“L’olio: profumi e segreti”
Illasi, Frantoio Bonamini, 24 novembre 2006 ore 20,30
dispensa
Conoscerlo, degustarlo, abbinarlo.
Illasi, Frantoio Bonamini, 24 novembre 2006 ore 20,30
L’olio: profumi e segreti
Il corso prevede la preparazione e la degustazione del seguente menù
Crudità con salsa alle olive
Crostini con Monte Veronese
Crema di sedano di Verona
Riso pilaf con ragu’ di verdure
Carpione del lago con insalatina di agrumi
Bocon del golosone con puré mantecato all’olio d’oliva
Torta all’olio d’oliva
Bavarese di castagne con crema di cachi
Dalla cantina Giuseppe Campagnola
Bianco di Custoza doc 2005 Campagnola
Soave Classico doc 2005 Le Bine
Corvina Veronese igt 2004 Corte Agnella
Recioto Classico doc 2004 Casotto del Merlo
L’olio d’oliva: “Un filo dorato attraverso i secoli”
L’olivo piaceva a Zeus, come simbolo di pace e ai greci per i benefici estetici; nei secoli, ha misurato sempre il destino degli uomini.
Secondo il racconto mitologico, Zeus, ad un certo punto della storia dell’Olimpo, propose agli dei una gara per conquistare la sovranità
su Atene e sulla regione dell’Attica: la vittoria sarebbe stata assegnata al regalo più utile. Due, alla fine, rimasero i contendenti: Atena,
che portò al giudizio di Zeus l’olivo e Poseidone, che si presentò con un cavallo bianco.
Il premio fu consegnato ad Atena, portatrice di un simbolo di pace (l’olivo appunto), migliore certo del cavallo, simbolo della guerra.
Da questo mito alla concezione dell’olio come frutto divino, elemento terreno che permette un contatto diretto con la divinità, il
passo fu breve; n’è testimone l’Antico Testamento e anche il cristianesimo confermò questa funzione, rami di ulivo erano agitati dai
fedeli alla presenza di Gesù, segno simbolico di riconoscimento e accoglienza; da quel momento la presenza dell’ulivo e dell’olio si
registrò un po’ ovunque.
Proveniente dall’oriente in età minoica, l’olivo trova terra fertile a Creta: su quell’isola si comincia anche ad immagazzinarlo per
assicurarsi le scorte necessarie e per avviare un timido inizio d’esportazione.
In Grecia, l’olio vede differenziarsi per la prima volta il suo utilizzo: è ingrediente di preparazioni alimentari (per esempio, in frittelle
di farine di sesamo e miele) e prezioso unguento per mantenere in perfetta forma il corpo. Dopo il bagno viene spalmato sulla pelle
per idratarla ed è offerto come dono di valore agli ospiti che, dopo un lungo viaggio, lo usano come dopobagno ristoratore; gli
atleti, inoltre, lo impiegano per rendere più lucidi i muscoli in gara.
I Romani, di natura più pratica, conferiscono all’olio una ulteriore valenza, questa volta medicamentosa; sono numerosi i testi classici,
arrivati fino ai nostri giorni, nei quali quello che un tempo era considerato condimento oppure crema di bellezza e di ristoro, viene
citato per curare o per lenire i dolori.
L’olio e la sua pianta originaria, grazie a natali così antichi e illustri, hanno seguito passo passo l’andamento della storia degli uomini,
ne sono stati spesso una presenza determinante e ne hanno segnato i destini, splendendo nel pieno del rigoglio nei periodi più solari
e immiserendosi in quelli più sanguinosi e confusi.
I secoli che seguirono l’epoca romana sono legati a guerre e invasioni, la coltivazione dell’olivo diventa troppo impegnativa, perché
richiede investimenti iniziali molto elevati e, successivamente, lunghi periodi di attesa prima di avere frutti e guadagni. Cala la
produzione, mentre gli oliveti sembrano perdersi nelle foreste abbandonate a se stesse.
La coltivazione rimane però in vita grazie ai monasteri e alle loro proprietà terriere; la funzione di simbolo sacro dunque non è
dimenticata, anzi si mantiene intatta e permette all’olivo di passare indenne un’epoca altrimenti buia.
A poco a poco, si delineano però in Italia due scuole di pensiero riguardo ai condimenti, non molto diverse, per la verità, da quelle
del nostro tempo.
Da una parte, le popolazioni del Nord affermano il primato dei grassi animali:
una convinzione dovuta allo sviluppo in quell’epoca dell’allevamento del maiale, animale dal quale viene ricavato tutto quanto serve
per l’alimentazione quotidiana, lardo compreso (da non trascurare anche la presenza del bovino, del latte e quindi del burro che se
ne ricava).
Il Sud Italia, invece, controbatte con le coltivazioni di ulivo e con l’olio, considerato condimento naturale per ogni tipo di preparazione.
Una breve storia dell’olio e delle sue vicende vogliono che sia ricordato anche il settecento, epoca luminosa in tutti i sensi, anche
per l’olio; l’economia è in piena crescita, la catalogazione, febbre del secolo, comprende anche l’ulivo e i suoi frutti, che vengono
distinti e classificati a seconda della provenienza geografica. E’ inoltre incentivata la coltivazione e la sua fama si allarga raggiungendo
i paesi di tutta Europa. Non è solo la qualità alimentare a essere tenuta in considerazione: le numerose industrie infatti rendono l’olio
alimento vitale per la buona salute dell’economia nazionale. E’ chiaro però che la destinazione principale resta la gastronomia.
Il prodotto italiano si fa conoscere internazionalmente e le corti più importanti lo ricercano per presentarlo in tavola a ospiti prestigiosi.
Proprio in questo secolo Liguria e Toscana definiscono meglio la loro vocazione olivicola, estendendone al massimo la coltivazione.
Durante l’Ottocento, si ha una ulteriore conferma della tendenza positiva, gli uliveti invadono pacificamente anche l’Umbria, regione
destinata a rimanere a lungo una delle principali produttrici di questo prodotto sempre più ambito.
E si arriva così ai nostri giorni: i decenni del dopoguerra e il boom economico hanno considerato l’olio come un ingrediente “povero”,
da sostituire con i “ricchi” grassi animali. E’ storia piuttosto recente invece, la netta risalita di questo prodotto nella considerazione
generale. Il merito va anche al successo della cucina mediterranea, caratterizzata proprio dalla presenza dell’olio d’oliva. Un altro
aiuto è arrivato da medici e dietisti che ne hanno rilevato il corretto apporto nutrizionale; un fenomeno non solamente italiano:
all’estero mangiare made in Italy è di moda, l’olio d’oliva lo è ancor di più.
L’ABC del GOURMET
Come per i vini, anche per gli oli esiste una specifica tecnica di degustazione e un linguaggio particolare usato dagli esperti. Per chi
non è un “assaggiatore” collaudato ecco alcuni elementi – base utili al riconoscimento delle diverse caratteristiche dell’olio.
COLORE:
Può variare dal paglierino chiaro, al giallo intenso, al
verde di varia intensità. Non deve mai avere sfumature
marroni perché sono indice di ossidazione o di cattiva
conservazione.
PROFUMO:
Devono avere profumo fruttato (ricordare cioè il frutto
d’origine: l’oliva), integro e fragrante. Non devono mai
avere sentori negativi, come di cotto, rancido o morchia.
GUSTO:
Al palato deve essere pulito, oleoso, mai troppo grasso,
fragrante, morbido, persistente. In base alla zona di
provenienza si possono avere sentori diversi, come mela,
rosmarino, carciofo, sedano, pinolo, noce, mandorla,
pomodoro. Quando è molto giovane l’olio può avere
una nota amarognola, mai eccessiva.
Valori nutrizionali medi: (per 100 gr. di olio extravergine di oliva)
Valore energetico
900 kcal
Proteine
0
Carboidrati
0
Grassi saturi
14,5 gr.
Grassi monoinsaturi
77,7 gr.
Grassi polinsaturi
7,8 gr.
Colesterolo
0
Vitamina E
18 mg.
Classificazione degli oli d’oliva
Olio extravergine di oliva: ottenuto unicamente dalla spremitura del frutto dell’oliva, la materia prima non subisce alcun altro
procedimento di lavorazione, se non lavaggio, frangitura, spremitura, centrifugazione ed eventuale filtrazione, il gusto deve essere
perfetto, acidità oleica max. 0,80%.
Olio di oliva vergine, acidità oleica non superiore al 2%, è un tipo di olio difficilmente reperibile sul mercato.
Altre tipologie di oli vergini sono commercializzate solo all’ingrosso come prodotti da taglio o da rettificare: olio lampante (non
commestibile) da rettificare, olio d’oliva vergine corrente: acidità entro il 3,3%
Olio di oliva raffinato: ottenuto dalla raffinazione di oli di oliva lampanti (quindi non adatti al consumo); l’acidità non deve essere
superiore allo 0,5 % viene usato come olio da taglio.
L’olio in Cucina
L’olio extravergine di oliva si può usare in cucina come un grasso qualsiasi, il suo pregio più importante è quello di avere un punto
di fusione (punto di fumo) abbastanza alto, intorno ai 200° e questo ci permette di usarlo con disinvoltura per fritti e soffritti.
Altra caratteristica notevole è la “leggerezza” rispetto ad altri grassi, che da’ la possibilità di condire le pietanze in maniera delicata,
senza prendere il sopravvento sugli altri ingredienti,( sempre se usato con sapienza).
Abbinamenti: Poiché diverse sono le caratteristiche organolettiche degli oli extravergini, il loro uso gastronomico va diversificato.
Ecco alcuni esempi:
Pesce bollito o al vapore: ottimo un olio dal gusto gentile e delicato, per esempio quello del Garda o quello Ligure.
Minestre, primi piatti di pasta, con condimenti di carne o verdure: meglio un olio corposo e generoso, ad esempio quello pugliese.
Pinzimonio, carni alla griglia, bruschetta: serve un olio vigoroso particolarmente fruttato per esempio umbro o toscano.
In sintesi si può affermare che si abbinano oli extravergini delicati a pietanze delicate e oli extravergini robusti a pietanze robuste.
Conservazione dell’olio extravergine
L’olio extrav. di oliva va conservato in un luogo buio, fresco, (non freddo, l’olio non deve gelare) e asciutto, lontano dalle fonti di
calore.
È importante, una volta aperta la bottiglia, pulire il beccuccio della stessa con un pezzetto di carta assorbente quando si è finito di
cucinare o condire. I residui di olio sul beccuccio irrancidiscono facilmente, rovinando di conseguenza il sapore del resto dell’olio.
È bene ricordare inoltre che l’olio è soggetto a ossidazione, bisogna pertanto evitare contatti prolungati con l’ossigeno. È necessario
usare contenitori in vetro scuro (l’olio teme la luce), di bassa capacità e di basso diametro, in modo tale che la superficie di olio a
contatto con l’aria sia molto ridotta. È buona cosa ricordarsi di tappare immediatamente il contenitore dopo averlo usato. Sono da
escludere le ampolline in vetro chiaro prive di tappo.
Aromatizzare un olio
Gli oli aromatizzati sono sempre più diffusi e apprezzati fra i consumatori, in commercio se ne trovano alcuni tipi già pronti all’uso,
ma possiamo anche farceli in casa sbizzarrendoci con la fantasia. È questa una operazione facile all’apparenza, ma se viene eseguita
male rischia di far condire il nostro alimento con un prodotto rancido e stanco.
Ecco come aromatizzare un olio:
Olio all’aglio: 1 dl. Olio extrav,; 4 spicchi di aglio
Soffriggere l’olio con l’aglio a 60° per 5 o 6 minuti, lasciare riposare mezz’ora, frullare e filtrare.
Olio al basilico: 1 dl. Olio extrav. 10 – 12 foglie di basilico fresco
Scaldare l’olio a 30° - 40° con le foglie di basilico, frullare e filtrare.
Olio al rosmarino: 1dl. Olio d’oliva extrav. 2 rametti di rosmarino
Scaldare l’olio a 30° - 40° con il rosmarino, frullare e filtrare.
Olio al cedro: 1 dl. di olio extrav. un limone o un cedro fresco di raccolto non trattato
Tagliare il limone a fettine e metterlo a candire per 2 ore circa, coperto d’olio, nel forno caldo a 60 – 70°, poi filtrare il succo.
Olio alla vaniglia: 1 dl. olio extrv. 1 stecca di vaniglia
Tagliare a metà la stecca di vaniglia, togliere i semi che si metteranno in una casseruola assieme all’olio e la buccia della vaniglia
stessa. Portare l’olio a una temperatura di 50 – 60° e lasciarlo aromatizzare per circa 3 ore a questa temperatura, togliere dal fuoco
e lasciare in infusione fino a completo raffreddamento, Filtrare e conservare in luogo fresco e asciutto.
Abbinamenti: frutta fresca, gelato, foie gras, pesce e carni.
Olio al tartufo: 1dl. Olio extrav. gr. 20 tartufo nero (scorzone)
Frullare il tartufo con l’olio e filtrare
Olio al pomodoro: 1 dl. Olio extrav. gr.40 pomodori secchi
Frullare l’olio con i pomodori secchi e filtrare
Olio alle sarde: un dl. Olio extrav. gr. 50 sarde sott’olio
Scaldare l’olio a 60° unire le sarde a tocchetti, lasciarle in infusione per circa un’ora mantenendo la temperatura costante. Raffreddarle,
frullare e filtrare.
Illasi, Frantoio Bonamini, 24 novembre 2006
L’olio: profumi e segreti
Crudità con salsa alle olive
Ingredienti per 6 persone:
2 carote, 2 cespi di insalata belga,
un peperone rosso, un peperone giallo,
10 – 15 pomodorini a ciliegia,
2 finocchi, 4 o 5 gambi di sedano, ecc…
un cespo di radicchio rosso di Chioggia, (al posto del radicchio si possono adoperare le foglie di una verza o di un cavolo cappuccio)
_Lavare tutte le verdure e tagliarle a striscioline.
_Sfogliare e lavare le foglie del radicchio.
_In un piatto grande, mettere tutte le verdure all’interno delle foglie del radicchio e sistemare al centro la salsa alle olive.
per la salsa alle olive:
gr. 250 olive nere e verdi (miste)
1 spicchio di aglio, gr.50 filetti di acciughe sotto sale, o sott’olio,
gr. 25 capperi, gr. 80 olio d’oliva extrav., buccia e succo di mezzo limone,
sale, poco o niente, pepe q.b..
_Frullare elettricamente.
Crostini con formaggio “Monte Veronese”
Ingredienti per 6 persone:
3 grosse cipolle bianche
gr. 200 formaggio “Monte veronese”
un pacco di pane da toast
olio d’oliva extrav. gr. 30 circa
sale e pepe q. b.
_Far rosolare in una larga padella le cipolle tagliate sottilmente, con olio e mezzo bicchiere di acqua. Salare e pepare.
_Tagliare il pane da toast in piccoli triangoli, metterli in forno caldo a 180° per 5 minuti, per farli asciugare.
_Mettere le cipolle cotte sopra il pane e terminare con scaglie di formaggio.
_Mettere i crostini così preparati su di una placca, rivestita con carta da forno, infornare a 180° per 5 o 6 minuti e servirli caldi.
Antipasti
Illasi, Frantoio Bonamini, 24 novembre 2006
L’olio: profumi e segreti
Crema di sedano
Ingredienti per 6 persone:
Gr. 400 sedano rapa
gr. 50 patata
gr. 40 scalogno
1 cucchiaio olio extravegine
gr. 200 latte
gr. 400 acqua
erba cipollina o prezzemolo tritati
_Pulire e tagliare a pezzi e cuocere a vapore il sedano rapa per 20’.
_Rosolare a fuoco dolce nell’olio lo scalogno, la patata a pezzetti, il sedano,
_Aggiungere il latte e l’acqua, sale, pepe e cuocere per 20’.
_Frullare, passare al setaccio e tenere al caldo.
_Servire con erba cipollina tritata e pepe di mulinello.
Riso pilaf con ragù di verdure
Ingredienti per 6 persone:
Gr. 300 riso qualità: carnaroli
Gr. 600 brodo vegetale
Un pomodoro sodo e maturo
Un peperone giallo e uno rosso
Gr. 300 zucchine
2 cipolle, una carota, in gambo di sedano, 2 spicchi di aglio
un mazzetto guarnito (gambi di prezzemolo, timo, alloro)
gr. 100 prosciutto crudo oppure speck
olio extrav, di oliva, sale, pepe, alcune foglie di basilico
_Preparare il brodo vegetale con acqua, cipolla, sedano e mazzetto guarnito.
_Rosolare in poco olio i peperoni, dopo averli lavati e tagliati in piccole striscioline.
_Nella stessa padella rosolare l’aglio con un altro cucchiaio di olio e aggiungere le zucchine tagliate in piccola dadolata (solo la
parte verde).
_Sbollentare il pomodoro, togliere la pelle e i semi, e tagliarlo a cubetti.
_Tagliare in piccoli pezzi anche il prosciutto crudo o lo speck.
_Tritare la cipolla, farla appassire in poco olio in una larga casseruola, unire il riso, farlo tostare, quindi aggiungere il brodo bollente.
_Coprire con un coperchio e passare in forno caldo a 180° per 18 minuti.
_Togliere il riso dal forno, allargarlo su un grande piatto da portata e aggiungere il prosciutto o lo speck, il pomodoro e tutti gli
altri ingredienti.
_Mescolare accuratamente, aggiungere il basilico e decorare a piacere.
Primi piatti
Illasi, Frantoio Bonamini, 24 novembre 2006
L’olio: profumi e segreti
Carpione Bollito
Ingredienti per 6 persone:
Un carpione del peso di circa gr. 700 – 800
Una cipolla, una carota, poco sedano, mazzetto guarnito (gambi di prezzemolo, timo, alloro)
Un limone, prezzemolo,
Olio extrav. d’oliva
Sale e pepe.
_In una pesciera, munita di griglia, preparare il liquido di cottura (court-bouillon) con acqua, vino bianco, sale e tutti gli aromi.
_Portare a ebollizione e far bollire per almeno 15 minuti.
_Immergere il carpione pulito e lavato, cuocere per circa 15 -20 minuti, facendo in modo che l’acqua non arrivi mai ad ebollizione.
_Una volta cotto, estrarre il carpione dal liquido di cottura, togliere la testa, la coda e la spina centrale.
_Sistemare i filetti su di un vassoio e condirli con olio extrav. e prezzemolo tritato.
Notizie:
In cucina, le linee di tendenza in fatto di carpione, sono essenzialmente due sulla riviera gardesana: ai ferri o lessato.
Coloro che lo prediligono lessato, devono memorizzare un paio di accorgimenti: il court bouillon sarà parco, non esagerato di sapori;
il carpione sarà avvolto in una pezza bianca o meglio carta vegetale prima di immergerlo nel liquido di cottura.
Tutto questo perché il carpione ha nella delicatezza delle sue carni il pregio principale, quindi delicato deve essere il trattamento
riservatogli.
E poi ammettiamolo, per un pesce così “raro” e così “leggendario”, un po’ di ritualità non guasta. La cucina, si sa, non è solo cibo,
sapori e profumi, ma suggestione, cultura, mito, memoria, storia…….
Insalatina agli agrumi
Ingredienti per 6 persone:
Un cedro del lago di Garda, un limone, un arancio,
2 finocchi freschi
olio d’oliva extravergine, aromatizzato al limone
sale e pepe.
_Tagliare il cedro (buccia e polpa) sottilissimo.
_Pelare al vivo il limone e l’arancio.
_Tagliare i finocchi in fine julienne.
_Condire con l’olio extrav. aromatizzato al limone e aggiungere sale e pepe,
meglio preparare a parte l’emulsione.
Secondi piatti
Illasi, Frantoio Bonamini, 24 novembre 2006
L’olio: profumi e segreti
Torta all’olio d’oliva
Ingredienti per 8 persone:
Gr. 250 farina 00
dl. 2 olio d’oliva extrav.
gr. 200 zucchero
uova 4, gr. 40 uvetta, gr. 20 pinoli
un limone: succo + scorza
mezza bustina di lievito, un cucchiaio zucchero a velo, sale.
_Ammollare, lavare e asciugare l’uvetta, setacciare la farina con il lievito e mescolarvi l’uvetta e i pinoli.
_Imburrare una tortiera del diametro di circa 24 cm. e infarinarla.
_Raccogliere l’olio e lo zucchero in una terrina, unire i tuorli, la buccia del limone, il succo, e sbattere a lungo per avere
un composto gonfio e leggero.
_Unire poco alla volta il miscuglio di farina, montare gli albumi con un pizzico di sale, incorporarli al composto e versarlo
nella tortiera.
_Lisciare la superficie e mettere la torta in forno per circa 35 minuti.
Bavarese ai marroni con crema di cachi
Ingredienti per 6 persone:
250 ml latte
baccello di vaniglia
4 tuorli
gr.75 zucchero
gr.17 colla di pesce
gr.250 crema di marroni
bicchierino di rhum
1/2 litro di panna
qualche marron glacé.
_Mettere a bagno in acqua fredda la colla di pesce.
_Versare il latte in una casseruola di acciaio con il baccello di vaniglia tagliato a metà longitudinalmente.
_Appena inizia l’ebollizione ritirare dal fuoco, coprire e lasciare in infusione 10 minuti.
_Battere i tuorli con lo zucchero unire il latte caldo dopo aver tolto la vaniglia, mescolare energicamente .
_Versare la crema in una casseruola e cuocere a fuoco dolce, sempre mescolando facendo attenzione che
non arrivi a bollore.
_Versare la crema in un’ampia bacinella , unire la colla di pesce ben strizzata.
_Lasciare raffreddare mescolando frequentemente e prima che si rapprenda aggiungere la crema di marroni e il
rhum.
_Montare la panna e aggiungerla delicatamente al composto.
_Mettere un disco di pan di Spagna o biscotto come base di un cerchio:
_Bagnare di rhum, aggiungere i marron glacé spezzettati e ricoprire con il composto:
_Livellare e mettere in frigo almeno 8 ore.
Crema di cachi
Ingredienti per 6 persone:
Gr. 500 cachi maturi
gr. 100 zucchero
il succo di mezzo limone
bicchierino di grand marnier
Dessert
_Ridurre in purea i cachi
_Mettere in una casseruola la purea, lo zucchero, il succo del limone e il grand marnier,
portare ad ebollizione e togliere dal fuoco (non deve bollire).
_Far raffreddare e mettere in frigorifero.
_Servire la crema fresca accanto alla bavarese di marroni.
Illasi, Frantoio Bonamini, 24 novembre 2006
L’olio: profumi e segreti
Boccon del golosone (Involtini di carne con radicchio oppure cuori di carciofo)
Ingredienti per 6 persone:
6 fettine di fesa di vitello, da circa gr. 60 l’una, battute sottilissime
6 fettine di prosciutto crudo
6 cespi di radicchio di Treviso o Verona (oppure cuori di carciofo)
2 cucchiai di formaggio grana grattugiato, un cucchiaino di prezzemolo tritato e gr. 30 di burro
_ bicchiere di vino bianco secco
2 o 3 foglie di salvia, poca farina bianca per infarinare
olio d’oliva extrav., sale e pepe.
_In una casseruola, far scaldare un cucchiaio di olio d’oliva extrav. con poca acqua.
_Sistemarvi i cespi di radicchio, salare e far cuocere a fuoco basso coperti, per pochi minuti; fino a quando saranno diventati teneri,
togliere dalla padella e far raffreddare.
_In una ciotola amalgamare il formaggio grana, il prezzemolo e il burro, salare e pepare.
_Allargare le foglie centrali del radicchio, senza romperle e distribuire all’interno un poco di composto.
_Allargare sul piano di lavoro una fettina di carne, poggiarvi sopra prosciutto e un radicchio.
_Chiudere la fettina come fosse un pacchetto, legare con un pezzo di refe da cucina; esaurire tutti gli ingredienti.
_Infarinare gli involtini, farli dorare in una larga padella con poco olio, 2 o 3 foglie di salvia e 3 o 4 cucchiai di brodo.
_Bagnare con il vino, far evaporare a fuoco vivo, salare e pepare, coprire e lasciar cuocere per circa 10 minuti, fino a quando la
carne sarà tenera; se necessario, aggiungere un po’ di brodo caldo. La preparazione non deve essere asciutta.
_A cottura ultimata, eliminare il refe, tagliare a metà gli involtini e disporli su un piatto da portata, con la parte del radicchio rivolta
verso l’alto, ben visibile.
_Completare con il fondo di cottura e servire la carne ben calda.
Purè mantecato all’olio extrav. d’oliva
Ingredienti per 6 persone:
Gr. 800 patate bianche
Gr. 50 olio extrav. d’oliva
Sale e pepe.
_Cuocere le patate in acqua fredda e salata.
_Passarle dallo schiacciapatate, quando sono ancora calde.
_Mantecare con l’olio d’oliva novello.
_Aggiustare di sale e pepe e servire.
Secondi piatti
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