Nasce e si sviluppa
su iniziativa delle
istituzioni locali
Nasce su iniziativa dei
privati. Consiste nell’
auto-organizzazione e
nell’associazionismo
da
parte
degli
immigrati.
i
paesi membri affinché si dotino di
strumenti rappresentativi per gli immigrati]
(es.
Comune di Forlì: ammissione al voto per
le sole circoscrizioni ai cittadini extra
comunitari con 2 anni di residenza nel
Comune)

(Comune di Genova – 2004)
Il Consigliere Aggiunto rappresenta gli stranieri
residenti o aventi domicilio nel territorio del
Municipio.
Ha titolo a partecipare, senza diritto di voto, alle
sedute del Consiglio e delle Commissioni,
con diritto di parola sugli argomenti iscritti
all’Ordine del Giorno.
È meno rappresentativo della consulta, ma può
partecipare a tutti i lavori consiliari e gode di
una maggiore visibilità.
• Permettono alle Amministrazioni locali di
comprendere i bisogni dei nuovi arrivati
• Evidenziano la presenza dei migranti e dei loro
diritti
• Fanno sì che i migranti si sentono interlocutori
legittimati a prender parte alla vita politica
• Favoriscono la comunicazione e il dialogo tra
cittadini autoctoni, immigrati e istituzioni
• Incoraggiano la formazione di organizzazioni
di migranti attraverso il miglioramento delle
relazioni e delle conoscenze tra le diverse
comunità straniere residenti sul territorio
… Non si è raggiunto nessun risultato concreto
dal punto di vista dell’integrazione e
dell’accoglimento delle rivendicazioni in sede
politica.
• Scarso coinvolgimento del
personale politico
• Difficoltà di comunicazione tra
immigrati e istituzioni
• Scarsa attenzione dei media
• Deficit di risorse
• Carenza di “addetti ai lavori”
• Mancanza di formazione per i
membri delle consulte
• Approccio paternalistico verso
gli immigrati
• Legame debole tra
associazionismo immigrato e
organismi istituzionali
• Limiti nazionali alle
politiche locali in materia di
immigrazione
• Cambi di amministrazione
che possono generare
diversi livelli diversi di
interesse verso la
partecipazione degli
immigrati
• Atteggiamento disilluso e
rinunciatario di molti
immigrati
(nell’ambito del Programma
Generale “Solidarietà e gestione dei flussi migratori”)
[Finalizzato a promuovere a livello comunitario le politiche di
integrazione degli immigrati]
[Sollecita
interventi pubblici volti a favorire le relazioni sociali e
l’integrazione degli immigrati stranieri in Italia e istituisce i
Consigli Regionali per l’Immigrazione]
[Promuove l’autonomia iniziativa dei
cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla
base del principio di sussidiarietà]
Il gruppo nazionale nel suo complesso
costruisce modalità di rappresentanza
politica e di ri- articolazione dei legami col
paese d’origine.
È disciplinato dalla L. 943/’86
Una diffusa presenza
di comunità straniere
dà l’impressione che
gli stranieri rifiutino
una completa
interazione con il
contesto ospite e che
preferiscano
considerare
l’integrazione come un
processo occasionale
e contingente.
La condivisione di spazi e
strutture con associazioni
autoctone può sviluppare un
senso di corresponsabilità
decisionale e gestionale. In
questo modo poi, le
istituzioni avrebbero un
interlocutore presente e
conoscibile con cui
interagire e con cui
individuare appropriate
soluzioni per favorire
l’integrazione e ridurre il
conflitto.
Il volontariato aiuta l’immigrato a costruire un
rapporto con la società d’accoglienza non
fondato solo sul binomio diritti-doveri ma
anche sul concetto di partecipazione sociale,
che permette all’immigrato di sentirsi utile alla
società ospitante e allo stesso tempo di
condividere esperienze. Si configura così
come il livello più elevato di partecipazione e
integrazione.
1) Individuazione associazioni: sono state selezionate
quelle iscritte nei registri regionali ai sensi della
l.266/’91.
2) Costruzione del campione: si è tenuto conto della
distribuzione territoriale e del campo specifico di
attività. Successivamente all’individuazione delle
organizzazioni potenzialmente rappresentative del
campione di indagine, si è provveduto a richiedere
loro il ruolo e il numero di cittadini immigrati tra le
seguenti.
categorie: a) Soci b) Aderenti c) Volontari d) Altro.
3) Costruzione di un questionario da sottoporre ai
responsabili delle associazioni.
[struttura del questionario:
• una prima parte relativa all’anagrafica
dell’organizzazione;
• una seconda parte relativa a
caratteristiche ed ambiti di intervento
dell’organizzazione;
• una terza parte relativa alla partecipazione
di volontari stranieri;
• una quarta parte relativa alla percezione
del volontariato straniero ai fini
dell’integrazione sociale.]
4) Invio del questionario alle organizzazioni.
Risposte ricevute:
Dei 98 questionari ricevuti 4 sono stati esclusi perché arrivati troppo tardi.
5) Analisi dei dati:
5.1) Anagrafica delle organizzazioni:
 Concentrazione geografica: NORDEST
(33%)
 Durata attività superiore ai 10 anni: 56%
 Composizione numerica: MEDIO/GRANDE =
tra i 26 e i 100 membri (54%)
 Natura: laica (93,4%)
5.2) Ambiti di intervento dell’associazione:
n.b.: un’organizzazione può essere iscritta in più sezioni per cui le risposte totali sono 121.
5.3) Partecipazione di volontari stranieri …
… distribuita geograficamente.
5.4) La percezione della presenza degli
stranieri:
Sebbene gli strumenti di partecipazione di cui
dispongono gli immigrati, nonostante la
molteplicità, non raggiungano sempre risultati
concreti, è giusto continuare a credere nella
necessità di tali spazi partecipativi.
Solo così sarà possibile una società plurale,
che non sia composta da singoli individui
mossi dalla ricerca del proprio vantaggio, ma
da persone convinte che il vantaggio della
comunità costituisca il vantaggio di tutti.
Rosalba Belmonte
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