Master in Psicomotricità Educativa e Preventiva
Culture del corpo
e differenze di
genere
Rossella Ghigi
Caterina da Siena
(1347-1380)
Che significa studiare le culture del
corpo?
• Significa studiare come i bisogni del corpo
influenzano l’organizzazione della società, i suoi
tempi, i suoi spazi, le regole del vivere in collettività
La società si organizza intorno al corpo
• Ma anche, viceversa, significa studiare come i
bisogni della società e del vivere comune, con le
sue leggi, le sue istituzioni e i suoi processi
influenzano il corpo, il modo di gestirlo, di
pensarlo, di trasformarlo
Il corpo “naturale” non esiste in alcuna società:
ognuna definisce il proprio ideale corporeo,
ognuna interviene sulla fisicità dei corpi
La teoria classica non è stata sempre consapevole dell’importanza
del corpo: svalutazione dell’”uomo naturale” e di ogni biologismo.
Fu l’antropologia la prima a restituirne l’importanza: es.
Marcel Mauss:
Le tecniche del corpo (1934)
“I modi in cui gli uomini, nelle diverse
società, si servono, uniformandosi alla
tradizione, del loro corpo' “
Marcel Mauss:
Le tecniche del corpo (1934)
Le tecniche del corpo ci appartengono perché
ci sono state trasmesse dalla nostra cultura e
sono relative a diversi momenti della vita di
ogni individuo, dall'infanzia alla vita adulta.
Dunque: carattere non naturale ed acquisito
di tutti quei comportamenti e quelle gestualità
che servono al soddisfacimento dei bisogni
primari, quali ad esempio l'alimentazione, il
riposo, la sessualità eccetera, e che,
viceversa, sono stati a lungo ritenuti come
comportamenti innati nell'uomo.
Nulla vi è di naturale nel nostro
comportamento, per cui diviene lecito
impiegare il concetto di tecnica anche rispetto
all'utilizzo che il genere umano fa del proprio
corpo.
Marcel Mauss:
Le tecniche del corpo (1934)
Ogni gesto relativo al soddisfacimento di un
bisogno del corpo è socialmente appreso: è
espressione di un addestramento educativo
proprio del contesto sociale di appartenenza
e delle sue esigenze.
Sono pratiche di cui il corpo non si fa
solamente portavoce, espressione, ma
attraverso le quali acquista una propria
ontologia sociale: viene chiamato ad essere.
Il mito del corpo libero in epoca
contemporanea
E oggi?
A lungo tempo i sociologi hanno pensato che si andasse verso una
sempre maggiore “liberazione” del corpo.
•In realtà: siamo solo più liberi di scegliere le nostre costrizioni
Elias: la civilizzazione non è che la trasformazione delle
imposizioni sul corpo in autocostrizioni automatiche, consuetudini che
valgono anche quando si è da soli
• L’appartenere a l’uno o all’altro genere, all’una o all’altra razza, all’uno o
all’altro strato sociale, esercitare una certa professione, possedere o
meno un certo livello di scolarizzazione, vivere in città piuttosto che in
campagna, abitare in paesi del primo o del terzo mondo incidono sulla
morfologia del corpo
Pierre Bourdieu (1987):
“Il corpo in ciò che ha di più naturale in
apparenza, cioè nelle dimensioni della sua
conformazione visibile (volume, statura, peso,
etc) è un prodotto sociale, dato che la
distribuzione ineguale tra le classi delle proprietà
corporee si compie attraverso diverse
mediazioni come le condizioni di lavoro (con el
deformazioni, le malattie, perfino le mutilazioni
correlative) e le abitudini in materia di consumo
che, in quanto dimensione del gusto, dunque
dell’habitus, possono perpetuarsi al di là delle
loro condizioni sociali di produzione”
Es.
http://www.istat.it/dati/catalogo/20020630_00/volume.
pdf
PARTE 1. (I-IIa lezione)
IL GOVERNO DEI CORPI
Verranno presentate le principali tematiche sociologiche sul modo in cui
cultura e società intervengono nella relazione tra l’individuo e il proprio corpo.
La tensione tra autonomia individuale e condizionamento sociale sarà in
particolare affrontata attraverso un’esplorazione storica del rapporto tra poteri
e corpi nelle società occidentali premoderne e moderne. I temi principali
saranno il processo di civilizzazione, la biopolitica e la società disciplinare, le
istituzioni totali, la moda e l’imitazione, le modalità di in-corporazione della
cultura.
PARTE 2.
CORPI E DIFFERENZE DI GENERE
Si affronterà il tema delle gerarchie sociali nell’epoca contemporanea e il
modo in cui la corporeità le influenza, le conferma e talvolta le contrasta. Si
cercherà di capire come e in che misura fattori come la cultura, l'età, la classe
sociale, lo stile di vita influenzino il rapporto dell'individuo con la propria fisicità
e, per questo tramite, la formazione stessa della sua identità. Ci si
concentrerà, in particolare, sul modo in cui gli agenti di socializzazione
condizionano il rapporto col proprio corpo in base al genere, fin dalla prima
infanzia.
PARTE 3.
IL CORPO PERFETTIBILE
Si affronteranno tematiche specificamente legate alla società attuale nei paesi
industrializzati. In particolare, verrà affrontato il modo in cui il mercato e il c.d.
biocapitalismo abbiano trasformato le modalità di gestione della corporeità. La
progettualità corporea di uomini e donne, e la loro rappresentazione sul piano
simbolico derivano dall’attuale cultura del narcisismo. L’idea di un “Sé”
proprietario di un “corpo-capitale” lontano da tradizionali identificazioni
collettive si interseca con la dicotomia del maschile e del femminile creando e
ricreando differenze e disuguaglianze.
Prove:
Richiesta:
partecipazione
prove intermedie
simulazioni.
Ricevimento e contatti:
Ogni martedì dalle 17 alle 18.30 via Filippo Re, 6 Studio 27 (Ghigi), I
piano.
Tel 0512091634
Email: [email protected]
Parte prima.
Il governo dei corpi
Body politics: plasticità del corpo e potere
Norbert Elias
(1897-1990)
Il processo di civilizzazione
(1939)
Norbert Elias
Da società feudale a società di
corte
Curializzazione ceto nobiliare dei
cavalieri: aumento necessità di
autocontrollo, regolazione atti
(soprattutto con la dama da cui
dipendono)
Norbert Elias
Inizialmente (XI-XII secolo) solo
parziale controllo dell’economia
pulsionale: no pacificazione del
territorio + no spinta
affermazione sociale borghesia
urbana (= meno necessità dei
nobili di differenziarsi, di
bandire totalmente volgarità e
violenza)
Norbert Elias
Coi secoli, avanza processo di
curializzazione
(perdita autonomia militare dei cavalieri
medievali, re sempre più necessario
per la pacificazione del territorio sotto
monopolio della forza, liberi guerrieri
non hanno più funzione sociale),
e con esso quello di
civilizzazione dei modi
Norbert Elias
Es. civilizzazione nei bisogni corporali
(mangiare, dormire, etc), nelle relazioni
tra i sessi, senso del pudore.
Processo sociogenetico
E
Processo psicogenetico
Da imposizione esterna (rispetto per gli altri)
Ad autocostrizione (rispetto per sé):
individualizzazione
Stato garantisce pacificazione (minaccia fisica
diventa solo potenziale)
Minore espressione estrema dei sentimenti
(aggressività e piacere)
Maggiore senso di isolamento e inquietudine
permanente
Michel Foucault
Sorvegliare e punire
(1975)
Devianza
Nel corso dell’Ottocento si sviluppa l’idea che
l’ordine sociale non viene prodotto dalla
repressione/punizione, ma dal disciplinamento e
dal lavoro.
Si sviluppa l’idea della rieducazione morale
(distruzione + produzione delle identità)
finalizzata alla reintegrazione.
Il Panopticon di J. Bentham
(1791)
Da molti che guardano pochi a pochi che guardano molti
Dal controllo alla sorveglianza
Foucault :
Il potere nella società
moderna trasforma i
sorvegliati in sorveglianti
di se stessi, introiezione
dello sguardo che
sanziona e minaccia
costante della punizione
Foucault :
Nella modernità la società intera diviene
disciplinare:
Biopotere:
1.Anatomo-politica del corpo umano
2.Biopolitica delle popolazioni
1.Anatomo-politica del corpo umano
Ha come obiettivo il corpo, il potenziamento delle
sue attitudini, la crescita della sua utilità in
relazione agli imperativi delle strutture nelle
quali è inserito.
2. Biopolitica delle popolazioni
Si realizza in una serie di controlli regolatori
relativi ai fenomeni demografici, alla nascita e
mortalità, al livello di salute o alla durata di vita
Erving Goffman
(Canada, 1922 - Usa, 1982)
Asylums
Istituzioni totali
Goffman:
Implicano processi
standardizzati di
mortificazione del
sé di una persona.
Internati: “Privati
del corredo per la
propria identità”
(Asylums, 51)
Istituzioni totali
Istituzione totale =
1. Tutte le fasi della vita sono vissute
nello stesso luogo e sotto il controllo di
una unica autorità
2. Ogni azione è condotta con un gruppo
di persone
3. Tutte le attività quotidiane sono
programmate e la sequenza è sottoposta
a regole
4. Nel loro complesso le attività
compongono il piano dell’istituzione.
Istituzioni totali
Conseguenze:
Istituzionalizzazione: reazione
dei pazienti
alle strutture burocratiche di
un'istituzione ospedaliera
Disgregrazione dell’identità e sua
ricomposizione secondo le regole
dell’istituzione stessa: il malato di
mente si penserà solo in quanto
tale
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