ALIMENTAZIONE
DOTTOR PIETRO PACE
IL PUZZLE DELLA SALUTE
ALIMENTAZIONE
ALIMENTAZIONE

“E’ la malattia che rende piacevole e buona la
salute, la fame l’appetito, la stanchezza il riposo”
( Eraclito VI-V secolo AC ).
ALIMENTAZIONE

La memoria è necessaria per imparare, ma
imparare è qualcosa di più che ricordare: è anche
capire ed è modificazione del comportamento.
DIETA EVOLUTIVA

PAG 213
ALIMENTAZIONE

…NON DI SOLO PANE VIVE L’UOMO…
ALIMENTAZIONE

Il mondo è troppo complesso e interessante
perché un unico modo di conoscerlo possa
contenere tutte le risposte ( Stephen Gould 19412002, biologo ).
ALIMENTAZIONE

Si muore di più per quello che si mangia che non
per l’uso di tabacco, per gli incidenti o per
qualsiasi altro fattore dovuto allo stile di vita o
all’ambiente.
RDA

PAG 287
ALIMENTAZIONE

L’uso di farmaci e il ricovero in ospedale
rappresentano la terza causa principale di morte.
CAUSE DI MORTE
ALIMENTAZIONE
Biologico si – biologico no…………………………
 Una tazzina di caffè contiene 10 mg di sostanze
capaci di causare il cancro nei roditori.
 Una quantità equivalente, secondo Hames ai
residui di pesticidi sintetici che un americano
assume in un anno!

AFLATOSSINA
CAUSA IL CANCRO AL FEGATO NEI RATTI
 I RATTI PIU’ VULNERABILI AL TUMORE
SONO QUELLI A CUI VENGONO
SOMMINISTRATE DIETE CON LE PIU’
ELEVATE PERCENTUALI DI PROTEINE
ANIMALI.

ALIMENTAZIONE
Le diete a basso contenuto proteico inibiscono la
formazione del cancro da parte dell’AF,
indipendentemente dalla quantità di questo
carcinogeno somministrata agli animali.
 Una volta completata la formazione del cancro, le
diete a basso contenuto proteico bloccano
sensibilmente anche la successiva crescita

LA CASEINA
Costituisce l’87% delle proteine del latte vaccino.
 Favorisce tutti gli stadi del processo tumorale.

FRUMENTO E SOIA

Questi tipi di proteina non favoriscono il cancro
anche se assunti in dosi elevate.
UNA DIETA E UNO STILE DI VITA SANI
POSSONO PREVENIRE LA MAGGIOR
PARTE DEI TUMORI
ALIMENTAZIONE
ALIMENTAZIONE

ALIMENTAZIONE EVOLUTIVA………………..
DIETA EVOLUTIVA
Dottor Pietro Pace: Medicina Nutrizionale.
L’alimentazione EVOLUTIVA, o della pace, in contrapposizione con l’alimentazione CULTURALE, o della
guerra.
-
Dal 35 al 50% delle calorie giornaliere: frutta, possibilmente di stagione, biologica e non.
Verdure e ortaggi in generale, possibilmente di stagione, biologici e non.
Mantenere un apporto totale di grassi inferiore al 10% delle calorie giornaliere introdotte.
Mantenere un apporto totale di proteine animali inferiore al 5% delle calorie totali giornaliere.
Tendere il più possibile ad un consumo di alimenti crudi.
Consumare cereali integrali, con preferenza per quelli privi di glutine, biologici e non.
CARDIOPATIA DIABETE OBESITA’ ICTUS
TUMORI IPERTENSIONE ARTRITE
CATARATTA IMPOTENZA ALZHEIMER

POSSONO REGREDIRE MEDIANTE UNA
DIETA SANA.
LA VECCHIAIA PUO’ E DEVE ESSERE
UN’ETA’ TRANQUILLA E SERENA
IMPORTANTE
“Condurre ricerche sulle più minuscole
componenti biochimiche degli alimenti e cercare
di trarne ampie conclusioni riguardo alla dieta e
alla salute conduce a risultati contradditori che a
loro volta portano a scienziati confusi” ( C.
Campbell )
PROTEINE ( ALTA-BASSA QUALITÀ )

Attraverso sistemi metabolici estremamente
complessi, l’organismo umano può ricavare tutti
gli amminoacidi essenziali dalla naturale varietà
di proteine vegetali che troviamo ogni giorno.
CEREALI INTEGRALI
Farro
 Segale
 Frumento
 Riso
 Bulgar
 orzo

LEGUMI FISSATORI DI AZOTO
Arachidi
 Alfalfa
 Soia
 Trifoglio
 Piselli
 fagioli

PROVA
STABILIRE UNA PROVA ASSOLUTA NEL
CAMPO DELLA MEDICINA E DELLA SALUTE
E’ PRESSOCCHE’ IMPOSSIBILE.
 QUESTO PERCHE’ LA RICERCA IN AMBITO
SANITARIO E’ INTRINSECAMENTE
STATISTICA.
 NON E’ MAI STATO DIMOSTRATO al 100%
CHE IL FUMO CAUSI IL CANCRO AL
POLMONE MA LE POSSIBILITA’ CHE CIO’
NON SIA VERO SONO ASTRONOMICAMENTE
BASSE.

ALCOOL



Alcol moderato protegge il metabolismo
Un metanalisi ha verificato, in studi osservazionali, che l'assunzione moderata di alcol è
associata a una ridotta probabilità di sviluppare la sindrome metabolica: vino birra o
superalcolici da consumare durante la giornata, in quantità ben precise
Le linee guida sul consumo di alcol hanno fatto proprie le evidenze emerse da una metanalisi di studi
osservazionali, pubblicata di recente su Atherosclerosis, che ha coinvolto, nel complesso, circa 40.000
soggetti. Gli autori hanno preso in considerazione tutte le pubblicazioni scientifiche rilevanti che avevano
indagato la correlazione fra consumo di alcool e sindrome metabolica, con distinzione tra uomini e donne e
tra quantità ben precise di alcol assunto. Dall'analisi degli studi è emerso che un consumo di alcool fino a, e
non oltre, 40 g al giorno negli uomini, e 20 g al giorno nelle donne, era associato in maniera significativa a
una ridotta incidenza della sindrome metabolica. Tali quantità sono il riferimento indicato nelle linee guida
sul consumo di alcol, adottate dalla comunità scientifica, dal momento che, con questi livelli di consumo, la
probabilità di sviluppare la sindrome si riduceva del 16% circa tra gli uomini e del 25% tra le donne rispetto
a quanto osservato tra gli astemi. Con un consumo più elevato il vantaggio protettivo si riduceva e perdeva
di significato statistico. Gli autori, inoltre, non hanno notato particolari differenze tra bevande: vino birra e
liquori sembrano, infatti, avere tutti la stessa azione.
"Il dibattito sulla fonte di alcol - spiega Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy
(NFI) - riconduce all'importanza della quantità di alcol indipendentemente dalla bevanda, anche se è
indubbio il valore nutrizionale dei polifenoli presenti nel vino rosso, elemento caratteristico della dieta
mediterranea". Secondo la NFI, l'effetto protettivo potrebbe essere dovuto, almeno in parte, all'azione
antinfiammatoria che l'alcool ha mostrato in numerosi studi. Ma anche gli effetti favorevoli dell'alcool sulla
colesterolemia HDL e sulla sensibilità all'insulina possono contribuire a spiegare il ruolo protettivo
osservato. Le linee guida specificano che per raggiungere e non superare le quantità moderate si possono
assumere fino a tre bicchieri di vino, fino a tre boccali di birra e fino a tre bicchierini di superalcolico al
giorno. "Per quanto non ci siano indicazioni specifiche sulle modalità di consumo - chiarisce Poli - tali
consumi vanno intesi secondo l'approccio mediterraneo che prevede il consumo di alcol durante i pasti, per
evitare picchi di alcolemia dannosi per altri motivi per la salute".
Fonti
Atherosclerosis, 2009 June; 204 (2): 624-35
Nutrition Foundation of Italy
ALCOOL

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
Sindrome metabolica, alcol dannoso anche se moderato
TAGS: MALATTIE DEL METABOLISMO, SINDROME METABOLICA X, RESISTENZA ALL'INSULINA
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Il rischio di andare incontro alla sindrome metabolica (Sm) aumenta in relazione al consumo di alcolici:
secondo quanto emerge dallo studio condotto da Maria T. Barrio-Lopez dell’Università di Navarra in
Spagna e pubblicato su Clinical nutrition, basta il consumo di una bevanda alcolica al giorno per far
aumentare significativamente le probabilità. Lo studio ha seguito per più di sei anni 8.103 partecipanti di
età media pari a 35,4 anni, laureati, in buona forma fisica e con un’alimentazione di tipo mediterraneo, al
reclutamento privi di sintomi associati alla sindrome metabolica. I ricercatori hanno diagnosticato i nuovi
casi di Sm seguendo i cinque parametri definiti congiuntamente dall’International diabetes federation,
dall’American heart association e dal National heart, lung, blood institute. Secondo questa definizione la
diagnosi di Sm viene fatta in presenza di almeno tre requisiti tra valore elevato del girovita, trigliceridi alti,
bassi valori di colesterolo Hdl, ipertensione e iperglicemia a digiuno. Le abitudini alimentari sono state
valutate attraverso un questionario semi-quantitativo validato in Spagna con 139 voci, che includeva
domande sullo stile di vita, sesso, età, anni di università, dati antropometrici, fumo e attività fisica, e infine
storia clinica del paziente. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare tipo (birra, vino rosso, altri tipi di vino,
superalcolici) e frequenza (giornaliera, settimanale, solo nei weekend e mensile) nel consumo degli alcolici.
Durante il follow-up (durato in media sei anni) sono stati identificati 341 nuovi casi di sindrome metabolica
su 8103 partecipanti, pari a un'incidenza del 4,2%. Chi consumava una quantità pari o superiore a sette
drink alcolici a settimana ha mostrato un rischio significativamente più alto di sviluppare la sindrome
metabolica, rispetto ai non bevitori. In aggiunta a questo dato è stato dimostrato che i parametri più a
rischio nei bevitori sono l’alto valore di trigliceridi nel sangue, la glicemia elevata a digiuno e – per chi
consuma birra – i bassi valori di colesterolo HDL. Il rischio è apparso più elevato in chi concentrava il
consumo (tipicamente nei due giorni del week-end). «Questa incidenza – come scrive l’autore nel paper – è
inferiore a quella descritta nella popolazione spagnola, proprio come ci si aspetterebbe in una coorte di
giovani adulti attivi, con un basso BMI, una buona istruzione e privi inizialmente di qualsiasi sintomo di
sindrome metabolica, ma è tuttavia indicativa dell’aumento di rischio associato al consumo di alcol, da
confermare con ulteriori studi».
CANCRO
FASE DI INIZIAZIONE
 FASE DI PROMOZIONE
 FASE DI PROGRESSIONE
 …MORTE

FASE DI INIZIAZIONE
FAVORITA DAI CARCINOGENI
(SOTTOPRODOTTI DEI PROCESSI
INDUSTRIALI COME PCB, AFLATOSSINA,
BENZOPIRENE ETC.)
 PROVOCANO UNA MUTAZIONE AI DANNI
DEL DNA ( AF-MFO – ossidasi a funzione mista
-)
 IL SUO COMPLETAMENTO E’ CONSIDERATO
IRREVERSIBILE

FASE DI PROMOZIONE
SI SVOLGE IN UN PERIODO DI TEMPO DI
ANNI
 LE CELLULE CANCEROSE INIZIALI NON SI
MOLTIPLICANO IN ASSENZA DI
CONDIZIONI GIUSTE
 E’ REVERSIBILE

FASE DI PROGRESSIONE
OVVERO QUANDO UN TUMORE, ORAMAI
CONSIDERATO MALIGNO, ABBANDONA LA
SUA RESIDENZA INIZIALE E COMINCIA A
VAGARE…
 METASTASI

THE CHINA STUDY
Dopo l’iniziazione con AF i foci crescono ( entrano
in fase di promozione ) molto di più con una dieta
con il 20% di proteine che con una al 5%.
 Nel corso della Promozione le proteine hanno la
meglio sul carcinogeno, indipendentemente dalla
dose di esposizione iniziale.
 La crescita dei foci può essere invertita, verso
l’alto o il basso, modificando la dose di proteine

THE CHINA STUDY
Impronta genetica: il corpo non dimentica le
offese…
 I foci non si sviluppano fino a circa il 10% di
proteine alimentari.
 L’americano medio consuma il 15-16% di proteine
 Il 10% di proteine equivale a mangiare 50-60 g di
proteine al giorno.

ALIMENTAZIONE
12 g di proteine in 100 calorie di spinaci ( 425 g )
 5 g di proteine in 100 calorie di ceci crudi ( 2
cucchiai da tavola )
 13 g di proteine in 100 calorie di bistecca di
manzo ( ca 42 g )
 …una dieta a basso contenuto proteico potrebbe
annullare l’effetto cancerogeno di un carcinogeno
potentissimo come l’aflatossina!

ALIMENTAZIONE

CARNE
Maiale, manzo, vitello, vitellone (bistecca): 100-150 g
Coscia di pollo: 120 g
Ala di pollo: 80 g
Petto di pollo: 120 g
Fetta di prosciutto: 20 g
Fetta di salame: 10 g
Wurstel: 30 g
PESCE
Filetto di alice sottolio: 15 g
Sogliola (filetto): 100 g
Tonno (scatola piccola): 80 g
Tonno (scatola grande): 170 g
Trota: 130-200 g
Filetto di merluzzo: 100-120 g
UOVA E LATTICINI
Uovo: 60 g
Latte: 130 g (bicchiere), 250 g (tazza)
Yogurt (125 g)
Gelato (coppetta): 200 g
Mozzarella: 120 g
Ricotta: 70 g
ALIMENTAZIONE
Il latte materno contiene circa 1 g di proteine
ogni 100 ml, ovvero il 6-8 % del totale calorico.
 Il latte vaccino ha un contenuto proteico 4 volte
superiore al latte materno.

PROTEINE VEGETALI
Non promuovono la crescita del cancro, neppure
se assunte in dosi elevate.
 Il glutine non produce l’effetto della caseina
neppure se somministrato allo stesso dosaggio del
20%
 I ratti alimentati con diete costituite per il 20%
da proteine della soia non formavano foci iniziali,
come quelli alimentati con il 20% di proteine del
frumento

IN DEFINITIVA:
Le proteine del latte vaccino sono un promotore
straordinariamente potente del cancro nei ratti a
cui è stata somministrata l’aflatossina.
 Questo effetto di Promozione si verifica a livelli di
proteine alimentari ( 10-20% ) comunemente
usati, sia nei roditori che negli esseri umani.

IN DEFINITIVA
La fase di iniziazione è molto meno importante di
quella di promozione del cancro.
L’alimentazione è molto più importante rispetto
alla dose del carcinogeno che ha provocato
l’iniziazione.
Le sostanze nutritive provenienti da cibi di origine
animale incrementano lo sviluppo del tumore,
mentre quelle provenienti da cibi di origine
vegetale lo riducono.
LA GENETICA

ESSA DETERMINA SOLO UNA
PERCENTUALE PARI AL 2-3% DEL RISCHIO
TOTALE DI CANCRO.
IL COLESTEROLO
Livello medio di colesterolo nella Cina rurale:
127mg/dl.
 Livelli più bassi di colesterolo endogeno sono
correlati a livelli più bassi di cardiopatie e cancro.
 E’ difficile assistere ad un decesso dovuto a
cardiopatia in pazienti con livelli di colesterolo
inferiori a 150 mg/dl.

IL COLESTEROLO
I cibi di origine animale sono correlati
all’aumento di colesterolo endogeno.
 Il consumo di proteine animali causa l’aumento
di colesterolo nel sangue.
 Anche i grassi saturi e il colesterolo alimentare
aumentano il livello di colesterolo endogeno
anche se in minor grado rispetto alle proteine.

TUMORE AL SENO
Una dieta ad alto contenuto lipidico ( e quindi
proteico – correlazione 70-84% ) è associato ad un
tasso di colesterolo elevato e a livelli più elevati
di estrogeni prima (aa 35-44 ) e di prolattina poi (
aa 55-64 ).
 Dieta lipidica, colesterolo alto, estrogeni alti,
prolattina alta sono associati con una maggior
incidenza di cancro al seno e con il menarca
precoce ( e la menopausa ritardata ).

LE FIBRE
Non vengono digerite.
 Trattengono acqua nell’intestino.
 Catturano pericolose sostanze che transitano
nell’intestino.
 Sono fatte da molecole di carboidrati molto
complesse.
 Non hanno calorie e anzi diluiscono la densità
calorica degli alimenti e creano senso di sazietà.

LE FIBRE
Una scarsa assunzione può portare a:
 Cancro dell’intestino crasso.
 Diverticolosi.
 Emorroidi.
 ipercolesterolemia

LE FIBRE
ALIMENTI RICCHI:
 FRUTTA
 FAGIOLI.
 VERDURE IN FOGLIE.
 CEREALI INTEGRALI.

FIBRE-FERRO
L’assunzione di ferro risulta più alta se associata
a cibi di origine vegetale rispetto a quelli di
origine animale.
 Grano e granoturco sono ricchi di ferro.

ANTIOSSIDANTI
I COLORI DELLA FRUTTA E DELLA
VERDURA DERIVANO DA UNA VARIETA’ DI
SOSTANZE CHIMICHE CHIAMATE
ANTIOSSIDANTI.
 Si definisce radicale (o radicale libero)
un'entità molecolare molto reattiva avente vita
media di norma brevissima, costituita da
un atomo o una molecola formata da più atomi
che presenta un elettrone spaiato: tale elettrone
rende il radicale estremamente reattivo, in grado
di legarsi ad altri radicali o di sottrarre un
elettrone ad altre molecole vicine.

OSSIDANTI-ANTIOSSIDANTI
Gli elettroni sono il mezzo che rende possibile il
trasferimento di energia.
 Gli antiossidanti intercettano e decontaminano
gli elettroni a rischio di dispersione.
 Non produciamo nessuno dei nostri antiossidanti.

RADICALI LIBERI
Danni:
 Cataratta.
 Aterosclerosi.
 Cancro.
 Enfisema polmonare.
 Artrite.
 Etc…

VIT C
Bassi livelli sono collegati a:
 leucemia.
 Cancro all’esofago, al rinofaringe, alla mammella,
allo stomaco, al fegato, al retto, al colon e al
polmone…inoltre…
 Cardiopatia coronarica, cardiopatia ipertensiva,
ictus.

BETA - CAROTENE
Bassi livelli sono associati ad aumento del cancro
allo stomaco.
MA
Il trionfo della salute non risiede nelle singole
sostanze, ma nei cibi naturali che li contengono.
CARBOIDRATI
Complicanze di una dieta a basso contenuto:
 Aritmia cardiaca.
 Compromissione della funzione contrattile
cardiaca.
 Morte improvvisa.
 Osteoporosi.
 Danno renale.
 Rischio di cancro.
 Anomalie lipidiche.

CARBOIDRATI
La dieta più sana è quella ad alto contenuto di
carboidrati.
 Essa è in grado di far regredire le cardiopatie, il
diabete, di prevenire molte malattie croniche e
favorisce la perdita di peso ( calorie disperse in
calore corporeo ).
 I vantaggi per la salute derivano dal consumo di
carboidrati SEMPLICI e complessi che si
trovano nei cereali integrali, nella frutta e nella
verdura.

CARBOIDRATI RAFFINATI
Pane bianco.
 Cracker.
 Patatine.
 Farina bianca.
 Dolciumi.
 Pasticceria.
 Cioccolato.
 Bibite zuccherate.

CALORIE
Americano medio di 77 kg: 2.400 gionaliere.
 Cinese della Cina rurale di 77 kg: 3.000
giornaliere.

DIETA

La stessa dieta adatta alla prevenzione del
cancro lo è altrettanto per la prevenzione delle
cardiopatie, l’obesità, il diabete, la cataratta, la
degenerazione maculare, l’Alzheimer, la
disfunzione cognitiva, la sclerosi multipla,
l’osteoporosi etc.
CUORE
Una persona colpita da infarto su tre è destinata
a morire.
 Neanche il fumo è all’origine della malattia (
americani di origine giapponese-giapponesi ).
 Nel giro di 10 aa, metà dei pazienti operati di
bypass perderà la vita, avrà subito un infarto o
riavrà l’angina.
 Le placche più pericolose sono quelle più piccole e
meno stabili, mentre il bypass è volto alla cura di
quelle più grandi.

DOTTOR. ESSELSTYN
Il 70% dei suoi pazienti, che avevano intrapreso
una dieta senza oli, carne, pesce, pollame e
latticini, aveva potuto vedere la riapertura delle
proprie arterie intasate.
 Un diametro aumentato del 7% incrementa il
volume del sangue del 30%.
 Il 35% degli infarti colpisce americani con un
colesterolo di 150-200 mg/dl ( livelli di colesterolo
veramente sicuri sono sotto i 150 )
OBESITA’
La soluzione consiste in una dieta a base di cibi
vegetali, cereali integrali e una dose ragionevole
di esercizio fisico.
 Se si mangiano i cibi giusti si può mangiare
quanto si vuole.
 Un senso di fame prolungato fa sì che il corpo
rallenti il tasso globale del metabolismo per
difendersi.

DIABETE
Gli avventisti vegetariani hanno un tasso di
diabete e obesità dimezzato rispetto ai
mangiatori di carne.
 Pur avendo un effetto benefico, gli integratori
alimentari a base di fibre non hanno ottenuto gli
stessi effetti coerenti prodotti dal passaggio ad
una dieta a base di cibi vegetali naturali.

DIABETE

GRAFICO PAG 147
COLESTEROLO


La sola dieta può ridurre i livelli del 30% nel giro
di 2 settimane.
Grafico pag 148
COLOSTEROLO

Un uovo contiene ben 200 mg o più di colesterolo
( il limite quotidiano consigliato è di 300 mg )
SENO

TABELLA PAG 153
SENO

TAB PAG 154
SENO
Il 90-95% di sostanze come la diossina e il PCB
deriva dal consumo di carni animali dove si sono
accumulati.
 Gli inquinanti ambientali sembrano rivestire
un’importanza assai minore, per il cancro al seno,
rispetto ai cibi che scegliamo di mangiare.

TOS
Dopo 5,2 aa di terapia il WHI ( women’s health
initiative ) ha rilevato un aumento di cancro al
seno del 26%; l’HERS ( heart end
estrogen/progestin replacement study), del 30%.
 Non è escluso che la TOS possa aumentare il
rischio di patologie cardiovascolari.
 La TOS ha rivelato un effetto positivo sul cancro
colorettale e sul tasso di fratture ossee.

COLON

TAB PAG 162
COLON
Mangiare 10 g di fibre alimentari ( di alimenti
naturali ) in più al giorno, riduce del 33% il
rischio di cancro del colon.
 Ci sono 10g di fibre in una tazza di lamponi, in
una pera, in una tazza di piselli, di fagioli o di
prugne.
 Aggiungere fibre isolate agli alimenti potrebbe
non produrre alcun beneficio.

CALCIO
Inibisce la crescita delle cellule a rischio nel colon
e si lega agli acidi biliari.
 Una dieta ricca di graminacee svolge ancora
meglio il compito di riduzione degli acidi biliari.
 Un’intensa attività fisica riduce il tasso di cancro
colorettale!?

PROSTATA
Rappresenta il 25% di tutti i tumori.
 Chi consuma una maggior quantità di latticini
corre un rischio doppio e quadruplica le
possibilità di metastasi e di morte.
 Si registrano tassi elevati di cancro alla prostata
in società che adottano diete e stili di vita
“occidentali”.

IGF-1
E’ un fattore predittivo del cancro come lo è il
colesterolo per le cardiopatie.
 Consumare cibi di origine animale aumenta i
livelli di questo ormone nel sangue.
 Livelli aumentati di IGF-1 fanno aumentare di
5,1 volte il rischio di cancro della prostata.
 Le proteine animali arrestano la produzione di
vitamina D “superattiva”.
 L’eccesso di calcio ( latte ) arresta la produzione
di vit D “superattiva”

MALATTIE AUTOIMMUNI
In generale diventano più frequenti via via che ci
si allontana dall’equatore.
 La SM, ad esempio, è 100 volte più diffusa
all’estremo nord che all’equatore.
 Mimetismo molecolare: non essere in
grado di distinguere le proteine aliene da quelle
del proprio corpo.
 Leaky-gut.

MALATTIE AUTOIMMUNI

TAB PAG 176
DIABETE 1

I bambini che nella prima o seconda infanzia
presentano un background genetico di un certo
tipo, se vengono svezzati troppo presto, passando
al latte vaccino e se vengono eventualmente
contagiati da un virus che può compromettere il
sistema immunitario intestinale, risultano ad
alto rischio di diabete tipo 1.
DIABETE 1

Tab pag 181
DIABETE 1
Pur in presenza di geni interessati, la malattia
tende a presentarsi solo in risposta a determinate
circostanze dietetiche e/o ambientali.
 Il fatto che il diabete 1 stia aumentando del 3%
l’anno prova che i geni non sono i soli
responsabili della malattia.
 Il latte materno è l’alimento ideale per la prima
infanzia, grave errore è sostituirlo con quello di
mucca.

SCLEROSI MULTIPLA
Il consumo di latte di mucca e di carne, ricchi di
grassi saturi, è strettamente legato alla SM.
 Il pesce, ricco di grassi omega-3 è associato a
bassi livelli di SM.
 Swank ( Montreal ).
 Latte vaccino e scarsa esposizione solare
favoriscono le malattie autoimmuni.
 La vit D previene l’evoluzione sperimentale di
tutte queste malattie.

ALIMENTAZIONE
VIT D
Inibisce lo sviluppo di alcune cellule T e la loro
produzione di citochine che innescano la risposta
autoimmune.
 Incoraggia la produzione di altre cellule T che
contrastano questo effetto.
 Il calcio in eccesso, le proteine animali e i cereali
raffinati che producono acidi, inibiscono la
produzione renale di vit D attiva.

OSTEOPOROSI

I paesi che consumano più latte di mucca e
derivati hanno le più elevate percentuali di
fratture e la peggior salute ossea.
OSTEOPOROSI
Le proteine animali provocano acidosi tissutale.
L’organismo reagisce tamponando l’acidità con il
calcio mobilizzato dalle ossa per cui si verifica un
aumento della quantità di calcio nelle urine.
 Un elevato consumo di proteine vegetali è
sorprendentemente associato alla sparizione di
fatto delle fratture ossee.

OSTEOPOROSI
Un’elevata BMD aumenta il rischio di
osteoartrite e di cancro al seno.
 Le ossa sono più sane grazie all’esercizio.
 Il calcio si trova abbondante nei vegetali come
legumi e verdure in foglia.
 Mantenere al minimo il consumo di sale.

CALCOLOSI RENALE
L’urolitiasi ( ossalato di calcio ) è aggravata dalle
diete ricche di latticini ed in genere delle proteine
della carne.
 Il passaggio ad una dieta più vegetariana e meno
energetica può ridurre il rischio di calcoli.

DEGENERAZIONE MACULARE

Per arginare i radicali liberi che danneggiano la
macula sono indispensabili gli antiossidanti
contenuti nella frutta e nella verdura ( broccoli,
carote, spinaci, cavolo nero, zucca, patata, ortaggi
a foglia verde scura etc ).
CATARATTA
La luteina, contenuta negli spinaci e nelle
verdure a foglia verde, è parte integrante del
tessuto del cristallino.
 L’opacizzazione del cristallino è provocata dai
radicali liberi il cui eccesso è favorito dai cibi di
origine animale e ridotto da quelli di origine
vegetale.

ALZHEIMER
I tassi di Alzheimer sono inferiori nelle aree
meno sviluppate.
 Le popolazioni con alto consumo di grassi e
ridotto consumo di cereali presentano i più alti
tassi di malattia.
 Vit E, vit C e selenio sono in relazione con minor
perdita di memoria.
 L’acido folico basso è pro Alzheimer, l’omocisteina
alta ( amminoacido che proviene dalle proteine
animali ) è pro Alzheimer.

ICTUS
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Tre porzioni supplementari di frutta e verdura al
giorno, riducono il rischio di ictus del 22%.
DIETA EVOLUTIVA
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MELANOMA: questa forma mortale del cancro
alla pelle può essere attenuata o fatta regredire
apportando cambiamenti nello stile di vita.
DIETA EVOLUTIVA
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TAB PAG 218
DIETA EVOLUTIVA
INTEGRATORI: potrebbe essere necessario
assumere vit B12 e vit D senza superare l’RDA.
 La maggior parte dei benefici per la salute si
ottengono a livelli molto bassi, ma non pari a
zero, di cibi di origine animale.
 La moderazione può rendere più difficile il
conseguimento dell’obiettivo.
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DIETA EVOLUTIVA
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PAG 229
DIETA EVOLUTIVA
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SCIENZA
REGOLA D’ORO: …è chi possiede l’oro a stabilire
le regole!
 RIDUZIONISMO: le indagini scientifiche sugli
effetti di singole sostanze nutritive su malattie
complesse hanno poco significato poiché l’effetto
nutrizionale è dovuto al consumo di una
straordinaria serie di sostanze nutritive e di altro
genere presenti nei cibi naturali.

ANTIOSSIDANTI
Beta –carotene, licopene, cantaxantina delle
carote, criptoxantina delle arance etc.
 Consumare un carotenoide per volta sotto forma
di pillola non equivarrà mai a mangiare il cibo
intero, che fornisce la rete naturale di sostanze
nutritive benefiche.
 Il reparto più sano di un supermercato è quello
dove si vendono frutta e verdura.
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GRAZIE PER L’ATTENZIONE
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