ANNO 2
NUMERO
5
GraphicZine
NewsLetter dello STUDIO GHIROTTI GOBESSO
Paola Ghirotti, Roberto steve Gobesso con Claudio Appetito
ROMA www.ghirottigobesso.com
anno DUE
GENNAIO/MARZO
numero CINQUE
2009
GraphicZine
anno DUE
GENNAIO/MARZO
numero CINQUE
2009
NewsLetter dello STUDIO GHIROTTI GOBESSO
Paola Ghirotti, Roberto steve Gobesso con Claudio Appetito
COPERTINAe
PAGINA
1
GraphicZine
5
dello STUDIO GHIROTTI
GOBESSO
Paola Ghirotti, Roberto steve Gobesso
con Claudio Appetito e Alessandra Grossi
ROMA www.ghirottigobesso.com
ROMA www.ghirottigobesso.com
anno DUE numero CINQUE
GENNAIO/MARZO
Due bozzetti per la copertina di questo numero
Giappone, Kyoto
Urbino, palazzo Benedetti/Casa dei pazzi
la stanza di steve all’ultimo piano
Fotografia di Paola Ghirotti
Fotografia di Roberto steve Gobesso . 1976-1977 (?) . C04 . F13 . N 26
2009
Limes . numero 100
note
In copertina:
Ischia, hotel Continental terme
IL BUIO
OLTRE GAZA
LA GUERRA PER LA GUERRA
Fotografia di Paola Ghirotti
IL NUOVO DOMINO MEDIORIENTALE
LE STRATEGIE DI OBAMA
LIMES CONTINUA SU www.limesonline.com
1 2009
Questa
è la centesima copertina di Limes
Per festeggiarla ne pubblichiamo alcune
a pagina 07 e a pagina 08
Qui invece:
http://temi.repubblica.it/limes/limes100/3179
la google map navigabile
con tutte le copertine
e link ai sommari della rivista
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 02
Calendario
un Giappone per il 2009
fotografie di Paola Ghirotti
Oritsureba
sode koso nioe
ume no hana
ari to ya koko ni
uguisu no naku
anonimo, Kokin Waka shu I-32
Poiché ho colto un ramo fiorito
ora le maniche profumano di fiori di susino.
È forse qui il canto dell’usignolo?
Uguisu ‘usignolo’
Uguisu no fun è un ingrediente usato nei secoli
dalle geishe e dagli attori del kabuki per sbiancare la pelle.
Il calendario un Giappone per il 2009, ideato dallo Studio
Ghirotti Gobesso, ha come soggetto principale i matsuri, le
Studio Ghirotti Gobesso . Foto © Paola Ghirotti
piccole e grandi feste che hanno origine dalle tradizioni
popolari contadine o dalle ricorrenze e cerimonie religiose.
APRILE APRIL 2009
Kyoto
Un viaggio nell’eleganza e nella grazia di questo splendido
Paese, per trascorrere il 2009 in compagnia dei volti che la
lunedì
monday
martedì
tuesday
mercoledì
wednesday
giovedì
thursday
venerdì
friday
sabato
saturday
domenica
sunday
fotografa Paola Ghirotti ha scelto tra migliaia di scatti realizzati dal 1989 ad oggi.
In copertina l’immagine di un monaco zen è accompagnata
dai logogrammi ni ‘sole’ ed hon ‘origine’ – i caratteri della pa-
30
31
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
rola Giappone – in una calligrafia di Roberto steve Gobesso.
Per ogni mese sono state segnalate le principali feste.
Paola Ghirotti vive e lavora a Roma, è membro dell’Aistugia,
Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi. Ha un vasto
archivio in analogico sul Giappone, luogo di elezione della sua
ricerca fotografica. Nel 1991, con lo Studio Kaleidos, ha realizzato Animula vagula, blandula...,
multivisione che ha vinto il primo premio al Media Save Art ‘91. Nel 1995 ha
pubblicato il libro un Giappone ed è al
In copertina ed in questa pagina
Gifu, monaci dello Zuiryo-ji e giovane praticante di kabuki
Si ringraziano Cristina Beccaria, Guidotto Colleoni
Doozo/Roma, Icipici/Roma, Manuela Marchesi
Sankyoku Rengohkai/Gifu-ken, Studio Luciano Gagliardi
e naturalmente Claudio Appetito e Alessandra Grossi
Stampa Cts grafica Srl
Pagine interne su carta tatami white da 250 gr
copertina su carta acquerello stucco gesso da 300 gr
senso di quel titolo che rimanda il calendario. Le sue fotografie sono state utilizzate: nel video didattico della mostra Il Giappone prima dell’Occidente, Roma,
Palazzo delle Esposizioni, per la guida Le Japon des Japonais,
Showa no hi
Éditions Liana Lévi/Seuil, per Giappone, immagini e segni
per un calendario, ideato da Stefania Guerra. Nel 2007 ha curato Mistero Giappone, Quaderno Speciale di Limes, Gruppo
Editoriale l’Espresso. Alcune sedi espositive: Goethe Institut
di Kyoto, Fine Art Museum di Gifu, American Academy e Isti-
Studio Ghirotti Gobesso/Roma . www.ghirottigobesso.com
tuto Giapponese di Cultura di Roma.
Gifu-ken SANKYOKU RENGOHKAI
2009.1.5 Junior Concert in Salamanca Hall
stampa 2008
Calendario
dello Studio Ghirotti Gobesso
un Giappone per il 2009
Formato:
cm 28 x 58 a quattro colori
La IV di copertina
e il mese di aprile
15 fotografie di Paola Ghirotti
Il calendario è segnalato su:
www.trovatuttoedicola.it/index.php?mod=cal
endari&act=show_calendario&c=12&id=93
Progetto e realizzazione:
Claudio Appetito
Paola Ghirotti
Roberto steve Gobesso
Alessandra Grossi
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 03
Studio Ghirotti Gobesso . Foto © Paola Ghirotti
MAGGIO MAY 2009
Ise
lunedì
monday
27
martedì
tuesday
mercoledì
wednesday
giovedì
thursday
venerdì
friday
sabato
saturday
monday
martedì
tuesday
mercoledì
wednesday
giovedì
thursday
venerdì
friday
sabato
saturday
domenica
sunday
2
3
4
5
6
7
9
10
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
15
16
17
18
19
20
21
21
22
23
24
22
23
24
25
26
27
28
27
28
29
30
31
29
30
1
2
3
4
5
3
4
5
6
7
6
7
8
9
10
11
12
30
1
2
5
6
7
8
11
12
13
14
18
19
20
25
26
1
2
Kodomo no hi
lunedì
1
29
4
sunday
3
28
Midori no hi
domenica
Studio Ghirotti Gobesso . Foto © Paola Ghirotti
GIUGNO JUNE 2009
Kyoto
Gifu-ken SANKYOKU RENGOHKAI
Kenpo kinenbi
2009.1.5 Junior Concert in Salamanca Hall
Gifu-ken SANKYOKU RENGOHKAI
2009.1.5 Junior Concert in Salamanca Hall
stampa 2008
Calendario
dello Studio Ghirotti Gobesso
un Giappone per il 2009
I mesi di maggio e giugno
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 04
27 GENNAIO 2009
GIORNATA DELLA MEMORIA
27 GENNAIO 2009 GIORNATA DELLA MEMORIA
Isia, Istituto Superiore Industrie Artistiche, Urbino
Facoltà di Sociologia,
Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”
Accademia di Belle Arti, Urbino
P R E S E N TA N O
(R)esistere per immagini
Germano Facetti
dalla rappresentazione del Lager
alla storia del XX secolo
Mostra prodotta dal Museo Diffuso della Resistenza,
della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà;
a cura dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza
e della società contemporanea “Giorgio Agosti”
e di Gianfranco Torri
presentata a Torino, 25 gennaio - 27 aprile 2008
con il sostegno della Compagnia di San Paolo
Isia, Istituto Superiore Industrie Artistiche, Urbino
Facoltà di Sociologia, Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”
Accademia di Belle Arti, Urbino
P R E S E N TA N O
(R)esistere per immagini
Germano Facetti
dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX secolo
Mostra prodotta dal Museo Diffuso della Resistenza,
della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà;
a cura dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza
e della società contemporanea “Giorgio Agosti” e di Gianfranco Torri
presentata a Torino, 25 gennaio - 27 aprile 2008
con il sostegno della Compagnia di San Paolo
R-esistenze
Video-testimonianze di partigiani
Documentario prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Urbino,
Biennio specialistico di Visual Design
Grafici per la Democrazia
Una ricerca sulla vita e il lavoro di grafici internazionali
che hanno contribuito alla liberazione dell’Europa dal nazi-fascismo
realizzata dagli studenti del Biennio specialistico dell’Isia di Urbino
1938-1945
La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia
Una mostra a stampa della Fondazione
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Mlano
La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2009
dalle ore 9.00 alle ore 18.00, sabato e domenica esclusi
Programma di martedì 27 gennaio
ore 10.30
INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
ore 11.00
CERIMONIA DI CELEBRAZIONE della Giornata della memoria
presiede GIORGIO LONDEI Presidente Isia
intervengono
FRANCO CORBUCCI Sindaco di Urbino
SIMONETTA ROMAGNA Assessore alla Cultura Provincia Pesaro Urbino
FRANCESCA TOSO Museo Diffuso della Resistenza,
della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, Torino
MARIA LUISA MOSCATI Comunità Ebraica, Urbino
BERNARDO VALLI Preside Facoltà di Sociologia, Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”
UMBERTO PALESTINI Direttore Accademia di Belle Arti, Urbino
ROBERTO PIERACINI Direttore Isia, Urbino
ore 12.30
Grafici per la Democrazia
Una ricerca sulla vita e il lavoro di grafici internazionali
che hanno contribuito alla liberazione dell’Europa dal nazi-fascismo
realizzata dagli studenti del Biennio specialistico dell’Isia di Urbino
Penguin, cover story 1960-70
Una raccolta di libri della Penguin Books
curati dall’art director Germano Facetti, a cura della Biblioteca Isia
LA PRIMA EDIZIONE DELLA MOSTRA (Torino, 25 gennaio - 27 aprile 2008) è stata prodotta dal Museo Diffuso della Resistenza con il coordinamento scientifico di Ersilia Alessandrone Perona con il progetto e l’immagine grafica di Gianfranco Torri.
La mostra è così articolata: Sopravvivere - la deportazione a Mauthausen-Gusen per ragioni politiche e il ritorno a Milano. La scelta del silenzio. Vivere - la ricca esperienza di Facetti
nell’avanguardia europea, prevalentemente a Londra (1950-1972) e i primi contatti con il
cinema francese a Parigi (1959-1960). L’intima elaborazione dell’esperienza vissuta in concentramento. Testimoniare - il bisogno di “portare esperienza” sulla deportazione attraverso i suoi disegni eseguiti nel 1944 e nel 1945 e mai mostrati in pubblico, diventa urgente
nell’ultimo decennio della sua vita, sotto la spinta del negazionismo.
UN AMPIO SETTORE DELLA MOSTRA è dedicata alla scatola gialla, una piccola scatola di
carta fotografica Kodak, dove Facetti racchiuse disegni e immagini degli orrori vissuti a Mauthausen-Gusen. Una testimonianza di cui non parlò mai, come mai parlò della sua deportazione. Neppure i suoi famigliari videro questi documenti, i disegni nei quali aveva fissato l’orrore del campo, le fotografie che aveva portato via nei giorni della liberazione, frugando tra
i materiali abbandonati dai tedeschi. Riaprì la scatola gialla solo negli ultimi anni della sua
vita, a partire dal 1996, anno in cui accettò di raccontare l’esperienza della deportazione
nel documentario The yellow Box. A History of Hate di Tony West. Il documentario sarà proiettato durante la mostra.
1938-1945
La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia
Una mostra a stampa della Fondazione
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Mlano
La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2009
dalle ore 9.00 alle ore 18.00, sabato e domenica esclusi
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA, Isia, Istituto Superiore Industrie Artistiche di Urbino, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”
e l’Accademia di Belle Arti di Urbino presentano (R)esistere per immagini, Germano Facetti dalla rappresentazione del Lager alla storia del xx secolo, una mostra che vuole rendere omaggio a Germano Facetti, uomo sopravvissuto alla deportazione, art director alla Penguin Books e creativo poliedrico, attraverso i documenti privati e professionali che
fanno parte del fondo acquisito dall’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e
della società contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino.
A questo “corpus” centrale si aggiungono altri progetti:
R-esistenze, video-testimonianze di partigiani.
Il documentario, prodotto dall’Accademia di Belle arti di Urbino nel Bienno specialistico di
Visual Design, è realizzato da Raffaele Mariotti, Manuel Zanettin e Marcello Signorile, con
interviste condotte da Giorgio Donini e Umberto Palestini; vuole essere un tassello da affiancare a quelli già prodotti dalla storiografia ufficiale, per ribadire alcuni imprescindibili valori. Il trattino che divide l’integrità del termine resistenze intende far risaltare l’importanza
della vita di coloro che permisero quell’indimenticabile momento, trasformando, secondo
le parole di Sergio Luzzato, un’avventura in cultura.
LA PRIMA EDIZIONE DELLA MOSTRA (Torino, 25 gennaio - 27 aprile 2008) è stata prodotta dal Museo Diffuso della Resistenza con il coordinamento scientifico di Ersilia Alessandrone Perona con il progetto e l’immagine grafica di Gianfranco Torri.
La mostra è così articolata: Sopravvivere - la deportazione a Mauthausen-Gusen per ragioni politiche e il ritorno a Milano. La scelta del silenzio. Vivere - la ricca esperienza di
Facetti nell’avanguardia europea, prevalentemente a Londra (1950-1972) e i primi contatti con il cinema francese a Parigi (1959-1960). L’intima elaborazione dell’esperienza
vissuta in concentramento. Testimoniare - il bisogno di “portare esperienza” sulla deportazione attraverso i suoi disegni eseguiti nel 1944 e nel 1945 e mai mostrati in pubblico, diventa urgente nell’ultimo decennio della sua vita, sotto la spinta del negazionismo.
Grafici per la Democrazia.
Una ricerca sulla vita e il lavoro di grafici internazionali che hanno contribuito alla liberazione dell’Europa dal nazi-fascismo allestita dagli studenti del Biennio specialistico dell’Isia di
Urbino: a Germano Facetti, Remo Muratore, Aldo Novarese, Attilio Rossi, Albe e Lica Steiner, Luigi Veronesi, John Haertfield, Willem Sandberg e Hendrik N. Werkman è dedicato un
libro. Qui la memoria è intesa come un cantiere laborioso in continua costruzione, in grado
di esplorare il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro. Mentre il progetto grafico ha il compito di “portare evidenza”, di schiacciare e allontanare l’odio che alberga nell’uomo, è questa la più grande lezione che viene dai maestri che hanno formato la coscienza civile della nostra professione.
PROIEZIONE DEL VIDEO R-esistenze
ore 15.00
INCONTRO/DIBATTITO CON GLI STUDENTI La democrazia dei grafici
presiede ROBERTO PIERACINI Direttore Isia
partecipano
GIANFRANCO TORRI grafico, curatore della mostra di Germano Facetti
LUCIANO BOCCALATTE vicepresidente Istituto piemontese
per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”
MAURO BUBBICO grafico, docente Isia
PAOLO GIANNOTTI Facoltà di Sociologia
LAURA SAFRED Accademia di Belle Arti
BERNARDO VALLI Facoltà di Sociologia
GIOVANNI LUSSU grafico
Penguin, cover story 1960-70.
una raccolta di libri della casa editrice Penguin Books curati dall’art director Germano Facetti, a cura della Biblioteca Isia. Nel campo editoriale le copertine della Penguin, con la nuova direzione artistica di Facetti, realizzano una vera e propria svolta innovativa che porta l’immagine complessiva della casa editrice a nuovi livelli di qualità: con innovazioni tipografiche, con la grafica, ma soprattutto attraverso il coordinamento del lavoro progettuale di un
gruppo di grafici inglesi con cui collabora realizzando complessivamente 2.000 copertine.
PROIEZIONE DEL FILM
La scatola gialla di Germano Facetti di Tony West
Foto Gaetano Plasmati - Stampa Stibu, Urbania
Foto Gaetano Plasmati - Stampa Stibu, Urbania
R-esistenze
Video-testimonianze di partigiani
Documentario prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Urbino,
Biennio specialistico di Visual Design
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA, Isia, Istituto Superiore Industrie Artistiche di Urbino, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo” e
l’Accademia di Belle Arti di Urbino presentano (R)esistere per immagini, Germano Facetti
dalla rappresentazione del Lager alla storia del xx secolo, una mostra che vuole rendere
omaggio a Germano Facetti, uomo sopravvissuto alla deportazione, art director alla Penguin
Books e creativo poliedrico, attraverso i documenti privati e professionali che fanno parte
del fondo acquisito dall’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società
contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino.
Penguin, cover story 1960-70
Una raccolta di libri della Penguin Books
curati dall’art director Germano Facetti, a cura della Biblioteca Isia
1938-1945, la persecuzione degli ebrei in Italia.
Documenti per una storia: una mostra a stampa della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. La mostra illustra, con impostazione scientifica e completezza
storica, la persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945. Essa ricostruisce tanto la fase della minorazione dei diritti e della persecuzione sociale, attuate dal 1938 al 1943 sotto il governo fascista del Regno d’Italia, quanto la fase degli arresti, della deportazione e
dello sterminio, attuati dal settembre 1943 alla Liberazione nelle regioni poste sotto l’ocRoberto Pieracini
cupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana.
Isia Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
via Santa Chiara 36, 61029 Urbino (PU)
telefono 0722.320195
www.isiaurbino.it, [email protected]
UN AMPIO SETTORE DELLA MOSTRA è dedicata alla scatola gialla, una piccola scatola di carta fotografica Kodak, dove Facetti racchiuse disegni e immagini degli orrori vissuti a Mauthausen-Gusen. Una testimonianza di cui non parlò mai, come mai parlò della sua deportazione. Neppure i suoi famigliari videro questi documenti, i disegni nei quali aveva fissato l’orrore del campo, le fotografie che aveva portato via nei giorni della liberazione, frugando tra i materiali abbandonati dai tedeschi. Riaprì la scatola gialla solo negli ultimi anni della sua vita, a partire dal 1996, anno in cui accettò di raccontare
l’esperienza della deportazione nel documentario The yellow Box. A History of Hate di Tony West. Il documentario sarà proiettato durante la mostra.
A questo “corpus” centrale si aggiungono altri progetti:
R-esistenze, video-testimonianze di partigiani.
Il documentario, prodotto dall’Accademia di Belle arti di Urbino nel Bienno specialistico
di Visual Design, è realizzato da Raffaele Mariotti, Manuel Zanettin e Marcello Signorile,
(R)esistere per immagini
Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà
I
Germano Facetti
dalla rappresentazione del Lager
alla storia del XX secolo
l Museo ospita un percorso di visita dedicato alla città tra il 1938 e il 1948 con la possibilità di visitare un rifugio antiaereo risalente a quel periodo, uno spazio per le mostre temporanee e una sala
convegni dove si svolgono quasi quotidianamente rassegne cinematografiche, proiezioni, incontri,
convegni, spettacoli, collegati ai temi trattati e aperti alle grandi questioni della contemporaneità.
Entrare per una visita è sempre una vera scoperta per i nuovi visitatori: non è infatti un museo convenzionale, ma sperimenta forme di comunicazione e linguaggi espositivi originali e innovativi. Si tratta di
un allestimento suggestivo, da visitare con l’ausilio di cuffie che nel cammino svelano testimonianze
e suoni. Attraverso filmati, immagini e suggestioni, si viaggia virtualmente nella Torino del decennio che
va dalle leggi razziali alla riconquista dei diritti sancita dalla Costituzione repubblicana. Il tutto gratuitamente. Tuttavia lo sguardo del Museo non è rivolto solo al passato: il periodo della Seconda Guerra
Mondiale non è che lo spunto per aprirsi ai temi più vasti dei diritti, della libertà, della democrazia,
della cittadinanza. L’apertura non è ristretta ai soli temi ma anche al territorio. Il Museo, infatti, si
dichiara “Diffuso” sin dalla sua denominazione, non si esaurisce nel suo edificio ma rimanda – mettendoli in rete – a tutti quei luoghi che sono testimonianze della memoria.
È un invito a proseguire la visita all’esterno, riscoprendo attraverso i luoghi la storia recente.
La scatola gialla di Tony West (1996)
«Germano Facetti è un personaggio noto in ambito internazionale per la sua attività di grafico,
legata in particolare alla direzione artistica della casa editrice inglese Penguin Books nei rivoluzionari
anni Sessanta. Pochissimi seppero che, a diciassette anni, era stato deportato a Mauthausen,
per ragioni politiche, dopo essere stato detenuto quattro mesi nel carcere di San Vittore e che per undici
mesi aveva sofferto l’esperienza estrema del Lager nel sottocampo di Gusen I. Neanche i suoi familiari
videro i documenti della sua vicenda, i disegni nei quali aveva fissato l’orrore del campo, le fotografie
che aveva portato via nei giorni della liberazione, frugando fra i materiali abbandonati dai tedeschi.
Al suo ritorno a Milano, disgustato dalla mancanza di ascolto verso i superstiti, aveva chiuso tutto
in una scatola gialla di carta fotografica Kodak. Egli l’avrebbe aperta al pubblico solo negli ultimi anni
della sua vita, a partire dal 1996, anno in cui accettò di raccontare l’esperienza della deportazione
nel documentario The yellow Box. A History of Hate di Tony West, usando come documenti
i suoi disegni e gli altri materiali raccolti.
Grafici per
Ma torniamo a Facetti e – in particolare – ai due moduli della mostra dedicati a Prima le priorità
manifesto programmatico del 1964 da lui sottoscritto e riproposto in Italia dall’Aiap in anni recenti.
Ho ritenuto utile illustrarlo anche con due immagini successive alla sua stesura:
La Pub tue (1991) di Alain Le Quernec e la copertina di Leggere agevolmente nella terza età,
ricerca sulla comunicazione per ipovedenti realizzato da Enrico Camplani
e Gigi Pescolderung per la Città di Venezia.
Ci sembra che qui vengano ben esemplificate due aspetti dell’attività del progettista grafico
che utilizza le sue competenze per intervenire contro il fumo (la pubblicità uccide),
uno degli aspetti deleteri del nostro consumo quotidiano. O, diversamente,
per segnalare la necessità di migliorare la leggibilità delle informazioni per i cittadini
che abbiano superato i cinquant’anni. Molte delle figure a partire dalle quali
gli studenti dell’Isia hanno lavorato realizzando la loro installazione
a lato della mostra si sono mossi tra questi due poli.
Altri, ai nostri giorni, cercano (non senza difficoltà) di lavorare in questo terreno.
L’augurio è che questa mostra, fortemente voluta da Roberto Pieracini, possa costituire
un momento di ricerca e di stimolo proprio in queste due direzioni, apparentemente diverse,
ma in realtà, complemetari. Non mi sembra affatto poco.
Gianfranco Torri
Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”
L
’Istituto storico della Resistenza in Piemonte nacque come progetto quando ancora sussistevano
i Comitati di liberazione nazionale, su impulso del Presidente del Cln piemontese, Franco Antonicelli e di Alessandro Galante Garrone. Furono poi i medesimi membri del Cln che nel 1947 dettero vita all’Associazione per la storia della Resistenza in Piemonte e, poco dopo, all’Istituto storico.
Dal 1995 l’Istituto ha assunto la denominazione attuale, in considerazione dell’attività archivistica,
scientifica, didattica, che si estende a tutto il XX secolo. Compito dell’Istituto piemontese per la storia
della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” è quello di raccogliere, ordinare e conservare gli archivi del Cln e delle formazioni partigiane che operarono nella regione.
Tutta la documentazione originale dell’Ufficio storico del Clnrp è custodita nell’archivio dell’Istituto.
Essa è continuamente arricchita dai versamenti effettuati dai comandanti e dai partigiani appartenenti alle varie divisioni, oltre che da documenti appartenenti a organismi politici e da microfilm di carte
americane, inglesi, tedesche, francesi. La sua attuale consistenza è di circa un milione e trecentomila documenti, la cui descrizione appare nella guida agli archivi della Resistenza, pubblicata dal
Ministero per i Beni Culturali nella collana degli Archivi di Stato. Se ne cura attualmente l’informatizzazione, col programma ISIS-Guida adattato dagli Istituti storici della Resistenza.
Ai fondi cartacei si aggiungono i documenti custoditi nella nastroteca e nell’archivio fotografico.
Il film La scatola gialla non è il racconto tardivo di un sopravvissuto sulla propria vicenda di deportazione,
ma è un messaggio che va oltre una tragedia personale: esso trasmette la riflessione maturata nel corso
di tutta la vita di un testimone, col supporto di ogni tipo di conoscenza e di esperienza professionale.
Per questo egli dichiara, in apertura del film:
«Cos’è la storia: un campo infinito, senza confini, dove troverai il mio granello di sabbia.
Un granello che è necessario raccogliere, perché, ricordati, c’è sempre gente che smentisce i fatti».
Testo a cura di Ersilia Alessandrone Perona e Giovanni De Luna,
tratto da La scatola gialla di Germano Facetti, Paravia 2008.
Mauthausen-Gusen, febbraio 1945
Qui spesso mi domando
se al mondo esistano ancora
giardini fioriti,
bambini paffuti e frutti canditi,
lampadari di cristallo,
carretti di arance e feste da ballo.
G E R M A N O FA C E T T I nasce a Milano nel 1926.
Arrestato nel 1943 come membro armato della resistenza,
dopo alcuni mesi trascorsi a San Vittore,
viene deportato a Mauthausen.
Nel febbraio del ‘44 viene immatricolato col numero 53396
e trasferito al campo di Gusen I,
dove diventa amico di Lodovico Barbiano di Belgiojoso
che gli dispensa lezioni di dignità e di cultura.
Facetti è liberato dalle truppe alleate nel maggio del ‘45,
da allora inizia a raccogliere documenti, fotografie,
informazion sui nazisti e sulle loro barbarie.
In una scatola di cartone dal coperchio giallo
conserva un taccuino di poesie, disegni e appunti,
suoi e di Belgiojoso, fatti a Gusen.
Al rientro a Milano frequenta lo Studio BBPR
come disegnatore e lavora con i gruppi comunisti
nella ricostruzione delle scuole.
Nel ‘50 sposa Mary Crittall, giovane architetto inglese,
e si trasferisce a Londra. Studia tipografia
alla Central School of Arts and Crafts,
inizia l’attività di designer,
lavorando a lungo per British Olivetti e indirizza
il suo interesse verso la grafica editoriale.
Frequenta spesso il Caffè Torino,
ritrovo abituale delle avanguardie londinese.
Disegna The Poetry Bookshop a Soho e nel ‘56
realizza, con Theo Crosby, This is tomorrow,
rassegna-manifesto del nuovo design inglese.
ln questo periodo scrive e collabora al Penrose Annual
e alla rivista Typographica diretti da Herbert Spencer.
Nel ‘59 lascia Londra per Parigi dove frequenta
gli ambienti cinematografici.
Nel ‘60 approda alla Penguin Books come art director.
Collabora ad istituire la Design and Art Directors Association
di Londra e ne progetta la prima esposizione.
Alla fine degli anni Sessanta è consulente artistico
alla Purnell’s History of the Twenthieth Century.
Nel ‘72 rientra in Italia, si dedica all’attività
di consulente editoriale e all’insegnamento: in Inghilterra
e negli Stati Uniti. Disegna guide per L’Espresso;
significativa è l’impresa editoriale
per la Storia illustrata del Parlamento Italiano.
Muore a Sarzana, dove risiedeva insieme alla moglie, l’8 aprile 2006, dopo aver dedicato
gli ultimi anni di vita alla catalogazione dell’immenso archivio in suo possesso.
1. James Joyce, A Portrait of the Artist as a Young Man, cover design Germano Facetti, 1960
2. Kingsley Amis, Dom Moraes, Peter Porter, Penguin Modern Poets 2, cover design Germano Facetti, 1962
3. Margery Allingham, Police at the Funeral, cover design Minale/Tattersfield/Provinciali, 1960
4. Keith Waterhouse, Billy Liar, cover design Germano Facetti, 1962
belle ragazze e film a colori.
Suoni di campane,
5. Ivor Brown, Chosen Words, cover design Derek Birdsall, 1961
vestiti di seta e musiche lontane...
6. Peter Donaldson, Guide to the British Economy, cover design Willock/Haynes/Aldridge, 1965
Se esistano ancora
7. Vance Packard, The Naked Society, cover design Derek Birdsall, 1966
castelli incantati,
8. Marshall McLuhan, Quentin Fiore, The Medium is the Massage, cover design Germano Facetti
1.
camini accesi e campi sconfinati...
2.
O se abbiano diviso tutta la terra
in tanti quadrati,
circondati da reticolati,
dove uomini incolonnati
camminano disperati
con gli zoccoli e lo sguardo nel fango!
Mauthausen-Gusen, dicembre 1944
Ho tanto desiderio
di un letto soffice e caldo,
di silenzio,
di una mano che mi accarezzi,
di paste dolci!
Le poesie sono tratte dal libro Non mi avrete
di Lodovico Barbiano di Belgiojoso
le immagini dalle pagine del ‘taccuino’ di Facetti
Mauthausen-Gusen, marzo 1945
Vorrei, al mio ritorno, ritrovare
tutto come ho lasciato,
come risollevando
un velo sopra cose delicate.
Risvegliando mia moglie con un bacio
sentirmi domandare “che ore sono?”.
Mauthausen-Gusen, maggio 1945
Ho fame, non mi date da mangiare,
ho sete, non mi date da bere,
ho freddo, non mi date da vestire,
ho sonno, non mi lasciate dormire!
Sono stanco, mi fate lavorare,
sono sfinito, mi fate trascinare
un compagno morto per i piedi,
con le caviglie gonfie e la testa
che sobbalza sulla terra
con gli occhi spalancati...
3.
4.
5.
Ma ho potuto pensare una casa
in cima a uno scoglio sul mare
proporzionata come un tempio antico.
Sono felice, non mi avrete.
6.
7.
8.
2
3
ATTRAVERSO IL PROGETTO DI NOVE LIBRI vengono indagate e raccontate le vite e il lavoro degli italiani Remo Muratore, Aldo Novarese, Attilio Rossi, Albe e Lica Steiner, Luigi Veronesi e Germano Facetti e accostate a quelle degli olandesi Willen Sandberg e Hendrik N. Werkman, e del tedesco John
Heartfield. Grafici che, con l’arrivo degli alleati e l’incalzare dei massacri tedeschi, sentirono il dovere
di mettere a disposizione della stampa clandestina la loro esperienza professionale. In Italia parteciparono da protagonisti alla rinascita culturale del Paese, si impegnarono per il riconoscimento professionale e per affermare il ruolo sociale del grafico. “Il nuovo assetto sociale richiese un nuovo immaginario visivo e l’entusiasmo per le sperimentazioni delle avanguardie tedesche” portò al rinnovamento
del linguaggio basandolo sul rigore dell’essenziale e spostando l’attenzione da ciò che è ornamentale
a ciò che è significante. Il progetto viene proposto sfruttando la metafora libro-uomo. Quando Hitler prese il potere nel ‘33 il primo imperativo fu quello di mettere al rogo i libri per passare poi allo sterminio
degli uomini. La storia dell’umanità è costellata di roghi di libri e di massacri di innocenti. A Gusen Facetti realizzò i suoi primi libretti e con Belgiojoso usò la poesia per alleviare le pene dei deportati. Uscito vivo da quell’inferno “si farà grafico per testimoniare Mauthausen” e circa vent’anni dopo, come art
director della Penguin Books, organizzerà con successo le collane tascabili, strumenti economici e popolari di diffusione della cultura. Perciò per noi il libro (la grafica) è il più fine degli strumenti, da contrapporre all’odio e alla violenza mentre la memoria (la biblioteca) è il cantiere laborioso, in continua
costruzione, in grado di poter indagare il tema della guerra e il valore delle immagini. Il progetto grafico ha il compito di “portare evidenza”, di schiacciare e allontanare l’odio che alberga nell’uomo, di raccontare il mondo e disegnare la visione del futuro che vogliamo. È questo l’insegnamento dei maestri
Mauro Bubbico
che hanno contribuito a formare la coscienza civile della nostra professione.
Caterina Carli - Il progetto vuole creare un grande ponte
tra arte e poesia attraverso le due città dell’esperienza
artistica di Rossi, l’interprete di una cultura senza frontiere.
L’attenzione è rivolta al suo lavoro per Campo Grafico e cerca
di stimolare la concezione di una moderna idea di grafica.
ATTILIO ROSSI
Albairate 1909 - Milano 1994
Caterina Giuliani - Per raccontare l’impegno
di Albe e Lica Steiner durante il periodo dell Resistenza
e della ricostruzione ho scelto di realizzare un libro illustrato;
spero che il segno caldo della matita restituisca
l’umanità e la forza morale di questi due grafici.
Fabrizia Morganti - L’intento comunicativo del mio progetto
è quello di accostare immagini di “cruda realtà”
a didascalie “universali”, per avvalorare il concetto
di ripetitività dell’orrore. Tutto sarà svelato nelle pagine finali
dalla relazione con le immagini del Taccuino di Facetti.
Müge Yilmaz/Elena Papassissa - Citazione da Experimenta
WILLEM SANDBERG
Amersfoort 1897 - Amsterdam 1984
Typografica 4, Homo Socialis: «Un principio di vita interiore
è un dono». La sua personalità traspare nei lavori, come nel
modo di vivere quasi meditativo. Affascinato dalle cose semplici
e dai materiali ruvidi e poveri, riesce a trasmettere l’umanità.
Studia arte ad Amsterdam,
viaggia, visita la Bauhaus
e nel 1928 stringe una
collaborazione con il Stedelijk
Museum. Durante l’invasione
tedesca produce numerose
carte d’identità false.
Nel 1941 nasconde
le opere d’arte a Castricum.
Si forma professionalmente
attraverso due avvenimenti:
la collaborazione con lo Studio
Boggeri e la partecipazione
alla Resistenza. Costruisce
su queste esperienze
il suo modello etico-politico,
che è alla base del suo lavoro
di grafico e di insegnante.
Stefano Faoro - Due elementi: il primo è un’indagine
sulla ricerca artistica e le sue applicazioni (rappresentate
da scenografie, spazi, traiettorie, tridimensionalità),
il secondo è il suo lavoro nella Resistenza,
la falsificazione dei documenti (rappresentata dalla filigrana).
LUIGI VERONESI
Milano 1908 - 1998
Yilmaz/Papassissa - Personaggio misterioso e introverso,
vive la maggior parte della sua vita a Groningen. I nazisti
lo costringono a nascondersi: l’unico modo per comunicare
con il mondo esterno è la rivista clandestina The Next Call,
spedita personalmente agli artisti delle avanguardie europee.
ALDO NOVARESE
Chieri 1912 - Milano 1983
Frequenta la scuola Artieri
Stampatori di Torino e L’Istituto
Tipografico di Pavia.
Giovanissimo entra nello
studio artistico della Nebiolo,
di cui diventerà responsabile.
In settant’anni di vita
ha disegnato
104 famiglie di caratteri.
HENDRIK N. WERKMAN
Leens 1882 - Bakkeveen 1945
Appartiene al gruppo artistico
De Ploeg. Nel 1940
progetta The Blue Barge.
Produce The Next Call, rivista
sperimentale e d’avanguardia.
Nel marzo del 1945,
la Gestapo lo arresta
per stampa clandestina
e lo fa fucilare.
Fotografo, pittore,
grafico, scultore,
regista e scenografo,
è stato uno dei più
importanti protagonisti
nella storia dell’arte
e delle arti applicate
del primo e secondo
dopoguerra italiano.
Laura Fuligna - Il progetto del libro sulla persona
di Aldo Novarese scopre il lato meno conosciuto del tipografo;
con la reinterpretazione di alcuni suoi lavori
si cerca di raccontare il periodo della lotta partigiana
da lui vissuto in prima persona.
GERMANO FACETTI
Milano 1926 - Sarzana 2006
Studia tipografia alla Central
School of Arts and Crafts,
inizia l’attività di designer
per la British Olivetti.
Nel ‘60 approda alla Penguin
come art director. Nel ‘72
rientra in Italia per dedicarsi
all’attività di consulente
editoriale e all’insegnamento.
sudamericana e messicana.
È persona con
“... un’autenticità che sarà la
sua forza e la sua originalità”.
REMO MURATORE
Chieri 1912 - Milano 1983
ALBE E LICA STEINER
Milano 1913 - Raffadali 1974
Milano 1914 - Milano 2008
Aprono il loro studio grafico
nel ‘39 ed entrano a pieno
titolo nella storia della grafica.
Dalla stampa clandestina,
all’insegnamento e agli impegni
per le principali case editrici
italiane, il loro lavoro – basato
su una grande attenzione
per la qualità – è sempre rivolto
a un fine educativo e morale.
Fondatore della rivista
Campo Grafico, dal 1935
a Buenos Aires collabora
con i più grandi protagonisti
della cultura spagnola,
Luna Castroni - L’obiettivo del progetto è quello di mostrare
in maniera chiara e incisiva il lavoro di Remo Muratore.
Il libro è diviso in due sezioni: la prima sulla vita del grafico,
la seconda è invece dedicata alla mostra di Bordeaux
sulla Resistenza curata, nel 1946, con Italo Pietra.
1938-1945, la persecuzione degli ebrei in Italia.
Documenti per una storia: una mostra a stampa della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. La mostra illustra, con impostazione scientifica e completezza storica, la persecuzione degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945. Essa ricostruisce
tanto la fase della minorazione dei diritti e della persecuzione sociale, attuate dal 1938
al 1943 sotto il governo fascista del Regno d’Italia, quanto la fase degli arresti, della deportazione e dello sterminio, attuati dal settembre 1943 alla Liberazione nelle regioni
poste sotto l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana. Roberto Pieracini
Penguin Books
Se ancora ci siano
profumi e sapori,
Grafici contro
Se, d’altronde, si analizza parte della produzione grafica e di manifesti realizzata negli ultimi decenni,
è sufficiente elencare una serie di temi perché emergano, immediatamente, alcuni altri nomi
che vi hanno operato. In Italia Massimo Dolcini e Gianni Sassi (la stagione
della grafica di pubblica utilità) e Andrea Rauch (il manifesto politico).
E, spostandoci velocemente per il mondo: Seymour Chwast e Milton Glaser
(diritti civili negli Usa e opposizione alla guerra in Vietnam), Roman Cieslewicz (i diritti dell’uomo),
David Tartakover (per la fine del conflitto tra Israele e la Palestina), Shigeo Fukuda
e U.G. Sato (contro il riarmo del Giappone e gli esperimenti nucleari) per arrivare alla recente
opposizione al conflitto in Iraq (Alain Le Quernec, Uwe Loesch, Isidro Ferrer).
Ovviamente si tratta solo di alcuni nomi: altri potrebbero entrare a far parte di quest’elenco,
completandolo e integrandolo.
Penguin, cover story 1960-70.
una raccolta di libri della casa editrice Penguin Books curati dall’art director Germano Facetti, a cura della Biblioteca Isia. Nel campo editoriale le copertine della Penguin, con la
nuova direzione artistica di Facetti, realizzano una vera e propria svolta innovativa che
porta l’immagine complessiva della casa editrice a nuovi livelli di qualità: con innovazioni tipografiche, con la grafica, ma soprattutto attraverso il coordinamento del lavoro progettuale di un gruppo di grafici inglesi con cui collabora realizzando complessivamente
2.000 copertine.
Michela Povoleri - Il progetto sceglie di considerare
una trentina di fotomontaggi pubblicati dalla rivista Aiz
durante la produzione del 1933. La messa in pagina
elabora il concetto di fotomontaggio e riflette
sul rapporto comunicativo tra immagine e testo.
Tutta la storia addosso
R-esistenze
PORTARE OGGI una mostra su Germano Facetti in Urbino ed inaugurarla
nel Giorno della Memoria è una straordinaria opportunità per rendere meno convenzionali
e scontate le manifestazioni che di solito si tengono in queste occasioni.
Un documentario sul tema della Resistenza,
prodotto dall’Accademia di Belle arti di Urbino
nel Bienno Specialistico di Visual Design
FACETTI È MORTO POCHISSIMI ANNI FA, nel 2006, ma non è mai stato in Italia
un uomo alla ribalta della cronaca culturale. Dico ciò in quanto per la rilevanza
della sua personalità di intellettuale e grafico, basti pensare alla sua grande stagione
londinese alla Penguin Books, avrebbe potuto benissimo figurare,
almeno a partire dal 1972 data in cui ritorna in patria, fra i protagonisti
di un lungo e travagliato periodo culturale e politico del nostro Paese.
Ma ciò non è avvenuto ed oggi purtroppo se si chiede ad uno studente
che frequenta un corso di comunicazione a livello universitario,
qualche cosa su di lui, le risposte confermano la sua poca notorietà.
4
1938-1945
La persecuzione degli ebrei in Italia
Documenti per una storia
Una mostra a stampa della Fondazione CDEC:
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
... la banda fu il luogo sorprendente di un’acculturazione.
Tanti ragazzi erano diventati partigiani senza capirne le ragioni,
anzi senza quasi chiedersele...
avevano ascoltato in montagna parole adatte per attribuire senso alla loro condizione,
così da trasformare un’avventura in cultura...
erano stati eroi nella più antieroica delle maniere,
limitandosi a riconoscere che un futuro degno aveva bisogno di un presente rischioso,
e che i rischi del presente andavano corsi in prima persona.
Sergio Luzzato
La mostra illustra, con impostazione scientifica
e completezza storica, la persecuzione
degli ebrei in Italia dal 1938 al 1945.
Essa ricostruisce tanto la fase
della minorazione dei diritti
e della persecuzione sociale,
attuate dal 1938 al 1943
sotto il governo fascista del Regno d’Italia,
quanto la fase degli arresti,
della deportazione e dello sterminio,
avvenuti dal settembre del 1943
alla Liberazione nelle regioni
poste sotto l’occupazione tedesca
e la Repubblica Sociale Italiana.
QUESTI FATTI TUTTI INSIEME rendono particolarmente significativa l’inaugurazione
di questa mostra in Urbino, ma a me piace rilevare al di là della straordinaria e raffinata
lezione che da essa deriva, l’enorme peso specifico di quest’uomo che sembrava avere
tutta la storia addosso.
A me sembra che proporre ai visitatori ed agli studenti il volto scavato
e la voce di Facetti sia un modo per riequilibrare le cose.
ABITUATI COME SIAMO alle performances delle archistar o dei sacerdoti intoccabili
ella comunicazione, che vorrebbero essere celebrati come le star, risulta scioccante
incontrare, attraverso le immagini del film La scatola gialla di Tony West, le mani ossute
di Facetti che tirano fuori da una vecchia scatola di cartone Kodak un piccolo libretto.
È un brandello di memoria, un pezzo del campo di concentramento, ricoperto di tela
logora e da due mostrine identificative, come fosse un’opera di Burri, anche se c’è
una enorme differenza fra quell’oggetto nascosto ed i quadri del maestro umbro.
Infatti quel piccolo libro, al di là della sua straordinaria evidenza estetica, ci fa entrare
immediatamente nell’abisso della memoria riportata davanti a noi dalla sua voce, della
sua faccia, ma anche dalle cartelle e dai libri che riempiono gli scaffali del suo studio.
L’UOMO FACETTI negli ultimi anni della sua vita, attraverso le lunghe interviste
che ci rimangono ci fa sapere che è necessario aprire quella scatola facendo uscire
quelli che lui stesso definisce “altri incubi”. Si preoccupa di celebrare i compagni morti
e quelli che si sono suicidati, poi sente l’obbligo morale di prendere lui stesso
il testimone continuando a proporci la memoria in tutta la sua evidente drammaticità,
ma cercando anche di dare spiegazioni che vanno direttamente al cuore dei problemi.
Facetti pur mostrando i pregevoli disegni fatti durante la prigionia e dimostrando in ogni
suo gesto il raffinato spirito creativo che lo contraddistingue, non parte mai
da un problema estetico per sviluppare il proprio ragionamento. Tutto ciò che lo riguarda
è essenziale e terribilmente vero come sono necessari i disegni, le raffigurazioni
ed il libro fasciato da un pezzo di quella tragica divisa che lo ricopriva durante la prigionia
tutto ha l’urgenza e l’evidenza di una storia personale e collettiva che non può
e non deve essere dimenticata. Il grande problema della sua vita è testimoniare ciò che
ha visto e vissuto raccontando a tutti la natura di quell’odio che va comunque studiato
e capito perché c’è la paura che il tutto si ripeta. Facetti non vuole dare un nuovo smalto
alla memoria e non ha interesse ad elaborare una scrittura che trasformi il tutto
in un oggetto da inserire in una bacheca, uno fra i tanti dell’attuale supermarket culturale.
ECCO PERCHÉ la figura di questo uomo è fuori dal comune e risulta quasi ingombrante
per lo spettatore contemporaneo. Un uomo che dopo essersi salvato dal campo
di concentramento, abbandona il proprio paese per il timore di incontrare quegli italiani
che l’avevano consegnato, poco più che adolescente, ai tedeschi. Un uomo la cui
straordinaria e semplice fisicità potrebbe apparire al di là del tempo e fuori moda
per un pubblico di giovani che si sentono attratti dai linguaggi visivi contemporanei,
ma il cui metro di giudizio è oramai fortemente condizionato da quelle
che sono le strategie di comunicazione che vanno per la maggiore.
Proprio per questo motivo la sua storia, la sua vita,
il suo pensiero e le sue opere, oltre a riproporre
l’urgenza ed il problema della salvaguardia
e della elaborazione continua della memoria,
possono anche essere di esempio per le nuove generazioni
che si apprestano a lavorare nel mondo
delle immagini e non solo con esse.
Soprattutto potrebbero essere una buona occasione
per rimettere in discussione quel processo
di astrazione e di spettacolarizzazione continua
che sembra accompagnare
il mondo ridondante e ipertecnologico
di una certa cultura visiva contemporanea.
Bernardo Valli
5
Immagini dell’archivio Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea
In questo senso un filo preciso collega la prima parte di questa mostra (dedicata alla cattura
di Facetti da parte dei fascisti, la sua deportazione nel lager e al rientro nella Milano del dopoguerra)
con quella del suo ritorno in Italia – dopo la lunga avventura professionale a Londra - e il soggiorno
degli ultimi anni a Sarzana. In cui riprende in mano la “scatola gialla” che contiene il suo taccuino
di Mauthausen e che, con il filmato di Tony West, conclude la presentazione della mostra.
Progetto espositivo che è stata pensata con un obiettivo principale: riproporre il profilo e i lavori di un
grafico non adeguatamente conosciuto nel nostro paese. E altri due che ne discendono direttamente.
Nella prima edizione a Torino, inaugurata nel Giorno della Memoria 2008, si è anche voluto presentare
al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà
il suo vasto archivio di immagini sulla storia del XX secolo, acquisito dall’Istituto piemontese
per la storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgio Agosti”
e messo a disposizione di studiosi e ricercatori.
A un anno di distanza nella seconda edizione presentata all’Isia è sembrato utile porsi un secondo
obiettivo, ad essa particolarmente consono. Verificare – con il laboratorio Grafici per la Democrazia
realizzato da Mauro Bubbico con gli studenti del secondo anno del Biennio specialistico – quanto
della lezione professionale e di vita di Facetti possa costituire oggi occasione per una riflessione
più generale, quanto mai d’attualità. Fare i conti, cioè, con l’uso che è stato fatto (e che si può fare)
delle immagini come momento di conoscenza e difesa dei diritti, di riflessione di lavoro,
in un “cantiere” della democrazia e della libertà.
Presentando, in una collana di biografie, alcune delle figure “compagne di viaggio”
in questa dimensione di rapporto tra etica/storia/professione.
Grafici per la Democrazia.
Una ricerca sulla vita e il lavoro di grafici internazionali che hanno contribuito alla liberazione dell’Europa dal nazi-fascismo allestita dagli studenti del Biennio specialistico dell’Isia di Urbino: a Germano Facetti, Remo Muratore, Aldo Novarese, Attilio Rossi, Albe e
Lica Steiner, Luigi Veronesi, John Haertfield, Willem Sandberg e Hendrik N. Werkman è
dedicato un libro. Qui la memoria è intesa come un cantiere laborioso in continua costruzione, in grado di esplorare il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro.
Mentre il progetto grafico ha il compito di “portare evidenza”, di schiacciare e allontanare l’odio che alberga nell’uomo, è questa la più grande lezione che viene dai maestri che
hanno formato la coscienza civile della nostra professione.
coopertina
Alcuni bozzetti di copertina
La deportazione nel lager è “una condizione di liminarità e di sospensione
con la quale fare i conti tutta la vita”, scrive Bruno Maida
in Non si è mai ex deportato, la sua recente biografia di Lidia Beccaria Rolfi.
con interviste condotte da Giorgio Donini e Umberto Palestini; vuole essere un tassello
da affiancare a quelli già prodotti dalla storiografia ufficiale, per ribadire alcuni imprescindibili valori. Il trattino che divide l’integrità del termine resistenze intende far risaltare
l’importanza della vita di coloro che permisero quell’indimenticabile momento, trasformando, secondo le parole di Sergio Luzzato, un’avventura in cultura.
Istituzione del «Giorno della Memoria»
in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni
del popolo ebraico e dei deportati militari
e politici italiani nei campi nazisti.
Legge 20 luglio 2000, n. 211
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 177 del 31 luglio 2000
LA FONDAZIONE CDEC
La Fondazione Centro di Documentazione Ebraica
Contemporanea è un istituto storico culturale
indipendente e senza fini di lucro, con personalità giuridica,
riconosciuto con Dpr 4 aprile 1990, con sede a Milano.
Articolo 1
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27
gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di
Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le
leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro
che, anche in campi e schieramenti diversi, si
sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite
e protetto i perseguitati.
Nel 1955, in occasione del X anniversario della Liberazione e
della fine della Repubblica Sociale Italiana e dell’occupazione
nazista, la Federazione giovanile ebraica d’Italia costituì il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), avente per scopo, secondo il suo primo Statuto del 1957, “la ricerca e l’archiviazione di documenti di ogni tipo riguardanti le persecuzioni antisemite in Italia e il contributo ebraico alla Resistenza” e la loro divulgazione.
Nel 1986, dopo vari ampliamenti, il CDEC si è costituito in Fondazione. Lo Statuto stabilisce che essa è un istituto indipendente, posto sotto l’egida dell’Unione delle comunità ebraiche
italiane (Art. 1) e soggetto alla vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali (Art. 18) e alla vigilanza statutaria dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Art. 17). Stabilisce
inoltre che: «La Fondazione non ha scopo di lucro. L’attività della Fondazione consiste nel promuovere lo studio delle vicende,
della cultura e della realtà degli Ebrei, con particolare riferimento all’Italia ed all’età contemporanea, assicurando la raccolta
di ogni relativa documentazione. Tramite la sua attività la Fondazione intende contrastare ogni forma di razzismo e antisemitismo, anche al fine di promuovere la tutela dei diritti civili al riguardo. La Fondazione conserva nel tempo, tramite le sue strutture e la sua attività, la memoria della persecuzione antiebraica fascista e nazista Il materiale acquisito dalla Fondazione di
interesse storico, archivistico, bibliografico è patrimonio inalienabile dell’ebraismo italiano.».
La Fondazione CDEC costituisce il principale punto di riferimento per lo studio degli ebrei in Italia nell’età contemporanea, della persecuzione fascista e nazista, della situazione odierna dell’antisemitismo, della storia e della presenza culturale degli
ebrei nel mondo. A seguito del particolare impegno di documentazione, ricerca e memoria della Shoah, la Fondazione CDEC
può essere considerata il “luogo della memoria” delle migliaia
di ebrei d’Italia uccisi in deportazione.
R-esistenze è un breve documentario, una serie di testimonianze raccolte
in occasione di una progettata, nuova edizione della mostra,
realizzata alcuni anni fa a Villa Manin, che presentava, nella sua accezione
più ampia ed internazionale, lavori fotografici di Danilo De Marco
e Gian Luigi Colin legati al tema della Resistenza. Una sezione della mostra,
chiamata Achtung Banditen, riproduceva in gigantografie, i volti attuali di partigiani
che in gioventù avevano combattuto la guerra di liberazione.
Essi, durante la Resistenza, secondo il loro grado di “pericolosità”,
venivano effigiati in piccoli volantini quali ricercati, e identificati con la scritta
Achtung Banditen. Le forti e struggenti foto di Danilo De Marco,
diventano un atto di resurrezione; immagini che, da un lato, rendono omaggio
ai combattenti per la libertà, dall’altro, segnalano l’urgenza di ritrovare
una generazione che, nel giro di pochi anni, sarà inevitabilmente scomparsa.
Ogni incontro, fissato per realizzare i ritratti, si era trasformato in un “amarcord”
fatto di racconti, particolari sconosciuti, leggendari episodi che tornavano
a vivere e chiedevano con pathos, di non essere dimenticati.
Per scongiurare il pericolo sempre latente di consegnare questi straordinari
protagonisti all’agguato di un revisionismo di maniera è nato il documentario R-esistenze.
IL DOCUMENTARIO, prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Urbino
nel Bienno specialistico di Visual Design e realizzato da Raffaele Mariotti,
Manuel Zanettin e Marcello Signorile, con interviste condotte da Giorgio Donini
e Umberto Palestini, vuole essere un tassello da affiancare a quelli
già prodotti dalla storiografia ufficiale, per ribadire alcuni imprescindibili valori.
Il trattino che divide l’integrità del termine resistenze intende far risaltare
l’importanza della vita di coloro che permisero quell’indimenticabile momento,
trasformando, secondo le parole di Sergio Luzzato, un’avventura in cultura.
A questa cultura è dedicato il lavoro che, attraverso le parole di alcuni protagonisti,
ci ricorda, tra l’altro, come molti distaccamenti partigiani erano una piccola comunità
multietnica, come la lotta di liberazione fu combattuta da tutte le classi sociali
senza alcuna differenzazione, a cui le donne fornirono un apporto fondamentale,
come la scomparsa dei testimoni potrà rappresentare l’oblio per chi,
morendo in combattimento, non ha avuto neppure l’onore di un riconoscimento ufficiale.
Di queste testimonianze, alcune rimarranno indelebili:
quella di Ferriero, che al termine di un drammatico racconto di violenza e dolore
sostiene che l’odio non lo si può coltivare e le parole della Walkiria che non vorrebbe
avere vent’anni perché significherebbe non aver vissuto quella straordinaria esperienza.
Articolo 2
In occasione del Giorno della Memoria di cui all’Art.1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti
e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto
al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.
27 gennaio 2009 - Mostra 53396 presso l’Isia di Urbino
Coordinamento ROBERTO PIERACINI
Allestimento e comunicazione MAURO BUBBICO
Giornale 53396 GLI STUDENTI del 2° anno del Biennio specialistico con ROBERTO STEVE GOBESSO
Ufficio stampa LUCIA PIGLIAPOCHI ufficio comunicazione Isia
Direzione amministrativa GIUSEPPE CUCCARO
Ufficio di ragioneria ENRICO CASTELLUCCI
Segreteria LEDA MARCHETTI, DANIELA MILORDO
(R)esistere per immagini Germano Facetti dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX secolo
Mostra prodotta dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà;
a cura dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”
e di Gianfranco Torri, presentata a Torino, 25 gennaio - 27 aprile 2008 con il sostegno della Compagnia di San Paolo
R-esistenze Video-testimonianze di partigiani
Documentario prodotto dall’Accademia di Belle Arti di Urbino nel Biennio specialistico di Visual Design,
è stato realizzato da Raffaele Mariotti, Manuel Zanettin e dal docente Marcello Signorile
Grafici per la Democrazia
Ricerca sulla vita e il lavoro di grafici internazionali che hanno contribuito alla liberazione dell’Europa
dal nazi-fascismo, è stata realizzata dagli studenti del 2° anno del Biennio specialistico
Caterina Carli, Luna Castroni, Stefano Faoro, Laura Fuligna, Caterina Giuliani, Fabrizia Morganti,
Elena Papassissa, Michela Povoleri, Antonio Pucci, Erica Preli, Müge Yilmaz e dal docente Mauro Bubbico
Penguin, cover story 1960-70
Una raccolta di libri della Penguin Book curati dall’art director Germano Facetti a cura della Biblioteca Isia
1938-1945 La persecuzione degli ebrei in Italia
Documenti per una storia, una mostra a stampa della Fondazione
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Milano
JOHN HEARTFIELD
Berlino 1891 - 1968
Immagine del manifesto Teatro dei Sassi, fotografia di Gaetano Plasmati - Si ringraziano i coadutori per la collaborazione
Isia Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
via Santa Chiara 36 - 61029 Urbino (PU) - telefono 0722.320195 - www.isiaurbino.it - [email protected]
Entra nel Partito comunista
tedesco nel 1918; produrrà
scritti, disegni e poster.
Collabora con la rivista Aiz.
ed ha fatto del fotomontaggio
una forma d’arte innovativa.
Un grande esempio
di avversione concettuale
al Nazismo.
6
Quello che resta come patrimonio comune della Resistenza,
è la lotta popolare per la libertà.
È un prodotto che resterà nella storia d’Italia. Federico Chabod
7
8
fresco di stampa/gennaio
Isia
Istituto Superiore
per le Industrie Artistiche
Urbino
Elaborato:
rivista di 8 pagine
in occasione della mostra
53396
(R)esistere per immagini
per la Giornata della memoria
Progetto e realizzazione:
gli studenti del 2° anno
del Biennio specialistico
dell’Isia di Urbino
con Roberto steve Gobesso
Formato:
cm 32 x 47
a quattro colori
Un ringraziamento
particolare
a Mauro Bubbico
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 05
Alcuni bozzetti per l’illustrazione
IL NUOVO DOMINO MEDIORIENTALE
Francesco Bongiorni
<
LA GUERRA PER LA GUERRA
>
IL BUIO
OLTRE GAZA
LE STRATEGIE DI OBAMA
LIMES CONTINUA SU www.limesonline.com
1 2009
fresco di stampa/gennaio
Cliente:
Gruppo Editoriale L’Espresso
Elaborato:
copertina di
Limes/Rivista italiana di geopolitica
numero 1.2009
Progetto e illustrazione:
Roberto steve Gobesso
www.limesonline.it
Formato:
cm 17 x 24
a quattro colori
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 06
I BALCANI
SENZA
MILOSE�IC
L’EUROPA
DOPO HAIDER
KOSOVO DIETRO LE QUINTE
COME RIFARE I BALCANI
LO STATO D’EUROPA
^
AUTORITRATTO DELL’UOMO
CHE SPAVENTA IL MONDO
COME CAMBIA LA JUGOSLAVIA
DERIVE ANTISEMITE ALL’EST
RTA
LA CARI
CON C
E
A OLO
LINGU
LE
EL
D
PEE
EURO
2•99 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
2.1999
UNA CHANCE PER L’ITALIA
5•2000 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
3•2000 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
3.2000
5.2000
PROGETTO
JIHAD
GUERRA SANTA
IN TERRA SANTA
IL NOSTRO
ISLAM
I BALCANI ALLE PORTE
ISRAELE E PALESTINA, LE FRONTIERE POSSIBILI
I MUSULMANI D’EUROPA
SEPARATI IN CASA?
EUROPA BALTICA E ITALIA ADRIATICA
L’IMPOTENZA DELLA SUPER POTENZA
PROSSIMO OBIETTIVO SADDAM
I CIRCUITI DEI TERRORISTI
QUANDO OSAMA SERVIVA
2•2002 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
2.2002
I MISTERI DEL KOSOVO
L’EURO DELUSIONE ITALIANA
SONDAGGIO GEOPOLITICO GLI ITALIANI E LA NATO
‘
DOPO
LA GUERRA
3•2004 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
1•2004 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
1.2004
3.2004
speciale: centesima copertina di Limes/dall’archivio
Cliente:
Gruppo Editoriale L’Espresso
Limes/Rivista italiana di geopolitica
Per festeggiare
la centesima copertina
ne pubblichiamo alcune
(fra le più ‘indovinate’...)
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 07
LE MANI
GUERRE STELLARI
LA CORSA AGLI OCEANI
TERRE DI COSA NOSTRA
IL CASO GALILEO
ALLARME PIRATI
I COLORI DELLE PIOVRE
DI CHI È LA LUNA
NON SOLO STELLE E STRISCE
L’ITALIA SENZA ITALIA
5•2004 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
5.2004
GLI IMPERI
DEL MARE
COME MAFIA
COMANDA
SULLO SPAZIO
4 2006
2•2005 GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO
2.2005
MAI DIRE
GUERRA
4.2006
IL MONDO
DOPO WALL STREET
IL CLIMA
DELL’ENERGIA
MISSIONI ALL’ITALIANA
SE L’AMERICA NON COMANDA PIÙ
IL TEMPO CHE FARÀ
LA TRAPPOLA AFGHANA
LE GUERRE DEI TUBI
I SOLDATI RACCONTANO
L’ITALIA A RISCHIO
LE NUOVE MAPPE DEL POTERE
L’UTOPIA DI OBAMA: VIVERE SENZA MURI
LIMES CONTINUA SU www.limesonline.com
3 2007
3.2007 . illustrazione di Claudio Appetito
LIMES CONTINUA SU www.limesonline.com
6 2007
6.2007 . illustrazione di Claudio Appetito
5 2008
5.2008
speciale: centesima copertina di Limes/dall’archivio
Cliente:
Gruppo Editoriale L’Espresso
Limes/Rivista italiana di geopolitica
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 08
Alcuni bozzetti per l’immagine
steve
steve
ESISTE L’ITALIA?
DIPENDE DA NOI
LE TRIBÙ DELLO STIVALE
I NUOVI ITALIANI
LO STATO DI MILANO
Francesco Bongiorni
LIMES CONTINUA SU www.limesonline.com
2 2009
fresco di stampa/febbraio
Cliente:
Gruppo Editoriale L’Espresso
Formato:
cm 17 x 24 a quattro colori
Elaborato:
copertina di
Limes/Rivista italiana di geopolitica
numero 2.2009
Progetto e illustrazione:
Roberto steve Gobesso
internet
www.limesonline.it
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 09
b
a
c
d
Largo Chigi 19 . 00187 Roma
Segreteria:
telefono 06.67792267 . fax 06.67792272
[email protected]
www.pariopportunita.gov.it
Foto © Marka/Digital Vision
Design Studio Ghirotti Gobesso . III.2009
vinciamo
ogni
discriminazione
e
fresco di stampa/marzo
Cliente:
UNAR
Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per le Pari Opportunità
Nell’ambito della Maratona di Roma 2009
Iniziative:
Vinciamo ogni discriminazione
Contro tutte le discriminazioni
Immagine coordinata
Elaborati:
a. b.: maglietta, fronte e retro
c.: bandana
d.: portacellulare
e.: striscione formato cm 300 x 88
Progetto e realizzazione:
Roberto steve Gobesso
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 10
Largo Chigi 19 . 00187 Roma
Segreteria:
telefono 06.67792267 . fax 06.67792272
[email protected]
Foto © Marka/Digital Vision
vinciamo
ogni
discriminazione
www.pariopportunita.gov.it
Design Studio Ghirotti Gobesso . III.2009
f
g
fresco di stampa/marzo
Cliente:
UNAR
Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per le Pari Opportunità
Nell’ambito della Maratona di Roma 2009
Iniziative:
Vinciamo ogni discriminazione
Contro tutte le discriminazioni
Elaborati:
f.: fondale stand formato cm 400 x 200
g.: arco gonfiabile
Fotografie:
Paola Ghirotti
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 11
documentazione/marzo
Cliente:
UNAR
Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali
22 marzo
Maratona di Roma 2009
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per le Pari Opportunità
Fotografie:
Paola Ghirotti
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 12
REGIONE LAZIO
ASSESSORATO AL TURISMO
REGIONE LAZIO
ASSESSORATO AL TURISMO
vuoto a perdere/2008-2009
Cliente:
A & C Advertising & Communication
Elaborato: bozzetti di copertine
per una carta geoturistica del Lazio
per Regione Lazio
Assessorato al Turismo
Progetto e realizzazione:
Roberto steve Gobesso
Alessandra Grossi
Non concluso/Progetto in corso
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 13
Reportage del 2004
sulla coltivazione, lavorazione,
mercato e utilizzo dell’alga nori
Fotografie: © Paola Ghirotti
Pubblicato da la Repubblica.it
link: www.repubblica.it/2006/12/
gallerie/ambiente/raccolta-alghe/1.html
VISTO
Giappone: tra crisi e cadute di stile
Intervista a Paola Ghirotti
Condotta da Nicole Ramadori
e andata in onda su
La notte di Radio 1 il 25 febbraio
link: www.radio.rai.it/radio1/lanottediradio1
IN APRILE
DA NON
PERDERE
Oh my God! Collettiva con
O
T
A
T
L
O
ASC
LETTO
I tesori dell’altro.
Il contrasto al razzismo: un percorso visivo
Piergiorgio Branzi
Jean Marc Caimi
Anne Frédérique de Bellefroid
Olimpia Ferrari
Paola Ghirotti
Federico Granell
Michel Kirch
Piero Marsili Libelli
Curatore Eleonora Lucangeli
Inaugurazione giovedì 2 aprile alle ore 18.00
Durata dal 2 al 25 aprile
Sedi ICIPICI, via Giulia 96, www.icipici.it
Galleria via Giulia 95, Roma
Orario lunedì-venerdì ore 10.30-19.00
sabato aperto su appuntamento
telefono 338.6452963
Catalogo in galleria
Articolo di Roberto steve Gobesso
Pubblicato su Hi Art
semestrale d’informazione
dell’Alta Formazione Artistica e Musicale
Gangemi editore, anno II, numero 2
gennaio-giugno 2009, pagine 76-81
Sufi & zen calligraphy
Calligrafia orientale ed estremo orientale
di Roberto steve Gobesso e Bibi Trabucchi
Inaugurazione giovedì 16 aprile alle ore 17.00
Durata dal 17 al 24 aprile
Orario dalle 16.00 alle 20.00
Sede Alif, piazza dei Campani 9, Roma
Alla mostra si aggiungono
due conferenze e un workshop
Le conferenze accompagnano
l’inaugurazione della mostra
ore 18.00 - Roberto steve Gobesso
Un impero di segni
ore 19.00 - Bibi Trabucchi
Il futuro di un’arte antica
Il corso sabato 18 e domenica 19 aprile
introduce all’esperienza diretta nell’arte
della calligrafia giapponese e araba
Prenotazioni e iscrizioni all’Alif
o con una e-mail a [email protected]
brevi dallo studio
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 14
Urbino, casa Aacher, 1978
Udine, marzo 2008
SS219 fra Umbertide e Gubbio, gennaio 2009
Ovaro, agosto 2008
Urbino, gennaio 2009
Roma, settembre 2008
Urbino, Isia, 16 gennaio 2009
Roma, 6 febbraio 2009,
l’ultimo ‘regalo’ che ci hanno lasciato sulla serranda
dall’archivio fotografico
Scritte sui muri, sulle serrande, sulle lavagne, per terra, scritte...
Fotografie di Roberto steve Gobesso
con telefono portatile Nokia 3110 classic
risoluzione 1,3 megapixel
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
NUMERO CINQUE . GENNAIO/MARZO 2009 . PAGINA 15
GRAPHICZINE
NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLO STUDIO GHIROTTI GOBESSO . ROMA . www.ghirottigobesso.com
22.marzo.2009 Maratona di Roma . © Paola Ghirotti
PAGINA 16
Scarica

GraphicZine - NewsLetter - Ghirotti