Lezione 24
Dagli anni Venti alla crisi
del 1929
Storia Economica
La ricostruzione post-bellica…
• Ricostruzione post bellica:
processo lento e tormentato.
• Principale problema:
riconversione industriale.
• Complessivamente: nel 1922
l’economia europea si è
stabilizzata, ad eccezione della
Germania, che precipita invece
nell’iperinflazione.
• Progressivo rientro delle valute
europee all’interno del Gold
Standard.
• Dopo il 1926 tutte le economie
europe (comprese Germania e
URSS) sono ritornate a crescere
con normalità.
• Ristrutturazione sistema
produttivo mondiale e
isolazionismo USA: due grandi
fattori di instabilità all’orizzonte.
Ristrutturazione del sistema economico mondiale…
• La guerra stimola l’aumento della produttività di
certi beni nei paesi non belligeranti.
• Alla fine del conflitto, i livelli produttivi europei
ritornano ai valori precedenti, creando una
situazione di sovrapproduzione strutturale.
• Effetti: calo progressivo dei prezzi e rallentamento
della domanda.
Isolazionismo degli USA…
• Dopo la fine della Prima guerra
mondiale gli USA raffreddano i
propri rapporti commerciali con
l’Europa, puntando in via
pressoché esclusiva sul mercato
interno.
• In prospettiva, questo
rallentamento degli scambi
commerciali tra i due blocchi
economici più sviluppati diviene
un elemento di amplificazione
dell’imminente crisi del ’29.
Verso il crack di Wall Street…
• Originalità e peculiarità
della crisi del ’29.
• Crisi ’29: crisi industriale
+ crack finanziario: in un
mese l’indice delle azioni
industriali da 469 a 220.
• Crack finanziario: panico
+ stretta creditizia interna.
• Impossibile per gli USA
continuare la politica la
politica di credito verso
l’Europa, con il conseguente
collasso del sistema
bancario europeo.
I numeri della crisi…
• 1929-1933: produzione industriale -15%.
• Punta più bassa luglio 1932: -38%.
• Effetti della crisi: più pesanti nei paesi più
industrializzati e in part. per gli USA (90% delle
perdite dei G9).
• Disoccupazione: da 10 a 40 mln.
• Provvedimenti per arginare gli effetti della
disoccupazione: i costi per le finanza pubblica.
• USA = 15 mln.; Germania = 5,6 mln.
La crisi: gli effetti…
• Liquidazione investimenti a breve termine
e disarticolazione pagamenti internazionali.
• Diminuisce propensione a investire nei
PVS.
• Crollo internazionale dei prezzi (35-50%).
• Crollo sistema commerciale mondiale:
dal 1929 al 1934: -26% (volume); - 56%
(valore).
• Rimedi: esasperazione rivalità
commerciali.
• 1936: commercio mondiale: 85%
(volume); 37% (valore).
La crisi: le politiche…
• Anni ’30: massiccio intervento dello Stato in
economia, mai così intenso in passato:
1) disciplina prezzi;
2) regolazione produzione;
3) stimolo domanda;
4) questione sociale.
• Si prefigura: profonda alterazione dei
rapporti tra Stato e mercato, un interventismo
che non mette però in discussione l’ordine
economico esistente.
• Stati Uniti: il New Deal.
Immagini del New Deal…
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Pictures from Tennesse Valley Authority…
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THE GREAT DUST STORM
On the fourteenth day of April of nineteen thirtyfive
There struck the worst of dust storms that ever filled the sky.
You could see that dust storm coming the cloud looked deathlike black
And through our mighty nation it left a dreadful track.
From Oklahoma City to the Arizona line
Dakota and Nebraska to the lazy Rio Grande.
It fell across our city like a curtain of black rolled down
We thought it was our judgment we thought it was our doom.
The radio reported we listened with alarm
The wild and windy actions of this great mysterious storm.
From Albuquerque and Clovis and all New Mexico
They said it was the blackest that ever they had saw.
From old Dodge City, Kansas, the dust had rung their knell,
And a few more comrades sleeping on top of old Boot Hill.
From Denver, Colorado, they said it blew so strong,
They thought that they could hold out, they didn't know how long.
Pictures from Tennesse Valley Authority…
• Furore è un romanzo dello scrittore statunitense John
Steinbeck, premio Nobel per la letteratura del 1962,
pubblicato nel 1939 a New York e considerato il suo
capolavoro.
• Molti ritengono Furore il romanzo simbolo della
grande depressione americana degli anni trenta.
• È considerato un'opera a sostegno della politica del
New Deal di Roosevelt.
• Interventismo statale in tutta l’area del
capitalismo occidentale.
• In Italia il governo fascista dà vita all’IRI
(1933), istituto temporaneo per il salvataggio
dell’economia nazionale, che col tempo
diventerà una struttura stabile.
• Germania: pianificazione e forte dirigismo
statale per la preparazione della guerra.
… fine presentazione…
L’iperinflazione tedesca…
• Già durante la guerra il valore del Marco subisce un sensibile deprezzamento.
• Il governo finanzia spesa statale con la stampa di banconote; alla fine del conflitto la quantità di denaro in
circolazione è quintuplicata.
• I costi astronomici del conflitto (circa 164 miliardi di marchi) sono sostenuti soprattutto con il ricorso al prestito e
solo in minima parte con aumenti delle tasse, sperando di “scaricare” i costi sulle altre nazioni, una volta vinta la
guerra.
• Gli squilibri finanziari esplodono già alla fine del conflitto. Tra il 1919 e il 1923 l'inflazione raggiunge il 662,6%
annuo. Ma fu nel biennio 1921-1923 che si scatenò la vera “iperinflazione di Weimar". Durante la fase finale, nel
novembre 1923, il marco valeva un bilionesimo (1/1.000.000.000.000) di quanto valesse nel 1914.
L’iperinflazione tedesca…
• Negli anni venti, nella Repubblica di Weimar, si usa il
termine Papiermark (marco di carta) per indicare le
banconote emesse per pagare i debiti di guerra.
• Le nazioni vincitrici decidono di addebitare alla
Germania i costi della guerra.
• Senza curarsi delle riserve di oro, la Germania stampa
cartamoneta per estinguere il debito, causando però la
rapidissima svalutazione del marco; sono emesse
banconote di taglio elevato, anche da
100.000.000.000.000 (centomila miliardi).
• Centinaia di tipografie emettono fiumi di marchi che
non valgono nemmeno il prezzo della carta usata.
• In totale, la banca del Reich emette 524 trilioni di
marchi (un trilione ha 18 zeri), cui si aggiungono altri
700 trilioni “d'emergenza” stampati a livello locale.
• Il più delle volte, le banconote e i francobolli stampati
devono sovraimpressi qualche ora più tardi con valori
superiori e, per accelerare la produzione, le banconote
vengono stampate da un solo lato.
L’iperinflazione tedesca…
• L’iperinflazione è un aumento smisurato e
continuo dei prezzi, che colpisce soprattutto i
lavoratori dipendenti (nel 1923 il governo tedesco è
costretto a pagare lo stipendio quotidianamente ai
dipendenti, i quali s'affrettano a comperare
qualsiasi merce prima di vedersi letteralmente
svanire il denaro tra le mani), mentre
temporaneamente sono meno colpiti coloro che
possono adeguare le proprie entrate alla continua
ascesa dei prezzi.
• Col tempo, però, le difficoltà si generalizzano,
perché si assiste alla generale desertificazione della
domanda.
• La perdita di valore del marco è irrefrenabile: 1
dollaro vale, nel 1921, 65 marchi; nel 1922, 2.420
marchi; nel giugno 1923, 100.000 marchi; nel luglio
1923, 350.000 marchi; nell'agosto 1923, 4.600.000
marchi; nel settembre 1923, 100.000.000 di marchi;
nell'ottobre 1923, 25.000.000.000 di marchi; nel
novembre 1923, 4.200.000.000.000 di marchi.
• Il valore del Papiermark che nel gennaio 1914
viene cambiato a 4,2 per ogni dollaro statunitense
raggiunge il valore di un 1.000.000 marchi in agosto
e a 4.200.000.000.000 il 20 novembre 1923.
• Il 15 novembre 1923 un dollaro americano
comprava 4.200 miliardi di marchi, e per comperare
un chilo di pane ci voleva più di un chilo di
banconote.
Ungheria, 1946
L’iperinflazione tedesca…
• L’affrancatura di una lettera all’interno della Germania, il 1º gennaio 1923, costa 10 marchi; il 10 ottobre 2 milioni
di marchi e il 1º dicembre 50 miliardi di marchi.
• Francobolli da 5 miliardi di marchi sono utilizzati per spedire le cartoline, carriole piene di carta moneta servono
per comprare un uovo o un biglietto del tram.
• In questa situazione drammatica le banconote vengono utilizzate per accendere le stufe, e in molti casi si ritorna
al baratto dei beni.
• La situazione si normalizza solo nel gennaio 1924, quando è introdotta la nuova moneta, il Rentenmark, che
sostituisce i vecchi biglietti di banca.
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