Dr.Salvatore Raciti
U.O.C. ANESTESIA II E T.I.P.O.
AZIENDA PER L’EMERGENZA”CANNIZZARO”
CATANIA
DEFINIZIONE:
Il carcinoma prostatico è la neoplasia più frequente in Europa
dopo i tumori polmonari.
La biopsia prostatica è indispensabile per escludere o
confermare la diagnosi di carcinoma prostatico in caso di
sospetto clinico posto mediante esplorazione rettale,ecografia
trans rettale,o dosaggio PSA(Antigene prostatico specifico).
Procedura
Via transrettale
Esecuzione:
Via transperineale
La procedura dura 10-20 minuti e può essere eseguita
AMBULATORIALMENTE O IN SALA OPERATORIA.
Sotto guida ecografica,mediante ago denominato
“TRU-CUT” vengono effettuati 10-12 prelievi(o più) nei
sei sestanti della ghiandola prostatica.
COMPLICANZE
E’ una metodica diagnostica di media invasività,caratterizzata da un
tasso di complicanze di lieve o media entità:
 La complicanza di maggior riscontro è il sanguinamento transitorio, considerato “effetto
collaterale atteso” della procedura.
 Rari episodi di sindrome vaso-vagale,a rapida risoluzione.
 Ematuria macroscopica (30-50% dei pazienti)
 Emospermia in circa la metà dei pazienti. Rettorragia.
 Descritti in letteratura anche episodi sporadici di sanguinamenti emorroidali massivi.
 Le complicanze infettive di lieve e media entità hanno un incidenza piuttosto bassa
(6-8%), mentre le forme più gravi si verificano in meno dell’1% dei casi.(Fonte: Linee
Guida Biopsia Prostatica,Bologna 2005).
QUALE ANESTESIA? IN QUALE
AMBIENTE?
 L’anestesia è obbligatoria nell’effettuazione della BP per
via transperineale e fortemente raccomandata in quella per
via transrettale(Livello di evidenza III A).
 Il dolore e il disagio sono frequenti,potendo interessare
sino al 90% dei pazienti.
 Analgosedazione o anestesia locale in ambiente
N.O.R.A.(Non Operating Room Anesthesia)
 Anestesia generale in Sala Operatoria
ORIGINE DEL DOLORE NELLA B.P.
 Il dolore associato alla biopsia prostatica origina soprattutto
dalla pseudo-capsula o stroma della zona periferica ,che è
riccamente innervato da fibre autonomiche provenienti dal
midollo spinale (S2-S5)e dalla catena ortosimpatica.
 Il 19% dei pazienti, secondo varie statistiche,non sembra
essere disposto a ripetere la BP in assenza di una qualche
forma di analgesia.(livello di evidenza IV A).
TIPOLOGIA DEI PAZIENTI E
RISCHIO ANESTESIOLOGICO
Classe 1
Paziente sano nessuna
alterazione organica
Classe 2
Paziente con malattia sistemica
lieve
(soffi cardiaci funzionali, lievi
iperglicemie, modica
ipertensione in tratt.farm.)
Classe 3
Paziente con malattia sistemica
severa ma compensata(BPCO,
CARDIOPATIE,DIABETE,
INSUFF.RENALE)
Classe 4
Paziente con malattia sistemica
seria ma scompensata a prognosi
severa.
Classe 5
Paziente moribondo,la cui
sopravvivenza non è garantita
nelle 24 ore successive.
IL criterio universalmente accettato
dagli anestesisti per la valutazione
del rischio anestesiologico è il criterio ASA
(American Society of Anesthesiology).
ATTENZIONE!!
 I Pazienti ASA I e II sono pazienti individuati come possibili
candidati alle prestazioni di chirurgia ambulatoriale. Quindi
anche la nostra procedura(Biopsia Prostatica)può essere
eseguita in ambulatori attrezzati con le necessarie norme di
sicurezza e in presenza dell’Anestesista Rianimatore.
 I Pazienti ASA CLASSE III e IV sono pazienti che vanno
trattati SOLO IN OSPEDALE E IN SALA OPERATORIA..
LINEE GUIDA
ART.3 COMMA PRIMO,LEGGE 189 DEL 2012
LEGGE BALDUZZI
“L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della
propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate
dalla comunità scientifica,non risponde penalmente a colpa lieve” La
regola del corretto esercizio della professione sanitaria rispettando le
linee guida salvaguarda l’operatore sanitario anche nell’ipotesi di
“colpa grave” come previsto dall’art.6 del Ddl approvato dalla XII
commissione Affari Sociali della Camera,che presto sarà convertito
in legge. FONTE:Quotidianosanità.it del 19/11/2015.
COSA VA SEMPRE FATTO
(LINEE GUIDA)
In ambiente NORA per la sicurezza del paziente:
Effettuazione della visita anestesiologica pre-operatoria.
Valutazione rischio/beneficio.
Raccolta consenso informato.
Somm.dell’anestesia solo da parte di personale anestesistarianimatore.
5) Monitoraggio dei parametri vitali(FC,PA,SATUR.OSSIGENO)
6) Compilazione della cartella anestesiologica.
7) Presenza nell’area di assistenza dei presidi utilizzabili per la
rianimazione.(Va e vieni con fonte di O2,cannule di Guedel,presidi
per la gestione delle vie aeree,farmaci salvavita.)
1)
2)
3)
4)
NORMATIVA
 Decreto emanato dal Ministero della Salute(Del 2 Aprile
2015,n70) “Regolamento recante definizione degli standard
qualitativi,strutturali,tecnologici e quantitativi relativi
all’assistenza ospedaliera”G.U. N.127 del 04/06/2015.
 Le procedure mediche a bassa complessità e/o a bassa
invasività eseguite in ambienti NORA,hanno la necessità
costante dell’anestesista rianimatore..I pazienti vanno
accuratamente selezionati e
 Appartenenti alle classi I e II ASA.In tali ambienti possono
eseguirsi anestesie topiche,loco-rgionali e/o analgesia sino al
grado II della scala di sedazione(sed.moderata).
SCALA DI RAMSEY
(Profondità di sedazione)
 1 ) Paziente ansioso ed estremamente agitato.
 2 ) Paziente cooperante, tranquillo ed orientato spazio



temporalmente.
3) Paziente sedato ma ancora in grado di eseguire ordini semplici.
4) Paziente sopito,ma in grado di rispondere prontamente,anche se in
modo non finalistico, a stimoli.
5) Paziente assopito o con risposta torpida e molto rallentata anche al
dolore.
6) Paziente comatoso e non più in grado di fornire alcun tipo di
risposta anche a stimoli intensi.
ATTENZIONE!!
Solo le prestazioni in anestesia locale pura(come quelle
eseguite in uno studio odontoiatrico)possono essere
eseguite dal medico non anestesista.
In tutti gli altri casi è necessaria la presenza dell’anestesista
rianimatore.
 La scelta o la condotta dell’atto anestesiologico sono di
ESCLUSIVA competenza del medico anestesista (Legge 9
Agosto 1954 n.653)che decide la tecnica di anestesia e la
preparazione alla procedura.
 Bisogna sempre valutare:ETA’ DEL PAZIENTE,FATTORI
DI RISCHIO,TIPO DI PROCEDURA CHIRURGICA.
BIOPSIA PROSTATICA
Classificata tra le procedure di MEDIA chirurgia
(NHS,NATIONAL INSTITUTE FOR CLINICAL
EXCELLENCE,2003.)è una procedura di breve durata, che va
eseguita in anestesia locale con analgosedazione o anestesia
generale
con l’uso di farmaci anestesiologici a rapido onset e rapida
eliminazione.
CASISTICA
 Nella nostra Azienda ospedaliera “Cannizzaro” eseguiamo tutte
le biopsie prostatiche in analgo-sedazione profonda o in
Anestesia Generale.
 Le procedure si svolgono nella sala operatoria di urologia
endoscopica perfettamente attrezzata e dotata dei presidi per
l’esecuzione di procedure anestesiologiche in massima
sicurezza.
CASISTICA PERSONALE ANNI 2005-2015.
N.ro Biopsie Prostatiche in Narcosi 400.
Età media dei pazienti 65 anni.
PAZIENTI ASA II 234 65% dei pazienti
PAZIENTI ASA III 157 39% dei pazienti
Nessun paziente ASA IV o V.
PROCEDURA
ANESTESIOLOGICA ADOTTATA:
 Premedicazione : Midazolam
 Induzione: Propofol
 Mantenimento: Sevorane/ Suprane Remifentanil / Fentanil
 Paziente in respiro spontaneo assistito con maschera facciale in
O2/aria.
 Analgesia post-operatoria: Paracetamolo-Tramadolo.
 Nessuna apprezzabile complicanza intra e post operatoria
legata all’anestesia.Rapidi risvegli.Piacevole amnesia
dell’evento.
CONSIDERAZIONI FINALI
 La Biopsia prostatica è una procedura ormai di uso routinario e
di consolidata importanza,con potenziali,notevoli indicazioni(Si
vedano le tecniche moderne RMN guidate)per il necessario iter
terapeutico dei pazienti con sospetta neoplasia prostatica.
 Va sempre eseguita in ambienti idonei.
 Con un protocollo anestesiologico adeguato,facendo uso di
farmaci a rapida azione,rapida eliminazione e con range di
sicurezza ampio,abbiamo quasi sempre la possibilità della
dimissione in giornata del paziente col massimo comfort.
Grazie per l’attenzione
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S. Raciti