La recente
Normativa sui DSA
Legge 170/2010
e Linee Guida
Vignole Borbera (Al) 21 Aprile 2012
I.C. Ugo Foscolo
Relatore Dott. Bianca Testone
Normativa
Professionalità
per dare una mano se
in classe c’è un allievo con DSA.
Vignole Borbera (Al) 21 Aprile 2012
I.C. Ugo Foscolo
Relatore Dott. Bianca Testone
2
Ma non c’è
…
nessuna
ricetta
Gli chef siete voi !!!
3
Normativa
Definisce il quadro
regolamentale in cui
si svolge il mio lavoro
di docente
generale
specifica
Professionalità
Consente di svolgere al
meglio i compiti legati
alla funzione di docente
Anche in presenza di
alunni in difficoltà
(es: DSA)
4
L’Insegnante
deve
adottare
strategie
didattiche diverse in grado di sviluppare al
meglio i vari tipi di intelligenza, di motivare
ogni ragazzo, di tener conto dei suoi pensieri
per permettergli di dare il meglio di sé.
Se differenti sono gli Stili di apprendimento
Occorrono stili di insegnamento differenti
5
Se ciò vale per tutti i ragazzi
Vale a maggior ragione per gli alunni in
difficoltà
( non solo per i disabili)
E per i ragazzi con DSA
ad avvalorare/sancire questo principio
dal 2004
è stata prodotta della normativa specifica
6
Ottobre 2004
Esce la prima Nota Ministeriale ( n. 4099)
che parla espressamente di alunni con DSA
Su sollecitazioni dei genitori degli alunni dislessici e le associazioni
Spiega in cosa consiste la dislessia
Da’ indicazioni operative ai docenti che hanno in classe alunni con queste
difficoltà.
Per la prima volta si parla di strumenti compensativi e strumenti
dispensativi.
Evidenzia anche i rischi che una dislessia non riconosciuta può comportare
sul piano del comportamento e dell’autostima dello studente
Indica la necessità di una adeguata formazione del personale. Introduce la
figura di referente
Seguono poi diverse circolari che si preoccupano delle
procedure da tenere durante gli esami di stato
7
Seguono:
Nota MIUR n. 26 del 5.01.2005
C.M. MIUR n. 1787 dell’1.03.2005
Nota MIUR n. 4798 del 27.07.2005
C.M.n. 28 del 15 marzo 2007 sull’esame di Stato conclusivo del
primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per l’anno
scolastico 2006-2007………
• Nota MIUR n. 4674 del 10 maggio 2007 – Alunni con disturbi di
apprendimento – Indicazioni operative in merito all’utilizzo di
strumenti compensativi e misure dispensative per gli alunni con
disturbi di apprendimento
• Legge Regione Piemonte n. 28 del 28.12.2007 “Norme
sull’istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa”
• Legge n. 169 del 30 ottobre 2008 - "Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante
disposizioni urgenti in materia di istruzione e università"
>>>
•
•
•
•
8
>>>
C.M. n. 100 dell’11 dicembre 2008
C.M. n. 4 del 16 gennaio 2009 (orari settimanali e inglese potenziato)
C.M. n. 10 del 23 gennaio 2009
O.M. n. 40 dell’ 8 aprile 2009, art. 12, comma 7, Istruzioni e modalità
organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato
• C.M. n. 51 del 20 maggio 2009, sezione “particolari categorie di
candidati”
• Nota MIUR n 5744 del 28 maggio 2009 Anno scolastico 2008/2009 Esami di Stato per gli studenti affetti da disturbi specifici di
apprendimento - DSA
• DPR n 122 del 22 giugno 2009 Coordinamento delle norme vigenti per la
valutazione degli alunni. Art.10 valutazione degli alunni con DSA
•
•
•
•
9
Ma finalmente l’8 ottobre 2010
Si compie un lungo percorso
che ha portato al
riconoscimento,
nel quadro normativo
italiano,
delle difficoltà
che le persone con DSA
incontrano
in ambito scolastico
10
Esce la tanto attesa
LEGGE 170
che
• Riconosce i DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento)
e ne definisce alcune caratterizzazioni (dislessia, disgrafia,
disortografia, discalculia)
• Dichiara di avere come finalità la garanzia del diritto allo
studio e del successo scolastico delle persone affette da
DSA,
• Intende garantire loro misure di supporto , una diagnosi
precoce, percorsi didattici riabilitativi ,
• Promuove la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi
sanitari.
11
Giacomo Stella ha detto
“Finalmente con questa Legge i
dislessici non devono più
dimostrare che la Dislessia esiste .
Adesso possono far valere i diritti
che sono stati loro riconosciuti”
12
La Legge afferma /dispone che:
•
La Diagnosi va redatta dal Servizio Sanitario
Nazionale
• La scuola ( fin dalla scuola dell’infanzia) ha il compito
di attivare tempestivi interventi per individuare i casi
sospetti
• Lo stato promuove un’ azione di formazione del
personale
• Gli alunni con DSA hanno diritto a fruire di appositi
provvedimenti dispensativi e compensativi
13
E il 12 luglio 2011
vengono emanate le LINEE GUIDA
con le loro precise disposizioni attuative
14
E’ un documento del MIUR,
di concerto con il Ministero della Sanità
che si rivolge al mondo della Scuola
e che dà le direttive
per
PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
DEGLI ALUNNI E DEGLI STUDENTI
CON DISTURBI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO
15
Qui si coniuga davvero la normativa e la professionalità
All’insegnante dunque viene
richiesta /lasciata
una capacità di scelta che
presuppone una grande
competenza professionale
16
Ma seguiamo la Storia
di Amedeo
Nella scuola dell’Infanzia
le insegnanti osservano che è un bimbo
sveglio ma ha delle difficoltà a pronunciare
alcune parole, rovescia le letterine del suo
nome, è maldestro,…..
Organizzano per tutta la sezione dei
giochi fonetici, a lui fanno svolgere tanti
lavori di pregrafismo,…
17
Nella scuola Primaria le difficoltà permangono,
Amedeo è pronto nel comprendere storie e
spiegazioni ma al termine della prima non sa
ancora leggere e i suoi quaderni sono un
disastro,
Eppure sembra interessarsi ed impegnarsi !!
Si fanno notare, dati concreti alla mano,
i problemi alla famiglia e si chiede
collaborazione nei compiti
Nonostante tutto il lavoro a casa e a scuola
la situazione non migliora
18
Si suggerisce alla Famiglia di fare degli
approfondimenti presso l’ASL (NPI, servizi
di psicologia, logopedia,….)
Gli specialisti lo sottopongono a valutazioni
mirate e confermano le sue difficoltà ma anche
le sue capacità cognitive più che buone,
escludono patologie sensoriali o psicopatologie.
E giungono alla conclusione che Amedeo è un
bimbo con DSA ed in particolare è dislessico e
disgrafico
19
Stendono quindi una diagnosi di DSA
specificandone le caratteristiche
La consegnano alla famiglia offrendo anche
indicazioni di lavoro (es logopedia,
psicomotricità ma soprattutto didattica
mirata a scuola)
La Famiglia consegna copia della diagnosi alla
scuola
20
La scuola si attiva organizzando, o
continuando ad organizzare, percorsi mirati,
utilizzando, in accordo con famiglia e
servizi, strumenti compensativi e
misure dispensative, adottando forme
di flessibilità organizzativa e didattica
Stende, sempre in collaborazione con
famiglia e servizi, il PDP ( Piano Didattico
personalizzato)
Documenta e monitorizza i percorsi, i
successi, le difficoltà, i criteri di
valutazione,…
21
La legge
In
22
Ma la storia di Amedeo è ancora lunga,
a volte più serena, a volte più difficile,
fatta di impegno, di qualche insuccesso,
di non sempre facili battaglie
ma anche di piccole/grandi vittorie
Con il riconoscimento delle sue difficoltà
però il cammino si farà più semplice
23
Ma torniamo alla Normativa,
alle fasi e ai compiti dei
vari protagonisti di questa,
come di tante altre storie
24
Scuola
=
Osservatorio
“La scuola deve diventare l’osservatorio
per eccellenza, dove è possibile
individuare precocemente le difficoltà
specifiche di apprendimento.
Ciò significa che gli insegnanti devono
osservare e segnalare
tempestivamente i problemi”.
(LINEE GUIDA pag 6 -9)
25
Per OSSERVARE è bene
Basarsi su:
• Protocolli d’osservazione
• Indicatori di comportamento
• Liste di Performances
Registrare le osservazioni
• Difficoltà emerse
• Miglioramenti
• Strategie di soluzione dei problemi
Ma non basta, bisogna pensare a intervenire
là dove ci sono problemi
• Progetti e attività mirate
• Interventi individualizzati e personalizzati
26
Fin dalla Scuola dell’ INFANZIA
Un’ accurata attenzione ai processi di apprendimento dei bambini
permette di individuare precocemente eventuali situazioni di difficoltà.
E' pertanto fondamentale l’osservazione sistematica portata avanti con
professionalità dai docenti, che in questo grado scolastico devono tenere
monitorate
le
abilità
relative
alle
capacità
percettive,
motorie,
linguistiche, attentive e mnemoniche.
Durante la scuola dell’infanzia è possibile individuare la presenza di
situazioni problematiche che possono estrinsecarsi come difficoltà di
organizzazione
e
integrazione
spazio-temporale,
difficoltà
di
memorizzazione, lacune percettive, difficoltà di linguaggio verbale.
27
Ma nella scuola dell’Infanzia
NON possiamo parlare di DSA
Possiamo solo parlare
di DIFFICOLTA’
di CAMPANELLI D’ALLARME
28
Nella Scuola Primaria
I bambini con DSA hanno in genere buone capacità
intellettive, ma hanno limitate capacità di riconoscimento
visivo o limitate capacità di analisi fonologica delle
parole.
A causa di tali limitazioni specifiche hanno notevoli
difficoltà nell’acquisizione delle corrispondenze tra segni
ortografici e suoni, o non riescono a ricostruire la parola
partendo dai singoli suoni che la compongono.
Ma è importante ricordare che l’acquisizione dei
contenuti non è preclusa all'alunno con DSA e che
quindi le sue difficoltà di lettura e scrittura dovrebbero
essere compensate da strategie, metodologie e
strumenti che non compromettano il suo apprendimento.
29
Nella Scuola Primaria
Se le difficoltà persistono nonostante le buone capacità
cognitive e l’impegno è necessario invitare la Famiglia ad
approfondirle presso un servizio sanitario:
•
•
•
•
NPI
Psicologia
Pubblico
Logopedia
Psicomotricità
o privato
E’ il momento giusto per l’età e per gli automatismi
propri della letto-scrittura che si sviluppano proprio
durante questo percorso scolastico
30
Circ USR Piemonte n. 347 del 16 sett 2011
Si ritiene opportuno diramare la determina n. 547 del 21 luglio 2011 della
Regione Piemonte – Direzione Sanità – che detta puntuali chiarimenti in
merito alla validità delle diagnosi rilasciate ad alunni con DSA:
“ …. per quanto stabilito dalla L. 170/2010 e dalle DD.GG.RR. n. 34-13176 del 1
febbraio 2010, n. 18-10723 del 9 febbraio 2009 e n. 13-10889 del 2 marzo 2009 e
dalla raccomandazione su “Disturbi Specifici dell’Apprendimento” predisposta dalla
Regione Piemonte e inviata a tutte le ASR in data 13/07/2009 le UMVD (*) minori
hanno il compito di vigilare sulla correttezza e completezza del
percorso clinico che ha portato alla formulazione della diagnosi di DSA.
Pertanto, al fine di non impegnare eccessivamente il servizio sanitario regionale e
di non sottoporre nuovamente i minori ad un gravoso percorso di valutazione –
qualora già acquisito dalla famiglia attraverso professionisti di fiducia, le UMVD
minori acquisiranno la documentazione presentata dai genitori e
convalideranno la stessa, formulando la diagnosi utile al percorso
scolastico del minore ai sensi della L. 170/2010.
>>>
(*) UMVD =
Unità Multidisciplinare Valutazione Disabili istituita presso le ASL
31
Circ USR Piemonte n. 347 del 16 sett 2011
>>>
La documentazione necessaria per formulare la diagnosi di DSA deve essere
sufficientemente recente e compatibile con la modificabilità del disturbo nel tempo
e tenere conto delle indicazioni cliniche e scientifiche attuali:
•Valutazione delle competenze cognitive con scale standardizzate che dimostrino
il Q.I. nella norma.
•Esclusione della presenza di patologie o anomalie sensoriali, neurologiche,
cognitive e di gravi psicopatologie valutata attraverso test standardizzati e validati
dalla comunità scientifica.
•Presenza delle seguenti valutazioni:
per la dislessia: parametro di velocità di lettura di parole, non-parole, brano (valore
espresso in sillabe/sec.) – prestazione inferiore a -2D.S., parametro di correttezza di
lettura di parole, non parole, brano – prestazione inferiore al 5° percentile;
per la disortografia: parametro di correttezza della scrittura di parole, non parole,
frasi omofone o brano – prestazione inferiore al 5° percentile;
per la disgrafia: parametro di fluenza di scrittura – prestazione inferiore a -2D.S., e
analisi qualitativa della postura, impugnatura e caratteristiche del segno grafico;
per la discalculia: parametri di correttezza e velocità delle componenti di cognizione
numerica, procedure esecutive e abilità di calcolo – prestazione inferiore a -2D.S. dalla
fine della 3^ scuola primaria”.
32
La DIAGNOSI
Viene consegnata alla FAMIGLIA (titolare del diritto di patria
podestà)
La famiglia DECIDE di consegnarla alla Scuola
al Dirigente Scolastico
al Referente per i DSA
ai docenti
Che deve garantire
che venga protocollata
che sia coperta da normativa relativa alla privacy
La scuola non può
ignorarla !!!!!
33
ATTENZIONE
LA “DISLESSIA” E’ UN DATO SENSIBILE,
quindi coperto da privacy.
Pertanto non si può parlarne se non si è autorizzati
dai genitori, i quali non sono obbligati a consegnare a
scuola la diagnosi.
Se non lo fanno, però, l’allievo non può essere
considerato dislessico, ma solo affetto da
difficoltà di apprendimento.
34
Attenzione a leggere
i documenti
che vengono consegnati
dalle famiglie
Non sempre sono DIAGNOSI
A volte sono solo Relazioni di qualche specialista
Ciò non toglie
che non se ne tenga conto…
35
E quando la DIAGNOSI arriva ???
La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche
garantiscano «l’uso di una didattica individualizzata e
personalizzata, con forme efficaci e flessibili di
lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche
peculiari del soggetto, quali il bilinguismo,
metodologia e una strategia educativa adeguate».
adottando
una
E’ comunque preliminarmente opportuno osservare che la Legge
170/2010 insiste più volte sul tema della didattica individualizzata
e personalizzata come strumento di garanzia del diritto allo
studio, con ciò lasciando intendere la centralità delle metodologie
didattiche, e non solo degli strumenti compensativi e delle misure
dispensative, per il raggiungimento del successo formativo degli
alunni con DSA.
36
Più in generale - contestualizzandola nella situazione
didattica dell’insegnamento in classe - l’azione formativa
individualizzata pone obiettivi comuni per tutti i
componenti del gruppo-classe, ma è concepita adattando
le metodologie in funzione delle caratteristiche individuali
dei discenti, con l’obiettivo di assicurare a tutti il
conseguimento delle competenze fondamentali del
curricolo, comportando quindi attenzione alle differenze
individuali in rapporto ad una pluralità di dimensioni.
L’azione formativa personalizzata ha, in più, l’obiettivo
di dare a ciascun alunno l’opportunità di sviluppare al
meglio le proprie potenzialità e, quindi, può porsi obiettivi
diversi per ciascun discente, essendo strettamente legata
a quella specifica ed unica persona dello studente a cui ci
rivolgiamo.
37
La
sinergia
fra didattica individualizzata e
personalizzata
e
• l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i
mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie
informatiche,
• nonché misure dispensative da alcune prestazioni non
essenziali ai fini della qualità dei concetti da
apprendere.
che determina per l’alunno e lo studente con DSA, le
condizioni più favorevoli per il raggiungimento degli
obiettivi di apprendimento.
38
E’ indispensabile adottare
Forme di flessibilità
Nell’
•
•
•
•
•
•
Organizzazione educativa e didattica
gestione della classe
assegnazione dei compiti
utilizzo di strumenti tecnologici e no
criteri e forme di valutazione
attenzione alle esigenze dei singoli
individualizzazione/personalizzazione
39
Nella Scuola Primaria
…………………
Un vero e proprio compendio di didattica !!!!
da LEGGERE per applicarle !!!!
Ritmo individuale
Associazione
lettera/oggetto
40
Nella Scuola Secondaria di 1° e 2°
Se l’azione di individuazione precoce è avvenuta
davvero negli anni precedenti,
nella scuola secondaria
non dovrebbero più esserci situazioni dubbiose
Ma l’impegno ad una didattica
individualizzata e personalizzata,
l’utilizzo di strumenti compensativi e
l’applicazione di misure dispensative,
la flessibilità organizzativa
resta identico!
41
Nella Scuola Secondaria di 1° e 2°
Se ciò non è avvenuto valgono le stesse indicazioni
Ma …
a questo livello non si può non considerare che una serie
di insuccessi, frustrazioni possono aver già compromesso
la sua emotività e le sue capacità relazionali
Il successo nell’apprendimento è l’immediato intervento da opporre
alla tendenza degli alunni o degli studenti con DSA a una scarsa
percezione di autoefficacia e di autostima.
La specificità cognitiva degli alunni e degli studenti con DSA
determina pertanto importanti fattori di rischio per quanto
concerne la dispersione scolastica dovuta, in questi casi, a ripetute
esperienze negative e frustranti durante l’intero iter formativo.
42
Nella Scuola Secondaria di 1° e 2°
…………………
Anche questa parte offre interessanti indicazioni
operative!!!!
da LEGGERE per applicarle !!!!
Tempi aggiuntivi
Valorizzazione del sè
43
STRUMENTI
Strumenti Compensativi
Strumenti che possono
essere utilizzati dal
ragazzo con DSA per
compensare le abilità che
risultano più carenti.
Strumenti o
Misure Dispensative
Prevedono che il ragazzo
con DSA possa essere esentato
dallo svolgimento di un carico di
lavoro per lui eccessivo e/o
dall’essere sottoposto a
valutazioni che lo potrebbero
penalizzare.
• SCRIVERE
Per
•
LEGGERE
•
FAR DI CONTO
•
STUDIARE
44
• La scelta degli strumenti/misure va assolutamente
individualizzata e per definire quelli più adeguati per un
ragazzo è importantissimo un produttivo rapporto
scuola, famiglia e specialisti
• Il PC ad es. non si sostituisce al ragazzo, ma svolge
operazioni da lui impostate ed elaborate, la macchina si
limita a velocizzare e perfezionare le operazioni date.
Gli strumenti utilizzati dal ragazzo per
studiare gli saranno utili anche
nella vita quotidiana, non solo a scuola.
45
E le lingue straniere?
E’ opportuno che la scuola, in sede di orientamento o
al momento di individuare quale lingua straniera
privilegiare, informi la famiglia sull’opportunità di
scegliere - ove possibile - una lingua che ha una
trasparenza linguistica maggiore.
Analogamente, i docenti di lingue straniere terranno
conto, nelle prestazioni attese e nelle modalità di
insegnamento, del principio sopra indicato. In sede di
programmazione didattica si dovrà generalmente
assegnare maggiore importanza allo sviluppo delle
abilità orali rispetto a quelle scritte.
46
E le lingue straniere?
In caso di disturbo grave e previa verifica della presenza delle
condizioni previste all’Art. 6, comma 5 (*) del D.M. 12 luglio
2011, è possibile in corso d’anno dispensare l’alunno dalla
valutazione nelle prove scritte e, in sede di esame di Stato,
prevedere una prova orale sostitutiva di quella scritta, i cui
contenuti e le cui modalità sono stabiliti dalla Commissione
d’esame sulla base della documentazione fornita dai Consigli di
Classe.
Lo studio delle lingue straniere implica anche l’approfondimento
dei caratteri culturali e sociali del popolo che parla la lingua
studiata e, con l’avanzare del percorso scolastico, anche degli
aspetti letterari ….
(*) - certificazione di DSA
- richiesta scritta di dispensa da parte della famiglia
- approvazione del Consiglio di Classe
47
Per le lingue straniere
…………………
Anche questa parte offre interessanti indicazioni
operative!!!!
da LEGGERE per applicarle !!!!
48
Solo in casi di particolari gravità del disturbo di
apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi
o patologie, risultanti dal certificato diagnostico,
l’alunno o lo studente possono, su richiesta delle
famiglie e conseguente approvazione del consiglio di
classe, essere esonerati dall’insegnamento delle
lingue straniere e seguire un percorso didattico
differenziato.
Attenzione !!!
In caso di esonero anche da una sola lingua
straniera non verrà rilasciato diploma
ma solo attestato di frequenza
49
A scuola come
si programma,
si concretizza,
si documenta,
si monitorizza
una didattica individualizzata e
personalizzata , l’utilizzo di strumenti
compensativi e l’applicazione di misure
dispensative ?
50
Redigendo il
PDP
il
PIANO
DIDATTICO
PERSONALIZZATO
51
In Piemonte era già stato introdotto da una norma regionale
Legge Regionale n. 28 del 28.12.2007
“Norme sull’istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa”
ha introdotto il termine E.E.S ( Esigenze Educative Speciali)
tra cui sono compresi i DSA
Circolare Regionale 326 del 30 ottobre 2009
indica l’opportunità di redigere il PDP o almeno una sua sintesi (*)
per poter accedere al alcuni benefici:

Per il ragazzo e la sua famiglia la priorità nel diritto di
beneficiare dei fondi destinati al Diritto allo studio

Per la scuola nella possibilità di utilizzare personale /fondi
aggiuntivi per sostenere queste difficoltà
(*) solo della sintesi il modello è dato
52
PDP
• E’ cura dei Collegi Docenti predisporre/adottare
un Modello
• Va compilato a cura del Consiglio di classe in
collaborazione
con gli specialisti
con la famiglia
con gli stessi ragazzi
• Va protocollato e dato in copia alla Famiglia
• Va redatto entro il mese di novembre ( per i nuovi
appena giunge la Diagnosi)
53
Cosa contiene ??
•
Dati alunno
•
Esplicitazione delle difficoltà desunte dalla Diagnosi
•
Strumenti compensativi adatti da utilizzare
•
Misure dispensative adeguate al ragazzo
•
Scelte di organizzazione scolastica opportune
•
Suggerimenti per la famiglia
•
Criteri per la valutazione
54
55
Il PDP a tutela
• Del ragazzo che vede concretizzarsi il diritto ad
una didattica personalizzata e che prende
consapevolezza delle strategie di cui deve
impadronirsi per superare le sue difficoltà
• Degli insegnanti che prendono consapevolezza di
cosa devono fare per quel ragazzo e lo condividono
tra loro e con gli altri attori e documentano i loro
sforzi
• Della famiglia che diventa anch’essa consapevole e
compartecipe del percorso scolastico del figlio
56
Ora parliamo
di
VALUTAZIONE
e di
ESAMI
La normativa ha dato diverse indicazioni in proposito
57
Le norme ministeriali dichiarano che la “valutazione” dello
studente con DSA deve realizzarsi attraverso
Forme adeguate
di verifica e di valutazione
per sviluppare una valutazione centrata
sull’alunno specifico e sui suoi progressi.
La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che
espliciti le modalità di differenziazione a seconda della
disciplina e del tipo di compito, discriminando fra ciò
che è espressione diretta del disturbo e ciò che
esprime l’impegno dell’allievo e le conoscenze
effettivamente acquisite.” (L G: pag 28)
58
Sarebbe auspicabile
procedere ad una valutazione che non puntasse sulla
forma (errori di calcolo, errori ortografici, errori di
trascrizione), ma sui contenuti.
Spesso si dimentica il fatto che non si legge un testo per leggere bene,
ma per comprendere, e non si scrive per non fare errori, ma per
comunicare qualcosa a qualcuno.
procedere ad una valutazione che tenesse conto prima
di tutto dei progressi ottenuti dall’alunno, progressi
che dovranno essere adeguatamente riconosciuti e
valorizzati dall’insegnante.
59
Normativa in sintesi:
• I consigli di classe dell’ultimo anno di corso elaborano,
entro il 15 maggio, per la commissione d’esame, un
apposito documento relativo all’azione educativa e
didattica realizzata nell’ultimo anno di corso e in tale
documento devono essere indicati
i contenuti, i
metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso
formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione
adottati, gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro
elemento che i consigli di classe ritengano
significativo ai fini dello svolgimento degli esami.
• Al documento stesso possono essere allegati eventuali
atti relativi alle prove effettuate e alle iniziative
realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di
Stato. (es PDP)
60
•
Per i casi con DSA è utile la presenza di commissari
interni che conoscono i ragazzi e possono adottare
ogni iniziativa volta a ridurre le loro difficoltà. Le
commissioni terranno conto di queste situazioni sia
per la predisposizione della terza prova sia in sede
di valutazione delle altre due.
• Si conferma che non vi può essere nei loro confronti
dispensa dalle prove scritte ma che, più
opportunamente, viene consentito loro un tempo più
disteso per lo svolgimento delle prove, prevedendo
altresì che la valutazione delle stesse avvenga tenendo
conto prevalentemente del contenuto più che della
forma e che le corrispondenti prove orali vengano
considerate come misura compensativa dovuta.
61
• In tutti i casi in cui le prove scritte interessino lingue
diverse da quella materna si possano dispensare gli
studenti
dalla
loro
effettuazione,
se
già
precedentemente autorizzati, e gli insegnanti
baseranno la loro valutazione sulle corrispondenti
prove orali.
• In definitiva si suggerisce alle sottocommissioni di
esame di adottare nella svolgimento delle prove
scritte e orali le misure compensative e dispensative
impiegate in corso d’anno nel limite delle
compatibilità consentite alla particolare circostanza
delle finalità dell’esame. In tal senso è consentito
l’utilizzo di apparecchiature, strumenti informatici e
ogni
opportuno
strumento
compensativo
ma
opportunamente
predisposto (senza collegamento
all’esterno)
62
Si ricorda, altresì, che, nel diploma finale, nelle
certificazione
sostitutive,
nonché
nella
pubblicizzazione degli esiti conclusivi degli esami,
non deve esservi menzione
delle misure compensative disposte nei confronti degli
studenti affetti da disturbi specifici di apprendimento.
63
Prove INVALSI
Lo scorso anno scolastico in occasione delle prove
INVALSI è uscita una nota specifica per le Esigenze
Educative Speciali tra cui gli allievi con DSA

Sì a strumenti dispensativi/ compensativi se ..

Sì a locale adeguato se ..

Sì a tempi aggiuntivi se ..
64
Un’altra finalità della
Legge 170/2010
STRETTO RAPPORTO
TRA SCUOLA E FAMIGLIE.
Occorre“… incrementare la comunicazione e la
collaborazione tra famiglia, scuola e servizi
sanitari durante il percorso di istruzione e di
formazione”.
65
Le famiglie degli alunni con DSA.
in particolare nell’approccio con la scuola primaria,
• Sono poste di fronte a incertezza recata per lo più da difficoltà
inattese, ….
• Necessitano di essere opportunamente guidate alla conoscenza del
problema non solo in ordine ai possibili sviluppi dell'esperienza
scolastica,
• Necessitano di essere informate con professionalità e costanza
sulle strategie didattiche che di volta in volta la scuola progetta
per un apprendimento quanto più possibile sereno e inclusivo, sulle
verifiche e sui risultati attesi e ottenuti, su possibili ricalibrature
dei percorsi posti in essere
66
Ma per questo serve la …
FORMAZIONE
"… al personale docente e dirigenziale… è
assicurata una adeguata preparazione riguardo
alle problematiche relative al DSA,
scuola
Finalizzata
• ad acquisire la competenza per individuare
precocemente i segnali e la capacità di applicare
strategie didattiche, metodologiche e valutative
adeguate"
67
A saper gestire la delicatezza delle problematiche
psicologiche che s’innestano nell’alunno o nello studente
con DSA … accettazione del problema, condivisione
con i compagni di classe anche in vista
dell’applicazione degli strumenti e delle misure citate,
e per evitare la stigmatizzazione e le ricadute
psicologiche negative.
A saper creare un clima della classe accogliente,
praticare una gestione inclusiva della stessa, tenendo
conto degli specifici bisogni educativi degli alunni e
studenti con DSA.
68
IL
REFERENTE DSA
Quali compiti ??
= Consulente specializzato
69
• Promuovere azioni di formazione e aggiornamento
sui DSA per aumentare conoscenze specifiche e
creare consapevolezze
• Mettere a disposizione della scuola la normativa di
riferimento
• Rispondere alle richieste di consulenza da parte dei
docenti della propria scuola
• Favorire riflessioni pedagogico didattiche atte alla
costruzione di una didattica inclusiva
• Monitorare il processo formativo concordando
percorsi personalizzati (PDP) con i loro docenti
• Individuare gli strumenti compensativi, le misure
dispensative e le strategie metodologico didattiche più idonee
70
• Programmare periodicamente iniziative di
monitoraggio per valutare l’efficacia delle
strategie adottate e il raggiungimento degli
obiettivi nella propria scuola
• Essere in grado di valutare l’effettiva necessità di
invio ai servizi sanitari utilizzando strumenti di
analisi riconosciuti dal MIUR
• Favorire la comunicazione tra scuola, famiglia e
servizi
• Mantenere rapporti con Servizi Socio-Sanitari,
USR, USP, MIUR,
71
• Organizzare una mappatura degli allievi con disturbo
specifico d’apprendimento
• Collaborare con i colleghi nella ricerca di modalità di
verifica e valutazione
• Fungere da raccordo tra i docenti ed il Centro
Territoriale di Supporto per il Progetto Nuove
Tecnologie e Disabilità di riferimento presso il quale
sono consultabili anche materiali hardware e
software per i DSA.
72
Il ruolo del Referente DSA …
va precisato e definito:
nell’autonomia delle Istituzioni Scolastiche
• nel Collegio Docenti,
• nella contrattazione d’Istituto
73
Si sa,
non basta una legge
per modificare la scuola.
Ma ognuno di noi può fare qualcosa
se è convinto che:
La scuola è al servizio dello studente
e non viceversa.
E affinchè l’alunno possa adattarsi
all’insegnamento,
È l’insegnamento che deve adattarsi all’alunno !
74
Grazie
e
Buon
Lavoro !
Bianca Testone
75
Scarica

Scarica file - IC Arquata Scrivia