottoporsi ad una visita
medica, il medico competente, in funzione dei rischi, provvede alla stesura di protocolli sanitari che contengono accertamenti integrativi. Gli accertamenti integrativi sono mirati a
verificare, in base al rischio specifico e al suo “organo bersaglio”, se esistono delle controindicazioni all’esposizione al
rischio in esame. Per questo motivo gli accertamenti complementari sono differenziati, come differenziata è la periodicità di controllo Essendo questa la logica di prevenzione rispetto all’esposizione a qualsiasi fattore di rischio, tra gli accertamenti complementari non devono essere previsti esami
ematochimici non necessari per l’espressione del giudizio di
idoneità, come non devono essere previsti esami ematochimici per quei soggetti il cui unico fattore di rischio normato
è l’utilizzo del VDT, rischio che deve prendere in considerazione come “organo bersaglio” l’apparato visivo e l’apparato
locomotore, apparati la cui funzionalità non viene testata con
l’esame di laboratorio. Sempre nell’ambito della sorveglianza
sanitaria il medico competente, nel rispetto della normativa
di tutela della lavoratrice in gravidanza e in allattamento, deve essere tempestivamente informato dello stato di gravidanza delle lavoratrici esposte a un rischio affinchè possa valutare la compatibilità fra condizione “fisiologica” e compito
lavorativo e dare indicazioni circa la collocazione lavorativa
delle stesse durante il periodo di gravidanza.
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L’équipe del nostro Istituto:
• Stefano Basilico - medico
• Maria Grazia Ricci - medico
• Flavio Arienti - assistente sanitario
Novità in Pediatria
Ambulatorio: “Grazie A.B.I.O.”
La nuova sala di attesa
in poliambulatorio !!!
È un modo per a creare
un’atmosfera più serena
e felice per i bambini
che attendono la “visita
del dottore” e per alleviare la tensione anche
ai genitori. E ancora una volta dobbiamo dire grazie all’ ABIO
che ha raccolto i fondi organizzando un Torneo di Bridge
Mitchell a Coppie.
Grazie “ABIO”! a nome di tutti piccoli pazienti dall’Istituto.
Reparto di Neuropsichiatria Infantile
C’è l’OK definitivo. Telecom finanzierà un progetto per abbellire con dipinti il reparto di NP1.
A realizzare il lavoro che allieterà la degenza dei piccoli pazienti è stata chiamata ANTONELLA CASANA una pittrice
che da anni si occupa di figure, immagini e storie legate al
mondo dell’infanzia, immagini a cui va riconosciuto un indubbio valore terapeutico durante la degenza in ospedale.
A presto l’inizio lavori.
Se pensiamo ai nuovi lettini acquistati con le donazioni degli
“Amici del Besta” nel corso del 2003 pare che in reparto l’accoglienza e il clima siano sempre più a misura di paziente.
Prossimo traguardo: acquistare i letti e le poltrone per le
mamme e i papà. ■
RIDIAMOCI SU
(Athos)
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La storia dell’Istituto
Caro Prof. Morello…
Autorevole e umile, maestro
rigoroso e medico sensibile.
Il ritratto di un grande neurochirurgo del nostro
Istituto: Giulio Morello
Lucia Angelini - dir. U.O. Neuropsichiatria Infantile
[email protected]
Avevo pensato di scrivere questo ricordo del Professor
Morello a due mani: qualcuno dei nostri Neurochirurghi me
ne avrebbe fornito la fisionomia scientifica e io avrei cercato
di tracciarne le caratteristiche personali, quei lineamenti di
umanità che molti di noi hanno apprezzato e che sono custoditi nel patrimonio di ricchezze che questo nostro Istituto,
nonostante i non rari affanni, ci ha certamente lasciato.
Invece, alla domanda sul perché Morello sia stato insigne e
a quale tecnica chirurgica innovativa abbia legato la sua indubbia fama, la risposta dei nostri colleghi è stata che la sua
statura di Neurochirurgo stette tutta nell’estremo rigore, nello scrupolo di non dire o fare alcunché che non fosse stato
documentato o provato e nella trasmissione della severità di
un metodo a chi ora lo ricorda come maestro.
Così le mie annotazioni si annodano alle loro in una continuità coerente. Anche il mio primo ricordo di lui è infatti sul
metodo. Le riunioni di neuroradiologia si svolgevano allora
secondo un rituale austero che a non pochi suscitava ansia:
era come un compito in classe! Morello presiedeva, i neurologi e le neuropsichiatre (allora erano solo”e”) esponevano il
caso clinico, i neuroradiologi illustravano le immagini che
venivano confrontate con le informazioni cliniche e discusse, il nerochirurgo -lui- prendeva la decisione. Il caso clinico
doveva essere presentato sinteticamente, efficacemente, con
precisione terminologica e in modo da comunicare la propria conoscenza del malato. Sono ancora grata a Gianni
Broggi che, amichevolmente, mi consigliò di raccontare la
storia senza guardare la cartella clinica; era una modalità apprezzata da Morello in quanto convincente nel segnalare una
sicurezza derivante dallo studio del caso clinico. Fu per me
una formula vincente e ancor oggi mi capita di consigliarla a
qualche giovane. Se avevi usato termini inaccurati, dopo la
riunione venivi chiamato nel suo studio e richiamato, burberamente, alla necessità che le parole corrispondessero a dei
pensieri e venissero espresse con rigore. Non mi sono mai
più dimenticata che non si dice: TAC (o RM) negativa ma
TAC (o RM) normale, altrimenti devi dire negativa per…lesione espansiva , processo infiammatorio e così via.
I ricordi sarebbero molti e tutti ricchi di colore: dalla sua dedizione monacale al lavoro che, connaturale per lui, tentava
di esigere anche dagli altri ; al suo idealismo politico che, pur
con qualche ingenuità, coniugava idea e prassi; all’affezione
alla sua Liguria da cui derivava il carattere scorbutico ma anche l’austera essenzialità (l’ho visto sciogliersi un po’, una
volta, nel parlare dello ” stocafisso alla genovese” e mi è ri-
masto impresso perché io condivido questa passione).
Tuttavia il ricordo a me più caro è il seguente.
Ero in Istituto da due anni, mi occupavo prevalentemente di
psichiatria e in quel certo periodo avevo in cura una bambina
con anoressia mentale: i ricoveri, in casi come questi, potevano essere talora molto lunghi( non si doveva certo render conto, allora, della “degenza media”!). Una domenica, nonostante
il regolamento lo vietasse, avevo concesso ai genitori di questa
bambina, con permesso scritto, di venirla a visitare portando
con sé il fratellino molto piccolo che non vedeva da tempo e
di cui aveva struggente nostalgia. Ma il terribile portiere
Giovanni sbarrò loro l’ingresso, chiedendo per di più il rinforzo, nella reprimenda, al Prof. Morello che si trovava a passare
di lì. I genitori dovettero attenersi alle regole, ma vollero poter
spiegare al Professore quali motivi stessero dietro a quel permesso che la Dottoressa Angelini aveva loro rilasciato. Così, il
lunedì mattino me lo vidi comparire davanti, là dove avevo la
mia scrivania, nel reparto infantile, ed ero naturalmente pronta
alla mia parte di reprimenda. Mi sentii invece dire: “Non sono
venuto a chiedere ragioni ma a darne. La mia è stata una indebita ingerenza e le chiedo scusa”. Avevo ventisette anni e lui
era l’anziano unico e temuto primario neurochirurgo .
Di questi tempi in cui l’autorevolezza è rara, l’autoritarismo più facile,
chissà che questo profilo di una figura teneramente burbera e sobriamente, addirittura umilmente, autorevole quale fu il Professor Morello
non susciti qualche riflessione…■
(foto studio Daniele Fasoli - Archivio Istituto)
Trapano a mano usato dal prof. Morello e in
uso in Istituto sino agli anni 50.
✓DA SAPERE!!!
Da qualche settimana vige una nuova procedura per le
cartelle cliniche. La richiesta va inoltrata in portineria
dove si ritirano i moduli (modulo di richiesta, modulo per
delega, modulo per autocertificazione) e per la consegna
ci si rivolge allo sportello del CUP.
La modulistica e le informazioni di dettaglio sono scaricabili anche dal sito http://www.istituto-besta.it/Dimissioni.htm ■
OFFERTA di collaborazione
L’Istituto assume subito tecnici di radiologia medica per
la U.O. di neuroradiologia dotata delle più avanzate apparecchiature. Opportunità di:
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STORIA
INNBesta_3_2004_mag/giu
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INNBesta_3_2004_mag/giu
28-06-2004
8:47
Pagina 8
Ricerca & Cura
I 3 IRCCS incontrano i ricercatori ei medici per
discutere:
21 giugno - Le cellule staminali
fra miracolo e realtà Ferruccio
Bonino (Dir. Scientifico Ospedale
Maggiore IRCCS Policlinico) Elena
Cattaneo (Istituto di Farmacologia,
Università di Milano), Paolo
Rebulla (Dir. Centro Trasfusionale
e di Immunologia dei Trapianti
Ospedale Maggiore di Milano),
Padre Carlo Canalone (medico e
teologo del Comitato di Etica del I.N.T., Consultore del
Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari), Giorgio
Lambertenghi (Dir. Dipartimento Ematologia e Oncologia,
Ospedale Maggiore di Milano), Eugenio Parati
(Neurologo Istituto Besta)
12 luglio - Le nuove epidemie
Ferdinando Cornelio (Dir. Scientifico Istituto Besta),
Fabrizio Tagliavini (Dir. Divisione di Neuropatologia
Istituto Besta), Mauro Moroni (Dir. Terza Divisione
Malattie Infettive e Tropicali Ospedale Sacco), Giorgio
Poli (Preside Facoltà Medicina Veterinaria di Milano),
Giorgio Rivieccio (giornalista, direttore di Newton)
Gli incontri si svolgono presso la Sala delle Colonne della
Banca Popolare di Milano, in Via San Paolo 12, alle ore 18. ■
Euro-Hunting Disease Network:
1° meeting italiano
EVENTI E CORSI
Donatella Panigada - Direzione Scientifica
[email protected]
Nel maggio 2004 si è svolta presso il nostro Istituto la prima
riunione dei centri di ricerca italiani per la malattia di
Huntington appartenenti all’Euro-HD Network, al quale
partecipano anche numerosi centri europei. Tra i membri dello steering committee il dr. Landwehrmeyer e la prof. Elena
Cattaneo. Coordinatore dei centri italiani è Stefano Di
Donato, Direttore del Dipartimento di Ricerche del Besta e già
responsabile nazionale di studi sulle malattie neurodegenerative. Scopi del network sono creare gruppi di lavoro su tematiche specifiche, migliorare gli scambi informativi, promuovere la ricerca attraverso il sostegno europeo, sviluppare uno
spirito di collaborazione verso il comune obiettivo di ottenere
una cura. Alla base dell’attività vi è la realizzazione di un database europeo di soggetti affetti dalla malattia di Huntington,
valutati seguendo un’unica procedura, così da costituire un insieme omogeneo di pazienti i cui dati potranno essere utilizzati, nel pieno rispetto della privacy, da tutti i componenti di EURO-HD per
contribuire ai futuri sviluppi di ricerche e sperimentazioni. ■
8
Il paziente neurochirurgico
Visto il successo si ripeterà !
Il corso “il paziente neurochirurgico: diagnosi, trattamento e assistenza” recentemente concluso ha avuto degli
apprezzamenti molto positivi da parte dei partecipanti sia per
il gradimento che per l’apprendimento.
Al corso, dice il Prof. Giovanni Broggi - Direttore del
Dipartimento di Neurochirurgia “hanno partecipato esperti
in ogni campo delle differenti branche della neurochirurgia e settori correlati come la neuro-ocnologia, la radiologia e la riabilitazione con il preciso obiettivo di fornire una
panoramica completa delle conoscenze medico-scientifiche
e del nursing. Visto il successo lo riproporremo nel primo trimestre del 2005”. ■
Eventi formativi
Per info: [email protected]
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L'EMERGENZA CLINICA IN AMBITO
NEUROLOGICO NEGLI ADULTI E NEI BAMBINI:
CORSO TEORICO PRATICO
1 luglio 2004
destinatari: Infermieri - Infermieri Pediatrici, Fisioterapisti,
medici specialisti in Radiodiagnostica
crediti ECM: 8 per IP e 14 per IPP
sede: Istituto C. Besta
Resp. Scientifico: P. Cortellazzi
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PROGETTO DONNA PROGRAMMA FORMATIVO
SULL'EPILESSIA NELLA DONNA
28 giugno 2004
destinatari: Neurologi, Neuropsichiatri infantili e Pediatri
crediti ECM:4
sede: Istituto C. Besta
Resp. Scientifico: D. Battino
Istituto Nazionale Neurologico “Carlo Besta” IRCCS
20133 Milano - Via Celoria, 11
Tel. 02 23941 - Fax 02 70638217 - www.istituto-besta.it
Direttore responsabile: Roberto Pinardi
Coordinamento editoriale: Monica Cremonesi
[email protected]
Redazione:Via Celoria, 11 - Milano - 02.2394292 c/o URP
Marco Losi - Matilde Leonardi - Angelo Carnelli
Elio Maccagnano - Angelo Sghirlanzoni - Clara Moreschi
Guido Storchi - Lucia Angelini
Livia Malesani - Patrizia Meroni
Si ringrazia Daniele Perobelli per il contributo fotografico
Finito di stampare nel mese di Giugno 2004
Stampa: GMB s.r.l. - Via C. Colombo 13 - 20094 Corsico (MI)
Il periodico sarà scaricabile sul sito: www.istituto-besta.it
Il periodico è gratuito
reg. trib. Milano: n. 10 del 13/01/03
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SOMMARIO 5 EDITORIALE - Istituto Neurologico Carlo Besta