VERSO IL NUOVO ANNO
SCOLASTICO
QUALE IDEA DI SCUOLA?
Anno scolastico 2008/09
“Cosa dovrò fare quest’anno?”
E’ una buona domanda: indica che siete già …
pronti all’impresa.
L’impresa richiede AZIONE, FARE.
La via del fare comincia con la domanda:
“Cosa devo fare?”
“Se il FARE fosse facile come il SAPERE, anche le
piccole chiese diventerebbero cattedrali e le
casupole palazzi sontuosi”.
(Porzia nel Mercante di Venezia di Shakespeare).
Fatica del FARE
Il fare dunque è la parte più difficile.
A volte la gente si illude di fare, invece è ancora
solo dire:
“tra il dire e il fare si stende il mare, anzi,…
un oceano di fatica, tempo, impegno”.
“RIDUCENDO ALL’OSSO”: DEVO …
1. conoscere gli utenti del servizio: i bambini
2. conoscere i loro profili in uscita
3. conoscere l’intero percorso da proporre per
raggiungere i risultati attesi.
RISPETTO AL PUNTO 1.
• Sappiamo chi sono i nostri utenti?
• Conosciamo le caratteristiche dei “nuovi” alunni che
popolano le nostre scuole?
• Essi sono figli delle “nuove famiglie”. Sappiamo cosa
caratterizza le nuove famiglie?
• Sappiamo come funziona la mente di questi ragazzi, come
comunicano, di cosa riempiono le loro giornate, quali
debolezze, quali potenzialità?...
RISPETTO AL PUNTO 2 …
• Sappiamo cosa ci viene richiesto dallo Stato: quali
competenze in uscita?
• Conosciamo le Indicazioni Nazionali? Gli obiettivi di
Lisbona? Sappiamo perché è necessario un processo di
innovazione dei sistemi di istruzione?
• Abbiamo consapevolezza del fatto che è cambiato il
mandato istituzionale che lo Stato e la società civile
affidano alla scuola?
Conoscere bene i bambini!
Solo se conosciamo bene il nostro “prodotto” in
entrata e cosa ci viene richiesto di mettere in
uscita, possiamo andare ad organizzare il
servizio che dobbiamo offrire, in termini di
percorsi didattici utili al raggiungimento degli
obiettivi che ci siamo prefissati!
MA NON DOBBIAMO PARTIRE DA
ZERO!!!
Ce lo dimostrano le relazioni che avete
presentato a fine anno e che io ho
riassunto in questa tabella.
CIRCOLO DIDATTICO DI ALPIGNANO
SINTESI
RELAZIONI DI FINE ANNO
Anno scolastico 2007/08
N°
ALUNNI
LIVELLI
di
apprendimento
PUNTI DI FORZA
CRITICITA’
OSSERVAZIONI
1A
10 M
11 F
7 O
10 M/A
2 M/B
1 DSA seguito
1 F irrequieta
Classe
esuberante:
bambini vivaci e
creativi…
quindi ……
IRREQUIETI
Correlazione fra
vivacità intellettuale e
irrequietezza
1B
11 M
11 F
La maggioranza ha
raggiunto gli
obiettivi prefissati
dalla
programmazione
Classe tranquilla
1 alunno ha
raggiunto solo gli
obiettivi minimi
2A
13 M
10 F
(1 M
irreq. 2
F con
dif.
cogn.
14 O/D
4B
3S
2 A.S.
3A
22
(3 str.)
12 O
8D
2B
Buono
l’inserimento
degli stranieri
4A
8M
10 F
(1F con
diff.)
7O
6D
4B
1S
Classe omogenea
con buoni
rapporti
interpersonali
alun/doc. e
doc/genit)
5A
15 M
6F
(1 HC)
3O
7D
3 + 1HC B
3S
3 NS
Parecchi casi
problematici
Forse 2 DSA
CLASSE
INSEGNANTI
Classe di difficile
gestione per
marcata vivacità e
atteggiamenti da
leader di più
alunni
Faticoso lo
svolgimento delle
attività
CLASSE
INSEGNANTI
N° ALUNNI
LIVELLI
di
apprendimento
PUNTI DI FORZA
CRITICITA’
Apprendimento regole,
collaborazione,
accettazione dell’altro
Varie problematiche:
chiesto l’intervento della
psicologa
1A
14 M
10 F
1HC
1 iperat
1B
14 M
10 F
(1 con valutaz
logopedica e 3
con prob di
comp.)
7O
7D
4B
2 S+
2S
2 AS
Buoni i rapporti con le
famiglie
Positivi i momenti di
continuità con docenti
infanzia.
Problemi di
comportamen-to
2A
11 M
12 F
(1 DSA)
4O
2 D/O
4D
2 B/D
7B
1 S/B
2S
2 AS (ob.min)
Molti gli stimoli per
coinvolgere tutti gli alunni
Mancata collaborazione
famiglie dei
2 AS
2B
9M
12 F
(1 stran
3 probl.
1 DSA?)
4 D/O
12 B
4S
1 AS
Ricerca continua di
momenti di confronto per
aiutare il gruppo classe a
creare un clima di serenità
Vedi “La 2B si presenta”
ecc.
Alunni con situazioni
critiche: richiesto
intervento psicologa.
3A
18
1 HC
2 con probl.
(1 allerg grave
e 1 probl
fam)
Livello classe medio/alto
Buoni i rapporti
docenti/genitori
Classe molto disomogenea
3B
9M
10 F
2 HC
Lavoro continuo per
migliorare le dinamiche
relazionali/sociali.
Ottimo il rapporto con le
famiglie
Gruppo classe eterogeneo:
parecchi irrequieti da
“incanalare”.
Richiesto aiuto psicologa.
OSSERVAZIONI
Correlazione collaborazione
scuola/famiglia e risultati
scolastici
3C
8M
11 F
(1HC
2 stran)
5 O/D
9B
3S
1 AS
Lavoro continuo per
far diventare la classe
una COMUNITA’ in
cui accettarsi e
crescere insieme.
Recupero nelle
compresenze
Frequenti cambi
docenti
dalla 1a alla 3a.
4A
12 M
10 F
(1 HC
6 con
difficol-tà)
2 O + HC
6D
4B
3S
6 AS (Ob. Min.)
Lezioni frontali e
lavoro di gruppo nelle
compresenze per
recupero bambini con
difficoltà
Troppi inserimenti
negli anni
4B
14 M
8 F
(1 c.
probl.
seguito sai
SS, ma non
a scuola)
1 DSA
5A
10 M
10 F
Solo 2 su 20 hanno
raggiunto solo gli
obiettivi minimi
Clima sereno e
costruttivo.
Ottimi i rapporti fra
ragazzi e fra genitori,
grazie al
coinvolgimento di tutti
in incontri festaioli
extrascolastici
5B
9M
10 F
( 1 ipovedente
3 stran)
3O
2D
6B
8S
Ascolto attivo e lavoro
per piccoli gruppi per
superare
problematicità
Classe disomogenea:
5 più ricettivi
14 più problematici
5C
11 M
9F
(4 stran)
4O
5D
8B
3S
Diverse attività per
rendere il gruppo
classe più consapevole
Poco autocontrollo
CLASSE
INSEGNANTI
N° ALUNNI
LIVELLO
DI
APPRENDIMENTO
PUNTI DI FORZA
CRITICITA’
OSSERVAZIONI
1A
24
5O
9D
7B
3S
2 alun non segnalati
Buona la
partecipazione delle
famiglie. Ottima
l’attività creativa,
coinvolgimento attivo
dei genitori
Soggiorno di 3 gg per
socializzare
Nessu-no
METODO SILLABICO
+ apertura ai genitori =
risultati + positivi
Ins. religione attraverso
cooperative learning
1B
11 M
12 F
(1 HC)
Livello medio alto
sia x acquisizione
competenze, sia per
motivazione
LEZIONE APERTA:
l’insegnante punta al
coinvolgimen-to dei
bambini cercando di
far emergere le loro
preconoscenze x
strutturare su di essi la
presentazione di nuovi
argomenti.
Partecipazione attiva
dei bambini
Nessu-no
METODO GLOBALE
Integrazione HC
attraverso delega di
musica e informatica
all’insegnante di
sostegno e di immagine
all’educatrice. Lavoro
per piccoli gruppi per
individualizzare il più
possibile
l’insegnamento
Ins. religione attraverso
cooperative learning
2A
11 M
9 F
( - 1 ritirato)
Livello medio/alto
sia per acquisizione
conoscenze, sia x
partecipazione
attiva
LEZIONE APERTA
Attività di peer
education
e di cooperative
learning
Lab. Informatico
LAVORO X CLASSI
PARALLELE
Gli alunni hanno
superato i conflitti
verificatisi nei lavori di
gruppo sviluppando
abilità sociali ed
evitando situazioni di
leadership
2B
Livello medio/alto
LEZIONE APERTA
Cooperazione fra
alunni
Genitori
troppo
attenti
spesso
diventano
iperprotettivi e
delega-no
alla
psicolo-ga
la loro
difficol-tà a
gestire i
proble-mi
dei propri
figli
LAVORO X CLASSI
PARALLELE
3A
10 M
9 F
gruppo
eteroge-neo:
1 stran.,
1
diffic.cognit
ive, 3 diffic.
comportamento
Livelli più che
buoni
Senso critico e vivacità
intellettuale, con
voglia di sperimentare,
selezionare, …
PORTA A…….
RIFIUTO
contenuti
e modali-à
imposte e
non
condivise ,
con attegg.
di
ribellione
Quando l’apprendimento
avviene attraverso
l’operatività,
l’esplorazione, la
costruzione di
conoscenze …ottiene
risultati migliori.
Attività di
autovalutazione
Didattica dell’errore
Processi di
incoraggiamento
3B
11 M
8F
2HC + altri
casi di
disagio
Classe di difficile
gestione
Lezione frontale +
cooperative learning +
circle time
OK percorso
sull’intelligenza
emotiva che ha dato un
nome ai sentimenti
inespressi
Educa-tiva
non
soddisfacen
te
Fare:
- protoc. X standing
- liberatoria. Fam. X
uso bici
3C
??
1 DSA
1 iperat.
1 stran.
Attività miranti a
favorire metodologie
di studio
4A
4 DSA ?
Vedi nomin casi a
rischio
Favorire lavori di
responsabilizzazione e
valorizzazione di
ognuno. Ascolto e
accettazione degli altri
Lavori sia di gruppo
sia individuali.
Collaborazione attiva
con famiglie. Progetto
di recupero.
Applicazione metod.
CLIL
VERIFICARE
SCREANING DSA
4B
13 M
6F
1 DSA
Risultati abb.
soddisfacenti
3 liv. Alto
6 liv. M/A
10 liv. M
Gruppi sia omogenei
sia etero x attività
recupero. Molti
momenti di
discussione e
condivisione del
lasvoro
Buoni gli esiti x
intervento PSICOLOGA
che ha permesso di
riflettere su emozioni,
sentimenti, valori,
conoscenza
di sè
4C
8M
13 F
5O
8D
7B
1S
Continua ricerca di
metodologie/
strumenti/sussidi/interventi x
facilitare l’acquisizione
di conoscenze e
sviluppare le
competenze dei singoli
alunni
Difficoltà
di concentrarsi a
lungo e di
portare a
termine le
attività
entro tempi
adegua-ti x
mante-ner
viva
l’attenzione.
5A
10 M
12 F
2 DSA
1 diff.
Apprendimento
1 diff.cognitive.
5B
24 alunni
1 DSA
2/3 disagiati
VEDI SCHEMA
ESPERIENZE
POSITIVE con
rumeni. Si
propongono:
1) agganci con il
territorio
2) teatro
Alternarsi
di docenti
nell’
area
matematica
Positivo
perché
occasione di
crescita
Favorire collaborazione
e assunzione di
responsabilità a tutti gli
attori della scuola
Innovazioni
metodologiche x
motivare e
responsabilizzare
(plastico della Torino
romana, viaggio
virtuale in una regione
italiana, far lezione ai
compagni….
Lavori di gruppo nelle
compresenze
Mancata
realizzazio
ne incontro
a Fontaine
Negativo perché ha
sviluppato atteggiamento
poco collaborativo
famiglie x continui
cambiamenti
BUONA LA FIGURA
DELLA RAPPR DI
CLASSE COME
MEDIATORE.
OSSERVAZIONI
1. È l’alunno che apprende: egli scopre, inventa, costruisce i concetti,
le idee, le teorie
2. Il docente non trasmette i saperi, ma insegna (in-segna): offre agli
alunni i segni (concreti, iconici e simbolici) e li guida ad utilizzarli
per scoprire e costruire i concetti
3. Attraverso i processi della ricerca/riscoperta/reinvenzione/
ricostruzione (problem solving), gli alunni, non solo comprendono
ed apprendono, ma si formano, sviluppando le loro capacità ed i
loro atteggiamenti
4. Per ascoltare le lezioni, basta tenere le orecchie tese e gli occhi
aperti, ma per costruire i concetti occorre agire: muoversi, toccare,
manipolare, esplorare, sperimentare, osservare…
5. Per agire, occorre essere motivati: il primo impegno dei docenti è
quello di motivare gli alunni ad apprendere
6. Il secondo impegno dei docenti è quello di individuare le
mete formative (obiettivi formativi) che gli alunni
debbono perseguire per realizzare la piena e armonica
formazione della loro personalità: atteggiamenti, capacità
e conoscenze
7. Il terzo impegno dei docenti è quello progettare le attività
che gli alunni debbono effettuare e di organizzare gli
ambienti di apprendimento (laboratori), utilizzando le più
idonee tecnologie educative e didattiche (materiali
concreti, iconici o simbolici), comprese le tecnologie
multimediali
8. Il quarto impegno dei docenti è quello di guidare gli
alunni nei processi di apprendimento, senza mai sostituirsi
a loro, ma offrendo tutti gli aiuti perché essi, anche
lavorando assieme , scoprano, costruiscano, inventino i
concetti
9. Ciò che è appreso deve essere ricordato: alla
scoperta debbono seguire le attività di
consolidamento (esercitazioni)
10. L’impegno di acquisizione delle conoscenze,
delle capacità e degli atteggiamenti deve essere
avvertito dagli alunni come strumento del loro
processo di crescita, formazione,
autorealizzazione (successo formativo): come
tale deve essere vissuto, non una condanna, ma
la più grande gioia della loro vita
11. Considerare i genitori come risorsa e
alleanza per il processo educativo e formativo
12. Favorire la partecipazione attiva e responsabile dei
genitori
13. Abituarsi al confronto, al dialogo, all’ascolto,
all’informazione tra scuola/famiglie e genitori fra loro
14. Favorire la cooperazione per obiettivi educativi
(ambito educativo)
15. Favorire un clima sereno, aperto, democratico,
poco burocratico, da ‘invitati’ bene accolti e
valorizzati
Occorre, quindi, un …
PATTO FORMATIVO
(vedi lavoro di AUTOFORMAZIONE di giugno)
Scuola come luogo di
•
•
•
•
•
•
•
riflessione, analisi, ricerca
sviluppo culturale
formazione e continuità educativa
ricerca della qualità e del miglioramento
esercizio della cittadinanza attiva
rete di collaborazioni
costruzione di patti ….
PATTO FORMATIVO
COSA INSEGNARE E PERCHE’
La scuola è responsabile delle scelte che fa,
e se il compito specifico di ogni scuola è
l'insegnamento finalizzato all'apprendimento
attraverso le discipline,
allora cosa vale la pena di insegnare e perché
diventa la scelta più importante,
ciò che caratterizza quella scuola.
Una scelta troppo impegnativa perché ogni
insegnante venga lasciato da solo.
E' interesse
dell‘ ISTITUZIONE SCOLASTICA…
… organizzare il lavoro degli insegnanti al suo
interno in modo tale che non siano soli e che ci
siano momenti strutturati, programmati,
deliberati, durante i quali i docenti mettano in
comune le proprie esperienze, le proprie
competenze, per definire quale può/deve essere
l'offerta formativa che sarà garantita a tutti gli
alunni.
L’ORGANIZZAZIONE DIVENTA STRATEGIA PER
MIGLIORARE LA DIDATTICA.
E' interesse di ogni INSEGNANTE…
… definire cosa è opportuno insegnare
“servendosi” dei colleghi come risorsa
professionale
per
migliorare la qualità dell'insegnamento
come
risultato sinergico di “più teste”
che si interrogano e ricercano soluzioni.
I cambiamenti avvenuti nella società, nella
famiglia, nella vita dei nostri alunni (e nella nostra!!! )
restano e pongono
domande alla scuola
Domande alle quali la ricerca disciplinare e
pedagogico- didattica degli ultimi anni sta dando
se non delle risposte, sicuramente un grande
contributo.
Adesso tocca agli insegnanti rispondere…
MA NON DA SOLI.
La scuola dell'autonomia punta,
infatti, …
… sull'organizzazione della scuola
prodotta e gestita da gruppi di docenti,
… in sintonia con le componenti della comunità sociale,
culturale e politica a cui la scuola “serve”.
Ciò significa che muta il modello organizzativo.
Non c'è più il singolo docente che trasmette un
programma dato, ma …
GRUPPI DI DOCENTI che devono concordare
tra loro il curricolo da insegnare e devono negoziare
(contratto formativo) con genitori e forze sociali, metodi
e tempi di erogazione del servizio scolastico.
Un buon insegnante deve:
1. Conoscere la propria materia
2. Conoscere l’alunno
3. Conoscere se stesso
Ogni insegnante ha il compito di
…..
“…rivedere cosa vale la pena di insegnare e come
e perché, alla luce delle nuove conoscenze che
gli studi recenti sul “modo di funzionare” della
testa dei nostri ragazzi[1] ci mettono a
disposizione e tenendo conto dei profondi
cambiamenti degli scenari e dei contesti nei
quali questi ragazzi dovranno vivere e
lavorare……”
COMPITO CHE SI PUÒ SVOLGERE DA SOLI.
[1] E. Morin “La tête bien fait” e H.Gardner “Le intelligenze multiple”
Non solo insegnare, ma ricercare
Ma nella professionalità docente, oltre alla
capacità di insegnare, dovrà esserci anche
la capacità di interrogarsi insieme ai
colleghi, di studiare, di trovare risposte che
diano senso alle azioni educative che
proponiamo, in una parola dovrà esserci la
capacità di ricerca.
E non come dimensione individuale, ma
come dimensione professionale.
Non da soli
Con la SCUOLA DELL'AUTONOMIA si è posta l’attenzione
sull'organizzazione della scuola prodotta e gestita da
gruppi di docenti, in sintonia con la comunità sociale,
culturale e politica di cui la scuola è un ”servizio”.
Ciò significa che muta il modello organizzativo.
Non c'è più il docente che trasmette un programma
dato, ma gruppi di docenti
che devono
“convenire” tra loro il curricolo da insegnare.
UNA SCUOLA AUTONOMA
sul piano
della
capacità di
ELABORAZIONE …
presuppone il passaggio …
sul piano culturale
da
COLLEGIALITA'
a
AZIONE COLLETTIVA
dalla DECISIONE
alla
MESSA IN OPERA
dal COLLEGIO DOCENTI
a
sul piano logico-operativo
dal GRUPPO DI LAVORO
VOLONTARIO E INFORMALE
UNITA' ORGANIZZATIVE
FORMALIZZATE
a GRUPPI COORDINATI
DA PROCEDURE E RUOLI
RICAPITOLANDO:
• L’AUTONOMIA chiede alle scuole di progettare
ed esplicitare l’Offerta Formativa (POF)
• Questa impresa non può essere un’azione dei
singoli, ma richiede azione collettiva
• L’azione collettiva non sta in piedi senza una
struttura organizzata
• La struttura ha bisogno di ruoli di coordinamento
• Per durare nel tempo deve essere formalizzata
Figure e ruoli di
COORDINAMENTO
•
•
•
•
•
•
Passaggi:
Individuazione delle aree importanti che
necessitano di presidio
Individuazione di figure idonee
Legittimazione
Precisazione di compiti e funzioni
Attribuzione di risorse e facilitazioni
Controllo dei risultati e azioni di formazione a
supporto.
LA FORMALIZZAZIONE …
presuppone un’operazione di questo genere:
INDIVIDUARE
AREE
• quali sono le aree che costituiscono l’ossatura della scuola
FIGURE RUOLI
• chi e con quali ruoli e competenze mettere a presidio di tali aree
MODALITÀ
• con quali strumenti di gestione,
• quali risorse e procedure
Dunque:
Non basta la genialità di un solo individuo, bisogna
puntare alla produzione di una intelligenza collettiva
superiore alla somma delle intelligenze individuali,
dunque bisogna puntare al ”GIOCO DI SQUADRA”
Le condizioni perché una squadra funzioni sono:
•
•
•
•
Coinvolgimento
Condivisione
Fiducia
Responsabilità
UNA BUONA OFFERTA FORMATIVA
L'obiettivo che la scuola si è dato
(e che persegue con costanza e tenacia)
di
garantire ad ogni alunno un'offerta formativa
dignitosa
necessita di regole e procedure di Circolo, di
curricoli e di metodologie consolidate, che
abbiano la forza e la capacità di influenzare i
comportamenti dei singoli e che possano essere
tenute in qualche maniera sotto controllo.
I nuovi colleghi
Le scelte che la scuola ha fatto finora
(indicate nel POF e nella Carta dei Servizi),
devono essere comunicate anche
ai nuovi docenti.
E’ necessario, dunque, che la scuola entri
nell'ottica di investire risorse e attivare
strategie anche per
"l'inserimento" dei docenti in ingresso nel
circolo.
I nuovi colleghi
Inserire i nuovi docenti è di fondamentale
importanza
per una comunità scolastica che ha
costruito una sua identità e che ha
faticosamente selezionato curricoli,
percorsi e metodologie che, sebbene
continuamente sottoposti a verifiche e
controlli, non possono essere disattesi o
ignorati.
I nuovi colleghi
• Pertanto la scuola riconosce ai docenti in
ingresso il diritto di essere informati e di essere
messi in condizione di apprendere le prassi e le
metodologie in uso nel circolo.
• Pone ad essi, nel contempo, il dovere di
chiedere, di fare domande, di sforzarsi a
comprendere il senso delle scelte effettuate e di
metterle in atto con voglia e desiderio di provare.
Per aiutare i docenti nuovi del circolo a svolgere al meglio
le loro funzioni secondo le regole e i criteri della scuola,
sono previste le seguenti iniziative:
•
•
•
•
Colloquio di presentazione con il Dirigente Scolastico
per la rilevazione dei requisiti e delle caratteristiche
personali.
Presentazione della scuola e assegnazione, da parte
del Dirigente, alla classe/sezione o al ruolo/compito
per insegnanti di sostegno, lingua, su progetto, ecc.
Messa a disposizione del materiale conservato agli atti
del circolo (programmazioni, progetti, regolamenti,
diagnosi, ecc).
Affidamento dell'insegnante nuovo a un collega
tutor con il compito di esplicitare, su richiesta, il senso
e le motivazioni di procedure, regolamenti, prassi...
I nuovi colleghi
•
Possibilità di assistere ad alcune lezioni
significative svolte in classe dal tutor
•
Inserimento nei programmi di formazione
in servizio del circolo.
VERIFICA
(tra dicembre e gennaio)
- un incontro di verifica con i docenti tutors;
- somministrazione ai docenti nuovi di un
questionario di valutazione delle iniziative
intraprese dalla scuola (valutazione dell’efficacia
del tutor, del mini corso, del materiale, ecc);
- incontro del Capo d’Istituto con i docenti nuovi per
una “restituzione” relativa al loro “modo di stare
nella scuola” e proposta di aggiustamenti.
FINE PRIMA PARTE
e
….
BUON ANNO SCOLASTICO
Rapporto scuola - famiglia
Procedure
Mettere mano alle procedure per gli incontri
scuola – famiglia significa rivedere il
proprio funzionamento, andando a toccare
non solo aspetti formali, ma aspetti
sostanziali del “fare scuola” =
l’organizzazione diventa strategia per
migliorare la didattica.
Ecco i passaggi per affrontare questo
rapporto in maniera “attrezzata”:
1. conoscenza delle caratteristiche delle
nuove famiglie e comprensione delle
richieste nel senso di saperle collocare e
disporre di criteri per sapere quando dire
dei Sì e quando dei NO
2. consapevolezza dei ruoli,
3. definizione di confini (chi sta dentro e
chi fuori),
4. accordo su rispettivi compiti e funzioni,
ma nella distinzione di ruoli (che sono
diversi, pur nella continuità e unitarietà
del fine),
5. messa in atto di strategie, procedure,
azioni per realizzare davvero quanto
dichiarato nell’accordo.
Esempio
Agli Insegnanti
OGGETTO: INCONTRI SCUOLA/FAMIGLIA
Si invia il regolamento inerente le procedure da adottare negli
incontri tra scuola e famiglia, rivisto in seguito alle osservazioni
pervenute.
Per facilitare l'utilizzo di tali procedure si è provveduto a
predisporre:
• Modello verbale assemblea di classe
• Modello convocazione colloqui individuali
• Calendario incontri e promemoria argomenti da trattare.
(Tutto il materiale su descritto, va conservato nell'agenda della
programmazione, in modo da essere disponibile anche per gli anni
prossimi)
Per eventuali ulteriori chiarimenti ci si può rivolgere all'insegnante
capogruppo del proprio plesso.
Distinti saluti
Il Dirigente Scolastico
A tutti i docenti del Circolo
Loro sedi
OGGETTO: PRO-MEMORIA PER L’ASSEMBLEA DI CLASSE
Si allega:
- nota di pro-memoria relativa al rappresentante di classe per i genitori
(soprattutto di classe prima e stranieri o nuovi ingressi).
- nota da leggere da parte di ciascun team in preparazione
dell’assemblea di classe ( dell’avvenuta lettura sarà fatta registrazione
nel verbale di raccordo di modulo)
Convocazione assemblea
Si ricorda che una copia del verbale dell’assemblea va consegnata al
capogruppo che provvederà alla consegna in direzione.
Per i docenti della scuola dell’infanzia, la nota va letta facendo gli
opportuni aggiustamenti alla specificità della propria scuola; conta infatti
che anche nelle assemblee della materna sia rispettato il senso che
questa scuola attribuisce al rapporto con i genitori.
Distinti saluti
COLLOQUI INDIVIDUALI
Anno scolastico ………………………
ALUNNO ………………………………………………….. Classe …………….
Data
……………
…
Al colloquio
è presente
 padre
 madre

……………

……………
Comunicazioni della
scuola
Comunicazioni della
famiglia
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
Accordi presi
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
……………………
Esempio
La griglia presentata ha funzione di
“indice”,
cioè registra in maniera veloce gli argomenti
trattati e gli accordi presi, in vista della
documentazione e ricostruzione dei rapporti
scuola/famiglia.
L’annotazione dettagliata, qualora necessaria
o opportuna, nonché la raccolta delle
informazioni dalla famiglia secondo uno
schema personale predisposto dal docente,
può essere scritta su foglio a parte che sarà
allegato al presente.
GENITORI E DOCENTI COOPERANO PER
ASSICURARE
IL SUCCESSO FORMATIVO
Forse il merito maggiore del Regolamento dell'autonomia
scolastica di cui al D.P.R. 275/1999 consiste nell'aver
posto l'alunno al centro della scuola.
Di centralità dell'alunno sembra che non si parli
abbastanza: soprattutto dell'assunto fondamentale del
Regolamento dell'autonomia scolastica di garantire il
successo formativo e di garantirlo ad ogni alunno.
Due principi che da soli rappresentano
la vera riforma epocale della scuola statale, da quando
è nata ad oggi.
La legge e … il successo formativo
di ogni alunno
Nella Costituzione repubblicana del 1948 viene sancito
con l'affermazione che << È compito della Repubblica
rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che,
limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del
Paese>>(art. 3 Cost.) e, infine,
il Regolamento dell’autonomia scolastica, di cui al
D.P.R. 275/1999, pone come impegno caratterizzante
della scuola dell'autonomia:
garantire il successo formativo e garantirlo a tutti gli
alunni.
SUCCESSO FORMATIVO
Tutto il processo innovativo e riformatore
della seconda metà del XX secolo si
ritrova riassunto nel successo formativo
garantito a tutti i singoli alunni, nessuno
escluso, tutti riconosciuti "capaci e
meritevoli", perché tutti destinati alla piena
formazione della personalità
(<<pieno sviluppo della persona umana>>)
(Art. 3, Cost.),.
Ogni discorso sulle ‘potenzialità’ è fuori
posto: non esistono capacità genetiche
che determinano il destino formativo delle
persone umane, perché
il destino formativo è condizionato, se
non totalmente, almeno in gran parte,
dai sostegni formativi che alle persone
umane, sin dal grembo materno,
vengono assicurati.
Oggi le neuroscienze confermano che le basi della
personalità si costruiscono nei primissimi tempi di vita
attraverso le sinapsi che si costituiscono soprattutto in
riferimento alle sollecitazioni socioculturali.
Ed allora, il successo formativo può essere garantito a tutte
le persone umane, a tutti i figli di donna, a tutti i cuccioli
dell'uomo: è questa la battaglia che una società
democratica deve combattere concentrando le sue
maggiori risorse nel creare le condizioni affinché nella
famiglia, nella società e nella scuola tutto sia fatto
perché il successo formativo sia garantito a tutti gli
alunni.
Ruolo formativo della famiglia,
Il riconoscimento del
ruolo formativo della famiglia,
dei genitori in primo luogo,
è la nuova frontiera del riconoscimento…
… del diritto all'educazione,
… del diritto al successo formativo,
… del diritto alla piena formazione della
persona umana.
Le neuroscienze …
… riconoscono nei genitori i protagonisti
primari, fondamentali, decisivi
dell'azione formativa e quindi della lotta
ad ogni forma di insuccesso formativo e di
dispersione scolastica.
Le potenzialità formative, più che in termini
di ‘capacità potenziali’, vanno viste in
termini di ‘possibilità formative’, che si
costruiscono nei primissimi anni di vita.
Il sistema scolastico è nato capovolto, dalla
fine anziché dall'inizio: è nato
dall'università!
L'ultima scuola istituita, almeno a livello di
scuola statale, è stata la scuola
dell'infanzia con la legge 444 del 1968.
Occorre raddrizzare il sistema formativo,
riservando le prime e maggiori cure alla
"scuola del grembo materno".
Si impone innanzitutto un’azione tempestiva
volta a
richiamare l'attenzione dei genitori
sull'importanza del loro ruolo
formativo,
sin dalla nascita dei bambini, e da portare
avanti con la stessa cura anche durante gli
anni della frequenza della scuola
dell’infanzia e delle scuole successive.
I genitori debbono sapere quanto
importante sia il loro ruolo formativo nei
primi tre anni di vita …
Poi, occorre che i genitori possano partecipare
quanto più possibile alla progettazione
dell'azione formativa della scuola, raccordandola
a quella che essi sono chiamati a svolgere in
parallelo, riservandosi tempi adeguati.
Pertanto, tenere presente il diritto dei genitori di
educare ed istruire i figli sancito dalla
Costituzione significa riconoscere il diritto
educativo dei genitori per conto dei figli.
Cambiamento di mentalità
Quindi si impone un cambiamento di
mentalità che deve portare, da una parte, i
genitori a prendere coscienza delle loro
responsabilità educative e, dall'altra, deve
portare gli operatori scolastici a prendere
consapevolezza che la scuola costituisce
un servizio
Diritto educativo dei genitori.
Questo diritto comporta tre iniziative:
• 1 ) UNA PRIMA INIZIATIVA , da realizzare mediante i corsi per i
genitori, compresi quelli previsti dall'articolo 9 del Regolamento
dell'autonomia scolastica─ volta a rendere sempre più consapevoli i
genitori della rilevante importanza che la loro azione formativa
assume nella formazione e nel destino dei propri figli.
Si tratta di rendere i genitori consapevoli che essi possono influire
sin dei primi tre anni di vita nella valorizzazione delle possibilità
formative del loro figli: le potenzialità dei figli non sono date in via
definitiva al momento della nascita.
Intelligenti ("capaci e meritevoli") non si nasce ma si diventa anche
attraverso l'azione formativa che nei primi tre anni di vita svolgono i
genitori, chiamati non solo ad allevare i loro figli sul piano fisico, ma
anche a coltivare le loro possibilità formative sul piano motorio,
emotivo-affettivo, sociale, linguistico, cognitivo, espressivo,
matematico, scientifico, storico ecc.
2) la seconda azione riguarda
l'acquisizione della consapevolezza da
parte dei genitori che essi non possono
dedicare al loro ruolo educativo,
delegandolo in toto agli asili infantili, alle
scuole dell'infanzia, alla scuola primaria
ecc.
• Se i Decreti delegati del 1974 parlavano della
partecipazione dei genitori, ora il Regolamento
dell'autonomia scolastica parla del sistema
formativo integrato e della cooperazione dei
genitori alla progettazione dell'azione educativa
e didattica
• Occorre integrare gli interventi formativi rivolti ai
giovani, rivedendo la problematica della
continuità educativa, da considerare non tanto
nel segno della continuità quanto della
integrazione e soprattutto dell’unitarietà.
• Tutti coloro che si prendono cura del progetto
formativo dei giovani debbono integrare i loro
interventi, rendendoli coerenti, se non unitari.
• Il problema vero è la coerenza e l'unitarietà
educativa.
• La prima e più importante forma di continuità
educativa è quella orizzontale: tra scuola ed
extra scuola (famiglia ed altri enti educativi),
ma anche tra i diversi docenti della stessa
scuola.
Questa formazione è e può essere realizzata nelle
sedi più diverse:
ieri nelle famiglie e nelle scuole private,
oggi nelle famiglie, nelle scuole paritarie, nelle
scuole statali.
L’impresa che si prospetta non è agevole, né per i
genitori, troppo tentati dalla facile delega, né per
i docenti, troppo legati ad un’autoreferenzalità,
che si confonde troppo spesso con il valore del
loro ruolo professionale.
La separatezza tra docenti e genitori è la causa prima
della scarsa importanza politicamente riconosciuta alla
scuola
• I genitori sono stati abituati a ritenere che
i problemi della scuola non siano i loro
problemi e perciò se ne disinteressano.
• I docenti sono perciò isolati, privi
dell'appoggio dei genitori e quindi della
forza necessaria ad imporre il
soddisfacimento delle loro esigenze sul
piano del riconoscimento del loro ruolo
professionale ed economico.
Creare un sistema formativo
integrato …
significa unire le forze, legare la scuola
alla società, soprattutto attraverso le
famiglie:
i problemi della scuola non sono i problemi
dei dirigenti scolastici, dei docenti, del
personale ATA ed ausiliario, ma sono
anche i problemi dei genitori, delle
famiglie, e quindi della società tutta.
La FORMAZIONE DEI GIOVANI è problema di grandissima
importanza, in quanto da esso discende il destino del mondo del
lavoro, della convivenza democratica, del benessere personale
La strada sulla quale a tutti conviene incamminarsi con le iniziative
che noi abbiamo prospettato:
• rendere consapevoli i genitori del loro fondamentale e decisivo ruolo
educativo, sin dai primissimi anni di vita dei bambini, attraverso
l'attuazione di specifiche iniziative formative a loro destinate;
• operare perché negli operatori scolastici maturi un atteggiamento
favorevole alla partecipazione piena ed effettiva dei genitori alla
progettazione ed all'organizzazione del sistema scolastico;
• realizzare in tal senso una piena sinergia tra i genitori, gli operatori
scolastici e l'amministrazione scolastica.
È, questa, una prospettiva ineludibile, che può essere solo
rinviata, ma che è destinata ad essere comunque attuata, al più
presto possibile:
meglio oggi che domani!
Si tratta di un impegno che deve quindi cominciare
con il sostegno alla maternità e che deve
trovare poi un nuovo, inedito, innovativo
riconoscimento del ruolo formativo svolto nei
primi tre anni di vita dalla famiglia:
prima della scuola dell'infanzia deve essere
riconosciuto il ruolo di una "scuola del grembo
materno" intesa come scuola dei primi tre anni di
vita:
una scuola nuova, una vera e propria scuola,
importante più della stessa scuola dell'infanzia e
senz'altro più di ogni scuola successiva alla
scuola dell'infanzia.
Procedure
• Mettere mano alle procedure per gli
incontri scuola – famiglia, significa
rivedere il proprio funzionamento andando
a toccare non solo aspetti formali, ma
aspetti sostanziali del “fare scuola” =
l’organizzazione diventa strategia per
migliorare la didattica.
• Necessità dunque di chiarire alcuni
passaggi concettuali.
RIASSUMENDO
Le scuole devono essere in grado di :
1.
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3.
4.
5.
6.
7.
diventare soggetti capaci di autorevole interlocuzione con gli
altri soggetti del territorio, risorse e non terreno di conquista
agire con autonomia senza timori reverenziali verso gli altri
poteri
avere un confronto trasparente con gli Enti del territorio secondo
il principio della leale collaborazione
sostenere la cultura della rete, della cooperazione e del
sostegno reciproco
contribuire a creare strutture organizzative di rete efficaci e
organi di coordinamento permanenti (Conferenza regionale
delle autonomie scolastiche e formative?)
coinvolgere maggiormente gli OOCC di scuola
partecipare al sistema di coordinamento e confronto nazionale
VERSO IL NUOVO ANNO
SCOLASTICO
GRAZIE E…
BUON LAVORO!
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