Dipartimento di Informatica e Sistemistica INTRODUZIONE AL CORSO DI AUTOMAZIONE I Dott. Ing. VINCENZO SURACI ANNO ACCADEMICO 2012-2013 Corso di AUTOMAZIONE 1 1 AUTOMAZIONE 1 Slide #2 Facoltà di Ingegneria PARTE 3 RICHIAMI DI TEORIA DEI SISTEMI AUTOMAZIONE 1 Slide #3 Facoltà di Ingegneria Parametri statici di un sistema lineare e loro interpretazione fisica: – Guadagno statico guadagno a regime permanente relativo ad un ingresso a gradino. AUTOMAZIONE 1 Slide #4 Facoltà di Ingegneria Parametri dinamici di un sistema lineare e loro interpretazione fisica: – Costante di tempo contributo alla dinamica e durata transitorio • • • • Infinita integratore (nessun regime permanente) Alta dinamica dominante Bassa dinamica secondaria Nulla istantaneo (nessun regime transitorio) – Smorzamento caratteristico oscillazione • Nullo oscillazione permanente • Unità oscillazione assente – Pulsazione caratteristica frequenza di oscillazione AUTOMAZIONE 1 Slide #5 Facoltà di Ingegneria METODI DI ANALISI DEL COMPORTAMENTO DINAMICO – Dominio del tempo: • Risposta a gradino (dinamica dominante) – Dominio della variabile complessa s: • Posizione dei poli della funzione di trasferimento (stabilità, transitorio) – Dominio della frequenza: • Diagrammi di Bode (transitorio) • Diagrammi di Nyquist (stabilità) AUTOMAZIONE 1 Slide #6 Facoltà di Ingegneria u(t) ENERGIA IMMESSA MISURA DELLA VARIABILE CONTROLLATA y(t) SISTEMA DINAMICO COMPORTAMENTI DINAMICI DOMINANTI COMPORTAMENTO ANDAMENTO DELL’ENERGIA ACCUMULATA PARAMETRI DINAMICI NELLA FREQUENZA NEL TEMPO NEL TEMPO NELLA VARIABILE COMPLESSA ACCUMULA modulo (dB) 20 0 COSTANTE DI TEMPO -20 t=∞ POLO p = 0 COSTANTE DI TEMPO COMPRESA FRA 0 E ∞ POLO COMPRESO FRA −∞ E 0 -40 20 modulo (dB) ACCUMULA E DISSIPA 0 -20 -40 ACCUMULA E DISSIPA OSCILLANDO modulo (dB) 20 SMORZAMENTO COMPRESO FRA 0 E 1 PULSAZIONE NATURALE COMPRESA FRA ∞ E 0 0 -20 -40 .01 .1 1 pulsazione (rad/sec) 10 100 POLI COMPLESSI E CONIUGATI PARTE REALE COMPRESA FRA −∞ E 0 PARTE IMMAGINARIA COMPRESA FRA ∞ E 0 AUTOMAZIONE 1 Slide #7 u(t) ENERGIA IMMESSA COMPONENTE IN ESAME Facoltà di Ingegneria MISURA y(t) DELL’ENERGIA ACCUMULATA NELL’ELEMENTO COMPORTAMENTI DINAMICI DOMINANTI MODELLO ASTRATTO COMPORTAMENTO NEL TEMPO ACCUMULA ACCUMULA E DISSIPA dy( t ) k u( t ) dt u( t ) 1 y( 0 ) 0 dy( t ) 1 y ( t ) k u( t ) dt t u( t ) 1 y( 0 ) 0 NELLE VARIABILI DI STATO x ( t ) u( t ) y( t ) k x ( y ) u( t ) 1 NELLA VARIABILE COMPLESSA G( s ) k s y( 0 ) 0 1 x ( t ) x ( t ) u( t ) t G( s ) y( t ) k x ( y ) u( t ) 1 y( 0 ) 0 k t s 1 x1( t ) x1( t ) x 2 ( t ) u( t ) ACCUMULA E DISSIPA OSCILLANDO d 2 y( t ) dy( t ) 2 x 2 ( t ) x1( t ) x 2 ( t ) 2 y ( t ) k u ( t ) n n dt dt 2 y( t ) k x1( y ) u( t ) 1 y( 0 ) 0 u( t ) 1 x1( 0 ) x 2 ( 0 ) 0 G( s ) k n2 s 2 2 n s 1 AUTOMAZIONE 1 Slide #8 Facoltà di Ingegneria Relazione tra il dominio del tempo e il dominio della variabile complessa s: Im(s) Step Response Step Response 1 1 0.6 0.6 0.4 0.2 Amplitude Amplitude 0.4 0.2 0 -0.2 0 -0.4 -0.2 -0.6 -0.4 -0.6 -0.8 -1 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1 Time (sec) Time (sec) Step Response Step Response 2 Step Response 3 Step Response 3 300 2.5 1.5 200 2 2 100 1.5 1 1 0 0.5 0 0 Amplitude 0.5 Amplitude Amplitude 1 Amplitude CRESCENTI FREQUENZA MAGGIORE 0.8 0.8 0 -200 -1 -0.5 -300 -1 -0.5 -2 -1.5 -1 -100 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 Time (sec) 0.6 0.7 0.8 0.9 1 -2 -400 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 Time (sec) COSTANTI DI TEMPO CRESCENTI SMORZAMENTO PIÙ LENTO 0.8 0.9 1 -3 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 Time (sec) 0.6 0.7 0.8 0.9 1 -500 0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1 Time (sec) Re(s) AUTOMAZIONE 1 Slide #9 Facoltà di Ingegneria Relazione tra il dominio del tempo e il dominio della variabile complessa s: POLI NEL DOMINIO DELLA VARIABILE COMPLESSA RISPOSTA A GRADINO NEL DOMINIO DEL TEMPO POLI X DINAMICA SECONDARIA X DINAMICA DOMINANTE Re(s) DINAMICA SECONDARIA Im(s) DINAMICA DOMINANTE ritardo di tempo tempo AUTOMAZIONE 1 Slide #10 Facoltà di Ingegneria Relazione tra il dominio del tempo e il dominio della frequenza: TRANSITORIO y(t) Y 1 RISPOSTA A GRADINO .5 0 modulo (dB) REGIME 0 -10 RISPOSTA ARMONICA -20 -30 0 5 10 15 20 25 tempo (sec) .1 1 (rad/sec) 10 AUTOMAZIONE 1 Slide #11 Facoltà di Ingegneria ANALISI DEL SISTEMA DA CONTROLLARE REQUISITI PRESTAZIONI PRESTAZIONI SPECIFICHE STABILITÀ INTRINSECA FUNZIONALITÀ DIMENSIOCOMPORTAMENTO NAMENTO A REGIME DEL PERMANENTE SISTEMA DA CONTROLLARE COMPORTAMENTO A REGIME TRANSITORIO DINAMICA DOMINANTE DINAMICA SECONDARIA PARAMETRI STATICI ATTENUAZIONE DELL’EFFETO DEI DISTURBI FEDELTÀ DI RISPOSTA PARAMETRI DINAMICI PRONTEZZA DI RISPOSTA AUTOMAZIONE 1 Slide #12 Facoltà di Ingegneria PARTE 4 RICHIAMI DI CONTROLLI AUTOMATICI AUTOMAZIONE 1 Slide #13 Facoltà di Ingegneria Per poter progettare le modalità di intervento secondo approcci sistematici è indispensabile: 1. acquisire dal committente gli obiettivi del sistema da controllare in termini di finalità e funzionalità; 2. acquisire la conoscenza delle caratteristiche strutturali (statiche) e comportamentali (dinamiche) del sistema da controllare; 3. Individuazione delle variabili di forzamento (di ingresso), delle variabili controllate (di uscita), delle variabili di stato e dei disturbi del sistema da controllare 4. definire un modello astratto in grado di descrivere in modo affidabile il comportamento statico e dinamico del sistema da controllare. 5. definire le condizioni operative, ovvero i valori operativi delle variabili controllate che determinano funzionalità del sistema, in corrispondenza di valori prestabiliti delle variabili di comando; 6. stabilire le prove per poter verificare l’efficacia delle azioni di intervento sulla base delle specifiche e delle condizioni operative; 7. individuare le migliori azioni di intervento che possono risultare efficaci ai fini del raggiungimento degli obiettivi preposti. AUTOMAZIONE 1 Slide #14 Facoltà di Ingegneria MODALITÀ DI INTERVENTO FINALITÀ FUNZIONALITÀ DESIDERATE CONDIZIONI OPERATIVE RICHIESTE DAL COMMITTENTE VARIABILI DI COMANDO MODALITÀ DI INTERVENTO VARIABILI DI FORZAMENTO DISTURBI SISTEMA DA CONTROLLARE VARIABILI DI STATO VERIFICA DEL RAGGIUNGIMENTO DELLA FINALITÀ SULLA BASE DELLE CONDIZIONI OPERATIVE SCELTO DALL’INGEGNERE DELL’AUTOMAZIONE VARIABILI CONTROLLATE ASSEGNATO AUTOMAZIONE 1 Slide #15 Facoltà di Ingegneria RENDERE OPERATIVE LE MODALITÀ DI INTERVENTO Per rendere operative le modalità di intervento occorre istallare e rendere funzionanti: • gli attuatori, ovvero i dispositivi in grado di applicare le azioni di intervento trasformando le variabili di comando in forzamento; • i dispositivi di misura e i sensori in grado di misurare le variabili controllate e quindi di rilevare l’effetto ottenuto dalle variabili di forzamento sul comportamento del sistema; • i controllori, ovvero i dispositivi che elaborano una legge di controllo e che calcolano il valore istantaneo delle variabili di comando da fornire agli attuatori; • le reti di comunicazione per poter trasmettere i dati e le informazioni necessarie per applicare le azioni di intervento. AUTOMAZIONE 1 Slide #16 Facoltà di Ingegneria SCHEMA FUNZIONALE DI UN SISTEMA CONTROLLATO SISTEMA DA CONTROLLARE AZIONI DI INTERVENTO SISTEMA DI CONTROLLO AZIONI DI CONOSCENZA MODALITÀ DI INTERVENTO VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DELLE AZIONI DI INTERVENTO SISTEMA CONTROLLATO AUTOMAZIONE 1 Slide #17 Facoltà di Ingegneria INTERFACCIA UOMO MACCHINA Per poter attivare o disattivare il sistema controllato ed avere informazioni rilevanti sul suo comportamento, occorre aggregare e convogliare dati e misure su un sistema di visione che permetta all’operatore di essere continuamente aggiornato sulle condizioni operative del sistema controllato ed eventualmente intervenire. L’insieme delle apparecchiature che consentono di realizzare le elaborazioni dei dati e delle informazioni nonché la loro visualizzazione costituisce l’interfaccia uomo-macchina che viene a far parte integrante del sistema controllato. AUTOMAZIONE 1 Slide #18 Facoltà di Ingegneria INTERFACCIA UOMO MACCHINA SCHEMA FUNZIONALE DI UN SISTEMA CONTROLLATO OPERATORE INTERFACCIA UOMO MACCHINA AZIONI DI INTERVENTO SISTEMA DI CONTROLLO SISTEMA DA CONTROLLARE SISTEMA DA SOTTOPORRE ALL’AZIONE DI CONTROLLO AZIONI DI CONOSCENZA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DELLE AZIONI DI INTERVENTO SISTEMA CONTROLLATO STRUMENTAZIONE RETE DI COMUNICAZIONE MODALITÀ DI CONTROLLO AUTOMAZIONE 1 Slide #19 Facoltà di Ingegneria SCELTA DELLE MODALITÀ DI CONTROLLO MODALITÀ DI CONTROLLO APPROCCIO EMPIRICO APPROCCIO SISTEMATICO CONSOLIDATE Conoscenza superficiale del comportamento del sistema da controllare. La modalità di controllo EMULA le modalità di intervento di un operatore esperto. FLESSIBILI Conoscenza approfondita del comportamento del sistema da controllare. La modalità di controllo emula l’esperienza e la flessibilità degli operatori esperti AUTOMAZIONE 1 Slide #20 Facoltà di Ingegneria MODALITÀ DI CONTROLLO DI BASE CONTROLLO A CATENA APERTA PRESTAZIONI DESIDERATE VARIABILE DI CONTROLLO DELL’ATTUATORE DISPOSITIVO DI ELABORAZIONE ANDAMENTO DESIDERATO CONTROLLO A CATENA CHIUSA ANDAMENTO DESIDERATO PRESTAZIONI E SPECIFICHE DESIDERATE DISPOSITIVO DI ELABORAZIONE LEGGE DI CONTROLLO DISTURBI ATTUATORE E SISTEMA DA CONTROLLARE VARIABILE DI CONTROLLO DELL’ATTUATORE VARIABILE CONTROLLATA DISTURBI VARIABILE CONTROLLATA ATTUATORE E SISTEMA DA CONTROLLARE DISPOSITIVO DI MISURA AUTOMAZIONE 1 Slide #21 Facoltà di Ingegneria Reverse Engineering Dato un sistema da controllare esistente, la procedura di reverse engineering richiede al progettista la capacità di saper individuare con dei segnali di prova la dinamica dominante e la dinamica secondaria al fine di individuare le più opportune azioni di intervento. AUTOMAZIONE 1 Slide #22 Facoltà di Ingegneria VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DINAMICO DEL SISTEMA DA CONTROLLARE Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino. tempo Analisi dell’andamento della variabile controllata: andamento di tipo esponenziale con valore della tangente all’istante iniziale diverso da zero Conclusione: il sistema da controllare è caratterizzato dalla sola dinamica dominante AUTOMAZIONE 1 Slide #23 Facoltà di Ingegneria VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DINAMICO DEL SISTEMA DA CONTROLLARE Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino. tempo Analisi dell’andamento della variabile controllata: andamento di tipo esponenziale con valore della tangente all’istante iniziale eguale a zero Conclusione: il sistema da controllare è caratterizzato oltre che dalla dinamica dominante anche dalla dinamica secondaria, dovuta essenzialmente ad una sola costante di tempo. AUTOMAZIONE 1 Slide #24 Facoltà di Ingegneria VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DINAMICO DEL SISTEMA DA CONTROLLARE Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino. tempo Analisi dell’andamento della variabile controllata: andamento di tipo esponenziale con valore iniziale nullo per un intervallo di tempo non trascurabile. Conclusione: il sistema da controllare è caratterizzato da una dinamica dominante e dalla dinamica secondaria dovuta a molteplici costanti di tempo. AUTOMAZIONE 1 Slide #25 Facoltà di Ingegneria Reverse Engineering Dato un sistema controllato esistente, la procedura di reverse engineering richiede al progettista la capacità di saper individuare con dei segnali di prova la modalità di controllo adottata e quindi di valutarne la bontà. AUTOMAZIONE 1 Slide #26 Facoltà di Ingegneria DALL’ANDAMENTO DELLA VARIABILE CONTROLLATA ALLA INDIVIDUAZIONE DELLA MODALITÀ DI CONTROLLO Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino; disturbo di tipo a gradino che agisce direttamente sulla variabile controllata andamento desiderato della variabile controllata tempo andamento del disturbo che agisce direttamente sulla variabile controllata Analisi dell’andamento della variabile controllata: a regime permanente la variabile controllata raggiunge il valore desiderato e non viene annullato l’effetto del disturbo. Conclusione: al sistema da controllare è stata applicata una MODALITÀ DI CONTROLLO A CATENA APERTA AUTOMAZIONE 1 Slide #27 Facoltà di Ingegneria DALL’ANDAMENTO DELLA VARIABILE CONTROLLATA ALLA INDIVIDUAZIONE DELLA MODALITÀ DI CONTROLLO Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino; disturbo di tipo a gradino che agisce direttamente sulla variabile controllata andamento desiderato della variabile controllata tempo andamento del disturbo che agisce direttamente sulla variabile controllata Analisi dell’andamento della variabile controllata: a regime permanente la variabile controllata non raggiunge il valore desiderato e viene parzialmente attenuato l’effetto del disturbo. Conclusione: al sistema da controllare è stata applicata una MODALITÀ DI CONTROLLO A CONTROREAZIONE DI TIPO SOLO PROPORZIONALE AUTOMAZIONE 1 Slide #28 Facoltà di Ingegneria DALL’ANDAMENTO DELLA VARIABILE CONTROLLATA ALLA INDIVIDUAZIONE DELLA MODALITÀ DI CONTROLLO Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino; disturbo di tipo a gradino che agisce direttamente sulla variabile controllata andamento desiderato della variabile controllata tempo andamento del disturbo che agisce direttamente sulla variabile controllata Analisi dell’andamento della variabile controllata: a regime permanente la variabile controllata raggiunge il valore desiderato e viene totalmente attenuato l’effetto del disturbo. Conclusione: al sistema da controllare è stata applicata una MODALITÀ DI CONTROLLO A CONTROREAZIONE DI TIPO PROPORZIONALE E INTEGRALE AUTOMAZIONE 1 Slide #29 Facoltà di Ingegneria DALL’ANDAMENTO DELLA VARIABILE CONTROLLATA ALLA INDIVIDUAZIONE DELLA MODALITÀ DI CONTROLLO Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino; disturbo di tipo a gradino che agisce direttamente sulla variabile controllata andamento desiderato della variabile controllata tempo andamento del disturbo che agisce direttamente sulla variabile controllata Analisi dell’andamento della variabile controllata: a regime permanente la variabile controllata raggiunge il valore desiderato e viene annullato l’effetto del disturbo. Vengono rilevate sostanziali modifiche nel comportamento dinamico con la comparsa della sovraelongazione. Conclusione: al sistema da controllare è stata applicata una MODALITÀ DI CONTROLLO A CONTROREAZIONE DEL TIPO PROPORZIONE E INTEGRALE CON FORZAMENTO TRANSITORIO DOVUTO ALLA AZIONE DERIVATRICE AUTOMAZIONE 1 Slide #30 Facoltà di Ingegneria DALL’ANDAMENTO DELLA VARIABILE CONTROLLATA ALLA INDIVIDUAZIONE DELLA MODALITÀ DI CONTROLLO Condizioni di prova: andamento desiderato della variabile controllata di tipo a gradino; disturbo di tipo a gradino che agisce direttamente sulla variabile controllata andamento desiderato della variabile controllata tempo andamento del disturbo che agisce direttamente sulla variabile controllata Analisi dell’andamento della variabile controllata: a regime permanente la variabile controllata raggiunge il valore desiderato e viene annullato l’effetto del disturbo. Vengono rilevate sostanziali modifiche nel comportamento dinamico e di tempo di salita molto rapido con la comparsa di una limitata sovraelongazione. Conclusione: al sistema da controllare è stata applicata una MODALITÀ DI CONTROLLO A CONTROREAZIONE IDONEA ALL’INSEGUIMENTO DI ANDAMENTI DESIDERATI DELLA VARIABILE CONTROLLATA DI TIPO A RAMPA LINEARE AUTOMAZIONE 1 Slide #31 Facoltà di Ingegneria MODALITÀ D’ESAME AUTOMAZIONE 1 Slide #32 Facoltà di Ingegneria MODALITÀ D’ESAME 1 PROVA SCRITTA + 1 PROVA ORALE TESINA OPPURE COMPITO ORALE AUTOMAZIONE 1 Slide #33 Facoltà di Ingegneria TESINA DI AUTOMAZIONE I & USO DI DROPBOX AUTOMAZIONE 1 Slide #34 Facoltà di Ingegneria TESINA DI AUTOMAZIONE I • OBIETTIVO – Identificare un sistema da controllare o controllato di cui fare il reverse engineering; – Unirvi in gruppi di minimo 2 persone, massimo 4 persone; – Scegliere un nome del gruppo e aggiornare il file sulla cartella pubblica di Dropbox AUTOMAZIONE 1 Slide #35 Facoltà di Ingegneria DROPBOX – COSA È? • Dropbox è un programma gratuito per la condivisione e sincronizzazione di documenti tra più utenti. • Dropbox è un esempio di cloud-computing in cui i documenti risiedono sia sul server che sul client (il vostro PC, Tablet o cellulare). AUTOMAZIONE 1 Slide #36 Facoltà di Ingegneria DROPBOX – COME SI USA? • Per primo passo si scarica il client; • Si crea quindi un account; • Si copia nella cartella dropbox tutto ciò che si vuole condividere con altri utenti; • Si condividono i documenti decidendo quali utenti (identificati dalla e-mail) possono accedere a quali cartelle. AUTOMAZIONE 1 Slide #37 Facoltà di Ingegneria DROPBOX – COME FUNZIONA? USER 1 CLIENT 1 SERVER CLIENT 2 CLIENT 3 USER 2 AUTOMAZIONE 1 Slide #38 Facoltà di Ingegneria COME USARE DROPBOX • Ogni gruppo ha associata: – Una cartella privata, interna al gruppo; – Una cartella pubblica. • Nella cartella privata mettete tutta la documentazione a supporto della tesina: – Articoli, codice sorgente, bozze, immagini, etc. • Nella cartella pubblica mettete il solo file della tesina: ovvero una presentazione powerpoint AUTOMAZIONE 1 Slide #39 Facoltà di Ingegneria GROUPING AUTOMAZIONE 1 Slide #40 Facoltà di Ingegneria CONTATTI AUTOMAZIONE 1 Slide #41 Facoltà di Ingegneria CONTATTI Dr. Vincenzo Suraci Researcher at e-Campus Ufficio "Sapienza" - Università di Roma Dipartimento di Informatica e Sistemistica (DIS) Via Ariosto, 25 - 00185 Rome – Italy Stanza A215 Contatti Phone +39 06 77274 037 Mobile +39 340 156 2258 Web Mail Web Site Skype [email protected] http://www.dis.uniroma1.it/~suraci/ enzoskype