Il Settimo Rapporto del Joint National Committee sulla Prevenzione, Diagnosi, Valutazione e Trattamento dell' Ipertensione Arteriosa The JNC 7 Report Aram V. Chobanian, MD George L. Bakris, MD Henry R. Black, MD William C. Cushman, MD Lee A. Green, MD, MPH Joseph L. Izzo, jr, MD Daniel W. Jones, MD Barry J. Materson, MD, MBA Suzanne Oparil, MD Jackson T. Wright, Jr, MD, PhD Edward J. Roccella, PhD, MPH and the National High Blood Pressure Education Program Coordinating Committee Jama 2003: 289,19; 2560-2572 Traduzione di Giuseppe Galli - SIMG - Massa Carrara Il Settimo Rapporto del Joint National Committee sulla Prevenzione, Diagnosi, Valutazione e Trattamento dell' Ipertensione Arteriosa offre una nuova linea guida per la prevenzione ed il management dell'ipertensione. I messaggi chiave sono i seguenti: (1) In persone di età superiore a 50 anni, valori di pressione arteriosa sistolica superiori a 140 mmHg sono molto più importanti come fattore di rischio dei livelli di pressione diastolica; (2) Il rischio di malatta cardiovascolare inizia a 115/75 mmHg e raddoppia per ogni incremento di 20/10 mmHg ; soggetti che sono normotesi a 55 anni di età hanno un rischio di sviluppare ipertensione del corso dei successivi anni di vita pari al 90%; (3) Soggetti con una pressione arteriosa sistolica compresa fra 120 e 139 ed una pressione arteriosa diastolica fra 80 e 89 dovrebbero essere considerati come preipertesi e richiedere modificazioni dello stile di vita per la prevenzione della malattia cardiovascolare; (4) I diuretici tiazidici dovrebbero essere usati come trattamento della maggior parte dei pazienti con ipertensione non complicata, sia singolarmente, sia in associazione con farmaci delle altre classi. Certe condizioni ad alto rischio (compelling indications) sono indicazioni che obbligano all'uso fin dall'inizio di altre classi di farmaci anti ipertensivi (ACE inibitori, bloccanti dell'angiotensina, bloccanti, calcioantagonisti; (5) La maggior parte dei pazienti con ipertensione arteriosa richiederà 2 o più farmaci antiipertensivi per raggiungere il livello goal di pressione arteriosa (< 140-90 mmHg o < 130-80 per pazienti con diabete o nefropatia cronica); (6) Se la pressione arteriosa è superiore di 20/10 mmHg alla pressione goal, dovrebbero essere fatte alcune considerazioni in merito al trattamento con 2 farmaci, di cui uno dovrebbe essere un diuretico tiazidico; (7) La terapia più efficace prescritta dal clinico più accurato controllerà l'ipertensione arteriosa solo se il paziente è motivato. La motivazione migliora quando il paziente ha esperienze positive ed ha fiducia nel medico. L'empatia costruisce la fiducia ed è un potente motivatore. Infine, nel presentare queste linee guida il Comitato riconosce che un giudizio medico responsabile resta fondamentale. 1 Per oltre tre decadi il National Heart, Lung and Blood Institute (NHLBI) ha amministrato il Comitato Coordinatore del National High Blood Pressure Education Program (NHBPEP), una coalizione di 39 organizzazioni pubbliche, professionali e di volontariato e di 7 agenzie federali. Una importante funzione è di pubblicare consigli e linee guida disegnate per aumentare la consapevolezza, per la prevenzione, il trattamento ed il controllo dell’ipertensione. Dalla pubblicazione del Sixt Report of the Joint National Committee on the Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure (JNC VI) emanate nel 1997 (1), sono stati pubblicati molti trials clinici su larga scala. La decisione di formare un comitato per il Seventh Report of the Joint National Committee on the Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure (JNC VII) si è basata su 4 fattori: pubblicazione di molti nuovi studi osservazionali e trials clinici sull’ipertensione; il bisogno di nuove linee guida chiare e concise che potessero essere utili per i medici; il bisogno di semplificare la classificazione dell’ipertensione arteriosa; il dato riconosciuto che i reports del JNC non erano stati utilizzati in modo da ottenere il massimo beneficio. Questo report del JNC è presentato in 2 pubblicazioni separate: questa che è una guida succinta e rapida, ed un report più esteso che sarà pubblicato separatamente che fornirà un’ampia discussione e giustificazione a proposito delle raccomandazioni che vi sono contenute. Nel presentare queste linee guida il comitato riconosce che il giudizio responsabile dei medici è il fondamento su cui comunque deve basarsi il management dei pazienti. METODI Dalla pubblicazione del JNC VI Report, il Comitato Coordinatore del NHBPEP presieduto dal direttore del NHLBI, ha regolarmente rivisitato e discusso i trials clinici sull’ipertensione durante i loro incontri biennali. In molti casi il primo ricercatore dei principali studi ha presentato le informazioni direttamente al Comitato. Le presentazioni e le revisioni sono riassunte nel sito Web del NHLBI (http://www.nhlbi.nih.gov/about/nhbpep/index.htm) (2). Perché vi fosse accordo sulla commissione di un nuovo Report, il direttore richiedeva che i membri del Comitato Coordinatore scrivessero un dettagliato razionale che spiegasse la necessità di aggiornare le linee guida e di descrivere i punti critici ed i concetti che dovevano essere presi in considerazione per un nuovo Report. Il gruppo a capo del JNC VII era scelto in aggiunta ad un comitato esecutivo di 9 membri nominato interamente a partire dai partecipanti al Comitato Coordinatore del NHBPEP. Il Comitato coordinatore del NHBPEP era membro di 5 gruppi scriventi ciascuno dei quali era co-presieduto da 2 membri del comitato esecutivo. I concetti identificati dal Comitato Coordinatore del NHBPEP erano utilizzati per sviluppare il rapporto grezzo, mentre il rapporto definitivo è stato sviluppato completamente e pubblicato in 5 mesi. Sulla base dei concetti e punti critici identificati, il Comitato Esecutivo identificava i termini MeSH (Medical Subjet Headings) e le parole chiave rilevanti per rivedere ulteriormente la letteratura scientifica. Questi termini erano utilizzati per generare ricerche MEDLINE che interessavano letteratura scientifica il lingua inglese dal gennaio 1997 all’aprile 2003. Erano presi in considerazione vari sistemi per stratificare l’evidenza, gli schemi di classificazione usati nel JNC VI ed altre linee guida ad uso clinico del NHBPEP, (3,4) che classificano gli studi attraverso un processo adattato da Last e Abramson (5). Il Comitato Esecutivo si incontrava in 6 occasioni, 2 delle quali comprendevano incontri con l’intero Comitato Coordinatore. I gruppi scriventi si incontravano per teleconferenza ed utilizzavano altri mezzi elettronici di comunicazione per sviluppare il rapporto. Ventiquattro minute erano create e rivisitate in modo continuo. Durante i suoi incontri il Comitato Esecutivo utilizzava gruppi nominali modificati per identificare e risolvere i problemi. Il NHBPEP rivedeva la penultima bozza e forniva commenti scritti al Comitato Esecutivo. In aggiunta ipertensivologi leader di 33 nazioni rivedevano e commentavano il documento. Il Comitato Coordinatore del NHBPEP alla fine approvava il JNC 7 Report. 2 RISULTATI Classificazione dell’ipertensione arteriosa La Tavola 1 mostra la classificazione dell’ipertensione arteriosa per gli adulti di età superiore a 18 anni. La classificazione è basata sulla misurazione appropriata della pressione arteriosa in posizione seduta effettuata 2 o più volte per visita nel corso di almeno 2 visite in ambulatorio. Rispetto alla classificazione nel JNCVI, è stata aggiunta una nuova categoria chiamata preipertensione e gli stadi 2 e 3 sono stati combinati. I pazienti con preipertensione sono a rischio aumentato per la progressione ad ipertensione; quelli con pressione arteriosa compresa fra 130/80 e 139/89 mmHg hanno un rischio doppio di sviluppare ipertensione rispetto a quelli con valori più bassi (6). Tavola 1 Classificazione e management della pressione arteriosa per adulti di età superiore a 18 anni Management * Terapia farmacologica iniziale Classificazione PA PA sistolica mmHg * Normale < 120 e < 80 Preipertensione 120-139 o 80-89 Si Ipertensione Stadio 1 140-159 o 90-99 Si o 100 Si Ipertensione Stadio 2 160 PA Diastolica mmHg * Modifiche stile di vita Incoraggia mento Senza Compelling Indications Con Compelling Indications H Farmaco(i) per le Compelling Indications K Per la maggior parte Farmaco (i) per le Compelling diuretico tiazidico; Indications Può essere considerato ACE Altri farmaci antiipertensivi inibitore, ARB, bloccante, (ACE inibitore, ARB, calcioantagonista o una bloccante, calcioantagonista) combinazione se sono necessari Per la maggior parte Farmaco (i) per le Compelling combinazione di 2 farmaci Indications (di solito diuretico tiazidico e Altri farmaci antiipertensivi ACE inibitore, ARB, (ACE inibitore, ARB, bloccante, bloccante, calcioantagonista) calcioantagonista)§ se sono necessari Non sono indicati farmaci Abbreviazioni: ACE: angiotensin-converting enzyme; ARB: Bloccante del recettore dell'angiotensina * Trattamento determinato dalle categorie più alte di pressione arteriosa H Vedi Tavola 6 K Trattare i pazienti con nefropatia cronica o diabete per un goal di pressione arteriosa inferiore a 130/80 mmHg § Una terapia combinata iniziale dovrebbe essere usata con cautela nei soggetti a rischio di ipotensione ortostatica Rischio di Malattia Cardiovascolare L’ipertensione arteriosa interessa circa 50 milioni di individui negli USA e circa 1 miliardo di individui nel mondo. La prevalenza di ipertensione aumenta con l’invecchiamento a meno che non siano messe in atto ampie ed efficaci misure di prevenzione. Dati recenti dal Framingham Heart Study suggeriscono che soggetti che sono normotesi a 55 anni hanno un 90 % di possibilità di sviluppare ipertensione nel corso della vita. La relazione fra pressione arteriosa e rischio di malattia cardiovascolare (CVD) è continuo, consistente ed indipendente da altri fattori di rischio. Maggiore è l’Ipertensione arteriosa maggiore è la possibilità di infarto miocardico, insufficienza cardiaca, stroke e nefropatia. Per individui di età compresa fra 40 e 70 anni ciascun incremento di 20 mmHg nella pressione arteriosa sistolica o 10 mmHg nella pressione arteriosa diastolica raddoppia il rischio di malattia cardiovascolare attraverso l'intero range dei valori pressori da 115/75 a 185/115 mmHg (8). 3 La classificazione di preipertensione introdotta in questo report (Tavola 1), riconosce la relazione e segnala il bisogno di aumentare l’educazione delle figure sanitarie e della gente per ridurre i livelli di pressione arteriosa e prevenire lo sviluppo di ipertensione nella popolazione generale (9). Sono disponibili strategie di prevenzione per ottenere questo risultato (Vedi la sezione “modifiche dello stile di vita”). Tavola 2 Evoluzione nella presa di coscienza, trattamento e controllo dell'ipertensione arteriosa in adulti con ipertensione di età compresa fra 18 e 74 anni * Coscienza Trattamento Controllo H National Heart and Nutrition Examination Surveys, % III III II (1976-1980) (Fase 1, 1988-1991) (Fase 2, 1991-1994) 51 73 68 31 55 54 10 29 27 1999-2000 70 59 34 I dati 1999-2000 sono stati elaborati (M.Wolz, dati non pubblicati,2003) dal National Heart,Lung, and Blood Institute ed i dati dal National Heart and Nutrition Examination Surveys II e III (Fasi 1 e 2) sono del Sixt report of the Joint National Committee on the Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure. Per Ipertensione si intende una P.A. sistolica di almeno 140 mmHg od una P.A. diastolica di almeno 90 mmHg o l'assunzione di farmaci antiipertensivi. H P.A.sistolica inferiore a 140 mmHg e P.A.diastolica inferiore a 90 mmHg Benefici della riduzione della pressione arteriosa Nei trials clinici la terapia anti ipertensiva è stata associata con una riduzione media del 35-40 % dell’incidenza di stroke; 20-25 % di infarto miocardico; più del 50 % di insufficienza cardiaca (10). È stimato che in pazienti con ipertensione arteriosa allo stadio 1 (P.A.sistolica 140-159 e o P.A.diastolica 90-99 mmHg) e fattori aggiuntivi di rischio cardiovascolare in cui viene ottenuta una riduzione della pressione arteriosa di 12 mmHg costante per 10 anni viene prevenuta 1 morte per ogni 11 pazienti trattati. In presenza di malattia cardiovascolare o danno degli organi bersaglio solo 9 pazienti richiederebbero questa riduzione per prevenire una morte (11). Percentuali di controllo della pressione arteriosa La diagnosi di ipertensione è la diagnosi più comune negli USA con 35 milioni di visite ambulatoriali (12). Le percentuali attuali di controllo (P.A.sistolica < 140 mmHg e P.A.diastolica < 90 mmHg ), benché migliorate, sono ancora lontane dagli obiettivi di salute pubblica del 2010 che prevedono un controllo del 50 %. Ancora oggi il 30% dei soggetti ipertesi non sa di esserlo (Tavola 2). Nella maggioranza dei pazienti il controllare la P.A.sistolica , che è un fattore di rischio per malattia cardiovascolare più importante della P.A.diastolica , eccetto nei pazienti con meno di 55 anni (13) che si verifica con maggior frequenza nei soggetti anziani, è considerevilmente più difficile del controllo della P.A.diastolica. Recenti trials clinici hanno dimostrato che un efficace controllo può essere ottenuto nella maggior parte dei pazienti con ipertensione arteriosa ma la maggioranza richiederà l’uso di 2 o più farmaci anti ipertensivi (14,15). Quando i medici falliscono nel prescrivere modifiche dello stile di vita, dosi adeguate di farmaci anti ipertensivi o appropriate combinazioni di farmaci, ne può derivare un controllo inadeguato della pressione arteriosa. 4 Misurazione accurata della pressione arteriosa in studio Dovrebbe essere usato il metodo auscultatorio con uno strumento calibrato e validato (16). I pazienti dovrebbero essere seduti, calmi, per almeno 5 minuti su una sedia piuttosto che sul lettino, con i piedi appoggiati al pavimento e le braccia a livello del cuore. La misurazione in posizione eretta è indicata periodicamente, specie nei soggetti a rischio di ipotensione posturale. Dovrebbe essere utilizzato un bracciale di dimensioni appropriate con una camera d’aria che circondi almeno l’80 % della circonferenza del braccio. Dovrebbero essere effettuate almeno 2 misurazioni. La P.A.sistolica è il punto in cui è ascoltato il primo di 2 o più suoni (fase 1) e la P.A.diastolica è il punto prima della scomparsa dei suoni (fase 5). I medici dovrebbero dire ai pazienti i valori misurati della pressione arteriosa sia a voce che scriverli su un foglio, così come i valori di pressione arteriosa da raggiungere. Box 1. Fattori di rischio cardiovascolare Fattori di rischio maggiori Ipertensione arteriosaH Fumo di sigaretta Obesità (BMI 30) H Inattività fisica DislipidemiaH Diabete mellitoH Microalbuminuria o Filtrato glomerulare stimato < 60 ml/minuto Età (> 55 anni per l'uomo, > 65 anni per la donna) Storia famigliare di malattia cardiovascolare precoce (> 55 anni per l'uomo, > 65 anni per la donna) Danno degli organi bersaglio Cuore Ipertrofia ventricolare sinistra Angina o infarto miocardico pregresso Pregressa rivascolarizzazione coronarica Insufficienza cardiaca Cervello Stroke o TIA Nefropatia cronica Arteriopatia periferica Retinopatia BMI: indice di massa corporea che si ottiene dividendo il peso in Kg per il quadrato dell'altezza in metri H Componenti della sindrome metabolica Monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa Il monitoraggio ambulatoriale (17) fornisce informazioni circa la pressione arteriosa durante le attività giornaliere e durante il sonno. Il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa è importante per la valutazione dell’ipertensione arteriosa da camice bianco (white coat hypertension) in assenza di danno degli organi bersaglio. È anche utile per valutare pazienti con apparente resistenza ai farmaci, sintomi ipotensivi con i farmaci anti ipertensivi, ipertensione arteriosa episodica e disfunzione autonomica. I valori ottenuti con il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa sono di solito più bassi di quelli ottenuti in ambito clinico. Sono da considerare ipertesi soggetti che da svegli hanno una pressione arteriosa maggiore di 135/85 e superiore a 120/75 durante il sonno. Il livello della pressione arteriosa durante monitoraggio ambulatoriale correla meglio della misurazione in studio con il danno degli organi bersaglio (18). Il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa inoltre fornisce la misura della percentuale di misurazioni 5 elevate, i valori complessivi di pressione arteriosa e la durata della riduzione della pressione arteriosa durante il sonno. Nella maggior parte dei soggetti la pressione arteriosa si riduce dal 10 al 20% durante la notte; quelli in cui questa riduzione non è presente sono a rischio di eventi cardiovascolari. Auto-misurazione della pressione arteriosa L’auto-misurazione può essere utile per ottenere informazioni sulla risposta ai trattamenti anti ipertensivi migliorando l’aderenza al trattamento (19) e nella valutazione dell’ipertensione da camice bianco. Individui con una pressione arteriosa auto-misurata a domicilio maggiore di 135/85 devono essere considerati ipertesi. Gli strumenti per la misurazione domiciliare devono essere tarati regolarmente. Valutazione del paziente La valutazione del paziente con ipertensione arteriosa documentata ha tre obiettivi: 1) Valutare lo stile di vita ed identificare altri fattori di rischio cardiovascolare o disordini concomitanti che possono avere valore prognostico e essere di guida al trattamento (Box 1); 2) rivelare cause identificabili di ipertensione arteriosa (Box 2); 3) Valutare la presenza o l’assenza di danno a livello degli organi bersaglio e la presenza di malattia cardiovascolare. I dati devono essere acquisiti attraverso l’anamnesi, l’esame clinico, gli esami di laboratorio di routine ed altre procedure diagnostiche. L’esame fisico dovrebbe includere un’appropriata misurazione della pressione arteriosa, con verifica nel braccio controlaterale; esame del fondo dell’occhio; calcolo dell’indice di massa corporea (può essere utile anche la misura della circonferenza vita); auscultazione per verificare la presenza o assenza di soffi carotidei addominali o femorali; palpazione della tiroide; esame del cuore e dei polmoni; palpazione dell’addome per masse renali, aumento di volume dei reni, masse e pulsazione aortica anormale; palpazione delle estremità inferiori per la valutazione dei polsi e dell’edema; esame neurologico. Box 2. Cause identificabili di Ipertensione arteriosa Apnee durante il sonno Ipertensione farmaco indotta o farmaco correlata (Vedi Box 3) Nefropatia cronica Aldosteronismo primitivo Malattia renovascolare Terapia cronica con steroidi Sindrome di Cushing Feocromocitoma Coartazione aortica Malattie della tiroide o delle paratiroidi Esami di laboratorio ed altre procedure diagnostiche Esami di routine sono raccomandati prima di iniziare il trattamento ed includono ECG, esame delle urine, glicemia, ematocrito, potassiemia, creatininemia (o la valutazione del filtrato glomerulare), calcemia, profilo lipidico (dopo 9-12 ore di digiuno) che include la misurazione di colesterolo totale, HDL ed LDL e dei trigliceridi. Esami opzionali includono la misura dell’albuminuria o del rapporto albumina/creatinina. Esami più estesi per cause identificabili di ipertensione non sono generalmente indicati, a meno che non sia stato possibile ottenere il controllo della pressione arteriosa. 6 Trattamento Obiettivi della terapia. Il fine ultimo della terapia anti ipertensiva è la riduzione della mortalità e morbilità cardiovascolare e renale. Poiché molti pazienti con ipertensione, specialmente quelli di almeno 50 anni di età raggiungeranno il goal di pressione arteriosa diastolica una volta che la pressione arteriosa sistolica è normale, l’intento primario dovrebbe essere di ottenere una pressione arteriosa sistolica normale (Figura). Il trattamento di una pressione arteriosa sistolica e diastolica al fine di ottenere valori minori di 140/90 mmHg è associato con una riduzione nelle complicanze legate a malattia cardiovascolare. In pazienti con ipertensione associata a diabete o nefropatia l’obiettivo da raggiungere è una pressione arteriosa inferiore a 130/80 mmHg (21,22). Modifiche dello stile di vita L’adozione di stili di vita salutari da parte di tutti gli individui è un punto critico per la prevenzione dell’ipertensione arteriosa ed è una parte indispensabile della gestione di quelli con ipertensione. Modifiche rilevanti dello stile di vita hanno dimostrato di ridurre i livelli di pressione arteriosa ed includono una riduzione del peso nei soggetti in sovrappeso od obesi (23,24); l’adozione di regimi dietetici come il DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) (25) che è ricco in potassio e calcio (26); riduzione del sodio nella dieta (25,27); attività fisica (28,29); moderazione nel consumo di alcool (Tavola 3) (30).Modifiche dello stile di vita riducono la pressione arteriosa, aumentano l’efficacia dei farmaci anti ipertensivi e riducono il rischio cardiovascolare. Per esempio una dieta DASH a 1600 mg di sodio a effetti simili al trattamento anti ipertensivo con un singolo farmaco (25).La combinazione di 2 o più modifiche nello stile di vita può permettere di ottenere risultati ancora migliori. Trattamento farmacologico I risultati derivati da eccellenti trials clinici provano che riducendo la pressione arteriosa con varie classi di farmaci che includono ACE inibitori, bloccanti dei recettori dell’angiotensina (ARBs), bloccanti, bloccanti dei canali del calcio (CCBs) e diuretici tiazidici, si ridurranno le complicanze dell’ipertensione (10,31-37). La Tavola 4 e la Tavola 5 forniscono una lista degli agenti anti ipertensivi comunemente usati. I diuretici di tipo tiazidico sono stati la base del trattamento anti ipertensivo in moltissimi outcome trials (37). In questi trials, incluso il recentemente pubblicato ALLHAT (Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attach Trial) (3), i diuretici sono stati virtualmente non sorpassati nel prevenire le complicanze vascolari dell’ipertensione. L’eccezione è il Second Australian National Blood Pressure trial (36) che riportava risultati lievemente migliori in uomini bianchi che iniziavano con un ACE inibitore rispetto al gruppo che iniziava con il diuretico. I diuretici aumentano l’efficacia anti ipertensiva di regimi a più farmaci, possono essere utili per ottenere il controllo della pressione arteriosa e sono meglio sopportati di altri agenti anti ipertensivi. Nonostante questi dati, i diuretici restano sotto utilizzati (39). I diuretici di tipo tiazidico dovrebbero essere usati come trattamento iniziale per la maggior parte dei pazienti con ipertensione, sia da soli, sia in combinazione con una delle altre classi (ACE inibitori, ARBs, bloccanti, Calcioantagonisti) avendo dimostrato il loro beneficio in outcome trials randomizzati. La lista delle indicazioni imperative (compelling indications) che richiedono l’uso di altri farmaci anti ipertensivi come terapia iniziale è mostrata nella Tavola 6. Se un farmaco non è tollerato o è controindicato, allora dovrebbe essere sostituito con uno che ha dato prova di ridurre gli eventi cardiovascolari appartenente ad una delle altre classi. 7 Figura Algoritmo per il trattamento dell'ipertensione Modifiche dello stile di vita Goal di P.A. non raggiunto (<140/90 mmHg o <130/80 mmHg per i pazienti con diabete o con nefropatia cronica) Scelta del farmaco iniziale Ipertensione senza Compelling indications Ipertensione Stadio 1 (P.A.Sistolica 140-159 oppure P.A:Diastolica 90-99 mmHg) Diuretici Tiazidici per la maggior parte dei casi. Considerare ACE inibitore, ARB, bloccante, calcioantagonista o una loro combinazione Ipertensione Stadio 2 (P.A.Sistolica 160 oppure P.A.Diastolica 100 mmHg Combinazione di due farmaci per la maggior parte dei casi (usualmente Diuretico Tiazidico e ACE inibitore o ARB o bloccante o calcioantagonista Ipertensione con Compelling indications Farmaco (i) per le compelling indications (Vedi Tavola 6) Altri farmaci anti ipertensivi (Diuretici, ACE inibitori, ARBs, bloccanti, Calcioantagonisti se necessari) Goal di P.A. non raggiunto Ottimizzare il dosaggio o aggiungere nuovi farmaci finché non è raggiunto il goal di P.A. Considera la consulenza specialistica Abbreviazioni: P.A. pressione arteriosa ACE angiotensin-converting enzyme, ARB angiotensin-receptor blocker 8 Ottenere il controllo della Pressione arteriosa in singoli pazienti Quando la pressione arteriosa è 20/10 mmHg sopra il goal, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di iniziare una terapia con due farmaci, sia come prescrizioni separate, che in combinazioni fisse (Figura). L’inizio di una terapia con più di un agente può aumentare la probabilità di raggiungere il goal di pressione arteriosa in modo più rapido, ma particolare attenzione deve essere posta a quei soggetti a rischio di ipotensione ortostatica come i pazienti con diabete o disfunzione autonomica ed alcuni anziani. Dovrebbe essere considerato l’uso di farmaci generici per ridurre i costi della prescrizione. Follow-up e monitoraggio Una volta che il trattamento è iniziato, la maggior parte dei pazienti dovrebbe tornare per il controllo e l’aggiustamento dei farmaci approssimativamente a cadenza mensile fino a quando non è raggiunto il goal di pressione arteriosa. Visite più frequenti saranno necessarie per pazienti con ipertensione stadio 2 o con malattie associate. La potassiemia e la creatininemia dovrebbero essere monitorizzate almeno 1 o 2 volte all’anno (60). Quando il goal di pressione arteriosa è stabile, le visite di controllo possono essere effettuate ad intervalli di 3-6 mesi. Comorbidità, come l’associazione di insufficienza cardiaca, diabete o il bisogno di esami di laboratorio influenza la frequenza delle visite. Gli altri fattore di rischio cardiovascolare dovrebbero essere trattati per raggiungere i loro rispettivi goals e la disassuefazione dal tabacco dovrebbe essere promossa in modo vigoroso. Una terapia con aspirina a basso dosaggio dovrebbe essere presa in considerazione solo quando la pressione arteriosa è controllata poiché il rischio di stroke emorragico è aumentato in pazienti con ipertensione arteriosa non controllata (61). Tavola 3 Modificazioni dello stile di vita per il management dell'ipertensione* Modificazione Riduzione del peso Raccomandazione Mantenere un peso normale (BMI 18,5-24,9) Range approssimativo di riduzione della P.A.sistolica 5-20mmHg/10 kg di peso perduti (23,24) Consumare una dieta ricca in frutti, vegetali e prodotti a basso contenuto in grassi totali e 8-14 mmHg (25,26) saturi Ridurre l'introito di sodio a non più di 100 Restrizione sodica 2-8 mmHg (25,27) mEq/L (2,4 g di sodio o 6 g di sodio cloruro) Attività fisica aerobica regolare come Attività fisica camminare (almeno 30 minuti al giorno più 4-9mmHg (28,29) giorni alla settimana) Limitare il consumo a non oltre 2 bicchieri al giorno (30 ml di etanolo) nella maggior parte 2-4 mmHg (30) Moderazione nel consumo di alcool degli uomini e non più di un bicchiere nella donna Abbreviazioni: P.A. pressione arteriosa; BMI Indice di massa corporea DASH Dietary Approaches to Stop Hypertension; * Per una riduzione complessiva del rischio stop al fumo. Gli effetti di queste modificazioni sono dose e tempo dipendenti e potrebbero essere maggiori per alcuni soggetti Adottare il regime dietetico DASH Considerazioni speciali Il paziente con ipertensione e certe comorbidità richede speciale attenzione e follow-up da parte del clinico. Indicazioni imperative (compelling indications) La Tavola 6 descrive le compelling indications, condizioni ad alto rischio che richiedono certe classi di farmaci anti ipertensivi. La selezione di farmaci per queste indicazioni è basata sui dati di una favorevole evoluzione verificata nei trials clinici. Può essere richiesta la combinazione di più 9 farmaci. Altre considerazioni sul management includono i farmaci già in uso, la tollerabilità ed i valori di pressione arteriosa desiderati. In molti casi può essere indicata una consulenza specialistica. Cardiopatia ischemica La cardiopatia ischemica è la più comune forma di danno agli organi bersaglio associato all'ipertensione arteriosa. In pazienti con ipertensione e angina pectoris stabile il primo farmaco di scelta e di solito un bloccante ed in alternativa può essere usato un calcioantagonista (1). In pazienti con sindromi coronariche acute (angina instabile o infarto miocardico) l’ipertensione dovrebbe essere inizialmente trattata con bloccanti ed ACE inibitori (49), con l’aggiunta di altri farmaci se necessari al controllo della pressione arteriosa. In pazienti con esiti di infarto miocardico gli ACE inibitori, i bloccanti e gli antagonisti dell’aldosterone hanno provato di essere più efficaci (50,52,53,62). È pure indicato un trattamento con farmaci ipolipemizzanti e con aspirina. Tavola 4 Farmaci antiipertensivi orali * Classe Diuretici Tiazidici Diuretici dell'ansa Diuretici risparmiatori di potassio Bloccanti i recettori dell'Aldosterone bloccanti bloccanti con ISA - bloccanti ACE inibitori Farmaco Clorotiazide Clortalidone IdroclorotiazideH Politiazide IndapamideH Metolazone Metolazone BumetanideH Furosemide TorsemideH AmilorideH Triamterene Eplerenone SpironolattoneH AtenololoH BetaxololoH BisoprololoH MetoprololoH Metoprololo RP NadololoH PropranololoH Propranololo RP TimololoH AcebutololoH Penbutololo Pindololo Carvedilolo Labetalolo BenazeprilH CaptoprilH EnalaprilH Fosinopril LisinoprilH Moexipril Perindopril Quinapril Ramipril Trandolapril Dose abituale,range, mg/dl 125-500 12,5-25 12,5-50 2-4 1,5-2,5 0,5-1 2,5-5 0,5-2 20-80 2,5 5-10 50-100 50-100 25-50 25-100 5-20 2,5-10 50-100 50-100 40-120 40-160 60-180 20-40 200-800 10-40 10-40 12,5-50 200-800 10-40 25-100 2,5-40 10-40 10-40 7,5-30 4-8 10-40 2,5-20 1-4 Frequenza giornaliera 1 1 1 1 1 1 1 2 2 10 1-2 1-2 1-2 1-2 1 1 1 1-2 1 1 2 1 2 2 1 2 2 2 1-2 2 1-2 1 1 1 1-2 1 1 1 (continua) 10 Insufficienza cardiaca L’insufficienza cardiaca in forma di disfunzione ventricolare sistolica o diastolica deriva primariamente dall’ipertensione sistolica e dalla cardiopatia ischemica. Un controllo attento della pressione arteriosa e del colesterolo sono le misure preventive primarie da attuare per i soggetti ad alto rischio di insufficienza cardiaca (40). In individui asintomatici con disfunzione ventricolare dimostrabile sono raccomandati ACE inibitori e bloccanti (52,62). Per quelli con disfunzione ventricolare sintomatica o insufficienza cardiaca terminale sono raccomandati ACE inibitori, bloccanti, ARBs, bloccanti dell’aldosterone assieme a diuretici dell’ansa (40, 4-48). Tavola 4 Farmaci antiipertensivi orali (continuazione) * Classe Antagonisti dell'angiotensina II Calcioantagonisti non diidropiridinici Calcioantagonisti diidropiridinici 1 bloccanti 2 agonisti centrali ed altri farmaci agenti centralmente Vasodilatatori diretti Farmaco Candesartan Eprosartan Irbesartan Losartan Olmesartan Telmisartan Valsartan Diltiazem RPH Diltiazem RP VerapamilH Verapamil RPH Verapamil RP Amlodipina Felodipina Isradipina Nicardipina RP Nifedipina RP Nisoldipina Doxazosina PrazosinaH Terazosina ClondinaH Clonidina transdermica TTS MetildopaH Reserpina Guanfacina IdralazinaH MinoxidilH Dose abituale, range, mg/dl 8-32 400-800 150-300 25-100 20-40 20-80 80-320 180-420 120-540 80-320 120-360 120-360 2,5-10 2,5-20 2,5-10 60-120 30-60 10-40 1-16 2-20 1-20 01-0,8 0,1-0,3 250-1000 0,05-0,25 0,5-2 25-100 2,5-80 Frequenza giornaliera 1 1-2 1 1-2 1 1 1 1 1 2 1-2 1 1 1 2 2 1 1 1 2-3 1-2 2 1 alla settimana 2 1K 1 2 1-2 Abbreviazioni: ACE angiotensin converting enzyme, RP reazione prolungata HFarmaco presente in formulazione generica attualmente o in un futuro prossimo KUna dose di 0,1 mg può essere somministrata a giorni alterni per raggiungerequesto dosaggio *I dosaggi possono essere diversi da quelli del Physician Desk reference (38) che può essere consultato per informazioni aggiuntive Diabete Una combinazione di 2 o più farmaci è di solito necessaria per ottenere un goal di pressione arteriosa inferiore a 130/80 mmHg (21,22). Diuretici tiazidici, bloccanti, ACE inibitori, ARBs e calcioantagonisti sono efficaci nel ridurre l’incidenza di malattia cardiovascolare e stroke in pazienti con diabete (33,54,63). I trattamenti basati su ACE inibitori o ARBs agiscono favorevolmente sulla 11 progressione della nefropatia diabetica e riducono l’albuminuria (55,56), gli ARBs hanno mostrato di ridurre la progressione a macroalbuminuria (56,57). Nefropatia cronica In pazienti con nefropatia cronica definita sia come ridotta funzione escretoria con un filtrato glomerulare inferiore a 60 ml/minuto/1,73 m2 superficie corporea (corrispondente approssimativamente a una creatininemia di > di 1,5 mg/dl [>132,6 µmol/L] nell’uomo o > 1,3 mg/dl [>114,9 µmol/L] nella donna) (20) sia come presenza di albuminuria. (>300 mg/die o 200 mg di albumina per grammo di creatinina), l’obiettivo terapeutico e di rallentare il deterioramento dela funzione renale e prevenire la malattia cardiovascolare. L’ipertensione è presente nella maggioranza di questi pazienti e questi dovrebbero ricevere un trattamento aggressivo della pressione arteriosa, spesso con 3 o più farmaci i modo da raggiungere un obiettivo di valori di pressione arteriosa inferiore a 130/80 mmHg (59-64). Gli ACE inibitori ed gli ARBs hanno dimostrato effetti favorevoli sulla progressione della nefropatia diabetica e non diabetica (55-59,64). Un incremento limitato della creatininemia di un 35% sopra il limite con gli ACE inibitori o gli ARBs è accettabile e non è un motivo per interrompere il trattamento, a meno che non si sviluppi iperkaliemia (65). Nella nefropatia avanzata (filtrato glomerulare < 30ml/minuto/1,73 m2 superficie corporea, corrispondente ad una creatininemia di 2,5-3 mg/dl [221-265 µmol/L]), sono di solito necessarie dosi crescenti di diuretici dell’ansa in associazione con altre classi di farmaci. Malattia cerebrovascolare I rischi ed i benefici di un abbassamento acuto della pressione arteriosa durante uno stroke non sono ancora chiari; un controllo della pressione arteriosa a livelli intermedi (approssimativamente 160/100 mmHg) è appropriato fino a che le condizioni non si siano stabilizzate o non siano migliorate. La combinazione di un ACE inibitori e di un diuretico tiazidico ha ridotto la percentuale di ricorrenza di stroke (35). Altre particolari situazioni Minoranze etniche Le percentuali di controllo della pressione arteriosa variano nelle minoranze etniche e sono minori negli americani messicani e negli americani nativi (1). In generale il trattamento dell’ipertensione è simile per tutti i gruppi demografici, ma fattori socioeconomici e stile di vita possono essere barriere importanti al controllo della pressione arteriosa in alcuni pazienti. La prevalenza, la severità e l’impatto dell’ipertensione arteriosa sono aumentati nei neri, che dimostrano riposte piuttosto ridotte alla monoterapia con bloccanti, ACE inibitori o ARBs rispetto a diuretici o calcioantagonisti. Queste differenze sono ampiamente eliminate da combinazioni che includano dosi adeguate di un diuretico. L’angioedema da ACE inibitori si verifica da 2 a 4 volte più spesso nei neri con ipertensione rispetto ad altri gruppi (33). Obesità e sindrome metabolica L’obesità (indice di massa corporea 30) è un fattore di rischio a crescente prevalenza per lo sviluppo di ipertensione e malattia cardiovascolare. L’Adult treatment Panel III guideline for cholesterol management definisce come sindrome metabolica la presenza di 3 o più delle seguenti condizioni: obesità addominale (circonferenza vita > 102 cm nell’uomo o > 89 cm nella donna), intolleranza glicidica (glicemia a digiuno 110 mg/dl [ 6,1 mmol/L]), pressione arteriosa di almeno 130/85mmHg, trigliceridemia elevata ( 150 mg/dl [ 1,70 mmol/L]) o basso colesterolo HDL (< 40 mg/dl [< 1,04 mmol/L] nell’uomo o < 50 mg/dl [< 1,30 mmol/L nella donna) (60). Dovrebbero essere perseguite intensive modificazioni dello stile di vita in tutti i soggetti con sindrome metabolica e dovrebbe essere istituita una terapia farmacologica appropriata per ognuna delle componenti. Ipertrofia ventricolare sinistra L’ipertrofia ventricolare sinistra è un fattore di rischio indipendente che aumenta la probabilità di una successiva malattia cardiovascolare. La regressione dell’ipertrofia ventricolare sinistra si verifica con una gestione aggressiva dell’ipertensione arteriosa, che include perdita di peso, 12 restrizione sodica e trattamento con tutte le classi di farmaci anti ipertensivi, ad eccezione dei vasodilatatori diretti idralazina e minoxidil (1,67). Arteriopatia periferica L’arteriopatia periferica è equivalente in rischio alla cardiopatia ischemica. Ogni classe di farmaci anti ipertensivi può essere usata nella maggior parte dei pazienti con arteriopatia periferica. Altri fattori di rischio dovrebbero essere trattati aggressivamente e dovrebbe essere utilizzata l’aspirina. Tavola 5 Combinazione di farmaci per l'ipertensione Tipo di combinazione ACE inibitori e Calcioantagonisti ACE inibitori e diuretici ARBs e diuretici bloccanti e diuretici Farmaci ad azione centrale e diuretico Diuretico e diuretico Combinazione in dose fissa, mg* Amlodipina/benazepril cloridrato 2,5/10 5/10 5/20 10/20 Enalapril maleato/felodipina 5/5 Trandolapril/verapamil 2/180 1/240 2/240 4/240 Benazepril/idroclorotiazide 5/6,25 10/12,5 20/12,5 20/25 Captopril/idroclorotiazide 25/15 25/25 50/15 50/25 Enalapril maleato/idroclorotiazide 5/12,5 10/25 Lisinopril/idroclorotiazide 10/12,5 20/12,5 20/25 Moexipril/idroclorotiazide 7,5/12,5 15/25 Quinapril HCl/idroclorotiazide 10/12,5 20/12,5 20/25 Candesartan cilexetil/idroclorotiazide 16/12,5 32/12,5 Eprosartan mesilato/idroclorotiazide 600/12,5 600/25 Irbesartan/idroclorotiazide 75/12,5 150/12,5 300/12,5 Losartan potassio/idroclorotiazide 50/12,5 100/25 Telmisartan/idroclorotiazide 40/12,5 80/12,5 Valsartan/idroclorotiazide 80/12,5 160/12,5 Atenololo/clortalidone 50/25 100/25 Bisoprololo fumarato/idroclorotiazide 2,5/6,25 5/6,25 10/6,25 Propranololo RP/idroclorotiazide 40/25 80/25 Metoprololo tartrato/idroclorotiazide 50/25 100/25 Nadololo/bendroflumetazide 40/5 80/5 Timololo maleato/idroclorotiazide 10/25 Metildopa/idroclorotiazide 250/15 250/25 500/30 500/50 Reserpina/clorotiazide 0125/250 0,25/500 Reserpina/idroclorotiazide 0,125/25 0,125/50 Amiloride HCl/idroclorotiazide 5/50 Spironolattone/idroclorotiazide 25/25 50/50 Triamterene/idroclorotiazide 37,5/25 50/25 75/50 Abbreviazioni. ACE: angiotensin converting enzyme; ARB: angiotensin receptor blocker; HCl: cloridrato; RP: rilascio prolungato; Alcune formulazioni sono disponibili in dosi fisse multiple. Ciascun dosaggio è riportato in milligrammi Ipertensione negli individui più anziani. L’ipertensione arteriosa si verifica in oltre 2/3 dei soggetti dopo i 65 anni (1). Questa è anche la popolazione con le più basse percentuali di controllo della pressione arteriosa (68). Le raccomandazioni sul trattamento per gli individui più anziani con ipertensione, incluso quelli con ipertensione sistolica isolata, dovrebbero seguire gli stessi principi sottolineati per la cura in generale dell’ipertensione. In molti soggetti possono essere indicate basse dosi iniziali per evitare sintomi; tuttavia sono necessarie dosi standard e più farmaci nelle maggior parte degli individui più anziani per raggiungere un controllo appropriato. Ipotensione posturale Un riduzione della pressione arteriosa sistolica superiore a 10 mmHg in piedi, quando è associata con confusione o debolezza è più frequente nei pazienti più anziani con ipertensione sistolica, diabete e che stanno assumendo diuretici o venodilatatori (nitrati, bloccanti e farmaci tipo sildenafil) ed alcuni farmaci psicotropi. In questi soggetti la pressione arteriosa dovrebbe essere 13 monitorizzata anche in posizione eretta. Dovrebbe essere usata cautela per evitare una eccessiva deplezione di volume ed una eccessivamente rapida titolazione delle dosi dei farmaci anti ipertensivi. Tavola 6 Trials clinici e Linee guida utilizzate come base per le Compelling Indications per singole classi di farmaci Farmaci raccomandati Condizioni ad alto rischio con Compelling Indications Insufficienza cardiaca Diuretico bloccante • Postinfarto Malattia coronarica ad elevato rischio Diabete • • Nefropatia cronica Prevenzione dello stroke ricorrente • ACE inibitore ARB • • • • • • • • • • • • CCB • Antagonista dell' aldosterone • • Trial ClinicoH ACC/AHA Heart Failure Guideline40 MERIT-HF41 COPERNICUS42 CIBIS43SOLVD44 RACE,46 VaIHEFT RALES48 AIRE45 ACC/AHA Post-MI Gudeline49 BHAT50 SAVE51 Capricorn,52 EPHESUS53 ALLHAT33 HOPE34 ANBP236 LIFE32 CONVINCE31 NKF-ADA Guideline2122 UKPDS54 ALLHAT33 NKF Guideline22 Captopril Trial55 RENAAL56 IDNT57 REIN58 AASK59 PROGRESS35 Abbreviazioni: AASK, African American Study of Kidney Disease and Hypertension; ACC/AHA, American College of Cardiology/American Heart Association; ACE, angiotensinconverting enzyme; AIRE, Acute Infarction Ramipril Efficacy: ALLHAT, Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial; ANBP2, Second Australian National Blood Pressure Study; ARB, angiotensin-receptor blocker; BHAT, -Blocker Heart Attack Trial; CIBIS, Cardiac Insufficiency Bisoprolol; Study; CCB, Calcium Channel Blocker; CONVINCE, Controlled Onset Verapamil Investigation of Cardiovascular End Points; COPERNICUS, Carvedilol Prospective Randomized Cumulative Survival Study; EPHESUS, Eplerenone Post-Acute Myocardial Intarction Heart Failure Efficacy and Survival Study; HOPE, Heart Outcomes Prevention Evaluation Study; IDNT, irbesartan Diabetic Nephropathy Trial; LIFE, Losartan Intervention For Endpoint Reduction in Hypertension Study; MERIT-HF, Metoprolol CR/XL Randomized Intervention Trial in Congestive Heart Failure; NKF-ADA, National Kidney Foundation-American Diabetes Association; PROGRESS, Perindopril Protection Against Recurrent Stroke Study; RALES, Randomized Aldactone Evaluation Study; REIN, Ramipril Efficacy in Nephropathy Study; RENAAL Reduction of Endpoints in Non-insulin-Dependent Diabetes Mellitus with the Angiotensin II Antagonist Losartan Study; SAVE, Survival and Ventricular Enlargement Study; SOLVD, Studies of Left Ventricular Dysfunction: TRACE, Trandolapril Cardiac Evaluation Study; UKPDS, United Kingdom Prospective Diabetes Study; ValHEFT, Valsartan Heart Failure Trial. *Le Compelling indications per i fasrmaci anti ipertensivi sono basati sui benefici derivati da studi du outcome o su linee guida esistenti; la compelling Indication è trattata in parallelo con la pressione arteriosa. HCondizioni per cui i trials clinici dimostrano il beneficio di specifiche classi di farmaci anti ipertensivi. Demenza Demenza e deficit cognitivo si verificano più spesso in pazienti con ipertensione. Con una terapia anti ipertensiva efficace si può verificare un rallentamento della progressione del deficit cognitivo (69,70) 14 Ipertensione nella donna I contraccettivi orali possono aumentare la pressione arteriosa ed il rischio di ipertensione aumenta con la durata del loro uso. Le donne che assumono contraccettivi orali dovrebbero controllare la loro pressione arteriosa regolarmente. Lo sviluppo di ipertensione è un motivo per prendere in considerazione altre forme di contraccezione. All’opposto la terapia ormonale sostitutiva non aumenta la pressione arteriosa (71). Donne con ipertensione che diventano gravide dovrebbero essere seguite accuratamente a causa dell’aumento del rischio per la madre e per il feto. Metildopa, bloccanti, vasodilatatori sono i farmaci preferiti per la sicurezza del feto (72). Gli ACE inibitori e gli ARBs non devono essere usati in gravidanza per la potenzialità di produrre difetti fetali e dovrebbero essere evitati in donne che hanno la probabilità di diventare gravide. La preeclampsia, che si verifica dopo la 20 settimana di gestazione, è caratterizzata dalla comparsa o dal peggioramento di ipertensione, albuminuria ed iperuricemia, talvolta con anormalità della coagulazione. In alcune pazienti la preeclampsia può svilupparsi nel corso di una urgenza od emergenza ipertensiva e può richiedere ospedalizzazione, monitoraggio intensivo, parto precoce e terapia anti ipertensiva ed anticonvulsivante per via parenterale (72). Bambini ed adolescenti Nei bambini e negli adolescenti l’ipertensione è definita come una pressione arteriosa che è, in ripetute misurazioni, al 95° percentile o più elevata, aggiustata per età, altezza e sesso (73). Il 5° tono di Korotkoff è usato per definire la pressione arteriosa diastolica. I medici dovrebbero stare attenti alla possibilità di cause identificabili di ipertensione nei bambini più piccoli (malattie renali, coartazione aortica). Interventi sullo stile di vita sono fortemente raccomandati ed i farmaci sono utilizzati per livelli più elevati di pressione arteriosa o quando la risposta alle modifiche dello stile di vita è insufficiente (74). La scelta dei farmaci anti ipertensivi è simile nei bambini e negli adulti, ma le dosi efficaci nel bambino sono spesso minori e dovrebbero essere accuratamente aggiustate. ACE inibitori e ARBs non dovrebbero essere utilizzati nelle ragazze gravide o sessualmente attive. L’ipertensione non complicata non dovrebbe essere una ragione per l’astensione dal partecipare ad attività fisiche, soprattutto perché l’esercizio a lungo termine può ridurre la pressione arteriosa. L’uso di steroidi anabolizzanti dovrebbe essere fortemente scoraggiato. Per altri fattori di rischio modificabili, come il fumo, dovrebbero essere condotti interventi vigorosi. Urgenze ed emergenze ipertensive Pazienti con marcata elevazione della pressione arteriosa e danno acuto degli organi bersaglio, come encefalopatia, infarto miocardico, angina instabile, edema polmonare, eclampsia, stroke, trauma cranico, emorragia pericolosa per la vita o dissezione aortica, richiedono l’ospedalizzazione e la somministrazione di farmaci per via parenterale (1). Pazienti con pressione arteriosa elevata ma senza danno acuto degli organi bersaglio di solito non richiedono l’ospedalizzazione ma dovrebbero ricevere immediatamente una combinazione orale di farmaci anti ipertensivi, essere accuratamente monitorizzati per verificare danno renale o cardiaco e studiati per cause identificabili di ipertensione arteriosa (Box 2). Considerazioni addizionali nella scelta dei farmaci anti ipertensivi I farmaci anti ipertensivi possono avere effetti favorevoli o sfavorevoli su altre comorbidità. Effetti favorevoli potenziali I diuretici di tipo tiazidico sono utili per rallentare la demineralizzazione nell’osteoporosi. I bloccanti possono essere utili nel trattamento delle tachiaritmie atriali e nella fibrillazione atriale, nell’emicrania, nella tireotossicosi (a breve termine), nel tremore essenziale e nell’ipertensione perioperatoria. I calcioantagonisti possono essere utili nella sindrome di Raynaud ed in certe aritmie, gli bloccanti nel prostatismo. 15 Effetti sfavorevoli potenziali I diuretici tiazidici dovrebbero essere usati con cautela nei pazienti con gotta o storia significativa di iponatriemia. I bloccanti dovrebbero essere generalmente evitati in individui con asma, malattie allergiche delle vie respiratorie o blocco cardiaco di secondo o terzo grado. Gli ACE inibitori non dovrebbero essere somministrati a donne che hanno la probabilità di diventare gravide e sono controindicate in quelle che lo sono; non dovrebbero essere utilizzati in soggetti con storia di angioedema. Gli antagonisti dell’aldosterone ed i risparmiatori di potassio possono causare iperkaliemia e dovrebbero essere evitati in pazienti con valori di potassio sierico superiori a 5 mEq/L mentre non assumono farmaci. Box 3. Cause di ipertensione arteriosa resistente Misurazione impropria della pressione Sovraccarico di volume e pseudotolleranza Eccessiva introduzione di sodio Ritenzione di liquidi da nefropatia Trattamento diuretico inadeguato Farmacoindotta o altre cause Non aderenza Dosi inadeguate Combinazioni inappropriate Antiinfiammatori non steroidei, inibitori della cicloossicenasi 2 Cocaina, amfetamine, altre droghe Simpaticomimetici (decongestionanti, anoressizzanti) Contraccettivi orali Steroidi surrenalici Ciclosporina e tacrolimus Eritropoietina Liquerizia, inclusi alcuni chewing tobacco Condizioni associate Obesità Eccesiva ingestione di alcool Cause identificabili di ipertensione (vedi Box 2) Migliorare il controllo dell’ipertensione arteriosa Aderenza ai regimi Modelli comportamentali suggeriscono che la più efficace terapia prescritta dal medico più accurato controllerà l’ipertensione solo se il paziente è motivato ad assumere i farmaci prescritti ed a stabilire e mantenere uno stile di vita salutare. Le motivazioni si accrescono quando i pazienti hanno fiducia ed hanno esperienze positive con i loro medici. L’empatia costruisce la fiducia ed è un potente motivatore (75). Le attitudini del paziente sono enormemente influenzate dalle differenze culturali, credenze e precedenti esperienze con il sistema sanitario (76).Queste attitudini possono essere comprese se il medico costruisce fiducia ed aumenta la comunicazione con i pazienti e le famiglie. L’insufficienza a titolare o combinare i farmaci nonostante la conoscenza che il paziente non ha raggiunto il goal di pressione arteriosa rappresenta un’inerzia clinica e dovrebbe essere vinta (77). Possono essere di utilità sistemi di supporto decisionale (elettronici e cartacei), diagrammi di flusso, e coinvolgimento di infermieri e farmacisti (78). Il paziente ed il medico dovrebbero essere d’accordo sui livelli di pressione arteriosa da raggiungere. Sono importanti una strategia centrata sul paziente per ottenere il goal ed una stima del tempo necessario a raggiungerlo (79). Quando la pressione arteriosa è sopra il goal, i cambiamenti del piano dovrebbero essere documentati. Può essere utile anche l’automonitoraggio della pressione 16 arteriosa. La non aderenza del paziente alla terapia è aumentata dalla incomprensione della condizione o del trattamento, dalla negazione della malattia per l’assenza di sintomi o dalla percezione dei farmaci come simbolo di malattia, dal mancato coinvolgimento del paziente nel piano di cura o da eventi avversi inattesi dei farmaci. Il paziente dovrebbe essere fatto sentire a proprio agio quando parla al medico di tutti i problemi e delle paure delle reazione inattese o disturbanti relative al farmaco. Il costo delle medicazioni e la complessità della cura (trasporto, difficoltà del paziente con la politerapia, difficoltà nel prendere l’appuntamento) sono barriere addizionali che devono essere superate per ottenere il goal di pressione arteriosa. Tutte le figure che si occupano del management (medici, infermieri, farmacisti, dentisti, dietisti, oculisti) devono lavorare insieme per influenzare e rinforzare le istruzioni, per migliorare lo stile di vita dei pazienti ed il controllo della pressione arteriosa (80). Ipertensione resistente L’ipertensione è definita resistente quando non viene raggiunto il goal di pressione arteriosa nonostante l’aderenza a dosi piene di un regime appropriato di 3 farmaci di cui uno è un diuretico. Dopo aver escluso una causa identificabile di ipertensione arteriosa (Box 2) il medico dovrebbe esplorare accuratamente le ragioni per cui il paziente non è al goal di pressione arteriosa (Box 3).Una attenzione particolare dovrebbe essere data al tipo di diuretico ed alla dose in rapporto alla funzione renale (Vedi sezione “Nefropatie croniche”). Se il goal di pressione arteriosa non può essere raggiunto dovrebbe essere preso in considerazione il consulto con uno specialista di ipertensione. Schema usato per la classificazione dell'evidenza M Metanalisi; uso di metodi statistici per combinare i risultati dei trials clinici Ra Trials controllati randomizzati noti anche come studi sperimentali RE Analisi retrospettive, note anche come studi caso-controllo F Studio prospettico, noto anche come studio di coorte con l'inclusione anche di studi storici o di follow-up X sorveglianza incrociata, nota anche come studi di prevalenza Pr Precedenti rassegne o prese di posizione C Interventi clinici non randomizzati Questi simboli sono allegati alle citazioni nella lista dei riferimenti. Gli studi che hanno fornito le evidenze che supportano le raccomandazioni di questo report erano classificate e riviste dallo staff e dal comitato Esecutivo.lo schema di classificazione deriva dal JNC VI report Sfide di salute pubblica e programmi di comunità Interventi di salute pubblica come riduzione delle calorie, dei grassi saturi, del sale nei cibi confezionati e crescenti opportunità di effettuare attività fisica durante la vita di tutti i giorni ed a scuola possono ottenere una riduzione della pressione arteriosa nella popolazione, quindi potenzialmente riducendo morbilità, mortalità e rischio per un singolo individuo di sviluppare ipertensione nel corso della vita. Questo diventa particolarmente critico nel momento in cui il l’indice di massa corporea degli individui negli USA e cresciuto a livelli epidemici. Oggi 122 milioni di adulti sono sovrappeso od obesi e questo contribuisce all’aumento della pressione arteriosa e di condizioni correlate (81). Il JNC 7 sottoscrive la risoluzione dell’American Public Health Association che i fabbricanti di cibi ed i ristoranti riducano il sodio negli alimenti del 50% nella prossima decade. Quando strategie di intervento di salute pubblica tengono conto della diversità di fattori razziali, etnici, culturali, linguistici, religiosi e sociali nella fornitura dei loro servizi, aumenta la probabilità che essi vengano accettati dalla comunità. Gli approcci di salute 17 pubblica possono fornire una attraente opportunità per interrompere e prevenire il continuo costoso circolo della gestione dell’ipertensione e delle sue complicanze. REFERIMENTI 1. Joint National Committee on Prevention Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure. The sixth report of the Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure. Arch Intern Med. 1997;157:2413-2446. Pr 2. US Department of Health and Human Setvices, National Heart, Lung, and Blood Institute. 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