Aspetti particolari
del lessico marinaresco calabrese1*
Nicodemo Misiti
*Pubblicato in Dialetti cultura e società, Quarta raccolta di saggi dialettologici, Mioni Alberto M., Vigolo M.
Teresa, Croatto Enzo (a cura di), Roma: CNR, 1998, pp. 105-125.
1. Il lessico specifico della barca.
(i) Metodologia della ricerca.
Nonostante il tipo di raccolta del materiale sia strettamente legato agli scopi che la ricerca si prefigge, per lo
studio approfondito di molte biotassonomie popolari di una certa complessità (ad es. piante o animali)
conveniamo con quanto scritto in Trumper - De Vita - Di Vasto (1997 nota 5) sull'impossibilità di applicare tout
court dei questionari fissi o schemi scientifici propri di altre discipline (botanica, ecc.) e con le osservazioni fatte
sul versante più antropologico della dialettologia in Sanga 1991. Talvolta, infatti, il tentativo di stabilire una
adeguata biotassonomia dialettale anche per concetti apparentemente "semplici" può far sorgere delle difficoltà
praticamente insormontabili; esempi sono: il concetto di "acqua" per un pescatore o chi fa parte di una cultura
costiera (si veda § 4 in Trumper - De Vita 1994; similmente un buranello seziona il concetto discretamente in:
fiume ≈ fiumèra ≈ vale ≈ pòrto [≠ it. porto] ≈ palúe ≈ spiagura ≈ mar: da ricerche sul campo di J.TrumperM.T.Vigolo- G. Bonesso), o di "campo", "grasso animale", "verme", "frumento" o concetti affini per un
contadino, ecc. In casi simili si possono solo seguire le linee dell'intervista guidata complessa con più soggetti, la
quale tenta di ricostruire, con un minimo di adeguatezza, la biotassonomia popolare, quest'ultima utile poi per
una corretta rappresentazione storica del processo linguistico; vedi esempi quali alium, avena, frumentum/
granum, phaseolus ecc. proposti in Trumper- Maddalon- Vigolo- Misiti (Cerreto di Spoleto 1996, in stampa) che
sviluppano problemi di deriva storica aperti in Trumper- Vigolo 1995 (cap. 4).
In ricerche di tipo diatopico (gli Atlanti tradizionali) vi è la necessità di poter confrontare i dati provenienti
da aree diverse, ma che in una indagine di tipo verticale non è detto rientrino nelle stesse categorizzazioni
popolari (es.: famiglie di pesci o di piante rispetto a tassonomie scientifiche o di regioni e culture diverse).
Inevitabilmente ciò porta all'utilizzo di un questionario che spesso si rivela suscettibile di cambiamenti, anche
notevoli, per adattarsi al contesto cui va di volta in volta applicato. Il risultato è che il miglior questionario lo si
ottiene solo "a posteriori", ovvero dopo l'esame di tutte le inchieste svolte e l'analisi di tutte le migliorie via via
apportate (vedi i problemi affrontati dall'ALEPO 1993-4). Quando, tuttavia, si tratta di altri tipi di ricerca, dove,
ad esempio, possiamo far riferimento ad una classificazione univoca (manufatti artificiali, tecniche del lavoro
ecc.), allora l'uso del questionario risulta preferibile, anzi inevitabile, anche per inchieste di tipo "verticale". Tale
è il caso del lessico della barca. Pertanto, contrariamente all'impostazione del primo tipo, si è fatto uso, per
l'analisi specifica del lessico della barca, di un questionario composto di 83 domande che si riferivano ad
altrettante parti che costituiscono in concreto una barca a vela di tipo tradizionale.
(ii). Lessicalizzazione di parti della barca a vela tradizionale.
I risultati della ricerca sulle parti della barca sono presentati nella tab. 1 con le seguenti abbreviazioni:
1) Località campione:
Ci = Cirella, Di = Diamante, Ni = Nicotera, SF = S.Ferdinando, Sc = Scilla, RC = Reggio Calabria, RJ =
Roccella Jonica, CL = Catanzaro Lido, CM = Cirò Marina, Ro = Rossano (S.Angelo), Co = Corigliano
(Schiavonea), Tr = Trebisacce, Mo = Montegiordano;
2) Riferimenti nel Nuovo Dizionario Dialettale della Calabria:
R+ = se la voce è presente nel Dizionario di Rohlfs con lo stesso significato
R≠ = se la voce è presente nel Dizionario di Rohlfs con un diverso significato
R- = se la voce non è presente nel Dizionario di Rohlfs.
1L'attuale contributo qui offerto a G.B. Pellegrini fa parte di un lavoro più ampio dal titolo "La natura composita del lessico
di mare e di quello specifico marinaresco calabrese", relato da J. Trumper e N. Misiti al Convegno "I dialetti e il Mare"
Chioggia 1996 e che non apparirà negli Atti di detto Convegno.
Le parti sono numerate da 1 a 83 secondo lo schema su tre modelli di barca fornito da N. Nicaso2. Dare gli
etimi è stato essenziale per una corretta discussione sulla direzionalità del prestito e per determinare il peso del
patrimonio 'greco' aggiuntivo alla matrice latina del lessico calabrese, ed in fondo per cercare di determinare di
quale greco si tratti. Con 4 lemmi per il momento sub judice (carici, maròcculu, mammunettu, muna), il lessico è
così composto nella sua globalità:
Elemento Latino3: 55 = 66%
Elemento Greco: 16 = 20%
Elemento Germanico: 8
Elementi dubbi: 4.
Mettendo a confronto con lo stesso schema fatto sul veneto di mare (chioggiotto: Naccari-Boscolo 1982,
integrato ove necessario con Boerio 19722) abbiamo i seguenti risultati:
Elemento Latino: 69 = 83%
Elemento Greco: 10 = 12%
Elemento Germanico: 4.
È certamente significativa la differenza tra numeri di elementi greci tra il calabrese e il veneto (20% vs.
12%), ma ciò non toglie che anche il veneto abbia un numero non indifferente di grecismi, metà di data antica
(antenèla, paranco, próa/ próda/ próva, nonché prodése ecc.), l'altra metà di sicura origine bizantina. Il termine
próa/ próda/ próva desta un certo interesse: già il latino classico presenta prōra < gr. prwvra; lo sviluppo prōra >
prōda con seriore lenizione ed erosione completa di /d/ -> [d] -> Ø4, con /v/ che poi riempie lo iato, cioè próda >
próa > próva, dimostra l'origine settentrionale del termine prúa in quasi tutti i dialetti calabresi; fanno eccezione i
dialetti dell'Area Lausberg con prudə / prurə, e dialetti limitotrofi con prurə. Comunque, anche in questi casi lo
sviluppo w > ō > u è indice di vocalismo calabro-siculo e non di sviluppo indigeno.
Nel caso del lessico settoriale calabrese esplorato vi è una leggero predominio dei bizantinismi ma non di
molto, cioè abbiamo 7 casi di prestiti antichi nel latino (ajnthvmna, pavlmh, > palamara, prwvra, favlagx,
skavlmo", lat. stŭppa < stuvpph, stròppu < strovfo" x strŭppus) contro 9 bizantinismi (i{ma" > iJmavntion, cavrh,
stamiv", gou'rna, lagkiva < lovgch x lancea, oijavkion; in mancanza di una chiara e inoppugnabile dimostrazione,
postuliamo matafiune,-i < matahjune,-i< matasciune,-i < metavxion registrato nel Du Cange greco [precisamente
il pl. metavxia, cfr. pure greco moderno metavxi (n.), dimin. di mevtaxa], mentre scazza ci sembra un derivato da
skavptw ecc.). Nel penultimo caso non abbiamo affatto escluso l'ipotesi di un'origine araba argomentata in
Zamboni 1982: riteniamo soltanto che forse vi sia una base greca che è stata rafforzata dalla presenza di un
lemma arabo di struttura non dissimile che riguardasse lo stesso oggetto. Questa ipotesi non suppone che
matafión nei dialetti veneti sia d'origine meridionale ma che abbia un'origine multipla come la stessa parola in
dialetti meridionali quali quelli calabresi: la poligenesi riguarda sempre, comunque, l'incontro tra parola
mediogreca e parola araba.
Infatti, non fidandoci delle osservazioni sugli esiti di -x- di qualunque origine fornite in Rohlfs Grammatica
Storica [1 §225], ci siamo messi ad analizzare gli esiti di 42 voci d'origine sia latina che greca nei dialetti dei 4
raggruppamenti calabresi significativi esemplificati in Trumper 1996 e Trumper in Parry-Maiden 1997. Queste
voci sono: axĭlla REW 842, axŭngĭa REW 846, bŭxus REW 1430, cŏxa REW 2292, dīxī < dīcĕre REW 2628,
*exabŏrtus,-a REWS 2928h, exāmen REW 2936, *examplāre REWS 2937a, *(ej)xekorfivzw (< korufhv)
EWUG, ejxavrtion/ ejxavrtia (< ejxartavw) REW 2940, ex-ēlĭgĕre ecc. REW 3001, ex-hālāre REW 3011, (ex-)
hanca REW 4032, derivato ex-hanc-are id., *exĭgāre < exĭgĕre REW 3014, exīre REW 3018, ex-sapĭtus REWS
2Per le ricerca a Cirella ringraziamo F. Benvenuto, per quella di Schiavonea- Corigliano G. De Luca (ambedue neolaureati di
J.Trumper), quella di Roccella Ionica N. Nicaso (q.v.), N. Misiti ha da solo svolto le inchieste a Nicotera, S. Ferdinando,
Rossano e Cirò Marina, J. Trumper da solo quello di Trebisacce ed in collaborazione con A. Mendicino quella di Catanzaro
Lido, mentre i dati per Scilla e Reggio C. si trovano in Marafioti 1992. Ringraziamo di tutto cuore tutti i pescatori calabresi
che hanno stoicamente sopportato le nostre inchieste.
3 In questa categoria rientrano anche i prestiti dal latino mediati da lingue romanze (iberismi, gallicismi, ecc.).
4Nei Testi veneziani... di Stussi 1965 si ha già nel 1311 (contratto di armamento di galea) una menzione del "prodese" ["... et
J prodese belo et novo... et J prodese veio..."] che poi diventerà in testi seriori "provese", mentre nei Monumenti di Lio
Mazor di Levi 1904 del periodo 1312-1319 si ha quattro volte "proda" (pp. 20r. 18, 21, 28, 21r.13). Comunque, è indicativo
che una volta su cinque in questi ultimi testi dell'inizio del 1300 si trova la forma "prova" con completa lenizione e
conseguente riempimento dello iato con /v/, cfr. p.17r.8 "...me començà clamar en proua...".
3068c, exsŏlvĕre REWS 3068f, *exsŏrtīre REWS 3069c, sostantivo derivato da REWS 3069c (*ex-sortem),
exsūcāre REW 3073, fīxāre REW 3335, fraxĭnus/ fraxus REW 3489, *frīxōrĭa REW 3523, laxāre REW 4955,
lixīva REW 5089.2, maxĭlla REW 5443, *ojxukhvlastron (sic!) EWUG, *ojxunavstacu" (Trumper-Scola 1997),
*xeravda EWUG (< xerov"), *xeravmpelo" EWUG, *xerovpago" EWUG, *xeropovtamo" EWUG
(Toponomastica), *xhro-avganon EWUG, xhro-/ xero- EWUG con base sconosciuta (> zarijáparu, zirápuru
come fitonimo), *xulovfournon EWUG, xuvstron, *sagittovxulon EWUG, saxum REW 7631
(Toponomastica), sexaginta REW 7886, taxus REW 8607 (talvolta incrociato con tovxon), tĕxĕre REW 8693. I
risultati vengono forniti nelle tabelle 2 e 3.
Si nota che mentre gli esiti -x- → / SS / nel caso di etimi latini aumenta nel passare dall’Area Lausberg al
Nord della regione e da lì al Sud della Calabria (40% → 80%), la maggior parte degli esiti romanzi di z del greco
sono in / SS / e soltanto l’Area Lausberg presenta un minimo di esiti /ss/ di tale z (2/6), le altre aree mai.
Sarebbe, dunque, naturale che l’esito di una forma bizantina metavzion pl. metavzia + ōnem sia matascione, -une.
È foneticamente coerente uno scambio tra fricativa palatale sorda e fricativa alveopalatale sorda per motivi sia
acustici che di marcatezza: difatti alcuni dialetti della regione dimostrano il cambiamento /CC/ /SS/, ad esempio
quelli di Reggio Calabria e di Morano Calabro (CS), e io suo contrario è sempre possibile anche se marcato5.
Non ci sembra completamente fuori luogo supporre un incontro tra forme romanze *matascione / *matahhijone
(hj = /C/) e forma araba con -f- che potrebbe così dar vita ad una nuova forma romanza matafione ecc. l’ipotesi
sarebbe anche rafforzata dallo sviluppo normale nella regione [-](f)fl-> [-](f)fj- /CC/ [> /SS/]. Si tratterebbe
dunque di un caso molto probabile di poligenesi.
Per quanto concerne il lessico discusso, a parte problemi di ordine storico testé accennati, si nota oltretutto la sua
natura estremamente composita. Alcuni elementi sono ovviamente comuni alla quasi totalità delle comunità
marinare italiane ("matafione [7], mante [8], corda / cavo di ferro [54], corridoio/ corridore [61], remo [77], pala
[81], timone [82]", nonché scazza [58]: i numeri si riferiscono da ora in poi ai referenti numerati nelle tabelle),
indizio di comuni esperienze e tecniche, inoltre di una comune matrice italo-romanza. Altri, invece, sono
elementi comuni soltanto calabresi (pochi: "stuppa [59], ciglione [79], jacio [83]"). Oltre a questi vi è un numero
non indifferente di prestiti d'origine settentrionale, maggiormente veneti, alcuni francesi o provenzali, altri
(pochi) di provenienza dubbia. Questa direzione del prestito spiegherà la presenza di germanismi quali Scòcchə
[43,53] e bbittə [32]. Elementi di chiara origine veneta, data la loro presenza anche in tale complesso dialettale
con referenti uguali o simili, sono: scòtta [9] per i motivi forniti al §1, prudísi [11], frisu [26, 29] / frisə [49], e
5 Cfr. inoltre la discussione di Battisti nel DEI: non solo la voce "matafión" ma anche "matascione" ibid., voci ivi non
connesse tra di loro. Forme in -f- potrebbero esser così dovute ad un accostamento degli esiti in -sci-/-hj- con forme derivate
dal nesso lat. -FL- nei dialetti meridionali ad es. sciuri/ hjuri = fiore, sciumi/ hjumi = fiume (cfr. S. Ferdinando matahjúmi).
Per le forme antiche del XVI e XVII sec. mattaffiun, mattafune, le geminate sono, al nostro parere, frutto della riinterpretazione toscana di forme scempie venete che sono, comunque, scempie conservate nei prestiti e non esiti della
lenizione la cui seconda fase consiste proprio nello scempiamento delle geminate. Nel caso di mattafune è possibile anche
commistione con 'fune'.
lungo lo Ionio cuverta,-ə [ 56], nùotələ/ nùotəwə / nu:tə“ə [37,39] = nòttula [39: Calabria mediana e
meridionale, sia Tirreno che Ionio]. Nell'ultimo caso la presenza della -t- scempia in alcuni dialetti è indicativa,
come d'altronde anche la presenza nel veneto di nòtola < nǒctǔa sia come "civetta" che, per transfer, come
oggetto (tipo: nottolino). Genericamente settentrionali sono: pruda/ pruva [11,54], testagna [63], usata anche in
quei dialetti in cui caput > capu (f.) è tuttora mantenuta come "testa", come d'altronde l'oscillazione consonantica
osservata in pagliùolu/ pagliu:“ə = bbagghjòlu [64], segno di elemento estraneo (veneto: pagiòl/ pagiuolo/
pajólo) se non di un fenomeno di sonorizzazione non ancora bene valutato.
I pochi francesismi mediati sono mpurra [52], mpurrita [49] < enfourre/ enfourrer, tarzarùolu/ terzaròlu [75],
probabilmente provenzalismo. Merita una nota a parte la solita vòca [36,37]: accettando l'etimologia vōx >
vōcāre > deverbale *vōca [epressione usata per dare il ritmo di remata], del DEI, che spiega molto
adeguatamente la vocale tonica del napoletano vóchə (f.) e del veneto vóga, siamo obbligati a postulare un
prestito nel calabrese, in mancanza dell'atteso esito vōca > *vuca. A questi casi aggiungiamo pure ostina [8] <
spagnolo/ catalano (deverbale di ostar). Una discussione a sé merita trozza [6] che potrebbe sembrare accatto
veneto/ veneziano, data la presenza nell'ultimo dialetto di stròssa con lo stesso significato. Il DEI, per spiegare
ant. ven. troza presuppone uno sviluppo lineare del tipo torqua > *torca > ant. fr. torche > ant. ven. troza, spagn.
troza, port. troça, sempre con il referente che abbiamo indicato. Vista, comunque, la forma "troctia" del 1274,
richiamata dallo stesso Alessio, e vista la necessità ammessa da tutti, da Meyer-Lübke in poi, di postulare una
forma *tŏrtĭāre REW 8803 (< tŏrtus, ergo iterativo o simile del classico tŏrquēre), ipotizziamo una trafila REW
8803 > deverbale *tortia > trottia (= 1274 "troctia") > *trozza > port. troça/ spagn. troza, ven. stròssa, calabrese
trozza. La metatesi all'interno della sillaba avrebbe pure un suo motivo d'essere in una struttura verbale, cioè
*tŏrtĭāre > torzare > trozzare > deverbale tròzza. L'unica prova contraria, cioè a favore dell'ipotesi di un
francesismo, sarebbe un'unica forma calabrese "tròccia" generalizzata6. Supponiamo dunque che tutte le forme
romanze possono appartenere alla stessa matrice senza che ci sia prestito tra fonti diverse. Anzi, la forma
spagnola, casomai, sa di prestito "italiano" o portoghese, dato che presenta il normale esito della vocale chiusa
della comune matrice romanza (Proto-Romanzo) e non di quella aperta, che avremmo atteso. Per una possibile
formalizzazione di tale deriva vedi fig. 5.
Anche tolto quest'ultimo esempio, gli elementi esterni d'accatto risultano lemmi per i referenti [8, 9, 11, 26,
29, 32, 36, 37, 39, 43, 49, 52, 53, 54, 56, 63, 64, 75], vale a dire 18 casi su 83, il 22% del lessico in questione. La
situazione è il contrario di quella veneta, in cui il lessico per gli stessi referenti è praticamente esente da prestiti
6 Uno dei tre informatori di Cirò Marina ha fornito con esitazione la forma tròccia; comunque, la risposta comune di tutti gli
altri luoghi di mare (tròzza) e la maggioranza delle risposte nello stesso Cirò (2/3) ci hanno confortati nel considerare tròccia
una specie di a{pax, dal punto di vista calabrese.
esterni, tranne per i grecismi presenti pure nel calabrese, con forse qualche germanismo in più (4 casi), ma non
provenienti da fonti al di fuori del dialetto stesso. Si sottolinea di nuovo, dunque, questa natura oltremodo
composita del lessico marinaresco calabrese, risultato dell'incrocio di diverse pressioni culturali dinamiche nel
Mediterraneo medievale e post-medievale. Osserviamo che su 209 risposte fornite dagli informatori in risposta
alle 83 domande specifiche del questionario (quasi tre forme per ogni domanda), 110 sono riportate nel
Dizionario di Rohlfs con lo stesso significato (52,6%), 60 con significato diverso (28,7%), cioè senza attinenza
col lessico marinaro, mentre ne mancano completamente 39 (18,7%); inoltre è quasi sempre tralasciata la
questione etimologica e storica.
Come ultima osservazione potrebbe essere utile notare che i dialetti dell'Alto Ionio, formalmente parte dell'Area
Lausberg (Trebisacce, Montegiordano), come anche quelli della Zwischenzone tirrenica (Cirella), dimostrano
esiti sardi in 6 casi su 7: vēlum,-a > vèlə / vè“ə , antēnna > ntènnə, carēna > carènə, *cŭrrĭtōre(m) > currətòrə,
rēmum,-a > rèmə (f), timōne(m) > təmònə. L'unico esito calabro-siculo in questi dialetti, nel lessico settoriale
studiato, è quello già commentato a proposito di prudə / prurə.
Tab. 1
1 tipo di barca a vela per pesca o cabotaggio
- tartana (Ch, Ci, Ni, RJ, CL, CM); R +; prov. Cfr.DEI
- buZZa, guZZa (Di), bbuZZettu (Ni, SF), goZZu (SF); R + prob. orig. Genov.
- varca (SF), bbarca a bbila (CM, Ro) varc’a a bbiwə (Co), bbarchə a’ bbeghə (Tr); R+; REW 952
2 vela latina
- vela (Ch), vila latina (Ci, Di, SF, RJ, CL, Ro) viwə watinə (Co), vila (Ni, CM), vila a squatru
(Sc, RC), veghə (vilə) (Tr); R+; REW 9183
3 asta longitudinale della vela
- antenèla (Ch), ninna (Ci, Di, SF, CL), ninna d’a vila (Ni), ntinnola (Sc, RC, RJ), ntinnə (Ro, Co),
ntènnə (Tr); R?; REW 498
- pinna (CM); R+; REW 6514
- asta (Ro); R ≠; REW 4072
4 albero della vela
- àlbaro, àlbora (Ch), àrbərə (Ci, Di), àrburu da vila (Ni), àrburu (SF, RJ, CM), àrvuru (CL), àrbərə
(Ro, Co), àrvərə (Tr); R+; REW 606
5 corda per il maneggio della vela
- caregabasso (Ch); REW 1719
- Scottə (Ci); R+; cfr. testo
- fjocchə (Di); R≠; REW 3375
- juncu (SF, CL) junghə (Ro, Co); R?; REW 4619
- lavuru (RJ, Cm); R≠; REW 4809
6 corda di fissaggio dell’asta longitudinale
- fjocchə (Ci, Di), fjocchə (Co); R≠; REW 3375
- nurə “nodo” (Ro); R ≠; REW 5948
- trozza (RJ, CL, CM), troccia (CM); R-; cfr. testo
7 matafioni
- matafiòn (Ch), matafunə (Di), matassona (Ni), matahjiumi (SF), matahjuni (RJ), matahjuna (CL),
matafuni (CM), matassunə (Ro), matafunə (Co); R+; cfr. testo
- musci:llə (Ci); R+; cfr. muscello DEI
- ciòcciula (Ro); R-; forse deformazione di troccia/trozza?
8 corda di fissaggio della vela
- mante (Ch), amnati (RJ), mantə (Tr); R+; REW 4132
5
- bbillaccuni (Ni); R+; cfr. pol(l)acca DEI
- ostina (SF, CL); R-; sp. ostar
- paravìəntə (Co); R-; it. Paravento
9 scotta
- scòta (Ch), Scotta (Ci, CM), scotta (Di, Ni, SF, RJ, CL), scottə (Co, Tr, Mo); R+; cfr. testo
10 corda per il maneggio della vela
- gordilo (Ch); REW 1881
- caregabasso (Ch); REW 1719
- carə (Ci, Di), caru (SF, RJ, CL, CM), corə (Co); R-; gr. Tov karhV
- la ssartə (Ro) ; R-; gr. ejxavrtia
- bbillaccuni (CM); R+; cfr. pol(l)acca5 DEI
11 corda per tirare la barca a terra
- alsana (Ch); REW 385
- cima (Ci, Di); R-; REW 24382
- prudìsi (Ni); R+; ven. prodese/provese, cfr. testo
- palamara (SF); R-; gr. paVlmh
- tàgghja (SF); R-; REW 8538, vedi DEI taglia4 genov.
- cuditta (RJ, CL,), cudittə (Tr); R≠; REW 1774
- capuzzeddu (CM); R+; REW 1668
- cunnulə (Ro), cunnùrə (Mo); R-; gr. Kovntouro~ < ou\ro~, (coda)
- wavùrə(Co); R≠; REW 4809
12 elemento di legno per abbellimento
- papuccella (Ci, Di); R-; ?
- cunicchjola (Ni), cunacchjola (SF); R-; REW 20612
- palla (Se, RC. RJ, CL); R≠; REW 9082
- cap'i rotə (Ro, Co), capə i’ rotə (Tr, Mo); R≠; REW1668
13 ruota o dritto di prua
- próa (Ch) prudə (Tr), prurə (Mo), rota də prudə (Ci, Di), rota i pruva (Ni, SF, Sc, RC, RJ), rota e
pruva (CL), rot’i pruda (CM), rot'i prudə (Ro, Tr), rot'i prurə (Co); R+; tramite ven. < lat. prōra < gr.
prwvra
14 perno
- perno (Ch), pernu (Ni, Sc, RC, RJ, CL, CM), pernə (Ro. Tr), pìərnə (Co); R+; REW 64181
- bullunə (Ci, Di); R+; REW 6418, vedi DEI bullone
- viti (Ni); R+; REW 9395
- i chjova (SF); R≠; REW 19842
15 bullone
- bullunə (Ci, Di), bbulluni (Ni), i bbulona (Ni), bbuluni (SF, Sc, RC, RJ), bbuluna (CL). bbillona
(CM), bbullonə (Ro), bbullunə (Co); R+; REW 6418, vedi DEI bullone
16 palanca o parato
- falanghə (Ci, Di, Ro, Co), falanga (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL, CM) pa“anghə (Tr), paranghə (Mo);
R+; gr. favlagx
- strallə (Tr); R+; deverbale vedi DEI
17 elemento di rinforzo di poppa
- puntali i puppa (Ni, SF, Sc, RC, RJ), puntala e puppa (CL), puntala i puppa (CM), pundæw’i
puppə (Co), punta“'i puppə (Tr); R≠; REW 6847
- carena (Ci), carina (Di); R+; REW1693, sub judice
18 ruota o dritto di poppa
- pópa (Ch), rota də puppə (Ci, Di), rota i puppa (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL, CM), rot’i puppə (Ro, Co,
Tr); R+; REW 6855
19 agugliotto
- agugliə (Ci, Di), agugghja (RJ, CL, CM), ugghjozzu màsculu (Ni), gugghjozzu màsculu (SF),
ugghjozza (Sc, RC), aguglia màSchələ (Ro), gugghjə màschəwə (Co); R+; REW 119
20 femminella
- fəmmənella (Ci, Di), fìmmana (Ni, SF), fìmmənə (Ro), gugghjə fìmmənə (Co), fimmineÍÍa (Sc,
RC, CL), fìmminedda (CM), fìmmineja (RJ); R+; REW 32339
- bbuccula (Ni); R+; REW 1364
- anellettə (Ro); R+; REW 452
21 chiglia
- primə (Ci, Di, Ro, Co, Tr), u primu (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL, CM); R+; REW 6754, DEI primo3
- chiggia (Ni); R-; genov. < fr
- rotə (Mo); R≠; REW 7387
22 ossatura trasversale
- materə (Di), matèrii (Ni, RJ, CL), materi (Ni, SF, CM), materə (Ro, Co), maderə (Tr); R+; REW
5409
- centrali (Sc, RC); R≠; it.
-ossaùra(Ch);REW6114
- doghə (Ci); R≠; REW 27142
23 ordinate
- stamonalə (Ci, Di), stiminali (Ni, SF, CM), staminali (Ni, Sc, RC, RJ, CM), staminala (CL),
stamənalə (Ro), stamanæwə (Co), stimmina“ə (Tr), stamənarə (Mo); R+; gr. stavmin
24 paramezzale
- pədagnə (Ci, Di), pedagni (Ni, SF). pedagna (RJ, CL, CM), padagni (Ni), paragni (Sc, RC),
pəragnə (Ro, Co); R+; REW 6343
- paramesale (Ch); DEI paramezzale
25 corrente longitudinale
- serrettə (Ci), sarrittə (Di), serritta (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL, CM), sərrittə (Ro, Co); R+; REW 7861
26 orlo
- sfriato (Ch), frisə (Ci, Ro, Co, Tr, Mo); R+; < ven. < germ.
- muratə (Di); R≠.; REW 5764
- suprasolu (Ni, SF), suprasola (Se, RC); R-, REW 8079
- urru (RJ, CL, CM); R+; REW 6108
27 ombrinali
- gumaletti (Ni), gurnali (SF), burnali (RJ, CM), burnala (CL); R?; gr. biz. gou`rna
- vanghə (Ci, Di); R?; REW 933
- wàpərə mortə (Co); R-; it. opera morta: cfr. DEI opera2
28 incinta
- fascə (Ci), fasciamə (Di), fascia (Ni, RJ); R≠; REW 3214
- cinta (SF, CL), cintuni (F), cinta i mbuna (Sc, RC); R≠; REW 1921
- wàparə mortə (Co); R-; it. opera morta: cfr. DEI opera2
29 bordino di protezione
- burdə (Ci), bordinu (CL); R≠; REW 1215: germ.
- curnici:llə (Di); R≠; REW2247, DEI cornice
- cinta (Sc, RC); R≠; REW 1921
- rutunda (RJ), rutunnə (Tr); R≠; REW 7400
- frisə (Co, Mo); R+; ven. < germ.
30 letto della barca
- pagliu:lə (Ci); R+; ven.?
- panzə (Di), panza da bbarca (Ni), panza (SF, Sc, RC); R≠; REW 6207
- murata (CL, CM), muratə (Ro, Co, Tr, Mo), muratə d'a bbarchə (Mo); R≠; REW 5764
31 fasciame
- fasciamə (Ci, Di), fasciami (SF, Sc, RC, RJ), fasciama (CL), fasciæmə (Co), fasciamə (Tr), fasci
(Ni); R≠; REW 3214;
32 foro passante
- vogaro (Ch), nogaro (Ch)
- bbòcchələ (Ci, Di), bbucu (Ni, SF); R≠; buco?
- bìccula (RJ, CL), bbittə (Co); R-; DEI fr. < germ.
- manəchettə (Mo); R-; REW 5300
33 voga di prora
- voga (Ch), voca (Sc, RC), voca d’u vrazzolə (CM); R≠; nap. < deverb. vōcāre
- nù:təla (Ci), nu:ttəla (Di), nuətəw’i prurə (Co); R+; ven. nòtola < nŏctŭa
- vrazzolu (Ni, SF); R+; REW 1256
- maròcculu (RJ, CL); R≠; ?
- Scarmənə i prudə (Ro); R+; REW 7640 < gr. skavlmo~
34 voga del primo banco
- voga (Ch), voca (Se, RC); R≠s; nap. < deverb. vōcāre
- scarmə də prudə (Ci, Di); R+; REW 7640
- u secundu (Ni, SF); R≠; REW 7774
- brazzolu (RJ, CL); R+; REW 1256
- primə vanghə (Ro), nuətəw’i ru primə vanghə (Co); R≠; REW 933
35 voga del secondo banco
- voga (Ch), voca (Sc, RC); R≠; nap. < deverb. vōcāre
- scarmə səcunnə (Ci, Di); R+; REW 7640, 7774
- u tri (Ni), u terzu (SF); R≠; REW 8679
- secundu (RJ, CL), u səcunnə (Tr), nuətəw’i ru səcunnə vanghə (Co); R≠; REW 7640
36 voga del terzo banco
- voga (Ch), vochə də spallə (Ci, Di), voca d’a spaja (RJ), voca d’a spaÍÍa (CL), voca d’u menzə
(CM); R≠; nap. < deverb. vōcāre
- u quattru (Ni), u quartu (SF); R≠; REW 3936
- Scarmənə e menzə (Ro); R+; REW 7640
- nuətaw’i ru terzə vanghə (Co); R+; REW 8679
- u vrazzə (Tr); R≠; REW 1256
37 voga del quarto banco
- voga (Ch), vochə də səntinə (Ci, Di), voca d'a sentina (RJ, CL); R≠; nap. < deverb. vōcāre; DEI
sentina
- u cincu (Ni, SF); R≠; REW 63964
- a ttri cquarti (CM); R≠; REW 3936
- nuətəw’i ra səndinə (Co); R≠; DEI sentina
38 voga di poppa
- voga (Ch), vochə də puppə (Ci, Di), voca (Sc, RC), voca a puppa strema (CM); R≠; nap. < deverb.
vōcāre
- poleja i puppa (RJ), poleÍÍa e puppa (CL); R-; REW 6635, DEI puleggia
- Scarmənə i puppa (Ro); R-; REW 7640
39 supporto per lo scalmo
- nù:təla (Ci), nòtəla (Di), nòttula (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL), nòtula (CM), nòtələ (Ro), nùətəwa (Co);
R+; ven. nòtola < nŏctŭa
40 scalmo
- scarmə (Ci), scarmənə (Di), scarmu (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL, CM), Scarmənə (Ro), scàrmənə (Co,
Tr); R-; REW 7640
- castagnòla (Ch), castagno“ə (Tr); R-; DEI castagnola1
41 elem. su cui legare le corde di maneggio della vela
- manichettə (Ci, Di), manəchettə (Ro, Co); R-; REW 5300
- mammunettu (SF, Sc, RC, RJ, CL, CM); R-; ?
- palumbeÍÍa (Ro); R≠; REW 6181
42 piccoli fori per il drenaggio dell'acqua reflua
- cami:ntə (Ci); R≠; deriv. da calare
- buchə (Di); R-; DEI buco
- i lecci (Ni), alleggi (Ro); R+; DEI alleggio < fr
- gùsciuli (SF, CL), bbùsciuli (Se, RC); R+; vedi Rohlfs Diz. gùsciuli
- mmutəsìələ (Co); R-; REW 4286
43 elemento di raccordo dell'orlo a poppa ed a prua
- scocca (Ni), Scocch’i prurə (Co); R+; Rohlfs Diz. scocca
- brazzolu i poppa/prua (Sc, RC); R+; REW 1256
- gula (RJ, CL); R≠; sub judice
44 falchetta di prua
- falchi:ttə (Ci), farchettə (Di); R-; DEI falconara
- mpurra (Sc, RC), mpurra i pruva (RJ, CL), mpurra i pruda (CM) mpurr’i prurə (Co); R+; < fr.
enfourre, -er
45 banco di prua o primo banco
- vanghə (Ci, Di), primu vancu (Ni), primə vanghə (Ro, Co, Tr) vancu i pruva (SF), vancu i pruda
(CM), bbancazzu (RJ, CL); R+- REW 933
- tàvula da scazza (Sc, RC), a tàvərə maternə (Mo); R+; REW 8514
46 elemento frontale del banco di prua
- fruntalə (Ci, Di) fruntali (Sc, RC, RJ)- fruntala (CL)- fruntæwə (Co); R-; REW 3534
47 alleggio
- alli:ggiə (Ci, Di), i lecci (Ni), lèggi (Sc, RC, RJ, CL, CM), alleggi (Ro), wìəggiə (Co); R+; DEI
alleggio
- gùsciuli (SF); R+; vedi Rohlfs Diz. gùsciuli
48 cassonetto
- cassa da pescaóri (Ch), cassənettə (Ci, Di), cascetta (Ni), casciunettu (RJ, CL), coscinettu (CM),
casciceÍÍa (Ro), cascettə (Co); R+; REW 1658,1659a.
-mmucciàgghja (SF), mbucciagghja (Sc, RC); R+; deverbale, vedi Rohlfs Diz
- u scurtullarə (Tr); R-; ?
49 falchetta
- mburrə (Ci. Di), mfurritta (Sc, RC). mpurritta (RJ. CL)- R+- < fr enfourre, -er
- farchə (Co); R-; DEI falconara
- a frisə (Tr); R+; < ven.
50 braccioli
- vrazzulə (Ci), vracciulə (Di), brazzoli (Sc, RC, CL); R+- REW 1256
- palumbeji (Rj); R≠; REW 6181
- gwangə (Co); R≠; DEI gancio
51 divisione mezzana tra prora e poppa
- tàvula a materə (Ci, Di), tàvula (CM), tavuw’a mmaterə (Co); R+; REW 8514
- inchìa (Sc, RC), lanchìa (RJ, CL); R+; gr. lagkiva
52 falchetta di poppa
- mburrə də puppə (Ci, Di), mfùrra (Sc, RC), mpurra i puppa (RJ, CL, CM), mburr’i puppə (Co);
R+; < fr. enfourre, -er
53 elemento frontale della poppa
- catinottu (Sc, RC, RJ, CL); R-; REW 1769
- Scocch’i puppə (Co); R+; vedi Rohlfs Diz. scocca
54 corda dell'ancora
- cao de fèro (Ch), corda d’u ferru (Ni, RJ, CL, CM), corda r’u ferru (Sc, RC), corda r’u ferrə (Ro),
cord’i ru fìarrə (Co), cordə i’ firrə (Tr), corda d’u firrə (Mo); R+; REW 1881
- cimə (Ci, Di) R+; REW 2438
- prudisi (SF); R+; ven. prodese/provese, cfr. testo
55 anello passante
- anelo pe ligare li batei (Ch), ani:llə (Ci), ni:llə (Di), aneÍÍu (CL), nəllettə (Ro), nəllett’i sup'a
prurə (Co), anillə (Tr); R+; REW 452
- ganciu (Ni), ganciu i pruva (RJ), u’ ganciə i’ prudə (Tr), gangiə (Mo); R+; DEI gancio
- bbùccula (Ni, SF, Sc, RC); R+; REW 1364
56 palchetto di prua
- vanghittə (Ci, Di), banchittu (Sc, RC), bbancareju (RJ), bbancareÍÍu (CL); R+; REW 933
- a pruva (Ni, SP), prudə (Ro), vuccapuərt’i sup’a prurə (Co); R+; tramite ven. < lat. prōra < gr.
prwvra
- cuperta u pruda (CM), cuvertə (Tr); R≠; REW 2205
57 elemento di protezione dagli spruzzi del mare
-guardamanə (Ci, Di), guardamari (RJ), guardamara (CL), gwardamærə (Co); R-; DEI guardamano
(-bordo)
- parabórdo (Ch); DEI para2
58 scassa d'albero
- buchə pə l'arbərə da vilə (Ci, Di), bbucu d’u vancu (Ni, SF), bbuch’i l'arbələ (Ro); R≠; REW 1376
- scazza (RJ, CL), Scazza (CM), scàuzzə (Co); R+; REW < gr. skavptw deverbale
59 zaffo
- spunti:llə (Ci, Di); R-; vedi DEI spuntellare
- leggiu (Sc, RC); R+; DEI alleggio
- stuppagghju (RJ, CL), stuppə (Co); R+; REW 8332
60 secondo banco di voga
- səcunnə vanghə (Ci, Di), secundu vancu (Ni, SF), secundu bbancu (RJ, CL), vanghə (Ro, Tr),
səcunnə vanghə (Co), vànghərə (Mo); R+; REW 7774, 933
61 elem. longitudinali per lo scorrimento dell'acqua
- currəturə (Ci, Di), currituri (Ni, SF, RJ, CM), curritura (CL), Scurriturə (Ro), currəturə (Co),
currətòrə (Tr); R+; lat. cŭrrŏtōre(m)
62 terzo banco di voga
- terzə vanghə (Ci, Di), terzu vancu (Ni, SF), terzu bbancu (RJ, CL), terzə vanghə (Co, Tr), vanghə
a mmenZə (Ro), vànghərə (Mo); R+; REW 8679
63 chiusure trasversali degli elementi longitudinali
- stagnulellə (Ci), testagna (Sc, RC, RJ. CL), təstagnə (Co); R-; REW 8682, DEI testagnolo
- tàvulə a materə (Di); R+; REW 8524
64 pagliolo
- pagiòlo (Ch), pagliu:lə (Ci, Di), bbagghjolu (SF, CL), pagghjolə (Ro), pagghjuəwə (Co), pagliū“ə
(Tr), pagliūrə (Mo); R+; ven?
- tavulatu (Ni, SF, Sc, RC, RJ); R+; REW 8514
65 quarto banco di voga
- quartə vanghə (Ci, Di, Ro, Co, Tr), quartu vancu (Ni, SF). quarta bbancu (RJ, CL), vànghərə (Mo);
R+; REW 3936
66 poppa
- pópa (Ch), puppə (Ci, Di, Ro, Co, Tr, Mo), puppa (Ni, SF, Se, RC), cuperta i puppa (CM), covertə
(Tr); R+; REW 6855
- tamburreju i puppa (RJ), tamburreÍÍu (CL); R≠; REW2205, ar. tambūr
67 elemento di rinforzo di prua
- puntali di pruva (Ni, SP, RJ), puntali i prua (Sc, RC), puntala e pruva (CL), a puntala i pruda
(CM), pundæw’i prurə (Co); R≠; REW 6847
- carenə (Tr, Mo), carinə (Mo); R≠; REW 1693, sub judice
68 tavola del fasciame
- cinta e mbuna (Sc, RC), muna (RJ, CL), munettə (Ci); R-; ?
- fasciə (Di) fasc’i supə (Co); R≠; REW 3214
69 tavola del fasciame
- munə (Ci); R-; ?
- primə cintə (Di), prima cinta (RJ, CL); R+; REW 1921
- primə tàvuw’i fasciæmə (Co), primə tàvə“ə (Tr); R+; REW 8514
70 tavola del fasciame
- munə (Ci); R-; ?
- fasciamə (Di); R-≠; REW 3214
- terza tàvula (SF), prima tàvula d’a riva (RJ, CL), primə tàvə“ə i’ rivə (Tr), primə tàvuw’i suttə
(Co), tàvulə i suttə (Ro); R+; REW 8514
71 tavola del fasciame
- munə (Ci), R-; ?
- fasciamə (Di); R≠; REW 3214
- secunda tavula (Ni, SF), secunda tàvula d’a riva (RJ, CL), sekunnə tàvuw’i suttə (Co), səcunnə
tàva“ə i’ rivə (Tr); R+; REW 8514
72 tavola del fasciame
- munə (Ci); R-; ?
- fasciamə (Di); R≠; REW 3214
- chjavi (Sc, Rc, RJ), chjava (CL); R≠; REW 1981
- chjæn’i suttə (Co); R≠; REW 6581
73 tavola del fasciame
- chjanə də suttə (Ci); R≠; REW 6581
- tàvulə da panzə (Di), tàvula i fundu (Ni), prima tàvula d’u fundu (SF, RJ), primə tàvuw’i funnə
(Co), primə tavə“’ funnə (Tr); R+; REW 8514
- tàvula ra pàscima (Sc RC), pàscimi (CM); R-; DEI: genov. pascima
- torellu (CL); R≠; ?
74 tavola del fasciame
- chjanə də suttə (Di); R-≠; REW 6581
- tàvulə da panzə (Di), tàvula i fundu (Ni), secunda tàvula d’u fundu (RJ), tàvula ‘e spica (CL),
səcunnə tàvuw’i funnə (Co), səcunnə tàvə“ə’i funnə (Tr); R+; REW 8514
75 terzaruolo
- terzaloru (RJ, CL), tarzarùəwə (Co); R+; vedi DEI
76 bozzello
- paranco (Ch), paràngulu (CM); R+; vedi Rohlfs Diz.
- bigòta (Ch); DEI bigotta
- buzzi:llə (Ci), buzzellə (Di), bbuZZellu (Ni, SF), buzzellu (Sc, RC, RJ, CL, CM), cucuzziəllə
(Co); R-; it.
- carici (SF); R+; vedi Rohlfs Diz.
- puleggia (Ro), puleggiə (Mo); R≠; DEI puleggia
- arghənə (Ro); R-; it.
77 remi
- remo, -i (Ch), a remə (Ci), a rimə (Di), rrimu -i (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CM), rrimu -a (CL), rimə (Ro
Co), a remə (Tr); R+; REW 7204
- palellə (Ci), pale}a (SF); R+; REW 6154
78 legaccio di corda per fissare il remo allo scalmo
- stròpo (Ch), struppələ (Ci, Di), stroppu (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL), Stroppu (CM), ß}oppələ (Ro),
strùəppə (Co), stru:ppə (Tr, Mo); R+; vedi testo
79 impugnatura o girone
- zirón Ch), girón (Ch); REW 3938
- cigliunə (Ci. Di), ggigghjuni du rimu (Ni), ggigghjuni (SF, Sc, RC, RJ, CL, CM), cəgghjun’i ru
rimə (Co); R+; REW 1913
- cunnə ru rimə (Ro); R≠; REW 2399
- castagno“ə (Tr); R≠; DEI castagnola2
80 ginocchio
- solə (Ci, Di); R+; REW 80643
- còriu (Ni, SF); R+; REW 2233
- còju (Ni, SF, RJ), coÍÍu (CL), coddu (CM); R+; REW 2053
- nuətəwə (Co); R+; ven nòtola < nŏctŭa
81 pala
- pala (Ch, Ci, Di, Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL, CM), palettə ru rimə (Ro), pæw’i ru rimə (Co), pa“ə
(Tr), parə (Mo); R+; REW 6154
82 timone
- timon (Ch), təmunə (Ci, Di, Co), timuni (Ni, SF, Sc, RC, RJ, CL, CM), timunə (Ro), təmonə (Tr,
Mo); R+; REW 8625
83 barra del timone
-jaciə (Ci, Di), jaci (Ni, SF, Sc, RC, CM, Ro), jàcia (CL), gaci (Ro), jæcə (Co), jacə (Tr, Mo); R+;
REW 6048b, gr. oijavkion
- rebòla (Ch); REW 7953, sub judice
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