SGUARDO PANORAMICO
CDSC 2004 - Seconda Parte
CAP. VI
IL LAVORO UMANO
I. Aspetti biblici
II. Il valore profetico della Rerum Novarum
III. Dignità del lavoro
IV. Il diritto al lavoro
V. Diritti dei lavoratori
VI. Solidarietà tra i lavoratori
VII. Le “res novae” del mondo del lavoro
VI. IL LAVORO UMANO
CHIAVI DI LETTURA
1. Dal passato verso il presente, dall’Europa al mondo
 Aspetti biblici (nn. 255-264)
 Insegnamento Padri (n. 265)
 Dai Padri al 1891 con RN (nn. 267-268)
 Da RN a LE del 1981 (nn. 269-309)
 Sguardo sull’oggi: (nn. 310-322)
2. Duplice dimensione del lavoro (nn. 270-271)
 “oggettiva” – mutevole – contingente
 L’insieme di attività, risorse, strumenti e tecniche di cui
l’uomo si serve per produrre… e varia incessantemente
nelle sue modalità… “soggettiva” – stabile –
permanente
 L’agire dell’uomo in quanto dinamico, capace di
compiere varie azioni che appartengono al processo del
lavoro e corrispondono alla sua vocazione personale
 Non
dipende da quel che l’uomo realizza
concretamente né dal genere di attività che esercita,
ma solo esclusivamente dalla sua dignità di essere
personale
 La persona è il metro della dignità del lavoro… (valore
etico del lavoro)
3. “Diritto” al lavoro e “diritti” dei lavoratori
 Lavoro “diritto fondamentale” (n. 287)
Il lavoro è un diritto fondamentale ed è un bene per l’uomo…La
Chiesa insegna il valore del lavoro non solo perché esso è
sempre personale, ma anche per il carattere di necessità
 I “soggetti” del diritto al lavoro
 Famiglia (n. 294)
 Donne (n. 295)
 Minori (n. 296: Il lavoro minorile, nelle sue forme
intollerabili, costituisce un tipo di violenza…)
 Immigrati (n. 297)
 Lavoratori della terra (nn. 299-300)
3. … “diritti” dei lavoratori
I diritti dei lavoratori… si basano sulla natura della persona umana e
sulla sua trascendente dignità. Il Magistero sociale della Chiesa ha
ritenuto di elencarne alcuni, auspicandone il riconoscimento negli
ordinamenti giuridici (n. 301)
 Elenco: giusta remunerazione, riposo, salute e integrità
morale nei luoghi di lavoro, salvaguardia della propria
personalità, a non essere violati nelle propria coscienza e
dignità, a sovvenzioni per disoccupati e famiglie, pensione e
assicurazioni (vecchiaia, malattia, incidenti), provvedimenti
sociali collegati alla maternità, riunirsi e associarsi…
 Approfondimento
 Il diritto all’equa remunerazione e distribuzione del reddito
(n. 302-303)
 Il diritto di sciopero (n. 304)
4. Le parole dell’oggi (nn. 310-316)
 GLOBALIZZAZIONE
 “motori” della globalizzazione: comunicazione-trasporti
 fenomeni correlati: a) frammentazione fisica del ciclo
produttivo; b) richiesta di maggiore flessibilità nel mercato
del lavoro e nell’organizzazione e gestione dei processi
produttivi; c) passaggio ad un’economia centrata sui servizi
e sull’innovazione tecnologica; d) compaiono nuove
professioni, altre scompaiono; e) dal “posto fisso” a un
“percorso lavorativo caratterizzato da una pluralità di
attività lavorative”; f) decentramento produttivo imprime
nuovo slancio alla piccole e medie imprese; g) economie
informali e “sommerse” nei PVS
 TRANSIZIONE EPOCALE
314 La transizione in atto segna il passaggio
dal lavoro dipendente a tempo indeterminato,
inteso come posto fisso, a un percorso
lavorativo caratterizzato da una pluralità di
attività lavorative; da un mondo del lavoro
compatto, definito e riconosciuto, a un
universo di lavori, variegato, fluido, ricco di
promesse, ma anche carico di interrogativi
preoccupanti,
specie di fronte alla crescente incertezza
circa le prospettive occupazionali, a
fenomeni persistenti di disoccupazione
strutturale, all'inadeguatezza degli attuali
sistemi di sicurezza sociale. Le esigenze della
competizione, della innovazione tecnologica
e della complessità dei flussi finanziari vanno
armonizzate con la difesa del lavoratore e
dei suoi diritti.
5. Indicazioni etico-sociali per l’oggi (nn. 317-322)
 … evitare l'errore di ritenere che i mutamenti
in atto avvengano in modo deterministico
 … non devono cambiare le sue esigenze
permanenti, che si riassumono nel rispetto dei
diritti inalienabili dell'uomo che lavora
 … devono essere immaginate e costruite
nuove forme di solidarietà glocale e globale
SGUARDO PANORAMICO
CDSC - Seconda Parte
CAP. VII
LA VITA ECONOMICA
I. Aspetti biblici
II. Morale ed economia
III. Iniziativa privata e impresa
IV. Istituzioni economiche a servizio dell’uomo
V. Le “res novae” in economia
VII. LA VITA ECONOMICA
CHIAVI DI LETTURA
1. Dal passato verso il presente, dall’Europa al mondo
 Aspetti biblici (nn. 323-329)
 Insegnamento Padri (n. 329)
 Dai Padri al 1931 con QA (nn. 330-331)
 Da QA a SRS del 1987 (nn. 332-335)
 CA del 1991 su “iniziativa privata e impresa” e su
“istituzioni economiche” (libero mercato, azione
statale, azione privata, consumo e risparmio)
 Sguardo sull’oggi (nn. 310-322)
2. Morale ed economia (nn. 330-335)
 La dottrina sociale della Chiesa insiste sulla
connotazione morale dell'economia (n. 330)
 QA:
l’ordine economico dipende e va
subordinato dall’ordine morale perché soltanto
la legge morale … ci dice di cercare quei fini
speciali, che a quest'ordine di operazioni sono stati
prefissi dalla natura, o meglio, da Dio, autore della
natura, e di subordinare armonicamente questi fini
particolari al fine supremo
 Il rapporto tra morale ed economia è necessario
e
intrinseco:
attività
economica
e
comportamento morale si compenetrano
intimamente (n. 331)
 La dimensione morale dell’economia fa cogliere
come finalità inscindibili … l’efficienza
economica e la promozione di uno sviluppo
solidale dell'umanità (n. 332)
 in ambito morale si deve tener conto delle
ragioni e delle esigenze dell'economia…
 operando in campo economico ci si deve
aprire
alle
istanze
morali…le
considerazioni di carattere
economico non sono irrazionali
meta-
 il compito dell’economia è parziale: non le
è affidato il fine della realizzazione
dell'uomo e della buona convivenza
umana, ma la produzione, la distribuzione
e il consumo di beni materiali e di servizi
 meglio non parlare di “capitalismo”,
bensì di “economia d'impresa”, o di
“economia di mercato”, o di “economia
libera”
 positività del sistema se riconosce il
ruolo
fondamentale
e
positivo
dell'impresa,
del
mercato,
della
proprietà privata e della conseguente
responsabilità per i mezzi di produzione,
della libera creatività umana nel settore
dell'economia
 negatività se la libertà nel settore
dell'economia non è inquadrata in un
solido contesto giuridico che la metta al
servizio della libertà umana integrale e la
consideri
come
una
particolare
dimensione di questa libertà, il cui centro
è etico e religioso, allora la risposta è
decisamente negativa
3. Istituzione economiche al servizio dell’uomo
(nn. 346-360)
 La dottrina sociale della Chiesa apprezza i sicuri
vantaggi che i meccanismi del libero mercato
offrono, sia per una migliore utilizzazione delle
risorse, sia per l'agevolazione dello scambio dei
prodotti (n. 346)
 Il libero mercato non può essere giudicato
prescindendo dai fini che persegue e dai valori che
trasmette a livello sociale. Il mercato, infatti, non
può trovare in se stesso il principio della propria
legittimazione (n. 348)
 L'idea che si possa affidare al solo mercato la
fornitura di tutte le categorie di beni non è
condivisibile, perché basata su una visione riduttiva
della persona e della società (n. 349)
 Il mercato assume una funzione sociale rilevante
nelle società contemporanee, perciò è importante
individuarne le potenzialità più positive e creare
condizioni che ne permettano il concreto
dispiegamento (n. 350)
 Il compito fondamentale dello Stato in ambito
economico è quello di definire un quadro giuridico
atto a regolare i rapporti economici, al fine di «
salvaguardare... le condizioni prime di un'economia
libera, che presuppone una certa eguaglianza tra le
parti (n. 352)
4. Il sistema finanziario internazionale (nn. 368-369)
 L'esperienza storica attesta che, in assenza di
sistemi finanziari adeguati, non si sarebbe avuta
crescita economica (n. 368)
 Un'economia finanziaria fine a se stessa è destinata
a contraddire le sue finalità, poiché si priva delle
proprie radici e della propria ragione costitutiva,
ossia del suo ruolo originario ed essenziale di
servizio all'economia reale e, in definitiva, di
sviluppo delle persone e delle comunità umane (n.
369)
 L'improvvisa
accelerazione di processi quali
l'enorme incremento nel valore dei portafogli
amministrati dalle istituzioni finanziarie e il rapido
proliferare di nuovi e sofisticati strumenti finanziari
rende quanto mai urgente l'individuazione di
soluzioni
istituzionali
capaci
di
favorire
efficacemente la stabilità del sistema, senza
ridurne le potenzialità e l'efficienza. È
indispensabile introdurre un quadro normativo che
consenta di tutelare tale stabilità in tutte le sue
complesse articolazioni, di promuovere la
concorrenza tra gli intermediari e di assicurare la
massima trasparenza a vantaggio degli investitori
(n. 369)
5. Economia e ambiente (nn. 470-471)
 La soluzione del problema ecologico richiede
che l'attività economica rispetti maggiormente
l'ambiente, conciliando le esigenze dello
sviluppo economico con quelle della protezione
ambientale. Ogni attività economica che si
avvalga delle risorse naturali deve anche
preoccuparsi della salvaguardia dell'ambiente e
prevederne i costi, che sono da considerare
come « una voce essenziale dei costi dell'attività
economica (n. 470)
CARITAS IN VERITATE
(Benedetto XVI, 2009)
 Non utilizza mai il termine capitalismo
 Parla della necessità di una «revisione
profonda e lungimirante del modello di
sviluppo, per correggerne le disfunzioni e le
distorsioni» (n. 32)
 Formula un giudizio severo: All’elenco dei
campi in cui si manifestano gli effetti
perniciosi del peccato, si è aggiunto ormai da
molto tempo anche quello dell’economia (n.
34)
 il mercato «deve attingere energie morali da
altri soggetti, che sono capaci di generarle», dal
momento che «senza forme interne di
solidarietà e di fiducia reciproca» – che il
mercato «non è in grado di produrre da sé» –
esso «non può pienamente espletare la propria
funzione economica» (n. 35).
 per la Chiesa l’agire economico, da sempre,
non è da considerarsi «antisociale» e che «il
mercato non è […] di per sé il luogo della
sopraffazione del forte sul debole» (n. 36).
 il mercato, che «non esiste allo stato puro», ma
«trae forma dalle configurazioni culturali che lo
specificano e lo orientano», può essere
ideologicamente orientato in modo negativo (n.
36).
 Non è lo strumento ad essere chiamato in causa
[economia e finanza, n.d.r.] ma l’uomo, la sua
coscienza morale e la sua responsabilità
personale e sociale (n. 36)
 La sfera economica non è né eticamente neutrale
né di sua natura disumana e antisociale. Essa
appartiene all’attività dell’uomo e, proprio perché
umana,
deve
essere
strutturata
e
istituzionalizzata eticamente (n. 36).
 La sfera economica non è né eticamente neutrale
né di sua natura disumana e antisociale. Essa
appartiene all’attività dell’uomo e, proprio perché
umana,
deve
essere
strutturata
e
istituzionalizzata eticamente (n. 36).
 La «grande sfida» è «mostrare, a livello sia di
pensiero sia di comportamenti, che non solo … la
trasparenza, l’onestà e la responsabilità non
possono venire trascurati o attenuati, ma anche
che nei rapporti mercantili il principio di gratuità e
la logica del dono come espressione della
fraternità, possono e devono trovare posto entro
la normale attività economica». (n. 37)
Concretamente:
 la salvaguardia della giustizia in tutte le fasi
dell’attività economica: reperimento delle
risorse, finanziamenti, produzione, consumo e
tutte le altre fasi del ciclo economico (n. 37)
 garantire libertà di partecipazione al mercato e
condizioni di «pari opportunità» per imprese che
perseguono fini istituzionali diversi: imprese
private orientate al profitto, vari tipi di impresa
pubblica, organizzazioni produttive con fini
mutualistici e sociali (nn. 38.39)
Concretamente:
 la responsabilità sociale dell’impresa (n. 40)
 l’impiego non speculativo
finanziarie (n. 40)
delle
risorse
Giuseppe Quaranta
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Quaranta - Economia