Raccomandazioni nutrizionali attuali Jürg Lüthy Angelika Hayer Muriel Jaquet Capitolo 6.SEB2012 1 | 2 | 3 | 4 > Raccomandazioni nutrizionali attuali 1.1 Riassunto In Svizzera diverse società di riferimento e istituzioni hanno collaborato all’elaborazione di raccomandazioni nutrizionali. Per la nutrizione dei lattanti sono determinanti le raccomandazioni della Commissione per l’alimentazione della Società svizzera di pediatria e le disposizioni del diritto sulle derrate alimentari per gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento. La raccomandazione dell’OMS di allattamento esclusivo per i primi sei mesi (per quanto possibile) e di proseguimento dell’allattamento durante l’introduzione degli alimenti di complemento fino al secondo anno di vita e oltre è stata acquisita anche dalla Svizzera, tuttavia con la restrizione che, a seconda delle necessità, l’introduzione individuale degli alimenti di complemento sia possibile, e in certi casi opportuna, al più presto a partire dal quinto mese di vita. Per gli adulti, la Società Svizzera di Nutrizione ha definito la piramide alimentare come raccomandazione per una nutrizione salutare e commisurata al fabbisogno. La piramide rappresenta una dieta variata ed equilibrata, che garantisce un apporto sufficiente sia di energia sia di sostanze nutritive indispensabili all’organismo. Le raccomandazioni si rivolgono a soggetti adulti in buona salute. Gli elementi cardine di una alimentazione sana per i bambini sono riassunti nel disco dell’alimentazione per bambini della Società Svizzera di Nutrizione. I cinque messaggi principali del disco dell’alimentazione riguardano abitudini alimentari critiche e ampiamente diffuse e fanno appello a livello dell’azione. Durante la pubertà, gli adolescenti vivono una fase di rapida crescita e grandi cambiamenti fisiologici che si accompagnano a un aumento del fabbisogno di energia e sostanze nutritive. Per lo sviluppo del16 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera le ossa, particolarmente intenso durante l’adolescenza, è importante garantire un approvvigionamento di calcio sufficiente. Anche il fabbisogno di fosforo, ferro e vitamina B1 risulta maggiore. Per la nutrizione degli anziani si applicano sostanzialmente le raccomandazioni della Società Svizzera di Nutrizione rivolte agli adulti, con un’accento particolare su aspetti quali un sufficiente apporto di proteine, calcio e liquidi. Relativamente alle raccomandazioni nutrizionali per gruppi di popolazione specifici, come donne in gravidanza, sportivi o vegetariani, occorre osservare alcuni punti particolari. Una sfida è rappresentata dalle raccomandazioni relative agli alimenti che contengono sia sostanze auspicabili che sostanze indesiderate. Ad una parziale revisione sono state sottoposte le raccomandazioni relative all’apporto delle singole sostanze nutritive. Da un confronto con altri Paesi europei emerge che, anche su questo fronte, esistono ancora delle differenze. Nell’elaborare raccomandazioni nutrizionali basate sulle derrate alimentari è necessario tenere in considerazione dei contesti nazionali specifici come pure l’esistenza di malattie correlate all’alimentazione e i relativi fattori di rischio. 1.2 Introduzione Storia delle raccomandazioni nutrizionali Ripercorrendo la storia delle raccomandazioni nutrizionali si nota che, ancora fino agli anni ’50 del secolo scorso, la lotta alla sottoalimentazione e alle carenze nutrizionali costituiva un tema prioritario. A questo riguardo, una vera e propria iniziativa pionieristica fu rappresentata dall’aggiunta di iodio al sale da cucina, che in Svizzera avvenne già nel 1922 (1). Durante la Seconda 6.SEB2012 Guerra Mondiale, il cosiddetto «Kriegsernäh rungsamt» (Ufficio di guerra per l’alimentazione) assunse ampi poteri sul settore della produzione agraria e dell’approvvigionamento di derrate alimentari e mangimi nazionali ed esteri. La «Commissione federale per l’alimentazione in caso di guerra», fondata in seguito, elaborò un piano nutrizionale in cui confluirono le raccomandazioni nutrizionali dell’epoca, che si basavano sostanzialmente su un approvvigionamento sufficiente con la quantità di energia e le sostanze nutritive necessarie. Alcuni dei principi allora formulati appaiono incredibilmente contemporanei, nonostante le conoscenze sulle correlazioni scientifiche fra alimentazione e salute fossero ancora fortemente lacunose (2). Dalla seconda metà del secolo scorso, le raccomandazioni nutrizionali sono state interpretate sempre più dal punto di vista delle correlazioni fra l’alimentazione risp. i fattori nutrizionali da una parte e i rischi di malattie correlate all’alimentazione dall’altra. In Svizzera sono state soprattutto la Commissione federale per l’alimentazione (COFA), fondata già nel 1948, nonché l’Associazione Svizzera di Alimentazione e la Società Svizzera di Ricerca Nutrizionale (fondate negli anni ’60 e unitesi nel 2004 nella Società Svizzera di Nutrizione [SSN]) a lavorare per l’adeguamento alla realtà svizzera e all’implementazione dei risultati di ricerca conseguiti a livello internazionale. In questo contesto possono essere contemplati anche i Rapporti sull’ali- al quale figuravano già le raccomandazioni di commisurare l’alimentazione e il movimento ai fini di un bilancio energetico equilibrato e, relativamente all’alimentazione, di prestare attenzione oltre che alla varietà dell’alimentazione, anche ad un sufficiente consumo di frutta e verdura. In seguito sono state l’Associazione Svizzera per l’Alimentazione e la COFA ad elaborare, in collaborazione con l’UFSP, le raccomandazioni nutrizionali. mentazione in Svizzera pubblicati dal 1975 dapprima dalla COFA e, in seguito, con crescente coadiuvazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). La COFA è stata anche la prima organizzazione a pubblicare in Svizzera, nel 1995, delle raccomandazioni nutrizionali generali consistenti in un elenco di otto punti, in cima dalla prospettiva del possibile conflitto fra questi rischi per la sicurezza e le raccomandazioni nutrizionali. A questo riguardo si pone anche la domanda di quanto gli sforzi intrapresi nel corso degli anni per migliorare l’alimentazione abbiano trovato riscontro nel diritto sulle derrate alimentari. L’esempio storicamente più significativo è 6.SEB2012 Panoramica dei capitoli Scopo del presente capitolo è illustrare le raccomandazioni nutrizionali attualmente vigenti in Svizzera e le relative basi scientifiche. Le raccomandazioni nutrizionali vengono suddivise in base all’età (capitolo 1.3) e a gruppi di popolazione specifici (capitolo 1.4). Uno dei fondamenti su cui poggiano queste raccomandazioni basate sulle derrate alimentari è costituito dalle raccomandazioni relative alle sostanze nutritive trattate nel capitolo 1.5. Tali raccomandazioni non hanno alcuna pretesa di completezza, contrariamente ai valori di riferimento relativi all’apporto di sostanze nutritive delle società di nutrizione di lingua tedesca (valori di riferimento DACH; 3). La selezione delle sostanze nutritive trattate è avvenuta perlopiù in base a criteri di rilevanza in riferimento alle malattie correlate all’alimentazione e alla carenza nutrizionale. L’aspetto della sicurezza degli alimenti di rilevanza giuridica viene trattato nel capitolo 1.6 Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 17 > Raccomandazioni nutrizionali attuali rappresentato dalla «Decisione del Dipartimento federale dell’interno(DFI) sull’aggiunta di vitamine e le menzioni relative per le derrate alimentari» del 7 marzo 1957, rimasta in vigore per oltre 40 anni. Un esempio attuale è il dibattito tuttora in corso su una caratterizzazione frontof-pack del valore nutritivo più informativa per il consumatore. Nella versione rivista della Legge sulle derrate alimentari del 9 ottobre 1992 è stato introdotto, come novità sostanziale, un articolo sull’«Informazione del pubblico» (4). In questo Articolo 12, l’obbligo di informazione della Confederazione su «eventi particolari» (di norma problemi concernenti la sicurezza degli alimenti), viene ampliato semanticamente per includere la facoltà della Confederazione di «provvedere affinché il pubblico venga informato sulle conoscenze scientifiche di interesse generale in ambito nutrizionale, che assumono segnatamente importanza per la prevenzione delle malattie e la protezione della salute». Questo articolo non è che un fondamento giuridico per l’elaborazione di raccomandazioni nutrizionali sulle quali la popolazione o gruppi di popolazione specifici possano essere informati con modalità adeguate. Nei capitoli 1.7 e 1.8 viene infine gettato uno sguardo alle raccomandazioni nutrizionali di altri Paesi per rispondere, fra le altre, alla domanda se siano effettivamente necessarie raccomandazioni nutrizionali specifiche per la Svizzera oppure solamente misure attuative specifiche per ciascun Paese. Il fatto che il modello alimentare dei Paesi europei presenti delle affinità e che queste ultime siano associate anche a cambiamenti auspicabili in riferimento alla prevenzione di malattie correlate all’alimentazione è dimostrato dall’evoluzione della «CINDI Dietary Guide» elaborata dall’OMS Europa (5). CINDI è 18 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera l’acronimo di «countrywide integrated noncommunicable diseases intervention». I dodici punti in esso contenuti per un’alimentazione sana costituiscono un fondamento sia per le raccomandazioni nutrizionali vigenti in Svizzera sia per i programmi dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per il miglioramento della situazione nutrizionale nei Paesi europei. Le raccomandazioni nutrizionali basate sulle sostanze nutritive vengono elaborate sulla base delle conoscenze scientifiche internazionali. La loro trasposizione in raccomandazioni nutrizionali basate sulle derrate alimentari dovrebbe tuttavia tenere conto di fattori nazionali specifici del comportamento alimentare come pure dei problemi di salute correlati all’alimentazione, che sono diversi per ciascun Paese (6). 1.3 Raccomandazioni nutrizionali generali in base all’età 1.3.1 Alimentazione dei lattanti Dal 1983 la Commissione per l’alimentazione della Società svizzera di pediatria (CN SSP) elabora delle raccomandazioni per la nutrizione dei lattanti che vengono periodicamente aggiornate in base alle nuove conoscenze. Gli ultimi aggiornamenti risalgono agli anni 2008 (7) e 2009 (8). Oltre alle nuove conoscenze scientifiche, gli aggiornamenti hanno preso in considerazione anche le modifiche del diritto sulle derrate alimentari (9) e hanno tenuto conto altresì della nuova versione, concordata a livello internazionale, dello standard sugli alimenti per lattanti del Codex Alimentarius (10) e dello «Statement on dietary fats in infant nutrition» della Internatio- 6.SEB2012 nal Society for the Study of Fatty Acids and Lipids (ISSFAL; 11). Gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento rappresentano gli ambiti più minuziosamente regolamentati del diritto sulle derrate alimentari. La nutrizione dei lattanti comprende due fasi: da una parte, l’alimentazione costituita esclusivamente da latte materno o da un alimento per lattanti nei primi quattro-sei mesi di vita e, dall’altra, l’alimentazione con latte materno o un alimento per lattanti risp. un alimento di proseguimento associato ad alimenti di complemento a partire dal quinto-settimo mese di vita. Nella loro risoluzione del 2001, l’OMS e lo United Nations Children’s Fund (UNICEF) raccomandano l’allattamento esclusivo durante i primi sei mesi di vita dopo la nascita e il proseguimento dell’allattamento durante l’introduzione degli alimenti di complemento fino al secondo anno di vita e oltre (12). Queste raccomandazioni OMS sono state acquisite anche dalla Svizzera, tuttavia con la restrizione che, a seconda delle necessità, l’introduzione individuale degli alimenti di complemento è possibile, e in certi casi opportuna, già a partire dal quinto mese di vita. L’introduzione degli alimenti di complemento prima del quinto mese di vita è sconsigliabile in ragione, fra le altre cose, dell’elevato carico renale determinato dalle sostanze uremiche assunte con gli alimenti di complemento e in considerazione del rischio di possibili allergie. L’introduzione degli alimenti di complemento In Svizzera la composizione dei preparati sostitutivi del latte materno è dettagliatamente regolamentata a livello normativo da un’Ordinanza del DFI sugli alimenti speciali che definisce non solo gli aspetti riguardanti la composizione, ma anche la strutturazione delle confezioni, la caratterizzazione del valore nutritivo, le etichette, i prospetti allegati e i criteri per i messaggi pubblicitari (9). Sia gli alimenti per lattanti che gli alimenti di proseguimento possono contenere sostanze aggiunte non prescritte per legge. Spesso si tratta di sostanze la cui presenza è stata dimostrabilmente riscontrata anche nel latte materno. Per la valutazione di queste sostanze aggiunte si rimanda ai pareri aggiornati delle commissioni internazionali di esperti come la Commissione per l’alimentazione della European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN). Rispetto agli adulti, i lattanti presentano un maggiore fabbisogno di liquidi, che varia in base all’età, all’attività, all’energia assunta e alla produzione di urina. Durante il primo anno di vita, il fabbisogno di acqua medio giornaliero oscilla con andamento decrescente fra 130 ml e 120 ml per kg di peso corporeo. Nei primi sei mesi di vita, i lattanti allattati esclusivamente al seno non hanno bisogno di alcun apporto supplementare di liquidi. Fanno eccezione i periodi caratterizzati da febbre, diarrea e altre circostanze che possono rendere necessaria una somministrazione di liquidi (13). Solo con la somministrazione di tre deve avvenire al più tardi a partire dal settimo mese di vita, poiché a quest’età il latte materno non è più in grado di soddisfare il fabbisogno di sostanze nutritive del lattante (7;8). Il capitolo 1.6 tratta i possibili rischi tossicologici correlati alla somministrazione di latte materno contaminato da residui. pappe al giorno come alimenti di complemento si rende necessaria l’assunzione di liquidi supplementari, idealmente sotto forma di acqua potabile. L’utilizzo incontrollato del biberon è sconsigliato, soprattutto anche in ragione del rischio di carie ed erosioni dovute al latte, al tè zuccherato o ai succhi di frutta (7;8; capitolo 3.11). 6.SEB2012 Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 19 > Raccomandazioni nutrizionali attuali Il fabbisogno energetico giornaliero dipende dall’età e, durante il primo anno di vita, oscilla con andamento decrescente fra 95 e 90 kcal per kg di peso corporeo (7). Per i lattanti allattati al seno, l’OMS raccomanda dal settimo al nono mese, per gli alimenti di complemento, un apporto energetico di ca. 200 kcal al giorno, dal decimo al dodicesimo mese di ca. 300 kcal al giorno e nel secondo anno di vita di ca. 550 kcal al giorno. Durante il primo anno di vita, per tutti i lattanti allattati al seno e non, viene raccomandata l’assunzione giornaliera di 300 –500 UI di vita mina D (= 7,5 –12,5 μg), indipendentemente dall’esposizione solare individuale ( 8 ); per i bambini fino a 3 anni compiuti vengono raccomandate 600 UI (= 15 μg; 65; capitoli 3.7 e 3.10.3). Un apporto massimo giornaliero di 1000 UI (= 25 μg) non dovrebbe comunque essere superato (8;65). Al più tardi dal settimo mese di vita, il lattante necessita di sostanze nutritive aggiuntive, che vengono introdotte con gli alimenti di complemento. Come alimenti di complemento sono indicati ad es. la pappa di verdure-patate-carne e la pappa di cereali-frutta. La somministrazione di latte vaccino non diluito viene raccomandata a partire dal secondo anno di vita e non prima. Lo yogurt senza zucchero aggiunto può essere somministrato come aggiunta alle pappe di frutta e cereali a partire dal settimo mese. Il numero di pasti viene aumentato progressivamente ma lentamente dopo l’introduzione degli alimenti di complemento in modo tale che, alla fine del primo anno di vita, il lattante assuma giornalmente da tre a quattro pasti sotto forma di pappe. Informazioni su altri aspetti importanti come la prevenzione delle allergie sono fornite dalle raccomandazioni della commissione dell’ali20 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera mentazione della Società svizzera di pediatria (SSP, 7;13). Ulteriori informazioni di utilità pratica vengono offerte dalla Fondazione svizzera per la Promozione dell’Allattamento al seno (14). 1.3.2 Alimentazione dei bambini Verso la fine del primo anno di vita, il bambino ha già messo alcuni denti e le sue capacità psicomotorie nonché le sue funzioni digestive e metaboliche hanno raggiunto un grado di maturazione tale da consentire il passaggio graduale dall’alimentazione per lattanti all’alimentazione a tavola con il resto della famiglia. A poco a poco i pasti a base di pappe e latte vengono sostituiti da tre pasti principali «normali» e da due spuntini. Il passaggio avviene in considerazione del grado di sviluppo del bambino, ad esempio della sua capacità di masticazione. A partire dal secondo anno di vita, i bambini possono assumere anche latte vaccino non diluito e quark; non è necessario somministrare latte speciale per lattanti come ad esempio latte di proseguimento o latte di crescita. Nel caso dei bambini allattati al seno, la SSP raccomanda di proseguire l’allattamento anche oltre il primo anno di vita (8;15–18). A partire dall’età di un anno, i bambini possono pertanto assumere tutti gli alimenti. Le pietanze dovrebbero tuttavia essere speziate, salate e zuccherate con moderazione. Alcuni bambini mostrano inizialmente reazioni di sensibilità agli alimenti che possono provocare gonfiori addominali, come ad es. i legumi o i cavoli. Si raccomanda prudenza nella somministrazione di alimenti che possono essere ingoiati interamente. Per questo, le noci dovrebbero essere somministrate solo in forma macinata fino alla fine del secondo anno di vita. 6.SEB2012 evince che, rispetto agli adulti, i bambini non necessitano solo di porzioni più piccole (18). Poiché i bambini si trovano ancora nella fase di crescita e sviluppo, hanno bisogno di assumere alcuni gruppi di alimenti in quantità relativamente maggiori o anche minori rispetto agli adulti. In alcune fasce d’età, le fonti di amido (ad es. prodotti cerealicoli, patate) risp. il latte e i latticini assumono un’importanza maggiore. I principi cardine di una alimentazione sana per i bambini sono raffigurati nel disco dell’ali- ne Sa lu te Sv izz er a, 20 08 La base di una sana alimentazione per un bambino di età compresa fra uno e dodici anni è costituita da una dieta variata ed equilibrata. Con dieta equilibrata si intende una dieta caratterizzata da una scelta di alimenti varia e da un consumo di tali alimenti in determinati rapporti quantitativi l’uno rispetto all’altro. In questo modo viene garantito un apporto sufficiente di energia e delle sostanze nutritive indispensabili all’organismo. Dalle raccomandazioni quantitative per i bambini di età compresa fra uno e dodici anni si era vizz ietà S © Soc di io oz m ro ,P e ion triz Nu Figura 1.1: Disco dell’alimentazione per i bambini della SSN (19) 6.SEB2012 Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 21 > Raccomandazioni nutrizionali attuali mentazione per bambini della SSN (19; figura 1.1). Il disco è suddiviso in cinque segmenti, ciascuno dei quali è associato ad un messaggio sull’alimentazione. I messaggi riguardano abitudini alimentari critiche fra i bambini, come ad es. un elevato consumo di bibite edulcorate, e suggeriscono azioni concrete, come ad es. bere acqua (19–22). Per ciascun messaggio vengono forniti due consigli pratici che concretizzano il messaggio principale e ne facilitano l’applicazione nella quotidianità. Destinatari sono soprattutto i bambini di età compresa fra 5 e 12 anni nonché i loro genitori, che svolgono un’importante funzione di modello. In linea generale, tuttavia, i messaggi trovano applicazione anche per i bambini di tutte le altre fasce di età e per gli adulti. Il disco dell’alimentazione per i bambini della SSN ha l’obiettivo di comunicare in termini chiari e concreti i principi base di un comportamento alimentare sano. Esso viene utilizzato come ausilio didattico nella scuola materna e nella scuola primaria, nonché in progetti extrascolastici di promozione della salute. 1.3.3 Alimentazione degli adolescenti La pubertà è caratterizzata da una fase di rapida crescita e grandi cambiamenti fisiologici che si accompagnano a un aumento del fabbisogno di energia e sostanze nutritive. Il fabbisogno energetico varia significativamente da un individuo all’altro essendo determinato, fra le altre cose, dall’età, dal sesso, dall’attività fisica e dal grado di sviluppo individuale. Ipotizzando un peso corporeo nella norma e un’attività fisica media, il valore orientativo dell’apporto energetico medio degli adolescenti di età compresa fra 13 e 15 anni 22 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera è pari a 2200 kcal al giorno (ragazze) risp. 2700 kcal al giorno (ragazzi). Nella fascia d’età compresa fra 15 e 18 anni, i medesimi valori orientativi sono pari a 2500 kcal al giorno (ragazze) risp. 3100 kcal al giorno (ragazzi). Quest’ultima fascia d’età presenta, rispetto a tutte le altre (ragazzi di età maggiore e minore), il fabbisogno energetico più elevato (3). Fino alla giovane età adulta, ossia all’incirca fino al 30° anno d’età, la massa ossea aumenta fino a raggiungere un valore massimo individuale («peak bone mass»). Studi scientifici hanno dimostrato che la formazione e la mineralizzazione delle ossa non si verificano con una progressione costante e che, durante l’adolescenza, lo sviluppo osseo è estremamente intenso (23). Per raggiungere una massa ossea massima ottimale ai fini della prevenzione dell’osteoporosi è particolarmente importante garantire un approvvigionamento di calcio sufficiente durante l’adolescenza. L’apporto di calcio raccomandato per gli adolescenti fra i 13 e i 18 anni è pari a 1200 mg al giorno, ossia a un valore superiore a quello raccomandato per le altre fasce d’età (3). Ai fini di uno sviluppo osseo sano, un ruolo importante è rivestito inoltre da altri fattori quali, ad esempio, le proteine, la vitamina D e il movimento (capitolo 3.7). Oltre al calcio, gli adolescenti presentano un fabbisogno più elevato rispetto ai bambini o agli adulti anche di altre sostanze nutritive, ad esempio il fosforo, il ferro e la vitamina B1 (3). Il maggiore fabbisogno di energia e sostanze nutritive può essere soddisfatto con una dieta variata ed equilibrata. Gli adolescenti sani non hanno pertanto necessità di assumere alcun prodotto speciale o supplemento. La piramide alimentare svizzera fornisce indicazioni orientative per una alimentazione sana (24; figura 1.2). 6.SEB2012 Per gli adolescenti si applicano tuttavia delle raccomandazioni quantitative che in parte si differenziano rispetto alle raccomandazioni per gli adulti (25). Ad esempio, le quantità indicate per gli alimenti ricchi di amido come il pane, la pasta, le patate, ecc. sono maggiori per garantire un sufficiente apporto energetico. Gli adolescenti si differenziano dagli adulti non solo per quanto riguarda le loro esigenze fisiologiche di nutrizione, ma anche per quanto concerne il loro stile di vita e le loro abitudini alimentari (26;27). Che cosa, dove e come mangiano gli adolescenti è strettamente legato al loro desiderio di distaccarsi dalla famiglia d’origine e di sviluppare una propria identità. Questo contribuisce a far sì che determinati alimenti e modelli di alimentazione, come ad es. il fast food e il consumo di snack, riscuotano grande apprezzamento proprio fra gli adolescenti (26 –28). Nelle raccomandazioni nutrizionali per i ragazzi dai 13 ai 18 anni, una particolare attenzione viene quindi dedicata a temi che rivestono un ruolo importante in questa fascia d’età. Questi comprendono, tra l’altro, il fast food, l’alimentazione vegetariana, il consumo di bibite (comprese le bibite edulcorate, l’alcol, gli energy drink), la distribuzione dei pasti e spiluccare fuori pasto, la percezione del corpo e il peso corporeo (25). 1.3.4 Alimentazione degli adulti Un’alimentazione equilibrata fa parte di uno stile di vita salutare. Soddisfa il fabbisogno giornaliero di energia e sostanze nutritive, influisce sul benessere mentale e fisico e contribuisce a prevenire le malattie correlate all’alimentazione. In linea generale, una nutrizione sana è costituita da abbondanti alimenti di origine vegetale 6.SEB2012 come verdura, frutta, legumi, patate, prodotti cerealicoli, ecc. Questi devono essere integrati da latticini e, in minori quantità, da carne, pesce, uova, frutta a guscio e oli vegetali pregiati. Un sufficiente apporto di liquidi, preferibilmente sotto forma di bevande non edulcorate, preserva le capacità di concentrazione e l’efficienza fisica e mentale. In un’alimentazione equilibrata, i dolciumi, gli snack salati, le bevande contenenti zucchero e alcol dovrebbero essere consumati con moderazione. Per informare il pubblico sulle raccomandazioni relative a una alimentazione salutare e commisurata al fabbisogno, in Svizzera si è affermata la piramide alimentare della SSN che contiene le raccomandazioni per una dieta equilibrata e piacevole per gli adulti (24; figura 1.2). La piramide alimentare è nata nel 1998 sul modello della piramide alimentare statunitense ed è stata ripubblicata in versione aggiornata negli anni 2005 e 2011 (29). Dal 2011 viene pubblicata in comunione dalla SSN e dall’UFSP con il nome «Piramide alimentare svizzera». Poiché le raccomandazioni relative all’apporto di sostanze nutritive sono astratte e poco utili per i consumatori (30), sono state trasposte sul piano delle derrate alimentari («approccio nutrizionale»). Questo significa che gli alimenti sono stati raggruppati in gruppi di alimenti sulla base del loro contenuto di «sostanze nutritive chiave» e del loro utilizzo tradizionale nella nostra cultura gastronomica. Per l’elaborazione delle raccomandazioni basate sulle derrate alimentari («food based dietary guidelines») sono stati considerati anche gli effetti degli alimenti sul metabolismo («approccio metabolico») e gli effetti preventivi in riferimento a sovrappeso, diabete mellito di tipo 2, malattie cardio-circolatorie e neoplasie (30 –33). Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 23 > Raccomandazioni nutrizionali attuali © Società Svizzera di Nutrizione SSN, Ufficio federale della sanità pubblica UFSP / 2o11 Ben informati, ben nutriti. sge-ssn.ch Figura 1.2: Piramide alimentare svizzera per gli adulti (24) L’aggiornamento scientifico della piramide alimentare svizzera del 2011 è stato eseguito da un gruppo di esperti in diverse discipline. Sulla base di un’approfondita ricerca nella letteratura di settore, gli esperti hanno verificato la validità delle raccomandazioni esistenti e hanno dedotto gli interventi di revisione necessari. La trasposizione delle conoscenze scientifico-nutrizionali nelle raccomandazioni di natura pratica è avvenuta in collaborazione con dietiste diploma24 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera te SUP/SSS professionalmente attivi, tenendo in considerazione anche le abitudini alimentari in Svizzera. Calcoli dettagliati garantiscono infine che, con le raccomandazioni basate sulle derrate alimentari, sia possibile consentire l’osservanza delle raccomandazioni basate sulle sostanze nutritive. Sia in fase di formulazione delle raccomandazioni, sia durante la successiva elaborazione grafica della piramide alimentare svizzera, è sta- 6.SEB2012 ta posta attenzione a una migliore comprensibilità e semplicità d’uso. A questo riguardo, indicazioni importanti hanno potuto essere raccolte dal sondaggio online condotto nel 2009 dalla SSN fra esperti di nutrizione e insegnanti (34). La piramide alimentare svizzera illustra una dieta varia ed equilibrata che garantisce un sufficiente apporto di energia e sostanze nutritive indispensabili all’organismo. L’intervallo di valori indicato per l’apporto energetico è di 1800 – 2500 kcal e corrisponde al metabolismo basale dei soggetti di età compresa fra 19 e 65 anni moltiplicato per un valore PAL1 di 1,4 (3). Le raccomandazioni si rivolgono a soggetti adulti in buona salute. Per altre fasce d’età e gruppi di popolazione (ad es. bambini, donne in gravidanza, sportivi di alto livello) nonché in caso di malattia o di desiderio di perdere peso si applicano raccomandazioni in parte diverse (capitolo 1.4). La piramide alimentare svizzera non rappresenta un programma alimentare rigido, ma lascia spazio all’organizzazione individuale. Essa si basa sui seguenti principi cardine: ■ Rapporto quantitativo: gli alimenti situati nei livelli inferiori della piramide vanno consumati in maggior quantità e quelli nei livelli superiori, al contrario, con parsimonia. Tutti gli alimenti trovano posto in un’alimentazione equilibrata. ■ Varietà: un’alimentazione equilibrata è varia e si compone sia di diversi gruppi di alimenti sia di diversi alimenti all’interno dei vari gruppi. 1 I l PAL («physical activity level»), ossia il fabbisogno energetico giornaliero medio per lo svolgimento di attività fisica, è definito come multiplo del metabolismo basale. Un valore PAL di 1,4 si riferisce a persone con attività esclusivamente sedentaria e attività fisica impegnativa scarsa o assente durante il tempo libero. 6.SEB2012 Una panoramica delle raccomandazioni quantitative dettagliate relative ai singoli gruppi di alimenti è fornita dalla tabella 1.2. Le raccomandazioni non devono essere rispettate giornalmente in modo imperativo, ma dovranno essere rispettate sul lungo periodo, per esempio ripartite su una settimana. Invece, le raccomandazioni di assunzione di liquidi dovrebbero essere rispettate ogni giorno. Per limitare il più possibile la perdita di sostanze nutritive, è necessario prestare attenzione a una preparazione degli alimenti che ne preservi il valore nutrizionale. Mangiare non serve solo ad incamerare energia e sostanze nutritive, ma anche a soddisfare esigenze emotive e sociali. I pasti sono momenti di piacere, di rilassamento, di contatto e di scambio con le altre persone. La SSN raccomanda pertanto di prendersi il tempo necessario per consumare i pasti, sospendendo qualunque attività accessoria e godendosi il cibo con tranquillità. Nella piramide alimentare svizzera, le raccomandazioni relative all’alimentazione sono strettamente correlate a quelle relative al movimento. Secondo le raccomandazioni dell’Ufficio federale dello sport (UFSPO), è consigliabile praticare giornalmente almeno mezz’ora di movimento sotto forma di attività quotidiane e sportive come ad es. salire le scale, passeggiare con il cane, andare in bicicletta, fare jogging, nuotare (35). Oltre ad un’alimentazione sana e ad un’attività fisica sufficiente, al raggiungimento di uno stile di vita sano contribuiscono anche la rinuncia al fumo e un’adeguata gestione dello stress o la pratica di una tecnica di rilassamento mirata e consapevole. Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 25 > Raccomandazioni nutrizionali attuali 1.3.5 A limentazione degli anziani La nutrizione riveste un ruolo importante anche con l’avanzare dell’età, poiché la nostra salute e il nostro benessere dipendono fortemente da cosa e da come mangiamo. Eccezion fatta per l’eventualità di una malattia, non è necessario sovvertire completamente l’abituale stile di alimentazione. Al contrario, potrebbe essere conveniente adeguare tempestivamente le abitudini alimentari personali in base al mutamento delle circostanze (correlato all’età). Per le persone anziane in salute si applicano sostanzialmente le raccomandazioni contenute nella piramide alimentare svizzera per gli adulti (figura 1.2). Occorre tuttavia tenere presente che, durante la terza età, il fabbisogno energetico diminuisce, mentre il fabbisogno di proteine, vitamine e sali minerali rimane almeno pari a quello degli anni precedenti. Di conseguenza, è necessario prestare maggiore attenzione a una alimentazione ricca di sostanze nutritive al fine di prevenire il rischio di carenza nutrizionale (36; capitolo 3.10). In caso di malattie, assunzione di medicinali, mobilità limitata, dolori, scarso appetito, fattori psicosociali e di altra natura, l’apporto di sostanze nutritive o il loro assorbimento a livello dell’organismo potrebbe risultare insufficiente. Un apporto di sostanze nutritive insufficiente o poco equilibrato potrebbe causare una carenza nutrizionale. In questi casi è necessaria l’assistenza di un esperto, che spiegherà come risolvere la carenza e come evitarne la ricomparsa in futuro. Un ruolo chiave a questo proposito rivestono gli ospedali. La Svizzera ha partecipato, all’interno del Consiglio Europeo, alla redazione e all’attuazione di un rapporto specialistico su questo tema (37;38). Le misure raccomandate comprendono, 26 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera fra gli altri, degli standard per lo screening dei rischi nonché la valutazione e il monitoraggio della situazione nutrizionale (capitolo 3.10). I cambiamenti economici e sociali costituiscono possibili motivi di isolamento e depressione degli anziani. Uno stile di vita attivo e salutare, con contatti ed esperienze sociali frequenti, un’attività fisica regolare e un’alimentazione varia ed equilibrata è di contro il modo migliore per garantire una vita sana durante la terza età. Mangiare e fare movimento in compagnia è particolarmente piacevole. 1.4 Raccomandazioni nutrizionali per gruppi di popolazione specifici 1.4.1 A limentazione durante la gravidanza e l’allattamento Il rapporto della COFA sull’alimentazione durante la gravidanza e l’allattamento fornisce, oltre a raccomandazioni per un approvvigionamento sufficiente di energia e sostanze nutritive, anche raccomandazioni per evitare prodotti rischiosi, ridurre al minimo l’assunzione di sostanze nocive ed eliminare o evitare germi patogeni (39). Durante la gravidanza e l’allattamento assume particolare importanza seguire una dieta varia secondo la piramide alimentare svizzera (figura 1.2), prestando inoltre attenzione alle esigenze speciali definite nei valori di riferimento DACH: pasti regolari e distribuiti durante la giornata, molta frutta e verdura, latte e latticini come fonte importante di proteine e calcio, carne (ad eccezione della selvaggina) per il ferro, lo zinco e la vitamina B12, grassi vegetali come fonti di acidi grassi insaturi nonché pesce una o 6.SEB2012 due volte alla settimana per l’apporto di acidi grassi n-3 e n-6 (24). La nutrizione e, in particolare, l’apporto energetico raccomandato per le donne in gravidanza e in allattamento vengono anche dal peso iniziale prima della gravidanza risp. all’inizio dell’allattamento. Gli alimenti dovrebbero essere scelti in modo consapevole ai fini del soddisfacimento del maggiore fabbisogno di micronutrienti, vitamine e oligo-elementi e tenendo conto delle intolleranze individuali (39). Un’alimentazione equilibrata, nell’osservanza dell’incremento ponderale auspicato della donna, concorre, insieme ad altri fattori, a una durata ottimale della gravidanza e ad un peso ottimale del neonato alla nascita. In questo modo si creano per il bambino delle buone premesse per la sua vita futura (39). Le donne in età fertile che potrebbero o vorrebbero intraprendere una gravidanza dovrebbero assumere, già prima del concepimento e durante le prime dodici settimane di gravidanza, una dose supplementare di acido folico pari a 0,4 mg al giorno, preferibilmente sotto forma di supplemento multivitaminico, al fine di prevenire la spina bifida del nascituro (40; capitolo 3.10.3). Le stesse raccomandazioni relative alla gravidanza valgono anche per l’alimentazione materna durante l’allattamento. L’allattamento offre a madre e bambino grandi vantaggi. I vantaggi dell’allattamento e del latte materno superano ampiamente il rischio di un eventuale presenza di sostanze nocive nel latte materno. Il capitolo 1.3.1 tratta le raccomandazioni relative all’alimentazione dei lattanti. Le raccomandazioni per evitare i prodotti rischiosi durante la gravidanza e l’allattamento comprendono: non consumare prodotti animali crudi come latte crudo, uova crude o carne cru- 6.SEB2012 da (tartare), non consumare prodotti a base di fegato nelle prime 12 settimane di gravidanza e non consumare frutti di mare crudi (ad es. ostriche). Durante la gravidanza è inoltre sconsigliato il consumo di formaggi a pasta morbida e semidura prodotti con latte crudo e pastorizzato. Il consumo di porzioni di formaggi a pasta dura ed extra dura privati della crosta, ad es. Emmentaler, Gruyère e Sbrinz, non pone invece alcun problema anche per le donne in gravidanza (41). Durante la gravidanza non devono inoltre essere consumati generi voluttuari come alcolici o sostanze che creano dipendenza, e al massimo 2–3 tazze di caffè o bevande equivalenti contenenti caffeina, nonché possibilmente nessuna bibita contenente chinino. Inoltre, è necessario adottare anche misure igieniche per eliminare o evitare i germi patogeni. Il tema relativo all’assunzione di sostanze nocive durante la gravidanza e l’allattamento viene trattato nel capitolo 1.6. 1.4.2 A limentazione degli sportivi Per gli sportivi che praticano più di cinque ore di attività fisica alla settimana è ipotizzabile un fabbisogno supplementare di energia e sostanze nutritive. L’UFSPO e lo Swiss Forum for Sport Nutrition si sono occupati di questo tema e, sulla base della piramide alimentare SSN 2005, hanno elaborato una piramide alimentare per le sportive e gli sportivi, contenente raccomandazioni specifiche per questo gruppo di soggetti (42;43). Le raccomandazioni si rivolgono a soggetti adulti in buona salute che, nella maggior parte dei giorni della settimana, praticano un’attività sportiva di intensità almeno media e della durata di ca. un’ora o più al giorno, realizzando un Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 27 > Raccomandazioni nutrizionali attuali volume di allenamento di ca. 5 ore o più alla settimana. Per intensità media si intende uno sforzo del tipo «stop and go» richiesto da una partita media di hockey su ghiaccio, calcio o tennis oppure uno sforzo continuativo paragonabile a un carico di ca. 2,5 km/h di nuoto crawl, ca. 8 km/h di corsa o ca. 2 Watt/kg di peso corporeo sul cicloergometro. La piramide alimentare per le sportive e gli sportivi garantisce un apporto sufficiente sia di energia sia di sostanze nutritive indispensabili per l’organismo per questo gruppo di destinatari. La scelta degli alimenti dovrebbe essere il più variata possibile ad ogni livello della piramide e adattata alla stagione e il modo di preparazione degli alimenti dovrebbe preservarne le proprietà nutrizionali. L’assunzione regolare di alimenti arricchiti con sali minerali e / o vitamine oppure di supplementi di sali minerali e / o vitamine potrebbe portare al superamento delle quantità di apporto massime tollerabili («Tolerable Upper Intake Level», UL). L’osservanza della piramide alimentare per le sportive e gli sportivi crea buoni presupposti per una prestazione sportiva soddisfacente sul lungo termine. Mentre le raccomandazioni della piramide di base della SSN (figura 1.2) non devono essere necessariamente seguite ogni giorno, quelle per gli sportivi andrebbero seguite giornalmente al fine di garantire una buona performance e un recupero ottimale. Il fabbisogno supplementare determinato dall’attività sportiva è riferito a un’attività fisica quotidiana di durata compresa fra 1 e 4 ore ad intensità media; per allenamenti di intensità maggiore, il fabbisogno supplementare aumenta in modo proporzionale. Lo sportivo sceglie le porzioni da assumere in funzione del suo peso corporeo. Le porzioni più piccole si riferiscono a un peso corporeo di 50 kg, le porzioni più grandi a un peso corporeo 28 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera di 85 kg. I soggetti con peso corporeo compreso fra questi due valori dovranno scegliere porzioni intermedie (ad es. porzioni medie per un peso corporeo di 67 kg). Ulteriori dati, come il fabbisogno di liquidi supplementare, sono indicati nella piramide alimentare per le sportive e gli sportivi (42). 1.4.3 Alimentazione vegetariana Forme di alimentazione vegetariana Esistono diverse forme di alimentazione vegetariana. In generale, l’alimentazione vegetariana è caratterizzata da un consumo prevalente di prodotti vegetali e dalla rinuncia a carne e pesce. In riferimento al consumo di alimenti di origine animale, è possibile distinguere fra diversi gruppi di alimentazione vegetariana a seconda che vengano consumati latte e / o uova e prodotti derivati. Gli ovo-latto-vegetariani, ad esempio, consumano anche uova, latte e prodotti derivati, mentre i latto-vegetariani inseriscono nella propria dieta solo latte e latticini e gli ovo-vegetariani solo uova e prodotti derivati. Infine, i vegani evitano tutti gli alimenti di origine animale, compreso il miele. Fra queste forme di alimentazione vegetariana, l’alimentazione ovo-latto-vegetariana può essere considerata uno stile alimentare equilibrato per soggetti adulti in buona salute (44). Come per tutte le altre forme di alimentazione, tuttavia, anche in questo caso vale il principio che il mantenimento di un buono stato di salute presuppone l’assunzione di un’ampia varietà di alimenti vegetali, un’attività fisica adeguata, un consumo di alcol moderato o assente e la rinuncia al fumo. 6.SEB2012 Aspetti fisiologico-nutrizionali Le sostanze nutritive il cui fabbisogno viene parzialmente soddisfatto dai non vegetariani attraverso l’assunzione di carne e pesce, vengono assunte nel caso degli ovo-latto-vegetariani esclusivamente attraverso prodotti vegetali, latte e uova. Tali sostanze sono il selenio, lo zinco, il ferro, gli acidi grassi n-3 e le vitamine D3 e B12, nonché proteine pregiate per il soddisfacimento del fabbisogno di amminoacidi essenziali. Di norma, l’alimentazione ovo-latto-vegetariana garantisce un approvvigionamento sufficiente delle sostanze nutritive sopra menzionate. In fasi particolari della vita caratterizzate da un aumentato fabbisogno di sostanze nutritive, ad es. in caso di malattia, a queste sostanze nutritive deve essere dedicata un’attenzione particolare. In questi casi eccezionali, può essere opportuno integrare la dieta con alimenti arricchiti o supplementi (44). Nei vegani, la rinuncia a qualunque tipo di prodotto di origine animale aumenta i rischi di un apporto insufficiente di diverse sostanze nutritive. I vegani devono prestare particolare attenzione ad assumere quantità sufficienti di vitamina B12, il cui apporto è generalmente assicurato solo dal consumo di prodotti di origine animale. Alle sostanze nutritive critiche per gli ovo-latto-vegetariani in determinate fasi della vita, si aggiunge per i vegani anche il calcio che, in ragione del mancato consumo di latte e latticini, deve essere assunto da altre fonti. L’espe- zione generale di seguire una dieta variata deve essere seguita con particolare attenzione dai vegani. Inoltre, poiché in diverse fasi della vita (gravidanza, allattamento, crescita, terza età) i rischi di carenza nutrizionale possono divenire molto elevati e critici, l’alimentazione vegana è generalmente sconsigliabile per ampie fasce di popolazione. Questa forma di alimentazione può essere tuttavia considerata a pieno titolo uno «stile alimentare di nicchia» che, in caso di applicazione corretta, può portare a buoni risultati sul piano della salute (45;46). rienza mostra che, con uno stile alimentare vegano, è possibile assumere una quantità sufficiente di sostanze nutritive, ad eccezione della vitamina B12; quest’ultima deve essere assunta attraverso alimenti arricchiti o supplementi. Imprescindibile è tuttavia disporre di conoscenze nutrizionali adeguate. La raccomanda- mini di superficie utilizzata, consumo di energia e acqua ed emissione di gas serra (50). In questo senso, un’alimentazione vegetariana può contribuire a uno sviluppo sostenibile. 6.SEB2012 Sviluppo sostenibile L’espressione «sviluppo sostenibile», spesso citata in associazione all’alimentazione vegetariana, e la sua definizione sono stabiliti nell’articolo 73 della Costituzione federale: «La Confederazione e i Cantoni operano a favore di un rapporto durevolmente equilibrato tra la natura, la sua capacità di rinnovamento e la sua utilizzazione da parte dell’uomo» (47). Dal dibattito sulla promozione della salute e sullo sviluppo sostenibile non possono essere esclusi la produzione alimentare e il comportamento alimentare. Un sistema di alimentazione sostenibile è un «sistema in cui vengono prodotti alimenti sicuri e sani, con effetti sociali positivi ed effetti limitati a carico dell’ambiente» (48;49). La produzione di alimenti di origine vegetale produce un impatto ambientale significativamente minore rispetto alla produzione di carne in ter- Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 29 > Raccomandazioni nutrizionali attuali 1.5 R accomandazioni relative alle sostanze nutritive 1.5.1 M acronutrienti e alcol Rapporto ottimale fra i tre macronutrienti Il rapporto in base al quale i tre macronutrienti e le fonti di energia devono essere assunti è stato ed è tutt’ora argomento di dibattito. I valori di riferimento DACH raccomandano una percentuale di carboidrati di almeno il 50 per cento dell’apporto energetico, laddove il restante 50 per cento deve essere costituito da grasso (al massimo il 30 % dell’apporto energetico) e proteine (ca. il 15 % dell’apporto energetico; 3). Nelle sue raccomandazioni sull’apporto di carboidrati, la COFA giunge tuttavia alla conclusione che la percentuale di carboidrati ottimale per la salute non può essere definita con precisione e che il valore obiettivo dei valori di riferimento DACH è troppo elevato (51). I risultati degli ultimi studi scientifici mostrano che anche percentuali di carboidrati inferiori producono effetti positivi sulla salute se, in luogo dei carboidrati, vengono consumati grassi «benefici» per la salute (52). Il capitolo 2.4 illustra in quale misura la popolazione svizzera si attiene alle raccomandazioni sulle sostanze nutritive trattate nel presente capitolo 1. Raccomandazioni sull’apporto di grassi Negli ultimi anni sono state acquisite nuove conoscenze sull’importanza fisiologica e patologica dei grassi e degli oli alimentari; di conseguenza, si è resa necessaria una rielaborazione delle raccomandazioni della COFA del 1992 sul consumo di grassi alimentari (52). Le raccomandazioni per l’apporto di grassi si riferiscono a soggetti adulti sani nell’ambito di un’alimentazione 30 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera variata ed equilibrata, come quella raffigurata nella piramide alimentare svizzera (figura 1.2). Le raccomandazioni fanno riferimento al fabbisogno giornaliero e indicano le percentuali di apporto di singoli gruppi di acidi grassi. Qui di seguito vengono considerate anche le raccomandazioni della Food and Agriculture Organization (FAO) e dell’OMS relative all’apporto di grassi e acidi grassi essenziali (53) nonché le raccomandazioni dell’ISSFAL (54). ■ Acidi grassi saturi (SFA): l’effetto dei SFA sulle lipoproteine del siero e il loro influsso su diverse malattie è attualmente un tema centrale della ricerca. A seconda della lunghezza della catena, i SFA esercitano un effetto diverso sul colesterolo LDL e HDL. Recenti studi mostrano che una riduzione dell’assunzione dei SFA, associata a un incremento dell’assunzione di acidi grassi polinsaturi (PUFA), riduce il rischio di malattie cardio-circolatorie (53). Questa misura può inoltre aumentare la sensibilità all’insulina e ridurre il rischio di diabete. In considerazione di questi dati, si raccomanda di limitare l’apporto dei SFA a un massimo del 10 per cento dell’energia consumata giornalmente, compensando con un incremento dell’assunzione di PUFA (53;55). ■ Acidi grassi trans (TFA): si formano durante i processi di parziale idrogenazione, durante la frittura e la deodorizzazione degli oli. Hanno effetti negativi sui lipidi nel sangue (aumento del colesterolo LDL, diminuzione del colesterolo HDL) e accrescono in tal modo il rischio di malattie aterosclerotiche. Gli effetti neutrali o persino benefici di determinati TFA (ad es. acidi linoleici coniugati) che si formano nello stomaco dei ruminanti, rilevati in alcuni studi, sono controversi fra gli esperti; pertanto, non è possibile esprimere alcuna raccomandazio- 6.SEB2012 ne in tal senso. È ovvio, tuttavia, che i TFA prodotti mediante idrogenazione industriale dovrebbero essere assunti in quantità quanto più ridotte possibile, ossia nei prodotti finiti max. 1 g di TFA ogni 100 g di prodotto, in oli e margarine max. l’un per cento della quota totale di grasso. La quantità da consumare quotidianamente non dovrebbe superare l’un per cento della quota energetica totale. ■ Acidi grassi monoinsaturi (MUFA): questi acidi grassi sono presenti in quantità relativamente elevate nell’olio di oliva e di colza, ma anche in molti altri oli e grassi. A differenza dei SFA, gli acidi grassi monoinsaturi hanno un effetto neutrale nei confronti dei grassi ematici e della sensibilità all’insulina. I MUFA dovrebbero costituire, con un quantitativo del 10–15 per cento del consumo energetico giornaliero, la quota maggiore di tutti i gruppi di acidi grassi (equivale, in una dieta di 2000 kcal o 8400 kJ, a 20–30 g di MUFA al giorno). ■ Acidi grassi polinsaturi (PUFA): sono acidi essenziali e possono essere suddivisi in due sottogruppi: – acidi linoleici e loro derivati (gruppo degli acidi grassi n-6). Fonti: oli vegetali come l’olio di girasole, l’olio di soia, l’olio di cardo, l’olio di germi di frumento; – acidi alfa-linolenici e loro derivati (gruppo degli acidi grassi n-3). Fonti: olio di colza, frutta a guscio e verdure a foglia. ■ Un consumo eccessivo di acidi grassi n-6 rispetto al consumo di acidi grassi n-3 può favorire trombosi e infiammazioni (52). È pertanto consigliabile ridurre il rapporto n-6:n-3 a 5:1. Il rapporto attuale è pari a ca. 10:1 (51). L’apporto di acidi grassi n-6 dovrebbe ammontare al 2,5 per cento circa dell’energia giornaliera oppure a 6 g per 2000 kcal o 8400 kJ. 6.SEB2012 L’apporto di acidi grassi n-3 dovrebbe ammontare allo 0,7 per cento circa dell’energia giornaliera oppure a 1,7 g per 2000 kcal o 8400 kJ. Se, di contro, vengono rispettate le quantità di apporto raccomandate di acidi grassi n-6 e n-3, secondo la FAO / O MS (53) non esiste alcuna evidenza scientifica che giustifichi la raccomandazione di un rapporto specifico fra gli acidi grassi n-6:n-3. ■Acidi grassi n-3 a catena lunga: sono particolarmente abbondanti in determinati pesci (in particolare nelle specie ricche di grassi) e nell’olio di pesce. Devono essere assunti con l’alimentazione in determinate condizioni o in determinate fasi della vita (ad es. lattanti e bambini piccoli). Si raccomanda di mangiare 1–2 porzioni di pesce alla settimana (100 – 240 g alla settimana). Chi non mangia pesce dovrebbe coprire il fabbisogno di questi acidi grassi essenziali con capsule od olio di pesce (500 mg di acidi eicosapentaenoici [EPA] e docosaesaenoici [DHA] al giorno). ■ Colesterolo alimentare: un apporto maggiore di colesterolo alimentare aumenta lievemente e in misura variabile da individuo a individuo il colesterolo LDL. Dal punto di vista scientifico non è possibile raccomandare una limitazione concreta dell’apporto di colesterolo in mg / giorno. Raccomandazioni sull’apporto di carboidrati Le raccomandazioni relative all’apporto di carboidrati tratte dal rapporto della COFA sui carboidrati nell’alimentazione vengono qui di seguito illustrate in forma riassuntiva (51), se non già precedentemente trattate nei precedenti paragrafi del presente capitolo. Il rapporto ottimale dei tre macronutrienti è già stato trattato all’inizio del capitolo 1.5.1. Una percentuale eccessiSesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 31 > Raccomandazioni nutrizionali attuali va di carboidrati riduce la sensibilità all’insulina e la concentrazione di colesterolo HDL e aumenta i lipidi nel sangue (trigliceridi nel siero), le proteine infiammatorie nel siero e la pressione sanguigna. Queste modificazioni sono osservabili in particolare quando vengono consumati alimenti contenenti carboidrati e aventi un effetto glicemico relativamente marcato, ossia alimenti con un elevato indice glicemico (IG). Le esperienze raccolte nell’ambito dell’alimentazione sportiva (capitolo 1.4.2) portano inoltre a concludere che i carboidrati sprigionano il proprio potenziale «malsano» soprattutto se associati a una mancanza di attività fisica. Si stima pertanto che l’apporto ottimale di carboidrati debba collocarsi attorno al 45 –55 per cento dell’energia consumata giornalmente, laddove anche per le proteine e per i grassi vale la raccomandazione «qualità anziché quantità» (capitolo 3.4.2). Nel suo rapporto, la COFA afferma quanto segue (51): ■ in linea generale, valgono le raccomandazioni della SSN per un’alimentazione variata ed equilibrata. Queste comprendono la preferenza delle fonti di carboidrati costituite da prodotti cerealicoli integrali, frutta e verdura nonché legumi e patate. In questo modo viene raggiunto anche l’obiettivo dell’apporto raccomandato di fibre alimentari di almeno 30 g al giorno; ■ al massimo il 10 per cento dell’apporto energetico giornaliero dovrebbe derivare da zuccheri aggiunti (ad es. saccarosio, glucosio, fruttosio) nonché da miele, concentrato di frutta e succo di frutta. Per un soggetto adulto con attività prevalentemente sedentaria e un consumo energetico giornaliero di circa 2000 kcal o 8400 kJ risulta un consumo giornaliero massimo di zucchero pari a ca. 50 g; 32 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera ■ la limitazione del consumo di zucchero implica anche una restrizione dell’apporto di fruttosio, in quanto lo zucchero (saccarosio) è composto per la metà da fruttosio. Quantità elevate di fruttosio (superiori a 1 g per kg di peso corporeo al giorno) hanno effetti negativi sui lipidi nel sangue, la sensibilità all’insulina e la pressione sanguigna. Probabilmente è la quantità di fruttosio in sé ad essere rilevante, indipendentemente dal fatto che venga assunta in forma legata al saccarosio o in forma libera. Nei gruppi a rischio (persone in sovrappeso, con scarsa attività fisica, con predisposizione al diabete o con diabete conclamato, con ipertensione, iperlipidemia), un consumo eccessivo di fruttosio (ad es. attraverso bevande zuccherate) può avere effetti particolarmente negativi sulla salute; ■ l’assunzione moderata di sostanze dolcificanti e surrogati dello zucchero nel quadro di un’alimentazione equilibrata non ha alcun effetto negativo sulla salute. I dolcificanti rappresentano un’alternativa al saccarosio a basso apporto calorico e priva di effetti negativi a carico dei denti. Un consumo eccessivo di determinati surrogati dello zucchero, nella quantità di oltre 20 –30 g al giorno, può tuttavia provocare episodi di diarrea. I soggetti affetti da fenilchetonuria non dovrebbero consumare aspartame. Raccomandazioni sull’apporto di proteine Per gli adulti viene raccomandato un apporto di proteine di 0,8 g per kg di peso corporeo al giorno (3;56). Il valore di 0,8 g corrisponde alla quantità giornaliera necessaria per mantenere l’equilibrio dell’azoto in un soggetto sano con attività fisica moderata, in considerazione delle variazioni individuali e di una ridotta digeribilità 6.SEB2012 in una dieta variata. Il valore massimo tollerabile (UL) è stato fissato in 2 g al giorno, in ragione dell’incertezza relativamente agli effetti sulla salute del consumo di quantità superiori di proteine alimentari. Il 10 –20 per cento del fabbisogno energetico dovrebbe essere soddisfatto con le proteine. Un apporto energetico adeguato derivante da grassi e carboidrati è il presupposto essenziale di questa raccomandazione. Un apporto proteico di 0,8 g per kg di peso corporeo al giorno è raccomandato anche per le persone anziane (57). Durante la gravidanza e l’allattamento, il fabbisogno di proteine è maggiore: durante la gravidanza è pari a 1,1 g per kg di peso corporeo al giorno, mentre durante l’allattamento è pari a 1,3 g per kg di peso corporeo al giorno (capitolo 1.4.1). Raccomandazioni sul consumo di alcol L’alcol contenuto nella birra, nel vino e nei superalcolici ha diversi effetti. Rilevanti dal punto di vista fisiologico-nutrizionale sono l’elevata densità energetica, l’effetto negativo sull’assorbimento di numerose sostanze nutritive essenziali a livello intestinale e la possibile esclusione dalla dieta di sostanze indispensabili per l’organismo in caso di abuso di alcol. Un consumo eccessivo di alcol non determina solo gravi rischi di malattia di tipo acuto, ma anche di lungo periodo (3). Come consumo di alcol a basso rischio si considerano, a seconda del sesso, valori massimi di 10–20 g di alcol al giorno (equivalenti a 1–2 dl di vino; 58). Queste quantità non devono tuttavia essere intese come raccomandazione per il consumo di alcol giornaliero, bensì fungono da valori orientativi per l’apporto massimo. Gli aspetti positivi eventualmente derivanti da un moderato consumo di alcol (ef- 6.SEB2012 fetto cardioprotettivo) vengono superati dai rischi per la salute: questi comprendono ad es. il cancro del tratto digerente superiore e del fegato, nonché cirrosi epatica e malattie cerebrovascolari (21;59; capitoli 3.4.2, 3.5.2 e 3.6.2). Dal consumo di alcol dovrebbero completamente astenersi bambini e adolescenti, donne in gravidanza e in allattamento, persone che assumono farmaci di qualunque tipo, persone alle quali, per ragioni mediche, è stato sconsigliato di consumare alcol, persone che soffrono di problemi psichici o affette da malattie, persone alla guida e persone sottopeso o in forte sovrappeso (58). 1.5.2 S ale Le due componenti del sale, il sodio e il cloruro, sono entrambe importanti dal punto di vista fisiologico; di conseguenza, risulta necessario garantire un apporto minimo, variabile a seconda del gruppo di popolazione specifico, derivante dal consumo di alimenti e bevande. Nei valori di riferimento DACH viene considerata sufficiente un’assunzione minima di 550 mg di sodio o ca. 1,5 g di sale al giorno per gli adolescenti e gli adulti (3). Tuttavia, l’attuale consumo di sale in Svizzera risulta, come in altri Paesi europei, di varie volte superiore a questo valore (capitolo 2.4.6); è dunque ovvio che, in un’analisi dei rischi, un ruolo di primo piano sia rivestito dai rischi per la salute correlati a questo approvvigionamento eccessivo. In diversi studi dell’OMS è stata effettuata una simile analisi dei rischi relativamente al ruolo del sale nelle principali malattie correlate all’alimentazione: in questi studi, l’attuale elevato consumo di sale viene identificato con convincente chiarezza come fattore di rischio per le malattie cardiocircolatoSesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 33 > Raccomandazioni nutrizionali attuali rie (capitolo 3.4.2) e, sulla base dei dati disponibili, viene consigliato di ridurre il consumo medio di sale a livello di popolazione a 5 g pro capite al giorno (60). Anche il rapporto della COFA «Salzkonsum und Bluthochdruck» (sale e ipertensione arteriosa) giunge alla conclusione che «un elevato consumo di sale può avere effetti negativi sulla salute, soprattutto a causa di un aumento della pressione sanguigna, e in particolare nei gruppi di popolazione a rischio, come anziani, persone in sovrappeso, ipertoniche e sensibili al sale» (61). In seguito, l’UFSP ha elaborato – in considerazione delle misure internazionali – una Strategia sale 2008–2012 per la riduzione del consumo di sale (62;63), il cui obiettivo a lungo termine è ridurre il consumo medio di sale dagli attuali 8–10 g al giorno nella popolazione svizzera (64; capitolo 2.4.6) a meno di 5 g al giorno (capitolo 4.6.1.1). Poiché il 70 – 80 per cento dell’assunzione di sale avviene attraverso alimenti trasformati quali pane, formaggi, prodotti a base di carne, minestre e pasti già pronti, quest’obiettivo dovrà essere raggiunto in primo luogo attraverso una riduzione del contenuto di sale in questi alimenti. Dai calcoli sui menù basati sulle raccomandazioni nutrizionali nazionali è risultato che, osservando queste raccomandazioni, il consumo di sale può essere limitato a meno di 5 g al giorno (24;62). 1.5.3 Vitamina D Il contenuto di vitamina D della maggior parte degli alimenti è scarso. L’approvvigionamento di vitamina D viene soddisfatto prevalentemente dalla sintesi endogena a livello epidermico. In determinati gruppi di popolazione sussiste il ri34 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera schio di approvvigionamento insufficiente di vitamina D (capitolo 3.10.3). Attraverso l’assunzione di supplementi di vitamina D è possibile migliorare una condizione di carenza di vitamina D. Per i lattanti e i bambini piccoli esiste già una raccomandazione a questo riguardo (capitolo 1.3.1). Livelli sierici di 25-idrossivitamina D inferiori a 50 nmol/l vengono identificati come carenza nutrizionale (65). Un incremento giornaliero dell’apporto di vitamina D di ca. 20 μg ovvero 800 UI in adulti a partire dai 60 anni, corrispondente a un valore doppio rispetto alle raccomandazioni DACH ( 3), viene considerato ragionevole sulla base di studi interventistici e può essere ottenuto solo con l’aiuto di supplementi. 1.6 S icurezza degli alimenti e nutrizione Percezione dei rischi nella scienza e nell’opinione pubblica Già nel Secondo Rapporto sull’alimentazione in Svizzera (RAS) è stato affermato che un’alimentazione non equilibrata comporta, da un punto di vista scientifico, rischi per la salute maggiori rispetto ai rischi chimici o microbiologici correlati agli alimenti, sebbene nell’opinione pubblica questa correlazione venga percepita diversamente (66). Nonostante nel 5° RAS queste differenze siano state persino quantificate, finora questo approccio non è stato ancora adottato in misura sufficiente nella legislazione sulle derrate alimentari (67). È tuttavia in programma un ampliamento dell’articolo relativo allo scopo della Legge sulle derrate alimentari al fine di consentire al consumatore di scegliere in modo informato (4;68). 6.SEB2012 I contaminanti ambientali sono sostanze che, in genere, vengono disperse accidentalmente nell’ambiente oppure, dopo il loro utilizzo intenzionale, rimangono nell’ambiente per un periodo inauspicabilmente lungo e, in ragione delle loro proprietà fisico-chimiche, si concentrano nella catena alimentare. Esempi sono costituiti dalle diossine policlorurate e dai furani nel latte materno, dai metalli pesanti nei pesci di mare e dal nitrato nell’insalata e nella verdura. La presenza di queste sostanze negli alimenti può determinare un conflitto nella formulazione delle raccomandazioni nutrizionali, soprattutto nel caso in cui sia necessario soppesare i vantaggi e i rischi derivanti dalle sostanze auspicabili risp. dalle sostanze indesiderate. Gli additivi, di contro, fanno parte delle sostanze maggiormente analizzate dal punto di vista tossicologico. Di conseguenza, dal punto di vista scientifico il rischio correlato all’utilizzo di queste sostanze nei termini di legge viene considerato ridotto. Rischi derivanti dalla presenza di residui nel latte materno versus vantaggi dell’allattamento I rischi derivanti dalla presenza di diossina, bifenili policlorurati (PCB) e pesticidi organoclorurati nel latte materno sono stati analizzati nel 5° RAS (69). Sulla base delle informazioni raccolte, l’UFSP, in accordo con l’OMS e la SSP, continua a raccomandare l’allattamento dei lattanti. I numerosi aspetti positivi del latte umano come primo alimento (fra i quali una migliore difesa immunitaria, la promozione dello sviluppo psicomotorio e l’incentivazione del rapporto di intimità fra madre e figlio) superano gli svantaggi rappresentanti dalla presenza di residui (capitolo 1.3.1). 6.SEB2012 Rischi derivanti dalla presenza di residui di mercurio nel pesce di mare versus raccomandazioni per il consumo di pesce I grandi pesci predatori come lo squalo, il marlin / aguglia, il pesce spada, ma anche il tonno fresco e il luccio estero possono presentare concentrazioni di metilmercurio che, in caso di consumo frequente, possono provocare un superamento della quantità di apporto settimanale temporaneamente tollerabile di 1,6 μg per kg di peso corporeo. Per questo, per soddisfare il fabbisogno di PUFA a catena lunga, alle donne in gravidanza e in allattamento viene consigliato di consumare 1–2 porzioni alla settimana di pesce possibilmente ricco di grassi e povero di metilmercurio, evitando di consumare le prime specie ittiche sopra menzionate. Il consumo di tonno fresco o luccio estero dovrebbe essere limitato a una porzione (130 g) alla settimana. Il tonno in scatola può essere consumato in una quantità massima di 4 porzioni da 130 g l’una a settimana, in quanto viene prodotto utilizzando un’altra specie ittica e / o pesci di taglia più piccola che contengono concentrazioni di mercurio più basse rispetto al tonno fresco (39). Rischi derivanti dalla presenza di nitrato nelle insalate e nelle verdure versus raccomandazioni per il consumo di verdure Uno studio di carattere generale condotto in Svizzera ha mostrato che il 70 per cento circa del nitrato assunto con l’alimentazione deriva dall’insalata e dalla verdura (70). Da un punto di vista tossicologico, un’elevata assunzione di nitrato è inauspicabile in ragione della formazione in vivo di nitrosamine cancerogene. Un’analisi dei rischi indica tuttavia anche in questo caso che le 3 porzioni di verdura giornaliere raccomandate nel capitolo 1.3 esercitano comunque Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 35 > Raccomandazioni nutrizionali attuali un’azione complessivamente benefica e preventiva. È stato stimato che un consumo insufficiente di frutta e verdura potrebbe essere responsabile del 31 per cento delle malattie cardiocoronariche e del 20 per cento risp. delle neoplasie allo stomaco e all’esofago (71; capitoli 3.4 e 3.5). Alcune evidenze sperimentali indicano che l’effetto preventivo del consumo di verdura sulle malattie cardiovascolari è riconducibile, oltre che ad altri fattori, addirittura direttamente ai nitrati (101). menti giuridici di una misura di questo tipo non sono sufficienti (75). Inoltre, negli ultimi anni stanno aumentando i timori tossicologici relativi a questa misura. Pertanto non è possibile escludere che un superamento del livello UL di 1 mg di folati pro capite al giorno aumenti il rischio di cancro (76; capitoli 3.5.2 e 3.10.2). Rischi derivanti dal superamento del livello UL in caso di utilizzo di supplementi vitaminici e functional food Due studi mostrano che l’alimentazione in Svizzera viene integrata relativamente spesso con supplementi o functional food (72;73). Secondo lo studio CoLaus, il 25,7 per cento dei partecipanti assume questi prodotti (72). Un approvvigionamento eccessivo o un superamento del livello UL può rappresentare, nel caso di alcune sostanze nutritive, un rischio per la salute. In ognuna delle aree linguistiche della Svizzera, alla popolazione giungono dai media dei Paesi confinanti in cui si parla la medesima lingua informazioni relative all’alimentazione e campagne di promozione per la tutela della salute. Allo stesso modo i nutrizionisti e i professionisti che operano in campo sanitario nella Svizzera romanda, tedesca o italiana, godono di una via d’accesso preferenziale, data dalla vicinanza e dalla lingua, alle informazioni di riferimento provenienti da Francia, Germania e Italia. I consigli alimentari sono basati su punti fermi il cui valore scientifico è assodato sul piano internazionale, ma i Paesi confinanti hanno comunque un ruolo molto influente. Ecco perché i seguenti paragoni tra i consigli nutrizionali, e alimentari in genere, si concentrano in maniera specifica proprio sulla Francia, la Germania e l’Italia. Rischi derivanti dal superamento del livello UL di folati versus profilassi dei difetti del tubo neurale Nel 2002, un gruppo di esperti della COFA ha raccomandato di arricchire le farine di cereali in Svizzera con 3 mg di folati e 10 μg di vitamina B12 per kg di farina (74). Questa misura potrebbe consentire di migliorare di 275 μg l’approvvigionamento di folati pro capite giornaliero della popolazione, fino ad ora insufficiente. Con un investimento complessivo di CHF 120 000 all’anno, inoltre, questa misura potrebbe consentire di evitare in Svizzera dai 30 ai 40 casi di malformazioni del tubo neurale nei bambini o di aborti (40;74). Una perizia giuridica commissionata dall’UFSP ha tuttavia concluso che i fonda36 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera 1.7 C onsigli nutrizionali in altri Paesi 6.SEB2012 1.7.1 A pporti nutrizionali raccomandati Il gruppo scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA, European Food Safe ty Authority) ha definito, per i prodotti dietetici, la nutrizione e le allergie, dei valori di riferimento per l’apporto di glucidi (77), fibre alimentari (77), grassi (78) e acqua (79), che sono stati pubblicati nel 2010. Le raccomandazioni della scienza in materia di proteine, apporto energetico, vitamine e minerali, sono ancora in fase di elaborazione o non erano ancora disponibili al momento della redazione del presente testo. Dato che questi valori di riferimento sono recenti o addirittura ancora in fase di definizione, per il momento ogni Paese ha i propri valori di riferimento in materia di apporti nutrizionali raccomandati (tabella 1.1). Tabella 1.1: Pubblicazioni di riferimento per raccomandazioni nutrizionali relative alle sostanze nutritive Svizzera Valori di riferimento DACH, 2008 (3) Raccomandazioni emanate dalla Commissione federale per l’alimentazione, 2006–2011 (51;52;56) Germania Valori di riferimento DACH, 2008 (3) Francia Apporto di sostanze nutritive raccomandato per la popolazione francese, 2001 (80) Aggiornamento dell’AFSSA (Agence française de sécurité sanitaire des aliments) sui grassi, 2010 (81) Italia 6.SEB2012 Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la popolazione italiana, 1996 (82) 1.7.2 R accomandazioni nutrizionali Nella Global Strategy on Diet, Physical Activity and Health (strategia globale su dieta, attività fisica e salute) varata dall’OMS nel mese di maggio 2004 (83; capitolo 4.4.1) così come nella corrispondente risoluzione della stessa OMS (AMS 57.17; 84; capitolo 4.4.1) recepita anche dalla Svizzera e applicata nel Programma nazion ale nutrizione e attività fisica (Nationales Programm Ernährung und Bewegung NPEB; 85; capitolo 4.6.1.1), è stato stabilito che le raccomandazioni trasmesse alla popolazione in materia di nutrizione debbono contenere almeno i seguenti cinque punti: ■rispetto del bilancio energetico e mantenimento di un peso corporeo sano; ■ridotto consumo complessivo di grassi con preferenza di grassi con tenori elevati di MUFA / PUFA (acidi grassi mono e polinsaturi) a dispetto di quelli con alto apporto di SFA (acidi grassi saturi) e riduzione o eliminazione di TFA (acidi grassi trans); ■incremento del consumo di frutta, verdura, prodotti integrali e frutta a guscio; ■ consumo limitato di zucchero semplice; ■ consumo limitato di sale. Queste ultime sono definite nel «Secondo piano d’azione europeo in materia di alimentazione e nutrizione dell’OMS» tramite le seguenti raccomandazioni (86; capitolo 4.4.2): ■ apporto energetico giornaliero di SFA < 10 %; ■ apporto energetico giornaliero di TFA < 1 %; ■apporto energetico giornaliero da zucchero semplice < 10 %; ■ consumo giornaliero di almeno 400 g di frutta e ortaggi; ■ consumo giornaliero di sale < 5 g. Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 37 > Raccomandazioni nutrizionali attuali Tabella 1.2: Raccomandazioni alimentari in Svizzera, Germania, Francia e Italia: messaggi per la popolazione (verde) e raccomandazioni quantitative (nero) Svizzera Organismo di riferimento in materia di rac comandazioni alimentari Società Svizzera di Nutrizione (SSN; 87), organizzazione non governativa Titolo Piramide alimentare svizzera Germania Francia Deutsche Gesellschaft für Ernährung (DGE; 89), organizzazione non governativa Programme National Nutrition Santé (PNNS; 91), organizzazione governativa Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN; 102), organizzazione governativa 10 Regeln der DGE Les 9 repères nutritionnels journaliers Linee guida per una sana alimentazione italiana Commissione federale per l’alimentazione (88;92) (10 regole DGE) (I 9 capisaldi in materia di nutrizione giornaliera) Bevande Frutta & verdura Farinacei Italia Bere ogni giorno acqua in abbondanza Ogni giorno 1–2 litri di bevande non dolcificate; privilegiare l’acqua Liquidi in abbondanza Al giorno: 1–2 l Al giorno: almeno 1,5 l Ogni giorno 5 porzioni di diversi colori Assumere «5 al giorno» Almeno 5 al giorno Più cereali, legumi, frutta & verdura Al giorno: 3 × 120 g di verdura + 2 × 120 g di frutta Al giorno: 400 g di verdura o più + 250 g di frutta o più Al giorno: almeno 5 × 80–100 g Ogni giorno 3 porzioni. Fra i cereali privilegiare i prodotti integrali Prodotti cereali & patate in abbondanza A ogni pasto secondo l’appetito Al giorno: 3–4 × 150 g di frutta + 2 × 50 g d’insalata o 250 g di verdura cotta Al giorno: 3 × 75–125 g di pane / pasta (per es. per pizza) o 60–100 g di legumi (peso prodotto secco) o 180–300 g di patate o 45–75 g di pasta / riso / ecc. (peso prodotto secco) Al giorno: 200–250 g di pasta / patate lesse o 150–180 g di riso cotto + 200–300 g di pane (o 150–250 g di pane + 50–60 g di fiocchi di cereali) 38 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera Acqua a volontà Al giorno: 1,5–2 l Al giorno: 3–6 × 50 g di pane + 1–2 × 20 g di biscotti + 1–2 × 80 g di pasta / riso Alla settimana: 1–2 × 200 g di patate 6.SEB2012 Svizzera Latticini Carne, pesce, uova, tofu & altri alimenti ricchi di proteine Oli, grassi & frutta a guscio Francia Giornalmente latte & latticini 3 al giorno Al giorno: 3 × 2 dl latte o 150–200 g yogurt / formaggio fresco o 30 g di formaggio semiduro / duro o 60 g di formaggio a pasta molle Al giorno: 200–250 g di latte / yogurt + 50–60 g di formaggio Al giorno: 3 × 125 g di yogurt o 100–120 g di formaggio fresco o 30 g di formaggio o 1 bicchiere di latte Ogni giorno 1 porzione di carne / pesce / uova / tofu ecc. Una o due volte alla settimana pesce; carne, insaccati & uova con moderazione 1–2 × al giorno Alla settimana: 300–600 g di carne + 80–150 g di pesce magro + 70 g di pesce grasso + 3 uova Al giorno: 1–2 × 100 g di carne / pesce* o 2 uova Pochi grassi & pochi alimenti ricchi di grasso Limitare il consumo Al giorno: 1 × 100–120 g di carne / pesce / tofu / quorn / seitan (peso prodotto crudo) o 2–3 uova o 30 g di formaggio semiduro / duro o 60 g di formaggio a pasta molle o 150–200 g di formaggio fresco / cottage cheese Ogni giorno olio & frutta oleaginosa in piccole quantità. Burro / margarina con moderazione Al giorno: 20–30 g di olio vegetale + 20–30 g di frutta a guscio + 10 g di burro / margarina Dolci, snack salati & alcolici Germania Ogni giorno 3 porzioni di latticini In piccole quantità * consumare pesce almeno 2 volte a settimana Al giorno: 15–30 g di burro / margarina + 10–15 g di olio Zucchero & sale con moderazione Italia Al giorno: 3 × 125 g di latte / yogurt Alla settimana: 2–3 × 50 g di formaggio o 100 g di formaggio fresco Al giorno: 1–2 × 50–70 g di carne o 1 uovo o 100 g di pesce o 30 g di legumi secchi o 80–120 g di legumi freschi Grassi: scegliere prodotti di qualità & limitarne la quantità Al giorno: 3–4 × 10 g Prodotti edulcorati: limitare il consumo Zuccheri, dolci & bevande zuccherate: nei giusti limiti Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata Altri messaggi & raccoman dazioni Salare moderatamente. Preferire il sale iodato & fluorato Preparare alimenti gustosi in modo che preservino le loro proprietà Ogni giorno almeno 30 minuti di movimento & sufficiente rilassamento Consumare il cibo senza fretta Fare attenzione al peso & mantenersi in movimento Variare le pietanze 6.SEB2012 Sale: limitare il consumo Attività fisica: praticare ogni giorno almeno un’attività corrispondente a mezz’ora di cammino a ritmo sostenuto Il sale? Meglio poco Variare spesso le pietanze Fare attenzione al peso & mantenersi in movimento Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 39 > Raccomandazioni nutrizionali attuali Gli obiettivi perseguiti dall’OMS sono stati per la maggior parte recepiti nelle raccomandazioni diffuse nei diversi Paesi europei. Un paragone effettuato tra i messaggi trasmessi alla popolazione e le raccomandazioni diffuse in materia di quantità in Svizzera e nei Paesi limitrofi, ha consentito di rilevare che l’incoraggiamento all’attività fisica è un principio comune a tutti i Paesi (tabella 1.2). La raccomandazione di vegliare sull’equilibrio del bilancio energetico è uno dei messaggi trasmessi alla popolazione in Italia e Germania. Le raccomandazioni in materia alimentare sono nella maggior parte dei casi convergenti. In ogni Paese si invita infatti la popolazione a bere acqua in abbondanza e la si incoraggia a consu- mare farinacei con particolare preferenza per alimenti integrali. Quanto ai prodotti di origine animale (latticini, carne, pesce, uova), ogni Paese propone raccomandazioni aventi per oggetto un consumo in quantità sufficienti di latticini, un ricorso limitato alla carne e al pesce, da una a due volte la settimana. Ovunque si consiglia inoltre di limitare il consumo di grassi e di ricorrere solo in maniera moderata a sale e zuccheri. L’incoraggiamento al consumo di frutta e ortaggi è anch’esso sistematicamente oggetto di raccomandazione, tuttavia è proprio in questa categoria di alimenti che le quantità variano di più da un Paese all’altro. In Francia si raccomandano almeno 5 porzioni di frutta / ortaggi, senza distinzione, da 80 a 100 g ciascuna, per un tota- DGE-Ernährungskreis® © Deutsche Gesellschaft für Ernährung e. V., Bonn Dreidimensionale Lebensmittelpyramide © Deutsche Gesellschaft für Ernährung e. V., Bonn Figura 1.3: Ruota dell’alimentazione e piramide alimentare tridimensionale della DGE (89) 40 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera 6.SEB2012 ≤ 2 porzioni dolci ≤ 2 porzioni carne 1–2 porzioni pollame 1–2 porzioni frutta a Erbe, spezie, aglio, cipolle (per ridurre il sale aggiunto) guscio, semi, olive io og um ns co ali cip rin 2–4 porzioni uova ≥ 2 porzioni legumi 2–3 porzioni latte e derivati (preferibilmente a ridotto contenuto di grasso) ≥ 2 porzioni verdura variare i colori st ip bere vino con moderazione nel rispetto delle tradizioni sociali e religiose ≥ 2 porzioni pesce, crostacei, molluschi 1–2 porzioni frutta 3–4 porzioni olio d’oliva 1–2 porzioni pane, pasta, riso, couscous e altri cereali, preferibilmente integrali bere acqua pa attitivà fisica mantenere porzioni moderate (possono variare su base nazionale) ≤ 1 porzione salumi rn ali er o co ns um os et tim an ale Popolazione adulta (18– 65 anni) convivialità stagionalità prodotti locali Figura 1.4: La nuova piramide alimentare della dieta mediterranea (90) le di almeno 400 –500 g che corrispondono, per il valore inferiore della forbice, al minimo proposto dall’OMS. In Svizzera e in Germania si consiglia invece di consumare 3 porzioni di ortaggi e 2 di frutta per un totale di rispettivamente 600 g (Svizzera) e oltre 650 g (Germania). In Italia si parla di porzioni medie e si invita a un consumo quotidiano di 3–4 porzioni di frutta e 6.SEB2012 2 porzioni di ortaggi o verdura cruda per un totale di 750–900 g. La suddivisione degli alimenti in gruppi è effettuata in maniera identica nei quattro Paesi con la sola eccezione dei legumi che rientrano in Italia nella categoria degli alimenti proteici e di quelli invece farinacei negli altri tre Paesi. Quanto alle raccomandazioni in termini quantiSesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 41 > Raccomandazioni nutrizionali attuali 250-33811-A INPES-AFF-60X40-ESC_250-06338-A nutrition pnns 60x40 31/05/11 14:09 Page1 5 ER, BIEN MANGER, BOUG É. PROTÈGE VOTRE SANT Eau à volonté par jour au moins A chaque au moins repas par jour ! selon l'appétit Bouger 30 minutes SA RD À L' IN HU IL E ES Gras Féculents par jour Salé RCS Nanterre B 552 041 204 Sucré Produits laitiers limiter la consommation ES DIN S A ÀRL ' H U I L E Viandes, œufs et poissons 250-33811-A - 1 2 ou fois par jour 3 Fruits & légumes Pour plus d’informations www.mangerbouger.fr Pour plus d’informations www.mangerbouger.fr Figura 1.5: Il manifesto della campagna Scala, in cui sono specificati i 9 principi dell’alimentazione, elaborati per la popolazione adulta dal PNNS (Piano nazionale francese nutrizione e salute; 91) tativi, i calcoli si basano su un apporto energetico quotidiano di 1800 –2500 kcal in Svizzera, 1600–2400 kcal in Germania e 1700–2600 kcal in Italia. Soprattutto per quanto attiene agli alimenti di origine animale e ai farinacei, questi valori sono espressi con alimenti, frequenze e porzioni molto diverse, in funzione delle abitudini alimentari dei vari Paesi. Ma sotto l’aspetto nutritivo sono, nel complesso, raccomandazioni relativamente comparabili. In Francia solo i prodotti di origine animale e gli ortaggi sono oggetto di dettagliate raccomandazioni quantitative. Le raccomandazioni alimentari impartite in Svizzera e nei Paesi confinanti mirano palese42 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera mente al conseguimento di obiettivi molto simili. Gli aspetti in cui esse risultano invece divergenti si traducono essenzialmente in diverse modalità di espressione mirate a meglio adattarsi alle abitudini alimentari delle rispettive popolazioni. Mentre in Svizzera un’alimentazione equilibrata e basata sui gruppi di alimenti è rappresentata graficamente sotto forma di una piramide alimentare (figura 1.2), in Germania tale proporzionalità è raffigurata con la forma di una ruota. Inoltre una piramide in 3D (figura 1.3) illustra le raccomandazioni di consumo all’interno di ciascun gruppo. Quanto all’Italia, alla fine del 2009 è stata proposta una nuova piramide alimentare 6.SEB2012 della dieta mediterranea moderna elaborata al termine di un congresso internazionale organizzato dal Centro Interuniversitario Internazionale per lo Studio sulle Culture Alimentari Mediterranee (CIISCAM) e dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN; figura 1.4; 90). In Francia il concetto di alimentazione equilibrata non è oggetto di una rappresentazione grafica, ma i 9 capisaldi che illustrano il corretto consumo degli alimenti sono comunque riprodotti graficamente con l’immagine di una scala (91; figura 1.5). 1.8 C onclusioni e prospettive Uno dei fondamenti delle raccomandazioni nutrizionali basate sulle sostanze nutritive è costituito dai valori di riferimento DACH pubblicati per la prima volta nel 2000 (3). Da allora, in Svizzera è stata, soprattutto, la COFA ad occuparsi della revisione della letteratura scientifica relativa alle sostanze nutritive che, per diverse ragioni, rivestono un’importanza critica e a pubblicare raccomandazioni aggiornate (capitolo 1.5). Soprattutto per le raccomandazioni relative all’apporto di grassi è stato necessario tenere conto delle nuove conoscenze acquisite. A livello europeo è l’EFSA ad occuparsi dell’armonizzazione delle raccomandazioni nutrizionali basate sulle sostanze nutritive (77–79). Non vi sono dubbi, tuttavia, sul fatto che la loro trasposizione in raccomandazioni nutrizionali basate sulle derrate alimentari debba tenere conto anche delle abitudini alimentari specifiche del singolo Paese e dell’incidenza di malattie correlate all’alimentazione in un determinato gruppo di popolazione e, pertanto, debba avvenire preferibilmente a livello nazionale (6). Di conseguenza, 6.SEB2012 le raccomandazioni nutrizionali e i messaggi alla popolazione risultano diversi da Paese a Paese, nonostante le affinità (tabella 1.2). Negli ultimi decenni, nei Paesi industrializzati le malattie non trasmissibili (ad es. il sovrappeso e le sue conseguenze) stanno assumendo un’importanza crescente come causa di decesso rispetto alle malattie trasmissibili (malattie infettive). In passato, inoltre, le carenze nutrizionali erano un problema più frequente rispetto alla sovralimentazione. Questo ha reso sempre più impellente la necessità di una politica nutrizionale che tenga in considerazione quest’evoluzione; tali problematiche costituiscono anche la base di diversi programmi dell’OMS (86;93;94). Il fondamento di una politica nutrizionale è un’analisi accurata delle abitudini alimentari della popolazione e dell’evoluzione delle malattie correlate all’alimentazione. Partendo da questa base è possibile formulare obiettivi e misure per raggiungere un’evoluzione auspicabile. In Svizzera questi principi, sviluppati per la prima volta a livello internazionale nel quadro della Conferenza Internazionale sulla Nutrizione dell’OMS / FAO tenutasi nel dicembre 1992 a Roma (95), sono stati trasposti da un gruppo di lavoro della COFA nel «Piano d’azione alimentazione e salute: una strategia nutrizionale svizzera» dell’agosto 2001 (96;97). Le raccomandazioni nutrizionali allora elaborate costituiscono, insieme a un’analisi delle malattie correlate all’alimentazione in Svizzera contenuta nel 4° RAS (98;99), la base per la determinazione di otto obiettivi per il periodo 2001–2010 (96;97). Le raccomandazioni nutrizionali rappresentano pertanto un elemento aggiuntivo essenziale per delineare uno sviluppo auspicabile in questo campo. Nel periodo menzionato (2001–2010), le raccomandazioni nutrizionali e, quindi, anche gli Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera | 43 > Raccomandazioni nutrizionali attuali obiettivi di sviluppo auspicabile hanno subito modificazioni. Grazie a una più stretta correlazione fra le raccomandazioni nutrizionali e le raccomandazioni di attività fisica (24;42), il raggiungimento dell’obiettivo «promovimento di un peso corporeo sano» (96) è stato portato nell’ambito del possibile. Il Programma nazionale alimentazione e attività fisica (PNAAF) elaborato su incarico del Consiglio federale nel 2008 ha posto questo obiettivo ancora più in primo piano (85, capitolo 4.6.1.1). Gli effetti delle raccomandazioni nutrizionali sul comportamento alimentare sono ancora troppo poco noti, perlomeno in Svizzera. Sondaggi condotti con modalità diverse per rilevare le conoscenze nutrizionali della popolazione svizzera mostrano discrepanze rispetto ai dati sulla consumazione approssimativa. Ad esempio, il consumo di frutta e verdura in Svizzera non è in linea con le raccomandazioni (capitolo 2.6.5). Nella futura Legge federale sulla prevenzione e la promozione della salute (Legge sulla prevenzione), è previsto un articolo sulla valutazione dell’impatto sulla salute (100; capitolo 4.7.1). Di grande importanza a questo riguardo è anche il fatto che le raccomandazioni nutrizionali non sono solo una base della politica della sanità, ma fungono da fondamento anche in altri ambiti della politica come l’agricoltura, l’istruzione, le finanze, il commercio e l’economia, il sociale, la protezione dei consumatori, il lavoro, lo sport e la cultura. Solo in questo modo è possibile rendere accessibile a tutta la popolazione il potenziale preventivo di un’alimentazione equilibrata. 44 | Sesto Rapporto sull’alimentazione in Svizzera Bibliografia 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Bürgi H. Jodversorgung der Schweizerischen Bevölkerung. In: Keller U, Lüthy J, Amadò R et al., eds. Vierter Schweizerischer Ernährungsbericht. Bern: Bundesamt für Gesundheit, 1998:64-73. Fleisch A. Ernährungsprobleme in Mangelzeiten: Die schweizerische Kriegsernährung 1939–1946. Basel: Benno Schwabe & Co, 1947. 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