Incenerimento RSU con recupero di energia Impianti WtE come parte di un sistema integrato per la gestione di RSU Agenda • • • • • • Trattamento termico con recupero energetico: obiettivi e vincoli Impianti WtE come parte di un sistema integrato per la gestione RSU Bilanci di massa e recupero energetico Tecnologie Impatto ambientale WTE per clienti del settore “Energia da rifiuti” Sezione 1 1. Trattamento termico Impianti WtE come elemento di un sistema integrato per la gestione RSU Trattamento termico: obiettivi • Riduzione volume rifiuti – L’incenerimento riduce il volume dei rifiuti sino al 5-10% del valore iniziale • Riduzione massa/peso – L’incenerimento riduce il peso dei rifiuti sino al 10-25% del valore iniziale • Inertizzazione, immobilizzazione, igienizzazione del rifiuto – Inertizzazione: il rifiuto non reagisce chimicamente o biologicamente, e non si decompone – Igienizzazione: Il rifiuto è libero da germi patogeni – Iimmobilizzazione previene la diffusione dei contaminanti nel rifiuto • • • Distruzione di sostanze organiche pericolose (come gli idrocarburi alogenati) Uso del calore per la produzione di enbergia elettrica e/o termica Drastica riduzione delle emissioni di sostanze pericolose (metalli pesanti, composti organici) attraverso l’impiego di sistemi per la purificazione delle emissioni Trattamento termico: obiettivi e vincoli Gli impianti di incenerimento sono a tutti gli effetti impianti dell’industria di processo Opportunità Vincoli • • • • • • Inertizzazione, igienizzazione, immobilizzazione prima del conferimento in discarica Efficace eliminazione delle sostanze pericolose Distruzione di tutti i composti organici tossici Riduzione di volume pari a circa l’ 80% Significativo miglioramento nella gestione del rifiuto (soprattutto in confronto alla semplice messa in discarica) • • • Richiede un minimo quantitativo di approvvigionamento Richiede un minimo contenuto energetico (potere calorifico) del rifiuto Costo dell’investimento relativamente alto – da recuperare con gate fee, tasse, tariffe Necessità di tenere sotto stretto controllo l’impatto ambientale delle operazioni Sistemi integrati di gestione rifiuti Le quattro R: riduci – riusa – ricicla - recupera Note • Generale contrarietà verso le discariche: – – – Le emissioni di metano dalle discariche contribuiscono al riscaldamento globale più delle emissioni di CO2 da altre fonti Aumento dei costi per le discariche Bandi alla messa in discarica sono stati già introdotti: • • • • • • Danimarca 1997 Svizzera, Austria 2000 Svezia 2002, 2005 Germania 2005 Pressione per aumentare le percentuali di raccolta differenziata e riciclo Ma cosa altro si può fare con i materiali che non è possibile riciclare? La posizione del German UmweltBundesAmt Incenerimento e prevenzione dei rifiuti NON sono in contraddizione tra loro Background paper, UmweltBundesAmt (Agenzia Federale per l’Ambiente), 2008 • • • • • Evitare la produzione di rifiuti (intervenendo su progettazione, fabbricazione e imballo dei prodotti) è di primaria importanza E’ necessario un cambiamento nella mentalità dei consumatori, per un utilizzo più intensivo dei beni e quindi una riduzione dei rifiuti La termovalorizzazione di rifiuti che non sono altrimenti recuperabili e riciclabili continuerà ad essere necessaria ed utile L’energia generata dai termovalorizzatori potrebbe sostituire quella generata utilizzando carbone o petrolio, con una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 9.75 milioni di tonnellate anno nella sola Germania I paesi con un sistema di gestione rifiuti avanzato (Olanda, Danimarca) hanno sia alte percentuali di rifiuti inviati all’incenerimento che alte percentuali di rifiuti raccolti in modo differenziato e riciclati La posizione dell’Environment Protection Agency (E.P.A.) La gerarchia EPA per la gestione rifiuti • • • • …”EPA raccomanda che, dopo aver compiuto tutti gli sforzi del caso per ridurre, riusare, riciclare i rifiuti, questi siano inviati a impianti di termovalorizzazione dove il volume del rifiuto sarà ridotto del 90%, il contenuto in energia dei rifiuti sarà recuperato, e energia elettrica pulita e rinnovabile sarà generata”… …”Il RSU deve essere gestito con un sistema integrato. ISWA incoraggia e sostiene programmi delle comunità locali per ridurre, riutilizzare. Riciclare i inviare a compostaggio il rifiuto ”… …”Le comunità che dispongono di impianti WtE riciclano circa il 20% in più delle comunità che non sono dotate di impianti WtE. Inoltre, gli impianti WtE degli Stati Uniti riciclano più di 700.000 tonnellate di materiali ferrosi all’anno – un quantitativo sufficiente per costruire più di mezzo milione di nuove automobili”… …”La gerarchia EPA dà preferenza agli impianti WtE rispetto alle discariche, perché l’incenerimento riduce il volume dei rifiuti, distrugge batteri e composti, previene la creazione di metano in discarica, risparmia l’utilizzo del territorio per discariche, recupera energia dal rifiuto, contribuisce a creare sistemi più sostenibili per la gestione dei rifiuti municipali “… Percentuali di riciclaggio e incenerimento in Europa I più alti tassi di riciclaggio si ottengono dove è maggiore il ricorso alla termovalorizzazione!!! Source: EEA-ETC/RWM calculation based on data from Eurostat, 2007d Impianti Waste-to-Energy in Europa Impianti WtE operativi in Europa, 2006 Legenda • • • Numero di impianti Quantitativo di rifiuti inviati a incenerimento (milioni di tonnellate/anno) * Stime basate su Eurostat (il dato include i cementifici) Evoluzione delle caratteristiche tecniche Parametro 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 Dimensione tipica (MWel) 4-7 4-11 5-18 10-27 11-29 15-30 15-30 Disponibilità (%) 80 80 85 85 91 92 93 Efficienza (%) 14 16 18 23 27 28 28 Tasso di autoconsumo (% output) 10 10 12 12 15 15 15 Tempo di costruzione (anni) 2 2 2 2-3 2-3 2-3 2-3 Periodo di ammortamento (anni) 20 20 20 20 20 20 20 Fonte: European Network of Energy Agencies (EnR) Sezione 2 2. Aspetti economici Bilanciamento dei costi di investimento e operativi con le entrate (gate fee, vendita energia, sussidi, tasse) Costi e ricavi • • • Costo del terreno Costo dell’investimento – proporzionale alla capacità produttiva, con importanti economie di scala Requisiti sulla disponibilità dell’impianto – • • • • Necessità di sviluppo infrastrutturale delle aree circostanti l’impianto (strade, acqua, energia, gas) Requisiti architettonici Requisiti per il trattamento fumi (limiti di legge alle emissioni) Trattamento/messa in discarica delle ceneri (pesanti e leggere) – – • • • • • Necessità di sistemi di backup per evitare fermate Possibilità di riutilizzare le ceneri pesanti nelle costruzioni, evitando costi di discarica Necessità di pretrattamento delle ceneri leggere (volanti): costo per recupero/smaltimento Efficienza del recupero energetico e proventi dalla vendita di energia Recupero metalli Tasse o sussidi ricevuto per l’incenerimento o dovuti per le emissioni Costi finanziari Costo del lavoro Ricavi WtE “Gate fees” in Europa (2006) e vendita di energia Note 250 €/MT • • 200 €/MT Copertura costi o profitto? Fonti di entrate: – 150 €/MT – 100 €/MT • 50 €/MT • D ds ny nd a n a l m rla er z e er it h G et Sw N U K Source: RENOSAM, DK, 2006 Energia elettrica: normalmente ceduta al gestore a prezzi di mercato Metodi per la determinazione del prezzo dell’energia termica: – – – 0 €/MT k al en g ar d u e m rt o en Sw P Strumenti fiscali (tasse sui rifiuti, sussidi alla produzione di energia) Ricavi da vendita di energia elettrica e termica – In base al costo di produzione Prezzo di sostituzione Limiti di prezzo fissati da regolamentazioni statali Gate fees (prezzo riconosciuto per il trattamento di una tonnellata di rifiuti) Sezione 3 3. Panoramica sulle tecnologie Un colpo d’occhio sulle tecnologie per l’incenerimento rifiuti Waste characteristics influencing system design • • • • • • Variability and extremes of physical size, shape, bulk density, angle of repose Calorific value (Low Heating value – LHV) Moisture content Proportion of non-combustibles Presence of components (heavy metals, chlorine, sulphur, nitrogen) influencing the need for flue gas cleanup Waste homogeneity: – Homogeneity related to the physical properties of the waste influences its combustion characteristics – Homogeneity related to hazardous substances will have consequential effects on emissions. Tecnologie: possibili configurazioni d’impianto Bilancio di Massa Bilancio di massa (sistema trattamento aria tipo “semi-secco”) Classificazione inceneritori – per tipo di forno I tipi più comuni di forno: a griglia mobile, rotativo e a letto fluido • • • • • • Non richiede il pretrattamento del rifiuto (selezione, triturazione) Ampiamente utilizzato, tecnologia consolidata Elevata capacità produttiva (sino a 1200 tonnellate/giorno) Può gestire variazioni importanti nella composizione del rifiuto e del carico termico Efficienza termica: sino all’85% Alto costo d’investimento e di manutenzione • • • • • • Non richiede il pretrattamento del rifiuto (selezione, triturazione) Efficienza termica: sino all’85% Può gestire variazioni importanti nella composizione del rifiuto e del carico termico Soluzione meno diffusa, impiegata principalmente per rifiuti speciali e tossico-nocivi Alto costo d’investimento e di manutenzione Capacità produttiva sino a 480 tonnellate/giorno (20 tonnellate/ora) • • • • • Costo d’investimento e manutenzione più basso (macchina più semplice) Efficienza termica: sino al 90% Adatto per un’ampia gamma di rifiuti (anche miscelati fra loro) Tecnologia non molto diffusa e testata Necessità di pretrattamento del rifiuto: macchina progettata per trattare combustibile con determinate dimensioni e composizione Inceneritore a griglia mobile, tipo “pareti a tubi d’acqua” Inceneritore del tipo a forno rotativo Inceneritore a letto fluido Griglia di combustione: tipologie più diffuse Le griglie sono uno degli elementi più critici del sistema Funzioni della griglia • • • • • • • Passaggio dell’aria attraverso griglia e rifiuti Agitazione/miscelazione rifiuto Trasporto del rifiuto attraverso il forno “Sifting” – Rimozione dei solidi fini (sabbia, vetro, cenere) Necessità resistenza al calore Resistenza a corrosione, abrasione, intasamento, impatto, carico termico Il movimento delle sezioni della griglia è regolabile utile ausilio al controllo di processo La scelta di una griglia nei sistemi progettati da WTE • • WTE può includere nei sistemi progettati griglie fornite dai principali costruttori, in ragione di considerazioni sia tecniche che economiche WTE sta sviluppando un nuovo tipo di griglia, per cui è stata presentata domanda di brevetto europeo (Ufficio Europeo Brevetti). La griglia è stata progettata per: – – – – Ottimizzare il raffreddamento dei suoi elementi Consentire differenti salti di pressione aria nelle diverse sezioni della griglia Assicurare un miglior controllo dei salti di pressione aria attraverso la griglia Consentire di operare con aria primaria ad elevata temperatura, per poter trattare rifiuti con basso potere calorifico/elevata umidità – Semplificare considerevolmente il sistema di raffreddamento della griglia (qui del tipo aria/acqua) rispetto a quelli oggi utilizzati, consentendo così risparmi nella fabbricazione, nel montaggio, nella manutenzione Flusso dell’aria La scelta di instradamento del flusso aria influenza flessibilità e controllo processo Flusso “contro corrente” Flusso “in corrente” Flusso misto • • • • • • • Consigliabile per rifiuti molto umidi/a basso potere calorifico Buona efficienza nell’essiccazione Buon trasferimento di calore tra rifiuti e gas Basse temperature nella sezione finale della griglia Possibile insufficiente combustione residui gassosi • • • Consigliabile per rifiuti ad elevato potere calorifico Basso trasferimento di calore tra rifiuto e aria La minor temperatura media dei gas di combustione riduce la formazione di NOx Completa combustone del rifiuto (temperature elevate anche nella sezione finale della griglia) Combinazione degli effetti positivi di entrambe le configurazioni precedenti Tecnologie: il processo adiabatico • • Processo adiabatico un processo in cui il calore non entra e non esce dal sistema. Un processo adiabatico è usualmente caratterizzato da un aumento/diminuzione della temperatura accompagnato dall’estrazione di lavoro Grado di adiabaticità (y): un coefficiente che rappresenta il rapporto tra il calore scambiato attraverso le pareti del forno e il calore complessivamente entrante nel sistema (energia nel rifiuto, aria di combustione preriscaldata, ricircolo fumi, ecc.). – Per un forno completamente refrattariato: non si ha scambio di calore attraverso le pareti, y ≅ 0.95 (vanno comunque considerate alcune perdite per dissipazione) – Forno con “pareti a tubi d’acqua”: scambio termico attraverso le pareti, il coefficiente y può raggiungere valori sino a 0.65 Confronto tra sistemi adiabatici e non adiabatici Sistemi diversi possono trattare rifiuti con caratteristiche diverse Sistema adiabatico (y = 0.95) Sistema non adiabatico (y = 0.65) • • • • • • • • Pareti rivestite in refrattario Trattamento rifiuti con basso potere calorifico Maggior produzione di fumi – poiché il controllo della temperatura del forno avviene immettendo aria in eccesso Minori prestazioni energetiche Maggior flessibilità rispetto a cambiamenti nelle caratteristiche del rifiuti (potere calorifico) Maggior flessibilità rispetto a variazioni del carico termico • • • • Pareti a tubi d’acqua Progettato specificamente per trattare rifiuti ad alto potere calorifico Minor produzione di fumi Prestazioni energetiche superiori Scarsa flessibilità rispetto a cambiamenti nelle caratteristiche del rifiuti (potere calorifico) Scarsa flessibilità rispetto a variazioni del carico termico La filosofia di progettazione WTE • • • WTE progetta il sistema forno-caldaia in funzione del potere calorifico del rifiuto, adottando diverse opzioni di progetto per raggiungere il valore ottimale del grado di adiabaticità. Questa filosofia di progettazione supera quella secondo cui si dà solo un’alternativa: quella tra un forno completamente refrattariato e un forno con pareti a tubi d’acqua Un sistema adiabatico (y = 0.95) progettato correttamente può trattare anche rifiuti con potere calorifico molto basso (6000-6500 kJoule/kg, ovvero 14331522 kCal/kg) – Valori così bassi caratterizzano il rifiuto solido urbano di paesi di recente industrializzazione, laddove la frazione organica è maggiore al 50% • Un forno adiabatico dotato di un buon sistema di ricircolo fumi può trattare rifiuti con elevato potere calorifico e avere le stesse performance - in termini di recupero energia - di un forno con pareti a tubi d’acqua Esempi di configurazione d’impianto (I) Forno completamente refrattariato Caratteristiche tecniche • Processo adiabatico (y = 0.95) • Spesso l’unica opzione praticabile per trattare rifiuti molto umidi/dal basso contenuto energetico Controllo della temperatura – essenziale per proteggere i refrattari - attraverso l’immissione di aria in eccesso Bassa efficienza energetica, perché l’impiego di aria in eccesso genera maggiori quantità di fumi • • Esempi di configurazione d’impianto (II) Forno rivestito di refrattari, post-combustione a tubi d’acqua Caratteristiche tecniche • • • • Grado di adiabaticità y = 0.85. Lo scambio di calore attraverso le pareti aumenta (rispetto all’esempio precedente) Forno completamente refrattariato Post-combustione a tubi d’acqua – rivestiti di refrattari per protezione Tubi d’acqua in prossimità della griglia – per controllare la formazione delle scorie Esempi di configurazione d’impianto (III) Soluzione intermedia Caratteristiche tecniche • Ulteriore aumento di scambio termico attraverso le pareti: y = 0.75 • Forno e post-combustione: pareti a tubi d’acqua – – • • Rivestiti con refrattario – per protezione – in camera di combustione e nella parte bassa della post-combustione Tubi “nudi” nella parte alta della postcombustione La parte finale della camera di combustione è però in refrattario Tubi d’acqua in prossimità della griglia – per controllare la formazione delle scorie Esempi di configurazione d’impianto (IV) Forno con pareti a tubi d’acqua Caratteristiche tecniche • Processo non adiabatico (y = 0.7) • Indicata per trattare rifiuti ad elevato potere calorifico Tubi d’acqua “nudi” in post-combustione Tubi d’acqua ricoperti da un sottile strato di refrattario nel resto del forno Temperature controllate dall’acqua dei tubi Utilizzo ridotto di aria in eccesso Maggior efficienza energetica Minor flessibilità rispetto a cambiamenti nelle caratteristiche energetiche del rifiuto • • • • • • Sistemi realizzati da WTE Sezione 4 4. Recupero di energia Cicli termici e reucpero energetico Recupero energetico: generazione di vapore • Steam Drum Combustion gases Superheater Boiler Feedwater Convection Pass Water walll Evaporator Superheated Steam to Turbine Economizer Air from Forced Draft Fan Air Heater Gas Duct to Air Pollution Control system Water Drum Fuel Furnace Overfire Ait Underfire Air Bottom Ash Slag • Vapore generato a 400 °C 40 bars – per evitare problemi di corrosione La caldaia tipicamente comprende uno o più banchi: – – – – Evaporatori Super heaters Economizzatori Per il riscaldamento dell’aria Il circuito del vapore Recupero energetico attraverso la produzione di vapore Incenerimento rifiuti: requisiti • • • Requisito di base: il rifiuto ha almeno un contenuto energetico sufficiente per assicurare l’autosostentamento della combustione in ogni momento. Il contenuto energetico può essere recuperato L’autocombustione deve essere assicurata in ogni momento – per assicurarsi della distruzione di tutte le sostanze organiche pericolose In avviamento e in spegnimento dell’impianto, o nel caso nel sistema entrino rifiuti non omogenei e dal contenuto energetico insufficiente deve essere possibile affidarsi a bruciatori – per assicurare la completa combustione del rifiuto Recupero energetico • Ipotesi di partenza: – Potere calorifico inferiore del rifiuto: 2200 kCal/kg (valore tipico per il rifiuto solido urbano nei paesi europei – Rendimento nella conversione di energia termica in energia elettrica: 30% • In questo caso il trattamento di una tonnellata di rifiuti consente di generare 800 kWh di energia elettrica, come mostrato qui: 2200 kCal/kg * 1000 kg/tonn * 0,3 kCalth/kCalel) / 860 kCal/kWh = 800 kWhel Sezione 5 5. Emissioni in atmosfera Tecnologie e sistemi per il controllo delle emissioni in aria Emissioni in atmosfera: contaminanti Le emissioni devono essere trattare – per abbattere macro e micro contaminanti Macro inquinanti Micro inquinanti • • Concentrazioni nell’ordine delle p.p.b. (parti per bilione, mg/Nm3 or ng/Nm3) • Contaminanti principali : • Concentrazioni nell’ordine delle p.p.m. (parti per milione, o mg/Nm3) Origine: – • Trasformazioni chimiche di componenti (ceneri, Cl, S, N, P), reazioni secondarie indesiderate, incompleta ossidazione del carbonio organico Contaminanti principali: – – – – – – Ossidi di zolfo (SOx) Acidi alogenati (HCl, HBr, HF) CO Composti organici volatili (VOC) Polveri (TSD) Polveri sottili (PM10, PM2.5, PM1) – – Inorganici: metalli pesanti (Pb, Cd, Hg, Zn, Cu, Mn, Ti, Cr, etc.) Organici: • • • Idrocarburi aromatici (benzene, toluene, xilene) Composti policiclici aromatici Composti organici clorurati, come polychloro dibenzo-diossine (PCDD) e polychloro dibenzo-furani (PCDF) Limiti alle emissioni – Direttiva incenerimento rifiuti (I) Valori medi giornalieri Polveri totali 10 mg/m 3 Sostanze organiche sotto forma di gas e vapori, espresse come carbonio organico totale 10 mg/m 3 Acido cloridrico (HCl) 10 mg/m 3 Acido fluoridrico (HF) 1 mg/m 3 50 mg/m 3 Ossido (NO) e biossido (NO2) d’azoto, per nuovi impianti d’incenerimento o per impianti già esistenti con capacità nominali > 6 tonnellate/ora 200 mg/m 3 Ossido (NO) e biossido (NO2) d’azoto, per impianti già esistenti con capacità nominali ≤ 6 tonnellate/ora 400 mg/m 3 Anidride solforosa(SO2) Condizioni di riferimento: T 273 °K, pressione 101.3 kPa, 11% ossigeno, gas secco Limiti alle emissioni – Direttiva incenerimento rifiuti (II) Valori medi semiorari 100% (A) 97% (B) Polveri totali 30 mg/m 3 10 mg/m 3 Sostanze organiche sotto forma di gas e vapori, espresse come carbonio organico totale 20 mg/m 3 10 mg/m 3 Acido cloridrico (HCl) 60 mg/m 3 10 mg/m 3 Acido fluoridrico (HF) 4 mg/m 3 2 mg/m 3 Anidride solforosa (SO2) 200 mg/m 3 50 mg/m 3 Ossido (NO) e biossido d’azoto (NO2) – espresse come biossido d’azoto- per nuovi impianti d’incenerimento o per impianti esistenti con capacità nominale > 6 tonnellate/ore 400 mg/m 3 200 mg/m 3 Limiti alle emissioni – Direttiva incenerimento rifiuti (III) Metalli pesanti Cadmio Cd Tallio Tl Mercurio Hg 30 minuti 8 ore Totale 0.05 mg/m3 Totale 0.1 mg/m3 0.05 mg/m3 0.1 mg/m3 Totale 0.5 mg/m3 Totale 1 mg/m3 Antimonio Sb Arsenico As Cromo Cr Cobalto Co Rame Cu Manganese Mn Nickel Ni Vanadio V Limiti alle emissioni – Direttiva incenerimento rifiuti (IV) • Diossine e furani: 0.1 ng/m3 – I valori medi devono essere misurati durante un periodo di campionamento di 6-8 ore. Il valori limite fa riferimento alla concentrazione totale delle diossine e furani – da calcolarsi utilizzando il concetto di “equivalenza tossica” • Monossido di carbonio (CO) i seguenti valori non devono essere superati nella fase di combustione (sono esclusi avviamento e spegnimento dell’impianto): – 50 milligrammi/m3 come valore medio giornaliero; – 150 milligrammi/m3 per almeno il 95% per il valor medio di tutte le misure (valore medio) determinate nell’arco di ogni 10 minuti; oppure 100 mg/m3 per il valor medio di tutte le misure determinate nell’arco di mezz’ora, in un periodo di 24 ore Impatto globale delle emissioni da impianti WtE Studio CAST: contributo impianti WtE alle emissioni di contaminanti – rilevazioni dello studio nel 2006 e ipotesi 100% di rifiuti avviati a termovalorizzazione Risultati dello studio CAST • 100,00% 10,00% 3,63% • 1,10% 1,18% 0,66% 1,00% 0,40% 0,21% 0,19% 0,11% 0,10% • 0,07% 0,04% 0,03% 0,009% 0,01% • 0,00% PC D D C /P CAST = “Comparison of Relevant Air Emissions from Selected Combustion Technologies”, TU Wien, 2006 Analisi delle emissioni da 50 inceneritori WtE (CZ, F, D, I, NL, SWE) Confronto con le emissioni da cementifici altri impianti (centrali a carbone, lignite, olio, gas, biomasse) Risultati dello studio: – D F N ox SO x C d H g st u d 2006 100% MSW incinerated – Le emissioni da impianti WtE sono molto inferiori rispetto a quelle da altre industrie Il contributo degli impianti WtE più moderni alle emissioni di contaminanti nei paesi analizzati è minimo – in genere < 1.5%, al massimo < 4% (nel caso del Mercurio) Sistemi di trattamento aria: depolverazione Tecnologia Livelli di concentrazione Cicloni e Multi-cicloni Cicloni: 200-300 mg/Nm3 Multi cicloni: 100-150 mg/Nm3 Vantaggi •Semplice e affidabile •Impiego consolidato nella depolverazione A secco: < 10 mg/Nm3 Precipitatore Elettrostatico (ESP) Filtro a maniche A umido: < 5 mg/Nm3 < 5 mg/Nm3 •Ridotto consumo di energia •Opera in ampio intervallo di temperature (150-350 °C) •Numero significativo di istallazioni nell’incenerimento rifiuti e negli impianti a biomasse •Basso livello di concentrazione polveri in uscita •Ampiamente utilizzato come elemento sistemi trattamento aria per inceneritori •Bassi livelli concentrazione polveri in uscita •Deve essere utilizzato per il controllo di inquinanti acidi come parte dei sistemi a secco e a semi-secco Svantaggi •Indicato solo come componente primario •Alti consumi di energia •Non sempre sufficiente a garantire il rispetto dei limiti alle emissioni •ESP a umido impiegato raramente nell’incenerimento RSU •ESP a umido richiede il trattamento di effluenti liquidi •Consumo di energia molto elevato (soprattutto in confronto a ESP) •Soffre le temperature elevate (>250 °C), la corrosione e la condensa Abbattimento fumi acidi • • • Inquinanti principali: anidride solforosa (SO2), acido cloridrico (HCl), acido fosforico (HF) Diverse configurazioni possibili (sistema con assorbimento a“umido, “a secco” e “semi-secco”) La rimozione dei gas acidi deve essere preceduta da una rimozione delle polveri: – per ridurre il quantitativo totale di polveri in ingresso – per consentire la separazione delle polveri originate dal processo di combustione rispetto a quelle risultanti dall’abbattimento dei gas acidi: infatti queste polveri sono trattate/smaltite/recuperate in modi diversi Abbattimento gas acidi Processo Vantaggi Idrossido di Calcio Ca(OH)2 •Semplicità impiantistica •Basso costo di investimento •Assenza residui liquidi •Limitato intervento operatori (basso costo del lavoro) •Facile inertizzazione dei residui •Scarsa flessibilità •Iniezione calce: operazione delicata •Difficile regolazione •I fumi devono rimanere entro un range ben preciso di temperature •Consumi reagente in forte eccesso rispetto a stechiometrico (k=5 or 6) •Necessità di ricircolare i residui solidi in polvere, vista la bassa reattività al singolo passaggio •Grande quantità di residui solidi da smaltire •Sistema semplice e facile da gestire •Basso costo d’investimento e di gestione •Limitato intervento operatori •Assenza residui liquidi •Possibilità di recuperare i residui sodici •Opera entro un ampio range di temperature • Impiego di quantità elevate di reagente, anche se l’eccesso rispetto allo stechiometrico non è alto (k=1.2) •Costo elevato dei reagenti •Solubilità dei residui necessità stabilizzazione •Costo dell’investimento medio •Assenza residui liquidi •Elevati consumi di acqua ed energia termica/elettrica •Intasamento del reattore •Importante quantità di residui solidi da smaltire •Consumo significativo di reagente •Preparazione del reagente: operazione delicata •Basso consumo di reagente (NaOH) •Limitata generazione di residui solidi (ceneri volanti, torte, ecc.) •Liscivazione dei metalli pesanti •Possibilità di recuperare i residui solidi o l’acido cloridrico •Modulare e flessibile •Necessità di un sistema trattamento acque reflue •Ampia quantità di residui liquidi •Elevato costo d’investimento •Alto consumo di energia e acqua •Necessità di supervisione da parte dell’operatore costo del lavoro A secco Bicarbonat o di Sodio NaHCO3 Semisecco A umido Svantaggi Abbattimento delle NOx • • Misura primaria: prevenzione della formazione di NOx attraverso il controllo dei parametri di processo (distribuzione dell’aria, fluidodinamica nella camera di post-combustione, ricircolo fumi, impiego di bruciatori tipo “low NOx” Misure secondarie: abbattimento chimico delle NOx – Selective Catalytic Reduction, SCR – Selective Non Catalytic Reduction, SNCR • Reagenti: ammoniaca, urea Processo SNCR Iniezione diretta di ammoniaca o urea in camera di combustione Vantaggi e svantaggi • • • • Semplicità impiantistica, bassi costi d’investimento e operativi Efficace su fumi con temperature comprese nell’intervallo 850-1050 °C Abbattimento nell’ordine del 60% Possibilità di fughe di ammoniaca Processo SCR NOx convertita in N2 e acqua con l’aiuto di un catalizzatore Caratteristiche tecniche • • • • • • • • • Catalizzatori: metallici (Vanadium, Tungsten), zeoliti Reagenti: urea, ammoniaca Intervallo di temperature: 200-380 °C Alta efficienza (80%), in funzione del numero di letti filtranti Basso rischio di fuga dei reagenti Efficace anche nell’abbattimento delle diossine Elevati costi d’investimento e operazioni Complessità impiantistica Necessità di rigenerazione/smaltimento del catalizzatore Polveri sottili PM10, PM5, PM 2.5 • • • • Crescente preoccupazione per l’impatto delle PM 2.5 sull’ambiente e sulla salute pubblica I prossimi cambiamenti nella legislazione – sia in Europa che negli USA – imporranno stretti limiti alle emissioni di PM 2.5 L’industria ha già sviluppato tecnologie di filtrazione Lo sforzo dell’ US Environmental Protection Agency: – Focalizzato su sistemi di per filtri a maniche – Sviluppo di un protocollo di prove adottato come standard dall’ASTM e proposto per l’adozione da parte dell’ISO – Sono già state testate 16 tecnologie che utilizzano filtri a maniche per la rimozione di polveri sottili da fonti stazionarie di emissioni (PM) – Risultati molto significativi. Data una concentrazione in ingresso di 18.4 ± 3.6 g/dscm, le tecnologie testate hanno consentito di portare le emissioni in uscita su valori tra 380x10-6 e 2x10-6 g/dscm – E’ possibile scaricare risultati dettagliati delle prove dal sito http://www.epa.gov/nrmrl/std/etv/vt-apc.html g/dscm = grams/dry standard cubic meter La filosofia WTE per il trattamento delle emissioni in aria • • • • • WTE può progettare e fornire tutte le configurazioni di sistemi APC (Air Pollution Control). Le configurazioni variano a seconda di considerazioni tecniche (limiti alle emissioni) ed economiche (costi per l’investimento, costi operativi) Le opzioni suggerite da WTE per l’abbattimento di gas acidi: sistema a secco con Bicarbonato di Sodio (preferibile) o Idrossido di Calcio (seconda opzione), con filtri a maniche per la depolverazione e l’abbattimento ei contaminanti L’opzione suggerita da WTE per l’abbattimento dei microinquinanti: iniezione di carbone attivo a monte di un filtro a maniche DeNOx: SNCR per abbattimento sino a 150 mg/Nm3. Per raggiungere concentrazioni più basse ( < 100 mg/Nm3) è necessario un modulo SCR Tecnologie per un effettivo abbattimento dei microinquinanti e delle polveri sottili (PM10, PM5, PM2.5) – già disponibili per rispondere alla futura modifica dei limiti di legge: – Sistemi di filtrazione su letti di carbone attivo – Sistemi di filtrazione su materiali laminati speciali di recente ingegnerizzazione (filtri a maniche) Air Pollution Control (II) NH3 50 40 5 10 5 10 10 5 10 5 4 10 Dry Separation Ca(OH)2 or NaHCO3 50 10 5 Ca(OH)2 or NaHCO3 NH3 40 4 Ca(OH)2 or NaHCO3 40 Air pollution control (III) 40 10 4 Ca(OH)2 or NaHCO3 5 10 NaHCO3 10 5 4 10 How to contact us WTE – Waste to Energy s.r.l. Via San Michele, 15 21052 Busto Arsizio (Varese) Italy Tel.: +39 – 0331 - 67 00 66 Fax: +39 – 0331 - 32 02 96 E-Mail: [email protected] Thanks for your attention Do You Have Any Questions? We would be happy to help!