I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 1 REGOLATORI P. I. D. Prof. ALESSANDRO DE CARLI Dott. Ing. Vincenzo Suraci ANNO ACCADEMICO 2011-20012 Corso di AUTOMAZIONE 1 De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 2 STRUTTURA DEL NUCLEO TEMATICO: 1. 2. 3. MODALITÀ DI CONTROLLO ON/OFF MODALITÀ DI CONTROLLO CONTINUO REGOLATORI P.I.D. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 3 MODALITÀ DI CONTROLLO DI TIPO ON/OFF De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 4 MODALITÀ DI CONTROLLO DI TIPO A RELÈ CON ISTERESI d(t) e(t) y*(t) u(t) RELÈ CON ISTERESI SISTEMA DA CONTROLLARE y(t) u e De Carli - Suraci y*(t) y(t) u(t) d(t) DISPOSITIVO DI MISURA tempo A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 5 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SUL CONTROLLO A CONTROREAZIONE CON RELÈ L’inserimento di un relè come dispositivo che: • confronta il valore istantaneo del valore desiderato y*(t) della variabile controllata con quello effettivamente raggiunto; • agisce come un attuatore imponendo un valore costante e definito alla variabile di forzamento • rende molto semplice la realizzazione del sistema controllato a controreazione ma è la causa di una oscillazione permanente della variabile controllata. • è in grado mantenere la variabile controllata ad un valore medio costante e di inseguire andamenti variabili del valore desiderato della variabile controllata. Tale tipo di controllo a controreazione è accettabile quando l’ondulazione residua sulla variabile controllata rientra nel limiti di variazione imposti dalle specifiche e quando i vincoli sul comportamento dinamico del sistema controllato non sono significativi e stringenti. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 y(t) u(t) tempo y*(t) y(t) u(t) tempo AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 6 MODALITÀ DI CONTROLLO DI TIPO CONTINUO De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 7 MODALITÀ DI CONTROLLO DI TIPO CONTINUO Il controllo a controreazione con relè comporta una inevitabile oscillazione permanente della variabile controllata. Per ridurne gli effetti occorre sovradimensionare il sistema da controllare oppure applicare una modalità di controllo di tipo continuo ed inserite un attuatore anche esso di tipo continuo. ANDAMENTO DESIDERATO DELLA VARIABILE CONTROLLATA VARIABILE DI FORZAMENTO CONTROLLORE CON AZIONE DI CONTROLLO DI TIPO CONTINUO DISTURBO PREVEDIBILE VARIABILE CONTROLLATA ATTUATORE DI TIPO CONTINUO SISTEMA DA CONTROLLARE DISPOSITIVO DI MISURA De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 8 CONDIZIONI OPERATIVE STANDARD PER LA VERIFICA DELLE PRESTAZIONI E DELLE SPECIFICHE y*(t) INSEGUIMENTO y*(t) y*(t) ASSERVIMENTO e (t) CONDIZIONI OPERATIVE u(t) m(t) CONTROLLORE ATTUATORE DISTURBO d(t) SISTEMA DA CONTROLLARE y(t) TRASDUTTORE ATTENZIONE La progettazione della modalità di controllo va effettuata facendo riferimento a questo tipo di condizioni operative A.A. 2011/2012 De Carli - Suraci RUMORE r(t) AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 9 REGOLATORI P.I.D. INTRODUZIONE De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 10 REGOLATORE P.I.D. • Il regolatore P.I.D. è un controllore a struttura predeterminata di tipo Proporzionale, Integrale e Derivativo. • È caratterizzato da tre parametri liberi, KP, KI e KD • Tali parametri devono essere fissati dal progettista della modalità di controllo per ottenere le prestazioni desiderate dall’elemento controllato. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 11 REGOLATORI P.I.D. STRUTTURA DI TIPO PARALLELO De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 12 SCHEMA A BLOCCHI DI TIPO FUNZIONALE PER UN REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO 𝑝 𝐾𝐼 e(t) e(t) dt c(t) 𝑝 𝐾𝑃 𝑝 𝐾𝐷 De Carli - Suraci d e (t) dt A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 13 SCHEMA A BLOCCHI DI TIPO FUNZIONALE PER UN REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO 𝜒 𝑠 𝑝 𝑝1 𝑝 = 𝐾𝑃 + 𝐾𝐼 + 𝐾𝐷 𝑠 𝜀 𝑠 𝑠 De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 14 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO • Lo schema di tipo parallelo era utilizzato in prevalenza per la realizzazione di dispositivi di elaborazione con tecnologie meccaniche e pneumatiche, attualmente in disuso. • Il problema principale che affligge la struttura di tipo parallelo è la suscettibilità al rumore di misura. • Se si calcola la derivata come rapporto incrementale, ridurre il passo di campionamento dei sensori acuisce il problema! • Può essere utile aumentare la precisione dei sensori, ma il costo aumenta sensibilmente. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 15 EFFETTO DELLA DURATA DEL PASSO DI CAMPIONAMENTO E DELLA LUNGHEZZA DEL BYTE 21 CAMPIONI STIMA DELLA DERIVATA SEGNALE ANALOGICO 81 CAMPIONI DERIVATA ANALOGICA STIMA DERIVATIVA A.A. 2011/2012 De CarliDELL’AZIONE - Suraci RAPPORTO INCREMENTALE QUANTIZZAZIONE A 8 BIT 151 AUTOMAZIONE I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 16 EFFETTO DELLA DURATA DEL PASSO DI CAMPIONAMENTO E DELLA LUNGHEZZA DEL BYTE 21 CAMPIONI STIMA DELLA DERIVATA SEGNALE ANALOGICO 81 CAMPIONI DERIVATA ANALOGICA RAPPORTO INCREMENTALE QUANTIZZAZIONE A 32 BIT STIMA DERIVATIVA A.A. 2011/2012 De CarliDELL’AZIONE - Suraci 161 AUTOMAZIONE I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 17 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO • A causa dell’inevitabile presenza di rumore, il calcolo della derivata deve essere effettuato in modo da attenuare il rumore sovrapposto al segnale utile e quindi NON come rapporto incrementale. • È sufficiente ottenere una stima del valore della derivata piuttosto che il valore esatto. • L’azione derivativa deve essere applicata solo nel campo delle frequenze relative all’andamento della variabile di errore. Ossia deve essere tarata sulla banda del segnale di errore. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 18 RAPIDO EXCURSUS DEFINIZIONE DI BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 19 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Dato un segnale analogico Reale 𝑥 𝑡 :ℝ → ℝ • Generato da un sistema Causale 𝑥 𝑡 = 0 ∀𝑡 < 0 • Limitato ∃𝑀 ∈ℝ| 𝑥 𝑡 De Carli - Suraci ovvero a Potenza finita < 𝑀 ∀𝑡 ≥ 0 1 lim 𝑇→+∞ 𝑇 A.A. 2011/2012 𝑇 𝑥 𝑡 2 𝑑𝑡 =𝑃∈ℝ 0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 20 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Ad energia finita +∞ 𝑥 𝑡 2 𝑑𝑡 =𝐸∈ℝ 0 • Esso è quindi Fourier-Trasformabile +∞ 𝑥 𝑡 𝑒 −𝑖2𝜋𝑓𝑡 𝑑𝑡 ∈ ℂ 𝑋 𝑓 = 𝑋 𝑓 = 𝑋 −𝑓 ESSENDO x(t) REALE X(f) È PARI 0 De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 21 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Per il teorema di Parseval +∞ +∞ 𝑥 𝑡 2 𝑑𝑡 =2 0 𝑋 𝑓 2 𝑑𝑓 =𝐸∈ℝ 0 • Definiamo spettro di densità di energia la trasformata del segnale di autocorrelazione +∞ 𝑋 𝑓 2 +∞ 𝑥 𝑡 + 𝜏 𝑥 𝑡 𝑑𝜏 𝑒 −𝑖2𝜋𝑓𝑡 𝑑𝑡 = 𝑡=−∞ De Carli - Suraci 𝜏=−∞ A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 22 BANDA DI UN SEGNALE ANALOGICO • Lo spettro di densità di energia, espresso in deciBel ed in funzione della pulsazione, è il diagramma di Bode (del Modulo) 𝜔 𝑓= 2𝜋 → 10log10 𝑋 𝑓 2 = 20 log10 𝑋 𝜔 • Per i segnali analogici, la banda è l'intervallo di frequenze (dalla minima alla massima) che «contiene» la maggior parte dell'energia del segnale. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 23 REGOLATORI P.I.D. STRUTTURA DI TIPO SERIE De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 24 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE e(t) AZIONE PROPORZIONALE E INTEGRALE AZIONE PROPORZIONALE E DERIVATIVA c(t) • Lo schema di tipo serie è utilizzato per realizzare dispositivi di elaborazione con tecnologie elettroniche. • L’azione proporzionale e integrale precede quella proporzionale e derivativa per ottenere una parziale attenuazione del rumore di misura e alla quantizzazione. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 25 e(t) REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE + 𝐾𝑃𝑠 + 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝜀 𝑡 𝑑𝑡 𝜒 𝑠 1 𝑠 𝑠 = 𝐾𝑃 1 + 𝐾𝐼 𝜀 𝑠 𝑠 De Carli - Suraci c(t) + 𝑑𝜀 𝑡 𝑑𝑡 + 1 + 𝐾𝐷𝑠 𝑠 A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 26 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE j(t) 𝑠 𝑠 𝜑 𝑠 1 𝐾 𝑠 + 𝐾 𝑃 𝐼 = 𝐾𝑃𝑠 1 + 𝐾𝐼𝑠 = 𝜀 𝑠 𝑠 𝑠 De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 ZERO REALE IN: −𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 POLO NELL’ORIGINE AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 27 REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE EFFETTO DELLA AZIONE INTEGRATORE 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 De Carli - Suraci 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝑃𝑠 Pulsazione di taglio A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 28 EQUIVALENZA REGOLATORE P.I.D. DI TIPO SERIE (s) REGOLATORE P.I.D. DI TIPO PARALLELO (p) 𝜒 𝑠 1 𝑠 𝑠 = 𝐾𝑃 1 + 𝐾𝐼 𝜀 𝑠 𝑠 = 𝐾𝑃𝑠 +𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 + 1 + 𝐾𝐷𝑠 𝑠 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝑠+ 𝐾𝑃𝑠 1 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 1 𝑠 = + 𝐾𝐷𝑠 𝑠 + 𝐾𝐼𝑠 1 + 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 = 𝑠 𝑝 𝐾𝑃 = 𝐾𝑃𝑠 +𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝑝 𝐾𝐷 = 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐷𝑠 𝑝 𝐾𝐼 = 𝐾𝑃𝑠 𝐾𝐼𝑠 De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 29 REGOLATORI P.I.D. LIMITI DEGLI ATTUATORI De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 30 REGOLATORE P.I.D. – LIMITI DEGLI ATTUATORI • Un regolatore P.I.D. è connesso a monte di un attuatore, il quale presenta: • una saturazione data dalla massima escursione della variabile di controllo; • una banda passante che determinata la «rapidità di esecuzione» dell’attuatore; • un valore massimo che può raggiungere la variabile di forzamento nel funzionamento a regime permanente o per intervalli di tempo di durata limitata (sovraccarico transitorio). De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 31 SCHEMA FUNZIONALE DI UN ATTUATORE DISTURBO VARIABILE DI CONTROLLO VARIABILE DI FORZAMENTO DELL’ATTUATORE VARIABILE CONTROLLATA LIMITAZIONI ALLA: ATTUATORE • MASSIMA ESCURSIONE • RAPIDITÀ DI VARIAZIONE • SOVRACCARICO TRANSITORIO SISTEMA DA CONTROLLARE ATTUATORI ATTIVI (SERVOMECCANISMI) ATTUATORI PASSIVI MASSIMO VALORE STAZIONARIO FORZAMENTO FORZAMENTO ANDAMENTO LIMITE DELLA RISPOSTA A GRADINO CAMPO DI ESCURSIONE DELLA VARIABILE DI FORZAMENTO MASSIMO VALORE IN TRANSITORIO CAMPO DI MASSIMO VALORE ESCURSIONE STAZIONARIO DELLA VARIABILE DI FORZAMENTO tempo De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 tempo AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 32 REGOLATORI P.I.D. CAMPO DI UTILIZZO De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 33 REGOLATORE P.I.D. – CAMPO DI APPLICAZIONE • Utilizzato per soddisfare le prestazioni relative al comportamento a regime permanente; • SENZA MODELLO • solo PI; • tuning in modo empirico; • MODELLO NELLA DINAMICA DOMINANTE • solo PI; • Tuning sistematico; • non permette di influire sul comportamento transitorio De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 34 REGOLATORE P.I.D. – CAMPO DI APPLICAZIONE • MODELLO NELLA DINAMICA DOMINANTE • PI+D; • Tuning sistematico; • Un parziale miglioramento del comportamento in transitorio è ottenuto dall’azione derivativa. • L’inserimento dell’azione integrale determina un rallentamento del transitorio rispetto a quello che aveva l’elemento in esame nel controllo a catena aperta. • L’inserimento dell’azione derivativa attenua tale rallentamento del comportamento dinamico. De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 35 REGOLATORI P.I.D. STIMA DELLA DERIVATA FILTRO DEL PRIMO ORDINE De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 36 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE La stima della derivata può essere effettuata rendendo operativo un filtro del primo ordine costituito da un polo reale e da uno zero reale. La posizione del polo e dello zero va scelta in modo che il filtro del primo ordine abbia un comportamento simile a quello della derivata ideale nell’intervallo di frequenza centrato sulla banda passante dell’elemento controllato. .1 s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci 1 10 BANDA PASSANTE DELL’ELEMENTO CONTROLLATO w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2011/2012 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 37 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del primo ordine è in grado di stimare la derivata entro una banda di frequenze ben definita. .1 s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci 1 10 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2011/2012 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 38 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del primo ordine è in grado di stimare la derivata entro una banda di frequenze ben definita. Oltre tale banda di frequenza il rumore NON è amplificato come invece accade nel derivatore ideale, ma NON è nemmeno attenuato. .1 s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci 1 10 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2011/2012 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 39 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE In corrispondenza delle basse frequenze, ovvero a regime permanente, il filtro di stima del primo ordine presenta solo una attenuazione (che sarebbe stata nulla nel caso di derivata) che varia il guadagno complessivo del regolatore e di cui bisogna tenere conto. .1 s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci 1 10 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2011/2012 b1 s + b 0 a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 40 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE RISPOSTA AL GRADINO L’andamento della risposta a gradino presenta una discontinuità in corrispondenza dell’istante iniziale. Ciò sta a confermare che le componenti a frequenza più elevata non sono attenuate. b1 s + b0 a1 s + a0 DERIVATA “APPROSSIMATA” CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 tempo AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 41 REGOLATORI P.I.D. STIMA DELLA DERIVATA FILTRO DEL SECONDO ORDINE De Carli - Suraci A.A. 2011/2012 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 42 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del secondo ordine è costituito da due poli complessi coniugati e da uno zero reale. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci 1 10 BANDA PASSANTE DELL’ELEMENTO CONTROLLATO A.A. 2011/2012 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 43 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE La posizione dei poli e dello zero va scelta in modo che sia compresa entro l’intervallo di frequenza centrato sulla banda passante dell’elemento controllato con le azione proporzionale e integrale. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci 1 10 BANDA PASSANTE DELL’ELEMENTO CONTROLLATO A.A. 2011/2012 w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 44 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Un filtro del secondo ordine è in grado di stimare la derivata entro una banda di frequenze ben definita. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s 1 10 DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2011/2012 b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 45 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE Ad alte frequenze, il rumore è attenuato, a differenza di quanto accade nel filtro del primo ordine. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s 1 10 DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2011/2012 b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 46 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE DIAGRAMMA DI BODE In corrispondenza delle basse frequenze, permane una attenuazione finita e quindi occorre adeguare il guadagno del regolatore. b1 s + b0 a1 s + a0 .1 s 1 10 DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci w (rad/sec) 100 DERIVATA “APPROSSIMATA” A.A. 2011/2012 b1 s + b 0 s 2 + a1 s + a0 AUTOMAZIONE 1 I CONTROLLORI DI TIPO CONTINUO Slide n. 47 STIMA DELLA DERIVATA CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE RISPOSTA A GRADINO L’andamento della risposta a gradino non presenta una brusca discontinuità in corrispondenza dell’istante iniziale. Ciò sta a confermare che le componenti a frequenza più elevata sono attenuate. b1 s + b0 a1 s + a0 s DERIVATA “ESATTA” De Carli - Suraci DERIVATA “APPROSSIMATA” CON FILTRO DEL PRIMO ORDINE DERIVATA “APPROSSIMATA “ CON FILTRO DEL SECONDO ORDINE A.A. 2011/2012 b 1 s + b0 s 2 + a1 s + a0 tempo AUTOMAZIONE 1