DOSSIER
Lunedì, 15 dicembre 2014
DOSSIER
Lunedì, 15 dicembre 2014
Articoli
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 45
Controlli più fitti contro bullismo e droga nelle scuole
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46
Il vescovo Redaelli: sì all' accoglienza no a chi ne approfitta
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46
Prefettura e Comune finiscono nel mirino
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46
Romoli: «Iniziativa apprezzabile ma Gorizia non può farsene...
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46
Tre nuove "case" per i profughi
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 48
Il Dante riabbraccia Fausto Romitelli
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 48
Orienteering e passeggiate L' altro Natale di Borgo Castello
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 49
La Marcelliana rifugio per senzatetto
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 50
La Grande guerra letta attraverso i graffiti
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 51
Un presepe a ricordo dei caduti sul Carso
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 53
A Brazzano c' è la discarica­fantasma
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 54
Un ponte che unisce la provincia
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 58
Gran galà dei fiori mercoledì al Verdi con il top dei...
14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 58
GORIZIA "OLTRE LO SGUARDO" VISITA GUIDATA
14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 29
Blitz delle associazioni profughi via dal parco
14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 30
Città protagonista in tv grazie a due trasmissioni
14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 31
Domani in teatro "Vino dentro", il film di Vicentini Orgnani
14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 31
Una festa senza lustrini per i cento anni del ponte
14/12/2014 Primorski dnevnik
Do torka na toplem
14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 29
Martedì vertice fra il prefetto e i 25 sindaci
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PREFETTURA »COMITATO PER L' ORDINE PUBBLICO.
Controlli più fitti contro bullismo e droga nelle scuole
Verrà attivato un servizio telefonico in cui si potrà segnalare alle forze dell' ordine
episodi di spaccio e maltrattamenti
di Francesco Fain Questione immigrazione,
escalation di episodi di microcriminalità (furti
nelle abitazioni, truffe, vandalismi), schiamazzi
notturni.
Questi i temi che, sino ad oggi, hanno
caratterizzato le periodiche convocazioni dei
Comitati provinciali per l' ordine e la sicurezza
pubblica promossi dalla Prefettura di Gorizia.
Ecco perché si può considerare
indubbiamente "inconsueta" per i temi trattati
la riunione di mercoledì alle 10.30. Il prefetto
Vittorio Zappalorto presiederà, infatti, una
riunione del Comitato che «discuterà ­ si legge
in una breve nota ­ in merito alla
intensificazione delle misure di contrasto e di
prevenzione dei fenomeni del bullismo e dello
spaccio e consumo di sostanze stupefacenti
negli istituti scolastici dell' Isontino».
Ciò lascerebbe intendere che c' è o c' è stata
una recrudescenza di questi reati nell'
ambiente scolastico provinciale. In realtà, così
non è. «Niente di tutto questo ­ sgombra il
campo da ogni possibile equivoco il
viceprefetto vicario Gloria Allegretto ­.
Semplicemente vogliamo dare vita a un
monitoraggio più stretto di quelli che sono
fenomeni delicati nel mondo della scuola.
Da qui, la convocazione del tavolo che servirà a mettere a punto diverse strategie».
Quali? Ad esempio, «verrà attivato ­ si legge sempre nella nota ­ un servizio telefonico dedicato al quale
i cittadini potranno inviare un sms per segnalare episodi di spaccio e bullismo alle forze di polizia». Alla
riunione sono stati invitati, oltre ai vertici provinciali delle forze dell' ordine, il procuratore della
Repubblica presso il tribunale di Gorizia, il procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minori di
Trieste e il dirigente dell' Ufficio scoalstico provinciale.
E così torna d' attualità un' ormai datata relazione della stessa Prefettura in cui si legge che «il
diffondersi delle cosiddette droghe sociali rimane un dato sommerso ma allarmante soprattutto per la
sua diffusione fra i giovani mediamente compresi tra i 20 e i 24 anni. Il territorio, considerato di transito
di sostanze stupefacenti provenienti dall' Est europeo e destinate al mercato dell' Italia settentrionale,
mantiene una connotazione di consumo e microspaccio di droghe leggere. Il fenomeno trova la sua
principale causa nella vicinanza con la Slovenia (di cui Nova Gorica si è confermata come snodo
centrale di smercio)».
Sempre nell' ambito della prevenzione allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole va citata una
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recente iniziativa dei carabinieri del nucleo cinofili di Torreglia (Padova) che, in collaborazione con i
militari del Comando compagnia di Gorizia, hanno effettuato nelle scorse settimane una serie di controlli
in funzione preventiva rispetto all' eventuale consumo e diffusione di droga all' interno di istituti scolastici
superiori di Gorizia. L' attività tecnica era stata svolta da un carabiniere "conduttore" e da uno splendido
esemplare di golden retriever, Falko, di 8 anni. I controlli ebbero esito negativo, come fecero sapere i
vertici del Comando compagnia di Gorizia che hanno avuto un ruolo di primo piano in questa attività.
L' iniziativa si inquadra in un contesto più ampio che vede ­ ormai da anni ­ l' Arma collaborare con le
scuole di ogni ordine e grado al fine di sensibilizzare gli studenti sulla cultura della legalità attraverso
una serie di incontri nel corso dei quali vengono via via affrontate tematiche di interesse ed attualità,
ovviamente modulate rispetto all' età della platea dei partecipanti, che vanno a toccare anche argomenti
sensibili come l' abuso di sostanze stupefacenti/psicotrope e di alcool, il bullismo, la pedopornografia, lo
stalking, che destano sempre il vivo e partecipato interesse degli studenti.
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Gorizia
Il vescovo Redaelli: sì all' accoglienza no a chi ne
approfitta
«Le Caritas devono essere più vigilanti". Ai sindaci ha chiesto di saper gestire le
emozioni della gente senza farsi condizionare.
di Franco Femia «Le Caritas devono essere
più vigilanti su chi ha bisogno, non solo con gli
immigrati ma anche verso chi utilizza la mensa
dei poveri o l' emporio.
Bisogna agire con molta saggezza, stare
attenti a chi ne approfitta. E di questo ne
parlerò nei prossimi giorni anche a livello di
Conferenza triveneta»: risponde così l'
arcivescovo Carlo Redaelli a chi, nell' incontro
per gli auguri di Natale con i rappresentanti
delle istituzioni, sindaci in prima fila, aveva
sollevato il complesso problema dell'
accoglienza.
Il problema era stato toccato in particolare dal
sindaco di Gorizia Ettore Romoli che, alla luce
di quanto sta accadendo a Roma dove sono
coinvolte cooperative che gestiscono campi
profughi, ha sottolineato il pericolo che, anche
da noi, lo si faccia per soldi e non per spirito di
servizio.
E di immigrazione ha parlato anche il deputato
Giorgio Brandolin ricordando che siamo
dinanzi a un fenomeno migratorio ormai
strutturale e come tale va affrontato. «Aiutateci
a costruire un piano nazionale ed europeo ­ ha
detto rivolto ai sindaci in sala ­ in modo che
nelle nostre comunità non si inserisca la paura
che porta al razzismo e non favorisce l' integrazione».
Sul fronte dell' accoglienza si è spesa il sindaco di San Canzian, Silvia Caruso, alla quale è toccato il
saluto di apertura dell' incontro. «Dobbiamo fare maggior informazione perché siamo difronte a una
disinformazione che colpisce un po' tutti, compresi noi amministratori ­ ha detto riferendosi anche la
campagna antipolitica che sta dominando in questi tempi e che trova facile terreno nella gente ­.
Dobbiamo alzare la testa, svegliare le coscienze e sul campo della solidarietà oggi ci viene chiesto uno
sforzo in più». Riferendosi ai lavori socialmente utili, che spesso vengono rifiutati perché sono a tempo,
Caruso ha rimarcato che dobbiamo spenderci di più su questa strada, mezza speranza è meglio di
nessuna speranza». E riferendosi a Giuseppe e Maria che a Betlemme furono costretti a rifugiarsi in una
stalla, ha sottolineato che «oggi sono in molti dalla parte degli osti che tenevano chiuse le porte delle
locande, noi invece dobbiamo essere capaci di aprire quelle porte».
Il vescovo, nel suo intervento incentrato sulla pace collegandosi all' anniversario della grande guerra ma
anche a quello dei 70 anni della fine della seconda che cade nel 2015, si è richiamato a quanto detto da
papa Francesco a Redipuglia citando quel grido, più volte ripetuto, "A me che importa", che è un
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atteggiamento di disinteresse radice di ogni guerra.
Rivolgendosi agli amministratori ha ricordato che «bisogna mettere la passione, evitando di agire solo
in modo freddo e ragionieristico. Ci vuole lucidità per non farsi condizionare dagli umori, dai ricatti». E
richiamandosi a Pilato che si è lavato le mani dinanzi a Gesù, Redaelli ha aggiunto che « bisogna
essere capaci di gestire le emozioni della gente, anche quelle pericolose come può essere la paura del
diverso e dello straniero».
L' ultimo parte dell' intervento lo ha rivolto ai giovani che «sono una risorsa, vanno ascoltati e
responsabilizzati» e ha concluso : «Non perdete la speranza, lavorate per la pace, è importante per la
nostra gente, per i nostri giovani».
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Prefettura e Comune finiscono nel mirino
Gli organizzatori dell' operazione­lampo: «Abbiamo supplito all' assenza delle istituzioni.
Accoglienza fa rima con dignità»
La notte di venerdì il blitz umanitario,
improvviso e a sorpresa. La mattina
successiva una conferenza stampa per
illustrare i dettagli dell' operazione. A tirare le
fila Paolo Del Ponte, coordinatore comunale di
Sinistra, Ecologia e Libertà (Sel).
«Semplicemente abbiamo supplito ad evidenti
carenze istituzionali. Abbiamo agito in modo
veloce e, per la verità, anche abbastanza
disorganizzato ma siamo riusciti in quattro e
quattr' otto ad offrire un tetto a queste persone.
Credo sia stata una scossa per Gorizia che sta
vivendo il dramma dell' immigrazione in
maniera assai poco dignitosa. Quando parlo di
carenze istituzionali mi riferisco a Prefettura e
Comune: soprattutto la prima si è dimostrata
totalmente inadeguata ad affrontare l'
emergenza».
Ma Del Ponte e tutti i soggetti intorno al tavolo
imputano più di qualche responsabilità anche
al sindaco Romoli. «Noi li abbiamo ospitati
ma, francamente, non sappiamo se sono stati
sottoposti a visite mediche e quali sono le loro
condizioni. Il sindaco è il responsabile della
salute nel suo Comune ma non ha fatto nulla.
Non è possibile ­ ha tuonato Del Ponte ­ che la
questione ideologica impedisca anche le più
normali funzioni amministrative: in questo caso relative all' accoglienza di soggetti che sono persone
come noi».
Alla fine, sono 50 i migranti che avevano trasformato il Parco della Rimembranza in un grande rifugio di
fortuna.
«Quattordici hanno dormito nella sede del Forum. Si tratta di due stanze di 30 metri quadrati l' una con
un piccolo bagno: non certamente un ambiente molto accogliente ma comunque migliore di una
panchina del parco», ha fatto eco Paolo Sergas del Forum per Gorizia. Altri 13 hanno passato la notte
negli spazi della sala audiovisivi della comunità Arcobaleno e ci sono stati momenti di tensione con gli
altri ospiti (italiani) che risiedono nella vicina comunità alloggio. La gran parte (23), infine, ha preso
posto negli spazi parrocchiali della Madonnina, «ma una quindicina verranno trasferiti nelle prosime ore
al dormitorio di Piazzutta e al Nazareno», ha spiegato Del Ponte.
Ma per quanto tempo le associazioni comunitarie saranno in grado di offrire un tetto ai migranti? «Per
poco: due o tre giorni al massimo perché si tratta di sistemazioni di fortuna. Ora la palla deve passare
alle istituzioni. Noi abbiamo dimostrato ­ parole di Del Ponte ­ che qualcosa si può fare privilegiando la
concretezza sulla demagogia, l' operatività sulla polemica politica». Istituzioni intese come Stato. E le
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Parrocchie? «Caritas a parte, è chiaro che il concetto di carità cristiana in questa vicenda ha fatto acqua
da tutte le parti», la sottolineatura del coordinatore di Sel.
La rappresentate della comunità Arcobaleno, dal canto suo, ha sottolineato le difficoltà che comporta
per la struttura di Campagnuzza l' ospitalità ai migranti. «Gli spazi sono quelli che sono ed è chiaro che
questa situazione di totale emergenza potrà protarsi per due/tre giorni al massimo». È stata lasciata
anche aperta la porta riguardo un eventuale utilizzo della struttura di Farra di proprietà della comunità.
«Ma dovrebbe essere, prioritariamente, siglata una convenzione», la sottolineatura finale.
(fra.fa.
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Romoli: «Iniziativa apprezzabile ma Gorizia non può
farsene carico sempre da sola»
«È un' operazione umanitaria che apprezzo.
Come ho dichiarato anche ieri sulle pagine del
Piccolo non mi divertivo sicuramente nel
vedere tutte quelle persone dormire al freddo
al Parco della Rimembranza e in altre aree
limitrofe». Ma c' è sempre un "però". E il
sindaco Ettore Romoli lo evidenzia parlando
del clamoroso sviluppo nella vicenda dei
richiedenti­asilo.
«Non mi stancherò mai di ripetere che Gorizia
non può continuare a farsi carico da sola del
problema dei richiedenti­asilo.
Il blitz umanitario non ha fatto altro che trovare
soluzioni ma sempre all' interno della città.
Quando verranno individuate sistemazioni in
tutti i Comuni dell' Isontino, allora l' emergenza
sarà risolta in maniera più equa. Non si può
pesare solo su Gorizia».
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Tre nuove "case" per i profughi
Blitz umanitario: svuotato il Parco della Rimembranza ma servono soluzioni strutturali.
Fiamma tricolore protesta.
di Francesco Fain Le luminarie che rischiarano
il cielo di Corso Italia. Un chiosco che vende
alberi di Natale. Sullo sfondo un Parco della
Rimembranza apparentemente tranquillo.
Questo il colpo d' occhio venerdì sera poco
dopo le 20. Tutto normale, tutto perfettamente
in linea con il "quieto vivere" goriziano. Alle 21,
il blitz umanitario. Esponenti di Sel,
Federazione della Sinistra, Forum per Gorizia
ma anche semplici cittadini e volontari che
hanno portato avanti l' esperienza della
tendopoli di via Brass si radunano al Parco. Ci
sono, fra gli altri, Andrea Bellavite, Paolo Del
Ponte, l' assessore provinciale Ilaria Cecot: più
tardi arriverà anche il consigliere comunale
Emanuele Traini. Si inoltrano nel parco e
avvisano i migranti che dormono per terra,
sulle panchine, in mezzo ai cespugli, accanto
(se non addirittura sopra) i monumenti che
avranno un tetto almeno per un paio di notti.
Inizia un lungo esodo verso il controviale:
prima una decina, poi venti, poi trenta, sino ad
arrivare alla cifra di 50 (!) richiedenti­asilo:
tutte persone che si erano già coricate per
affrontare l' ennesima notte all' addiaccio, con
temperature sotto allo zero. Noi c' eravamo e
abbiamo seguito quei momenti. In pochi minuti
gli immigrati vengono "caricati", assieme alle loro cose, sulle auto dei volontari. Destinazione? Gli spazi
parrocchiali della Madonnina, la sede del Forum per Gorizia, la sala audiovisivi della comunità
Arcobaleno nel rione Campagnuzza. C' è anche una carta di riserva (la sede di Sel) ma non serve
utilizzarla. Tutto accade sotto gli occhi dei carabinieri: c' è, infatti, una gazzella che osserva in maniera
discreta i movimenti. Si sparge la voce (non confermata) che c' erano altri 5 (secondo altri 10) immigrati
nel parco ma alla vista delle divise degli uomini dell' Arma se la sono data a gambe. Stride vedere le
luminarie e gli alberi di Natale, simbolo del calore del periodo più bello dell' anno, accanto a queste
persone che hanno eletto il Parco ad abitazione. Non manca un momento di tensione quando Franco
Bertin, segretario provinciale di Fiamma Tricolore, passa di lì casualmente, si accorge di quanto sta
accadendo, fa la voce grossa e ringrazia ironicamente: «E ai poveri goriziani, chi ci pensa? Vergogna».
Una domanda che si rivolge anche un giovane goriziano che naviga in cattive acque, non ha un lavoro,
al momento non ha prospettive. «Quello che sta succedendo è una schifezza. Scrivetelo a caratteri
cubitali», ci dice. Si rischia di innescare una guerra fra poveri.
«Ringraziamo i tanti cittadini che hanno voluto aiutare queste persone, fornendo coperte e altri generi di
conforto. Questa è la dimostrazione che le cose si possono fare. E tutto è stato organizzato in
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pochissime ore», spiega Andrea Bellavite del Forum per Gorizia. «Non potevamo lasciarli qui al freddo.
Non ci sono soluzioni immediate? Mettano a disposizione una caserma dismessa: ce ne sono tante sul
territorio», fa eco don Alberto De Nadai. Il Parco della Rimembranza viene "svuotato" in pochi minuti.
Resta soltanto Elsa Sotgia, la donna sarda che vive ormai da parecchie settimane su una panchina. «Le
abbiamo chiesto se voleva aggregarsi ma lei vuole rimanere qui», fanno sapere i volontari. E la luce
delle luminarie sembra più fioca.
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intitolata l' aula magna.
Il Dante riabbraccia Fausto Romitelli
«Se lo merita: qui è presente».
La mamma di Fausto Romitelli guarda con un
misto di orgoglio e commozione la targa in
memoria del figlio.
Sta in piedi, in mezzo al corridoio, come se
intorno a lei il mondo non esistesse. Sembra
non sentire gli applausi accorati che
esplodono all' improvviso. Per alcuni secondi
finisce in un' altra dimensione. Da ieri mattina l'
aula magna del liceo classico Dante Alighieri è
intitolata al compositore goriziano scomparso
nel 2004 a soli 41 anni. A scoprire la targa con
la signora Franca, fisicamente, c' era la
dirigente scolastica del Polo liceale Vilma
Candolini; idealmente, con lei c' erano tutti gli
ex compagni di classe del musicista.
«Intitolare un' aula a un ex studente credo sia
importante», sono state le parole della preside
che ha sottolineato come, così facendo, la
scuola si sia aperta alla storia attuale. La figura
di Romitelli era stata precedentemente
ricordata in un incontro all' auditorium Biagio
Marin.
Mentre Tullio Angelini e Riccardo Braggian di
More Music ne hanno tracciato il profilo
artistico presentando anche un intervento
video del musicologo Alessandro Arbo, quello
umano è stato raccontato dall' amico fraterno Luca Natino: «Fausto era geniale e intuitivo, ma anche
ironico simpatico e divertente. Non era un secchione: non aveva bisogno di passare le giornate sui libri.
Giocava a basket, suonava il piano e poi studiava». Un contributo è arrivato anche dall' assessore
provinciale Donatella Gironcoli, pure lei compagna di classe di Romitelli: «Fausto non era una persona
facile, era molto polemico e con le sue domande faceva impazzire i professori, ma quando si sedeva al
pianoforte il mondo si trasformava». Al compositore goriziano ieri il festival All Frontiers ha dedicato la
giornata. Alla presentazione del libro "Oltre le periferie dell' impero­Omaggio a Fausto Romitelli" curato
dallo stesso Arbo, sono seguite in sala Bergamas a Gradisca le esecuzioni di alcuni suoi brani. Ad
eseguirli sono stati invitati Quartetto Maurice & Andera Agostini, Mika Vaino e Lucia D' Errico.
Stefano Bizzi.
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dicembre goriziaNO.
Orienteering e passeggiate L' altro Natale di Borgo
Castello
A impreziosire, è proprio il caso di dirlo, il
Dicembre Goriziano ci sono anche le intriganti
proposte in Borgo Castello. Merito dell'
intraprendenza e della fantasia dell'
associazione di Idee Borgo Castello Tre, che
in collaborazione con il Comune, diversi
sodalizi del territorio e realtà private, ha
allestito un programma di eventi ricco ed
originale. Per tutto dicembre tiene aperti i
battenti (dalle 16.30 alle 18.30) la sede dell'
associazione, che funge anche da temporary
store. Qui il visitatore può partecipare ad
eventi, ma anche e soprattutto trovare decine
di creazioni artigianali che possono essere
validissimi regali di Natale: dalle decorazioni
in vetro, stoffa o argilla ai prodotti per la cura
del corpo, dagli infusi e le marmellate ai
gioielli. Non manca nulla. Dicevamo poi del
cartellone di eventi, pensato per valorizzare
uno degli scorci più belli della città. «Il nostro
obiettivo è far vivere il borgo, che è rinato
grazie ai lavori di rinnovamento realizzati dal
Comune ­ dice Isabella Stauble, presidente
dell' associazione di Idee Borgo Castello Tre ­.
I nostri incontri e gli spettacoli sono pensati per
far salire quassù i goriziani e i visitatori, e far
riscoprire loro le bellezze di questi luoghi».
Prossimo appuntamento sabato 20, quando dalle 10 alle 13 si svolgerà l' Orienteering in Borgo
Castello, per ragazzi dai sette ai novanta anni, come recita il volantino degli organizzatori: attraverso
questa piccola gara, che si concluderà con cioccolata calda per tutti alla Taverna al Museo, i
partecipanti scopriranno curiosità e gioielli nascosti del borgo. Domenica 21, sempre dalle 10 alle 13,
ecco invece la Passeggiata della salute organizzata con le farmacie Orso Bianco di Gorizia, Rismondo
di Monfalcone e Al Convento della Castagnavizza di Nova Gorica, e con Udine Nordic Walker. Cultura e
musica, invece, protagoniste martedì 23, dalle 17 alle 19 nella sala conferenze dei Musei provinciali,
con il concerto di Natale che vedrà esibirsi nove giovani della città, e lo scambio di auguri finale alla
Taverna al Castello. Poi le proposte proseguiranno numerose fino all' Epifania: dalla biciclettata con
Gobike (sabato 27) alla Camminalonga del buon­essere della società vegetariana (domenica 28), fino
alla possibilità di guardare i fuochi d' artificio di Capodanno direttamente dalla terrazza giardino della
Taverna al Museo. Occasione imperdibile e romantica, dalle 23 del 31 dicembre, con tanto di bollicine
per brindare al 2015.
Marco Bisiach.
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POVERTÀ»INAUGURATA LA STRUTTURA INTITOLATA AD ARISTIDE VESCOVINI.
La Marcelliana rifugio per senzatetto
Il dormitorio sarà gestito dalla Caritas. L' arcivescovo Redaelli: «Diamo accoglienza,
ognuno contribuisca con un gesto concreto»
di Laura Borsani È stato un parto lungo e
difficile, ma da ieri Monfalcone e il suo
territorio hanno a disposizione il dormitorio per
i senzatetto, gestito dalla Caritas e dai suoi
volontari. La struttura, ha esordito ieri il
direttore della Caritas, don Paolo Zuttion,
davanti a una folta presenza di cittadini,
rappresentanti di enti, associazioni e numerosi
parroci, è stata dedicata ad Aristide Vescovini,
padre dell' imprenditore Alessandro, che
«attraverso l' impresa Vescovini Group, ha
contribuito molto alla realizzazione di quest'
opera». Quella di ieri alla Marcelliana è stata
una festa della comunità. Un segno di
speranza e di accoglienza. La struttura è in
grado di ospitare 8 persone, dotata al
pianoterra della sala per il custode e della sala
colazione, e un posto letto, mentre al primo
piano sono allocate le stanze con 7 posti letto
e i relativi servizi igienici. Tutto è frutto del
contributo di innumerevoli apporti, felice
espressione della sinergia tra pubblico e
privato.
All' inaugurazione era presente, tra gli altri,
don Giuseppe Dossetti, parroco a Reggio
Emilia, nipote dell' omonima grande
personalità del cattolicesimo italiano del
secolo scorso. La benedizione è stata affidata all' arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli.
«Essere Chiesa ­ ha affermato ­ significa ascoltare la Parola di Dio e quindi dare accoglienza, che non è
prerogativa esclusiva. Ciascuno, nel suo piccolo, può contribuire con un gesto concreto», ha aggiunto l'
arcivescovo ricordando il messaggio di Papa Francesco, lavorare per la pace con tanto coraggio.
Alessandro Vescovini ha osservato: «È una grande gioia, anche per la mia famiglia, aver contribuito a
questo progetto, partito anni fa dall' idea ispiratrice di Padre Luigi. Si è così sviluppato un percorso di
solidarietà. Oltre a fare impresa ­ ha aggiunto l' imprenditore ­ siamo impegnati in opere di aiuto in
Africa e soprattutto a Monfalcone, che ci ha dato tanto. Il nostro contributo è un segno e intende essere
un esempio per altre imprese». Anche la Fondazione Carigo di Gorizia ha fatto la sua parte. Proprio per
il 2015, a fronte di un impegno complessivo di erogazioni quantificato in 3,2 milioni, destinerà 816mila
euro, il 25,5%, al sostegno di situazioni di disagio sociale, ma anche di emergenza, come ha spiegato
Roberto Porciani, illustrando dettagliatamente il "Programma Solidarietà" dell' ente. «Bisogna
impegnarsi sempre più a fare sistema ­ ha concluso Porciani ­. Grazie anche alla ditta Vescovini, questa
è la dimostrazione che la collaborazione tra enti e imprese può lasciare il segno». Al Lions Club di
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Monfalcone, presieduto da Pasquale de Candia, il merito di aver sostenuto le spese per l' acquisto di
mobili e arredi, nel solco di un service iniziato tre anni fa. Tra i contributi c' è anche quello offerto dal
Piccolo Teatro, Circolo don Tonzar, della parrocchia SS Redentore di via Romana, che, in occasione
della rassegna "Monfalcone sul Palco", ha spiegato Nicola Di Benedetto, grazie alla generosità dei
cittadini, ha raccolto 5mila euro, ieri consegnati in mano a don Zuttion. Il sindaco Silvia Altran ha
sottolineato l' importanza di questo dormitorio che servirà l' intero Ambito Basso Isontino, «una iniziativa
partita dalla comunità». L' assessore regionale Sara Vito ha evidenziato il «risultato di qualità di una
struttura per la quale c' era bisogno. Rappresenta l' esempio del saper fare rete». Un ringraziamento
speciale lo ha rivolto alla Caritas: «Il suo ruolo è insostituibile, arriva anche laddove non arriva l' ente
pubblico».
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CICLO DI EVENTI PER IL CENTENARIO.
La Grande guerra letta attraverso i graffiti
Recuperare la memoria degli eventi di cent'
anni fa, per riproporre non solo le vicende
belliche, ma soprattutto quelle riguardanti le
genti e le trasformazioni di un territorio, quello
monfalconese, che fu cruciale e centrale nelle
dinamiche del primo conflitto mondiale. È
questo il senso del percorso di ricostruzione
storica che l' amministrazione sta portando
avanti con esposizioni e conferenze per una
conoscenza di un enorme patrimonio di
esperienza cui sono legati i cambiamenti
urbanistici, artistici, architettonici, sociali ed
economici che hanno connotato lo sviluppo
successivo della città fino ai giorni nostri. Dopo
la grande esposizione sulle opere dell'
architetto futurista Sant' Elia e quella sulle "Ali
sulla storia", è stata ora la volta dei graffiti
della Grande guerra e da lunedì 22 la mostra­
evento sul periodo che precedette il 1914­1915
con il lavoro dei nostri corregionali nei Paesi
dell' Impero austroungarico (inaugurazione alle
11 al palaveneto). E proprio l' iniziativa sui
graffiti, con 400 visitatori in 5 giorni, ha dato l'
occasione per una riflessione promossa dal
Fogolar soprattutto sui fatti e sulle
conseguenze per la realtà locale. Dopo l'
entrata in guerra, fu Monfalcone ad avere il
battesimo del fuoco con i bombardamenti il 25 e 26 maggio 1915 dei cantieri, che poi subirono il 31
maggio i primi gravissimi danni. Il generale Cadorna aveva immaginato un' avanzata facile e rapida
verso Trieste e poi oltre a Lubiana e in Gallizia. A Monfalcone, dove le truppe entrarono il 9 giugno, l'
esercito rimase bloccato fino alla fine del 1917.
Un periodo che cambio i connotati della città (il campanile fu abbattuto nel luglio 1915 da un artigliere
ronchese dell' esercito imperiale) e che ha nel parco tematico sul Carso di oltre 4 km quadrati, una
testimonianza significativa delle dinamiche di una guerra che in tutta Europa.
A rievocare queste vicende Lucio Gregoretti, curatore del libro "Il Vento della Storia" e Marco Pascoli
direttore del Museo di Ragogna, che ha analizzato il significato dei graffiti dei combattenti, introdotti da
Franco Braida che ha preannunciato che la mostra sui graffiti sarà riproposta nell' ambito dell'
esposizione sugli imperi centrali.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
FOGLIANO REDIPUGLIA.
Un presepe a ricordo dei caduti sul Carso
FOGLIANO REDIPUGLIA Proseguono, a
Fogliano Redipuglia, le tante iniziative
promosse dall' amministrazione comunale,
dalle associazioni e dai commercianti locali in
occasione delle festività natalizie.
A impreziosire il "pacchetto" di appuntamenti
c' è, da ieri, un singolare presepe allestito nei
locali della Regia stazione di Redipuglia, sede
del museo multimediale.
Un presepe a ricordo dei soldati morti sul
Carso e delle giornate di Natale che dovettero
trascorrere in trincea.
Questo il tema della Natività che la signora
Marina (vuol mantenere l' anonimato) ha
donato al museo della stazione di Redipuglia.
Si tratta di un presepe creato in maniera
particolare, con la Natività, i Re Magi e la stella
cometa assemblati con residuati bellici ritrovati
sul Carso, come filo spinato, pallottole,
capsule e schegge.
Intanto oggi, alle 9.30, nella cappella del
Sacrario, verrà celebrata una messa in ricordo
di tutti gli alpini "Andati avanti", che sarà
accompagnata dalle musiche del coro
"Elianico". Alle 11, poi, nella sede di via
Doberdò, il capogruppo dell' Ana, Massimo
Zilli, ha convocato l' assemblea annuale dei
soci.
Sempre oggi, alle 9.30, nel tendone riscaldato che la Pro Loco ha allestito nel parcheggio del municipio,
avrà luogo un raduno nazionale di Doberman, con una raccolta benefica a favore degli amici a quattro
zampe meno fortunati.
Domani, alle 16, alla biblioteca comunale, laboratorio natalizio per i bambini dai 5 ai 7 e dagli 8 ai 10
anni, messo a punto dal centro di aggregazione giovanile e dall' associazione "L' albero del
Melogramma".
Sempre alle 16, all' asilo nido "Il Grillo parlante", accensione del tradizionale albero di Natale a cura dei
bambini della struttura. (lu.pe.)
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
A Brazzano c' è la discarica­fantasma
Non è stata mai aperta nonostante l' iter burocratico fosse stato velocissimo. Patat:
«Oggi è diventata un' area degradata»
di Francesco Fain wCORMONS «Mettiamola
così: prima c' era un buco piccolo. Ora c' è un
buco molto più grande con una montagnola
davanti».
Luciano Patat, sindaco di Cormòns, banalizza
al massimo per essere chiaro. Si riferisce alla
discarica per inerti che doveva essere aperta
in località Cave, a Brazzano. Alla fine,
nonostante pareva che il "taglio del nastro"
fosse questione di attimi, l' impianto non è mai
stato aperto. Non che l' amministrazione
comunale cormonese volesse l' apertura di
una nuova discarica ma ormai le cose
sembravano fatte, quindi era meglio
procedere. «Anche perché ­ aggiunge il primo
cittadino ­ oggi abbiamo un' area di Brazzano
abbandonata. I teloni di rivestimento solo
logori e danneggiati: la situazione è di gran
lunga peggiore di prima quando c' era un buco
molto più piccolo e la vegetazione ormai aveva
preso il largo. È una situazione che fa
arrabbiare».
E il perché è presto detto.
L' impianto per la raccolta di materiali inerti di
Brazzano era balzato, come si ricorderà, alla
ribalta della cronaca proprio per la velocità
dell' iter. Non che l' amministrazione comunale
si stracci le vesti per la mancata messa in esercizio dell' impianto visto che i cormonesi ne hanno le
tasche piene di discariche.
Più volte, nel passato, anche il vicesindaco Pesaola aveva evidenziato che Cormòns non si offendeva
«se quell' impianto ancora non apre. Però, non posso non evidenziare che è passato un tempo
immemorabile dalla prima richiesta».
Su un tema, comunque, l' amministrazione Patat aveva sempre detto, qualora la discarica fosse stata
aperta, che non era disposta a derogare. «Sorveglieremo attentamente la situazione perché ­ avevano
ribadito più e più volte assessore e sindaco ­ non vogliamo che in quel sito vengano smaltiti materiali
non inerti. Il rispetto delle norme deve essere massimo». La Provincia aveva elaborato una sorta di
decalogo che ­ però ­ non era stato ritenuto minimamente sufficiente dai residenti di Brazzano. Fra i
paletti stabiliti dall' ente intermedio c' era la richiesta di controlli a cadenza trimestrale dei parametri
«ossigeno disciolto (espresso in mg/l e percentuale di saturazione)» e «potenziale redox», dovrà essere
installata una centralina per il rilevamento dei parametri meteoclimatici ed è richiesta una particolare
attenzione ­ in fase di realizzazione della copertura superficiale ­ alla morfologia finale. «Dovranno
essere adottati profili aventi andamento il più possibile naturale, evitando eccessive geometrizzazioni
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
ed artificiosità, adottando un' ottimale risoluzione delle zone di raccordo con le aree limitrofe non
interessate dall' attività di smaltimento», si legge a chiare lettere nel documento.
Ma tutto è superato dai fatti.
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Gorizia
Un ponte che unisce la provincia
Celebrati i cento anni del manufatto distrutto nel 1917 dagli austriaci e ricostruito dagli
italiani.
di Luigi Murciano wGRADISCA Una cordiale
stretta di mano, un abbraccio affettuoso. È
stato un incontro decisamente all' insegna
della sobrietà quello fra i sindaci di Gradisca,
Linda Tomasinsig, e di Sagrado, Elisabetta
Pian, nel suggellare il centenario del ponte
sull' Isonzo.
Niente lustrini o effetti speciali ma, come ha
sottolineato con sagacia il presidente della
Provincia Enrico Gherghetta, la riscoperta di
un gesto semplice: «Il guardarsi negli occhi, la
voglia di cooperare che forse nell' epoca dei
social network dovremmo riscoprire». Eh sì,
perché in fondo un ponte serve soprattutto a
questo: a unire, a favorire l' incontro e la
comunicazione. Il simbolo dell' unità
provinciale.
Le amministrazioni dei due comuni si sono
incontrate a metà dell' infrastruttura poco dopo
le 10, accompagnate da un numero non certo
monumentale di concittadini. Gherghetta,
noblesse oblige, è arrivato dalla sponda
sagradina assieme al sindaco Pian. Il pur
bisiaco consigliere regionale Diego Moretti,
invece, ha parcheggiato la propria auto sul
versante gradiscano accompagnando gli
amministratori della Fortezza. Poi ­ con la
circolazione riaperta a tempo di record e pochissimi a ricordare il vicino monumento intitolato al patriota
Romeo Battistig caduto nei pressi del ponte nel giugno del 1915 ­ tutti a piedi verso l' albergo Al Ponte,
dove lo studioso sagradino Marino Visintin ha ripercorso le vicende storiche e quelle politiche ed
economiche che hanno portato alla costruzione, distruzione per mano asburgica e ricostruzione italiana
del manufatto.
«Questo ponte non è solo il simbolo della nostra provincia ma anche un monito sull' orrore della guerra,
qualunque essa sia» hanno affermato Pian e Tomasinsig. Che significativamente hanno invitato alla
cerimonia anche chi dalla guerra è in fuga oggi e proprio nell' Isontino cerca un futuro, cent' anni dopo la
prima guerra mondiale: gli ospiti del Cara. A fondo sala alcuni cittadini più anziani non comprendono il
simbolico collegamento tra gli orrori di ieri e quelli di oggi: ma tant' è. L' hotel al Ponte ospiterà il
prolungamento della mostra fotografica dedicata al Centenario dal collezionista gradiscano Paolo
Mucchiut, mentre ieri al centro civico di Sagrado è stata inaugurata un' analoga iniziativa curata da
Romano Ferlan.
La storia moderna del ponte di Sagrado inizia nel 1904 quando la Deputazione comunale del paese,
assieme ad altre 16 rappresentanze dei comuni limitrofi, presentò un memoriale al luogotenente conte
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Gorizia
Goess per inoltrarlo al ministero dell' Interno di Vienna nel quale si richiedeva la costruzione di un nuovo
ponte. Il cattivo stato del vecchio manufatto in legno (progettato nel 1846 dall' ingegnere Carlo Baubella
e dotato di 33 campate in rovere e abete) e delle due testate in pietra era sotto gli occhi di tutti. E così
pochi anni dalla richiesta ufficiale dei comuni, il progetto era fermo in qualche cassetto del ministero. Il
23 dicembre 1909 il vecchio ponte venne spazzato via dalla furia dell' Isonzo. Il podestà di Sagrado
come primo provvedimento fece sistemare una passerella provvisoria dalla ditta Vittori di Sagrado. Del
fatto venne interessato anche il Capitano provinciale Faidutti. E grazie al suo interessamento che in
pochi anni di lavoro il nuovo ponte venne ricostruito a fianco del vecchio.
Realizzato in ferro e cemento armato, il ponte era considerato di «prima classe» a tre campate, lungo
275 metri, largo 6. La spesa complessiva venne quantificata in 800 mila corone austriache. L'
esecuzione venne affidata a ditte austriache, ma anche locali, tra le quali la Ribi di Gorizia. Il ponte servì
al passaggio di uomini e merci fino alla notte del 23 maggio 1915. Nel primo giorno di guerra venne
fatto saltare dal genio militare austriaco. Il pilone di sostegno delle due arcate verso Sagrado venne
irrimediabilmente minato. Tra il 27 e 28 ottobre del 1917, dopo Caporetto, anche il pilone verso
Gradisca venne distrutto. Sarà ricostruito dall' Italia nel 1919.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
Gran galà dei fiori mercoledì al Verdi con il top dei
fioristi
CONCORSO.
L' associazione culturale Fioristi Fvg
promuove la quarta edizione del premio
internazionale alla carriera "Donne di fiori" che
rappresenta una delle realtà culturali
emergenti del nostro territorio. Si terrà martedì
a Palazzo Attems a Gorizia. Al seminario
parteciperanno anche gli studenti dell' Isis
Brignoli di Gradisca. Il giorno seguente con la
cerimonia di premiazione si costituisce un'
offerta culturale completa e coerente, un vero
e proprio evento che integra il contenuto
culturale dell' iniziativa con momenti di
intrattenimento, musica e degustazioni,
rendendolo affascinante anche al pubblico di
non addetti ai lavori ma interessato a
conoscere. Per l' intera durata dell' iniziativa,
tutti i partecipanti potranno quindi entrare in
contatto con personalità illustri del panorama
nazionale ed internazionale, approfondire la
conoscenza in settori di attività e tradizioni che
rappresentano fiori all' occhiello del nostro
territorio, condividere e scambiare esperienze
con accrescimento personale per il fine
primario di poterle trasmettere alle nuove
generazioni. I "saperi" delle Lady Chef Fvg
permetteranno ai partecipanti ed ospiti di
degustare i "sapori" dei prodotti
enogastronomici tipici delle terre friulane, in un' atmosfera rallegrata da musica d' atmosfera e
videoproiezioni prodotte dal team building dell' associazione culturale Fioristi Fvg, per meglio
conoscere le attività e le realizzazioni delle "Donne di Fiori 2014". L' edizione di questo anno rispetto alle
precedenti rassegne, per garantire un maggior impatto turistico dell' evento, ha introdotto una nuova
iniziativa per integrare l' elemento culturale con quello strettamente turistico ed enogastronomico. Il
progetto "Rosa Testimonial", previsto nella giornata di apertura, consiste infatti nella selezione di una
nuova rosa da assegnare al Premio Donna di Fiori quale "emblema vivo" della figura femminile attuale.
Inoltre, con la partecipazione dell' Isis Brignoli, ed è questa la novità maggiore introdotta dal progetto, la
rosa prescelta diventerà un nuovo prodotto del territorio da immettere nel mercatovivaistico, come fiore
reciso e nel comparto enogastronomico come Rosolio.
La premiazione avrà luogo a Gorizia al Teatro Verdi mercoledì 17 alle 19. Conduttrice della
manifestazione sarà la giornalista Cristina Bonadei. I premi.
Donna di fiori nel mondo: Renata Capria D' Aronco, Udine; Donna di fiori nella carta: Loredana Marano,
Cervignano del Friuli; Donna di fiori nell' arte: Paola Erdas, Trieste; Donna di fiori nella ricerca: Antonina
Agolzer, Udine; Donna di fiori nella natura: Patrizia Piccini, Ronchi dei Legionari; Donna di fiori nelle
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
tradizioni: Sonia Cugini, Trieste; Donna di donna di fiori: Golusic Zdenka, Dubrovnik; Donna di fiori
sezione giovani: Elena Pelosi, Turriaco, e Anita Zelic, Prvacina­Nova Gorica.
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Il Piccolo (ed. Gorizia)
Gorizia
GORIZIA "OLTRE LO SGUARDO" VISITA GUIDATA
Proseguono le visite guidate alla mostra Oltre
lo sguardo. Fotografi a Gorizia prima della
Grande guerra, allestita nella sala espositiva
della Fondazione Carigo in via Carducci 2.
Quella di oggi, alle 17, sarà curata dal Circolo
Fotografico Isontino, che ha collaborato all'
ideazione e alla realizzazione della mostra.
La visita sarà condotta in particolare da
Agostino Colla e Giovanni Viola e offrirà al
pubblico l' opportunità di addentrarsi nella
storia degli atelier fotografici goriziani della
Belle Époque, approfondendo anche alcuni
aspetti tecnici della fotografia.
La mostra sarà visitabile fino all' 8 febbraio tutti
i venerdì dalle 16 alle 19, sabato, domenica e
nei giorni festivi dalle 10 alle 19, con ingresso
libero. È inoltre possibile, per gruppi di almeno
10 persone e per le scuole, prenotare una
visita guidata da effettuarsi nelle altre giornate
e fuori orario, rivolgendosi alla Cooperativa
Musaeus [email protected], t.
348 2560991.
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Blitz delle associazioni profughi via dal parco
Cinquanta rifugiati ospitati dal Forum, dall' Arcobaleno e alla Madonnina Da giorni
bivaccavano sulle panchine. Accuse a Prefettura e Comune
Il blitz è scattato venerdì sera, attorno alle 21.30. Una
dozzina di volontari, tra cui l' assessore provinciale Ilaria
Cecot, il segretario comunale del Sel, Paolo Del Ponte,
e diversi componenti dell' associazione culturale Forum,
hanno deciso di attivarsi autonomamente per evitare l'
ennesima notte all' addiaccio a una cinquantina di
profughi ­ in prevalenza afghani ­ che da giorni, forse
settimane, bivaccavano e dormivano al Parco della
Rimembranza. Un' azione nata quasi per caso,
«organizzata nella sua disorganizzazione», ha scherzato
Del Ponte, che ha permesso ai richiedenti asilo giunti in
città, nei giorni scorsi, di trovare un tetto sopra la testa,
almeno per qualche giorno, in attesa di nuove
disposizioni da parte della Prefettura. Così, montati sulle
auto degli stessi volontari, quattordici immigrati sono
stati portati nella sede del Forum, in via Ascoli, mentre
per tredici di loro si sono aperte le porte degli
appartamentini della Comunità Arcobaleno, in via San
Michele. Ventitré, infine, sono stati accolti nella sala
parrocchiale della Madonnina, in attesa di essere
smistati già in queste ore al dormitorio Caritas di piazza
Tommaseo (una quindicina) e al Nazareno.
Le testimonianze «Quando abbiamo portato le coperte, i ragazzi vi si sono lanciati sopra: erano
congelati, non vedevano l' ora di indossare qualcosa di caldo ­ racconta Paolo Sergas (Forum) ­. E così
per il cibo: hanno spazzolato in quattro e quattr' otto le pizze che abbiamo acquistato, così hanno fatto
con le noci e i biscotti, dividendosele meticolosamente, quattro ciascuno. Tra di loro c' è molta
solidarietà, senso di gruppo: questo ci ha colpito». Meno edificante quanto raccontato dalla
responsabile della Comunità Arcobaleno, che ha evidenziato come gli ospiti della struttura di via San
Michele si siano lamentati per una scazzottata che avrebbe coinvolto gli immigrati appena giunti nell'
edificio della Campagnuzza.
Le accuse «Abbiamo supplito a evidenti carenze istituzionali da parte di Prefettura e Comune, che nell'
assoluta indifferenza hanno lasciato per settimane al freddo questi ragazzi ­ ha accusato Del Ponte ­. Il
prefetto si è dimostrato inadeguato a gestire questa vicenda, così come il sindaco Romoli, responsabile
della salute anche dei suoi cittadini, si è lasciato condizionare dall' inaccettabile aria che si respira da
qualche tempo nella nostra città, un tempo esempio di integrazione e solidarietà».
Per il segretario di Sel, «questa non può essere la soluzione definitiva, chiaramente: abbiamo lanciato
un segnale, che speriamo venga raccolto anche da altri enti, associazioni e privati. In fondo, neppure l'
ampliamento del Nazareno può essere considerata la panacea di tutti i mali, ma è del resto assurdo
avere decine di uomini costretti a dormire al freddo, con tutti i rischi che ciò comporta, quando esiste
una struttura aperta utilizzata a metà della propria capienza».
Intanto, la Comunità di Sant' Egidio si è detta disponibile a supportare le azioni umanitarie nei confronti
degli immigrati di stanza nell' Isontino.
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14 dicembre 2014
Pagina 29
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
L' emergenza Nelle prossime ore è probabile che una parte degli immigrati ospitati al Forum, all'
Arcobaleno e alla Madonnina, venga smistato altrove. Intanto, un altro aspetto rilevante è stato sollevato
da Del Ponte: «Per settimane i ragazzi hanno vissuto al Parco della Rimembranza, senza servizi igienici
e spesso ammassati in condizioni igieniche non ideali: potrebbero avere anche contratto malattie non
gravi».
Christian Seu ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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14 dicembre 2014
Pagina 30
Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Città protagonista in tv grazie a due trasmissioni
Servizi su Gorizia andranno in onda per "Linea verde orizzonti" e "Bellitalia" Sotto i
riflettori la Transalpina, il castello, i Musei provinciali e il centro storico.
Una ribalta, anzi due. Di tutto prestigio. Nei
giorni scorsi le telecamere della Rai hanno
fatto capolino in due circostanze a Gorizia, per
accendere i riflettori sulla storia e sulle
bellezze artistiche e architettoniche del
capoluogo isontino, che all' inizio di gennaio ­
ancora nel bel mezzo delle festività natalizie ­
sarà protagonista su Raiuno e Raitre.
A Gorizia, a raccontare la tradizione degli
spazzacamini, l' affascinante e per certi versi
terribile storia della domenica delle scope e
scoprire i segreti della piazza Transalpina, è
giunta Chiara Giallonardo, che sull' ammiraglia
delle reti pubbliche conduce Linea Verde
Orizzonti, in onda ogni domenica mattina.
Assieme al telecronista e giornalista sportivo
Bruno Pizzul, Giallonardo ha visitato la piazza
della Transalpina , spostandosi poi in via
Rastello: qui, sorseggiando un calice di bianco
del Collio, ha scoperto casa Mischou, ex
negozio Larise, in queste settimane aperto
nell' ambito delle iniziative del Dicembre
goriziano.
È stata poi la volta della troupe di Bellitalia,
programma in onda ogni sabato su Raitre.
Bellitalia è la rubrica dedicata ai beni culturali,
nell' accezione più ampia del termine. Si
occupa infatti di musei e di restauri, ma anche di paesaggio, di centri urbani, di tradizioni, personaggi e
curiosità collegati in qualche maniera alla storia e alla cultura del nostro Paese. Il conduttore e regista,
Marco Hagge, ha visitato il Castello e i Musei provinciali, soffermandosi poi, in particolare, su Palazzo
Coronini e sulle vicende della famiglia nobiliare goriziana, definita dallo stesso giornalista nel corso
delle riprese «perfetta sintesi del ruolo internazionale di Gorizia, crocevia di storie e storia».
Le telecamere di Bellitalia si sono poi soffermate sul valico del Rafut, simbolo più di altre aree al confine
tra Italia e Slovenia delle contraddizioni del secolo breve. Linea Verde Orizzonti andrà in onda domenica
4 gennaio, in mattinata, mentre la puntata di Bellitalia dedicata al capoluogo isontino è programmata per
il giorno prima, nel pomeriggio, su Raitre.
Sempre nei giorni scorsi, le telecamere di un' altra emittente nazionale si sono spinte a Gorizia: una
troupe di Melaverde, il programma di Canale 5 condotto da Edoardo Raspelli ed Ellen Hidding, ha fatto
tappa nell' area artigianale di Montesanto, per visitare la Biolab, l' azienda di Massimo Santinelli
diventata leader nella produzione di alimenti biologici.
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14 dicembre 2014
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
cormòns.
Domani in teatro "Vino dentro", il film di Vicentini
Orgnani
CORMÒNS Prosegue al Teatro comunale di
Cormòns la rassegna LunedìCinema che
a.ArtistiAssociati propone in collaborazione a
Visioni d' Insieme. Domani con proiezione
unica, alle 21, sarà la volta di "Vino dentro" di
Ferdinando Vicentini Orgnani con Vincenzo
Amato, Giovanna Mezzogiorno, Lambert
Wilson, Pietro Sermonti, Daniela Virgilio, Erika
Blanc, Gioele Dix, Rade Serbedzija e Nora
Tschirner. Il regista Vicentini Orgnani sarà
presente all' Enoteca di Cormòns, alle 20.15,
per un incontro con il pubblico moderato dal
giornalista Stefano Cosma. L' incontro è aperto
a tutti gli interessati. Seguirà la proiezione del
film a teatro. La storia: per Giovanni Cuttin
tutto è cominciato con un sorso di Marzemino,
un vino tipico della provincia di Trento, citato
da Lorenzo Da Ponte nel suo libretto per il
"Don Giovanni" di Mozart.
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14 dicembre 2014
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Una festa senza lustrini per i cento anni del ponte
I sindaci di Gradisca e Sagrado si sono incontrati con il presidente della Provincia
Strette di mano e abbracci per sottolineare anche l' unità dell' Isontino.
GRADISCA Una cordiale stretta di mano, un
abbraccio affettuoso. È stato un incontro all'
insegna della sobrietà quello fra i sindaci di
Gradisca, Linda Tomasinsig, e di Sagrado,
Elisabetta Pian, nel suggellare il centenario del
ponte sull' Isonzo. Niente lustrini o effetti
speciali ma, come ha sottolineato con sagacia
il presidente della Provincia, Enrico
Gherghetta, la riscoperta di un gesto semplice:
«Il guardarsi negli occhi, la voglia di cooperare
che forse nell' epoca dei social network
dovremmo riscoprire».
Eh sì, perché in fondo un ponte serve
soprattutto a questo: a unire, a favorire l'
incontro e la comunicazione. Il simbolo dell'
unità provinciale.
Le amministrazioni dei due comuni si sono
incontrate a metà dell' infrastruttura poco dopo
le 10, accompagnate da un numero non certo
monumentale di concittadini. Gherghetta,
noblesse oblige, è arrivato dalla sponda
sagradina assieme al sindaco Pian. Il pur
bisiaco consigliere regionale Diego Moretti,
invece, ha parcheggiato la propria auto sul
versante gradiscano accompagnando gli
amministratori della Fortezza. Poi ­ con la
circolazione riaperta a tempo di record e
pochissimi a ricordare il vicino monumento intitolato al patriota Romeo Battistig, caduto nei pressi del
ponte nel giugno del 1915 ­ tutti a piedi verso l' albergo Al Ponte, dove lo studioso sagradino Marino
Visintin ha ripercorso le vicende storiche e quelle politiche ed economiche che hanno portato alla
costruzione, distruzione per mano asburgica e ricostruzione italiana del manufatto. «Questo ponte non è
solo il simbolo della nostra provincia, ma anche un monito sull' orrore della guerra, qualunque essa
sia», hanno affermato Pian e Tomasinsig.
La storia moderna del ponte di Sagrado inizia nel 1904 quando la Deputazione comunale del paese,
assieme ad altre 16 rappresentanze dei comuni limitrofi, presentò un memoriale al luogotenente conte
Goess per inoltrarlo al ministero dell' Interno di Vienna nel quale si richiedeva la costruzione di un nuovo
ponte. Il cattivo stato del vecchio manufatto in legno (progettato nel 1846 dall' ingegnere Carlo Baubella
e dotato di 33 campate in rovere e abete) e delle due testate in pietra era sotto gli occhi di tutti. E così
pochi anni dalla richiesta ufficiale dei comuni, il progetto era fermo in qualche cassetto del ministero.
Il 23 dicembre 1909 il vecchio ponte venne spazzato via dalla furia dell' Isonzo. Il podestà di Sagrado
come primo provvedimento fece sistemare una passerella provvisoria dalla ditta Vittori di Sagrado. Del
fatto venne interessato anche il Capitano provinciale Faidutti. E grazie al suo interessamento che in
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Gorizia
pochi anni di lavoro il nuovo ponte venne ricostruito a fianco del vecchio.
Realizzato in ferro e cemento armato, il ponte era considerato di "prima classe" a tre campate, lungo
275 metri, largo 6. La spesa complessiva venne quantificata in 800 mila corone austriache. L'
esecuzione venne affidata a ditte austriache, ma anche locali, tra le quali la Ribi di Gorizia. Il ponte servì
al passaggio di uomini e merci fino alla notte del 23 maggio 1915. Nel primo giorno di guerra venne
fatto saltare dal genio militare austriaco. Il pilone di sostegno delle due arcate verso Sagrado venne
irrimediabilmente minato. Tra il 27 e 28 ottobre del 1917, dopo Caporetto, anche il pilone verso
Gradisca venne distrutto. Sarà ricostruito dall' Italia nel 1919.
Luigi Murciano.
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14 dicembre 2014
Primorski dnevnik
Gorizia
Do torka na toplem
»Vztrajali bomo in prebenikom zagotavljali streho nad
glavo do torka, 16. decembra, ko bo na goriki prefekturi
sreanje, med katerim naj bi zadevo dokonno reili.
Dosedanje obnaanje mestnih upraviteljev se nam
vsekakor zdi nedostojno; prefekt ni pokazal velikih
organizacijskih sposobnosti, goriki upan pa se sploh ni
zmenil za stisko afganistanskih priseljencev, ki e dalj
asa spijo pod milim nebom v spominskem parku. Zaradi
tega smo se odloili, da sami ukrepamo. V petek smo se
odpravili v park in petdesetim priseljencem zagotovili
zaasno namestitev po sedeih nekaterih organizacij. «
Tako pravi Paolo Del Ponte, v imenu stranke Svoboda,
ekologija, levica, katere predstavniki so se skupaj s lani
Foruma, Komunistine prenove in nekaterih lovekoljubnih
organizacij v petek pod veer odpravili v spominski park
in nato iz njega odpeljali petdeset premraenih
priseljencev. »tirinajst smo jih nastanili na sedeu
Foruma, kjer obiajno prirejamo sreanja in okrogle mize,
13 jih je lo na sede skupnosti Arcobaleno, 23 jih je
dobilo zaasno zatoie v dvorani upnia pri Madonini,«
pravi Del Ponte in pojasnjuje, da so leia za priseljence
uredili kar na tleh. »Ko so prili na sede Foruma, ki meri
30 kvadratnih metrov, so se najprej ogreli pri grelcih. Nato so si v trenutku razdelili pet pic, ki smo jim jih
prinesli; bili so lani in premraeni, zato so se e kako veselili odej. Nekateri izmed njih so bili tako trudni,
da so v trenutku zaspali,« pravi Paolo Sergas iz Foruma. Veraj so se nekateri priseljenci iz upnia pri
Madonini e preselili v sredie Nazareno, za ostale pa niso nali alternativne reitve. »Streho nad glavo jim
bomo zagotavljali do torka, 16. decembra; e jim krajevne uprave niso zmone pomagati, moramo pa
poskrbeti mi kot dravljani,« e poudarja Del Ponte. Direktor nadkofijske Karitas Paolo Zuttion je veraj
povedal, da bi morale na pomo priskoiti tudi posamezne upnije. Po pokrajini je razprenih ve praznih
stanovanj, v katerih so neko iveli upniki, vendar se po njegovih besedah nobena upnijska skupnost ni
oglasila, da bi jih dala na razpolago priseljencem. (dr)
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14 dicembre 2014
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Messaggero Veneto (ed.
Gorizia)
Gorizia
Martedì vertice fra il prefetto e i 25 sindaci
Cinquanta rifugiati ospitati dal Forum, dall' Arcobaleno e alla Madonnina Da giorni
bivaccavano sulle panchine. Accuse a Prefettura e Comune
Martedì sarà una giornata cruciale per sbrogliare la
matassa dell'accoglienza dei profughi richiedenti asilo. Il
prefetto, Vittorio Zappalorto, ha convocato per quella
giornata, infatti, i sindaci dei 25 Comuni dell'Isontino, al
fine di valutare la possibilità di dare vita a un modello di
accoglienza diffusa, che non gravi come oggi di fatto
accade su appena una manciata di località. Anche per
questo motivo, la convenzione con la Caritas diocesana
per l'ampliamento della disponibilità di posti letto all'ex
convento del Nazareno è stata congelata: se ne riparlerà
dopo la riunione di martedì, ovvero dopo che i primi
cittadini avranno concretamente dato la propria
disponibilità (o, viceversa, il diniego) a ospitare una
quota degli oltre 250 immigrati in attesa del parere della
Commissione territoriale per i richiedenti asilo che si
trovano oggi a Gorizia, sparsi tra alberghi, ex strutture
religiose, dormitori e sedi di associazioni. C'è da
attendersi una riunione dai toni accesi e una nuova
presa di posizione del sindaco di Gorizia, Ettore Romoli,
che a più riprese si è espresso contro soluzioni che
coinvolgessero ancora una volta il capoluogo isontino. Al
Nazareno, secondo l'intesa di massima raggiunta tra
Prefettura e Caritas, dovrebbero essere ospitati altri settanta immigrati, che si aggiungerebbero agli
ottanta già accolti in via Brigata Pavia. Nei giorni scorsi, intanto, una quindicina di profughi hanno
lasciato Gorizia, per trovare accoglienza a Terranova, frazione di San Canzian. Restano in piedi diverse
soluzioni: non si conoscono, ad esempio, gli sviluppi sui lavori dell'ex caserma dei carabinieri di Gabria,
individuata ancora a fine ottobre dalla Prefettura come luogo nel quale ospitare una quota dei richiedenti
asilo che si trovano a Gorizia. (chr.s.)
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