Concorso
“Cucina senza rifiuti”: consapevole, sana ed
economica”.
I.C. N.3 “Lombardo Radice” –
Patti(ME)
Classi: III A della scuola secondaria di I
grado “V. Bellini” e III A della scuola
secondaria di I grado di Montagnareale.
Insegnanti: Maria Ficarra – Montagnareale
Maria Natoli - Patti
Verdure selvatiche ed erbe
officinali
• Le tematiche che noi docenti
abbiamo scelto sono “ Verdure
selvatiche ed erbe officinali” sia
perché nel nostro territorio crescono
spontaneamente nei prati e sui
dorsali collinari, sia perché, in un
passato non troppo lontano
rappresentavano una fondamentale
risorsa alimentare per la popolazione
locale. Infatti, era quasi abitudine
quotidiana andare per i campi e per
le “timpe” in cerca di verdure
selvatiche che servivano ai nostri
nonni per alimentarsi ma anche, per
curare delle malattie.
Finalità
• Questo lavoro, pertanto, ha avuto diverse finalità:
- Far
Riscoprire agli alunni il valore della natura
- Conoscere le proprie radici e, pertanto, la
riscoperta della relativa identità socio- culturale, al
fine di operare il recupero del passato, visto in un
rapporto dialettico con il presente e con
l’evoluzione della società odierna.
- Valorizzare il passato, in quanto esso fa parte della
nostra storia e della nostra cultura.
• Infine educare gli alunni a saper convivere con la
generazione passata, vista sia come risorsa eticoculturale, sia come depositaria di saggezza e di
buonsenso.
Come i nonni si curavano….
Intervista ai nonni
Raffreddore
si curava con salvia e
niputedda(nepitella).
In una pentola piena d’acqua si
metteva dentro salvia e niputedda e
si faceva bollire per circa un’ora.
Si appoggiava la pentola sopra una
sedia, si copriva la testa con una
coperta, si spostava il coperchio
lateralmente e con quel calore che
usciva lo si inalava.
Per la cattiva digestione
• Si bolliva finocchio
selvatico, alloro e scorza di
limone. Si filtrava il tutto e
si beveva tiepido.
Per le ferite
Si raccoglieva la niputedda(nepitella), si
pestava in un mortaio e si metteva sulla
ferita fasciandola con la garza.
Per mantenere i denti bianchi
Si prendevano delle
foglie di salvia e si
strofinavano sui
denti.
Per calcoli renali
Si facevano bollire per circa un’ora, radici di
ramigna(gramigna), radici di rovi, radici di
scalimmici(scardaccioni) e fiori di
ficodindia. Il decotto si lasciava per una
notte. La mattina si filtrava. Si beveva duetre bicchieri di quell’acqua al giorno.
Per la forfora e la caduta dei capelli
Ortica
Si faceva bollire l’ortica
per circa un’ora: Si
lasciava per una notte,
con il decotto si
massaggiavano i capelli.
Per bronchite e l’asma
• Si mangiavano i “rapuddi” o cavuliceddi
Per i foruncoli
Per accelerare la
maturazione dei
foruncoli si metteva
malva pestata nel
mortaio.
Per disintossicare il fegato
• Si mangiava la bietola marina o gira, il
tarassaco, i crisciuni.
Scottatura
Si prendeva un pezzetto
di pianta di aloe e si
passava sopra la
scottatura.
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Come i nonni si curavano….