GLI ARCHEA
piccoli che…
non si vedono…
Gli Archaea sono una suddivisione sistematica fondamentale, al più basso livello, della
vita cellulare. Possono considerarsi regno o dominio a seconda degli schemi
classificativi, ma mostrano strutture biochimiche tali da considerarsi un ramo basilare,
presto distaccatosi dalle altre forme dei viventi.
•
Pur mantenendo le caratteristiche dei procarioti (assenza di un nucleo distinto e di
organuli citoplasmatici rivestiti da membrane, presenza di un unico filamento di DNA,
strutture di rivestimento più complesse rispetto alla cellula eucariote), date le
condizioni estreme in cui possono svilupparsi, gli archea presentano una composizione
biochimica unica delle loro strutture di rivestimento, che conferisce loro una notevole
impermeabilità e che li differenzia sia dai batteri che dagli eucarioti.
•
•
Gli archei sono caratterizzati da una membrana citoplasmatica formata da lipidi.
Il dominio Archaea non è stato riconosciuto come un dominio importante della vita
fino a poco tempo fa. Fino al 20 ° secolo, la maggior parte dei biologi consideravano
tutti gli esseri viventi classificabili o come piante o come animali. Ma a partire dagli
anni 1950 al 1960, la maggior parte dei biologi sono giunti alla consapevolezza che
questo sistema non è preciso perché tale sistema non può ospitare i funghi, protisti e
batteri.
•
La storia
Il dominio Archaea
non è stato
riconosciuto come un
dominio importante
•
Albero della vita di
Nel 1977, Woese defini’ l’esistenza
del dominio degli Archaea che in
Woese
precedenza erano considerati parti dei batteri. In seguito a questa scoperta,
•
Woese ridisegnò il cosiddetto ALBERO DELLA VITA secondo cui nel passato
sono stati classificati gli esseri viventi, animali o piante. Cosi’ nel 1990
propose uno schema (visto precedentemente) costituito da tre domini:
Eucarioti, batteri ed Archaea. La rivoluzione di questa suddivisione consiste
nel fatto che la classificazione degli animali e delle piante non viene più
basata sulle somiglianze tra organismi, ma sui loro rapporti genetici. Grazie a
questo si scopri’ che gli Archaea, in precedenza considerati batteri meno
evoluti, presentavano caratteristiche molto più simili agli Eucarioti invece che
ai batteri.
L’importanza dell’ ALBERO DI
WOESE
Rita Levi Montalcini afferma che l’importanza di questa scoperta è triplice:
•
Ha fissato l’origine della vita a un periodo datato 700milioni di
anni prima di quello desunto dai reperti fossili;
1)
Ha messo in evidenza che la materia oggi vivente risale a TRE e
non DUE domini;
1)
Permette di ipotizzare che gli Archea potrebbero essere i primi
esseri viventi sulla Terra.
1)
I sottogruppi
Come abbiamo detto gli archeobatteri sono in
un insieme a parte, ma questo gruppo contiene
dei sottogruppi tra cui:
•
Metanogeni
•
Alofili
•
Termoacidofili
•
Il primo sottogruppo…
i Metanogeni
I metanogeni prendono il nome dal loro
peculiare metabolismo energetico, in cui per
ridurre l'anidride carbonica a metano, viene
utilizzato l'idrogeno. Sono tra gli organismi più
strettamente anaerobi (vivono in assenza di
ossigeno) e solitamente vivono in paludi ed
acquitrini dove gli altri microrganismi hanno
consumato tutto l'ossigeno disponibile.
Esistono anche altre specie di metanogeni che
abitano gli ambienti anaerobi presenti
•
Il secondo sottogruppo…
gli Alofili
Gli alofili (dal greco hals, sale e philos, amico)
vivono in habitat salini quali il Grande Lago
Salato degli Stati Uniti o il Mar Morto. Alcune
specie si limitano a tollerare un elevato grado
di salinità, mentre altre per crescere richiedono
la presenza di un ambiente con una salinità 10
volte maggiore di quella dell'acqua marina. Le
colonie di alofili formano pellicole rosa il cui
colore è dovuto alla presenza di un pigmento
fotosintetico detto batteriorodopsina.
•
L’ultimo sottogruppo…
i Termoacidofili
I termoacidofili necessitano di habitat molto
acidi e molto caldi, condizioni solitamente
proibitive per quasi tutti gli organismi. Le
condizioni ottimali per questi archeobatteri
sono temperature tra i 60-80 °C e valori di pH
compresi tra 2 e 4. Ad esempio Sulfobolus abita
nelle calde acque delle sorgenti termali
sulfuree del Parco di Yellowstone, dove si
procura l'energia ossidando lo zolfo presente in
grandi quantità in queste sorgenti.
•
BATTERIO «EXTRATERRESTRE»
Nel 2010 la NASA ha confermato il ritrovamento di un batterio in grado di
sopravvivere in condizioni estreme, grazie alla capacità di sostituire il fosforo
con l'arsenico, la variante tossica, nei componenti cellulari.
•
il batterio rinvenuto nel lago Mono Lake (California) è il Gfaj-1, già noto agli
scienziati come componente della famiglia Gammaproteobacteria. Quello che
non si sapeva, almeno fino ad oggi, è che tale batterio non basa i processi
vitali sui sei elementi di base - carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, zolfo e
fosforo -, ma su una variazione con l'arsenico al posto del fosforo. Questa
scoperta è stata smentita in seguito poiché questo batterio non sostituisce il
fosforo con l’arsenico, ma in realtà è in grado di sopravvivere in presenza di
arsenico.
•
I batteri «alieni»
I due elementi sono infatti molto simili, ma proprio le piccole
disuguaglianze a livello chimico determinano la tossicità dell'arsenico
•
Già altri batteri cosiddetti " alieni " erano stati scoperti a 40 Km di altezza
dal suolo terrestre...;
•
l'agenzia spaziale indiana aveva annunciato di aver scoperto tre specie
sconosciute di batteri a 40 chilometri dal suolo terreste, definendole specie
aliene
•
Un pallone aerostatico per ricerca dell'ISRO, l'Indian Space Research
Organisation, lanciato per ricerche avrebbe trovato questi batteri, che fanno
dire agli scienziati indiani che potrebbe esserci vita aliena nello spazio.
•
Secondo i ricercatori, una delle tesi probabili è che si tratti di batteri mutati
da precedenti, lanciati nello spazio da vulcani in eruzione e che si sono
evoluti per sopravvivere in ambiente ostile, lì dove, a causa dei raggi
ultravioletti, la maggior parte dei batteri muore.
•
In poche parole …
Gli Archea sono uno dei tre fondamentali
domini degli esseri viventi. Similmente ai batteri,
sono monocellulari e senza un nucleo definito.
Questi microrganismi riescono a sopravvivere in
condizioni ambientali estreme, come nelle
sorgenti termali dove vi è una temperatura
superiore ai 100°C o in ambienti molto freddi o
molto acidi/basici. Ora grazie ad uno studio
dell'Università della Georgia si è scoperto in che
modo alcuni questi organismi riescono a
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Informazioni e immagini prese da
www.molecularlab.it
•
Wikipedia
•
Google immagini
•
www.nicola-costanzo.blogspot.it
•
www.copernico.bo.it
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SONO TERRIBILMENTE
AMMALATO – PREPARATEVI A
QUESTO
Questo progetto
è stato realizzato
da:
GIULIA DE MARCHI GIUSTO
LAURA LOMAZZI
GAIA MAGLIANO
BENEDETTA SALA
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GLI ARCHEA - Liceo Daniele Crespi