Nota della FCS per l’audizione al CNEL con l’Autorità dell’energia 20 Settembre 2012
Per un mercato più concorrenziale, per un consumo sostenibile e per una scelta
consapevole del mercato libero
Egregio Presidente,
Egregi Componenti, Gentili Direttori,
prima di tutto vogliamo ringraziarvi per la consueta disponibilità con cui vi ponete a
disposizione di tutti gli stakeholders del settore energetico al fine di confrontarvi e consultare
le diverse parti in un dialogo costruttivo e produttivo, fondamentale per uno sviluppo
sostenibile dell’intero settore.
La Fondazione Consumo Sostenibile ha tenuto a partecipare a questo momento per porre
l’attenzione sulla sostenibilità della regolazione e per porre alla vostra attenzione temi emersi
nella Conferenza Internazionale, che la Fondazione ha realizzato nel Parlamento Europeo a
Bruxelles lo scorso giugno.
Un Forum che riteniamo abbia dato un contributo alla preparazione della Conferenza di Londra
sull’energia prevista per Novembre p.v.
Alcuni spunti emersi li riprendiamo nel nostro intervento di oggi, che per comodità abbiamo
suddiviso in macroargomenti.
1. MERCATO LIBERALIZZATO DELL’ENERGIA
Il mercato libero dell’energia resta per i consumatori un “nano” mercato. Come si evince dalla
relazione dell’Autorità stessa, oggi sono passati ad un nuovo fornitore circa 6 milioni di
consumatori, molti dei quali all’interno dello stesso gruppo societario. Ogni mese vi sono più di
100.000 switching ma, ogni mese, più di 15.000 consumatori trovano questa esperienza
negativa e fanno ritorno al mercato di maggior tutela, ciò significa che tutto ciò che abbiamo
fatto non è sufficiente e che occorre fare di più. La sfiducia dei cittadini nei confronti di tale
mercato è dovuta ad un approccio spesso forzoso (vendite porta a porta o telefoniche nelle ore
serali) in cui si evidenzia una scarsa trasparenza, diffuse pratiche commerciali sleali (in merito
i miei colleghi delle AACC potranno essere certo più esaustivi di me).
Le pratiche commerciali sleali devono trovare da parte dell’Autorità una decisa azione di
contrasto a cui si deve aggiungere anche l’azione collettiva risarcitoria; poiché esse creano una
cultura negativa sul libero mercato.
Indagini realizzate dalla Fondazione e confermate dalla relazione dell’Autorità dimostrano che
le tariffe sul mercato tutelato, per il settore elettrico, sono spesso più vantaggiose delle tariffe
sul mercato libero. Il mercato libero resta quindi di scarso interesse/convenienza per il mercato
retail nonostante i rilevanti sforzi di informazione realizzati dalla Autorità stessa, dalle
associazioni consumatori e dalle imprese interessate. Questo è un fenomeno largamente
diffuso in Europa, dove in molti altri Paesi si è registrata la scarsa convenienza economica.
Si rende pertanto necessario, a nostro avviso, aumentare sia la concorrenza con un mercato
europeo dell’energia, sia con l’informazione al consumatore affinché possa realizzare scelte
consapevoli e non dettate da informazioni ingannevoli. Best practices realizzate in altri Paesi
europei possono essere utili indicazioni anche per l’Autorità italiana.
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2. MERCATO UNICO DELL’ENERGIA
L’energia nelle sue articolazioni (elettricità, gas, carburanti) resta un fattore chiave nel
bilancio della famiglia, per lo sviluppo economico, per l’equilibro ambientale e la riduzione della
CO2.
L’energia è un servizio primario che deve essere garantito a tutte le famiglie e i consumatori, è
proprio per questo che dobbiamo essere consapevoli che in futuro nel settore energetico vi
saranno rilevanti innovazioni: le rinnovabili, la micro generazione, l’auto elettrica, le smart
grids.
Si rende necessario investire nella regolazione e nello sviluppo del mercato affinché anche i
consumatori possano godere dei benefici del free market, con bollette molto più leggere. Sono
necessari interventi strutturati per incentivare la realizzazione di un reale mercato liberalizzato,
un mercato che non può essere nazionale, ma europeo. L’economia, le infrastrutture, le
politiche e gli incentivi devono avere un orientamento europeo.
Oggi le differenze di costo del Kwh o del m3 per il gas da un Paese all’altro sono significative,
mentre la concorrenza nel mercato retail è limitata al singolo Paese.
Per realizzare una significativa concorrenza a livello europeo è indispensabile realizzare una
maggiore interconnessione delle reti nel settore elettrico e del gas.
Occorre separare inoltre le dinamiche dei prezzi relativi all’elettricità e gas metano, anche sulla
borsa dell’energia occorre una riflessione sul suo funzionamento, collegandola anche alle
dinamiche europee.
3. SVILUPPO DELLE INFRASTRUTTURE
Le reti dell’energia, (come quelle dei trasporti e delle comunicazioni) costituiscono la spina
dorsale del Mercato Unico. In effetti, infrastrutture efficaci favoriscono la rapidità e
l’economicità della libera circolazione di persone, merci, energie diverse e dati.
Un’integrazione economica efficiente si basa sull’integrazione di infrastrutture di rete che
operano in modo efficace. È indispensabile pertanto una politica e una regolazione per le
infrastrutture energetiche al fine di cambiare il modo di pianificare e sviluppare le reti
nell’Unione europea. Occorre trovare soluzioni per gli anelli mancanti importanti e le reti
devono diventare più intelligenti per migliorare il trasporto dell’energia. La nuova regolazione
dovrà favorire la costruzione di una rete unificata e intelligente che aumenti non solo la
sicurezza dell’approvvigionamento e l’integrazione dei mercati, ma anche l’efficienza energetica
e il consumo delle energie rinnovabili.
In alcune giornate, in Germania, il 110% del fabbisogno energetico è prodotto dal sole, ma
non può essere utilizzato perché non vi sono infrastrutture per trasportare l’energia prodotta al
di fuori dello stesso Paese.
Investire nelle interconnessioni e nell’indipendenza delle reti dai produttori e dagli importatori,
per superare condizioni di monopolio e garantire una maggiore concorrenza, più sicurezza negli
approvvigionamenti, porterà maggiori risparmi nelle bollette dei consumatori italiani ed europei
che si attendono una riduzione significativa delle tariffe, e un miglioramento del servizio grazie
anche alle nuove tecnologie. La concorrenza deve essere garantita dalle Istituzioni, mentre il
libero mercato deve consentire maggiori servizi.
L’accelerazione e la trasparenza delle procedure di autorizzazione sono essenziali per integrare
le reti energetiche nazionali in un’unica rete europea. È urgente agire in questo settore, in
considerazione dei tempi necessari per l’autorizzazione di nuovi progetti (che spesso superano
i 10 anni).
La separazione Snam Eni dovrebbe consentire una terzietà della rete e quindi avviare una
concorrenza anche nel settore del gas, ma resta fondamentale garantire la disponibilità delle
risorse a condizioni economicamente sostenibili, anche attraverso lo sviluppo di nuove
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infrastrutture per gli stoccaggi e la rigassificazione. Per la realizzazione di tali infrastrutture è
però necessario individuare siti e progetti sostenibili.
Lo sviluppo delle infrastrutture prevede inoltre lo sviluppo di tecnologie intelligenti per il
demand side managment, come gli smart meter nel gas, ma soprattutto per la gestione delle
domande di punta (Peak demand management) per il settore elettrico.
E’ necessario sviluppare queste tecnologie al servizio dei cittadini sia nel mercato del gas, sia
nel settore elettrico, dove lo sviluppo si è fermato all’installazione dei contatori telegestiti.
Le nuove tecnologie e la regolamentazione non possono esimersi dal considerare la crescita e
di un nuovo consumatore, il consumatore-produttore.
4. FONTI RINNOVABILI
Un concreto sviluppo delle reti nazionali inoltre si rende necessario al fine del pieno
sfruttamento dell’energia prodotta con le fonti rinnovabili. Settore nel quale si rende necessaria
una regolamentazione che porti ad una stabilizzazione degli oneri impropri in bolletta e ad una
sostenibilità degli incentivi, che già oggi rappresentano un carico eccessivo sulla bolletta, un
onere difficilmente trasferibile sulla fiscalità generale.
La realizzazione di nuovi impianti deve essere soggetta all’autorizzazione unica, al fine di poter
realizzare infrastrutture realmente sfruttabili e pagare una produzione effettiva e non una
mancata produzione per far fronte ad un investimento già realizzato.
La crescente produzione e disponibilità sul mercato di energia prodotta da fonti rinnovabili,
deve prevedere una revisione del sistema incentivante, della regolazione e della borsa
elettrica, collegandola alle dinamiche europee e favorendo inoltre una migliore
programmabilità delle fonti rinnovabili.
Vi è un problema di sostenibilità, l’Autorità dovrebbe assumere una iniziativa politica per fare
emergere tale problema nei confronti dell’opinione pubblica e dei consumatori.
5. EFFICIENZA ENERGETICA
Da sempre, prima con il mio ruolo in Associazione, oggi come Fondazione, sostengo che la
Prima fonte rinnovabile è l’efficienza energetica.
L’obbiettivo dell’Unione Europea, del 20- 20-20 è un obbiettivo di sviluppo sostenibile
condiviso, l’efficienza energetica resta lo strumento più significativo per acquisire tali risultati.
È indispensabile salvaguardare gli incentivi per una maggiore efficienza e risparmio energetico
in particolare rivolto alle abitazioni e agli edifici pubblici.
Controlli vanno realizzati sulla certificazione energetica di prodotti di importazione, la cui
veridicità è in forte dubbio (pannelli fotovoltaici, condizionatori, ecc).
Le associazioni consumatori vanno sostenute sulla informazione e nell’assistenza alle famiglie
per favorire gli investimenti in un settore tanto strategico.
6. ENFORCEMENT DEL CONSUMATORE PER UN CONSUMO CONSAOPEVOLE
Un consumatore informato è un consumatore consapevole, quindi capace di fare le proprie
scelte, condizionando positivamente il mercato. E’ per questo necessario investire
nell’informazione e nella formazione del cittadino attraverso la costruzione di una
consapevolezza basata sulla conoscenza dei propri consumi e soprattutto del proprio modo di
utilizzo dell’energia.
Ciò è possibile attraverso la realizzazione di una bolletta trasparente e comprensibile. Lo
sviluppo di strumenti di comparabilità che non siano limitati al “trovaofferte”, strumento
sicuramente valido, ma che non è in grado di far fronte alla giungla di offerte commerciali che
rendono impossibile o quantomeno difficile una comparazione delle tariffe e dei servizi.
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Ne è riprova che pochi consumatori consultano il “trova offerte” e nessuna impresa dell’energia
adotta una pubblicità comparativa.
Tre sono le misure che vanno incoraggiate:
 La realizzazione di tariffe standard di base sui consumi tipici della famiglia che ogni
impresa deve offrire al mercato e quindi comparabili. Il problema è aperto anche a
livello europeo. (comparabilità delle offerte).
 Una bolletta trasparente in cui sia evidenziato oltre all’importo da pagare il costo per
unità di consumo riferito al bimestre con relativa variazione sul bimestre precedente
(comparabilità sulla bolletta). Una best practice potrebbe essere quella di prevedere “un
estratto conto” annuale in cui evidenziare quei dati utili al consumatore per comparare
la propria bolletta energetica con quella di altri consumatori e decidere se permanere
con il proprio operatore o cambiare.
 Lo sviluppo degli smart meters può impedire operazioni speculative sul consumo
presunto; occorre prevedere la possibilità di accesso tramite internet a tutti i dati della
propria utenza presso il fornitore.
A ciò si aggiunga l’esigenza di un enforcement sulle regole per lo switch off per impedire
operazioni speculative di contratti non voluti dal cliente o su switch off per evadere bollette
arretrate.
Sono indispensabili anche campagne informative che influenzino la quantità o la modalità d'uso
dell'energia consumata da parte degli utenti finali. Un’informazione mirata aumenterebbe la
consapevolezza dei propri consumi.
7. CRISI ECONOMICA E CONSUMATORI VULNERABILI
Per molte famiglie la bolletta energetica è diventata un servizio difficilmente sostenibile
(disoccupazione, ristrutturazioni, ecc) e ciò porta ad un aumento della morosità. La regolazione
deve tuttavia tenere ben separate quelle che sono le esigenze dei consumatori in difficoltà e/o
vulnerabili dalle morosità speculative, rivolte ad eludere il pagamento della bolletta con il
cambio di operatore. Mentre i primi vanno aiutati anche con una revisione del bonus elettrico e
del bonus gas, i secondi vanno decisamente contrastati. È importante che le procedure di
dilazione o di interruzione del servizio siano trasparenti e che siano coinvolti anche soggetti
terzi nella valutazione dei casi di difficoltà e/o vulnerabilità.
P.S. La Fondazione ha realizzato il 20 Giugno scorso una Conferenza all’interno del Parlamento Europeo
su: “Sustainable Energy & Consumers- Infractures, Security and Competitiveness” riscontrando un positivo
successo con la Commissione e con una presenza di 17 Paesi UE e 3 extra UE. È intenzione della
Fondazione proporre una anologa iniziativa il prossimo anno sul tema strategico della sostenibilità e
dell’efficienza energetica.
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