“LA LEGGE E’ SOLTANTO UN’OMBRA DEI BENI FUTURI E NON LA REALTÀ STESSA DELLE COSE” (Ebr.10,1) Per una lettura cristiana di 1. Chi sono i destinatari del libro? Dal titolo sembra evidente che questo sia il libro dei sacerdoti (i figli di “Levi”), contenente: a) Le leggi relative ai sacrifici b) Le condizioni per potere celebrare il culto c) Il Luogo di culto, il calendario delle feste, le vesti e le tariffe d) Le norme igienico/sanitarie e la casistica “sacrale” Da queste constatazioni si potrebbe comprendere la Liturgia o meglio il Culto dell’AT come l’insieme delle norme per gli “addetti ai lavori” e in se stessa come “uno spettacolo”, che ha del fascinoso e del terribile (Tremendum et fascinosum) al quale i fedeli “ASSISTONO” per scongiurare la divinità da mali peggiori Dal punto di vista letterario questa visione risulta essere parziale, proprio perché nel libro sono riconoscibili due fonti letterarie: a) Torat ha kohanim (legge/i per i sacerdoti) b) Torat ha kedushà (legge o codice di santità) Il tutto va ricondotto a Es.19,5-6: 5Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! 6Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa” “Waiqrà ” Questo è il titolo del libro: “E chiamò…” Dio dall’Egitto ha chiamato il “suo figlio” perché renda a lui il suo servizio, il vero culto. La medesima consapevolezza appare nella 1Petr. 2,4s 4Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, 5quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. 9Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. 10Un tempo voi eravate nonpopolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia. Da questo testo è interessante notare che i cristiani sono: - Tempio /Sacerdozio/per offrire sacrifici - Per proclamare la grandi opere di Dio (natura) (finalità) Si può dedurre che la finalità sacerdotale mira a proclamare l’opera della salvezza del Signore. REALTA’ già presente nel Levitico proprio attraverso quel “waiqrà” che si espliciterà al cap.23 attraverso le sacre convocazioni. Ora la parola convocazione dice proprio quello che è il popolo di Dio, “convocato” in assemblea (qahal adonai), cioè “chiesa”. In quelle convocazioni si “celebrano” le solennità del Signore, cioè gli eventi che costituiscono la Storia della Salvezza. Il Concilio darà della Liturgia cristiana proprio questa definizione: STORIA DELLA SALVEZZA IN ATTO 2. QUALI SONO LE SOLENNITA’? Lev. 23,1-4: 1Il Signore parlò a Mosè e disse: 2«Parla agli Israeliti dicendo loro: “Ecco le solennità del Signore, nelle quali convocherete riunioni sacre. Queste sono le mie solennità. 3Durante sei giorni si attenderà al lavoro; ma il settimo giorno è sabato, giorno di assoluto riposo e di riunione sacra. Non farete in esso lavoro alcuno; è un sabato in onore del Signore in tutti i luoghi dove abiterete. 4Queste sono le solennità del Signore, le riunioni sacre che convocherete nei tempi stabiliti…. E alla fine prima di presentare “Sukkot” si dice: 37Queste sono le solennità del Signore nelle quali convocherete riunioni sacre, per presentare al Signore sacrifici consumati dal fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e libagioni, ogni cosa nel giorno stabilito, 38oltre i sabati del Signore, oltre i vostri doni, oltre tutti i vostri voti e tutte le offerte spontanee che presenterete al Signore. Il calendario pone come una “inclusione” il sabato, che sta ad indicare non solo un giorno specifico della settimana, ma quello che esso rappresenta, cioè “l’opera della creazione” che si prolunga nella storia, ricordando le “grandi opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”. In questo è già compresa l’opera della “NUOVA CREAZIONE” che prende il suo inizio con Gesù, Verbo di Dio che si fa carne (dando inizio all’unico e perfetto sacrificio) 3. LA MODALITA’ DEL SERVIZIO SACERDOTALE 1. Anzitutto si compie una “convocazione” Si tratta di una “chiamata” che esige una “risposta” e un “ritrovarsi insieme”. Questo è il modo con il quale si esprime tutta la storia della salvezza, fino a prendere le caratteristiche proprie della “nuzialità” (cfr. Cantico dei Cantici 1,16-2,6) 16Come sei bello, amato mio, quanto grazioso! Erba verde è il nostro letto, 17di cedro sono le travi della nostra casa, di cipresso il nostro soffitto. 21Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. 2Come un giglio fra i rovi, così l’amica mia tra le ragazze. 3Come un melo tra gli alberi del bosco, così l’amato mio tra i giovani. Alla sua ombra desiderata mi siedo, è dolce il suo frutto al mio palato. 4Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore. 5Sostenetemi con focacce d’uva passa, rinfrancatemi con mele, perché io sono malata d’amore. 6La sua sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia. 2. I contenuti attorno con i quali si esprime l’opera della creazione ricalcano il racconto di Gen.1,1s e come dice il Salmo 103 “Come sono grandi le tue opere Signore, le hai fatte tutte con sapienza…” a) Ecco che il Levitico fa passare davanti tutta la rassegna degli animali (puri e impuri), le piante, fino ad arrivare alla sacralità della vita in tutte le sue manifestazioni più intime e nella sua corruttibilità b) Ma anche l’opera della Nuova creazione, nella quale l’uomo diventa partecipe della “natura di Dio”. Al “siate santi perchè io sono santo” (Lev.19,1s) corrispondono le Beatitudini: “Sarete perfetti (Lc.misericordiosi)… come il Padre vostro celeste…” 4. IL “SACRIFICIUM LAUDIS” Il salmo 51 dice: 16Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza: la mia lingua esalterà la tua giustizia. 17Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode. 18Tu non gradisci il sacrificio; se offro olocausti, tu non li accetti. 19Uno spirito contrito è sacrificio a Dio; un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. 20Nella tua bontà fa’ grazia a Sion, ricostruisci le mura di Gerusalemme. 21Allora gradirai i sacrifici legittimi, l’olocausto e l’intera oblazione; allora immoleranno vittime sopra il tuo altare. La stessa tradizione dell’AT è andata oltre quel cerimoniale “cruento” che si compiva al tempio per indicare nel “cuore” il luogo teologico del sacrificio/sacrifici descritti nel Levitico, fino ad indicare il vero sacrificio nel compimento della volontà di Dio. Salmo 40,7s: 7Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto,non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. 8Allora ho detto: «Ecco, io vengo. Nel rotolo del libro su di me è scritto 9di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo». 10Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. a) La nostra lettura ci conduce a dare dei “sacrifici” una lettura “interiore” b) E intravvedendo in essi una “figura” dell’unico e perfetto sacrificio di Cristo - Olocausto (donazione totale) una volta per sempre - Rendimento di grazie - Comunione - Espiazione In particolare nel sacrificio del giorno di Kippur la lettera agli Ebrei vede attuato il “mistero della nostra santificazione”. (Ebrei 9) • 1Certo, anche la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno. 2Fu costruita infatti una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta; essa veniva chiamata il Santo. 3Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata Santo dei Santi, con 4l’altare d’oro per i profumi e l’arca dell’alleanza tutta ricoperta d’oro, nella quale si trovavano un’urna d’oro contenente la manna, la verga di Aronne, che era fiorita, e le tavole dell’alleanza. 5E sopra l’arca stavano i cherubini della gloria, che stendevano la loro ombra sul propiziatorio. Di queste cose non è necessario ora parlare nei particolari. 6Disposte in tal modo le cose, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; 7nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza. 8Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda. 9Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: 10si tratta soltanto di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate. 11Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. 12Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna. 13Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, 14quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente? 15Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa. 16Ora, dove c’è un testamento, è necessario che la morte del testatore sia dichiarata, 17perché un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza effetto finché il testatore vive. 1 8Per questo neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue. 19Infatti, dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mosè, secondo la Legge, questi, preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issopo, asperse il libro stesso e tutto il popolo, 20dicendo: Questo è il sangue dell’alleanza che Dio ha stabilito per voi. 21Alla stessa maniera con il sangue asperse anche la tenda e tutti gli arredi del culto. 22Secondo la Legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue, e senza spargimento di sangue non esiste perdono. 23Era dunque necessario che le cose raffiguranti le realtà celesti fossero purificate con tali mezzi; ma le stesse realtà celesti, poi, dovevano esserlo con sacrifici superiori a questi. 24Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. 25E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: 26in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. 27E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, 28così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza. 5. LA MEDIAZIONE DEI “KOANIM” La prima impressione, leggendo il Levitico, rimane, cioè si tratta di un libro per i sacerdoti dell’AT. A guardarci bene la loro funzione di autorità rimane “ministeriale”. Eppure Mosè è un vero e proprio mediatore; è lui che parla a faccia a faccia con Dio. Il suo volto è trasfigurato quando scende dal monte e dalla tenda del convegno. Nel periodo post-esilico i sacerdoti saranno i veri capi e guide del popolo di Israele, tenendo il posto della monarchia che era andata in miseria. Si veda il libro di Siracide 50,1s: 5Com’era glorioso quando si affacciava dal tempio, quando usciva dal santuario dietro il velo! 6Come astro mattutino in mezzo alle nubi, come la luna nei giorni in cui è piena, 7come sole sfolgorante sul tempio dell’Altissimo, come arcobaleno splendente fra nubi di gloria, 8come rosa fiorita nei giorni di primavera, come giglio lungo i corsi d’acqua, come germoglio del Libano nei giorni d’estate, 9come fuoco e incenso su un braciere, come vaso d’oro massiccio, ornato con ogni specie di pietre preziose, 10come ulivo che fa germogliare i frutti e come cipresso svettante tra le nuvole. 11Quando indossava i paramenti gloriosi, egli era rivestito di perfetto splendore, quando saliva il santo altare dei sacrifici, riempiva di gloria l’intero santuario. 12Quando riceveva le parti delle vittime dalle mani dei sacerdoti, egli stava presso il braciere dell’altare: intorno a lui c’era la corona di fratelli, simili a fronde di cedri nel Libano, che lo circondavano come fusti di palme; 13tutti i figli di Aronne nella loro gloria, e con le offerte del Signore nelle loro mani, stavano davanti a tutta l’assemblea d’Israele, 14ed egli compiva il rito liturgico sugli altari, preparando l’offerta dell’Altissimo onnipotente. La lettera agli Ebrei affronta il problema del Sacerdozio di Cristo: a) Superiorità di Gesù su Mosè b) Superiorità di Gesù sui sacerdoti c) Sacerdozio “secondo l’ordine di Melchiesedek d) Vero e perfetto sacrificio, compiuto una volta per tutte, che ha preso inizio con l’Incarnazione e) Egli è altare, vittima e sacerdote f) La sua offerta produce la riconciliazione e l’espiazione dei peccati 6. “MISERICORDIA VOGLIO NON SACRIFICIO” I profeti avevano preso le distanze dal culto del Tempio. In particolare il salmo 49 dice: 8Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. 9Non prenderò vitelli dalla tua casa né capri dai tuoi ovili. 10Sono mie tutte le bestie della foresta, animali a migliaia sui monti. 11Conosco tutti gli uccelli del cielo, è mio ciò che si muove nella campagna. 12Se avessi fame, non te lo direi: mio è il mondo e quanto contiene. 13Mangerò forse la carne dei tori? Berrò forse il sangue dei capri? 14Offri a Dio come sacrificio la lode e sciogli all’Altissimo i tuoi voti; 15invocami nel giorno dell’angoscia: ti libererò e tu mi darai gloria». 16Al malvagio Dio dice: «Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, 17tu che hai in odio la disciplina e le mie parole ti getti alle spalle? 18Se vedi un ladro, corri con lui e degli adulteri ti fai compagno. 19Abbandoni la tua bocca al male e la tua lingua trama inganni. 20Ti siedi, parli contro il tuo fratello, getti fango contro il figlio di tua madre. 21Hai fatto questo e io dovrei tacere? Forse credevi che io fossi come te! Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa. 22Capite questo, voi che dimenticate Dio, perché non vi afferri per sbranarvi e nessuno vi salvi. 23Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio». Qual è il sacrificio che Dio gradisce? Is.58,9: Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, 10se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. E la prospettiva del NT è Rom 12,1s: 1Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. 2Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.