Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
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Bioscienze
Hi Mech
AGROALIMENTARE
TURISMO
MADE IN ITALY
Aerospazio
Materiali speciali
Nell’attuale scenario globale la competitività
internazionale è il principale indicatore della salute
economica di uno Stato. Il rilancio dell’Italia parte dal
potenziale dei suoi distretti produttivi, in una grande
sfida innovativa.
10 agosto 2008
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Piattaforme web
Monitoraggio e
difesa ambientale
Sistemi logistici
Microelettronica
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Si stabilizza la situazione di perdita di competitività internazionale dell’Italia come evidenziano i conti con l’estero.
Anche i dati provvisori per il 2008 lo confermano. Il saldo commerciale rimane preoccupante
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Il saldo della bilancia commerciale risulta dai valori di esportazioni - importazioni. Se si fa invece esportazioni +
importazioni si ha “l’interscambio”, in altre parole il valore dell’economia giocata oltrefrontiera. In Italia,
l’interscambio vale quasi il 50% del PIL (circa 1.500 miliardi di € nel 2007).
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La situazione può essere parzialmente giustificata in un quadro globale che vede comunque un trend
descrescente della competitività “esportativa” delle economie mature. USA e UE sperimentano da tempo un
deficit di “balance trade”. Crescono invece le performance esportative in Asia (vedi Cina) e Est Europa
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La situazione dell’Italia è quindi particolarmente difficile per una serie di motivi:
•
L’export è da anni in difficoltà e stenta a bilanciare l’import . Il lieve surplus del saldo 2007 è
dovuto perlopiù al rallentamento di quest’ultimo. Altri Stati UE, pur nella flessione
strutturale della competitività dei paesi industrializzati sul mercato globale, dimostrano
tenuta (Germania, Paesi Bassi)
•
L’Italia non ha una performance valutaria positiva nemmeno nella sezione delle transazioni
invisibili (servizi, trasporti, turismo, redditi finanziari e di capitale, royalties, ecc.) che sono
le voci sulle quali invece gli altri Paesi industrializzati compensano il deficit commerciale e
raggiungono il sostanziale pareggio o il surplus corrente
•
Il cronico deficit corrente continua a essere colmato a livello valutario con l’afflusso di
finanziamenti al settore privato e pubblico, gli ingressi di capitali, il rialzo dell’Euro, e
quindi con l’aumento della dipendenza e dell’indebitamento extranazionale
Occorre una seria riflessione sugli elementi di criticità e tutti i possibili rimedi onde reinserirsi
a pieno titolo nella fase espansiva mondiale. L’economia e l’internazionalizzazione diventano
temi sociali comuni e servono strumenti conoscitivi diffusi per trattarli correttamente.
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Per brevità non si considerano qui le operazioni valutarie passive: importazioni, attrazione investimenti esteri,
indebitamento estero, ecc. Esse sono altrettanto importanti (si veda per esempio la “bolletta energetica”) ma
molto complesse. Ci si limita ad analizzare le operazioni valutarie attive. Cominciando dalle ESPORTAZIONI, si
rileva la debolezza dell’Italia nei settori a più alta tecnologia e maggiormente dinamici: ICT, chimicofarmaceutico, mezzi di trasporto
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L’Italia è viceversa più presente nei settori cosiddetti “maturi”: metal-meccanica, casa-persona, ecc. Nei settori
più innovativi e dinamici si noti anche che l’Italia è “importatore netto” ovverosia importa più di quanto esporti
e questo crea un ulteriore fattore di dipendenza. Più nel dettaglio, si nota:
•
Carenza dell’investimento in Ricerca e Sviluppo (R&S) – ovvero per creazione di nuovi prodotti - e nella
relativa organizzazione aziendale. L’investimento in R&S complessivo è pari al 1,1%. del PIL nel 2007,
conto la media UE27 dell’1,84 %. (3,82% in Svezia, 2,51% in Germania). Esso dipende per circa il 45%
dal privato e per il 55% dal pubblico, mentre l’investimento privato è preponderante nella media
europea.
•
Ritardo nelle certificazioni di qualità o similari dei prodotti già commercializzati: documentazioni
agroalimentari (DOC, DOP, IGP), ISO, UNI, registrazioni di marchi e brevetti a livello europeo e
internazionale, tutela anticontraffazione per il Made in Italy
Occorre strutturare a livello capillare nelle aziende una funzione R&S stablle. Una funzione preposta a creare
nuovi prodotti, che abbia capacità di gestire tutti gli aspetti collegati: disciplina contabile e fiscale delle spese,
agevolazioni finanziarie, seed e venture capital, tutela, registrazione e vendita della proprietà intellettuale
(marchi, brevetti, know-how) . Analoga azione deve essere fatta per quanto riguarda la certificazione e la tutela
dei prodotti già sul mercato.
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Per quanto riguarda le PARTITE INVISIBILI (trasporti, servizi, viaggi all’estero, redditi di capitale, ecc.) l’analisi di
dettaglio è più difficile poiché non esistono statistiche quali quelle di fonte doganale. Tuttavia in alcune aree è
relativamente facile:
Turismo incoming 2007 – Bankitalia (valutazione camponaria annuale con 150.000
interviste face to face alle frontiere per accertare tutte le spese nel viaggio – vedi Tourist satellite account WTO e relativa
accezione estesa di importazione di consumatore per motivi plurimi, diporto, cura, studio, famiglia)
Anno
Incoming
2005 28.453M€ (di cui Lazio 4525,
Outgoing
Saldo
19.728
11.351
Lombardia 4192)
2006 30.368M€ (di cui Lazio 5013,
Lombardia 4849)
2007 31.079M€ (di cui Lazio 5185,
Lombardia 5362)
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Nell’ambito delle partite invisibili, un altro campo sul quale esiste un monitoraggio sistematico è quello degli
IDE (investimenti diretti all’estero). I flussi attivi che da essi derivano sono censiti come “redditi di capitale”
nella bilancia corrente. In quanto paese originario di IDE infatti l’Italia sta migliorando la sua performance,
tuttavia Il saldo di questi redditi è negativo poichè è condizionato dalla preminenza, costruitasi nel tempo, delle
acquisizioni da parte di paesi sviluppati (di cui l’Italia è target più che protagonista).
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L’Italia appare quindi in generale deficitaria sul terreno delle partite invisibili, domini ad alta intensità di
management, organizzazione, expertise tecnica e engineering . Più nel dettaglio, sui due settori statisticamente
indagabili, si può notare:
•
•
Il turismo, paragonato ad un settore esportativo, sarebbe già oggi al quarto posto in termini di
performance attiva, dopo meccanica , metalmeccanica, mezzi di trasporto, e al pari del chimico
farmaceutico e dell’ICT. Ma i risultati sono molto al di sotto del potenziale dell’Italia, che è unico al
mondo;
Circa gli IDE la performance in valore è soddisfacente. Infatti, da tempo i fatturati delle partecipate
estere superano quelli dell’export diretto da casa-madre. Poi, sul piano quantitativo gli stock sui IDE in
entrata e in uscita si equivalgono. Tuttavia la scala organizzativa e finanziaria degli IDE in uscita non
sembra adeguata per assicurare una redditività in media europea.
Per quanto riguarda il turismo occorre diffondere a livello capillare una cultura di accoglienza nuova, nella
quale il viaggiatore o turista extranazionale sia anche visto come un consumatore importato di cultura, beni e
servizi (che poi può rimanere “fidelizzato” dopo il ritorno a casa con ovvi benefici di immagine per ’Italia). Il
turismo, quindi, è in questo senso una attività “export” atipica e nobile in cui beni e servizi non vengono
trasferiti oltrefrontiera ma consumati in loco, da acquirenti esteri.
Per quanto concerne gli IDE l’incremento delle reti organizzative e delle dimensioni, così come la scelta di
nuovi campi più remunerativi, in alternativa ai settori maturi, sono tra le soluzioni possibili.
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Altro fattore di criticità trasversale risiede nella struttura produttiva italiana. E’ evidente il grande squilibrio tra la
competitività internazionale del Nord e quella del Centro – Sud.
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Altro fattore di criticità è la frammentazione delle attività, connesso al numero e alle dimensioni medie delle
imprese italiane (vedi PMI) che continua a registrare valori anomali rispetto alla media europea
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L’Italia sconta quindi distonie geografiche del suo tessuto produttivo, nonché l’eccessiva frammentazione e
numero delle realtà produttive. In parte, un incremento della concentrazione industriale si è già registrato
negli ultimi anni ed è stato il presupposto per importanti processi riorganizzativi in vari settori.
Questo fenomeno deve essere aiutato con decisione anche con politiche di aggregazione e rete tra PMI per la
gestione comune di servizi, promozione, marketing, ecc. E’ infatti comprovato a livello statistico che gli
incrementi di fatturato export sono positivamente correlati alle dimensioni delle imprese (per numero di
addetti). Le dimensioni sono tra l’altro i presupposti per gestire business in modo innovativo: inserirsi in
offsets biltaterali, organizzare stabilmente investimenti di R&S, campagne pubblicitarie e marketing
territoriale, procurare finanza, gestire delocalizzazioni, gestire la formazione specializzata, gestire la tutela dei
marchi e la difesa legale.
Il punto di partenza delle politiche di rilancio deve quindi partire dalla individuazione dei “distretti produttivi” di
un territorio (Regione) per certificarli e riconoscerli se non lo sono ancora, supportarli e valorizzarli al meglio.
L’incidenza di queste realtà sull’export regionale varia dal 20 al massimo del 40% (vedi Osservatorio distretti
industriali ICE). Si registrano circa 200 aree in Italia che verificano i parametri del distretto industriale, e circa
20 altre realtà individuate dalle Regioni. Bisogna poi considerare i distretti di alte tecnologie riconosciuti da
MUR (circa altri 20).
In Italia ogni Regione ha poi il patrimonio dei propri prodotti agroalimentari e proprie peculiari risorse
turistiche. Queste aree possono essere assimilate a “distretti produttivi” connaturati al territorio, ma troppo
spesso non inseriti in cicli di qualità. Altro asset trasversale è il Made in Italy dei prodotti per la casa e la
persona.
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Analizzando nello specifico il settore agro-alimentare, si osserva dai dati dei settori ATECO generali una certa
tenuta (vedi la discreta performance sulle esportazioni internazionali di cui alla slide 6) ma una carente
conversione dell’export verso rapporti prezzo / quantità più elevati, e quindi verso segmenti più qualitativi
Anno
2005
2006
2007
Exp
Imp
Exp
Imp
Exp
Imp
Prodotti
agricoli,
allevamento e
pesca
4130
9931
4312
9060
4848
10149
Indice valore
medio unitario
100
Alimentari,
bevande e
tabacco
16467
Indice valore
medio unitario
100
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105,9
20569
17672
111,3
21686
102,3
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18861
22939
104,5
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Nell’osservatorio Assocorce ricadono due comparti sui quali si sono operate strategie promozionali: olio
e agrumi. Si è inoltre trattato il tema dell’offset bilaterale (Bulgaria, India).
Olio – Rilevata la necessità di fronteggiare la concorrenza dei paesi mediterranei che producono a basso
costo (Spagna, Tunisia, Grecia, ecc.) mediante il capillare perseguimento di qualità nei prodotti e nei
processi (conseguimento DOP, certificazioni bio, estrazione principi attivi, ecc.). Fà capo a imprese
calabresi coinvolte nel network del Corce Calabria 2000 presso UNICAL.
-Agrumi – L’Italia è importatore netto. Competono a livello internazionale solo marchi o simili.
Prospettive per l principi attivi. Rete di imprese e enti come sopra.
-Offset Italia – Bulgaria – Osservatorio sulla implementazione del programma SAPARD – UE con acquisto
di macchinari agro dall’Italia, Studio congiunto con Opticom Ltd (Landini, Laverda)
Dati dell’osservatorio Assocorce – agroalimentare (i codici ATECO di riferimento sono
rispettivamente: olio di oliva grezzo e raffinato 15411 e 15421, per gli agrumi 00133) .
Anno
2005
2006
2007
Olio di oliva
Exp – in M€
Imp
Agrumi
Exp
Imp
194,306
41,484 (grezzo)
384,721 (raffinato)
204,572 (grezzo)
146,408 (raff.)
115,418
25,957 (grezzo)
408,563 (raff.)
174,684 (grezzo)
196,074 (raff.)
116,354
20,271 (grezzo)
326,137 (raff.)
140,524 (grezzo)
168,593 (raff.)
135,080
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Offset Italia – Bulgaria
Exp
Imp
Nel 2001
17,421
33,712
185,571
212,520
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Nel 2002
18,850
65,903
(Codici ATECO generali)
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Fonte ISTAT: www.coeweb.istat.it
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Riepilogando, sulla base degli elementi di criticità comuni al Sistema Italia e delle relative soluzioni illustrate in via generale,
al settore agroalimentare si può offrire supporto soprattutto:
• nel conseguimento delle necessarie certificazioni internazionali dei prodotti e dei processi (marchi DOC, DOP, IGP, ISO,
certificazioni bio, ecc.) e nella tutela legale degli stessi (vedi anche la diffusione della mediazione contrattual – ADR). Il
progetto “Olio”, menzionato alla slide precedente, ha per esempio accompagnato il conseguimento del marchio DOP
“Bruzio” verso specifiche nicchie di consumo europeo e internazionale, innovativo, aperto e salutista
• con attività di intelligenza organizzativa e benchmarking competitivo onde compattare gli interessi di imprese, PMI, enti
locali, scuole e Università e costruire reti operative più competitive (vedi l’uso delle piattaforme web, la costituzione di
consorzi, reti di e-commerce, ecc.) oltre che edotte e integrate nei meccanismi UE; un esempio in tal senso è costituito dal
progetto “Bergamotto” per la Calabria all’interno dello studio sul settore agrumicolo menzionato nella slide precedente. Tale
progetto ha riunito una compagine di Università, imprese, enti locali e nazionali per l’effettuazione di investimenti stabili (in
parte coperti dai fondi pubblici MUR) finalizzati a prodotti innovativi tipo “nutraceuticals” o principi attivi, valorizzando le
potenzialità ancora inespresse di questo frutto
• nella organizzazione di una funzione strutturata di R&S all’interno delle aziende, volta alla continua innovazione produttiva,
favorendo il raccordo e il trasferimento tecnologico da centri di ricerca e Università operanti sul territorio; vedi il punto
precedente quanto ad esempi connessi all’osservatorio Assocorce
Segue
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• nell’adattamento del business alle
logiche di offset bilaterale , opportunamente sostenute da IDE
e finanza commerciale e facilitata che colgano l’equilibrio delle convenienze su settori limitrofi e
collegati, qualora la condizione economica di un paese non lo renda target ideale per il tipo di
export alimentare italiano; vedi l’esempio del programma SAPARD in Bulgaria che ha permesso
consistenti esportazioni di macchinari agricoli, compensate da importazioni agroalimentari da
quel paese
• nello sviluppo di una logica di cultura e marketing territoriale connessa alla produzione e al
consumo dei prodotti tipici, per l’impostazione di un marketing più accurato che tenga conto dei
delicati meccanismi psicologici del consumo alimentare
• nel pieno sviluppo del turismo di scoperta e acquisto, che ha forte potenziale inespresso
ovunque in Italia, soprattutto mediante la promozione di circuiti tematici su web.
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Il network Assocorce riunisce tutti i formati in internazionalizzazione d’impresa di “scuola”
ICE. 3000 persone risultano diplomate al Master “Corce” di Roma o alle sue edizioni
decentrate in tutta Italia, a partire dal 1962. Ad esse si aggiungono un buon numero di
formati ICE di breve periodo, e numerosi professionisti e tecnici con qualifiche equipollenti
al Corce. Il db “Directory dei diplomati ai Masters ICE”, realizzato da Assocorce, viene
continuamente aggiornato di concerto con ICE ed è accessibile “on line” dal sito Assocorce
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Nel sito Assocorce si trova l’accesso, oltre che al db “Directory dei diplomati ai Masters ICE”, ad alcuni
servizi:
•Spazi archiviali su web personali per upload, download , classificazione e workflow su documenti e
dati (per esempio CV)
•Spazi forum e pagine web interattive per discussioni e gestione on line di documenti pubblicati su
web
• Una “threaded e-mail” dedicata all’Associazione attivabile direttamente anche dai partecipanti
I tools sono situati provvisoriamente sulla piattaforma GTWP (Global Trade Web Platform). Alcuni
possono essere utilizzati in modalità “Guest”. Per altri è necessario avere credenziali personali.
Esse peraltro vengono rilasciate in tempo reale e non è necessario essere soci full-right di
Assocorce. Si può aderire in modalità “contact” o promozionale (costo zero); vedi l’interesse per
imprese, enti, associazioni interessati a partecipare alla sperimentazione di questa “knowledge
base” unica nel suo genere.
www.assocorce.it
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Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
Dal sito si può scaricare anche la directory ristretta E.T.I.C.I. a sua volta situata sulla
piattaforma sperimentale GTWP.
Essa contiene le schede informative sintetiche dei soci permanenti Assocorce, ovvero
quelli operativamente coinvolti nelle attività: Comitato, presidio sede, assistenza,
formazione, pubblicistica, ecc. Ad ogni scheda è associato il CV del professionista.
Oltre allo spazio “News”, per le attualità, i soci collaborano alla manutenzione di 3
“bacheche” informative su web. La prima interessa le attività di
FORMAZIONE
Contiene un excursus sulle iniziative realizzate e quelle in preparazione. Si vedano in
particolare i moduli realizzati per le Regioni a partire dal Corce Calabria 2000 (Iniziativa IG
Students 2001, ecc.).
Segue
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La seconda bacheca informativa riguarda l’attività di
PUBBLICISTICA E EDITORIA
Tra le attività principali svolte negli ultimi anni, sono menzionate:
• La revisione e sponsorizzazione del Dizionario del Commercio Internazionale pubblicato da IPSOA
– Wolters Kluwer (www.ipsoa.it ) – autore F.Tempesta
• Gli articoli dei soci sulla rivista “Commercio Internazionale” (IPSOA – Wolters Kluwer)
• La sponsorizzazione tecnico – organizzativa del Iibro digitale “Colours”, prodotto dalla NICCIN
(Nigeria Italy Chamber of Commerce), finanziato dall’Assessorato Cooperazione della Regione
Lazio
• Gli spazi tematici interattivi creati sulla piattaforma GTWB (mediazione culturale, knowledge base
del commercio internazionale)
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Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
Nella terza bacheca
NOTIZIE
si trovano informazioni su tutte le iniziative di network associativo, oltre quelle istituzionali
(Assemblea, incontro di fine anno) quali incontri, seminari , workshops, etc;
Si registra un crescente coinvolgimento di soggetti locali e settoriali fortemente interessati
alle problematiche di sviluppo delle proprie eccellenze territoriali: Associazioni
imprenditoriali e non profit, Regioni, CCIAA, gruppi di Aziende, Università e scuole;
Assocorce annette particolare interesse allo sviluppo di questi rapporti, che rappresentano
l’utenza di settore “esterna”, speculare a quella tipica dei diplomati Corce - ICE;
Grazie alla piattaforma sperimentale si può ora anche offrire a questi soggetti, oltre ai
servizi di network, alla formazione e alla pubblicistica - editoria, un supporto virtuale stabile
e interattivo su varie esigenze che possono essere soddisfatte in tempo reale.
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Assocorce – Modulo Innovazione – Introduzione
Richieste tipo che possono essere soddisfatte dalla piattaforma GTWP per soggetti
interessati alla internazionalizzazione di distretti, settori, comparti, programmi formativi,
sono:
• consultazione della Directory dei diplomati ai Masters ICE aggiornata, utile per localizzare
professionalità di scuola ICE o equipollenti, selezionandole per classe di età, competenze
specifiche (tecniche, linguistiche), esperienze pregresse;
• consultazione del db E.T.I.C.I. dei soci Assocorce, utile per localizzare professionalità (vedi
sopra) con ricerche approfondite ai relativi CV (sul motore di ricerca della piattaforma).
Potenzialmente rappresenta l’albo dei tecnici del commercio internazionale, che è obiettivo
di lungo termine di Assocorce insieme a ATV (Associazione dei Tecnici Valutari e degli
Scambi Internazionali);
• utilizzo della “threaded e-mail” Assocorce, per condivisione, su una lista mirata di circa
500 utenti, di notizie operative in tempo reale (vacancies, incontri, novità normative, ecc.);
• creazione di spazi web interattivi personali, per workflow adattabile da Assocorce ad ogni
esigenza specifica, per esempio di scuole, gruppi di aziende, associazioni. Ciò può avvenire
attraverso forum personalizzabili, condivisione di documenti e contenuti web nell’ambito
della data comunità, flussi automatici degli stessi.
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