Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
CHE COS’E’ ASSOCORCE ?
•
Assocorce – International Trade Development Association - è nata nel 1989
come associazione non lucrativa che rappresenta gli «Alumni» di scuola ICE:
Master in internazionalizzazione d’impresa CorCE di Roma, certificato ASFOR,
e altri Master svolti con lo stesso formato altrove in Italia
•
Ci sono circa 3000 professionisti “formati”da ICE con i Masters in parola nelle
diversificate posizioni attinenti l’internazionalizzazione d’impresa, in Italia e
all’estero, nel settore privato così come nel pubblico
•
Il CorCE di Roma «De Franceschi» sta per iniziare la sua 46a edizione (dal
1962) e circa 100 sono i Masters svolti con la supervisione di Agenzia ICE e
l’uso del formato CorCE, in collaborazione con Regioni, Istituzioni,
Associazioni industriali; più i numerosi Corsi «brevi» specialistici e per
operatori esteri
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Assocorce, anche nel quadro di un apposito Accordo di collaborazione con Agenzia ICE,
sviluppa tre linee di attività: network, formazione – informazione, pubblicistica – editoria.
Ampio è il ricorso ai «tools» virtuali
IL NETWORK
E’ l’attività portante e implica la mappatura (il DB Asso) aggiornata dei diplomati e anche di
quanti, dotati di qualifiche educative o di esperienze equipollenti, intendono partecipare (lo Statuto
permette questa equiparazione). Lo Statuto permette anche di federare organizzazioni ed enti. La
mappatura è gestita con tools informatici che dal sistema MSOffice stanno migrando verso un data
base interattivo (web 2.0) per cui saranno presto gli stessi soci che provvederanno ad aggiornare
in tempo reale i loro dati.
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La mappatura (DB Asso) consente di rivolgere all’esterno e a tutta la rete Assocorce attività
informative mirate a: creare opportunità professionali per i «corcisti», sia sotto forma di stage
qualificati che di veri e propri contratti lavorativi; stimolare l’aggiornamento e il dibattito sulle attualità e
i grandi temi dell’internazionalizzazione economica e culturale; promuovere i «CorCE» alla più vasta
attenzione pubblica come scuola formativa d’eccellenza nel panorama italiano.
Il workshop odierno, inserito nel Programma «Innovazione» teso a proporre nuove vie per il rilancio
della competitività internazionale dell’Italia, è una di queste iniziative informative di «network». Altre
iniziative sono in programma per il 2014:
-
due workshops Innovazione dedicati rispettivamente al Made in Italy «Tecnologico» e a quello
«Tradizionale»
-
la partecipazione a convegni e seminari per promuovere l’immagine dei CorCE e la giornata
celebrativa del 25ennale associativo
-
altre iniziative allo studio o che potranno essere proposte dai soci (vedi il rilancio di Assocorce su
Facebook, ecc.)
Oltre al DB Asso altri strumenti informatici sono gestiti da Assocorce per supportare le azioni di
network: una piattaforma documentale (GTWP) nella quale i soci possono caricare ed aggiornare i
propri CV o altri documenti, realizzare posters e pagine web, configurare forum su temi di loro
interesse; la newsletter bidirezionale moderata ASSOCORCE ([email protected] ) alla quale
tutti coloro si iscrivono possono contribuire; lo stesso sito web www.assocorce.it che presenta aree
aperte
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FORMAZIONE
Assocorce ha realizzato numerosi progetti formativi sin dalla sua costituzione: docenze
specialistiche ai CorCE (fino al 44° De Franceschi del 2012 con un modulo sulle ADR), per
Associazioni industriali nazionali e internazionali (si vedano i recenti interventi in materia di
supporto pubblico all’export in seminari ANCE o per la Confindustria Greca), enti locali, camere di
commercio, ecc.
Assocorce è sempre pronta a proporsi per esigenze specialistiche e attualità, forte della
diversificata e pluriennale esperienza dei professionisti che rappresenta. Sono allo studio alcune
ipotesi di assistenza a «Distretti» produttivi
Anche in materia di formazione Assocorce può avvalersi di strumenti informatici innovativi quali
piattaforme di e-learning (sistema Adobe Connect)
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PUBBLICISTICA E EDITORIA
L’attività è stata intensa nel corso degli anni. Iniziata con la testata storica ASSOCORCE NEWS si è
poi articolata in numerose pubblicazioni a carattere tecnico ma anche culturale. Tra le principali
possiamo menzionare:
• La revisione e sponsorizzazione del Dizionario
del Commercio Internazionale pubblicato da IPSOA
– Wolters Kluwer (www.ipsoa.it ) – autore F.Tempesta (2004)
• Gli articoli dei soci sulla rivista “Commercio Internazionale” (IPSOA – Wolters Kluwer)
• La sponsorizzazione tecnico – organizzativa del Iibro digitale “Colours”, prodotto dalla NICCIN
(Nigeria Italy Chamber of Commerce), finanziato dall’Assessorato Cooperazione della Regione
Lazio (2007)
• Da ultima la Rubrica Assocorce permanente sulla rivista Unioncamere «èItalia»
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Wireless technologies
Nanotecnologie
Bioscienze
Hi Mech
AGROALIMENTARE
TURISMO
MADE IN ITALY
Aerospazio
Materiali speciali
Nell’attuale scenario globale la competitività
internazionale è il principale indicatore della salute
economica di uno Stato. Il rilancio dell’Italia parte dal
potenziale dei suoi distretti produttivi, in una grande
sfida innovativa.
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Piattaforme web
Monitoraggio e
difesa ambientale
Sistemi logistici
Microelettronica
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A CHE PUNTO E’ L’ITALIA NELLO SCENARIO ECONOMICO GLOBALE ?
• Abbiamo ancora buone potenzialità, ma dobbiamo coordinare
e organizzare l’innovazione sia di prodotto che di processo
• Il terreno della competitività internazionale è cruciale in una
economia come la nostra dove l’interscambio estero vale il
50% del PIL
• La situazione ci impone uno sforzo urgente; più che gli
indicatori della bilancia commerciale, vanno analizzate le
partite correnti
• E’ a questo livello, infatti, più che sui “manufatti” dove si
gioca la competitività di un paese avanzato
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L’”interscambio” (ovvero la somma di export e import) vale quasi il 50% del PIL. Ciò testimonia la fondamentale
importanza dell’economia “giocata” oltre frontiera
Commercio estero dell’Italia per settori Fob Cif (M€)
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Migliora la competitività esportativa dell’Italia come dimostra il saldo commerciale. Anche i dati provvisori per il 2013
lo confermano. Ma il saldo di parte corrente, pur riducendosi, rimane negativo.
Bilancia dei pagamenti dell’Italia: Sezione partite correnti (M€)
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La situazione può essere parzialmente giustificata nel quadro della crisi globale che vede comunque un trend
descrescente della competitività “esportativa” delle economie mature. Crescono invece le performance
esportative in Asia (vedi Cina) e Est Europa
I primi 20 esportatori mondiali di merci (M$ prezzi correnti)
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La situazione dell’Italia è quindi particolarmente difficile per una serie di motivi:
•
L’export è da anni in difficoltà e il saldo commerciale è diventato positivo ultimamente solo
perché l’import è in forte flessione per la recessione e l’euro si è svalutato. In qualche
misura la propensione all’export aumenta proprio per la recessione. Varie imprese (vedi
segmenti alti) si sono riconvertite all’innovazione (upgrade tecnologico, delocalizzazioni).
Altri Stati UE dimostrano saldi commerciali molto più positivi (Germania, Paesi Bassi)
•
Il saldo dei conti con l’estero esteso alle partite correnti, ovvero alle transazioni invisibili
(servizi, trasporti, turismo, redditi finanziari e di capitale, royalties, ecc.), rimane negativo
mentre è positivo in media UE (fino al 6% del PIL in Germania) ed è questo il dato più
preoccupante
•
Il deficit corrente richiede ancora movimenti compensativi finanziari e monetari (in
particolare pubblici di provenienza UE) anche se si è giunti ormai ad una fase di massimo
contenimento, peraltro a prezzo di un preoccupante stato di recessione cronica. Basso
livello di attrattività dell’Italia ai fini di investimenti produttivi dall’estero (32° posto nel
mondo)
Occorre approfondire la riflessione su questi elementi di criticità e le possibili contromisure
per preservare le posizioni dell’Italia in un contesto economico internazionale sempre più
complesso.
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CHE COSA POSSIAMO FARE COME SISTEMA ?
• Sul piano delle partite “visibili” abbiamo prevalentemente
settori “maturi” (che sono quelli più piccoli e con i tassi di
crescita più modesti sul totale export mondiale)
• Occorre quindi organizzare la R&S come ingrediente
essenziale del management (innovazione permanente dei
prodotti), colmando il divario con l’Europa, così come
crescere nei processi innovativi e nella relativa certificazione
(qualità, ecc.)
• Sul piano delle partite “invisibili” abbiamo saldi negativi
diffusi (redditi di capitale, trasporti, servizi tecnologici,
royalties) ed è necessario tutelare e sviluppare tutte le nicchie
promettenti
• Un discorso a parte merita il turismo che potrebbe diventare il
principale settore “esportativo” mediante una politica
nazionale coerente
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Per brevità non si considerano qui le operazioni valutarie passive: importazioni, remunerazione investimenti e ,
indebitamento estero, ecc. Esse sono altrettanto importanti (si veda per esempio la “bolletta energetica”) ma
molto complesse. Ci si limita ad analizzare le operazioni valutarie attive. Cominciando dalle ESPORTAZIONI, si
rileva la difficoltà dell’Italia, ad eccezione che nella meccanica, nei settori più tecnologici e rilevanti
Quota di export Italiano sul totale dell’export UE 28 nel mondo – Fonte Report ICE 2013
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L’Italia è viceversa più presente nei settori cosiddetti “maturi”: metal-meccanica, casa-persona, ecc. Nei settori
più innovativi e dinamici spesso l’Italia è “importatore netto” ovverosia importa più di quanto esporti e questo
crea un ulteriore fattore di debolezza. Più nel dettaglio, si nota:
•
Insufficiente investimento in Ricerca e Sviluppo (R&S) – ovvero per creazione di nuovi prodotti - e nella
relativa organizzazione aziendale. L’investimento in R&S complessivo è pari al 1,25%. del PIL nel 2011
dati EUROSTAT), conto la media UE28 dell’2,02 %. (3,37% in Svezia, 2,84% in Germania). Esso deriva in
maggioranza da fondi pubblici mentre nella media europea è preponderante la spesa privata. L’esito di
tale investimento in termini di deposito di brevetti è di 2,1 brevetti /M€ contro 4,3/M€ in Francia e 8,9/M€
in Germania (dati UEB – OCSE).
•
Ritardo nelle certificazioni di qualità o similari dei prodotti già commercializzati: documentazioni
agroalimentari (DOC, DOP, IGP), ISO, UNI, registrazioni di marchi e brevetti a livello europeo e
internazionale, tutela anticontraffazione per il Made in Italy
Occorre strutturare a livello capillare nelle aziende una funzione R&S stablle. Una funzione preposta a creare
nuovi prodotti, che abbia capacità di gestire tutti gli aspetti collegati: disciplina contabile e fiscale delle spese,
agevolazioni finanziarie, seed e venture capital, tutela, registrazione e vendita della proprietà intellettuale
(marchi, brevetti, know-how) . Analoga azione deve essere fatta per quanto riguarda la certificazione e la tutela
dei prodotti già sul mercato.
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Per quanto riguarda le PARTITE INVISIBILI (trasporti, servizi, viaggi all’estero, redditi di capitale, ecc.) l’analisi di
dettaglio è più difficile poiché non esistono statistiche quali quelle di fonte doganale. Possiamo proporre per
esempio i dati relativi al settore turistico:
Turismo incoming fino 2012 – Bankitalia (valutazione campionaria annuale con 150.000 interviste face to face
alle frontiere per accertare tutte le spese nel viaggio – vedi Tourist satellite account WTO e relativa accezione estesa di
importazione di consumatore per motivi plurimi, diporto, cura, studio, famiglia). Il dato è stagnante rispetto alla crescita che stanno
invece avendo paesi come la Spagna o la Francia che hanno minore potenziale turistico ma lo sfruttano meglio. Il turismo business
è in calo rispetto a quello da diporto e infatti crescono gli arrivi nelle Regioni del Centro (circa il 30% dl totale) rispetto a quelle del
Nord Est (inferiori al 30%) e del Nord Ovest (attorno al 25%). Il Sud e le Isole seguono a grande distanza.
Anno
Incoming
Outgoing
Saldo
2008
30.090
20.922
10.168
2009
28.856
20015
8.841
2010
29.257
20.416
8.841
2011
30.891
20.583
10.308
2012
32.056
20.512
11.543
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Nell’ambito delle partite invisibili, un altro campo sul quale esiste un monitoraggio sistematico è quello degli
IDE (investimenti diretti all’estero). I flussi attivi che da essi derivano sono censiti come “redditi di capitale”
nella bilancia corrente. In quanto paese originario di IDE l’Italia ha una performance media (14° posto nel
Mondo), tuttavia Il saldo di questi redditi è negativo poichè è condizionato dalla preminenza, costruitasi nel
tempo, delle acquisizioni da parte di paesi sviluppati (in cui l’Italia è target più che protagonista).
Investimenti diretti in uscita per paese di provenienza – valori in M$
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L’Italia appare quindi in generale deficitaria sul terreno delle partite invisibili, domini ad alta intensità di
management, organizzazione, expertise tecnica e engineering . Più nel dettaglio, sui due settori statisticamente
indagabili, si può notare:
•
•
Il turismo, paragonato ad un settore esportativo, sarebbe già oggi al quarto posto in termini di
performance attiva, dopo meccanica , metallurgico, mezzi di trasporto, e al pari del tessile abbigliamento. Ma i risultati sono molto al di sotto del potenziale dell’Italia, che è unico al mondo;
Circa gli IDE la performance in valore è soddisfacente. Infatti, da tempo i fatturati delle partecipate
estere superano quelli dell’export diretto da casa-madre. La risultante sulla nostra bilancia valutaria
però non è positiva. Infatti pur avendo stock di IDE all’estero largamente eccedenti gli IDE esteri in Italia
il saldo dei relativi redditi è negativo. Segno che la scala organizzativa e finanziaria degli IDE in uscita
non assicura una redditività in media europea.
Per quanto riguarda il turismo occorre diffondere a livello capillare una cultura di accoglienza nuova, nella
quale il viaggiatore o turista extranazionale sia anche visto come un consumatore importato di cultura, beni e
servizi (che poi può rimanere “fidelizzato” dopo il ritorno a casa con ovvi benefici di immagine per ’Italia). Il
turismo, quindi, è in questo senso una attività “export” atipica e nobile in cui beni e servizi non vengono
trasferiti oltrefrontiera ma consumati in loco, da acquirenti esteri.
Per quanto concerne gli IDE l’incremento delle reti organizzative e delle dimensioni, così come la scelta di
nuovi campi più remunerativi, in alternativa ai settori maturi, sono tra le soluzioni possibili per aumentare la
redditività.
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COME DEVE OPERARE LA PRODUZIONE ?
• La chiave operativa sono i “distretti produttivi” la cui
organizzazione permette di superare la struttura italiana
basata su PMI e microimprese. Questo per fare, su base
comune, quegli investimenti innovativi altrimenti non
sostenibili: R&S, certificazioni di qualità e simili,
delocalizzazioni, accesso alla finanza, politiche di marketing,
ecc.
• Molto c’è da fare (per esempio l’osservatorio ICE sui distretti
ci dice che meno del 30% dell’”export” totale è originato dai
distretti e prevalgono in campo internazionale le imprese di
dimensioni più grandi) in termini di:
• Superare la forte differenza competitiva tra Nord e Sud del
paese
• Aiutare i distretti potenziali (protodistretti, aree di
competenza) a riconoscersi e organizzarsi, anche con più
ampie accezioni (multiregionali, servizi, turismo, macrosettori)
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Tra le criticità da affrontare c’è la struttura produttiva italiana, con l’evidente squilibrio competitivo tra il Nord, il
Centro e il Sud-Isole. Inoltre va considerata la larga preponderanza di PMI (60% dell’export)) che però hanno
difficoltà ad affrontare i mercati internazionali con le sole proprie forze
Esportazioni di merci delle Regioni italiane – in M€
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L’Italia sconta quindi distonie geografiche del suo tessuto produttivo, nonché l’eccessiva frammentazione e
numero delle realtà produttive. In parte, un incremento della concentrazione industriale si è già registrato
negli ultimi anni ed è stato il presupposto per importanti processi riorganizzativi in vari settori.
Questo fenomeno deve essere aiutato con decisione anche con politiche di aggregazione e rete tra PMI per la
gestione comune di servizi, promozione, marketing, ecc. E’ infatti comprovato a livello statistico che gli
incrementi di fatturato export sono positivamente correlati alle dimensioni delle imprese (per numero di
addetti). Le dimensioni sono tra l’altro i presupposti per gestire business in modo innovativo: inserirsi in
offsets biltaterali, organizzare stabilmente investimenti di R&S, campagne pubblicitarie e marketing
territoriale, procurare finanza, gestire delocalizzazioni, gestire la formazione specializzata, gestire la tutela dei
marchi e la difesa legale.
Il punto di partenza delle politiche di rilancio deve quindi partire dalla individuazione dei “distretti produttivi” di
un territorio (Regione) per certificarli e riconoscerli se non lo sono ancora, supportarli e valorizzarli al meglio.
L’incidenza di queste realtà sull’export regionale varia dal 20 al massimo del 40% (vedi Osservatorio distretti
industriali ICE). Si registrano circa 200 aree in Italia che verificano i parametri del distretto industriale, e circa
20 altre realtà individuate dalle Regioni. Bisogna poi considerare i distretti di alte tecnologie riconosciuti da
MUR (circa altri 20).
In Italia ogni Regione ha poi il patrimonio dei propri prodotti agroalimentari e proprie peculiari risorse
turistiche. Queste aree possono essere assimilate a “distretti produttivi” connaturati al territorio, ma troppo
spesso non inseriti in cicli di qualità. Altro asset trasversale è il Made in Italy dei prodotti per la casa e la
persona.
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COME SI PUO’ MIGLIORARE IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO E DELLA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ?
• Una Pubblica Amministrazione efficiente a tutti i livelli è un
elemento cruciale di competitività di un Sistema Paese. Basti
pensare agli effetti immediati sull’ingresso e la fidelizzazione di
IDE, alla capacità di incubare innovazione, al turismo nelle sue
più ampie accezioni (generico, business, di studio, cura, ecc.)
• Noi, tra gli Stati OCSE, abbiamo i più alti rapporti Spesa pubblica
/PIL (50%) e debito pubblico / PIL (130%); d’altro canto l’indice di
apprezzamento del servizio è il più basso (28% contro la media
del 40%). Ciò indica scarsa efficienza
• Anche nella P.A. è necessario innovare prodotti e processi:
nuovo approccio di servizio al cittadino, cicli di qualità. La
virtualità è leva attuativa cruciale e vanno trovate modalità non
ostiche per fidelizzare l’utenza e rientrare in media OCSE
• Le imprese a loro volta devono scoprire il loro ruolo etico
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SUL FRONTE PUBBLICO
E’ indubbio che la «trasparenza», oggetto di questo workshop, è un ingrediente indispensabile verso la massima
efficienza, in quanto implica una possibilità pervasiva di controllo sui comportamenti amministrativi (e della
regolarità dei loro fini), da parte sia degli interni alla P.A. che degli utenti finali, le imprese, i cittadini, i
contribuenti
Nella trasparenza è implicita la condivisione dei comportamenti da parte della collettività e da ciò deriva
finalmente una «etica» del funzionamento della P.A. Nel rating internazionale della Trasparenza (Transparency
International) l’Italia occupa una posizione assolutamente non consona al suo status di potenza economica (72°
posto a pari merito con Romania e Albania).
Per essere perseguita la trasparenza necessita di strumenti articolati ai vari livelli normativi: disposizioni,
sanzioni, monitoraggi, controllo diffuso. Ma è altrettanto importante un nuovo approccio culturale senza il quale le
norme rischiano di restare sterili formalismi
Dal dopoguerra alla fine degli anni ‘70 lo scenario degli scambi internazionali, in tumultuosa crescita e in un
mondo in cui ancora i ¾ della popolazione mondiale viveva in paesi sicuramente «in via di sviluppo», era un
fattore di ostacolo alla trattazione dei temi della trasparenza e dell’etica da parte degli operatori esteri; essi si
trovavano infatti a competere spesso in contesti politico economici arretrati e instabili …….
Un primo segnale , durante la fase successiva caratterizzata dalla crisi petrolifera e dall’ingresso massiccio della
finanza nelle transazioni internazionali, venne dagli USA con il «Foreign Corruption Act» (1977), che introduceva
il reato di corruzione di pubblici funzionari esteri in quanto distorsivo della concorrenza
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SUL FRONTE PUBBLICO
Bisognerà però attendere il post Tangentopoli nostrano e per la precisione il 2001 perché l’OCSE raccolga i
principi del FCA USA in una Convenzione. Essa viene nello stesso anno ratificata dagli Stati Membri EU e quindi
dall’Italia
SIAMO QUINDI IN QUESTI ANNI ANCORA IN UNA FASE IN CUI IL FOCUS E’ SULLA SOLA CORRUZIONE DEI
PUBBLICI FUNZIONARI ESTERI QUALE FATTORE DISTORSIVO DELLA CONCORRENZA INTERNAZIONALE E
QUINDI SANZIONATO DAGLI ORDINAMENTI DEI PAESI FIRMATARI DELLA CONVENZIONE
ASSOCORCE INIZIA LE SUE ATTIVITA’ SUI TEMI ETICI: PRODUZIONE DI UN DOSSIER SU
TEMI DI FINANZA E ASSICURAZIONI INTERNAZIONALI NELL’AMBITO DEL PROGETTO «ETHIQUE ET FINANCE»
PUBBLICATO DALLA ASSOCIATION d’ECONOMIE FINANCIERE (AEF – ABI FRANCESE) NEL 1995
La fase successiva si apre in un quadro economico internazionale in rapido cambiamento: l’economia, ivi
comprese le commesse pubbliche, è diventata globale, con gli Accordi WTO del 1995, la crisi debitoria dei Pvs ha
marginalizzato le aree più arretrate (soprattutto in Africa), sono entrati in scena con forza fino a toccare le prime
posizioni nelle transazioni internazionali i Paesi emergenti: Cina, India, Russia, Brasile, Cile, Messico, Turchia,
l’Europa ha adottato l’Euro con i suoi vincoli di politica monetaria
L’allargamento a molti nuovi Paesi del circuito dei grandi scambi internazionali ha imposto, quasi per
compensazione, l’adesione degli stessi a più elevati parametri di trasparenza e di etica della P.A., finora tipici del
mondo occidentale: le regole del gioco. Su questo presupposto i principi della Convenzione OCSE 2001 sono
stati estesi alla corruzione comunque perpetrata nei confronti delle P.A. locali
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SUL FRONTE PUBBLICO
Viene quindi adottata la Convenzione, stavolta in ambito ONU, ratificata dall’Italia nel 2009. Oltre alle norme
anticorruzione essa contiene numerose altre prescrizioni nel senso della trasparenza e dell’etica: controlli,
monitoraggi sulle effettive implementazioni delle regole da parte dei Paesi firmatari, azioni di «enforcement» per
prevenire la suggestione corruttiva (P.A. su web, rotazione degli incarichi pubblici, lotta al conflitto di interessi).
SIAMO QUINDI GIUNTI IN UNA FASE IN CUI IL FOCUS E’ PIU’ AMPIO SIA PER IL NUMERO DEI PAESI
INTERESSATI SIA PER L’OMOGENEITA’ DI TRATTAMENTO TRA LA CORRUZIONE DEI PUBBLICI FUNZIONARI
NAZIONALI ED ESTERI (ATTIVA E PASSIVA). IL NUOVO SISTEMA RICHIAMA QUINDI NON PIU’ UNA NECESSITA’ DI
EVITARE PRATICHE CONCORRENZIALI DISTORSIVE, MA UN APPROCCIO ETICO E TRASPARENTE DEL QUALE
LA CORRUZIONE NON E’ CHE LA MANIFESTAZIONE PIU’ DETERIORE. L’ITALIA PERALTRO RIMANE IN
IMBARAZZANTE RITARDO NELL’ADEGUARE IL SUO ORDINAMENTO ALLA CONVENZIONE (VEDI
RACCOMANDAZIONI RICEVUTE DAL GRUPPO «GRECO» DELLA EU)
ASSOCORCE SVOLGE A PARTIRE DAL 2009 UNA SERIE DI AZIONI INFORMATIVE E DI
SUPPORTO AD INIZIATIVE DELLA P.A. NEL SENSO DELLA TRASPARENZA: WORKSHOP «EFFICIENZA DELLA
P.A.» (GIUGNO 2009) E CREAZIONE DEL RELATIVO GRUPPO DI LAVORO PERMANENTE, OSSERVATORI DI
ESPERIENZE VIRTUOSE REALIZZATE DA ENTI PUBBLICI AD ALTO TASSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE E
SPECIALIZZAZIONE (ASI, ICE, CNR, ENAC, CONI, ECC.)
L’Italia rimedia finalmente il suo ritardo con la L.190/12 !!
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La L.190/12 si innesta su normative precedenti (non ultimo il dettato Costituzionale) rendendole più chiare e
coese. Vanno in particolare ricordate le norme 2009 riguardanti i temi della valutazione della Performance della
P.A. (cosiddetta Legge Brunetta). In sintesi essa:
•estende la definizione dei fenomeni corruttivi a fattispecie più adeguate ed attuali (per es. traffico di influenze,
conflitto di interessi, malagestione)
•inasprisce le pene per questi reati e ne allunga i termini di prescrizione
•istituisce la figura del Responsabile della Trasparenza, con il relativo Piano, all’interno di ogni P.A.
•istituisce e tutela controlli pervasivi sui comportamenti della P.A. sia all’interno (tutela del «whistleblowing») che
all’esterno, con il diritto soggettivo dell’accesso agli atti in ogni fase del processo da parte del cittadino
La L.190/12 è stata integrata nel 2013 con alcuni Decreti (DPR) che sono entrati nei dettagli, tra cui:
•il DPR 33/2013 che riprende la L.240/91 sull’accesso agli atti amministrativi rendendolo diritto soggettivo di
chiunque
•il DPR 39/2013 che chiarisce l’area di applicabilità (tutti gli enti anche privatistici ad influenza prevalente della
P.A.) ma ad eccezione delle cariche politiche
•Il DPR 62/2013 che introduce il Codice di Comportamento dei pubblici dipendenti, di ispirazione all’adozione di
codici di ente
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Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
SUL FRONTE PUBBLICO
SI E’ QUINDI ORA IN UNA FASE IN CUI LA NORMATIVA SEMBRA COMPIUTA MA MANCA IL SUO «ENFORCEMENT»
OVVERO LA CORRISPONDENZA DEI COMPORTAMENTI ALLE NORME. OLTRE AD UN FISIOLOGICO
ADEGUAMENTO DELLE STESSE IN TERMINI DI REALE SOSTENIBILITA’ SI TRATTERA’ DI FARE UN CAMBIO
CULTURALE INCENTIVANDO, AL DI LA’ DELLE PURE PRESCRIZIONI, NUOVI COMPORTAMENTI :
• FIDELIZZARE L’UTENZA ALL’INTERFACCIA WEB CON LA P.A. PRATICANDO STRUMENTI AGEVOLI E
MODIFICANDOLI IN BASE ALLE ESIGENZE SEGNALATE (VEDI PER ES. INDAGINI DI CUSTOMER SATISFACTION,
APPALTI PUBBLICI SU WEB)
• PERSEGUIRE LA FORMAZIONE COSTANTE DEL PERSONALE PUBBLICO ONDE COSTRUIRE INSIEME ALLE
COMPETENZE INNOVATIVE LO SPIRITO DI SQUADRA E L’ORGOGLIO DI APPARTENENZA NECESSARI AL
MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO
• CREARE, A NECESSARIA INTEGRAZIONE DI QUANTO SOPRA, TRASPARENTI PRATICHE DI ATTRIBUZIONE (E
ROTAZIONE) DEGLI INCARICHI E DI RICONOSICMENTO DEL MERITO NELLA DISTRIBUZIONE DEGLI STESSI E
DELLE RELATIVE PREMIALITA’
• INTRODURRE NELLA P.A. I CICLI DI QUALITA’, IL CAF (Common Assessment Framework, ecc.)
ASSOCORCE CONTINUA A PROPORSI COME OSSERVATORIO DI COMPORTAMENTI
VIRTUOSI IN QUESTO SENSO DEGLI ENTI AD ELEVATO TASSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE E
SPECIALIZZAZIONE , CHE POSSANO FARE DA STIMOLO A TUTTA LA P.A., ANCHE AI FINI DI UNA CONVENTION
DA TENERSI NEL 2014
12 dicembre 2013
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SUL FRONTE PRIVATO
Ma la «trasparenza» e l’etica sono progredite, anche se con diverso razionale (esigenza competitiva e di
posizionamento), anche tra le imprese private, sia per effetto di normative che, maggiormente, per processi
innovativi interni (codici etici, cicli di qualità, certificazioni, bilanci sociali).
Il processo delle codificazioni etiche e anti-corruzione si è avviato nei grandi Gruppi multinazionali in forma
spontanea sin dagli anni ‘80 ed è proseguito e si è intensificato fino ad oggi, rafforzato dalla Convenzione ONU
2009 che ha esteso il reato al settore privato. E da ultima la ripresa di questo aspetto nella L.190/12 (reato
soggetto a querela di parte).
Le aziende private, molto più avanzate del settore pubblico sul piano delle certificazioni di qualità e simili (marchi
di denominazione, brand, ecc.) si trovano ora a valutare l’esigenza della certificazione etica per esempio la
cosiddetta Corporate Social Responsibility (CRS) – ISO26000
SIAMO ORA IN UNA FASE IN CUI LA CERTIFICAZIONE ETICA (AMBIENTALE, AMMINISTRATIVA, DIRITTI UMANI E
DEI LAVORATORI) PUO’ ESSERE ADDIRITTURA VISTA COME UN ELEMENTO DI COMPETITIVITA’ NEI CONFRONTI
DI PAESI MENO ATTENTI ALLE RIPERCUSSIONI A LUNGO TERMINE DI POLITICHE PRODUTTIVE SPREGIUDICATE
ASSOCORCE HA SVOLTO AZIONI IN QUESTO SENSO FINO DAL 2009: PROGRAMMA DI
SUPPORTO ALLA DIVULGAZIONE DELLA CSR INSIEME A VALORE SOCIALE ONLUS (FINANZIAMENTO MAE) E
STUDIO DI FATTIBILITA’ «TIRIPUR» (DELOCALIZZAZIONE TESSILE IN INDIA) FINANZIATO DALLA REGIONE
TOSCANA SECONDO PARAMETRI «MULTISTAKEHOLDER» E CSR, AD USO DELLE AZIENDE ITALIANE CHE
DELOCALIZZANO QUI (SALARIO MEDIO 40€ MESE, ORARIO DI LAVORO 13 ORE GIORNO).
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La chiave della Trasparenza, e il suo corollario etico, possono quindi aprire importanti
prospettive per il posizionamento competitivo internazionale dell’Italia:
•
Il guadagno di efficienza della P.A. può ridurre l’impatto della spesa pubblica sul PIL (e del
debito internazionale che ne discende) se non altro offrendo migliori servizi alle imprese e
facilitando la crescita dello stesso e il riequilibrio dal deficit corrente con l’estero
•
Il guadagno aggiuntivo netto che si potrebbe avere in una situazione ideale di «zero
corruption» è stimabile fino all’1% del PIL
•
Il guadagno in settori sicuramente influenzati dalla qualità dei servizi pubblici nazionali
(servizi ai cittadini, istruzione e ricerca, viabilità, trasporti, burocrazia) quali
INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI IN ITALIA E LORO FIDELIZZAZIONE (sono al momento
ampiamente inferiori a quelli effettuati dall’Italia all’estero e nei conti correnti perfino
la redditività mostra un saldo negativo rispetto a quella del capitale estero in Italia)
TURISMO NELLE SUE VARIE ACCEZIONI (ordinario, di studio, di cura,
business, ecc. )
RICERCA E INNOVAZIONE (l’attività di Ricerca e Sviluppo Tecnologico
in Italia è svolta in prevalenza da Università e Istituti pubblici)
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