Don Bosco sapeva
che non ci può essere letizia
nell'anima del fanciullo
se non a contatto di Gesù
Perciò ha sospinto i giovani alla
maggior frequenza dei Sacramenti
della Confessione e della Comunione
Solo così si conserva e si rinnova
la giovinezza dello spirito :
cuore e occhi
sfavillano come un cristallo
percosso dal sole
B
ANNO LXXXT . N.17 • 1 ° SETTEMBRE 1957
fJlIobfr? 1 BEATA VERGINE DEL ROSARIO
La Vergine nella teo ;ogia,
nella filosofia e nell'ascet .ca
soavi, anche le illustrazioni, i tipi, lo splendore dell'edizione lo solleciteranno verso
quella santa gioia che fu nei propositi di
chi scrisse e di chi stampò il bel libro.
ALBRECHT P . GIUSTINO, O . S . B .
La Madre di Dio . Teologia e ascetica dei
culto mariano . Versione autorizzata dal tedesco di una Clarissa del Monastero di
Santa Maria degli Angeli, in Fiesole .
Pag . 184
L . 220
MOCENIGO SORANZO T .
Mater Amabilis . Elevazioni nella vita di
Maria Santissima . Pag . 138
L.
5o
VALORI ETRE MARIA
DE SEGUR GASTONE
La SS . Vergine nei commenti dei Santi
Padri . Pagg . 338
L . 250
Maria e il suo Cuore . Volumetto in-24
con ricca copertina in tricromia, di pag . 128
L . 100
GORRINO SAC . ACHILLE
Predicazione mariana
Maria Santissima Madre di Dio e Madre
nostra . Grandezza, privilegi, uffici . Note
critiche di teologia . Volume in-i6. Pag . - 1qo
L . i8o
Auxilium Christianorum . L'Ausiliatrice
della Chiesa e del Papa . Relazioni commemorative per il cinquantenario dell'Incoronazione
di Maria e Auxilium Christianorum » nella
sua Basilica in Torino
L. iooo
CARMAGNOLA SAC . ALBINO
La porta del Cielo . 33 discorsi per il mese
L . 400
di maggio . Pag . 439 in-16
LARDONE CAN . DOTT. GIOVANNI
Maria Ausiliatrice. Discorsi per il mese e
la solennità della Madonna di Don' Bosco
tenuti nella sua Basilica di Torino il 1934 .
Volume in-16 di pag . 440
L . 300
Vite della Madonna
PAOLI P. GIOVANNI
CAPPELLO- PASSAR ELLI E .
La Mamma del Bambino Gesù. Voi .
in-8 di pag . 196 riccamente illustrato
L. looo
li bambino a cui si vorrà affidare l'opera
stupenda della Cappe]lo-Passarelli toccherà
il meraviglioso ; e mentre le chiare pagine
gli diranno con scorci di Vangelo cose pure .
Incontri di Maria e incontri nostri .
Letture e spunti di predicazione per il mese
di maggio . Volume in-16 di pag . 392 L . 6oo
SABA rEoL . AGOSTINO
Maria Vergine Immacolata . Dieci discorsi
storici sul dogma di Maria Immacolata L. 140
continua in 3a di copertina)
Per ordinazioni rivolgersi alla
SOCIETÀ EDITRICE INTERNAZIONALE
Corso Regina Margherita 176 - Torino 725 - e . e . p . 2/171
ORGANO
f/rna
DEI
COOPERATORI
SALESIANI
s neraaiq/osa
"Città Iiiouanile"
Oratorio : opera prima di Bon Bosco
Il padre gesuita Mario Barbera ha fatto questo
acuto e importante rilievo :
« Il modo educativo di Don Bosco ci appare,
nell'Oratorio Salesiano, come il più compiuto e
armonioso, il più naturale e agevole che si sia
mai avuto sinora nella tradizione educativa della
Chiesa, pur collegandosi alle precedenti e consimili
istituzioni, specialmente all'Oratorio di S . Filippo Neri . . . Nella storia della Chiesa non si trova
nessun altro, al pari di Don Bosco, interamente
e-totalmente dato alla educazione della gioventù,
dalla più tenera infanzia alla vecchiaia, fino
all'ultimo respiro » .
L'Oratorio rimane dunque l'opera prima di
Don Bosco : prima in ordine di tempo e di fondazione e, necessariamente, prima per la sua fondamentale e insostituibile importanza .
Oratorio vuol dire « luogo di
preghiera» ; Don Bosco lo volle
chiamare così, quando Francesco Pinardi gli affittò in Torino, tramite il teologo Borel,
per lire 300 «in buona moneta»
(come dice il contratto del
lo aprile 1846) «tre membri di
un camerone oblungo con cortile davanti e a lato*. Fu appunto lì che nacque la più
splendida opera educativa del
secolo .
Con l'Oratorio Don Bosco ha
voluto afferrare il giovane e
impegnarlo in « uno sviluppo
completo e armonico delle sue qualità e dei suoi
interessi giovanili » .
Ecco alcune caratteristiche che definiscono e
distinguono da tutti l'Oratorio di Don Bosco :
Un continuo lievito di amicizia
Per Don Bosco il superiore (sacerdote, chierico,
coadiutore) è l'amico, il fratello, il compagno
del giovane. La vita dell'educatore salesiano è
legata interamente ai giovani, ne è quasi assorbita, e fusa . Egli vive sempre in mezzo a loro .
Con loro gioca e canta, discute e conversa ; con
ciascuno di loro parla, da amico, nella sala, in
cortile, in chiesa, dovunque . Non soltanto ama
i ragazzi, ma fa in modo che essi si accorgano
di essere amati .
Non è forse bello circondarsi così di pianticelle
giovani e frementi, legarle con l'amicizia al pro-
Giochi di ragazzi nord-americani, amorevolmente assistiti e vigilati
dall'assistente salesiano .
'121
prio tronco diritto e sicuro, per crescere insieme
in uno squisito atto di amore, ed essere il sale
della terra che dà sapore alle anime? Don Bosco
ha voluto questo continuo lievito di amicizia
che faccia fermentare e sollevi la pasta giovanile .
Avviamento alla riflessione
L'Oratorio è scuola . Il primo posto va all'istruzione catechistica, completa, - - adatta alle
varie età, senza lacune e senza compromessi .
La fede si incrementa con la parola ascoltata .
Istruzione pratica e sostanziosa, occasionale e
continua, che trascini i giovani alla riflessione,
al lavoro personale, all'amicizia con Gesù . Noi
conosciamo l'importanza che Don Bosco diede
alla cultura religiosa : il dogma, la morale, la storia
della Chiesa e del Vecchio Testamento erano
all'ordine del giorno nell'Oratorio . E tutto veniva presentato in maniera brillante e attraente,
in modo che le giovani menti dei fanciulli restassero illuminate dalle sfolgoranti verità della Fede .
h, curioso notare che Don Bosco dette un'importanza straordinaria alla predicazione dei Novissimi, fissandone il momento più suggestivo
nell'Esercizio mensile della Buona Morte, dove
il ragazzo viene tuffato in una specie di meditazione sui suoi destini eterni e si accosta ai
Sacramenti, come se si trovasse in fin di vita .
Fu sublime e audace Don Bosco nel volere che
i suoi giovani facessero « la prova della morte »
e si allenassero a quel giorno supremo e decisivo
che è anche il giorno natalizio . Così questo . ritiro mensile viene a interrompere e a sospendere
l'esuberante attività giovanile e si incunea tra
un torneo di gioco e una passeggiata, non smorzando, ma alimentando la carica di gioia e di allegria che deve esserci nell'anima di ogni ragazzo .
Don Bosco non vuole parate di Comunioni,
che facciano colpo sui visitatori o accontentino
i superiori, esclude le confessioni fatte con fretta .
Dà libertà massima e massima comodità, ma
esige calma e riflessione .
Questo della riflessione è un chiodo di Don
Bosco . Egli conosceva bene la natura irriflessiva
Allegria musicale tra i giovani di un Oratorio salesiano
322
dei giovani, voleva farne uomini coscienti e si
servì perciò di tutti i mezzi che gli suggeriva
la sua inesauribile inventiva . Ecco quindi il
segreto delle paroline all'orecchio, sussurrate in
cortile a questo e a quello ; le sagge riflessioni
fatte scivolare in ogni avviso e suggerimento .
Insiste sul modo di confessarsi con frutto, punta
molto sulla parte umana della confessione : esame
di coscienza, dolore, proposito pratico ed efficace .
Nelle confessioni ben fatte dei giovanetti oratoriani trionfa il binomio di Don Bosco : ragione e
religione .
Non potete immaginarlo silenzioso
«L'Oratorio di Don Bosco è interclassista,
aperto a tutti*, Anche se ci dev'essere, naturalmente, una certa divisione di età nelle sale da
gioco, e di classi nelle lezioni di catechismo, va
sempre assolutamente esclusa ogni separazione di
condizione sociale, ogni discriminazione di casta . Il
povero e il ricco, lo studente e l'operaio imparano
a vivere insieme, a giocare insieme, a pregare
insieme . « L'Oratorio è un lieto e rumoroso convivere di molti », che fin da giovani vengono prevenuti e immunizzati dal pericoloso odio di classe .
La prima tettoia Pinardi, così misera, aveva
una grande ricchezza, una, inconfondibile ricchezza
salesiana : il «cortile, davanti e a lato » . Oratorio
senza cortile è come (lire un uomo senza polmoni . Non potete immaginare un oratorio salesiano che non strepiti di vita chiassosa e rulnorosa, come non potete raffigurarvi una centrale
elettrica senza il ronzio vibrante delle turbine e
le fragorose cascate d'acqua . Il gioco movimentato
è segno di vitalità, di salute fisica e spirituale .
« Cortile vivo, diavolo morto ; cortile morto,
diavolo vivo» .
Impossibile definirlo
È impossibile, però, definire lo spirito salesiano
che dà vita all'Oratorio . Esso è fatto di tradizioni,
di insegnamenti, di vita di famiglia, di amore, di
serenità e di allegria, soprattutto di vita divina
della Grazia e di vita sacramenta':e ; tutto questo
mescolato insieme, come in una corrente d'aria
fresca e pura che scende dai
ghiacciai e solleva con sé, impalpabile, il profumo delle foreste di pini e (lei prati in fiore .
Così inteso, l'Oratorio afferra
e interessa tutto il ragazzo e,
andando incontro alle sue necessità e alle sue aspirazioni, lo
porta a vivere cristianamente .
« Solo in questo modo - dice
Don Bosco
si può fare del
bene radicale a un paese » .
Frequentando l'Oratorio, il
giovinetto si farà più buono,
crescerà sano e si arricchirà
di tutte quelle virtù, individuali e sociali, che formano
l'incanto di ogni piccolo inquilino di questa meravigliosa
in Thailandia
" città giovanile ' .
" Voglio passare
inosservata "
LA SERVA Di DIO SUOR TERESA VALSÈ-PANTELLINI
NEL CINQUANTENARIO DELLA SUA MORTE
Umile per elezione
Cinquant'anni fa una giovane Figlia di Maria
Ausiliatrice richiesta sul letto di morte quale
fosse stato il programma della sua vita, aveva
svelato timidamente l'intimo segreto con queste
parole «31i sono proposta di passare inosservata» .
La giovane Suora è la Serva di Dio Suor Teresa Valsé-Pantellini spirata santamente in Torino il 3 settembre 1907 : fedele al suo programma
cercò il nascondimento e l'oblio, ma non riuscì
a rimanere inosservata, perchè la rivelò il profumo
della sua virtù ; oggi, dopo cinquant'anni, il suo
nome è ricordato in un preludio di gloria .
L'umiltà amata e voluta fu la . sua luce : umiltà
evangelica, che ella fece sua distogliendo occhio
e cuore da quanto il mondo le offriva e poteva
offrirle .
Non umili, infatti, i natali in Milano, il 10 ottobre 1878 ; la famiglia del Comm . Giuseppe
Valsè-Pantellini era assai distinta per censo e
per tratto . Crebbe in un ambiente di agiatezza,
sebbene non di mondanità, per lo spirito cristiano
di cui era pervaso .
Ebbe una natura ardente, energica, impetuosa,
che sembrava fatta per dominare . Nè fu priva
di belle doti d'intelligenza viva e pronta, affinata
dall'educazione accuratissima ricevuta in famiglia
e in Collegio : aveva una spiccata, inclinazione
alla musica, alla poesia, alla pittura ; e molta
facilità per lo studio delle lingue, favorita anche
dai frequenti viaggi all'estero .
Non le mancava nulla, quindi, per affermarsi
e brillare nella cerchia della società dove il Signore l'aveva posta . Ma Dio prese presto possesso
assoluto della sua anima : il tenero affetto del
babbo, uomo di grande fede, l'esigente severità
della mamma, donna di nobilissimo sentire, l'amorosa cura della pia nonna, l'andarono formando
fin dall'infanzia al santo timor di Dio, all'amore
delle cose celesti, alla pratica della preghiera .
E il dolore, per la precoce morte del babbo,
non tardò a farle sentire la caducità delle gioie
terrene e l'aspirazione alle eterne . . . » Ormai non
potrò più essere felice . . . » - scriveva appena dodicenne al fratello - . . . in certi momenti sento
internamente una smania incomprensibile ; mi
pare di non poter più vivere; allora alzo gli occhi
al Cielo . . . » .
Quello sguardo levato in alto non si abbasserà più .
Di lì a pochi mesi nel Collegio di Poggio
Imperiale a Firenze riceve la sua prima Cornu-
pione e nel fervore del desiderato incontro
con Gesù si dona interamente a Lui col voto
di verginità, che ne segna irrevocabilmente la
via di distacco e d'amore per sempre .
Obbedientissima alla mamma, piena di premurosa bontà verso il fratello maggiore e la
sorellina, è attenta a ogni dovere, aperta a tutte
le esigenze familiari, ma vigile nel custodire
intatto il suo amore per Dio .
A Roma, dove la famiglia s'è trasferita da
Firenze, non rifiuta, per accondiscendere al
volere della mamma, di recarsi aa teatro ; ma nello
spartito dell'Opera chiude un libretto devoto, e
per tutto il tempo del trattenimento non distoglie
sguardo e pensiero dalla meditazione . . .
Nella principesca Villa di Rufina, scompare
all'alba per correre alla Messa e alla Comunione
in Parrocchia, con qualsiasi tempo, e ritornare
in fretta, prima che i familiari si alzino .
S'intrattiene amabilmente con le persone di
servizio, le aiuta, fa loro il Catechismo, recita
insieme ad esse ogni giorno il S . Rosario .
S'interessa dei poveri, dei malati : li visita, li
soccorre e li conforta coi pensieri di fede di cui è
pieno il suo cuore .
A vent'anni, nel fiorire della giovinezza, qualche sguardo si posa su di lei ; ma la risposta è
pronta e decisa ; la scelta è ormai fatta : quella
della prima Comunione .
È fatta anche la scelta della Famiglia Religiosa, dove vivere la propria consacrazione :
l'Istituto , delle Figlie di Maria Ausiliatrice .
Il futuro Mons . Marenco dopo averla esaminata, dirà non sembrarle la sua una vocazione
comune
323
Assolti, con la morte della mamma, i suoi
doveri d'assistenza filiale, e provvisto prudentemente alla sorella minore, tronca energicamente
ogni filo che tenta di trattenerla ancora e va
dove il Signore la chiama .
"Dammi anime"
Il 2 febbraio 1901, sotto gli auspici della Vergine SS ., fa il suo ingresso tra le Figlie di Maria
Ausiliatrice a Roma, dove il 29 settembre dello
stesso anno veste l'Abito religioso . E subito
cerca di nascondersi e quasi di scomparire nella
linea eguale della vita comune .
Verso la fine del Noviziato, lì al Bosco Parrasio
• in Via della Lungara, dove la Casa viene, poi
trasferita, inizia anche il suo tirocinio pratico
d'apostolato oratoriano tra le irrequiete fanciulle
trasteverine .
Quante ne inventano e ne combinano quelle
care oratoriane per mettere a prova la virtù
della loro giovane Assistente! Certe domeniche
sono proprio di battaglia ; ma Sr . Teresa non si
sgomenta e si dà e si prodiga con una dedizione
che non conosce misura . Catechismo, scuola
(li canto, giochi, teatrino . . . e soprattutto e sempre
carità benigna e paziente, che tutto sopporta
• tutto spera . . .
Ecco, un giorno, dopo aver tanto sudato per
preparare un canto d'omaggio per la visita di
Don Rua, sul più bello, certe risatine all'attacco
provocano una stonatura generale, così da finire
in un sonoro fiasco . . . La povera maestra di
musica deve smettere di suonare, tra i bisbigli
• la stizza delle canterine . Ma il Servo di Dio
col suo sguardo di santo, chiede chi sia la giovane Suora seduta al pianoforte, e dice : «Deve
possedere già un bel fondo di virtù per aver saputo
mantenere il pieno dominio di sè in mezzo a una
confusione che avrebbe sconvolto lo spirito piìrù
calmo » .
Un'altra volta, in una festa in teatrino, pre .
sente lo stesso Cardinal Vicario fra una cerchia
d'invitati, al primo squillo della fanfara dei
bersaglieri che stanno sfilando nella via sottostante, d'un balzo come elettrizzate da quelle
note, le oratoriane s'alzano dai loro posti e
scappano alle finestre, seguite dalle compagne
del canto e dalle stesse attrici . . . Presso il palcoscenico deserto, rimane solo Sr . Teresa seduta
al pianoforte, rossa in viso, ma calma . . .
A chi le chiede poi se non si fosse irritata,
risponde : «Oh, sì! . . . ma ho pensato a ciò che Don
Bosco avrebbe fatto in simile circostanza e mi
sono calmata . . . Sono povere ragazze, bisogna che
le computiamo e le aiutiamo . . . » .
Sa, mantenersi paziente e amorevole anche
dinanzi all'atto villano d'una giovanetta incoY3rita che giunge al punto di sputarle in viso . . .
Ed è proprio l'eroica risposta di bontà di Sr . Teresa, che conquista e trasforma la fanciulla,
come deporrà ella stessa, divenuta poi ottima
madre di famiglia, al Processo informativo .
Nè si prodiga solo all'Oratorio, ma anche al
Patronato : un'opera d'assistenza, sociale aperta
32 1
per offrire a quelle medesime giovani trasteverine la possibilità di guadagnarsi il pane nel
laboratorio, e nell'annessa lavanderia e stireria .
Sr . Teresa è l'anima di tutto : cerca il lavoro,
divide e annota la, biancheria da lavare . .. . tiene
la contabilità, vegliando magari fino a tardi . . .
S'industria per far accettare al laboratorio chi
non ne sarebbe meritevole . . . aiuta, consiglia,
incoraggia . . . Visita. le ammalate, ed estende
l'azione benefica della sua carità anche nelle
famiglie strette dal bisogno, avvelenate dalla
campagna socialista, e alcune conquistate dalla
propaganda protestante .
A sera deve essere stanca da non poterne più ;
ma non vi bada e prosegue nel suo generoso
dono d'amore, pensando ad altre conquiste
d'anime, mentre rinnova la propria domanda
missionaria che dovrebbe coronare il suo anelito,
espresso già prima d'entrare nell'Istituto : « dare
il sangue e la vita per Nostro Signore ; ecco la cosa
più bella e desiderabile . . . » .
L'attende invece la missione della sofferenza .
"Posso ancora amare e soffrire . . ."
Assai presto la salute già delicata comincia a
declinare rapidamente . . . Cure, riposo, cambiamento d'aria sembrano rimetterla un po' ; ma
per poco, chè il male insidioso riprende, senza
ormai speranza di guarigione.
La giovane Suora però non si abbatte, non
rimpiange l'apostolato precocemente interrotto,
ma rimane amorosamente abbandonata al volere
divino .
E quando deve dare l'ultimo addio alla Casa
di Roma, per l'infermeria di Torino, anche se
il distacco è sentito nel lasciare per sempre le
sue inconsolabili trasteverine, parte serena .
« Non sono più capace a nulla - scrive - ma
posso ancora amare e soffrire . . . per Gesù! » .
E continua a vivere in amorosa. offerta il
da mihi animas . . .
Si vorrebbe salvare a qualunque costo la preziosa vita e si affida a Don Bosco l'implorata
grazia della guarigione .
Il buon Padre proprio alla vigilia della sua
Venerabilità, il 23 luglio 1907, le compare sorridente vicino al letto, come in attesa . . . L'ammalata appena lo vede, dice subito : « Don Bosco,
non sono io che voglio g uarire. m a Sr. Lenci,
nella camera di là . . . » .
Don Bosco si ritira e va presso l'altra Suora,
inferma da dieci anni, che, vedutolo, si trova
guarita all'istante .
A Sr . Teresa rimane il sorriso di Don Bosco,
quasi promessa di un altro incontro .
Lo rivede infatti al mattino del 3 settembre
successivo, e non più solo . . . «Gesù mi chiama
- dice - Gesù, Diaria Ausiliatrice, Don Bosco . . .
oh! che bellezza! . . . Sono là . . . » .
« Mi chiamano . . . mi chiamano . . . Vengo!» .
Questa la sua fine terrena, in una luce di
Cielo, alle 7 del mattino, l'ora precisa da lei
preannunciata .
Non toccava ancora i 29 anni .
una et~
~rnd~FItArdd~
D~
Corso di preparazione
per Cooperatrici Catechiste
Segnaliamo la seguente iniziativa :
A Napoli-Vomero, dall'i i marzo
u . s . fino al 31 maggio, si ebbe
un corso di preparazione per Cooperatrici-catechiste . Le partecipanti
seguirono
con impegno, fedeltà e vivo interesse la serie di lezioni svolte
da alcuni specialisti in materia .
furono una quarantina e
Avrebbe voluto essere Cooperatore,, . a nove anni
Il giorno dell'Epifania, a Nave (Brescia), volava al cielo un angioletto di bontà :
Giovanni Bussacchini . Il Signore lo volle provare con una dolorosissima malattia .
Non voleva che la mamma piangesse, perchè « altrimenti avrebbe perduto tutti
i meriti» . Alcuni mesi prima di morire, conscio ormai della sua fine non lontana,
se qualche compagno di gioco piangeva per essersi fatto male, gli diceva amabilmente : « Io che devo morire non piango, e tu ti lamenti per così poco?»
Le trattazioni vertevano su argomenti di Dogma (come la Rivelazione, la Chiesa, l'Unità e Trinità
di Dio, la Creazione, la Redenzione,
la Grazia e la SS . Vergine) su
rapidi cenni sintetici di Storia
Ecclesiastica, su informazioni e
spunti di cultura catechetica e su
questioni di Morale .
Offrì le sue sofferenze per la Società Salesiana e in special modo per i nostri chierici dello Studentato Filosofico di Nave
Di volta in volta venivano rilasciate delle dispense, con le quali
le iscritte al Corso prepararono
l'esame conclusivo del 24 giugno,
per il rilascio di un diploma abilitante all'insegnamento del Catechismo .
L'Ausiliatrice gli sorrideva in capo al letto ; Domenico Savio era il suo caro amico .
Nelle ultime feste natalizie . avendo ricevuto alcuni regali, espresse il desiderio che
_fossero inviate 5C0 lire al nostro Rettor Maggiore, perchè - diceva : - « Anch'io
voglio essere Cooperatore salesiano »
Alcune, impegnate altrove, preferirono rimandare l'abilitazione in
secondo appello, che avrà luogo
nella prossima stagione autunnale .
Era delicatissimo nel suo affetto ai genitori . Alla mamma diceva che dal paradiso le avrebbe mandato due angeli ad aiutarla nel disbrigo delle sue faccende domestiche . Al babbo obbligato, a scendere a Brescia per il lavoro notturno, prometteva che sarebbe venuto a scaldarlo durant? il viaggio
C
OMM dal 17 al 20 settembre si svolgerà il Convegno
annuale dei Delegati Ispettoriali dei Cooperatori Salesiani di Europa .
CZ
E in programma la trattazione di argomenti pratici e interessanti
per la vita dell'Unione e per l'incremento delle varie attività.
Rivolgiamo l'invito ai nostri Cooperatori perché ogliano accompagnare con le loro preghiere i lavori del Convegno .
325
La grande gloria di
Bilancio di inizia lile in Francia
Diamo un breve resoconto del fervore di opere e
manifestazioni che si ebbero in Francia, in occasione del centenario della morte di S . Domenico Savio,
• La rivista Fétes et Saisons pubblicò un numero illustrato in rotocalco su Domenico Savio e ne
fece una tiratura che toccò la cifra sbalorditiva di 200 .000 copie .
• Mille e trecento scuole di Francia parteciparono al Concorso nazionale di enigmistica su Domenico Savio . Furono distribuiti ioo .ooo fogli che contenevano le scene più notevoli della vita di
Domenico . I correttori della giuria furono impegnati a esaminare 43 .112 risposte . Vincitore del
viaggio all'estero Torino-Roma fu un ragazzo di 9 anni e mezzo, Claudio Giraud della città di Nantes .
• In tre spedizioni furono distribuiti in Francia 30 .000 affissi murali e inviate circolari a 23 .640
parroci .
• li martedì 5 marzo ci fu la registrazione su disco, a Parigi, della Cantata a Domenico Savio di
Darcy, da parte di 250 piccoli cantori di Don Bosco .
• Cinquanta settimanali di provincia pubblicarono brillanti articoli sul piccolo Santo .
Nel paese di Gesù adolescente
Nazaret, patria di Gesù Adolescente, festeggiò
con la maggior solennità possibile S . Domenico Savio, patrono di tutti gli adolescenti
cristiani .
Anzitutto le scuole femminili confezionarono
migliaia di fiori di carta, con cui venne inghirlandata la basilica della città .
Il programma comportava due giornate per i
fanciulli : il giovedì per i ragazzi e il venerdì
per le fanciulle . Tutte le scuole cittadine inviarono una grossa rappresentanza, tanto che la
basilica si dimostrò insufficiente a contenere la
folla giovanile .
Il giovedì, la messa fu celebrata in rito maronita dal padre Abdallah, parroco di Nazaret ;
e il venerdì, in rito melchita da parte di mons .
Basileos, etnarca di Galilea.
Ogni pomeriggio le scuole, a turno, furono
invitate ad assistere a una proiezione di filmine
su Domenico Savio, con dialoghi e musiche
adattate alla lingua del luogo .
La grande festa si svolse in giorno di sabato,
che è giorno festivo nel calendario della repubblica di Israele .
Nel corso di un brindisi, a cui parteciparono
tutti i nostri più importanti amici e gli organizzatori della festa, un ex allievo riassunse con
queste parole la situazione particolare della gioventù di Nazaret: « Questa nostra cittadina an3 26
cora alcuni anni fa viveva alla stessa stregua di
molti secoli or sono . Eccola adesso improvvisamente inserita in un mondo nuovo . Possano i
nostri giovani seguire l'esempio di Domenico e
restare fedeli a Cristo, nonostante la pressione
formidabile dell'ambiente paganeggiante » .
Emuli dl Domenico
Nell'isola di Santo Domingo, la perla delle
Antille, moriva il 2 gennaio u . s . nell'aspirantato
salesiano di Jarabacoa, il quindicenne Fausto
Hernandez, alunno del terzo corso di latino . La
morte lo fermò col sorriso sulle labbra esangui .
Aveva formulato e praticato propositi di santità che gareggiano con quelli di Domenico Savio .
Eccoli :
« Non essere un vile, se non vuoi perdere il
Paradiso» .
« Sarò un santo aspirante per essere un santo
sacerdote salesiano » .
« Maria, nacqui per Te, vivo per Te e morirò
per unirmi a Te » .
S 1J.oos~ríica S~
Era nato il 27 novembre 1 94 1 .
Fu un socio attivissimo della Compagnia del
SS . Sacramento e apostolo di bene tra i compagni .
La gente quando lo vedeva in chiesa pregare
con tanta devozione si chiedeva meravigliata chi
fosse quell'ammirabile giovinetto .
Di lui si stanno raccogliendo le memorie
e le testimonianze per comporne una utile
biografia .
Il 6 gennaio di quest'anno moriva alla « Gratitud Nacional » di Santiago del Cile il giovane
Alfredo Cortés Vilches, allievo salesiano del
terzo anno di elettromeccanica .
Nel leggere la vita di Domenico Savio era ri-
S . E . Mons . Carlo De Ferrari, Arcivescovo d,
Trento, nella solenne consacrazione degli adolescenti
della Diocesi a S. Domenico Savio, compose questa
bella preghiera, che genitori ed educatori potranno
far recitare con frutto ai loro fbgliuoli e discepoli .
Gli adolescenti a San Domenico Savio
O glorioso San Domenico, noi giovinetti
adolescenti ci poniamo oggi sotto la Tua
speciale protezione e Ti eleggiamo nostro
modello, affinchè in quella età in cui Tu
raggiungesti l'eroismo delle cristiane virtù,
facendoli santo, noi superiamo felicemente le difficoltà e le lotte di questo delicato periodo della nostra vita,
Fa che alla Tua scuola e per la Tua potente intercessione, noi apprendiamo a custodire il dono inestimabile della Fede e
con essa il candore della nostra anima,
onde abbiamo da conservare ad ogni costo
il tesoro preziosissimo della Grazia Santificante che ci rende tabernacoli viventi della
S S .m a Trinità,
fendici e aiutaci a conservarci buoni, affinchè dopo averli imitato fedelmente in
terra, possiamo un giorno esserTi compagni in Cielo, così sia
masto colpito dalla perfezione raggiunta da un
ragazzo della sua età . Volle imitarlo, santificando
le sue giornate fin nei minimi particolari e aiutando Gesù a salvare anime, specialmente quelle
dei suoi cari di famiglia e dei suoi compagni .
Fu questa l'idea-luce dei suoi anni di collegio
e l'offerta finale della sua vita .
Sereno e allegro, pio e diligente, irradiava tale
bontà, che bastava la sua presenza perché le
conversazioni salissero di tono e di giovialità .
Tutti lo cercavano e lo amavano, nel gioco e nei
passeggi .
Lo stroncò una leucemia acuta, durata alcuni
mesi .
La notte dell'ultimo Natale ebbe la gioia di
ricevere il Signore nella Santa Comunione insieme a tutta la sua famiglia . Il 6 gennaio volava
tra gli angeli ; e al salesiano che l'assisteva fece
un cenno di addio e un sorriso di letizia mentre
spiccava il volo per il Paradiso .'
3 27
r-
~
l~~U(JO
Nel Regolamento dei Cooperatori si dice che in un giorno
del mese (l'ultimo di ciascun mese, o in un altro giorno
di maggior comodità) i Cooperatori faranno l'Esercizio
della Buona Morte " confessandosi e comunicandosi, come
se realmente fosse l'ultimo della vita " .
E proprio necessario accostarsi ai Sacramenti in quel giorno
per ottemperare al Regolamento?
C . SANNINO - Napoli
ì<" necessario accostarsi ai Sacramenti con le
disposizioni indicate per fare l'Esercizio della
Buona Morte ; perchè l'Esercizio della Buona Morte
consiste essenzialmente nel confessarsi e comunicarsi
con le disposizioni indicate, cioè come se confessione e comunione fossero le ultime della vita .
Quanto a farlo in un giorno anzichè in un altro
è indifferente .
Un Cooperatore, una Cooperatrice possono benissimo accostarsi ai Sacramenti, con le disposizioni indicate, in un giorno diverso da quello
in cui il Centro a cui essi appartengono fa collettivamente le pratiche fissate .
(hwidi: assistere alla Conferenza mensile ed alle
altre pratiche collettive, e rimandare la Confessione e la Comunione in altro giorno .
Ma bisogna notare che l'Esercizio della Buona
Morte consiste proprio nel fare la Confessione
e la Comunione come se fossero le ultime della vita .
Le altre pratiche sono aiuto e complemento .
Perciò chi rimanda ad altro giorno la Confessione e la Comunione con le suddette disposizioni,
fa il vero e proprio Esercizio della Buona Morte
solo allora, anche se partecipa in altro giorno alle
pratiche collettive .
Permette che faccia un appunto : ho sentito
dire da alcuni miei amici che i Salesiani
hanno un magnifico sistema educativo,
con un solo difetto, però : di non istruire
a sufficienza i giovani nel campo della
purezza.
Dott. G. RstIN - Roma
I,e risponderò con le parole di Don Filippo Rinaldi, che conobbe personalmente Don Bosco e
ne fu poi il terzo successore nel governo della
Società da lui fondata . In una conferenza ai
chierici-teologi a Foglizzo egli si espresse in questa
maniera chiara e definitiva :
« Debbo farvi una confidenza . Ci fu un tempo
in cui io, pur conoscendo e rispettando il sistema
di Don Bosco, pensai che forse egli aveva avuto
in materia troppa delicatezza e fosse stato troppo
rigido . . . Mi misi perciò a leggere molto, vorrei
dire tutte le opere in argomento, ma alla fine, con
la riflessione e l'esperienza di lunghi anni dovetti
tornare al punto di partenza e ammettere che
'3 2 8
Don Bosco aveva proprio ragione e che il suo
sistema era il migliore . Poichè lo svelare ai giovani queste cose è, in ultima analisi, più un male
che un berle . L'ignoranza è un'ombra che preserva dal male, mentre il conoscere è un eccitamento che risveglia la curiosità e la fantasia e
attira verso il peccato . Ì; vero che, soprattutto
oggi, quest'ignoranza non può durare molto . Sì,
è vero. . . Bisogna seguire il giovane, studiarlo
nei suoi minimi moti, dare a tempo opportuno,
ma non prima, l'istruzione necessaria e sufficiente .
Il giorno in cui il giovane farà una domanda
semplice o anche un po' maliziosetta, abbiamo
noi una parola più semplice ancora, con arte
finissima e con somma prudenza, in modo da
togliere ogni curiosità . Alcuni dicono : bisogna
fare delle conferenze. Per carità! Non si parli
mai di queste cose in pubblico » .
E Don Rinaldi conchiudeva con queste precise
parole : ,
« Dopo tante letture e riflessioni, dopo aver
messo queste nozioni al contatto dell'esperienza,
io ho trovato che per la preparazione dei giovani
alla vita, nessuno mi aveva dato tanto quanto
mi aveva dato Don Bosco . Preoccupare i giovani con i giochi, con le feste, con la musica,
tenerli occupati e divertiti, esaltarli ed entusiasmarli al bene; dare loro cibi nutrienti e sani ;
infondere in essi l'amore allo studio e impegnarli con ideali nobili e grandi ; immergerli in
un clima di pietà e di amore alla Madonna ; incitarli alla frequenza dei Sacramenti : questi sono
i mezzi infallibili che li temprano alla vita di
domani e fanno loro passare, quasi senza accorgersene, il periodo burrascoso e critico dell'adolescenza » .
Mi chiarisca una curiosità : in questi anni si
sente e si è sentito tanto parlare della divozione al Cuore Immacolato di Maria .
Ebbene, vorrei chiedere se Don Bosco, che
è stato un infaticabile devoto della Vergine, conosceva questa devozione .
RINA CARRARO -
Venezia
Posso rispondere di sì . In quel libriccino che è
la vita di Domenico Savio, scritta da Don Bosco,
si leggono queste magnifiche parole : « Domenico
aveva una devozione speciale all'Immacolato
Cuore di Maria. Tutte le volte che recavasi in
chiesa andava davanti all'altare di lei per pregarla
ad ottenergli la grazia di conservare il suo cuore
sempre lontano da ogni affetto impuro . Maria,
diceva, io voglio essere sempre vostro figliuolo :
ottenetemi di morire prima che io commetta un
peccato contrario alla virtù della modestia » .
Don Bosco anzi scrisse un apposito libretto delle
Letture Cattoliche per spiegare al popolo in che
consista la devozione del sabato in onore del
Cuore Immacolato di Maria e vi dette delle norme
e dei suggerimenti che rivelano il suo profondo
attaccamento e affetto a questa bellissima pratica .
Che la divozione al Cuore di Maria fosse una delle
più care a Doli Bosco, è prova il fatto che nella
chiesa di Maria Ausiliatrice quale fu dapprincipio, il primo altare a sinistra, entrando, era
dedicato al Sacro Cuore di Maria .
DON ZItUIIOTT1
Acquazzone, entusiasmo e altre cose ...
cali e massoniche ha portato una vera desolazione ;
ora il lavoro di ricostruzione non è meno arduo e
difficile di quello che si svolge nelle missioni .
Di ritorno a Manta, il Rettor Maggiore, dopo
la celebrazione della S . Messa nel cortile dell'istituto, benedice la prima pietra della erigenda
chiesa parrocchiale . In cortile ha luogo l'omaggio
dei cooperatori al sig . Don Ziggiotti con una
manifestazione presieduta da S . E . il Vescovo
di Portoviejo e dalle autorità locali. Vengono
distribuiti i diplomi e si costituisce ufficialmente
la pia Associazione . Un ex allievo - nel suo discorso ai presenti - pronuncia parole di profonda riconoscenza ai Salesiani, che tanto bene
hanno seminato nella regione .
Il zo maggio si lascia Manta e a bordo di un
piccolo apparecchio ci portiamo a Guayaquil .
Si naviga sopra una zona collinosa, verdissima,
di smeraldo come il nostro Monferrato . Verso
la costa il terreno digrada lentamente fino a diventare pianura, lungo la quale scorre lento e
maestoso il fiume che bagna la città di Guayaquil,
formandone il porto . Da questa città si prosegue,
con un aereo della Panagra, alla volta di Cuenca,
accompagnati da S . E . Mons . Comin .
Nella giornata del 16 maggio il sig . Don Ziggiotti si reca nuovamente tra i nostri studenti
di filosofia del « Giron » . In serata si congeda
dal Cardinale e dal Presidente della Repubblica,
facendo pure visita alla sua buona madre, nostra
grande ammiratrice .
Al mattino del 17 maggio eccoci nuovamente
in viaggio per Manta, sulla costa del Pacifico .
Il cielo è limpidissimo, azzurro come il fiore
della genziana ; l'aereo sorvola le vette gigantesche
e bianche di neve della Cordigliera andina e del
Chimboraso . Poi una fitta cortina di nubi ci
sommerge fino all'aeroporto di Manta . Il collegio
salesiano si trova nella parte più povera, abitata
da pescatori . Le case poggiano su palafitte ed
hanno pareti formate da canna di bambù .
Il ricevimento al Rettor Maggiore viene molestato (la un improvviso acquazzone, che però
non riesce a smorzare l'entusiasmo dei giovani
e della popolazione . In serata il municipio di
Manta rende gli onori all'Ospite consegnandogli
una chiave simbolica della città .
Al mattino del 18 maggio si
parte in auto per Rocafuerte,
cittadina distante circa sessanta
chilometri da Manta e sede di
una casa salesiana con chiesa
parrocchiale . Tutta la popolazione è in festa . In municipio
le autorità manifestano la loro
incondizionata adesione al lavoro dei Figli di Don Bosco .
Nell'accademia - decorata dalla presenza di S . E . il Vescovo
di Portoviejo - un rappresentante del sindacato operaio
offre al Rettor Maggiore un
cappello di paglia, chiamato
comunemente « panama », la
cui produzione è propria di
questa regione .
Manta e Rocafuerte si trovano nella provincia di Manabì,
che è una delle più bisognose
di assistenza spirituale, poiché
la mancanza di sacerdoti doQUITO - Il Presidente della Repubblica
vuta alle persecuzioni anticlerimente la profonda riconoscenza dei suo
Equatoriana interpreta ufficialpopolo verso l'Opera Salesiana .
'3 2 9
QUITO - Uno dei più popolosi quartieri della capitale esprime il suo benvenuto al Rettor Maggiore con una suggestiva messinscena folcloristica .
Nella `l conca " primaverile
Cuenca, come dice il nome, giace in una conca dell'altipiano
andino e gode di un clima costantemente primaverile . È una città
salesiana, punto di partenza per le nostre Missioni dell'Oriente, che
si raggiungono con due o tre giorni di cammino a cavallo . Ora
però i servizi aerei toccano già i centri di Sucra, Macas e Gualaquiza . A Cuenca si trova il maggior complesso delle nostre opere
in Equatore, -e cioè un santuario a Maria Ausiliatrice frequentatissimo, l'aspirantato salesiano, una scuola di arti e mestieri, una scuola
gratuita elementare per oltre I5oo alunni ; una scuola agricola nella
vicina Yanuncay ed infine il noviziato . Le Figlie di Maria Ausiliatrice tengono aperta una fiorente scuola normale, un pensionato e un
noviziato . Figura caratteristica di missionario, di sacerdote intra-
A RIOBAMBA sfilano dinanzi al palco d'onore tutte le organizzazioni giovanili della città . Ecco le giovinette tamburine .
330
prendente e zelantizzimo, è
il nostro Don Carlo Crespi,
a cui si devono tutte le costruzioni e le opere salesiane
della città .
L'accoglienza di Cuenca è
plebiscitaria . All'aereoporto
sono presenti tutte le autorità
con S . E. Mons . Emanuel
Serrano Abad, Arcivescovo .
Lungo le vie che conducono
alla nostra Casa centrale delle
Missioni sono schierati collegi e scuole cittadine . Nel cortile dell'Aspirantato si svolge
una manifestazione di « benvenuto » coronata dalle parole
dell'Arcivescovo e del Rettor
Maggiore . Sua Eccellenza, prima di essere elevato alla dignità
episcopale, era Decurione dei
Cooperatori di Cuenca e negli
anni di sua . giovinezza aveva
fatto domanda di appartenere
alla nostra Famiglia religiosa,
ma gli era stato risposto che
avrebbe aiutato i Figli di Don
Bosco tra le file del Clero
secolare . . Presente al ricevimento è anche una delegazione di Sig-Sig, sede di una
nostra opera .
Nella giornata del 21 maggio il sig. Don Ziggiotti, dopo
aver celebrata la S . Messa nel
santuario di Maria Ausiliatrice, benedice le nuove macchine nel laboratorio dei meccanici e visita l'opera di
P . Crespi, impartendo la benedizione ai suoi r5oo frugoletti . In serata viene offerta
al Visitatore una solenne tornata accademica nel salone
teatro dell'Università . Esordisce l'Alcalde, che gli offre
il decreto di cittadinanza
d'onore e gli porge le chiavi
della città . Segue un discorso
della vice-presidente delle Patronesse e quindi si alza il
Direttore dell'Educazione, che
pronuncia entusiastiche parole
sul sistema educativo salesiano, il più evangelico, il più
moderno ed il più completo
per la formazione integrale
della gioventù .
Il coro dei nostri aspiranti
si fa onore con l'esecuzione
di alcuni canti .
Il 22 maggio è dedicato alla
visita del Noviziato e della
Scuola Agricola di Yunancay.
Essa si trova a breve di-
stanza da Cuenca, in una zona amena, ai piedi
di una montagna .
La mattinata del 23 maggio è riservata alla visita della Scuola Normale delle Figlie di Maria
Ausiliatrice e al loro Noviziato . Nel pomeriggio
il Rettor Maggiore accondiscende ai desideri del
nostro Vescovo Mons . Comin e con lui si reca
a ispezionare una proprietà offerta al Vicariato
da una generosa benefattrice, testè defunta .
La festa di Maria Ausiliatrice del 24 maggio
viene celebrata con grande solennità nel cortile
dell'Aspirantato . Attorno all'Arcivescovo celebrante si trovano i nostri due Vescovi salesiani,
il Rettor Maggiore e l'Alcalde . Assistono migliaia
di persone, tra cui molti indi che spiccano avvolti
nel poncho rosso . Vi sono pure una decina di
Kivaretti di Limon, battezzati in mattinata dal
sig. Don Ziggiotti, e ora devotamente inginocchiati per ricevere la prima Santa Comunione .
Durante la funzione il Rettor Maggiore impone
uno scettro d'oro alla statua dell'Ausiliatrice e
accompagna la cerimonia con brevi parole .
A Guayaquil, città in espansione
Il 25 maggio, dato un saluto ai giovani, si va
all'aereoporto . Commovente è il congedo ; non
ci si vorrebbe più staccare dal Rettor Maggiore .
Un'ora di volo e si scende a Guayaquil, sulle
rive del fiume Guayas, ultima meta delle visite
in Equatore .
La città è ora la più grande della Repubblica,
in continua espansione, grazie alle sue industrie
ed al porto, uno dei più attivi del Pacifico . Naturalmente il ricevimento al Quinto Successore
di Don Bosco non può essere che grandioso,
dato pure il carattere espansivo e gioviale della
popolazione . L'Arcivescovo col suo Vescovo Ausiliare, il Governatore, il Comandante militare
ed altre autorità sono presenti all'arrivo . Il
Rettor Maggiore passa tra una lunga siepe acclamante di allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice
e poi solo su un'auto scoperta, seguito da una
colonna di trecento macchine . Giunti alla piazza
della Rotonda, davanti al molo, depone una
corona di fiori al monumento dei Liberatori .
Poi il corteo prosegue fino al nostro collegio
« Cristobal Colon ».
Questo istituto, che fino a pochi anni fa non
era altro che una modesta costruzione in legno,
è ora un superbo edificio in cemento armato
con grande chiesa parrocchiale e un vasto cortile .
Accoglie un migliaio di studenti delle scuole
elementari e medie . Nelle domeniche si gremisce
di i5oo oratoriani . Accanto sorge la scuola popolare «Don Bosco» per ragazzi poveri . Il cortile
nei giorni festivi si trasforma in oratorio femminile con 50o ragazze maternamente assistite dalle
Figlie di Maria Ausiliatrice . Nella città di Guayaquil fioriscono inoltre l'istituto salesiano « Santistevan », una scuola popolare al Barrio del
Salado ; la scuola popolare « Domenico Savio »,
due collegi delle Figlie di Maria Ausiliatrice e
due altre scuole popolari sorte per la beneficenza di generose cooperatrici . Anche queste
opere si trasformano nelle domeniche in altrettanti oratori festivi popolati da migliaia di giovani
e giovanette . Allievi ed allieve complessivamente
toccano la cifra di 5500 .
La domenica 26 maggio, dopo la celebrazione
della S . Messa nella chiesa parrocchiale, ha luogo
l'omaggio delle Cooperatrici e di un gruppo di
Cooperatori . Il pomeriggio viene speso nella
visita ai vari oratori salesiani della città e a quelli
delle Figlie di Maria Ausiliatrice .
L'ultimo addio
Al mattino del 27 maggio il sig. Don Ziggiotti
si reca in auto alla scuola agricola salesiana
di Balzar, che dista un'ottantina di chilometri
da Guayaquil . Si trova lungo le rive del fiume
Daule, che bagna la nostra proprietà per oltre
12 chilometri . Il terreno produce riso, granoturco,
banane, caffè, cacao ed altre piante tropicali :
quando saranno sistemati i locali per un internato,
la scuola potrà accogliere un grosso numero di
allievi .
Il 28 maggio visita il nostro collegio « Santistevan » che si trova al lato opposto dell'istituto
« Cristobal Colon » . Celebrata la S . Messa nel
cortile, confratelli e giovani lo intrattengono con
una manifestazione di benvenuto a cui partecipa
pure il Comitato di beneficenza, da cui dipende
l'istituzione . Nel pomeriggio passa rapidamente
a salutare gli allievi delle tre scuole popolari,
formicolanti di gioventù povera, provvidenzialmente assistita ed educata dai nostri confratelli
con l'aiuto di maestri esterni .
Nella sera dello stesso giorno vi è il solenne
conferimento di una medaglia al merito e del
decreto di ospitalità d'onore nel grande salone
del municipio di Guayaquil . Sono presenti le
autorità cittadine, l'Arcivescovo col suo Ausiliare
e Mons . Comin, più il Corpo Consolare, distinte
personalità e largo concorso di cooperatori . Prendono la parola il Consigliere addetto all'educazione, una rappresentante delle cooperatrici ed
un dottore nostro ex allievo . Conclude il Rettor
Maggiore con parole di ringraziamento e di congedo, sottolineando le vaste possibilità di bene
nella Repubblica Equatoriana .
Il 29 maggio è dedicato alla riunione di tutti
i Direttori dell'Ispettoria e nella serata il Rettor
Maggiore celebra la S . Messa a un folto gruppo
di ex allievi della città .
Il 30 maggio egli visita i due Istituti delle Figlie
di Maria Ausiliatrice ; alle 5 pomeridiane benedice
solennemente la prima pietra della nuova scuola
« Maria Mazzarello » ed alle 20 siede a mensa
con le autorità, cooperatori, ex allievi e amici
dell'opera salesiana di Guayaquil .
Alle 4 del giorno seguente, dopo un ultimo
addio ai confratelli, l'aereo lo solleva per il grande
volo verso il Brasile .
33 1
Om~ N»
«Il Brasile si sente, ma
non si vede ». Così disse
l'allora cardinal Pacelli,
nel 1934, quando per la
prima volta mise piede
nella sconfinata nazione
sudamericana .
Il Brasile infatti ha una
superficie immensa : chilometri quadrati 8.513 .000.
Paragonatelo all'Europa
che conta 9 .460 .000 chilometri quadrati di superficie e una popolazione
di oltre 5oo.ooo.ooo abitanti ; il Brasile invece
tocca appena 61.500 .000
abitanti . È il paese classico dei contrasti ; estesissime foreste accanto a
città tentacolari, irte di
grattacieli ; ardori e fiamme di un clima equatoriale al nord e clima
temperato e freddo, con
nevicate annue al sud .
Sei città contano più di
mezzo milione di abitanti : Rio de Janeiro e
San Paolo (3 .000.000 circa),
Recife, Belo Horizonte,
Porto Alegre e Salvador .
È notorio che San Paolo
M 4qfè*
Primo incontro con il Brasile : il Rettor Maggiore scende la
scaletta dell'aereo della compagnia di navigazione " Branif" .
C'è nel suo volto un luminoso sorriso di amicizia e di gioia .
da alcuni anni a questa
parte è la città che più
cresce nel mondo (dal
1991 al io gennaio di quest'anno la popolazione è
salita di 871 .000 unità) .
Il caffè, il cacao, lo zucchero e il cotone sono i
prodotti del Brasile di
maggior esportazione.
Attualmente la nazione è
in fase di sviluppo soprattutto nel settore industriale . I recentissimi
altiforni di Volta Redonda, per esempio, lanciano
già sul mercato quasi
un milione annuo di tonnellate di acciaio .
I Salesiani lavorano in
Brasile fin dal 1883 . In
74 anni hanno costruito
201 case, dove operano
1184 salesiani e 1247 Figlie di Maria Ausiliatrice
con più di 50.000 studenti, 26.400 oratoriani,
decine di migliaia di cooperatori iscritti e di ex
allievi tesserati . È un immenso fascio di bene che
realizza alla lettera la profezia di D . Bosco del 1885 .
LA TRAVERSATA DELLE ANDE
Dopo tre ore di volo il Rettor Maggiore fa
scalo a Lima, dove viene circondato da confratelli e giovani, che gli improvvisano una manifestazione di benvenuto in uno dei cortili dell'Istituto Salesiano di Avenida Brasil . Dovrebbe
ripartire nella stessa mattinata, ma le cattive
condizioni atmosferiche sulle Ande non lo permettono . Allora il sig. Don Ziggiotti approfitta
dell'occasione per visitare le varie opere dei
Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice a
Lima e a Callao . Aspiranti e chierici della casa
di formazione di Magdalena del Mar godono
della sua compagnia, sia pure per breve tempo .
Alla sera chiude il mese mariano nel Santuario
di Maria Ausiliatrice, ove rivolge la parola alla
comunità e ai fedeli .
Alle 8 del i° giugno, su un apparecchio
della « Braniff «, prosegue per il Brasile . In
3 32
sette ore si passa dall'Oceano Pacifico all'Atlantico : sotto gli occhi si stende una estesissima coltre di nubi . Poi sfolgora un sole luminoso sulle desolate catene andine ; luccicano
i corsi d'acqua, incassati . fra orride gole . Sul
vulcano Misti, i piloti si abbassano e girano
l'apparecchio attorno al cratere della vetta .
Sotto si stende la città di Arequipa . Più tardi
appare un vastissimo specchio d'acqua, un
lago liscio e pallido come un opale, circondato
da frastagliate catene nevose . In una conca si
adagia la capitale della Bolivia - La Paz col suo aereoporto più elevato "del mondo
(4000 metri) . Poi il quadrimotore s'impenna e
sfiora l'ardita e bianca cresta dell'Ilimani, che
raggiunge i 7000 metri d'altezza . Monti e valli
si avvicendano in linea decrescente per tutta la
rotta sul cielo boliviano . Ed eccoci in Brasile :
ben visibili sono le città di Corumbà e Campo
Grande, le vaste zone pantanose del Mato Grosso
ed il fiume Paranà che segna l'inizio dello stato
di San Paolo . Durante lo scalo a San Paolo il
Rettor Maggiore riceve il benvenuto di oltre
duecento confratelli e delle Figlie di Maria Ausiliatrice . Un'altra ora di volo, ed eccoci sul cielo
di Rio de Janeiro, fantasticamente illuminata
sullo specchio dell'ampia baia
Il ricevimento al venerato Visitatore ha solo
carattere familiare ed intimo, poichè la sua visita all'Ispettoria di Rio avrà luogo dopo la metà
di agosto . Tuttavia non mancano rappresentanti
delle autorità civili ed un folto gruppo di confratelli con quattro Ispettori del Brasile e le L L . EE .
Mons . Elvezio Gomes e Pietro Massa. Un messo
del Presidente comunica al sig. Don Ziggiotti
che egli è stato dichiarato Ospite Ufficiale della
Repubblica . Tale comunicazione era stata inviata anche per telegramma a Quito, verso la
fine di maggio.
Una lunga colonna di
macchine
Passata la notte nella casa ispettoriale di Rua
Zanchetta al Riachuelo, si prosegue il viaggio
per il Brasile Nord e in 3 ore di volo si raggiunge
Salvador, capoluogo dello stato di Bahia, quarta
città della repubblica per popolazione . I Salesiani
hanno un grande collegio con scuole professionali,
medie e chiesa pubblica . All'aereoporto si trovano
a ricevere il Rettor Maggiore Mons . Giovanni
Resende Costa - Vescovo salesiano di Ilheus il Governatore ed il Prefetto (- Sindaco) della
città con un gruppo di confratelli . I 50o giovani dell'istituto sono schierati lungo il viale
d'ingresso, per rendere gli onori al Successore
di Don Bosco .
Dopo questo primo incontro, vien formato un
lungo corteo di macchine che percorre i trenta
chilometri di lungomare, separanti l'aereoporto
dalla città . All'istituto salesiano, il rappresentante
del Prefetto gli dà un solenne benvenuto a nome
dell'intera popolazione . Nell'interno del collegio
sono i nostri giovani ad accogliere gioiosamente
il sig . Don Ziggiotti e nell'agape fraterna egli
viene circondato da una corona di cooperatori
ed ex allievi . Più tardi si reca ad ossequiare
S . Eminenza il Card . Augusto Alvaro da Silva,
di 8z anni, zelantissimo presule . Con Lui sono
pure presenti il Vescovo Ausiliare ed il Vescovo
Coadiutore - S . E . Mons . Mario de Miranda nostro affezionato ex allievo . Alla sera, nel salone
teatro dell'Università, ha luogo un omaggio dei
cooperatori, durante il quale prendono la parola
le L L . E E . Mons . De Miranda e Mons . Costa,
una professoressa e due rappresentanti del Governo e del municipio .
Il 4 giugno si parte per Aracajú - capitale
dello Stato di Sergipe - il più piccolo della Confederazione Brasiliana . Dall'aereoporto al collegio
salesiano l'accoglienza è fastosa : lungo le vie
della città sono schierati con la popolazione
tutti i collegi e le scuole . Governatore e Sindaco
si prodigano nel rendere gli onori all'illustre
Ospite . La banda cittadina presta servizio lungo
il tragitto e nelle varie manifestazioni successive .
L'opera salesiana di Aracajú è costituita da una
scuola per interni ed esterni, una chiesa pubblica
assai frequentata e un oratorio festivo per i ragazzi poveri della zona .
Nella
Venezia del Brasile
Da Aracajú si prosegue in volo per Recife,
capoluogo dello Stato di Pernambuco e terza
città del Brasile per popolazione e importanza,
dopo Rio de Janeiro e San Paolo . È sede dell'Ispettoria salesiana « San Luigi », la più grande
di tutte, avendo una superficie, da sola, di
5 .152 .342 chilometri quadrati, comprese le missioni del Rio Negro . Il nostro collegio di Recife
accoglie un migliaio di giovani delle scuole
elementari, medie, professionali e serali, ed ha
pure un oratorio domenicale . Bella è la chiesa
pubblica, il cui campanile svetta su tutta
la città .
All'arrivo del Rettor Maggiore sono presenti
i rappresentanti delle autorità ecclesiastiche, civili e militari, che lo accompagnano fino alla casa
Ai piedi del grandioso cippo che segna la linea equinoziale di Quito (parallelo o, o' o") il Rettor Maggiore ha
un gesto di saluto.
333
A SUCUA, in piena zona missionaria, il Rettor Maggiore beve la " ciccia "
(tipico liquore delle selve) .
salesiana. Il corteo di macchine percorre il lungo viale sulla costa
atlantica, poi entra nella parte antica della città, intersecata da
fiumi e canali con numerosi ponti sì da meritarle il titolo di
Venezia del Brasile . Nell'istituto salesiano il Rettor Maggiore riceve l'omaggio dei confratelli e allievi ; vi sono pure le Figlie
di Maria Ausiliatrice con le loro novizie e rappresentanze del
collegio .
I giorni di Recife vengono spesi nella visita alle nostre opere,
nei colloqui con i confratelli e negli ossequi alle autorità . Per i
cooperatori vi e un programma musicale con discorsi nel teatro
« Isabel » . Come sempre, il Rettor Maggiore chiude queste riunioni
con parole di ringraziamento e un invito a collaborare nella formazione della gioventù .
Nel pomeriggio dell'8 giugno si va in auto a Jaboatao, popolosa città operaia a 25 chilometri da Recife . Al margine dell'abitato si trova il nostro oratorio festivo « S . Giovanni Bosco », dove
il Rettor Maggiore riceve un primo omaggio . Più oltre, in zona
amena, tuffato tra il verde dei boschi, sorge il noviziato salesiano
Sul greto del fiume Upano, mentre i vestiti si asciugano e si tirano a riva le canoe, il Rettor Maggiore guarda le acque vorticose .
334
con annesso aspirantato per
giovani degli ultimi corsi
elementari e prime classi
ginnasiali . Sopra un enorme
masso roccioso s'innalza una
chiesa, dovuta allo zelo del
confratello Don Antonio Velar,
meta di pii pellegrinaggi, godendo essa dei privilegi annessi alla Basilica di S . Pietro .
In questa oasi di pace il
Rettor Maggiore trascorre la
festa di Pentecoste, attorniato
dagli aspiranti e novizi, cui
non par vero di avere tra
loro il Padre della Famiglia
Salesiana . Per accontentare il
desiderio dei cooperatori e
amici nostri, vien dato un
trattenimento in un teatro
della città.
Da Jaboatao si passa direttamente a Carpina, altro
aspirantato per giovani più
grandicelli, distante una sessantina di chilometri da Recife . Vi si perviene per ottima strada asfaltata .
Coi numerosi partecipanti al
ricevimento del Rettor Maggiore si trova pure il signor
Giovanni Cavalcanti Petribù,
donatore del terreno e grande
amico dell'Opera salesiana .
Ritornati a Recife, il giorno
giugno si parte per tempissimo alla volta di Frei
Caneca, percorrendo 156 chilometri, su un locomotore,
offerto gentilmente dal governo. A destra e a sinistra
della linea ferroviaria è tutta
una coltivazione di canne da
zucchero e una sfilata di zuccherifici, i quali hanno dato
vita ad altrettante borgate di
lavoratori e contadini . .
A Frei Caneca abbiamo un
ospizio per giovani poveri ed
abbandonati, ai quali con la
formazione religiosa e culturale vien pure insegnato un
mestiere . La casa era dapprima un convento cappuccino ; sorge in posizione incantevole, circondata da valli
e colline verdeggianti . Il proprietario del vicino zuccherificio fornisce generosamente
acqua, energia elettrica e zucchero, sopperendo in parte
alla scarsità dei sussidi della
Società di Beneficenza che ci
ha affidato l'opera .
12
2000
rappresentanti del
grande complesso
industriale F I AT,
insieme ai dirigenti
e al prof . Valletta
si sono raccolti
nella Basilica di
Maria Ausiliatrice,
domenica 7 luglio,
per rendere grazie
alla Vergine Santa
1~ì
del felice esito del
loro pellegrinaggio a Lourdes . Celebrò la Santa Messa Sua Em . il Card . Maurilio Fossati,
Nella foto : sfilano in processione gli stendardi e i vessilli dei vari reparti (oltre cinquanta)
Un monumento a Maria Ausiliatrice
sopra la Cordigliera Orientale delle Ande
Una cerimonia sommamente suggestiva, che
lasciò un ricordo incancellabile in tutta la Colonia di Limon e nelle popolazioni montane
di Gualaceo e Chordeleg, fu l'inaugurazione di
un monumento a Maria Ausiliatrice sul punto
più alto della strada che da Gualaceo porta alla
Missione di Limon, precisamente sul confine tra
le due province di Azuay e Morona-Santiago,
nello spartiacque della Cordigliera Orientale
delle Ande, a 4000 metri di altezza . In questo
modo la Missione di Limon adempiva una promessa, che era anche debito di gratitudine alla
Madonna per gli innumerevoli benefici accordati
durante i vent'anni di questa Missione .
Da Carrara si fece venire la statua di marmo bianco, di m . 1,30 di altezza . Indescrivibili i sacrifici e le difficoltà che si dovettero
affrontare per la costruzione del basamento in
pietra e cemento in un luogo così alto e freddo,
con il conseguente difficile trasporto a spalle de
materiali . Tutte queste difficoltà vennero superate dalla- fede e dalla devozione che questo
popolo sano e semplice nutre verso Maria Ausiliatrice. Il giorno dell'inaugurazione, la medesima Vergine S S . si incaricò di dissipare le nebbie che costantemente avvolgono l'Alta Cordigliera, e sotto un cielo intensamente azzurro,
non turbato da alcuna nuvola, sopra il fondo
grigio scuro della Cordigliera, brillò fulgida come
il sole la bianca immagine della. Vergine . Un
centinaio di persone erano convenute da Limon
e dai vicini paesi della Serra, Gualaceo e Chordeleg, per assistere alla S . Messa, celebrata per
la prima volta a quell'altezza e alla benedizione
della statua . Gradita coincidenza fu l'apparizione
di un aereo a reazione delle Forze Armate della
Repubblica nel preciso momento in cui la statua
veniva: collocata, sul suo piedestallo . Esso do3,15
scrisse con la sua candida scia un arco di trionfo
alla Regina delle altezze . Il fatto suscitò una
profonda emozione in tutti gli astanti .
Oggi la bianca immagine dell'Ausiliatrice campeggia maestosa, amabile e accogliente, signora
incontrastata delle altezze, marmoreo anello di
congiunzione tra la Serra e l'Oriente, porta ceteste del nostro Vicariato, baluardo di difesa
contro gli assalti dei protestanti, speranza e rifugio per il viandanté che in quei posti freddi
• sferzati dal vento implacabile della Cordigliera
lotta molte volte con la morte, sostegno e difesa della nostra Missione e dei nostri Kivari .
Progressi del Cattolicesimo
nel Krishnagar
Quando nel 1951 la diocesi fu ufficialmente divisa, rimasero affidati ai salesiani solamente tremila cattolici con le sole residenze di Krishnagar
• Ranabondo . Ora i cattolici raggiungono il numero di seimila e si hanno 5 parrocchie ben organizzate con nuove chiese e nuove comunità
di cattolici . Dappertutto fiorisce la pietà e
regna la carità fra i cristiani, cosa che dà le
migliori speranze per l'avvenire . Parecchi fratelli
separati rientrano nel grembo della Chiesa, mentre nuovi centri di cattolici stanno fondandosi
• affermandosi in vari villaggi della Diocesi . t:
stata anche aperta una nuova residenza a
Berhampore, dove si sono già stabiliti due Salesiani . I Cattolici sono pochi, ma per ora è l'unica
chiesa in un distretto di quasi due milioni di
abitanti . È stato anche aperto un oratorio che
porta il nome di S . Domenico Savio . Questo
Santo che nutriva tanto zelo per le Missioni
farà certo la parte sua . È pure sorta una nuova
chiesa a Debogram, un paese dove i Salesiani
entrarono per la prima volta nel 1951 . Ora vi
sono duecento cattolici. La loro prima cappella
di paglia prese fuoco e non restarono che pochi
mozziconi bruciati, ma il quadro di Maria Ausiliatrice rimase intatto ed ora occupa già un
posto d'onore nella nuova chiesa .
~EYL1
4
Pellegrini al santuario di Bandel
L'antico santuario di N . S . del Rosario di
Bandel, riconosciuto come la « Chiesa Madre»
di tutte le chiese dell'India Settentrionale per
la sua antichità (1640) e per la fama della « Madonna del Buon Viaggio» ivi venerata, è mèta
di numerosi pellegrini che vi accorrono da tutte
le parti del Bengala, anzi dell'India, e persino
dalla Birmania . Presso il santuario, che dal 1928
è officiato dai Salesiani, è sorta una scuola secondaria frequentata da 600 allievi e vi è pure
una Casa di formazione salesiana per giovani
aspiranti, che sono in numero di 120 . Anche le
Figlie di Maria Ausiliatrice vi hanno aperto dal
1951 una rinomata scuola elementare inglese e
bengalese e un ambulatorio dispensario farmaceutico, nel quale ogni anno passano decine di
migliaia di ammalati .
S . E . Mons . Egidio Vagnozzi, Nunzio Apostolico nelle Filippine, sotto la nuova statua di San Giovanni Bosco,
insieme allo scultore prof. Francesco Monti .
I Salesiani sono entrati recentemente anche nell'isola di Ceylon
(Colombo), la roccaforte del buddismo . È di buon auspicio il
fatto che uno dei più grandi apostoli dell'isola, Padre Felice Ber-
geretti, che vi lavorò per undici anni alle dipendenze di Propaganda Fide, nel 1894 entrava
nella Società Salesiana, dove per quindici anni diresse importanti opere di evangelizzazione
con lo zelo dei più grandi figli di Don Bosco .
336
E55ÌCE
GUADAGNANO
MENTRE
IMPARANO
MONTERREY - La colonia «Paradiso»
Le Catechesi si vanno moltiplicando ovunque
per opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice : ve ne
sono ben dieci in città, oltre il Catechismo quotidiano impartito ai piccoli giornalai ambulanti .
Singolare l'inizio della decima Catechesi, dovuta allo zelo di un umile uomo del popolo,
il quale vedendo la propaganda dei protestanti
che stavano già guadagnando la colonia detta
e Paradiso», aveva incominciato a radunare alcuni
ragazzi in casa sua per far loro un po' di Catechismo ; ma . . . purtroppo non lo sapeva bene
neppur lui . Quindi si rivolse per aiuto alle Suore .
Esse raggiunsero in camion la colonia « Paradiso »,
che non s'accorda col nome, se non come augurio,
nell'indescrivibile miseria materiale e morale in
cui si trovava . Non avendo potuto oti nere l'uso
Una Scuola
che prepara le maestranze dell'industria
Chi la fondò fa Don Mario Picchi nel 1946 ; e la
creò proprio per i giovani che hanno, più o meno
bene, finiti i loro studi primari . Quei ragazzi costituiscono un problema ; perchè non c'è lavoro disponibile per loro . Sono troppo giovani per essere assunti
in fabbrica e troppo vecchi per continuare a divertirsi
con i soliti svaghi e giochi di fanciulli ; d'altronde
troppo poveri per accedere a scuole superiori, per cui
facilmente cadono sotto l'influenza di element' torbidi che ne fanno facile preda
Per aiutare questa gioventù a trovare un posto al sole,
i Salesiani di Avellaneda (Argentina) hanno studiato
e realizzato un progetto tagliato su misura . Hanno impiantato una scuola-officina che serve ai ragazzi per
imparare un mestiere e per guadagnare un po' di soldi .
Spiegava il Direttore :
« Noi ci proponiamo di curare ed educare i ragazzi
delle famiglie operaie . Il nostro scopo è di formare
i
futuri dirigenti della classe operaia, di prepararli
per il lavoro industriale e possibilmente anche per la
direzione delle fabbriche» .
Sfortunatamente, molte delle macchine in dotazione
al Centro sono vecchie di undici anni fa e mancano
di pezzi di ricambio . E urgente rinnovare l'attrezzatura, in vista anche di un prossimo riconoscimento
del governo .
La scuola vende i manufatti e t macchinari costruiti
dagli stessi ragazzi . Il ricavato vien diviso in parti
uguali. Una parte va ai poveri, un'altra ai ragazzi
e un terzo ai loro genitori .
La parte che tocca ai ragazzi viene depositata in
banca . Quando un giovane lascia il Centro ritira la
Un canestro di mani, tese verso la palla, durante una partita di basket nel cortile di gioco dell'Aspirantato cinese
di Shau-ki-wan (Hong-Kong),
somma in deposito. Gli servirà almeno per finanziare
i suoi primi mesi di lavoro saltuario.
Altri progetti prevedono l'impianto di macchine mo-
della scuola, fecero il Catechismo sulla strada, fissando come punto di richiamo il quadretto di Maria
Ausiliatrice e di S . Giovanni Bosco appesi a un
palo . Lì intorno, al richiamo di un campanello
si radunarono i fanciulli, sedendosi per terra .
Così si continua tuttora fra i 300 piccoli amici,
valendosi dell'aiuto di un gruppetto di alunne
catechiste, mentre altre due Suore visitano le
famiglie e, adattandosi caso per caso, fanno
un Catechismo spicciolo quanto mai efficace .
derne e automatiche, in modo che l'alunno si familiarizzi con i tipi più usuali di una fabbrica di
tessili .
Con questi e altri modi si cerca di portar il ragazzo
a migliorare le sue condizioni sociali e ad attrezzarsi
in maniera da assumere eventualmente posizioni di
tecnico, di dirigente in seno a piccoli complessi industriali
3 37
t+~AIlgNDIq
I Salesiani sono entrati a Udon
Il lo maggio a Udon fu inaugurata ufficialmente la Scuola
salesiana . Gli aspiranti della
Casa di Hua Hin con alcuni
chierici salesiani contribuirono
alla riuscita della solenne cerimonia . Al mattino, nella residenza del Prefetto Apostolico,
Monsignore cantò la Messa e si
disse grato ai Figli di Don Bosco
che avevano accettato di lavorare nella sua Missione . Nel pomeriggio una grandiosa sfilata di
automobili portò processionalBANGKOK (Tailandia) - Monastero Saket-Collina d'oro - Un gruppo di giovani
monaci buddisti, favorevolmente impressionati dalle verità cristiane, hanno chiesto
mente l'inseg-na coi nome della
di seguire un corso di tre lezioni settimanali sulle verità della fede, impartito loro
Scuola per
vie della cittadina :
dal padre Franco Limongelti, salesiano . Eccoti, a chiusura del corso in una fotoprecedeva la banda di I-Tua Hin .
grafia insieme al loro conferenziere salesiano
Apposta l'insegna alla nuova
Scuola, Mons . Duhart benedisse i locali . Quindi si svolse un trattenimento ; il Governatore espresse
la sua riconoscenza per i Salesiani ; indi scoperse la targa col nome della Scuola e, accompagnato
le
FILIPPINE
1'1 1A LIA
1l bceista Giorgio Peliciani, allievo
f'.ell'istltuto salesiano « S .Ambrogioa
di MILANO, si è classificato primo
assoluto della Diocesi nel Concorso
Nazionale Veritas, bandito per lo
si,udio del Catechismo nelle Scuole
medie . Gli è stato assegnalo in
premio un viaggio di e) giorni a
Firenze-Assisi-Roma .
All'istituto salesiano di CASERTA e
stata conferita la "Medaglia d'oro
Benemeriti Scuola Arte e Cultura"
L'Ispettore salesiano dei Veneto,
Don Michelangelo Fava, ha benedetto a MONTEORTONE (Padova)
la nuova casa di soggiorno "Villa
Mamma Margherita " . Servirà a
ospitare le signore, signorine e religiose che hanno bisogno di eure
fangoterapiche, indicate nei vari
tipi di affezioni reumatiche, artritiche, ecc . .. Col suo ambiente sereno
e riposante, alle pendici di un colle,
la villa darà anche mode di passare
giorni distensivi in un ambiente
338
quanto mai propizio al sollievo
spirituale e alla guarigione tisica .
La comunità israelitica di VERONA
ha premiato il salesiano Don Brano
Valente " per l'umana solidarietà
- dice il testo - dimostrata nel
periodo delle persecuzioni razziali,
verso i nostri fratelli ebrei perseguitati " . La solenne consegna degli
attestati ebbe luogo il 12 maggio
nel Salone della Comunità Israelitica, alla presenza di numerose
autorità e scelto pubblico .
A MILANO, il 29 maggio, Sua
Ecc . mons. Pignedoli, Ausiliare dell'Arcivescovo,
benedisse
solennemente la nuova artistica chiesa
"Maria Immacolata"
. annessa alla
Casa omonima delle Figlie di Maria
Ausiliatrice, sorta nell'anno mariano. Benedetta la chiesa e consacrato il prezioso altare marmoreo,
S . E . vi celebrò la prima S . Messa
e volle ricordare come l'ultima
chiesa da lui benedetta fosse ,proprio
la chiesa delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Caracas, poco prima
della sua partenza dal Venezuela,
A MANILA (Mandaluvong) il 24
maggio si inaugurò il primo centro
organizzato di Ex allievi salesiani .
Una cinquantina di giovanotti ai
piedi dell'altare dell'Ausiliatrice ricevettero dalle mani dell'Ispettore
la tessera e il distintivo . Accontpa
gnarono quindi tutti il simulacro
della Vergine per le vie della città.
Senza rispetto umano fecero un
coro compatto nel recitare il Rosario, cui rispondevano i fedeli,
ammirati di quel gruppo di balda
gioventù stretta attorno alla Madonna di Don Bosco
i
INDIA
PORTOGHESE
A GOA i Salesiani in dieci anni di
attività hanno sviluppato le seguenti opere : un orfanotrofio con
290 interni, dei quali 200 gratuiti ;
urta scuola portoghese con 280
alunni ; una Scuola inglese con
320 alunni ; una Scuola professionale ; un oratorio quotidiano ; un
pensionato "Domenico Savio " ; una
Scuola serale per giovani operai ;
una chiesa semipubblica frequentatissima ; la pubblicazione di un
Settimanale in 3000 copie ; la rubrica " Ora Cattolica " alla radio,
in inglese, ogni giorno ; un'altra
Scuola professionale in Valpoi ; una
Colonia agricola ; una parrocchia di
3000 anime e l'assistenza religiosa
nelle miniere. ) in programma la costruzione di un Aspirantato salesiano
da Monsignore e dalle Autorità, visitò gli ambienti .
L'Ispettore salesiano parlò dell'Opera di Don
Bosco e della missione che svolge nel mondo,
assicurando autorità e popolazione che i Salesiani intendono prodigarsi in ogni modo per il
bene della gioventù .
Seguirono danze, dialoghi, concerto musicale,
tutto eseguito con grazia e maestria dagli aspiranti di Ilua Hin .
OI51I2UA
Gli editori cattolici olandesi eleggono
Don Bosco loro patrono
[n una delle sedute costitutive
dell'Unione
Olandese Editori Cattolici (N . B . K . U .) un ottimo
nostro cooperatore, il sig . Gerardo Verbiest, lanciò
la proposta di eleggere San Giovanni Bosco patrono degli editori cattolici olandesi . La proposta
fu accolta all'unanimità .
'!INduILTFA
LIVERPOOL
-
Sindacato di assistenti
per giovani
A Liverpool è sorta una unione di assistenti
per giovani; al primo cenno, sono in grado di
recarsi in qualsiasi parrocchia della città per aiutare ad organizzare riunioni e manifestazioni giovanili .
Il nuovo movimento, chiamato <« Unione Don
Bosco», è stato fondato con il beneplacito dell'Arcivescovo .
Il sig. Giuseppe Riley, uno dei fondatori,
spera che l'Unione potrà raccogliere nelle sue
file un gran numero di collaboratori e collaboratrici, desiderosi di darsi a questo genere di
apostolato .
Molte parrocchie, infatti, scarseggiano di assistenti giovanili e l'Unione Don Bosco potrà
venir loro incontro, dando un valido aiuto ai
parroci .
IARGENTINA I
La parrocchia salesiana di S . Agostino in Milano
Nella fertile campagna argentina, in
parecchi crocivia, sono state collocate delle statue di Maria Ausiliatrice. Poco prima dell'ingresso alla
città di SANTA ROSA una grande
statua della Madonna porta sullo
zoccolo un'iscrizione che attesta la
gratitudine del popolo per gli abbondanti raccolti ottenuti in questi
ultimi tre antri, da quando cioè la
località, prima d'allora scarsissima
di frutti, venite posta sotto la protezione dell'Ausiliatrice .
ha commemorato il centenario della morte di S . Domenico Savio con una
Crociata della Bontà, articolata in settimane della Lealtà, della Vittoria, dell'Amicizia e della Generosità . Il 3 maggio alcune centinaia di Cavalieri della
Crociata, accompagnati dal prevosto, si recavano dall'Arcivescovo per consegnargli le offerte per la costruzione di nuovi templi .- Sua Eccellenza si
disse lieto di quella iniziativa, che impegna i piccoli nella splendida gara
del bene . s E come se io vedessi un giardino - commentava . - Voi avete
cosparso la vostra parrocchia di fiori di bontà » .
EL SALVADOR
1
Convocati dalla Prima Dama della
Repubblica, signora Coralia Parraga de Leinus, si sono riuniti nel
nuovo salone del collegio salesiano
"S. Cecilia" in SANTA TECLA i
maggiori esponenti dell'agricoltura,
dell'industria e del commercio . Fu
costituito un Comitato permanente
che si propone di dare impulso
alle Scuole Professionali salesiane
della città. La gentile Signora, animatrice dell'opera, accettò la presidenza effettiva dei Comitato,
1CANADA I
Dietro invito dei Vescovo, i Salesiani
hanno aperto un nuovo Aspirantato
nella città di Slierbrooke . Con quest'ultinia fondazione le Case Salesiane
del Canadà ammontano a cinque .
1 piccoli cavalieri della Crociata della bontà, a Milano accompagnati dal prevosto
salesiano, sono ricevuti in udienza dall'Arcivescovo di Milano S . E . Mons. Montini.
339
ISPAGNA
BARCELLONA - Uno dei primi atti
delle solenni celebrazioni iniziate in
Spagna per celebrare i 75 anni dell'Opera Salesiana, fu l'accettazione
da parte dei Salesiani -della Fondazione « Hogares Ana Gironella de
Mundet » . Clausola della convenzione
è che siano subito costruiti laboratori
per le varie arti in modo che i giovani vi possano imparare un mestiere atto ad assicurare i mezzi di
sussistenza nella vita .
BURGOS - Dall'inizio dell'anno scolastico funziona la prima Scuola
Professionale Femminile della città
di Burgos . Questa nuova Scuola costruita dalla Cassa di Risparmio Municipale con tutti i criteri dellaa pedagogia moderna, bene attrezzata e
con un imponente teatro, è stata
affidata alle Figlie di Maria Ausiliatrice .
Gli Ex allievi salesiani della città
di RATA RO (Barcellona) hanno
fondato l'Associazione "Amici dei
inalati" . Tutte le domeniche visitano gli ospedali della città, portando nelle corsie il fraterno conforto ili una parola buona e di doni .
Attraverso la stampa e la radio
lanciano appelli per raccogliere medicine, vestiti e cibi .
I
INIZIA
1
CALCUCT_A. - L Salesiani, che fin
dal 1995 erano stati chiamati a
Calcutta dall'attuale venerando Ar-
civescovo Mons. Perrier S . J . per il
servizio della cattedrale e vi avevano
aperta, nei locali diocesani, una
ben avviata tipografia, hanno ora
iniziato su terreno proprio nella periferia della città una grandiosa
costruzione che verrà adibita a
Scuole Professionali : esse saranno
le più imponenti di tutta l'India
Nord .
SHILLONG - Il Governo deil'Assam
ha approvato tutti i sei libri scolastici compilati dal salesiano Don Elias,
il quale ne sta preparando altri per
le Scuole superiori. 11 sesto libro,
ohe è fatto per le Scuole medie, è
obbligatorio per tutte le Scuole .
MANIPUR - La guerra aveva aperto
nuove strade e vie nel Manipnr.
Ora il Governo centrale sta riattivando queste strade e ne costruisce
delle nuove . Trattandosi di una regione prevalentemente montagnosa,
queste nuove vie sono una vera
benedizione per le tribù del Manipur. I Missionari se ne avvantaggiano e con una bella jeep americana si portano da un capo all'altro
del paese . Sulla jeep è installato un
proiettore a passo ridotto col suo
generatore e così si possono proiettare dei film religiosi, che mandano in
visibilio quelle popolazioni, che per
la prima volta vedono e sentono la
grande meraviglia del cinema sonoro . Con tali mezzi è possibile
avvicinare nuove tribù per portarle
alla luce del Vangelo.
PARAGUAY
I
ASUNCIÓN - Il Padre francescano
Giuseppe Mollica, che si fece frate
dopo essere stato popolarissimo attore e cantore di cinema, gira
l'America Latina per suscitare vocazioni ecclesiastiche, servendosi ancora del canto . Nel Paraguay ha
invitato gli aspiranti salesiani a
cantare con lui . '11 primo concerto
ebbe luogo ad Asunción il 10 maggio
con grande successo.
I
COSTA RICAI
A SAN JOSi le cooperatrici hanno
aperto davanti alla chiesa di S . Giovanni Bosco un ristorante, che esse
stesse gestiscono, incaricandosi della
cucina e del s ervizio . l i ricavato in
denaro servirà per la éostruzione
di un grandioso santuario a Maria
Ausiliatrice nella capitale costaricense.
I
URUGUAY
0
MANGA - Solenni festeggiamenti si
sono svolti per il cinquantesinlo
di fondazione della casa salesiana
di Manga . Nell'occasione vennero
ricordati i Superiori che diressero
questa Casa, fra i quali : il compianto Mons . Piani, Delegato Apostolico dei Messico, S . E . Mons.
Pittini, Arcivescovo di Santo Domingo e Primate delle Indie . Consolante la statistica delle vocazioni
maturate in essa . Dei 630 aspiranti
che vi fecero i primi anni di studi,
985 fecero la professione religiosa e
di questi 184 vennero ordinati sacerdoti . Meritano di essere ricordati fra gli Ex allievi illustri : Sua
E . Mons . Emilio Sosa Gaona, Vescovo di Concepcion (Paraguay),
Mons. Muzzolon, Vescovo del Chaco
(Paraguay) e i Rev .mi Don Alcide
Lanna, e Iloti Amilcare Pasqual,
Ispettori salesiani .
ICINA
La signora De Gasperi, accompagnata da S . E . l'On. Giuseppe Alessi, presidente
dell'Assemblea Regionale Siciliana, visita insieme alle figliuole il Centro Professionale Salesiano per i figli degli zolfatari a Caltanissetta . Un padiglione di
questo Centro porterà il nome del grande statista Alcide De Gasperi .
340
Una Figlia di Maria Ausiliatrice,
incarcerata fin dal 1951, aveva appena finito di scontare i cinque
anni di dura reclusione quando le
vennero inflitti altri cinque anni
di pena, sotto l'accusa di essersi
dimostrata refrattaria all'opera di
" rieducazione comunista " e di
non volersi lasciare " lavare il
cervello "
DALLE MISSIONI
[il
MEMORIE DI UN VECCHIO MISSIONARIO
figlio di uccelli"
-
L'ho rivisto alcuni mesi fa, a distanza di
cinquant'anni : curvo e reso gobbo dal tempo .
Avrei scommesso che fosse già morto e sepolto,
chissà da quanti anni .
Mi vide, mi riconobbe e, stendendo il braccio
puntato verso di me, esclamò :
«Alai! Alci! Alci remau i vie Joco-curi? »,
cioè : « Tu, tu, proprio tu, mio fratello Joco-curi? » .
Il vecchio bororo continuava a chiamarmi con
il titolo che mi avevano affibiato i suoi compatrioti al mio primo arrivo in missione : Joeo-curi,
che vuol dire « Occhio grande » .
Si reggeva a stento in piedi ; però volle abbracciarmi con affetto e poi (oh, nostalgia di
vecchi!) mi sedette vicino e cominciò a dipanare il filo dei ricordi . . .
Risalimmo a cinquant'anni prima . In quel
tempo, lui era un giovane massiccio, robusto,
esuberante di forza fisica, sui 30 anni . Si era
fatto una fama terribile . Rifiutava ostinatamente di lasciarsi addomesticare ; sdegnavaa con
disprezzo e alterigia tutti i segni di amicizia e
di distinzione con cui il missionario cercava di
guadagnarlo . Andava quasi sempre a caccia da
solo ; il suo occhio scintillava e il suo viso s'illuminava di gioia solo quando, in mezzo ai suoi
amici, riprendeva i canti della foresta e le vecchie
danze della tribù .
La sua fama eguagliava quella del grande capo
bororo, Ukeiwaguuo . Da lui aveva imparato
l'astuzia, la rapidità di azione e di combattimento, il coraggio . I suoi amici lo avevano soprannominato Kieghe-etore, cioè Figlio di uccelli .
Ma i civilizzati bianchi lo avevano battezzato
con un nome più orribile : lo chiamavano Cobra .
Più tardi i nostri missionari gli levarono quei
titoli e lo nominarono Luis-Carlo .
Dopo un po' che eravamo seduti mi accorsi
che il vecchio, sotto la spinta della commozione, mi aveva afferrato la mano e me la stringeva per farmi capire quanto gli era caro avermi
vicino . Parlammo, naturalmente (era impossibile non parlarne) di Don Balzola . I Bororo
l'avevano soprannominato Padre Curireu, che
vuol dire Padre Grande .
Si - disse il vecchio - Padre Curireu
era buono . . . molto buono, voleva bene ai Bororo . . .
Allora io ero cattivo .
Chinò la testa, soprappensiero, quasi schiacciato dall'onda dei ricordi . Poi mi guardò fisso
negli occhi e :
- Aviageture lcimo? Ricordi ancora? - mi
disse .
- Sì . Ricordo benissimo tutto . Ma il Signore
ha trattenuta la tua mano, non è vero?
- Ainnare - mi rispose con uno sbalzo di
tremore nella voce . - Tu dici . E così .
L-sciò scorrere altre immagini lontane, poi :
- Minguzzi pd? Bi mariguddo? Dove sta
Minguzzi? E morto da tanto?
- Non è morto - risposi - ma si trova molto
lontano di qui .
Il nostro confratello Minguzzi Domenico era
stato uno dei primi missionari al seguito di
Don Balzola . Il vecchio non lo poteva dimenticare . . . Perchè?
1 protagonisti del racconto : Don Antonio Colbacchini e ii
vecchio bororo " Figlio di uccelli ", reso curvo dagli anni.
A cinquant'anni di distanza si ritrovano e rivivono i loro
lontani ricordi
34 1
tali delle Ande) . Partivano a gruppi di poche
famiglie, così alla spicciolata . Era l'esodo di
un popolo che noi con tanta fatica si era cercato di racimolare e tenere unito . Don Balzola
ne soffriva . Mi ricordo che un giorno, mentre
si stava pranzando, venne qualcuno ad avvertirlo
che due famiglie di Bororo erano sfollate da poco
per il Pegubo . Immediatamente Don -Balzola
scattò in piedi, domandò subito che sentiero
avessero preso e non tardò a raggiungerle . Molto
disse e molto fece finchè li persuase a rientrare .
Lo vidi ritornare sudato e affaticato, ma con .
tento . Quelle due famiglie si fissarono definitivamente nella nostra missione e furono quelle
che ci dettero le maggiori consolazioni .
Le cose stavano a questo
punto quando Don Malan ricevette in dono da una facoltosa persona di Cuiabà, il
sig . dott . Gioachino Santos,
una vasta proprietà terriera,
situata in un luogo chiamato
Sangradouro . Era in posizione
strategica perchè messa proprio sul passo obligato dei Bororo che rifluivano nel loro
originario Pogubo . Don Malan ne intuì l'importanza e la mise
sotto la protezione di S . Giuseppe . E fu una vera provvidenza .
Io verso la : fine dell'anno
1905 mi trovavo a: Cuiabà,
quando improvvisamente fui
colpito da una forma grave
di malattia tropicale, il beriberi .
Tre venerabili barbe della Missione salesiana del Rio das Mortes : D . Giovanni InverPer guarire non c'era che
nizzi a sinistra, D . Pietro Sbardellotto al centro e il coadiutore Francesco Fernandez .
un rimedio : fuggire dal luogo
in cui si era caduti ammalati .
saputo del nostro arrivo sul fiume Barreiro, si
Il buon Don Malan non sapeva come fare . C'erano
videro costretti, per sopravvivere, a chiedere
in vista due soluzioni : o imbarcarmi e farmi
ospitalità e protezione ai nostri missionari .
scendere il fiume fino a Corumbà, lasciando
Un po' alla volta, alcune centinaia di selvaggi
definitivamente il Mato Grosso (ma in questo
popolarono la Colonia e la Missione del Sacro
modo veniva a perdere una unità nel suo smilzo
Cuore.
drappello di esiguo personale) oppure internarmi
nell'incipiente missione dei Bororo, là dove si
L'affluire dei Bororo in quella missione solitaria e sperduta poteva costituire un pericolo
trovava Don Balzola . Il Superiore mi chiamò ;
mi disse che il clima della Missione era buono ;
per il troppo rapido addensamento di selvaggi
l'aria era fine, fresca, ossigenata ; sull'altopiano
nello stesso luogo . Perciò Don Malan, superiore
mi sarei decisamente ristabilito . Ma poi gli venne
della Missione, pensò di decongestionare quel
un piccolo rimorso perchè diceva che se il riprimo villaggio e istituì un nuovo centro a 60
manere in Cuiabà era per me la morte, lo stesso
chilometri più a est, sulla riva destra del Garga .
rischio avrei corso in Missione, non per malattia,
Lo chiamò Missione dell'Immacolata .
ma a causa dei selvaggi Bororo .
Intanto si dovette assistere, con rincrescimento,
Mi disse di scegliere e di pregare la Madonna
a un fatto inspiegabilmente strano . I selvaggi
furono ripresi dalla nostalgia delle loro foreste
perchè mi fosse di aiuto e di consiglio .
e dei loro fiumi che, per antica tradizione, sapeIn quel momento mi zampillò come un'imvano ricchi di selvaggina e delle migliori quaprovvisa ispirazione : ie È meglio morire tra i
lità di pesce . Fu una corsa di ritorno alle acque
selvaggi» dissi tra me . Ma poi mi venne in mente
del Pogubo, cioè al Rio S . Lorenzo, dove guizche per arrivarci dovevo fare centinaia di chizavano i pesci dalle squame d'argento e dove
lometri sulla groppa di un mulo, con un viaggio
era stata la culla della loro tribù (adesso però
massacrante che sarebbe durato una ventina di
si tende a crederli originari dalle vallate oriengiorni .
A poco a poco la nostalgia del tempo che fu
mi spinse a riscoprire e a rispolverare quelle
lontane memorie .
Al principio di questo secolo i Bororo erano
il terrore di tutta la regione dell'Altipiano che
va da Cuiabà fino alle rive dell'Araguaia e del
Garga . La nostra missione del Sacro Cuore prese
vita nel 1902, a circa 400 chilometri a oriente
di Cuiabà, sulle rive del fiume Barreiro, affluente
del Garga . Il primo incontro con i Bororo avvenne
l'8 agosto 1902 . I selvaggi, che vivevano sulle
sponde del Rio das Mortes, decimati da una
terribile malattia, che aveva fatto strage tra
loro, e dalla lotta spietata contro gli Xavantes,
34 2
Mi ricordo che mi vennero agli occhi alcune
gocce di pianto .
- Piangi? - mi chiese affabilmente il buon
Superiore .
- Sì . . . penso che mi sarà impossibile arrivare . . .
Non posso nemmeno stare in piedi . Mi guardò con occhi dolcissimi :
- Abbi fiducia nella Madonna . Maria Santissima può far tutto e, se è volontà di Dio che tu
vada, andrai di certo . - Fui caricato come un
peso morto sul dorso dell'animale e sostenuto
per non cadere . Partii da Cuiabà il 3 marzo 1906 .
In 20 giorni di viaggio migliorai talmente che
alla Missione del Sacro Cuore scesi da solo di
sella e camminai senza sostegno .
A ricevermi c'era Don Balzola con le braccia
aperte .
- Padre Grande era buono . . . molto buono,
voleva bene ai Bororo . . .
Sento la voce del vecchio bororo che ripete
quel dolce ritornello . I ricordi riaffiorano improvvisamente, sollevati dal fondo dell'anima . . . Quanti
anni son passati? Cinquanta, e la vita ha preso
un ritmo diverso . Noi siamo vecchi, mio caro
amico bororo . . . Allora erano altri tempi .
Don ANTONIO COLBACCHINI
missionario salesiano
la morte
non fa paura a Jauareté
Da Jauareté (Brasile-Rio Negro) scrivono raccontando la morte edificante di alcuni indi convertiti . C'è nella narrazione il sapore primitivo
che hanno i Fioretti di San Francesco e un'aura
di supernaturalità . .
Eccoli :
Pedrina era un'ex allieva delle Figlie di Maria
Ausiliatrice . Non toccava ancora i vent'anni .
Sentendo ormai che la morte si avvicinava, nel
luglio scorso, si preoccupò di mettere il vestito
più bello, come se si trattasse di andare a nozze ;
dette, come meglio poteva,- gli ultimi tocchi alla
sua acconciatura e poi mandò a chiamare il
missionario perchè le amministrasse i Sacramenti .
Si confessò con molta devozione ; quando vide
entrare il Sacerdote che le portava il Viatico,
volle scendere dall'amaca in cui giaceva febbricitante e si buttò riverentemente in ginocchio .
Ma non poteva reggere ; accettò allora di fare il
ringraziamento seduta sulla rete dell'amaca, in
L'Ispettore salesiano don Mario Acquistapace, sulle rive di un corso
d'acqua delle Isole Filippine, getta la lenza insieme a due aspiranti
filippini e la ritira con un grosso pesce che vi aveva abboccato .
34 3
atteggiamento estatico, con le mani giunte e un
pio raccoglimento nel viso .
La morte la sorprese così ; ebbe un brivido,
un sobbalzo, sentì come una chiamata misteriosa ;
aprì gli occhi luminosi e mormorò : « Ecco viene
Gesù e Don Bosco . . . » . Il sorriso che era sul suo
volto le rimase stupendamente fissato nella immobilità della morte .
C'era anche a Jauareté una vecchia india tucana. Caduta in deliquio (gli indi, molto immaginosi, usano dire <~ rimasta morta ») riuscì a rinvenire . Appena riacquistata conoscenza, volle
che le chiamassero il padre missionario . Perchèl
Voleva ricevere il battesimo . Da notare che
fino allora si era mostrata sempre refrattaria,
anzi, piuttosto ostile .
Qualcuno le domandò spiegazione di un così
rapido cambiamento .
Una
graziosa
immagine
di bimbo
cinese:
Chao
Ram Fai, di 7 anni . Portato d'urgenza all'ospedale
perchè colpito da una forma multipla e gravissima
di malattia (nefrite congiunta a polmonite e ad altre
disfunzioni), dato come spacciato dai medici, ricevette la benedizione di Maria Ausiliatrice e guari
completamente .
Ella spiegò : <i Ho visto i miei parenti morti
che mi dicevano : Tu non puoi venire con noi
in Cielo, perchè non sei battezzata . . . » .
Le era rimasto nel cuore un desiderio struggente di far presto . Ripeteva : « Io voglio andare
con loro . . . io voglio il Battesimo » .
Fu battezzata e, subito dopo, allentò quella
forza di volontà che l'aveva sorretta . In un
beatissimo transito varcò le soglie del cielo .
. . . e nemmeno a Limon
[Equatore)
Alcuni mesi fa morirono due donne kivare .
La prima giaceva ammalata da tempo, tormentata da una tosse insistente, che non le dava
riposo . Suppongo che fosse colpita dalla tubercolosi . Suo marito mi informò dell'improvviso aggravarsi del male, ma io mi trovavo nell'impossibilità di visitarla, data l'enorme distanza
che ci separava . La raccomandai allora a un
giovane kivaro cristiano, delegandolo a istruirla
e ad amministrarle il battesimo . Il kivaretto
partì .
Alcuni giorni dopo il piccolo apostolo fu di
ritorno . Mi riferì che la moribonda gli aveva
confessato che, prima di ricevere il Santo Battesimo, il demonio in forma visibile di fanciullo
aveva sempre montato la guardia, attorno alla
sua preda, in attesa di impadronirsene . Scomparve
solo quando le fu amministrato il Battesimo ;
anzi le entrò allora tale pace nell'anima quale
mai aveva provato . La sua salute segnò un
leggero miglioramento ; cosa da poco, perchè la
malattia ebbe il sopravvento e la trascinò al
sepolcro, con la bianca stola battesimale .
L'altra donna si chiamava Atsasu ed era una
delle mogli del kivaro Anduasha .
Il morbillo la ridusse in fin di vita ; un colono,
obbedendo a un'ispirazione interna, le amministrò il Battesimo . Mi ricordo che una settimana
prima della sua morte, io, visitando la sua kivaria,
le avevo donato una iminaginetta di Maria Ausiliatrice . Quella donna se l'era stretta fra le mani,
l'aveva coperta di baci e posata sul cuore .
La Madonna (è ragionevole crederlo) suggerì
al colono di amministrarle il Battesimo . Qualche
minuto prima di morire la donna si rizzò dal
letto, si mise in preghiera in mezzo alla capanna, congiungendo le mani davanti al petto .
La morte la colse in quell'atteggiamento di
supplica al Signore .
llon LUIGI CAROLLO
missionario salesiano
. . . (Ton mi lamento delle privazioni : mi lamenterei piuttosto se sapessi che qualche istante della
mia vita non appartiene a Dio, mio unico bene . . . Sono felice nello stato in cui il buon Dio mi vuole, e
non ho altro desiderio se non che la sua divina volontà si compia in me . . . » .
(DA UNA LETTERA DI SUOR S . . . . Figlia di Maria Ausiliatrice, in licenza temporanea dal carcere rosso in Cina)
3 44
~1 ea"ta
di una morente
Quello che vi racconterò non è leggenda, ma
storia : la storia di una pagana battezzata in
fin di vita, una giovane che per onorare la Vergine cantò fino alla morte .
Suo padre, di nome Daniele Mulubwa, ex allievo di Don Bosco, abita nel quartiere rurale
di « Luano », alla periferia di Elisabethville
(Congo Belga) .
La figlia chiamata Lubunse non era ancora
stata ammessa al Battesimo, quantunque da
molti anni catecumena . La malferma salute infatti non le permetteva di frequentare regolarmente l'istruzione religiosa . Anzi il 5 settembre
1956 il male si aggravò fino a condurla inesorabilmente agli estremi .
Quando, in novembre, si aggravò, mentre il
padre era assente per ragioni di lavoro, disse
a sua madre : « Non lasciatemi morire senza
Battesimo . Avvisate il Catechista affinchè faccia
venire il missionario, perchè desidero morire
cristiana» .
I1 Catechista, appena giunto, si accorse che
le condizioni dell'ammalata erano gravissime .
Non c'era da perder tempo! Si fece quindi portare dell'acqua e ripetendo il gesto fatto cento
volte, la versò sulla fronte della morente dicendo : «Cecilia, io ti battezzo nel nome del
Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo» .
Ormai cristiana, ella prese il suo rosario per
recitarlo come era solita fare da tempo . La
divozione alla Vergine infatti era divenuta la
sua divozione preferita .
« Fate venire mio padre! », esclamò a un tratto .
Si andò alla ricerca del padre, chè la fine eraa
vicina!
Nel frattempo volle si intonasse un canto
alla Madonna, e siccome nessuno le dava ascolto,
si mise ella stessa a cantare con lo sguardo fisso
verso un angolo della capanna, come se vi scorgesse qualcuno . . .
Maria aiminina
A lolesha Bwuana• Jesu
(liti pa niusalaba .
Anime come queste attendono nel Congo
la luce del Vangelo .
piedi accanto alla croce,
tutta in pianto, guarda
Cantò così lo Stabat 1flater in lingua Cibemba,
da capo a fondo in tutte le venti strofe : gli astanti
restarono sbalorditi anche per l'ardore particolare
col quale ella cantava .
Terminato il canto, sospirò : « Santa Vergine
Maria, vieni e portami con te! » . Furono le sue
ultime parole. Subito dopo la Vergine veniva
a prendere la sua bell'anima .
« Quel giorno», ci scrive suo padre, « fu per
noi un giorno di gioia più che di lutto . Senza
dubbio soffrivamo molto per la perdita di sì
cara figliuola, ma al vederla sulla suaa stuoia,
nessuno avrebbe creduto che fosse morta . Una
luminosa pace spirava dal suo dolce viso : Cecilia
sembrava assorta in una visione profonda! Tutti
i cristiani e quanti la conoscevano nei dintorni
accorsero a vederla. Il funerale riuscì oltremodo
grandioso . La folla che ne seguiva la salma
cantava lodi alla Madonna, : si sarebbe detta
una processione, non un funerale! » .
Questa terra d'Africa, incolta e deserta, quando
viene coltivata e resa fertile dalla Fede e dalla
divozione alla Santa Vergine, produce i frutti
più squisiti .
Gesù che muore .
Sac. FRANCESCO
La madre dolorosa, in
LEIIAEN,
missionario salesiano
Maria Ausiliatrice supplisce alle limitate
possibilità della scienza
Due anni or sono mia mamma venne colpita
da febbrite alle gambe . L'infezione era talmente
avanzata che venne trasportata d'urgenza all'ospedale . I dottori erano molto preoccupati,
tanto da far temere della vita della mamma .
Mi rivolsi con fiducia a Maria Ausiliatrice e a
S . Giovanni Bosco affinchè supplissero a quello
che non poteva fare la scienza medica . La mamma,
dopo alcuni giorni passati tra la vita e la morte,
cominciò a migliorare fino a guarigione perfetta .
Torino
SANTE ToNIOLO, salesiano
4
«Suo fratello se ne va », disse il chirurgo
Lo stato di mio fratello era gravissimo . Il
medico che lo curava diede il caso per disperato
e consigliò di fare un estremo tentativo con un
intervento chirurgico . Allora lo affidai a Maria
Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco . Fu operato
il 24 aprile, sacro all'Ausiliatrice . Durante l'operazione i medici dimostrarono il più nero pessimismo . « Preghi, preghi molto, perchè suo fratello se ne va», mi disse il chirurgo operante .
Ma i nostri protettori esaudirono le nostre suppliche. Infatti poco dopo lo stesso dottore mi
disse : « È stato un vero miracolo ». Ora colui
che passa come un morto risuscitato continua a
godere ottima salute e con me rende pubblica
testimonianza di riconoscenza a Maria Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco per sì segnalato
favore.
Gerona (Spagna'
CONCETTA IGLESIAS
4
Don Bosco mi ha guarito
Il nostro Riccardo, allievo del collegio «Don
Bosco » di questa città, al principio di quest'anno
cadde vittima della paralisi infantile . Quando i
sintomi del male furono manifesti, noi, terrorizzati dal pensiero delle conseguenze, lo raccomandammo a Don Bosco . Ponemmo su Riccardo una
reliquia del Santo e gli procurammo la benedizione di Maria Ausiliatrice .
Il giorno dopo, di buon mattino, l'infermo comincia a chiamare i genitori gridando : « Sono
guarito ! Don Bosco mi ha guarito ! » . Effettivamente era scomparso il gonfiore alle braccia e
3 46
alle gambe e così pure la febbre . Si fece tosto
un consulto medico e quelli che lo avevano
curato prima, con sommo stupore dichiararono
che il male era scomparso senza lasciar traccia .
Uno di essi mi disse : « Lei può davvero ringraziare Dio che le ha guarito il figlio in modo
così meraviglioso » . « Sì, dottore - risposi io
versando lacrime di gioia - Dio e S . Giovanni
Bosco » .
Buenos Aires (Argentina)
OSCAR e ZUNILDA DA ALIsIo
4
Don Bosco procura il pane a un suo ex
allievo
Da più di 8 mesi ero in cerca di lavoro . Nonostante le molteplici ricerche e raccomandazioni,
non riuscivo a trovare una sistemazione . Mi raccomandai allora a S . Giovanni Bosco, essendo
un suo ex allievo . Ed ecco che, prima del termine della novena, le mie preghiere furono esaudite . Ora desidero esprimere pubblicamente la
mia riconoscenza a Dio e a San Giovanni Bosco
per la grazia ricevuta .
MELCHIORRE CALORIO
Prega con fede proporzionata alla gravità
del male
Mia sorella Cesarina fu ricoverata d'urgenza
all'ospedale con i reni bloccati . Dopo due giorni
s'aggravò maggiormente per un infarto al cuore .
Il professore curante non nascose che il caso
era gravissimo . Con grande fiducia e amore mi
rivolsi alla Vergine Ausiliatrice, facendo tre novene, una di seguito all'altra con fede crescente .
E la grazia venne, tanto che il professore, rimane
ancora ora meravigliato, ogni volta che mia
sorella si reca all'ospedale per visite di controllo .
Con cuore grato e riconoscente invio la mia
offerta, fiduciosa che la Madonna mi protegga
sempre con tutti i miei cari .
Castelnuovo Scrivia (Alessandria)
MARIA STRAMESE RAVIZZA
4
Al vederlo guarito tutti si meravigliano
Mio fratello Attilio Righi era stato ricoverato
nell'ospedale di Verona con forti dolori al fegato .
Dopo due mesi di inutili cure, il medico che lo
curava dichiarò necessaria un'operazione ; ma
aggiunse che, data l'età e lo stato del cuore, era
temibile un collasso cardiaco . Noi in famiglia
fummo tutti costernati e decidemmo di mettere
la vita del fratello nelle mani di Maria Ausiliatrice, cominciando in suo onore la novena consigliata da Don Bosco . La nostra fede fu premiata . Mio fratello potè far ritorno in famiglia
guarito e senza operazione . Sono passati molti
mesi ed è sempre stato bene . Quelli che l'avevano
veduto con quel male e lo vedono ora in piena
salute, rimangono senza parola .
Monticello Brianza (Como)
ATTILLA RIGHI
Domenico Savio, intercessore potente presso
l'Ausiliatrice
Mia mamma versava in gravi condizioni causate da crisi cardiopatiche . Il professore curante
ne aveva consigliato il ricovero al Policlinico,
ma lo stato della mamma era tale che non si
poteva pensare a muoverla . In tale doloroso
frangente la raccomandai con le mie alunne a
Maria Ausiliatrice, interponendo la mediazione
di S . Giovanni Bosco e di S . Domenico Savio .
Il q marzo, festa del piccolo Santo, dopo la Comunione in suo onore, ebbi la certezza che la
mamma sarebbe guarita . Ora sta benino ed io
intendo d'inviare una giornata del mio stipendio
mensile poichè il buon Dio me la lascerà al
fianco .
Pavia
ELISA SALVATORELLI
Caterina Buffa (Riva di Pinerolo) rende grazie a S . G . B .
che le ottenne un'importante grazia, la quale la liberò
dalle dolorose conseguenze di un incidente occorsole al
pascolo.
Ermelinda Bonaria (Molare - Alessandria) colpita da embolia col pericolo di perdere l'uso del braccio e della gamba
destra, invocò S . G . B . e Mamma Margherita e fu esaudita.
Silvia Foffano Stampini ringrazia con tutto il cuore M . Ae S . G . B . per due segnalatissime grazie.
Maria Davico (Torino) dichiara di aver toccato con mano
la protezione materna di M . A . durante una difficile operazione chirurgica .
Caterina Gaggino (Oviglio - Alessandria) rende grazie a
M . A . e a S . G . B . per l'assistenza accordata alla sua famiglia .
Cecilia Casiraghi (Lesmo - Milano) travagliata da incessante emorragia, si rivolse a M . A . e l'emorragia cessò .
Direttrice istituto « Maria Ausiliatrice » (Pavia) invia offerta
per grazia ricevuta e prega M . A . perchè continui la sua
protezione sulla casa e sulle opere .
Domenica Ferrari Trecate (Vigevano - Pavia) esprime la
sua riconoscenza a S . G . B ., che la guarì da gravissimo
infarto cardiaco .
Sac . G . B . Defitippi, salesiano, impedito da lungo tempo
di celebrare la S . Messa, ricorse con la novena a M . A .
per ottenere di celebrare il giorno di Pasqua e fu esaudito .
Claudia Bariatti (Torino) pregando con fede M . A . e S . G . B .R
ottenne lavoro per il figlio .
Maria Fornero (Pinerolo) ringrazia S . G . B . per la guarigione ottenuta .
Suor Rita Cocciolo (Arnesano-Lecce) fonda una Borsa
missionaria in ringraziamento a M . A . e a S . G . B . per
la guarigione della mamma .
Carolina Nannicini (Firenze) è grata a M . A. e a S . G . B .
per vari favori ottenuti e in particolare per la guarigione
di una sua conoscente .
Giovanna Camerini Porzi (Faenza) invia offerta in onore
di S . G . B . e di S . D . S . per la guarigione della sua bimba
Maria Chiara.
Rina Miletti (Torino) rende grazie a M . A . e a S . G . B .
per aver ridonato la salute a un suo caro congiunto .
Carlo Gambertoglio (Torino) rende vive grazie a M . A .
• ai Santi Salesiani per l'aiuto e conforto ricevuto sempre,
ma specialmente nella malattia della sua signora .
Rina Posati (Terni) ringrazia M . A . e S . G . B . perchè ottenne la grazia desiderata proprio nel giorno in cui l'effigie di M . A . entrava nella sua famiglia .
Caterina Bolioli in Fiorini (Collagna-Reggio Emilia)_ fece
una novena a M . A . e a S . G . B . per ottener lavoro al figlio
di una sua conoscente e fu prontamente esaudita .
Margherita Ricca (Montanaro-Torino) ringrazia vivamente
M . A . e tutti i Santi Salesiani che la guarirono da una
dolorosa malattia .
Maria Civra (Cercenasco-Torino) dichiara che l'intercessione di M . A . le ha ottenuto che la sua bambina evitasse
un'operazione dichiarata necessaria .
Lucia Velati (Milano) malata da due anni, si rivolse con
fede a M . A . e a Don F. Rinaldi e guarì .
Maria Marinelli in Belviso (Bari) in un momento di particolare angoscia si raccomandò a M . A . ed ebbe la gioia
di veder salva la sua cara bambina .
Cirillo Gaspardo Moro (Salto Canavese) ringrazia M . A.
per averlo guarito da un terribile male che lo faceva soffrire da parecchi mesi .
Anna Gallo Gallarato (S . Stefano Roero-Cuneo) fa celebrare una S . Messa per grazia ricevuta da M . A .
Rita Garlando Calcagno (Casorzo-Asti) dichiara che M . A.
le dimostrò la sua riconoscenza concedendole una serie
infinita di grazie .
Maria Leone ved . Nida (Rivarolo Canevese) è riconoscente
a M . A . per grazia ricevuta .
Maria Massa (Chivasso-Torino) desidera render pubblica
la sua riconoscenza a M. A . per grazia ricevuta.
Emma Bioglio (Mottalciata-Vercelli) ringrazia M . A . e
S . G . B . per tante grazie implorate e ricevute .
Daniela Giampietro (Carignano-Torino) con immensa riconoscenza per grazia ricevuta da S . G . B., invoca su di
sè e su tutti i suoi cari la benedizione del gran Santo .
Anna Appendini (Torino) per l'ottenuta guarigione dei
nipotini .
Famiglia Canta (Torino) ringrazia pubblicamente M . A .
• S . G . B . per un importante grazia ottenuta dal marito .
Eugenio Bossotti e sorelle (Borghetto-Torino) è riconoscente a M . A . e a S . G . B . per esser stato salvo da grave
investimento .
Coniugi Firmina e Francesco Zemide (Torino) trovandosi
in forti preoccupazioni per un difficile intervento che doveva subire il loro figlio, ottennero l'assistenza di M . A .
• di S . G. Bosco .
Giuseppe Martini (Alba-Cuneo) ottenne da S . G . B . il
felice esito di un'operazione chirurgica piuttosto seria .
Maddalena Diani (Torino) commossa e riconoscente, rende
vive grazie a M . A . per aver ottenuto la guarigione del
marito senza intervento chirurgico.
Carmela Barbera in Interdonato (Ali Terme-Messina) dichiara che S . G . B . le guari il marito ridonandogli l'uso
delle gambe .
Caterina Gadini (Piancamuno-Brescia) da tempo era affetta da mali al ginocchio e doveva subire un'operazione
chirurgica ; ricorse con fiducia a M . A . e in poco tempo
guari perfettamente . Lo attesta il suo Parroco Don Antonio Pennacchio .
Maria Racca (Castello di Robilant-Cuneo), preoccupata per
la mancanza di lavoro per la sua figliuola, ricorse a M . A.
e a S . G . B . ed ebbe l'attesa grazia proprio il giorno della
festa di Don Bosco.
34 7
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LA MORTE, MA NON PECCATI
Un doppio intervento di S . Domenico Savio
.
Il giorno di Pasqua il buon Dio ci visitò con
la nascita di un bel bambino .
Dopo due giorni, però, il bimbo versava in
condizioni disastrose . I medici dissero che sarebbe morto e del loro fatale verdetto diedero
la spiegazione scientifica . Subito gli facemmo
somministrare dal nostro parroco il santo Battesimo e la Cresima . Eravamo disperati . Io non
facevo che pregare e piangere . Al quarto giorno,
sognai San Domenico, come è nella foto dell'abitino . Il giorno seguente, il mio piccino migliorò e cominciò a nutrirsi . Al bimbo abbiamo
messo i nomi di Domenico, Giovanni, Ignazio .
Siano rese grazie al Santo .
San Giovanni Suergiu (Cagliari)
MARIA STAMBAZZI Fusco
Caso disperato, miglioramento istantaneo
Solo un miracolo poteva salvare il mio bambino ridotto agli estremi per un complesso di
malattie . Il caso, a giudizio del medico, era
veramente disperato . Con fede mi rivolsi al patrono dei fanciulli S . Domenico Savio perchè
me lo guarisse . Fui esaudito . Il miglioramento
è stato istantaneo ed ora il mio bambino sta bene .
Grazie, o S . Domenico Savio! Continua a proteggere i miei figliuoli .
Treviglio
GIUSEPPE CONTI
Ha guarito il mio bambino
Temevo di perdere il mio bambino Claudio,
a soli tre mesi di età . Anche il medico curante
aveva dato il caso disperato .
Mia sorella, ex oratoriana come me, corse
piangendo dalle Suore a chiedere preghiere . La
Direttrice le dette una reliquia di S . Domenico
Savio, esortandoci a pregarlo . Tornata a casa,
mettemmo la reliquia sul corpicino del bimbo .
Sopraggiunse un sonno ristoratore . Da quel
momento fu avviato a completa guarigione .
Grata al piccolo Santo, gli chiedo di continuare
la sua valida protezione su tutti noi .
ALACCHI ALESSANDRA
Cannara (Perugia)
348
Rosetta e Natale Gorini (S. Ambrogio Olona-Varese) ringraziano S . D . S . perchè, applicandone l'abitino e pregando
con fervore, poterono superare tutte le gravi difficoltà che
minacciavano di compromettere fatalmente la nascita della
loro bimba .
Fina Papa (Frazzano-Messina) raccomandò a S . D . S.
una sua sorella che soffriva terribili dolori per una piaga
alla lingua ribelle ad ogni cura, e con sommo stupore e gioia
la vide guarire prontamente e bene
Anna Maria Santangelo (Montesarchio-Benevento) volle che
il suo bimbo fosse battezzato col nome di Domenico e consacrato a S . D . S . a ricordo riconoscente della visibile protezione avuta alla sua nascita .
Maria Palumbo (Montagano-Campobasso) dichiara commossa di esser viva per l'intervento di S . D . S ., che la salvò
da un'appendicite perforata con peritonite gravissima.
Lucia B. S . dichiara : « Ero disperata per un pagamento
che mi era impossibile soddisfare . Era la nostra rovina.
Non volevo dirlo a mio marito, malato di grave esaurimento
nervoso . Mi rivolsi a S . D . S. e gli dissi : Non ne sono degna,
ma fallo per la tua santa mamma! Miracolosamente ebbi
subito un aiuto e la mia famiglia fu salva
G . Motrassini (Torino) invia una lunga relazione, dalla quale
balza evidente l'intervento di S . D . S . in alcune circostanze
pericolose che accompagnarono la nascita e i primi giorni
di vita della sua bimba .
Gabriele Bonfrisco (Magliano Nuovo-Salerno) e grato a
S . D . S ., che nella traversata Napoli-Montevideo gli ottenne
una bella grazia .
Maria Tarditi (Casale Monferrato) rende pubbliche grazie
a S . D . S . per la guarigione del figlio Giuseppe .
Luigi Gallino (Canale d'Alba) esprime commosso la sua
riconoscenza a S . D . S . per la protezione accordata al figlio .
Teresa Musso (S . Anna di Monteu Roero) rende vivissime
grazie a S . D . S . per la guarigione del marito da seria malattia .
Giulia Roncoli (Rovereto-Trento) scrive che non finirà di
ringraziare S . D . S ., il cui abitino l'accompagnò nelle dolorose e pericolose vicende che precedettero la nascita della
sua bambina, scampandola da tutti i pericoli previsti dalla
scienza medica .
Elsa Malinverni (Varazze-Savona) temendo per la vita della
bambina, pregò con fede M . A ., S . G . B . e in modo speciale S . D . S . e, con meraviglia dei medico e dell'ostetrica,
la bambina nacque sana e robusta .
L . G. Cereghini (Torino) dovendo sostenere difficili esami
di concorso, si raccomandò a S . D . S . e fu pienamente
esaudita .
I coniugi Severino e Luigina Benedicenti inviano offerta
a S D . S . in ringraziamento per la guarigione del loro
caro Giacomino
Per íntcxcessione dd Serio di Dio
POI! FILIPPO J1ll1!ÌILI1I
Al colmo dello sconforto, viene a conoscere
il Servo di Dio Don Rinaldi
Adempio di cuore la promessa di inviare offerta e di comunicare il fatto seguente con la
sola riserva di lasciare nell'anonimo il nome, il
cognome e la località per le ovvie ragioni che
voi certo condividerete .
Direttore di notevole stabilimento industriale,
dovetti a suo tempo dare corso alle decisioni
dell'azienda per la necessaria riorganizzazione procedendo, con il massimo possibile di umanità e
di coscienza, a dolorosi inevitabili licenziamenti .
Ne furono colpiti, come è ovvio, gli elementi
più facinorosi . Uno di essi - evidentemente per
incarico anche di organizzazioni che mi avevano
attaccato sui loro giornali - s'era messo a pedinarmi ogni giorno, ad ogni mia uscita da casa
e dalla fabbrica, per parecchi mesi, col proposito
chiaro di dare fastidio, di provocare, di fare
nascere incidenti . Un giorno al colmo dello
sconforto - che dovevo anche nascondere per
la tranquillità della mia famiglia - mi accingevo
ad uscire di casa assai preoccupato quando mi
capitò sotto mano un vostro opuscolo sulla vita
e le grazie di D . Filippo Rinaldi . A Lui mi raccomandai e scesi le scale rinfrancato .
Da quel giorno - è passato più di un anno non vidi più (se non una sola volta occasionalmente) quella pericolosa persona . Ed ora, dopo
una conferma così eccezionale nel tempo e così
eccezionale nei riguardi di quell'elemento, adempio la mia promessa con commozione e riconoscenza e ricorro fiducioso a Don Rinaldi in ogni
mio bisogno .
(segue firma)
Il caso era grave
Il 9 marzo u . s . alle ore due, mia sorella venne
trasportata d'urgenza in clinica a Siracusa . I
professori dichiararono il caso gravissimo . Per
diverse ore la paziente lottò tra la morte e la
vita . Ma alle ore io di quel giorno, festa di
S . Domenico Savio, un caro bimbo venne ad
allietare la mamma e i congiunti . La gioia però
presto svanì, poichè la sofferente si aggravò e
non diede alcun segno di vita . Così per più
giorni .
Informata perchè pregassi, addoloratissima,
mi rivolsi al Servo di Dio Don F. Rinaldi, dal
quale avevo già ottenuto altre grazie ; e con stupore dei professori curanti, mia sorella, che
sembrava dovesse spirare da un momento all'altro, rinvenne, cominciò a migliorare ed oggi
gode perfetta salute . Il bimbo, di nome Salvo,
cresce bello, sano e vivace .
Melilli (Siracusa)
Suor VINCENZINA MAZZOTTA, F .M .A .
Margherita Bolla (Torino) rende pubbliche grazie a D . R .
per i molteplici favori ottenuti e per aver evitato alla sorella un'operazione .
Luigia Vindrola (Viù-Torino) ottenne da D . R. di guarire
dalle conseguenze di una caduta .
Ernestina Motta (Boffalora Ticino) affidò a D . R . l'esito
del concorso della sorella e fu pienamente esaudita .
Alfredo Ciarrocchi (Torino) aveva il suo bambino Paolo
malato grave ; applicata la reliquia di D . R ., cominciò subito il miglioramento .
Una Figlia di M . A . (Casa M . Mazzarello-Torino) attribuisce al Servo di Dio D . R . la guarigione rapida di una
sorella da malattia polmonare .
Veglia Ottazzi (Sestri Ponente) è riconoscente a D . R. per
il felice esito dell'operazione di cateratta subita dalla
mamma .
Carlotta Basetta (Mede Lomellina) dichiara di aver più
volte sperimentata la paterna assistenza di D . R ., ma in
modo particolare in momenti di angoscia .
Pietro Bencistà (Firenze) si è rivolto con fede a D . R . e
ha ottenuto la grazia di risolvere una penosa questione che
sembrava insolubile.
Giovanna Mizia (Cerano-Novara) solo invocando l'intercessione di D . R . ottenne una grande grazia per il figlio .
Margherita Fornaciari Ferrari (Reggio E .) rende grazie a
D . R . per la guarigione della figliuola .
Clementina Tarabra (Priocca-Cuneo) soffriva da cinque
mesi male a una gamba ; le cure erano vane ; si rivolse a
D . R . applicandone l'immagine e ottenne perfetta guarigione .
F. e M. Negri (Grignasco Sesia) pregano pubblicare la
loro riconoscenza a D . R . per segnalatissime grazie ricevute .
Can. Alessio Hadner (Genova) impetrò da D . R . la guarigione da diabete, male che ritardava la guarigione da
altri malanni .
Prof. Emilia Meroni (Milano) colpita da un male che la
preoccupava assai, si rivolse alla Vergine Immacolata interponendo la mediazione di D . R . e ottenne la guarigione .
Enrichetta Aranio de Zottebohm (Villa Altamira-San Salvador) attribuisce all'intercessione di D . R . la grazia di aver
avuto un bambino che aveva atteso in vano per 9 anni e
che chiamò Giovanni Filippo in onore di Don Bosco e di
Don Rinaldi .
Don Giorgio Gherardi, Parroco di Savignano sul Panaro
(Modena) è riconoscentissimo al Servo di Dio D . F . R .
per la protezione accordata a diverse persone, le quali, in
difficili circostanze . ottennero segnalati favori .
34.1)
_Per intercessione di
ALTRI SERVI DI DIO
La Madonna voleva concedere la grazia attraverso
la sua figlia Laura Vicufia .
Infatti, appena ci rivolgemmo a lei e mandammo
l'immagine con la preghiera alla mamma perchè si
unisse alle nostre suppliche, la piccola Ivana incominciò a migliorare, e ora a distanza di due mesi sta
bene e il suo sviluppo è del tutto normale .
I genitori, felici e riconoscenti si uniscono a noi
per ringraziare, con preghiera di pubblicare la grazia .
Suor ERSILIA CANTA
DON BELTRAMI
L'angelica fanciulla bruciò le tappe
È sensibile alle preghiere dei malati
Da parecchi anni ero afflitta da pleurite cronica, da
disturbi cardiaci e da acciacchi diversi dovuti all'età,
che mi costringevano a letto ogni inverno per mesi .
Un giorno, pensando a Don Andrea Beltrarrli che tanto
aveva sofferto, lo pregai fervidamente . E oggi posso
dichiarare con la più viva riconoscenza che sono tre
inverni che passo senza tenere il letto . Invio perciò
una piccola offerta per la causa della sua beatificazione .
ROSA FALCHERO
Mondovì Brea (Cuneo)
In un momento di fondato e grave timore - non
soltanto mio, ma anche del medico - che fossero per
rinnovarsi antichi fatti polmonari, con grande fiducia
ricorsi a Laura Vicufia .
Mi fu ordinata la radiografia, e pensai: essa servirà,
a suo tempo, a dimostrare la grazia ottenuta .
Invece l'angelica fanciulla bruciò le tappe . L'esito
radiografico tranquillizzò tutti completamente . L'ultimo
giorno della novena potei riprendere la celebrazione
della santa Messa, pieno di riconoscenza verso sì valida Interceditrice presso il trono di Dio e il Cuore
Immacolato della Vergine Ausiliatrice .
Caselette (Torino)
Sac. TARCISio SAVAR , S .D .B .
SUOR TERESA VALSÈ-PANTELLINI
Guarita da tetano
Una nostra giovane india, lavorando, si fece una
profonda ferita al piede .
Fu subito medicata e messa a riposo . Dopo otto
giorni si manifestarono i sintomi del tetano : irrigidimento della spina dorsale e del mento, acuti dolori
diffusi, febbre alta e grande difficoltà di respirazione .
L'infermiera le fece l'iniezione antitetanica, ma non
si aveva la dose sufficiente per la gravità del male,
ne, data la distanza, era possibile chiederne alle altre
Missioni . Non v'era perciò speranza di salvezza . Si
chiamò subito il Sacerdote che constatò egli pure
come il caso fosse gravissimo .
Intanto, insieme con le indiette incominciammo una
fervorosa novena alla Serva di Dio Suor Teresa Valsè,
mettendo la reliquia sotto il capezzale dell'inferma .
Con nostra grande meraviglia, questa incominciò a
migliorare e, dopo sei giorni, riuscì a parlare e potè
ricevere la santa Comunione . Ora sta completamente
bene .
Noi lo diciamo un vero miracolo, anche perchè
mancava ogni mezzo umano di cura . Siamo però spiacenti di non poter presentare il certificato medico, trovandoci nelle Missioni .
Taracud (Brasile)
Suor EMMA GUIDOrro, F .M .A .
LAURA VICURA
Ottengono la guarigione appena invocano Laura
Il sig . Mario Scomparin, mentre sistemava l'impianto
tecnico nel nostro Istituto, fu rallegrato dalla nascita
della primogenita . Ma la sua gioia durò poco, perchè
dopo soli cinque giorni una grave intossicazione mise
in pericolo la vita della bambina .
Suore e orfane pregarono con insistenza e fervore
la Madonna, ma i giorni passavano e le condizioni
della povera piccina si facevano più gravi e poi disperate con il sopraggiungere di una grave bronchite capillare .
350
La sottoscritta Maria Colli ringrazia vivamente la
Serva di Dio Laura Vicufia per la valida intercessione
accordatale in un delicato, difficile, incerto intervento
chirurgico, aggravato da complicazioni cardiache .
Parma
MARIA COLLI
ZEFFIRINO NAMUNCURÀ
Felice esito di un'operazione eccezionale
Alla nascita del nostro piccolo si constatò che aveva
un tratto d'intestino non sviluppato . L'unica soluzione
era un delicatissimo intervento chirurgico . Lo affidammo quindi a Zeffirino Namuncura, applicandogli
una reliquia . Dopo pochi giorni veniva operato con
pieno successo . Risultò che quella era la prima operazione del genere che ebbe esito felice nel Sudamerica .
Il bambino ora gode perfetta salute .
Buenos Aires
MARIA ELENA REPETTO DE RAMAYON
Firma anche il Dr . GIULio ROCCA RIVAROLA
Due guarigioni complete
Adempio la promessa di pubblicare due grazie ottenute da Zeffirino . La prima è la guarigione di un
fratello colpito da paralisi cerebrale . I medici dell'ospedale avevano dichiarato che, anche salva la vita,
sarebbe sempre rimasto affondato in un seggiolone .
Lo raccomandai a Zeffirino promettendo di pubblicare
la grazia se il fratello si fosse alzato entro il mese . Il
giorno 24 passeggiava per la corsià tra l'ammirazione
dei malati e dei medici .
La seconda grazia Zeffirino me la ottenne in favore
di un'inferma mia amica alla quale i medici davano
poche ore di vita . Posi la reliquia sopra l'inferma .
Pochi minuti dopo, essa aprì gli occhi, mi sorrise e,
prendendo in mano l'immagine, la baciò e se la pose
sul petto . Il miglioramento cominciato in quell'istante
è oggi perfetto .
Buenos Aires
GIOVANNA GARAY DE BLANCHARD
Salesiani defunti
Sae. Pietro Radoha, t a Murska Sobota (Jugoslavia) .
Sac. Teodoro Sartoríus, t a Monaco (Germania) a 71 anno .
Sao. Riccardo Acuita, t
Sac. Gustavo Piérard,
a Siviglia (Spagna) a 68 anni .
t a Lierneux (Belgio) a 62 anni . .
Sac. Guglielmo Meíer, t a Monaco (Germania) a 58 anni .
Ch. Emanuele Días, t
a Oporto (Portogallo) a 24 anni .
Coad. Giovanni Huhulski, t a Kielce (Polonia) a 75 anni .
Coad. Michele Diforti, t a Estoril (Portogallo) .
Coad. Adalberto Repak, t a Marszalki (Polonia) a 74 anni .
Cooperatori defunti
D . Luigi Maggioni, parroco di Bedero Valcuvia (Varese),
Diocesi di Como .
Si è spento nella sua Parrocchia il giorno 2 p . p . Per un ventennio aveva governato fortiter et suaviter le anime a lui affidate . Aveva compiuti i suoi primi studi ginnasiali nell'istituto salesiano del Martinetto, negli anni 1906-7-8-9, allora
aperto per i Figli di Maria . Più tardi entrato nel Seminario
della sua Diocesi, veniva ordinato sacerdote . Era un cooperatore ed ex allievo affezionatissimo . Ricordava con le lacrime agli occhi i suoi antichi maestri . Fu in Sardegna per
diversi anni e ritornato in Lombardia e nominato Parroco
di Bedero, celebrava ogni anno con un fervore particolare
le feste salesiane . Per Maria SS . Ausiliatrice e per Don Bosco
aveva acceso un fervore generale nella sua Parrocchia . Contentissimo di avere spesso predicatori salesiani . È stato sepolto a Bernareggio, suo paese nativo . Nella sua Parrocchia
ha lasciato no rimpianto generale .
Barla Domenico, morto ad Arma di Taggia .
Fu di vita cristiana esemplare ; aderì con entusiasmo al programma della Terza Famiglia e già era disposto ad organizzare un gruppo attivo di uomini '' zelatori " per realizzare
alcune direttive di bene esposte nel raduno della prima Conferenza annuale a cui partecipò . Egli stesso in piena adunanza si alzò a chiedere il diploma di zelatore con promessa
di quanto sopra . Un incidente stradale lo condusse al cielo
dove ricevette il diploma sospirato come premio della eterna
vita .
Bozio •Delmastro Rosa, t a Coggiola il 14-v1-x957 .
Madre del salesiano Don Gioachino, fu donna semplice,
retta, timorata di Dio e aliena dal male . Solida nel lavoro,
amabile nel carattere, cristiana veramente nell'anima, ebbe
da natura una fibra invidiabilissima, che, corroborata dalla
grazia e dalla preghiera, pur tra pene e dolori, ella adoperò
per ogni opera di bene a favore dei suoi familiari e del prossimo . Un'embolia con paralisi progressiva stroncò improvvisamente la sua preziosa esistenza a 79 anni . Fu dai compaesani benvoluta in vita, compianta e onorata in morte .
Le risplenda la luce sempiterna!
Felícína Ruggerí, t ad All Terme a 47 anni .
Creatura privilegiata, visse di sofferenza, di candore, di amore .
Colpita all'età di tre anni da una forma grave di poliomielite,
non potè mai fare uso delle sue membra . Però non perdette
il suo abituale sorriso ; il ricorso costante alla Madonna le
infondeva tanto conforto ee tanta gioia, da renderla felice nel
quotidiano martirio . Il suo passaggio fu il volo di un Angelo
che aveva lievemente sfiorato la terra .
Nella Martini, t a Mezzano Scotti (Piacenza) .
Insegnante per oltre 35 anni, seppe trasfondere nelle anime a lei
affidate i tesori della sua fede e del suo nobile cuore . Tempra di
apostolo, consumò le sue più belle energie a difesa degli ideali
cristiani e fu valida collaboratrice in ogni opera di apostolato e
di carità . Cooperatrice salesiana, vide nella sapienza educativa di
Don Bosco la via maestra per cattivarsi l'affetto degli allievi e formarli ad un profondo senso cristiano della vita . Per questo quando
mancò tutto il paese pianse in lei la perdita di una u mamma a .
Rosa Ciceri in Meroní, t il xz-V-x957 a 75 anni .
Sorridente in une dolce visione di cielo, si è spenta questa fervente Cooperatrice, che aveva offerto con lieta generosità uno
dei suoi dieci figli - Don Attilio - a San Giovanni Bosco
da lei tanto amato e invocato .
Teresa Sina ved. Síbona, t a Torino il 19-v-1957 a 72 anni .
Visse il suo programma « La volontà di Dio in ogni cosa* . Diede
generosamente le sue due uniche figlie al Signore : la prima fra le
Terziarie Francescane di Susa e la seconda tra le Figlie di Maria
Ausiliatrice .
Maria Santina Fornara, t a Borgomanero ad 89 anni .
Madre di 1z figli, di cui uno Sacerdote . Religione e famiglia
furono gl'ideali luminosi della sua vita esemplare, pia, operosa e
retta. Fu tra le prime Cooperatrici della sua città .
Altri Cooperatori defunti
Gíacotto Pietro, t a Nichelino (Torino) I'8-vr1-1957 a
73 anni .
Papà del nostro Don Giuseppe, Delegato dei Cooperatori e
degli Ex allievi del Brasile, trascorse la sua vita nel sereno
adempimento dei suoi doveri di famiglia e di lavoro, dando
ai suoi cari l'esempio di generosa dedizione in costante alacrità di spirito e giovialità di carattere, che conservò fino
all'ultimo istante chiedendo e ricevendo con edificante divozione tutti i conforti religiosi, ofirendo al Signore il sacrificio
della lontananza del figlio, santamente orgoglioso del suo
fervido apostolato .
Andreucci Lucia - Bobbio Santina - Campi Mady - Cardona Ponzone Lucia - Carrara Emilia - Chiozza Carlo Coppini Carlo - Focardi Egidio - Furiga Sira - Giunta Serafino - Guazzoni D . Enea - Gubba Antonio Angelo Langone Rosina - Lazzarin Giovanni - Maggioni D . Luigi Maglio D . Giov . Batt . - Testone Dottori Giovanna - Valentini Natalina .
Giacomo Cocco, t a Grugliasco (Torino) .
Uomo dal cuore grande e ricco di fede pratica, non solo esultò
quando il figlio Luigi lo lasciò per seguire la sua vocazione di
salesiano e di missionario, ma ne affiancò anche l'opera apostolica
con zelo generoso e sacrificato .
L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con
sede in TORINO, eretto in Ente Morale con
Decreto 12 gennaio 1924, n . 22, può legalmente
ricevere Legati ed Eredità . Ad evitare possibili contestazioni si consigliano le seguenti formule :
Giuseppe Cominola, t a Villafalletto (Cuneo) il 6-vi-1957 .
Amò grandemente S . G . Bosco e le sue opere . Il suo desiderio
era di poter avere i Salesiani nel proprio paese per la educazione
della gioventù ; non essendo attuabile il suo ideale, cercò sempre
d'indirizzare i giovanetti bisognosi alle case Salesiane . Il Signore
volle provare la sua fede e la sua generosità, chiedendogli non lievi
sacrifici e l'unica figlia per l'Istituto delle Suore di Maria Ausiliatrice .
Se trattasi d'un Legato : « ,,, lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo di
legato la somma di Lire . . . (oppure) l'immobile
sito in . . . » .
Russotto Gaetana, t a Cammarata (Agrigento) il 19-V-x957 .
Donna di profonda fede e di pietà eucaristica e mariana ardentissima . La sua vita non lunga e piena di sofferenze fu tutta
dedicata al lavoro, in cui stava unita col suo Signore, e alla
educazione cristiana dei figli . Nei suoi discorsi non mancava il pensiero cristiano . Devotissima a Don Bosco e a Maria
Ausiliatrice che la premiarono con la vocazione sacerdotale
nella Congregazione Salesiana di uno dei suoi figli .
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa :
e . . . Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale l'Istituto
Salesiano per le Missioni con sede in Torino, lasciando
ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo a .
(luogo e data)
(firma per esteso)
351
X
t
111--
,
TOTALE MINIMO PER BORSA L . 50 .000
Borse complete
Borsa Gadda Giuseppina e Piero Coniugi, a cura dei figa
D . Felice, Carlo, Angelo e Beatrice (Varese) - Tot . 70 .000 .
Borsa San Giovanni Bosco, a cura di N . N . - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, a cura di N . N . - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, secondo le intenzioni di N. N .
- L . 50 .000 .
Borsa San Domenico Savio, a cura di F . Z. (Padova) L . 50 .000 .
Borsa Pio XII, a cura dell'ing . Antonio Revessi (Roma)
- (tre borse) L. 300 .000.
Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura di L . P. (Torino) L . 50 .000 .
Borsa San Giovanni Bosco, a cura di N . N . - L . 50 .000 .
Borsa San Domenico Savio, a cura di Josefina Lopez (Messico) - L . 6o .ooo .
Borsa Anzini Don Abbondio (9a) Vangelo unificato, una ex
allieva a cura di anime riconoscenti - L . 50 .000 .
Borsa Rossi Toffoloni Linda (8a), a cura dei figli Gaetano,
Rina, Antonio (Vicenza) - L . 50 .000 .
Borsa Don Rua Michele Venerabile, a cura della fam . Felice Castellano (Pescara) - Tot . 8o .ooo .
Borsa Rua Don Michele Venerabile, a cura della fam . Vincenzo De Cecco (Pescara) - Tot . 8o .ooo .
Borsa S . Giuseppe, secondo le intenzioni di Maria Tortelli
(Torino) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Auxilium Christianorum - Tota pulchra es
Maria - Don Michele Rua e Don Rinaldi, pregate per me
ora e sempre, a cura di A . G . (Pesaro) - L . 50 .000 .
Borsa S . Cuore di Gesù, Maria Ausiliatrice e Don Bosco,
aiutate, assistete e proteggete la mia famiglia, a cura di Suor
Angela D'Anioni (Trapani) - L. 50 .000 .
Borsa $S . Trinità, Immacolata Ausiliatrice Regina, a cura
di Maria Sammartino (Caserta) - L . 53 .000 .
Borsa Mater Misericordiae, a cura di L . G . (Ascoli Piceno)
L . 50 .000 . .
Borsa S . Domenico Savio e Don Filippo Rinaldi, per avere
vinto un concorso, a cura di Modica Nunziatina (Catania)
- L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in ringraziamento, implorando protezione, a cura di A. G . (Cuneo)
- L . 5o .ooo .
Borsa SS . Cuori di Gesù, Maria e Santi Salesiani, proteggete
i miei figli, a cura di Clementina Giovannini (Lucca) L . . 50.000 .
Borsa Bigetto Nicola, per un seminarista salesiano, a cura
di Giulia Nicola-Serafini (Pavia) - L . 50 .000 .
Borsa La messe è molta gli operai sono pochi, a cura di
Calza Angelo (Mantova) - L . 5o .ooo.
Borsa Maria Ausiliatrice, S . Giovanni Bosco e S . Domenico Savio, a cura di A . A. - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, S . Giovanni Bosco e S . Maria
Mazzarello, a cura di Mossino Caterina - L . 50 .000 .
Borsa Don Bosco e Domenico Savio, a cura di S . M . C.
- L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice pensaci Tu, a cura di G . M . L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, S. Giovanni Bosco e Don F . Rinaldi, a cura di R . C. S . - L. 50 .000.
BOLLETTINO SALESIANO
l o SETTEMBRE 1957 A . LXXX1 . N . 17
If~l~~/ZII%ll
Borsa Maria Ausiliatrice e Don Michele Rua Venerabile,
a cura della Casa salesiana C . Cagliero d'Ivrea - L . 50.000 .
Borsa Sacro Cuore di Gesù, Maria Ausiliatrice, S . Giovanni
Bosco e tutti i Santi Salesiani, secondo le intenzioni di Michelina Gorini Melis (Cagliari) - L. 50 .000 .
Borsa Liccio Giovanni Beato (Palermo) promossa da D . Fasolo e offerte raccolte dall'Ara Mons . Teotista Panzega
- L. 50 .000.
Borsa S . Cuore di Gesù e Maria Ausiliatrice, a suffr . dei cari
defunti di C . G . (Piacenza) - L . 50 .000 .
Borsa Berardo Anna e suoi defunti, chiedendo la grazia di
una buona morte (Cuneo) - L . 50 .000 .
Borsa Divina Provvidenza (11a), a cura di Boglione Francesco - Tot . 52.300 .
Borsa Gli educatori al loro Santo (6a) in memoria del prof.
De Bono Enrico ; faro . Paschetto-De Bono 3000 ; prof .
G . Corradi 500 ; N . N . 100 ; prof. Della Casa x000 ; Brunetti prof. Francesco e signora 500 ; prof. C . e T . Paschetto 500 ; Rossotto Domenica 5oo ; N . N . 5000 ; N . N .
2000 - Tot . 50 .000 .
Borsa Loos Don Giacobbe, a cura di F . E . (Pesaro) - Tot.
59 .270 .
Borsa Immacolato Cuore di Maria (3a) per un chierico indigeno, a cura di Cubeta Giuseppe (Messina) - L . 50 .000.
Borsa Gli educatori al loro Santo (7a) in memoria dell'ing .
comm. A . Bianchi - Margherita Rosso iooo ; nob . sorelle
Roero di Monticello iooo ; Erminia Vanzaghi e fam . zooo ;
prof . G . Corradi 5oo ; prof. Ines Franchi 300 ; Unia Ester
iooo ; N . N . in ringr . 2000 ; Olimpia Boggia 5oo ; Nunzia
Bianchi 5000 - Tot . 50 .200 .
Borsa S . G . Bosco veglia su di noi e a suffr. di Mario Pesenti, a cura della vedova G . Gussoni (Varese) - L . 50 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura di G . G . e famiglia
(Sondrio) - L. 50 .000 .
Borse Ausiliatrice Regina, a cura del doti . Panizzi Carlo
(Imperia) (tre borse) - L . 1 5 0 - 000 Borsa Aragone, promossa da D . Fasulo, offerte raccolte dall'Arc . Can . D. Giuseppe Terranova - dott . Damiano Giovanni 3000 ; geom. Alaimo Francesco tono ; avv. Di Stefano Fedrico tono ; Galluzzo Alfonso tono ; Guerrera
Luigi 1000 ; Parelio Luigi 1000 ; geom . Pulselli Salvatore
1000 ; Cucchiara Antonina ins . 1000 ; Gandolfo Caterina
sono ; Latino Anna ins . 1000 ; vari 13 .000 ; sac . Cipolla
Carmelo 25 .000 - Tot . 50 .000 .
Borsa Dio misericordioso esauditemi!, a cura di Salvatore S . (Palermo) - L . 50 .000 .
Borsa Per ottenere una grazia spirituale, a cura della famiglia Peloso (Vicenza) - L . 250 .000 .
Borsa Maniscalchi Dott . Salvatore, in suffr. e ricordo, a cura
della consorte Antonina Ferrara ved . M . (Palermo) - L. 50 .000 .
Borsa Grazie, Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, per la
grazia ric . (Lecce), a cura di Suor Rita Corriolo - L. 50 .000 .
Borsa San Delfino, a cura di M . B . - L. 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G. Bosco, in suffr . dei miei
genitori, sorelle, fratelli e dell'anima mia, a cura di R . N.
(Ragusa) - L. 50 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, Servo di Dio, in suffr . di Maria
Mignone Delfino, a cura della sorella Margherita M . (Cuneo)
- L. 50 .000 .
Borsa Barletta Domenico e Anna coniugi, a cura della vedova Anna-Biasi-Barletta (Bari) - L . 50 .000 .
(contrnua)
Autorizzaz. del Tribunale di Torino in data 16-z-1949-n . 403 . Con approvazione ecclesiastica .
Dirett. rese . : Sac . Dott . PIETRO ZERBINO, via M . Ausiliatrice z2 Torino (712) - Off. Grafiche SEI
152
w
Divozione mariana
CALVI SAC . G . B .
La mia piccola novena a Maria Immacolata . Pag . 12, formato tascabile L .
10
ARTUSIO P . MARCELLINO, C. S .
Tesoro mariano. Preghiere e pie pratiche
ad onore di Maria SS ., arricchite dai Sommi
Pontefici di indulgenze . Volumetto di pa-
gine 400 . In tela, fogli rossi
L.
250
CARMAGNOLA SAC . ALBINO
Il mese di Maria Ausiliatrice. Letture
con esempi . Pag . 116, in-i6
L9o
CASTELLANO N . M-
Ascetica mariana
IA mese di Maria Ausiliatrice . Nuove
z a edizione
L. i 5o
'letture ed esempi .
ALFONSO (SANT') M . DE LIGUORI
Maria SS . nelle principali sue feste .
Letture con esempi e preghiere . Pag . 184
L.
5o
GRIGNON DE MONTFOR'I
Trattato della vera divozione a Maria SS . (Pie . B . A .) 2a edizione L . 200
ANZINI SAC . ABBONDIO
Maria SS . Ausiliatrice nella vita dì
S . Giovanni Bosco . Letture edificanti, fioretti e preghiere per il mese dell'Ausiliatrice .
Nuova edizione, zo° migliaio
L.
go
LOBETTI RODOLFO
I misteri del Rosario . Centocinquanta letture sui misteri del Santo Rosario . Volume
in-i6 di pag . 282
L . 250
BASILONE SAC. GIUSEPPE
L'Immacolata Concezione . Novena con
Mariologia
esempi .
Pag . 100, tormato tascabile
L.
40
Voi . 11 . LA VISIONE DI LOURDES. Pag . 8o,
formato tascabile
L.
40
L'Ausiliatrice commemorata il 24 d'ogni
VOI . I . IL SENSO DEL DOGMA .
mese . Doppia serie di brevi considerazioni .
Pag . 172, formato tascabile
L.
8o
BOSCO (SAN) GIOVANNI
Il mese di maggio consacrato a !Ilaria
Santissima Immacolata, ad uso del popolo .
45° migliaio Pag . zio, formato tascabile
L . 15o
Nove giorni consacrati all'augusta Madre del Salvatore sotto il titolo di Maria SS .
Ausiliatrice . 15a ediz . Pag . 96, formato tascabile
L.
40
BERTETTO - BROCARDO - CASTANO DA SILVA - GNOLFO - FIOR A
LEONCIO
L'Ausiliatrice nel domma e nel culto .
Relazioni presentate al Congresso di Mariologia internazionale, Roma, 195o . Volume in-8, pag . 16o . Illustrato . Biblioteca
della rivista Salesianum . Voi . XIII L . -,So
Il trattato « De assumptione Beatae Mariae Virginis » dello pseudo-Agostino e
il suo influsso nella reologia Assunzionistica Latina . Volume a cura di GIUSEPPE
QUADRIO, in-8 grande . Pag. xvI-428 L . 2500
BERTETTO DOMENICO
Maria nel domma cattolico . Trattato di
Ltlariologia Volume in-8, pag . XVI-528
L . 2000
CALVI SAC . G . h .
La mia novena a Maria Immacolata .
2a ediz . 6° migliaio . Pag . 96, formato tascabile
L.
zo
(Eremita del Monte Faito)
L'apostolato mariano della sofferenza .
Volume in-i6, pag . 432
L . 700
VIVODA ANTONIO
Per ordinazioni rivolgersi alla
SOCIETÀ
EDITRICE
INTERNAZIONALE
Corso Regina Margherita 176 - Torino 725 - e . e. p . 2/171
IGINO GIORDANI
un prete di campagna
pagine 240
con illustrazioni fotografiche
lire 600
SOCIETÀ EDITRICE INTERNAZIONALE
Questa biografia dell'indimenticabile Papa Sarto (Santo della trionfante Madre Chiesa) è precisa e
documentata in ogni particolare,
ma non per questo essa si può
dire opera di erudizione : il Giordani ne ha fatto anche un segno
d'amore .
a libro, poi, è scritto con
quella piacevolezza narrativa che
contraddistingue la prosa forbita e antiretorica del Giordani .
per ordinazioni
rivolgersi alla
SEI
Corso Regina Margherita, 176 - TORINO
conto corrente postale 21171
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anno lxxxt . n.17 • 1° settembre 1957