FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE Scuola elementare Dipartimento Formazione pratica professionale 3. anno di formazione Sommario 1. Il fascicolo delle competenze operative all’ASPGR..................................................................... 3 1.1 In che cosa consiste un'area di competenza? ......................................................................... 3 Sommario delle aree di competenza per il 1. anno di formazione ......................................... 4 Sommario delle aree di competenza per il 3. anno di formazione ......................................... 5 1.2 Uso del fascicolo delle competenze operative – Il fascicolo delle competenze operative e il portfolio .............................................................. 6 2. Schede per le aree di competenza .............................................................................................. 7 Area di competenza Gestione della classe II Scheda delle competenze Clima favorevole all’apprendimento – facoltà a livello sociale .................................7 Scheda delle competenze Partecipazione ...................................................................................................... 8 Scheda delle competenze Conflitti a livello sociale ........................................................................................ 9 Scheda delle competenze Regole, limite, conseguenze ................................................................................ 10 Area di competenza Differenziazione interna Scheda delle competenze Differenziazione interna ...............................................................................11 Area di competenza Strutture didattiche Scheda delle competenze Officina didattica ......................................................................................... 12 Scheda delle competenze Piani di lavoro, piani di lavoro settimanali .................................................... 13 Scheda delle competenze Attività libera ................................................................................................ 14 Scheda delle competenze Lavoro di progetto e insegnamento basato sul progetto ............................. 15 Area di competenza Apprendimento cooperativo Scheda delle competenze Apprendimento cooperativo .........................................................................16 Area di competenza Valutare l’apprendimento Scheda delle competenze Valutazione „classica“ del rendimento ..........................................................17 Scheda delle competenze Valutazione ampliata del rendimento ............................................................18 Area di competenza Didattica integrativa Scheda delle competenze Cooperazione nell’insegnamento di tipo integrativo......................................19 Scheda delle competenze Diagnostica pedagogica ................................................................................20 Scheda delle competenze Gestione della molteplicità socioculturale .....................................................21 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare 1. Il fascicolo delle competenze operative all’ASPGR Il compito centrale, proprio della formazione pratica professionale (FPP), è quello di formare la competenza 1 operativa professionale delle studentesse e degli studenti. Il fascicolo delle competenze operative dell’ASPGR costituisce un importante strumento per sostenere questo processo formativo: esso descrive le competenze professionali sostanziali dell’insegnante suddividendole in sottocompetenze, atte ad essere imparate ed esercitate. Le competenze elencate nel fascicolo delle competenze operative sono da vedersi in stretta relazione con i contenuti formativi presenti nelle lezioni impartite all’ASPGR. In tal modo il fascicolo delle competenze operative contribuisce anche a realizzare rapporti ben definiti tra i diversi contesti formativi (da una parte l’insegnamento presso l’ASPGR; dall’altra gli atelier ed i tirocini). Ricorrendo al fascicolo delle competenze operative, le studentesse e gli studenti individuano – in funzione di una situazione didattica concreta o di un tirocinio – determinate competenze come aspetti prioritari personali e vi lavorano in modo intenso e mirato per un certo arco di tempo. Le competenze elencate nel fascicolo delle competenze operative sono tali da poter essere osservate senza difficoltà, da potervi operare riflessioni e ottenere corrispondenti riscontri. In tal modo le studentesse e gli studenti hanno l’opportunità, nel tirocinio, di ottenere ripetutamente dei riscontri e di operare – da soli o assieme ad altri – delle riflessioni in merito al grado con cui già sono capaci di padroneggiare una data competenza precedentemente prescelta e quindi esercitata. Da qui possono scaturire nuovi impulsi e nuovi obiettivi per il proprio apprendimento. Il fascicolo delle competenze operative dell’ASPGR fa riferimento al concetto delle aree di competenza così 2 come viene impiegato presso l’Alta scuola pedagogica della Svizzera centrale, di Lucerna (PHZ) . All’ASPGR il fascicolo delle competenze operative è connesso in modo sistematico con il lavoro con il portfolio. 1.1 In che cosa consiste un'area di competenza? Il presente fascicolo contiene singole „aree di competenza“. Un'area di competenza punta alla formazione e allo sviluppo di un determinato profilo di competenze, rilevante ai fini dell’ idoneità operativa in campo professionale dell’insegnante. Ciascuna area di competenza è strettamente connessa con determinati contenuti modulari dell'ASPGR. Per il 1. e il 3. anno di formazione determinate aree di competenza – e quindi determinati profili di competenze – acquistano un carattere particolarmente importante. E’ peraltro possibile – e spesso risulta assai ragionevole – continuare a lavorare alle competenze del 1. anno del fascicolo delle competenze operative anche durante il 3. anno di formazione. Nelle tabelle riportate nelle prossime due pagine sono riassunte in modo sommario le aree di competenza riguardanti il 1. ed 3. anno di formazione. Ogni area di competenza viene definita in base ad una o più schede delle competenze. Vi sono riportate le singole competenze che definiscono il profilo di competenze da formare: queste vanno esercitate in modo concreto e si possono osservare al momento pratico. Va tenuto presente come le competenze qui descritte equivalgono al loro massimo grado di realizzazione: la descrizione indica il livello qualitativo massimo che può essere conseguito, e che pertanto non sempre può essere raggiunto nella pratica: si vuole sostanzialmente fornire la direzione e l’orientamento necessario per un appropriato sviluppo delle competenze. La propria zona di sviluppo prossimale verso i livelli più alti va definita di volta in volta partendo dai primi approcci fatti oppure da un livello di sviluppo elementare. 1 Con il termine di competenza o di competenza operativa si intende la capacità o la facoltà generica di una persona di essere in grado di rispondere a determinate esigenze con cui si vede confrontata in uno specifico ambito. Per il mestiere dell'insegnamento questo implica che le competenze coincidono con singole modalità operative usate dall'insegnante nelle lezioni per far fronte in modo professionale a situazioni complesse. Il termine profilo delle competenze designa un “fascio” di tali competenze singole che si possono aggregare logicamente in un'unità superiore. Così, a titolo di esempio, è possibile aggregare diverse singole competenze nel profilo delle competenze „Essere in grado di valutare gli stadi di apprendimento raggiunti dai bambini”. 2 Singole aree di competenza sono state riprese dalla PHZ con adattamenti o modifiche più o meno grandi. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 3 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Sommario delle aree di competenza per il 1. anno di formazione (cfr. fascicolo delle competenze operative per il 1. anno di formazione) Area di competenza Profilo delle competenze Percezione, osservazione, sostegno L’insegnante è in grado di osservare in modo consapevole e puntuale il proprio contesto professionale – essendo nel contempo conscio dell’aspetto soggettivo proprio dell’attività di osservazione – e sa impiegare metodi e strumenti appropriati di osservazione. Sa inoltre distinguere tra i due momenti dell’osservazione sistematica e dell’interpretazione personale; al momento dell’interpretazione dei dati dell’osservazione ricorre alle basi teoriche arrivando in tal modo a trarre conclusioni plausibili. Gestione della classe Nel suo ruolo di guida, l’insegnante è in grado di generare in classe un’atmosfera favorevole per i processi di apprendimento e sa come organizzare in modo mirato una rete di relazioni; sa introdurre in modo ragionevole e misurato un insieme di regole, di routine e di rituali. Il gioco nell’insegnamento L’insegnante è capace di impiegare nelle sue lezioni un’ampia gamma di giochi oppure sa come usarli in funzione dell’apprendimento dei bambini, tenendo conto delle premesse e delle attività specifiche dei bambini, degli obiettivi da conseguire, delle funzioni del gioco e del proprio ruolo quale direttore di gioco ecc. Forme di base dell’insegnamento espositivo L’insegnante è in grado di porsi di fronte alla classe, sicura di sé, e sa utilizzare diverse forme di base dell’insegnamento espositivo (presentare - imitare, raccontare, spiegare, esporre tramite relazione orale) in maniera consapevole, mirata e efficace ai fini dell’apprendimento. Forme dialogiche nell’insegnamento Con le alunne e gli alunni di scuola elementare, l’insegnante è in grado di praticare colloqui didattici favorevoli per l’apprendimento, sotto forme variegate, in presenza di diverse condizioni quadro e con diversi obiettivi. Forme di base dell’insegnamento elaborativo L’insegnante, è in grado di ritirarsi in secondo piano sapendo di poter fare affidamento sulla consegne date, sui bambini e sulla tematica, sa stimolare le alunne e gli alunni a lavorare e fare esperienze didattiche in modo autonomo e li accompagna nel loro percorso didattico. Progettare, svolgere e valutare l’insegnamento Nell’ambito di singole lezioni e serie di lezioni (unità didattiche) l’insegnante è in grado di progettare accuratamente, e con i corrispondenti argomenti, delle lezioni appropriate per i bambini, commisurate alla situazione, orientate agli obiettivi, che risultino produttive e di valutarle appropriatamente una volta svolte. Porsi di fronte alla classe comunicazione L’insegnante dispone di facoltà pronunciate di espressione verbale e non verbale che gli consentono di porsi di fronte alla classe in modo convincente, sicuro di sé ed autentico e di organizzare efficacemente le situazioni in cui avvengono le interazioni in classe e nella scuola. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 4 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Sommario delle aree di competenza per il 3. anno di formazione (in questo fascicolo) Area di competenza Profilo delle competenze Gestione della classe II Le studentesse e gli studenti sono in grado di organizzare un clima in classe che favorisca l’apprendimento. Promuovono in modo mirato le competenze sociali e le competenze personali dei bambini, organizzano premesse adeguate affinché i bambini possano assumersi responsabilità decisionali in classe, stabiliscono regole vincolanti, chiare ed accompagnate da relative spiegazioni e sanno reagire appropriatamente (a livello preventivo e con interventi confacenti) in situazioni contrassegnate da trasgressioni delle regole, da conflitti, fenomeni di esclusione o casi simili. (da pagina 7) Differenziazione interna (pagina 11) Strutture didattiche (da pagina 12) Apprendimento cooperativo (pagina 16) Valutare l’apprendimento (da pagina 17) Didattica integrativa (da pagina 19) Tenendo conto delle diverse premesse e delle diverse esigenze dei bambini, le studentesse e gli studenti sono in grado di individuare e mettere in pratica nelle varie discipline ed aree di studio forme adatte ed efficaci di individualizzazione e di differenziazione e rendere in tal modo possibile un apprendimento su una base individuale. Le modalità della didattica cosiddetta “aperta” (non frontale) sono note alle studentesse e agli studenti sia da un punto di vista teorico che pratico. Essi sono in grado di differenziare il loro insegnamento ricorrendo a tali modalità didattiche (forme ampliate di insegnamento e di apprendimento) nelle varie discipline ed aree di studio in modo tale che i bambini si sentano coinvolti individualmente e vengano stimolati ad apprendere e che in loro vengano indotti processi di apprendimento su base individuale. Le studentesse e gli studenti sono in grado di sfruttare didatticamente la polarità definita da una parte dall’apprendimento individuale e dall’attività cooperativa dall’altra impiegando forme sociali accuratamente vagliate e appropriate e specifiche forme di apprendimento cooperativo: aiutano in modo mirato le allieve e gli allievi ad appropriarsi di attitudini sociali strettamente connesse con competenze individuali a livello metodico e disciplinare. Accanto alle forme tradizionali di valutazione le studentesse e gli studenti conoscono anche concetti ampliati di valutazione del rendimento scolastico. Sono in grado di attuare sia forme di accertamento dell’apprendimento di tipo formativo che di tipo sommativo e di effettuare una valutazione dei processi di apprendimento registrati sulla base di norme di riferimento appropriate, nonché, se necessario, di dare un voto. Sono in grado inoltre di organizzare i processi di apprendimento e di insegnamento in modo tale da integrare nelle lezioni anche forme ampliate di valutazione e sanno lodare prestazioni individuali dei bambini in ambiti particolari. Le studentesse e gli studenti si confrontano intensamente con questioni della didattica integrativa e sono in grado di assistere, seguire, aiutare e sostenere i bambini con bisogni speciali. Sanno comprendere le diverse premesse ed i potenziali di apprendimento dei bambini e approntano di conseguenza delle proposte didattiche individualizzate e differenziate. Le studentesse e gli studenti sanno gestire le difficoltà derivanti da gruppi eterogenei di studio nella didattica integrativa sulla base di una cooperazione consapevole della varie parti coinvolte, sia nella pianificazione di sostegno comune, sia nell’insegnamento svolto sotto una responsabilità comune. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 5 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare 1.2 Uso del fascicolo delle competenze operative – Il fascicolo delle competenze operative e il portfolio Il fascicolo delle competenze operative viene utilizzato soprattutto in occasione degli atelier e dei tirocini e svolge una funzione importante nel lavoro con il portfolio dell’ASPGR. Le modalità concrete di lavoro con il fascicolo ed il portfolio sono descritte dettagliatamente nella Guida Lavorare con il portfolio. Ci limiteremo pertanto qui a un breve riepilogo: Per ogni tirocinio nel 1. anno di formazione e per le varie fasi del semestre di pratica professionale del 3. anno di formazione la studentessa o lo studente deve individuare per sé degli aspetti prioritari appropriati dal fascicolo delle competenze operative, tenendo conto ovviamente degli obiettivi del tirocinio così come vengono definiti nel Manuale, delle circostanze contingenti del tirocinio nonché del livello di apprendimento personale. Si tratta in pratica di domande del tipo seguente: quale area di competenza definisce un profilo di competenze in cui sono intenzionata/o a fare un passo in avanti? Cosa mi sta particolarmente a cuore a questo proposito? Quali competenze concrete voglio esercitare, imparare, formare? Al momento di scegliere fra i profili di competenze o una singola competenza a cui si lavorerà prioritariamente nel quadro di un tirocinio le studentesse e gli studenti possono contare sul sostegno del/la corrispondente insegnante di tirocinio e del/la mentore. In genere si opera una scelta già prima di iniziare il tirocinio, per esempio in occasione della giornata di stage e/o nel quadro di un colloquio con il o la mentore. Gli aspetti prioritari così individuati possono ancora essere ridiscussi il primo giorno sul luogo del tirocinio ed eventualmente venire corretti o adattati. Durante il tirocinio questi aspetti prioritari vanno esercitati, osservati e riflessi il più spesso possibile. Nel corso dei quotidiani colloqui didattici si discutono regolarmente le osservazioni fatte relative agli aspetti prioritari con le persone coinvolte (valutazione esterna ed autovalutazione). Ciò implica che ogni studentessa ed ogni studente è coinvolta/o nel processo di osservazione, attento e mirato, del o della partner di tirocinio. Si consiglia inoltre che le studentesse e gli studenti osservino in modo specifico le sequenze didattiche dell’insegnante di tirocinio in relazione alle competenze individuate e che queste osservazioni siano oggetto di valutazione. Il lavoro personale effettuato per formare gli aspetti prioritari individuati è documentato e registrato nel portfolio che le studentesse e gli studenti devono tenere aggiornato in relazione alla formazione pratica professionale. Grazie alle comprove di apprendimento si dimostra a quali competenze si è lavorato, in che modo e con quali obiettivi esatti sono avvenuti i momenti di apprendimento e si riflette quale è il ricavo in termini di apprendimento e quali sono le conseguenze che ne risultano, per esempio nel senso di ulteriori tappe di apprendimento confacenti. Durante il semestre di pratica professionale (3. anno di formazione) si aggiunge un ulteriore elemento: l’apprendimento tramite la ricerca. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 6 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Gestione della classe II Clima favorevole all’apprendimento – facoltà a livello sociale Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Esempi di osservazione / commenti L’insegnante ha un atteggiamento caratterizzato da rispetto e stima nei confronti delle allieve e degli allievi ed esige altrettanto dai bambini nelle loro reciproche interazioni. L’insegnante è capace di creare un atmosfera di lavoro in cui si lavora in modo concentrato e attento. L’insegnante ha un atteggiamento costruttivo dal punto di vista degli errori e sa istradare in questo senso anche i bambini. L’insegnante è in grado di istituire un’atmosfera priva di paure o timori. L’insegnante mostra di essere sensibile per l’eterogeneità delle premesse di apprendimento e dei differenti connotati degli allievi e delle allieve (differenze sociali, linguistiche, culturali o nelle prestazioni scolastiche). L’insegnante confida nelle capacità dei bambini e sa comunicare in modo comprensibile e chiaro quanto si aspetta da loro (prestazioni, comportamento). L’insegnante sa aiutare i bambini a percepire le proprie emozioni, a verbalizzarle e sa sviluppare delle strategie per regolare le emozioni. Sulla base delle osservazioni svolte (diagnosi) l’insegnante sa definire per la classe, per gruppi o per singoli bambini ragionevoli obiettivi di apprendimento a livello sociale. L’insegnante sa concretizzare le facoltà sociali (p.es. disponibilità ad aiutare, cooperazione, riguardo) che i bambini devono apprendere e riesce a fargli capire perché sono importanti. L’insegnante è in grado di organizzare situazioni didattiche in cui i bambini possono operare per un periodo più lungo a una data facoltà sociale in modo che si vedano i progressi fatti. L’insegnante sa istradare i bambini a stimare fino a che punto padroneggiano una data facoltà sociale e a ipotizzare delle tappe successive in questo senso. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 7 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Gestione della classe II Partecipazione Competenze 1 2 3 4 5 Esempi di osservazione / commenti L’insegnante è disposto ad affidare ai bambini – a seconda del loro grado di sviluppo – responsabilità dal punto di vista dell’apprendimento e della vita in comune in classe e nella sede scolastica. L’insegnante sa decidere in modo fondato quando, fino a che punto e in che forma i bambini possono o devono compartecipare a questioni dell’attività scolastica. L’insegnante sa organizzare momenti e forme appropriate (p.es. consiglio di classe, assemblea scolastica) in modo tale che i bambini possano essere compartecipi all’impostazione delle attività in classe e nella sede scolastica (p.es. soluzione di conflitti, presentare esigenze, dare riscontri, pianificazioni, ecc.). L’insegnante sa stimolare i bambini ad assumersi responsabilità per sé, per il proprio apprendimento, per la lezione, il gruppo o la classe e a dare concreti sostegni in questo senso. L’insegnante è in grado di far partecipare i bambini alla definizione delle regole e alla loro precisazione ulteriore, in base al loro grado di sviluppo / alla loro età. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 8 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Gestione della classe II Conflitti a livello sociale Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 Esempi di osservazione / commenti L’insegnante sa individuare la presenza di ruoli, norme e strutture specifiche nel gruppo o nella classe e sa analizzarle. In caso di conflitto, l’insegnante sa riconoscere come si comportano le parti coinvolte, sa cogliere le loro prospettive e sa identificare potenziali esigenze o interessi dei singoli. In situazioni di conflitto l’insegnante sa distinguere tra diverse forme conflittuali (p.es. ostentazione di forza, violenza verbale o fisica, discriminazione manifesta o latente, mobbing). L’insegnante è in grado di disinnescare determinate situazioni conflittuali agendo in modo appropriato alla situazione. In caso di conflitto, l’insegnante sa intervenire in modo da trovare una soluzione (p.es. descrivendo un modus vivendi da raggiungere, funzionale ad entrambe le parti; mettendo in risalto le risorse e le competenze delle parti coinvolte per conseguire un tale obiettivo). In caso di conflitto, l’insegnante mostra di avere il coraggio necessario per non guardare via, per esporsi e per prendere posizione. In caso di conflitto l’insegnante è in grado di mettere in discussione il proprio modo di agire e sa prendere in considerazione procedure alternative o altre strategie. L’insegnante riconosce se in una data situazione di conflitto le serve aiuto e sa richiedere attivamente sostegno. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 9 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Gestione della classe II Regole, limiti, conseguenze Competenze 1 2 3 4 5 6 7 Esempi di osservazioni / commenti L’insegnante sa analizzare i valori e le norme retrostanti a una data regola e li sa verbalizzare. L’insegnante è in grado di fissare delle regole o le sa negoziare con i bambini in modo tale che rappresentino un elemento di tutela per il singolo e per il gruppo intero e siano confacenti al livello di sviluppo dei bambini. Dovendo prendere delle sanzioni, l’insegnante sa usare le punizioni in modo appropriato, con le dovute motivazioni e solo come ultima ratio (e non come 3 primo strumento). L’insegnante sa puntualizzare assieme ai bambini le circostanze in cui applicare le punizioni. Si ha trasparenza nel modo di gestire le punizioni, il quale viene inoltre applicato in modo conseguente. L’insegnante è in grado di far capire a un bambino che ha commesso una trasgressione il rapporto con la relativa punizione. Le punizioni vengono date dall’insegnante in modo da tutelare la dignità del bambino. L’insegnante collega la propria prassi delle punizioni con le idee guida ed i principi della sede scolastica. 3 „Le conseguenze di tipo negativo nel Classroom-Management devono essere le ultime misure da intraprendere, non le prime “ (Eichhorn, 2008). ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 10 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Differenziazione interna Differenziazione interna Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Esempi di osservazione / commenti L'insegnante raccoglie le informazioni relative al livello individuale di apprendimento dei singoli bambini (punti forti e deboli; conoscenze già acquisite e relative alle varie tecniche di lavoro, competenze sociali, ecc.) che servono da base per una didattica differenziata. L'insegnante definisce obiettivi minimi di apprendimento che devono essere raggiunti da tutti i bambini; determina i contenuti basilari che devono essere elaborati da parte di tutti i bambini. Accanto a ciò definisce obiettivi supplementari facoltativi e contenuti extra. L'insegnante distribuisce incarichi supplementari con compiti allargati e stimolanti corrispondenti ai diversi ritmi di apprendimento dei bambini. Durante le fasi di esercitazione e di consolidamento, l'insegnante provvede a realizzare procedure e modalità di apprendimento differenziate (p.es. per quanto riguarda i tempi, i metodi, ecc.) L'insegnante differenzia in base al grado di difficoltà e mette a disposizione incarichi a vari livelli di difficoltà (inclusi i materiali, i mezzi ausiliari,..) L'insegnante fa ricorso alle varie forme sociali in modo che in classe si verifichino nel contempo attività eseguite da soli, a gruppi o con tutta la classe. L'insegnante dà stimoli e sostegni per l'apprendimento calibrati su base individuale; differenzia l'assistenza da un punto di vista temporale, materiale, metodico, personale, ecc. L'insegnante differenzia in modo sensato in merito ai compiti dati a casa. L'insegnante sostiene i bambini nell'operare una scelta individuale adeguata all'interno di un ventaglio differenziato di proposte (p.es. definire i propri obiettivi; livello di difficoltà appropriato; procedure adeguate). L'insegnante raccoglie in modo appropriato dei feedback in merito all'esito che hanno avuto le sue misure e le sue aspirazione di differenziazione. L'insegnante mantiene il controllo in situazioni didattiche contraddistinte da proposte di differenziazione. Tramite misure differenzianti l'insegnante è in grado di dare origine a veri processi di apprendimento e non solo di attività per occupare i bambini. L'insegnante riesce a far accettare in classe il fatto che non tutti devono sempre fare e raggiungere le stesse cose (p.es. tramite discussioni, spiegazioni, momenti di riflessione). ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 11 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Strutture didattiche Officina didattica Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Esempi di osservazione / commenti L'insegnante rende consapevole se stesso e i bambini sul cosa si vuole raggiungere con l'attività nell'officina didattica (competenza sociale, nella disciplina, personale e nei metodi). L'insegnante mette a disposizione un' offerta “sovrabbondante” di compiti concepita per gli obiettivi di apprendimento. L'insegnante definisce postazioni obbligatorie e facoltative sensate. L'insegnante organizza lo spazio per l'attività in officina in modo funzionale. L'insegnante prepara degli incarichi che lasciano aperte varie possibilità di organizzazione e che consentono p. es. una differenziazione naturale. L'insegnante formula i compiti o gli incarichi in modo comprensibile tenendo conto delle caratteristiche delle allieve e degli allievi. L'insegnante prepara degli incarichi per attività variate. Allestisce le postazioni con materiale appropriato in questo senso, in quantità e qualità adatta. L'insegnante appronta opportunità per l'autocontrollo e attiva i bambini a farne un uso efficiente e ragionato. L'insegnante predispone opportunità per lavorare in varie forme sociali. L'insegnante riconosce quei bambini che non si trovano a loro agio con il grado di libertà concesso e li guida con una maggiore struttura. L'insegnante rende partecipi i bambini nella strutturazione dell'officina (p. es. aiuto reciproco, raccolta di materiale, definizione parziale degli obiettivi di apprendimento). L'insegnante introduce mezzi di sussidio appropriati che servono per mantenere il controllo sul processo (p. es. passaporto dell’officina – una specifica scheda individuale – un diario di apprendimento, un sistema per contattare l'insegnante). L'insegnante stimola i bambini a riflettere il loro processo di lavoro in officina tenendo conto degli obiettivi di apprendimento. L'insegnante provvede a istaurare un clima che consente di lavorare in modo concentrato, cooperativo, di confronto attivo e piacevole. L'insegnante approfitta delle fasi di attività individuale degli allievi per osservare, consigliare e sostenere singoli bambini. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 12 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Strutture didattiche Piani di lavoro, piani di lavoro settimanali Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Esempi di osservazione / commenti L'insegnante si accerta se nella sua classe sono date le premesse necessarie per l'attività con i piani di lavoro (autonomia, tecniche e strategie di studio, atteggiamento disciplinato) e su tale base applica il suo operato. L'insegnante allestisce dei piani di lavoro che contengono in modo chiaro e comprensibile tutti gli elementi importanti in modo tale che i bambini sanno cosa devono fare. L'insegnante rende attenti i bambini sugli obiettivi di studio e su ciò che viene richiesto dai piani di lavoro e sul relativo significato. L'insegnante, sulla base della didattica dei piani di lavoro, introduce una sensata differenziazione (p. es. piani diversi per livelli di rendimento diversi, suddivisione in contenuti di studio basilari e suppletivi, proposte facoltative in base agli interessi) e un apprendimento svolto in comune. L'insegnante appronta compiti che possono venir svolti per lo più autonomamente dai bambini e che inducono attività intense, sensate e proficue. L'insegnante mette a disposizione del materiale di lavoro che sia stimolante, esteticamente attraente e adatto per uno studio autonomo. L'insegnante organizza l'attività con i piani in termini di spazi appropriati e funzionali (p. es. separazione di spazi per attività silenziose, posti di lavoro appositamente allestiti). Le allieve e gli allievi ricevono dall' insegnante istruzioni e sostegno (individuali) per la pianificazione e la riflessione sul proprio apprendimento. L'insegnante riconosce quei bambini che non si trovano a loro agio a lavorare in modo autonomo e li guida con una maggiore struttura. L'insegnante approfitta dell'attività con i piani per effettuare osservazioni e valutazioni (anche per iscritto) sul modo di apprendere di singoli bambini, per dare consigli e feedback di tipo formativo, per dare un sostegno proficuo, ecc. L'insegnante predispone opportunità per attuare forme di autocontrollo e controllo esterno. Essa/o istruisce i bambini ad effettuare autocontrolli in modo sensato e proficuo. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 13 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Strutture didattiche Attività libera Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Esempi di osservazione / commenti L'insegnante formula l' incarico in modo tale che costituisca per gli allievi un orientamento e nel contempo dia spazio per un confronto possibilmente autoregolato con un contenuto (scelto da loro stessi). L'insegnante adatta il grado di libertà e di apertura dell'incarico e della situazione di studio alle facoltà dei bambini (per quanto riguarda l'autoregolazione e l'organizzazione autonoma) e alla propria esperienza con metodi di didattica aperta. L'insegnante (assieme ai bambini) sa approntare un ventaglio assortito di materiale di studio stimolante che induca processi di apprendimento a diversi livelli di facoltà e di esigenze. Il grado in cui il materiale è stato didatticamente elaborato è adattato alla situazione dei bambini. L'insegnante incoraggia i bambini a sviluppare propositi individuali e li aiuta nel determinare il contenuto, l'ampiezza del lavoro, le procedure, eccetera. L'insegnante predispone opportunità perché i bambini possano imparare le strategie di lavoro sostanziali (p. es. la raccolta e l'elaborazione di materiale) implicite nell'attività libera. L'insegnante riconosce quei bambini che non si trovano a loro agio con la libertà e l'apertura della situazione di lavoro e ricorre a mezzi per strutturare maggiormente a loro vantaggio il contesto di studio (p. es. accordi concreti sugli obiettivi; contratti individuali di lavoro). L'insegnante raccoglie in modo mirato e pianificato impressioni sul processo di apprendimento dei singoli bambini (colloqui, osservazioni, impiego di diari di studio, ecc.) e ha il controllo sui processi di lavoro. L'insegnante espone in modo chiaro se e come i risultati individuali dell'attività libera sono sottoposti a giudizio (p.es. prodotto di lavoro, processo di lavoro, presentazione). L'insegnante organizza momenti specifici in cui gli allievi possono mostrare i risultati dei loro lavori, possono scambiarsi vedute, esporre le proprie esperienze e riflettervi. L'insegnante attiva i bambini a darsi vicendevolmente aiuto e consigli. Promuove la stima reciproca. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 14 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Strutture didattiche Lavoro di progetto e insegnamento basato sul progetto Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Esempi di osservazione / commenti L'insegnante osserva attentamente quali possono essere le esigenze, le questioni e i problemi che muovono i bambini, in modo che il progetto abbozzato si orienti verso i loro interessi reali. L'insegnante è in grado di valutare se l'idea di progetto è fattibile e se il metodo del progetto è adatto per realizzare gli obiettivi e i propositi. L'insegnante ha la responsabilità perché i bambini possano sperimentare se stessi nel lavoro con il progetto in modo proficuo ed efficace. L'insegnante permette ai bambini di partecipare il più possibile alle decisioni in fase di pianificazione e attuazione del progetto e tiene conto in generale del principio di base della democratizzazione. L'insegnante aiuta i bambini in sede di competenza di pianificazione (p. es. inducendo il gruppo a precisare la tematica e l'obiettivo di lavoro, nel determinare i ruoli, gli obiettivi, i prodotti e i relativi destinatari). L'insegnante mette in chiaro i ruoli di allievi e insegnante e sviluppa assieme ai bambini regole specifiche per il modo di lavorare, per la collaborazione, ecc.) L'insegnante organizza la situazione didattica in modo tale che sia dotata di una struttura evidente per tutte le parti coinvolte; in ciò si orienta verso le fasi del lavoro di progetto e tiene conto della situazione di lavoro e della classe. L'insegnante sa organizzare, assieme ai bambini, il progetto in modo tale da generare un'attività a carattere olistico (imparare con tutti i sensi, con la testa, con il cuore, con la mano). L'insegnante riconosce quei bambini che non sono in grado di far uso in modo sufficiente del tempo di lavoro a disposizione e li aiuta a livello individuale (p. es. con una maggiore strutturazione, con una direzione più stretta, istruendoli su tecniche di lavoro e di studio mancanti). L'insegnante attiva il gruppo affinché questo valuti e rifletta sia il processo che il prodotto del lavoro di progetto. L'insegnante aiuta e consiglia i bambini a trovare una forma adatta per la presentazione del prodotto e di effettuarla in modo “ordinato”. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 15 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Apprendimento cooperativo Apprendimento cooperativo Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Esempi di osservazione / commenti Accanto agli obiettivi disciplinari si definiscono e si comunicano esplicitamente anche obiettivi di tipo sociale. L'insegnante si mette a disposizione per dare il sostegno necessario. L'insegnante forma i gruppi badando alle specificità della loro composizione. Forma anche gruppi eterogenei in modo mirato. L'insegnante conosce in dettaglio il metodo cooperativo prescelto e la relativa struttura (p.es. puzzle di gruppo, rallye di gruppo, ecc.); esso/essa provvede a introdurlo e a gestirlo in modo corretto. In modo graduale e sistematico vengono sviluppate le competenze sociali e metodiche (strategie di apprendimento) dei bambini, su cui si basa e a cui tende l'apprendimento cooperativo; l'insegnante provvede a rendere trasparente questo aspetto nelle lezioni. L'insegnante assegna in modo mirato ai bambini determinati ruoli per situazioni di apprendimento cooperativo. Offre il proprio sostegno ai bambini più deboli in modo tale che anch'essi possano svolgere il loro ruolo. La situazione di apprendimento cooperativo è strutturata in modo tale da poter generare e rendere esplicita un'interdipendenza positiva fra i membri del gruppo. I bambini assumono responsabilità anche per i processi di apprendimento e per i progressi degli altri membri del gruppo e si offrono l'un l'altro un sostegno attivo. L'insegnante osserva quanto avviene nei gruppi in modo discreto ed evita nel limite del possibile di intervenire. Se lo fa è richiesta sensibilità. L'insegnante provvede ad approntare le premesse quadro per effettuare un'unità didattica cooperativa (p.es. possibilità adeguate per riunirsi; materiale appropriato). L'insegnante indirizza la riflessione (comune e/o individuale) della fase di apprendimento cooperativo affinché i bambini imparino a valutare e a giudicare le proprie competenze sociali, le strategie di apprendimento ed i rendimenti nella disciplina nonché a migliorarli costantemente. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 16 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Valutare l’apprendimento Valutazione „classica“ del rendimento Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Esempi di osservazione / commenti L'insegnante osserva e registra con mezzi adeguati le premesse, il livello e il processo di apprendimento (strategie, errori, modi di pensare) dei singoli bambini. Nelle lezioni l'insegnante ricorre ad accertamenti di tipo formativo per registrare i progressi dei singoli bambini e per poter offrire un sostegno individuale. Per trarre un bilancio su quanto è stato appreso dai bambini l'insegnante prepara degli accertamenti di tipo sommativo. Viene reso noto precedentemente ai bambini in modo trasparente quali temi e quali obiettivi saranno oggetto di accertamento, cosa si deve sapere, ecc. Per accertamenti di tipo sommativo l'insegnante verifica unicamente quei temi e quegli obiettivi di studio che i bambini hanno avuto occasione di imparare nelle lezioni, cioè che sono stati elaborati in modo approfondito. L'insegnante è consapevole delle funzioni che una determinata valutazione (formativa, sommativi o quale prognosi) può avere in un certo contesto concreto. L'insegnante è cosciente a quale genere di norma di riferimento si orientano i propri riscontri e le proprie valutazioni dei rendimenti (norme sociali, orientata verso determinati criteri o individuali). In fase di valutazione l'insegnante si preoccupa di combinare in modo ragionevole la norma orientata verso i criteri e la norma individuale. Allorquando si tratta di assegnare dei voti l'insegnante è consapevole della problematica connessa al discorso sul voto. Assegnando i voti l'insegnante non si orienta sulla media della classe, bensì se sono stati raggiunti o meno determinati criteri reali ed esigenze o prestazioni di base. L'insegnante integra i voti con commenti produttivi per l'apprendimento (consigli su come continuare, annotazioni sui progressi fatti, misure individuali di sostegno, ecc.). ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 17 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Valutare l'apprendimento Valutazione ampliata del rendimento Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Esempi di osservazione / commenti L'insegnante osserva e registra il livello e i progressi di apprendimento dei bambini nei vari ambiti di competenza: competenza sociale e disciplinare, autocompetenza e competenza metodologica. Nel contesto di una concezione didattica ampliata e di forme didattiche “aperte” l'insegnante fa uso di appropriate forme di valutazione ampliate dei rendimenti. L'insegnante attinge alle esperienze già acquisite precedentemente dai bambini nell'ambito di forme di valutazione allargate. Per la valutazione dei rendimenti manifestati in un contesto didattico “aperto” l'insegnante discute e concretizza gli obiettivi didattici (comportamento sociale e di studio, atteggiamento di lavoro, competenza disciplinare) assieme ai bambini. L'insegnante provvede a far sì che i bambini possano imparare ed esercitare in modo sistematico le capacità definite ( comportamento sociale e di studio, atteggiamento di lavoro, competenza disciplinare). L'insegnante fornisce regolarmente dei riscontri a proposito dei progressi fin lì registrati nei vari ambiti di competenza e sostiene con consigli il processo di apprendimento individuale. L'insegnante decide, eventualmente anche con i bambini, per quali rendimenti delle allieve e degli allievi è utile effettuare una valutazione (processi di lavoro, presentazioni, prodotti). L'insegnante appronta ai fini della valutazione adeguate griglie di valutazione o elenchi di criteri. L'insegnante fa sì che i bambini abbiano occasione di potersi autovalutare e valutarsi reciprocamente e li istruisce in questo senso. L'insegnante decide e spiega se, e come, la valutazione delle varie competenze deve venire espressa tramite un voto. L'insegnante completa gli eventuali voti con un riscontro che tenga conto delle capacità e dei progressi individuali e che sostenga il processo di apprendimento. In fase di valutazione dei lavori di gruppo l'insegnante soppesa in modo adeguato il rendimento del gruppo da una parte, e il rendimento individuale dei membri del gruppo dall'altra. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 18 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Didattica integrativa Cooperazione nell’insegnamento di tipo integrativo Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Esempi di osservazione / commenti L’insegnante cerca espressamente il contatto e lo scambio d’idee con Il/la pedagogista curativa scolastica, il/ la logopedista, l’insegnante per i bambini di lingua straniera, ecc. L’insegnante è consapevole della propria competenza ma sa riconoscere anche i propri limiti. E’ in grado di apprezzare quanto realizza la pedagogista curativa, senza per questo sminuire le proprie prestazioni. L’insegnante accoglie suggerimenti dalla pedagogista curativa per quanto riguarda opportunità operative, mezzi, ecc. per il sostegno di singoli bambini. L’insegnante è disposto/a a rendere trasparente le proprie competenze e la propria attività, nonché i relativi risultati di fronte alla pedagogista curativa, al logopedista, ecc. In occasione di colloqui con la pedagogista curativa scolastica, l’insegnante contribuisce con osservazioni e analisi differenziate. L’insegnante definisce gli obiettivi principali e gli aspetti prioritari didattici in comune con la pedagogista curativa e interpreta in una prospettiva comune la responsabilità per il conseguimento degli obiettivi didattici. La cooperazione tra insegnante e pedagogista curativa viene sfruttata sotto vari punti di vista nella realtà quotidiana della scuola (p.es.: preparare e analizzare a posteriori le lezioni insieme; stabilire e regolare le misure di sostegno; scambiarsi le impressioni sui bambini; discutere le diagnosi; elaborare assieme delle soluzioni a problemi specifici). L’insegnante, collaborando con pedagogiste/i curative/i, dimostra apertura di idee, flessibilità e predisposizione ad affrontare critiche. I compiti e gli ambiti di competenza di insegnante e pedagogista curativo/a sono chiaramente definiti, discussi e accettati. Nella cooperazione tra insegnante e pedagogista curativa/o ci si orienta espressamente verso lo sviluppo di opportunità operative e forme di lavoro comuni, nonché verso il perfezionamento dell’attività nel team. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 19 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Didattica integrativa Diagnostica pedagogica Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Esempi di osservazione / commenti Al fine di costatare quali siano le premesse di apprendimento, le risorse e il livello di sviluppo e di apprendimento di un bambino o di più bambini, l’insegnante fa ricorso a strumenti, mezzi e procedure appropriati. L’insegnante raccoglie in modo mirato informazioni sui progressi nell’apprendimento di uno o più bambini e le documenta in modo accurato. L’insegnante registra caratteristiche particolari di singoli bambini – in modo speciale di bambini “non appariscenti” – in varie occasioni. L’insegnante registra i processi di tipo sociale nella classe. Raccoglie espressamente informazioni sul livello e lo sviluppo di capacità sociali dei bambini. L’insegnante interpreta i dati raccolti con l’osservazione e formula un giudizio diagnostico sensato. Una volta effettuata la valutazione, questa viene comunicata ai singoli bambini in modo costruttivo, tale da favorire un sostegno e tenendo conto del livello di sviluppo dei bambini. Il riscontro rappresenta una motivazione per ulteriori attività di apprendimento. L’insegnante rende partecipi le allieve e gli allievi, in base al loro livello di sviluppo, alla formulazione degli obiettivi e delle misure da attuare. Sulla base di osservazioni e valutazioni l’insegnante trae indicazioni per ulteriori offerte nell’ambito dell’apprendimento e del sostegno per bambini singoli e/o per gruppi. Le misure adottate per l’apprendimento ed il sostegno sono ragionevolmente differenziate e orientate in modo sensato per l’apprendimento in diversi ambiti di competenza (competenza sociale, disciplinare e metodologica, autocompetenza). Nel momento in cui prepara le proposte didattiche e di sostegno, l’insegnante anticipa i percorsi e le procedure previsti per giungere alla soluzione di problemi dei bambini, prende consapevolezza del livello di impegno richiesto dai compiti, delle possibilità di riuscita e delle opportunità per compiere errori; prepara di conseguenza mezzi ausiliari appropriati. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 20 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Scheda delle competenze Area di competenza Didattica integrativa Gestione della molteplicità socioculturale Competenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Esempi di osservazione / commenti L’insegnante si informa in modo più completo e dettagliato possibile sulle biografie relative alla vita e all’apprendimento dei bambini di lingua straniera nella propria classe. L’insegnante conosce cosa viene proposto a livello dei corsi di lingua e cultura del paese di origine e si informa su cosa fanno e cosa imparano i bambini stranieri in tali corsi. L'insegnante usa le diverse lingue nelle lezioni come opportunità di apprendimento e vi fa ricorso sotto varie forme come stimolo didattico (confronti linguistici, incontro con lingue e culture diverse, stimolare a cambiare il proprio punto di vista, confronto con l'identità culturale, ecc.) L'insegnante è consapevole del fatto che il successo scolastico dei bambini di lingua straniera è ostacolato da varie barriere; ad esempio per quanto riguarda le aspettative nei confronti dei loro rendimenti connotate negativamente che hanno un influsso sulla valutazione dei rendimenti. L'insegnante è disposto a confrontarsi in modo critico con manifestazioni di generalizzazione (stereotipi, pregiudizi) verso la propria e le altre culture, a rifletterle, giudicarle e confrontarle. Per i bambini di lingua straniera le spiegazioni e le comunicazioni inerenti le lezioni date dall'insegnante sono comprensibili. L'insegnante si accerta che i compiti vengano compresi. Per aiutare i bambini di lingua straniera l'insegnante impiega nelle lezioni in modo conseguente la lingua standard e ricorre a visualizzazioni adeguate (p.es. visualizzazioni per termini ed espressioni fondamentali). Gli obiettivi di apprendimento della lingua d'insegnamento vengono definiti in comune dal/la docente di classe e dall'insegnante per i bambini di lingua straniera. Il sostegno linguistico viene concordato insieme dal punto di vista dei contenuti e dei temi e integrato, laddove è possibile, nelle lezioni con la classe regolare. L'insegnante si sforza di organizzare le informazioni ai genitori in modo tale che siano comprensibili anche per i genitori di lingua straniera. ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 21 FASCICOLO DELLE COMPETENZE OPERATIVE / Scuola elementare Contatti Alta scuola pedagogica dei Grigioni Dipartimento Formazione pratica professionale Scalärastrasse 17 7000 Coira www.phgr.ch ASPGR – Dipartimento Formazione pratica professionale / 3. anno di formazione 22