Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
Wireless technologies
Nanotecnologie
Bioscienze
Hi Mech
AGROALIMENTARE
TURISMO
MADE IN ITALY
Aerospazio
Materiali speciali
Nell’attuale scenario globale la competitività
internazionale è il principale indicatore della salute
economica di uno Stato. Il rilancio dell’Italia parte dal
potenziale dei suoi distretti produttivi, in una grande
sfida innovativa.
24 settembre 2009
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Piattaforme web
Monitoraggio e
difesa ambientale
Sistemi logistici
Microelettronica
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Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
Abstract 1 - A CHE PUNTO E’ L’ITALIA NELLO SCENARIO ECONOMICO
GLOBALE ?
• Abbiamo grandi ma scollegate potenzialità, dobbiamo
coordinare e organizzare l’innovazione
• Il terreno della competitività internazionale è cruciale in una
economia come la nostra dove l’interscambio estero vale il
50% del PIL
• La situazione ci impone uno sforzo urgente; vedi gli indicatori
della bilancia commerciale (siamo qui in buona compagnia
con molti altri grandi paesi industriali) ma soprattutto delle
partite correnti
• E’ a questo livello, infatti, più che sui “manufatti” dove si
gioca la competitività di un paese avanzato
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La perdita di competitività internazionale dell’Italia è evidente ed acuita dalla recessione globale in atto che amplifica
carenze di sistema. Nel 2008 il saldo commerciale torna in rosso (-743M€) e diventa assolutamente preoccupante
quello di parte corrente (ben oltre 50.000M€)
Bilancia dei pagamenti dell’Italia - Partite correnti (in M€)
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Il saldo della bilancia commerciale risulta dai valori di esportazioni - importazioni. Se si fa invece esportazioni +
importazioni si ha “l’interscambio”, in altre parole il valore dell’economia giocata oltrefrontiera. In Italia,
l’interscambio vale quasi il 50% del PIL (circa 1.500 miliardi di € nel 2008).
Commercio estero dell’Italia per settori (dati in M€) – Fonte ICE - ISTAT
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La situazione si verifica in un quadro globale recessivo al quale si associa un trend descrescente della
competitività “esportativa” delle economie mature. USA e UE sperimentano da tempo deficit di “balance trade”.
Tengono le performances esportative dei paesi emergenti (nel 2009 la Cina sorpasserà la Germania) e
soprattutto dei produttori di materie prime (vedi Russia, Arabia Saudita, ecc.).
I primi 20 esportatori mondiali - valori assoluti (in miliardi $), variazioni e quote
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La situazione dell’Italia è quindi particolarmente difficile per vari motivi, enfatizzati dalla crisi
globale che sta portando recessione e diminuzione degli scambi (eccetto materie prime, ecc.):
•
L’export è da anni in difficoltà e stenta a bilanciare l’import . Altri Stati UE, pur nella
flessione strutturale della competitività dei paesi industrializzati sul mercato globale,
dimostrano maggiore tenuta (Paesi Bassi, Francia)
•
L’Italia non ha una performance valutaria positiva nella sezione delle transazioni invisibili
(servizi, trasporti, redditi finanziari e di capitale, royalties, ecc.) che sono le voci sulle quali
invece gli altri Paesi industrializzati compensano il deficit commerciale e raggiungono il
sostanziale pareggio o il surplus corrente
•
Il crescente deficit corrente viene colmato a livello valutario soprattutto con l’afflusso di
finanziamenti al settore privato e pubblico, il rialzo dell’Euro, e quindi con l’aumento della
dipendenza e dell’indebitamento extranazionale
Occorre una seria riflessione sugli elementi di criticità e i possibili rimedi onde posizionarsi al
meglio nella difficile congiuntura mondiale. L’economia e l’internazionalizzazione diventano
temi sociali comuni e servono strumenti conoscitivi diffusi per trattarli correttamente.
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Abstract 2 – CHE COSA POSSIAMO FARE COME SISTEMA ?
•
Sul piano delle partite “visibili” abbiamo prevalentemente settori
“maturi” (che sono quelli più piccoli e con i tassi di crescita più
modesti sul totale export mondiale)
•
Occorre quindi organizzare la R&S come ingrediente essenziale del
management (innovazione permanente dei prodotti), colmando il
divario con l’Europa, così come crescere nei processi innovativi e
nella relativa certificazione (qualità, responsabilità sociale, ecc.)
•
Sul piano delle partite “invisibili” abbiamo saldi negativi diffusi
(redditi di capitale, trasporti, servizi tecnologici, royalties) ed è
necessario tutelare e sviluppare tutte le nicchie promettenti.
•
Un discorso a parte merita il turismo che potrebbe diventare il
principale settore “esportativo” mediante una politica nazionale
coerente
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Per brevità non si considerano in questa presentazione le operazioni valutarie passive: importazioni, attrazione
investimenti esteri, indebitamento estero, ecc. Esse sono altrettanto importanti (si veda per esempio la “bolletta
energetica”) ma molto complesse. Ci si limita ad analizzare le operazioni valutarie attive. Cominciando dalle
ESPORTAZIONI, si rileva la debolezza dell’Italia nei settori più rilevanti e maggiormente dinamici: ICT, chimicofarmaceutico, automotive
Fonte ICE – ISTAT 2009
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L’Italia è viceversa più presente nei settori cosiddetti “maturi”: metal-meccanica, casa-persona, ecc. Nei settori
più innovativi e dinamici si noti anche che l’Italia è “importatore netto” ovverosia importa più di quanto esporti
e questo crea un ulteriore fattore di dipendenza. Più nel dettaglio, si nota:
•
Carenza dell’investimento in Ricerca e Sviluppo (R&S) – ovvero per creazione di nuovi prodotti - e nella
relativa organizzazione aziendale. L’investimento in R&S complessivo è pari al 1,1%. del PIL nel 2007,
conto la media UE27 dell’1,84 %. (3,82% in Svezia, 2,51% in Germania). Esso dipende per circa il 45%
dal privato e per il 55% dal pubblico, mentre l’investimento privato è preponderante nella media
europea.
•
Ritardo nelle certificazioni di qualità o similari dei prodotti già commercializzati: documentazioni
agroalimentari (DOC, DOP, IGP), ISO, UNI, registrazioni di marchi e brevetti a livello europeo e
internazionale, tutela anticontraffazione per il Made in Italy
Occorre strutturare a livello capillare nelle aziende una funzione R&S stablle. Una funzione preposta a creare
nuovi prodotti, che abbia capacità di gestire tutti gli aspetti collegati: disciplina contabile e fiscale delle spese,
agevolazioni finanziarie, seed e venture capital, tutela, registrazione e vendita della proprietà intellettuale
(marchi, brevetti, know-how) . Analoga azione deve essere fatta per quanto riguarda la certificazione e la tutela
dei prodotti già sul mercato.
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Per quanto riguarda le PARTITE INVISIBILI (trasporti, servizi, viaggi all’estero, redditi di capitale, ecc.) l’analisi di
dettaglio è più difficile poiché non esistono statistiche quali quelle di fonte doganale. Tuttavia in alcune aree è
relativamente facile:
Turismo incoming 2008 – Bankitalia (valutazione camponaria annuale con 150.000
interviste face to face alle frontiere per accertare tutte le spese nel viaggio – vedi Tourist satellite account WTO e relativa
accezione estesa di importazione di consumatore per motivi plurimi, diporto, cura, studio, famiglia)
Anno
Incoming
Outgoing
Saldo
2005
28.453M€ (di cui Lazio 4525,
Lombardia 4192)
2006
30.368M€ (di cui Lazio 5013,
Lombardia 4849)
2007
31.079M€ (di cui Lazio 5185,
Lombardia 5362)
19.728
11.351
2008
31.090M€ (di cui Lazio 5277,
Lombardia 5318)
20.922
10.168
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Nell’ambito delle partite invisibili, un altro campo sul quale esiste un monitoraggio sistematico è quello degli
IDE (investimenti diretti all’estero). I flussi attivi che da essi derivano sono censiti come “redditi di capitale”
nella bilancia corrente. In quanto paese originario di IDE l’Italia ha una posizione buona anche se il saldo di
questi redditi è negativo poichè è condizionato dalla preminenza, costruitasi nel tempo, delle acquisizioni da
parte di paesi sviluppati (di cui l’Italia è target più che protagonista).
Principali paesi investitori - Miliardi di dollari a prezzi correnti
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L’Italia appare quindi in generale deficitaria sul terreno delle partite invisibili, domini ad alta intensità di
management, organizzazione, expertise tecnica e engineering . Più nel dettaglio, sui due settori statisticamente
indagabili, si può notare:
•
•
Il turismo, paragonato ad un settore esportativo, sarebbe già oggi al quarto posto in termini di
performance attiva, dopo meccanica , metalmeccanica, mezzi di trasporto, e al pari del chimico
farmaceutico e dell’ICT. Ma i risultati sono molto al di sotto del potenziale dell’Italia, che è unico al
mondo;
Circa gli IDE la performance in valore è soddisfacente. Infatti, da tempo i fatturati delle partecipate
estere superano quelli dell’export diretto da casa-madre. Poi, sul piano quantitativo gli stock sui IDE in
entrata e in uscita si equivalgono. Tuttavia la scala organizzativa e finanziaria degli IDE in uscita non
sembra adeguata per assicurare una redditività in media europea.
Per quanto riguarda il turismo occorre diffondere a livello capillare una cultura di accoglienza nuova, nella
quale il viaggiatore o turista extranazionale sia anche visto come un consumatore importato di cultura, beni e
servizi (che poi può rimanere “fidelizzato” dopo il ritorno a casa con ovvi benefici di immagine per ’Italia). Il
turismo, quindi, è in questo senso una attività “export” atipica e nobile in cui beni e servizi non vengono
trasferiti oltrefrontiera ma consumati in loco, da acquirenti esteri.
Per quanto concerne gli IDE l’incremento delle reti organizzative e delle dimensioni, così come la scelta di
nuovi campi più remunerativi, in alternativa ai settori maturi, sono tra le soluzioni possibili.
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Abstract 3 – COME OPERARE ?
•
La chiave operativa sono i “distretti produttivi” la cui organizzazione
permette di superare la struttura italiana basata su PMI e microimprese.
Questo per fare, su base comune, quegli investimenti innovativi altrimenti
non sostenibili: R&S, certificazioni di qualità e simili, delocalizzazioni,
accesso alla finanza, politiche di marketing, ecc.
•
Molto c’è da fare (per esempio l’osservatorio ICE sui distretti ci dice che solo
il 30% dell’”export” totale è originato dai distretti e prevalgono in campo
internazionale le imprese di dimensioni più grandi) in termini di:
•
Superare la forte differenza competitiva tra Nord e Sud del paese
•
Aiutare i distretti potenziali (protodistretti, aree di competenza) a riconoscersi
e organizzarsi
•
Introdurre nuove e più ampie accezioni dei distretti produttivi: aree turistiche,
aree di produzione agroalimentare tipica, articolazioni multiregionali di
competenze del “made in Italy”, distretti dei servizi
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Altro fattore di criticità trasversale risiede nella struttura produttiva italiana. E’ evidente il grande squilibrio tra la
competitività internazionale del Nord e quella del Centro – Sud.
Esportazioni di merci per Regioni italiane (1) – in M€ (variazioni e quote in %)
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Altro fattore di criticità è la frammentazione delle attività, connesso al numero e alle dimensioni medie delle
imprese italiane (vedi PMI) che continua a registrare valori anomali rispetto alla media europea
Esportazioni italiane per classi di imprese – fino al 2007
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L’Italia sconta quindi distonie geografiche del suo tessuto produttivo, nonché l’eccessiva frammentazione e
numero delle realtà produttive. In parte, un incremento della concentrazione industriale si sta registrando
negli ultimi anni ed è stato il presupposto per importanti processi riorganizzativi in vari settori.
Questo fenomeno deve essere aiutato con decisione anche con politiche di aggregazione e rete tra PMI per la
gestione comune di servizi, promozione, marketing, ecc. E’ infatti comprovato a livello statistico che gli
incrementi di fatturato export sono positivamente correlati alle dimensioni delle imprese (per numero di
addetti). Le dimensioni sono tra l’altro i presupposti per gestire business in modo innovativo: inserirsi in
offsets biltaterali, organizzare stabilmente investimenti di R&S, campagne pubblicitarie e marketing
territoriale, procurare finanza, gestire delocalizzazioni, gestire la formazione specializzata, gestire la tutela dei
marchi e la difesa legale.
Il punto di partenza delle politiche di rilancio deve quindi partire dalla individuazione dei “distretti produttivi” di
un territorio (Regione) per certificarli e riconoscerli se non lo sono ancora, supportarli e valorizzarli al meglio.
L’incidenza di queste realtà sull’export regionale varia dal 20 al massimo del 40% (vedi Osservatorio distretti
industriali ICE). Si registrano circa 200 aree in Italia che verificano i parametri del distretto industriale, e circa
20 altre realtà individuate dalle Regioni. Bisogna poi considerare i distretti di alte tecnologie riconosciuti da
MUR (circa altri 20).
In Italia ogni Regione ha poi il patrimonio dei propri prodotti agroalimentari e proprie peculiari risorse
turistiche. Queste aree possono essere assimilate a “distretti produttivi” connaturati al territorio, ma troppo
spesso non inseriti in cicli di qualità. Altro asset trasversale è il Made in Italy dei prodotti per la casa e la
persona.
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Abstract 4 – COME LIBERARE IL POTENZIALE DI INTERSCAMBIO NEL SUD
DEL MONDO ?
•
I dati statistici mostrano che circa ¾ dell’interscambio internazionale è
effettuato da ¼ della popolazione mondiale. In altre parole possiamo dire che
circa ¾ della popolazione mondiale hanno un accesso nullo o limitato
all’economia “globale”
•
Il termine “interscambio” di cui sopra è in senso ampio e ingloba tutte le
voci: beni, servizi, finanza, investimenti. Tuttavia si rileva un incremento delle
quote di paesi emergenti, soprattutto nell’interscambio di merci, trainato dai
produttori di materie prime (vedi petrolio) e commodities
•
E’ un trend che va indagato e assecondato. Vanno identificati nuovi prodotti e
processi per liberare l’interscambio con queste aree e coniugare quindi la
globalizzazione con la giustizia economica e sociale, mitigando il cosiddetto
“rischio paese”: nuove produzioni che superino logiche monocolturali e
monopolistiche, nuovi processi cooperativi improntati a creare in loco una
capacità di sviluppo sostenibile
•
Cruciale è l’utilizzo della finanza come leva attuativa dell’innovazione. In
particolare gli interventi di cooperazione allo sviluppo (grants) si connettano
virtuosamente con la finanza e gli investimenti commerciali
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La scheda 5 mostrava come 20 paesi assorbissero oltre il 70% delle esportazioni mondiali. La scheda qui sotto
conferma come anche a livello di importazioni l’interscambio mondiale sia appannaggio di un ristretto club
largamento coincidente, con alcune piccole variazioni (entrano India, Polonia e Turchia ed escono Arabia
Saudita, Svizzera e EAU)
I primi 20 importatori mondiali di merci in miliardi di $
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Anche per quanto riguarda gli IDE, si conferma lo stesso livello di “concentrazione”. I dati espressi nella scheda
11 sugli IDE in uscita, sono confermati da quelli degli IDE in entrata, con qualche modifica (la più forte attrattiva
rappresentata dalla Cina e dalla Russia, la perdita di posizioni dell’Italia, l’entrata in scena di Brasile, Arabia
Saudita e India al posto di Australia, Canada, ecc.).
Principali paesi destinatari di investimenti diretti (IDE) – in miliardi di $
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Questa tabella mostra infine un quadro sinottico di tutto l’interscambio di merci , in entrata e in uscita, limitato
al club ancora più ristretto dei 4 “blocchi” (UE, USA, Giappone e Cina) che da soli coprono il 40% del valore
mondiale. Si noti che non viene qui rilevato l’interscambio Intra Ue che da solo vale il 20% del totale mondiale
Interscambio mondiale di merci – quote percentuali e valori (in miliardi di Euro)
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La mappa delle esclusioni e delle limitationi all’interscambio coincide più o meno con quella del cosiddetto
“rischio paese” – politico e commerciale a medio lungo termine – effettuata da SACE, la società pubblica
dedicata alle coperture assicurative per gli operatori italiani contro questi tipi di rischi (in linea di principio non
coperti dal mercato). Il rosso scuro indica la massima intensità di rischio, il verde chiaro quella minima).
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•
Accompagnare l’interscambio mondiale verso la valorizzazione del suo potenziale è una
sfida di sostenibilità dell’economia globale per il terzo millennio, a partire dai paesi a
rischiosità intermedia che già si stanno conquistando spazi stabili: Russia, Messico,
Arabia Saudita, Turchia, India per quanto riguarda l’interscambio di merci; ancora
Russia, Brasile, Arabia Saudita e India per quanto riguarda gli IDE
•
Nuovi fenomeni di interscambio e investimento innovativi, anche se di rilievo quantitativo
minore, stanno avvenendo anche nei confronti dell’Africa (IDE di Cina e Arabia Saudita
nel settore fondiario e agro)
•
Concepire nuovi prodotti e nuovi processi ispirati alla creazione in loco di comparti
autonomi e sostenibili è cruciale. Nella attuale congiuntura di alti prezzi delle
commodities ci potrebbe essere spazio proprio per questi tipi di economie in cui
avvenga un offset ottimale tra le specializzazioni rispettive dei paesi avanzati e di quelli
emergenti
•
La leva finanziaria è lo strumento chiave per innescare questi processi e in particolare
l’integrazione funzionale tra le componenti di grant e quelle di finanza commerciale. Sul
piano politico bilaterale devono essere considerati i problemi di sbocco ultimo dei
prodotti in causa posti dai sempre più numerosi PTA (Preferential Terms Agreements)
che derogano ai principi WTO
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Abstract 5 – CHE COS’E’ ASSOCORCE ?
•
Assocorce – International Trade Development Association è una
associazione non lucrativa che rappresenta i trainees di scuola ICE
(Corsi Master come il “Corce”ma anche corsi brevi)
•
Ci sono circa 3000 professionisti “formati”da ICE nelle diversificate
professioni attinenti l’internazionalizzazione d’impresa, in posizioni
chiave nel contesto nazionale e all’estero (nei settori pubblici e
privati)
•
Assocorce propone tre linee di attività: network, formazione –
informazione, pubblicistica – editoria
•
Le realizza con ampio ricorso a tools virtuali: data bases dei soci
ordinari e “promo”, piattaforma web interattiva (spazi archiviali,
pagine web interattive, forum dedicati, prodotti editoriali digitali,
ecc.), newsletter “utilizzabile da tutti i soci
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Il network Assocorce riunisce tutti i formati in internazionalizzazione d’impresa di “scuola”
ICE. 3000 persone risultano diplomate al Master “Corce” di Roma o alle sue edizioni
decentrate in tutta Italia, a partire dal 1962. Ad esse si aggiungono un buon numero di
formati ICE di breve periodo, e numerosi professionisti e tecnici con qualifiche equipollenti
al Corce. Il db “Directory dei diplomati ai Masters ICE”, realizzato da Assocorce, viene
continuamente aggiornato di concerto con ICE ed è accessibile “on line” dal sito Assocorce
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Nel sito Assocorce si trova l’accesso, oltre che al db “Directory dei diplomati ai Masters ICE”, ad alcuni
servizi:
•Spazi archiviali su web personali per upload, download , classificazione e workflow su documenti e
dati (per esempio CV)
•Spazi forum e pagine web interattive per discussioni e gestione on line di documenti pubblicati su
web
• Una “threaded e-mail” dedicata all’Associazione attivabile direttamente anche dai partecipanti
I tools sono situati provvisoriamente sulla piattaforma GTWP (Global Trade Web Platform). Alcuni
possono essere utilizzati in modalità “Guest”. Per altri è necessario avere credenziali personali.
Esse peraltro vengono rilasciate in tempo reale e non è necessario essere soci full-right di
Assocorce. Si può aderire in modalità “contact” o promozionale (costo zero); vedi l’interesse per
imprese, enti, associazioni interessati a partecipare alla sperimentazione di questa “knowledge
base” unica nel suo genere.
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Dal sito si può scaricare anche la directory ristretta E.T.I.C.I. a sua volta situata sulla
piattaforma sperimentale GTWP.
Essa contiene le schede informative sintetiche dei soci permanenti Assocorce, ovvero
quelli operativamente coinvolti nelle attività: Comitato, presidio sede, assistenza,
formazione, pubblicistica, ecc. Ad ogni scheda è associato il CV del professionista.
Oltre allo spazio “News”, per le attualità, i soci collaborano alla manutenzione di 3
“bacheche” informative su web. La prima interessa le attività di
FORMAZIONE
Contiene un excursus sulle iniziative realizzate e quelle in preparazione. Si vedano in
particolare i moduli realizzati per le Regioni a partire dal Corce Calabria 2000 (Iniziativa IG
Students 2001, ecc.).
Segue
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La seconda bacheca informativa riguarda l’attività di
PUBBLICISTICA E EDITORIA
Tra le attività principali svolte negli ultimi anni, sono menzionate:
• La revisione e sponsorizzazione del Dizionario del Commercio Internazionale pubblicato da IPSOA
– Wolters Kluwer (www.ipsoa.it ) – autore F.Tempesta
• Gli articoli dei soci sulla rivista “Commercio Internazionale” (IPSOA – Wolters Kluwer)
• La sponsorizzazione tecnico – organizzativa del Iibro digitale “Colours”, prodotto dalla NICCIN
(Nigeria Italy Chamber of Commerce), finanziato dall’Assessorato Cooperazione della Regione
Lazio
• Gli spazi tematici interattivi creati sulla piattaforma GTWB (mediazione culturale, knowledge base
del commercio internazionale)
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Nella terza bacheca
NOTIZIE
si trovano informazioni su tutte le iniziative di network associativo, oltre quelle istituzionali
(Assemblea, incontro di fine anno) quali incontri, seminari , workshops, etc;
Si registra un crescente coinvolgimento di soggetti locali e settoriali fortemente interessati
alle problematiche di sviluppo delle proprie eccellenze territoriali: Associazioni
imprenditoriali e non profit, Regioni, CCIAA, gruppi di Aziende, Università e scuole;
Assocorce annette particolare interesse allo sviluppo di questi rapporti, che rappresentano
l’utenza di settore “esterna”, speculare a quella tipica dei diplomati Corce - ICE;
Grazie alla piattaforma sperimentale si può ora anche offrire a questi soggetti, oltre ai
servizi di network, alla formazione e alla pubblicistica - editoria, un supporto virtuale stabile
e interattivo su varie esigenze che possono essere soddisfatte in tempo reale.
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Richieste tipo che possono essere soddisfatte dalla piattaforma GTWP per soggetti
interessati alla internazionalizzazione di distretti, settori, comparti, programmi formativi,
sono:
• consultazione della Directory dei diplomati ai Masters ICE aggiornata, utile per localizzare
professionalità di scuola ICE o equipollenti, selezionandole per classe di età, competenze
specifiche (tecniche, linguistiche), esperienze pregresse; vedi in particolare l’ottenimento di
stagisti Corce da parte delle aziende per lo svolgimento a carico di ICE di un “project work”
internazionale
• consultazione del db E.T.I.C.I. dei soci Assocorce, utile per localizzare professionalità (vedi
sopra) con ricerche approfondite ai relativi CV (sul motore di ricerca della piattaforma).
Potenzialmente rappresenta l’albo dei tecnici del commercio internazionale, che è obiettivo
di lungo termine di Assocorce insieme a ATV (Associazione dei Tecnici Valutari e degli
Scambi Internazionali);
• utilizzo della “threaded e-mail” Assocorce, per condivisione, su una lista mirata di circa
500 utenti, di notizie operative in tempo reale (vacancies, incontri, novità normative, ecc.);
• creazione di spazi web interattivi personali, per workflow adattabile da Assocorce ad ogni
esigenza specifica, per esempio di scuole, gruppi di aziende, associazioni. Ciò può avvenire
attraverso forum personalizzabili, condivisione di documenti e contenuti web, gestione di
progetti co-finanziati (Regioni, UE, ICE).
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