DOSSIER Lunedì, 15 dicembre 2014 DOSSIER Lunedì, 15 dicembre 2014 Articoli 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 45 Controlli più fitti contro bullismo e droga nelle scuole 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46 Il vescovo Redaelli: sì all' accoglienza no a chi ne approfitta 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46 Prefettura e Comune finiscono nel mirino 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46 Romoli: «Iniziativa apprezzabile ma Gorizia non può farsene... 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 46 Tre nuove "case" per i profughi 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 48 Il Dante riabbraccia Fausto Romitelli 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 48 Orienteering e passeggiate L' altro Natale di Borgo Castello 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 49 La Marcelliana rifugio per senzatetto 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 50 La Grande guerra letta attraverso i graffiti 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 51 Un presepe a ricordo dei caduti sul Carso 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 53 A Brazzano c' è la discaricafantasma 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 54 Un ponte che unisce la provincia 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 58 Gran galà dei fiori mercoledì al Verdi con il top dei... 14/12/2014 Il Piccolo (ed. Gorizia) Pagina 58 GORIZIA "OLTRE LO SGUARDO" VISITA GUIDATA 14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 29 Blitz delle associazioni profughi via dal parco 14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 30 Città protagonista in tv grazie a due trasmissioni 14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 31 Domani in teatro "Vino dentro", il film di Vicentini Orgnani 14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 31 Una festa senza lustrini per i cento anni del ponte 14/12/2014 Primorski dnevnik Do torka na toplem 14/12/2014 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Pagina 29 Martedì vertice fra il prefetto e i 25 sindaci 1 3 5 7 8 10 11 12 14 15 16 18 20 22 23 25 26 27 29 30 14 dicembre 2014 Pagina 45 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia PREFETTURA »COMITATO PER L' ORDINE PUBBLICO. Controlli più fitti contro bullismo e droga nelle scuole Verrà attivato un servizio telefonico in cui si potrà segnalare alle forze dell' ordine episodi di spaccio e maltrattamenti di Francesco Fain Questione immigrazione, escalation di episodi di microcriminalità (furti nelle abitazioni, truffe, vandalismi), schiamazzi notturni. Questi i temi che, sino ad oggi, hanno caratterizzato le periodiche convocazioni dei Comitati provinciali per l' ordine e la sicurezza pubblica promossi dalla Prefettura di Gorizia. Ecco perché si può considerare indubbiamente "inconsueta" per i temi trattati la riunione di mercoledì alle 10.30. Il prefetto Vittorio Zappalorto presiederà, infatti, una riunione del Comitato che «discuterà si legge in una breve nota in merito alla intensificazione delle misure di contrasto e di prevenzione dei fenomeni del bullismo e dello spaccio e consumo di sostanze stupefacenti negli istituti scolastici dell' Isontino». Ciò lascerebbe intendere che c' è o c' è stata una recrudescenza di questi reati nell' ambiente scolastico provinciale. In realtà, così non è. «Niente di tutto questo sgombra il campo da ogni possibile equivoco il viceprefetto vicario Gloria Allegretto . Semplicemente vogliamo dare vita a un monitoraggio più stretto di quelli che sono fenomeni delicati nel mondo della scuola. Da qui, la convocazione del tavolo che servirà a mettere a punto diverse strategie». Quali? Ad esempio, «verrà attivato si legge sempre nella nota un servizio telefonico dedicato al quale i cittadini potranno inviare un sms per segnalare episodi di spaccio e bullismo alle forze di polizia». Alla riunione sono stati invitati, oltre ai vertici provinciali delle forze dell' ordine, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Gorizia, il procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minori di Trieste e il dirigente dell' Ufficio scoalstico provinciale. E così torna d' attualità un' ormai datata relazione della stessa Prefettura in cui si legge che «il diffondersi delle cosiddette droghe sociali rimane un dato sommerso ma allarmante soprattutto per la sua diffusione fra i giovani mediamente compresi tra i 20 e i 24 anni. Il territorio, considerato di transito di sostanze stupefacenti provenienti dall' Est europeo e destinate al mercato dell' Italia settentrionale, mantiene una connotazione di consumo e microspaccio di droghe leggere. Il fenomeno trova la sua principale causa nella vicinanza con la Slovenia (di cui Nova Gorica si è confermata come snodo centrale di smercio)». Sempre nell' ambito della prevenzione allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole va citata una Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 1 14 dicembre 2014 Pagina 45 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia recente iniziativa dei carabinieri del nucleo cinofili di Torreglia (Padova) che, in collaborazione con i militari del Comando compagnia di Gorizia, hanno effettuato nelle scorse settimane una serie di controlli in funzione preventiva rispetto all' eventuale consumo e diffusione di droga all' interno di istituti scolastici superiori di Gorizia. L' attività tecnica era stata svolta da un carabiniere "conduttore" e da uno splendido esemplare di golden retriever, Falko, di 8 anni. I controlli ebbero esito negativo, come fecero sapere i vertici del Comando compagnia di Gorizia che hanno avuto un ruolo di primo piano in questa attività. L' iniziativa si inquadra in un contesto più ampio che vede ormai da anni l' Arma collaborare con le scuole di ogni ordine e grado al fine di sensibilizzare gli studenti sulla cultura della legalità attraverso una serie di incontri nel corso dei quali vengono via via affrontate tematiche di interesse ed attualità, ovviamente modulate rispetto all' età della platea dei partecipanti, che vanno a toccare anche argomenti sensibili come l' abuso di sostanze stupefacenti/psicotrope e di alcool, il bullismo, la pedopornografia, lo stalking, che destano sempre il vivo e partecipato interesse degli studenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 14 dicembre 2014 Pagina 46 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Il vescovo Redaelli: sì all' accoglienza no a chi ne approfitta «Le Caritas devono essere più vigilanti". Ai sindaci ha chiesto di saper gestire le emozioni della gente senza farsi condizionare. di Franco Femia «Le Caritas devono essere più vigilanti su chi ha bisogno, non solo con gli immigrati ma anche verso chi utilizza la mensa dei poveri o l' emporio. Bisogna agire con molta saggezza, stare attenti a chi ne approfitta. E di questo ne parlerò nei prossimi giorni anche a livello di Conferenza triveneta»: risponde così l' arcivescovo Carlo Redaelli a chi, nell' incontro per gli auguri di Natale con i rappresentanti delle istituzioni, sindaci in prima fila, aveva sollevato il complesso problema dell' accoglienza. Il problema era stato toccato in particolare dal sindaco di Gorizia Ettore Romoli che, alla luce di quanto sta accadendo a Roma dove sono coinvolte cooperative che gestiscono campi profughi, ha sottolineato il pericolo che, anche da noi, lo si faccia per soldi e non per spirito di servizio. E di immigrazione ha parlato anche il deputato Giorgio Brandolin ricordando che siamo dinanzi a un fenomeno migratorio ormai strutturale e come tale va affrontato. «Aiutateci a costruire un piano nazionale ed europeo ha detto rivolto ai sindaci in sala in modo che nelle nostre comunità non si inserisca la paura che porta al razzismo e non favorisce l' integrazione». Sul fronte dell' accoglienza si è spesa il sindaco di San Canzian, Silvia Caruso, alla quale è toccato il saluto di apertura dell' incontro. «Dobbiamo fare maggior informazione perché siamo difronte a una disinformazione che colpisce un po' tutti, compresi noi amministratori ha detto riferendosi anche la campagna antipolitica che sta dominando in questi tempi e che trova facile terreno nella gente . Dobbiamo alzare la testa, svegliare le coscienze e sul campo della solidarietà oggi ci viene chiesto uno sforzo in più». Riferendosi ai lavori socialmente utili, che spesso vengono rifiutati perché sono a tempo, Caruso ha rimarcato che dobbiamo spenderci di più su questa strada, mezza speranza è meglio di nessuna speranza». E riferendosi a Giuseppe e Maria che a Betlemme furono costretti a rifugiarsi in una stalla, ha sottolineato che «oggi sono in molti dalla parte degli osti che tenevano chiuse le porte delle locande, noi invece dobbiamo essere capaci di aprire quelle porte». Il vescovo, nel suo intervento incentrato sulla pace collegandosi all' anniversario della grande guerra ma anche a quello dei 70 anni della fine della seconda che cade nel 2015, si è richiamato a quanto detto da papa Francesco a Redipuglia citando quel grido, più volte ripetuto, "A me che importa", che è un Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 3 14 dicembre 2014 Pagina 46 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia atteggiamento di disinteresse radice di ogni guerra. Rivolgendosi agli amministratori ha ricordato che «bisogna mettere la passione, evitando di agire solo in modo freddo e ragionieristico. Ci vuole lucidità per non farsi condizionare dagli umori, dai ricatti». E richiamandosi a Pilato che si è lavato le mani dinanzi a Gesù, Redaelli ha aggiunto che « bisogna essere capaci di gestire le emozioni della gente, anche quelle pericolose come può essere la paura del diverso e dello straniero». L' ultimo parte dell' intervento lo ha rivolto ai giovani che «sono una risorsa, vanno ascoltati e responsabilizzati» e ha concluso : «Non perdete la speranza, lavorate per la pace, è importante per la nostra gente, per i nostri giovani». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 14 dicembre 2014 Pagina 46 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Prefettura e Comune finiscono nel mirino Gli organizzatori dell' operazionelampo: «Abbiamo supplito all' assenza delle istituzioni. Accoglienza fa rima con dignità» La notte di venerdì il blitz umanitario, improvviso e a sorpresa. La mattina successiva una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell' operazione. A tirare le fila Paolo Del Ponte, coordinatore comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà (Sel). «Semplicemente abbiamo supplito ad evidenti carenze istituzionali. Abbiamo agito in modo veloce e, per la verità, anche abbastanza disorganizzato ma siamo riusciti in quattro e quattr' otto ad offrire un tetto a queste persone. Credo sia stata una scossa per Gorizia che sta vivendo il dramma dell' immigrazione in maniera assai poco dignitosa. Quando parlo di carenze istituzionali mi riferisco a Prefettura e Comune: soprattutto la prima si è dimostrata totalmente inadeguata ad affrontare l' emergenza». Ma Del Ponte e tutti i soggetti intorno al tavolo imputano più di qualche responsabilità anche al sindaco Romoli. «Noi li abbiamo ospitati ma, francamente, non sappiamo se sono stati sottoposti a visite mediche e quali sono le loro condizioni. Il sindaco è il responsabile della salute nel suo Comune ma non ha fatto nulla. Non è possibile ha tuonato Del Ponte che la questione ideologica impedisca anche le più normali funzioni amministrative: in questo caso relative all' accoglienza di soggetti che sono persone come noi». Alla fine, sono 50 i migranti che avevano trasformato il Parco della Rimembranza in un grande rifugio di fortuna. «Quattordici hanno dormito nella sede del Forum. Si tratta di due stanze di 30 metri quadrati l' una con un piccolo bagno: non certamente un ambiente molto accogliente ma comunque migliore di una panchina del parco», ha fatto eco Paolo Sergas del Forum per Gorizia. Altri 13 hanno passato la notte negli spazi della sala audiovisivi della comunità Arcobaleno e ci sono stati momenti di tensione con gli altri ospiti (italiani) che risiedono nella vicina comunità alloggio. La gran parte (23), infine, ha preso posto negli spazi parrocchiali della Madonnina, «ma una quindicina verranno trasferiti nelle prosime ore al dormitorio di Piazzutta e al Nazareno», ha spiegato Del Ponte. Ma per quanto tempo le associazioni comunitarie saranno in grado di offrire un tetto ai migranti? «Per poco: due o tre giorni al massimo perché si tratta di sistemazioni di fortuna. Ora la palla deve passare alle istituzioni. Noi abbiamo dimostrato parole di Del Ponte che qualcosa si può fare privilegiando la concretezza sulla demagogia, l' operatività sulla polemica politica». Istituzioni intese come Stato. E le Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 5 14 dicembre 2014 Pagina 46 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Parrocchie? «Caritas a parte, è chiaro che il concetto di carità cristiana in questa vicenda ha fatto acqua da tutte le parti», la sottolineatura del coordinatore di Sel. La rappresentate della comunità Arcobaleno, dal canto suo, ha sottolineato le difficoltà che comporta per la struttura di Campagnuzza l' ospitalità ai migranti. «Gli spazi sono quelli che sono ed è chiaro che questa situazione di totale emergenza potrà protarsi per due/tre giorni al massimo». È stata lasciata anche aperta la porta riguardo un eventuale utilizzo della struttura di Farra di proprietà della comunità. «Ma dovrebbe essere, prioritariamente, siglata una convenzione», la sottolineatura finale. (fra.fa. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 14 dicembre 2014 Pagina 46 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Romoli: «Iniziativa apprezzabile ma Gorizia non può farsene carico sempre da sola» «È un' operazione umanitaria che apprezzo. Come ho dichiarato anche ieri sulle pagine del Piccolo non mi divertivo sicuramente nel vedere tutte quelle persone dormire al freddo al Parco della Rimembranza e in altre aree limitrofe». Ma c' è sempre un "però". E il sindaco Ettore Romoli lo evidenzia parlando del clamoroso sviluppo nella vicenda dei richiedentiasilo. «Non mi stancherò mai di ripetere che Gorizia non può continuare a farsi carico da sola del problema dei richiedentiasilo. Il blitz umanitario non ha fatto altro che trovare soluzioni ma sempre all' interno della città. Quando verranno individuate sistemazioni in tutti i Comuni dell' Isontino, allora l' emergenza sarà risolta in maniera più equa. Non si può pesare solo su Gorizia». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 7 14 dicembre 2014 Pagina 46 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Tre nuove "case" per i profughi Blitz umanitario: svuotato il Parco della Rimembranza ma servono soluzioni strutturali. Fiamma tricolore protesta. di Francesco Fain Le luminarie che rischiarano il cielo di Corso Italia. Un chiosco che vende alberi di Natale. Sullo sfondo un Parco della Rimembranza apparentemente tranquillo. Questo il colpo d' occhio venerdì sera poco dopo le 20. Tutto normale, tutto perfettamente in linea con il "quieto vivere" goriziano. Alle 21, il blitz umanitario. Esponenti di Sel, Federazione della Sinistra, Forum per Gorizia ma anche semplici cittadini e volontari che hanno portato avanti l' esperienza della tendopoli di via Brass si radunano al Parco. Ci sono, fra gli altri, Andrea Bellavite, Paolo Del Ponte, l' assessore provinciale Ilaria Cecot: più tardi arriverà anche il consigliere comunale Emanuele Traini. Si inoltrano nel parco e avvisano i migranti che dormono per terra, sulle panchine, in mezzo ai cespugli, accanto (se non addirittura sopra) i monumenti che avranno un tetto almeno per un paio di notti. Inizia un lungo esodo verso il controviale: prima una decina, poi venti, poi trenta, sino ad arrivare alla cifra di 50 (!) richiedentiasilo: tutte persone che si erano già coricate per affrontare l' ennesima notte all' addiaccio, con temperature sotto allo zero. Noi c' eravamo e abbiamo seguito quei momenti. In pochi minuti gli immigrati vengono "caricati", assieme alle loro cose, sulle auto dei volontari. Destinazione? Gli spazi parrocchiali della Madonnina, la sede del Forum per Gorizia, la sala audiovisivi della comunità Arcobaleno nel rione Campagnuzza. C' è anche una carta di riserva (la sede di Sel) ma non serve utilizzarla. Tutto accade sotto gli occhi dei carabinieri: c' è, infatti, una gazzella che osserva in maniera discreta i movimenti. Si sparge la voce (non confermata) che c' erano altri 5 (secondo altri 10) immigrati nel parco ma alla vista delle divise degli uomini dell' Arma se la sono data a gambe. Stride vedere le luminarie e gli alberi di Natale, simbolo del calore del periodo più bello dell' anno, accanto a queste persone che hanno eletto il Parco ad abitazione. Non manca un momento di tensione quando Franco Bertin, segretario provinciale di Fiamma Tricolore, passa di lì casualmente, si accorge di quanto sta accadendo, fa la voce grossa e ringrazia ironicamente: «E ai poveri goriziani, chi ci pensa? Vergogna». Una domanda che si rivolge anche un giovane goriziano che naviga in cattive acque, non ha un lavoro, al momento non ha prospettive. «Quello che sta succedendo è una schifezza. Scrivetelo a caratteri cubitali», ci dice. Si rischia di innescare una guerra fra poveri. «Ringraziamo i tanti cittadini che hanno voluto aiutare queste persone, fornendo coperte e altri generi di conforto. Questa è la dimostrazione che le cose si possono fare. E tutto è stato organizzato in Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 8 14 dicembre 2014 Pagina 46 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia pochissime ore», spiega Andrea Bellavite del Forum per Gorizia. «Non potevamo lasciarli qui al freddo. Non ci sono soluzioni immediate? Mettano a disposizione una caserma dismessa: ce ne sono tante sul territorio», fa eco don Alberto De Nadai. Il Parco della Rimembranza viene "svuotato" in pochi minuti. Resta soltanto Elsa Sotgia, la donna sarda che vive ormai da parecchie settimane su una panchina. «Le abbiamo chiesto se voleva aggregarsi ma lei vuole rimanere qui», fanno sapere i volontari. E la luce delle luminarie sembra più fioca. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 9 14 dicembre 2014 Pagina 48 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia intitolata l' aula magna. Il Dante riabbraccia Fausto Romitelli «Se lo merita: qui è presente». La mamma di Fausto Romitelli guarda con un misto di orgoglio e commozione la targa in memoria del figlio. Sta in piedi, in mezzo al corridoio, come se intorno a lei il mondo non esistesse. Sembra non sentire gli applausi accorati che esplodono all' improvviso. Per alcuni secondi finisce in un' altra dimensione. Da ieri mattina l' aula magna del liceo classico Dante Alighieri è intitolata al compositore goriziano scomparso nel 2004 a soli 41 anni. A scoprire la targa con la signora Franca, fisicamente, c' era la dirigente scolastica del Polo liceale Vilma Candolini; idealmente, con lei c' erano tutti gli ex compagni di classe del musicista. «Intitolare un' aula a un ex studente credo sia importante», sono state le parole della preside che ha sottolineato come, così facendo, la scuola si sia aperta alla storia attuale. La figura di Romitelli era stata precedentemente ricordata in un incontro all' auditorium Biagio Marin. Mentre Tullio Angelini e Riccardo Braggian di More Music ne hanno tracciato il profilo artistico presentando anche un intervento video del musicologo Alessandro Arbo, quello umano è stato raccontato dall' amico fraterno Luca Natino: «Fausto era geniale e intuitivo, ma anche ironico simpatico e divertente. Non era un secchione: non aveva bisogno di passare le giornate sui libri. Giocava a basket, suonava il piano e poi studiava». Un contributo è arrivato anche dall' assessore provinciale Donatella Gironcoli, pure lei compagna di classe di Romitelli: «Fausto non era una persona facile, era molto polemico e con le sue domande faceva impazzire i professori, ma quando si sedeva al pianoforte il mondo si trasformava». Al compositore goriziano ieri il festival All Frontiers ha dedicato la giornata. Alla presentazione del libro "Oltre le periferie dell' imperoOmaggio a Fausto Romitelli" curato dallo stesso Arbo, sono seguite in sala Bergamas a Gradisca le esecuzioni di alcuni suoi brani. Ad eseguirli sono stati invitati Quartetto Maurice & Andera Agostini, Mika Vaino e Lucia D' Errico. Stefano Bizzi. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 14 dicembre 2014 Pagina 48 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia dicembre goriziaNO. Orienteering e passeggiate L' altro Natale di Borgo Castello A impreziosire, è proprio il caso di dirlo, il Dicembre Goriziano ci sono anche le intriganti proposte in Borgo Castello. Merito dell' intraprendenza e della fantasia dell' associazione di Idee Borgo Castello Tre, che in collaborazione con il Comune, diversi sodalizi del territorio e realtà private, ha allestito un programma di eventi ricco ed originale. Per tutto dicembre tiene aperti i battenti (dalle 16.30 alle 18.30) la sede dell' associazione, che funge anche da temporary store. Qui il visitatore può partecipare ad eventi, ma anche e soprattutto trovare decine di creazioni artigianali che possono essere validissimi regali di Natale: dalle decorazioni in vetro, stoffa o argilla ai prodotti per la cura del corpo, dagli infusi e le marmellate ai gioielli. Non manca nulla. Dicevamo poi del cartellone di eventi, pensato per valorizzare uno degli scorci più belli della città. «Il nostro obiettivo è far vivere il borgo, che è rinato grazie ai lavori di rinnovamento realizzati dal Comune dice Isabella Stauble, presidente dell' associazione di Idee Borgo Castello Tre . I nostri incontri e gli spettacoli sono pensati per far salire quassù i goriziani e i visitatori, e far riscoprire loro le bellezze di questi luoghi». Prossimo appuntamento sabato 20, quando dalle 10 alle 13 si svolgerà l' Orienteering in Borgo Castello, per ragazzi dai sette ai novanta anni, come recita il volantino degli organizzatori: attraverso questa piccola gara, che si concluderà con cioccolata calda per tutti alla Taverna al Museo, i partecipanti scopriranno curiosità e gioielli nascosti del borgo. Domenica 21, sempre dalle 10 alle 13, ecco invece la Passeggiata della salute organizzata con le farmacie Orso Bianco di Gorizia, Rismondo di Monfalcone e Al Convento della Castagnavizza di Nova Gorica, e con Udine Nordic Walker. Cultura e musica, invece, protagoniste martedì 23, dalle 17 alle 19 nella sala conferenze dei Musei provinciali, con il concerto di Natale che vedrà esibirsi nove giovani della città, e lo scambio di auguri finale alla Taverna al Castello. Poi le proposte proseguiranno numerose fino all' Epifania: dalla biciclettata con Gobike (sabato 27) alla Camminalonga del buonessere della società vegetariana (domenica 28), fino alla possibilità di guardare i fuochi d' artificio di Capodanno direttamente dalla terrazza giardino della Taverna al Museo. Occasione imperdibile e romantica, dalle 23 del 31 dicembre, con tanto di bollicine per brindare al 2015. Marco Bisiach. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 11 14 dicembre 2014 Pagina 49 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia POVERTÀ»INAUGURATA LA STRUTTURA INTITOLATA AD ARISTIDE VESCOVINI. La Marcelliana rifugio per senzatetto Il dormitorio sarà gestito dalla Caritas. L' arcivescovo Redaelli: «Diamo accoglienza, ognuno contribuisca con un gesto concreto» di Laura Borsani È stato un parto lungo e difficile, ma da ieri Monfalcone e il suo territorio hanno a disposizione il dormitorio per i senzatetto, gestito dalla Caritas e dai suoi volontari. La struttura, ha esordito ieri il direttore della Caritas, don Paolo Zuttion, davanti a una folta presenza di cittadini, rappresentanti di enti, associazioni e numerosi parroci, è stata dedicata ad Aristide Vescovini, padre dell' imprenditore Alessandro, che «attraverso l' impresa Vescovini Group, ha contribuito molto alla realizzazione di quest' opera». Quella di ieri alla Marcelliana è stata una festa della comunità. Un segno di speranza e di accoglienza. La struttura è in grado di ospitare 8 persone, dotata al pianoterra della sala per il custode e della sala colazione, e un posto letto, mentre al primo piano sono allocate le stanze con 7 posti letto e i relativi servizi igienici. Tutto è frutto del contributo di innumerevoli apporti, felice espressione della sinergia tra pubblico e privato. All' inaugurazione era presente, tra gli altri, don Giuseppe Dossetti, parroco a Reggio Emilia, nipote dell' omonima grande personalità del cattolicesimo italiano del secolo scorso. La benedizione è stata affidata all' arcivescovo di Gorizia, Carlo Roberto Maria Redaelli. «Essere Chiesa ha affermato significa ascoltare la Parola di Dio e quindi dare accoglienza, che non è prerogativa esclusiva. Ciascuno, nel suo piccolo, può contribuire con un gesto concreto», ha aggiunto l' arcivescovo ricordando il messaggio di Papa Francesco, lavorare per la pace con tanto coraggio. Alessandro Vescovini ha osservato: «È una grande gioia, anche per la mia famiglia, aver contribuito a questo progetto, partito anni fa dall' idea ispiratrice di Padre Luigi. Si è così sviluppato un percorso di solidarietà. Oltre a fare impresa ha aggiunto l' imprenditore siamo impegnati in opere di aiuto in Africa e soprattutto a Monfalcone, che ci ha dato tanto. Il nostro contributo è un segno e intende essere un esempio per altre imprese». Anche la Fondazione Carigo di Gorizia ha fatto la sua parte. Proprio per il 2015, a fronte di un impegno complessivo di erogazioni quantificato in 3,2 milioni, destinerà 816mila euro, il 25,5%, al sostegno di situazioni di disagio sociale, ma anche di emergenza, come ha spiegato Roberto Porciani, illustrando dettagliatamente il "Programma Solidarietà" dell' ente. «Bisogna impegnarsi sempre più a fare sistema ha concluso Porciani . Grazie anche alla ditta Vescovini, questa è la dimostrazione che la collaborazione tra enti e imprese può lasciare il segno». Al Lions Club di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 12 14 dicembre 2014 Pagina 49 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Monfalcone, presieduto da Pasquale de Candia, il merito di aver sostenuto le spese per l' acquisto di mobili e arredi, nel solco di un service iniziato tre anni fa. Tra i contributi c' è anche quello offerto dal Piccolo Teatro, Circolo don Tonzar, della parrocchia SS Redentore di via Romana, che, in occasione della rassegna "Monfalcone sul Palco", ha spiegato Nicola Di Benedetto, grazie alla generosità dei cittadini, ha raccolto 5mila euro, ieri consegnati in mano a don Zuttion. Il sindaco Silvia Altran ha sottolineato l' importanza di questo dormitorio che servirà l' intero Ambito Basso Isontino, «una iniziativa partita dalla comunità». L' assessore regionale Sara Vito ha evidenziato il «risultato di qualità di una struttura per la quale c' era bisogno. Rappresenta l' esempio del saper fare rete». Un ringraziamento speciale lo ha rivolto alla Caritas: «Il suo ruolo è insostituibile, arriva anche laddove non arriva l' ente pubblico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 13 14 dicembre 2014 Pagina 50 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia CICLO DI EVENTI PER IL CENTENARIO. La Grande guerra letta attraverso i graffiti Recuperare la memoria degli eventi di cent' anni fa, per riproporre non solo le vicende belliche, ma soprattutto quelle riguardanti le genti e le trasformazioni di un territorio, quello monfalconese, che fu cruciale e centrale nelle dinamiche del primo conflitto mondiale. È questo il senso del percorso di ricostruzione storica che l' amministrazione sta portando avanti con esposizioni e conferenze per una conoscenza di un enorme patrimonio di esperienza cui sono legati i cambiamenti urbanistici, artistici, architettonici, sociali ed economici che hanno connotato lo sviluppo successivo della città fino ai giorni nostri. Dopo la grande esposizione sulle opere dell' architetto futurista Sant' Elia e quella sulle "Ali sulla storia", è stata ora la volta dei graffiti della Grande guerra e da lunedì 22 la mostra evento sul periodo che precedette il 19141915 con il lavoro dei nostri corregionali nei Paesi dell' Impero austroungarico (inaugurazione alle 11 al palaveneto). E proprio l' iniziativa sui graffiti, con 400 visitatori in 5 giorni, ha dato l' occasione per una riflessione promossa dal Fogolar soprattutto sui fatti e sulle conseguenze per la realtà locale. Dopo l' entrata in guerra, fu Monfalcone ad avere il battesimo del fuoco con i bombardamenti il 25 e 26 maggio 1915 dei cantieri, che poi subirono il 31 maggio i primi gravissimi danni. Il generale Cadorna aveva immaginato un' avanzata facile e rapida verso Trieste e poi oltre a Lubiana e in Gallizia. A Monfalcone, dove le truppe entrarono il 9 giugno, l' esercito rimase bloccato fino alla fine del 1917. Un periodo che cambio i connotati della città (il campanile fu abbattuto nel luglio 1915 da un artigliere ronchese dell' esercito imperiale) e che ha nel parco tematico sul Carso di oltre 4 km quadrati, una testimonianza significativa delle dinamiche di una guerra che in tutta Europa. A rievocare queste vicende Lucio Gregoretti, curatore del libro "Il Vento della Storia" e Marco Pascoli direttore del Museo di Ragogna, che ha analizzato il significato dei graffiti dei combattenti, introdotti da Franco Braida che ha preannunciato che la mostra sui graffiti sarà riproposta nell' ambito dell' esposizione sugli imperi centrali. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 14 14 dicembre 2014 Pagina 51 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia FOGLIANO REDIPUGLIA. Un presepe a ricordo dei caduti sul Carso FOGLIANO REDIPUGLIA Proseguono, a Fogliano Redipuglia, le tante iniziative promosse dall' amministrazione comunale, dalle associazioni e dai commercianti locali in occasione delle festività natalizie. A impreziosire il "pacchetto" di appuntamenti c' è, da ieri, un singolare presepe allestito nei locali della Regia stazione di Redipuglia, sede del museo multimediale. Un presepe a ricordo dei soldati morti sul Carso e delle giornate di Natale che dovettero trascorrere in trincea. Questo il tema della Natività che la signora Marina (vuol mantenere l' anonimato) ha donato al museo della stazione di Redipuglia. Si tratta di un presepe creato in maniera particolare, con la Natività, i Re Magi e la stella cometa assemblati con residuati bellici ritrovati sul Carso, come filo spinato, pallottole, capsule e schegge. Intanto oggi, alle 9.30, nella cappella del Sacrario, verrà celebrata una messa in ricordo di tutti gli alpini "Andati avanti", che sarà accompagnata dalle musiche del coro "Elianico". Alle 11, poi, nella sede di via Doberdò, il capogruppo dell' Ana, Massimo Zilli, ha convocato l' assemblea annuale dei soci. Sempre oggi, alle 9.30, nel tendone riscaldato che la Pro Loco ha allestito nel parcheggio del municipio, avrà luogo un raduno nazionale di Doberman, con una raccolta benefica a favore degli amici a quattro zampe meno fortunati. Domani, alle 16, alla biblioteca comunale, laboratorio natalizio per i bambini dai 5 ai 7 e dagli 8 ai 10 anni, messo a punto dal centro di aggregazione giovanile e dall' associazione "L' albero del Melogramma". Sempre alle 16, all' asilo nido "Il Grillo parlante", accensione del tradizionale albero di Natale a cura dei bambini della struttura. (lu.pe.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 15 14 dicembre 2014 Pagina 53 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia A Brazzano c' è la discaricafantasma Non è stata mai aperta nonostante l' iter burocratico fosse stato velocissimo. Patat: «Oggi è diventata un' area degradata» di Francesco Fain wCORMONS «Mettiamola così: prima c' era un buco piccolo. Ora c' è un buco molto più grande con una montagnola davanti». Luciano Patat, sindaco di Cormòns, banalizza al massimo per essere chiaro. Si riferisce alla discarica per inerti che doveva essere aperta in località Cave, a Brazzano. Alla fine, nonostante pareva che il "taglio del nastro" fosse questione di attimi, l' impianto non è mai stato aperto. Non che l' amministrazione comunale cormonese volesse l' apertura di una nuova discarica ma ormai le cose sembravano fatte, quindi era meglio procedere. «Anche perché aggiunge il primo cittadino oggi abbiamo un' area di Brazzano abbandonata. I teloni di rivestimento solo logori e danneggiati: la situazione è di gran lunga peggiore di prima quando c' era un buco molto più piccolo e la vegetazione ormai aveva preso il largo. È una situazione che fa arrabbiare». E il perché è presto detto. L' impianto per la raccolta di materiali inerti di Brazzano era balzato, come si ricorderà, alla ribalta della cronaca proprio per la velocità dell' iter. Non che l' amministrazione comunale si stracci le vesti per la mancata messa in esercizio dell' impianto visto che i cormonesi ne hanno le tasche piene di discariche. Più volte, nel passato, anche il vicesindaco Pesaola aveva evidenziato che Cormòns non si offendeva «se quell' impianto ancora non apre. Però, non posso non evidenziare che è passato un tempo immemorabile dalla prima richiesta». Su un tema, comunque, l' amministrazione Patat aveva sempre detto, qualora la discarica fosse stata aperta, che non era disposta a derogare. «Sorveglieremo attentamente la situazione perché avevano ribadito più e più volte assessore e sindaco non vogliamo che in quel sito vengano smaltiti materiali non inerti. Il rispetto delle norme deve essere massimo». La Provincia aveva elaborato una sorta di decalogo che però non era stato ritenuto minimamente sufficiente dai residenti di Brazzano. Fra i paletti stabiliti dall' ente intermedio c' era la richiesta di controlli a cadenza trimestrale dei parametri «ossigeno disciolto (espresso in mg/l e percentuale di saturazione)» e «potenziale redox», dovrà essere installata una centralina per il rilevamento dei parametri meteoclimatici ed è richiesta una particolare attenzione in fase di realizzazione della copertura superficiale alla morfologia finale. «Dovranno essere adottati profili aventi andamento il più possibile naturale, evitando eccessive geometrizzazioni Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 16 14 dicembre 2014 Pagina 53 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia ed artificiosità, adottando un' ottimale risoluzione delle zone di raccordo con le aree limitrofe non interessate dall' attività di smaltimento», si legge a chiare lettere nel documento. Ma tutto è superato dai fatti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 17 14 dicembre 2014 Pagina 54 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Un ponte che unisce la provincia Celebrati i cento anni del manufatto distrutto nel 1917 dagli austriaci e ricostruito dagli italiani. di Luigi Murciano wGRADISCA Una cordiale stretta di mano, un abbraccio affettuoso. È stato un incontro decisamente all' insegna della sobrietà quello fra i sindaci di Gradisca, Linda Tomasinsig, e di Sagrado, Elisabetta Pian, nel suggellare il centenario del ponte sull' Isonzo. Niente lustrini o effetti speciali ma, come ha sottolineato con sagacia il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, la riscoperta di un gesto semplice: «Il guardarsi negli occhi, la voglia di cooperare che forse nell' epoca dei social network dovremmo riscoprire». Eh sì, perché in fondo un ponte serve soprattutto a questo: a unire, a favorire l' incontro e la comunicazione. Il simbolo dell' unità provinciale. Le amministrazioni dei due comuni si sono incontrate a metà dell' infrastruttura poco dopo le 10, accompagnate da un numero non certo monumentale di concittadini. Gherghetta, noblesse oblige, è arrivato dalla sponda sagradina assieme al sindaco Pian. Il pur bisiaco consigliere regionale Diego Moretti, invece, ha parcheggiato la propria auto sul versante gradiscano accompagnando gli amministratori della Fortezza. Poi con la circolazione riaperta a tempo di record e pochissimi a ricordare il vicino monumento intitolato al patriota Romeo Battistig caduto nei pressi del ponte nel giugno del 1915 tutti a piedi verso l' albergo Al Ponte, dove lo studioso sagradino Marino Visintin ha ripercorso le vicende storiche e quelle politiche ed economiche che hanno portato alla costruzione, distruzione per mano asburgica e ricostruzione italiana del manufatto. «Questo ponte non è solo il simbolo della nostra provincia ma anche un monito sull' orrore della guerra, qualunque essa sia» hanno affermato Pian e Tomasinsig. Che significativamente hanno invitato alla cerimonia anche chi dalla guerra è in fuga oggi e proprio nell' Isontino cerca un futuro, cent' anni dopo la prima guerra mondiale: gli ospiti del Cara. A fondo sala alcuni cittadini più anziani non comprendono il simbolico collegamento tra gli orrori di ieri e quelli di oggi: ma tant' è. L' hotel al Ponte ospiterà il prolungamento della mostra fotografica dedicata al Centenario dal collezionista gradiscano Paolo Mucchiut, mentre ieri al centro civico di Sagrado è stata inaugurata un' analoga iniziativa curata da Romano Ferlan. La storia moderna del ponte di Sagrado inizia nel 1904 quando la Deputazione comunale del paese, assieme ad altre 16 rappresentanze dei comuni limitrofi, presentò un memoriale al luogotenente conte Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 18 14 dicembre 2014 Pagina 54 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Goess per inoltrarlo al ministero dell' Interno di Vienna nel quale si richiedeva la costruzione di un nuovo ponte. Il cattivo stato del vecchio manufatto in legno (progettato nel 1846 dall' ingegnere Carlo Baubella e dotato di 33 campate in rovere e abete) e delle due testate in pietra era sotto gli occhi di tutti. E così pochi anni dalla richiesta ufficiale dei comuni, il progetto era fermo in qualche cassetto del ministero. Il 23 dicembre 1909 il vecchio ponte venne spazzato via dalla furia dell' Isonzo. Il podestà di Sagrado come primo provvedimento fece sistemare una passerella provvisoria dalla ditta Vittori di Sagrado. Del fatto venne interessato anche il Capitano provinciale Faidutti. E grazie al suo interessamento che in pochi anni di lavoro il nuovo ponte venne ricostruito a fianco del vecchio. Realizzato in ferro e cemento armato, il ponte era considerato di «prima classe» a tre campate, lungo 275 metri, largo 6. La spesa complessiva venne quantificata in 800 mila corone austriache. L' esecuzione venne affidata a ditte austriache, ma anche locali, tra le quali la Ribi di Gorizia. Il ponte servì al passaggio di uomini e merci fino alla notte del 23 maggio 1915. Nel primo giorno di guerra venne fatto saltare dal genio militare austriaco. Il pilone di sostegno delle due arcate verso Sagrado venne irrimediabilmente minato. Tra il 27 e 28 ottobre del 1917, dopo Caporetto, anche il pilone verso Gradisca venne distrutto. Sarà ricostruito dall' Italia nel 1919. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 19 14 dicembre 2014 Pagina 58 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia Gran galà dei fiori mercoledì al Verdi con il top dei fioristi CONCORSO. L' associazione culturale Fioristi Fvg promuove la quarta edizione del premio internazionale alla carriera "Donne di fiori" che rappresenta una delle realtà culturali emergenti del nostro territorio. Si terrà martedì a Palazzo Attems a Gorizia. Al seminario parteciperanno anche gli studenti dell' Isis Brignoli di Gradisca. Il giorno seguente con la cerimonia di premiazione si costituisce un' offerta culturale completa e coerente, un vero e proprio evento che integra il contenuto culturale dell' iniziativa con momenti di intrattenimento, musica e degustazioni, rendendolo affascinante anche al pubblico di non addetti ai lavori ma interessato a conoscere. Per l' intera durata dell' iniziativa, tutti i partecipanti potranno quindi entrare in contatto con personalità illustri del panorama nazionale ed internazionale, approfondire la conoscenza in settori di attività e tradizioni che rappresentano fiori all' occhiello del nostro territorio, condividere e scambiare esperienze con accrescimento personale per il fine primario di poterle trasmettere alle nuove generazioni. I "saperi" delle Lady Chef Fvg permetteranno ai partecipanti ed ospiti di degustare i "sapori" dei prodotti enogastronomici tipici delle terre friulane, in un' atmosfera rallegrata da musica d' atmosfera e videoproiezioni prodotte dal team building dell' associazione culturale Fioristi Fvg, per meglio conoscere le attività e le realizzazioni delle "Donne di Fiori 2014". L' edizione di questo anno rispetto alle precedenti rassegne, per garantire un maggior impatto turistico dell' evento, ha introdotto una nuova iniziativa per integrare l' elemento culturale con quello strettamente turistico ed enogastronomico. Il progetto "Rosa Testimonial", previsto nella giornata di apertura, consiste infatti nella selezione di una nuova rosa da assegnare al Premio Donna di Fiori quale "emblema vivo" della figura femminile attuale. Inoltre, con la partecipazione dell' Isis Brignoli, ed è questa la novità maggiore introdotta dal progetto, la rosa prescelta diventerà un nuovo prodotto del territorio da immettere nel mercatovivaistico, come fiore reciso e nel comparto enogastronomico come Rosolio. La premiazione avrà luogo a Gorizia al Teatro Verdi mercoledì 17 alle 19. Conduttrice della manifestazione sarà la giornalista Cristina Bonadei. I premi. Donna di fiori nel mondo: Renata Capria D' Aronco, Udine; Donna di fiori nella carta: Loredana Marano, Cervignano del Friuli; Donna di fiori nell' arte: Paola Erdas, Trieste; Donna di fiori nella ricerca: Antonina Agolzer, Udine; Donna di fiori nella natura: Patrizia Piccini, Ronchi dei Legionari; Donna di fiori nelle Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 20 14 dicembre 2014 Pagina 58 < Segue Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia tradizioni: Sonia Cugini, Trieste; Donna di donna di fiori: Golusic Zdenka, Dubrovnik; Donna di fiori sezione giovani: Elena Pelosi, Turriaco, e Anita Zelic, PrvacinaNova Gorica. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 21 14 dicembre 2014 Pagina 58 Il Piccolo (ed. Gorizia) Gorizia GORIZIA "OLTRE LO SGUARDO" VISITA GUIDATA Proseguono le visite guidate alla mostra Oltre lo sguardo. Fotografi a Gorizia prima della Grande guerra, allestita nella sala espositiva della Fondazione Carigo in via Carducci 2. Quella di oggi, alle 17, sarà curata dal Circolo Fotografico Isontino, che ha collaborato all' ideazione e alla realizzazione della mostra. La visita sarà condotta in particolare da Agostino Colla e Giovanni Viola e offrirà al pubblico l' opportunità di addentrarsi nella storia degli atelier fotografici goriziani della Belle Époque, approfondendo anche alcuni aspetti tecnici della fotografia. La mostra sarà visitabile fino all' 8 febbraio tutti i venerdì dalle 16 alle 19, sabato, domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 19, con ingresso libero. È inoltre possibile, per gruppi di almeno 10 persone e per le scuole, prenotare una visita guidata da effettuarsi nelle altre giornate e fuori orario, rivolgendosi alla Cooperativa Musaeus [email protected], t. 348 2560991. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 22 14 dicembre 2014 Pagina 29 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Blitz delle associazioni profughi via dal parco Cinquanta rifugiati ospitati dal Forum, dall' Arcobaleno e alla Madonnina Da giorni bivaccavano sulle panchine. Accuse a Prefettura e Comune Il blitz è scattato venerdì sera, attorno alle 21.30. Una dozzina di volontari, tra cui l' assessore provinciale Ilaria Cecot, il segretario comunale del Sel, Paolo Del Ponte, e diversi componenti dell' associazione culturale Forum, hanno deciso di attivarsi autonomamente per evitare l' ennesima notte all' addiaccio a una cinquantina di profughi in prevalenza afghani che da giorni, forse settimane, bivaccavano e dormivano al Parco della Rimembranza. Un' azione nata quasi per caso, «organizzata nella sua disorganizzazione», ha scherzato Del Ponte, che ha permesso ai richiedenti asilo giunti in città, nei giorni scorsi, di trovare un tetto sopra la testa, almeno per qualche giorno, in attesa di nuove disposizioni da parte della Prefettura. Così, montati sulle auto degli stessi volontari, quattordici immigrati sono stati portati nella sede del Forum, in via Ascoli, mentre per tredici di loro si sono aperte le porte degli appartamentini della Comunità Arcobaleno, in via San Michele. Ventitré, infine, sono stati accolti nella sala parrocchiale della Madonnina, in attesa di essere smistati già in queste ore al dormitorio Caritas di piazza Tommaseo (una quindicina) e al Nazareno. Le testimonianze «Quando abbiamo portato le coperte, i ragazzi vi si sono lanciati sopra: erano congelati, non vedevano l' ora di indossare qualcosa di caldo racconta Paolo Sergas (Forum) . E così per il cibo: hanno spazzolato in quattro e quattr' otto le pizze che abbiamo acquistato, così hanno fatto con le noci e i biscotti, dividendosele meticolosamente, quattro ciascuno. Tra di loro c' è molta solidarietà, senso di gruppo: questo ci ha colpito». Meno edificante quanto raccontato dalla responsabile della Comunità Arcobaleno, che ha evidenziato come gli ospiti della struttura di via San Michele si siano lamentati per una scazzottata che avrebbe coinvolto gli immigrati appena giunti nell' edificio della Campagnuzza. Le accuse «Abbiamo supplito a evidenti carenze istituzionali da parte di Prefettura e Comune, che nell' assoluta indifferenza hanno lasciato per settimane al freddo questi ragazzi ha accusato Del Ponte . Il prefetto si è dimostrato inadeguato a gestire questa vicenda, così come il sindaco Romoli, responsabile della salute anche dei suoi cittadini, si è lasciato condizionare dall' inaccettabile aria che si respira da qualche tempo nella nostra città, un tempo esempio di integrazione e solidarietà». Per il segretario di Sel, «questa non può essere la soluzione definitiva, chiaramente: abbiamo lanciato un segnale, che speriamo venga raccolto anche da altri enti, associazioni e privati. In fondo, neppure l' ampliamento del Nazareno può essere considerata la panacea di tutti i mali, ma è del resto assurdo avere decine di uomini costretti a dormire al freddo, con tutti i rischi che ciò comporta, quando esiste una struttura aperta utilizzata a metà della propria capienza». Intanto, la Comunità di Sant' Egidio si è detta disponibile a supportare le azioni umanitarie nei confronti degli immigrati di stanza nell' Isontino. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 23 14 dicembre 2014 Pagina 29 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia L' emergenza Nelle prossime ore è probabile che una parte degli immigrati ospitati al Forum, all' Arcobaleno e alla Madonnina, venga smistato altrove. Intanto, un altro aspetto rilevante è stato sollevato da Del Ponte: «Per settimane i ragazzi hanno vissuto al Parco della Rimembranza, senza servizi igienici e spesso ammassati in condizioni igieniche non ideali: potrebbero avere anche contratto malattie non gravi». Christian Seu ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 24 14 dicembre 2014 Pagina 30 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Città protagonista in tv grazie a due trasmissioni Servizi su Gorizia andranno in onda per "Linea verde orizzonti" e "Bellitalia" Sotto i riflettori la Transalpina, il castello, i Musei provinciali e il centro storico. Una ribalta, anzi due. Di tutto prestigio. Nei giorni scorsi le telecamere della Rai hanno fatto capolino in due circostanze a Gorizia, per accendere i riflettori sulla storia e sulle bellezze artistiche e architettoniche del capoluogo isontino, che all' inizio di gennaio ancora nel bel mezzo delle festività natalizie sarà protagonista su Raiuno e Raitre. A Gorizia, a raccontare la tradizione degli spazzacamini, l' affascinante e per certi versi terribile storia della domenica delle scope e scoprire i segreti della piazza Transalpina, è giunta Chiara Giallonardo, che sull' ammiraglia delle reti pubbliche conduce Linea Verde Orizzonti, in onda ogni domenica mattina. Assieme al telecronista e giornalista sportivo Bruno Pizzul, Giallonardo ha visitato la piazza della Transalpina , spostandosi poi in via Rastello: qui, sorseggiando un calice di bianco del Collio, ha scoperto casa Mischou, ex negozio Larise, in queste settimane aperto nell' ambito delle iniziative del Dicembre goriziano. È stata poi la volta della troupe di Bellitalia, programma in onda ogni sabato su Raitre. Bellitalia è la rubrica dedicata ai beni culturali, nell' accezione più ampia del termine. Si occupa infatti di musei e di restauri, ma anche di paesaggio, di centri urbani, di tradizioni, personaggi e curiosità collegati in qualche maniera alla storia e alla cultura del nostro Paese. Il conduttore e regista, Marco Hagge, ha visitato il Castello e i Musei provinciali, soffermandosi poi, in particolare, su Palazzo Coronini e sulle vicende della famiglia nobiliare goriziana, definita dallo stesso giornalista nel corso delle riprese «perfetta sintesi del ruolo internazionale di Gorizia, crocevia di storie e storia». Le telecamere di Bellitalia si sono poi soffermate sul valico del Rafut, simbolo più di altre aree al confine tra Italia e Slovenia delle contraddizioni del secolo breve. Linea Verde Orizzonti andrà in onda domenica 4 gennaio, in mattinata, mentre la puntata di Bellitalia dedicata al capoluogo isontino è programmata per il giorno prima, nel pomeriggio, su Raitre. Sempre nei giorni scorsi, le telecamere di un' altra emittente nazionale si sono spinte a Gorizia: una troupe di Melaverde, il programma di Canale 5 condotto da Edoardo Raspelli ed Ellen Hidding, ha fatto tappa nell' area artigianale di Montesanto, per visitare la Biolab, l' azienda di Massimo Santinelli diventata leader nella produzione di alimenti biologici. Christian Seu ©RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 25 14 dicembre 2014 Pagina 31 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia cormòns. Domani in teatro "Vino dentro", il film di Vicentini Orgnani CORMÒNS Prosegue al Teatro comunale di Cormòns la rassegna LunedìCinema che a.ArtistiAssociati propone in collaborazione a Visioni d' Insieme. Domani con proiezione unica, alle 21, sarà la volta di "Vino dentro" di Ferdinando Vicentini Orgnani con Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno, Lambert Wilson, Pietro Sermonti, Daniela Virgilio, Erika Blanc, Gioele Dix, Rade Serbedzija e Nora Tschirner. Il regista Vicentini Orgnani sarà presente all' Enoteca di Cormòns, alle 20.15, per un incontro con il pubblico moderato dal giornalista Stefano Cosma. L' incontro è aperto a tutti gli interessati. Seguirà la proiezione del film a teatro. La storia: per Giovanni Cuttin tutto è cominciato con un sorso di Marzemino, un vino tipico della provincia di Trento, citato da Lorenzo Da Ponte nel suo libretto per il "Don Giovanni" di Mozart. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 26 14 dicembre 2014 Pagina 31 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Una festa senza lustrini per i cento anni del ponte I sindaci di Gradisca e Sagrado si sono incontrati con il presidente della Provincia Strette di mano e abbracci per sottolineare anche l' unità dell' Isontino. GRADISCA Una cordiale stretta di mano, un abbraccio affettuoso. È stato un incontro all' insegna della sobrietà quello fra i sindaci di Gradisca, Linda Tomasinsig, e di Sagrado, Elisabetta Pian, nel suggellare il centenario del ponte sull' Isonzo. Niente lustrini o effetti speciali ma, come ha sottolineato con sagacia il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, la riscoperta di un gesto semplice: «Il guardarsi negli occhi, la voglia di cooperare che forse nell' epoca dei social network dovremmo riscoprire». Eh sì, perché in fondo un ponte serve soprattutto a questo: a unire, a favorire l' incontro e la comunicazione. Il simbolo dell' unità provinciale. Le amministrazioni dei due comuni si sono incontrate a metà dell' infrastruttura poco dopo le 10, accompagnate da un numero non certo monumentale di concittadini. Gherghetta, noblesse oblige, è arrivato dalla sponda sagradina assieme al sindaco Pian. Il pur bisiaco consigliere regionale Diego Moretti, invece, ha parcheggiato la propria auto sul versante gradiscano accompagnando gli amministratori della Fortezza. Poi con la circolazione riaperta a tempo di record e pochissimi a ricordare il vicino monumento intitolato al patriota Romeo Battistig, caduto nei pressi del ponte nel giugno del 1915 tutti a piedi verso l' albergo Al Ponte, dove lo studioso sagradino Marino Visintin ha ripercorso le vicende storiche e quelle politiche ed economiche che hanno portato alla costruzione, distruzione per mano asburgica e ricostruzione italiana del manufatto. «Questo ponte non è solo il simbolo della nostra provincia, ma anche un monito sull' orrore della guerra, qualunque essa sia», hanno affermato Pian e Tomasinsig. La storia moderna del ponte di Sagrado inizia nel 1904 quando la Deputazione comunale del paese, assieme ad altre 16 rappresentanze dei comuni limitrofi, presentò un memoriale al luogotenente conte Goess per inoltrarlo al ministero dell' Interno di Vienna nel quale si richiedeva la costruzione di un nuovo ponte. Il cattivo stato del vecchio manufatto in legno (progettato nel 1846 dall' ingegnere Carlo Baubella e dotato di 33 campate in rovere e abete) e delle due testate in pietra era sotto gli occhi di tutti. E così pochi anni dalla richiesta ufficiale dei comuni, il progetto era fermo in qualche cassetto del ministero. Il 23 dicembre 1909 il vecchio ponte venne spazzato via dalla furia dell' Isonzo. Il podestà di Sagrado come primo provvedimento fece sistemare una passerella provvisoria dalla ditta Vittori di Sagrado. Del fatto venne interessato anche il Capitano provinciale Faidutti. E grazie al suo interessamento che in Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 27 14 dicembre 2014 Pagina 31 < Segue Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia pochi anni di lavoro il nuovo ponte venne ricostruito a fianco del vecchio. Realizzato in ferro e cemento armato, il ponte era considerato di "prima classe" a tre campate, lungo 275 metri, largo 6. La spesa complessiva venne quantificata in 800 mila corone austriache. L' esecuzione venne affidata a ditte austriache, ma anche locali, tra le quali la Ribi di Gorizia. Il ponte servì al passaggio di uomini e merci fino alla notte del 23 maggio 1915. Nel primo giorno di guerra venne fatto saltare dal genio militare austriaco. Il pilone di sostegno delle due arcate verso Sagrado venne irrimediabilmente minato. Tra il 27 e 28 ottobre del 1917, dopo Caporetto, anche il pilone verso Gradisca venne distrutto. Sarà ricostruito dall' Italia nel 1919. Luigi Murciano. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 28 14 dicembre 2014 Primorski dnevnik Gorizia Do torka na toplem »Vztrajali bomo in prebenikom zagotavljali streho nad glavo do torka, 16. decembra, ko bo na goriki prefekturi sreanje, med katerim naj bi zadevo dokonno reili. Dosedanje obnaanje mestnih upraviteljev se nam vsekakor zdi nedostojno; prefekt ni pokazal velikih organizacijskih sposobnosti, goriki upan pa se sploh ni zmenil za stisko afganistanskih priseljencev, ki e dalj asa spijo pod milim nebom v spominskem parku. Zaradi tega smo se odloili, da sami ukrepamo. V petek smo se odpravili v park in petdesetim priseljencem zagotovili zaasno namestitev po sedeih nekaterih organizacij. « Tako pravi Paolo Del Ponte, v imenu stranke Svoboda, ekologija, levica, katere predstavniki so se skupaj s lani Foruma, Komunistine prenove in nekaterih lovekoljubnih organizacij v petek pod veer odpravili v spominski park in nato iz njega odpeljali petdeset premraenih priseljencev. »tirinajst smo jih nastanili na sedeu Foruma, kjer obiajno prirejamo sreanja in okrogle mize, 13 jih je lo na sede skupnosti Arcobaleno, 23 jih je dobilo zaasno zatoie v dvorani upnia pri Madonini,« pravi Del Ponte in pojasnjuje, da so leia za priseljence uredili kar na tleh. »Ko so prili na sede Foruma, ki meri 30 kvadratnih metrov, so se najprej ogreli pri grelcih. Nato so si v trenutku razdelili pet pic, ki smo jim jih prinesli; bili so lani in premraeni, zato so se e kako veselili odej. Nekateri izmed njih so bili tako trudni, da so v trenutku zaspali,« pravi Paolo Sergas iz Foruma. Veraj so se nekateri priseljenci iz upnia pri Madonini e preselili v sredie Nazareno, za ostale pa niso nali alternativne reitve. »Streho nad glavo jim bomo zagotavljali do torka, 16. decembra; e jim krajevne uprave niso zmone pomagati, moramo pa poskrbeti mi kot dravljani,« e poudarja Del Ponte. Direktor nadkofijske Karitas Paolo Zuttion je veraj povedal, da bi morale na pomo priskoiti tudi posamezne upnije. Po pokrajini je razprenih ve praznih stanovanj, v katerih so neko iveli upniki, vendar se po njegovih besedah nobena upnijska skupnost ni oglasila, da bi jih dala na razpolago priseljencem. (dr) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 29 14 dicembre 2014 Pagina 29 Messaggero Veneto (ed. Gorizia) Gorizia Martedì vertice fra il prefetto e i 25 sindaci Cinquanta rifugiati ospitati dal Forum, dall' Arcobaleno e alla Madonnina Da giorni bivaccavano sulle panchine. Accuse a Prefettura e Comune Martedì sarà una giornata cruciale per sbrogliare la matassa dell'accoglienza dei profughi richiedenti asilo. Il prefetto, Vittorio Zappalorto, ha convocato per quella giornata, infatti, i sindaci dei 25 Comuni dell'Isontino, al fine di valutare la possibilità di dare vita a un modello di accoglienza diffusa, che non gravi come oggi di fatto accade su appena una manciata di località. Anche per questo motivo, la convenzione con la Caritas diocesana per l'ampliamento della disponibilità di posti letto all'ex convento del Nazareno è stata congelata: se ne riparlerà dopo la riunione di martedì, ovvero dopo che i primi cittadini avranno concretamente dato la propria disponibilità (o, viceversa, il diniego) a ospitare una quota degli oltre 250 immigrati in attesa del parere della Commissione territoriale per i richiedenti asilo che si trovano oggi a Gorizia, sparsi tra alberghi, ex strutture religiose, dormitori e sedi di associazioni. C'è da attendersi una riunione dai toni accesi e una nuova presa di posizione del sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, che a più riprese si è espresso contro soluzioni che coinvolgessero ancora una volta il capoluogo isontino. Al Nazareno, secondo l'intesa di massima raggiunta tra Prefettura e Caritas, dovrebbero essere ospitati altri settanta immigrati, che si aggiungerebbero agli ottanta già accolti in via Brigata Pavia. Nei giorni scorsi, intanto, una quindicina di profughi hanno lasciato Gorizia, per trovare accoglienza a Terranova, frazione di San Canzian. Restano in piedi diverse soluzioni: non si conoscono, ad esempio, gli sviluppi sui lavori dell'ex caserma dei carabinieri di Gabria, individuata ancora a fine ottobre dalla Prefettura come luogo nel quale ospitare una quota dei richiedenti asilo che si trovano a Gorizia. (chr.s.) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 30