corso di
CHIMICA ANALITICA DEGLI INQUINANTI
Laurea specialistica - Scienze Ambientali Università di Bologna - Ravenna
Docente : Daniele FABBRI
Parte VI
analisi chimica - validazione - trattamento del campione
Chimica Analitica degli Inquinanti 6 - D.Fabbri
1
CAMPIONE: materiale per il quale è richiesta un’informazione analitica.
lot
sample: portion of the material
selected to represent a larger body
of material
sub-sample: portion of the sample
obtained by selection or division
laboratory
sample:
primary
material delivered to lab
test sample:
sample prepared
from laboratory sample
test portion:
the actual material
weighed/measured for the analysis
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measurement
solution
sample
preparation
sample
treatment
2
Il campione deve essere:
 RAPPRESENTATIVO: la composizione è, nella
sua globalità, identica a quella del materiale di
partenza.
 OMOGENEO: la composizione è la medesima in
tutte le sue parti.
INTEGRO: non ci devono essere perdite durante
il trasporto, la conservazione ….(adsorbimento,
volatilizzazione, …)
altrimenti
non si può mettere in relazione il risultato
finale con il materiale originale, non importa
quanto accurata sia l’analisi
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campione solido
particelle fini perchè
maggiore omogeneità, migliore sub-sampling
maggiore area superficiale, migliora cinetica estrazione
errore inversamente proporzionale al numero di particelle
Scelta del metodo
Durezza
Dimensioni delle particelle iniziali e desiderate
Quantità
Contaminazione
blending, chopping, crushing, cutting, grinding,
homogenizing, macerating, milling, mincing,
pressing, pulverizing, sieving ….
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4
ANALITA: il componente da misurare attraverso
l’analisi del campione.
MATRICE: i componenti del campione chimicamente diversi
dall’analita.
 ANALITA
MATRICE
TRATTAMENTO
inorganico
inorganica
dissoluzione-digestione
 inorganico
organica
distruzione sostanza organica
 organico
inorganica
estrazione
 organico
organica
estrazione selettiva
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5
SEDIMENTO
INORGANICI
Argille, silicati, ossidrossidi
Fe/Mn, carbonati, solfuri, S°
HC alifatici n-alcani, nafteni…
HC aromatici benzeni, IPA…
Alcoli, fenoli, chetoni, acidi…
Pigmenti…
Organoclorurati…
ORGANICI
basso PM
alto PM
Cere, proteine, lignine,
sostanze umiche, bitumi,
kerogeni, …
DDT, PCB, HCH, PCDD, PCDF…
g-HCH, a-HCH, b-HCH
(+)-a-HCH, (-)-a-HCH
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6
INTERFERENZA: effetto indesiderato di un componente
sull’ accuratezza della misura dell’analita.
Esempio:
determinazione NOx nell’atmosfera. [NOx] = [NO] + [NO2]
Si effettua misura NO per chemiluminescenza, dopo che un
convertitoe ha trasformato NO2 in NO.
Interfernza da PAN (perossiacetilnitrato) : il convertitore trasforma
anche il PAN in NO. Interferenza trascurabile nelle zone urbane
([NOx] >> [PAN]), significativa nelle zone rurali ([NOx]max).
CONTAMINAZIONE: introduzione non intenzionale
dell’analita o di altre specie nel campione possibile causa di
errore nella determinazione.
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esempio
CONTAMINAZIONE per abrasione
materiale
elemento maggiore-minore
durezza
PLASTICA
C
1.5 - 2
ACCIAIO
Fe Cr Ni Mn
5-6
AGATA
Si Al Na Fe K Ca
7-8
CERAMICA
Al Si Ca Mg
8-9
CARBURO di BORO
BC
9 - 9.5
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8
determinazione
Materiale test
campione
analisi
analita matrice
quantità misurabile:
attributo di una … sostanza che
può
essere
distinto
qualitativamente e determinato
quantitativamente
misurando:
una quantità
soggetta a
misurazione
valore osservato, lettura
valore misurato
risultato
numero+unità di misura+incertezza
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TARATURA
accertamento
funzionalità strumenti
CALIBRAZIONE
relazione tra
segnale e
misurando
9
definizione
dell’informazione
desiderata
scelta del metodo
strategia di campionamento
ricerca bibliografica
campionamento
omogeneizzazione
conservazione …
subsampling
campione per il laboratorio
aliquote per le analisi
pretrattamento:
eliminazione interferenti
forma idonea per l’analisi
convertire i dati in
risultati numerici
interpretazione dei
risultati
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determinazione
-bianco
- calibrazione
- campione
- RM, CRM
10
Errori casuali : originati da processi incontrollabili e
indeterminati, riducibili (ma non eliminabili) con un lavoro
attento, che presentano variazioni positive e negative,
misurati dalla deviazione standard s.
minore il contributo degli errori casuali, più precisa la
procedura.
errore casuale globale del metodo
s2globale = s2campionamento + s2preparazione +
s2misurazione
Errori sistematici (determinati): originati da cause
determinate con lo stesso andamento (positivo o
negativo), in principio eliminabili. Misurati dal bias.
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criteri per la scelta del metodo analitico
FIGURE DI MERITO
costi/investimenti
precisione
durata dell’analisi
throughput
accuratezza (bias)
sensibilità
sicurezza, tossicità reagenti
greenness
limite di rivelabilità
abilità richiesta all’operatore
selettività
portability
intervallo dinamico
ruggdness
dimensione del campione
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LA VALIDAZIONE
è il processo che permette di dimostrare se i
risultati ottenuti con il metodo sono affidabili,
riproducibili e se il metodo è adatto per
l’applicazione richiesta.
FIT FOR PURPOSE.
verificare con criteri statistici che il metodo è adatto alla misura:
 di un dato analita in una data matrice (seletività, specificità).
 per un certo intervallo di concentrazioni (IDL, sensibilità, LOD,
LOQ).
 con un determinato errore associato (riproducibilità, bias).
 in modo continuativo nel tempo (robustezza).
 mantenendo il controllo dei parametri di prestazione (controllo
qualità).
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Può essere effettuata tramite:
 Confronto con un metodo differente sullo stesso
campione (le fonti di errori dovrebbero essere differenti).
Confronto con altri laboratori (partecipazione a studi
inter-laboratorio).
Uso di materiali di riferimento (certificati).
Reference material (RM):
Vedi :esercitazione di laboratorio
a material or substance, one or more of whose property values are
sufficiently homogeneous and well-established to be used for the
calibration of an apparatus, for the assessment of a measurement
method or for assessing values to materials.
Certfified reference material (CRM):
a reference material, accompained by a certificate, one or more of
whose property values are certified by a procedure. This procedure
enables the material’s traceability to be established in terms of the SI
unit (to be understood as: a mole of a substance…). Each certified value
is accompanied by an uncertainty at a stated level of confidence.
ISO guide 1991
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Alcuni enti che producono (C)RM
ASTM (American Society for Testing
and Materials
BCR Bureau Communitaire de Reference
IAEA International Atomic Energy Agency
NIST National Institute of Standard and Technology
NRC National Research Council of Canada
COME SCEGLIERLO
IL MATERIALE DI RIFERIMENTO DOVREBBE ESSERE AVERE UNA
COMPOSIZIONE SIMILE A QUELLA DEL CAMPIONE (MATRIX MATCHING)
CONTENERE L’ANALITA AD UNA CONCENTRAZIONE SIMILE A QUELLA DEL
CAMPIONE.
RIFERIBILITA’(traceability)
property of the result of a measurement or the value of a standard whereby it can
be related to stated references, usually national or international standards,
through an unbroken chain of comparisons all having stated uncertainties.
Traceability of the result of the complete analytical procedure should be established by a combination of the following procedures:
1.
Use of traceable standards to calibrate the measuring equipment.
2.
By using, or by comparison to the results of, a primary method.
3.
By using a pure substance RM.
4.
By using an appropriate matrix Certified Reference Material (CRM).
5.
By using an accepted, closely defined procedure.
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15
…e questa sperienza si faccia più volte, acciò che
qualche accidente non impedissi o falsaasi tal
prova…Leonardo da Vinci
PRECISIONE
concordanza fra i risultati di misure ripetute
Serie: risultati …Xi… di analisi ripetute usando un solo metodo analitico
su un materiale omogeneo
n:
numero totale dei valori misurati della serie. Il numero di repliche;
va sempre indicato.
Media (aritmetica) :
Xm = SXi / n
Indici della della imprecisione (dispersione dei dati):
stima della deviazione standard: s = (S(Xi - Xm)2/ (n -1))1/2
Deviazione standard relativa:
sr = s / Xm
errore standard della media :
s/n1/2
numero minimo per una stima utile: n = 6
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16
Ripetibilità : s è riferito allo stesso metodo, sullo
stesso materiale nelle stesse condizioni
(operatore, apparato, laboratorio) dopo brevi
intervalli di tempo.
Riproducibilità : s è riferito allo stesso metodo,
sullo stesso materiale in condizioni diverse
(operatore, apparato, laboratorio) e/o dopo
lunghi intervalli di tempo.
tempo
Currie and Svehla, Pure and Appl.Chem. 66(1994)595.
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Valore vero t : valore ideale che si potrebbe ottenere se tutte le
cause di errore fossero eliminate e l’intera popolazione fosse
campionata.
Valore ‘ritenuto vero’ T (accepted reference value valore di
rfiermineto accettato; conventional true value) valore attribuito ad
una quantità e accettato con un incertezza appropriata per un
determinato scopo.).
CRM
T è il valore certificato
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materiale FORTIFICATO (spiked)
T è il valore stabilito dall’aggiunta
dell’analita
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ACCURATEZZA (accuracy):
concordanza tra il risultato ed il valore ‘vero’ T
L’accuratezza è un concetto qualitativo. Una misura è
accurata quando è precisa e libera da bias.
ESATTEZZA (trueness): vicinanza di accordo tra il valore
medio Xm ottenuto da una serie grande di misure e T.
ACCURATEZZA
PRECISIONE
ESATTEZZA
diminuita da
errori casuali
diminuita da
errori sistematici
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Errore del risultato :
Ei = Xi - T
Errore relativo:
Er = E / T
Errore relativo percentuale Er(%) = E/T•100
BIAS
E = Xm - T
Ei = (Xi - Xm) + (Xm -T) = Ecasuale + Esistematico(bias)
L’accuratezza indica una combinazione di errori casuali e
sistematici.
recupero R
Currie and Svehla, Pure and Appl.Chem. 66(1994)595.
R = Cmisurata/Cnel campione·100 = Qmisurata/Qnel campione·100
correzione = Cmisurata/R·100
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bias totale
bias del lab
valore misurato
media laboratorio
bias del
metodo
media
inter-laboratorio
valore vero
Bias del metodo: tipico del metodo, l’errore si presenta in
qualsiasi laboratorio; corrisponde al bias di un test interlaboratorio.
Bias del laboratorio: comprende il bias del metodo e il
bias inerente al dato laboratorio.
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21
CALIBRAZIONE :
insieme di operazioni che stabiliscono, sotto condizioni
specificate, le relazioni tra i valori delle quantità indicate da un
sistema di misura e i valori corrispondenti realizzati da uno
standard.
STANDARD di
CALIBRAZIONE
Qst
materiale con valori noti
della quantità da misurare.
può essere un composto puro, in
un solvente, oppure un materiale
di riferimento con una matrice.
STRUMENTO DI
MISURA
segnale
Yst
RELAZIONE Q - Y
CONFRONTO
CAMPIONE
segnale
Yc
STRUMENTO DI
MISURA
Qc
Calibration is comparison
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PROTOCOLLO DI CALIBRAZIONE
preparazione (ottenimento)
degli standard
analisi dei
campioni
applicare il modello di
calibrazione ai dati dei
campioni
analisi degli
standard
produrre il modello di
calibrazione
Y = aX + b
ricalibrare
regolarmente
Il modello di calibrazione viene utilizzato per ricavare il valore di C del campione
utilizzando la funzione inversa: MODELLO ANALITICO.
X=Y-b/a
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la curva di calibrazione
Y
intervallo dinamico lineare
Yb
LOD LOQ
LOL
concentrazione C
A valori bassi di concentrazione il segnale è troppo debole;
A valori alti di concentrazione si hanno deviazioni dalla
proporzionalità (a in genere diminuisce all’aumentare di C).
INTERVALLO DINAMICO (dynamic range) del metodo: valori estremi di
concentrazione C fra cui si registra una variazione netta del segnale Y al
variare di C.
INTERVALLO DINAMICO LINEARE: valori di estremi di concentrazione
(LOQ-LOL) in cui il segnale Y varia linearmente con la C.
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il modello di calibrazione
single-point calibration :
La calibrazione più semplice è quella in cui si usa un solo standard): Yst, Xst.
Si assume Y = 0 per X = 0; risposta lineare da X = 0 a X = Xst (estrapolazione oltre i valori
Yst, Xst sconsigliata).
Modello di calibrazione lineare
:
Y = a•C + b = S•C + Yb
I chimici hanno favorito metodi con relazioni lineari, causa difficoltà ad interpolare curve. Ci
sono metodi non-lineari (saggi immunologici).
Con lo sviluppo dei computer l’interpolazione dei punti diventa più semplice.
Difficile trovare equazioni su basi teoriche teoriche, perché la non-linearità è dovuta a molteplici
cause. Relazioni empiriche:
Modello di calibrazione polinomiale :
Y = b + a•C + a’•C2 + a’’•C3 + …
problemi: necessita più standard, maggiori difficoltà nella valutazione
dell’incertezza,
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SENSIBILITÀ
costante di propozionalità tra il segnale ed il misurando.
S = dY / dX
pendenza della retta di calibrazione Y = a C + b
Y
metodo più sensibile
metodo meno sensibile
C
è una misura dell’abilità di un metodo di distiguere piccole differenze
di concentrazioni dell’analita (ad un certo livello di confidenza).
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REGRESSIONE LINEARE :
l’operazione per ottenere la relazione lineare Yr = b + a•Cr che meglio
interpola i dati sperimentali
Yst, Xst ottenuti dall’analisi di N soluzioni di calibrazione.
La retta ottimale è quella che minimiza la somma dei quadrati
dei residui :
S(Yst - Yr)2  valore minimo
Y
Yr = a•Xr + b
PENDENZA (sensibilità)
a = S(Xst - Xm)•(Yst - Ym)/S(Xst-Xm)2
INTERCETTA
b = Xm - a•Xm
Yst, Xst
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X
Ym = SYst / N
Cm = SCst / N
Xm, Ym centroide
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ASSUNZIONI
Errore su C << errore su Y.
Misure ripetute indipendenti (es. assenza contaminazioni incrociate) e con
distribuzione normale.
La deviazione standard delle misure è costante nell’intervallo di calibrazione,
cioè non dipende dall’entità del segnale. Spesso non è vera per intervalli di
concentrazione grandi; in genere RSD rimane costante, così Sy aumenta
all’aumentare di Y.
Qualità statistica della calibrazione è data da:
Coefficiente di correlazione R; R=1 correlazione positiva perfetta;
precauzioni, R ~ 1 se c’è una leggera curvatura.
R = (S(Xst - Xm)(Yst - Ym))/[(S(Xst - Xm)2)(Yst - Ym) 2]1/2
Deviazione standard residuale sy = [S(Yst - Yr)2 /N-2]1/2
Deviazione standard pendenza sa = sy / [S(Xst - Xm)2]1/2
Deviazione standard intercetta sb = sy / [SXst2 /N S(Xst - Xm)2]1/2
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limiti di fiducia : a  t sa, b  t sb
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calcolare la concentrazione
Stima della deviazione standard per la
concentrazione C’ calcolata dal valore medio Y’
ottenuto da n repliche (formula approssimata):
Y
Sx = sy/a•[1/n + 1/N + (Y’ - Ym)2/Sa2(Xst - Xm)2]1/2
limiti di fiducia per C’
Ym, Cm
centroide
C
L’errore si riduce ed il limite di fiducia migliora quando:
la SENSIBILIA’ è elevata,
Y’ si avvicina a Ym (ovvero (Y’ - Ym)  0),
si aumentano le misure n di Y’ (però effettuare molte repliche richiede molto
lavoro per un beneficio minimo),
si aumentano i punti di calibrazione N (la preparazione di molte soluzioni di
calibrazione richiede lavoro per un aumento marginale della precisione, pochi
punti però producono valori di 1/N e di t troppo alti; in genere N  6; extraprecisione aumentando n).
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RUMORE (noise): variazione indesiderata del segnale; casuale e
dipendente dal tempo.
FONDO (linea di base, background): segnale non dovuto all’analita,
costante o lentamente variabile (deriva).
BIANCO: campione che non contiene analita deliberatamente
aggiunto, ma contiene tutti gli altri componenti presenti negli altri
campioni ed è soggetto alla stessa procedura analitica.
Rapporto segnale S /rumore N : S / N
Y
N misurato come differenza tra
il valore più alto e quello più
basso (da picco a picco) oppure
come valore medio.
S
N
tempo
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30
LOD - LIMITE DI RIVELAZIONE (limite di rivelabilità, limit of detection):
la quantità di analita che produce il minimo segnale significativamente
diverso da quello del fondo (del bianco).
Ylod = Yb + 3sb
Ylod
Yb segnale del bianco
sb deviazione standard
Yb
LOD
Ylod segnale del campione al LOD
Ylod
f
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3sb
Y
31
dal rapporto segnale/rumore S/N
Y
LOD quella concentrazione
per cui S / N = 3
S
N
tempo
dalla retta di calibrazione
dalla definizione di LOD:
Ylod = Yb + 3sb
dalla retta di calibrazione:
Ylod = a LOD + b
LOD = (Ylod - b) / a
ponendo b  Yb
LOD = (Ylod - Yb ) / a
sostituendo dalla definizione
Yb = Ylod - 3sb
LOD = (Ylod - Ylod + 3sb ) / a
LOD = 3·sb / a
Y
b + 3sb
b
C
LOD
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32
Y
metodo 1
metodo 2
3s
Yb
C
LOD
LOD = 3·s / a
LOD
il LOD dipende dagli effetti del
fondo e dalla sensibilità.
limite di quantificazione
LOQ = 10·s / a
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33
1970
1980
LOD
1990
ng
GC-MS
GLC
analisi nonilfenoli
OH
HO
estrogeni
b-estradiolo
estriolo, estroni (metaboliti)
etinilestradiolo, stilbestrolo (sintesi)
2000
pg
< pg
LC-MS
LC-MS2
GC-MS2
GC-Q-TOF
routine HRMS
LOD - ng L-1
LC-DAD
LC-MS
GC-MS
LC-MS-MS
20
10
3
1
Water Framework directive.
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34
CALIBRAZIONE ESTERNA
standard esterno analita misurato separatamente dal campione.
Il campione contenente quantità ignote di analita e le soluzioni di
calibrazione contenenti quantità note di analita sono separate.
Soluzioni di calibrazione preparate per diluizioni seriali da una soluzione
madre concentrata.
Composizione soluzione di calibrazione simile alla soluzione del
campione ?  matrix matching
Soluzioni del bianco.
Es. solvente puro, azzeramento dello strumento.
Soluzione del bianco procedurale, (dei reagenti): contiene tutti i
prodotti usati nella preparazione del campione alla stessa
concentrazione della soluzione di misura (il valore va sottratto da
quello del campione).
Matrix blank solution: contiene anche i costituenti della matrice.
Serve per la misura di LOD e LOQ.
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35
CALIBRAZIONE INTERNA
standard interno sostanza differente ma simile all’analita
aggiunto al campione prima della preparazione ….
immediatamente prima della misurazione
Scopo: controllare un passaggio critico causa di elevata
incertezza
Rapporto [analita]/[surrogato] meglio di [analita] solo
Fattore di risposta
F = [analita]•Ys/[surrogato]•Ya
Surrogato: comportamento simile a quello dell’analita.
Esempi surrogato:
Cd per Tl,
Pd per Pt spettroscopia atomica
57Co (radioattivo) per 59Co analisi radiochimica
composto org. marcato con 2H, 13C analisi MS
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36
standardizzazione interna
Preparazione delle soluzioni di calibrazione. Lo standard interno si trova
alla stessa concentrazione in tutte le soluzioni (e lo sarà nella soluzione
campione), mentre la concentrazione dell’analita varia.
soluzione di standard interno
soluzione di analita
solvente
area analita / area s.i.
concentrazione analita
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Basata su valori relativi dei
segnali,
determinati
nella
stessa analisi, degli analiti e di
un
composto
standard
aggiunto nel campione e nelle
soluzioni di calibrazione.
Problematiche:
Effetti matrice.
Quando
aggiungere
standard.
lo
37
METODO DELL’AGGIUNTA STANDARD
standard interno uguale all’analita.
Misurazioni su aliquote del campione cui sono state aggiunte
quantità note di analita. La soluzione del campione è usata per
mimare la matrice.
interferenze da matrice
Yc
standard nel
campione
assenti
Yc
presenti
standard nel
solvente puro
[standard]
[standard]
[analita] nel campione
(estrapolazione a Yc = 0)
Vantaggi: correzione di alcuni effetti matrice : differenze delle risposte fra standard in soluzioni
semplici e con matrice.
(es. in AAS : compensa interferenze costanti non-specifiche da trasporto (nebulizzazione); non
compensa interferenze additive (spettrali) e dipendenti dalla concentrazione (da ionizzazione).
Svantaggi: laboriosa (molte analisi), assunzione di bianco trascurabile e linearità.
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38
Selettività :
indica quanto il metodo è libero da interferenze. Coefficiente di
selettività dell’analita A rispetto l’interferente B, rapporto delle
sensibilità : K = Sb / Sa.
Specificità:
capacità del metodo di distinguere tra l’analita e le altre
sostanze.
separativa - abilità di separare analiti molto simili
di rivelazione . abilità del rivelatore di rispondere ad analiti con
caratteristiche particolari.
Robustezza (robustness):
capacità del metodo di resistere alle variazioni delle condizioni
sperimentali.
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39
CONSERVAZIONE DEL CAMPIONE
Materiale del recipiente (caratteristiche)
volatilizzazione
fotodegradazione
plastica (HDPE, LDPE, PP, policarbonato) :
usa e getta, permeabile, rilascio additivi , permeabile
gas, analisi metalli.
rilascio di
contaminanti
vetro:
lavaggio, adsorbimento, analisi organici.
adsorbimento
quarzo:
costoso, fragile, minore contaminazione,
ossidazione
attività
microbica
teflon :
molto costso, resistente, inerte (HF), analisi metalli
(Hg).
reazioni
chimiche
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40
TRATTAMENTO DEL CAMPIONE
METALLI
acqua
 preconcentrazione: complessare il metallo con un legante organico per
estrarlo in un solvente organico;
biota/sedimenti
 digestione: (biota; sedimenti) trattamento con acidi forti concentrati a
caldo; bomba per digestione se si formano prodotti volatili; digestione
assistita da microonde (T< 200°C)
Acidi utilizzati:
HNO3, H2SO4, HClO4: ossidanti, precauzioni se TOC elevato;
HCl: complessante, in miscela con altri acidi
HF: disgregazione totale silicati; analisi concentrazione totale.
ORGANICI
 estrazione. (biota dopo saponificazione; sedimenti); a riflusso; soxhlet;
estrazione accelerata con solvente (ASE T>, P>, t<, V<); con fluidi
supercritici (SFE; es.CO2).
 cromatografia su colonna; per eliminare interferenti.
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41
da SOLIDI
 SOXHLET
 SONICAZIONE
 CON FLUIDO SUPERCRITICO (SFE)
 ESTRAZIONE ACCELERATA CON SOLVENTE (ASE)
da LIQUIDI
 L-L (imbuto separatore, estrattori in continuo, …)
 PURGE AND TRAP
 ESTRAZIONE IN FASE SOLIDA (SPE)
 MICROESTRAZIONE IN FASE SOLIDA (SPME)
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42
CONCETTI BASE
Co
Cw
fase o, volume Vo
fase w, Volume Vw
Coefficiente di distribuzione Kd = Co / Cw
Rapporto di fase V = Vo / Vw
Frazione estratta : E = Qo / Qtotale = CoVo / CoVo+CwVw
E = Kd•V /1 + Kd•V
Co = Kd•Cw = Kd•Cw,iniz / 1 + Kd•V
E = 1 - ( 1 / 1 + Kd•V)N
Kd
aumentare Vo
N
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N estrazioni
43
Kd = Co/Cw, Cw* conc.iniziale, M massa estratta = CoVo (conc.volume fibra)
massa estratta M = Miniz - Mfinale = Cw*Vw - CwVw = Cw*Vw - CoVw/Kd =
Cw*Vw - MVw/VoKd =
M = Kd•Vo •Vw •Cw* / Kd • Vo + Vw
Kd
aumentare Vo
Cw*
EQUILIBRIO importante, non essenziale, profili M/tempo
AGITAZIONE magnetica, sonicazione
PERDITE adsorbimento pareti, spazio di testa
CONDIZIONAMENTO della fibra, Tmax, contaminazione
CARRYOVER desorbimento incompleto, effetti memoria
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44
CLEAN-UP (arricchimento).
Scopo : eliminare gli interferenti, concentrare l’analita.
ESTRAZIONE IN FASE SOLIDA. SPE (solid phase extraction)
E’ in pratica una cromatografia liquida.
VANTAGGI :
PIU’ RAPIDA, PIU’ SELETTIVA, MINORE
SOLVENTI. ASSENZA DI EMULSIONI
SVANTAGGI :
RIPRODUCIBILITA’
CONTAMINAZIONI,
(LOTTI),
USO
DI
CLOGGING,
FASE STAZIONARIA
sorbent
ANALITA
isolate
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SOLVENTE
45
CONDIZIONAMENTO
RITENZIONE
ELUIZIONE
LAVAGGIO
Chimica Analitica degli Inquinanti 6 - D.Fabbri
46
INTERAZIONE
ANALITA
FASE STAZ..
MATRICE
SOLVENTE
dispersione (a)
NON-POLARE
idrocarburi
C18, C8, Ph
C2
acquosa
MeOH, DCM,
esano
orientazione (m)
POLARE
eterocicli
chetoni
CN, NH2
non-polare
MeOH,
acetone
isopropanolo
legame H
alcoli
dioli, silice
ioniche
IONICO
cationica anionica
acquosa
tamponi
% attraversamento
fase insufficiente
eluizione indesiderata
dell’analita
fase poco ritentiva
volume del campione
Chimica Analitica degli Inquinanti 6 - D.Fabbri
47
HN
N
N
MATRICE
FASE STAZ..
NH
acqua
C18
olio
diolo
suolo
sc.cationico
N
Cl
atrazina
5 mL
MeOH
AcEt
DCM
MeOH
500 mL
acqua
+
13C
3
1g
C18
1 mLmin-1
10 mLmin-1
2 mL
AcEt
1 mLmin-1
GC-HRMS
esano
6% Et2O
florisil
GC-MS
esano
50% Et2O
esano
interferenze
Chimica Analitica degli Inquinanti 6 - D.Fabbri
48
Anal.Chem.65(1993)21
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