Spedizione in abb. postale art. 20 lett. C - Legge 662/96 Filiale di Perugia - Periodico di comunicazione interna dei Collegi IP.AS.VI. di Perugia e Terni anno IX n.2/07 IPASVI Federazione Nazionale Collegi Infermieri V sommario IPASVI 1 editoriale AMBRA PROIETTI 3 ilcollegioinforma IL SOLE 24ORE-SANITÀ A CURA DI SERENELLA BERTINI 6 CAMPAGNA INFORMATIVA INFERMIERE. PROTAGONISTA DELLA VITA VERA A CURA DEL COMITATO DI REDAZIONE 9 DALL’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI GLI INFERMIERI SI INCONTRANO AL COLLEGIO DI SILVIA CEPPI Federazione Nazionale Collegi Infermieri Periodico di comunicazione interna dei Collegi IP.AS.VI. di Perugia e Terni 14 l’angolodellibro anno IX n. 2/07 14 lerubriche Editore: Coordinamento Regionale dei Collegi IP.AS.VI. di Perugia e Terni Direttore Responsabile: Renata Buono Responsabile di Redazione: Nora Marinelli Segreteria di Redazione: Francesco Cardoni Serenella Bertini Comitato di Redazione: Palmiro Riganelli Ambra Proietti Andrea Gaggiotti Giusti Gian Domenico Grafica: Punto Editoriale Assisi (Pg) [email protected] Stampa: Dimensione Grafica Spello (Pg) Questo numero è stato chiuso in tipografia: il 25/5/2007 Autorizzazione: Registrato presso il Tribunale di Perugia n. 45 del 24/11/1997 POESIE. LEZIONI D’AMORE DI NADIA MARGARITELLI 14 DISPENS@TORE DI STIMOLI INFERMIERISTICI BLOCKNOTES DI GIAN DOMENICO GIUSTI 16 PREVENIRE GLI ERRORI, IMPARARE DAGLI ERRORI SUICIDIO IN OSPEDALE DI MARCO ZUCCONI 23 spazioaperto 23 LA RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE DI BASE NEL BAMBINO. NUOVE LINEE GUIDA COSA CAMBIA? DI CENTI MELISSA E FERRARI ANTONIA 16 IL SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ L’AGIRE UMANO DI PATRIZIA ALTOBELLI 31 lasegreteriainforma 31 CONVENZIONE ASSICURATIVA “CARIGE” NUOVE ADESIONI DI LAURA FONTETROSCIANI 32 MOBILITÀ 33 FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO GLI APPUNTAMENTI A CURA DEL COLLEGIO DI TERNI 1 CONOSCENZE E COMPETENZE. AUTONOMIA E RESPONSABILITÀ I n questo periodo ho avuto l’opportunità di riflettere, con alcuni colleghi e non solo, sul ruolo dell’infermiere, sulle sue conoscenze, sulle responsabilità assistenziali, sulla sua autonomia nei diversi ambiti operativi e le molteplici interrelazioni con gli altri operatori. Sul profilo disegnato dal Dm 739/94 è quello di in professionista intellettuale, competente, autonomo e responsabile. È evidente che i modelli organizzativi Aziendali attuali limitano le possibilità degli infermieri rispetto all’autonomia decisionale e alla responsabilità nel governare direttamente i processi nell’ambito del nursing. È ancora più evidente che nella sanità, dice Ivan Cavicchi, dove “la figura tradizionale del paziente è evoluta fino a disporre di un nuovo legittimo potere negoziale per esigere ciò a cui ha diritto”, è necessaria una analoga evoluzione delle professioni. Questa evoluzione passa sicuramente attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze, ma anche attraverso una autonomia professionale dalla quale scaturisce una maggiore responsabilità. Il codice deontologico all’articolo 3.3 recita: “l’infermiere riconosce i limiti delle proprie conoscenze e competenze e declina le responsabilità quando ritenga di non poter agire con sicurezza. Ha il diritto ed il dovere di richiedere formazione e/o supervisione per pratiche nuove o sulle quali non ha esperienza, si astiene dal ricorrere a sperimentazioni prive di guida che possono costituire rischio per la persona”. Questo vuol dire non solo ripensare il grado di autonomia e di responsabilità delle professioni, ma anche rimettere in discussione i modelli tradizionali del lavoro nei quali non vengono riconosciute ai singoli professionisti le specifiche capacità. È del tutto evidente come sia importante per i professionisti considerare che l’evoluzione della domanda di salute e di benessere dell’utente non fa più riferimento ad un modello di delega e di tutela paternalistica della salute stessa, ma che esige un nuovo riconoscimento come soggetto partecipe che si impone rispetto alle scelte che lo riguardano. La nozione di bene salute, quindi, va esplicitata, va condivisa integrando il sapere scientifico con saperi ed esperienze personali, con bisogni e preferenze dell’utente. In questo modo l’utente sceglie e chiede quello che è meglio per lui e fa le proprie rimostranze se non è soddisfatto. Da tempo l’infermiere si prepara a rispondere ai bisogni di questo “paziente esigente”, come viene definito da Ivan Cavicchi, ma il passaggio da una dimensione individuale a quella di gruppo cambia la qualità del potere e quindi genera resistenza. Infatti è l’intera organizzazione che deve cambiare non possono essere solo delle parti del processo ad esempio solo alcuni professionisti. Il cambiamento è destabilizzante poiché va ad agire, come in questo caso, anche sul cambiamento culturale. Non c’è alcun dubbio che dalla cultura che ormai si va diffondendo dell’e-care, emerge un malato culturalmente diverso, che ha perduto i connotati della passività, della solitudine, della delega, della fiducia, dell’affidamento e dell’ignoranza. Questi aspetti e questa trasformazione della figura del paziente in molti casi sono considerate dai professionisti della salute un problema, editoriale AMBRA PROIETTI 2 editoriale che la riduzione del malato a prodotto una complicazione, la perdita di uno status, infermieristico è rappresentata dalla correlazione cioè un declassamento. tra i differenti contenuti del lavoro infermieristico, In passato i ruoli erano chiari: l’utente nel tentativo di definire in un unico sistema si rivolgeva al medico quando era malato, più sistemi classificatori. In questo caso il ad esso delegava la cura della sua malattia principio di apposizione cambia: non si definisce accettando di essere aiutato in modo caritatevole il malato con gli attributi del prodotto, ma con gli e paternalistico, l’infermiera prendeva parte attributi del lavoro del nursing. al processo di cura con compiti ben precisi Cioè il prodotto è il nursing e il malato diventa più e rispetto al processo assistenziale non aveva individuo che prodotto, come risultato di una potere decisionale. certa organizzazione del lavoro, una certa La trasformazione e la crescita del professionalità”. professionista infermiere in realtà ha prima Gli infermieri dovranno ridisegnare di tutto destabilizzato l’infermiere stesso, competenze e responsabilità, in una logica la grande contraddizione che nasce è quella di lavoro multidisciplinare, con una di una organizzazione dell’assistenza diversa modalità finalizzata non che tende da una parte, con il all’attesa ma all’iniziativa, centrata case-management, a riconoscere L’infermiere sugli aspetti del self-car e di in qualche modo “la centralità è una figura educazione alla salute. dell’utente” ponendosi l’obiettivo strategica ed un indiscutibile A tal proposito i professionisti della massima integrazione alleato della presenti alla Prima Conferenza degli interventi richiesti da erogare nuova fase del Nazionale sulle politiche della con la massima appropriatezza e, sistema sanitario professione infermieristica hanno dall’altra, la riduzione dell’utente a da realizzare ribadito: prodotto. Si tratta, in questo ultimo all’insegna della caso, di un criterio classificatorio qualità e della • la consapevolezza dell’infermiere che fa riferimento alle condizioni sicurezza di svolgere un ruolo rilevante cliniche del paziente, di una ed anche insostituibile a fianco tradizionale visione che non tiene di altre professionalità, delle persone conto della complessità dei bisogni e delle comunità che hanno bisogno della persona, – “dell’esigente” – di cura e assistenza; e che quindi va come conseguenza che la risposta assistenziale erogata sia ottimale ma solo • la volontà di essere sempre all’altezza rispetto alla clinica. È una concezione di salute dei propri compiti, sia sul piano umano assistenziale che viene definita da un ospedale. che su quello tecnico scientifico, la serietà La salute è un concetto molto più ampio più e la responsabilità: complesso, non è infatti solo assenza di malattia, • la necessità di ridefinire, all’interno delle ma è benessere, vitalità, è “percepire di star bene Aziende, le competenze e le responsabilità o male” . È evidente che con questa idea di salute, dell’infermiere. è necessario riconoscere e considerare il paziente “una persona“ e rispondere con un’idea di assistenza ad hoc, personalizzata. Il ministro della Salute, Livia Turco Le principali teorie del nursing, che non sono alla Conferenza ha detto: riferite direttamente alla clinica, ma all’assistenza “ l’infermiere è una figura strategica ed un più generale del malato, sono quelle più coerenti indiscutibile alleato della nuova fase del sistema con l’idea di individuo. sanitario da realizzare all’insegna della qualità Ivan Cavicchi dice: “Lo sforzo classificatorio e della sicurezza”. ● nell’ambito del nursing è degno di nota, nel senso la frase 3 IL SOLE 24 ORE-SANITÀ NEWS Vi proponiamo le notizie più interessanti tratte dal “Il Sole 24 Ore-Sanità”. Per la visione completa degli articoli ci si può rivolgere alla segreteria del proprio collegio di appartenenza. I RISCHI DI CHI LAVORA IN CORSIA Infermieri più colpiti-cadute al primo posto ed è boom di aggressioni e corsie degli ospedali sono il luogo di lavoro meno sicuro in Italia. E non solo per i più classici incidenti, come una caduta o una ferita con l’ago, medici ed operatori devono sempre più vedersela con le aggressioni subite da pazienti e familiari poco indulgenti con il personale sanitario. Solo nel 2005 sono stati segnalati ben 429 casi di violenza. Secondo i dati forniti dall’Inail gli infortuni nella sanità sono cresciuti del 21% in cinque anni a fronte di una diminuzione degli altri settori professionali. I più colpiti sono gli infermieri (ben oltre novemila casi) seguiti da operatori, ausiliari, portantini, assistenti sanitari (30% del fenomeno) e medici (il 5%, circa 900 casi), personale am- L professioneinfermiereumbria2/07 ministrativo (solo 3%). Tra le modalità di accadimento ci sono lo scivolamento, perdita di controllo dei macchinari e utensili (la causa più frequente per medici ed infer- mieri), movimenti scoordinati e sotto sforzo, ma un forte campanello di allarme è quello che riguarda appunto i casi di violenza. Maggiormente interessate agli infortuni sono le mani (20% dei casi), la colonna vertebrale (17%) mentre contusioni, lussazioni e distorsioni rappresentano circa il 60% dei casi, seguite da ferite (13%) e fratture (8%). Al fine di poter consentire al datore di lavoro una valutazione dei rischi uniforme per ogni unità operativa e per ogni struttura, l’Inail ha realizzato un progetto che ha come obiettivo le liste di controllo, utilizzate per vari fattori di rischio (sistema antincendio, rischi biologici, chimici, fisici e elettrici, ecc.) o possono essere impiegate per unità operativa effettuando una valutazione specifica sui rischi presenti in essa. La sicurezza nella sanità riguarda il datore di lavoro ma soprattutto il lavoratore e il cittadino utente che sono quelli ilcollegioinforma A CURA DI SERENELLA BERTINI 4 ilcollegioinforma direttamente interessati a un ambiente esente da rischi. (Da “Il Sole 24 Ore-Sanità”, Anno X n. 8 febbraio-marzo 2007) DEBUTTA L’AGENDA CLINICA INFORMATIZZZATA mazioni sul paziente e sul percorso di cura, ma anche prenotare appuntamenti e visite, consultare database, esaminare tutta la documentazione clinico-sanitaria. (Da “Il Sole 24 Ore-Sanità, Anno X n. 12 marzo-aprile 2007) Addio alla carta durante il giro visite: medici e infermieri scrivono su pc portatili ddio vecchia cartella, addio incomprensibili grafie. Al letto del paziente, durante il giro visite, i medici dell’ Ospedale Niguarda di Milano portano un tablet pc portatile senza fili collegato a Internet e agli archivi dell’ospedale. Annotano gli appunti a mano libera, direttamente sullo schermo e dispongono in tempo reale dei risultati degli esami di laboratorio. Gli infermieri dal canto loro, usano un palmare per spuntare farmaci e controllare lo stato di processo di un’analisi. La rivoluzione del diario clinico informatizzato sta nel fatto che attraverso il tablet pc si convertono automaticamente gli appunti in scrittura digitale. Così, ad esempio le ultime annotazioni non compaiono in fondo, come accadrebbe nella pagina , ma in cima, per saltare subito all’occhio. Con i piccoli pc portatili si possono inserire le infor- A COLLEGIO DI PERUGIA Chiusura dell’ufficio i comunica agli iscritti del Collegio IP.AS.VI. di Perugia che, in concomitanza delle ferie dell’impiegata, l’ufficio rimarrà aperto al pubblico come segue: S 5-17 LUGLIO: CHIUSO TUTTI I GIORNI 13-25 SETTEMBRE: • Venerdì 14 settembre CHIUSO • Martedì 18 settembre dalle ore 15,30 alle 18 APERTO • Venerdì 21 settembre CHIUSO • Martedì 25 settembre dalle ore 15,30 alle 18 APERTO PERDE IL POSTO CHI CHIUDE UN REPARTO Cassazione. Confermato il licenziamento di un ex primario n reparto non si chiude mai, neppure se medici e infermieri sono stressati e affaticati. neanche se il burnout arroventa la corsia. Neppure se l’organico è ridotto ai minimi termini. Il primario che si azzarda perde il posto di lavoro. Così è stato licenziato l’ex responsabile del Servizio psichiatrico del presidio ospedaliero di Latina perché aveva “serrato” il reparto per 24 ore. La sezione Lavoro della Cassazione spiega che il primario” avrebbe dovuto adottare tutte le misure alternative possibili”, non chiudere il reparto mandando in tilt l’ospedale e i suoi pazienti. A nulla è valso il ricorso in Cassazione in cui lo psichiatra denunciava il clima di conflittualità con la direzione, il forte rischio di bournout per gli operatori, la drammatica carenza di organico del reparto e le ripetute vane sollecitazioni perché i vertici aziendali intervenissero. Secondo i giudici i comportamenti addebitati al primario non trovano giustificazione nelle oggettive condizioni di difficoltà e disagio del personale. U (Da “Il Sole 24 Ore-Sanità, Anno VIII n. 9 marzo 2007) 5 a gestione dei compensi riscossi dai medici presso le cliniche private riguardano i rapporti diretti del professionista (medico, veterinario, infermiere)/cliente presso case di cura private, sono escluse le prestazioni in intramoenia e i rapporti diretti struttura sanitaria/ cliente. Le nuove disposizioni della Finanziaria prevedono in sintesi che le strutture sanitarie private devono: L • incassare il compenso in nome e per conto del professionista e riversarlo contestualmente allo stesso; • annotare in calce alla fattura emessa dal professionista dell’avvenuto pagamento da parte del paziente; • comunicare per via telematica alla agenzia delle Entrate i compensi complessivamente riscossi da ciascun professionista. Resta in capo al professionista che eseguito la prestazione l’obbligo di emissione della fattura al cliente e la registrazione nelle proprie strutture contabili. La riscossione dei compensi deve avvenire invece da parte della casa di cura. ✑ (Da “Il Sole 24 Ore-Sanità, Anno X n. 12 marzo-aprile 2007) professioneinfermiereumbria2/07 DI MARIO BERNARDINI epetita iuvant” dicevano i latini, e noi, diretti discendenti, proviamo a porre nuovamente l’attenzione su una questione già sollevata su queste pagine, che forse merita una riflessione ulteriore : l’Autocertificazione. Nonostante molti passi in avanti siano stati fatti, ogni tanto si assiste alla recrudescenza della richiesta dei certificati da parte delle Amministrazioni Pubbliche, e, per quello che ci riguarda, delle Amministrazioni sanitarie. Il Testo Unico delle disposizioni Legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, approvato con D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, entrato in vigore il 07 marzo 2001 rappresenta, proprio per lo snellimento degli adempimenti del cittadino, una norma di particolare rilevanza, e coordina per la prima volta in un unico documento tutte le disposizioni che in materia si sono succedute nel tempo. Il D.P.R. 445 indica, con il termine “autocertificazione” le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, disciplinate dall’art. 46 del T.U., che consentono al cittadino interessato di sostituire a tutti gli effetti e A TITOLO DEFINITIVO certificazioni amministrative relative a stati, fatti e qualità personali, mediante una propria dichiarazione sottoscritta. Il testo Unico ribalta il precedente sistema: gli strumenti tradizionali con cui le amministrazioni acquisiscono informazioni giuridicamente “certe” (i certificati) fornivano il massimo delle certezze con il minimo sforzo da parte delle Amministrazioni stesse, in quanto erano i cittadini a dover procurare i certificati e poi portarli alle Amministrazioni, che non facevano altro che acquisirli al procedimento. In pratica, le amministrazioni avevano al proprio servizio, gratuitamente, milioni di fattorini. Ma se questi non esistono più, le Amministrazioni, se vogliono il dato certo (da certificato) devono procurarselo ricercandoselo da solo: ricordiamo quindi di indicare sempre presso quale Amministrazione, Ente, Scuola, ecc..., è reperibile il dato indicato sull’autocertificazione. In definitiva il T.U. consente di coniugare il massimo di certezza dei dati con il massimo degli oneri organizzativi, questa volta facendo muovere da un’amministrazione all’altra non i cittadini ma le informazioni, che ripetiamo, devono essere le stesse Amministrazioni a reperire. In conclusione, dal T.U. si rievoca una lezione molto chiara: per semplificare, cioè per rendere facile ciò che è complesso e difficile, è necessario utilizzare un’ampia gamma di strumenti di vario genere, che vanno dalla pura e semplice eliminazione di adempimenti inutili all’utilizzo delle nuove tecnologie, alla consapevolezza dei cittadini su quelle che sono le novità legislative. Come tutte le riforme amministrative, anche la semplificazione è un processo difficile, e che richiede un grande impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti. “R ilcollegioinforma Il medico emette la fattura ma è la clinica ha riscuotere i compensi autocertificazione stop alle cadute prevenire gli errori, imparare collegiodagli di perugia errori EXTRAMOENIA AL PETTINE FISCALE 6 ilcollegioinforma A C U R A D E L C O M I TAT O D I R E D A Z I O N E CAMPAGNA INFORMATIVA INFERMIERE. PROTAGONISTA DELLA VITA VERA al 24 aprile 2007 al 30 maggio 2007 si è tenuta la campagna informativa “Infermiere. Protagonista nella vita vera” (www.infermiereprotagonista.it) finalizzata a rilanciare l’immagine della professione tra i giovani e l’opinione pubblica. D La conferenza stampa La campagna lanciata attraverso una conferenza stampa, dove il ministro della Salute Livia Turco ha affermato: ‘’Ho una nipote, che si chiama Chiara, che, finito il liceo scientifico, mi ha chiesto consiglio su che fare. E io le ho detto: perché non fai l’infermiera? È una professione straordinariamente bella, che sarà sempre più importante nel futuro e da ultimo, non meno importante, troverai lavoro’’. Questo dimostra, ha concluso la Turco, ‘’quanto sia importante per me questa professione”. La campagna informativa è stata realizzata dal Ministero della Salute e dalla Federazione Nazionale dei Col- legi IP.AS.VI., in collaborazione con i Ministeri di Università e Ricerca e della Pubblica Istruzione, e ha l’obiettivo di promuovere le iscrizioni alla Laurea in Infermieristica. L’intervento del presidente nazionale IP.AS.VI. ‘’C’è una precisa relazione – spiega Annalisa Silvestro presidente nazionale della Federazione IP.AS.VI. – tra un numero adeguato di infermieri specializzati e la salute dei cittadini’’. La carenza di queste figure professionali, infatti, ha come conseguenza ‘’il sovraccarico di lavoro per gli infermieri negli ospedali – continua la Silvestro – mentre sul territorio non possono essere sviluppati servizi essenziali, come l’assistenza domiciliare e le residenze sanitarie. Inoltre, è stato dimostrato come la carenza di personale infermieristico determini un allungamento notevole del periodo di degenza in ospedale e l’aumento di ‘errori’, anche gravi, ma facilmente evitabili’’. Da oltre 10 anni, ricorda Silvestro, la porta di ingresso unica alla professione è rappresentata dal corso di laurea in infermieristica, attivato in 40 università italiane. Ma, nonostante l’aumento delle immatricolazioni (cresciute del 33,7 per cento negli ultimi 5 anni), l’andamento attuale delle nuove immissioni sul mercato del lavoro non solo non copre, ma ad- 7 professioneinfermiereumbria2/07 POSTA ELETTRONICA Comunicazioni e quesiti degli iscritti posti attraverso E-mail sare la posta elettronica è diventato ormai alla portata di molti, e questo non può che essere visto favorevolmente. Occorre però chiarire che il Collegio, Ente di Diritto Pubblico ausiliario dello Stato, è tenuto a osservare le regole della Pubblica Amministrazione, e attenersi quindi a quanto previsto dalle normative, che relativamente alla posta elettronica prevede che nella missiva siano specificate le generalità dello scrivente, l’indirizzo e il numero di iscrizione al Collegio. Ove non si osservi tale procedura, l’invio sarà considerato anonimo”: come “a per tale motivo non verrà preso in considerazione e tantomeno si procederà ad un risposta . Ove la richiesta preveda una risposta scritta da parte del Collegio, questa sarà comunque inviata tramite posta. U nazionale con gli studenti del IV e V anno delle scuole medie superiori per orientarli verso questo corso di Laurea, presentando agli studenti le opportunità e i vantaggi della professione infermieristica, spesso non adeguatamente conosciuti. I ragazzi sono stati invitati a guardare un video, in cui infermieri di diverse aree – 118, sala operatoria, cardiologia, neonatologia – ripresi al lavoro, spiegano l’importanza delle loro attività. Uno spot radiofonico, poi, è stato programmato sui network più ascoltati dai ragazzi (Radio Deejay, Rds, M2, Discoradio). Gli incontri nelle scuole sono stati curati e gestiti da infermieri e studenti del corso di Laurea, che hanno riscosso un grande interesse e notevole è stata la curiosità verso una professione che risulta ancora poco conosciuta tra i giovani. I giovani umbri Anche la Regione Umbria ha aderito alla manifestazione, che ha coinvolto numerosi studenti degli Istituti superiori; l’11 maggio si è tenuta la conferenza stampa dove è stata rimarcata l’importanza di campagne promozionali e conoscitive della professione infermieristica al fine di migliorare gli aspetti comunicativi tra questa professione sanitaria ed i cittadini/studenti. ilcollegioinforma dirittura aggrava questo fabbisogno: il numero degli infermieri che si laureano ogni anno (circa 9.000) è molto inferiore al numero di quelli che vanno in pensione (oltre 13.000). Fondamentale, dunque, dice la Silvestro, ‘’incentivare i giovani a iscriversi più numerosi ai corsi. Molti ragazzi, infatti, non sono sufficientemente informati sulle opportunità che oggi offre la professione infermieristica: ciò si traduce in una incompleta copertura dei posti disponibili (85,5%), fenomeno che riguarda soprattutto le regioni del Nord e, in parte, del Centro. Nel 2006, a fronte di 13.653 posti assegnati, le immatricolazioni sono state 10.690’’. Ma anche se i giovani fossero più ‘attratti’ dal corso di laurea ‘’i posti per le immatricolazioni – conclude la presidente dell’IP.AS.VI. – sarebbero comunque insufficienti a garantire il fabbisogno anche se venissero coperti al 100%. A fronte dei 13.600 posti attualmente assegnati, l’PASVIi stima un fabbisogno annuale di almeno 18.000 nuove immatricolazioni’’. Negli ultimi anni, comunque, il numero di posti disponibili è aumentato significativamente, passando dai 10.135 dell’anno accademico 2000-2001 ai 13.653 del 2006-2007, con un incremento di 3.418 unità (+33,7%). Il fulcro della campagna è stato nella realizzazione di circa 250 incontri a livello 8 collegio di perugia ilcollegioinforma riscossione quote anno 2007 BOLLETTINO POSTALE Inviato il bollettino postale precompilato per il pagamento delle quote 2007 con scadenza 28.3.2007 el mese di febbraio 2007 è stato inviato il bollettino postale precompilato per il pagamento della quota anno 2007 con la scadenza del 28.03.2007. Nel caso in cui non abbia ricevuto il bollettino postale o lo avesse accidentamente smarrito, vengono di seguito riportate le coordinate di conto corrente postale su cui effettuare il versamento: N C/C Postale n. 14501068 intestato a: Collegio IP.AS.VI. di Perugia Via Manzoni n. 82 06087 – Ponte San Giovanni (Perugia) Causale: Quota associativa anno 2007 Importo: E 55,00. Entro il mese di luglio 2007 verranno spedite le raccomandate di sollecito della quota anno 2007. Per coloro che non avessero ancora provveduto al pagamento si ricorda che le spese relative al sollecito saranno a totale carico dell’iscritto moroso. Tutti gli iscritti che abbiano effettuato il pagamento della quota annua attraverso il call-center e/o Poste on-line devono sono pregati d’inviare una copia leggibile della ricevuta di versamento al collegio IP.AS.VI di Perugia (Tel. / fax 075.5997832) dove è evidenziato il nominativo dell’iscritto che ha effettuato il pagamento. Questo si rende necessario in quanto le Poste non sono in grado di fornire i nominativi di coloro che effettuano i versamenti utilizzando Poste on-line e/o call-center. Pertanto senza l’invio della copia dell’avvenuto versamento l’iscritto riceverà il sollecito di pagamento. Tra gli obiettivi di questa campagna, che per essere veramente efficace dovrà essere ripetuta anche nei prossimi anni, c’è quello di abbassare l’età media degli iscritti al corso di Laurea e contestualmente “migliorare anche la qualità” degli infermieri che passa attraverso una attenta selezione universitaria. ‘’Trovo che sia giusto – ha detto il ministro della Salute Livia Turco – dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi una opportunità in più, pensando al proprio futuro attraverso la scelta di una professione che garantisce una occupazione immediata, stabile e qualificata, con interessanti prospettive di sviluppo di carriera e la possibilità di svolgere un ruolo che consentirà loro di relazionarsi e comunicare con i cittadini, nell’accezione più piena e ricca dei termini. Abbiamo bisogno – ha continuato il ministro – di giovani che si avvicinino a questa professione con entusiasmo e passione, apprezzandone fino in fondo la potenzialità’’. L’invito ai giovani a scegliere questo percorso formativo‘’rappresenta un’esigenza del sistema’’ che per svilupparsi al meglio ha bisogno di infermieri qualificati e motivati. ‘’Ma questa esigenza di sistema – ha concluso il ministro – è anche, molto pragmaticamente, garanzia del riconoscimento effettivo da parte del Ssn, nei prossimi anni, della centralità delle funzioni infermieristiche’’. ✑ 9 DALL’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI GLI INFERMIERI S’INCONTRANO AL COLLEGIO l 20 marzo2007 presso i locali del Park Hotel si è tenuta l’annuale assemblea degli iscritti “Gli infermieri si incontrano al Collegio”. Obiettivo dell’assemblea era quello di far incontrare gli infermieri della provincia di Perugia, provenienti dalle diverse realtà lavorative, al fine di discutere circa gli obiettivi raggiunti, i percorsi intrapresi dal Collegio in questo anno di attività. Contestualmente si voleva cercare di prevedere insieme lo scenario futuro della professione infermieristica Umbria al fine di valutare e definire la programmazione delle attività per il prossimo biennio. siglio direttivo nel Corso del 2006 per il raggiungimento degli obiettivi prefissati: I Gli obiettivi A tal proposito sono stati invitati il responsabile Servizio Programmazione SocioSanitaria dell’Assistenza di Base, ospedaliera e Osservatorio Epidemiologico della Regione dell’Umbria Dr. Carlo Romagnoli e il Dott. Marcello Bozzi, membro del comiprofessioneinfermiereumbria2/07 tato centrale della Federazione Nazionale Collegi IP.AS.VI. Come da “copione” l’assemblea ha avuto inizio con la relazione del Presidente del Collegio IP.AS.VI. di Perugia Dott. Palmiro Riganelli, seguita poi da quelle del tesoriere Stefania De Santis e del presidente dei revisori dei conti Anna Nusdorfi. Il Presidente del Collegio ha illustrato brevemente le attività svolte dal Con- • migliorare la comunicazione con gli iscritti; attraverso un restyling della rivista, e del sito del Collegio, l’istituzione di una newsletter, l’organizzazione di incontri con gli iscritti presso i presidi ospedalieri dell’Umbria, pubblicazione di numerosi comunicati stampa, adesione alla campagna informativa “Infermiere. Protagonista nella vita vera” (con l’obiettivo di avvicinare sempre di più i giovani alla professione infermieristica); • promuovere l’aggiornamento professionale mediante: l’organizzazione di tre eventi formativi di cui due accreditati ECM, linee di indirizzo alla Regione Umbria per la definizione del fabbisogno formativo Regionale, una borsa di studio di 1.000 Euro per gli stu- ilcollegioinforma D I S I LV I A C E P P I 10 ilcollegioinforma denti del corso di laurea in infermieristica al fine di promuovere la ricerca infermieristica; interventi in tutte le sedi universitarie per la non attivazione del corso di laurea in infermieristica con modalità on line, e per la definizione delle basi di accordo per l’attuazioni di alcuni master clinici nella nostra Regione. dente dei revisori dei conti ha confermato la regolare tenuta delle scritture contabili e la corretta gestione di tutti i documenti contabili. I contratti assicurativi Tra le altre attività si è continuata l’assistenza agli iscritti per i contratti assicurativi, si sono organizzate le elezioni per il rinnovo degli organi istituzionali dell’ENPAPI ecc. Il presidente del Collegio ha terminato il suo intervento ribadendo l’impegno nel presidiare il processo di riforma delle professioni e del sistema ordinistico, di rafforzare le relazioni e i rapporti con Enti e Istituzioni, associazioni professionali, società scientifiche e altre professioni al fine di costruire concrete sinergie, di presidiare lo sviluppo delle competenze infermieristiche e la loro giusta collocazione all’interno di modelli assistenziali, organizzativi e formativi moderni esaltando lo specifico infermieristico in un contesto di continua integrazione professionale. Il Tesoriere dimostrando l’assenza di disavanzi, ha confermato, dal punto di vista economico, il “buon stato di salute” del collegio; il Presi- COLLEGIO DI TERNI Comunicazioni agli iscritti Rinnovo ENPAPI seguito delle elezioni per il rinnovo degli Organi Collegiali ENPAPI quadriennio 2007-2011 tenutesi in seconda convocazioni il giorno 3 febbraio 2007 presso il Collegio IP.AS.VI. della Provincia di Terni si comunica il nominativo dell’infermiera libero professionista eletta: Sig.ra Feraru Anisoara. A Lei e agli altri colleghi le congratulazioni e gli auguri di un proficuo lavoro. A Chiusura per ferie della Segreteria i comunica che in occasione delle ferie estive dell’impiegata del Collegio IP.AS.VI. della provincia di Terni la segreteria rimarrà chiusa dal 25 giugno 2007 al 13 luglio 2007. S Molto interessanti e graditi alla platea sono stati gli interventi dei nostri ospiti. Il Dr. C. Romagnoli ha presentato una panoramica della realtà assistenziale nella nostra Regione evidenziando il ruolo degli infermieri nello scenario della programmazione sanitaria umbra e ha posto l’attenzione sull’attuale disomogeneità dei modelli organizzativi dei servizi infermieristici della Regione Umbria. Ha invitato la platea, e il collegio stesso, a proporre indicazioni e suggerimenti per la definizione di un ipotetico modello organizzativo dei servizi infermieristici unico per tutte per tutte le aziende sanitarie della Regione. Il Dott. Bozzi ha proseguito la trattazione sull’applicabilità del modello organizzativo dipartimentale del servizio infermieristico rilevando come sia importante e strategico, nella sua fase di istituzione, puntare sulle competenze specifiche della professione. Si è poi passati alla presentazione ed analisi dei dati che dimostrano l’assoluta carenza di personale infermieristico rispetto alle esigenze assistenziali, dati che successivamente sono stati definiti dai partecipanti all’assemblea “allarmanti”. Sinteticamente il Dott. Bozzi ha poi evidenziato come, a livello nazionale, la professione infermieristica partecipi attivamente alla “vita finanziaria” delle università e come al La ricerca infermieristica, uno strumento per il cambiamento della pratica comune Al lavoro di ricerca vincitore sarà attribuita la somma di E 1.000,00 Borsa di studio l bando è aperto a tutti gli studenti del 3° Anno (anno accademico 2006-2007) del corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Perugia. Gli studenti interessati posso chiedere informazioni alle segreterie dei Collegi di Perugia e Terni o consultare il sito www.ipasviperugia.it Scadenza 1 dicembre 2007. I Il contenuto dell’elaborato deve orientarsi su tre punti principali 1 Revisione della letteratura riguardante aspetti clinici assistenziali, organizzativi o tematiche di particolare interesse infermieristico al fine di elaborare istruzioni operative, ed evidenziare interventi di provata efficacia; fare una sintesi delle evidenze e una valutazione critica della letteratura scientifica esaminata. 2 Analisi di esperienze già applicate, ad esempio implementazioni di modelli assistenziali attraverso metodi e strumenti operativi, oppure l’analisi di una specifica situazione assistenziale (es. dimissione protetta, applicazione di strumenti di valutazione del rischio di insorgenza Lesioni da Pressione, pianificazione e documentazione dell’assistenza, analisi organizzativa, presa in carico, ecc...) 3 Ricerca basata su un programma di indagine che esplora fenomeni, problemi assistenziali, organizzativi, valutazione della qualità, ecc., finalizzata alla produzione e all’implementazione di conoscenze originali di specifico interesse infermieristico. Per scaricare il bando consultare il sito www.ipasviperugia.it ilcollegioinforma 11 professioneinfermiereumbria2/07 borsa stop alle di studio cadute coordinamento prevenire gli errori, collegiimparare ip.as.vi. dell’umbria dagli errori contrario abbia un ruolo assolutamente marginale nelle fasi di progettazione, organizzazione e nelle attività di docenza degli stessi corsi di laurea. Da un’analisi quantitativa effettuata dalla Federazione Nazionale è emerso, in una proiezione a dieci anni, come la professione infermieristica sia numericamente molto inferiore rispetto alle necessità. Questo fenomeno scaturisce dalla esigua disponibilità di posti ai corsi di laurea in infermieristica, soprattutto in alcune regioni d’Italia, e dallo scarso interesse spesso dovuto a scarsa informazione, dei neodiplomati ad avvicinarsi alla professione. È su questi presupposti che la Federazione ha dato il via alla Campagna informativa rivolta giovani sopra descritta. Il pomeriggio si è concluso con la presentazione, da parte della collega Carla Ranieri, in rappresentanza del gruppo lavoro, del progetto di ricerca proposto dal Collegio sullo ”Status della professione infermieristica nella provincia di Perugia”. Progetto ambizioso che va ad analizzare, tramite questionari, come vivono la propria professione gli infermieri nella Provincia di Perugia. L’incontro si è concluso con entusiasmo sia dei partecipanti all’assemblea che del Consiglio direttivo per l’alto livello dei vari contributi e dei dibattiti scaturiti. ✑ 12 l’angolodellibro NADIA MARGARITELLI L’ANGOLO DEL LIBRO POESIE... LEZIONI D’AMORE ari Colleghi, da tanto tempo avevo il desiderio di condividere con voi alcune poesie, ne ho parlato con Palmiro Riganelli il presidente del nostro collegio ed egli mi ha incoraggiata a farlo. Ed eccomi qui a proporvi una bellissima poesia di Kahlil Gibran, scrittore libanese nato nel 1883 tratta dal celeberrimo libro il Profeta. Forse, vi chiederete cosa significa in una rivista tecnico-scientifica come la nostra, dare spazio alla poesia. Proverà a spiegarvi cosa significa per me e per la mia esperienza lavorativa. Sono un’infermiera, lavoro da quasi venti anni, attualmente in servizio nel Centro per i Disturbi Alimentari di Todi, qui tra le altre cose, conduco un gruppo con i pazienti ricoverati utilizzando come strumento di comunicazione la poesia. La poesia come lezione d’amore che arricchisce la nostra anima, provando ad riscoprirla come un momento di riflessione e di meditazione. A volte, l’emozione trasmessa dallo scrittore, riesce C a risvegliare le emozioni chiuse, sopite di chi legge, di chi si nega alla vita. Questa poesia, in particolare, mi è cara, perché mi è stata donata da una paziente alla sua dimissione e ciò mi ha commosso... La poesia Allora un contadino disse: parlaci del lavoro. Ed egli rispose: voi lavorate la terra. Perché oziare è diventare estranei alle stagioni e uscire dal corteo della vita, che con maestà e con fiera sottomissione avanza verso l’infinito? Quando lavorate, siete un flauto che attraverso il suo cuore trasforma in musica il mormorio delle ore. Chi di voi vorrebbe essere una canna muta e silente, mentre tutte le altre cantano insieme all’unisono? Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura. Ma io vi dico che, quando lavorate, voi realizzate una parte del sogno più remoto della terra, quella che vi fu assegnata in sorte quando quel sogno stesso ebbe origine, E vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita, E amare la vita attraverso la fatica significa essere tutt’uno con il suo segreto più profondo. Ma se nel vostro dolore chiamate disgrazia il giorno in cui nasceste e condanna scritta sulla vostra fronte il dover mantenere la vostra carne, allora io vi rispondo che soltanto il sudore della vostra fronte laverà via quella scritta. Vi è stato detto anche che la vita è tenebra e, nella vostra stanchezza, voi ripetete le parole di quegli uomini stanchi. E io vi dico che la vita è davvero tenebra solo se non vi è slancio, E ogni slancio è cieco se non vi è conoscenza, E ogni conoscenza è vana se non vi è lavoro, E ogni lavoro è vuoto se manca di amore; E che, quando lavorate con amore, legate voi a voi stessi, gli uni agli altri, e voi tutti a Dio. E cos’è lavorare con amore? È tessere un abito con i fili del cuore, come se dovesse indossarlo, proprio quel vestito, la persona che amate. È costruire una casa con dedizione, come se chi amate dovesse lui andare ad abitare. È spargere i semi con tenerezza e mietere il raccolto con gioia, come se chi amate dovesse lui mangiarne il frutto. È infondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito, professioneinfermiereumbria2/07 A C U R A D E L C O M I TAT O D I R E D A Z I O N E Anche gli Infermieri umbri e i Collegi IP.AS.VI. di Perugia e Terni... intendono esprimere, a sostegno e rinforzo delle note della Federazione, il loro disappunto circa alcune affermazioni contenute in articoli apparsi su Repubblica a firma d’un noto editorialista, che tracciano una fisionomia degli Infermieri italiani antistorica, ingiusta e riduttiva delle professionalità acquisite ed espresse. S’intende quindi esprimere piena adesione all’iniziativa della Federazione mediante la quale si chiede l’apertura d’un confronto costruttivo basato sui fatti. Si riporta a seguire, parte del testo della federazione interamente visionabile dal sito www.ipasvi.it. Gli infermieri e la Federazione Ipasvi ...dopo il momento dell’irritazione e degli interrogativi, hanno riflettuto e vogliono con forza sostenere: • che l’integrazione professionale e il lavoro di squadra sono una necessità ineludibile per ogni organizzazione sanitaria moderna ed efficace; • che esiste distinzione tra la linea clinico/assistenziale e la linea organizzativo/gestionale; • che il ritorno a rigide gerarchie tra professioni, non solo è anacronistico, ma risponde a vecchie logiche di potere che si risolvono in un danno per il cittadino, a cui servono i diversi e integrati saperi per un‘assistenza personalizzata e di qualità; • che tutti loro, anche quelli con laurea triennale, quinquennale e master, non hanno mai smesso e non smetteranno mai di fare le prestazioni necessarie all’assistenza e al benessere dei cittadini, 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno; • che continuano ad impegnarsi e si impegneranno quotidianamente, anche nelle condizioni difficili che oggi attraversa il sistema sanitario, a contribuire al funzionamento degli ospedali italiani e a garantire l’assistenza a chi ne ha bisogno, con serietà e grande senso di responsabilità. 340mila infermieri e la Federazione che li rappresenta chiedono un confronto e un dibattito serio e costruttivo basato sui fatti e non sugli stereotipi, in cui esserci con la serenità e la maturità che vogliono li contraddistingua sempre. (Annalisa Silvestro, Presidente della Federazione nazionale Collegi degli Infermieri) l’angolodellibro 13 (Sarei lieta di ricevere le vostre opinioni, riflessioni e/o collaborazioni per migliorare sempre di più il nostro angolo del libro: Nadia Margaritelli, Collegio IP.AS.VI. – Perugia, e-mail: [email protected].) stop 340 mila alle cadute infermieri umbri... prevenire gli errori, collegi imparare di perugia daglieerrori terni E sapere che tutte le anime benedette dei defunti vi stanno accanto e vegliano su di voi. Spesso vi ho udito dire, come parlando nel sonno: “Chi scolpisce i marmi e ritrova nella pietra la forma della sua anima è più nobile di chi ara la terra. E chi afferra i colori dell’arcobaleno e li stende su una tela in immagine umana è superiore a chi fabbrica sandali per i piedi”. Ma io vi dico – non nel sonno, ma nella più lucida veglia meridiana- che il vento parla con la stessa dolcezza alle querce gigantesche come al più minuscolo dei fili d’erba. E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce del suo stesso amore. Il lavoro è amore reso manifesto. Se non riuscite a lavorare con amore ma solo con riluttanza, sarà meglio per voi lasciare il vostro lavoro e sedere alla porta del tempio a ricevere l’elemosina da chi invece lavora con gioia. Perché, se preparate il pane con indifferenza, avrete un pane amaro che sazierà solo a metà la fame dell’uomo. E, se spremete l’uva con odio, il vostro odio distillerà veleno nel vino. E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e alle voci della notte. ✑ 14 lerubriche DI GIAN DOMENICO GIUSTI DISPENS@TORE DI STIMOLI INFERMIERISTICI BLOCKNOTES arlare di qualità dell’assistenza infermieristica risulta essere un tema molto complesso che abbraccia varie sfaccettature della professione stessa. Uno degli aspetti prioritari per la soddisfazione dei bisogni delle persone è che chi svolge l’attività di nursing sia pienamente realizzato dalla sua professione. P La qualità delle prestazioni La qualità delle prestazioni infermieristiche passa necessariamente attraverso le condizioni in cui queste vengono erogate; le condizioni di lavoro rivestono un ruolo significativo nell’inserimento degli infermieri e nel riuscire a mantenerli al lavoro. Il carico di lavoro è un argomento citato frequentemente come uno dei motivi che causa l’abbandono della professione o come rischio per la salute degli infermieri. A livello internazionale si rileva la presenza di un ridotto numero di infermieri e parallelamente un aumento della richiesta di servizi infermieristici; queste due condizioni devono essere gestite correttamente, se si intende garantire un’assistenza infermieristica di qualità alle per1 2 )( ) ( . sone Campagna sperimentale In Italia con il lancio della campagna informativa, di carattere in questo primo anno sperimentale, “Infermiere protagonista nella vita vera” (www.infermiereprotagonista.it) si sta cercando di arginare la carenza che potreb- be mettere nei prossimi anni a dura prova il Sistema Sanitario Nazionale. Questa campagna nasce dalla constatazione che le cure infermieristiche risultano essere essenziali nella erogazione delle cure sanitarie, quindi occorre un’attenta pianificazione universitaria nel mettere a disposizione un adeguato numero di posti nei corsi di Laurea in Infermieristica per cercare di programmare con cura le carenze di professionisti infermieri nel futuro. Obiettivo dichiarato della campagna informativa è, oltre aumentare il numero delle iscrizioni nei corsi di laurea, abbassare l’età media degli infermieri e trovare persone con “alte motivazioni” ed entusiasmo, per lo svolgimento della professione. La carenza di personale infermieristico nelle strutture pubbliche e private, nasce da un numero insufficiente di giovani disposti ad entrare nei corsi di Laurea in Infermieristica, nonostante l’offerta e le garanzie di un lavoro stabile; ma anche da l’abbandono della professione da 15 60.000 infermieri in meno Troppo pochi sono gli infermieri in Italia, ne servirebbero almeno altri 60.000 per soddisfare le esigenze dell’assistenza sanitaria italiana, nel nostro Paese, gli infermieri iscritti all’Albo sono circa 340.000, con un rapporto di circa 5,4 infermieri per mille abitanti, contro i 9,8 della Germania, i 12,8 dell’Olanda o, addirittura, i 14,8 dell’Irlanda. Mentre, secondo i parametri dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che ha come obiettivo quello di tendere alla realizzazione di più alti livelli di crescita ecoprofessioneinfermiereumbria2/07 nomica alla luce del concetto di sviluppo sostenibile, di occupazione, di tenore di vita, favorendo gli investimenti e la competitività), è di 6,9 infermieri per abitante il rapporto ottimale per la regione europea; A conti fatti, dunque, ce ne sono 60.000 in meno nella Penisola. Per sopperire a questa mancanza di personale, si è cercato di “tamponare l’emorragia” con l’immissione di pro- la frase Ho consigliato a mia nipote di studiare da infermiera. Ora è iscritta da due anni al corso di laurea ed è molto contenta. Livia Turco Ministro Sanità fessionisti extra comunitari, che sono stati e possono essere solo un piccolo aiuto nel gestire la carenza di infermieri. Solo riconoscendo le giuste motivazioni, e cercando soluzioni a lungo termine, si riuscirà a gestire la scarsità di risorse di personale; insufficienze causate anche da politiche sanitarie che non tengono in considerazione la necessità di avere qualità assistenziale anche grazie al giu- sto rapporto tra infermieri e pazienti. La gratificazione Le campagne di promozione della professione, devono necessariamente considerare anche gli aspetti di “gratificazione” che, non necessariamente sono solo di pertinenza sindacale e di carattere economico. L’entusiasmo dei nuovi infermieri deve essere coltivato, l’entusiasmo di chi già svolge questa professione deve essere mantenuto e deve trovare sbocchi professionali verso la giusta e piena valorizzazione. ✑ Bibliografia (1) Trad.ne BERTANI MP., Organico infermieristico adeguato = vite salvate. Prof. Inferm., 2006 Apr-Jun; 59 (2): 85-108; (2) WISKOW C., Trad.ne LOLLI A., SANTAGATA A., I metodi per la rilevazione dei carichi di lavoro infermieristico finalizzati alla definizione del fabbisogno di personale infermieristico. Prof. Inferm., 2007 Gen-Mar; 60 (1): 52-60; (3) CAMERINO D., CONWAY M.P., LUSIGNANI M., Condizioni di lavoro infermieristico e intenzione di cambiare: risultati dello studio Next in Italia. GISI, 2005 1 (1) 12-25. (Indirizzo e-mail dell’autore a cui potersi rivolgere per informazioni: [email protected]) lerubriche parte di numerosi infermieri a causa di mancanza di condizioni di lavoro sufficientemente buone da consentire al personale di rimanere attivo fino alla pensione, in salute e benessere; mancanza di riconoscimento del nuovo profilo dell’infermiere e dei suoi nuovi confini rispetto ad altre professioni dell’area socio-sanitaria; troppi cambiamenti occorsi nel sistema sanitario, spesso senza continuità e verifiche. Negli ultimi anni, questi cambiamenti hanno coinvolto pesantemente il personale infermieristico, senza tuttavia valorizzarne le risorse all’interno di una revisione organica di modelli organizzativi 3e gestionali del sistema( )(www.next-study.net) . 16 lerubriche DI MARCO ZUCCONI PREVENIRE GLI ERRORI, IMPARARE DAGLI ERRORI SUICIDIO IN OSPEDALE I n questo numero affronteremo il tema del suicidio del paziente in ospedale, attraverso la presentazione di una raccomandazione pubblicata dal Ministero della Salute (Ufficio III - Qualità delle attività e dei servizi) ad ottobre 2006. Prima di esporre la raccomandazione è però opportuno introdurre il tema del suicidio nel suo inquadramento generale. un modello di Root Cause Analysis (metodologia di indagine sistematica per la ricerca e identificazione dei fattori primari che contribuiscono al verificarsi di un evento avverso), strumento del moderno Risk Management. Egli scelse il suicidio perché su questo argomento c’erano diverse statistiche disponibili e perché il suicidio era un grande problema sociale. Durkheim lo definì così: Il suicidio “Il termine suicidio si applica a tutti i casi di morte che sono la conseguenza diretta o indiretta di un atto positivo o negativo della vittima stessa, la quale è consapevole delle conseguenze di questo atto”. Uno degli studi più famosi di Émile Durkheim (18581917), passato alla storia come il primo grande sociologo empirico, riguarda il suicidio. Pur sembrando in apparenza un atto soggettivo, imputabile a incurabile infelicità personale, Durkheim mostra come ci possano essere dei fattori sociali che esercitano un’influenza determinante al riguardo, soprattutto ciò che egli chiama anomia, rottura degli equilibri della società e sconvolgimento dei suoi valori. Nel 1897 Durkheim pubblicò il libro “Le suicide. Étude de sociologie”, in cui, per primo, applicò metodi stati- stici ad un problema sociologico. Durkheim si era posto chiaramente il fine di dimostrare che le scienze sociali possono prendere in esame un importante problema sociale come il suicidio, sul quale si era fatta fino ad allora della pura filosofia, arrivando a dare una definizione sistematica dei dati di fatto, sulla base della quale è possibile arrivare a conclusioni capaci di contribuire alla soluzione pratica del problema stesso. Aveva cioè, senza saperlo, creato La definizione “diretta o indiretta” e “positivo o negativo” origina dal fatto che secondo l’autore un uomo che rifiuti di mangiare e si lasci morire di fame è da considerarsi un suicida alla stessa stregua di colui che assume un veleno. Cercando di definire modernamente il suicidio, lo si può intendere, in senso stretto, come l’atto con cui 17 professioneinfermiereumbria2/07 ropa, perché anche nel nostro Paese i dati sono allarmanti, visto che l’8% di tutti i decessi tra i ragazzi nella fascia di età 15-24 anni è determinato dalla scelta consapevole di togliersi la vita. Sul territorio italiano si registrano ogni anno 9 casi di suicidio ogni 100 mila abitanti tra i maschi e 2,6 tra le donne (dati Iss-Istat aggiornati al 2001), con tassi più alti tra gli over-65 (23 casi per 100mila abitanti). Le cause del suicidio sono: affettive (dispiaceri amorosi, perdita di congiunti, contrasti familiari, ecc.); economiche (crack finanziari, miseria, perdita del lavoro, perdite al gioco, ecc.); patologiche (malattie mentali quali sindromi depressive, alcoolismo, schizofrenia, o malattie dolorose o neoplastiche, ecc.). Tra i fattori responsabili di casi di suicidio, c’è anche l’imitazione, ovvero il cosiddetto «effetto Werther», che si ha quando si verifica una serie di suicidi a catena, dopo che sui media ha trovato ampio spazio la cronaca di un suicidio. All’origine sta la pubblicazione, da parte di J. W. Goethe, del romanzo I dolori del giovane Werther(1774), a cui seguì una vera epidemia di suicidi. Anche se in questa sede non è possibile affrontare il problema della psicologia e della psicopatologia del suicidio, cioè della condizione psichica, nei suoi aspetti normali e patologici, della persona che ha deciso di togliersi la vita, il suicidio non è quasi mai una de- cisione improvvisa. Poche persone, se non hanno qualche disturbo psichiatrico grave o si trovano a vivere in circostanze estreme, si suicidano in preda ad un raptus di disperazione. In genere, il suicidio è il punto di arrivo di un itinerario mentale lungo e tortuoso (da mesi a molti giorni), che comporta decisioni, indecisioni e decisioni contrarie a quelle prese in precedenza. La persona che sta meditando di togliersi la vita, attraversa queste fasi: la morte viene vista in chiave positiva, si valutano i pro e i contro del suicidio, si decide di porre fine alla propria esistenza e si organizza l’evento. Si deve tener presente che un ripensamento è sempre possibile; in molti casi l’istinto di sopravvivenza ha la meglio e all’ ultimo minuto l’aspirante suicida torna sui suoi passi. Se in tale percorso dovesse subentrare l’ospedalizzazione, la situazione può precipitare. Con l’ospedalizzazione, il soggetto si trova lontano dalla sua condizione sociale e familiare, in cui bene o male si muoveva con una certa sicurezza, ed è trapiantato in una situazione, l’istituzione ospedaliera, con leggi, consuetudini, strutture gerarchiche proprie, cui dovrà adattarsi. Depersonalizzato fin dal momento del ricovero, spesso indicato non più con il suo nome ma con il suo numero di letto (o la sua patologia), a volte informato poco e male sulla sua malattia e sull’iter dia- lerubriche un individuo si procura volontariamente la morte, in altre parole il suicidio è l’espressione finale di un’anomalia dell’istinto più importante, quello della conservazione; nei Paesi di lingua anglofona si preferisce sintetizzare l’azione suicidaria con l’espressione “Intentional selfkilling” = uccisione intenzionale di sé. Possiamo poi definire il tentato suicidio: è un suicidio mancato a causa dei mezzi impiegati o delle circostanze esterne che lo hanno impedito. Il tentato suicidio a volte può essere un tentativo, anche se inadeguato, di affermazione di sé e di richiesta di aiuto. Esso si presenta con una frequenza quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini e la sua incidenza diminuisce con l’aumentare dell’età. È frequente nelle persone immature e fragili dove spesso rappresenta un’inadeguata difesa e una protesta nei confronti di una frustrazione che si ha l’impressione di non poter reggere, con l’intento di indurre negli altri sentimenti di colpa o di solidarietà. A distanza di oltre un secolo dalla pubblicazione del libro “Le Suicide”, i dati in esso contenuti sono ancora purtroppo, per molti versi attuali, ed il suicidio continua a rappresentare un grande problema sociale. Esso rappresenta in Europa la seconda causa di morte tra i giovani dai 15 ai 24 anni. Non si tratta di un problema che riguarda solo i Paesi del nord Eu- 18 lerubriche gnostico-terapeutico cui dovrà essere sottoposto, il malato si rende subito conto di aver perduto la sua autonomia e di essere in balia di eventi immani, che non può dominare né correggere, e così può decidere di togliersi la vita. Secondo il Ministero della Salute, il suicidio in ospedale rappresenta un evento sentinella di particolare gravità, la cui prevenzione si basa su una appropriata valutazione delle condizioni del paziente. La frase Questa frase ci ricorda come sia importante prendersi cura non solo del corpo, come accade spesso in ospedale, ma contemporaneamente anche dello spirito. Da un punto di vista assistenziale ritengo che uno dei compiti degli operatori che affiancano il paziente considerato a rischio di suicidio sia quello di accogliere la dimensione psicologica, ma più che psicologica direi spirituale, di quel particolare momento di vita di chi finisce per essere più affascinato dalla morte, che non conosce, che dalla vita che non tollera. Così cerca la morte quasi con una sensazione di piacere; la visita, la vede, la rivede, la ritualizza nei gesti mentali, fino ad occupare tutto lo spazio immaginativo, per poi compiere l’atto fatale, se questo non gli viene impedito. La Raccomandazione La raccomandazione affronta, secondo il Protocollo per il monitoraggio degli eventi sentinella del Ministero della Salute, la prevenzione dell’evento sentinella n.3: suicidio in paziente ricoverato, ovvero la morte del paziente per suicidio, avvenuta all’interno della struttura ospedaliera. Il paziente è presente nella struttura per ricevere prestazioni di assistenza ospedaliera (ricovero, visita specialistica, controllo). la frase “È errore assai diffuso tra gli umani, quello di voler intraprendere, separatamente, la cura del corpo e quella dello spirito. Platone, 428-347 a. C. Sono inclusi anche i casi di suicidio di pazienti che tentano di fuggire dall’ospedale e di pazienti in TSO che eludono il personale di assistenza, ma sono esclusi i pazienti che nel tentativo di fuggire muoiono accidentalmente. Il verificarsi dell’evento indica una sottovalutazione delle condizioni psichiche del paziente ed una inadeguata sorveglianza dei pazienti a rischio. Le caratteristiche dell’ambiente, degli spazi ospe- dalieri e le condizioni organizzative (finestre non protette, farmaci e taglienti incustoditi, disinformazione del personale sul rischio di suicidio, ecc.) possono favorire il rischio di suicidio. Numerosi dati internazionali dimostrano la rilevanza del problema, pertanto, è necessario che negli ospedali vengano adottati strumenti e misure idonee di prevenzione; in Italia alcuni ospedali hanno già intrapreso iniziative per contrastare l’occorrenza di tale evento. La letteratura internazionale ha individuato una serie di fattori di rischio relativi al suicidio (predittori) e la loro conoscenza consente l’adozione di strategie efficaci per la riduzione degli eventi suicidiari (compresi quelli tentati) in ospedale, con l’obiettivo di ridurne il numero, agendo su: 1) strumenti di valutazione del paziente; 2) profili assistenziali per i pazienti che hanno una reazione suicidiaria o tentano il suicidio, che prevedano la continuità della cura anche dopo la dimissione; 3) processi organizzativi; 4) formazione degli operatori; 5) idoneità ambientale e strutturale. Il suicidio può avvenire in tutto l’ambito ospedaliero, ma, secondo i dati disponibili, possono essere considerati a maggiore rischio le aree cliniche quali il Servizio Psichia- 19 Anamnesi L’anamnesi completa, effettuata in un clima accogliente che favorisca la comunicazione tra operatore e paziente, è uno strumento essenziale per l’identificazione dei fattori di rischio da monitorare. La valutazione del rischio di suicidio si avvale di: ❙ RICOSTRUZIONE STORICA DELLA VITA DEL PAZIENTE (diagnosi cliniche e valutazione psicosociale), considerando in particolare pregressi atti autolesivi e familiarità per il suicidio, abusi sessuali, avversità significative anche recenti (ad esempio un lutto): è opportuno sottolineare che circa il 30-40% dei suicidi ha già tentato il suicidio; ❙ ANALISI DELLE CARATTERISTICHE ANAGRAFICHE E SOCIO-CULTURALI DEL PAZIENTE. Vanno considerati almeno: sesso (i maschi sono più a rischio), età (compresa tra i 15 e i 24 anni o superiore ai 65), isolamento sociale; professioneinfermiereumbria2/07 ❙ ACCERTAMENTO DELLE CONDIZIONI CLINICHE, in particolare sindromi cerebrali organiche, patologia psichiatrica (depressione, disordine bipolare, schizofrenia ed altri disturbi psicotici, disordini di personalità con comportamento aggressivo o narcisistico o falsa autosufficienza, personalità borderline o antisociale, disturbo della condotta e disturbo oppositivo in età evolutiva), abuso/dipendenza (da alcol, stupefacenti e/o psicofarmaci, da gioco, da tabacco), eventuali diagnosi multiple, ansia, attacchi di panico, insonnia, patologia terminale; ❙ ESAME OBIETTIVO (compresa l’effettuazione di esami clinici mirati) per cogliere i segni tipici dell’alcolismo cronico nonché di un’eventuale sindrome da astinenza; ❙ RILEVAZIONE DI ALTRI SEGNI PREDITTORI, tra cui: difficoltà di ragionamento, commenti o battute sul suicidio, affermazioni concernenti l’assenza di speranza, assenza di significato, inutilità, impotenza, disperazione, rabbia, bassa stima di sé, autodenigrazione, percezione che gli eventi siano catastrofici, ipergeneralizzazione, lettura degli eventi come fatti personali, agitazione, scarso controllo degli impulsi, ridotta capacità di giudizio, allucinazioni concernenti il suicidio, senso di col- pa, mancanza di progetti per il futuro, eccessiva attenzione alla donazione degli organi, eccessivo interesse o disinteresse per la religione o recente cambio di atteggiamento nei confronti della stessa, possesso “maniacale” di farmaci, pensiero fisso sulla necessità di fare testamento o di sistemare i propri affari. Una migliore valutazione del rischio e la conoscenza del problema consentono di mantenere un adeguato livello di vigilanza se il paziente è turbato o, paradossalmente, se i sintomi sembrano alleggerirsi. Particolare attenzione va rivolta ai pazienti fragili sottoposti a repentini cambiamenti di vita e a coloro che: • hanno avuto una reazione suicidiaria che li ha portati al ricovero in ospedale; • presentano una chiara patologia psichiatrica (soprattutto depressione e schizofrenia); • manifestano una sindrome organica confusionale; • giungono in ospedale e manifestano tale ideazione; • hanno subito o temono di subire una grave perdita (a seguito della comunicazione della diagnosi, di patologia oncologica, passaggio da terapia curativa a palliativa, decesso di neonato, depressione post parto, amputazione d’arto ed altre prognosi infauste). lerubriche trico di diagnosi e cura (SPDC), le unità operative di Oncologia, Ostetricia e Ginecologia e il Dipartimento di emergenza, nonché gli spazi comuni quali scale, terrazze e vani di servizio. Per garantire la prevenzione è fondamentale la presa in carico del paziente e perché questa sia efficace ed appropriata vanno previste almeno le seguenti attività: 20 lerubriche In fondo all’articolo viene presentata una possibile traccia per orientare l’operatore nella conduzione del colloquio con il paziente, dopo aver raccolto l’anamnesi, nei casi in cui sia emerso un sospetto da approfondire o possibili fattori di rischio, elaborata sulla base delle correnti linee guida psichiatriche internazionali, nonché delle indicazioni nazionali. Si sottolinea l’importanza dell’infermiere come interlocutore privilegiato col paziente, in quanto costantemente presente in reparto e spesso “confidente” dei problemi, anche molto intimi e personali del malato. Inoltre l’infermiere, nella raccolta dati del processo di nursing, qualunque sia il modello teorico di riferimento, è particolarmente portato ad indagare la dimensione psicologica e sociale del paziente. • la possibilità di avvalersi delle consulenze specialistiche psicologiche e psichiatriche; • il coinvolgimento di altri specialisti e del medico di medicina generale del paziente, sia per completare l’anamnesi, sia per favorire la continuità terapeutica al momento della dimissione; • il maggiore coinvolgimento possibile della famiglia e degli amici del paziente, sia nella fase di valutazione sia nella gestione dei fattori di rischio; • il coinvolgimento, sulla base di protocolli concordati, di volontari preparati all’uopo; • una comunicazione adeguata tra gli operatori e tra questi e i pazienti; • la prescrizione di terapie personalizzate per i soggetti ritenuti a rischio suicidiario, fino al TSO. Percorso clinico assistenziale All’atto della dimissione di pazienti che hanno tentato il suicidio è opportuno assicurare: Il rischio di suicido è massimo nei primi giorni del ricovero e nella prima settimana dopo la dimissione perciò la presa in carico del paziente, oltre ad un’accurata valutazione, richiede: • l’integrazione delle diverse competenze degli operatori sanitari e informal caregiver presenti nell’unità operativa, al fine di cogliere i segni premonitori dell’atto suicidiario; ❙ la disponibilità immediata di un referente ospedaliero da contattare in caso di bisogno; ❙ l’integrazione con i servizi territoriali sociosanitari per fornire supporto fisico e psicologico in modo attivo e continuativo. Le caratteristiche dell’ambiente e degli spazi ospedalieri ed i processi or- ganizzativi possono contribuire ad evitare il verificarsi dell’evento. È opportuno che l’ospedale, nel rispetto della dignità della persona, disponga di: • dispositivi di sicurezza, quali serrature di sicurezza, video a circuito chiuso, allarmi, ringhiere; infissi di sicurezza, ove possibile, assicurandone una manutenzione adeguata (con particolare riguardo ai punti luce/finestre dei piani alti, dato che in ospedale il suicidio più frequente è quello per precipitazione); • strutture ed attrezzature che non suggeriscano usi impropri; • misure che impediscano alla persona a rischio di accedere a mezzi per togliersi la vita (ad esempio oggetti taglienti, cinture, corde, farmaci). A tal riguardo in alcuni paesi è stata introdotta una procedura per l’identificazione di tutti i possibili oggetti pericolosi da non lasciare al paziente. È necessario: • informare il personale sul rischio suicidiario del paziente; • predisporre procedure specifiche basate su linee guida e percorsi assistenziali da attuare per i soggetti a maggior rischio; • porre attenzione ai trasferimenti di pazienti a mag- 21 Per aumentare la capacità degli operatori di rilevare la predisposizione dei pazienti al suicidio ed adottare idonee misure di prevenzione, vanno incrementate le attività di orientamento e formazione del personale rispetto a tale problematica, nonché garantiti richiami sulla comunicazione e sui rischi connessi al suicidio nelle attività formative per il conseguimento del titolo professionale. Va previsto, inoltre, un aggiornamento specifico periodico del personale operante in unità operative considerate critiche. Le Direzioni Generali, le Direzioni Sanitarie, la Direzione Medica di Presidio, i Direttori di Dipartimento sono responsabili della implementazione della Raccomandazione. Inoltre le Direzioni Aziendali devono predisporre e rendere disponibile a tutti gli operatori un protocollo operativo per la prevenzione e la gestione degli atti suicidiari. professioneinfermiereumbria2/07 Guida per il colloquio con il paziente La presente guida vuole costituire una traccia per gli operatori per la conduzione del colloquio, partendo dalla quale è necessario sviluppare, in relazione alla specifica situazione, una propria linea operativa. Essa può essere utilizzata quando vi è un sospetto da approfondire (dopo aver quindi raccolto attraverso l’anamnesi le informazioni circa i rischi). È opportuno che il colloquio avvenga in un clima di rispetto e di fiducia, è pertanto necessario scegliere una sede in cui non vi siano interruzioni e venga garantita la privacy e che consenta di porsi in costante atteggiamento empatico e di ascolto attivo nei confronti del paziente. È importante cercare di non perdere il contatto oculare con il paziente. Durante il colloquio porre attenzione alle interruzioni della comunicazione, alle affermazioni mirate a suscitare senso di colpa negli altri o a imporre comportamenti, rivolte a specifiche persone o al mondo intero. Nel seguito vengono elencate alcune domande che possono essere utilizzate per la conduzione del colloquio, che vanno scelte e adattate alla specifica situazione. Il colloquio, che va iniziato in modo graduale, è opportuno faccia riferimento a fatti, facendo precedere alcune domande sullo stato d’ani- mo, alle domande sulle intenzioni suicidarie. Esse sono utili per accertare l’entità del rischio di suicidio, se la persona ha forti sensi di colpa o se prova una forte rabbia per un torto subito e spera con il suicidio di suscitare disagio e rimpianto nel colpevole, i fattori protettivi, il rischio effettivo di morte. ❙ Come si sente? ❙ Che progetti ha per quando esce dall’ospedale? ❙ Si è sentito giù recentemente? ❙ Si è mai sentito così in precedenza? ❙ Che cosa era successo? ❙ C’è qualcosa che la preoccupa o la turba molto? ❙ In che modo le persone (eventualmente specificare) vicine le rendono la vita più difficile? ❙ Ha avuto l’impressione di non farcela più? Ha l’impressione che non ci sia una via di uscita? ❙ Sente di dovere espiare qualche colpa? ❙ Alcune persone nella sua situazione penserebbero che non vale la pena continuare a vivere, è successo anche a Lei? ❙ Ha mai pensato di farsi del male (o togliersi la vita)? Come? ❙ Con che frequenza le sovvengono tali pensieri? ❙ Per quanto tempo ci ha pensato negli ultimi giorni? Che cosa l’ha trattenuta dal far- lerubriche giore rischio di suicidio (affidamento ad accompagnatori preparati); • evitare di lasciare soli i pazienti a rischio ed eventualmente definire modalità per la vigilanza, sulla base della gravità del rischio, fino all’assistenza continua di un operatore per paziente. Particolare attenzione deve essere prestata nelle ore serali e notturne, quando il rapporto numerico tra personale e pazienti è ridotto. 22 lerubriche ❙ ❙ ❙ ❙ ❙ ❙ ❙ ❙ ❙ lo? (Ciò consente di identificare i fattori protettivi) Ha mai chiesto aiuto? A chi si è rivolto? Qualcuno le è stato particolarmente vicino? Ha mai pensato come ciò influenzerebbe la vita dei suoi cari? (Se ha famiglia) Ha mai tentato il suicidio prima? Quante volte? Quando l’ultima volta? In che modo? (Chiedersi quale era il rischio effettivo di morte) Ha mai pensato a come farla finita? (Chiedersi se il piano è realistico ed è davvero potenzialmente letale) Ha progettato quando farlo? Ha il necessario per farlo? Ha pensato a chi lasciare le cose che le sono più care? Ha espresso le sue volontà a qualcuno di cui si fida o le ha lasciate scritte? Ha mai fatto impulsivamente qualcosa di cui poi si è pentito? Assistenza infermieristica È necessario che il personale infermieristico tratti il paziente considerato a rischio con adeguate cautele, quali: • Il rispetto e la comprensione per la profonda sofferenza. • La creazione intorno al soggetto di un clima tranquillo e sereno. • L’adeguamento ai ritmi ed ai silenzi imposti dal paziente. • La manifestazione di un sentimento che faccia sentire il malato ben voluto. • La responsabilizzare progressiva del paziente, che lo aiuti a ritrovare l’autonomia perduta, rimettendo nelle sue mani e secondo le sue reali possibilità, le responsabilità e le iniziative che altri si erano assunte per lui. • Il favorire un processo di risocializzazione, incoraggiando ogni suo tentativo di ripresa dei contatti umani. • L’attuazione di una sorveglianza attenta e continua, ma anche discreta e rispettosa, ovvero una presenza premurosa e costante, ma non un controllo carcerario. • La creazione di un rapporto di confidenza con il paziente, che lo induca a comunicare i propri sentimenti e pensieri, anche se nefasti. Mi rendo conto che gli elevati carichi di lavoro, spesso derivanti dalle ridotte dotazioni organiche, non permettono di dedicare molto tempo alla personalizzazione dell’assistenza, ma solo attraverso tale modalità si può riuscire a salvare una vita che vale in ogni caso la pena di essere vissuta. Occorre riuscire a non far perdere la speranza, e laddove ciò avvenga inevitabilmente, sta a noi, professionisti della salute, contribuire a recuperare la persona all’istinto primario della sopravvivenza restituendole la capacità di sperare. Un’esperienza personale Ricordo ancora un episodio accaduto alcuni anni or sono, quando prestavo servizio come infermiere presso il Pronto Soccorso ed in ambulanza. Un lunedì mattina contribuii a soccorrere una giovane che si era buttata dal terrazzo della propria abitazione, riportando gravi lesioni. La stessa giovane il mercoledì mattina, nonostante i postumi dell’intervento cui era stata sottoposta e una trazione ossea, eludendo la sorveglianza di un familiare, si gettò dalla finestra del reparto dove era ricoverata. Cadde per oltre 15 metri e morì sul colpo. Io mi ritrovai ad essere uno dei primi ad accorrere, nonché a trasportare poi il suo corpo presso l’obitorio. Nonostante avessi assistito a numerosissimi eventi traumatici, rimasi profondamente colpito dall’episodio e riflettei a lungo sul perché questo fosse accaduto e se si sarebbe potuto evitare. Ora probabilmente ho qualche strumento in più per trovare delle risposte a quelle domante, rimaste allora insolute. ✑ Bibliografia DURKHEIM É., Il suicidio: Studio di sociologia, trad. it. Rizzoli, Milano 1987. MINISTERO DELLA SALUTE., Prevenzione di suicidio di paziente in ospedale, Roma Ottobre 2006. FERRUTA A., Un lavoro terapeutico, l’infermiere in psichiatria, Franco Angeli, Milano 2001. NAPPELLO P., Il paziente e il suicidio, uno stretto legame, 2002. Da: http://www.infermieri.com/arch ivio/aree/psichiatrica/doc.html 23 LA RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE DI BASE NEL BAMBINO. NUOVE LINEE GUIDA COSA CAMBIA? Introduzione el novembre 2005 l’ERC (European Resuscitation Council), ha reso pubbliche le nuove linee guida per la rianimazione cardiopolmonare; queste aggiornano le precedenti edite nel 2001 e derivano dalle evidenze scientifiche degli ultimi anni revisionate da ILCOR (International Liaison Committee on Resuscitation), il gruppo internazionale di lavoro dedicato a tale compito. Le novità introdotte in campo pediatrico nascono dalla sintesi di evidenze scientifiche cliniche e sperimentali unitamente alla necessità di semplificare tecniche e sequenze di assistenza al bambino critico, per favorirne conoscenza e memorizzazione. Le nuove linee guida entreranno progressivamente in vigore nel corso del 2006; SIMEUP (Società Italiana Medicina d’Urgenza Pediatrica), in collaborazione con IRC (Italian Resuscitation Council) ha il compito di diffondere i nuovi orientamenti, attraverso N professioneinfermiereumbria2/07 ABSTRACT LE LINEE GUIDA (LG) per la rianimazione cardiopolmonare pediatrica hanno seguito lo stesso percorso di quelle rivolte all’adulto. Dalla revisione delle linee di indirizzo ne emerge un metodo nuovo nella gestione e nel trattamento dell’arresto cardiaco che interessa le fasce di età comprese tra 0-8 anni. L’addestramento all’uso del DAE (Defibrillatore semiAutomatico Esterno) per gli operatori, anche in questo corso come in quello rivolto al trattamento degli adulti è sicuramente la novità più significativa. Viene ribadito all’interno delle nuove LG la necessità dell’uniformità della gestione di questa situazione, attuabile solo attraverso la formazione permanente degli operatori. KEY WORDS Linee Guida, Rianimazione cardiopolmonare, Neonato, Bambino l’aggiornamento del materiale didattico utilizzato nei corsi per la rianimazione cordiopolmonare pediatrica di base ed avanzata. Le manovre rianimatorie di BLS (Basic Life Support) riguardanti i pazienti in età pediatrica (0-8 anni) devono essere inserite nei programmi di formazione con le stesse modalità didattiche e raccomandazioni previste per il BLS dell’adulto. I corsi PBLS (Pediatric Basic Life Suffort) sono rivolti a “operatori sanitari” (medici, infermieri, personale di supporto, studenti dei corsi di Laurea) o a “personale laico”, cioè che si occupano a vario titolo dei bambini (volontari dei servizi di emergenza, mamme, insegnanti, forze dell’ordine, vigili del fuoco, operatori sportivi ecc.). L’estensione dell’insegnamento alla popolazione “laica” è ritenuto essenziale per l’attuazione della “catena della sopravvivenza” e costituisce un capitolo fondamentale dei programmi d’educazione sanitaria. spazioaperto DI CENTI MELISSA E FERRARI ANTONIA 24 spazioaperto NUOVE LINEE GUIDA: Che cosa è cambiato e perché sere sconosciuta all’inizio della rianimazione. Popolazione pediatrica Pervietà delle vie aeree Cosa è cambiato La popolazione pediatrica è suddivisa in 2 categorie: Cosa è cambiato • lattante: fino all’anno di vita • bambini: da 1 anno di vita alla pubertà. Perché Le differenze nella sequenza rianimatoria di base fra adulti e bambini si basano sull’eziologia dell’arresto cardiaco (primitivo o secondario) piuttosto che sulla taglia del paziente. Il lattante, per le sue peculiarità anatomiche e fisiologiche, necessita di costituire una categoria diversa rispetto al bambino. L’adozione di un diverso rapporto ventilazioni/compressioni e le nuove indicazioni sull’uso del defibrillatore semi-automatico esterno per bambini di età > 1 anno rendono obsoleta la precedente suddivisione de bambini in due gruppi. La pubertà, termine fisiologico dell’infanzia, rappresenta la più logica delimitazione per applicare le linee pediatriche; ne viene inoltre sottolineato il più agevole riconoscimento rispetto all’età anagrafica che potrebbe es- Tecnica per le compressioni toraciche Cosa è cambiato • il rapporto compressioni/ventilazioni consigliato nel bambino di ogni età (escluso il neonato in sala parto) è di 15:2 (1 o 2 soccorritori); • il rapporto compressioni/ventilazioni 30:2 è consigliato per il soccorritore laico singolo, e per il soccorritore sanitario singolo che trovi difficoltà ad applicare il rapporto 15:2. Perché Vi sono studi su manichini, in modelli animali e di modelli matematici che indicano che il rapporto 5:1 non garantisce un numero sufficiente di compressioni al minuto; inoltre, le frequenti interruzioni delle compressioni toraciche causano la riduzione della pressione di per fusione coronaria. È noto che mantenere una buona perfusione coronaria favorisce il successo delle manovre rianimatorie. Il numero di ventilazioni con il rapporto 15:2 o 30:2, anche nel bambino asfittico, è ritenuto sufficiente per mantenere un rapporto ventilazione/per fusione accettabile. Utilizzo di un’unica tecnica, in ogni età pediatrica. La sede corretta corrisponde al 3° inferiore dello sterno. È consigliato trovare l’angolo di incontro dell’arcata costale con lo sterno e comprimere lo sterno medesimo circa 1-2 cm al di sopra di tale punto. Perché La precedente tecnica, particolarmente nel lattante, era causa di compressione in sede errata (addome superiore). Tecnica di compressione Cosa è cambiato • lattante: tecnica a due dita per 1 soccorritore e tecnica a due mani per 2 soccorritori; • bambino: tecnica a 1 o 2 mani a seconda della preferenza del soccorritore e della taglia del bambino. Perché L’aspetto fondamentale sottolineato è l’esecuzione di CTE di adeguata profondità e con minime interruzioni. Nel lattante la tecnica a due mani garantisce una maggiore profondità delle CTE, una migliore pressione di per fusione coronaria ed una migliore pressione arteriosa sistolica e diastolica rispetto alla tecnica a due dita. 25 Com’era prima • Sconsigliato nel bambino di età < 8 anni Cosa è cambiato (Chiamare ad alta voce il bambino, stimolo doloroso evitando scuotimenti) • Valutazione del respiro (GAS per 10 secondi) • Valutazione del polso e/o (laici) dei segni vitali (10 secondi) • Utilizzo di DAE • Sconsigliato nel lattante. Nel bambino da 1 a 8 anni viene consigliato in particolare se il defibrillatore è dotato di piastre pediatriche o di programmi che riducono l’energia erogata a 50-75 J. Se sprovvisto di questi dispositivi, il defibrillatore semiautomatico da adulto può essere utilizzato comunque nel bambino da 1 a 8 anni in particolare qualora abbia presentato un collasso improvviso a possieda anamnesi positiva per cardiopatia congenita o acquisita. Ostruzione completa delle vie aeree da corpo estraneo Nelle nuove linee guida l’approccio al corpo estraneo è stato semplificato e reso simile all’adulto. Lo schema di intervento è il seguente: Paziente cosciente • 5 pacche dorsali alternate a • 5 compressioni: toraciche nel lattante, addominali (manovra di Heimlich) nel bambino. Perché In studi pediatrici l’arresto cardiaco da FV o TV trattato con defibrillatore precoce ha una buona sopravvivenza. Il DAE è ritenuto adeguato nel riconoscere le aritmie del bambino e nell’indicare in quali situazioni è necessario lo shock. Sequenza PBLS in sintesi • Valutazione del rischio ambientale • Valutazione dello stato di coscienza professioneinfermiereumbria2/07 Paziente incosciente • posizionare il paziente su piano rigido; • solleva lingua/mandibola ed eseguire lo svuotamento digitale del cavo orale (corpo estraneo affiorante); • instaurare la pervietà delle vie aeree; • 5 tentativi di ventilazione riposizionando il capo dopo ogni insufflazione se inefficace; • in assenza di segni vitali iniziare CTE senza controllo del polso; • eseguire 1 minuto di RCP; • allertare il 118 se non allertato in precedenza; • proseguire RCP fino all’arrivo del soccorso. ✑ Bibliografia The International Liaison Committee on Resuscitation (ILCOR) Consensus on Science With Treatment Recommendations for Pediatric and Neonatal Patients: Pediatric Basic and Advanced Life Support, Pediatrics, vol. 117 n. 5 May 2006, pp. e955-e977 (doi: 10.1542/peds.2006-0206). JENNIFER K. LEE, In Brief: Newborn Resuscitation, Pediatrics in Review, 2006; 27: e52-e53 Cochrane Database Syst Rev., 2002; 3 : 2005 American Heart Association Guidelines for Cardiopulmonary Resuscitation and Emergency Cardiovascular Care. ECC Committee and Subcommittees, American Heart Association. Circulation, 2005; 112: IV-1 – IV-211. MORRIS MC, NADKARNI VM., Pediatric Cardiopulmonary-Cerebral Resuscitation: An Overview and Future Directions. Crit Care Clin., 2003; 19: 337-364. Sitografia www.ircouncil.com www.erc.edu www.simeup.it www.118italia.net/ www.americanheart.org www.ilcor.org (Centi Melissa Istruttrice BLSD Italian Resuscitation Council, Ferrari Antonia Istruttrice PBLSD BLSD - Italian Resuscitation Council) spazioaperto Defribillatore semiautomatico esterno (DAE) 26 lerubriche D I PAT R I Z I A A LT O B E L L I IL SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ L’AGIRE UMANO a prima definizione di qualità in Sanità appare nella letteratura medica nel 1933 a opera di Lee e Yones che la definiscono come “l’applicazione di tutti i servizi della moderna medicina scientifica necessari ai bisogni della popolazione”. Negli anni ’60 Donabedian definisce la qualità della cura come “il grado con cui l’assistenza è conforme con gli attuali criteri di buona medicina”, includendo quindi il concetto di valutazione. In Europa si comincia a parlare di qualità dei servizi sanitari in modo rilevante dalla seconda metà degli anni ottanta. La diffusione della nozione di qualità in campo sanitario è stata piuttosto limitata in Italia, fino agli inizi degli anni Ottanta quando ha subito un forte impulso, nell’ambito della professione medica, dalla nascita del movimento della Quality Assurance, che ha portato alla costituzione della Società Italiana della Qualità. Il processo di VRQ è stato attuato in un primo tempo unicamente con riguardo al- L ABSTRACT La prima definizione di qualità in Sanità appare nella letteratura medica nel 1933. Dalla seconda meta’ degli anni 80 nel settore dei servizi sanitari diviene notevole la sua diffusione. Nell’ambito dell’assistenza, le dimensioni della qualità sono raggruppate in tre macroaree: qualità tecnico professionale, qualità manageriale, qualità percepita. La misurazione della qualità dell’assistenza deve essere effettuata accuratamente analizzando la struttura, il processo e l’esito (Donabedian 1988). La Direzione Aziendale ha la responsabilità di pianificare, verificare e migliorare la qualità garantendo che il sistema ne faciliti e promuova il miglioramento continuo. All’ interno del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare dell’ Azienda Ospedaliera S.Maria di Terni, la qualità è particolarmente visibile nell’attenzione che viene prestata alla continuità assistenziale offerta all’utente. la qualità medica e in particolare alla verifica dell’adeguatezza dei processi diagnostici e terapeutici, delle attrez- zature sanitarie dei rifornimenti di materiale e degli esiti sanitari. Successivamente il campo di applicazione, comprende anche altri aspetti dell’assistenza sanitaria (ad esempio i tempi di attesa) o questioni connesse con l’informazione, le relazioni tra operatori e utenti e il confort. Maxwell, nel 1984 individua sei dimensioni della qualità dell’assistenza: 1) EFFICACIA: esprime il grado di raggiungimento del risultato dell’intervento sanitario in termini di benefici per la salute; 2) EFFICENZA: capacità concreta di produrre, a parità di risorse il risultato migliore in termini di salute; 3) ACCETTABILITÀ: indica l’apprezzamento del servizio da parte dell’assistito; 4) ACCESSIBILITÀ: esprime la disponibilità di servizi utilizzabili da parte degli utenti che ne hanno reale necessità; 5) EQUITÀ: esprime la capacità di erogare servizi sanitari senza privilegi o di- 27 6) RILEVANZA: ottenere il meglio dall’offerta sanitaria tenendo conto di bisogni e desideri della società. A queste possiamo aggiungere altre importanti dimensioni di qualità: • appropriatezza intesa come l’effettuazione dell’azione giusta al paziente giusto nel tempo giusto; • sicurezza espressa dal grado di controllo degli errori che si possono presentare nei processi sanitari. Tutte le dimensioni possono essere raggruppate in tre macroaree: 1) AREA DELLA QUALITÀ TECNICA PROFESSIONALE La qualità per il professionista ha rilevanza in quanto è direttamente coinvolto nel processo di erogazione degli interventi. Sul piano professionale è necessario far riferimento alla qualità, degli esiti (outcome), in relazione alle modalità con cui la prestazione sanitaria erogata soddisfa la necessità dell’utente e alla qualità dei processi, in relazione alle pratiche cliniche che il professionista ritiene possano essere in grado di rispondere alle esigenze dell’utente. professioneinfermiereumbria2/07 2) AREA DELLA QUALITÀ MANAGERIALE Riguarda la valutazione degli aspetti di conduzione manageriale delle organizzazioni sanitarie secondo parametri che caratterizzano la qualità delle “performance” aziendali. 3) AREA DELLA QUALITÀ PERCEPITA Il livello della qualità percepita dal paziente è precisato attraverso l’espressione del grado di soddisfazione derivato dal contatto con l’offerta sanitaria. La misurazione della qualità dell’assistenza Attualmente esistono metodi sofisticati ed efficaci che possono aiutare i professionisti sanitari e le istituzioni a migliorare la qualità dell’assistenza che essi erogano. È impossibile effettuare una valutazione della qualità priva di errori e quindi occorre scegliere un metodo di valutazione che sia il più accurato possibile e che espliciti la tipologia e il livello di errore rappresentato. La qualità dell’assistenza può essere misurata per diverse dimensioni: struttura - processo - esito (Donabedin, 1988). Gli elementi della struttura sono caratteristici dei professionisti sanitari e del- le sedi di erogazione considerate (il complesso delle risorse tecniche, finanziarie organizzative umane e fisiche). Gli elementi relativi ai processi nascono dall’incontro tra i medici o altri professionisti dell’assistenza e i pazienti. I dati di esito sono relativi alle condizioni dei pazienti conseguenti all’intervento sanitario. Per dare un giudizio di valore su una determinata caratteristica è necessario un sistema di riferimento e quindi la determinazione di criteri, indicatori e di standard qualitativi. I “criteri” sono quegli elementi di struttura e di esito rispetto ai quali deve essere formulato il giudizio di qualità. Gli “indicatori” sono parametri che misurano in sintesi la dimensione oggetto di valutazione. Gli “standard” sono definizioni quantitative specifiche, che chiariscono la grandezza e la frequenza da raggiungere per una certa caratteristica. Un altro aspetto rilevante nelle valutazioni della qualità dell’assistenza sanitaria è rappresentato dal ricorso a metodi impliciti o espliciti. I metodi impliciti non tengono conto di standard stabiliti a priori. Il professionista riesamina una fonte di dati (ad esempio una serie di cartelle cliniche) e cerca di rispondere a domande diverse a seconda del metodo implicito che intende seguire. I metodi espliciti si basano su mo- lerubriche scriminazioni nei confronti degli utenti; 28 lerubriche delli di riferimento tratti da evidenze cliniche di processo e di esito. Si utilizzano criteri definiti a priori per determinare se i processi o gli esiti osservati sono conformi con standard definiti. I risultati della valutazione variano in rapporto al metodo impiegato. I metodi espliciti che considerano il processo sono più rigorosi, mentre quelli impliciti che valutano l’esito sono i meno rigorosi. Il ruolo della direzione aziendale nel sistema qualità Alla Direzione aziendale, è affidato un ruolo estremamente importante: prendere in esame la qualità intesa come sistema gestionale, analizzarne e svilupparne gli obiettivi. La Direzione Aziendale deve definire e documentare le responsabilità, l’autorità e i rapporti reciproci del personale che dirige, deve eseguire e verificare attività che influenzano la qualità. La Direzione ha la responsabilità di pianificare, verificare e migliorare la qualità; inoltre, deve assicurare che il sistema faciliti e promuova il continuo miglioramento della qualità. Per il miglioramento del SQ, l’azienda deve essere in grado di organizzarsi per gestire una informazione organica e strutturata, creare le condizioni per valutare le informazioni. L’azienda deve disporre quindi di un “efficace sistema informativo” che, sia finalizzato alla raccolta, elaborazione ed archiviazione dei dati di struttura, processo ed esito. L’implementazione di un sistema della qualità che consenta il raggiungimento degli obiettivi indicati richiede la presenza in azienda di personale adeguatamente qualificato che abbia competenze professionali e strumenti operativi in grado di impostare, gestire e controllare il sistema di gestione aziendale. Nelle pagine dei quotidiani, nelle trasmissioni televisive, nelle aule dei tribunali, nei bar e nei ristoranti si parla sempre più frequentemente della medicina, delle disfunzioni del sistema e delle ricette che ognuno ritiene di proporre per migliorarlo ed evitare episodi di “malasanità”. All’interno di questo dibattito, molto complesso e denso di sfaccettature, ruotano i sistemi di revisione della qualità e di accreditamento, e le evidenze esistenti per dimostrare l’efficienza e l’efficacia di programmi con i quali si cerca di valutare e migliorare la soddisfazione per la qualità. Oggi, infatti, confrontando una struttura accreditata ed una che non lo è, è possibile rilevare indicatori di maggior sicurezza per il paziente e quanto sia efficace ed efficiente la struttura e il sistema. La qualità infatti, in Medicina è difficile da definire, da misurare, da dimostrare, grosso segreto dal mio punto di vista è la possibilità di migliorarla giorno dopo giorno, con l’impegno, la cultura e con interventi sul sistema che non propongano dissociazioni fra l’enfasi della struttura e sul singolo, ma che piuttosto, sappiano valorizzare i singoli professionisti all’interno di una visione integrata e di sistema. Segreto difficile ma non impossibile da attuare, è praticare il miglioramento come atteggiamento mentale e come pratica del quotidiano. I dibattiti teorici non solo hanno prodotto scarsi risultati, ma hanno portato molti e bravi professionisti a vedere “la qualità” come un’entità astratta ed ostile. Prima regola, per affrontare l’argomento “qualità”, sarà quella di parlare un linguaggio chiaro e capace di focalizzare l’interesse di tutti coloro che operano in Sanità. Tutti gli Stati Europei e Mondiali, intesi come aggregazione sociale ed organizzata dei singoli cittadini, esistono per assicurare il perseguimento di valori e la realizzazione di bisogni essenziali, uno dei quali è sicuramente il “diritto alla salute”. Un elemento fondamentale su cui si è raggiunto il consenso nel contesto delle tematiche inerenti all’errore, è il passaggio da una cultu- 29 Il dipartimento cardio-toracico-vascolare nell’Azienda Ospedaliera “S. Maria” di Terni Con vari provvedimenti, si è provveduto a riorganizzare l’assetto dipartimentale dell’azienda e con decorrenza dall’1.1.2003, è stata istituita, in via sperimentale e temporanea, un’area funzionale Cardio- Toraco-Vascolare per la gestione coordinata di attività espletate c/o strutture solo funzionalmente ad essa afferenti allo scopo di ottimizzare l’attività. La sua istituzione è alla base del principio dell’aggregazione strutturale per distretto, che tende al confronto clinico, al conseguimento dell’uniformità dei comportamenti assistenziali nonché a rispondere in modo integrato ai bisogni assistenziali del paziente, nell’ambito di quanto previsto nel Piano Sanitario Regionale 2003-2005. Esso si configura: Struttura Complessa (S.C.) di Cardiologia, S.C. di Cardiochirurgia, professioneinfermiereumbria2/07 S.C. di Chirurgia Toracica, S.C. di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Struttura Semplice (S.S.) a valenza dipartimentale di Laboratorio di Emodinamica, S.S. a valenza dipartimentale di Aritmologia Cardiologia, S.S. a valenza dipartimentale di Terapia Intensiva Coronaria (Utic), S.S. a valenza dipartimentale del Servizio Ambulatoriale di Cardiologia, S.S. a valenza dipartimentale centro per l’ipertensione, S.S. a valenza dipartimentale di Anestesia e Rianimazione, S.S. a valenza dipartimentale di chirurgia vascolare, S.S. a valenza dipartimentale di fisiopatologia respiratoria e diagnostica allergologica. La S.S. di emodinamica, esegue procedure Diagnostiche ed interventistiche. La parte diagnostica consiste nell’ esecuzione di coronarografie, ventricolografie, aortografie e cateterismi destri e sinistri per lo studio delle cardiopatie acquisite e congenite e della patologia dell’aorta. La parte terapeutica comprende, l’angioplastica coronaria, eseguita con le varie tecniche e, se necessario, con il posizionamento di stent tradizionali e stent medicati. La struttura semplice “centro per l’ipertensione” potrà, disporre di posti letto nell’ambito della S.C. di Cardiologia per degenza ordinaria, in cui vengono ricoverati pazienti con urgenze ipertensive o con complicanze cardiovascolari della malattia ipertensiva o altri pazienti (diabetici, neuropatici o dislipidemici) complicati per il cui inquadramento diagnostico e terapeutico sia necessario eseguire indagini complesse e/o invasive. Il centro è dotato di apparecchiature che permettono di eseguire indagini strumentali non invasive quali: ecocardiografia-color-doppler, monitoraggio ambulatoriale della P.A. delle 24 h, ECG dinamico secondo holter. La struttura semplice “Unità Terapia Intensiva Coronaria”, dotata di undici posti letto monitorizzati, offre assistenza e terapia per malati cardiologici critici, affetti da diverse condizioni morbose: IMA, Angina instabile, shock cardiogeno, aritmie cardiache, embolia polmonare, dissezione aortica e scompenso cardiaco refrattario. I pazienti che giungono in unità coronarica con diagnosi di IMA vengono sottoposti ai trattamenti più avanzati ed efficaci inclusa la rivascolarizzazione primaria con angioplastica coronaria o mediante by-pass aorto-coronarico. Nella struttura semplice del “servizio ambulatoriale di cardiologia”, vengono eseguite prestazioni di diagnostica cardiologia ambulatoriale. Vengono valutati i pazienti presso gli ambulatori provenienti sia dall’ interno dell’ospedale per l’effettuazione di consulenze di tipo cardiologico; sia dal livello territoriale quali ester- lerubriche ra orientata esclusivamente all’identificazione del “colpevole” ad una cultura volta a riconoscere il ruolo fondamentale del “sistema” con i suoi processi ed elementi di debolezza, garante delle migliori condizioni lavorative per gli operatori, tali da favorire l’abbattimento delle possibilità d’errore. 30 lerubriche ni attraverso la prenotazione del CUP. L’ accesso dei pazienti avviene previa richiesta motivata del medico curante o di altro specialista e nel rispetto della normativa vigente in materia di ticket. Le prestazioni che tale struttura assicura sono le seguenti: ECG tradizionale e visita cardiologia, ergometria, Holter, controllo portatori di pace- maker, ecocardiografia pediatrica, transesofagea, da stress farmacologico. Le linee di attività della struttura semplice di aritmologia cardiologia, che essa è impiegata a garantire, vengono identificate con : l’ablazione transcatetere, con radiofrequenza nel trattamento delle aritmie cardiache, l’impianto di pace-maker defibrillatori biventricolari, lo studio tridimensionale delle cavità cardiache. Sul fronte della qualità in ambito dipartimentale appare particolarmente evidente l’attenzione alla continuità assistenziale offerta all’utente. In effetti la tipologia dei pazienti afferenti alle unità operative e ai servizi sopraindicati è tale da attivare un processo che prende avvio con il ricovero, in elezione o in urgenza, e si conclude con la dimissione dei pazienti stessi, processo che si esplica con modalità trasversale avvalendosi della gradualità delle cure erogate. I percorsi A tal fine potranno risultare esplicativi i diversi percorsi tipo: A – IN ELEZIONE; B – IN URGENZA. A) 1 2 Ricovero programmato presso il Week Hospital cardiologico per intervento cardiochirurgico (con eventuale fruizione del laboratorio di emodinamica o dei servizi cardiologici diagnostici). Trasferimento del Paziente in T.I.P.O. (Terapia Intensiva post-operatoria al ritorno dalla sala operatoria). 3 Trasferimento del Paziente in U.T.I.C. o in cardiochirurgia degenza. 4 Dimissione del Paziente (presso il proprio domicilio o con trasferimento a carico dell’unità operativa di dimissione, presso una struttura clinica riabilitativa). 3 Trasferimento del Paziente: 3.1 Paziente che necessita di intervento cardiochirurgico ➜ trasferimento in T.I.P.O (al ritorno dalla Sala Operatoria) ➜ dimissione o trasferimento presso Cardiochirurgia ➜ dimissione. 3.2 Paziente che non necessita di intervento cardiochirurgico ➜ dimissione dopo cure del caso. Durante l’intero processo è assicurata la circolarità della comunicazione tra le varie unità operative e servizi ed è garantita l’informazione al Paziente ed ai suoi familiari. ✑ (Dott.ssa Patrizia Altobelli, Dipartimento cardio- toraco- vascolare, Azienda Ospedaliera “Santa Maria” Terni) Bibliografia G. DAMIANI, G. RICCARDI, Qualità nella Sanità per una Sanità di Qualità. G. DAMIANI, G. RICCARDI, Manuale di Programmazione e Organizzazione Sanitaria. MC. GRAW MILES, La dirigenza infermieristica. B) 1 Ricovero urgente del Paziente in U.T.I.C. 2 Fruizione delle prestazioni erogate dal Laboratorio di Emodinamica. C. WEIGER, a cura di, Qualità, accreditamento e gestione delle U.O. di cardiologia, Centro Scientifico Editore. GORI F., La gestione per processi in ambito sanitario. L. HINNA, Management in sanità, Aracne. 31 CONVENZIONE ASSICURATIVA “CARIGE” NUOVE ADESIONI Nuove adesioni • RETROATTIVITÀ DI 36 MESI: la polizza IP.AS.VI. garantisce le richieste di risarcimento pervenute per la prima volta all’Assicurato durante il periodo di validità del contratto, purché relative a comportamenti colposi in essere non oltre 36 mesi prima della data di decorrenza della copertura. er le nuove adesioni è necessario rivolgersi al Collegio IP.AS.VI. di appartenenza per richiedere il modulo di adesione e le condizioni della Polizza (oppure è possibile scaricarlo dal sito internet www.ipasvi.it, www.ipasviperugia.it ), dopodiché occorre effettuare il pagamento del premio sul c/c postale n. 50803964 intestato alla Federazione Nazionale Collegi IP.AS.VI. (utilizzare questo c/c esclusivamente per le nuove adesioni). P Infine, bisogna inviare il Modulo di Adesione debitamente compilato in ogni sua parte e la fotocopia del bollettino postale che attesta l’avvenuto versamento al seguente numero di fax: 0115648864. Tutti quelli che aderiranno alla polizza riceveranno per posta una “lettera di conferma copertura” con allegate le condizioni contrattuali e la procedura da seguire in caso di sinistro ma non priprofessioneinfermiereumbria2/07 ma di quattro mesi. Di seguito si elencano le caratteristiche principali della convenzione IP.AS.VI. stipulata con la CARIGE Assicurazioni: • MASSIMALE: il massimale unico è E 2.000.000 con premio di E 48,00. • SCADENZA: fissata al 30 Aprile di ogni anno, indipendentemente dal momento di adesione. • COPERTURA DELLA COLPA GRAVE: La polizza IP.AS.VI. garantisce sia la colpa lieve che la colpa grave. È compresa anche la rivalsa effettuata dall’ente di appartenenza in caso di colpa grave. • COPERTURA DI QUALSIASI ATTIVITÀ: viene garantita sia l’attività di dipendenza (pubblico o privato) che di libero professionista. • COPERTURA DELLE SPESE LEGALI: sono coperte le spese nel processo civile (purché il legale venga concordato con Carige Assicurazioni), in base all’art. 1917 del Codice Civile. ilcollegioinforma DI LAURA FONTETROSCIANI 32 ilcollegioinforma • VALIDITÀ IN TUTTO IL MONDO, escluso U.S.A., Messico e Canada. formazioni sulla polizza assicurativa; a seguire i riferimenti telefonici e gli indirizzi di posta elettronica: Rinnovi Tutti gli Assicurati della Convenzione Assicurativa IP.AS.VI. hanno ricevuto dalla Federazione Nazionale dei Collegi IP.AS.VI. una comunicazione con le modalità di rinnovo della copertura assicurativa, nonché il bollettino postale per l’effettuazione del pagamento del premio. È necessario È necessario attenersi esclusivamente alle procedure indicate nella comunicazione della Federazione; utilizzare obbligatoriamente il bollettino postale allegato alla comunicazione per effettuare il versamento. NON ESISTONO ALTRI STRUMENTI PER IL PAGAMENTO. Il pagamento doveva essere effettuato entro il 31 maggio per avere la continuità della copertura assicurativa. Gli assicurati che non hanno ricevuto il bollettino postale entro il 25-05 2007 sono pregati di contattare il numero verde 800.637709. Si fa presente agli iscritti, che i Collegi IP.AS.VI. di Perugia e di Terni che sono a disposizione per fornire in- Collegio di Perugia Mobilità Bianchini Tatiana [email protected] Via c.a. Dalla Chiesa,14 Amelia da S. Orsola Malpighi (Bo) ➧ a Azienda Perugia Azienda Terni ASL n. 1-2-3-4 Fontanelli Barbara [email protected] Via B. Buozzi, 56 San Sepolcro da Ospedale Maggiore (Bo) ➧ a Azienda Perugia ASL n. 2 Paciolla Orazio Tel. 328-720.47.93 [email protected] Via Flaminia, 7 Campello sul Clitunno da Ospedale di Vignola (Mo) ➧ a Azienda Perugia Azienda Terni ASL n. 1-2-3-4 Sansolino Sandra Tel. 348-72.91.091 [email protected] da S. Orsola Malpighi (Bo) ➧ a Az. Perugia ASL n. 1-2-3 Rustici Beatrice Tel. 075-39.39.03 [email protected] Str. S. Egidio, 45 (Pg) da Azienda Perugia ➧ a ASL n. 2 Referente: Laura Fontetrosciani [email protected] Tel. 348.7705429 e/o tramite la segreteria del Collegio: Tel. 075.5997832 Collegio di Terni Tramite la Segreteria del Collegio: Tel. 0744.420215 Call Center Si ricorda tuttavia, che l’attivazione ed il rinnovo non sono attività di competenza dei Collegi e che per ulteriori adempimenti o informazioni più dettagliate è necessario contattare il Call Center Willis al seguente numero Verde: 800637709. Per attivare un sinistro è importante che l’assicurato non intraprenda nessuna azione personale nei confronti dei reclamanti (risposte, precisazioni...) ma si limiti unicament a contattare l’Assicurazione tramite: Fax 011.285897 [email protected] Willis Italia S.p.A. Via Padova, 55 10152 (Torino) ✑ 33 FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO GLI APPUNTAMENTI ■ CARITÀ DI VILLORBA (TV) 5 LUGLIO La sterilizzazione: dalla manualità al processo CREDITI ECM 9 Format S.a.s. Tel. 0533/713275 Fax 0533/717314 [email protected] CEIDA = Via Palestro, 24 Tel. 06/492531 - 4450700 Fax 06/49384866 - 44704462 [email protected] www.ceida.com ■ ROMA 29-30-31 OTTOBRE Tutela e vigilanza igenico-sanitaria su alimenti e bevande IN FASE DI ACCREDITAMENTO CEIDA = Via Palestro, 24 Tel. 06/492531 - 4450700 Fax 06/49384866 - 44704462 [email protected] www.ceida.com ■ SAN VITO ROMANO (RM) 6 LUGLIO Patologia nodulare della tiroide IN FASE DI ACCREDITAMENTO Tel. 06/93298523 Fax 06/93298523 [email protected] ■ ROMA 30 LUGLIO Incontri del martedi di gastroenterologia 2007 IN FASE DI ACCREDITAMENTO Symposia S.r.l. Tel. 06/39725540 Fax 06/39725541 [email protected] ■ CORIPE PIEMONTE ISCRIZIONI ENTRO 21.9.2007 Master in economia e politica sanitaria Consorzio per la ricerca e l’istruzione permanente in economia Tel. 011/6705200 fax 011/6407976 [email protected] ■ RIMINI 24-25-26 OTTOBRE 26° Congresso ANIARTI Innovazione e sviluppo dell’infermieristica in area critica e ridefinizione del paradigma assistenziale professioneinfermiereumbria2/06 IN FASE DI ACCREDITAMENTO Aniarticoop Tel. 055/434677 Fax 055/435700 [email protected] ■ BOLOGNA 24-25-26 OTTOBRE CORSO DI 1° LIVELLO Il bendaggio flebologico degli arti inferiori principi teorici e tecnica di base IN FASE DI ACCREDITAMENTO Antonella Sarti - U.O.C. di Angiologia di Bologna Tel. 051/396133-38 Cell. 338/8293051 Fax 051/396138 [email protected] ■ ROMA 25-26-27 OTTOBRE Disciplina e gestione del personale negli enti del SSN ■ ROMA 05-06-07 NOVEMBRE La cartella clinica e la documentazione sanitaria IN FASE DI ACCREDITAMENTO CEIDA = Via Palestro, 24 Tel. 06/492531 - 4450700 Fax 06/49384866 - 44704462 [email protected] www.ceida.com ■ ROMA 19-27 NOVEMBRE Master in economia sanitaria CEIDA = Via Palestro, 24 Tel. 06/492531 - 4450700 Fax 06/49384866 - 44704462 [email protected] www.ceida.com ■ ROMA 10-11-12 DICEMBRE La gestione degli archivi sanitari IN FASE DI ACCREDITAMENTO CEIDA = Via Palestro, 24 Tel. 06/492531 - 4450700 Fax 06/49384866 - 44704462 e-mail: [email protected] www.ceida.com ilcollegioinforma A CURA DELLA SEGRETERIA DEL COLLEGIO DI TERNI Per visionare le offerte aggiornate: www.fantours.it CLICCARE SU CONVENZIONI Nome utente: ENPAPI Password: FANTENPAPI POSSIBILITÀ DI PAGAMENTI RATEIZZATI CON LA FORMULA “PRIMA PARTI E DOPO PAGHI” in collaborazione con PRESTITEMPO. 30% all'atto della prenotazione e saldo in 6/8/10/12 mesi con prima rata 30 giorni dalla partenza. Acconto del ATTENZIONE Su tutte le proposte verrà applicata la quota apertura pratica: Euro 30,00 a camera. Per essere aggiornati sulle nostre offerte, iscriviti alla newsletter del sito CATALOGO ESTATE 2007 Prezzi riservati esclusivamente agli iscritti ENPAPI e loro familiari PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI Tel. 0643599272 - Fax 0643564388 Mail: [email protected] - web: www.fantours.it