LCA di un 1l di succo di pesca
Analisi comparativa fra una filiera convenzionale e una filiera con
produzione integrata di bioenergia da scarti
Autori:
De Menna Fabio - DISTAL,
Università di Bologna
Neri Paolo - LCAlab
Tutor:
Vittuari Matteo - DISTAL,
Università di Bologna
Litido Maria - ENEA, Centro
Ricerche Bologna
Sommario
• Introduzione: biomassa, bioenergia e
sostenibilità
• Obiettivi e metodologia
• Inventario delle filiere
• LCIA della filiera convenzionale
• Confronto con filiera integrata
• Confronto con filiera non integrata
• Analisi di sensibilità
• Conclusioni
Biomassa, bioenergia e sostenibilità
• Crescita dell’uso di biomassa per la produzione di bioenergie
soprattutto per sicurezza energetica e cambiamento climatico
(Edenhofer et al., 2012)
• Sostenibilità largamente dipendente da tipologia di produzione
dei feedstocks, conversione energetica e supply chain: in
alcuni casi impatti su deforestazione, competizione uso dei
suoli e risorse, perdita di biodiversità, etc.
(Bucholz et al., 2009; Rosillo-Calle et al. 2008)
Biomassa, bioenergia e sostenibilità
Crescente tendenza allo sviluppo di indicatori e lineeguida che
favoriscano una maggiore sostenibilità ambientale, economica e
sociale
(GBEP, 2011; Scarlat and Dallemand, 2011)
Esempi di proposte:
• EU Directive 2009/28/EC, che stabilisce alcuni criteri
minimi (-35% GHG; no food vs. fuel; biodiversità;
protezione ambiente; prosperità economica)
• Congelamento produzione 1° generazione biofuel
• Blocco dei sussidi
• Uso non-food crops
Biomassa, bioenergia e sostenibilità
• Focus su scarti e biomassa esistente: utilizzo di residui del
settore agroalimentare e forestale vs. coltivazione di energy
crops
• Possibili vantaggi:
• no crescita uso del suolo;
• possibilità di integrazione con attività esistenti (es.
prod. di cibo);
• > indipendenza energetica;
• Possibili esternalità negative:
• particolato e altre sostanze inquinanti;
• impatto su paesaggio (aree rurali);
• smaltimento di prodotti ancora edibili;
Obiettivi dello studio
• Valutazione del danno ambientale del ciclo di vita del
nettare di pesca, con focus su
– aspetti energetici;
– spreco di cibo edibile.
• Confronto fra filiere con diversi utilizzi degli scarti:
– F. convenzionale: produzione del succo di pesca e smaltimento
tradizionale degli scarti (spargimento al suolo nella coltivazione,
compostaggio e mangimistica nella trasformazione, acque reflue
nella distribuzione e nel consumo)
– F. integrata: produzione del succo di pesca e di energia
rinnovabile da scarti per autoconsumo
– F. non integrata: produzione di succo di pesca e vendita degli
scarti a produttori di energia (no autoconsumo)
Funzione e confini del sistema
• Funzione principale è alimentare => UF 1l di
nettare di pesca consumato
• I confini del sistema includono tutti segmenti
dalla raccolta delle materie prime alla
dismissione di tutti gli scarti:
– Conv.: coltivazione, trasformazione, distribuzione,
consumo e fine vita degli scarti delle diverse fasi
– Integr. & Non integr.: inclusione delle produzioni di
energia (con o senza autoconsumo)
Qualità dei dati
• I dati utilizzati sono stati raccolti in
letteratura, disciplinari di produzione, web
• In mancanza di dati sono state fatte delle
ipotesi
• Ca. 60 processi creati (es: 11 proc. di
trasformaz)
• Uso e/o modifica di processi Ecoinvent
Metodologia
• Codice: SimaPro 7.3.3
• Database: Ecoinvent 2.2
• LCIA condotto con metodo IMPACT 2002+
modificato e nuovo indicatore:
– Fabbisogno calorico recuperabile: misura lo
spreco di cibo in kcal alimentari da scarti
edibili, impatto in Human Health come
mancato apporto calorico
LCI F. convenzionale: alcuni aspetti
• 1 processo che rappresenta la filiera (Peach nectar, farm to fork)
con i segmenti separati inclusi come sottoprocessi:
– Coltivazione (UF 240t di pesche in 20 anni):
• fertilizzanti, pesticidi e lavorazioni (dati disciplinari, calcolo emissioni su
modelli Ecoinvent e distribuzione comparti Mackay);
• consumi energetici di un capannone
• 2% di non raccolto (dati ISTAT) tradotto in kcal (INRAN);
• potature al suolo: difficile tradurre come apporto SO e MP
– Trasformazione (UF 3697 brik di nettare):
• 13 fasi lavoraz. con consumi di acqua ed energia da dati produttori
macchinari;
• smaltimento scarto in mangimistica e compost;
– Distribuzione (UF 3660 brik distribuiti):
• modellato su base LCAfood.dk;
• scarto da dati fatturato settore, smaltimento in reflue;
– Consumo (UF 0,99 l di nettare consumato):
• modellato su base LCAfood.dk;
• ipotesi di scarto 1%, smaltimento in reflue.
LCI F. integrata - energie evitate
• Filiera integrata (produz. e autoconsumo di energia)
rappresentata secondo due differenti modalità: prodotto
evitato vs. coprodotto
• Inventario include in entrambi i casi entrambe le
produzioni (cibo e energia) negli stessi processi
• Filiera con energie evitate: 1 processo con i 4 segmenti
come sottoprocessi
• Inclusione nei sottoprocessi delle energie elettrica e
termica cogenerate dagli scarti come prodotti evitati
(elett. da rete e termica da gas) e come input:
– Cogenerazione da cippato di potature nella coltiv.
– Cogenerazione da biogas da scarti pesca in trasf. distrib. e cons.
LCI F. integrata - energie coprodotte
• Filiera rappresentata dal processo Peach nectar, integrated
bioenergy, farm to fork (coproduct), con UF = 0,99l di nettare
consumato
• Processi che rappresentano i segmenti sono multi output, con
prodotto principale (pesche o succo) e coprodotti (energia elettrica,
termica e scarti), criterio di allocazione economica
• Struttura dei processi: no segmenti come sottoprocessi sequenziali
ma serie di processi concatenati (a cascata) per l’adozione del
coprodotto:
– Ripartizione del danno fra i vari output in ogni segmento
– Nel segmento successivo, l’allocazione ripartisce il danno del segmento
precedente fra i vari output
• Con sequenzialità => somma dei danni (possibile nella filiera
convenzionale) mentre con concatenazione => ripartizione dei danni
a cascata
• Memoria di filiera: ogni processo tiene conto della storia precedente
del prodotto/materia prima utilizzato, e della modalità con cui esso è
stato realizzato
LCI F. integrata - energie coprodotte
• Con sequenzialità => somma dei danni (possibile nella filiera
convenzionale) mentre con concatenazione => ripartizione dei danni
a cascata
• Memoria di filiera: ogni processo tiene conto della storia precedente
del prodotto/materia prima utilizzato, e della modalità con cui esso è
stato realizzato
• A diff. della filiera con energie evitate, autoconsumo rappresentato
mediante sostituzione degli input energetici della filiera conv. con i
coprodotti stessi (es. “electricity from peach prunings” vs. “electricity,
low voltage at grid”)
• Autoconsumo e ripartizione del danno per allocazione => una parte
del danno viene reinserito nella filiera stessa:
– annullamento dell’effetto dell’allocazione nel caso tutta l’energia
coprodotta sia consumata
– aumento dell’effetto all’aumentare dell’eventuale surplus
LCI F. non integrata - scarti coprodotti e
filiere energie
• Prod. alimentare e prod. energie
rinnovabili collegate ma separate
• F. alimentare => succo e scarti come
coprodotti (all. economica e
concatenazione)
• 2 f. energetiche => scarti utilizzati per la
produzione di energia elettrica e termica
• Obiezione: comparabilità dei sistemi vs.
focus su impatti congiunti
LCIA: Network - F. convenzionale
LCIA Caratt. - F. convenzionale
LCIA Caratt. - F. convenzionale
• Carcinogens, Ozone layer depletion, Respiratory
organics: danno dovuto principalmente alla produzione
del contenitore
• Non-Carcinogens: dovuto principalmente a emissioni
da incenerimento packaging, coltivazione e compost
• Respiratory inorganics: derivante soprattutto da
trasporti e produzione di energia
• Ionizing radiation: derivante da smaltimento rifiuti
nucleari
• Acquatic ecotoxicity e Terrestrial ecotoxicity :
pesticidi e metalli nella coltivazione
• Terrestrial acid/nutri: coltivazione e trasporti
• Land occupation: coltivazione di mais e barbabietola da
zucchero
• Global warming, Non-renewable Energy Mineral
extraction : dovuto all’energia per la trasformazione e
per il capannone
• Fabbisogno calorico recuperabile: per il 38.72% in
distribuzione
LCIA: Damage ass. - F. convenzionale
HH
EQ
CC
RES
ER
5.1637E-7
DALY
3.4431
PDF*m2*yr
0.90941
kgCO2eq
15.309 MJ
0.020289MJ
LCIA: Single score - F. convenzionale
Danno tot: 0.00051674 Pt dovuto per il 30.06% alla coltivaz., per il 53.21% alla
trasformazione, per l’8.19% alla distribuzione e per l’8.54% al consumo
Categorie di danno: 14.09% a Human Health, 48.64% a Ecosystem Quality, 17.78%
a Climate change e 19.49% a Resources.
F. convenzionale vs. F. con riciclo
Il processo con il riciclo produce un impatto maggiore del 3%, a causa di Terrestrial
ecotoxicity e Non-carcinogens, (+ 176,5% e + 21,48%), per la maggiore emissione di
metalli pesanti nella produzione del compost.
Nella categoria Non-renewable energy si registra un aumento del danno dell’1,18%, a
causa del maggior consumo di energia.
LCIA: Damage ass - Confronto 2 filiere
LCIA: Damage ass - Confronto 2 filiere
•
In Human Health la differenza è dovuta a Sulfur dioxide in aria, nei processi di
combustione di carburanti fossili nelle centrali elettriche, che nel caso del “prodotto
evitato” e del “coprodotto”, si riducono per effetto rispettivamente dell’energia evitata
e dell’utilizzo delle energia coprodotte e dell’allocazione del surplus. In tutti e 3 i casi,
la categoria d’impatto che produce il danno massimo è Respiratory inorganics.
•
In Ecosystem quality la differenza è dovuta principalmente a Zinc nel suolo, perché
scompare il processo di compostaggio. In tutti e 3 i casi, la categoria d’impatto che
produce il danno massimo è Land occupation. Inoltre si registra la maggiore
riduzione del danno nella categoria Terrestrial ecotoxicity.
•
In Climate change il “convenzionale” produce il danno massimo (0,90941 kgCO2eq)
e il “prodotto evitato” produce il danno minimo (0,60414 kgCO2eq)
•
In Resources il “convenzionale” produce il danno massimo (15,309 MJ primary) e il
“prodotto evitato” produce il danno minimo (9,5433 MJ primary).
•
In Energia rinnovabile il “convenzionale” produce il danno massimo e il “prodotto
evitato” produce il danno minimo (vedi caratterizzazione per Energia rinnovabile).
LCIA: Single score - Confronto 2 Filiere
LCIA: Single score - Confronto 2 Filiere
 Danno totale:
 0,00051674 Pt per il “convenzionale”,
 0,00043548 Pt per il “prodotto evitato” (pari a una riduzione del 15,73%
rispetto al “convenzionale” e del 2,76% rispetto al “coprodotto”)
 0,00044783 Pt per il “coprodotto” (pari a una riduzione del 13,33%
rispetto al “convenzionale”).
 Il “convenzionale”ca. il 50% del danno è dovuto alla categoria Ecosystem
quality, seguita da Resources, Climate change e Human health
 In “prodotto evitato” e “coprodotto” il danno dovuto a Ecosystem quality, pur
ridotto in termini assoluti, assume maggiore peso, a causa della maggiore
riduzione del danno nelle categorie Climate change e Resources
 La produzione integrata delle bioenergie (e il loro autoconsumo) ha maggiori
benefici in termini di risorse ed emissioni di gas a effetto serra, rispetto agli
impatti in termini di salute umana e di qualità dell’ecosistema
LCIA: Single score - Confronto 3 Filiere
La f. non integrata produce il danno totale massimo (0,000523519 Pt), pari a un +1,31%,
+20,22% e +16,9% rispetto al “convenzionale”, al “prodotto evitato” e al “coprodotto”;
Per quanto riguarda le singole categorie di danno, la filiera non integrata presenta il
danno massimo in tutte le categorie, eccezione di Ecosystem quality (per mancanza
compostaggio)
LCIA: Single score - Confronto fra elettricità
da rete e da scarti
Danno inferiore del 63,94%: riduzione maggiore in Resources (-86,85%) e Climate
change (-77,88%)
In Ecosystem quality (5% del danno totale dell’elettricità da rete), danno circa il doppio
imputabile principalmente alla categoria d’impatto Land occupation
LCIA: Single score - Confronto fra termica
da gas e da scarti
Danno inferiore del 77%: riduzione maggiore in Resources (-97%) e Climate change
(-93%). In Human health (7% del danno totale dell’energia termica da gas), il danno è
maggiore del 52%, in particolare per Respiratory inorganics, a causa delle maggiori
emissioni di Particulates, <2,5um in aria e Ammonia in aria, derivanti dai processi di
produzione di bioenergia
Conclusioni
• Autoproduzione e autoconsumo di energia
portano a riduzione maggiore del danno
• Nel caso di mancato autoconsumo, si ha
un aumento del danno totale, a meno che
il mix energetico nazionale non cambi
• In generale, la produzione di energia da
scarti della filiera agroalimentare sembra
rispondere a requisiti di sostenibilità
Conclusioni 2
• Prodotto evitato vs. coprodotto:
– energie evitate: annullamento dell’energia da
rete e da gas consumata + effetto del surplus
– energie coprodotte: riduzione per sostituzione
dell’energia con i coprodotti e lieve vantaggio
derivante da surplus (esce dal sistema)
– il vantaggio del “prodotto evitato” scompare
quando le energie evitate non incidono sulla
categoria di impatto considerata e, in questo
caso passa al “coprodotto
Scarica

LCA di un 1l di succo di pesca Analisi comparativa fra una filiera