A CURA
DI:
VERONICA RAINERI

Già sul finire del 1200 gli
artigiani attivi a Fabriano
usavano
contraddistinguere la
propria produzione con
marchi di filigrana. Oggi le
filigrane rappresentano
una importante
testimonianza della
perfezione raggiunta dalle
cartiere fabrianesi in
questo settore, in
particolare per la
produzione di carte valori.

Punto di partenza per
realizzare una filigrana
ricca di effetti in chiaroscuro è la preparazione
del punzone per
trasferire l' immagine a
“sbalzo” sulla tela
filigranatrice. E' quasi
certo che i primi punzoni
furono approntati, nella
metà del XIX secolo,
scolpendo l'immagine in
"positivo" sulla superficie
di una tavoletta di legno
duro (noce, ciliegio,
bosso).

Ponendo sopra il punzone
così preparato la tela di
bronzo, previamente
"ricotta", ed eseguendo con
attenzione una "battitura"
tra i due elementi con
apposito martello e
cuscinetto di feltro,
l'immagine si riproduce sulla
tela. Prendendo spunto
dalla fusione delle sculture
in bronzo, nella seconda
metà dell' 800 si passa alla
tecnica della " cera perduta
".

Essa consiste nell' incidere
contro luce una lastra di
cera.

L'incisore asportando la cera
con appositi bulini, crea piani
e tratti più o meno elevati
determinando così tutte le
minime sfumature che
compongono l' immagine. Una
volta completata la fase dell'
incisione, la cera viene
rivestita uniformemente di
un sottile strato di materiale
terroso refrattario formando
la cosiddetta "tonaca ".
Esposta ad una temperatura
di poco superiore a quella di
fusione, la cera si liquefà ed
esce dall’involucro da uno o
più fori praticati nella tonaca.

In questa,
opportunamente
rinforzata, si effettua
una colata di bronzo fuso
che poi raffreddato
costituisce il punzone
per il trasferimento
dell’immagine sulla
tela. E' della stessa epoca
la preparazione del
punzone per fusione
eseguita effettuando un
"calco" in gesso sulla cera
incisa; con esso si
prepara la forma di
fusione ottenendo così il
primo "punzone" in
bronzo
Eseguendo su
questo un
secondo calco in
gesso ed usando
lo stesso
procedimento si
ottiene il
"contropunzone".

In questo caso invece
della battitura la tela
viene compressa tra il
punzone e il
contropunzone con l'
impiego di una
apposita pressa e
l'immagine viene così
trasferita su tela. Con i
primi anni del XX
secolo, la tecnica della
preparazione dei
punzoni ha utilizzato il
processo
elettrochimico di
galvanoplastica.
 Dall'originale
in
cera, per mezzo di
un bagno
galvanico, vengono
ricavati un positivo
e un negativo in
rame che, a loro
volta, servono a
trasferire per
pressione l'
immagine sulla tela
metallica.
A
questo punto la
tela viene cucita
con altre tele che
fungono da
supporto e da
rinforzo ed è ormai
pronta per l' ultima
fase della
lavorazione che
coincide con quella
della carta a mano.
 Le
cartiere Miliani
producono anche
carte filigranate a
macchina in
tondo e a
macchina in
piano.
 Sulle
macchine
piane, invece le
carte filigranate si
ottengono per
mezzo del "rullo
ballerino" o, nel
caso della
filigranatura a
secco, utilizzando
le molette
filigranatrici.
Scarica

LA TECNICA DELLA FILIGRANA di Veronica Raineri