I.T.C.S. “L. MOSSA”
ORISTANO
A.S. 2008-2009
INDICE
L’alcool ha effetti destabilizzanti sulle
persone che si trovano alla guida di
autoveicoli, aumentando sensibilmente il
rischio di incidenti stradali.
I sintomi che manifesta un
soggetto il cui sangue ha una
concentrazione di alcool compresa
fra 1 e 2 gr/l, descritti dalla
scienza medica sono, fra gli altri,
aumento del tempo di reazione e la
marcata diminuzione dell’ abilità a
guidare autoveicoli; quando la
concentrazione di alcool è superiore
a 2 gr/l, se ne associano altri, quali
il disorientamento, la perdita di
percezione di forme, movimenti e
dimensioni , la diplopia che è la
visione doppia delle immagini.
Ma gli effetti negativi dell’
alcool sulle capacità di
concentrazione del conducente,
sulla sua capacità di reazione
alla insorgenza di pericoli, sulla
stessa abilità di guida, si
manifestano anche quando il
soggetto non mostra
esteriormente i comportamenti
caratteristici della persona in
stato di ebbrezza alcolica.
Così lo stesso conducente e le
persone che gli sono vicine, possono
essere indotte a pensare che egli
sia perfettamente lucido e capace
di guidare senza problemi, mentre
in realtà l’alcool inibisce
sensibilmente le sue capacità di
guida, limitando, fra l’altro, le
percezioni sensoriali e la prontezza
di reazione.
Questo mancato riconoscimento dell’alterato stato
psicofisico conseguente all’assunzione di alcool, non fa
altro che aumentare i rischi e quindi i pericoli. Questo
è ciò che avviene quando la concentrazione del tasso
alcolemico del sangue è di poco superiore a quella
massima consentita dalla legge: il soggetto sembra
lucido ed invece l’alcool che ha assunto, manifesta,
seppure non esteriormente, i suoi pericolosi
effetti.
E’ quindi sbagliato ritenere, secondo il nostro
parere, che un soggetto che abbia assunto
alcool in quantità tale che la
concentrazione del tasso alcolemico del
sangue sia di poco superiore a quella massima
consentita dalla legge, in fondo non sia
potenzialmente pericoloso se si pone alla
guida di un veicolo. Certo sono diversi gli
effetti dell’ alcool a seconda della quantità
che se ne assume, ma anche quando viene
ingerito in quantità non “esagerata” eppure
tale da superare la soglia massima stabilita
dalla legge, i pericoli ci sono sempre.
Il tasso alcolemico si
misura in grammi di
alcool per litro di
sangue; un tasso
alcolemico di 1g/litro
indica che quindi in ogni
litro di sangue del
soggetto e’ presente 1
grammo di alcol puro.
TABELLA RIASSUNTIVA ALCOOL ED EFFETTI
Q.tà di alcool presente nel
sangue
Effetti esteriori
Effetti reali
Fino a 1g/l
Non evidenti segni di
assunzione
Stato psicofisico alterato con
conseguente incidenza negativa
sulla capacità di guida.
Da 1 a 2g/l
Instabilità emotiva – inibizione
- coordinazione motoria
ridotta
Riflessi limitati – aumento tempi
di reazione – riduzione marcata
delle capacità di guida –
difficoltà visive
Da 2 a 3g/l.
Linguaggio sconnesso –
percezione alterata degli
stimoli – andatura incerta.
Oltre a quanto sopra: diplopia –
disorientamento – mancata
capacità di percezione di forme
movimenti e dimensione.
Da 3 a 4.g/l
Evidente stato confusionale,
con accentuata riduzione della
risposta agli stimoli.
Coordinazione motoria e del
linguaggio fortemente ridotti.
Oltre a quanto sopra:incapacità
totale di guidare con il minimo
raziocinio.
Da 4 a 5g/l
Aumento temperatura
corporea - alterazioni
cardiocircolatorie
Come etilico
Oltre 5 g/l
morte
morte
•AIDS
•Clamidia
•Tricomoniasi
•Epatite
•Sifilide
•Gonorrea
•Candidosi Vulvovaginale
•Herpes Genitale
•Papillomi
•Bibliografia
♣ Che cos’è?
♣ L’origine
♣ Come si trasmette
♣ Le conseguenze
♣ Le cure
♣ La rilevazione della malattia
♣ Personaggi famosi con l’Aids
♣ Le nostre opinioni
AIDS significa “Sindrome da Immunodeficienza Acquisita“. Nelle persone
malate di AIDS le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo
sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV
(Human Immunodeficiency Virus) e non sono più in grado di contrastare
l’insorgenza di infezioni e malattie - più o meno gravi - causate da altri
virus, batteri o funghi. È questo il motivo per cui l’organismo di una persona
contagiata subisce malattie e infezioni che, in condizioni normali,
potrebbero essere curate più facilmente. La medicina definisce “sindrome”
la comparsa di varie manifestazioni del male, mentre si parla di
immuonodeficienza “acquisita” per indicare la conseguenza tardiva di
un’infezione da virus Hiv. Il decorso di quest’ultima è suddiviso in vari stadi.
La parola Aids fa riferimento a quello in cui il sistema immunitario è
fortemente compromesso e cede all’attacco di patologie e tumori
potenzialmente letali.
Molti ricercatori affermano che i portatori dell’aids sarebbero gli scimpanzé
dell'Africa Centrale, in cui e' presente un virus, (Simian immunodeficiency
virus): attraverso lo studio di materiale fecale hanno scoperto che, in alcune
comunita', l'infezione raggiunge un tasso variabile tra il 29 e il 35% e, grazie
ad uno studio di genetica, si e' potuto ricostruire l'albero genealogico
dell'HIV-1, risalendo cosi' all'origine sia dell'Hiv non pandemico, gruppo N, sia
di quello pandemico, gruppo M, il più diffuso nell'uomo (i due tipi di virus sono
presenti in distinte comunita' di scimpanze' Pan Trogodytes, del sud-est e del
centro-sud del Paese ).
Si e' ipotizzato che il contagio con l'uomo sia avvenuto agli inizi del XX secolo,
a causa di uno sviluppo diverso di HIV-1. Purtroppo il numero delle persone
malate cresce di anno in anno, soprattutto tra le donne e i bambini, ma si spera
che la scoperta dell'origine e lo studio del virus originario aiutino a trovare
nuove soluzioni ad un male ancora incurabile.
Un esemplare di Pan troglodytes
Il virus dell’HIV si trasmette attraverso 3 modalità: per via ematica, per via
sessuale e per via materno - fetale.
Ematica: Se il sangue di un individuo sieropositivo entra in contatto con il
sangue di un individuo sano il virus si propaga nell’organismo di quest’ultimo. La
trasmissione per via ematica colpisce ancora i tossicodipendenti che usano
scambiarsi le siringhe. Nella vita di tutti i giorni questo tipo di trasmissione può
avvenire se si scambiano strumenti taglienti di uso comune (rasoi) o per usi
particolari (aghi in mesoterapia). In questi casi è sufficiente seguire particolari
regole di comportamento per evitare il contagio della malattia.
Sessuale: Attualmente la trasmissione sessuale è sicuramente quella più frequente.
Il contagio avviene attraverso piccolissime lesioni dei genitali. Queste durante il
rapporto sessuale consentono al virus, presente nello sperma o nelle secrezioni
vaginali, di entrare nell’organismo. Ovviamente tutte le pratiche sessuali che
favoriscono traumi possono provocare un aumento del rischio di trasmissione. Per
questo motivo i rapporti anali sono a maggior rischio, perché la mucosa dell'ano è più
fragile e meno protetta di quella vaginale.
Materno–fetale: La trasmissione da madre a figlio può avvenire durante la
gravidanza, durante il parto, o con l’allattamento. Il rischio per una donna
sieropositiva di trasmettere l’infezione al feto è circa il 20%. Oggi è possibile
ridurlo al di sotto del 10% somministrando zidovudina(Azt, farmaco contro l’Hiv) alla
madre durante la gravidanza e al neonato
L'AIDS non solo comporta un costo drammatico in termini di vite umane, ma nei paesi
più colpiti rappresenta una minaccia anche per la produzione zootecnica, importante
fonte di reddito per le famiglie rurali. Con oltre il 60 per cento della popolazione
dell'Africa sub-sahariana in età compresa tra i 15 ed i 49 anni che deve fare i conti
con l'HIV - tra questi 11.4 milioni orfani a causa dell'AIDS - le ripercussioni sul
settore zootecnico sono diventate motivo di seria preoccupazione.
Nei paesi in via di sviluppo, il settore zootecnico rappresenta un'importante fonte di
reddito e cibo per circa il 70 per cento delle famiglie rurali; in Africa orientale ed in
Africa australe, ad esempio, contribuisce sino al 13 per cento del Prodotto Interno
Lordo (PIL), ma proporzionalmente rappresenta molto di più per la sicurezza
alimentare delle singole famiglie.
La produzione di carne, latte, uova, fanno del settore zootecnico una consistente
fonte di reddito e di nutrizione; inoltre esso svolge un ruolo importante
nell'agricoltura. Tuttavia, in un caso dove una parte crescente della popolazione in
età da lavoro è colpita da HIV/AIDS, sono sempre meno le persone che possono
prendersi cura del bestiame.
Al momento non si guarisce dall'HIV o dall'AIDS e non esistono vaccini. L'infezione da
HIV porta all'AIDS ed, alla fine, al decesso. Tuttavia nei paesi occidentali la maggior
parte dei pazienti sopravvive per molti anni dopo la diagnosi grazie alla disponibilità sul
mercato della terapia antiretrovirale ad elevata attività (Highly Active Antiretroviral
Therapy o HAART). In mancanza della HAART, il passaggio dall'infezione da HIV
all'AIDS si verifica in un arco di tempo che va dai 9 ai dieci anni e il tasso medio di
sopravvivenza dopo che si sviluppa l'AIDS è di 9.2 mesi (Morgan e altri, 2002b). La
HAART aumenta notevolmente il tempo che intercorre dalla diagnosi alla morte mentre
continua la ricerca volta allo sviluppo di nuovi farmaci e di vaccini. Negli Stati Uniti le
autorità sanitarie hanno bocciato il Piano Pave per la sperimentazione di un vaccino
preventivo contro l’Aids: non è sicuro e potrebbe addirittura aumentare il rischio di
infezione. Intanto in Italia è ricomparso il vaccino ideato da Barbara Ensoli,
ricercatrice dell’ Istituto Superiore della Sanità, con l’ annuncio di un nuovo studio sull’
uomo.
I primi sintomi dell'AIDS sono simili a quelli
che si sviluppano in soggetti con un normale
sistema immunitario. La maggior parte sono
infezioni causate da batteri, virus, funghi,
parassiti e altri organismi. Negli individui
affetti da AIDS sono comuni le infezioni
opportunistiche, e aumenta il rischio di
sviluppare varie forme di tumore come,
tumori del cervello e linfomi. Sintomi comuni
sono febbre, sudorazione (specie notturna),
ingrossamento ghiandolare, tremore,
debolezza e perdita di peso. La
sopravvivenza media con terapia
antiretrovirale è di 4-5 anni dal momento
della diagnosi di AIDS conclamato. Senza il
supporto terapeutico la morte sopravviene
entro un anno. La maggior parte dei pazienti
muore per infezioni opportunistiche dovute
al progressivo indebolimento del sistema
immunitario.
Nel mondo dell’arte uno dei personaggi famosi colpiti dagli effetti dell’aids è Freddy
Mercury ex-cantante dei Queen. A causa della sua sua bisessualità, si ammalò e non
partecipò più ad alcun concerto. Per paura dello scandalo e per evitare ripercussioni
negative nella vendita dei CD, nascose a tutti la terribile verità. Tenne un ultimo concerto
in Svizzera e rientrò in Inghilterra due settimane prima della fine, Il 22 novembre 1991
Freddie convocò il manager dei Queen, Jim Beach, per redigere un annuncio da fare
pubblicamente. Il 23 novembre fu diffuso il comunicato stampa dove dichiarò di essere
affetto dal morbo: l'AIDS: « Desidero confermare che sono risultato positivo al virus
dell’Aids, ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo
momento allo scopo di proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è
arrivato il momento che i miei amici e i miei fans in tutto il mondo conoscano la verità.
Spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta
contro questa tremenda malattia. » Appena 24 ore dopo aver emesso il comunicato, Freddie
Mercury si spense. Aveva 45 anni. La causa una broncopolmonite cagionata dall'Aids. Morì
nella sua casa e il suo corpo venne cremato,
La Clamidia è una malattia
che può esser provocata
da due fattori:
 da un batterio che si
trasmette per via sessuale
 o da madre a figlio
durante il parto.
Certe volte non ci sono
sintomi, e provoca sia nei
maschi che nelle femmine
perdita dai genitali e se
non viene curata porta sino
alla sterilità.
Si cura con antibiotici e
se una coppia di patner
sono infetti e non si cura
l’infezione si può
trasmettere anche più
volte.
La tricomoniasi è una malattia protozoaria, a
trasmissione sessuale diretta con forme
genitali e intestinali. I sintomi per la forma
intestinale sono il meteorismo addominale con
scariche diarroiche a feci liquido-poltacee
mentre la forma genitale dell'uomo colpisce
l'uretra e la prostata.
.
Nella forma genitale femminile i sintomi sono:
prurito vulvare, bruciori spontanei, disuria con
impossibilità al coito e secrezione vaginale
abbondante, maleodorante di colore gialloverdastro. La diagnosi si raggiunge con ricerca
parassitaria nelle feci; esame microscopico a
fresco della secrezione vaginale. La terapia, da
effettuare in contemporanea con il partner, è a
base di metronidazolo e lavande igieniche locali
L'epatite è l'infiammazione del fegato, può essere dovuta a cause diverse:
virus, farmaci, alcool, ecc. Molti virus possono modificare la composizione del
fegato nel contesto di infezioni che possono diventare anche di carattere.
Tuttavia solo una minoranza di virus è epatotropa, cioè capace di portare come
manifestazione clinica principale l'epatite. Alcuni sono virus a trasmissione
prevalentemente interiore, non cronicizzano o infezione; altri sono virus a
trasmissione prevalentemente parenterale e possono persistere nel tempo e
quindi
dare
infezione
e
malattia
di
carattere
cronico.
Le epatiti possono essere acute o croniche.
Le forme acute sono rappresentate dall'epatite virale. L'epatite acuta virale è
un processo con caratteristiche necrotiche infiammatorie del fegato indotto
da virus che porta a: rigonfiamento cellulare degli epatociti infetti, flogosi,
rigenerazione epatocitaria. Possono presentarsi anche ittero, inappetenza,
vomito, febbre, diarrea, rash cutanei, artralgie.
La sifilide è una grave malattia infettiva determinata dall’introduzione
nell’organismo di un batterio chiamato “treponema pallido” o “spirocheta
pallida”. Nonostante si sia, per fortuna, ben lontani dal numero di casi di
sifilide che si ebbero prima della seconda guerra mondiale, ultimamente
questa infezione sta facendo registrare un aumento della sua diffusione.
Tale osservazione, peraltro, non vale solo per i Paesi meno sviluppati:
allarmanti, in proposito, sono dei dati recenti relativi ad alcuni quartieri
periferici della capitale francese. Attualmente, dopo l’AIDS, è reputata
la malattia sessualmente trasmissibile al secondo posto per il numero di
decessi ed è particolarmente temibile anche perché, attraverso le tipiche
manifestazioni cutanee della sifilide, cresce notevolmente il rischio di
contrarre l’AIDS stesso da una persona sieropositiva.
Cause e trasmissione: la gonorrea si trasmette attraverso rapporti
sessuali e può passare da madre a figlio durante il parto.
Sintomi: l’incubazione è breve (2-10 giorni). Si verificano perdite (del pene
o della vagine), e bruciore quando si fa pipì. L’infezione può essere priva di
sintomi. I neonati, contagiati durante il parto, possono avere gravi infezioni
agli occhi, fino alla cecità.
Come si cura: La cura non protegge da nuove infezioni, per questo è
fondamentale sospendere ogni attività sessuale fino alla guarigione di
entrambi i partner. In caso contrario, la malattia si può passare da un
patner all’altro, anche più volte.
N.B.: il 60% circa delle donne colpite da gonorrea non presenta sintomi.
Anche in presenza di sintomi, la malattia può essere trasmessa al partner
Cause e trasmissione: conosciuta anche come mughetto o candida è provocata
da un fungo, la Candida albicans. La candida è sempre presente in bocca e nella
vagina, dove cresce l’equilibrio con l’ambiente. L’infezione si sviluppa quando
questo equilibrio si rompe. Gravidanza e diabete possono favorire la crescita
della candida. Negli uomini si sviluppa per contagio sessuale con partner
infetto/a.
Primi sintomi: all’interno della vagina provoca prurito e bruciori, a volte
biancastre, dense; in bocca provoca chiazze dolenti di colore giallastre. Negli
uomini è spesso asintomatica, talvolta compaiono sul pene eruzioni rossastre,
anche in rilievo, che causano bruciori.
Se non viene curata: dai genitali alla bocca può passare ad altre zone umide
del corpo. Non ci sono gravi complicazioni.
Come si cura: farmaci antimicotici (candelette o creme). Se si è in coppia e
non ci si cura insieme, l’infezione può tornare, più volte.
Cause e trasmissione: si trasmette con i rapporti sessuali, oppure
trasmette da madre a figlio durante il parto.
Primi sintomi: normalmente l’infezione è priva di sintomi; se ci sono, si
manifestano dopo una settimana dal contagio, con prurito, bruciore e
vescicole sui genitali, che scoppiano lasciando piccole ulcere dolorose
(guariscono in 10-12 giorni).
Se non viene curata: con il passare del tempo il virus sembra indebolirsi,
gli attacchi si diradano e diventano più lievi. I neonati contagiati durante
il parto hanno un alto rischio di sviluppare infezioni agli organi interni,
come il rischio di encefalite mortale.
Come si cura: non si cura, però esistono farmaci che alleviano i dolori e
rendono più veloce la scomparsa dei sintomi. L’attività sessuale deve
essere sospese fino alla scomparsa di tutti i sintomi
Cause e trasmissione: si trasmette attraverso i rapporti sessuali e
per contatti con materiale contaminato.
Primi sintomi: provoca la comparsa di escrescenze carnose, che
crescono nelle zone umide vicino e dentro i genitali, l’ano e la cervice
ulterina.
Come si cura: le escrescenze vengono eliminate con il laser,
l’elettrobisturi ma anche con creme specifiche.
N.B.: spesso l’infezione non produce sintomi e passa inosservata. Il
papilloma è oggi considerato il maggiore responsabile del tumore del
collo dell’utero.
Secondo noi l’AIDS è una malattia che, difficilmente,
riusciamo a curare.
Per questo bisogna star attenti a diversi fattori in
particolare alle relazioni omosessuali
che sono quelli che causano l’Aids come è successo al
cantante Freddy Mercury.
Ci auguriamo che dopo aver letto questa relazione che
abbiate capito quali sono i rischi e
prima di commettere imprudenze riflettiate.
Marco Piras, Luca Deiana, Marco Melas
Roberto Craba, Mattia Saba
ALCOOL
Cos’è l’alcool?
Che danni
provoca?
E
Che cosa c’è in
una sigaretta?
FUMO
Quali sono i reali
rischi che si
corrono fumando?
Da che cosa è
composto?
La risposta a queste
e altre domande
nelle pagine
seguenti...
Ritorna a
La sigaretta è un oggetto di consumo tra i più diffusi
nell’ambito della civiltà occidentale, ed il fumo della
sigaretta è il metodo più comune di assunzione di
nicotina.
VITE IN FUMO
Ogni anno, nel mondo, 3 milioni di persone perdono la
vita a causa del fumo. In Italia, i morti sono
attualmente circa 85.000 l’anno. Di queste persone,
poco meno della metà muore di cancro, le altre in
seguito a disturbi cronici dell’apparato respiratorio e
malattie cardiovascolari. La metà dei decessi avviene
tra i 35 e i 69 anni di età. In altre parole, ciò
significa che il fumo fa perdere molti anni di vita: è
stato calcolato infatti che un uomo di 30 anni che
fuma due pacchetti di sigarette al giorno riduce la
sua speranza di vita di circa 8anni rispetto a un non
fumatore.
Di fumo, quindi, si muore davvero. Ma cosa c’è nelle
sigarette che fa tanto male all’organismo?
Composti della sigaretta
Le sostanze che si aspirano dalle
sigarette sono molte e ognuna di
queste causa danni più o meno
gravi al nostro organismo. Dalla
combustione del tabacco e della
carta che lo si avvolge si sviluppa
un fumo contenente 4.000
sostanze diverse delle quali 40
considerate cancerogene.
La nicotina, composto principale
della sigaretta, provoca una forte
dipendenza nel soggetto che la
consuma, stimolando il “sistema di
ricompensa” nel cervello.
Composti della sigaretta
Altre sostanze sono: Il monossido di
carbonio, un gas che rallenta il
trasporto di ossigeno alle cellule, il
catrame, un insieme di sostanze,
molte delle quali cancerogene,
l’acido cianidrico e l’ammoniaca
(sostanze irritanti) che riescono a
passare la barriera di difesa
dell’apparato respiratorio e
provocano un danneggiamento delle
cellule epiteliale che la
costituiscono.
I danni del fumo
Che la sigaretta possa far male è noto a tutti
L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha inserita fra
le sostanze che provocano la tossico-dipendenza, al
pari degli stupefacenti e dell’alcool, però
probabilmente nessuno sa con estrema precisione
cosa la sigaretta contenga, quali siano i fattori
tossici e quali quelli cancerogeni che emette
fumando.
ENTRIAMO PIU’ A FONDO NEL PROBLEMA
Cosa succede quando si accende una sigaretta?
I danni del fumo
Le sostanze che si liberano durante la combustione si
accumulano sullo strato successivo di tabacco non ancora
acceso così, ad ogni aspirazione, la loro concentrazione
aumenta, e alla fine il loro contenuto relativo è circa 4
volte superiore che all’inizio.
Il fumo emesso diretto dalla combustione del tabacco
contiene concentrazioni maggiori di sostanze tossiche
rispetto alla frazione di fumo espirata. Ciò è dovuto al
fatto che durante l’inalazione, il tabacco è bruciato ad
una temperatura più alta che consente una più completa
combustione degli agenti tossici in esso contenuti.
Tumore del
cavo faringeo
 Il fumo di sigaretta è considerato causa di possibili danni
alla salute e fattore favorente dell’insorgere di patologie
a carico di: apparato respiratorio, apparato cardiovascolare, e lo sviluppo in essi di tumori. Studi hanno
dimostrato come l’assunzione di fumo attraverso la
sigaretta sia più pericolosa per l’organismo rispetto alla
pipa o al sigaro in quanto nell’atto del consumo la quantità
inalata sia superiore. La consumazione del fumo provocato
dalle sigarette in maniera attiva o passiva provoca
(secondo alcune stime) più di 440.000 morti ogni anno
negli Stati Uniti.
 I fumatori tossiscono spesso perché hanno molto catarro,
causato dalle cellule cigliate(cellule che ripuliscono le vie
aeree del nostro apparato respiratorio) che non
funzionando a dovere, lasciano accumulare il muco nei
bronchi e l’organismo diventa più vulnerabile alle sostanze
inquinanti, ai virus e ai batteri.
Quella di diventare un fumatore è una
scelta che spesso non nasce da reali
motivi, ma una volta presa è difficile
cambiare la situazione, perché la vita
senza sigarette sembra privata di un
momento di piacere, di sicurezza e di
prestigio. Questo naturalmente è falso,
perché quando non si fuma si apprezzano
meglio i profumi, si respira meglio non si
creano inutili e dannose irritazioni e si
sta meglio; migliorano la memoria e la
prontezza dei riflessi, si dorme meglio e
in un modo più silenzioso.
Il numero delle fumatrici è cresciuto del 60% negli ultimi 20 anni è la
quota di queste (che consumano più di 20 sigarette al giorno), e
addirittura triplicata. Le conseguenze sono devastanti, infatti nel
periodo compreso tra gli anni 60 e 80 il numero di morte del cancro al
polmone tra le fumatrici è cresciuto da 4 a 7 volte ed è rimasto
stazionario nelle non fumatrici.
DONNE E GRAVIDANZE
Le sostanze tossiche del fumo
raggiungono e danneggiano anche
il feto. Le gestanti fumatrici
presentano un tasso maggiore di
nati morti, di aborti spontanei e
di nati con malformazioni
congenite rispetto alle non
fumatrici. I neonati delle madri
fumatrici pesano in media 300 gr
in meno dei neonati nati da madri
non fumatrici; hanno ossa più
piccole e più fragili; svilupperanno
più facilmente malattie delle vie
respiratorie; presentano un tasso
più elevato di mortalità infantile.
RAPPORTO TRA FUMO E IMPOTENZA MASCHILE
Oltre l’80% degli uomini di oltre 50 anni che
soffre di impotenza è costituito da
fumatori. Il fumo aumenta la viscosità del
sangue e incrosta i vasi sanguigni e anche
quelli delle donne, rendendo quindi più
difficoltoso, o impedendolo in tutto, e lo
scorrere del sangue al loro interno. Questo
effetto del fumo può essere esaltato da
eventuali altri fattori di rischio che il
fumatore presenta come alta pressione
arteriosa; alto tasso di colesterolo;
soprappeso e provocare infarti e ictus e
impotenza.
Non esiste un metodo migliore in
assoluto per smettere, perché nessun
fumatore è uguale a un altro, ma
esistono alcune regole generali e alcuni
aiuti farmacologici che possono essere
considerati come un ausilio nella lotta
contro il fumo. Chi decide di smettere
deve certo affrontare alcuni inevitabili
conseguenze come la crisi di astinenza
o l’aumento di peso, ma il tempo e la
perseveranza aiutano a superare le
difficoltà.
 Vincere alcune preoccupazioni, “Se smetto ingrasserò”
 In effetti il cibo risulterà più saporito, in quanto il
gusto non sarà alterato da quello della sigaretta;
Inoltre, ci sarà un aumento dell’appetito. Normale!
 L’eventuale aumento di peso sarà comunque momentaneo
e riacquisterete il peso iniziale nel giro di qualche mese.
 Mangiare molta frutta evitando dolci e grassi,
aumentare l’attività fisica fare più pasti leggeri al posto
di due pesanti, consultare il medico per la dieta
appropriata tutti elementi che vi aiuteranno a smettere
di fumare e a contrastare l’eventuale, momentaneo
aumento di peso.
Il fumo mi rilassa…
Solo apparenza! In realtà il fumo è uno stimolante che
aumenta la frequenza cardiaca; il nervosismo passerà nel giro
di un paio di settimane.
Non ho abbastanza forza di volontà…
Smettere di fumare non è facile; l’impegno iniziale è
notevole ma normalmente non occupa più di un paio di
settimane. Ogni anno milioni di persone smettono di fumare,
magari dopo più tentativi; in ogni caso è un successo.
Ho provato altre volte ma non ci sono riuscito…
La maggior parte degli ex fumatori ha fatto più di un
tentativo prima di riuscire a smettere. E’ normale provare un
forte desiderio di fumare, specialmente nei luoghi e nelle
situazioni in cui si aumentava il numero di sigarette. Per i
primi tempi per quanto possibile evita questi luoghi e queste
situazioni. Prendi atto che fumare una sigaretta non significa
comunque aver fallito.
I testi descritti sono tratti dal libricino
AIDS di e rielaborati liberamente da noi;
Le immagini sono state scaricate da Internet
attraverso il motore di ricerca “Google”.
I link da cui abbiamo tratto lo spunto per
i lavori sono i seguenti:
www.wikipedia.it
www.google.it (ricerca immagini & web)
www.alcolisti.it
www.fumatori.it
Per la realizzazione di questo Ipermedia ringraziamo
sentitamente per la collaborazione le Proff.:
Elisabetta Bonetti: Scienze della Natura, Referente
Musiche:
del Progetto
Queen
Gianpaola Bozzano: Italiano
Want it all
Margherita Calisti: Trattamento Testi e Dati
e il prof. Angelo Barraccu
Rosa Caria, Antonio Tola, Davide Trogu: assistenti
tecnici.
Nella storia dell’umanità, l’alcool etilico (CH3-CH2-OH) rappresenta la
più antica e diffusa sostanza psicoattiva d’abuso.
L’alcool – conosciuto scientificamente come alcool etilico o etanolo, è
l’ingrediente attivo di ogni bevanda alcolica. La birra ne contiene circa
il 5%, il vino dal 10% al 14%, i superalcolici il 40% e oltre. Attraverso
lo stomaco e l’intestino arriva al sangue molto rapidamente e raggiunge
il cervello e gli altri organi. Viene eliminato prevalentemente dal fegato
che lo trasforma in grassi e zuccheri oppure lo brucia fino a ottenere
acqua e anidride carbonica. Una piccola parte viene eliminata anche
attraverso l’aria respirata, le urine ed il sudore. In Italia gli alcolici
sono in libera vendita; il loro consumo è sollecitato da insistenti
campagne pubblicitarie ed è all’origine di oltre il 50% degli incidenti
stradali. E’ sicuramente la sostanza psicotropa direttamente
responsabile dei maggiori danni alla persona che seno, sia al livello
fisiologico, sia a livello psicologico.
Nonostante la recente attenzione del Legislatore sul tema, sino
ad oggi, in Italia, i gravi problemi sanitari e psico-sociali
connessi e conseguenti all’abuso alcolico non hanno avuto
sufficiente applicazione in ambito istituzionale, ne adeguate
risposte in ambito assistenziale.
L’alcolismo sta assumendo sempre più le caratteristiche di una
piaga sociale. Malattie, incidenti, infortuni direttamente o
indirettamente connessi all’abuso di alcool. E’ un problema che
riguarda anche te perché ogni giorno puoi imbatterti in situazioni
provocate dai suoi effetti o nelle persone che ne fanno uso. Il
dovere di ogni persona non è quello di condannare o emarginare,
ma aiutare.
L’alcolismo è una sindrome patologica determinata dalla funzione
acuta o cronica di grandi quantità di alcool.
L’intossicazione acuta da alcool si instaura generalmente dopo una
assunzione superiore a 50mg/100ml.
La sindrome di dipendenza si ha quando sono presenti 3 o più dei
seguenti criteri:
bisogno imperioso o necessità di consumare dell’alcool.
perdita di controllo: incapacità di limitare il proprio consumo di
alcool.
sindrome di astinenza ( la voglia di bere e la ricerca continua di
alcool)
sviluppo di tolleranza
abbandono progressivo di altri interessi e/o del piacere di
consumare alcol
consumo continuo di alcool nonostante la presenza di problemi ad
esso legato
La dipendenza può essere primaria (80% dei casi) o secondaria ad
affezioni psichiatriche.
 Bevitori alfa: consumatore che beve
per disinibirsi, per allentare i propri freni
 Bevitori beta: bevitore occasionale.
Questi due tipi di bevitori non sono
affetti da dipendenza, ma hanno un
maggior rischio, rispetto alla popolazione
generale.
 Bevitori gamma: in questa categoria
rientrano coloro la cui caratteristica
centrale è la perdita di controllo. Sono
soggetti che possono anche astenersi
dall’alcool, ma nel momento in cui ne
iniziano l’uso, ne fanno in modo
incontrollato.
 Bevitori delta: è l’etilista soggetto a crisi d’astinenza. Spesso
necessitano di ricoveri in ospedale a causa delle complicazioni
organiche e delle crisi astinenziali, ma tornano a bere non appena
dimessi.
 Bevitori ipsilon: il soggetto è un bevitore episodico, anche con
periodi di eccesso. Comprende anche quei soggetti che possono
astenersi dal bere anche per lunghi periodi, poi improvvisamente
ricominciano in modo incontrollato.
L’alcolismo è una minaccia per la vita e spesso porta alla morte,
specialmente come causa di malattie del fegato e di emorragie
interne. Ci sono anche altri rischi di morte derivanti dell’assunzione
di alcool, come gli incidenti alcool-correlati (sul lavoro, stradali, ecc.)
o il suicidio, anche tra i giovani alcol dipendenti.
I disturbi correlati dall’alcool sono
identificabili come:
Intossicazione: L'eccessiva assunzione di alcol porta euforia,
loquacità, stati di alterazione della personalità e dei comportamenti,
sonnolenza, nausea o sonno profondo che può anche degenerare in
coma. In questi casi è necessario stimolare il vomito e
somministrare abbondante caffé. Nei casi più gravi è necessario
ospedalizzare la persona e ricorrere a una lavanda gastrica.
Abuso: è una modalità patologica d’uso di una sostanza psicoattiva,
caratterizzata da conseguenze dannose legate all’uso della sostanza
stessa. Non si manifestano tolleranza, astinenza e craving.
Dipendenza: La dipendenza dall’alcool si manifesta con una serie di
sintomi, che sono indicatori molto precisi: piacere dell'assunzione
(dipendenza psicologica dall’alcool) con tendenza ad aumentare la dose
per mantenere il medesimo effetto (assuefazione all’alcool);
impossibilità di resistere allo stimolo di assumere bevande alcoliche
(perdita di controllo sull’uso degli alcolici, detto anche craving); spreco
di tempo considerevole trascorso a bere o a rimettersi dagli effetti
della assunzione dell'alcool; trascuratezza o perdita delle normali
relazioni sociali con conseguenti danni a tutte le aree costituenti la vita
di una persona (salute, famiglia, figli, lavoro, amicizie, aspirazioni,
onestà, ecc.);
tensione interna sempre maggiore se si è impediti ad
assumere alcool;
manifestazione di sintomi di astinenza (dipendenza fisica
dall’alcool);
preoccupazione continua per il proprio comportamento;
sforzi continui per ridurre o smettere;
ricerca continua della sostanza;
sensi di colpa;
riduzione delle attività sociali, professionali, familiari;
insensibilità verso impegni o obblighi sociali, familiari o
professionali;
incapacità a smettere nonostante i problemi sociali,
finanziari o fisici;
disgregazione del tessuto familiare a causa della sofferenza
psico-affettiva delle persone conviventi con l’etilista;
depressione;
malattie organiche e mentali;
decesso (per malattie o suicidio)
Astinenza: La voglia di bere e la ricerca continua di alcool sono
tipici segni di dipendenza psicologica La forma di astinenza fisica,
si sviluppa:nella sua forma grave dopo circa 8 ore. È caratterizzata
da tremori alle mani, nausea e vomito, aumento della sudorazione e
talvolta allucinazioni (nelle prime 24 ore).
Delirium tremens (da astinenza): è una fase acuta di delirio che si
può verificare in soggetti affetti da alcolismo cronico. Si manifesta
con sintomi quali allucinazioni, tremore, sudorazione, inoltre si
osservano clinicamente aumento della frequenza cardiaca, febbre e
disidratazione.
Demenza persistente: è la via finale comune di tutti gli alcolisti che
non rinunciano all'alcol. Si ha una progressiva perdita dell'integrità
della persona.
Disturbo amnestico persistente.
Effetti neurologici
L’alcool agisce direttamente sui neuroni. Gli effetti neurologici causati
dall’alcool sono:
Astinenza: sintomi frequenti al mattino dopo l’astinenza notturna,
costituiti da tremori, senso di angoscia, irritabilità, nausea, vomito
inappetenza. I sintomi regrediscono appena l’alcolista inizia a bere. Con il
tempo la sintomatologia peggiora e sopraggiungono anche tachicardia,
arrossamento del viso e delle congiuntive, illusioni (disturbi percettivi),
allucinazioni uditive e visive (zoopsie “visione di animali”, visioni de
persone, naturali e piacevoli o terrificanti).
Convulsioni: sopraggiungono tra le 13 e le 24 ore dopo aver smesso de
bere e di solito si risolvono spontaneamente
Degenerazione cerebellare alcolica: è associata ad atassia (Perdita di
coordinazione dei movimenti muscolari, dovuta a lesione del sistema
nervoso e non a debolezza di muscoli) agli arti inferiori, tremore a riposo
ed intenzionale. Questa malattia è diagnosticata attraverso la TAC e la
RMN, che permettono di individuare la degenerazione.
 Idiosincrasia alcolica: nel linguaggio comune la parola
idiosincrasia viene utilizzata per indicare una forte avversione
per situazioni o persone non gradite. In questa accezione può
ritenersi sinonimo di antipatia, avversione verso qualcuno o
qualcosa. Questa patologia può sfociare in un comportamento
aggressivo, spesso associato a fenomeni psicopatici e criminali.
 Demenza alcolica e atrofia cerebrale: è la via finale di tutti gli
alcolisti che non rinunciano all’alcool. Si ha una progressiva
perdita dell’integrità della persona.
Terapie
I trattamenti per l'alcolismo includono programmi di
disintossicazione gestiti da istituzioni mediche. Questi possono
richiedere il ricovero di un paio di settimane in reparti ospedalieri
specializzati dove possono essere somministrati farmaci per evitare i
sintomi dell'astinenza. Dopo la disintossicazione, si usano diverse
forme di terapia di gruppo o di psicoterapia, per occuparsi dei
problemi sottostanti. Qualora si riprendesse il consumo di alcol (in
presenza di questo farmaco) possono avvenire conseguenze assai
gravi e persino la morte.
Disturbi:
 ANORESSIA
 BULIMIA
 DIABETE
 MALATTIE
 CARDIOVASCOLARI
 MALNUTRIZIONE
Sana alimentazione:
 PIRAMIDE ALIMENTARE
 SOSTANZE NUTRITIVE
COS’E’ IMC
 SCHEMA PER LA
VALUTAZIONE DELL’ IMC
 COME VARIARE IL CIBO
Il progetto “Educazione alla Salute”,
inserito nel POF, destinato agli alunni del
Biennio,nasce dalla necessità di informare i ragazzi sui
rischi dovuti ad uno stile di vita non corretto:
il fumo, l’utilizzo di stupefacenti, l’abuso di alcool,
un’alimentazione non equilibrata, la mancanza di
precauzioni per le malattie sessualmente trasmissibili,
l’assenza di attività sportive.
Le finalità che il progetto si prefigge, sono
quelle di rendere consapevoli i ragazzi che una
valida conoscenza del proprio corpo e del suo
funzionamento, conduca ad uno stile di vita
sano ed equilibrato.
Nell’ambito del progetto abbiamo effettuato degli incontridibattito con vari medici specialisti:
 Dottoressa Marras M. Carmela, Specialista in Ortopedia e
Traumatologia che ha illustrato le principali patologie della colonna
vertebrale e ha effettuato visite individuali agli alunni.
 Dottor Cherchi Roberto, Chirurgo Toracico che ha trattato i danni
relativi al fumo, all’alcool e alle sostanze stupefacenti.
 Dottoressa Lao Adriana, medico Ginecologo presso il Consultorio
familiare di Oristano e la Dottoressa Satta Luciana, Psicologa presso
il Consultorio di Oristano che hanno esposto rispettivamente le
tematiche relative alle malattie sessualmente trasmissibili, ai metodi
contraccettivi e alla sessualità in adolescenza.
Alimentazione
• L'alimentazione è l'assunzione da
parte di un organismo vivente delle
sostanze indispensabili per il suo
metabolismo e le sue funzioni vitali
quotidiane.
NUTRIZIONE
L'esistenza di un
legame tra ciò che si
mangia e lo stato di
salute o lo svilupparsi
di alcune malattie è
riconosciuta fin
dall'antichità.
Le sostanze nutritive vengono
prelevate dall'ambiente
esterno e, a seconda della
natura chimica di queste
sostanze, gli organismi
viventi possono essere
suddivisi in due grosse
categorie
Nutrizione è la scienza che
studia il rapporto tra la
dieta (intesa come regime
alimentare) e lo stato di
salute o malattia.
• La piramide alimentare, uno schema elaborato dai nutrizionisti per
•
•
•
•
indicare le proporzioni in cui dovrebbero essere presenti, in
un’alimentazione equilibrata, i principali gruppi alimentari.
Il criterio generale che determina la razione alimentare è l’organismo
occorre che siano di continuo reintegrate le sostanze consumate
nelle varie attività metaboliche e le cellule distrutte o logorate.
Tutto ciò che si consuma deve essere reintegrato, in modo che il
bilancio, detto ricambio.
Quando un organismo non ha un’alimentazione equilibrata e assume
una quantità di alimenti insufficiente o eccessiva rispetto alle
proprie esigenze, si verificano cosi conseguenze negative.
Un utile strumento per valutare l’eventuale sovrappeso o l’eccessivo
sottopeso è l’indice di massa corporea.
Le sostanze nutritive comprendono:
Carboidrati
Lipidi
Protidi
Sali Minerali e Vitamine
Carboidrati
Le sostanze nutritive con funzione energetica sono i
Carboidrati (o glucidi ). I carboidrati hanno soprattutto
una funzione energetica ( 1 g sviluppa 4 kcal )
Si suddividono in:
Polisaccaridi, come l’amido e la cellulosa:
La principale fonte alimentare di polisaccaridi sono i
cereali, e i loro derivati, come il pane, pasta, farina.
Disaccaridi, come il saccarosio:
Disaccaridi e zuccheri semplici si trovano nella frutta,
nel latte, nella canna da zucchero.
Monosaccaridi e zuccheri semplici come il glucosio.
Il gruppo cereali e tuberi ebbene mangiarli 2-4 volte al
giorno
I Lipidi o Grassi
• Sono altamente energetici ( 1 grammo sviluppa 3 kcal)
•
ma hanno anche una funzione plastica in quanto
costituiscono con i fosfolipidi una delle materie prime
per la costruzione delle membrane cellulari.
Le fonti alimentari dei grassi sono il burro, il lardo,
l’olio e la margarina.
Lipidi o grassi
CONSIGLI PER NON ASSIMILARE MOLTI GRASSI
 Moderare la quantità di consumo di grassi ed oli da
condimento, soprattutto di origine animale (burro,
pancetta, lardo, panna…).
 Preferire i grassi da condimento di origine vegetale
(olio extravergine d’oliva, margarine molli), usarli
preferibilmente a crudo evitando fritture e cotture
prolungate,inoltre evitare la riutilizzazione di grassi
già cotti.
 Aumentare il consumo di pesce
 Mangiare carni magre, ed eliminare il grasso visibile.
 Chi fa molto consumo di latte si preferirebbe quello
scremato o parzialmente, in questa forma il latte non
perde il calcio.
 Scegliere formaggi e i latticini a minor contenuto di
grassi o consumarne in poche quantità.
Protidi
Le principali sostanze alimentari con funzione
plastica sono le proteine (o protidi) consentono la
crescita delle cellule e dei tessuti.
Le proteine sono costituite da lunghe catene di
molecole più piccole unite tra loro, gli amminoacidi
I protidi o proteine svolgono diverse
funzioni:
 Strutturale o plastica: consentono le
crescite delle cellule e dei tessuti.
 Enzimatica: catalizzatori biologici
(accelerano una reazione chimica)
altamente specifici agiscono solo su
una sostanza.
 Ormonale: insulina
 di Trasporto: Emoglobina, consentendo
il trasporto nelle cellule
 Tampone: mantengono il grado di
acidità costante nel corpo
Le principali sostanze nutritive con funzione di
bioregolatori sono l’acqua, le vitamine, e i sali
minerali.
Le vitamine sono
L’ acqua si trova all’interno e intorno
sostanze
a ogni cellula del corpo e rappresenta
indispensabili alla
la componente più importante del
vita della cellula.
sangue e degli altri fluidi corporei.
Esse non hanno
Contribuisce allo svolgimento delle
funzione energetica,
funzioni digestive, all’eliminazione dei
ma svolgono un’
prodotti di rifiuti e alla regolazione
importante funzione
della temperatura corporea.
di regolazione nel
metabolismo.
Cos’è l’IMC
• IMC =
Peso (in Kg)
Altezza (in metri) al quadrato
• L’Indice di Massa Corporea si misura dividendo il peso
corporeo (in kg) per il quadrato della statura (in metri).
• I valori soglia di IMC consigliati dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità servono per definire la condizione di sottopeso,
normopeso, sovrappeso e obesità dell’adulto.
torna alla
piramide
I PRINCIPI DI UNA SANA
ALIMENTAZIONE SONO:
 Introdurre con gli alimenti le
calorie ed i nutrienti necessari al
mantenimento delle necessità vitali
dell'organismo.
 Consumare alimenti vari (carne,
ortaggi, legumi...), evitare quindi la
"monotonia alimentare"
 Scegliere alimenti salubri, non
trattati con pesticidi e di cui si
conosce la provenienza.
 APPROFONDIMENTO DE
PRINCIPI SUI CUI SI BASA UNA
SANA ALIMENTAZIONE:
 Giusta quantità di calorie
 Della stessa importanza è
l'equilibrio che deve essere
mantenuto fra i macronutrienti
fondamentali (carboidrati, lipidi,
proteine) e l'apporto di
micronutrienti indispensabili
(vitamine, minerali, oligoelementi).
 Variare i tipi di alimenti: non
esiste nessun alimento che da
solo possa soddisfare le
necessità nutrizionali
dell'individuo adulto
 La variabilità contribuisce a
coprire le necessità nutrizionali
e contemporaneamente evita che
si accumulino nel nostro
organismo gli stessi tipi di
sostanze chimiche.
 Scegliere alimenti salubri: un
alimento è salubre quando non
solo non arreca danno alla nostra
salute, ma anzi è promotore del
nostro benessere neuro-psicofisico.
 Cos'é un alimento salubre ?
 Intendo un alimento che
contenga la concentrazione
attesa di nutrienti, e sia esente
da residui di sostanze chimiche
e da contaminazioni batteriche e
virali che provocano patologie
acute e croniche. vai all'inizio
L’anoressia è un disturbo alimentare di
origine psicologica che negli ultimi
trent’anni ha colpito un numero
crescente di giovani, soprattutto
ragazze, e consiste nel rifiuto del cibo.
Pare che la causa reale attribuita
a uno stato depressivo o ad un
disturbo della personalità. Gli
anoressici sono estremamente magri.
L'anoressia è dimezzata
Il rischio è l'eccesso di cibo. Spunta il Dai, disturbo da
alimentazione incontrollata.
ROMA — L'anoressia? Si è dimezzata negli ultimi dieci
anni. In percentuale: rappresentava il 60% dei disturbi
alimentari è arrivata al 30. Ma di certo, per la prima
volta, ha perso il suo primato tra le patologie del corpo.
E adesso? Adesso, è la bulimia a dominare. E in
particolare è esploso il «Dai», che sta devastando la
popolazione. « Dai», ovvero: abbuffate senza controllo.
E senza vomito che segue. Anche 30 mila calorie
buttate giù in meno di mezz'ora. Come otto panettoni,
tutti insieme.
ANCHE I MASCHI E I TRENTENNI- Il nuovo disturbo
non è esclusivo delle donne. Queste abbuffate,
colpiscono un uomo ogni tre donne. Mentre fino a dieci
anni fa i disturbi alimentari colpivano principalmente gli
adolescenti, ora questo nuovo disturbo di alimentazione
incontrollata sposta di molto l'età oltre i trent’anni.
La principessa Vittoria di
Svezia, 31 anni, divenne
anoressica nel '97 dopo
una dieta. Oggi è in prima
linea contro i disturbi
alimentari
Guarì con una cura negli
Usa.
«Dobbiamo dire che è
in corso una vera e
propria mutazione
genetica di questi
disturbi. Il fatto è che
viviamo in una società
multicompulsiva. Ed è
per questo che la
magrezza patologica ci
fa sempre meno paura,
a dispetto di un'obesità
che sta dilagando,
anche tra i bambini.
L'Italia ha superato la Grecia e la
Spagna e oggi è diventato il primo
Paese in Europa per il dramma
dell'obesità infantile (il Meridione
batte il Settentrione in questa
classifica nostrana)». E' stato
calcolato che circa il 30% degli
obesi in Italia sono tali proprio per
via del disturbo di alimentazione
incontrollata. «E' un disturbo nuovo
questo che in inglese viene
chiamato Binge eating disorder,
perché è da poco che è stato
distinto dalla bulimia »
Descrizione e generalità
Clinicamente la bulimia è denotata da episodi in cui il soggetto sente
un bisogno compulsivo di assumere spropositate quantità di cibo,
correlati da una spiacevole sensazione di non essere capace di
controllare il proprio comportamento.
L'episodio bulimico è caratterizzato dall'atteggiamento compulsivo
con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un
determinato alimento. Ricorrenti abbuffate: dove per abbuffate si
intende il mangiare in un determinato periodo di tempo, una quantità
di cibo decisamente maggiore a quello che la maggior parte della
popolazione mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.
Non è il peso il problema che è alla
…«La bulimia è una malattia che
viene in seguito al disturbo
anoressico, la maggior parte
delle volte. Ed è per questo che
gli attacchi bulimici vengono poi
seguiti da violenti attacchi di
vomito: c'è, comunque, sempre
un'attenzione al peso del corpo.
Gli attacchi di abbuffate
compulsive invece no, sono un
disturbo autonomo. Diverso. E
non vengono seguiti dal vomito.
base di questo disturbo. Una persona
in preda ad un'abbuffata compulsiva è
in grado di ingurgitare da 3 a 30 mila
calorie in venti minuti, circa. E tutto
questo senza nessuna possibilità di
controllo».
Gli episodi bulimici possono essere scatenati da alterazioni dell'umore,
stati d'ansia o stress.
È frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. Colpisce
prevalentemente soggetti di sesso femminile Generalmente compare
attorno ai 12-14 anni o nella prima età adulta.
Si distinguono due tipi di bulimia:
 con condotte di eliminazione, che vede il soggetto ricorrere
regolarmente a vomito autoindotto oppure all'uso inappropriato di
lassativi, diuretici.
 senza condotte di eliminazione, che vede il soggetto bulimico
adottare regolarmente comportamenti compensatori inappropriati, ma
non dedicarsi al vomito autoindotto o all'uso di lassativi, diuretici
Diabete significa passare
attraverso e identifica alcune
La malattia diabetica è un difetto di
recezione e quindi di utilizzazione
malattie caratterizzate da
dello zucchero circolante nel sangue.
poliuria (abbondante produzione
La recezione è mediata dall'insulina,
di urina) e polidipsia
un ormone pancreatico secreto dalle
(abbondante ingestione di
cellule B delle isole di Langerhans. Il
acqua).
paziente diabetico è sottoposto a
Quindi il termine medico
continui controlli della glicemia e
alluderebbe al frequente
iniezioni di insulina al fine di
passaggio di urina provocato
dalla malattia.
regolarizzare il livello di glucosio nel
sangue.
Abitudini alimentari poco equilibrate aumentano il rischio di
disturbi cardiaci e circolatori che interessano il cuore e i vasi
sanguigni adiacenti e possono assumere varie forme: ipertensione,
coronaropatie, disfunzioni e infarto.
A livello del cuore i disturbi sono legati al restringimento delle
coronarie conseguente ad alterosclerosi, un ispessimento delle
pareti delle arterie causate dalla formazione di placche costituite
soprattutto da colesterolo.
La concentrazione di colesterolo nel sangue è influenzato da
numerosi fattori tra i quali un’alimentazione ricca di grassi
alimentari.
La malnutrizione è la carenza di
Le condizioni di malnutrizione è
una o più sostanze nutritive
comune nei paesi più poveri.
essenziali per mantenere in buona
salute l’organismo.
La carenza do proteine è la causa Sono state fatte condotte in questi
ultimi anni dall’Organizzazione delle
principale di malnutrizione e si
Nazioni Unite per l’Alimentazione e
manifesta con una malattia
l’Agricoltura hanno accertato che nel
chiamata kwashiorkor, i cui
mondo almeno 500 milioni di persone
sintomi sono letrgia, grave
sono malnutrite.
anemia, cambiamento di colore
In quasi tutti i paesi africani è
dei capelli.
diffusa la condizione di denutrizione
e ciò causa malattie, mortalità
infantile, impossibilità di svolgere
attività lavorative.
Questo ipermedia è stato
realizzato da:
• Alcool: nemico per la guida: Serusi Valentino.
• L’alimentazione: Valentina Salaris, Erica Orrù,
Veronica Tatti e Davide Schirru.
• AIDS e M.S.T: Piras Marco, Deiana Luca, Craba
Roberto, Melas Marco e Saba Mattia.
• Alcool e fumo: Costella Mirko, Erika Deidda e
Marongiu Gabriele.
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