IL LUNGO CAMMINO: la storia a
partire dalle normativa
Parte seconda
Dalla Costituzione ai giorni nostri
Avanti
Gli anni ‘50
• tutela fisica e economica della
lavoratrice madre. Questa legge viene
approvata dopo una lungo dibattito in
Parlamento e nel paese (Legge 860/1950 - legge
Noce) .
• proibizione del licenziamento delle
lavoratrici madri, gestanti e puerpere
(Legge 986/50) .
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Gli anni ’50 (segue)
• parità di remunerazione tra uomini e donne,
che recepisce la Convenzione ILO n. 100 del
1951 (Legge 741/56)
• ammissione le donne nelle giurie popolari
delle Corti d'Assise e come componenti dei
Tribunali per minorenni (Legge1441/56).
• che abolisce la regolamentazione della
prostituzione (Legge 75/58 - legge Merlin) .
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Gli anni ‘60
• ammissione delle donne a tutti i pubblici uffici
(compresa la magistratura) e a tutte le professioni
(escluse Polizia, Guardia di Finanza e Forze Armate).
(Legge 66/63)
• Legge 7/63 che vieta il licenziamento per matrimonio
e la legge di modifica a quella sulla tutela delle
lavoratrici madri. Questa legge rende nulle le cause
di nubilato presenti nei contratti collettivi, individuali e
nei regolamenti.
• istituzione della pensione volontaria per le casalinghe
(Legge 389/639).
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Gli anni ‘70
• Legge 898/70 sullo scioglimento del matrimonio.
• Legge 300/70, conosciuto come Statuto dei
lavoratori, anche se non si rivolge esplicitamente alle
donne, vieta esplicitamente negli articoli 15 e 16 ogni
atto o patto discriminatorio, sia esso individuale o
collettivo.
• Legge 1044/1971 per l'assistenza all'infanzia che
prevede l'istituzione di asili-nido pubblici.
• Legge 1204/71 di riforma della legge sulla lavoratrice
madre (assicura un’efficace protezione fisica alle
gestanti e contiene la salvaguardia del posto di
lavoro).
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Gli anni ’70 (segue)
• Legge 151/75 di riforma del diritto di
famiglia che sanziona la parità dei
coniugi (viene sostituita la “patria
potestà” con la “potestà parentale”).
• Legge 405/75 che istituisce i Consultori
familiari.
• Legge 698/75 sullo scioglimento delle
funzioni dell’ONMI.
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Gli anni ’70 (segue)
• Legge 903/77 sulla parità di trattamento fra uomini e donne in
materia di lavoro (presentata dalla Ministro del lavoro protempore Tina Anselmi).
• In questa legge viene sancito il divieto di discriminazione
nell’accesso al lavoro, nella formazione professionale, nelle
retribuzioni, nell’attribuzione delle qualifiche e delle carriere
professionali.
• Inoltre viene preclusa qualsiasi discriminazione basata sullo
stato matrimoniale, di famiglia, di gravidanza o attuato mediante
meccanismi di preselezione.
• Promuove la parità di uomo e donna attraverso una diversa
ripartizione delle responsabilità familiari tra i generi. Viene
sancito il divieto di lavoro notturno per le donne solo in
determinati settori e durante la gravidanza.
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Gli anni ’70 (segue)
• Legge 194/78 sulla tutela sociale della
maternità e sull'interruzione volontaria
di gravidanza.
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Gli anni ‘80
• Legge 121/81 per l’ammissione delle donne nella nuova polizia
di Stato.
• Legge 442/81 che abroga la rilevanza penale della causa
d'onore come attenuante nei delitti.
• Legge 546/87 che estende l’indennità giornaliera di gravidanza
e puerperio alle lavoratrici autonome, coltivatrici dirette,
mezzadre, colone, artigiane ed esercenti attività commerciali
(attuando la direttiva CEE 86/613 dell’11 dicembre 1986 che
recita “parità di trattamento tra uomini e donne che esercitano
un’attività autonoma e tutela della maternità”).
• DPR 268/87 che contempla la costituzione dei Comitati P. O.
all’interno della Pubblica Amministrazione.
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Gli anni ’80 (segue)
• Legge 400/88 sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio
conferma la Commissione pari opportunità come struttura di
supporto della Presidenza sulle questioni femminili.
• Legge 25/89 che eleva a quaranta anni la data di
partecipazione ai concorsi pubblici, come sollecitato dalla
Commissiona nazionale di parità per consentire anche alle
donne che non abbiano potuto dedicarsi ad attività lavorativa in
età giovanile, perché impegnate in incombenze familiari, di
inserirsi nel mondo del lavoro.
• Delibera 6/10/89 del Consiglio della magistratura militare che
consente alle donne l’accesso alla magistratura militare.
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Gli anni ‘90
• Legge 979/90 sull’indennità di maternità per
le libere professioniste (sempre in attuazione
della direttiva CEE 86/613).
• Legge 379/90 sulla tutela della maternità per
le libere professioniste.
• Legge 164/90 che va a normare la
Commissione nazionale per la parità e le pari
opportunità tra uomo e donna presso la
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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Gli anni ’90 (segue)
• Legge 125/1991 sulle Azioni positive per la
realizzazione delle pari opportunità nel campo del
lavoro (viene introdotta la problematica delle
discriminazioni indirette).
• Legge 166/91 sul trattamento economico delle
lavoratrici madri dipendenti da amministrazioni
pubbliche.
• Legge 215/92 sulle Azioni positive in favore della
imprenditoria femminile.
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Gli anni ’90 (segue)
• Legge 81/93 in cui viene sancito l’obbligo per gli enti
comunali e provinciali di stabilire norme per
promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle
giunte e negli organismi collegiali, nonché negli enti,
aziende e istituzioni da essi dipendenti.
Legge 277/93 per la Camera basata su collegi
uninominali maggioritari per il 75% e una quota
proporzionale del 25% che prevede l'alternanza fra
uomini e donne nelle liste.
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Gli anni ’90 (segue)
• Legge 236/93, art. 6 sul vincolo, nei licenziamenti collettivi, di
non effettuare espulsioni di lavoratrici in misura percentuale
superiore a quella del personale femminile occupato
nell’impresa delle medesime dimensioni e con interventi a
favore delle lavoratrici madri durante la mobilità.
Decreto legislativo n. 29/93, sulla parità e pari opportunità sia
per l’accesso al lavoro sia per il trattamento sul lavoro
relativamente alla gestione delle risorse umane (art.7) e sulla
istituzione delle quote di donne nelle commissioni di concorso,
sulla pari dignità di uomini e di donne sul lavoro e sulla
partecipazione delle dipendenti delle Pubbliche amministrazioni
ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale (art.
61).
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Gli anni ’90 (segue)
•
•
•
•
Legge 332/95, art.5 che modifica l’art. 275, 4°c del codice di procedura
penale, prevedendo il divieto di custodia cautelare in carcere di donne incinte o
madri fino al compimento del terzo anno d’età del figlio.
Legge 66/96 sulla violenza sessuale. Essa classifica come reato contro la
persona il reato di violenza sessuale (che include sia la violenza carnale vera e
propria che gli atti di libidine violenti, di solito perpetrati nei confronti dei
minori) così mutando la qualificazione della normativa precedente che lo
definiva reato contro la morale. In tal modo viene restituita dignità alla vittima,
finalmente considerata “persona”, mentre si è cercato di punire il reato in
modo tale (con pena gradabile tra i tre e i cinque anni) che non fosse possibile
il patteggiamento, di modo che lo stupratore non restasse sostanzialmente
impunito.
Legge 52/96 con cui viene recepita la normativa europea in tema di parità di
trattamento tra uomini e donne.
DL 645/96 recepisce la direttiva 92/85/CEE sul miglioramento della sicurezza
e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in allattamento
solo per quanto riguarda la parte relativa alla salute.
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Gli anni ’90 (segue)
• Direttiva del 7 marzo 1997 del presidente del Consiglio dei ministri
On. Romano Prodi, in favore di azioni volte a promuovere
l’attribuzione di poteri e responsabilità delle donne, a riconoscere e
garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini.
• Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 405/97 di
istituzione ed organizzazione del Dipartimento per le Pari Opportunità
nell’ambito della Presidenza del Consiglio.
• Decreto del Ministro dell’Agricoltura che istituisce l’Osservatorio
nazionale per l’imprenditoria femminile ed il lavoro in agricoltura.
• Decreto del Ministro delle Pari Opportunità che istituisce la
Commissione per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria
femminile e l’osservatorio per l’imprenditorialità femminile.
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Fine anni ‘90
•
•
•
Legge 285/97 sulla promozione di diritti ed opportunità per l’infanzia e
l’adolescenza. Prevede servizi per l’infanzia e sostegno della relazione
genitori/figli.
Legge 25/99 (legge comunitaria 1998). L’art. 17 di tale legge, al fine di
adeguare la legge italiana alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità
europee 4 dicembre 1997, ha abrogato il divieto del lavoro notturno per le
lavoratrici tessili (per le altre lavoratrici il divieto non operava già in
precedenza), escludendo però comunque dalla prestazione di lavoro notturno
le donne in stato di gravidanza fino ai tre anni di età del minore, ovvero le
lavoratrici con disabili a carico.
Legge 157/99 in materia di rimborso delle spese elettorali. L’art. 3, comma 1
di tale legge mira a favorire la partecipazione attiva delle donne nella vita
politica, disponendo che “ogni partito o movimento politico destina una quota
pari ad almeno il 5% dei rimborsi ricevuti per consultazioni elettorali ad
iniziative volte ad accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica”.
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Fine anni ’90 (segue)
• Legge 380/99 sull’istituzione del servizio
militare volontario femminile e sull’accesso
delle donne a tutti i ruoli, compresi quelli
operativi, e consente il raggiungimento dei
più alti livelli di carriera in termini di
assoluta parità rispetto agli uomini.
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2000
• Legge 53/00 che prevede disposizioni per il
sostegno della maternità e della paternità (congedi
parentali), per il diritto di cura e per il
coordinamento dei tempi delle città.
• Dl 196/00 che disciplina l’attività delle consigliere
e dei consiglieri di parità e fornisce disposizioni in
materia di azioni positive. Precedentemente tale
materia era disciplinata dalla legge 125/91, art. 10.
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2001
• Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
• "Modifiche al Titolo V della parte seconda della
Costituzione"
•
• Legge Costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2
• "Disposizioni concernenti l'elezione diretta dei
presidenti delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e di Bolzano"
• Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165
• "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche"
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2003
• Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 215
• "Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di
trattamento tra le persone indipendentemente dalla
razza e dall'origine etnica“disponendo le misure
necessarie affinche' le differenze di razza o di origine
etnica non siano causa di discriminazione, anche in
un'otticache tenga conto del diverso impatto che le
stesse forme di discriminazionepossono avere su
donne e uomini, nonche' dell'esistenza di forme di
razzismo a carattere culturale e religioso
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Legge 1204/71 per la tutela
delle lavoratrici madri
E’ una legge ancora oggi vigente. Prevede:
5 mesi di congedo obbligatorio retribuito
divieto di licenziamento della lavoratrice
fino al compimento di un anno d’ età dei
figli
divieto di lavoro notturno e pesante
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Legge 53/2000 sui congedi
parentali
• Il ciclo delle leggi sulla tutela della maternità si chiude
con l’approvazione della legge 53/00 sui congedi
parentali. E’ la prima legge che coinvolge i padri nella
condivisione della cura dei figli, nell’interesse
principale di questi ultimi.
•
• Con questa legge viene attuato un passaggio
culturale significativo, sotto il profilo giuridico.
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Legge 9037/1977 - La prima
legge di parità
• Questa legge è stata sollecitata da alcune
Direttive europee del 1975 e ’76, sulla
parità di retribuzione e la possibilità di
adottare Azioni positive.
• Le Direttive europee entrano nel nostro
ordinamento giuridico in quanto
dobbiamo uniformarci ai principi che
dettano.
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Legge 9037/1977 - La prima
legge di parità
• La legge del 1977 è la prima legge che vieta le discriminazioni
nell’accesso al lavoro e sul lavoro verso le donne:
• per la prima volta coinvolge i padri nella cura dei figli in quanto
prevede che possano usufruire dei congedi per la malattia dei
figli
• le lavoratrici possono rimanere al lavoro fino al raggiungimento
dei contributi necessari per ottenere la pensione
• vieta il lavoro notturno (oggi per uniformarci alla direttiva
europea questo divieto è caduto)
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Legge 9037/1977 - La prima
legge di parità
Ma:
• non definisce il concetto di discriminazione indiretta
• non prevede l’inversione dell’onere della prova
• le sanzioni previste per chi discrimina sono
irrisorie
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Anni 70 - Femminismo e richiesta delle donne
del riconoscimento della loro diversità come
valore.
• La teoria della differenza di genere elaborata dal
movimento femminista, ha fatto sì che le leggi che
seguirono tenessero conto della necessità di darsi
degli strumenti legislativi che, seguendo il dettato
costituzionale, promuovessero condizioni per
rendere effettivo il diritto al lavoro per le donne.
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Legge 125/1991 “Azioni positive per
la parità uomo-donna nel lavoro”
• Con la legge 125 si attua il passaggio dalla parità
giuridica formale, alla parità sostanziale.
• E’ stata chiamata la legge della differenza che
viene riconosciuta prevedendo strumenti
opportuni per la realizzazione della parità uomodonna nei luoghi di lavoro.
• Tali strumenti vengono definiti azioni positive: si
tratta di strategie adottate per correggere lo scarto
che non permette la reale uguaglianza tra i sessi.
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Legge 125/1991 “Azioni positive per
la parità uomo-donna nel lavoro”
• Questa legge ripara i limiti della 903/77.
• Definisce la discriminazione indiretta quale trattamento
pregiudizievole che ha come conseguenza lo svantaggio per uno dei
due sessi
• Prevede azioni positive rimuovere gli ostacoli che di fatto
impediscono la realizzazione di pari opportunità nell’accesso al
lavoro, nella formazione, nella progressione di carriera, nella vita
lavorativa, nell’orientamento scolastico e per favorire il lavoro
autonomo
• Prevede azioni positive per superare un’organizzazione e una
distribuzione del lavoro, che provocano effetti diversi a seconda del
sesso
• Promuove l’inserimento delle donne nei settori di attività dove
sono sottorappresentate
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Consigliere di Parità nazionale,
regionale e provinciale.
• Tra gli strumenti per l’applicazione
corretta della legge è stata prevista la
figura delle consigliere di parità
nazionale, regionale e provinciale.
• Le Consigliere di Parità operano su due
fronti: la promozione delle azioni
positive e la lotta alle discriminazioni
verso le lavoratrici.
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Consigliere di Parità
• Tra gli strumenti per l’applicazione corretta
della legge è stata prevista la figura delle
Consigliere di Parità nazionale, regionale e
provinciale.
• Le Consigliere di Parità operano su due
fronti: la promozione delle azioni positive e
la lotta alle discriminazioni verso le
lavoratrici.
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Norme per le Aziende
• Le aziende con più di 100 dipendenti devono
presentare ogni due anni una relazione sulla
situazione del personale.
•
• Sono previsti finanziamenti per l’attuazione di
azioni positive nelle aziende relative alla
riorganizzazione aziendale che tenga conto del
riequilibrio delle mansioni, delle carriere, di una
distribuzione delle fasce orarie in rapporto al
bisogno di conciliare famiglia e lavoro.
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Alcuni strumenti per la
realizzazione di azioni positive
Flessibilità oraria in entrata e uscita
Riorganizzazione aziendale
Formazione per favorire un miglior inserimento delle donne nel
mondo del lavoro
Part time
Job sharing o lavoro ripartito
Servizi all’infanzia, centri di aggregazione giovanile
Congedi parentali per padri e madri fino all’ottavo anno di vita del
figlio
Consigliere di parità cui rivolgersi
Banca del tempo, delle ore
Tempi della città
Eliminazione della burocrazia inutile, ecc.
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Fine
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