Il fenomeno di Overreaction nel mercato azionario italiano: un’analisi empirica. Federico Bonini. Matricola: 1336593. Corso di Laurea in Economia e Scienza Sociali. Docente Tutor: Francesco Corielli 1 Indice Abstract 3 Introduzione al fenomeno di overreaction 3 Struttura del lavoro 8 Fondamenti teorici per l’analisi empirica del fenomeno di overreaction 9 Analisi empirica. 1. CAR - Cumulative Average Return 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 Procedura del Test La scelta dei dati Discussione sui dati e procedure Risultati empirici Risultati nel mercato americano 2. Buy And Hold Return 2.1 2.2 2.3 2.4 2.5 2.6 Letteratura Risultati nel mercato americano Procedura del Test Scelta dei dati Discussione sui dati e procedure Risultati empirici 3. Risk-adjusted Return 10 12 14 15 17 18 18 21 22 23 24 26 29 29 30 31 32 33 Conclusioni 36 Bibliografia 37 Appendice Statistica 37 3.1 3.2 3.3 3.4 3.5 10 Letteratura Procedura del test Scelta dei dati Risultati empirici Risultati empirici della letteratura 2 Abstract Il presente lavoro ha un duplice obiettivo: il primo è di documentare l’esistenza, nel mercato italiano, di un’anomalia dei rendimenti dei titoli azionari, conosciuta nella letteratura come fenomeno di market overreaction, tramite un’analisi empirica; il secondo è quello di verificare la reale natura di tale anomalia attraverso una review della letteratura e un’analisi empirica: capire se tale fenomeno sia espressione di errori nella definizione dei prezzi dei titoli (stock mispricing) oppure al contrario se sia causato da variazioni di rischio implicito di alcuni titoli che provocano, secondo il modello CAPM, performance diversi. Introduzione al fenomeno di overreaction La ricerca in psicologia sperimentale [Grether(1980)] suggerisce che gran parte delle persone tenda ad assumere comportamenti di overreaction a eventi inaspettati e drammatici. Il termine overreaction implica un paragone con un tipo di reazione che è considerata adeguata e razionale, per la quale ci si riferisce alla regola di Bayes sulla corretta reazione dell’individuo alle nuove informazioni , nella successiva formulazione. Si suppone che esistano due possibili ipotesi riguardo gli stati del mondo 𝐻! e 𝐻! e Pr 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑎 𝑒 Pr( 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑎) le probabilità iniziali che l’individuo assegna ai due stati. Successivamente, l’individuo osserva informazioni D riguardanti le due ipotesi e, sulla base di quanto osservato, aggiorna le proprie probabilità che, secondo la regola di Bayes, diventano (espresse nella forma di rapporto): Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜|𝐷) Pr (𝐷|𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜) Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜) = × Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜|𝐷) Pr (𝐷|𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜) Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜) 3 Sperimentalmente [Grether (1980)] è stato notato che gli individui, quando rispondono a nuovi dati per aggiornare le loro credenze, tendono a dare maggiore peso (di quanto prescritto dalla regola di Bayes) alle nuove informazioni (rappresentato analiticamente dal likelihood ratio) e a sottovalutare le probabilità’ iniziali (prior odds), fenomeno conosciuto in letteratura con il nome di “Base-Rate Neglect”. In particolare, l’esperimento di Grether risulta particolarmente interessante perché fornisce una prova concreta, seppur sperimentale, dei fenomeni trattai nel presente lavoro. Inoltre, chiarisce, a livello pratico, i limiti razionali decisionali dell’individuo, che da questo esperimento appare ben lontano dall’essere un decisore che segue la regola Bayesiana e quindi un decisore razionale. L’esperimento, basato su 3 sessioni con 341 individui in totale, ha lo scopo di testare sia il fenomeno di Base-Rate Neglect, sia quello di “Representativeness Heuristics”, inteso come processo cognitivo, secondo cui le persone basano le loro inferenze sul grado di somiglianza fra le caratteristiche del campione e le caratteristiche della popolazione da cui il campione è stato estratto. In particolare, quest’ultimo processo era stato per la prima volta ipotizzato da Kahneman e Tversky nel 1973, ma non era mai stato testato con un esperimento “economico”, ovvero con incentivi monetari, trasparenza delle procedure e condizioni di pieno controllo del test. Il fenomeno è basato su 2 scatole (A, B), nascoste dietro a uno schermo. A, contiene 4 palle contrassegnate da una “N” e 2 palle da “G”. B, invece, contiene 3 palle con la lettera “N” e 3 con la lettera “G”. Le probabilità ! ! ! iniziali sulla scatola A cambiano durante la sessione: ! , ! , !. La scatola X contiene palle numerate da 1 a 6, usate per generare le probabilità inziali (prior odds) sulle scatole A e B da scegliere. 4 Se un numero da 1 a k (k=2,3,4) è estratto dalla scatola X, allora la scatola A viene selezionata. Per generare ciascuna delle tre probabilità iniziali, k ha assunto dunque i seguenti valori durante il test: 2,3 o 4. Dopo aver selezionato la scatola A o B, secondo i risultati provenienti dalla scatola X, non disponibili al pubblico, si eseguono 6 estrazioni con reimmisione (without replacement) dalla scatola scelta. La procedura genera un set di probabilità’ finali (posterior odds) oscillanti da 0.042 a 0.918. Ai soggetti è chiesto di scommettere su quale scatola sia stata selezionata per l’estrazione delle 6 palle. Come incentivo, l’individuo è pagato 15$ se la risposta è corretta, 5$ se sbagliata e 7$ per partecipare al test. Quindi, i soggetti esaminati, prima dell’estrazione, hanno come unica informazione che la probabilità che dalla scatola A siano estratte le palle è quella iniziale (prior odds) generata dalla scelta di k. Poi, osservando la distribuzione delle 6 palle estratte, ai soggetti è chiesto di supporre da quale scatola sia provenuta l’estrazione. Tale inferenza è possibile tramite l’applicazione della regola di Bayes, che permette così al soggetto di scommettere con una certa sicurezza sulla scatola corretta. L’esperimento testa 2 ipotesi: 1) Base-Rate Neglect: le probabilità iniziali hanno troppo poco peso sulle probabilità finali dei soggetti. 2) “Perfetta” Representativeness: quando la frazione di palle “N” nel campione estratto di 6 palle, combacia con la frazione di palle “N” in una delle due nella popolazione, allora la probabilità’ finale sara’ troppo alta. Quando la distribuzione del campione (le 6 palle estratte) combacia con quella di una delle due popolazioni, tale somiglianza è sufficiente a indurre l’individuo a inferire che il campione provenga dalla popolazione, che ha la stessa distribuzione del campione, trascurando così la regola di Bayes. In particolare, nel caso considerato: 5 • Gli individui crederanno, con una probabilità’ troppo elevata, che l’estrazione sia stata fatta dalla scatola A quando 4 palle con la lettera “N ” e 2 con la lettera “G” sono state estratte. • Gli individui crederanno, con una probabilità’ troppo elevata, invece che l’estrazione sia stata fatta dalla scatola B quando 3 palle con “N” e 3 palle con “G” sono state estratte. L’autore utilizza la formulazione riportata sopra della regola di Bayes per testare il seguente modello empirico: Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜|𝐷) Pr 𝐷 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜 ! Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜) ! = 𝑒 ! ×( ) ! ×( ) ! ×𝑒 !! !! ×𝑒 !! !! ×𝑒 ! Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜|𝐷) Pr 𝐷 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜 Pr (𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜) dove 𝐷! è una dummy che indica l’osservazione di esattamente 3 palle con la lettera N e 𝐷! è una dummy che indica l’osservazione di 4 palle contrassegnate dalla lettera N. L’autore quindi, stima con il metodo Logit la seguente regressione: 𝑙𝑛𝑌 = 𝛼 + 𝛽! ln Pr 𝐷 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜 Pr 𝐷 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜 + 𝛽! ln 𝑃𝑟 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑃𝑟 𝐻! 𝑣𝑒𝑟𝑜 + 𝛽! 𝐷! + 𝛽! 𝐷! + 𝜀 Le previsioni sul modello sono: • Secondo il modello di Bayes: 𝛼 = 0, 𝛽! = 𝛽! > 0, 𝛽! = 𝛽! = 0 • Representativeness Heuristic o Base-Rate Neglect: 𝛽! > 𝛽! ≥ 0 o “Perfetta” Representativeness bias: 𝛽! < 0, 𝛽! > 0 Infatti, secondo il modello di Bayes, le probabilità finali devono essere la risultante, con pesi uguali, delle probabilità iniziali e delle probabilità aggiornate in base alle informazioni osservate (in questo caso l’estrazione di 6 palle). Al contrario, il fenomeno di Base-Rate Neglect afferma che nella formulazione delle probabilità’ finali, minor peso viene dato alle probabilità’ inziali e quindi le ultime informazioni osservate assumono un 6 ruolo maggiore di quello che dovrebbero avere. Inoltre la Representativeness Bias asserisce che il grado di somiglianza fra campione e popolazione possa influire sulla formulazione delle probabilità finali, quindi i coefficienti delle due dummy, secondo questa interpretazione dovrebbero essere diversi da zero. I risultati della regressione mostrano chiaramente che i dati supportano l’ipotesi di Representativeness heuristic, infatti i coefficienti stimati sono coerenti con quelli attesi secondo l’ipotesi di Base-Rate Neglect e Representantiveness Bias. Quindi, l’esperimento effettivamente dimostra che i fenomeni di Base-Rate Neglect e Representativeness bias esistono e hanno una rilevanza importante per le decisioni degli individui. Entrambi i fenomeni, Base-Rate Neglect e Representativeness Heuristic, implicano che gli individui tendano ad avere comportamenti di “overreaction” (ovvero, avere reazioni esagerate) a notizie nuove e particolarmente intense, in quanto essi daranno loro maggiore importanza nell’aggiornare le proprie probabilità di quanto razionalmente sarebbe corretto fare (secondo appunto la regola di Bayes). Gli autori De Bondt e Thaler (1985), indagano se si possa riscontrare tale comportamento anche nel rendimento dei titoli azionari. L’ipotesi di market overreaction implica che i prezzi dei titoli azionari possano avere delle fluttuazioni temporanee dai propri valori fondamentali a causa di ondate di pessimismo e ottimismo eccessivo, non giustificabile razionalmente. Ipotizzando che il mercato tenda effettivamente a subire comportamenti di overreaction da parte degli investitori, si dovrebbero trovare titoli azionari che, dopo aver avuto un rendimento persistentemente negativo, registrino in seguito un rendimento positivo in termini relativi (e viceversa). Infatti, il rendimento eccessivamente negativo di un titolo, secondo questa ipotesi, sarebbe stato il frutto in passato di una non corretta valutazione di notizie negative da parte del mercato, che hanno spinto il titolo a un rendimento più negativo di quanto 7 avrebbe dovuto avere. A seguito di nuove informazioni, le valutazioni iniziali a tali notizie negative vengono aggiornate e corrette. Il titolo quindi nel periodo successivo dovrebbe avere un rendimento positivo in termini relativi, in quanto il rendimento del periodo precedente era stato più negativo di quanto sarebbe dovuto essere razionalmente proprio per la tendenza del mercato a subire/avere comportamenti di overreaction. Infine, il premio Nobel Robert C. Merton (1985) in una review sul dibattito relativo l’efficienza del mercato afferma che il lavoro di De Bondt e Thaler “è particolarmente degno di nota in quanto rappresenta il primo tentativo di applicare teorie provenienti da un test formale sulle percezioni cognitive al mercato azionario”. Struttura del lavoro La struttura del lavoro è la seguente: - nella parte 1 il metodo di calcolo utilizzato è il CAR (Cumulative Average Return), - nella parte 2 il metodo impiegato è Buy and Hold Return, - nella parte 3 si analizza se l’anomalia riscontrata con le due precedenti metodologie di calcolo sia da imputare ad un’inefficienza del mercato (per l’appunto, il fenomeno di overreaction) oppure ad una risposta razionale del mercato che richiede un rendimento più alto per determinati titoli considerata la loro rischiosità, - nella parte 4, si riportano le conclusioni si risultati trovati. 8 Fondamenti teorici per l’analisi empirica del fenomeno di overreaction Lo studio sul fenomeno di market overreaction solitamente si basa sulla formazione di due portafogli, Winner e Loser, al tempo t=0 che contengano rispettivamente i titoli che hanno registrato i rendimenti più alti e più bassi in un periodo precedente a t (t<0). Si studia poi il rendimento dei due portafogli nel periodo successivo a t (t>0). L’idea principale è quella di osservare con quale estensione sistematici ritorni dopo il periodo di formazione del portafoglio (t>0) siano correlati con sistematici ritorni residuali nel periodo prima della formazione del portafoglio (t<0). Per la formazione dei portafogli ci si concentra unicamente su titoli che hanno registrato o considerevoli capital gains o rilevanti perdite in un periodo precedente di 3 e 5 anni, quindi i portafogli Loser (L) e Winner (W) sono formati unicamente sulla base del rendimento passato dei titoli, invece che su variabili di bilancio quali profitto e fatturato. Seguendo l’analisi formale di De Bondt e Thaler (1985), il precedente argomento si puo’ formalizzare nel seguente modo. La condizione di efficienza del mercato è: ! 𝐸 𝑅!,! − 𝐸! 𝑅!,! 𝐹!!! 𝐹!!! = 𝐸 𝑢!,! 𝐹!!! = 0 dove 𝐹!!! rappresenta l’information set generale disponibile al tempo t-1 𝑅!,! è il rendimento del titolo j al tempo t ! 𝐸! 𝑅!,! 𝐹!!! è il rendimento atteso di 𝑅!,! valutato dal mercato sulla base ! information set (𝐹!!! ) disponibile al mercato al tempo t-1. L’ipotesi di mercati efficienti implica 𝐸 𝑢!,! 𝐹!!! = 𝐸 𝑢!,! 𝐹!!! = 0 9 l’ipotesi di market overreaction implica che 𝑢!,! 𝐹!!! < 0, 𝑢!,! 𝐹!!! > 0, dove 𝑢!,! = 𝑅!,! − 𝑅!,! , 𝑅!,! rappresenta il rendimento del titolo j al tempo t, 𝑅!,! descrive il rendimento del mercato al tempo t, da cui 𝑢!,! risulta essere il rendimento residuale del titolo j, o equivalentemente rendimento market-adjusted del titolo j. Per esaminare il fenomeno di market overreaction, l’analisi empirica del presente lavoro si basa su due metodologie di calcolo: Cumulative Average Return (CAR) a Buy and Hold Return di seguito riportati. Analisi empirica 1. Cumulative average return (CAR) 1.1 Procedura del test 1. Per ogni azione 𝑗 partendo da Gennaio 1973, viene stimato il rendimento residuale (Excess Return) ( 𝑢!,! = 𝑅!,! − 𝑅!,! ) dei successivi 72 mesi (mesi:1…72), (t=-35….36) . Tale procedimento è ripetuto 11 volte per periodi di 3 anni: Gennaio 1973, Gennaio 1976, Gennaio 1979, Gennaio 1982, Gennaio 1985, Gennaio 1988, Gennaio 1991, Gennaio 1994, Gennaio 1997, Gennaio 2000, Gennaio 2003. 2. Per ogni azione 𝑗, a partire da gennaio 1976 (mese 36, t=0, “data di formazione del portafoglio”), viene calcolato il rendimento cumulato residuale (𝐶𝑈! = !!! !!!!" 𝑢!,! ) dei precedenti 36 mesi (Gennaio 1973 – Dicembre 1975),(mesi:1…35). Tale periodo è chiamato “periodo di formazione del portafoglio”, poiché indica il periodo osservazione dei 10 rendimenti dei titoli al fine di formare i portafogli Winner (W) e Loser (L). Tale procedimento è ripetuto 11 volte: Gennaio 1976…Gennaio 2006. 3. Per ogni “data di formazione del portafoglio” (Gennaio 1976…Gennaio 2006), i 𝐶𝑈! sono ordinati dal più alto al più basso e si formano i portafogli: i 20 titoli con il rendimento cumulato residuale più alto sono inseriti nel portafoglio Winner e i 20 con il rendimento più basso nel portafoglio Loser. In totale sono formati 11 portafogli Winner e 11 portafogli Loser, ciascuno per ogni “data di formazione del portafoglio” Gennaio 1976,…., Gennaio 2006. 4. Per ciascuno dei portafogli, in ciascun delle 11 volte dei tre anni non sovrapposti, vengono calcolati i rendimenti cumulati residuali dei successivi 36 mesi (t=1…36),(mesi: 36…72) per ciascun titolo nel portafoglio, partendo da Gennaio 1976. Tale periodo è chiamato “periodo di test del portafoglio”, poiché è il periodo di osservazione dei rendimenti dei portafogli al fine di testare l’ipotesi di overreaction del mercato. 5. Per ciascun portafoglio, in ciascuna delle 11 volte dei tre anni non sovrapposti, viene calcolato il rendimento mensile del portafoglio come media non pesata dei rendimenti cumulati dei 20 titoli: ottenendo così il 𝐶𝐴𝑅!,!,! 𝐶𝐴𝑅!,!,! Cumulative Average Return, di ciascun portafoglio (W, L), per ciascuno degli 11 periodi considerati (𝑛 = 1,2 … 11 , per ciascun mese del periodo di test del portafoglio 𝑡 = (1,2 … 36). Quindi si ottengono 11 CAR per ciascuno dei due portafogli e ciascun CAR contenente la media con pesi uguali dei rendimenti cumulati dei tioli costituenti il portafoglio. Qualora il rendimento di qualche titolo venisse a mancare durante il periodo di test del portafoglio, tale titolo viene tolto dal portafoglio definitivamente. Quindi ogni volta che un titolo scompare, il calcolo del rendimento del portafoglio ( la media dei rendimenti) viene bilanciato in modo da mantenere i rendimenti dei due portafogli confrontabili fra loro. 6. Usando il CAR di tutti gli 11 periodi si calcola la media, fra gli 11 periodi di tre anni considerati, per ogni mese ottenendo 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! 𝑡 = (1,2,3, … .36), (Average CAR). L’ipotesi di overreaction implica 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! < 0, 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! > 0, 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! − 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! > 0 per ogni mese. Per stimare se in ogni 11 mese ci sia una differenza significativa si deve prima stimare la varianza della popolazione, per poi poter costruire t-statistiche di ogni mese per la misura della significatività. La stima della varianza è pari a: 𝑆! = ! !!!(𝐶𝐴𝑅!,!,! − 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! )! + ! !!! 𝐶𝐴𝑅!,!,! − 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! ! 2 𝑁−1 . Con due campioni di ugual ampiezza pari a N, la varianza della differenza delle medie campionarie è uguale a 2𝑆!! /𝑁 e la t-statistica è quindi 𝑇! = 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! − 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! / 2𝑆!! /𝑁 T-statistiche sono trovate per ciascuno dei 36 mesi del periodo di tesi del portafoglio. 1.2 La scelta dei dati. I dati sul rendimento del mercato provengono dall’indice Comit Performance R, calcolato dal 1969 dall’istituto Intesa Sanpaolo. A differenza di Comit Global che è un indice ”puro” di prezzo, il Comit Performance permette di misurare la redditività del mercato azionario nel tempo in quanto incorpora i dividendi ordinari via via distribuiti. L’indice è costruito con base di calcolo 1972=100. Per i titoli già quotati al 31.12.72 si è assunta come base la media aritmetica dei prezzi di compenso 1972, eventualmente rettificati, ponendola uguale a 100. Per i titoli quotati successivamente il valore base è costituito dal prezzo ufficiale “cum” rispetto alla data dell’inserimento. L’indice del titolo i-esimo del listino al tempo t è dato da: 𝐼! = 𝑃!,! ∗ 100 𝑃!,! con 𝑃!,! prezzo del titolo i al tempo t e 𝑃!,! prezzo del titolo i al tempo 0, prezzo base del titolo i. 12 Gli indici Comit del mercato saranno quindi pari alla media ponderata degli indici di tutti i titoli e cioè: ! 𝐼! = 𝑖!,! 𝑎! !!! dove 𝑎! rappresenta il “peso” di ciascun titolo sull’indice. Come criterio di ponderazione è stato scelto il rapporto fra la capitalizzazione del singolo titolo (prezzo*numero di azioni in circolazione) e la capitalizzazione complessiva del mercato. Infine, 𝑖! rappresenta l’indice al tempo t. Riscrivendo le due formule precedenti, l’indice assume la forma: 𝐼! = ! !!! 𝑃!,! 𝑞!,! ! !!! 𝑃!,! 𝑞!,! dove 𝑞!.! rappresenta la capitalliazione al tempo t e 𝑞!,! quella al tempo 0. L’indice Comit è inoltre puntualmente rettificato per operazioni sul capitale. Ad esempio per un aumento di capitale il denominatore della formula precedente viene rettificato con il maggior numero di azioni e il prezzo viene modificato di conseguenza. Da quando l’indice è telematico, l’indice Comit Performance R è calcolato con prezzi di riferimento, ovvero pari alla media ponderata dell’ultimo 10% delle quantità negoziate. I titoli utilizzati per l’analisi sono la constituent list di tale indice, debitamente rettificate per dividendi e operazioni di capitale così da permettere una serie storica continua e regolare (priva di “salti”). L’indice è composto da un minimo di 50 azioni nel Gennaio 1973 ad un massimo di 273 nel Agosto 2001,seguendo così l’evoluzione di dimensioni del mercato. I dati sono ottenuti da Datastream, l’indice utilizzato è Comit Performance R Total Return e i titoli sono la consituent list di tale indice. 13 1.3 Discussione sui dati e procedure utilizzate. La procedura del test seguita è identica a quella del lavoro di De Bondt e Thaler (1985). La scelta di 36 mesi come orizzonte temporale per testare l’ipotesi di market overraction è stata scelta per il trade-off fra ragioni statistiche ed economiche: avere abbastanza osservazioni per condurre un’analisi significativa e avere un orizzonte temporale ragionevolmente lungo per osservare la corretta definizione dei prezzi ad opera del mercato, senza essere influenzati da dinamiche di brevissimo periodo (giornaliere e settimanali). Inoltre la scelta di tale orizzonte temporale segue l’indicazione di Benjamin Graham, famoso finanziere americano della prima metà del ‘900, secondo cui il tempo necessario perché’ un titolo sottovalutato subisca la corretta valutazione, è all’incirca di 2 anni. Ad ogni modo si è anche calcolato il rendimento dei due portafogli scegliendo un orizzonte temporale più lungo: 60 mesi per il periodo di formazione del portafoglio e per il periodo di test. La scelta di inserire 20 titoli in ciascun portafoglio è motivata dalla volontà di avvicinarsi al numero usato nel lavoro di De Bondt e Thaler (1985) pari a 35, ma corretto per tenere conto delle dimensioni modeste del mercato italiano. Inoltre fenomeni di delisting, merger e acquisition che influiscono sul numero di titoli nel portafoglio sono limitati. Su undici periodi (trienni) considerati come periodi di test, il numero di titoli il cui rendimento non è completo in tutti e 36 i mesi (a causa appunto di delisting, merger, acquisition) è pari a 12 titoli (il 5.4% del totale dei tioli trattati) per il portafoglio Winner e pari a 11 per il portafoglio Loser (5% del totale dei titoli). Si è scelto per l’analisi CAR di utilizzare un indice invece di utilizzare una media di tutti i titoli utilizzati con pesi di egual misura come gran parte della letteratura. La motivazione risiede in parte nella finalita’ del presente lavoro che è anche quello di dimostrare la profittabilità di una contrarian investment strategy (la strategia di investimento che sfrutta il fenomeno 14 di overreaction). La scelta quindi di un indice di mercato diventa misura indispensabile, in quanto esso costituisce un benchmark di riferimento per misurare la performance della strategia. In particolare per la metodologia market adjusted, l’uso di un indice rende in maniera più precisa l’extra profitto di questa strategia. 1.4 Risultati empirici. I risultati ottenuti sul mercato italiano sostengono l’ipotesi di market overreaction, come dimostrato nelle tabelle riassuntive riportate nell’appendice statistica. Il portafoglio Loser ha avuto un rendimento migliore del mercato in media dell11,8% dopo 36 mesi e del 21,64% dopo 72 mesi. Al contrario il portafoglio dei Winner ha avuto un rendimento inferiore al mercato del 17,7% dopo 36 mesi e del 18,6% dopo 72 mesi. La differenza nel rendimento cumulato residuale dei 2 portafogli 𝐴𝐶𝐴𝑅!",! − 𝐴𝐶𝐴𝑅!,! è uguale al 29,5% dopo 36 mesi con una T-statistica del 2,86 e del 40,25% dopo 72 mesi con una T-statistica del 3,02. I risultati hanno inoltre 3 importanti aspetti. 1) dal grafico non appare evidente alcun fenomeno di stagionalità nei risultati che invece era stato osservato nel lavoro di De Bondt e Thaler. 2) come anticipato da Benjamin Graham la differenza di rendimento fra i due portafogli diventa significativa dopo circa un anno e mezzo: 2.5 Tstatistica al mese 18. Rendimento medio dei portafogli Winner e Loser durante il periodo di test di 36 mesi. 15 0,2 0,15 0,1 0,05 Winner 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 31 33 35 Loser -‐0,05 -‐0,1 -‐0,15 -‐0,2 3) si osserva che allungando il periodo di formazione e di test del portafoglio da 36 mesi a 72 mesi i risultati diventano ancora più estremi, come gia’ verificato nel lavoro di De Bondt e Thaler (1985). Infatti, il rendimento del portafoglio Loser dopo 36 mesi diventa del 22,38% superiore al rendimento del mercato, mentre il rendimento del portafoglio Winner ha un rendimento del 23.95% inferiore a quello del mercato. Dopo 72 mesi il rendimento dei due portafogli è rispettivamente del 23.67% e di -41,17%. La differenza fra i due portafogli è del 46,34% dopo 36 mesi con una t-statistica del 2.84 e del 64,83% dopo 72 mesi con una T-statistica del 2.49. Rendimento medio dei portafogli Winner e Loser durante il periodo di test di 72 mesi. 16 0,3 0,2 0,1 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 31 33 35 37 39 41 43 45 47 49 51 53 55 57 59 -‐0,1 Winner Loser -‐0,2 -‐0,3 -‐0,4 -‐0,5 1.5 Risultati nel mercato americano. I risultati trovati nel laoro di De Bondt e Thaler (1985) nel mercato americano sono a sostegno dell’ipotesi di overreaction del mercato. Nei dati analizzati il portafoglio delle 35 azioni “Loser” ha fatto meglio del mercato in media 19.6% nei 36 mesi dopo la formazione del portafoglio. Il portafoglio “Winner” ha guadagnato in media il 5% in meno del mercato, la differenza di rendimento fra i due portafogli è quindi del 24.6% (tstatistica: 2.20). I dati americani presentano 2 peculiari caratteristiche non presenti nel caso italiano. Innanzitutto, l’effetto di overreaction risulta essere asimmetrico: il portafoglio Loser ha un rendimento residuale molto più alto (in valore assoluto) del portafoglio Winner: (ovvero il portafoglio Loser guadagna rispetto al mercato in valore assoluto più di quanto il portafoglio dei Winner perda). Inoltre, la maggior parte dell’effetto si verifica nel mese di Gennaio, sollevando dubbi sull’effettiva natura di tale fenomeno. Infatti, buona 17 parte della letteratura successiva al lavoro di De Bondt e Thaler (1985) s’interroga se il fenomeno di overreaction non sia altro che un’espressione del fenomeno Gennaio, già ampiamente trattato in letteratura. Nel presente lavoro, non si è affrontato il filone di letteratura sul legame fra effetto Gennaio e fenomeno di overreaction, perchè nei dati l’aspetto della stagionalità non è presente. I risultati empirici provenienti dal mercato americano dunque sono coerenti con l’ipotesi di overreaction, ma restano alcuni elementi non interamente spiegabili, fra cui il sorprendente rendimento che le azioni Losers ottengono nel mese di gennaio, anche dopo 5 anni dalla formazione del portafoglio. 2. Buy and Hold Return 2.1 Letteratura. Conrad e Kaul (1993) dimostrano che l’anomalia dei rendimenti trovata da De Bondt e Thaler (1985) non è causata da un fenomeno di overreaction del mercato, ma è solo la manifestazione di un errore di conteggio dei rendimenti presente nella metodologia di calcolo di De Bondt e Thaler (1985). Gli autori ipotizzano che qualsiasi noise (nonsynchronous trading, and/or price discreteness, effetto bid-ask, poca liquidita’ di un titolo) nel prezzo dei titoli conduca a una distorsione positiva (bias verso l’alto) nel calcolo del rendimento di un singolo periodo. Di conseguenza, cumulando i ritorni di singoli periodi, la strategia cumula anche l’errore positivo, amplificando la distorsione sul calcolo dei rendimenti. Conrad e Kaul (1993) elaborano un semplice modello che giustifichi la loro ipotesi. Si è deciso di riportarlo per chiarire, in maniera pratica, come un noise presente nei prezzi possa effettivamente inquinare i risultati. Inoltre 18 si ritiene che tale ragionamento nel mercato italiano, date le sue dimensioni ridotte rispetto a quello americano, sia particolarmente significativo e calzante. Infatti, nel mercato italiano fino al 1991 il mercato funzionava ad asta discontinua (mercato gridato) e quindi esisteva un prezzo unico (price discreteness). Dal 1991 in poi, con il graduale passaggio in asta continua, il mercato italiano ha continuato a soffrire di scarsa liquidita’ (alto bid/ask spread, volumi concentrati solo su alcuni titoli di maggiore dimensione, forte volatilita’ infraday dei volumi). Nel modello si suppone che lo spread bid-ask sia l’unica fonte di errore di misurazione fra prezzo osservato e prezzo reale. Quindi, l’effetto bid-ask puo’ essere modellato come: ! 𝑃!,! = [1 + 𝜗!,! ]𝑃!,! ! dove 𝑃!,! =𝑃!,! + 𝜀!,! e 𝐸 𝜗!,! = 0 e 𝜗!,! è distribuita in modo indipendente nel tempo ed è indipendente da 𝑃!,! per ogni k. Quindi il ritorno “reale” del titolo i nel tempo t è definito, senza assumere alcun dividendo, come: 𝑅!,! = 𝑃!,! −1 𝑃!,!!! Invece il ritorno “misurato” risulta essere: ! 𝑅!,! = ! 𝑃!,! 1 + 𝜗!,! 𝑃!,! −1= −1 ! 𝑃!,!!! 1 + 𝜗!,!!! 𝑃!,!!! Usando le due ultime equazioni si può quindi riscrivere l’equazione del rendimento osservato come: ! 𝑅!,! = 1 + 𝜗!,! 1 + 𝜗!,!!! 1 + 𝑅!,! − 1 19 Quindi il valore atteso del rendimento osservato diventa: ! 𝐸 𝑅!,! =𝐸 1 + 𝜗!,! 1 + 𝜗!,!!! 1 + 𝐸(𝑅!,!) − 1 per la disuguaglianza di Jensen, si ha che 𝐸 !!!!,! !!!!,!!! > 1 e quindi il bias nel singolo periodo è verso l’alto e puo’ essere approssimato (usando una serie di Taylor) con ! 𝐸 𝑅!,! ≅ 𝐸(𝑅!,!) + 𝜎 ! (𝜗!,!!! ) dove 𝜎 ! indica la varianza. Dall’ultima equazione si evince, secondo gli autori, che esiste un errore positivo (un bias verso l’alto, in quanto la varianza è sempre positiva) in ogni misurazione del singolo periodo, che rende il rendimento mensile osservato maggiore di quello reale. Inoltre la metodologia CAR di calcolo che prevede di sommare algebricamente i rendimenti di breve periodo (rendimenti mensili), cumulerà oltre al vero ritorno di breve periodo anche l’errore (il bias verso l’alto) di ogni singolo periodo ed, essendo l’errore positivo, i rendimenti osservati saranno sempre maggiori dei rendimenti reali. Da tale modello si evince quindi che i prezzi osservati potrebbero risultare particolarmente distorti a causa della presenza di un errore sempre presente nell’osservazione dei rendimenti, ma che a causa metodologia di calcolo CAR, che ne amplifica le dimensioni, della potrebbe diventare la spiegazione all’anomalia dei rendimenti riscontrata da De Bondt e Thaler (1985). Gli autori allora propongono come metodologia di calcolo il Buy and Hold Return per attenuare tale bias, in quanto non essendo il rendimento il risultato della cumulazione di rendimenti mensili, l’errore di calcolo non viene ripetuto ed assume quindi dimensioni trascurabili. 20 2.2 Risultati nel mercato americano. Conrad e Kaul (1993) seguono un metodo di calcolo basato sulla valutazione del rendimento del portafoglio, ottenuto come media dell’holding period return dei titoli nel portafoglio. Il risultati trovati mostrano che il rendimento del portafoglio Loser è in media più basso per ogni periodo rispetto al caso di rendimento cumulato. Inoltre, a causa della diminuzione del rendimento del portafoglio Loser e dell’aumento del rendimento del portafoglio Winner anche il rendimento del portafoglio d’arbitraggio (la cui strategia è long sul portafoglio Loser e short su quello Winner e che costituisce una buona proxy del differenziale di rendimento fra i i due portafogli) diminuisce da un rendimento del 37,5% (dato ottenuto con il metodo cumulato CAR) a un 27,1%. Nonostante ciò, il rendimento dei tre portafogli (Winner, Loser, d’arbitraggio) restano in linea con il fenomeno di overreaction. Gli autori inoltre osservano come la maggior parte del rendimento del portafoglio d’arbitraggio sia ottenuto nel mese di gennaio (risultato già noto nella letteratura) e perciò aggiungono anche un analisi con il metodo Buy and Hold del rendimento del portafoglio nei mesi non comprendenti gennaio. I risultati dell’analisi empirica mostrano che il rendimento medio Buy and Hold del portafoglio di arbitraggio diminuisce dal 12,2% al -1,7% nei mesi non comprendenti Gennaio. Quest’ultimo dato mostra, secondo gli autori, che l’unica causa per il rendimento positivo del portafoglio d’arbitraggio (che rappresenta il differenziale di rendimento dei due portafogli) nei mesi non comprendenti Gennaio sia l’errore di calcolo (bias verso l’alto). Le conclusioni degli autori sull’anomalia dei rendimenti riscontrata da De Bondt e Thaler (1985) mostrano come il fenomeno di overreaction sia soltanto una combinazione di errore della metodologia usata (bias in computed returns) e risultato del fenomeno di gennaio (fenomeno già ampiamente documentato in letteratura). 21 Nel presente lavoro si è adottata una metodologia simile a quella di Conrad e Kaul (1993), basata sullo stesso principio di minimizzare la distorsione fra prezzi osservati e prezzi reali. Inoltre una seconda finalità che ci si propone con questa metodologia è dimostrare in maniera realistica la profittabilità’ di un strategia di investimento che sfrutta il fenomeno overreaction. A differenza del metodo CAR, il calcolo del rendimento Buy and Hold assolve correttamente tale finalità, poiché minimizza i costi di transazione, perché non presuppone come la compravendita mensile di titoli, come il CAR, ma semplicemente l’acquisto del titolo una volta sola, come da definizione. 2.3 Procedura del test. 1. Per ogni azione 𝑗 partendo da Gennaio 1983, viene stimato il rendimento mensile Buy and Hold dei successivi 72 mesi, (mesi:1…72), (t=-35….36). Il rendimento Buy and Hold è ottenuto come prodotto dei rendimenti mensili di ciascun titolo. Per ogni triennio che non si sovrappone, partendo da Gennaio 1983, tale procedimento è ripetuto 8 volte: Gennaio 1983, Gennaio 1986, Gennaio 1989, Gennaio 1992, gennaio 1995, Gennaio 1998, gennaio 2001, Gennaio 2004, Gennaio 2007. 2. Per ogni azione 𝑗, a partire da gennaio 1966 (mese 36, t=0, “data di formazione del portafoglio”), viene calcolato il rendimento Buy and Hold dei precedenti 36 mesi (Gennaio 1983 – Dicembre 1985),(mesi:1…35). Tale periodo è chiamato “periodo di formazione del portafoglio”, poiché’ indica il periodo osservazione dei rendimenti dei titoli al fine di formare i portafogli Winner (W) e Loser (L). Tale procedimento è ripetuto 8 volte: Gennaio 1986…Gennaio 2010. 3. Per ogni “data di formazione del portafoglio” (Gennaio 1986…Gennaio 2010), i rendimenti sono ordinati dal più alto al più basso e si formano i portafogli: il 20% dei titoli con il rendimento più alto sono inseriti nel 22 portafoglio Winner e il 20% con il rendimento più basso nel portafoglio Loser. In totale sono formati 8 portafogli Winner e 8 portafogli Loser, ciascuno per ogni “data di formazione del portafoglio” Gennaio 1986,…., Gennaio 2010. 4. Si studia il rendimento dei due portafogli nei 36 mesi successivi alla formazione del portafoglio. Tale periodo è chiamato periodo di test del portafoglio, analogamente al caso CAR. Si ripete tale procedura per 8 volte: gennaio 1989, …. Gennaio 2009. SI ottiene così il rendimento dei due portafogli ordinati per i 36 mesi del periodo di test per ciascuno degli 8 trienni considerati. 5. Si calcola il rendimento Market Adjusted (Excess Return) sottraendo al rendimento dei due portafogli di ciascun degli 8 trienni il rendimento del mercato. 6. Si calcola poi la media mensile dei rendimenti dei due portafogli negli 8 trienni considerati, ottenendo cosi; il rendimento residuale mensile medio dei due portafogli. 2.4 Scelta dei dati. I dati utilizzati per questa metodologia di calcolo provengono dall’indice Comit Performance R. L’arco temporale considerato è però più breve rispetto al caso CAR: Gennaio 1983–Luglio 2011. Inoltre in questo caso si è proceduto anche al calcolo dell’indice di mercato come media con eguali pesi di tutti i titoli costituenti, l’indice di mercato. Al riguardo si evidenzia che un titolo per essere inserito nel portafoglio deve possedere tutte le 36 osservazioni mensili precedenti la data di formazione del portafoglio. Al contrario, il rendimento del mercato è stato calcolato su base mensile e ribilanciato mensilmente (ovvero ogni volta un azione è scomparsa o comparsa sull’indice, per delisting, merger, nuova quotazione, il rendimento di mercato dal mese successivo rispettivamente 23 non comprendeva o comprendeva tale titolo) così da comprendere qualsiasi titolo venga quotato, anche se non disponibile al momento della formazione del portafoglio. Quindi è risultato che tale rendimento mensile di mercato abbia compreso molti più titoli di quelli disponibili al momento della formazione del portafoglio. Infine, anche il rendimento di mercato, come media non ponderata dei titoli, è stato calcolato con il metodo Buy and Hold. Gran parte della letteratura nella scelta dei titoli da inserire nel portafoglio impone anche che tali titoli siano quotati da almeno 5 anni [De Bondt e Thaler (1985)], o in altri casi [Ball e Kothari (1989)] che i titoli candidati per essere scelti nel portafoglio Loser e Winner siano quotati anche nei 5 anni successivi al periodo di formazione del portafoglio. Nel presente lavoro si sono evitati tali accorgimenti per 2 motivi principalmente. Il primo è che avendo come fine quello di dimostrare la profittabilità di una strategia di investimento e l’esistenza di un’anomalia dei rendimenti, eventuali considerazioni sulla scelta di ciascun titolo in base alla sua solidità patrimoniale, variabili di bilancio o problematiche legate alla quotazioni di nuovi titoli non sono state prese in considerazione, in quanto non inficiano nè la dimostrazione dell’esistenza dell’anomalia, nè la sua profittabilità’. In secondo luogo, parte della letteratura [Dissanaike (1997)] ha sottolineato come tali accorgimenti nella scelta dei titoli da inserire provochi un Survivorship Bias. Infatti, in questo modo si considerano solo le imprese più solide e resistenti nel tempo, tagliando dall’analisi una buona parte d’imprese o comunque una parte della storia di alcune imprese. 2.5 Discussione sui dati e procedure. Come indice di mercato questa volta è stato utilizzato, oltre al rendimento dell’indice, anche il rendimento di tutte le azioni pesato con uguale misura per ciascun titolo. Tale scelta segue quella attuata dalla maggior parte 24 della letteratura, ma soprattutto è particolarmente utili in questa metodologia perché è facilmente misurabile il ruolo del rendimento del mercato nel valutare il fenomeno di overreaction. Infatti a seconda che si consideri come rendimento del mercato il ritorno sull’indice o quella ottenuto dalla media non pesata di tutti i tioli nell’indice si può capire meglio se il differenziale di rendimento rispetto al mercato sia causato da portafoglio Winner o Loser. L’arco temporale utilizzato per la presente analisi (1983-2011) è chiaramente più corto rispetto alla metodologia CAR (1973-2011) e inoltre le date di formazione del portafoglio risultano diverse. Tale scelta (periodi di formazione di test diversi e un arco temporale più corto), seppur non permetta un’analisi fra i due tipi di calcolo di rendimento, (peraltro già ampiamente affrontata in letteratura) vuole ribadire, per l’appunto, la profittabilità di un investimento che prevede l’acquisto dei titoli con la performance peggiore degli ultimi 3 anni e la vendita di quelli con il rendimento più alto a prescindere dal periodo preso in esame e dal momento in cui si decide di metterlo in atto. Per la formazione del portafoglio si è scelto il quintile dei titoli presenti con il rendimento nel periodo di formazione del portafoglio più alto per il portafoglio Winner e più basso per il portafoglio Loser. La scelta di utilizzare tale criterio risponde ancora alla finalità del presente lavoro che è quella di dimostrare l’esistenza dell’anomalia. Si è ritenuto che utilizzare un metodo diverso di scelta dei titoli rispetto al caso CAR potesse costituire un’ulteriore prova indipendente della sua presenza. 25 2.6 Risultati empirici. Si sono riportate le tabelle riassuntive con i risultati dei 2 portafogli nei trienni presi in esame nell’appendice statistica. Dalle due tabelle si osserva che il portafoglio Winner ha avuto un rendimento totale di 36 mesi maggiore del mercato 4 sulle 8 volte complete considerate (la nona, come si vede dalla tabella non è completa) ma il suo rendimento medio triennale è stato inferiore al mercato di circa il 9%. Il portafoglio Loser, al contrario ha avuto un rendimento maggior o uguale rispetto al mercato 5 volte, di cui una il rendimento era uguale a quello del mercato, ma un rendimento medio superiore al mercato del 23% . Confrontando gli Excess Returns triennali dei due portafogli, si osserva che il rendimento del portafoglio Winner ha avuto un rendimento pu’ alto di quello Loser 4 volte su 8. Nonostante cio’, la differenza media dei rendimenti triennali fra il portafoglio Loser e Winner è positiva (circa il 31% dopo tre anni), poiché il differenziale di rendimento fra i due portafogli in termini assoluti è di molto maggiore quando il rendimento del portafoglio Loser è maggiore di quello Winner. Tale dato suggerisce che il fenomeno di overreaction si concentri solo in alcuni trienni in maniera particolarmente considerevole. Quest’ultima riflessione è coerente con l’osservazione presentata nella prima sezione del metodo CAR: se si considerano periodi sia di formazione, sia di test del portafoglio, il differenziale di rendimento dei due portafogli aumenta molto. Infatti, è ipotizzabile che il mercato, in alcuni periodi storici di particolare incertezza, abbia bisogno di più di 36 mesi per correggere fenomeni di overreaction e quindi, considerando periodi di 36 mesi, può apparire che il fenomeno di overreaction non sia stato ancora stato corretto (correzione che avviene in maniera più marcata se si considerano periodi più lunghi) e quindi che il portafoglio Winner abbia avuto un rendimento maggiore di quello Loser. 26 Inoltre si presentano due grafici rappresentanti il rendimento (Excess Return) dei due portafogli sulla scala di 36 mesi, risultato della sintesi dei risultati dei 9 trienni analizzati e la differenza di rendimento fra i due portafogli. 0,35 0,3 0,25 0,2 0,15 Winner 0,1 Loser 0,05 0 -‐0,05 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 31 33 35 -‐0,1 -‐0,15 0,45 0,4 0,35 0,3 0,25 Total return 0,2 0,15 0,1 0,05 0 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 31 33 35 L’analisi dei risultati nelle tabelle mostra quindi il differenziale del rendimento al termine dei 36 mesi pari a circa il 32%, in linea con i risultati ottenuti con la metodologia CAR. Inoltre il rendimento del portafoglio Loser diventa positivo rispetto al mercato intorno al mese 22 (come si può ben osservare nel grafico), quindi all’incirca simile al risultato 27 ottenuto con la metodologia Car (mese 18). Poi, si può osservare che il differenziale di rendimento dei due portafogli è in gran parte dovuto alla migliore performance rispetto al mercato del portafoglio Loser che guadagna in aggregato circa il 22,6% in più. Al contrario, il portafoglio Winner in aggregato ha un rendimento inferiore rispetto al mercato di circa 8,6% rispetto al mercato. Chiaramente si ottengono risultati ben diversi se si utilizza il rendimento di mercato dell’indice. In questo caso il portafoglio Loser ha un rendimento superiore al mercato di circa il 26,2% e il portafoglio Winner inferiore di circa il 5.9%. Quindi nonostante la scelta diversa del rendimento di mercato i risultati qualitativamente restano sempre i medesimi. Dall’analisi dei grafici si possono però fare alcune osservazioni che riguardano le differenze rispetto ai risultati ottenuti con la metodologia CAR. La più grande differenza fra i due grafici è riguardo al portafoglio Winner che in questo caso ha un rendimento piuttosto stabile inferiore al mercato di circa il 10% per tutti i 36 mesi. Per capire tale diversità bisogna tenere presente le differenze che si sono utilizzate nelle due metodologie. Non è possibile un paragone fra i 2 grafici senza tenere conto che il periodo di tempo preso in esame nei due casi è diverso: per il metodo Car dal 1973 al 2011, per il metodo Buy and Hold il periodo 1983-2011. Inoltre, i trienni presi in considerazione sono diversi, ad esempio nel metodo CAR viene considerato il triennio Gennaio 1983 – Dicembre 1985 e nella metodologia CAR quello di Gennaio 1982 – Dicembre 1984. Nonostante entrambi i risultati siano corretti per il rendimento del mercato, risulta che i rendimenti medi triennali siano quindi diversi per tale scelta diversa dei periodi. Inoltre un minor numero di periodi (Gennaio 1983 –Gennaio 2007) e una scelta diversa delle date di formazione del portafoglio rende il grafico, che è comunque un valore generico di sintesi, più dipendente da eventuali fenomeni ciclici borsistici e da possibili outlier. 28 3. Risk-adjusted return 3.1 Letteratura Il primo studio a mettere in dubbio il fenomeno osservato nel paper del 1985 da De Bondt e Thaler fu quello di Vermaelen Verstringe (1986), che, dopo aver replicato l’anomalia nel mercato belga, sostennero che la differenza di rendimento fosse una razionale risposta del mercato a cambiamenti di rischio. Tale motivazione del cambiamento di rischio è presentata anche da Chan (1988). Infatti, si assume che il valore di mercato (market value) sia una buona proxy del rischio, in quanto rappresenta il patrimonio netto dell’impresa o società che il titolo rappresenta. Allora, secondo tale interpretazione i titoli del portafoglio Loser sono più sicuri all’inizio del periodo di formazione del portafoglio per poi diventare più rischiosi alla fine del periodo di formazione del portafoglio, in quanto il loro prezzo diminuisce nel periodo di formazione del portafoglio. Infatti, se il prezzo di un titolo scende, la capitalizzazione, quindi la valutazione del patrimonio netto della società, diminuisce, a parità di operazioni di rinforzamento del capitale. Dunque, la leva dei titoli Loser aumenta, quando il prezzo diminuisce, aumentandone così il rischio. Essendo beta una misura sia del rischio degli asset sia della leva, una serie di rendimenti negativi fa aumentare il beta di una società e quindi il ritorno atteso del titolo. Quindi per capire se tale interpretazione possa spiegare l’anomalia dei rendimenti, si sono stimati i beta non nel periodo di formazione del portafoglio, il cui valore non spiega l’anomalia, ma nel periodo di test del portafoglio, per controllare quale portafoglio sia più rischioso. De Bondt e Thaler nel loro lavoro del 1987, “Further evidence on stock market overeaction and stock market seasonality”, affrontano tale problema. Infatti, nel loro primo lavoro del 1985, i beta erano stati stimati nel periodo di formazione del portafoglio e in quel caso i risultati 29 mostravano che il beta del portafoglio Loser era sempre più basso di quello del portafoglio Winner, quindi la conclusione che gli autori ne avevano tratto era che, all’interno del contesto del CAMP, market adjusted returns (CAR) fossero solo un risultati del approssimazione conservativa del vero rendimento risk-adjusted dei due portafogli. Per testare l’ipotesi che il fenomeno di overreaction scompaia una volta tenuto conto dell’aumento del rischio, nel lavoro del 1987 gli autori costruiscono un portafoglio di arbitraggio che finanza l’acquisto del portafoglio Loser con la vendita del portafoglio Winner e ne regrediscono il rendimento sul market risk premium del periodo di test del portafoglio. I risultati trovati si dimostrano effettivamente coerenti con l’ipotesi che il portafoglio Loser diventi più rischioso nel corso del periodo di test del portafoglio. Infatti, il beta del portafoglio Loser risulta più alto di quello Winner di .220, ma tale differenza, secondo gli autori, non è sufficiente a spiegare il differenziale di rendimento dei due portafogli dal momento che i dati presentano un alpha al 5.9%, significativamente positiva. Nel presente lavoro si è deciso di replicare il lavoro di De Bondt e Thaler del (1987) riguardante la parte della formazione e dello studio del rendimento del portafoglio d’arbitraggio, Loser e Winner al fine di testare se il rendimento risk-adjusted possa spiegare l’anomalia dei rendimenti. 3.2 Procedura del test 1. Per ogni azione j, viene calcolato il rendimento mensile Buy and Hold 𝑅!" . Si sceglie come data arbitraria di formazione del portafoglio gennaio 1984. Si costruiscono 2 portafogli (winnner e Loser) contenenti il quintile di azioni con rispettivamente il più alto e il più basso rendimento nei tre anni precedenti (gennaio 1981 – Dicembre 1983). Si osserva poi il rendimento dei due portafogli nei tre anni successivi alla data di formazione del portafoglio durante il “periodo di test del portafoglio”. 30 2. Si ripete tale procedura per i successivi tre anni non sovrapponibili, ovvero: Gennaio 1987, Gennaio 1990, Gennaio 1993, Gennaio 1996, Gennaio 1999, Gennaio 2002, Gennaio 2005. 3. Si costruisce un portafoglio di arbitraggio che finanza l’acquisto del portafoglio Loser vendendo il portafoglio dei Winner e quindi si regredisce, usando OLS, il rendimento del portafoglio sul market risk premium del periodo di test del portafoglio. La regressione diventa: 𝑅!,! = 𝛼! + 𝛽! 𝑅!,! − 𝑅!,! + +𝜀!,! con 𝑡 = 1,2 … 36, 𝑅!,! = 𝑅!,! − 𝑅!,! è il rendimento del portafoglio d’arbitraggio, 𝑅!,! − 𝑅!,! , è il market risk premium, ottenuto come differenza fra il rendimento mensile del mercato e il Risk-Free Rate (benche’ siano in corso, ad oggi, riflessioni accademiche sul corretto impiego di tale parametro legato generalmente ai titoli di Stato statunitensi, soprattutto dopo il downgrading da parte di S&P). 3.3 Scelta dati. La scelta del periodo in cui viene eseguito il test è condizionata dalla disponibilità dei risk free rates. L’analisi è condotta quindi a partire da Gennaio 1981. La scelta del risk free rate è quella del bot annuale. Il rendimento è calcolato come la media delle due aste mensili quando presenti. La prima data utile è quella del gennaio 1984. I dati provengono da Bankitalia. I dati riguardanti il rendimento del mercato provengono dall’indice Comit Performance R, di cui si è già data spiegazione precedentemente. I titoli azionari costituiscono la costituent list dell’indice Comit Performance. Per la formazione del portafoglio si è scelto il quintile dei titoli presenti con il rendimento nel periodo di formazione del portafoglio più alto per il 31 portafoglio Winner e più basso per il portafoglio Loser. La motivazione della scelta del quintile è analoga a quella riportata nel metodologia di calcolo Buy and Hold. A differenza della letteratura al riguardo (De Bondt e Thaler (1987) si è scelto di mantenere l’orizzonte temporale di tre anni invece che di 5 anni in parte per coerenza con il lavoro già presentato e in parte per non inquinare eventuali risultati. È infatti già stato dimostrato che ampliando il periodo di formazione del portafoglio e quello del test il fenomeno di overreaction si accentua e i risultati sono nettamente più marcati. In questo senso la scelta dei tre anni fa si che i risultati non siano “dopati” dalla lunghezza del periodo considerato. Inoltre quando si misura l’excess return su orizzonti lunghi, tale analisi finisce per diventare estremamente sensibile all’indice di mercato, ovvero al benchmark di riferimento e non c’è consenso su quale sia il miglior benchmark e inoltre “la ricerca che documenta excess returns calcolati su periodi di tempo molto lunghi è trattata spesso con sospetto” [ N. Chopra, J. Lakonishok, R.Ritter (1991)]. 3.4 Risultati empirici I risultati della regressione sono i seguenti: Risk-adjusted Intercept Slope 𝑅! Adjusted .115828 .5683828 0.3622 (5.95) (4.57) .0712227 1.753002 (4.43) (17.09) -.04446031 1.184619 (-5.63) (23.42) Return A.1. B.1 C.1 0.8926 0.9399 Dove 32 A.1. 𝑅!,! = 𝛼! + 𝛽! 𝑅!,! − 𝑅!,! + 𝜀!,! B.1 𝑅!,! − 𝑅!,! = 𝛼! + 𝛽! 𝑅!,! − 𝑅!,! + 𝜀!,! C.1 𝑅!,! − 𝑅!,! = 𝛼! + 𝛽! 𝑅!,! − 𝑅!,! + 𝜀!,! I valori in parentesi rappresentano le t-statistiche dei valori ottenuti. Regressione A.1. indica che il beta stimato per il portafoglio Loser è più grande di .5628 rispetto al portafoglio Winner, ma tale differenza di rischio non è sufficiente a spiegare la maggior performance del portafoglio Loser in quanto alfa resta significativamente maggiore di zero. Regressione B.1 indica che il portafoglio Loser ha un rendimento positivo in eccesso rispetto al mercato, alfa è infatti pari a .071. Regressione C.1. indica invece che i portafoglio Winner ha un rendimento negativo rispetto al mercato pari a .044. Inoltre si osserva che le t-statistiche del test indicano che tutti i parametri sono significativi. In conclusione, dunque anche correggendo per il rischio, la profittabilità’ della contrarian investment strategy rimane significativamente positiva. 3.5 Risultati empirici della letteratura. Numerosi lavori empirici sono stati pubblicati per spiegare l’anomalia del fenomeno di market overreaction come risposta razionale di un mercato efficiente al cambiamento di rischio dei due portafogli. Il lavoro di Chan (1988) è particolarmente importante perché è uno fra i primi a fornire come giustificazione all’anomalia dei rendimenti le variazioni di rischio implicito. Nel suo lavoro per dimostrare che il rendimento dei due portafogli non è significativamente diverso da zero 33 una volta tenuto conto dei cambiamenti di rischio, Chan esegue la seguente regressione: 𝑟!,! − 𝑟!,! = 𝛼!,! 1 − 𝐷! + 𝛼!,! 𝐷! + 𝛽! 𝑟!,! − 𝑟!,! + 𝛽!" 𝑟!,! − 𝑟!,! 𝐷! + 𝜖!,! dove 𝑡 = 1 … 72, 𝑟!,! è l’equally weighted index del mercato, 𝑟!,! è il risk free rate e la variabile dummy 𝐷! è uguale a 0 nel periodo di formazione del portafoglio (𝑡 < 36) e uguale a 1 nel periodo di test del portafoglio (𝑡 > 36). Inoltre 𝛼!,! indica l’Excess Return stimato nel periodo di formazione del portafoglio e 𝛼!,! quello nel periodo di test del portafoglio. L’autore ripete tale regressione per tutti i trienni non sovrapponibili compresi nel periodo 1930 – 1985. I risultati sono coerenti con l’ipotesi che il portafoglio Loser dal periodo di formazione al periodo di test diventi più rischioso, infatti in 16 dei 18 casi analizzati il beta del portafoglio Loser aumenta, con un aumento medio di .231 e in undici casi il cambiamento è significativamente diverso da zero. Il beta del portafoglio Winner diminuisce, in media di .222, negli stessi 16 periodi in cui aumenta il beta del portafoglio Loser. Inoltre su 16 casi , in nove la diminuzione è significativamente diversa da zero. Il rendimento del portafoglio di arbitraggio è di .133% al mese, -.095% e-.228% rispettivamente per il portafoglio Loser e Winner. In conclusione, secondo Chan, l’anomalia del fenomeno di correlazione negativa dei rendimenti scompare se si considera un beta che varia nel tempo a causa di cambiamenti di rischio. De Bondt e Thaler (1987), ricordano che i risultati di Chan (1988) di un beta pari a 0.1 per il portafoglio di arbitraggio e un alpha non significativamente diverso da zero sono una media dei coefficienti ottenuti da diverse equazioni stimate per ogni dei 18 periodi non sovrapponibili, in quanto tali sono valori di sintesi poco convincenti per descrivere in maniera armonica il problema. De Bondt e Thaler quindi, per meglio investigare la materia, ricalcalcolano la regressione del portafoglio di arbitraggio, Loser e Winner sul market risk premium, con l’aggiunta di 34 variabili dummy per ogni anno del periodo di test, con lo scopo di stimare due beta, uno per i periodi in cui il mercato ha un rendimento positivo e uno per quando ha un rendimento negativo, Si definisce una dummy D uguale a 1 se 𝑅!" > 0 e uguale a zero se 𝑅!" < 0 . Quindi l’equazione stimata è la seguente: 𝑅!,! = 𝛼! + 𝛽!" 𝑅!,! − 𝑅!,! 𝐷 + 𝛽!" 𝑅!,! − 𝑅!,! (1 − 𝐷) + 𝜀!,! Il risultati mostrano che una volta che beta puo’ variare seguendo il rendimento del mercato, alpha non è più significativamente diversa da zero (Alpha=-.005, t-statistica -.24) e sembrano quindi dimostrare le conclusioni di Chan, secondo cui il fenomeno di Market Overreaction scompare se misurato con il metodo Risk-Adjusted. Bisogna però osservare che il portafoglio di arbitraggio così stimato presenta un beta positivo (.395, t-stat:6.43) quando il mercato ha un rendimento positivo e un beta negativo (-.323, t stat: -2.36) quando il rendimento del mercato è negativo. Anche i portafogli Winner e Loser presentano le stesse caratteristiche: rispettivamente un up-beta di .993 e down-beta di 1.198 per il portafoglio Winner e un up-beta di 1.388 e un down-beta di .875 per il portafoglio. Quindi, se l’ipotesi del cambiamento di rischio afferma che durante il periodo di test il portafoglio Loser diventa più rischioso di quello Winner e che tale differenza di rischio sia la responsabile del differenziale di rendimento dei due portafogli, allora i risultati appena riportatati chiaramente non supportano tale visione. Infatti un portafoglio Loser che presenti un beta di 1.602 quando il mercato ha un rendimento positivo e un beta pari a 0.591 quando il rendimento è negativo non appare più rischioso di un portafoglio che rispettivamente presenta due beta pari a .854 e 1.439. 35 Conclusioni Si è mostrata l’esistenza di un’anomalia nei rendimenti dei titoli azionari nota nella letteratura con il nome di market overreaction. Tale fenomeno prevede che portafogli (chiamati Loser) creati con titoli che nei precedenti 36 mesi hanno avuto il peggior rendimento nel mercato, nei 36 mesi successivi abbiano un rendimento più alto rispetto a quello del mercato. Al contrario, portafogli (chiamati Winner) creati con i rendimenti più alti nei 36 mesi precedenti alla formazione del portafoglio, abbiano rendimenti inferiori al mercato nei 36 mesi successivi alla formazione del portafoglio. L’analisi sull’esistenza di tale strategia è stata eseguita con l’utilizzo di due metodologie di calcolo: CAR (cumulative average return) e Buy and Hold Return. In entrambi i casi, i risultati ottenuti sono stati coerenti con l’ipotesi di market overreaction. Infine si è presentata una review della letteratura più importante sulla natura di tale anomalia e si è proceduto all’analisi empirica nel caso italiano per testare le due ipotesi al riguardo su cui la letteratura si è più lungamente interrogata. La prima ipotesi è che tale anomalia sia il risultato di valutazioni non corrette del mercato sul prezzo dei titoli. Tale comportamento è causato da un fenomeno dimostrato in esperimenti, economici e psicologici, che prende il nome di overreaction, ovvero la tendenza degli individui a reagire in maniera eccessiva (rispetto a quanto la regola bayesiana imporrebbe ad un individuo pienamente razionale) a notizie nuove. Questo comportamento provoca nei prezzi dei titoli grande fluttuazioni rispetto ai valori fondamentali, che a loro volta sono la causa dell’alternarsi di rendimenti positivi e negativi de i portafogli Winner (viceversa per i portafogli Loser). La seconda ipotesi sostiene che durante il periodo di formazione del portafoglio i tioli contenuti nei portafogli subiscano grandi variazioni di prezzo (proprio per la costruzione dei portafogli). Tali variazioni causano variazioni di rischio nei titoli: l’abbassamento di prezzo di un titolo, poichè riduce il patrimonio netto dell’impresa e ne aumenta la leva, provoca un aumento del rischio di tale 36 titolo. Quindi secondo tale ipotesi, le differenze in rendimento sono interpretabili alla luce di un mercato efficiente e razionale che, secondo il modello CAPM, richiede rendimenti diversi per titoli contraddistinti da profili di rischio diversi: portafogli Loser più rischiosi avranno rendimenti più alti di portafogli Winner meno rischiosi. L’analisi empirica contenuta in questo lavoro dimostra che anche il rendimento risk-adjusted dei due portafogli provoca ugualmente un differenziale di rendimento dei diversi tipi di portafogli. La stessa analisi empirica mostra che una strategia che prevede la vendita di portafogli Winner e l’acquisto di portafogli Loser ha un rendimento positivo. Bibliografia D.M. Grether “Bayes rule as a descriptive model: the Representativeness heuristic”. Quaterly Journal of economics 95 (november 1980), 537-57. Conrad and Kaul, “Long-Term Market Overreaction or biases in computed Returns?”. The journal of finance 48 (Marzo 1993), 39-63. De Bondt, Werner F. 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CAR – Cumulative Average Return Le date nella prima riga si riferiscono al periodo di formazione di ciascun portafoglio e i rendimenti riportati successivamente si riferiscono al rendimento del portafoglio in ciascuno dei 36 mesi successivi alla data di formazione del portafoglio. Quindi ad esempio, la prima colonna riporta i rendimenti del periodo di Gennaio 76 – Dicembre 78, ordinati per mese (1,2….36). 39 CAR 73-‐75 1 -‐0,006 2 0,028 3 0,084 4 0,059 5 0,007 6 -‐0,008 7 -‐0,058 8 -‐0,017 9 -‐0,010 10 -‐0,006 11 -‐0,017 12 -‐0,008 13 0,018 14 0,027 15 0,006 16 0,018 17 -‐0,009 18 -‐0,022 19 -‐0,001 20 -‐0,091 21 -‐0,079 22 -‐0,114 23 -‐0,083 24 -‐0,096 25 -‐0,100 26 -‐0,050 27 -‐0,054 28 -‐0,045 29 -‐0,114 30 -‐0,107 31 -‐0,096 32 -‐0,115 33 -‐0,185 34 -‐0,157 35 -‐0,174 36 -‐0,170 76-‐78 -‐0,025 -‐0,058 -‐0,094 -‐0,107 -‐0,185 -‐0,217 -‐0,215 -‐0,269 -‐0,297 -‐0,239 -‐0,229 -‐0,231 -‐0,207 -‐0,204 -‐0,218 -‐0,200 -‐0,227 -‐0,256 -‐0,283 -‐0,274 -‐0,352 -‐0,420 -‐0,341 -‐0,376 -‐0,426 -‐0,471 -‐0,461 -‐0,446 -‐0,567 -‐0,479 -‐0,499 -‐0,519 -‐0,491 -‐0,501 -‐0,515 -‐0,499 79-‐81 0,024 0,053 0,049 0,043 0,040 0,037 0,019 0,067 0,061 0,073 0,079 0,087 0,045 0,073 0,060 0,087 0,099 0,045 0,018 0,017 0,013 0,007 -‐0,015 -‐0,050 -‐0,011 -‐0,026 -‐0,013 -‐0,016 -‐0,020 -‐0,063 -‐0,075 -‐0,096 -‐0,090 -‐0,099 -‐0,128 -‐0,126 82-‐84 -‐0,018 0,024 0,096 0,031 0,026 -‐0,016 -‐0,004 -‐0,005 0,014 0,070 0,102 0,098 0,104 0,032 -‐0,007 -‐0,073 -‐0,093 -‐0,049 -‐0,050 -‐0,097 -‐0,076 -‐0,108 -‐0,080 -‐0,081 -‐0,076 -‐0,014 -‐0,046 -‐0,054 -‐0,039 -‐0,043 -‐0,061 -‐0,050 -‐0,065 -‐0,064 -‐0,079 -‐0,082 85-‐87 0,033 -‐0,036 -‐0,055 -‐0,057 -‐0,093 -‐0,097 -‐0,148 -‐0,130 -‐0,197 -‐0,200 -‐0,192 -‐0,179 -‐0,169 -‐0,183 -‐0,152 -‐0,121 -‐0,161 -‐0,215 -‐0,238 -‐0,215 -‐0,213 -‐0,206 -‐0,171 -‐0,189 -‐0,188 -‐0,197 -‐0,175 -‐0,157 -‐0,169 -‐0,150 -‐0,121 -‐0,108 -‐0,102 -‐0,040 -‐0,018 -‐0,022 88-‐90 -‐0,021 -‐0,036 -‐0,011 -‐0,029 -‐0,041 -‐0,023 -‐0,054 -‐0,027 -‐0,061 -‐0,039 -‐0,086 -‐0,077 -‐0,121 -‐0,110 -‐0,109 -‐0,127 -‐0,154 -‐0,144 -‐0,119 -‐0,070 -‐0,129 -‐0,140 -‐0,153 -‐0,183 -‐0,238 -‐0,294 -‐0,246 -‐0,320 -‐0,301 -‐0,348 -‐0,363 -‐0,358 -‐0,349 -‐0,384 -‐0,386 -‐0,402 91-‐93 -‐0,013 0,011 -‐0,005 -‐0,039 -‐0,022 -‐0,006 -‐0,063 -‐0,027 -‐0,038 -‐0,040 -‐0,075 -‐0,075 -‐0,118 -‐0,085 -‐0,052 -‐0,080 -‐0,071 -‐0,122 -‐0,175 -‐0,162 -‐0,200 -‐0,222 -‐0,222 -‐0,197 -‐0,178 -‐0,169 -‐0,170 -‐0,215 -‐0,188 -‐0,215 -‐0,216 -‐0,180 -‐0,208 -‐0,173 -‐0,182 -‐0,196 94-‐96 -‐0,019 -‐0,002 -‐0,010 -‐0,047 -‐0,044 -‐0,158 -‐0,192 -‐0,205 -‐0,202 -‐0,131 -‐0,180 -‐0,181 -‐0,105 -‐0,051 -‐0,105 -‐0,060 -‐0,157 -‐0,218 -‐0,251 -‐0,271 -‐0,183 -‐0,248 -‐0,261 -‐0,332 -‐0,338 -‐0,381 -‐0,399 -‐0,363 -‐0,335 -‐0,350 -‐0,339 -‐0,326 -‐0,362 -‐0,349 -‐0,393 -‐0,474 97-‐99 0,150 0,377 0,368 0,361 0,336 0,306 0,348 0,402 0,375 0,304 0,250 0,232 0,223 0,197 0,145 0,148 0,137 0,144 0,123 0,153 0,079 0,140 0,175 0,150 0,146 0,148 0,233 0,240 0,213 0,183 0,216 0,217 0,207 0,235 0,199 0,195 00-‐02 -‐0,006 0,019 0,045 0,044 0,005 0,019 0,016 0,021 0,047 0,034 0,040 0,044 0,033 0,039 0,041 0,034 0,021 0,013 0,023 0,056 0,035 0,028 -‐0,002 -‐0,011 0,025 0,042 0,043 0,055 0,016 0,012 0,013 0,048 0,122 0,132 0,089 0,077 03-‐05 0,013 0,069 0,054 0,066 0,021 0,014 -‐0,001 -‐0,030 -‐0,058 -‐0,052 -‐0,056 -‐0,048 -‐0,030 -‐0,026 0,001 0,025 0,016 0,044 0,066 0,055 0,015 0,035 -‐0,077 -‐0,100 -‐0,123 -‐0,109 -‐0,077 -‐0,144 -‐0,126 -‐0,143 -‐0,150 -‐0,145 -‐0,151 -‐0,205 -‐0,283 -‐0,251 40 Media 0,010 0,041 0,047 0,030 0,005 -‐0,013 -‐0,032 -‐0,020 -‐0,033 -‐0,021 -‐0,033 -‐0,031 -‐0,030 -‐0,027 -‐0,036 -‐0,032 -‐0,054 -‐0,071 -‐0,081 -‐0,082 -‐0,099 -‐0,114 -‐0,112 -‐0,133 -‐0,137 -‐0,138 -‐0,124 -‐0,133 -‐0,148 -‐0,155 -‐0,154 -‐0,148 -‐0,152 -‐0,146 -‐0,170 -‐0,177 CAR 73-‐75 1 -‐0,006 2 0,028 3 0,084 4 0,059 5 0,007 6 -‐0,008 7 -‐0,058 8 -‐0,017 9 -‐0,010 10 -‐0,006 11 -‐0,017 12 -‐0,008 13 0,018 14 0,027 15 0,006 16 0,018 17 -‐0,009 18 -‐0,022 19 -‐0,001 20 -‐0,091 21 -‐0,079 22 -‐0,114 23 -‐0,083 24 -‐0,096 25 -‐0,100 26 -‐0,050 27 -‐0,054 28 -‐0,045 29 -‐0,114 30 -‐0,107 31 -‐0,096 32 -‐0,115 33 -‐0,185 34 -‐0,157 35 -‐0,174 36 -‐0,170 76-‐78 -‐0,025 -‐0,058 -‐0,094 -‐0,107 -‐0,185 -‐0,217 -‐0,215 -‐0,269 -‐0,297 -‐0,239 -‐0,229 -‐0,231 -‐0,207 -‐0,204 -‐0,218 -‐0,200 -‐0,227 -‐0,256 -‐0,283 -‐0,274 -‐0,352 -‐0,420 -‐0,341 -‐0,376 -‐0,426 -‐0,471 -‐0,461 -‐0,446 -‐0,567 -‐0,479 -‐0,499 -‐0,519 -‐0,491 -‐0,501 -‐0,515 -‐0,499 79-‐81 0,024 0,053 0,049 0,043 0,040 0,037 0,019 0,067 0,061 0,073 0,079 0,087 0,045 0,073 0,060 0,087 0,099 0,045 0,018 0,017 0,013 0,007 -‐0,015 -‐0,050 -‐0,011 -‐0,026 -‐0,013 -‐0,016 -‐0,020 -‐0,063 -‐0,075 -‐0,096 -‐0,090 -‐0,099 -‐0,128 -‐0,126 82-‐84 -‐0,018 0,024 0,096 0,031 0,026 -‐0,016 -‐0,004 -‐0,005 0,014 0,070 0,102 0,098 0,104 0,032 -‐0,007 -‐0,073 -‐0,093 -‐0,049 -‐0,050 -‐0,097 -‐0,076 -‐0,108 -‐0,080 -‐0,081 -‐0,076 -‐0,014 -‐0,046 -‐0,054 -‐0,039 -‐0,043 -‐0,061 -‐0,050 -‐0,065 -‐0,064 -‐0,079 -‐0,082 85-‐87 0,033 -‐0,036 -‐0,055 -‐0,057 -‐0,093 -‐0,097 -‐0,148 -‐0,130 -‐0,197 -‐0,200 -‐0,192 -‐0,179 -‐0,169 -‐0,183 -‐0,152 -‐0,121 -‐0,161 -‐0,215 -‐0,238 -‐0,215 -‐0,213 -‐0,206 -‐0,171 -‐0,189 -‐0,188 -‐0,197 -‐0,175 -‐0,157 -‐0,169 -‐0,150 -‐0,121 -‐0,108 -‐0,102 -‐0,040 -‐0,018 -‐0,022 88-‐90 -‐0,021 -‐0,036 -‐0,011 -‐0,029 -‐0,041 -‐0,023 -‐0,054 -‐0,027 -‐0,061 -‐0,039 -‐0,086 -‐0,077 -‐0,121 -‐0,110 -‐0,109 -‐0,127 -‐0,154 -‐0,144 -‐0,119 -‐0,070 -‐0,129 -‐0,140 -‐0,153 -‐0,183 -‐0,238 -‐0,294 -‐0,246 -‐0,320 -‐0,301 -‐0,348 -‐0,363 -‐0,358 -‐0,349 -‐0,384 -‐0,386 -‐0,402 91-‐93 -‐0,013 0,011 -‐0,005 -‐0,039 -‐0,022 -‐0,006 -‐0,063 -‐0,027 -‐0,038 -‐0,040 -‐0,075 -‐0,075 -‐0,118 -‐0,085 -‐0,052 -‐0,080 -‐0,071 -‐0,122 -‐0,175 -‐0,162 -‐0,200 -‐0,222 -‐0,222 -‐0,197 -‐0,178 -‐0,169 -‐0,170 -‐0,215 -‐0,188 -‐0,215 -‐0,216 -‐0,180 -‐0,208 -‐0,173 -‐0,182 -‐0,196 94-‐96 -‐0,019 -‐0,002 -‐0,010 -‐0,047 -‐0,044 -‐0,158 -‐0,192 -‐0,205 -‐0,202 -‐0,131 -‐0,180 -‐0,181 -‐0,105 -‐0,051 -‐0,105 -‐0,060 -‐0,157 -‐0,218 -‐0,251 -‐0,271 -‐0,183 -‐0,248 -‐0,261 -‐0,332 -‐0,338 -‐0,381 -‐0,399 -‐0,363 -‐0,335 -‐0,350 -‐0,339 -‐0,326 -‐0,362 -‐0,349 -‐0,393 -‐0,474 97-‐99 0,150 0,377 0,368 0,361 0,336 0,306 0,348 0,402 0,375 0,304 0,250 0,232 0,223 0,197 0,145 0,148 0,137 0,144 0,123 0,153 0,079 0,140 0,175 0,150 0,146 0,148 0,233 0,240 0,213 0,183 0,216 0,217 0,207 0,235 0,199 0,195 00-‐02 -‐0,006 0,019 0,045 0,044 0,005 0,019 0,016 0,021 0,047 0,034 0,040 0,044 0,033 0,039 0,041 0,034 0,021 0,013 0,023 0,056 0,035 0,028 -‐0,002 -‐0,011 0,025 0,042 0,043 0,055 0,016 0,012 0,013 0,048 0,122 0,132 0,089 0,077 03-‐05 0,013 0,069 0,054 0,066 0,021 0,014 -‐0,001 -‐0,030 -‐0,058 -‐0,052 -‐0,056 -‐0,048 -‐0,030 -‐0,026 0,001 0,025 0,016 0,044 0,066 0,055 0,015 0,035 -‐0,077 -‐0,100 -‐0,123 -‐0,109 -‐0,077 -‐0,144 -‐0,126 -‐0,143 -‐0,150 -‐0,145 -‐0,151 -‐0,205 -‐0,283 -‐0,251 41 Media 0,010 0,041 0,047 0,030 0,005 -‐0,013 -‐0,032 -‐0,020 -‐0,033 -‐0,021 -‐0,033 -‐0,031 -‐0,030 -‐0,027 -‐0,036 -‐0,032 -‐0,054 -‐0,071 -‐0,081 -‐0,082 -‐0,099 -‐0,114 -‐0,112 -‐0,133 -‐0,137 -‐0,138 -‐0,124 -‐0,133 -‐0,148 -‐0,155 -‐0,154 -‐0,148 -‐0,152 -‐0,146 -‐0,170 -‐0,177 2. Buy and Hold Return La prima tabella riporta l’Excess Return calcolato con il metodo Buy and Hold del portafoglio Winner nei 9 trienni considerati ordinati per mesi. Come rendimento di mercato è stata utilizzato la media con pesi uguali dei titoli presente nell’indice di mercato. La data nella prima riga si riferisce al periodo di formazione del portafoglio, invece i successivi rendimenti riportati in tabella si riferiscono al periodo di test del portafoglio. Quindi ad esempio la prima colonna indica il rendimento del portafoglio Winner, formato sulla base dei titoli con il rendimento più alto nel periodo Gennaio 1983-Dicembre 1985, nei 36 mesi del periodo Gennaio 1986 – Dicembre 1988. La seconda tabella riporta i risultati del portafoglio Loser e la presentazione dei dati è analoga a quella del portafoglio Winner. 42 B&H 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 83-‐85 -‐0,039 -‐0,252 -‐0,492 -‐0,445 -‐0,741 -‐0,438 -‐0,502 -‐0,809 -‐0,710 -‐0,842 -‐0,833 -‐0,849 -‐0,928 -‐0,804 -‐0,873 -‐0,992 -‐0,931 -‐0,864 -‐0,832 -‐0,683 -‐0,714 -‐0,524 -‐0,465 -‐0,406 -‐0,303 -‐0,393 -‐0,398 -‐0,355 -‐0,329 -‐0,352 -‐0,377 -‐0,330 -‐0,398 -‐0,564 -‐0,563 -‐0,618 86-‐88 -‐0,040 -‐0,001 -‐0,015 -‐0,034 -‐0,012 -‐0,035 0,010 0,046 0,063 0,055 0,055 0,074 0,041 0,036 0,017 0,039 0,038 0,071 0,071 0,114 0,106 0,121 0,108 0,105 0,123 0,113 0,136 0,150 0,162 0,163 0,161 0,131 0,119 0,121 0,177 0,180 89-‐91 -‐0,015 -‐0,024 -‐0,013 -‐0,029 -‐0,068 -‐0,092 -‐0,057 -‐0,040 -‐0,039 -‐0,083 -‐0,065 -‐0,054 -‐0,064 -‐0,099 -‐0,089 -‐0,125 -‐0,122 -‐0,107 -‐0,118 -‐0,121 -‐0,105 -‐0,114 -‐0,098 -‐0,144 -‐0,158 -‐0,148 -‐0,179 -‐0,318 -‐0,288 -‐0,283 -‐0,291 -‐0,268 -‐0,248 -‐0,214 -‐0,256 -‐0,235 92-‐94 -‐0,011 -‐0,007 0,046 0,055 0,048 0,027 0,013 -‐0,002 0,023 -‐0,002 0,022 0,007 0,037 0,038 0,052 0,049 0,051 0,034 0,039 0,021 0,033 0,011 0,009 0,027 0,041 0,053 0,039 0,062 0,096 0,144 0,148 0,108 0,148 0,145 0,086 0,054 95-‐97 -‐0,048 -‐0,149 -‐0,217 -‐0,163 -‐0,128 -‐0,134 -‐0,144 -‐0,141 -‐0,125 -‐0,062 -‐0,099 -‐0,121 -‐0,166 -‐0,140 -‐0,107 -‐0,112 -‐0,113 -‐0,116 -‐0,119 -‐0,130 -‐0,141 -‐0,170 -‐0,190 -‐0,245 -‐0,299 -‐0,467 -‐0,453 -‐0,405 -‐0,349 -‐0,339 -‐0,319 -‐0,262 -‐0,298 -‐0,256 -‐0,236 -‐0,142 98-‐00 -‐0,008 -‐0,039 -‐0,081 -‐0,083 -‐0,098 -‐0,120 -‐0,117 -‐0,140 -‐0,139 -‐0,119 -‐0,093 -‐0,109 -‐0,128 -‐0,119 -‐0,117 -‐0,147 -‐0,140 -‐0,157 -‐0,134 -‐0,150 -‐0,144 -‐0,127 -‐0,121 -‐0,119 -‐0,133 -‐0,127 -‐0,109 -‐0,118 -‐0,116 -‐0,119 -‐0,119 -‐0,117 -‐0,097 -‐0,097 -‐0,072 -‐0,066 01-‐03 0,014 0,035 0,061 0,058 0,077 0,091 0,110 0,137 0,139 0,149 0,139 0,137 0,140 0,137 0,101 0,119 0,109 0,126 0,107 0,088 0,098 0,108 0,101 0,115 0,123 0,113 0,112 0,119 0,116 0,111 0,113 0,115 0,090 0,104 0,084 0,088 04_06 -‐0,015 -‐0,002 -‐0,017 -‐0,004 -‐0,006 0,014 0,037 0,033 0,043 0,045 0,022 0,018 0,019 0,028 0,039 0,052 0,070 0,051 0,042 0,037 -‐0,003 -‐0,031 -‐0,044 -‐0,034 -‐0,024 -‐0,016 -‐0,013 -‐0,004 0,028 0,027 0,026 0,032 0,034 0,055 0,049 0,053 07_09 0,001 0,027 0,040 0,045 0,083 0,082 0,109 0,093 0,113 0,199 0,240 0,250 0,221 0,202 0,225 0,242 0,245 0,242 0,275 Media -‐0,018 -‐0,046 -‐0,076 -‐0,067 -‐0,094 -‐0,067 -‐0,060 -‐0,091 -‐0,070 -‐0,073 -‐0,068 -‐0,072 -‐0,092 -‐0,080 -‐0,083 -‐0,097 -‐0,088 -‐0,080 -‐0,074 -‐0,103 -‐0,109 -‐0,091 -‐0,087 -‐0,088 -‐0,079 -‐0,109 -‐0,108 -‐0,109 -‐0,085 -‐0,081 -‐0,082 -‐0,074 -‐0,081 -‐0,088 -‐0,091 -‐0,086 43 B&H 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 83-‐85 -‐0,060 -‐0,279 -‐0,472 -‐0,397 -‐0,663 -‐0,371 -‐0,434 -‐0,660 -‐0,586 -‐0,632 -‐0,600 -‐0,602 -‐0,661 -‐0,619 -‐0,655 -‐0,766 -‐0,687 -‐0,656 -‐0,596 -‐0,451 -‐0,499 -‐0,275 -‐0,191 -‐0,104 0,080 0,076 0,108 0,146 0,251 0,250 0,298 0,414 0,357 0,181 0,246 0,344 86-‐88 0,057 0,098 0,166 0,171 0,210 0,195 0,193 0,186 0,174 0,159 0,206 0,222 0,259 0,287 0,244 0,201 0,182 0,139 0,074 0,111 0,077 0,101 0,115 0,121 0,053 0,007 -‐0,014 -‐0,068 -‐0,098 -‐0,124 -‐0,132 -‐0,156 -‐0,149 -‐0,171 -‐0,160 -‐0,140 89-‐91 0,053 0,048 0,043 0,041 0,120 0,155 0,115 0,075 0,029 0,035 0,063 0,009 0,015 0,062 0,062 0,097 0,102 0,099 0,128 0,116 0,064 0,057 0,048 0,066 0,096 0,055 0,097 0,249 0,219 0,213 0,274 0,232 0,216 0,135 0,175 0,160 92-‐94 -‐0,029 -‐0,046 -‐0,062 -‐0,088 -‐0,080 -‐0,102 -‐0,092 -‐0,100 -‐0,137 -‐0,107 -‐0,111 -‐0,110 -‐0,124 -‐0,157 -‐0,158 -‐0,196 -‐0,200 -‐0,184 -‐0,183 -‐0,174 -‐0,192 -‐0,190 -‐0,167 -‐0,179 -‐0,231 0,408 0,383 0,330 0,316 0,303 0,279 0,305 0,300 0,397 0,372 0,434 95-‐97 0,235 0,888 0,985 0,857 0,827 0,571 0,714 0,687 0,554 0,574 0,715 0,737 0,832 0,675 0,609 0,698 0,652 0,623 0,637 0,703 0,740 0,683 0,991 1,183 1,385 2,382 2,046 1,750 1,637 1,816 1,726 2,103 1,978 1,871 1,842 1,514 98-‐00 -‐0,009 0,011 0,013 -‐0,018 -‐0,013 -‐0,004 -‐0,025 -‐0,021 -‐0,022 -‐0,046 -‐0,070 -‐0,060 -‐0,065 -‐0,074 -‐0,092 -‐0,115 -‐0,105 -‐0,082 -‐0,066 -‐0,081 -‐0,062 -‐0,085 -‐0,098 -‐0,110 -‐0,107 -‐0,111 -‐0,127 -‐0,137 -‐0,144 -‐0,151 -‐0,149 -‐0,153 -‐0,163 -‐0,151 -‐0,159 -‐0,168 01_03 -‐0,024 -‐0,038 -‐0,083 -‐0,045 -‐0,072 -‐0,068 -‐0,085 -‐0,105 -‐0,115 -‐0,120 -‐0,131 -‐0,157 -‐0,190 -‐0,198 -‐0,176 -‐0,222 -‐0,242 -‐0,238 -‐0,245 -‐0,256 -‐0,275 -‐0,268 -‐0,289 -‐0,296 -‐0,324 -‐0,366 -‐0,379 -‐0,343 -‐0,324 -‐0,289 -‐0,269 -‐0,293 -‐0,293 -‐0,295 -‐0,325 -‐0,338 04_06 0,002 0,026 0,059 0,127 0,108 0,093 0,090 0,095 0,102 0,097 0,084 0,070 0,075 0,076 0,062 0,072 0,082 0,050 0,051 0,060 0,052 0,064 0,058 0,038 0,027 0,011 0,016 0,017 0,012 0,005 0,006 0,006 0,020 0,010 0,013 0,003 07_09 -‐0,026 -‐0,029 -‐0,044 -‐0,050 -‐0,099 -‐0,083 -‐0,114 -‐0,112 -‐0,108 -‐0,121 -‐0,153 -‐0,172 -‐0,164 -‐0,133 -‐0,160 -‐0,170 -‐0,157 -‐0,144 -‐0,157 Media 0,022 0,075 0,067 0,066 0,037 0,043 0,040 0,005 -‐0,012 -‐0,018 0,000 -‐0,007 -‐0,003 -‐0,009 -‐0,029 -‐0,045 -‐0,042 -‐0,044 -‐0,040 0,003 -‐0,012 0,011 0,058 0,090 0,122 0,308 0,266 0,243 0,234 0,253 0,254 0,307 0,283 0,247 0,250 0,226 44 45