Don Bosco sapeva che non ci può essere letizia nell'anima del fanciullo se non a contatto di Gesù Perciò ha sospinto i giovani alla maggior frequenza dei Sacramenti della Confessione e della Comunione Solo così si conserva e si rinnova la giovinezza dello spirito : cuore e occhi sfavillano come un cristallo percosso dal sole B ANNO LXXXT . N.17 • 1 ° SETTEMBRE 1957 fJlIobfr? 1 BEATA VERGINE DEL ROSARIO La Vergine nella teo ;ogia, nella filosofia e nell'ascet .ca soavi, anche le illustrazioni, i tipi, lo splendore dell'edizione lo solleciteranno verso quella santa gioia che fu nei propositi di chi scrisse e di chi stampò il bel libro. ALBRECHT P . GIUSTINO, O . S . B . La Madre di Dio . Teologia e ascetica dei culto mariano . Versione autorizzata dal tedesco di una Clarissa del Monastero di Santa Maria degli Angeli, in Fiesole . Pag . 184 L . 220 MOCENIGO SORANZO T . Mater Amabilis . Elevazioni nella vita di Maria Santissima . Pag . 138 L. 5o VALORI ETRE MARIA DE SEGUR GASTONE La SS . Vergine nei commenti dei Santi Padri . Pagg . 338 L . 250 Maria e il suo Cuore . Volumetto in-24 con ricca copertina in tricromia, di pag . 128 L . 100 GORRINO SAC . ACHILLE Predicazione mariana Maria Santissima Madre di Dio e Madre nostra . Grandezza, privilegi, uffici . Note critiche di teologia . Volume in-i6. Pag . - 1qo L . i8o Auxilium Christianorum . L'Ausiliatrice della Chiesa e del Papa . Relazioni commemorative per il cinquantenario dell'Incoronazione di Maria e Auxilium Christianorum » nella sua Basilica in Torino L. iooo CARMAGNOLA SAC . ALBINO La porta del Cielo . 33 discorsi per il mese L . 400 di maggio . Pag . 439 in-16 LARDONE CAN . DOTT. GIOVANNI Maria Ausiliatrice. Discorsi per il mese e la solennità della Madonna di Don' Bosco tenuti nella sua Basilica di Torino il 1934 . Volume in-16 di pag . 440 L . 300 Vite della Madonna PAOLI P. GIOVANNI CAPPELLO- PASSAR ELLI E . La Mamma del Bambino Gesù. Voi . in-8 di pag . 196 riccamente illustrato L. looo li bambino a cui si vorrà affidare l'opera stupenda della Cappe]lo-Passarelli toccherà il meraviglioso ; e mentre le chiare pagine gli diranno con scorci di Vangelo cose pure . Incontri di Maria e incontri nostri . Letture e spunti di predicazione per il mese di maggio . Volume in-16 di pag . 392 L . 6oo SABA rEoL . AGOSTINO Maria Vergine Immacolata . Dieci discorsi storici sul dogma di Maria Immacolata L. 140 continua in 3a di copertina) Per ordinazioni rivolgersi alla SOCIETÀ EDITRICE INTERNAZIONALE Corso Regina Margherita 176 - Torino 725 - e . e . p . 2/171 ORGANO f/rna DEI COOPERATORI SALESIANI s neraaiq/osa "Città Iiiouanile" Oratorio : opera prima di Bon Bosco Il padre gesuita Mario Barbera ha fatto questo acuto e importante rilievo : « Il modo educativo di Don Bosco ci appare, nell'Oratorio Salesiano, come il più compiuto e armonioso, il più naturale e agevole che si sia mai avuto sinora nella tradizione educativa della Chiesa, pur collegandosi alle precedenti e consimili istituzioni, specialmente all'Oratorio di S . Filippo Neri . . . Nella storia della Chiesa non si trova nessun altro, al pari di Don Bosco, interamente e-totalmente dato alla educazione della gioventù, dalla più tenera infanzia alla vecchiaia, fino all'ultimo respiro » . L'Oratorio rimane dunque l'opera prima di Don Bosco : prima in ordine di tempo e di fondazione e, necessariamente, prima per la sua fondamentale e insostituibile importanza . Oratorio vuol dire « luogo di preghiera» ; Don Bosco lo volle chiamare così, quando Francesco Pinardi gli affittò in Torino, tramite il teologo Borel, per lire 300 «in buona moneta» (come dice il contratto del lo aprile 1846) «tre membri di un camerone oblungo con cortile davanti e a lato*. Fu appunto lì che nacque la più splendida opera educativa del secolo . Con l'Oratorio Don Bosco ha voluto afferrare il giovane e impegnarlo in « uno sviluppo completo e armonico delle sue qualità e dei suoi interessi giovanili » . Ecco alcune caratteristiche che definiscono e distinguono da tutti l'Oratorio di Don Bosco : Un continuo lievito di amicizia Per Don Bosco il superiore (sacerdote, chierico, coadiutore) è l'amico, il fratello, il compagno del giovane. La vita dell'educatore salesiano è legata interamente ai giovani, ne è quasi assorbita, e fusa . Egli vive sempre in mezzo a loro . Con loro gioca e canta, discute e conversa ; con ciascuno di loro parla, da amico, nella sala, in cortile, in chiesa, dovunque . Non soltanto ama i ragazzi, ma fa in modo che essi si accorgano di essere amati . Non è forse bello circondarsi così di pianticelle giovani e frementi, legarle con l'amicizia al pro- Giochi di ragazzi nord-americani, amorevolmente assistiti e vigilati dall'assistente salesiano . '121 prio tronco diritto e sicuro, per crescere insieme in uno squisito atto di amore, ed essere il sale della terra che dà sapore alle anime? Don Bosco ha voluto questo continuo lievito di amicizia che faccia fermentare e sollevi la pasta giovanile . Avviamento alla riflessione L'Oratorio è scuola . Il primo posto va all'istruzione catechistica, completa, - - adatta alle varie età, senza lacune e senza compromessi . La fede si incrementa con la parola ascoltata . Istruzione pratica e sostanziosa, occasionale e continua, che trascini i giovani alla riflessione, al lavoro personale, all'amicizia con Gesù . Noi conosciamo l'importanza che Don Bosco diede alla cultura religiosa : il dogma, la morale, la storia della Chiesa e del Vecchio Testamento erano all'ordine del giorno nell'Oratorio . E tutto veniva presentato in maniera brillante e attraente, in modo che le giovani menti dei fanciulli restassero illuminate dalle sfolgoranti verità della Fede . h, curioso notare che Don Bosco dette un'importanza straordinaria alla predicazione dei Novissimi, fissandone il momento più suggestivo nell'Esercizio mensile della Buona Morte, dove il ragazzo viene tuffato in una specie di meditazione sui suoi destini eterni e si accosta ai Sacramenti, come se si trovasse in fin di vita . Fu sublime e audace Don Bosco nel volere che i suoi giovani facessero « la prova della morte » e si allenassero a quel giorno supremo e decisivo che è anche il giorno natalizio . Così questo . ritiro mensile viene a interrompere e a sospendere l'esuberante attività giovanile e si incunea tra un torneo di gioco e una passeggiata, non smorzando, ma alimentando la carica di gioia e di allegria che deve esserci nell'anima di ogni ragazzo . Don Bosco non vuole parate di Comunioni, che facciano colpo sui visitatori o accontentino i superiori, esclude le confessioni fatte con fretta . Dà libertà massima e massima comodità, ma esige calma e riflessione . Questo della riflessione è un chiodo di Don Bosco . Egli conosceva bene la natura irriflessiva Allegria musicale tra i giovani di un Oratorio salesiano 322 dei giovani, voleva farne uomini coscienti e si servì perciò di tutti i mezzi che gli suggeriva la sua inesauribile inventiva . Ecco quindi il segreto delle paroline all'orecchio, sussurrate in cortile a questo e a quello ; le sagge riflessioni fatte scivolare in ogni avviso e suggerimento . Insiste sul modo di confessarsi con frutto, punta molto sulla parte umana della confessione : esame di coscienza, dolore, proposito pratico ed efficace . Nelle confessioni ben fatte dei giovanetti oratoriani trionfa il binomio di Don Bosco : ragione e religione . Non potete immaginarlo silenzioso «L'Oratorio di Don Bosco è interclassista, aperto a tutti*, Anche se ci dev'essere, naturalmente, una certa divisione di età nelle sale da gioco, e di classi nelle lezioni di catechismo, va sempre assolutamente esclusa ogni separazione di condizione sociale, ogni discriminazione di casta . Il povero e il ricco, lo studente e l'operaio imparano a vivere insieme, a giocare insieme, a pregare insieme . « L'Oratorio è un lieto e rumoroso convivere di molti », che fin da giovani vengono prevenuti e immunizzati dal pericoloso odio di classe . La prima tettoia Pinardi, così misera, aveva una grande ricchezza, una, inconfondibile ricchezza salesiana : il «cortile, davanti e a lato » . Oratorio senza cortile è come (lire un uomo senza polmoni . Non potete immaginare un oratorio salesiano che non strepiti di vita chiassosa e rulnorosa, come non potete raffigurarvi una centrale elettrica senza il ronzio vibrante delle turbine e le fragorose cascate d'acqua . Il gioco movimentato è segno di vitalità, di salute fisica e spirituale . « Cortile vivo, diavolo morto ; cortile morto, diavolo vivo» . Impossibile definirlo È impossibile, però, definire lo spirito salesiano che dà vita all'Oratorio . Esso è fatto di tradizioni, di insegnamenti, di vita di famiglia, di amore, di serenità e di allegria, soprattutto di vita divina della Grazia e di vita sacramenta':e ; tutto questo mescolato insieme, come in una corrente d'aria fresca e pura che scende dai ghiacciai e solleva con sé, impalpabile, il profumo delle foreste di pini e (lei prati in fiore . Così inteso, l'Oratorio afferra e interessa tutto il ragazzo e, andando incontro alle sue necessità e alle sue aspirazioni, lo porta a vivere cristianamente . « Solo in questo modo - dice Don Bosco si può fare del bene radicale a un paese » . Frequentando l'Oratorio, il giovinetto si farà più buono, crescerà sano e si arricchirà di tutte quelle virtù, individuali e sociali, che formano l'incanto di ogni piccolo inquilino di questa meravigliosa in Thailandia " città giovanile ' . " Voglio passare inosservata " LA SERVA Di DIO SUOR TERESA VALSÈ-PANTELLINI NEL CINQUANTENARIO DELLA SUA MORTE Umile per elezione Cinquant'anni fa una giovane Figlia di Maria Ausiliatrice richiesta sul letto di morte quale fosse stato il programma della sua vita, aveva svelato timidamente l'intimo segreto con queste parole «31i sono proposta di passare inosservata» . La giovane Suora è la Serva di Dio Suor Teresa Valsé-Pantellini spirata santamente in Torino il 3 settembre 1907 : fedele al suo programma cercò il nascondimento e l'oblio, ma non riuscì a rimanere inosservata, perchè la rivelò il profumo della sua virtù ; oggi, dopo cinquant'anni, il suo nome è ricordato in un preludio di gloria . L'umiltà amata e voluta fu la . sua luce : umiltà evangelica, che ella fece sua distogliendo occhio e cuore da quanto il mondo le offriva e poteva offrirle . Non umili, infatti, i natali in Milano, il 10 ottobre 1878 ; la famiglia del Comm . Giuseppe Valsè-Pantellini era assai distinta per censo e per tratto . Crebbe in un ambiente di agiatezza, sebbene non di mondanità, per lo spirito cristiano di cui era pervaso . Ebbe una natura ardente, energica, impetuosa, che sembrava fatta per dominare . Nè fu priva di belle doti d'intelligenza viva e pronta, affinata dall'educazione accuratissima ricevuta in famiglia e in Collegio : aveva una spiccata, inclinazione alla musica, alla poesia, alla pittura ; e molta facilità per lo studio delle lingue, favorita anche dai frequenti viaggi all'estero . Non le mancava nulla, quindi, per affermarsi e brillare nella cerchia della società dove il Signore l'aveva posta . Ma Dio prese presto possesso assoluto della sua anima : il tenero affetto del babbo, uomo di grande fede, l'esigente severità della mamma, donna di nobilissimo sentire, l'amorosa cura della pia nonna, l'andarono formando fin dall'infanzia al santo timor di Dio, all'amore delle cose celesti, alla pratica della preghiera . E il dolore, per la precoce morte del babbo, non tardò a farle sentire la caducità delle gioie terrene e l'aspirazione alle eterne . . . » Ormai non potrò più essere felice . . . » - scriveva appena dodicenne al fratello - . . . in certi momenti sento internamente una smania incomprensibile ; mi pare di non poter più vivere; allora alzo gli occhi al Cielo . . . » . Quello sguardo levato in alto non si abbasserà più . Di lì a pochi mesi nel Collegio di Poggio Imperiale a Firenze riceve la sua prima Cornu- pione e nel fervore del desiderato incontro con Gesù si dona interamente a Lui col voto di verginità, che ne segna irrevocabilmente la via di distacco e d'amore per sempre . Obbedientissima alla mamma, piena di premurosa bontà verso il fratello maggiore e la sorellina, è attenta a ogni dovere, aperta a tutte le esigenze familiari, ma vigile nel custodire intatto il suo amore per Dio . A Roma, dove la famiglia s'è trasferita da Firenze, non rifiuta, per accondiscendere al volere della mamma, di recarsi aa teatro ; ma nello spartito dell'Opera chiude un libretto devoto, e per tutto il tempo del trattenimento non distoglie sguardo e pensiero dalla meditazione . . . Nella principesca Villa di Rufina, scompare all'alba per correre alla Messa e alla Comunione in Parrocchia, con qualsiasi tempo, e ritornare in fretta, prima che i familiari si alzino . S'intrattiene amabilmente con le persone di servizio, le aiuta, fa loro il Catechismo, recita insieme ad esse ogni giorno il S . Rosario . S'interessa dei poveri, dei malati : li visita, li soccorre e li conforta coi pensieri di fede di cui è pieno il suo cuore . A vent'anni, nel fiorire della giovinezza, qualche sguardo si posa su di lei ; ma la risposta è pronta e decisa ; la scelta è ormai fatta : quella della prima Comunione . È fatta anche la scelta della Famiglia Religiosa, dove vivere la propria consacrazione : l'Istituto , delle Figlie di Maria Ausiliatrice . Il futuro Mons . Marenco dopo averla esaminata, dirà non sembrarle la sua una vocazione comune 323 Assolti, con la morte della mamma, i suoi doveri d'assistenza filiale, e provvisto prudentemente alla sorella minore, tronca energicamente ogni filo che tenta di trattenerla ancora e va dove il Signore la chiama . "Dammi anime" Il 2 febbraio 1901, sotto gli auspici della Vergine SS ., fa il suo ingresso tra le Figlie di Maria Ausiliatrice a Roma, dove il 29 settembre dello stesso anno veste l'Abito religioso . E subito cerca di nascondersi e quasi di scomparire nella linea eguale della vita comune . Verso la fine del Noviziato, lì al Bosco Parrasio • in Via della Lungara, dove la Casa viene, poi trasferita, inizia anche il suo tirocinio pratico d'apostolato oratoriano tra le irrequiete fanciulle trasteverine . Quante ne inventano e ne combinano quelle care oratoriane per mettere a prova la virtù della loro giovane Assistente! Certe domeniche sono proprio di battaglia ; ma Sr . Teresa non si sgomenta e si dà e si prodiga con una dedizione che non conosce misura . Catechismo, scuola (li canto, giochi, teatrino . . . e soprattutto e sempre carità benigna e paziente, che tutto sopporta • tutto spera . . . Ecco, un giorno, dopo aver tanto sudato per preparare un canto d'omaggio per la visita di Don Rua, sul più bello, certe risatine all'attacco provocano una stonatura generale, così da finire in un sonoro fiasco . . . La povera maestra di musica deve smettere di suonare, tra i bisbigli • la stizza delle canterine . Ma il Servo di Dio col suo sguardo di santo, chiede chi sia la giovane Suora seduta al pianoforte, e dice : «Deve possedere già un bel fondo di virtù per aver saputo mantenere il pieno dominio di sè in mezzo a una confusione che avrebbe sconvolto lo spirito piìrù calmo » . Un'altra volta, in una festa in teatrino, pre . sente lo stesso Cardinal Vicario fra una cerchia d'invitati, al primo squillo della fanfara dei bersaglieri che stanno sfilando nella via sottostante, d'un balzo come elettrizzate da quelle note, le oratoriane s'alzano dai loro posti e scappano alle finestre, seguite dalle compagne del canto e dalle stesse attrici . . . Presso il palcoscenico deserto, rimane solo Sr . Teresa seduta al pianoforte, rossa in viso, ma calma . . . A chi le chiede poi se non si fosse irritata, risponde : «Oh, sì! . . . ma ho pensato a ciò che Don Bosco avrebbe fatto in simile circostanza e mi sono calmata . . . Sono povere ragazze, bisogna che le computiamo e le aiutiamo . . . » . Sa, mantenersi paziente e amorevole anche dinanzi all'atto villano d'una giovanetta incoY3rita che giunge al punto di sputarle in viso . . . Ed è proprio l'eroica risposta di bontà di Sr . Teresa, che conquista e trasforma la fanciulla, come deporrà ella stessa, divenuta poi ottima madre di famiglia, al Processo informativo . Nè si prodiga solo all'Oratorio, ma anche al Patronato : un'opera d'assistenza, sociale aperta 32 1 per offrire a quelle medesime giovani trasteverine la possibilità di guadagnarsi il pane nel laboratorio, e nell'annessa lavanderia e stireria . Sr . Teresa è l'anima di tutto : cerca il lavoro, divide e annota la, biancheria da lavare . .. . tiene la contabilità, vegliando magari fino a tardi . . . S'industria per far accettare al laboratorio chi non ne sarebbe meritevole . . . aiuta, consiglia, incoraggia . . . Visita. le ammalate, ed estende l'azione benefica della sua carità anche nelle famiglie strette dal bisogno, avvelenate dalla campagna socialista, e alcune conquistate dalla propaganda protestante . A sera deve essere stanca da non poterne più ; ma non vi bada e prosegue nel suo generoso dono d'amore, pensando ad altre conquiste d'anime, mentre rinnova la propria domanda missionaria che dovrebbe coronare il suo anelito, espresso già prima d'entrare nell'Istituto : « dare il sangue e la vita per Nostro Signore ; ecco la cosa più bella e desiderabile . . . » . L'attende invece la missione della sofferenza . "Posso ancora amare e soffrire . . ." Assai presto la salute già delicata comincia a declinare rapidamente . . . Cure, riposo, cambiamento d'aria sembrano rimetterla un po' ; ma per poco, chè il male insidioso riprende, senza ormai speranza di guarigione. La giovane Suora però non si abbatte, non rimpiange l'apostolato precocemente interrotto, ma rimane amorosamente abbandonata al volere divino . E quando deve dare l'ultimo addio alla Casa di Roma, per l'infermeria di Torino, anche se il distacco è sentito nel lasciare per sempre le sue inconsolabili trasteverine, parte serena . « Non sono più capace a nulla - scrive - ma posso ancora amare e soffrire . . . per Gesù! » . E continua a vivere in amorosa. offerta il da mihi animas . . . Si vorrebbe salvare a qualunque costo la preziosa vita e si affida a Don Bosco l'implorata grazia della guarigione . Il buon Padre proprio alla vigilia della sua Venerabilità, il 23 luglio 1907, le compare sorridente vicino al letto, come in attesa . . . L'ammalata appena lo vede, dice subito : « Don Bosco, non sono io che voglio g uarire. m a Sr. Lenci, nella camera di là . . . » . Don Bosco si ritira e va presso l'altra Suora, inferma da dieci anni, che, vedutolo, si trova guarita all'istante . A Sr . Teresa rimane il sorriso di Don Bosco, quasi promessa di un altro incontro . Lo rivede infatti al mattino del 3 settembre successivo, e non più solo . . . «Gesù mi chiama - dice - Gesù, Diaria Ausiliatrice, Don Bosco . . . oh! che bellezza! . . . Sono là . . . » . « Mi chiamano . . . mi chiamano . . . Vengo!» . Questa la sua fine terrena, in una luce di Cielo, alle 7 del mattino, l'ora precisa da lei preannunciata . Non toccava ancora i 29 anni . una et~ ~rnd~FItArdd~ D~ Corso di preparazione per Cooperatrici Catechiste Segnaliamo la seguente iniziativa : A Napoli-Vomero, dall'i i marzo u . s . fino al 31 maggio, si ebbe un corso di preparazione per Cooperatrici-catechiste . Le partecipanti seguirono con impegno, fedeltà e vivo interesse la serie di lezioni svolte da alcuni specialisti in materia . furono una quarantina e Avrebbe voluto essere Cooperatore,, . a nove anni Il giorno dell'Epifania, a Nave (Brescia), volava al cielo un angioletto di bontà : Giovanni Bussacchini . Il Signore lo volle provare con una dolorosissima malattia . Non voleva che la mamma piangesse, perchè « altrimenti avrebbe perduto tutti i meriti» . Alcuni mesi prima di morire, conscio ormai della sua fine non lontana, se qualche compagno di gioco piangeva per essersi fatto male, gli diceva amabilmente : « Io che devo morire non piango, e tu ti lamenti per così poco?» Le trattazioni vertevano su argomenti di Dogma (come la Rivelazione, la Chiesa, l'Unità e Trinità di Dio, la Creazione, la Redenzione, la Grazia e la SS . Vergine) su rapidi cenni sintetici di Storia Ecclesiastica, su informazioni e spunti di cultura catechetica e su questioni di Morale . Offrì le sue sofferenze per la Società Salesiana e in special modo per i nostri chierici dello Studentato Filosofico di Nave Di volta in volta venivano rilasciate delle dispense, con le quali le iscritte al Corso prepararono l'esame conclusivo del 24 giugno, per il rilascio di un diploma abilitante all'insegnamento del Catechismo . L'Ausiliatrice gli sorrideva in capo al letto ; Domenico Savio era il suo caro amico . Nelle ultime feste natalizie . avendo ricevuto alcuni regali, espresse il desiderio che _fossero inviate 5C0 lire al nostro Rettor Maggiore, perchè - diceva : - « Anch'io voglio essere Cooperatore salesiano » Alcune, impegnate altrove, preferirono rimandare l'abilitazione in secondo appello, che avrà luogo nella prossima stagione autunnale . Era delicatissimo nel suo affetto ai genitori . Alla mamma diceva che dal paradiso le avrebbe mandato due angeli ad aiutarla nel disbrigo delle sue faccende domestiche . Al babbo obbligato, a scendere a Brescia per il lavoro notturno, prometteva che sarebbe venuto a scaldarlo durant? il viaggio C OMM dal 17 al 20 settembre si svolgerà il Convegno annuale dei Delegati Ispettoriali dei Cooperatori Salesiani di Europa . CZ E in programma la trattazione di argomenti pratici e interessanti per la vita dell'Unione e per l'incremento delle varie attività. Rivolgiamo l'invito ai nostri Cooperatori perché ogliano accompagnare con le loro preghiere i lavori del Convegno . 325 La grande gloria di Bilancio di inizia lile in Francia Diamo un breve resoconto del fervore di opere e manifestazioni che si ebbero in Francia, in occasione del centenario della morte di S . Domenico Savio, • La rivista Fétes et Saisons pubblicò un numero illustrato in rotocalco su Domenico Savio e ne fece una tiratura che toccò la cifra sbalorditiva di 200 .000 copie . • Mille e trecento scuole di Francia parteciparono al Concorso nazionale di enigmistica su Domenico Savio . Furono distribuiti ioo .ooo fogli che contenevano le scene più notevoli della vita di Domenico . I correttori della giuria furono impegnati a esaminare 43 .112 risposte . Vincitore del viaggio all'estero Torino-Roma fu un ragazzo di 9 anni e mezzo, Claudio Giraud della città di Nantes . • In tre spedizioni furono distribuiti in Francia 30 .000 affissi murali e inviate circolari a 23 .640 parroci . • li martedì 5 marzo ci fu la registrazione su disco, a Parigi, della Cantata a Domenico Savio di Darcy, da parte di 250 piccoli cantori di Don Bosco . • Cinquanta settimanali di provincia pubblicarono brillanti articoli sul piccolo Santo . Nel paese di Gesù adolescente Nazaret, patria di Gesù Adolescente, festeggiò con la maggior solennità possibile S . Domenico Savio, patrono di tutti gli adolescenti cristiani . Anzitutto le scuole femminili confezionarono migliaia di fiori di carta, con cui venne inghirlandata la basilica della città . Il programma comportava due giornate per i fanciulli : il giovedì per i ragazzi e il venerdì per le fanciulle . Tutte le scuole cittadine inviarono una grossa rappresentanza, tanto che la basilica si dimostrò insufficiente a contenere la folla giovanile . Il giovedì, la messa fu celebrata in rito maronita dal padre Abdallah, parroco di Nazaret ; e il venerdì, in rito melchita da parte di mons . Basileos, etnarca di Galilea. Ogni pomeriggio le scuole, a turno, furono invitate ad assistere a una proiezione di filmine su Domenico Savio, con dialoghi e musiche adattate alla lingua del luogo . La grande festa si svolse in giorno di sabato, che è giorno festivo nel calendario della repubblica di Israele . Nel corso di un brindisi, a cui parteciparono tutti i nostri più importanti amici e gli organizzatori della festa, un ex allievo riassunse con queste parole la situazione particolare della gioventù di Nazaret: « Questa nostra cittadina an3 26 cora alcuni anni fa viveva alla stessa stregua di molti secoli or sono . Eccola adesso improvvisamente inserita in un mondo nuovo . Possano i nostri giovani seguire l'esempio di Domenico e restare fedeli a Cristo, nonostante la pressione formidabile dell'ambiente paganeggiante » . Emuli dl Domenico Nell'isola di Santo Domingo, la perla delle Antille, moriva il 2 gennaio u . s . nell'aspirantato salesiano di Jarabacoa, il quindicenne Fausto Hernandez, alunno del terzo corso di latino . La morte lo fermò col sorriso sulle labbra esangui . Aveva formulato e praticato propositi di santità che gareggiano con quelli di Domenico Savio . Eccoli : « Non essere un vile, se non vuoi perdere il Paradiso» . « Sarò un santo aspirante per essere un santo sacerdote salesiano » . « Maria, nacqui per Te, vivo per Te e morirò per unirmi a Te » . S 1J.oos~ríica S~ Era nato il 27 novembre 1 94 1 . Fu un socio attivissimo della Compagnia del SS . Sacramento e apostolo di bene tra i compagni . La gente quando lo vedeva in chiesa pregare con tanta devozione si chiedeva meravigliata chi fosse quell'ammirabile giovinetto . Di lui si stanno raccogliendo le memorie e le testimonianze per comporne una utile biografia . Il 6 gennaio di quest'anno moriva alla « Gratitud Nacional » di Santiago del Cile il giovane Alfredo Cortés Vilches, allievo salesiano del terzo anno di elettromeccanica . Nel leggere la vita di Domenico Savio era ri- S . E . Mons . Carlo De Ferrari, Arcivescovo d, Trento, nella solenne consacrazione degli adolescenti della Diocesi a S. Domenico Savio, compose questa bella preghiera, che genitori ed educatori potranno far recitare con frutto ai loro fbgliuoli e discepoli . Gli adolescenti a San Domenico Savio O glorioso San Domenico, noi giovinetti adolescenti ci poniamo oggi sotto la Tua speciale protezione e Ti eleggiamo nostro modello, affinchè in quella età in cui Tu raggiungesti l'eroismo delle cristiane virtù, facendoli santo, noi superiamo felicemente le difficoltà e le lotte di questo delicato periodo della nostra vita, Fa che alla Tua scuola e per la Tua potente intercessione, noi apprendiamo a custodire il dono inestimabile della Fede e con essa il candore della nostra anima, onde abbiamo da conservare ad ogni costo il tesoro preziosissimo della Grazia Santificante che ci rende tabernacoli viventi della S S .m a Trinità, fendici e aiutaci a conservarci buoni, affinchè dopo averli imitato fedelmente in terra, possiamo un giorno esserTi compagni in Cielo, così sia masto colpito dalla perfezione raggiunta da un ragazzo della sua età . Volle imitarlo, santificando le sue giornate fin nei minimi particolari e aiutando Gesù a salvare anime, specialmente quelle dei suoi cari di famiglia e dei suoi compagni . Fu questa l'idea-luce dei suoi anni di collegio e l'offerta finale della sua vita . Sereno e allegro, pio e diligente, irradiava tale bontà, che bastava la sua presenza perché le conversazioni salissero di tono e di giovialità . Tutti lo cercavano e lo amavano, nel gioco e nei passeggi . Lo stroncò una leucemia acuta, durata alcuni mesi . La notte dell'ultimo Natale ebbe la gioia di ricevere il Signore nella Santa Comunione insieme a tutta la sua famiglia . Il 6 gennaio volava tra gli angeli ; e al salesiano che l'assisteva fece un cenno di addio e un sorriso di letizia mentre spiccava il volo per il Paradiso .' 3 27 r- ~ l~~U(JO Nel Regolamento dei Cooperatori si dice che in un giorno del mese (l'ultimo di ciascun mese, o in un altro giorno di maggior comodità) i Cooperatori faranno l'Esercizio della Buona Morte " confessandosi e comunicandosi, come se realmente fosse l'ultimo della vita " . E proprio necessario accostarsi ai Sacramenti in quel giorno per ottemperare al Regolamento? C . SANNINO - Napoli ì<" necessario accostarsi ai Sacramenti con le disposizioni indicate per fare l'Esercizio della Buona Morte ; perchè l'Esercizio della Buona Morte consiste essenzialmente nel confessarsi e comunicarsi con le disposizioni indicate, cioè come se confessione e comunione fossero le ultime della vita . Quanto a farlo in un giorno anzichè in un altro è indifferente . Un Cooperatore, una Cooperatrice possono benissimo accostarsi ai Sacramenti, con le disposizioni indicate, in un giorno diverso da quello in cui il Centro a cui essi appartengono fa collettivamente le pratiche fissate . (hwidi: assistere alla Conferenza mensile ed alle altre pratiche collettive, e rimandare la Confessione e la Comunione in altro giorno . Ma bisogna notare che l'Esercizio della Buona Morte consiste proprio nel fare la Confessione e la Comunione come se fossero le ultime della vita . Le altre pratiche sono aiuto e complemento . Perciò chi rimanda ad altro giorno la Confessione e la Comunione con le suddette disposizioni, fa il vero e proprio Esercizio della Buona Morte solo allora, anche se partecipa in altro giorno alle pratiche collettive . Permette che faccia un appunto : ho sentito dire da alcuni miei amici che i Salesiani hanno un magnifico sistema educativo, con un solo difetto, però : di non istruire a sufficienza i giovani nel campo della purezza. Dott. G. RstIN - Roma I,e risponderò con le parole di Don Filippo Rinaldi, che conobbe personalmente Don Bosco e ne fu poi il terzo successore nel governo della Società da lui fondata . In una conferenza ai chierici-teologi a Foglizzo egli si espresse in questa maniera chiara e definitiva : « Debbo farvi una confidenza . Ci fu un tempo in cui io, pur conoscendo e rispettando il sistema di Don Bosco, pensai che forse egli aveva avuto in materia troppa delicatezza e fosse stato troppo rigido . . . Mi misi perciò a leggere molto, vorrei dire tutte le opere in argomento, ma alla fine, con la riflessione e l'esperienza di lunghi anni dovetti tornare al punto di partenza e ammettere che '3 2 8 Don Bosco aveva proprio ragione e che il suo sistema era il migliore . Poichè lo svelare ai giovani queste cose è, in ultima analisi, più un male che un berle . L'ignoranza è un'ombra che preserva dal male, mentre il conoscere è un eccitamento che risveglia la curiosità e la fantasia e attira verso il peccato . Ì; vero che, soprattutto oggi, quest'ignoranza non può durare molto . Sì, è vero. . . Bisogna seguire il giovane, studiarlo nei suoi minimi moti, dare a tempo opportuno, ma non prima, l'istruzione necessaria e sufficiente . Il giorno in cui il giovane farà una domanda semplice o anche un po' maliziosetta, abbiamo noi una parola più semplice ancora, con arte finissima e con somma prudenza, in modo da togliere ogni curiosità . Alcuni dicono : bisogna fare delle conferenze. Per carità! Non si parli mai di queste cose in pubblico » . E Don Rinaldi conchiudeva con queste precise parole : , « Dopo tante letture e riflessioni, dopo aver messo queste nozioni al contatto dell'esperienza, io ho trovato che per la preparazione dei giovani alla vita, nessuno mi aveva dato tanto quanto mi aveva dato Don Bosco . Preoccupare i giovani con i giochi, con le feste, con la musica, tenerli occupati e divertiti, esaltarli ed entusiasmarli al bene; dare loro cibi nutrienti e sani ; infondere in essi l'amore allo studio e impegnarli con ideali nobili e grandi ; immergerli in un clima di pietà e di amore alla Madonna ; incitarli alla frequenza dei Sacramenti : questi sono i mezzi infallibili che li temprano alla vita di domani e fanno loro passare, quasi senza accorgersene, il periodo burrascoso e critico dell'adolescenza » . Mi chiarisca una curiosità : in questi anni si sente e si è sentito tanto parlare della divozione al Cuore Immacolato di Maria . Ebbene, vorrei chiedere se Don Bosco, che è stato un infaticabile devoto della Vergine, conosceva questa devozione . RINA CARRARO - Venezia Posso rispondere di sì . In quel libriccino che è la vita di Domenico Savio, scritta da Don Bosco, si leggono queste magnifiche parole : « Domenico aveva una devozione speciale all'Immacolato Cuore di Maria. Tutte le volte che recavasi in chiesa andava davanti all'altare di lei per pregarla ad ottenergli la grazia di conservare il suo cuore sempre lontano da ogni affetto impuro . Maria, diceva, io voglio essere sempre vostro figliuolo : ottenetemi di morire prima che io commetta un peccato contrario alla virtù della modestia » . Don Bosco anzi scrisse un apposito libretto delle Letture Cattoliche per spiegare al popolo in che consista la devozione del sabato in onore del Cuore Immacolato di Maria e vi dette delle norme e dei suggerimenti che rivelano il suo profondo attaccamento e affetto a questa bellissima pratica . Che la divozione al Cuore di Maria fosse una delle più care a Doli Bosco, è prova il fatto che nella chiesa di Maria Ausiliatrice quale fu dapprincipio, il primo altare a sinistra, entrando, era dedicato al Sacro Cuore di Maria . DON ZItUIIOTT1 Acquazzone, entusiasmo e altre cose ... cali e massoniche ha portato una vera desolazione ; ora il lavoro di ricostruzione non è meno arduo e difficile di quello che si svolge nelle missioni . Di ritorno a Manta, il Rettor Maggiore, dopo la celebrazione della S . Messa nel cortile dell'istituto, benedice la prima pietra della erigenda chiesa parrocchiale . In cortile ha luogo l'omaggio dei cooperatori al sig . Don Ziggiotti con una manifestazione presieduta da S . E . il Vescovo di Portoviejo e dalle autorità locali. Vengono distribuiti i diplomi e si costituisce ufficialmente la pia Associazione . Un ex allievo - nel suo discorso ai presenti - pronuncia parole di profonda riconoscenza ai Salesiani, che tanto bene hanno seminato nella regione . Il zo maggio si lascia Manta e a bordo di un piccolo apparecchio ci portiamo a Guayaquil . Si naviga sopra una zona collinosa, verdissima, di smeraldo come il nostro Monferrato . Verso la costa il terreno digrada lentamente fino a diventare pianura, lungo la quale scorre lento e maestoso il fiume che bagna la città di Guayaquil, formandone il porto . Da questa città si prosegue, con un aereo della Panagra, alla volta di Cuenca, accompagnati da S . E . Mons . Comin . Nella giornata del 16 maggio il sig . Don Ziggiotti si reca nuovamente tra i nostri studenti di filosofia del « Giron » . In serata si congeda dal Cardinale e dal Presidente della Repubblica, facendo pure visita alla sua buona madre, nostra grande ammiratrice . Al mattino del 17 maggio eccoci nuovamente in viaggio per Manta, sulla costa del Pacifico . Il cielo è limpidissimo, azzurro come il fiore della genziana ; l'aereo sorvola le vette gigantesche e bianche di neve della Cordigliera andina e del Chimboraso . Poi una fitta cortina di nubi ci sommerge fino all'aeroporto di Manta . Il collegio salesiano si trova nella parte più povera, abitata da pescatori . Le case poggiano su palafitte ed hanno pareti formate da canna di bambù . Il ricevimento al Rettor Maggiore viene molestato (la un improvviso acquazzone, che però non riesce a smorzare l'entusiasmo dei giovani e della popolazione . In serata il municipio di Manta rende gli onori all'Ospite consegnandogli una chiave simbolica della città . Al mattino del 18 maggio si parte in auto per Rocafuerte, cittadina distante circa sessanta chilometri da Manta e sede di una casa salesiana con chiesa parrocchiale . Tutta la popolazione è in festa . In municipio le autorità manifestano la loro incondizionata adesione al lavoro dei Figli di Don Bosco . Nell'accademia - decorata dalla presenza di S . E . il Vescovo di Portoviejo - un rappresentante del sindacato operaio offre al Rettor Maggiore un cappello di paglia, chiamato comunemente « panama », la cui produzione è propria di questa regione . Manta e Rocafuerte si trovano nella provincia di Manabì, che è una delle più bisognose di assistenza spirituale, poiché la mancanza di sacerdoti doQUITO - Il Presidente della Repubblica vuta alle persecuzioni anticlerimente la profonda riconoscenza dei suo Equatoriana interpreta ufficialpopolo verso l'Opera Salesiana . '3 2 9 QUITO - Uno dei più popolosi quartieri della capitale esprime il suo benvenuto al Rettor Maggiore con una suggestiva messinscena folcloristica . Nella `l conca " primaverile Cuenca, come dice il nome, giace in una conca dell'altipiano andino e gode di un clima costantemente primaverile . È una città salesiana, punto di partenza per le nostre Missioni dell'Oriente, che si raggiungono con due o tre giorni di cammino a cavallo . Ora però i servizi aerei toccano già i centri di Sucra, Macas e Gualaquiza . A Cuenca si trova il maggior complesso delle nostre opere in Equatore, -e cioè un santuario a Maria Ausiliatrice frequentatissimo, l'aspirantato salesiano, una scuola di arti e mestieri, una scuola gratuita elementare per oltre I5oo alunni ; una scuola agricola nella vicina Yanuncay ed infine il noviziato . Le Figlie di Maria Ausiliatrice tengono aperta una fiorente scuola normale, un pensionato e un noviziato . Figura caratteristica di missionario, di sacerdote intra- A RIOBAMBA sfilano dinanzi al palco d'onore tutte le organizzazioni giovanili della città . Ecco le giovinette tamburine . 330 prendente e zelantizzimo, è il nostro Don Carlo Crespi, a cui si devono tutte le costruzioni e le opere salesiane della città . L'accoglienza di Cuenca è plebiscitaria . All'aereoporto sono presenti tutte le autorità con S . E. Mons . Emanuel Serrano Abad, Arcivescovo . Lungo le vie che conducono alla nostra Casa centrale delle Missioni sono schierati collegi e scuole cittadine . Nel cortile dell'Aspirantato si svolge una manifestazione di « benvenuto » coronata dalle parole dell'Arcivescovo e del Rettor Maggiore . Sua Eccellenza, prima di essere elevato alla dignità episcopale, era Decurione dei Cooperatori di Cuenca e negli anni di sua . giovinezza aveva fatto domanda di appartenere alla nostra Famiglia religiosa, ma gli era stato risposto che avrebbe aiutato i Figli di Don Bosco tra le file del Clero secolare . . Presente al ricevimento è anche una delegazione di Sig-Sig, sede di una nostra opera . Nella giornata del 21 maggio il sig. Don Ziggiotti, dopo aver celebrata la S . Messa nel santuario di Maria Ausiliatrice, benedice le nuove macchine nel laboratorio dei meccanici e visita l'opera di P . Crespi, impartendo la benedizione ai suoi r5oo frugoletti . In serata viene offerta al Visitatore una solenne tornata accademica nel salone teatro dell'Università . Esordisce l'Alcalde, che gli offre il decreto di cittadinanza d'onore e gli porge le chiavi della città . Segue un discorso della vice-presidente delle Patronesse e quindi si alza il Direttore dell'Educazione, che pronuncia entusiastiche parole sul sistema educativo salesiano, il più evangelico, il più moderno ed il più completo per la formazione integrale della gioventù . Il coro dei nostri aspiranti si fa onore con l'esecuzione di alcuni canti . Il 22 maggio è dedicato alla visita del Noviziato e della Scuola Agricola di Yunancay. Essa si trova a breve di- stanza da Cuenca, in una zona amena, ai piedi di una montagna . La mattinata del 23 maggio è riservata alla visita della Scuola Normale delle Figlie di Maria Ausiliatrice e al loro Noviziato . Nel pomeriggio il Rettor Maggiore accondiscende ai desideri del nostro Vescovo Mons . Comin e con lui si reca a ispezionare una proprietà offerta al Vicariato da una generosa benefattrice, testè defunta . La festa di Maria Ausiliatrice del 24 maggio viene celebrata con grande solennità nel cortile dell'Aspirantato . Attorno all'Arcivescovo celebrante si trovano i nostri due Vescovi salesiani, il Rettor Maggiore e l'Alcalde . Assistono migliaia di persone, tra cui molti indi che spiccano avvolti nel poncho rosso . Vi sono pure una decina di Kivaretti di Limon, battezzati in mattinata dal sig. Don Ziggiotti, e ora devotamente inginocchiati per ricevere la prima Santa Comunione . Durante la funzione il Rettor Maggiore impone uno scettro d'oro alla statua dell'Ausiliatrice e accompagna la cerimonia con brevi parole . A Guayaquil, città in espansione Il 25 maggio, dato un saluto ai giovani, si va all'aereoporto . Commovente è il congedo ; non ci si vorrebbe più staccare dal Rettor Maggiore . Un'ora di volo e si scende a Guayaquil, sulle rive del fiume Guayas, ultima meta delle visite in Equatore . La città è ora la più grande della Repubblica, in continua espansione, grazie alle sue industrie ed al porto, uno dei più attivi del Pacifico . Naturalmente il ricevimento al Quinto Successore di Don Bosco non può essere che grandioso, dato pure il carattere espansivo e gioviale della popolazione . L'Arcivescovo col suo Vescovo Ausiliare, il Governatore, il Comandante militare ed altre autorità sono presenti all'arrivo . Il Rettor Maggiore passa tra una lunga siepe acclamante di allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice e poi solo su un'auto scoperta, seguito da una colonna di trecento macchine . Giunti alla piazza della Rotonda, davanti al molo, depone una corona di fiori al monumento dei Liberatori . Poi il corteo prosegue fino al nostro collegio « Cristobal Colon ». Questo istituto, che fino a pochi anni fa non era altro che una modesta costruzione in legno, è ora un superbo edificio in cemento armato con grande chiesa parrocchiale e un vasto cortile . Accoglie un migliaio di studenti delle scuole elementari e medie . Nelle domeniche si gremisce di i5oo oratoriani . Accanto sorge la scuola popolare «Don Bosco» per ragazzi poveri . Il cortile nei giorni festivi si trasforma in oratorio femminile con 50o ragazze maternamente assistite dalle Figlie di Maria Ausiliatrice . Nella città di Guayaquil fioriscono inoltre l'istituto salesiano « Santistevan », una scuola popolare al Barrio del Salado ; la scuola popolare « Domenico Savio », due collegi delle Figlie di Maria Ausiliatrice e due altre scuole popolari sorte per la beneficenza di generose cooperatrici . Anche queste opere si trasformano nelle domeniche in altrettanti oratori festivi popolati da migliaia di giovani e giovanette . Allievi ed allieve complessivamente toccano la cifra di 5500 . La domenica 26 maggio, dopo la celebrazione della S . Messa nella chiesa parrocchiale, ha luogo l'omaggio delle Cooperatrici e di un gruppo di Cooperatori . Il pomeriggio viene speso nella visita ai vari oratori salesiani della città e a quelli delle Figlie di Maria Ausiliatrice . L'ultimo addio Al mattino del 27 maggio il sig. Don Ziggiotti si reca in auto alla scuola agricola salesiana di Balzar, che dista un'ottantina di chilometri da Guayaquil . Si trova lungo le rive del fiume Daule, che bagna la nostra proprietà per oltre 12 chilometri . Il terreno produce riso, granoturco, banane, caffè, cacao ed altre piante tropicali : quando saranno sistemati i locali per un internato, la scuola potrà accogliere un grosso numero di allievi . Il 28 maggio visita il nostro collegio « Santistevan » che si trova al lato opposto dell'istituto « Cristobal Colon » . Celebrata la S . Messa nel cortile, confratelli e giovani lo intrattengono con una manifestazione di benvenuto a cui partecipa pure il Comitato di beneficenza, da cui dipende l'istituzione . Nel pomeriggio passa rapidamente a salutare gli allievi delle tre scuole popolari, formicolanti di gioventù povera, provvidenzialmente assistita ed educata dai nostri confratelli con l'aiuto di maestri esterni . Nella sera dello stesso giorno vi è il solenne conferimento di una medaglia al merito e del decreto di ospitalità d'onore nel grande salone del municipio di Guayaquil . Sono presenti le autorità cittadine, l'Arcivescovo col suo Ausiliare e Mons . Comin, più il Corpo Consolare, distinte personalità e largo concorso di cooperatori . Prendono la parola il Consigliere addetto all'educazione, una rappresentante delle cooperatrici ed un dottore nostro ex allievo . Conclude il Rettor Maggiore con parole di ringraziamento e di congedo, sottolineando le vaste possibilità di bene nella Repubblica Equatoriana . Il 29 maggio è dedicato alla riunione di tutti i Direttori dell'Ispettoria e nella serata il Rettor Maggiore celebra la S . Messa a un folto gruppo di ex allievi della città . Il 30 maggio egli visita i due Istituti delle Figlie di Maria Ausiliatrice ; alle 5 pomeridiane benedice solennemente la prima pietra della nuova scuola « Maria Mazzarello » ed alle 20 siede a mensa con le autorità, cooperatori, ex allievi e amici dell'opera salesiana di Guayaquil . Alle 4 del giorno seguente, dopo un ultimo addio ai confratelli, l'aereo lo solleva per il grande volo verso il Brasile . 33 1 Om~ N» «Il Brasile si sente, ma non si vede ». Così disse l'allora cardinal Pacelli, nel 1934, quando per la prima volta mise piede nella sconfinata nazione sudamericana . Il Brasile infatti ha una superficie immensa : chilometri quadrati 8.513 .000. Paragonatelo all'Europa che conta 9 .460 .000 chilometri quadrati di superficie e una popolazione di oltre 5oo.ooo.ooo abitanti ; il Brasile invece tocca appena 61.500 .000 abitanti . È il paese classico dei contrasti ; estesissime foreste accanto a città tentacolari, irte di grattacieli ; ardori e fiamme di un clima equatoriale al nord e clima temperato e freddo, con nevicate annue al sud . Sei città contano più di mezzo milione di abitanti : Rio de Janeiro e San Paolo (3 .000.000 circa), Recife, Belo Horizonte, Porto Alegre e Salvador . È notorio che San Paolo M 4qfè* Primo incontro con il Brasile : il Rettor Maggiore scende la scaletta dell'aereo della compagnia di navigazione " Branif" . C'è nel suo volto un luminoso sorriso di amicizia e di gioia . da alcuni anni a questa parte è la città che più cresce nel mondo (dal 1991 al io gennaio di quest'anno la popolazione è salita di 871 .000 unità) . Il caffè, il cacao, lo zucchero e il cotone sono i prodotti del Brasile di maggior esportazione. Attualmente la nazione è in fase di sviluppo soprattutto nel settore industriale . I recentissimi altiforni di Volta Redonda, per esempio, lanciano già sul mercato quasi un milione annuo di tonnellate di acciaio . I Salesiani lavorano in Brasile fin dal 1883 . In 74 anni hanno costruito 201 case, dove operano 1184 salesiani e 1247 Figlie di Maria Ausiliatrice con più di 50.000 studenti, 26.400 oratoriani, decine di migliaia di cooperatori iscritti e di ex allievi tesserati . È un immenso fascio di bene che realizza alla lettera la profezia di D . Bosco del 1885 . LA TRAVERSATA DELLE ANDE Dopo tre ore di volo il Rettor Maggiore fa scalo a Lima, dove viene circondato da confratelli e giovani, che gli improvvisano una manifestazione di benvenuto in uno dei cortili dell'Istituto Salesiano di Avenida Brasil . Dovrebbe ripartire nella stessa mattinata, ma le cattive condizioni atmosferiche sulle Ande non lo permettono . Allora il sig. Don Ziggiotti approfitta dell'occasione per visitare le varie opere dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Lima e a Callao . Aspiranti e chierici della casa di formazione di Magdalena del Mar godono della sua compagnia, sia pure per breve tempo . Alla sera chiude il mese mariano nel Santuario di Maria Ausiliatrice, ove rivolge la parola alla comunità e ai fedeli . Alle 8 del i° giugno, su un apparecchio della « Braniff «, prosegue per il Brasile . In 3 32 sette ore si passa dall'Oceano Pacifico all'Atlantico : sotto gli occhi si stende una estesissima coltre di nubi . Poi sfolgora un sole luminoso sulle desolate catene andine ; luccicano i corsi d'acqua, incassati . fra orride gole . Sul vulcano Misti, i piloti si abbassano e girano l'apparecchio attorno al cratere della vetta . Sotto si stende la città di Arequipa . Più tardi appare un vastissimo specchio d'acqua, un lago liscio e pallido come un opale, circondato da frastagliate catene nevose . In una conca si adagia la capitale della Bolivia - La Paz col suo aereoporto più elevato "del mondo (4000 metri) . Poi il quadrimotore s'impenna e sfiora l'ardita e bianca cresta dell'Ilimani, che raggiunge i 7000 metri d'altezza . Monti e valli si avvicendano in linea decrescente per tutta la rotta sul cielo boliviano . Ed eccoci in Brasile : ben visibili sono le città di Corumbà e Campo Grande, le vaste zone pantanose del Mato Grosso ed il fiume Paranà che segna l'inizio dello stato di San Paolo . Durante lo scalo a San Paolo il Rettor Maggiore riceve il benvenuto di oltre duecento confratelli e delle Figlie di Maria Ausiliatrice . Un'altra ora di volo, ed eccoci sul cielo di Rio de Janeiro, fantasticamente illuminata sullo specchio dell'ampia baia Il ricevimento al venerato Visitatore ha solo carattere familiare ed intimo, poichè la sua visita all'Ispettoria di Rio avrà luogo dopo la metà di agosto . Tuttavia non mancano rappresentanti delle autorità civili ed un folto gruppo di confratelli con quattro Ispettori del Brasile e le L L . EE . Mons . Elvezio Gomes e Pietro Massa. Un messo del Presidente comunica al sig. Don Ziggiotti che egli è stato dichiarato Ospite Ufficiale della Repubblica . Tale comunicazione era stata inviata anche per telegramma a Quito, verso la fine di maggio. Una lunga colonna di macchine Passata la notte nella casa ispettoriale di Rua Zanchetta al Riachuelo, si prosegue il viaggio per il Brasile Nord e in 3 ore di volo si raggiunge Salvador, capoluogo dello stato di Bahia, quarta città della repubblica per popolazione . I Salesiani hanno un grande collegio con scuole professionali, medie e chiesa pubblica . All'aereoporto si trovano a ricevere il Rettor Maggiore Mons . Giovanni Resende Costa - Vescovo salesiano di Ilheus il Governatore ed il Prefetto (- Sindaco) della città con un gruppo di confratelli . I 50o giovani dell'istituto sono schierati lungo il viale d'ingresso, per rendere gli onori al Successore di Don Bosco . Dopo questo primo incontro, vien formato un lungo corteo di macchine che percorre i trenta chilometri di lungomare, separanti l'aereoporto dalla città . All'istituto salesiano, il rappresentante del Prefetto gli dà un solenne benvenuto a nome dell'intera popolazione . Nell'interno del collegio sono i nostri giovani ad accogliere gioiosamente il sig . Don Ziggiotti e nell'agape fraterna egli viene circondato da una corona di cooperatori ed ex allievi . Più tardi si reca ad ossequiare S . Eminenza il Card . Augusto Alvaro da Silva, di 8z anni, zelantissimo presule . Con Lui sono pure presenti il Vescovo Ausiliare ed il Vescovo Coadiutore - S . E . Mons . Mario de Miranda nostro affezionato ex allievo . Alla sera, nel salone teatro dell'Università, ha luogo un omaggio dei cooperatori, durante il quale prendono la parola le L L . E E . Mons . De Miranda e Mons . Costa, una professoressa e due rappresentanti del Governo e del municipio . Il 4 giugno si parte per Aracajú - capitale dello Stato di Sergipe - il più piccolo della Confederazione Brasiliana . Dall'aereoporto al collegio salesiano l'accoglienza è fastosa : lungo le vie della città sono schierati con la popolazione tutti i collegi e le scuole . Governatore e Sindaco si prodigano nel rendere gli onori all'illustre Ospite . La banda cittadina presta servizio lungo il tragitto e nelle varie manifestazioni successive . L'opera salesiana di Aracajú è costituita da una scuola per interni ed esterni, una chiesa pubblica assai frequentata e un oratorio festivo per i ragazzi poveri della zona . Nella Venezia del Brasile Da Aracajú si prosegue in volo per Recife, capoluogo dello Stato di Pernambuco e terza città del Brasile per popolazione e importanza, dopo Rio de Janeiro e San Paolo . È sede dell'Ispettoria salesiana « San Luigi », la più grande di tutte, avendo una superficie, da sola, di 5 .152 .342 chilometri quadrati, comprese le missioni del Rio Negro . Il nostro collegio di Recife accoglie un migliaio di giovani delle scuole elementari, medie, professionali e serali, ed ha pure un oratorio domenicale . Bella è la chiesa pubblica, il cui campanile svetta su tutta la città . All'arrivo del Rettor Maggiore sono presenti i rappresentanti delle autorità ecclesiastiche, civili e militari, che lo accompagnano fino alla casa Ai piedi del grandioso cippo che segna la linea equinoziale di Quito (parallelo o, o' o") il Rettor Maggiore ha un gesto di saluto. 333 A SUCUA, in piena zona missionaria, il Rettor Maggiore beve la " ciccia " (tipico liquore delle selve) . salesiana. Il corteo di macchine percorre il lungo viale sulla costa atlantica, poi entra nella parte antica della città, intersecata da fiumi e canali con numerosi ponti sì da meritarle il titolo di Venezia del Brasile . Nell'istituto salesiano il Rettor Maggiore riceve l'omaggio dei confratelli e allievi ; vi sono pure le Figlie di Maria Ausiliatrice con le loro novizie e rappresentanze del collegio . I giorni di Recife vengono spesi nella visita alle nostre opere, nei colloqui con i confratelli e negli ossequi alle autorità . Per i cooperatori vi e un programma musicale con discorsi nel teatro « Isabel » . Come sempre, il Rettor Maggiore chiude queste riunioni con parole di ringraziamento e un invito a collaborare nella formazione della gioventù . Nel pomeriggio dell'8 giugno si va in auto a Jaboatao, popolosa città operaia a 25 chilometri da Recife . Al margine dell'abitato si trova il nostro oratorio festivo « S . Giovanni Bosco », dove il Rettor Maggiore riceve un primo omaggio . Più oltre, in zona amena, tuffato tra il verde dei boschi, sorge il noviziato salesiano Sul greto del fiume Upano, mentre i vestiti si asciugano e si tirano a riva le canoe, il Rettor Maggiore guarda le acque vorticose . 334 con annesso aspirantato per giovani degli ultimi corsi elementari e prime classi ginnasiali . Sopra un enorme masso roccioso s'innalza una chiesa, dovuta allo zelo del confratello Don Antonio Velar, meta di pii pellegrinaggi, godendo essa dei privilegi annessi alla Basilica di S . Pietro . In questa oasi di pace il Rettor Maggiore trascorre la festa di Pentecoste, attorniato dagli aspiranti e novizi, cui non par vero di avere tra loro il Padre della Famiglia Salesiana . Per accontentare il desiderio dei cooperatori e amici nostri, vien dato un trattenimento in un teatro della città. Da Jaboatao si passa direttamente a Carpina, altro aspirantato per giovani più grandicelli, distante una sessantina di chilometri da Recife . Vi si perviene per ottima strada asfaltata . Coi numerosi partecipanti al ricevimento del Rettor Maggiore si trova pure il signor Giovanni Cavalcanti Petribù, donatore del terreno e grande amico dell'Opera salesiana . Ritornati a Recife, il giorno giugno si parte per tempissimo alla volta di Frei Caneca, percorrendo 156 chilometri, su un locomotore, offerto gentilmente dal governo. A destra e a sinistra della linea ferroviaria è tutta una coltivazione di canne da zucchero e una sfilata di zuccherifici, i quali hanno dato vita ad altrettante borgate di lavoratori e contadini . . A Frei Caneca abbiamo un ospizio per giovani poveri ed abbandonati, ai quali con la formazione religiosa e culturale vien pure insegnato un mestiere . La casa era dapprima un convento cappuccino ; sorge in posizione incantevole, circondata da valli e colline verdeggianti . Il proprietario del vicino zuccherificio fornisce generosamente acqua, energia elettrica e zucchero, sopperendo in parte alla scarsità dei sussidi della Società di Beneficenza che ci ha affidato l'opera . 12 2000 rappresentanti del grande complesso industriale F I AT, insieme ai dirigenti e al prof . Valletta si sono raccolti nella Basilica di Maria Ausiliatrice, domenica 7 luglio, per rendere grazie alla Vergine Santa 1~ì del felice esito del loro pellegrinaggio a Lourdes . Celebrò la Santa Messa Sua Em . il Card . Maurilio Fossati, Nella foto : sfilano in processione gli stendardi e i vessilli dei vari reparti (oltre cinquanta) Un monumento a Maria Ausiliatrice sopra la Cordigliera Orientale delle Ande Una cerimonia sommamente suggestiva, che lasciò un ricordo incancellabile in tutta la Colonia di Limon e nelle popolazioni montane di Gualaceo e Chordeleg, fu l'inaugurazione di un monumento a Maria Ausiliatrice sul punto più alto della strada che da Gualaceo porta alla Missione di Limon, precisamente sul confine tra le due province di Azuay e Morona-Santiago, nello spartiacque della Cordigliera Orientale delle Ande, a 4000 metri di altezza . In questo modo la Missione di Limon adempiva una promessa, che era anche debito di gratitudine alla Madonna per gli innumerevoli benefici accordati durante i vent'anni di questa Missione . Da Carrara si fece venire la statua di marmo bianco, di m . 1,30 di altezza . Indescrivibili i sacrifici e le difficoltà che si dovettero affrontare per la costruzione del basamento in pietra e cemento in un luogo così alto e freddo, con il conseguente difficile trasporto a spalle de materiali . Tutte queste difficoltà vennero superate dalla- fede e dalla devozione che questo popolo sano e semplice nutre verso Maria Ausiliatrice. Il giorno dell'inaugurazione, la medesima Vergine S S . si incaricò di dissipare le nebbie che costantemente avvolgono l'Alta Cordigliera, e sotto un cielo intensamente azzurro, non turbato da alcuna nuvola, sopra il fondo grigio scuro della Cordigliera, brillò fulgida come il sole la bianca immagine della. Vergine . Un centinaio di persone erano convenute da Limon e dai vicini paesi della Serra, Gualaceo e Chordeleg, per assistere alla S . Messa, celebrata per la prima volta a quell'altezza e alla benedizione della statua . Gradita coincidenza fu l'apparizione di un aereo a reazione delle Forze Armate della Repubblica nel preciso momento in cui la statua veniva: collocata, sul suo piedestallo . Esso do3,15 scrisse con la sua candida scia un arco di trionfo alla Regina delle altezze . Il fatto suscitò una profonda emozione in tutti gli astanti . Oggi la bianca immagine dell'Ausiliatrice campeggia maestosa, amabile e accogliente, signora incontrastata delle altezze, marmoreo anello di congiunzione tra la Serra e l'Oriente, porta ceteste del nostro Vicariato, baluardo di difesa contro gli assalti dei protestanti, speranza e rifugio per il viandanté che in quei posti freddi • sferzati dal vento implacabile della Cordigliera lotta molte volte con la morte, sostegno e difesa della nostra Missione e dei nostri Kivari . Progressi del Cattolicesimo nel Krishnagar Quando nel 1951 la diocesi fu ufficialmente divisa, rimasero affidati ai salesiani solamente tremila cattolici con le sole residenze di Krishnagar • Ranabondo . Ora i cattolici raggiungono il numero di seimila e si hanno 5 parrocchie ben organizzate con nuove chiese e nuove comunità di cattolici . Dappertutto fiorisce la pietà e regna la carità fra i cristiani, cosa che dà le migliori speranze per l'avvenire . Parecchi fratelli separati rientrano nel grembo della Chiesa, mentre nuovi centri di cattolici stanno fondandosi • affermandosi in vari villaggi della Diocesi . t: stata anche aperta una nuova residenza a Berhampore, dove si sono già stabiliti due Salesiani . I Cattolici sono pochi, ma per ora è l'unica chiesa in un distretto di quasi due milioni di abitanti . È stato anche aperto un oratorio che porta il nome di S . Domenico Savio . Questo Santo che nutriva tanto zelo per le Missioni farà certo la parte sua . È pure sorta una nuova chiesa a Debogram, un paese dove i Salesiani entrarono per la prima volta nel 1951 . Ora vi sono duecento cattolici. La loro prima cappella di paglia prese fuoco e non restarono che pochi mozziconi bruciati, ma il quadro di Maria Ausiliatrice rimase intatto ed ora occupa già un posto d'onore nella nuova chiesa . ~EYL1 4 Pellegrini al santuario di Bandel L'antico santuario di N . S . del Rosario di Bandel, riconosciuto come la « Chiesa Madre» di tutte le chiese dell'India Settentrionale per la sua antichità (1640) e per la fama della « Madonna del Buon Viaggio» ivi venerata, è mèta di numerosi pellegrini che vi accorrono da tutte le parti del Bengala, anzi dell'India, e persino dalla Birmania . Presso il santuario, che dal 1928 è officiato dai Salesiani, è sorta una scuola secondaria frequentata da 600 allievi e vi è pure una Casa di formazione salesiana per giovani aspiranti, che sono in numero di 120 . Anche le Figlie di Maria Ausiliatrice vi hanno aperto dal 1951 una rinomata scuola elementare inglese e bengalese e un ambulatorio dispensario farmaceutico, nel quale ogni anno passano decine di migliaia di ammalati . S . E . Mons . Egidio Vagnozzi, Nunzio Apostolico nelle Filippine, sotto la nuova statua di San Giovanni Bosco, insieme allo scultore prof. Francesco Monti . I Salesiani sono entrati recentemente anche nell'isola di Ceylon (Colombo), la roccaforte del buddismo . È di buon auspicio il fatto che uno dei più grandi apostoli dell'isola, Padre Felice Ber- geretti, che vi lavorò per undici anni alle dipendenze di Propaganda Fide, nel 1894 entrava nella Società Salesiana, dove per quindici anni diresse importanti opere di evangelizzazione con lo zelo dei più grandi figli di Don Bosco . 336 E55ÌCE GUADAGNANO MENTRE IMPARANO MONTERREY - La colonia «Paradiso» Le Catechesi si vanno moltiplicando ovunque per opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice : ve ne sono ben dieci in città, oltre il Catechismo quotidiano impartito ai piccoli giornalai ambulanti . Singolare l'inizio della decima Catechesi, dovuta allo zelo di un umile uomo del popolo, il quale vedendo la propaganda dei protestanti che stavano già guadagnando la colonia detta e Paradiso», aveva incominciato a radunare alcuni ragazzi in casa sua per far loro un po' di Catechismo ; ma . . . purtroppo non lo sapeva bene neppur lui . Quindi si rivolse per aiuto alle Suore . Esse raggiunsero in camion la colonia « Paradiso », che non s'accorda col nome, se non come augurio, nell'indescrivibile miseria materiale e morale in cui si trovava . Non avendo potuto oti nere l'uso Una Scuola che prepara le maestranze dell'industria Chi la fondò fa Don Mario Picchi nel 1946 ; e la creò proprio per i giovani che hanno, più o meno bene, finiti i loro studi primari . Quei ragazzi costituiscono un problema ; perchè non c'è lavoro disponibile per loro . Sono troppo giovani per essere assunti in fabbrica e troppo vecchi per continuare a divertirsi con i soliti svaghi e giochi di fanciulli ; d'altronde troppo poveri per accedere a scuole superiori, per cui facilmente cadono sotto l'influenza di element' torbidi che ne fanno facile preda Per aiutare questa gioventù a trovare un posto al sole, i Salesiani di Avellaneda (Argentina) hanno studiato e realizzato un progetto tagliato su misura . Hanno impiantato una scuola-officina che serve ai ragazzi per imparare un mestiere e per guadagnare un po' di soldi . Spiegava il Direttore : « Noi ci proponiamo di curare ed educare i ragazzi delle famiglie operaie . Il nostro scopo è di formare i futuri dirigenti della classe operaia, di prepararli per il lavoro industriale e possibilmente anche per la direzione delle fabbriche» . Sfortunatamente, molte delle macchine in dotazione al Centro sono vecchie di undici anni fa e mancano di pezzi di ricambio . E urgente rinnovare l'attrezzatura, in vista anche di un prossimo riconoscimento del governo . La scuola vende i manufatti e t macchinari costruiti dagli stessi ragazzi . Il ricavato vien diviso in parti uguali. Una parte va ai poveri, un'altra ai ragazzi e un terzo ai loro genitori . La parte che tocca ai ragazzi viene depositata in banca . Quando un giovane lascia il Centro ritira la Un canestro di mani, tese verso la palla, durante una partita di basket nel cortile di gioco dell'Aspirantato cinese di Shau-ki-wan (Hong-Kong), somma in deposito. Gli servirà almeno per finanziare i suoi primi mesi di lavoro saltuario. Altri progetti prevedono l'impianto di macchine mo- della scuola, fecero il Catechismo sulla strada, fissando come punto di richiamo il quadretto di Maria Ausiliatrice e di S . Giovanni Bosco appesi a un palo . Lì intorno, al richiamo di un campanello si radunarono i fanciulli, sedendosi per terra . Così si continua tuttora fra i 300 piccoli amici, valendosi dell'aiuto di un gruppetto di alunne catechiste, mentre altre due Suore visitano le famiglie e, adattandosi caso per caso, fanno un Catechismo spicciolo quanto mai efficace . derne e automatiche, in modo che l'alunno si familiarizzi con i tipi più usuali di una fabbrica di tessili . Con questi e altri modi si cerca di portar il ragazzo a migliorare le sue condizioni sociali e ad attrezzarsi in maniera da assumere eventualmente posizioni di tecnico, di dirigente in seno a piccoli complessi industriali 3 37 t+~AIlgNDIq I Salesiani sono entrati a Udon Il lo maggio a Udon fu inaugurata ufficialmente la Scuola salesiana . Gli aspiranti della Casa di Hua Hin con alcuni chierici salesiani contribuirono alla riuscita della solenne cerimonia . Al mattino, nella residenza del Prefetto Apostolico, Monsignore cantò la Messa e si disse grato ai Figli di Don Bosco che avevano accettato di lavorare nella sua Missione . Nel pomeriggio una grandiosa sfilata di automobili portò processionalBANGKOK (Tailandia) - Monastero Saket-Collina d'oro - Un gruppo di giovani monaci buddisti, favorevolmente impressionati dalle verità cristiane, hanno chiesto mente l'inseg-na coi nome della di seguire un corso di tre lezioni settimanali sulle verità della fede, impartito loro Scuola per vie della cittadina : dal padre Franco Limongelti, salesiano . Eccoti, a chiusura del corso in una fotoprecedeva la banda di I-Tua Hin . grafia insieme al loro conferenziere salesiano Apposta l'insegna alla nuova Scuola, Mons . Duhart benedisse i locali . Quindi si svolse un trattenimento ; il Governatore espresse la sua riconoscenza per i Salesiani ; indi scoperse la targa col nome della Scuola e, accompagnato le FILIPPINE 1'1 1A LIA 1l bceista Giorgio Peliciani, allievo f'.ell'istltuto salesiano « S .Ambrogioa di MILANO, si è classificato primo assoluto della Diocesi nel Concorso Nazionale Veritas, bandito per lo si,udio del Catechismo nelle Scuole medie . Gli è stato assegnalo in premio un viaggio di e) giorni a Firenze-Assisi-Roma . All'istituto salesiano di CASERTA e stata conferita la "Medaglia d'oro Benemeriti Scuola Arte e Cultura" L'Ispettore salesiano dei Veneto, Don Michelangelo Fava, ha benedetto a MONTEORTONE (Padova) la nuova casa di soggiorno "Villa Mamma Margherita " . Servirà a ospitare le signore, signorine e religiose che hanno bisogno di eure fangoterapiche, indicate nei vari tipi di affezioni reumatiche, artritiche, ecc . .. Col suo ambiente sereno e riposante, alle pendici di un colle, la villa darà anche mode di passare giorni distensivi in un ambiente 338 quanto mai propizio al sollievo spirituale e alla guarigione tisica . La comunità israelitica di VERONA ha premiato il salesiano Don Brano Valente " per l'umana solidarietà - dice il testo - dimostrata nel periodo delle persecuzioni razziali, verso i nostri fratelli ebrei perseguitati " . La solenne consegna degli attestati ebbe luogo il 12 maggio nel Salone della Comunità Israelitica, alla presenza di numerose autorità e scelto pubblico . A MILANO, il 29 maggio, Sua Ecc . mons. Pignedoli, Ausiliare dell'Arcivescovo, benedisse solennemente la nuova artistica chiesa "Maria Immacolata" . annessa alla Casa omonima delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sorta nell'anno mariano. Benedetta la chiesa e consacrato il prezioso altare marmoreo, S . E . vi celebrò la prima S . Messa e volle ricordare come l'ultima chiesa da lui benedetta fosse ,proprio la chiesa delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Caracas, poco prima della sua partenza dal Venezuela, A MANILA (Mandaluvong) il 24 maggio si inaugurò il primo centro organizzato di Ex allievi salesiani . Una cinquantina di giovanotti ai piedi dell'altare dell'Ausiliatrice ricevettero dalle mani dell'Ispettore la tessera e il distintivo . Accontpa gnarono quindi tutti il simulacro della Vergine per le vie della città. Senza rispetto umano fecero un coro compatto nel recitare il Rosario, cui rispondevano i fedeli, ammirati di quel gruppo di balda gioventù stretta attorno alla Madonna di Don Bosco i INDIA PORTOGHESE A GOA i Salesiani in dieci anni di attività hanno sviluppato le seguenti opere : un orfanotrofio con 290 interni, dei quali 200 gratuiti ; urta scuola portoghese con 280 alunni ; una Scuola inglese con 320 alunni ; una Scuola professionale ; un oratorio quotidiano ; un pensionato "Domenico Savio " ; una Scuola serale per giovani operai ; una chiesa semipubblica frequentatissima ; la pubblicazione di un Settimanale in 3000 copie ; la rubrica " Ora Cattolica " alla radio, in inglese, ogni giorno ; un'altra Scuola professionale in Valpoi ; una Colonia agricola ; una parrocchia di 3000 anime e l'assistenza religiosa nelle miniere. ) in programma la costruzione di un Aspirantato salesiano da Monsignore e dalle Autorità, visitò gli ambienti . L'Ispettore salesiano parlò dell'Opera di Don Bosco e della missione che svolge nel mondo, assicurando autorità e popolazione che i Salesiani intendono prodigarsi in ogni modo per il bene della gioventù . Seguirono danze, dialoghi, concerto musicale, tutto eseguito con grazia e maestria dagli aspiranti di Ilua Hin . OI51I2UA Gli editori cattolici olandesi eleggono Don Bosco loro patrono [n una delle sedute costitutive dell'Unione Olandese Editori Cattolici (N . B . K . U .) un ottimo nostro cooperatore, il sig . Gerardo Verbiest, lanciò la proposta di eleggere San Giovanni Bosco patrono degli editori cattolici olandesi . La proposta fu accolta all'unanimità . '!INduILTFA LIVERPOOL - Sindacato di assistenti per giovani A Liverpool è sorta una unione di assistenti per giovani; al primo cenno, sono in grado di recarsi in qualsiasi parrocchia della città per aiutare ad organizzare riunioni e manifestazioni giovanili . Il nuovo movimento, chiamato <« Unione Don Bosco», è stato fondato con il beneplacito dell'Arcivescovo . Il sig. Giuseppe Riley, uno dei fondatori, spera che l'Unione potrà raccogliere nelle sue file un gran numero di collaboratori e collaboratrici, desiderosi di darsi a questo genere di apostolato . Molte parrocchie, infatti, scarseggiano di assistenti giovanili e l'Unione Don Bosco potrà venir loro incontro, dando un valido aiuto ai parroci . IARGENTINA I La parrocchia salesiana di S . Agostino in Milano Nella fertile campagna argentina, in parecchi crocivia, sono state collocate delle statue di Maria Ausiliatrice. Poco prima dell'ingresso alla città di SANTA ROSA una grande statua della Madonna porta sullo zoccolo un'iscrizione che attesta la gratitudine del popolo per gli abbondanti raccolti ottenuti in questi ultimi tre antri, da quando cioè la località, prima d'allora scarsissima di frutti, venite posta sotto la protezione dell'Ausiliatrice . ha commemorato il centenario della morte di S . Domenico Savio con una Crociata della Bontà, articolata in settimane della Lealtà, della Vittoria, dell'Amicizia e della Generosità . Il 3 maggio alcune centinaia di Cavalieri della Crociata, accompagnati dal prevosto, si recavano dall'Arcivescovo per consegnargli le offerte per la costruzione di nuovi templi .- Sua Eccellenza si disse lieto di quella iniziativa, che impegna i piccoli nella splendida gara del bene . s E come se io vedessi un giardino - commentava . - Voi avete cosparso la vostra parrocchia di fiori di bontà » . EL SALVADOR 1 Convocati dalla Prima Dama della Repubblica, signora Coralia Parraga de Leinus, si sono riuniti nel nuovo salone del collegio salesiano "S. Cecilia" in SANTA TECLA i maggiori esponenti dell'agricoltura, dell'industria e del commercio . Fu costituito un Comitato permanente che si propone di dare impulso alle Scuole Professionali salesiane della città. La gentile Signora, animatrice dell'opera, accettò la presidenza effettiva dei Comitato, 1CANADA I Dietro invito dei Vescovo, i Salesiani hanno aperto un nuovo Aspirantato nella città di Slierbrooke . Con quest'ultinia fondazione le Case Salesiane del Canadà ammontano a cinque . 1 piccoli cavalieri della Crociata della bontà, a Milano accompagnati dal prevosto salesiano, sono ricevuti in udienza dall'Arcivescovo di Milano S . E . Mons. Montini. 339 ISPAGNA BARCELLONA - Uno dei primi atti delle solenni celebrazioni iniziate in Spagna per celebrare i 75 anni dell'Opera Salesiana, fu l'accettazione da parte dei Salesiani -della Fondazione « Hogares Ana Gironella de Mundet » . Clausola della convenzione è che siano subito costruiti laboratori per le varie arti in modo che i giovani vi possano imparare un mestiere atto ad assicurare i mezzi di sussistenza nella vita . BURGOS - Dall'inizio dell'anno scolastico funziona la prima Scuola Professionale Femminile della città di Burgos . Questa nuova Scuola costruita dalla Cassa di Risparmio Municipale con tutti i criteri dellaa pedagogia moderna, bene attrezzata e con un imponente teatro, è stata affidata alle Figlie di Maria Ausiliatrice . Gli Ex allievi salesiani della città di RATA RO (Barcellona) hanno fondato l'Associazione "Amici dei inalati" . Tutte le domeniche visitano gli ospedali della città, portando nelle corsie il fraterno conforto ili una parola buona e di doni . Attraverso la stampa e la radio lanciano appelli per raccogliere medicine, vestiti e cibi . I INIZIA 1 CALCUCT_A. - L Salesiani, che fin dal 1995 erano stati chiamati a Calcutta dall'attuale venerando Ar- civescovo Mons. Perrier S . J . per il servizio della cattedrale e vi avevano aperta, nei locali diocesani, una ben avviata tipografia, hanno ora iniziato su terreno proprio nella periferia della città una grandiosa costruzione che verrà adibita a Scuole Professionali : esse saranno le più imponenti di tutta l'India Nord . SHILLONG - Il Governo deil'Assam ha approvato tutti i sei libri scolastici compilati dal salesiano Don Elias, il quale ne sta preparando altri per le Scuole superiori. 11 sesto libro, ohe è fatto per le Scuole medie, è obbligatorio per tutte le Scuole . MANIPUR - La guerra aveva aperto nuove strade e vie nel Manipnr. Ora il Governo centrale sta riattivando queste strade e ne costruisce delle nuove . Trattandosi di una regione prevalentemente montagnosa, queste nuove vie sono una vera benedizione per le tribù del Manipur. I Missionari se ne avvantaggiano e con una bella jeep americana si portano da un capo all'altro del paese . Sulla jeep è installato un proiettore a passo ridotto col suo generatore e così si possono proiettare dei film religiosi, che mandano in visibilio quelle popolazioni, che per la prima volta vedono e sentono la grande meraviglia del cinema sonoro . Con tali mezzi è possibile avvicinare nuove tribù per portarle alla luce del Vangelo. PARAGUAY I ASUNCIÓN - Il Padre francescano Giuseppe Mollica, che si fece frate dopo essere stato popolarissimo attore e cantore di cinema, gira l'America Latina per suscitare vocazioni ecclesiastiche, servendosi ancora del canto . Nel Paraguay ha invitato gli aspiranti salesiani a cantare con lui . '11 primo concerto ebbe luogo ad Asunción il 10 maggio con grande successo. I COSTA RICAI A SAN JOSi le cooperatrici hanno aperto davanti alla chiesa di S . Giovanni Bosco un ristorante, che esse stesse gestiscono, incaricandosi della cucina e del s ervizio . l i ricavato in denaro servirà per la éostruzione di un grandioso santuario a Maria Ausiliatrice nella capitale costaricense. I URUGUAY 0 MANGA - Solenni festeggiamenti si sono svolti per il cinquantesinlo di fondazione della casa salesiana di Manga . Nell'occasione vennero ricordati i Superiori che diressero questa Casa, fra i quali : il compianto Mons . Piani, Delegato Apostolico dei Messico, S . E . Mons. Pittini, Arcivescovo di Santo Domingo e Primate delle Indie . Consolante la statistica delle vocazioni maturate in essa . Dei 630 aspiranti che vi fecero i primi anni di studi, 985 fecero la professione religiosa e di questi 184 vennero ordinati sacerdoti . Meritano di essere ricordati fra gli Ex allievi illustri : Sua E . Mons . Emilio Sosa Gaona, Vescovo di Concepcion (Paraguay), Mons. Muzzolon, Vescovo del Chaco (Paraguay) e i Rev .mi Don Alcide Lanna, e Iloti Amilcare Pasqual, Ispettori salesiani . ICINA La signora De Gasperi, accompagnata da S . E . l'On. Giuseppe Alessi, presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, visita insieme alle figliuole il Centro Professionale Salesiano per i figli degli zolfatari a Caltanissetta . Un padiglione di questo Centro porterà il nome del grande statista Alcide De Gasperi . 340 Una Figlia di Maria Ausiliatrice, incarcerata fin dal 1951, aveva appena finito di scontare i cinque anni di dura reclusione quando le vennero inflitti altri cinque anni di pena, sotto l'accusa di essersi dimostrata refrattaria all'opera di " rieducazione comunista " e di non volersi lasciare " lavare il cervello " DALLE MISSIONI [il MEMORIE DI UN VECCHIO MISSIONARIO figlio di uccelli" - L'ho rivisto alcuni mesi fa, a distanza di cinquant'anni : curvo e reso gobbo dal tempo . Avrei scommesso che fosse già morto e sepolto, chissà da quanti anni . Mi vide, mi riconobbe e, stendendo il braccio puntato verso di me, esclamò : «Alai! Alci! Alci remau i vie Joco-curi? », cioè : « Tu, tu, proprio tu, mio fratello Joco-curi? » . Il vecchio bororo continuava a chiamarmi con il titolo che mi avevano affibiato i suoi compatrioti al mio primo arrivo in missione : Joeo-curi, che vuol dire « Occhio grande » . Si reggeva a stento in piedi ; però volle abbracciarmi con affetto e poi (oh, nostalgia di vecchi!) mi sedette vicino e cominciò a dipanare il filo dei ricordi . . . Risalimmo a cinquant'anni prima . In quel tempo, lui era un giovane massiccio, robusto, esuberante di forza fisica, sui 30 anni . Si era fatto una fama terribile . Rifiutava ostinatamente di lasciarsi addomesticare ; sdegnavaa con disprezzo e alterigia tutti i segni di amicizia e di distinzione con cui il missionario cercava di guadagnarlo . Andava quasi sempre a caccia da solo ; il suo occhio scintillava e il suo viso s'illuminava di gioia solo quando, in mezzo ai suoi amici, riprendeva i canti della foresta e le vecchie danze della tribù . La sua fama eguagliava quella del grande capo bororo, Ukeiwaguuo . Da lui aveva imparato l'astuzia, la rapidità di azione e di combattimento, il coraggio . I suoi amici lo avevano soprannominato Kieghe-etore, cioè Figlio di uccelli . Ma i civilizzati bianchi lo avevano battezzato con un nome più orribile : lo chiamavano Cobra . Più tardi i nostri missionari gli levarono quei titoli e lo nominarono Luis-Carlo . Dopo un po' che eravamo seduti mi accorsi che il vecchio, sotto la spinta della commozione, mi aveva afferrato la mano e me la stringeva per farmi capire quanto gli era caro avermi vicino . Parlammo, naturalmente (era impossibile non parlarne) di Don Balzola . I Bororo l'avevano soprannominato Padre Curireu, che vuol dire Padre Grande . Si - disse il vecchio - Padre Curireu era buono . . . molto buono, voleva bene ai Bororo . . . Allora io ero cattivo . Chinò la testa, soprappensiero, quasi schiacciato dall'onda dei ricordi . Poi mi guardò fisso negli occhi e : - Aviageture lcimo? Ricordi ancora? - mi disse . - Sì . Ricordo benissimo tutto . Ma il Signore ha trattenuta la tua mano, non è vero? - Ainnare - mi rispose con uno sbalzo di tremore nella voce . - Tu dici . E così . L-sciò scorrere altre immagini lontane, poi : - Minguzzi pd? Bi mariguddo? Dove sta Minguzzi? E morto da tanto? - Non è morto - risposi - ma si trova molto lontano di qui . Il nostro confratello Minguzzi Domenico era stato uno dei primi missionari al seguito di Don Balzola . Il vecchio non lo poteva dimenticare . . . Perchè? 1 protagonisti del racconto : Don Antonio Colbacchini e ii vecchio bororo " Figlio di uccelli ", reso curvo dagli anni. A cinquant'anni di distanza si ritrovano e rivivono i loro lontani ricordi 34 1 tali delle Ande) . Partivano a gruppi di poche famiglie, così alla spicciolata . Era l'esodo di un popolo che noi con tanta fatica si era cercato di racimolare e tenere unito . Don Balzola ne soffriva . Mi ricordo che un giorno, mentre si stava pranzando, venne qualcuno ad avvertirlo che due famiglie di Bororo erano sfollate da poco per il Pegubo . Immediatamente Don -Balzola scattò in piedi, domandò subito che sentiero avessero preso e non tardò a raggiungerle . Molto disse e molto fece finchè li persuase a rientrare . Lo vidi ritornare sudato e affaticato, ma con . tento . Quelle due famiglie si fissarono definitivamente nella nostra missione e furono quelle che ci dettero le maggiori consolazioni . Le cose stavano a questo punto quando Don Malan ricevette in dono da una facoltosa persona di Cuiabà, il sig . dott . Gioachino Santos, una vasta proprietà terriera, situata in un luogo chiamato Sangradouro . Era in posizione strategica perchè messa proprio sul passo obligato dei Bororo che rifluivano nel loro originario Pogubo . Don Malan ne intuì l'importanza e la mise sotto la protezione di S . Giuseppe . E fu una vera provvidenza . Io verso la : fine dell'anno 1905 mi trovavo a: Cuiabà, quando improvvisamente fui colpito da una forma grave di malattia tropicale, il beriberi . Tre venerabili barbe della Missione salesiana del Rio das Mortes : D . Giovanni InverPer guarire non c'era che nizzi a sinistra, D . Pietro Sbardellotto al centro e il coadiutore Francesco Fernandez . un rimedio : fuggire dal luogo in cui si era caduti ammalati . saputo del nostro arrivo sul fiume Barreiro, si Il buon Don Malan non sapeva come fare . C'erano videro costretti, per sopravvivere, a chiedere in vista due soluzioni : o imbarcarmi e farmi ospitalità e protezione ai nostri missionari . scendere il fiume fino a Corumbà, lasciando Un po' alla volta, alcune centinaia di selvaggi definitivamente il Mato Grosso (ma in questo popolarono la Colonia e la Missione del Sacro modo veniva a perdere una unità nel suo smilzo Cuore. drappello di esiguo personale) oppure internarmi nell'incipiente missione dei Bororo, là dove si L'affluire dei Bororo in quella missione solitaria e sperduta poteva costituire un pericolo trovava Don Balzola . Il Superiore mi chiamò ; mi disse che il clima della Missione era buono ; per il troppo rapido addensamento di selvaggi l'aria era fine, fresca, ossigenata ; sull'altopiano nello stesso luogo . Perciò Don Malan, superiore mi sarei decisamente ristabilito . Ma poi gli venne della Missione, pensò di decongestionare quel un piccolo rimorso perchè diceva che se il riprimo villaggio e istituì un nuovo centro a 60 manere in Cuiabà era per me la morte, lo stesso chilometri più a est, sulla riva destra del Garga . rischio avrei corso in Missione, non per malattia, Lo chiamò Missione dell'Immacolata . ma a causa dei selvaggi Bororo . Intanto si dovette assistere, con rincrescimento, Mi disse di scegliere e di pregare la Madonna a un fatto inspiegabilmente strano . I selvaggi furono ripresi dalla nostalgia delle loro foreste perchè mi fosse di aiuto e di consiglio . e dei loro fiumi che, per antica tradizione, sapeIn quel momento mi zampillò come un'imvano ricchi di selvaggina e delle migliori quaprovvisa ispirazione : ie È meglio morire tra i lità di pesce . Fu una corsa di ritorno alle acque selvaggi» dissi tra me . Ma poi mi venne in mente del Pogubo, cioè al Rio S . Lorenzo, dove guizche per arrivarci dovevo fare centinaia di chizavano i pesci dalle squame d'argento e dove lometri sulla groppa di un mulo, con un viaggio era stata la culla della loro tribù (adesso però massacrante che sarebbe durato una ventina di si tende a crederli originari dalle vallate oriengiorni . A poco a poco la nostalgia del tempo che fu mi spinse a riscoprire e a rispolverare quelle lontane memorie . Al principio di questo secolo i Bororo erano il terrore di tutta la regione dell'Altipiano che va da Cuiabà fino alle rive dell'Araguaia e del Garga . La nostra missione del Sacro Cuore prese vita nel 1902, a circa 400 chilometri a oriente di Cuiabà, sulle rive del fiume Barreiro, affluente del Garga . Il primo incontro con i Bororo avvenne l'8 agosto 1902 . I selvaggi, che vivevano sulle sponde del Rio das Mortes, decimati da una terribile malattia, che aveva fatto strage tra loro, e dalla lotta spietata contro gli Xavantes, 34 2 Mi ricordo che mi vennero agli occhi alcune gocce di pianto . - Piangi? - mi chiese affabilmente il buon Superiore . - Sì . . . penso che mi sarà impossibile arrivare . . . Non posso nemmeno stare in piedi . Mi guardò con occhi dolcissimi : - Abbi fiducia nella Madonna . Maria Santissima può far tutto e, se è volontà di Dio che tu vada, andrai di certo . - Fui caricato come un peso morto sul dorso dell'animale e sostenuto per non cadere . Partii da Cuiabà il 3 marzo 1906 . In 20 giorni di viaggio migliorai talmente che alla Missione del Sacro Cuore scesi da solo di sella e camminai senza sostegno . A ricevermi c'era Don Balzola con le braccia aperte . - Padre Grande era buono . . . molto buono, voleva bene ai Bororo . . . Sento la voce del vecchio bororo che ripete quel dolce ritornello . I ricordi riaffiorano improvvisamente, sollevati dal fondo dell'anima . . . Quanti anni son passati? Cinquanta, e la vita ha preso un ritmo diverso . Noi siamo vecchi, mio caro amico bororo . . . Allora erano altri tempi . Don ANTONIO COLBACCHINI missionario salesiano la morte non fa paura a Jauareté Da Jauareté (Brasile-Rio Negro) scrivono raccontando la morte edificante di alcuni indi convertiti . C'è nella narrazione il sapore primitivo che hanno i Fioretti di San Francesco e un'aura di supernaturalità . . Eccoli : Pedrina era un'ex allieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice . Non toccava ancora i vent'anni . Sentendo ormai che la morte si avvicinava, nel luglio scorso, si preoccupò di mettere il vestito più bello, come se si trattasse di andare a nozze ; dette, come meglio poteva,- gli ultimi tocchi alla sua acconciatura e poi mandò a chiamare il missionario perchè le amministrasse i Sacramenti . Si confessò con molta devozione ; quando vide entrare il Sacerdote che le portava il Viatico, volle scendere dall'amaca in cui giaceva febbricitante e si buttò riverentemente in ginocchio . Ma non poteva reggere ; accettò allora di fare il ringraziamento seduta sulla rete dell'amaca, in L'Ispettore salesiano don Mario Acquistapace, sulle rive di un corso d'acqua delle Isole Filippine, getta la lenza insieme a due aspiranti filippini e la ritira con un grosso pesce che vi aveva abboccato . 34 3 atteggiamento estatico, con le mani giunte e un pio raccoglimento nel viso . La morte la sorprese così ; ebbe un brivido, un sobbalzo, sentì come una chiamata misteriosa ; aprì gli occhi luminosi e mormorò : « Ecco viene Gesù e Don Bosco . . . » . Il sorriso che era sul suo volto le rimase stupendamente fissato nella immobilità della morte . C'era anche a Jauareté una vecchia india tucana. Caduta in deliquio (gli indi, molto immaginosi, usano dire <~ rimasta morta ») riuscì a rinvenire . Appena riacquistata conoscenza, volle che le chiamassero il padre missionario . Perchèl Voleva ricevere il battesimo . Da notare che fino allora si era mostrata sempre refrattaria, anzi, piuttosto ostile . Qualcuno le domandò spiegazione di un così rapido cambiamento . Una graziosa immagine di bimbo cinese: Chao Ram Fai, di 7 anni . Portato d'urgenza all'ospedale perchè colpito da una forma multipla e gravissima di malattia (nefrite congiunta a polmonite e ad altre disfunzioni), dato come spacciato dai medici, ricevette la benedizione di Maria Ausiliatrice e guari completamente . Ella spiegò : <i Ho visto i miei parenti morti che mi dicevano : Tu non puoi venire con noi in Cielo, perchè non sei battezzata . . . » . Le era rimasto nel cuore un desiderio struggente di far presto . Ripeteva : « Io voglio andare con loro . . . io voglio il Battesimo » . Fu battezzata e, subito dopo, allentò quella forza di volontà che l'aveva sorretta . In un beatissimo transito varcò le soglie del cielo . . . . e nemmeno a Limon [Equatore) Alcuni mesi fa morirono due donne kivare . La prima giaceva ammalata da tempo, tormentata da una tosse insistente, che non le dava riposo . Suppongo che fosse colpita dalla tubercolosi . Suo marito mi informò dell'improvviso aggravarsi del male, ma io mi trovavo nell'impossibilità di visitarla, data l'enorme distanza che ci separava . La raccomandai allora a un giovane kivaro cristiano, delegandolo a istruirla e ad amministrarle il battesimo . Il kivaretto partì . Alcuni giorni dopo il piccolo apostolo fu di ritorno . Mi riferì che la moribonda gli aveva confessato che, prima di ricevere il Santo Battesimo, il demonio in forma visibile di fanciullo aveva sempre montato la guardia, attorno alla sua preda, in attesa di impadronirsene . Scomparve solo quando le fu amministrato il Battesimo ; anzi le entrò allora tale pace nell'anima quale mai aveva provato . La sua salute segnò un leggero miglioramento ; cosa da poco, perchè la malattia ebbe il sopravvento e la trascinò al sepolcro, con la bianca stola battesimale . L'altra donna si chiamava Atsasu ed era una delle mogli del kivaro Anduasha . Il morbillo la ridusse in fin di vita ; un colono, obbedendo a un'ispirazione interna, le amministrò il Battesimo . Mi ricordo che una settimana prima della sua morte, io, visitando la sua kivaria, le avevo donato una iminaginetta di Maria Ausiliatrice . Quella donna se l'era stretta fra le mani, l'aveva coperta di baci e posata sul cuore . La Madonna (è ragionevole crederlo) suggerì al colono di amministrarle il Battesimo . Qualche minuto prima di morire la donna si rizzò dal letto, si mise in preghiera in mezzo alla capanna, congiungendo le mani davanti al petto . La morte la colse in quell'atteggiamento di supplica al Signore . llon LUIGI CAROLLO missionario salesiano . . . (Ton mi lamento delle privazioni : mi lamenterei piuttosto se sapessi che qualche istante della mia vita non appartiene a Dio, mio unico bene . . . Sono felice nello stato in cui il buon Dio mi vuole, e non ho altro desiderio se non che la sua divina volontà si compia in me . . . » . (DA UNA LETTERA DI SUOR S . . . . Figlia di Maria Ausiliatrice, in licenza temporanea dal carcere rosso in Cina) 3 44 ~1 ea"ta di una morente Quello che vi racconterò non è leggenda, ma storia : la storia di una pagana battezzata in fin di vita, una giovane che per onorare la Vergine cantò fino alla morte . Suo padre, di nome Daniele Mulubwa, ex allievo di Don Bosco, abita nel quartiere rurale di « Luano », alla periferia di Elisabethville (Congo Belga) . La figlia chiamata Lubunse non era ancora stata ammessa al Battesimo, quantunque da molti anni catecumena . La malferma salute infatti non le permetteva di frequentare regolarmente l'istruzione religiosa . Anzi il 5 settembre 1956 il male si aggravò fino a condurla inesorabilmente agli estremi . Quando, in novembre, si aggravò, mentre il padre era assente per ragioni di lavoro, disse a sua madre : « Non lasciatemi morire senza Battesimo . Avvisate il Catechista affinchè faccia venire il missionario, perchè desidero morire cristiana» . I1 Catechista, appena giunto, si accorse che le condizioni dell'ammalata erano gravissime . Non c'era da perder tempo! Si fece quindi portare dell'acqua e ripetendo il gesto fatto cento volte, la versò sulla fronte della morente dicendo : «Cecilia, io ti battezzo nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo» . Ormai cristiana, ella prese il suo rosario per recitarlo come era solita fare da tempo . La divozione alla Vergine infatti era divenuta la sua divozione preferita . « Fate venire mio padre! », esclamò a un tratto . Si andò alla ricerca del padre, chè la fine eraa vicina! Nel frattempo volle si intonasse un canto alla Madonna, e siccome nessuno le dava ascolto, si mise ella stessa a cantare con lo sguardo fisso verso un angolo della capanna, come se vi scorgesse qualcuno . . . Maria aiminina A lolesha Bwuana• Jesu (liti pa niusalaba . Anime come queste attendono nel Congo la luce del Vangelo . piedi accanto alla croce, tutta in pianto, guarda Cantò così lo Stabat 1flater in lingua Cibemba, da capo a fondo in tutte le venti strofe : gli astanti restarono sbalorditi anche per l'ardore particolare col quale ella cantava . Terminato il canto, sospirò : « Santa Vergine Maria, vieni e portami con te! » . Furono le sue ultime parole. Subito dopo la Vergine veniva a prendere la sua bell'anima . « Quel giorno», ci scrive suo padre, « fu per noi un giorno di gioia più che di lutto . Senza dubbio soffrivamo molto per la perdita di sì cara figliuola, ma al vederla sulla suaa stuoia, nessuno avrebbe creduto che fosse morta . Una luminosa pace spirava dal suo dolce viso : Cecilia sembrava assorta in una visione profonda! Tutti i cristiani e quanti la conoscevano nei dintorni accorsero a vederla. Il funerale riuscì oltremodo grandioso . La folla che ne seguiva la salma cantava lodi alla Madonna, : si sarebbe detta una processione, non un funerale! » . Questa terra d'Africa, incolta e deserta, quando viene coltivata e resa fertile dalla Fede e dalla divozione alla Santa Vergine, produce i frutti più squisiti . Gesù che muore . Sac. FRANCESCO La madre dolorosa, in LEIIAEN, missionario salesiano Maria Ausiliatrice supplisce alle limitate possibilità della scienza Due anni or sono mia mamma venne colpita da febbrite alle gambe . L'infezione era talmente avanzata che venne trasportata d'urgenza all'ospedale . I dottori erano molto preoccupati, tanto da far temere della vita della mamma . Mi rivolsi con fiducia a Maria Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco affinchè supplissero a quello che non poteva fare la scienza medica . La mamma, dopo alcuni giorni passati tra la vita e la morte, cominciò a migliorare fino a guarigione perfetta . Torino SANTE ToNIOLO, salesiano 4 «Suo fratello se ne va », disse il chirurgo Lo stato di mio fratello era gravissimo . Il medico che lo curava diede il caso per disperato e consigliò di fare un estremo tentativo con un intervento chirurgico . Allora lo affidai a Maria Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco . Fu operato il 24 aprile, sacro all'Ausiliatrice . Durante l'operazione i medici dimostrarono il più nero pessimismo . « Preghi, preghi molto, perchè suo fratello se ne va», mi disse il chirurgo operante . Ma i nostri protettori esaudirono le nostre suppliche. Infatti poco dopo lo stesso dottore mi disse : « È stato un vero miracolo ». Ora colui che passa come un morto risuscitato continua a godere ottima salute e con me rende pubblica testimonianza di riconoscenza a Maria Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco per sì segnalato favore. Gerona (Spagna' CONCETTA IGLESIAS 4 Don Bosco mi ha guarito Il nostro Riccardo, allievo del collegio «Don Bosco » di questa città, al principio di quest'anno cadde vittima della paralisi infantile . Quando i sintomi del male furono manifesti, noi, terrorizzati dal pensiero delle conseguenze, lo raccomandammo a Don Bosco . Ponemmo su Riccardo una reliquia del Santo e gli procurammo la benedizione di Maria Ausiliatrice . Il giorno dopo, di buon mattino, l'infermo comincia a chiamare i genitori gridando : « Sono guarito ! Don Bosco mi ha guarito ! » . Effettivamente era scomparso il gonfiore alle braccia e 3 46 alle gambe e così pure la febbre . Si fece tosto un consulto medico e quelli che lo avevano curato prima, con sommo stupore dichiararono che il male era scomparso senza lasciar traccia . Uno di essi mi disse : « Lei può davvero ringraziare Dio che le ha guarito il figlio in modo così meraviglioso » . « Sì, dottore - risposi io versando lacrime di gioia - Dio e S . Giovanni Bosco » . Buenos Aires (Argentina) OSCAR e ZUNILDA DA ALIsIo 4 Don Bosco procura il pane a un suo ex allievo Da più di 8 mesi ero in cerca di lavoro . Nonostante le molteplici ricerche e raccomandazioni, non riuscivo a trovare una sistemazione . Mi raccomandai allora a S . Giovanni Bosco, essendo un suo ex allievo . Ed ecco che, prima del termine della novena, le mie preghiere furono esaudite . Ora desidero esprimere pubblicamente la mia riconoscenza a Dio e a San Giovanni Bosco per la grazia ricevuta . MELCHIORRE CALORIO Prega con fede proporzionata alla gravità del male Mia sorella Cesarina fu ricoverata d'urgenza all'ospedale con i reni bloccati . Dopo due giorni s'aggravò maggiormente per un infarto al cuore . Il professore curante non nascose che il caso era gravissimo . Con grande fiducia e amore mi rivolsi alla Vergine Ausiliatrice, facendo tre novene, una di seguito all'altra con fede crescente . E la grazia venne, tanto che il professore, rimane ancora ora meravigliato, ogni volta che mia sorella si reca all'ospedale per visite di controllo . Con cuore grato e riconoscente invio la mia offerta, fiduciosa che la Madonna mi protegga sempre con tutti i miei cari . Castelnuovo Scrivia (Alessandria) MARIA STRAMESE RAVIZZA 4 Al vederlo guarito tutti si meravigliano Mio fratello Attilio Righi era stato ricoverato nell'ospedale di Verona con forti dolori al fegato . Dopo due mesi di inutili cure, il medico che lo curava dichiarò necessaria un'operazione ; ma aggiunse che, data l'età e lo stato del cuore, era temibile un collasso cardiaco . Noi in famiglia fummo tutti costernati e decidemmo di mettere la vita del fratello nelle mani di Maria Ausiliatrice, cominciando in suo onore la novena consigliata da Don Bosco . La nostra fede fu premiata . Mio fratello potè far ritorno in famiglia guarito e senza operazione . Sono passati molti mesi ed è sempre stato bene . Quelli che l'avevano veduto con quel male e lo vedono ora in piena salute, rimangono senza parola . Monticello Brianza (Como) ATTILLA RIGHI Domenico Savio, intercessore potente presso l'Ausiliatrice Mia mamma versava in gravi condizioni causate da crisi cardiopatiche . Il professore curante ne aveva consigliato il ricovero al Policlinico, ma lo stato della mamma era tale che non si poteva pensare a muoverla . In tale doloroso frangente la raccomandai con le mie alunne a Maria Ausiliatrice, interponendo la mediazione di S . Giovanni Bosco e di S . Domenico Savio . Il q marzo, festa del piccolo Santo, dopo la Comunione in suo onore, ebbi la certezza che la mamma sarebbe guarita . Ora sta benino ed io intendo d'inviare una giornata del mio stipendio mensile poichè il buon Dio me la lascerà al fianco . Pavia ELISA SALVATORELLI Caterina Buffa (Riva di Pinerolo) rende grazie a S . G . B . che le ottenne un'importante grazia, la quale la liberò dalle dolorose conseguenze di un incidente occorsole al pascolo. Ermelinda Bonaria (Molare - Alessandria) colpita da embolia col pericolo di perdere l'uso del braccio e della gamba destra, invocò S . G . B . e Mamma Margherita e fu esaudita. Silvia Foffano Stampini ringrazia con tutto il cuore M . Ae S . G . B . per due segnalatissime grazie. Maria Davico (Torino) dichiara di aver toccato con mano la protezione materna di M . A . durante una difficile operazione chirurgica . Caterina Gaggino (Oviglio - Alessandria) rende grazie a M . A . e a S . G . B . per l'assistenza accordata alla sua famiglia . Cecilia Casiraghi (Lesmo - Milano) travagliata da incessante emorragia, si rivolse a M . A . e l'emorragia cessò . Direttrice istituto « Maria Ausiliatrice » (Pavia) invia offerta per grazia ricevuta e prega M . A . perchè continui la sua protezione sulla casa e sulle opere . Domenica Ferrari Trecate (Vigevano - Pavia) esprime la sua riconoscenza a S . G . B ., che la guarì da gravissimo infarto cardiaco . Sac . G . B . Defitippi, salesiano, impedito da lungo tempo di celebrare la S . Messa, ricorse con la novena a M . A . per ottenere di celebrare il giorno di Pasqua e fu esaudito . Claudia Bariatti (Torino) pregando con fede M . A . e S . G . B .R ottenne lavoro per il figlio . Maria Fornero (Pinerolo) ringrazia S . G . B . per la guarigione ottenuta . Suor Rita Cocciolo (Arnesano-Lecce) fonda una Borsa missionaria in ringraziamento a M . A . e a S . G . B . per la guarigione della mamma . Carolina Nannicini (Firenze) è grata a M . A. e a S . G . B . per vari favori ottenuti e in particolare per la guarigione di una sua conoscente . Giovanna Camerini Porzi (Faenza) invia offerta in onore di S . G . B . e di S . D . S . per la guarigione della sua bimba Maria Chiara. Rina Miletti (Torino) rende grazie a M . A . e a S . G . B . per aver ridonato la salute a un suo caro congiunto . Carlo Gambertoglio (Torino) rende vive grazie a M . A . • ai Santi Salesiani per l'aiuto e conforto ricevuto sempre, ma specialmente nella malattia della sua signora . Rina Posati (Terni) ringrazia M . A . e S . G . B . perchè ottenne la grazia desiderata proprio nel giorno in cui l'effigie di M . A . entrava nella sua famiglia . Caterina Bolioli in Fiorini (Collagna-Reggio Emilia)_ fece una novena a M . A . e a S . G . B . per ottener lavoro al figlio di una sua conoscente e fu prontamente esaudita . Margherita Ricca (Montanaro-Torino) ringrazia vivamente M . A . e tutti i Santi Salesiani che la guarirono da una dolorosa malattia . Maria Civra (Cercenasco-Torino) dichiara che l'intercessione di M . A . le ha ottenuto che la sua bambina evitasse un'operazione dichiarata necessaria . Lucia Velati (Milano) malata da due anni, si rivolse con fede a M . A . e a Don F. Rinaldi e guarì . Maria Marinelli in Belviso (Bari) in un momento di particolare angoscia si raccomandò a M . A . ed ebbe la gioia di veder salva la sua cara bambina . Cirillo Gaspardo Moro (Salto Canavese) ringrazia M . A. per averlo guarito da un terribile male che lo faceva soffrire da parecchi mesi . Anna Gallo Gallarato (S . Stefano Roero-Cuneo) fa celebrare una S . Messa per grazia ricevuta da M . A . Rita Garlando Calcagno (Casorzo-Asti) dichiara che M . A. le dimostrò la sua riconoscenza concedendole una serie infinita di grazie . Maria Leone ved . Nida (Rivarolo Canevese) è riconoscente a M . A . per grazia ricevuta . Maria Massa (Chivasso-Torino) desidera render pubblica la sua riconoscenza a M. A . per grazia ricevuta. Emma Bioglio (Mottalciata-Vercelli) ringrazia M . A . e S . G . B . per tante grazie implorate e ricevute . Daniela Giampietro (Carignano-Torino) con immensa riconoscenza per grazia ricevuta da S . G . B., invoca su di sè e su tutti i suoi cari la benedizione del gran Santo . Anna Appendini (Torino) per l'ottenuta guarigione dei nipotini . Famiglia Canta (Torino) ringrazia pubblicamente M . A . • S . G . B . per un importante grazia ottenuta dal marito . Eugenio Bossotti e sorelle (Borghetto-Torino) è riconoscente a M . A . e a S . G . B . per esser stato salvo da grave investimento . Coniugi Firmina e Francesco Zemide (Torino) trovandosi in forti preoccupazioni per un difficile intervento che doveva subire il loro figlio, ottennero l'assistenza di M . A . • di S . G. Bosco . Giuseppe Martini (Alba-Cuneo) ottenne da S . G . B . il felice esito di un'operazione chirurgica piuttosto seria . Maddalena Diani (Torino) commossa e riconoscente, rende vive grazie a M . A . per aver ottenuto la guarigione del marito senza intervento chirurgico. Carmela Barbera in Interdonato (Ali Terme-Messina) dichiara che S . G . B . le guari il marito ridonandogli l'uso delle gambe . Caterina Gadini (Piancamuno-Brescia) da tempo era affetta da mali al ginocchio e doveva subire un'operazione chirurgica ; ricorse con fiducia a M . A . e in poco tempo guari perfettamente . Lo attesta il suo Parroco Don Antonio Pennacchio . Maria Racca (Castello di Robilant-Cuneo), preoccupata per la mancanza di lavoro per la sua figliuola, ricorse a M . A. e a S . G . B . ed ebbe l'attesa grazia proprio il giorno della festa di Don Bosco. 34 7 rU( V~ef~~ S. D oyi_ \1(0 SA 10 LA MORTE, MA NON PECCATI Un doppio intervento di S . Domenico Savio . Il giorno di Pasqua il buon Dio ci visitò con la nascita di un bel bambino . Dopo due giorni, però, il bimbo versava in condizioni disastrose . I medici dissero che sarebbe morto e del loro fatale verdetto diedero la spiegazione scientifica . Subito gli facemmo somministrare dal nostro parroco il santo Battesimo e la Cresima . Eravamo disperati . Io non facevo che pregare e piangere . Al quarto giorno, sognai San Domenico, come è nella foto dell'abitino . Il giorno seguente, il mio piccino migliorò e cominciò a nutrirsi . Al bimbo abbiamo messo i nomi di Domenico, Giovanni, Ignazio . Siano rese grazie al Santo . San Giovanni Suergiu (Cagliari) MARIA STAMBAZZI Fusco Caso disperato, miglioramento istantaneo Solo un miracolo poteva salvare il mio bambino ridotto agli estremi per un complesso di malattie . Il caso, a giudizio del medico, era veramente disperato . Con fede mi rivolsi al patrono dei fanciulli S . Domenico Savio perchè me lo guarisse . Fui esaudito . Il miglioramento è stato istantaneo ed ora il mio bambino sta bene . Grazie, o S . Domenico Savio! Continua a proteggere i miei figliuoli . Treviglio GIUSEPPE CONTI Ha guarito il mio bambino Temevo di perdere il mio bambino Claudio, a soli tre mesi di età . Anche il medico curante aveva dato il caso disperato . Mia sorella, ex oratoriana come me, corse piangendo dalle Suore a chiedere preghiere . La Direttrice le dette una reliquia di S . Domenico Savio, esortandoci a pregarlo . Tornata a casa, mettemmo la reliquia sul corpicino del bimbo . Sopraggiunse un sonno ristoratore . Da quel momento fu avviato a completa guarigione . Grata al piccolo Santo, gli chiedo di continuare la sua valida protezione su tutti noi . ALACCHI ALESSANDRA Cannara (Perugia) 348 Rosetta e Natale Gorini (S. Ambrogio Olona-Varese) ringraziano S . D . S . perchè, applicandone l'abitino e pregando con fervore, poterono superare tutte le gravi difficoltà che minacciavano di compromettere fatalmente la nascita della loro bimba . Fina Papa (Frazzano-Messina) raccomandò a S . D . S. una sua sorella che soffriva terribili dolori per una piaga alla lingua ribelle ad ogni cura, e con sommo stupore e gioia la vide guarire prontamente e bene Anna Maria Santangelo (Montesarchio-Benevento) volle che il suo bimbo fosse battezzato col nome di Domenico e consacrato a S . D . S . a ricordo riconoscente della visibile protezione avuta alla sua nascita . Maria Palumbo (Montagano-Campobasso) dichiara commossa di esser viva per l'intervento di S . D . S ., che la salvò da un'appendicite perforata con peritonite gravissima. Lucia B. S . dichiara : « Ero disperata per un pagamento che mi era impossibile soddisfare . Era la nostra rovina. Non volevo dirlo a mio marito, malato di grave esaurimento nervoso . Mi rivolsi a S . D . S. e gli dissi : Non ne sono degna, ma fallo per la tua santa mamma! Miracolosamente ebbi subito un aiuto e la mia famiglia fu salva G . Motrassini (Torino) invia una lunga relazione, dalla quale balza evidente l'intervento di S . D . S . in alcune circostanze pericolose che accompagnarono la nascita e i primi giorni di vita della sua bimba . Gabriele Bonfrisco (Magliano Nuovo-Salerno) e grato a S . D . S ., che nella traversata Napoli-Montevideo gli ottenne una bella grazia . Maria Tarditi (Casale Monferrato) rende pubbliche grazie a S . D . S . per la guarigione del figlio Giuseppe . Luigi Gallino (Canale d'Alba) esprime commosso la sua riconoscenza a S . D . S . per la protezione accordata al figlio . Teresa Musso (S . Anna di Monteu Roero) rende vivissime grazie a S . D . S . per la guarigione del marito da seria malattia . Giulia Roncoli (Rovereto-Trento) scrive che non finirà di ringraziare S . D . S ., il cui abitino l'accompagnò nelle dolorose e pericolose vicende che precedettero la nascita della sua bambina, scampandola da tutti i pericoli previsti dalla scienza medica . Elsa Malinverni (Varazze-Savona) temendo per la vita della bambina, pregò con fede M . A ., S . G . B . e in modo speciale S . D . S . e, con meraviglia dei medico e dell'ostetrica, la bambina nacque sana e robusta . L . G. Cereghini (Torino) dovendo sostenere difficili esami di concorso, si raccomandò a S . D . S . e fu pienamente esaudita . I coniugi Severino e Luigina Benedicenti inviano offerta a S D . S . in ringraziamento per la guarigione del loro caro Giacomino Per íntcxcessione dd Serio di Dio POI! FILIPPO J1ll1!ÌILI1I Al colmo dello sconforto, viene a conoscere il Servo di Dio Don Rinaldi Adempio di cuore la promessa di inviare offerta e di comunicare il fatto seguente con la sola riserva di lasciare nell'anonimo il nome, il cognome e la località per le ovvie ragioni che voi certo condividerete . Direttore di notevole stabilimento industriale, dovetti a suo tempo dare corso alle decisioni dell'azienda per la necessaria riorganizzazione procedendo, con il massimo possibile di umanità e di coscienza, a dolorosi inevitabili licenziamenti . Ne furono colpiti, come è ovvio, gli elementi più facinorosi . Uno di essi - evidentemente per incarico anche di organizzazioni che mi avevano attaccato sui loro giornali - s'era messo a pedinarmi ogni giorno, ad ogni mia uscita da casa e dalla fabbrica, per parecchi mesi, col proposito chiaro di dare fastidio, di provocare, di fare nascere incidenti . Un giorno al colmo dello sconforto - che dovevo anche nascondere per la tranquillità della mia famiglia - mi accingevo ad uscire di casa assai preoccupato quando mi capitò sotto mano un vostro opuscolo sulla vita e le grazie di D . Filippo Rinaldi . A Lui mi raccomandai e scesi le scale rinfrancato . Da quel giorno - è passato più di un anno non vidi più (se non una sola volta occasionalmente) quella pericolosa persona . Ed ora, dopo una conferma così eccezionale nel tempo e così eccezionale nei riguardi di quell'elemento, adempio la mia promessa con commozione e riconoscenza e ricorro fiducioso a Don Rinaldi in ogni mio bisogno . (segue firma) Il caso era grave Il 9 marzo u . s . alle ore due, mia sorella venne trasportata d'urgenza in clinica a Siracusa . I professori dichiararono il caso gravissimo . Per diverse ore la paziente lottò tra la morte e la vita . Ma alle ore io di quel giorno, festa di S . Domenico Savio, un caro bimbo venne ad allietare la mamma e i congiunti . La gioia però presto svanì, poichè la sofferente si aggravò e non diede alcun segno di vita . Così per più giorni . Informata perchè pregassi, addoloratissima, mi rivolsi al Servo di Dio Don F. Rinaldi, dal quale avevo già ottenuto altre grazie ; e con stupore dei professori curanti, mia sorella, che sembrava dovesse spirare da un momento all'altro, rinvenne, cominciò a migliorare ed oggi gode perfetta salute . Il bimbo, di nome Salvo, cresce bello, sano e vivace . Melilli (Siracusa) Suor VINCENZINA MAZZOTTA, F .M .A . Margherita Bolla (Torino) rende pubbliche grazie a D . R . per i molteplici favori ottenuti e per aver evitato alla sorella un'operazione . Luigia Vindrola (Viù-Torino) ottenne da D . R. di guarire dalle conseguenze di una caduta . Ernestina Motta (Boffalora Ticino) affidò a D . R . l'esito del concorso della sorella e fu pienamente esaudita . Alfredo Ciarrocchi (Torino) aveva il suo bambino Paolo malato grave ; applicata la reliquia di D . R ., cominciò subito il miglioramento . Una Figlia di M . A . (Casa M . Mazzarello-Torino) attribuisce al Servo di Dio D . R . la guarigione rapida di una sorella da malattia polmonare . Veglia Ottazzi (Sestri Ponente) è riconoscente a D . R. per il felice esito dell'operazione di cateratta subita dalla mamma . Carlotta Basetta (Mede Lomellina) dichiara di aver più volte sperimentata la paterna assistenza di D . R ., ma in modo particolare in momenti di angoscia . Pietro Bencistà (Firenze) si è rivolto con fede a D . R . e ha ottenuto la grazia di risolvere una penosa questione che sembrava insolubile. Giovanna Mizia (Cerano-Novara) solo invocando l'intercessione di D . R . ottenne una grande grazia per il figlio . Margherita Fornaciari Ferrari (Reggio E .) rende grazie a D . R . per la guarigione della figliuola . Clementina Tarabra (Priocca-Cuneo) soffriva da cinque mesi male a una gamba ; le cure erano vane ; si rivolse a D . R . applicandone l'immagine e ottenne perfetta guarigione . F. e M. Negri (Grignasco Sesia) pregano pubblicare la loro riconoscenza a D . R . per segnalatissime grazie ricevute . Can. Alessio Hadner (Genova) impetrò da D . R . la guarigione da diabete, male che ritardava la guarigione da altri malanni . Prof. Emilia Meroni (Milano) colpita da un male che la preoccupava assai, si rivolse alla Vergine Immacolata interponendo la mediazione di D . R . e ottenne la guarigione . Enrichetta Aranio de Zottebohm (Villa Altamira-San Salvador) attribuisce all'intercessione di D . R . la grazia di aver avuto un bambino che aveva atteso in vano per 9 anni e che chiamò Giovanni Filippo in onore di Don Bosco e di Don Rinaldi . Don Giorgio Gherardi, Parroco di Savignano sul Panaro (Modena) è riconoscentissimo al Servo di Dio D . F . R . per la protezione accordata a diverse persone, le quali, in difficili circostanze . ottennero segnalati favori . 34.1) _Per intercessione di ALTRI SERVI DI DIO La Madonna voleva concedere la grazia attraverso la sua figlia Laura Vicufia . Infatti, appena ci rivolgemmo a lei e mandammo l'immagine con la preghiera alla mamma perchè si unisse alle nostre suppliche, la piccola Ivana incominciò a migliorare, e ora a distanza di due mesi sta bene e il suo sviluppo è del tutto normale . I genitori, felici e riconoscenti si uniscono a noi per ringraziare, con preghiera di pubblicare la grazia . Suor ERSILIA CANTA DON BELTRAMI L'angelica fanciulla bruciò le tappe È sensibile alle preghiere dei malati Da parecchi anni ero afflitta da pleurite cronica, da disturbi cardiaci e da acciacchi diversi dovuti all'età, che mi costringevano a letto ogni inverno per mesi . Un giorno, pensando a Don Andrea Beltrarrli che tanto aveva sofferto, lo pregai fervidamente . E oggi posso dichiarare con la più viva riconoscenza che sono tre inverni che passo senza tenere il letto . Invio perciò una piccola offerta per la causa della sua beatificazione . ROSA FALCHERO Mondovì Brea (Cuneo) In un momento di fondato e grave timore - non soltanto mio, ma anche del medico - che fossero per rinnovarsi antichi fatti polmonari, con grande fiducia ricorsi a Laura Vicufia . Mi fu ordinata la radiografia, e pensai: essa servirà, a suo tempo, a dimostrare la grazia ottenuta . Invece l'angelica fanciulla bruciò le tappe . L'esito radiografico tranquillizzò tutti completamente . L'ultimo giorno della novena potei riprendere la celebrazione della santa Messa, pieno di riconoscenza verso sì valida Interceditrice presso il trono di Dio e il Cuore Immacolato della Vergine Ausiliatrice . Caselette (Torino) Sac. TARCISio SAVAR , S .D .B . SUOR TERESA VALSÈ-PANTELLINI Guarita da tetano Una nostra giovane india, lavorando, si fece una profonda ferita al piede . Fu subito medicata e messa a riposo . Dopo otto giorni si manifestarono i sintomi del tetano : irrigidimento della spina dorsale e del mento, acuti dolori diffusi, febbre alta e grande difficoltà di respirazione . L'infermiera le fece l'iniezione antitetanica, ma non si aveva la dose sufficiente per la gravità del male, ne, data la distanza, era possibile chiederne alle altre Missioni . Non v'era perciò speranza di salvezza . Si chiamò subito il Sacerdote che constatò egli pure come il caso fosse gravissimo . Intanto, insieme con le indiette incominciammo una fervorosa novena alla Serva di Dio Suor Teresa Valsè, mettendo la reliquia sotto il capezzale dell'inferma . Con nostra grande meraviglia, questa incominciò a migliorare e, dopo sei giorni, riuscì a parlare e potè ricevere la santa Comunione . Ora sta completamente bene . Noi lo diciamo un vero miracolo, anche perchè mancava ogni mezzo umano di cura . Siamo però spiacenti di non poter presentare il certificato medico, trovandoci nelle Missioni . Taracud (Brasile) Suor EMMA GUIDOrro, F .M .A . LAURA VICURA Ottengono la guarigione appena invocano Laura Il sig . Mario Scomparin, mentre sistemava l'impianto tecnico nel nostro Istituto, fu rallegrato dalla nascita della primogenita . Ma la sua gioia durò poco, perchè dopo soli cinque giorni una grave intossicazione mise in pericolo la vita della bambina . Suore e orfane pregarono con insistenza e fervore la Madonna, ma i giorni passavano e le condizioni della povera piccina si facevano più gravi e poi disperate con il sopraggiungere di una grave bronchite capillare . 350 La sottoscritta Maria Colli ringrazia vivamente la Serva di Dio Laura Vicufia per la valida intercessione accordatale in un delicato, difficile, incerto intervento chirurgico, aggravato da complicazioni cardiache . Parma MARIA COLLI ZEFFIRINO NAMUNCURÀ Felice esito di un'operazione eccezionale Alla nascita del nostro piccolo si constatò che aveva un tratto d'intestino non sviluppato . L'unica soluzione era un delicatissimo intervento chirurgico . Lo affidammo quindi a Zeffirino Namuncura, applicandogli una reliquia . Dopo pochi giorni veniva operato con pieno successo . Risultò che quella era la prima operazione del genere che ebbe esito felice nel Sudamerica . Il bambino ora gode perfetta salute . Buenos Aires MARIA ELENA REPETTO DE RAMAYON Firma anche il Dr . GIULio ROCCA RIVAROLA Due guarigioni complete Adempio la promessa di pubblicare due grazie ottenute da Zeffirino . La prima è la guarigione di un fratello colpito da paralisi cerebrale . I medici dell'ospedale avevano dichiarato che, anche salva la vita, sarebbe sempre rimasto affondato in un seggiolone . Lo raccomandai a Zeffirino promettendo di pubblicare la grazia se il fratello si fosse alzato entro il mese . Il giorno 24 passeggiava per la corsià tra l'ammirazione dei malati e dei medici . La seconda grazia Zeffirino me la ottenne in favore di un'inferma mia amica alla quale i medici davano poche ore di vita . Posi la reliquia sopra l'inferma . Pochi minuti dopo, essa aprì gli occhi, mi sorrise e, prendendo in mano l'immagine, la baciò e se la pose sul petto . Il miglioramento cominciato in quell'istante è oggi perfetto . Buenos Aires GIOVANNA GARAY DE BLANCHARD Salesiani defunti Sae. Pietro Radoha, t a Murska Sobota (Jugoslavia) . Sac. Teodoro Sartoríus, t a Monaco (Germania) a 71 anno . Sao. Riccardo Acuita, t Sac. Gustavo Piérard, a Siviglia (Spagna) a 68 anni . t a Lierneux (Belgio) a 62 anni . . Sac. Guglielmo Meíer, t a Monaco (Germania) a 58 anni . Ch. Emanuele Días, t a Oporto (Portogallo) a 24 anni . Coad. Giovanni Huhulski, t a Kielce (Polonia) a 75 anni . Coad. Michele Diforti, t a Estoril (Portogallo) . Coad. Adalberto Repak, t a Marszalki (Polonia) a 74 anni . Cooperatori defunti D . Luigi Maggioni, parroco di Bedero Valcuvia (Varese), Diocesi di Como . Si è spento nella sua Parrocchia il giorno 2 p . p . Per un ventennio aveva governato fortiter et suaviter le anime a lui affidate . Aveva compiuti i suoi primi studi ginnasiali nell'istituto salesiano del Martinetto, negli anni 1906-7-8-9, allora aperto per i Figli di Maria . Più tardi entrato nel Seminario della sua Diocesi, veniva ordinato sacerdote . Era un cooperatore ed ex allievo affezionatissimo . Ricordava con le lacrime agli occhi i suoi antichi maestri . Fu in Sardegna per diversi anni e ritornato in Lombardia e nominato Parroco di Bedero, celebrava ogni anno con un fervore particolare le feste salesiane . Per Maria SS . Ausiliatrice e per Don Bosco aveva acceso un fervore generale nella sua Parrocchia . Contentissimo di avere spesso predicatori salesiani . È stato sepolto a Bernareggio, suo paese nativo . Nella sua Parrocchia ha lasciato no rimpianto generale . Barla Domenico, morto ad Arma di Taggia . Fu di vita cristiana esemplare ; aderì con entusiasmo al programma della Terza Famiglia e già era disposto ad organizzare un gruppo attivo di uomini '' zelatori " per realizzare alcune direttive di bene esposte nel raduno della prima Conferenza annuale a cui partecipò . Egli stesso in piena adunanza si alzò a chiedere il diploma di zelatore con promessa di quanto sopra . Un incidente stradale lo condusse al cielo dove ricevette il diploma sospirato come premio della eterna vita . Bozio •Delmastro Rosa, t a Coggiola il 14-v1-x957 . Madre del salesiano Don Gioachino, fu donna semplice, retta, timorata di Dio e aliena dal male . Solida nel lavoro, amabile nel carattere, cristiana veramente nell'anima, ebbe da natura una fibra invidiabilissima, che, corroborata dalla grazia e dalla preghiera, pur tra pene e dolori, ella adoperò per ogni opera di bene a favore dei suoi familiari e del prossimo . Un'embolia con paralisi progressiva stroncò improvvisamente la sua preziosa esistenza a 79 anni . Fu dai compaesani benvoluta in vita, compianta e onorata in morte . Le risplenda la luce sempiterna! Felícína Ruggerí, t ad All Terme a 47 anni . Creatura privilegiata, visse di sofferenza, di candore, di amore . Colpita all'età di tre anni da una forma grave di poliomielite, non potè mai fare uso delle sue membra . Però non perdette il suo abituale sorriso ; il ricorso costante alla Madonna le infondeva tanto conforto ee tanta gioia, da renderla felice nel quotidiano martirio . Il suo passaggio fu il volo di un Angelo che aveva lievemente sfiorato la terra . Nella Martini, t a Mezzano Scotti (Piacenza) . Insegnante per oltre 35 anni, seppe trasfondere nelle anime a lei affidate i tesori della sua fede e del suo nobile cuore . Tempra di apostolo, consumò le sue più belle energie a difesa degli ideali cristiani e fu valida collaboratrice in ogni opera di apostolato e di carità . Cooperatrice salesiana, vide nella sapienza educativa di Don Bosco la via maestra per cattivarsi l'affetto degli allievi e formarli ad un profondo senso cristiano della vita . Per questo quando mancò tutto il paese pianse in lei la perdita di una u mamma a . Rosa Ciceri in Meroní, t il xz-V-x957 a 75 anni . Sorridente in une dolce visione di cielo, si è spenta questa fervente Cooperatrice, che aveva offerto con lieta generosità uno dei suoi dieci figli - Don Attilio - a San Giovanni Bosco da lei tanto amato e invocato . Teresa Sina ved. Síbona, t a Torino il 19-v-1957 a 72 anni . Visse il suo programma « La volontà di Dio in ogni cosa* . Diede generosamente le sue due uniche figlie al Signore : la prima fra le Terziarie Francescane di Susa e la seconda tra le Figlie di Maria Ausiliatrice . Maria Santina Fornara, t a Borgomanero ad 89 anni . Madre di 1z figli, di cui uno Sacerdote . Religione e famiglia furono gl'ideali luminosi della sua vita esemplare, pia, operosa e retta. Fu tra le prime Cooperatrici della sua città . Altri Cooperatori defunti Gíacotto Pietro, t a Nichelino (Torino) I'8-vr1-1957 a 73 anni . Papà del nostro Don Giuseppe, Delegato dei Cooperatori e degli Ex allievi del Brasile, trascorse la sua vita nel sereno adempimento dei suoi doveri di famiglia e di lavoro, dando ai suoi cari l'esempio di generosa dedizione in costante alacrità di spirito e giovialità di carattere, che conservò fino all'ultimo istante chiedendo e ricevendo con edificante divozione tutti i conforti religiosi, ofirendo al Signore il sacrificio della lontananza del figlio, santamente orgoglioso del suo fervido apostolato . Andreucci Lucia - Bobbio Santina - Campi Mady - Cardona Ponzone Lucia - Carrara Emilia - Chiozza Carlo Coppini Carlo - Focardi Egidio - Furiga Sira - Giunta Serafino - Guazzoni D . Enea - Gubba Antonio Angelo Langone Rosina - Lazzarin Giovanni - Maggioni D . Luigi Maglio D . Giov . Batt . - Testone Dottori Giovanna - Valentini Natalina . Giacomo Cocco, t a Grugliasco (Torino) . Uomo dal cuore grande e ricco di fede pratica, non solo esultò quando il figlio Luigi lo lasciò per seguire la sua vocazione di salesiano e di missionario, ma ne affiancò anche l'opera apostolica con zelo generoso e sacrificato . L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con Decreto 12 gennaio 1924, n . 22, può legalmente ricevere Legati ed Eredità . Ad evitare possibili contestazioni si consigliano le seguenti formule : Giuseppe Cominola, t a Villafalletto (Cuneo) il 6-vi-1957 . Amò grandemente S . G . Bosco e le sue opere . Il suo desiderio era di poter avere i Salesiani nel proprio paese per la educazione della gioventù ; non essendo attuabile il suo ideale, cercò sempre d'indirizzare i giovanetti bisognosi alle case Salesiane . Il Signore volle provare la sua fede e la sua generosità, chiedendogli non lievi sacrifici e l'unica figlia per l'Istituto delle Suore di Maria Ausiliatrice . Se trattasi d'un Legato : « ,,, lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo di legato la somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in . . . » . Russotto Gaetana, t a Cammarata (Agrigento) il 19-V-x957 . Donna di profonda fede e di pietà eucaristica e mariana ardentissima . La sua vita non lunga e piena di sofferenze fu tutta dedicata al lavoro, in cui stava unita col suo Signore, e alla educazione cristiana dei figli . Nei suoi discorsi non mancava il pensiero cristiano . Devotissima a Don Bosco e a Maria Ausiliatrice che la premiarono con la vocazione sacerdotale nella Congregazione Salesiana di uno dei suoi figli . Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa : e . . . Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale l'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino, lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo a . (luogo e data) (firma per esteso) 351 X t 111-- , TOTALE MINIMO PER BORSA L . 50 .000 Borse complete Borsa Gadda Giuseppina e Piero Coniugi, a cura dei figa D . Felice, Carlo, Angelo e Beatrice (Varese) - Tot . 70 .000 . Borsa San Giovanni Bosco, a cura di N . N . - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice, a cura di N . N . - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice, secondo le intenzioni di N. N . - L . 50 .000 . Borsa San Domenico Savio, a cura di F . Z. (Padova) L . 50 .000 . Borsa Pio XII, a cura dell'ing . Antonio Revessi (Roma) - (tre borse) L. 300 .000. Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura di L . P. (Torino) L . 50 .000 . Borsa San Giovanni Bosco, a cura di N . N . - L . 50 .000 . Borsa San Domenico Savio, a cura di Josefina Lopez (Messico) - L . 6o .ooo . Borsa Anzini Don Abbondio (9a) Vangelo unificato, una ex allieva a cura di anime riconoscenti - L . 50 .000 . Borsa Rossi Toffoloni Linda (8a), a cura dei figli Gaetano, Rina, Antonio (Vicenza) - L . 50 .000 . Borsa Don Rua Michele Venerabile, a cura della fam . Felice Castellano (Pescara) - Tot . 8o .ooo . Borsa Rua Don Michele Venerabile, a cura della fam . Vincenzo De Cecco (Pescara) - Tot . 8o .ooo . Borsa S . Giuseppe, secondo le intenzioni di Maria Tortelli (Torino) - L . 50 .000 . Borsa Maria Auxilium Christianorum - Tota pulchra es Maria - Don Michele Rua e Don Rinaldi, pregate per me ora e sempre, a cura di A . G . (Pesaro) - L . 50 .000 . Borsa S . Cuore di Gesù, Maria Ausiliatrice e Don Bosco, aiutate, assistete e proteggete la mia famiglia, a cura di Suor Angela D'Anioni (Trapani) - L. 50 .000 . Borsa $S . Trinità, Immacolata Ausiliatrice Regina, a cura di Maria Sammartino (Caserta) - L . 53 .000 . Borsa Mater Misericordiae, a cura di L . G . (Ascoli Piceno) L . 50 .000 . . Borsa S . Domenico Savio e Don Filippo Rinaldi, per avere vinto un concorso, a cura di Modica Nunziatina (Catania) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in ringraziamento, implorando protezione, a cura di A. G . (Cuneo) - L . 5o .ooo . Borsa SS . Cuori di Gesù, Maria e Santi Salesiani, proteggete i miei figli, a cura di Clementina Giovannini (Lucca) L . . 50.000 . Borsa Bigetto Nicola, per un seminarista salesiano, a cura di Giulia Nicola-Serafini (Pavia) - L . 50 .000 . Borsa La messe è molta gli operai sono pochi, a cura di Calza Angelo (Mantova) - L . 5o .ooo. Borsa Maria Ausiliatrice, S . Giovanni Bosco e S . Domenico Savio, a cura di A . A. - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice, S . Giovanni Bosco e S . Maria Mazzarello, a cura di Mossino Caterina - L . 50 .000 . Borsa Don Bosco e Domenico Savio, a cura di S . M . C. - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice pensaci Tu, a cura di G . M . L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice, S. Giovanni Bosco e Don F . Rinaldi, a cura di R . C. S . - L. 50 .000. BOLLETTINO SALESIANO l o SETTEMBRE 1957 A . LXXX1 . N . 17 If~l~~/ZII%ll Borsa Maria Ausiliatrice e Don Michele Rua Venerabile, a cura della Casa salesiana C . Cagliero d'Ivrea - L . 50.000 . Borsa Sacro Cuore di Gesù, Maria Ausiliatrice, S . Giovanni Bosco e tutti i Santi Salesiani, secondo le intenzioni di Michelina Gorini Melis (Cagliari) - L. 50 .000 . Borsa Liccio Giovanni Beato (Palermo) promossa da D . Fasolo e offerte raccolte dall'Ara Mons . Teotista Panzega - L. 50 .000. Borsa S . Cuore di Gesù e Maria Ausiliatrice, a suffr . dei cari defunti di C . G . (Piacenza) - L . 50 .000 . Borsa Berardo Anna e suoi defunti, chiedendo la grazia di una buona morte (Cuneo) - L . 50 .000 . Borsa Divina Provvidenza (11a), a cura di Boglione Francesco - Tot . 52.300 . Borsa Gli educatori al loro Santo (6a) in memoria del prof. De Bono Enrico ; faro . Paschetto-De Bono 3000 ; prof . G . Corradi 500 ; N . N . 100 ; prof. Della Casa x000 ; Brunetti prof. Francesco e signora 500 ; prof. C . e T . Paschetto 500 ; Rossotto Domenica 5oo ; N . N . 5000 ; N . N . 2000 - Tot . 50 .000 . Borsa Loos Don Giacobbe, a cura di F . E . (Pesaro) - Tot. 59 .270 . Borsa Immacolato Cuore di Maria (3a) per un chierico indigeno, a cura di Cubeta Giuseppe (Messina) - L . 50 .000. Borsa Gli educatori al loro Santo (7a) in memoria dell'ing . comm. A . Bianchi - Margherita Rosso iooo ; nob . sorelle Roero di Monticello iooo ; Erminia Vanzaghi e fam . zooo ; prof . G . Corradi 5oo ; prof. Ines Franchi 300 ; Unia Ester iooo ; N . N . in ringr . 2000 ; Olimpia Boggia 5oo ; Nunzia Bianchi 5000 - Tot . 50 .200 . Borsa S . G . Bosco veglia su di noi e a suffr. di Mario Pesenti, a cura della vedova G . Gussoni (Varese) - L . 50 .000 . Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura di G . G . e famiglia (Sondrio) - L. 50 .000 . Borse Ausiliatrice Regina, a cura del doti . Panizzi Carlo (Imperia) (tre borse) - L . 1 5 0 - 000 Borsa Aragone, promossa da D . Fasulo, offerte raccolte dall'Arc . Can . D. Giuseppe Terranova - dott . Damiano Giovanni 3000 ; geom. Alaimo Francesco tono ; avv. Di Stefano Fedrico tono ; Galluzzo Alfonso tono ; Guerrera Luigi 1000 ; Parelio Luigi 1000 ; geom . Pulselli Salvatore 1000 ; Cucchiara Antonina ins . 1000 ; Gandolfo Caterina sono ; Latino Anna ins . 1000 ; vari 13 .000 ; sac . Cipolla Carmelo 25 .000 - Tot . 50 .000 . Borsa Dio misericordioso esauditemi!, a cura di Salvatore S . (Palermo) - L . 50 .000 . Borsa Per ottenere una grazia spirituale, a cura della famiglia Peloso (Vicenza) - L . 250 .000 . Borsa Maniscalchi Dott . Salvatore, in suffr. e ricordo, a cura della consorte Antonina Ferrara ved . M . (Palermo) - L. 50 .000 . Borsa Grazie, Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, per la grazia ric . (Lecce), a cura di Suor Rita Corriolo - L. 50 .000 . Borsa San Delfino, a cura di M . B . - L. 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e S . G. Bosco, in suffr . dei miei genitori, sorelle, fratelli e dell'anima mia, a cura di R . N. (Ragusa) - L. 50 .000 . Borsa Rinaldi Don Filippo, Servo di Dio, in suffr . di Maria Mignone Delfino, a cura della sorella Margherita M . (Cuneo) - L. 50 .000 . Borsa Barletta Domenico e Anna coniugi, a cura della vedova Anna-Biasi-Barletta (Bari) - L . 50 .000 . (contrnua) Autorizzaz. del Tribunale di Torino in data 16-z-1949-n . 403 . Con approvazione ecclesiastica . Dirett. rese . : Sac . Dott . PIETRO ZERBINO, via M . Ausiliatrice z2 Torino (712) - Off. Grafiche SEI 152 w Divozione mariana CALVI SAC . G . B . La mia piccola novena a Maria Immacolata . Pag . 12, formato tascabile L . 10 ARTUSIO P . MARCELLINO, C. S . Tesoro mariano. Preghiere e pie pratiche ad onore di Maria SS ., arricchite dai Sommi Pontefici di indulgenze . Volumetto di pa- gine 400 . In tela, fogli rossi L. 250 CARMAGNOLA SAC . ALBINO Il mese di Maria Ausiliatrice. Letture con esempi . Pag . 116, in-i6 L9o CASTELLANO N . M- Ascetica mariana IA mese di Maria Ausiliatrice . Nuove z a edizione L. i 5o 'letture ed esempi . ALFONSO (SANT') M . DE LIGUORI Maria SS . nelle principali sue feste . Letture con esempi e preghiere . Pag . 184 L. 5o GRIGNON DE MONTFOR'I Trattato della vera divozione a Maria SS . (Pie . B . A .) 2a edizione L . 200 ANZINI SAC . ABBONDIO Maria SS . Ausiliatrice nella vita dì S . Giovanni Bosco . Letture edificanti, fioretti e preghiere per il mese dell'Ausiliatrice . Nuova edizione, zo° migliaio L. go LOBETTI RODOLFO I misteri del Rosario . Centocinquanta letture sui misteri del Santo Rosario . Volume in-i6 di pag . 282 L . 250 BASILONE SAC. GIUSEPPE L'Immacolata Concezione . Novena con Mariologia esempi . Pag . 100, tormato tascabile L. 40 Voi . 11 . LA VISIONE DI LOURDES. Pag . 8o, formato tascabile L. 40 L'Ausiliatrice commemorata il 24 d'ogni VOI . I . IL SENSO DEL DOGMA . mese . Doppia serie di brevi considerazioni . Pag . 172, formato tascabile L. 8o BOSCO (SAN) GIOVANNI Il mese di maggio consacrato a !Ilaria Santissima Immacolata, ad uso del popolo . 45° migliaio Pag . zio, formato tascabile L . 15o Nove giorni consacrati all'augusta Madre del Salvatore sotto il titolo di Maria SS . Ausiliatrice . 15a ediz . Pag . 96, formato tascabile L. 40 BERTETTO - BROCARDO - CASTANO DA SILVA - GNOLFO - FIOR A LEONCIO L'Ausiliatrice nel domma e nel culto . Relazioni presentate al Congresso di Mariologia internazionale, Roma, 195o . Volume in-8, pag . 16o . Illustrato . Biblioteca della rivista Salesianum . Voi . XIII L . -,So Il trattato « De assumptione Beatae Mariae Virginis » dello pseudo-Agostino e il suo influsso nella reologia Assunzionistica Latina . Volume a cura di GIUSEPPE QUADRIO, in-8 grande . Pag. xvI-428 L . 2500 BERTETTO DOMENICO Maria nel domma cattolico . Trattato di Ltlariologia Volume in-8, pag . XVI-528 L . 2000 CALVI SAC . G . h . La mia novena a Maria Immacolata . 2a ediz . 6° migliaio . Pag . 96, formato tascabile L. zo (Eremita del Monte Faito) L'apostolato mariano della sofferenza . Volume in-i6, pag . 432 L . 700 VIVODA ANTONIO Per ordinazioni rivolgersi alla SOCIETÀ EDITRICE INTERNAZIONALE Corso Regina Margherita 176 - Torino 725 - e . e. p . 2/171 IGINO GIORDANI un prete di campagna pagine 240 con illustrazioni fotografiche lire 600 SOCIETÀ EDITRICE INTERNAZIONALE Questa biografia dell'indimenticabile Papa Sarto (Santo della trionfante Madre Chiesa) è precisa e documentata in ogni particolare, ma non per questo essa si può dire opera di erudizione : il Giordani ne ha fatto anche un segno d'amore . a libro, poi, è scritto con quella piacevolezza narrativa che contraddistingue la prosa forbita e antiretorica del Giordani . per ordinazioni rivolgersi alla SEI Corso Regina Margherita, 176 - TORINO conto corrente postale 21171