UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA I Facoltà di Economia GUIDA DELLO STUDENTE Corso di Laurea in Economia Anno Accademico 1998-99 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA I Facoltà di Economia GUIDA DELLO STUDENTE Corso di Laurea in Economia Anno Accademico 1998-99 2 INDICE Avvertenza ................................................................................................................. Pag. 4 Presentazione della Facoltà ..................................................................................... » 5 Corso di laurea in Economia e Commercio ........................................................... » 7 Corso di laurea in Economia Aziendale ................................................................. » 8 Sbocchi professionali dei corsi di laurea e degli indirizzi ..................................... » 8 Docenti ..................................................................................................................... » 9 Serie annuali della Facoltà di Economia ............................................................... » 12 Calendario Anno Accademico 1998-99 ................................................................. » 13 Calendario inizio Sedute di Laurea ........................................................................ » 13 Servizi generali di Facoltà ........................................................................................ » Segreteria di presidenza ......................................................................................... » Segreterie di dipartimento ...................................................................................... » Aula didattica ........................................................................................................... » Biblioteca ................................................................................................................. » Bidelleria .................................................................................................................. » Centralino telefonico ............................................................................................... » 15 17 17 17 18 20 20 Ordinamento didattico .............................................................................................. » Piani di studio .......................................................................................................... » Corso di laurea in Economia e Commercio ...................................................... » Corso di laurea in Economia Aziendale ............................................................ » Mobilità studentesca ............................................................................................... » Norme per gli studenti ............................................................................................. » Norme per gli esami di profitto ............................................................................... » Norme e consigli per la compilazione delle tesi di laurea .................................... » 23 25 25 31 38 39 39 40 Norme ed informazioni di carattere generale ....................................................... » Regolamento per il conferimento agli studenti di collaborazioni ad attività a tempo parziale (ex Art. 13 Legge n. 390/91) ................................................... » Sportello studenti .................................................................................................... » Attività di tutoring .................................................................................................... » Norme disciplinari applicabili agli studenti ............................................................ » Organizzazioni studentesche in Consiglio di Facoltà ........................................... » Organizzazioni presenti nell’ambito della Facoltà ................................................ » A.I.E.S.E.C .......................................................................................................... » A.L.E.P. ................................................................................................................ » Centro Interdipartimentale di servizi “Centro Linguistico” .................................... » Facoltà di Scienze Politiche - Diplomi riconosciuti dalla Camera di Commercio e Industria di Parigi ....................................................................... » Materie delle scuole secondarie all’insegnamento delle quali dà titolo il possesso della laurea in Economia .................................................... » 45 Programmi degli insegnamenti attivati - Anno Accademico 1998-99 ............... » Insegnamenti attivati nell’anno accademico 1998-99 .......................................... » 47 47 48 48 49 50 50 50 51 52 52 57 59 3 AVVERTENZA La Facoltà ha sede in via S.Felice, 5; telefono 0382/5061, centralino. Gli uffici della Facoltà sono raggiungibili in modo diretto formando il numero 0382/506 seguito del numero interno desiderato. (Vedi elenco alle pagine 20, 21 e 22). Si prega, pertanto, di utilizzare i numeri passanti. Gli orari di apertura degli uffici al pubblico sono affissi nelle bacheche. Il portone centrale del Palazzo sede della Facoltà resta aperto nei giorni feriali dalle ore 8 alle ore 19 (il sabato dalle 8 alle 12). I corsi della I Facoltà di Economia si svolgono in semestri (il relativo calendario è riportato nelle pagine seguenti). Questo tipo di organizzazione didattica facilita la continuità tra studio e lezione ed il collegamento fra corso ed esame. È importante che gli studenti (specie quelli di nuova iscrizione) frequentino le lezioni dal principio, eventualmente anche prima della formale iscrizione alla Facoltà. La Guida rispecchia la situazione della Facoltà al luglio 1998. A tale data alcune indicazioni potrebbero essere incomplete e altre potrebbero essere modificate con l’inizio dell’anno accademico. L’Università di Pavia, in collaborazione con l’ISU, ha istituito una Banca dati dei laureati, diplomati e dottori di ricerca dell’Ateneo per favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. I dati e il curriculum vengono inseriti nella Banca dati su richiesta di chi cerca lavoro al termine degli studi. 4 PRESENTAZIONE DELLA FACOLTÀ La Facoltà ha attivato due corsi di laurea: - ECONOMIA E COMMERCIO, suddiviso in tre indirizzi: - Economia Politica - Economia e Legislazione per l’Impresa - Economia e Politica Industriale - ECONOMIA AZIENDALE, suddiviso in quattro indirizzi: - Finanza - Gestione - Management europeo - Marketing La scelta del corso di laurea avviene al momento dell’iscrizione - agli studenti del 1° e 2° anno sarà garantita la possibilità di transitare agevolmente fra i due corsi di laurea della Facoltà. I corsi di laurea prevedono tre semestri comuni al termine dei quali lo studente è chiamato a scegliere il proprio curriculum di studi. CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E COMMERCIO Presidente: Prof. Guido Montani Indirizzo in ECONOMIA POLITICA certificato sul diploma di laurea L’indirizzo in economia politica riguarda essenzialmente lo studio e la comprensione del funzionamento del sistema economico nel suo complesso, sia al livello nazionale che europeo e internazionale. Lo studente che intende seguire l’indirizzo in Economia politica, alla fine del biennio (in cui sono previsti gli insegnamenti irrinunciabili) ha la possibilità di scegliere tra due orientamenti. L’Orientamento A e l’Orientamento B, che prevede una specializzazione in discipline quantitative. Orientamento A. Con questo orientamento lo studente non solo apprende lo studio del funzionamento del mercato, ma anche l’esame dei principali obiettivi e delle tecniche di politica economica. Orientamento B. Questo orientamento serve per preparare specialisti nella applicazione dei metodi quantitativi all’analisi e alle previsioni economiche. La struttura del suo curriculum contiene, oltre agli usuali corsi caratterizzanti, una maggior base di insegnamenti matematico-statistici. Indirizzo in ECONOMIA E LEGISLAZIONE DI IMPRESA certificato su diploma di laurea Questo indirizzo nasce dall’esigenza del mondo del lavoro di disporre di una figura professionale che abbia maturato il suo percorso formativo nell’ambito delle discipline economiche ma che, al contempo, possegga una solida conoscenza degli istituti giuridici. Nel corso del tempo, l’intervento del legislatore nel disciplinare i fatti economici e, quindi, la vita delle imprese si è fatto più penetrante; il campo di intervento del legislatore continua ad estendersi, anche per regolamentare nuovi fenomeni economici, e quindi è necessario disporre degli strumenti, da un lato per apprezzare criticamente la capacità del legislatore di regolamentare gli aspetti economici della vita sociale, dall’altro per interpretare correttamente le norme. Al fine di conseguire gli obiettivi prefissati questo indirizzo si caratterizza, rispetto al corso di economia aziendale, per la maggior offerta di insegnamenti di diritto. Indirizzo in ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE non certificato sul diploma di laurea L’indirizzo in Economia e Politica Industriale ha avuto uno sviluppo notevole, sia con riferimento al contesto generale per l’azione di regolamentazione e controllo dei mercati e 7 per le iniziative di privatizzazione, sia con riferimento agli aspetti organizzativi e ai processi di cambiamento tecnologico che hanno investito le imprese sotto l’impulso dell’intensificazione della competizione su scala globale. La struttura del suo curriculum di studi contiene, oltre ai corsi obbligatori, insegnamenti dell’area economica (come Economia Pubblica e Politica Economica), dell’area aziendale (come Marketing e Organizzazione Aziendale), dell’area giuridica (come Diritto del Lavoro e Diritto Industriale) e dell’area matematico-statistica (come Statistica Economica e Matematica Finanziaria II). CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE Presidente: Prof. Dario Velo Il corso mira a formare i quadri dirigenti del sistema economico in una prospettiva di globalizzazione dei mercati e di crescente innovazione. La prossima generazione dovrà essere in grado di muoversi su tutto il mercato europeo e sempre più a livello mondiale, di sviluppare la propria capacità di adattamento ai cambiamenti che investiranno tutti i comparti della società, privato, pubblico e non-profit. Per raggiungere questo obiettivo, il corso di laurea in Economia Aziendale concilia l’esigenza di una preparazione di base interdisciplinare e di una preparazione specialistica necessaria per un rapido inserimento nel mondo produttivo. Il corso di Laurea in Economia aziendale si articola in quattro curricula non certificati su diploma di laurea. Indirizzo in FINANZA L’indirizzo bilancia lo studio di tre grandi aree tematiche, economica, economico aziendale, metodi quantitativi. Indirizzo in GESTIONE L’indirizzo privilegia lo studio delle discipline dell’area economico aziendale. Indirizzo in MANAGEMENT EUROPEO L’indirizzo è finalizzato alla preparazione di giovani per il mercato unico europeo. Attualmente è in fase di conclusione un accordo tra la Facoltà di Economia dell’Università di Pavia e l’Institut Europeen d’Etudes Commerciales Superieures dell’Università Robert Schuman di Strasburgo in base al quale gli studenti partecipanti potranno conseguire contemporaneamente il diploma di laurea in Francia ed in Italia. Lo studente che segue l’indirizzo Management europeo deve obbligatoriamente svolgere almeno tre semestri presso l’Università estera consorziata. L’indirizzo è a numero programmato in base agli accordi internazionali. Indirizzo in MARKETING L’indirizzo privilegia l’interdisciplinarietà degli studi con una prevalenza delle materie economico aziendali. SBOCCHI PROFESSIONALI DEI CORSI DI LAUREA E DEGLI INDIRIZZI La Facoltà privilegia la preparazione interdisciplinare dei giovani, così da porli in grado di inserirsi nel mondo produttivo con un ampio ventaglio di alternative possibili e con la preparazione culturale necessaria per seguire in modo flessibile i processi di cambiamento in corso. 8 Su questa preparazione di base, i due corsi di laurea e gli indirizzi in cui essi si articolano apportano un bagaglio di conoscenze specialistiche per agevolare un primo inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Nessuno dei due corsi di laurea preclude l’accesso a specifiche professioni nel mondo economico, grazie alla ampia base di insegnamenti che accomuna i due corsi di laurea stessi. Ciò precisato la scelta del corso e dell’indirizzo è certamente funzionale a sbocchi professionali futuri perseguiti dallo studente. Di seguito si schematizzano gli sbocchi tipici verso cui si orientano gli indirizzi di studio. CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E COMMERCIO 1) Indirizzo in economia politica Lo sbocco professionale è costituito dalle professioni e dai settori che richiedono un’ampia conoscenza dell’ambiente macroeconomico: ricercatore, giornalista economico, operatore pubblico, grandi imprese, organismi internazionali, servizi studi. 2) Indirizzo in economia e legislazione d’impresa Lo sbocco professionale è costituito dalle professioni e dai settori che richiedono una conoscenza sia degli strumenti economici che giuridici: libera professione, consulenza, operatore pubblico, settore amministrativo-fiscale delle imprese. 3) Indirizzo in economia industriale Lo sbocco professionale è simile a quello dell’indirizzo in economia politica, con una accentuazione dei ruoli operativi nell’ambito delle professioni tipiche dell’operatore economico, privato e pubblico. CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE 4) Indirizzo in finanza. L’indirizzo è finalizzato all’inserimento dei giovani nel mondo bancario e finanziario nonché nelle direzioni finanziarie delle imprese. Ulteriore sbocco di rilievo è oggi la consulenza finanziaria. 5) Indirizzo in gestione. L’indirizzo è finalizzato all’inserimento dei giovani nel mondo dell’azienda pubblica, privata e non-profit. Esso è raccomandato inoltre a quanti intendono orientarsi verso la consulenza e la libera professione, la revisione e certificazione dei bilanci. 6) Indirizzo in management europeo. L’indirizzo è finalizzato ai giovani che intendono operare a livello internazionale, nel settore pubblico e privato. In particolare corrisponde alla formazione di quadri direttivi per le imprese più attive sul fronte della internazionalizzazione della loro attività. Esso apre sbocchi presso aziende, banche ed istituzioni pubbliche - nazionali, europee e internazionali - ove è richiesta una approfondita conoscenza dell’ambiente internazionale. 7) Indirizzo in marketing. L’indirizzo è finalizzato all’inserimento di giovani nella funzione marketing delle aziende. Esso offre la preparazione necessaria per quanti vogliono partecipare al processo di riorientamento verso il mercato da parte delle aziende pubbliche, non-profit, nonché delle aziende private in passato non esposte alla concorrenza. DOCENTI Preside: Prof. Dario Velo (per il triennio 1997/98-1999/00); Decano: Prof. Giorgio Lunghini Sede della Facoltà: Via S. Felice 5 - Pavia - tel. 0382/5061 centralino. Gli Uffici della Facoltà sono raggiungilbili in modo diretto formando il numero 0382/506 se- 9 guito dal numero interno desiderato. (Vedi elenco alle pagine 20, 21 e 22). Segreteria studenti: via S. Agostino, 1 - tel. 0382-504288/504284. I docenti della Facoltà afferiscono a più Dipartimenti dell’Università degli Studi di Pavia. Dipartimento di Economia Politica e Metodi Quantitativi via S. Felice, 5 Direttore: Prof. Pietro Muliere Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Carluccio Bianchi, ordinario di Politica Economica Guido Consonni, ordinario di Statistica Nicolò De Vecchi, ordinario di Economia Politica Carlo Giannini, ordinario di Econometria Giorgio Lunghini, ordinario di Economia Politica Guido Montani, ordinario di Economia Internazionale Pietro Muliere, ordinario di Statistica Lorenzo Rampa, ordinario di Economia Politica Francesco Campanella, associato di Economia del Lavoro Giovanni Vaggi, associato di Storia dell’Economia Politica Giancarlo Bertocco, ricercatore Paolo Bertoletti, ricercatore Andrea Fumagalli, ricercatore Paolo Giudici, ricercatore Marina Murat, ricercatore Sonia Petrone, ricercatore Eduardo Rossi, ricercatore Luisa Rosti, ricercatore Pier Cesare Secchi, ricercatore Sezione di Economia Applicata Facoltà di Ingegneria - sede “Cravino” Prof. Prof. Prof. Dott. Margherita Balconi, associato di Economia Industriale Massimo Colombo, associato di Economia Applicata all’Ingegneria Edoardo Demé, associato di Economia e Organizzazione Aziendale Marco Alberto Mutinelli, ricercatore Dipartimento di Ricerche Aziendali via S. Felice, 5 Direttore: Prof. Piero Mella Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. Prof. 10 Paolo Auteri, ordinario di Diritto Industriale Alessandro Frova, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese Salvatorangelo Loddo, ordinario di Tecnica Bancaria Matteo Mattei Gentili, ordinario di Tecnica Bancaria Piero Mella, ordinario di Economia Aziendale Enrico Perego, ordinario di Istituzioni di Diritto Privato Ferdinando Superti Furga, ordinario di Ragioneria Generale ed Applicata Dario Velo, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese Carlo Bernini Carri, associato di Agricoltura e Sviluppo Economico Gabriele Cioccarelli, associato di Organizzazione Aziendale Martino Colucci, associato di Diritto Amministrativo Dario Fruscio, associato di Economia e Gestione delle Imprese Commerciali Tina Gerla, associato di Marketing Luigi Rinaldi, associato di Economia Aziendale Paolo M. Tabellini, associato di Diritto Tributario Prof. Prof. Prof. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Dott. Vittorio Vaccari, associato di Merceologia Carlo Bruno Vanetti, associato di Diritto Fallimentare Lorenza Violini, associato di Istituzioni di Diritto Pubblico Carla Cattaneo, ricercatore Antonio Colleoni, ricercatore Antonio d’Atri, ricercatore Laura Giagnorio, ricercatore Maurizio Ettore Maccarini, ricercatore Emilia Malinverno, ricercatore Giancarlo M. Malvestito, ricercatore Marco Manera, ricercatore Maurizio Murgia, ricercatore Alessandro Nova, ricercatore Andrea Pontiggia, ricercatore Antonella Zucchella, ricercatore Sezione di Matematica Generale e Applicata Prof. Umberto Magnani, ordinario di Matematica Finanziaria Prof. Fulvio Francavilla, straordinario di Matematica Finanziaria Prof. Giorgio Giorgi, ordinario di Matematica Generale Prof. Adele Colli Franzone, associato di Teoria dei Giochi Prof. Maria Rosa Meriggi, associato di Matematica Finanziaria Prof. Giorgio Pagano, associato di Matematica Finanziaria Dott. Maria Grazia Cinquini, ricercatore Dott. Maria Elena De Giuli, ricercatore Dott. Elena Molho, ricercatore Dott. Cesare Zuccotti, ricercatore Dipartimento di Economia Pubblica e Territoriale Corso Carlo Alberto, 5 - tel. 504401 Prof. Alberto Majocchi, ordinario di Scienza delle Finanze Dott. Alberto Cavaliere, ricercatore Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne Strada Nuova, 106c - tel. 504-501 Prof. Bernadette Béarez Caravaggi, associato di Lingua Francese Prof. Monika Frommelt Carruba, associato di Lingua Tedesca Prof. Giorgio Vecchi, associato di Lingua Spagnola Dipartimento Storico Geografico Piazza del Lino - tel. 303577, 303903 Prof. Prof. Dott. Dott. Giovanni Vigo, ordinario di Storia Economica Dante Zanetti, ordinario di Storia Economica Antonia Pasi, ricercatore Mario Rizzo, ricercatore Dipartimento di Studi Politici e Sociali via Luino, 12 - tel. 33983 Prof. Franco Rositi, ordinario di Sociologia Prof. Celestino Colucci, associato di Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale Dott. Maria Rita Rampazi, ricercatore 11 Serie annuali della FACOLTÀ DI ECONOMIA Iscritti al Iscritti al Iscritti al Iscritti al I anno: I anno: I anno: II, III, IV anno: Fuori corso Totale iscritti Totale %M Totale %F Totale Laureati Laureati Laureati %M %F Totale %M %F 1963/64 196 87 13 33 0 229 89 11 1964/65 227 87 13 200 42 469 88 12 1965/66 247 79 21 429 112 788 85 15 27 81 1966/67 334 74 26 589 303 1.226 86 14 54 93 7 1967/68 297 80 20 656 483 1.436 85 15 93 87 13 1968/69 341 81 19 627 551 1.519 83 17 129 79 21 1969/70 269 80 20 609 495 1.373 82 18 135 85 15 1970/71 145 87 13 794 422 1.361 83 17 194 76 24 1971/72 142 87 13 368 302 812 88 12 135 77 23 1972/73 138 88 12 308 353 799 86 14 117 70 30 1973/74 127 91 9 239 324 690 89 11 70 89 11 1974/75 158 83 17 185 262 605 79 21 70 77 23 1975/76 202 72 28 231 252 685 82 18 67 87 13 1976/77 241 73 27 272 221 734 78 22 55 93 7 1977/78 284 67 33 323 194 801 76 24 33 79 21 1978/79 388 68 32 415 200 1.003 73 27 31 84 16 1979/80 342 68 32 553 167 1.062 71 29 40 77 23 1980/81 368 68 32 585 243 1.196 72 28 38 61 39 1981/82 396 69 31 650 292 1.338 71 29 65 72 28 1982/83 403 61 39 741 353 1.497 68 32 92 65 35 1983/84 482 65 35 819 384 1.685 67 33 86 55 45 1984/85 508 66 34 926 479 1.913 67 33 106 71 29 1985/86 800 68 32 1.041 549 2.390 67 33 110 66 34 1986/87 985 70 30 1.260 608 2.853 68 32 148 55 45 1987/88 1.235 70 30 1.538 740 3.512 69 31 179 64 36 1988/89 1.414 68 32 2.004 830 4.248 68 32 175 57 43 1989/90 1.701 65 35 2.384 1.061 5.146 67 33 171 56 44 1990/91 2.473 61 39 2.666 1.319 6.458 64 36 228 68 32 1991/92 1.684 66 34 3.329 1.535 6.548 64 36 258 66 34 1992/93 686 63 37 2.679 2.055 5.420 64 36 303 64 36 1993/94 511 61 39 2.115 2.438 5.064 64 36 304 64 36 1994/95 484 59 41 1.486 2.696 4.574 62 38 339 64 36 1995/96 411 58 42 1.100 2.604 4.121 61 39 1996/97 418 56 44 784 1.604 3.591 59 41 566 59 41 1997/98 413 49 51 756 1.946 3.115 57 43 19 a cura di Silvia Piva 12 CALENDARIO ANNO ACCADEMICO 1998-99 Primo semestre inizio lezioni giovedì 1 ottobre 1998 fine lezioni mercoledì 23 dicembre 1998 Secondo semestre inizio lezioni lunedì 15 febbraio 1999 fine lezioni venerdì 4 giugno 1999 Chiusura estiva dal 9 al 14 agosto 1999 Il calendario esami è esposto all’albo della Facoltà. CALENDARIO INIZIO SEDUTE DI LAUREA Anno Accademico 1997-98 Lunedì 5 ottobre 1998 ” 9 novembre 1998 ” 14 dicembre 1998 ” 1 febbraio 1999 ” 1 marzo 1999 ” 12 aprile 1999 Anno Accademico 1998-99 Lunedì 3 maggio 1999 ” 7 giugno 1999 ” 5 luglio 1999 ” 4 ottobre 1999 ” 8 novembre 1999 ” 13 dicembre 1999 Le sedute di laurea potranno continuare nei giorni successivi alla data fissata. Ricevimento studenti L’orario stabilito da ciascun docente per il ricevimento degli studenti è a disposizione presso l’albo della Facoltà e presso i Dipartimenti. 13 SERVIZI GENERALI DI FACOLTÀ SEGRETERIA DI PRESIDENZA Anna Maria Lopez La segreteria di presidenza è situata al 1° piano di Palazzo S. Felice ed è aperta al pubblico dal lunedì al mercoledì dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Presso di essa è possibile: a) richiedere incontro con il Preside di Facoltà; a tale fine gli studenti sono pregati di ritirare l’apposito modulo di richiesta in portineria o in segreteria di presidenza e di consegnarlo, debitamente compilato, presso quest’ultima; b) consultare delibere dei verbali del Consiglio di Facoltà; c) depositare eventuali richieste da inserire all’o.d.g. del Consiglio di Facoltà; d) richiedere attestazioni riguardanti la preparazione della tesi di laurea da allegare al certificato riportante gli esami sostenuti (da richiedere in segreteria studenti), per gli usi consentiti dalla legge (ad esempio richiesta giorno di congedo c/o Distretto Militare per la discussione della tesi); e) richiedere copia del programma d’esami di anni accademici precedenti, qualora servisse per la richiesta di trasferimento presso altra Università; f) consegnare e ritirare contestualmente la documentazione attestante l’assegnazione del titolo della tesi; g) consegnare il modulo per la richiesta di proroga di consegna della tesi (da far firmare al Preside e poi consegnare in segreteria studenti). SEGRETERIE DI DIPARTIMENTO con sede in Palazzo S. Felice Dipartimento di Economia Politica e Metodi Quantitativi Segretario Amministrativo: Marta Guarnaschelli Segreteria: Anita Ferrario Rosalba Longhi Dipartimento di Ricerche Aziendali Segretario Amministrativo: Tiziana Ravera Comelli Segreteria: Laura Bergamaschi Maria Luisa Mangiarotti Lorena Santagostino AULA DIDATTICA Dott. Ruggero Civitarese, Dott.sa Jvonne Rampoldi, Giovanni Ruschena. La Facoltà di Economia mette a disposizione dei propri studenti due aule informatiche. La prima è equipaggiata con quaranta personal computer 486 e la seconda con tredici Macintosh. Tutti i calcolatori sono collegati tramite rete al server della Facoltà ed a tutti i servizi ad esso connessi (posta elettronica, stampanti laser, applicazioni e documenti). Le aule sono accessibili dalle 9.30 alle 17.30. Durante questo orario è possibile svolgere, oltre alle attività programmate, attività libera, anche se l’uso di programmi non di proprietà della Facoltà viene rigidamente controllato e richiede autorizzazione. Il servizio di posta elettronica invece è completamento libero e può essere usato per inviare e ricevere messaggi da tutto il mondo. I programmi disponibili vengono costantemente aggiornati. Oltre a quelli di uso più comune come fogli elettronici, database, gestione testi, ecc. ci sono quelli specializzati per le diverse aree statistiche, econometriche, matematiche, ecc. Per poter usufruire di questi servizi occorre fare richiesta al personale responsabile, il quale provvederà al rilascio di un codice identificativo che, assieme ad una password, garantiranno la riservatezza dei dati dell’utente e la sicurezza dell’intera rete. 17 La Facoltà prevede una prova obbligatoria di informatica di base, comune a tutti i corsi di laurea. BIBLIOTECA La Biblioteca della I Facoltà di Economia, con sede in Palazzo S. Felice, si è costituita attraverso la centralizzazione del patrimonio bibliografico delle singole Biblioteche di Istituto. Possiede una raccolta di circa 39.000 volumi e circa 700 testate di periodici relativi alle discipline economico-politiche, aziendalistiche, econometrico-statistico-matematiche e giuridiche. È interamente organizzata a scaffali aperti: gli utenti possono quindi, dopo aver depositato borse, cartelle etc. negli appositi armadietti, consultare liberamente il materiale di proprio interesse. Solo per accedere al magazzino e per consultare alcuni testi particolari è necessario lasciare al personale un proprio documento di identità. I periodici, le statistiche, le enciclopedie, i dizionari, i codici ed altre particolari pubblicazioni sono escluse dal prestito a domicilio. Due cataloghi cartacei ed il catalogo elettronico sono a disposizione degli utenti. Come comunicare con la Biblioteca per posta: via San Felice, 5 - 27100 Pavia per telefono: 0382/506262 via e-mail: [email protected] Orario di apertura lunedì-giovedì 8.30-18.00 venerdì 8.30-14.00 Il prestito a domicilio e la vendita delle schede per l’utilizzo delle fotocopiatrici sono effettuati fino ad un quarto d’ora prima della chiusura. Gli organi della Biblioteca Gli organi della Biblioteca sono il Comitato Scientifico (formato da rappresentanti dei Dipartimenti afferenti, dal Direttore e da un rappresentante degli studenti), il Presidente del Comitato Scientifico ed il Direttore. Membri del Comitato Scientifico: Carlo Bernini Carri Matteo Mattei Gentili Maria Rosa Meriggi Paolo Bertoletti Sonia Petrone Sonia Sciamanna Presidente del Comitato Scientifico: Carlo Bernini Carri Direttore della Biblioteca: Chiaretta Albertini Bibliotecari: Elisabetta Verri, Luisa Bibbiani Amministrazione: Letizia Nicora Addetti al servizio al pubblico: Antonella Nasali, Carlo Bellani 18 Regolamento per il prestito di volumi della biblioteca di facoltà 1) I libri della Biblioteca della Facoltà di Economia sono dati in prestito, secondo le norme sotto riportate, a tutti coloro che ne facciano richiesta. Il prestito è strettamente personale. 2) Sono esclusi dal prestito a domicilio: - periodici - vocabolari - atlanti - enciclopedie - tutti i volumi dichiarati esclusi dal prestito, a giudizio del Direttore scientifico e della Commissione biblioteca. I libri di testo indicati nella guida dello studente sono esclusi dal prestito per l’anno accademico in corso. La Biblioteca, in caso di necessità, potrà acquistarne più copie, di cui una sarà esclusa dal prestito. 3) Il prestito è subordinato alle seguenti condizioni: a) prestito a docenti della Facoltà: per un numero massimo contemporaneo di dieci volumi per tre mesi. Il prestito è rinnovabile solo dietro presentazione del volume e solo se altre persone non abbiano già chiesto il medesimo libro in prestito. b) prestito a studenti della Facoltà: ciascun studente della Facoltà potrà ottenere in prestito contemporaneamente tre volumi per un periodo massimo di un mese. Il prestito è rinnovabile alle stesse condizioni sopra indicate. Per quel che riguarda gli studenti che abbiano già chiesto la tesi di laurea, ciascun docente può autorizzare, compilando l’apposito modulo a disposizione in Biblioteca, l’estensione, fino a un numero massimo di sei volumi complessivi, del numero di libri che possono essere dati in prestito. La concessione del primo prestito è subordinata alla presentazione, da parte dello studente, del libretto di iscrizione all’Università di Pavia. c) prestito a studenti di altre Facoltà o Atenei : gli studenti di altre Facoltà od Atenei possono ottenere in prestito tre volumi per un periodo massimo di un mese. Il prestito, che è rinnovabile alle stesse condizioni indicate nel punto a), è subordinato alla presentazione del libretto di iscrizione all’Università e al versamento di una cauzione, il cui ammontare viene deciso dalla Commissione biblioteca. d) prestito a docenti di altre Facoltà o Atenei: i docenti di altre Facoltà od Atenei possono prendere a prestito non più di tre volumi per un mese. Il prestito è rinnovabile alle stesse condizioni indicate nel punto a). e) prestito per terzi: ogni altra persona potrà ottenere in prestito due volumi per volta per un periodo massimo di un mese. Il prestito, che è rinnovabile alle stesse condizioni indicate nel punto a), dovrà essere garantito da un docente della Facoltà e sarà concesso solo dopo il versamento alla Biblioteca della cauzione. 4) La cauzione di cui ai punti 3.c) e 3.e) sarà restituita solo dopo la riconsegna di tutti i volumi ottenuti in prestito a domicilio. 5) Tutti coloro che alla scadenza non sono in grado di restituire i libri ottenuti in prestito o li restituiscono deteriorati sono tenuti a sostituire i volumi stessi o a versarne il controvalore a prezzi correnti. Chi restituisce in ritardo i volumi viene sospeso dal prestito a domicilio per un periodo pari al doppio del ritardo. 6) Il deposito di libri presso gli Istituti/Dipartimenti per particolari esigenze è disciplinato dall’art. 14 del Regolamento della Biblioteca. 7) La Direzione della Biblioteca può disporre l’anticipata restituzione di opere a prestito per motivi didattici o scientifici. 8) È fatto obbligo agli studenti di restituire tutti i libri presi in prestito prima della domanda di trasferimento ad altre Facoltà o ad altri Atenei e prima dell’esame di laurea. La 19 Segreteria studenti dell’Università terrà al corrente la Biblioteca delle richieste di trasferimento e di laurea. Il trasferimento non verrà concesso e la tesi di laurea non verrà discussa qualora non siano restituiti tutti i libri avuti in prestito o ne sia stato versato il controvalore a prezzi correnti (cfr. art. 5). 9) Le tesi di laurea sono escluse dal prestito a domicilio. Sono escluse dalla riproduzione fotostatica, anche parziale, senza autorizzazione scritta dell’autore. La consultazione deve essere autorizzata dal Direttore scientifico della Biblioteca e dal relatore dello studente che intende consultare la tesi di laurea. BIDELLERIA Rosalia Bastillo, Anna Turrin, Davide Paroni Custode del Palazzo S. Felice - Felice Benetto Lo studente può richiedere in bidelleria: - copia della Guida dello Studente - orario di ricevimento docenti - elenco appelli d’esame - modulo per l’assegnazione del titolo di tesi - modulo per la richiesta di proroga di consegna tesi - modulo per l’attestazione sostenimento esame (per motivi di lavoro od altro) CENTRALINO TELEFONICO Gli uffici e alcuni dipartimenti della Facoltà sono raggiungibili in modo diretto formando il numero 0382/506 seguito dal numero interno desiderato: PRESIDENZA E SERVIZI GENERALI Centralino ......................................................................................................................... 1 (chiamate esterne) Centralino ......................................................................................................................... 9 (chiamate interne) Segreteria di Presidenza: ............................................................................................ 204 Segreteria D.E.P.M.Q. (Dip. Economia Politica e Metodi Quantitativi) ................... 208 Segreteria D.R.A. (Dipartimento di Ricerche Aziendali) ............................................ 229 Segreteria D.R.A. FAX ................................................................................................. 228 Segreteria Amministrativa D.E.P.M.Q. ........................................................................ 209 Segreteria Amministrativa D.R.A. ............................................................................... 230 Aula Didattica ............................................................................................................... 205 Ufficio Internazionale ............................................................................................ 221/252 ALEP ............................................................................................................................. 221 DOCENTI Albanesi ........................................................................................................................ 229 Argenziano .................................................................................................................... 251 Auteri ............................................................................................................................. 254 Balconi .......................................................................................................................... 227 Bernini Carri .................................................................................................................. 240 Bertocco ........................................................................................................................ 216 Bertoletti ........................................................................................................................ 207 Calcaterra ..................................................................................................................... 248 Campanella ................................................................................................................... 219 Cattaneo ....................................................................................................................... 251 20 Cinquini ......................................................................................................................... 234 Cioccarelli ..................................................................................................................... 241 Civitarese ...................................................................................................................... 206 Colleoni ......................................................................................................................... 256 Colli Franzone .............................................................................................................. 231 Colucci .......................................................................................................................... 256 Consonni ....................................................................................................................... 225 Cotta Ramusino ............................................................................................................ 247 Cultori della Materia .............................................................................................. 246/247 d’Atri .............................................................................................................................. 243 De Dionigi ..................................................................................................................... 231 De Giuli ......................................................................................................................... 236 De Vecchi ...................................................................................................................... 214 Demé ............................................................................................................................. 227 Francavilla .................................................................................................................... 237 Frova ............................................................................................................................. 242 Fruscio .......................................................................................................................... 242 Fumagalli ...................................................................................................................... 227 Garofoli ......................................................................................................................... 215 Gavana ................................................................................................................... 246/247 Gerla ............................................................................................................................. 422 Giagnorio ...................................................................................................................... 250 Giannini ......................................................................................................................... 217 Giorgi ............................................................................................................................. 238 Giudici ........................................................................................................................... 224 Loddo ............................................................................................................................ 244 Lunghini ........................................................................................................................ 210 Maccarini ............................................................................................................... 246/247 Majocchi ................................................................................................................. 246/247 Magnani ........................................................................................................................ 235 Malinverno .................................................................................................................... 254 Malvestito ...................................................................................................................... 425 Manera .......................................................................................................................... 255 Marchini ........................................................................................................................ 255 Mattei Gentili ................................................................................................................ 245 Mella .............................................................................................................................. 263 Meriggi .......................................................................................................................... 232 Minervini ....................................................................................................................... 255 Molho ............................................................................................................................ 231 Montani ......................................................................................................................... 223 Muliere .......................................................................................................................... 213 Murat ............................................................................................................................. 227 Murgia ........................................................................................................................... 415 Nova .............................................................................................................................. 242 Pagano .......................................................................................................................... 233 Perego ........................................................................................................................... 253 Petrone ......................................................................................................................... 226 Pontiggia ....................................................................................................................... 424 Rampa L. ...................................................................................................................... 218 Rinaldi ........................................................................................................................... 243 Rossi ............................................................................................................................. 207 21 Rosti .............................................................................................................................. 216 Sassi ............................................................................................................................. 240 Sdralevich ...................................................................................................................... 211 Secchi ........................................................................................................................... 224 Superti Furga ................................................................................................................ 243 Tabellini ......................................................................................................................... 255 Vaccari .......................................................................................................................... 250 Vaggi ............................................................................................................................. 222 Vanetti ........................................................................................................................... 252 Velo ........................................................................................................................ 229/228 Verrascina ..................................................................................................................... 248 Violini ............................................................................................................................. 252 Zucchella ...................................................................................................................... 416 Zuccotti ......................................................................................................................... 257 Informastudenti ............................................................................................................. 200 BIBLIOTECA Informazioni e prestito (Nasali-Bellani) ...................................................................... 262 Amministrazione (Nicora) ............................................................................................ 260 Bibliotecari (Verri-Bibbiani) .......................................................................................... 261 Direzione (Albertini) ..................................................................................................... 259 22 ORDINAMENTO DIDATTICO 24 PIANI DI STUDIO Premessa La Facoltà a partire dall’A.A. 1996/97 ha attivato due Corsi di laurea: Economia e Commercio ed Economia Aziendale. Nel corso del 1998 ha modificato i piani di studio ad essi relativi, introducendo nuovi indirizzi ed attivando nuovi insegnamenti. I nuovi piani di studio approvati dal C.d.F. si applicano agli studenti immatricolati nell’A.A. 1997/98. Gli immatricolati nell’A.A. 1996/97 hanno la facoltà di mantenere il vecchio curriculum già presentato ed approvato o di modificarlo secondo il nuovo ordinamento. CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA E COMMERCIO Indirizzi attivati: - Indirizzo di studio in ECONOMIA POLITICA - certificato su diploma di laurea - Orientamento A - Orientamento B (quantitativo) - Indirizzo di studio in ECONOMIA E LEGISLAZIONE PER L’IMPRESA - certificato su diploma di laurea - Indirizzo di studio in ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE “Certificazione dell’indirizzo di studio” - per i casi contemplati, a completamento del corso di studi lo studente conseguirà il diploma di laurea in Economia e Commercio con certificazione dell’indirizzo di studio seguito. La certificazione è prevista per l’indirizzo in Economia Politica ed Economia e Legislazione per l’Impresa. Ciascun indirizzo comprende: - 11 insegnamenti annui irrinunciabili (con la sola esclusione dell’indirizzo Economia Politica orientamento B che prevede 12 insegnamenti annuali irrinunciabili); - 13 annualità (12 per l’orientamento B) a completamento dell’indirizzo di studio che lo studente deve scegliere sulla base di specifiche norme previste dall’ordinamento didattico (vedi tabella); - il superamento dell’esame di una lingua straniera moderna, articolato in due corsi annuali; - il superamento di una prova obbligatoria di informatica (senza voto). Gli insegnamenti attivati sono stati ripartiti in sezioni e sottosezioni di riferimento (vedi tabella): - la sezione A che comprende gli insegnamenti irrinunciabili - la sezione B suddivisa nelle sottosezioni B1 area economica - B2 area aziendale B3 area giuridica - B4 area matematico/statistica - la sezione C suddivisa nelle sottosezioni C1 - C2 - C3 Lo studente nella scelta degli insegnamenti da inserire a completamento dell’indirizzo di studio prescelto deve attenersi alle seguenti norme: - il numero di annualità che lo studente può scegliere all’interno di ogni sezione e sottosezione di riferimento varia da indirizzo ad indirizzo ma è comunque specificatamente indicato (indicazioni che devono intendersi come inderogabili). - Lo studente può sostituire un insegnamento tra quelli previsti nel gruppo C2 o C3 (indirizzo in Economia e Politica Industriale) con un insegnamento, di durata equivalente, da scegliersi o tra quelli impartiti dalla Facoltà e non ancora inserito nell’indirizzo di studio prescelto o tra quelli impartiti in altre Facoltà dell’Università degli Studi di Pavia. Comunque sia strutturato il corso prescelto, purché di durata almeno annuale, 25 - - - l’esame equivale ad una annualità; il voto concorre a determinare la media ai fini del conseguimento del diploma di laurea. L’iscrizione al corso libero è svincolata dall’anno di attivazione dell’insegnamento stesso. Effettuata la scelta delle annualità utili al completamento dell’indirizzo di studi prescelto, lo studente è tenuto al rispetto della collocazione degli stessi negli anni di corso e nei semestri previsti dall’ordinamento didattico. Allo studente è tuttavia consentito di anticipare al 3° anno insegnamenti del 4° anno e posticipare insegnamenti del 3° o del 2° anno (salvo quelli irrinunciabili del piano di studi). Per avvalersi di tale facoltà lo studente deve necessariamente specificare all’atto della consegna del piano di studi in Segreteria studenti se e per quali esami intende avvalersi di tale facoltà. Gli studenti iscritti al 2° anno regolare debbono obbligatoriamente presentare il piano di studi completo correttamente compilato in ogni sua parte. Gli studenti che non hanno superato il blocco, iscritti quindi al fuori corso del 2° anno, non possono presentare il piano di studi. Si precisa che: “Per iscriversi al 3° anno gli studenti dovranno aver superato almeno 6 esami irrinunciabili del primo biennio, di cui almeno 4 del primo anno”. (C.d.F. del 02/05/94 e successiva lettura del 10/05/95). Gli studenti iscritti al 3° anno regolare debbono presentare il piano di studi solo se apportano modifiche rispetto a quello presentato al 2° anno. Gli studenti devono accertarsi dell’attivazione degli insegnamenti inseriti nell’indirizzo di studi prescelto. Ai fini della determinazione del merito per l’esonero delle tasse e ad ogni effetto, il numero di annualità per ciascun anno di corso indicato dal Consiglio di Facoltà è il seguente: I ANNO - n.5 annualità II ANNO - n.6 annualità III ANNO - n.7 annualità IV ANNO - n.6 annualità Debbono essere considerati esami da superare obbligatoriamente nel 2° anno, ai fini della determinazione del merito per l’esonero dalle tasse ed a ogni altro effetto (borse di studio, permananza nei collegi, ecc.) soltanto gli insegnamenti indicati come irrinunciabili nel piano di studi prescelto (C.d.F. del 27/10/97). 26 27 I ANNO I ANNO Idoneità informatica Idoneità informatica Idoneità Informatica Idoneità informatica II ANNO Economia politica 2 Economia industriale Istituz. di diritto privato Istituz. di diritto pubblico Matematica finanziaria 1 Ragioneria gen. ed appl. Lingua 1 Lingua 2 Economia aziendale 1 (35h) Economia aziendale 2 (35h) Economia politica 1 Matematica generale Statistica 1 Storia economica I ANNO SEZIONE A Insegnamenti irrinunciabili Economia politica 2 Diritto commerciale Istituz. di diritto privato Istituz. di diritto pubblico Matematica finanziaria 1 Ragioneria gen. ed appl. II ANNO Economia politica 2 Istituz. di diritto privato Istituz. di diritto pubblico Matematica finanziaria 1 Politica economica Ragioneria gen. ed appl. Statistica 2 Economia politica 2 Istituz. di diritto privato Istituz. di diritto pubblico Matematica finanziaria 1 Politica economica Ragioneria gen. ed appl. II ANNO Lingua 1 Lingua 2 Lingua 1 Lingua 2 Lingua 1 Lingua 2 II ANNO Economia aziendale 1 (35h) Economia aziendale 2 (35h) Economia politica 1 Matematica generale Statistica 1 Storia economica Economia aziendale 1 (35h) Economia aziendale 2 (35h) Economia politica 1 Matematica generale Statistica 1 Storia economica Economia aziendale 1 (35h) Economia aziendale 2 (35h) Economia politica 1 Matematica generale Statistica 1 Storia economica I ANNO SEZIONE A Insegnamenti irrinunciabili SEZIONE A Insegnamenti irrinunciabili SEZIONE A Insegnamenti irrinunciabili Non certificato su diploma di laurea Certificato su diploma di laurea Orientamento B (quantitativo) ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE ECONOMIA E LEGISLAZIONE PER L’IMPRESA Orientamento A Certificato su diploma di laurea ECONOMIA POLITICA Corso di Laurea in Economia e Commercio Indirizzi attivati 28 Diritto amministrativo Diritto commerciale B4 AREA MATEMATICA – STATIST. Caratterizzanti obbligatori - 1 annual. Econometria B4 AREA MATEMATICA – STATIST. Scelta di 1 annualità Matem. per l’economia Statistica 2 Statistica economica B3 AREA GIURIDICA Scelta di 1 annualità Tecnica bancaria Econ. merc. monet. e fin. (35h) Finanza aziendale Finanza aziendale internaz. (35h) B2 AREA AZIENDALE Scelta di 1 annualità Diritto amministrativo Diritto commerciale B3 AREA GIURIDICA Scelta di 1 annualità Tecnica bancaria Econ. e gest. delle imprese Finanza aziendale B2 AREA AZIENDALE Scelta di 1 annualità Economia del lavoro Economia dello sviluppo Economia industriale Economia internazionale Economia monetaria Scienza delle finanze B1 AREA ECONOMICA Scelta di 3 annualità B1 AREA ECONOMICA Scelta di 4 annualità Econometria Economia dello sviluppo Economia internazionale Scienza delle finanze Storia dell’econ. politica SEZIONE B Insegnamenti caratterizzanti complessivamente 6 annualità da scegliersi come segue SEZIONE B Insegnamenti caratterizzanti complessivamente 7 annualità da scegliersi come segue Diritto Diritto Diritto Diritto Diritto Diritto Diritto amministrativo bancario del lavoro delle Comun. Europee fallimentare industriale tributario B3 AREA GIURIDICA Scelta di 5 annualità Tecnica bancaria Econ. e gest. delle imprese Finanza aziendale Metod. e det. quant. az. B2 AREA AZIENDALE Scelta di 3 annualità Economia del lavoro Economia industriale Scienza delle finanze B1 AREA ECONOMICA Scelta di 1 annualità SEZIONE B Insegnamenti caratterizzanti complessivamente 9 annualità da scegliersi come segue Matematica finanziaria 2 Statistica 2 Statistica economica B4 AREA MATEMATICA – STATIST. Scelta di 1 annualità Diritto commerciale Diritto del lavoro Diritto industriale B3 AREA GIURIDICA Scelta di 2 annualità Tecnica bancaria Econ. e gest. delle imprese Marketing Organizzazione aziendale B2 AREA AZIENDALE Scelta di 3 annualità Politica economica Scienza delle finanze B1 AREA ECONOMICA Scelta di 1 annualità SEZIONE B Insegnamenti caratterizzanti complessivamente 7 annualità da scegliersi come segue 29 Econ. merc. monet. e fin. (35h) Economia pubblica Marketing Metod. e det. quant. az. Metod. e tecn. ric. sociale Sistemi informativi Sociologia Sociologia del lavoro Storia dell’econ. politica Storia economica Corso progredito Sviluppo econ. agricole (35h) Teoria delle decisioni C2 Scelta di 2 annualità Econ. e gest. delle imprese Corso progredito (35h) Econ. e gest. impr. servizi (35h) Econ. gest. impr. internaz. (35h) Marketing Politica economica Programmaz. e controllo Sistemi informativi C2 Scelta di 2 annualità Econ. gest. impr. commerciali Organ. sist. inform. az. Strategia e politica aziendale C1 Scelta di 2 annualità SEZIONE C Altri insegnamenti: complessivamente 4 annualità da scegliersi come segue N.B.: Lo studente può sostituire un insegnamento tra quelli previsti nel gruppo C2 o C3 con un insegnamento, di durata equivalente, da scegliersi o tra quelli impartiti dalla Facoltà (e non ancora inseriti nel piano di studi) o tra quelli impartiti in altre Facoltà dell’Università degli Studi di Pavia. Gli insegnamenti di 35h corrispondono a mezza annualità. Calcolo delle probabilità Diritto del lavoro Diritto tributario Econ. merc. monet. e fin. (35h) Economia pubblica Marketing Metod. e tecn. ric. sociale Metodologie e det. quant. az. Politica econ. agraria Programmaz. e controllo Sistemi informativi Sociologia del lavoro Statistica matematica Strategia e politica az. Sviluppo econ. agricole (35h) C2 Scelta di 2 annualità Calcolo delle probabilità Matematica per l’economia Matematica finanziaria 2 Metodi e mod. scelte econ. Statistica economica Statistica matematica C1 Scelta di 4 annualità C1 Scelta di 4 annualità Economia del lavoro Economia industriale Economia monetaria Economia regionale Sociologia Storia economica Corso progredito SEZIONE C Altri insegnamenti: complessivamente 6 annualità da scegliersi come segue SEZIONE C Altri insegnamenti: complessivamente 6 annualità da scegliersi come segue Diritto fallimentare Diritto tributario Economia pubblica Politica econ. agraria Metodi e mod. scelte econ. Metod. e tecn. ric. sociale Sistemi informativi Sociologia del lavoro Statistica matematica Storia dell’econ. politica Storia economica Corso progredito C3 Scelta di 2 annualità Econ. gest. impr. comm. Econ. gest. impr. internaz. (35h) Finanza aziendale Finanza aziendale internaz. (35h) Metod. e det. quant. az. Sociologia Strategia e politica az. Sviluppo econ. agricole (35h) Tecnol. dei cicli produttivi C2 Scelta di 2 annualità Econometria Economia del lavoro Economia dello sviluppo Economia internazionale Economia monetaria Economia regionale C1 Scelta di 2 annualità SEZIONE C Altri insegnamenti: complessivamente 6 annualità da scegliersi come segue COLLOCAZIONE DEGLI INSEGNAMENTI PER ANNO E PER SEMESTRE Insegnamenti attivati dal Corso di laurea in Economia e Commercio e insegnamenti mutuati dal II C.d.L. o da altre Facoltà Calcolo delle Probabilità: 3° B Istituzioni di Diritto Pubblico: 2° B Diritto Amministrativo: 4° B Marketing: 3° A Diritto Bancario: 4°B Matematica per Econ.: 2° A Diritto Commerciale: 3° B Matematica Finanziaria 1: 2° A Diritto Comun. Europee: 3° B Matematica Finanziaria 2: 3° A Diritto Fallimentare: 4° A Matematica Generale: 1° A Diritto Industriale: 3° B Metodi e Mod.Scelte Econ.: 4° A Diritto del Lavoro: 3°B Metod. e Tecn.Ric.Sociale: 4° A Diritto Tributario: 4°B Metod. e Determin. Quantitat.Azie.: 4° A Econometria: 3° B Organizzazione Aziendale: 3° A Economia Aziendale: 1° A (35 h) Organizz.Sist. Informativi Az.: 4°A Economia Aziendale: 1° B (35 h) Politica Economica: 2° B Economia e Gest. delle Imprese: 3° B Politica Economica Agraria: 4° A Economia e Gest. delle Imprese corso progr.: 3° A (35h) Programmaz.e Controllo: 3° B Economia e Gest. delle Imprese Commerciali: 4° A Ragioneria Gen. e Appl.: 2° B Economia e Gest. delle Imprese Internazionali: 4° A (35h) Scienze delle Finanze: 3° A Economia e Gest. delle Imprese di Servizi: 3° B (35h) Sistemi Informativi: 3° A Economia Industriale: 3° B Sociologia: 3° A Economia Internazionale: 3° A Sociologia del Lavoro: 4° B Economia degli Intermediari Finanziari: 4° B Statistica 1: 1° B Economia del Lavoro: 4° A Statistica 2: 2° B Economia dei Mercati Monetari e Finanziari: 3° B (35h) Statistica Economica: 4° B Economia Monetaria: 4° B Statistica Matematica: 3° B Economia Politica 1: 1° B Storia dell’Econ.Pol.: 3° A Economia Politica 2: 2° A Storia Economica 1: 1° A Economia Pubblica: 4° A Storia Economica Economia Regionale: 3° A Strategia e Pol.Aziendale: 3° B Economia dello Sviluppo: 4° A Sviluppo delle Econ. Agricole: 4° B (35h) Finanza Aziendale: 4° A Tecnica Bancaria: 4° B Finanza Aziendale Internazionale: 4° B (35h) Tecnologia dei Cicli Prod.: 4° A Istituzioni di Diritto Privato: 2° A Teoria delle Decisioni: 4° A A = primo semestre B = secondo semestre N.B. 30 Gli insegnamenti di 35h corrispondono a mezza annualità corso progred.: 3° A CORSO DI LAUREA IN ECONOMIA AZIENDALE Indirizzi attivati - Indirizzo di - Indirizzo di - Indirizzo di - Indirizzo di studio studio studio studio in in in in FINANZA GESTIONE MANAGEMENT EUROPEO MARKETING Ciascun indirizzo comprende - insegnamenti obbligatori; - insegnamenti caratterizzanti e liberi che lo studente deve scegliere sulla base di specifiche norme previste dall’ordinamento didattico (vedi tabelle); - il superamento dell’esame di una lingua straniera moderna, articolato in due corsi annuali; - il superamento di una prova obbligatoria di informatica (senza voto). Effettuata la scelta delle annualità utili al completamento dell’indirizzo di studi prescelto, lo studente è tenuto al rispetto della collocazione degli stessi negli anni di corso e nei semestri previsti dall’ordinamento didattico. Allo studente è tuttavia consentito di anticipare al 3° anno insegnamenti del 4° anno e posticipare insegnamenti del 3° anno o del 2° (salvo quelli irrinunciabili previsti dal piano di studi). Per avvalersi di tale facoltà lo studente deve necessariamente specificare all’atto della consegna del piano di studi in segreteria studenti se e per quali esami intende avvalersi di tale facoltà. L’insegnamento libero può essere scelto anche tra gli insegnamenti attivati da altre Facoltà dell’Università degli Studi di Pavia. L’iscrizione al corso libero è svincolata dall’anno di attivazione dell’insegnamento stesso. Gli studenti iscritti al 2° anno regolare debbono obbligatoriamente presentare il piano di studi completo, correttamente compilato in ogni sua parte. Gli studenti che non hanno superato il blocco, iscritti quindi al fuori corso del 2° anno, non possono presentare il piano di studi. Si precisa che: “per iscriversi al 3° anno gli studenti dovranno aver superato almeno 6 esami irrinunciabili del primo biennio, di cui almeno 4 del primo anno”. (C.d.F. del 2.5.1994 e del 10.5.1995). Gli studenti iscritti al 3° anno regolare devono presentare il piano di studi solo se apportano modifiche rispetto a quello presentato al 2° anno. Ai fini delle determinazione del merito per l’esonero dalle tasse ed a ogni effetto, il numero di annualità per ciascun anno di corso indicato dal C.d.F. è il seguente: I ANNO - n.5 annualità II ANNO - n.6 annualità III ANNO - n.7 annualità IV ANNO - n.6 annualità Debbono essere considerati esami da superare obbligatoriamente nel 2° anno, ai fini della determinazione del merito per l’esonero dalle tasse ed a ogni altro effetto (borse di studio, permananza nei collegi, ecc.) soltanto gli insegnamenti indicati come irrinunciabili nel piano di studi prescelto (C.d.F. del 27/10/97). Gli studenti devono accertarsi dell’attivazione degli insegnamenti inseriti nell’indirizzo di studio prescelto. INDIRIZZO MANAGEMENT EUROPEO - PROGRAMMA DI SCAMBIO Coordinatore Prof. Lorenza Violini La Facoltà di Economia dell’Università di Pavia e l’IECS (l’Institut Européen d’Etudes Commerciales Superieures) dell’Università Robert Schuman di Strasburgo hanno predisposto un corso di studi integrato nel campo dell’economia e gestione delle imprese, che si conclude con l’attribuzione dei diplomi delle due istituzioni coinvolte nell’accordo. 31 Per gli studenti italiani il programma prevede: - un primo periodo di formazione di base (3-4 semestri) da svolgere presso l’Università di Pavia; - un secondo periodo (3-4 semestri) incentrato sull’approfondimento delle funzioni d’impresa, tramite corsi specialistici (Finanza, Organizzazione, Marketing, ...), che verrà effettuato a Strasburgo. In tale periodo si imposterà anche il lavoro di tesi, che verrà poi conclusa sotto la supervisione di due docenti (uno dell’Università di Pavia e uno dell’Università di Strasburgo). Per accedere al programma sarà necessario presentare domanda nei termini indicati nel bando di concorso (data prevista di scadenza delle domande per l’A.A. 1998/99 - 30 ottobre 1998)*. La selezione prevede una valutazione delle domande sulla base di: - numero di esami sostenuti - media esami - conoscenza della lingua francese. Le domande di partecipazione possono essere presentate direttamente alla segreteria di presidenza della Facoltà di Economia. * Al momento della stesura della presente Guida dello Studente l’accordo è in fase di definizione. 32 33 I ANNO - I semestre II ANNO - I semestre III ANNO - I semestre Econ. mercati monet. finanz. (35h)* Politica economica III ANNO - II semestre Marketing Organizzazione aziendale * Insegnamento corrispondente a mezza annualità Insegnamento libero - 1 annualità IV ANNO - I semestre Metodi modelli per le scelte econom. Teoria delle decisioni III ANNO - II semestre Calcolo delle probabilità Econometria Econ. gestione impr. servizi (35h)* Statistica matematica III ANNO - I semestre Insegnamenti caratterizzanti - Scelta di 3 annualità Economia gestione imprese Istituzioni diritto pubblico Ragioneria generale ed applicata Statistica 2 II ANNO - II semestre Economia politica 2 Istituzioni diritto privato Matematica finanziaria Idoneità di informatica Econ. gest. impr. Corso prog. (35h)* Economia internazionale Matematica finanziaria 2 Scienza delle finanze Storia economica Corso progredito Economia aziendale 2 (35h)* Economia politica 1 Statistica 1 Lingua 2 I ANNO - II semestre Economia aziendale 1 (35h)* Matematica generale Storia economica Lingua 1 Insegnamenti irrinunciabili Corso di Laurea in Economia Aziendale Indirizzo in Finanza IV ANNO - I semestre Economia monetaria Statistica economica IV ANNO - II semestre Diritto tributario Economia intermediari finanziari Finanza aziendale internaz. (35h)* IV ANNO - II semestre Finanza aziendale Metod. deter. quantitative d’azienda 34 I ANNO - I semestre II ANNO - I semestre III ANNO - I semestre Diritto commerciale Economia industriale Econ gestione impr. servizi (35h)* III ANNO - II semestre Econ gest. Impr. Corso prog. (35h)* Organizzazione aziendale Scienza delle finanze IV ANNO - I semestre IV ANNO - I semestre IV ANNO - II semestre Economia intermediari finanziari IV ANNO - II semestre Finanza aziendale Metod. deter. quantitative d’azienda Metodi modelli per le scelte econom. Economia pubblica Diritto amministrativo Organizzazione sistemi informat. az. Sociologia del lavoro Tecnologia dei cicli produttivi Teoria delle decisioni Insegnamento libero: 1 annualità Diritto del lavoro Politica economica Programmazione e controllo Strategia e politica aziendale III ANNO - II semestre Insegnamenti caratterizzanti - Scelta di 3 annualità Economia gestione imprese Istituzioni diritto pubblico Ragioneria generale applicata II ANNO - II semestre Economia politica 2 Istituzioni diritto privato Matematica finanziaria Idoneità di informatica * Insegnamento corrispondente a mezza annualità Marketing Sociologia Storia economica Corso progredito III ANNO - I semestre Economia aziendale 2 (35h)* Economia politica 1 Statistica 1 Lingua 2 I ANNO - II semestre Economia aziendale 1 (35h)* Matematica generale Storia economica Lingua 1 Insegnamenti irrinunciabili Corso di Laurea in Economia Aziendale Indirizzo in Gestione 35 I ANNO - I semestre II ANNO - I semestre III ANNO - I semestre Diritto commerciale Economia industriale Econ. Gestione impr. Servizi (35h)* Strategia e politica aziendale III ANNO - II semestre Marketing Organizzazione aziendale IV ANNO - I semestre IV ANNO - I semestre IV ANNO - II semestre Economia intermediari finanziari IV ANNO - II semestre Economia gestione imprese comm. Economia gest. impr. internaz. (35h)* Metod. deter. quantitative d’azienda Metodi modelli per le scelte econom. Sociologia del lavoro Metod. tecnica ricerca sociale Statistica economica Organizzazione sistemi informat. az. Insegnamento libero: 1 annualità Calcolo delle probabilità Diritto industriale Econometria 1 Politica economica III ANNO - II semestre Insegnamenti caratterizzanti - Scelta di 3 annualità Economia gestione imprese Istituzioni diritto pubblico Ragioneria generale ed applicata II ANNO - II semestre Economia politica 2 Istituzioni diritto privato Matematica finanziaria Idoneità di informatica * Insegnamento corrispondente a mezza annualità Scienza delle finanze Sociologia Storia economica Corso progredito III ANNO - I semestre Statistica 2 II ANNO - II semestre Economia aziendale 2 (35h)* Economia politica 1 Statistica 1 Lingua 2 I ANNO - II semestre Economia aziendale 1 (35h)* Matematica generale Storia economica Lingua 1 Insegnamenti irrinunciabili Corso di Laurea in Economia Aziendale Indirizzo Marketing 36 Economia politica 2 Istituzioni diritto privato Matematica finanziaria Idoneità di informatica II ANNO - II semestre Diritto commerciale Diritto del lavoro Diritto tributario Diritto fallimentare Legislazione bancaria** AREA GIURIDICA Scelta di 1 annualità Istituzioni diritto pubblico Ragioneria generale applicata Insegnamenti liberi: 6 annualità a scelta tra tutti i corsi attivati a Pavia o a Strasburgo Organizzazione aziendale Organizzazione del lavoro** Revisione aziendale** Strategia e politica aziendale Tecnologia dei cicli produttivi AREA AZIENDALE Scelta di 5 annualità Analisi e contabilità dei costi** Economia intermediari finanziari Economia e gestione delle imprese Finanza aziendale Marketing Metod. Deter. Quantitative d’azien. N.B.: Il piano di studio per il conseguimento della laurea in Economia Aziendale deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell’area economica, almeno otto insegnamenti dell’area aziendale, tre insegnamenti dell’area giuridica e tre insegnamenti dell’area matematico-statistica. * Insegnamento corrispondente a mezza annualità ** Insegnamento attivato a Strasburgo Economia industriale Economia internazionale Politica economica Scienza delle finanze AREA ECONOMICA Scelta di 2 annualità Economia aziendale 2 (35h)* Economia politica 1 Statistica 1 Lingua 2 Economia aziendale 1 (35h)* Matematica generale Storia economica Lingua 1 II ANNO - I semestre Insegnamenti caratterizzanti I ANNO - II semestre I ANNO - I semestre Insegnamenti irrinunciabili Corso di Laurea in Economia Aziendale Indirizzo Management Europeo COLLOCAZIONE DEGLI INSEGNAMENTI PER ANNO E PER SEMESTRE Insegnamenti attivati dal Corso di laurea in Economia Aziendale e insegnamenti mutuati dal I C.d.L. o da altre Facoltà Calcolo delle Probabilità: 3° B Lingua 1: 1° A Diritto Amministrativo: 4° B Lingua 2: 1° B Diritto Bancario: 4°B Marketing: 3° A Diritto Commerciale: 3° B Matematica per Econ.: 2° A Diritto Comun. Europee: 3° B Matematica Finanziaria 1: 2° A Diritto Fallimentare: 4° A Matematica Finanziaria 2: 3° A Diritto Industriale: 3° B Matematica Generale: 1° A Diritto del Lavoro: 3°B Metodi e Mod.Scelte Econ.: 4° A Diritto Tributario: 4° B Metod. e Tecn.Ric.Sociale: 4° A Econometria: 3° B Metod. e Determin. Quantitat.Azie.: 4° A Economia Aziendale 1: 1° A (35 h)* Organizzazione Aziendale: 3° A Economia Aziendale 2: 1° B (35 h)* Organizz.Sist. Informativi Az.: 4°A Economia e Gest. delle Imprese: 2° B Politica Economica: 3° B Economia e Gest. delle Imprese corso progr: 3° A . (35h)* Politica Economica Agraria: 4° A Economia e Gest. delle Imprese Commerciali: 4° A Programmaz.e Controllo: 3° B Economia e Gest. delle Imprese Internazionali: 4° A (35h)* Ragioneria Gen. e Appl.: 2° B Economia e Gest. delle Imprese di Servizi: 3° B (35h)* Scienze delle Finanze: 3° A Economia Industriale: 3° B Sistemi Informativi: 3° A Economia Internazionale: 3° A Sociologia: 3° A Economia degli Intermediari Finanziari: 4° B Sociologia del Lavoro: 4° B Economia del Lavoro: 4° A Statistica 1: 1° B Economia dei Mercati monetari e Finanziari: 3° B (35h)* Statistica 2: 2° B Economia Monetaria: 4° B Statistica Economica: 4° B Economia Politica 1: 1° B Statistica Matematica: 3° B Economia Politica 2: 2° A Storia dell’Econ.Pol.: 3° A Economia Pubblica: 4° A Storia Economica: 1° A Economia Regionale: 3° A Storia Economica Economia dello Sviluppo: 4° A Strategia e Pol.Aziendale: 3° B Finanza Aziendale: 4° A Sviluppo delle Econ. Agricole: 4° B (35h)* Finanza Aziendale Internazionale: 4° B (35h)* Tecnica Bancaria: 4° B Istituzioni di Diritto Privato: 2° A Tecnologia dei Cicli Prod.: 4° A Istituzioni di Diritto Pubblico: 2° B Teoria delle Decisioni: 4° A corso progred.: 3° A A = primo semestre B = secondo semestre N.B. *Gli insegnamenti di 35h corrispondono a mezza annualità 37 MOBILITÀ STUDENTESCA 1. Cos’è il Programma SOCRATES Si tratta di un Programma dell’Unione Europea destinato a fornire un supporto alle Università, agli studenti e al personale accademico, volto ad intensificare la mobilità e la cooperazione tra le Università europee. Agli studenti iscritti presso una Università di uno Stato membro dell’Unione, il Programma offre la possibilità di trascorrere un periodo di studio significativo (da 3 mesi ad un anno accademico) in un altro Stato membro ottenendo il pieno riconoscimento di tale periodo come parte integrante del corso di studio globale: infatti, condizione essenziale per l’assegnazione delle borse di studio è che il periodo di studio e gli esami sostenuti all’estero siano pienamente riconosciuti nel paese d’origine. Con questo Programma l’Unione Europea si è proposta, nella sua prima fase triennale di attuazione, di far sì che il 10% degli studenti universitari europei potesse inserire nel proprio curriculum un periodo di studi all’estero. Nel quadro del Programma vengono erogate, direttamente a favore degli studenti, borse di studio dell’importo medio di circa 2.000 ECU, destinate a coprire i costi della mobilità (viaggio, preparazione linguistica, alloggio), cioè le spese aggiuntive che il singolo studente deve affrontare per soggiornare in una sede diversa da quella in cui è iscritto. (Nell’anno accademico 1997/1998 l’importo mensile della borsa erogato agli studenti italiani è stato di lire 300.000 circa). Sempre nell’ambito del Programma Socrates, ma con un finanziamento aggiuntivo erogato dalla Regione Lombardia, la Facoltà di Economia di Pavia - insieme alle altre Facoltà di Economia della Regione - partecipa al “Multiregional Integrated Business Program” (MIBP), per partecipare al quale è necessario aver presentato una domanda per una borsa Socrates. 2. Condizioni per l’assegnazione delle borse SOCRATES agli studenti L’ammissibilità alle borse SOCRATES è subordinata alle seguenti condizioni: a) il periodo di studio all’estero deve essere compreso tra tre e dodici mesi e deve svolgersi presso una Università di un altro Stato membro dell’Unione Europea; b) gli studenti devono ricevere un riconoscimento formale scritto, generalmente da parte dell’Università di origine, per il periodo di studi svolto all’estero; c) gli studenti dovranno essere esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche presso l’Università ospitante (indipendentemente dal pagamento o meno di tali tasse presso l’Università di origine); d) gli studenti che si recano all’estero dovranno continuare a beneficiare, durante la loro permanenza, di qualsiasi borsa di studio o prestito concesso a livello nazionale o da altre fonti. 3. Il Consiglio di Facoltà della Facoltà di Economia in data 30.03.1998 ha deliberato in merito alle procedure di assegnazione delle borse Socrates/Erasmus; esse prevedono l’estensione di una graduatoria tra coloro che hanno consegnato la domanda per una borsa di studio Socrates/Erasmus, sulla base dell’anno di corso, del numero degli esami sostenuti, della media degli esami sostenuti e sul numero di esami del primo anno sostenuti. A tale graduatoria seguirà un colloquio, atto ad accertare le motivazioni dei candidati. In tale colloquio si terrà conto anche delle conoscenze linguistiche. Il colloquio potrà incidere fino ad un massimo del 30% del punteggio globale. Le sedi saranno assegnate sulla base della graduatoria. 4. Presentazione delle domande Le domande per l’assegnazione delle borse SOCRATES vanno presentate nel mese di aprile e l’assegnazione avviene entro fine maggio. 5. Coordinatore SOCRATES per la Facoltà di Economia Il Coordinatore SOCRATES per la Facoltà di Economia è la Prof. Lorenza VIOLINI. 38 NORME PER GLI STUDENTI CHE SI TRASFERISCONO DA ALTRE FACOLTÀ O UNIVERSITÀ Il Consiglio di Facoltà condiziona l’esame della domanda di trasferimento alla presentazione contestuale del Piano di Studi. In nessun caso il C.d.F. è vincolato all’accettazione dei p.d.s. già approvati in altre Facoltà. In linea generale, per gli studenti provenienti dalla Facoltà di Economia e Commercio, saranno riconosciuti gli esami compresi nel p.d.s., in quanto approvato secondo le norme e i criteri stabiliti dalla Facoltà, con identica denominazione e durata temporale rispetto a quelli attivati dalla nostra. Per gli studenti provenienti da altre Facoltà (laureati e non) il CdF di regola non riconoscerà alcun esame attinente a materie economiche, mentre per gli esami di altre discipline si fa riferimento a quanto sopra previsto per gli studenti provenienti dalla Facoltà di Economia e Commercio. Per gli studenti immatricolati nella nostra Facoltà a partire dall’A.A. 1987/88, qualora in tempi successivi all’approvazione del trasferimento venisse presentato o modificato il p.d.s., non verranno riconosciuti ulteriori esami sostenuti nella Facoltà di provenienza (comprese quelle di Economia e Commercio). Gli esami sostenuti nella Facoltà di Economia e Commercio e non riconosciuti (né nel p.d.s. né per quanto riguarda il trasferimento), saranno considerati in soprannumero. A partire dall’A.A. 1990/91 viene estesa anche agli studenti trasferiti presso la nostra Facoltà la regola secondo cui l’ammissione al terzo anno è condizionata al superamento di almeno il 50% degli esami del biennio nei quali devono essere compresi almeno l’80% degli esami del primo anno. È ovvio che per “superamento degli esami” si intende “superamento di esami della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Pavia”. Nel caso in cui l’ammissione al terzo anno non potesse essere concessa per il mancato superamento degli esami della nostra Facoltà previsti dalla regola di cui al punto “b” della delibera del 19/03/1990, si procederà, per tali studenti, all’iscrizione come “fuori corso” al secondo anno. Il Prof. Gabriele Cioccarelli, la Dott.ssa Maria Grazia Cinquini ed il Dott. Paolo Giudici sono a disposizione degli studenti provenienti da altre Facoltà o Università per ulteriori chiarimenti necessari. NORME PER GLI ESAMI DI PROFITTO Esami di profitto Gli esami di profitto si svolgono in appelli ordinari e straordinari secondo quanto risulta dal calendario del corrente Anno Accademico esposto all’albo della Facoltà. Gli esami di profitto sono ordinati in modo da accertare la maturità intellettuale del candidato e la sua preparazione organica nella materia sulla quale verte l’esame senza limitazione alle nozioni impartite dal professore nel corso per cui lo studente sostiene l’esame (art. 39 del regolamento studenti). Gli appelli ordinari, aperti a tutti gli studenti, avranno luogo nei soli periodi in cui non si svolgono le lezioni: vale a dire nei mesi gennaio-febbraio; giugno-luglio; settembre. Il Consiglio di Facoltà ha inoltre deliberato che siano attivati per ogni insegnamento due appelli straordinari. Il primo, riservato agli studenti fuori corso; il secondo, riservato ai fuori corso e agli iscritti al 2°, 3° e 4° anno. I singoli docenti potranno decidere di attivare altri appelli riservati ai fuori corso, compatibilmente con le norme che regolano la registrazione degli esami per l’Università di Pavia. Per consentire ai docenti una adeguata programmazione ed un corretto svolgimento degli esami, gli studenti che intendono sostenere un esame devono iscriversi allo stesso almeno 5 39 giorni prima della data fissata scrivendo il proprio nome sugli appositi registri tenuti in bidelleria oppure consegnando fotocopia leggibile dello statino nelle apposite caselle, secondo le indicazioni del docente. Sempre per agevolare il buon svolgimento degli esami e per evitare lunghe ed estenuanti attese agli studenti, ogni seduta sarà aperta con l’appello degli iscritti cui seguirà il calendario di convocazione, Si ricorda agli studenti, pertanto, che è obbligatoria la presenza in aula aIl’inizio della seduta di esami, aIl’atto dell’appello degli iscritti. Per gli studenti provenienti da altre sedi universitarie è consentito di sostenere esami di profitto dopo due mesi dalla data in cui il trasferimento è pervenuto e comunque non prima della delibera del C.d.F.. L’ammissione agli esami di profitto è subordinata al pagamento della prima rata per sostenere gli esami di profitto relativi al I semestre; al pagamento della seconda rata per sostenere gli esami del II semestre. L’inosservanza degli obblighi amministrativi e didattici (propedeuticità - sbarramenti) comporta l’annullamento degli esami. Lo studente deve presentarsi agli esami di profitto munito del libretto universitario e dello statino unificato rilasciato dagli uffici di segreteria nel corso dell’anno accademico che ha validità sino al 31 marzo e nel caso di appelli straordinari fino al 30 aprile. NORME E CONSIGLI PER LA COMPILAZIONE DELLE TESI DI LAUREA TESI ED ESAME DI LAUREA Per essere ammesso all’esame di laurea lo studente deve aver superato tutti gli esami di profitto previsti dal suo piano di studi approvato dal Consiglio di Facoltà. L’esame di laurea consiste nella discussione di una dissertazione scritta su un tema scelto dal candidato nell’ambito delle materie dell’indirizzo del piano di studi seguito. La tesi di laurea deve dimostrare la capacità del candidato di applicare allo svolgimento del tema assegnato i metodi e le tecniche propri degli insegnamenti compresi nel piano di studi prescelto. AMMISSIONE ALLA DISCUSSIONE Il relatore deve consentire l’ammissione del candidato alla discussione della tesi solo dopo avere accertato che il candidato: - abbia svolto in forma almeno sufficiente il tema della dissertazione; - abbia colto i collegamenti fondamentali esistenti tra la questione oggetto della sua indagine e la dottrina attinente); - abbia considerato le eventuali implicazioni economiche del tema trattato, quando la tesi è svolta in materia non specificatamente economica; - dimostri di conoscere le opere fondamentali sull’argomento; - dimostri adeguate capacità di sintesi contenendo la dissertazione scritta, di norma, entro un massimo di 150 pagine stampate fronte e retro, con 2500 battute per facciata. VALUTAZIONE Il voto finale dell’esame di laurea è espresso in 110 (centodecimi). Il voto viene assegnato dalla Commissione di Laurea al termine della discussione tenendo conto sia del parere sul contenuto della tesi espresso dal relatore, dal correlatore e, se nominato, dal secondo correlatore, sia dell’andamento della discussione, sia della media dei voti riportata nel corso degli studi. Nella bacheca dell’Ufficio di Presidenza sono esposte le regole che la Facoltà ha adottato per l’assegnazione di un incremento delle medie dei voti sulla base del valore della tesi. 40 La Commissione di Laurea, su congiunta proposta motivata del relatore e del correlatore, può accompagnare il voto con un encomio o con la dichiarazione di dignità di stampa della dissertazione del candidato. SCELTA DELLA TESI Lo studente sceglie l’argomento della tesi nell’ambito degli insegnamenti compresi nel piano di studi da lui presentato purché impartiti nella Facoltà nell’anno accademico in cui si attuerà la discussione; deve, pertanto, avere sostenuto o previsto il sostenimento dell’esame della materia nel cui ambito rientra l’argomento stesso. Lo studente può prendere contatto con il docente relatore solo dopo avere sostenuto almeno tutti gli esami previsti per il primo biennio e comunque non prima di 4 mesi da quando prevede di iniziare l’elaborazione della tesi. I moduli per l’assegnazione del titolo della tesi possono essere ritirati in bidelleria; questi devono essere compilati in stampatello in ogni pagina, controfirmati dal relatore della tesi e consegnati in segreteria di presidenza. Una delle due copie di modello ritirate dallo studente deve essere personalmente consegnata in segreteria studenti (via S. Agostino, 1) all’atto dell’iscrizione alla seduta di laurea. I moduli per la richiesta di proroga di consegna tesi possono essere ritirati in bidelleria, compilati a cura dello studente e consegnati al Preside per la firma. Il modulo ritirato dallo studente deve essere personalmente consegnato in segreteria studenti. NOMINA CORRELATORI Il Preside viene informato dell’argomento scelto mediante apposito modulo compilato dal candidato e firmato dal docente relatore entro 4 mesi dalla data prevista per la discussione. Salva diversa indicazione del relatore, il correlatore viene nominato nella settimana che precede la seduta di Laurea. Sarà cura del relatore comunicare al Preside prima della data prevista per la discussione, la proposta di nominare un secondo correlatore. ACCETTAZIONE DELLE RICHIESTE DI TESI Possono assegnare tesi i docenti di prima e di seconda fascia ed i ricercatori confermati titolari di corso. Per gli iscritti a partire dall’a.a. 1994-95 vale la regola che possono chiedere l’assegnazione della tesi solo gli studenti che abbiano completato tutti gli esami irrinunciabili del 1° biennio del piano di studi prescelto. Per gli studenti iscritti precedentemente resta valida la regola che la tesi può essere assegnata solo quando gli esami ancora da sostenere non superino il numero di 3. I docenti ed i ricercatori confermati non possono rifiutare l’assegnazione di una tesi di laurea se non hanno raggiunto per ciascun anno accademico un numero minimo di tesi, determinato dal Preside (allo stato attuale tale limite è costituito da n.10 tesi). DEPOSITO La tesi, completata in ogni sua parte e firmata dal relatore a titolo di approvazione, sarà depositata a cura dello Studente presso la Segreteria Studenti, almeno 20 giorni prima della data della sessione di laurea in cui la tesi stessa sarà discussa. Solo in casi eccezionali e motivati saranno concesse proroghe di non più di 3 giorni. Lo studente dovrà consegnare negli stessi termini: - 1 copia della tesi al Preside - 1 copia della tesi al relatore - 1 copia della tesi al correlatore - 1 copia della tesi all’eventuale secondo correlatore. 41 DOMANDA E DOCUMENTI Per essere ammessi all’esame di laurea gli studenti devono presentare alla Segreteria Studenti, almeno 30 giorni prima della data fissata per la seduta: 1) Domanda diretta al Rettore in bollo da L. 20.000, su modulo predisposto dall’Ufficio. 2) Libretto universitario. Solo nel caso in cui alla data di presentazione della domanda non abbiano ultimato gli esami di profitto gli studenti potranno consegnare il libretto 15 gg. prima dell’esame di laurea. 3) Copia del titolo della tesi. 4) Attestazione del versamento di L. 37.000 (costo della stampa e della pergamena del diploma). 5) Tesi di laurea firmata dal Relatore (almeno 20 gg. prima). 6) Dichiarazioni (nulla-osta) rilasciate dalle Biblioteche di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche, attestanti la regolare posizione in relazione al prestito librario. Non saranno ammessi a sostenere l’esame di laurea gli studenti che non avranno depositato la dissertazione scritta o non avranno superato l’ultimo esame di profitto nei termini stabiliti. COMPILAZIONE DELLA TESI A) INDICAZIONI GENERALI La tesi è normalmente divisa in Parti, e queste a loro volta in Capitoli. I Capitoli possono a loro volta essere ancora suddivisi in Paragrafi , non necessariamente numerati. Vi saranno inoltre una Introduzione, e un capitolo di Conclusioni . La tesi si apre con l’Indice , e si conclude con l’elenco delle Opere Citate . Nell’introduzione si definisce con esattezza il tema della tesi, e se ne illustra lo schema, motivando le scelte fatte. Sono poi messe in luce le caratteristiche più importanti del lavoro, insieme con le sue limitazioni. Nelle conclusioni il candidato potrà riassumere i risultati cui è pervenuto, le conclusioni personali raggiunte, e i passi fondamentali del suo lavoro. Nella preparazione dell’Indice, occorre tenere presente che la sua funzione non è soltanto di consentire il reperimento dei temi trattati; ma anche quella di offrire al lettore una visione sintetica e ordinata del contenuto della tesi, e in particolare del modo in cui la materia è stata organizzata. Accanto ai titoli dei Capitoli, l’Indice recherà il numero della pagina di inizio. È consiglibile che l’Indice sia seguito da un Indice dei Grafici e delle Tabelle (se ve ne sono). Grafici e tabelle sono individuati da un titolo e da un numero d’ordine progressivo. La tesi sarà dattiloscrita o stampata su fogli di formato A4. La battitura della tesi dovrà essere effettuata fronte/retro. B) BIBLIOGRAFIA Alla fine della tesi l’elenco delle Opere citate contiene l’indicazione bibliografica precisa e completa per articoli, libri e altro materiale già citato nel testo o nelle Note. Qualora lo ritenga opportuno, il candidato potrà aggiungere a questo elenco una Bibliografia essenziale con l’indicazione dei testi - diversi da quelli citati - che egli ritenga fondamentali per la comprensione e lo studio dell’argomento trattato. Le indicazioni bibliografiche dovranno contenere, nell’ordine: - iniziale del nome, cognome dell’Autore o del Curatore, o nome dell’Ente a cui è attribuita l’opera; - titolo dell’opera, sottolineato (corsivo in stampa); - luogo, editore, anno di edizione (eventualmente numero dell’edizione) se si tratta di un libro, oppure 42 - l’indicazione: «in», seguita dal nome del Curatore (o dei Curatori) o dell’Ente, nonché dalle stesse indicazioni di cui al punto precedente, se si tratta di un testo raccolto in volume con altri. In questo caso, si indicherà anche il numero della prima e dell’ultima pagina del testo che interessa; - se si tratta di un articolo, il titolo della pubblicazione periodica in cui è comparso, seguito da mese, trimestre o quadrimestre, anno, pagina di inizio e di fine. Esempi: G. DEL VECCHIO, Lezioni di Economia Pura, Padova, Cedam, 1937. V. CAO-PINNA, Validité théorique et empirique d’une prévision globale de la croissance de l’économie italienne de 1958 à 1970 , in: R.C. Geary, ed., Europe’s Future in Figures, Amsterdam, North-Holland Pub. Co., 1962, pagg. 111-161. V. BARATTIERI, Verso un nuovo schema di diritti speciali di prelievo , in Moneta e Credito, 2° trim. 1972, pagg. 196-210. Le opere vanno elencate secondo l’ordine alfabetico delle iniziali dei cognomi degli Autori; e, per ogni Autore, secondo l’ordine cronologico di pubblicazione. Queste indicazioni vanno integrate con quelle che seguiranno, circa il metodo dei richiami bibliografici. C) NOTE E CITAZIONI Le Note devono essere utilizzate per le considerazioni, gli approfondimenti e le indicazioni (specie bibliografiche) che, se inserite nel testo, lo appesantirebbero eccessivamente. L’indicazione della fonte (nel testo o in nota) è sempre necessaria quando vi sia: - la citazione testuale (sempre tra virgolette) o la parafrasi di affermazioni altrui; - la citazione di dati statistici o di informazioni qualitative non generalmente noti; - l’attribuzione di un’opinione ad altri. Se possibile (e sempre nei primi due casi) la citazione contiene l’indicazione precisa della pagina o del capitolo del testo originale. Le Note vanno poste preferibilmente a piede di pagina. D) RICHIAMI BIBLIOGRAFICI Per semplificare i richiami bibliografici, nel testo o nelle Note, si potrà scegliere uno di questi tre metodi: 1) Iniziale del nome, cognome dell’Autore, titolo dell’opera citata abbreviato in due o tre parole. L’elenco delle Opere citate dovrà allora recare, per ciascuna opera, oltre alle indicazioni descritte, anche l’abbreviazione del titolo, tra parentesi. Esempio: V. BARATTIERI... (Un nuovo schema). 2) Iniziale del nome, cognome dell’Autore, numero d’ordine col quale l’opera compare nell’elenco finale (tra parentesi). Nell’elenco delle opere citate, ogni opera sarà preceduta da un numero d’ordine fra parentesi. Esempio: (31) V. BARATTIERI... 3) Iniziale del nome, cognome dell’Autore, anno di pubblicazione (tra parentesi); eventualmente, lettera progressiva se nello stesso anno l’Autore ha pubblicato più di un’opera. Nell’elenco delle opere citate, l’anno di pubblicazione va allora inserito subito dopo il cognome dell’Autore. Esempio: V. BARATTIERI (1972 b)... 43 NORME ED INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO AGLI STUDENTI DI COLLABORAZIONI AD ATTIVITÀ A TEMPO PARZIALE (ex art. 13 legge n.390/91) L’Università degli Studi di Pavia attiva, nei limiti delle risorse disponibili, rapporti di collaborazione con studenti previa opportuna selezione. Le forme di collaborazione consistono nello svolgimento di attività rientranti nelle seguenti tipologie: a) Servizi informativi generali e di orientamento per gli studenti con particolare riferimento alle matricole. b) Interventi di assistenza mirati all’accoglimento degli studenti stranieri (borsisti Erasmus, Lingua, Tempus ecc.). c) Interventi di assistenza a studenti disabili. d) Collaborazione nei servizi di supporto all’organizzazione ed allo svolgimento di manifestazioni culturali e scientifiche. e) Collaborazione nella raccolta, classificazione e conservazione di materiale di arichivio o museale. f) Collaborazione ai fini dell agibilità e del funzionamento di apparecchiature informatiche ed audiovisive. g) Collaborazione nella raccolta, memorizzazione o elaborazione di dati che non comportino riservatezza o assunzione di responsabilità amministrativa. h) Collaborazione nella sorveglianza per l’agibilità di biblioteche, strutture didattiche ed altri spazi aperti agli studenti; assistenza al prestito librario. Le prestazioni sono rese secondo le modalità e nei periodi stabiliti dai responsabili e non comportano, da parte degli studenti, alcuna assunzione di responsabilità ammmistrativa né danno luogo ad alcuna valutazione a fini concorsuali. Le collaborazioni sono attribuite agli studenti attraverso una procedura concorsuale. Il bando è emanato, di norma, entro il 15 settembre a cura degli Uffici e deve contenere, oltre al compenso orario da corrispondere, ogni altro elemento utile per consentire allo studente di effettuare la propria scelta. I requisiti per la partecipazione al concorso sono i seguenti: a) l’iscrizione a corsi di laurea o di diploma dell Ateneo ad anni di corso successivi al primo o nella posizione di fuori corso da non oltre un anno; b) il superamento, al momento della scadenza del bando, dei due quinti degli esami previsti dal proprio piano di studi relativamente agli anni di corso già frequentati con arrotondamento all’unità superiore. Allo studente possono essere conferiti più incarichi nel corso di uno stesso anno accademico. Ciascun incarico, di norma, non beve essere inferiore a 40 ore. La durata complessiva della collaborazione non deve superare le 150 ore nell’anno. SPORTELLO STUDENTI In Facoltà è reso disponibile alle Rappresentanze Studentesche un locale al fine di diffondere in modo più efficace le informazioni utili alla vita universitaria. L’aula D è stata concessa quale locale per lo “Sportello studenti”. I Rappresentanti degli Studenti si impegnano ad utilizzare tale sportello solo per fini di informazione sulle attività universitarie, mantenendo tali attività ben distinte da altre sedi di discussione politica. 47 ATTIVITÀ DI TUTORING Nell’Università degli Studi di Pavia è istituito il servizio di tutorato che, di concerto con i servizi di orientamento, ha il fine di orientare ed assistere gli studenti, di renderli attivamente partecipi del processo formativo, di rimuovere gli ostacoli ad una proficua freqeunza universitaria. L’attività di tutorato rientra tra i compiti istituzionali dei professori e dei ricercatori come parte integrante dell impegno didattico previsto dalla normativa vigente. Per lo svolgimento di tale attività è possibile avvalersi della collaborazione di studenti di dottorato o laureandi o iscritti agli ultimi anni di corso e che abbiano dimostrato ottimo profitto nella materia oggetto del tutoring. Un regolamento di Ateneo organizza questo settore di collaborazione fra docenti e studenti. NORME DISCIPLINARI APPLICABILI AGLI STUDENTI La giurisdizione disciplinare sugli studenti spetta al Rettore, al Senato Accademico ed al Consiglio di Facoltà o al Consiglio delle Scuole, e si esercita anche per fatti compiuti dagli studenti fuori dalla cerchia dei locali e stabilimenti universitari, quando essi siano riconosciuti lesivi della dignità e dell’onore, senza pregiudizio delle eventuali sanzioni di legge. Le sanzioni che possono applicarsi, al fine di mantenere la disciplina scolastica, sono le seguenti: 1) ammonizione; 2) interdizione temporanea da uno o più corsi; 3) sospensione da uno o più esami di profitto per una delle sessioni; 4) esclusione temporanea dall’Università, per un periodo non superiore a tre anni, con la conseguente perdita delle sessioni d’esame. L’ammonizione viene fatta verbalmente dal Rettore, sentito lo studente nelle sue discolpe. L’applicazione delle sanzioni di cui ai numeri 2) e 3) spetta al Consiglio della Facoltà o Scuola in seguito a relazione del Rettore. Lo studente deve essere informato del procedimento disciplinare a suo carico almeno dieci giorni prima di quello fissato per la seduta del Consiglio di Facoltà o Scuola e può presentare le sue difese per iscritto o chiedere di essere udito dal Consiglio. Contro la delibera del Consiglio di Facoltà o Scuola lo studente può appellarsi al Senato Accademico. L’applicazione della sanzione di cui al numero 4) ed anche di quelle di cui ai numeri 2) e 3), quando ai fatti abbiano preso parte studenti di diverse Facoltà o Scuole, è fatta dal Senato Accademico in seguito a relazione del Rettore, con la osservanza delle norme e dei termini stabiliti dal comma 4° dell’art. 16 R.D.L. 20 giugno 1935 n. 1071, relativamente alla comunicazione da farsi allo studente. Tutti i giudizi sono resi esecutivi dal Rettore. Dell’applicazione della sanzione di cui al n. 4) viene altresì data comunicazione a tutte le Università e agli Istituti d’Istruzione superiore della Repubblica. Le punizioni disciplinari sono registrate nella carriera scolastica dello studente e vengono conseguentemente trascritte nei fogli di congedo, in caso di trasferimento ad altra Università. Le sanzioni disciplinari inflitte in altre Università o Istituti universitari sono integralmente applicate nell’Università o Istituto universitario ove lo studente si trasferisce o chiede di essere iscritto. Si ricorda che, a norma dell’art. 46 del Regolamento 4.6.1938, n.1269, gli studenti non possono tenere adunanze entro i locali e stabilimenti dell’Università, senza la preventiva autorizzazione del Rettore. Agli studenti promotori e comunque responsabili di disordini possono essere inflitte le punizioni disciplinari sopra riportate. 48 ORGANIZZAZIONI STUDENTESCHE IN CONSIGLIO DI FACOLTÀ A) S.E.P. (STUDENTI ECONOMIA PAVIA) S.E.P. è l’acronimo di Studenti Economia Pavia: questa lista nasce per iniziativa di alcuni studenti convinti di poter dare un valido contributo nella soluzione di problematiche afferenti gli studenti. S.E.P. è una scelta svincolata completamente da logiche di partito per evitare che le idee si cristallizzino in dogmi. S.E.P. vuole essere un ponte tra studenti e docenti, un incentivo alla collaborazione, e alla comunicazione nell’intento di migliorare la nostra Facoltà. Sicuramente molti di voi non ci conoscono come S.E.P. ma come Benozza Lorenzo, Sonia Sciamana, Nereo Manzo e Battaglia Vincenzo. Chi desidera darci consigli o avanzare richieste può contattarci telefonicamente o direttamente in facoltà: - Beniozza Lorenzo tel. 0382.463240 - Sciamanna Sonia tel. 0382.64692 B) UNIVERS-ITALIA E AZIONE UNIVERSITARIA Azione Universitaria è una lista composta da studenti che si riconoscono nella cultura della destra, mentre altri preferiscono nascondersi dietro a manifestazioni di presunta apoliticità. Univers-Italia è invece un’associazione universitaria che si colloca politicamente nel centro-destra e che si rifà agli ideali liberal-democratici. Apparsa per la prima volta alle elezioni del 22.05.97, Univers-Italia insieme alla già affermata Azione Universitaria hanno conseguito un buon risultato ottenendo rappresentanti nelle facoltà più importanti. - Nappo Angelo tel. 0382.25677 C) ATENEO STUDENTI L’esperienza di questi anni ha messo in evidenza la validità di una collaborazione tra studenti su questioni e problemi concreti, senza che aspetti ideologici o politici interferiscano sul lavoro. Obiettivo Università è una aggregazione aperta per continuare a lavorare insieme in questa ottica fornendo un punto di riferimento per tutti gli studenti. La nostra è una compagnia di amici che vive e studia in Università, che si interessa delle esigenze nostre e dei nostri compagni di studio. Esigenze che vanno da una didattica più efficiente per l’acquisizione di una preparazione professionale adeguata, alla ricerca del motivo delle nostre azioni. Vogliamo impegnarci su problemi concreti di interesse comune per la piena attuazione del diritto allo studio in ogni suo aspetto e per un reale miglioramento della didattica e delle strutture. Questo impegno ci ha spinto a creare iniziative concrete: 1) la presenza dei nostri rappresentanti negli organi istituzionali (C.d.F., C.d.A., I.S.U., S.A.I.); 2) il punto di accoglienza matricole nel periodo di iscrizione davanti alla Segreteria e le guide da noi edite per facilitare l’inserimento degli iscritti il primo anno; 3) la “Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro” (CUSL) basato sul volontariato e la solidarietà fra studenti per far fronte ai bisogni immediati (libri, fotocopie, dispense, appunti...); 4) i “gruppi di studio” proposti agli studenti, che oltre ad essere momenti di studio sono occasioni di incontro; 5) le “vacanze studio”. un periodo di qualche giorno, ad ottobre e a maggio, trascorso insieme per aiutarsi concretamente nella preparazione degli esami. I nostri rappresentanti: 49 CONSIGLIO DI FACOLTÀ Sara Osté (0382/91007); Scabini Paolo; Borri Marcello; Mimmi Luisa; Mella Paola. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Marco Sora (0382/527742). Chiunque volesse conoscerci ed incontrarci può trovarci presso la CUSL di Corso Carlo Alberto 78 (0382/32202). D) ST.E.P. (STUDENTI ERASMUS PAVIA) L’Associazione ST.E.P. rappresenta una struttura di supporto ed integrazione per gli studenti stranieri e d’informazione per gli studenti pavesi interessati a partecipare al programma di studio ERASMUS. La ST.E.P. si riunisce settimanalmente presso la propria sede organizzando incontri con gli studenti ERASMUS, attività culturali e conferenze. Le int‘olmazioni sulle proprie attività sono di volta in volta affisse nella bacheca della facoltà. ORGANIZZAZIONI PRESENTI NELL’AMBITO DELLA FACOLTÀ A.I.E.S.E.C. Fondata nel 1948, AIESEC è l’Associazione Internazionale di Studenti in Scienze Economiche e Commerciali. Presente in 87 nazioni, con 35 sedi in Italia, AIESEC è sostenuta attivamente da 50.000 studenti. Come si legge nello statuto, il suo scopo è “contribuire allo sviluppo delle nazioni e dei popoli con un impegno supremo verso la comprensione e cooperazione internazionale”. AIESEC è apartitica, senza fini di lucro e interamente gestita da studenti; intrattiene saldi rapporti con enti, associazioni e con il mondo imprenditoriale, italiano e internazionale. Gli stage e i meeting internazionali organizzati da AIESEC realizzano concretamente lo scambio di idee e di persone, necessario per sviluppare una società multiculturale. AIESEC realizza in Italia progetti legati alle seguenti tematiche: Responsabilità Sociale d’Impresa, Imprenditorialità Giovanile, Multiculturalismo e Sviluppo Sostenibile. Ogni anno migliaia di studenti prendono coscienza delle tematiche sociali più rilevanti e sviluppano progetti concreti nella propria realtà locale acquisendo conoscenze specifiche, come: gestione di team, del tempo, e della propria capacità organizzativa. L’ufficio del comitato di Pavia si trova in Facoltà nell’aula C (dietro l’aula A). Tel. 0382-21730 - e-mail: [email protected] A.L.E.P. L’A.L.E.P. (Associazione Laureati in Economia a Pavia) è stata costituita nel 1988. Le sue finalità sono quelle di svolgere attività di aggiornamento scientifico, di scambio di esperienze professionali, di promozione culturale nell’interesse dei soci. Essa inoltre promuove iniziative a favore della facoltà di Economia del nostro Ateneo. Di seguito viene illustrata una breve sintesi delle Attività dell’Associazione. a) Archivio - È stato costituito l’archivio elettronico dei soci, completo di dati anagrafici e indirizzo. Su questa base sarà possibile proseguire un lavoro di archiviazione dati (professionali e personali) allo scopo di favorire l’interazione tra soci e laureati della Facoltà. b) Attività di segnalazione dei neolaureati - È segnalato un breve curriculum di tutti i neolaureati a 50 tra le maggiori aziende, banche e agenzie di ricerca del personale e la CERCA LAVORO GIOVANI de IL SOLE 24 ORE (tramite modulo da richiedere, compilare e consegnare presso la Segreteria ALEP di Facoltà). 50 c) Stage - L’ALEP organizza stage presso alcune aziende italiane e straniere. Attualmente sono numerosi i neolaureati che stanno svolgendo gli stage presso società italiane. d) Premi di laurea - L’ALEP bandisce ogni anno concorsi per Premi di laurea finanziate con contributi di imprese ed enti. e) Servizi didattici - Corsi di aggiornamento e di qualificazione per insegnanti ed incontri di studio su temi di attualità. f) Iniziative culturali - Partecipazione di iniziative locali per divulgare il nome ALEP; Iniziativa “Una mano all’Economia”; Sponsorizzazione del convegno annuale sulla Legge Finanziaria. g) Il periodico dell’Associazione: “Alep News” - A tutti coloro che sono stati soci per almeno un annodell’ALEP viene inviato gratuitamente il periodico quadrimestrale “Alep News” edito dall’Associazione, contenente aggiornamenti, informazioni ed appuntamenti circa la vita della Facoltà e dell’Associazione stessa. h) Riunioni conviviali ed altri incontri culturali - Vengono organizzate periodiche riunioni conviviali ed incontri culturali nel corso dei quali i soci ALEP hanno l’occasione di ascoltare brevi relazioni da parte di ospiti di chiara fama. CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI SERVIZI “CENTRO LINGUISTICO” Il Centro Linguistico è un organismo che fornisce un insieme di sussidi per l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue straniere e dispone attualmente di due sedi: Sede Centrale: Cortile Sforzesco, Strada Nuova, 65. Tel. 504.476. Sede Cravino: Ingegneria, Aula G1, c/o Fac. di Ingegneria, Tel. 505.758. I sussidi sono costituiti in primo luogo dalle attrezzature di trasmissione di programmi master audio, video e dati. Per usare una terminologia più trasparente si può dire che c’è una console di trasmissione (in un certo qual modo paragonabile alla cattedra di un insegnante) da cui è possibile trasmettere uno o più programmi master (la lezione o unità didattica) a un certo numero di posti studente (nella nostra struttura al massimo 24 posti per aula). Secondariamente ci sono sussidi costituiti dal materiale audio, video e multimediale. Si tratta per lo più di corsi, pubblicati dalle più prestigiose case editrici internazionali, composti dal materiale audio (cassette), video (film in lingua originale) o cd-rom e dai testi (libro studente, libro insegnante, self-study guide). Le attrezzature del Centro Linguistico sono utilizzabili sia dai docenti che tengono i corsi di lingua presso le varie Facoltà dell’Ateneo che dagli studenti di tutte le Facoltà, i quali possono usufruire di due servizi principali attualmente offerti dal Centro Linguistico: 1) Organizzazione delle attività di esercitazione e di tutorato in sostegno agli insegnamenti di Lingua (ex-lettorati). 2) Servizio di autoaddestramento che permette di sfruttare in maniera autogestita i sussidi disponibili per l’apprendimento o per il mantenimento di una lingua. Nel Centro Linguistico è disponibile materiale didattico di: Albanese, Aramaico, Arabo (standard e diverse varietà regionali), Bulgaro, Cambogiano, Cantonese, Ceco, Cinese, Coreano, Danese, Ebraico moderno, Estone, Finlandese, Francese, Gallese, Giapponese, Greco moderno, Hindi, Indonesiano, Inglese (Britannico, Americano e Australiano), Italiano, Lettone, Lituano, Malese, Nederlandese, Norvegese, Panjabi, Persiano, Polacco, Por- 51 toghese, Rumeno, Russo, Serbo-croato, Slovacco, Sloveno, Somalo, Spagnolo, Svedese, Swahili, Tedesco, Thai, Turco, Ucraino, Ungherese, Vietnamita. È inoltre disponibile una ricca sezione di italiano per stranieri. L’assistenza tecnica agli utenti del Centro Linguistico è garantita dalla presenza costante di tecnici laureati, i quali sono a disposizione anche per aiutare nella scelta del materiale didattico. FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE Diplomi riconosciuti dalla Camera di Commercio e Industria di Parigi L’istituto di lingue della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Pavia organizza da alcuni anni delle esercitazioni e dei seminari in vista della preparazione a due diplomi riconosciuti dalla C.C.l.P. (Camera di Commercio ed Industria di Parigi) seguiti da un esame finale (con prove scritte ed orali). PROFILO DEL DIPLOMA Livello 1 - Certificat pratique de français commercial et économique Attesta il raggiungimento da parte degli studenti di un livello di conoscenza linguistica tale da permettere loro di affrontare varie situazioni di vita quotidiana e di essere efficienti nelle funzioni amministrative e commerciali dell’impresa. Livello 2 - Diplome superieur de français des affaires Attesta la padronanza linguistica da parte degli studenti e le loro conoscenze approfondite della realtà socio-economica e commerciale francese. Questo diploma permette alle imprese di selezionare del personale dotato di una buona pratica professionale e di una effettiva competenza linguistica. Le esercitazioni si svolgeranno da ottobre a fine maggio. Per maggiori informazioni riguardanti il programma specifico dei due corsi gli studenti sono pregati di rivolgersi alla Prof. Jullion, in via Luino, nell’orario di ricevimento o di prendere visione di ulteriori avvisi presso la Facoltà di Economia. MATERIE DELLE SCUOLE SECONDARIE ALL’INSEGNAMENTO DELLE QUALI DÀ TITOLO IL POSSESSO DELLA LAUREA IN ECONOMIA La disciplina relativa all’insegnamento nelle scuole ed istituti d’istruzione secondaria per quanto riguarda le materie d’insegnamento, i titoli di studio richiesti per i vari insegnamenti, le classi di concorsi a cattedre, è contenuta nella tabella A annessa al D.M. 2-3-1972, successivamente modificata ed integrata con D.M. 9-12-1972 e D.M. 18-6-1974. Si riporta qui di seguito la predetta tabella (già modificata ed integrata) per le parti che riguardano le materie all’insegnamento delle quali dà titolo il possesso della laurea in Economia, tabella dalla quale può tra l’altro rilevarsi che, eccezion fatta per l’insegnamento di geografia (che richiede espressamente di aver seguito durante il corso di laurea almeno due insegnamenti annuali o un insegnamento biennale di geografia), per tutte le altre materie si prescinde dagli specifici insegnamenti che il laureato in Economia ha seguito durante il corso di laurea. Si avverte che le indicazioni qui riportate sono puramente informative. Poiché le disposizioni di legge in materia possono mutare, gli interessati sono invitati a chiedere informazioni più dettagliate ai Provveditorati agli Studi. 52 53 Tab. A annessa al D.M. 2-3-1972, modificata ed integrata con D.D. M.M. 9-12-1972 e 18-6-1974 Classi di concorsi a cattedre alle quali i diplomi danno adito 5 25 - Discipline Elementi di diritto; diritto, diritto ed economia; diritto e 25 - Discipline giuridiche Laurea in: giurisprudenza; scienze Diploma di magiuridiche ed politiche; scienze economiche e com- terie giuridiche trasporti aerei, diritto, economia e ed economiche economiche merciali; scienze statistiche e demo- ed economiche. grafiche; economia e commercio; scienze economico-marittime; scienze coloniali rilasciata dall’Istituto Superiore Orientale di Napoli; scienze statistiche ed economi omissis Diploma di disciTrasporti; tecnica turistica; pratica di agenzia ed eser- 97 - Tecniche turistiche pline e tecniche citazioni tecniche; propoganda, pubblicità e pubbliche e alberghiere turistiche ed al- relazioni, negli istituti tecnici. berghiere. omissis Insegnamenti per i quali è valida l’abilitazione 4 97 - Tecniche tuLaurea in: economia e commercio; ristiche e alber- economia aziendale; scienze economighiere che e commerciali; scienze economiche e bancarie; scienze economicomarittime; economia politica; scienze economiche bancarie ed assicurative. Diplomi di abilitazione 3 Diploma di disciRagioneria; ragioneria, macchine contabili e applica- 23 - Disclipine e tecnipline e tecniche zioni; computisteria, ragioneria generale ed applicata; che commerciali e commerciali ed computisteria e tecnica commerciale; calcolo aziendali aziendali. computistico, tecnica commerciale e macchine calcolatrici; contabilità, matematica finanziaria e statistica; contabilità e statistica; tecnica professionale amministrativa, organizzativa operativa ed esercitazioni; economia e contabilità; economia aziendale, analisi dei tempi e dei metodi e organizzazione aziendale, contabilità ed analisi dei costi; tecnica, macchine calcolatrici ed applicazioni; organizzazione aziendale negli istituti tecnici. Titoli di ammissione 2 23 - Disclipine e Laurea in: economia e commercio; tecniche com- economia aziendale; scienze economimerciali e azien- che e commerciali; scienze economidali che e bancarie; scienze economicomarittime; economia politica; scienze bancarie ed assicurative, discipline economiche e sociali. Classi di abilitazione 1 CLASSI DI ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO NELLE SCUOLE E ISTITUTI DI ISTRUZIONE SECONDARIA ED ARTISTICA 54 che; scienze economiche e bancarie; scienze bancarie ed assicurative. Titoli di ammissione 2 omissis finanze e statistica; economia politica e turistica; elementi di diritto, legislazione sociale ed agraria, educazione civica; legislazione cinematografica; legislazione doganale; legislazione sociale e tributaria; nozioni elementari di diritto ed economia; diritto marittimo e contabilità di bordo; legislazione turistica; economia politica, scienze delle finanze e gestione aziendale; elementi di diritto commerciale e legislazione sociale; elementi di pratica commerciale; elementi di diritto, legislazione sociale e sanitaria negli istituti professionali. Elementi di economia e sociologia negli istituti d’arte. omissis 33 - Economia delle comunità Classi di concorsi a cattedre alle quali i e sociologia; legislazione e servizi sociali negli istituti tecnici. diplomi Elementi di diritto e legislazione sociale; elementi di economia politica; diritto e legisla- danno adizione sociale; diritto, legislazione sociale,contabilità pubblica, diritto, legislazione sociale e to alberghiera; economia politica e scienze delle finanze; economia politica; scienza delle 5 Insegnamenti per i quali è valida l’abilitazione 4 Economia domestica; economia domestica e tecnica organizzativa negli istituti Diploma di economia tecnici. Economia domestica negli istituti professionali. delle comuEconomia familiare, merceologia e disegno professionale negli istituti profesnità. sionali per l’agricoltura. Economia domestica e lavori donneschi nella scuola magistrale. Diplomi di abilitazione 3 53 - Informatica gestionale omissis Laurea in: ingegneria delle tecnolo- Diploma di Informatica e applicazione negli istituti di istruzione secondaria di secondo gie industriali; scienze dell’informazio- informatica grado. ne; matematica; scienze matematiche; gestionale. Elaboratori, programmazione e laboratorio negli istituti tecnici. matematica e fisica; scienze fisiche e Informatica e statistica aziendale negli istituti professionali. matematiche; economia e commercio; scienze economiche e commerciali; lauree in scienze statistiche. omissis 53 - Informatica gestionale 46 - GeoLaurea in: geografia; qualsiasi lau- Diploma di Geografia; geografia generale ed economica; geografia generale, econo- 46 - Geografia rea per il cui conseguimento il candi- geografia. mica e turistica; geografia commerciale negli istituti tecnici. grafia dato abbia seguito almeno due inseGeografia; geografia economica; geografia fisica, politica e turistica; geognamenti di geografia o un insegnagrafia generale ed economica; geografia generale economica e turistica; mento biennale di geografia. geografia ed organizzazione turistica; geografia economica e merceologia; geografia economica ed alimentare negli istituti professionali. Qualsiasi laurea conseguita entro 33 - Economia del- l’A.A.1981-82 congiunta a diploma di le comuni- magistero professionale per la donna o d’istituto tecnico femminile, ovvero a tà diploma di maturità professionale di assistente per comunità infantili. Classi di abilitazione 1 55 Titoli di ammissione 2 Diplomi di abilitazione 3 omissis (8) Il diploma di matematica applicata dà adito all’insegnamento della Fisica solo quando questo è abbinato ad altri insegnamenti relativi alla classe di abilitazione 64. NOTE: Classi di concorsi a cattedre alle quali i diplomi danno adito 5 Matematica; matematica applicata e statistica; mate- 64 - Matematica matica; matematica finanziaria ed attuariale; statistica applicata metodologica; matematica, calcolo delle probabilità e statistica; calcolo delle probabilità statistica e ricerca operativa; fisica negli istituti tecnici commerciali e per periti aziendali (8); Matematica applicata e statistica negli I.P.. Insegnamenti per i quali è valida l’abilitazione 4 omissis Laurea in: matematica; scienze Diploma di mate64 - Matematica matematiche; matematica e fisica; fi- matica applicata. applicata sica; scienze fisiche e matematiche; scienza dell’informazione; economia e commercio; scienze economiche e commerciali; scienze economico-marittime. Lauree in ingegneria, lauree in scienze statistiche. Classi di abilitazione 1 PROGRAMMI DEGLI INSEGNAMENTI ATTIVATI Anno Accademico 1998-99 58 INSEGNAMENTI ATTIVATI NELL’ANNO ACCADEMICO 1998-99 Gli insegnamenti sono elencati in ordine alfabetico e per ognuno è indicata la pagina del programma relativo. Gli insegnamenti per i quali non figura il nome del titolare vengono coperti per supplenza. Calcolo delle Probabilità .................................................................................................... Diritto Amministrativo ......................................................................................................... Diritto Commerciale ............................................................................................................ Diritto Fallimentare ............................................................................................................. Diritto Industriale ................................................................................................................. Diritto del Lavoro ................................................................................................................ Diritto Tributario .................................................................................................................. Econometria ........................................................................................................................ Economia Aziendale 1 ........................................................................................................ Economia Aziendale 2 ........................................................................................................ Economia e Gestione delle Imprese - C.d.L. Economia e Commercio ................................ Economia e Gestione delle Imprese - C.d.L. Economia Aziendale ..................................... Economia e Gestione delle Imprese - Corso Progredito .................................................... Economia e Gestione delle Imprese Commerciali ........................................................... Economia e Gestione delle Imprese Internazionali .......................................................... Economia e Gestione delle Imprese di Servizi ................................................................. Economia Industriale .......................................................................................................... Economia Internazionale .................................................................................................... Economia del Lavoro .......................................................................................................... Economia dei Mercati Monetari e Finanziari .................................................................... Economia Monetaria ........................................................................................................... Economia Politica 1 ............................................................................................................ Economia Politica 2 ............................................................................................................ Economia Pubblica ............................................................................................................. Economia Regionale .......................................................................................................... Economia dello Sviluppo .................................................................................................... Finanza Aziendale .............................................................................................................. Finanza Aziendale Internazionale ..................................................................................... Istituzioni di Diritto Privato ................................................................................................. Istituzioni di Diritto Pubblico .............................................................................................. Lingua Francese ................................................................................................................. Lingua Inglese ..................................................................................................................... Lingua Spagnola ................................................................................................................. Lingua Tedesca ................................................................................................................... Marketing ............................................................................................................................. Matematica per l’Economia ................................................................................................ Matematica Finanziaria 1 ................................................................................................... Matematica Finanziaria 2 ................................................................................................... Matematica Generale ......................................................................................................... Metodi e Modelli per le Scelte Economiche ...................................................................... Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale ................................................................... Metodologie e Determinazioni Quantitative d’Azienda .................................................... Organizzazione Aziendale ................................................................................................. Organizzazione dei Sistemi Informativi Aziendali ............................................................ Politica Economica ............................................................................................................. 60 61 62 63 64 65 66 66 67 68 69 70 70 71 72 73 73 74 75 76 76 77 78 79 80 81 82 83 83 84 84 85 87 88 89 90 91 91 92 93 95 96 97 98 99 59 Politica Economica Agraria .............................................................................................. 100 Programmazione e Controllo ........................................................................................... 101 Ragioneria Generale ed Applicata ................................................................................... 102 Scienza delle Finanze ...................................................................................................... 103 Sistemi Informativi ............................................................................................................ 103 Sociologia .......................................................................................................................... 104 Sociologia del Lavoro ....................................................................................................... 105 Statistica 1 ......................................................................................................................... 106 Statistica 2 ......................................................................................................................... 108 Statistica Economica ........................................................................................................ 109 Statistica Matematica ........................................................................................................ 111 Storia dell’economia Politica ............................................................................................. 112 Storia Economica ............................................................................................................... 113 Storia Economica - Corso Progredito .................................................................................. 113 Strategia e Politica Aziendale ........................................................................................... 114 Sviluppo delle Economie Agricole .................................................................................... 115 Tecnica Bancaria ............................................................................................................... 115 Tecnica Bancaria ............................................................................................................... 116 Tecnologia dei Cicli Produttivi ........................................................................................... 116 Teoria delle Decisioni ........................................................................................................ 118 Corsi mutuati da altre Facoltà Diritto Bancario ................................................................................................................... 61 Diritto delle Comunità Europee .......................................................................................... 62 Calcolo delle probabilità Pier Cesare Secchi 1. Richiami sulle definizioni e proprieta di: probabilita, variabile aleatoria, funzioni di ripartizione, funzione generatrice dei momenti. 2. Probabilita e valori attesi condizionali. 3. Richiami sulla distribuzione esponenziale e le sue proprieta. 4. Convergenza per successioni di variabili aleatorie: la convergenza quasi certa, la convergenza in probabilita, la convergenza in media, la convergenza in legge. 5. Il Teorema di Borel-Cantelli. Leggi dei grandi numeri. 6. I processi di conteggio: definizioni. Il processo di Poisson. Distribuzione dei tempi di attesa. Distribuzione condizionata dei tempi di attesa. Processo di Poisson non omogeneo. Processo di Poisson composto. Processo di Poisson condizionato. 7. I processi di rinnovo. Alcuni teoremi limite. Equazione di Wald. Il teorema di Blackwell e il teorema fondamentale per i processi di rinnovo. Applicazioni ed esempi. Processi di rinnovo alternati. processi di rinnovo con ricompensa. Processi rigenerativi. 8. Catene di Markov a tempo discreto. Matrici di transizione. Equazioni di ChapmanKolmogorov. Classificazione degli stati di una catena di Markov. Teoremi limite. Transizioni tra classi e probabilita di assorbimento. 9. Applicazioni delle catene di Markov. Passeggiate aleatorie e problema della rovina del giocatore. L’algoritmo di Metropolis. Il Gibbs sampler. Simulated annealing. 10. Catene di Markov a tempo continuo. Processi di nascita e morte. Equazioni differenziali di Kolmogorov. Probabilita limite. Inversione temporale. Applicazioni. 11. Martingale, submartingale e supermartingale. Tempi d’arresto e Teorema di Doob. Teoremi di convergenza. Applicazioni. 60 12. Moto browniano. Analisi delle traiettorie. Legge dell’arcseno. Moto browniano assorbito all’origine. Moto browniano con drift. Moto browniano geometrico. Moto browniano integrato. 13. Cenni di calcolo stocastico BIBLIOGRAFIA 1. Ross, S. (1996). Stochastic Processes. Second Edition. Wiley, New York. 2. Rohatgi, V.K. (1976). An introduction to Probability Theory and Mathematical Statistics. Wiley, New York. Diritto Amministrativo equipollente a Diritto Pubblico dell’Economia Martino Colucci Il corso si articolerà in due parti: nella prima, dedicata al diritto amministrativo ‘classico’, verranno trattate le tematiche proprie dell’attività amministrativa, con particolare riferimento ai caratteri peculiari di essa ed al procedimento di formazione dei provvedimenti; nella seconda parte saranno affrontati gli aspetti dell’azione amministrativa inerenti al ruolo della pubblica amministrazione nell’economia (autorità indipendenti, privatizzazioni, enti pubblici economici etc.). Per la preparazione dell’esame, coerentemente con i contenuti del corso, sono consigliati (cumulativamente) i seguenti testi nella loro edizione più recente (qui è indicato l’anno dell’edizione più recente al momento attuale -aprile 1998-; se verranno pubblicate edizioni ulteriori, ne sarà data comunicazione con avviso affisso in bacheca: è opportuno comunque consultare il docente prima dell’acquisto): Virga, Diritto amministrativo, volume I, IV edizione, Milano, 1995, pagg. 1-165; 179-191; 417-478 Virga, Diritto amministrativo, volume II, IV edizione, Milano, 1997, pagg. 1-153 Amato-Barbera (a cura di), Manuale di diritto pubblico , volume III, V edizione, Bologna, 1997, pagg. 111-182. Gli studenti frequentanti potranno concordare con il docente un diverso programma d’esame. Diritto bancario corso mutuato dalla Facoltà di Giurisprudenza Il corso tratterà la disciplina legislativa degli intermediari bancari, finanziari e mobiliari e si articolerà in due parti: - la prima, più ampia, sarà dedicata alle banche; - la seconda riguarderà gli altri soggetti operanti nel mercato finanziario e mobiliare. Verranno, quindi, analizzati il Testo Unico in materia bancaria di cui al D. LGS 1° settembre 1993, n. 385 e i testi normativi concernenti le società di intermediazione mobiliare e i servizi di investimento (D. LGS 23 luglio 1996, n. 415), le società di gestione di fondi comuni mobiliari (L. 23 marzo 1983, n. 77 e L. 14 agosto 1993, n. 344), le società di investimento a capitale variabile (D. LGS. 25 gennaio 1992, n. 84). BIBLIOGRAFIA Per la preparazione all’esame si consiglia, per la novità e la continua evoluzione della materia, la frequenza costante delle lezioni e comunque la lettura dei seguenti testi: - per la parte dedicata alle banche: 61 R. Costi, L ‘ordinamento bancario, Il Mulino, Bologna, 1994; - per la parte dedicata agli altri intermediari mobiliari: R. Costi, Il mercato mobiliare , Giappichelli, Torino, 1997 (omettendo i capitoli IV e VIII, concernenti profili già trattati nel corso di Diritto Commerciale). Diritto commerciale A-K Supplenza esterna L-Z Antonio Colleoni Il corso avrà per oggetto la disciplina generale dell’impresa e quella della società. In particolare, esso verterà sui profili giuridici dell’impresa, della quale analizzerà fattispecie e statuti, per soffermarsi poi sulle varie forme di impresa collettiva con precipua attenzione alle società con finalità lucrativa. Non sarà oggetto di esame specifico la disciplina della concorrenza, dei segni distintivi e della proprietà industriale, delle procedure concorsuali, dei titoli di credito e dei contratti di impresa. Per la preparazione dell’esame potrà essere utilizzato un manuale universitario di diritto commerciale sull’impresa e le società, aggiornato con la legislazione recente, con esclusione dei capitoli relativi alle materie poc’anzi indicate tra quelle non oggetto del corso. Ove necessario, durante lo svolgimento del corso verranno fornite ulteriori indicazioni sulle novità normative più importanti e su eventuali testi integrativi per la preparazione dell’esame. BIBLIOGRAFIA Testi consigliati per la preparazione dell’esame Autori Vari, Diritto commerciale, Monduzzi Editore, Bologna. Campobasso G.F., Diritto commerciale , vol. 1, Diritto dell’impresa e vol. 2, Diritto delle società, Utet, Torino. Di Sabato F., Manuale delle società, Utet, Torino (per la sola parte del corso relativa all’impresa collettiva). Ferrara F. - Corsi F., Gli imprenditori e le società, Giuffré, Milano. Galgano F., Diritto commerciale, vol. 1, L’imprenditore e vol. 2, Le società, Zanichelli, Bologna. Per sostenere l’esame di diritto commerciale è necessario avere la conoscenza degli istituti di diritto privato e aver quindi superato il corrispondente esame. Qualora lo studente intendesse affrontare l’esame di diritto commerciale senza aver prima superato quello di diritto privato, l’accertamento sulla preparazione dello studente comprenderà anche gli istituti e le nozioni di carattere generale che lo studio di diritto commerciale presuppone. La prova d’esame avrà carattere esclusivamente orale. Diritto delle comunità europee corso mutuato dalla Facoltà di Scienze Politiche Il corso si propone di delineare il sistema politico-istituzionale della Comunità, verificandone il funzionamento e valutando i risultati concreti della sua applicazione. Il campo di osservazione e’ limitato dunque ai diritti collegati alle quattro libertà fondamentali e alla concorrenza; una parte monografica avra’ ad oggetto la politica comunitaria del consumatore. Il corso risulta così articolato: Introduzione Cenni sull’evoluzione dell’Europa comunitaria; dal Trattato di Roma al Trattato di Maastricht sull’Unione Europea; il momento attuale. 62 Parte Prima Il sistema giuridico comunitario. La struttura istituzionale; le norme; la tutela giurisdizionale; i rapporti tra ordinamento comunitario ed ordinamento italiano. Parte Seconda Profili di diritto materiale. La libera circolazione delle merci; la libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali; la disciplina della concorrenza e la normativa antidumping. Parte Monografica La politica comunitaria a tutela del consumatore: contenuti ed obiettivi. BIBLIOGRAFIA Si presuppone lo studio diretto del testo del Trattato di Roma come modificato dal Trattato sull’Unione Europea. A tal proposito si suggerisce la consultazione del volumetto: Nascimbene, B. (a cura di), Comunità e Unione Europea-Trattati istitutivi , Giappichelli, Torino, 1995. Per la Prima e Seconda Parte si rinvia a : Tesauro, G., Diritto comunitario, Cedam, Padova, 1995. ovvero, in alternativa, limitatamente alla parte istituzionale: Pocar, F., Diritto dell’Unione e delle Comunità Europee, Giuffrè, Milano, 1997. Per chi fosse interessato ad approfondire la problematica della disciplina della concorrenza si consiglia: Santa Maria, A., Diritto commerciale comunitario, Giuffrè, Milano, 1995. La bibliografia specifica relativa alla tutela del consumatore verrà segnalata alla fine dello stesso corso monografico. Un programma dettagliato del corso, diviso per singole lezioni e con aggiornamenti bibliografici verrà distribuito agli studenti frequentanti. Modalità d’esame Parte prima: prova scritta Parte seconda: prova orale Diritto fallimentare Carlo Bruno Vanetti A) Procedure concorsuali preventive o sostitutive del fallimento 1) Concordato preventivo. 2) Amministrazione controllata. 3) Liquidazione coatta amministrativa. 4) Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. B) Il fallimento 1) Area di applicazione e presupposti. 2) La dichiarazione di fallimento. 3) Gli organi. 4) Le diverse concezioni del fallimento. 5) Gli effetti del fallimento. 6) Le fasi della procedura. 7) La chiusura del fallimento. 8) Il concordato fallimentare. 9) Aspetti particolari del fallimento delle società. 10) La riforma della legge fallimentare. 63 BIBLIOGRAFIA Il programma d’esame potrà essere preparato su: Ferrara, Il fallimento , Giuffré, Milano, 1995 (a cura di Borgioli), integrato da: Allegri, Cerrai e altri, Diritto Commerciale, Monduzzi, Bologna, 1993, pagine 843-854. Si consiglia anche la consultazione di un formulario pratico. Per ulteriori informazioni sui singoli istituti si indica comunque la seguente bibliografia: Benessia, Voce Fallimento , XVI, Reati fallimentari , in Enc. Giur. Treccani, volume XIII, Roma, 1989. Bonsignori, Diritto fallimentare, UTET, Torino, 1992. Brighenti, Adempimenti tributari e responsabilità del curatore fallimentare , Torino, 1994. Carletti e altri, Diritto Penale Commerciale. 1. I reati nel fallimento e nelle altre procedure concorsuali, UTET, Torino, 1990. Cuneo, Le procedure concorsuali, voll. I-II, Giuffré, Milano, 1988. De Ferra, Manuale di diritto fallimentare, Giuffré, Milano, 1989. Dolfin, voce Fallimento, XV, Disciplina tributaria, in Enc. Giur. Treccani, vol. XIII, Roma, 1989. Giuliani-Balestrino, La bancarotta e gli altri reati concorsuali, Giuffré, Milano, 1983. Guatri, Crisi e risanamento delle imprese, Giuffré, Milano, 1986. Libonati, Il gruppo insolvente, Nardini, Firenze, 1981. Lo Cascio, Il fallimento e le altre procedure concorsuali, Milano, 1995. Maffei Alberti, Commentario breve alla legge fallimentare, Cedam, Padova, 3ª ed., 1991. Mazzocca, Manuale di diritto fallimentare, Jovene, Napoli, 1986 (o ed. succ.). Merz, Manuale pratico del fallimento, Cedam, Padova, 1996. Miccinesi, L’imposizione sui redditi nel fallimento e nelle altre procedure concorsuali, Milano, 1990. Pajardi, Manuale di Diritto Fallimentare, Giuffré, Milano, 1998. Pajardi e AA.VV., Il fallimento nel mondo, Cedam, Padova, 1988. Pontarollo e Cimatoribus, Salvataggi e privatizzazioni, Ed. Sole-24 Ore, Milano, 1992. Provinciali-Ragusa Maggiore, Istituzioni di diritto fallimentare, Cedam, Padova, 1988. Quatraro, L’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, Tomi I, II, Giuffré, Milano, 1985. Quatraro, D’Amora, Il curatore fallimentare, Giuffré, Milano, 1990. Satta, Diritto Fallimentare, Cedam, Padova, 1990. Tedeschi Toschi, Crisi d’impresa tra sistemi e management - Per un approccio allo studio delle crisi aziendali, EGEA, Milano, 1993. Vanetti, Il gruppo nello Statuto dell’impresa e nella legge Prodi, in Rivista critica del Diritto Privato, 1986, 747. Vassalli, Diritto Fallimentare, I, Giappichelli, Torino, 1994. Il corso sarà affiancato da lezioni integrative e seminari. Il Prof. Vanetti riceve gli studenti al termine delle lezioni e, comunque, il giovedì mattina (ore 9-12). Per le tesi di laurea si raccolgono prenotazioni presso la Segreteria del Dipartimento: la definitiva assegnazione viene fatta a scadenze prefissate, in presenza di tutti gli interessati. Diritto industriale Paolo Auteri A) La protezione dei segni distintivi dell’impresa (ditta, insegna e marchio) (artt.2563-2574 cod.civ. e R.D.21.6.1942 n.929, come modificato con D.L. 4.12.1992 n.480 in attuazio- 64 ne della Direttiva CEE del 21.12.1988 sul ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri in materia di marchi di impresa e Regolamento CEE n.40/94 del 20.12.1993 istitutivo del marchio comunitario). B) La protezione delle invenzioni e dei modelli industriali (artt.2584-2591 cod.civ.; R.D. 29.6.1939 n.1127 recante disposizioni legislative in materia di brevetti per invenzioni industriali, come modificato con D.P.R. 22.6.1979 n.338 e con L.14.2.1987 n.60, e R.D. 25.8.1940 n.1411 recante disposizioni legislative in materia di brevetti per modelli industriali, come modificato con L.14.2.1987 n.60), nonché nozioni sul brevetto europeo e comunitario. C) La repressione della concorrenza sleale (artt.2598-2601 cod.civ.) e della pubblicità ingannevole (D.L.25.1.1992 n.74). D) Normativa antitrust della CEE e nazionale (artt.3, 85-90 del Trattato, Regolamento CEE n.4064/89 del 21.12.1989 sul controllo delle concentrazioni fra imprese e L.10.10.1990 n.287). BIBLIOGRAFIA Testo consigliato: Vanzetti A., Di Cataldo V., Manuale di diritto industriale, Giuffrè, 2a ed., Milano, 1996. Durante il corso verranno date agli studenti frequentanti indicazioni su letture integrative soprattutto in materia di normativa antitrust. Modalità d’esame L’esame consisterà in una prova orale. Per gli studenti frequentanti, che avranno partecipato attivamente ai seminari, tenendo relazioni orali ed eventualmente scritte, la valutazione dell’esame terrà conto della preparazione e dell’impegno dimostrati durante il corso. Lo studio del diritto industriale presuppone la conoscenza del diritto privato; si consiglia quindi caldamente il superamento del relativo esame. Diritto del lavoro Supplenza esterna Il programma del Corso di Diritto del lavoro ha per oggetto la disciplina del rapporto di lavoro nonché lo studio del diritto sindacale. Per la preparazione dell’esame potranno essere utilizzati manuali universitari di diritto del lavoro e di diritto sindacale aggiornati. BIBLIOGRAFIA Tra i manuali di diritto del lavoro utilizzabili si segnalano, ad esempio, le ultime edizioni di: Galantino L., Lezioni di diritto del lavoro, Giappichelli Torino. Ghera E., Diritto del lavoro, Cacucci, Bari. Ghezzi G. e Romagnoli U., Il rapporto di lavoro, Zanichelli, Bologna. Carinci F., De Luca Tamajo R., Tosi P. e Treu T., Diritto del lavoro, 2, Il rapporto di lavoro subordinato, UTET, Torino. Tra i manuali di diritto sindacale utilizzabili si segnalano, ad esempio, le ultime edizioni di: Galantino L., Diritto sindacale, Giappichelli, Torino. Giugni G., Diritto sindacale, Cacucci, Bari. Ghezzi G. e Romagnoli U., Il diritto sindacale, Zanichelli, Bologna. Durante lo svolgimento del corso verranno eventualmente fornite ulteriori indicazioni anche su testi integrativi per la preparazione dell’esame. Lo studio del diritto del lavoro presuppone la conoscenza del diritto privato. Modalità dell’esame: prova orale. 65 Diritto tributario Paolo Maria Tabellini Parte generale Nozione di tributo e classificazione dei tributi. Le fonti. I princìpi costituzionali. L’interpretazione. Gli obblighi dei contribuenti. L’accertamento. L’avviso di accertamento. La riscossione. L’illecito tributario. L’elusione d’imposta. Il processo tributario Parte speciale L’imposizione sui redditi. Analisi sistematica e commento delle norme contenute nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi, approvato con D.P.R.22 Dicembre 1986, n. 917 e nel D.lgs. 15 dicembre 1997, n.446, istitutivo dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP). L’imposizione sui consumi e sui trasferimenti della ricchezza. Imposta sul valore aggiunto, Imposta di registro, Imposta sulle successioni e sulle donazioni: generalità. Elementi di Diritto tributario comunitario. Parte applicativa Corso integrativo (teorico-pratico) di Diritto tributario comunitario. Esercitazioni: dichiarazioni ai fini delle diverse imposte studiate; fusioni e scissioni di società; conferimenti di aziende. BIBLIOGRAFIA Testi consigliati: *De Mitae., Appunti di diritto tributario, Giuffrè, Milano. *Falsitta G., Manuale di diritto tributario, Cedam, Padova. *Lupi R., Lezioni di Diritto Tributario, Giuffrè, Milano (Parte generale e Parte speciale). *Russo P., Manuale di Diritto Tributario , Giuffrè, Milano. *Tesauro F., Istituzioni di Diritto Tributario , UTET, Torino (Parte generale e Parte Speciale). *Carmini-Mainardi, Elementi di Diritto Tributario Comunitario, CEDAM, Padova. *Manera M., Dispense, Pavia. *Manera M., Le partecipazioni sociali nell’imposizione sui redditi , UTET-Libreria, Torino. Avvertenze In considerazione del carattere specialistico del Corso, l’esame presuppone una buona conoscenza delle seguenti discipline giuridiche: Istituzioni di diritto pubblico; Istituzioni di diritto privato; Diritto commerciale. Econometria Carlo Giannini 1. Richiami di statistica, richiami di matematica 2. La regressione multipla: minimi quadrati ordinari e minimi quadrati vincolati. Le ipotesi statistiche sottostanti il modello di regressione, proprieta degli stimatori. Interpolazione e uso della regressione numerica. Stimatori di massima verosimiglianza: derivazione e proprietà. 3. La nuova econometria dinamica 66 a) La logica London School of Economics (LSE) e l’analisi moderna delle serie storiche (univariata). La logica dal generale al particolare secondo l’approccio LSE. La fase di controllo diagnostico secondo la logica LSE. b) L’econometria a-teorica americana, analisi multivariata delle serie storiche, la logica VAR di Cristopher Sims (1980). c) I diversi concetti di esogenità, causalità alla Granger. 4. I sistemi di equazioni simultanee secondo l’impostazione classica: forma strutturale e forma ridotta, il problema dell’identificazione con vincoli di esclusione. Lo stimatore di Zellner per equazioni apparentemente non collegate. Minimi quadrati ordinari, minimi quadrati a due stadi, minimi quadrati a tre stadi. Altre tecniche di stima (cenni). 5. I sistemi di equazioni simultanee alla luce di nuovi concetti quali integrazione e cointegrazione delle variabili. Verso un’unificazione degli approcci,VAR, Integrazione, Cointegrazione e logica ECM della LSE. Esercitazioni Le esercitazioni non sono obbligatorie e per esse verranno messi a disposizione degli studenti materiali che introdurranno all’uso dei seguenti package: GAUSS per PC – RATS per PC. Le esercitazioni saranno tenute dal Dott. Eduardo Rossi. BIBLIOGRAFIA Per gli studenti frequentanti all’inizio del corso verrà fornita indicazione delle dispense di riferimento. I non frequentanti sono pregati di mettersi in contatto con il Prof. Giannini per discutere e concordare il programma, dispense e testi di riferimento alternativi. Il corso ha come punto di riferimento parte del materiale contenuto nel volume di James Hamilton “Econometria delle serie storiche” Monduzzi Editore 1995. Anche il libro di Carlo Favero, Econometria, NIS 1996 può essere un valido sussidio didattico, ma ha bisogno di qualche aggiunta significativa, da reperirsi nelle dispense o in alcuni capitoli del libro di James Hamilton. Modalità d’esame L’esame prevede una prova scritta e un orale (da sostenersi alla fine dello scritto) nel quale verranno discusse principalmente le risposte contenute nella prova scritta. Il Prof. Carlo Giannini riceve gli studenti del corso il giorno lunedì dalle 9.00 alle 11.00 e i laureandi il giorno martedì dalle 9.00 alle 11.00. Economia aziendale 1 Piero Mella Corso di 35 ore - Mezza annualità Contenuti Il Processo di rilevazione e primi elementi di teoria dei sistemi In particolare, i sistemi di trasformazione e la valutazione dell’efficienza L’osservazione del comportamento economico nelle aziende e delle aziende In particolare, il quadro delle attività economiche fondamentali Aziende e imprese quali organizzazioni che svolgono attività economica in modo efficiente L’azienda di consumo e le sue classificazioni L’azienda di produzione e le sue classificazioni Le imprese e la loro logica operativa 67 La produttività e la sua dinamica Il significato del profitto Le aziende composte pubbliche L’amministrazione e i soggetti aziendali La gestione nell’aspetto oggettivo: i processi di operazioni e i loro valori caratteristici Il reddito delle imprese e la sua misura Il capitale delle imprese. Varie configurazioni Il problema della valutazione del capitale Le relazioni tra reddito, capitale e valore di una impresa Il calcolo del reddito e del capitale con un processo di rilevazione contabile La logica della partita doppia La formazione del bilancio d’esercizio Il cash flow e il rendiconto finanziario BIBLIOGRAFIA P. Mella, Elementi di Economia aziendale, UTET, Torino, 1994 - capp.1-14 P. Gazzola, Complementi ed esercizi di Economia aziendale, ISDAF, Pavia, 1992 A. Moisello, Elementi di calcolo finanziario, ISDAF, Pavia, 1994 o altroequivalente In aula saranno distribuite dispense integrative relative a specifici punti dei testi. Modalità d’esame L’esame è unico ma si articola in una prova scritta e in una prova orale. La prova scritta sarà composta di un questionario a risposte libere e di alcuni esercizi quantitativi. Economia aziendale 2 Piero Mella Corso di 35 ore - Mezza annualità Contenuti Le leggi fondamentali dell’investimento L’impresa quale business and profit organization La gestione nell’aspetto soggettivo La catena pensiero azione e i criteri decisori fondamentali L’impresa quale sistema di trasformazione efficiente: il modello generale L’impresa quale sistema di trasformazione produttiva. Il business e le ASA Il controllo della produttività e del rendimento dei fattori produttivi Il controllo della qualità dei prodotti L’impresa quale sistema di trasformazione economica Il calcolo dei costi di produzione Le relazioni costi e prezzi: la Break Even Analysis Direct e full costing method L’impresa quale sistema di trasformazione finanziaria I criteri di scelta degli investimenti La trasformazione imprenditoriale: la strategia Il ciclo di vita dei prodotti: dinamica del reddito e del cash flow La pianificazione e il budgeting L’organizzazione, primi elementi Le imprese quali sistemi cognitivi e le learning organizations La formazione del bilacio 68 Il bilancio sociale La dinamica dimensionale delle imprese. Sviluppo per linee interne e per linee esterne I gruppi di imprese e la loro logica operativa BIBLIOGRAFIA P. Mella, Elementi di Economia aziendale , UTET, Torino, 1994 - capp. 14 - 28 S. Borghini, Il budget, dispensa; Direct e full costing, dispensa A. Moisello, Genesi e logica operativa dei gruppi aziendali , dispensa In aula saranno distribuite dispense integrative relative a specifici punti dei testi. Modalità d’esame L’esame è unico e si articola in una prova scritta e in una prova orale. La prova scritta sarà composta di un questionario a risposte libere e di alcuni esercizi quantitativi. Economia e gestione delle imprese Sandro Frova Per gli studenti iscritti al C. di L. in Economia e Commercio Parte I – I FONDAMENTI DELL’ANALISI COMPETITIVA 1) L’analisi di settore 2) Costi ed economie di scala 3) Concentrazione e sua evoluzione 4) Barriere all’entrata e differenziazione 5) Diversificazione ed integrazione verticale 6) Collusione e comportamenti anticoncorrenziali: la politica della concorrenza Parte II – STRATEGIA E SVILUPPO DELLE IMPRESE 7) Il concetto di strategia ed il vantaggio competitivo 8) Le strategie nei differenti contesti settoriali 9) L’outsourcing, i distretti, le reti 10) Internazionalizzazione, forme di collaborazione, competitività internazionale 11) Industria e finanza: i vincoli alla crescita Parte III – GLOBALIZZAZIONE E CONFRONTI INTERNAZIONALI 12) La globalizzazione dell’economia 13) Italia ed Europa 14) Le strutture industriali europee e la loro evoluzione 15) Le strutture economiche, finanziarie e patrimoniali: confronti internazionali BIBLIOGRAFIA R.M.Grant, L’analisi strategica nella gestione aziendale, Il Mulino, 1994. Verrà inoltre distribuito, all’inizio del corso, materiale di supporto per i punti da 9 a 15. Modalità d’esame L’esame è orale 69 Economia e gestione delle imprese Dario Velo Cattedra Europea Jean Monnet Per gli studenti iscritti al C. di L. in Economia Aziendale - L’evoluzione dei mercati interni e internazionali I modelli di sviluppo economico regionale e il processo di globalizzazione Il nuovo ordine economico internazionale e la modernizzazione dei sistemi paese Le politiche industriali e le strategie aziendali di fronte al nuovo scenario competitivo Le caratteristiche dell’industria europea e il posizionamento dell’industria italiana L’evoluzione delle caratteristiche dell’industria europea I fondamenti dell’analisi industriale L’analisi di settore e l’analisi delle strategie aziendali L’analisi strategica e la gestione delle imprese L’analisi della concorrenza e il vantaggio competitivo Le strategie nei differenti contesti La trasformazione dei rapporti pubblico-privato Lo sviluppo e la modernizzazione del settore dei servizi: il caso della sanità Le relazioni fra industria e finanza Le relazioni fra industria e banca La mobilizzazione dei capitali per lo sviluppo La riorganizzazione dell’impresa e dei rapporti fra imprese Outsourcing, distretti, architetture reticolari. BIBLIOGRAFIA R.M. Grant, L’analisi strategica nella gestione aziendale, Il Mulino, 1994 C. Passerino, Lezioni introduttive all’economia sanitaria , Pavia, 1996 E. Cotta Ramusino, Imprese e industria finanziaria nel processo di globalizzazione, Giuffrè ed., 1998. Modalità d’esame L’esame è orale. Economia e gestione delle imprese Corso progredito Sandro Frova Corso di 35 ore - Mezza annualità Sempre più le imprese si trovano ad affrontare, sia sul fronte interno che su quello internazionale, problematiche attinenti le relazioni concorrenziali, le normative antitrust, il mix strategico fra concorrenza e collaborazione; e sempre più i loro risultati riflettono la capacità di gestire con successo tali problematiche. Tale tendenza è non solo insita nel processo di globalizzazione dell’economia, che riguarda ormai tutte le imprese, senza distinzione di dimensione o campo di attività; essa trova alimento e stimolo anche dall’affermarsi di “Autorità” sia nazionali che sopranazionali caratterizzate da notevole autonomia e capacità di incidere sugli effettivi percorsi della concorrenza. Questo ultimo aspetto appare particolarmente rilevante nel nostro Paese, dove oltre alle già numerose Autorità operanti (CONSOB, AGCM, Autorità per l’Energia, Autorità per le Comunicazioni, Privacy, Assicurazioni), per non dire della DG IV di Bruxelles e del WTO di Ginevra, sembra possano aggiungersi nel prossimo futuro nuovi organismi (Trasporti, Acqua, …). 70 Il corso si articolerà nelle seguenti principali sezioni: A) Fondamenti di economia dei settori e della regolamentazione B) L’analisi della concorrenza C) La legislazione antitrust in Italia, in Europa, in USA D) Le relazioni fra paesi; gli interlocutori delle imprese E) La posizione delle imprese italiane in Europa, con specifico riferimento al loro contesto concorrenziale ed alla loro cultura della concorrenza F) Casi BIBLIOGRAFIA F. Gobbo, G. Bruzzone, M. Ferrero, G. Utili -Il mercato e la tutela della concorrenza. Introduzione all’economia e alla politica della concorrenza-Il Mulino-1997. S. Frova (a cura di), Letture per il corso di Economia e gestione delle imprese-Concorrenza e regolamentazione, 1998. Modalità di esame L’esame è orale. Economia e gestione delle imprese commerciali Dario Fruscio PARTE GENERALE Economia e struttura della distribuzione commerciale: le funzioni del commercio; evoluzione delle funzioni commerciali, strategie di concorrenza e produzione del valore; filiera commerciale ed economie di scopo; distribuzione commerciale e sviluppo economico del Paese; commercio, dinamica produttiva ed inflazione. Evoluzione storica dell’attività di scambio: l’attività di scambio e l’attività mercantile; rivoluzione industriale, evoluzione della funzione distributiva, sviluppo del marketing; sistema distributivo e sviluppo economico in Italia. La legislazione commerciale: dalla visione liberista a quella dello sviluppo controllato; dalla discrezionalità dell’autorità locale alla gestione in chiave programmatica dell’attività di distribuzione commerciale; aspetti positivi e limiti della Legge 426: uno sguardo d’insieme nella prospettiva di un esame comparato con le nuove previsioni legislative. Principali strutture commerciali al dettaglio: le diversità strutturali dei punti vendita; la classificazione dei punti vendita in funzione del rapporto proprietario. Principali strutture commerciali all’ingrosso: il grossista tradizionale; le nuove figure di operatore all’ingrosso. Forme ed organizzazioni commerciali: il commercio indipendente; il commercio associato; il commercio integrato; il commercio cooperativo. PARTE MONOGRAFICA a cura di Carla Cattaneo Strategie d’internazionalizzazione e d’integrazione nel settore distributivo: lo sviluppo dell’internazionalizzazione; orientamenti geografici; le aree di collaborazione strategica; la diffusione dei marchi commerciali in Europa. BIBLIOGRAFIA D. Fruscio, Economia e tecnica della distribuzione commerciale, G. Giappichelli Editore, Torino, 1996. L. Pellegrini, La distribuzione commerciale in Italia, Il Mulino, Bologna, 1996 - da pag. 11 a pag. 77. 71 N.B. Durante lo svolgimento del corso verranno fornite ulteriori indicazioni integrative del programma (probabilmente anche modificative) e della bibliografia. Per la preparazione dell’esame potranno essere usati testi prescelti tra i molti forniti dalla letteratura specialistica. Modalità d’esame: orale Economia e gestione delle imprese internazionali Antonella Zucchella L’insegnamento come mezza annualità (35 ore) sarà attivato solo a partire dall’A.A.1999-00 L’imprese e i modelli di capitalismo L’impresa statunitense: l’organizzazione della produzione, il modello di capitalismo Il Giappone e l’area asiatica: l’organizzazione della produzione, il modello di capitalismo L’Europa: le imprese dei principali paesi europei: l’organizzazione della produzione, il modello di capitalismo La definizione di imprese internazionali e i modelli regionali d’internazionalizzazione Le principali modalità d’internazionalizzazione: esportazione, investimenti diretti e nuove forme L’evoluzione del fenomeno dell’internazionalizzazione: flussi e evoluzione degli investimenti diretti all’estero I modelli regionali: le imprese americane nel secondo dopoguerra; le piccole e medie imprese giapponesi e le imprese europee nel mercato unico La globalizzazione delle strategie delle imprese L’internazionalizzazione nel settore dei servizi L’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese Lo sviluppo delle nuove forme Le teorie dell’internazionalizzazione La teoria di Hymer Il modello del ciclo di vita del prodotto Le teorie dell’internalizzazione e dei costi di transazione La teoria eclettica Le teorie comportamentalistiche: il modello della scuola svedese Il rapporto strategia-struttura nelle imprese internazionali La classificazione delle strategie delle imprese a livello internazionale I modelli organizzativi Le relazioni strategia-struttura L’impatto della gestione internazionale sulle funzioni aziendali L’internazionalizzazione e la funzione finanziaria La gestione e il controllo del rischio di cambio L’impatto sulla funzione di marketing: le modalità di entrata sui mercati esteri L’impatto dell’internazionalizzazione sulla funzione di programmazione e controllo Problematiche specifiche e casi aziendali delle piccole e medie imprese BIBLIOGRAFIA A. Majocchi, Economia e strategia d’impresa, Giuffrè Editore, Milano, 1998. E. Valdani, Adams, Marketing globale, Egea, Milano, 1998. M. Rutigliano, Il rischio di cambio nella banca e nell’impresa, Milano, Egea, 1995. Modalità d’esame: L’esame si svolgerà in forma scritta per i frequentanti e in forma orale per coloro che non seguiranno i corsi. 72 Economia e gestione delle imprese di servizi Carla Cattaneo Corso di 35 ore - Mezza annualità Parte generale L’impresa di servizi: natura e definizione di impresa di servizi; l’importanza dei servizi nel sistema economico; possibili classificazioni. Le condizioni di sviluppo dell’impresa di servizi: analisi del mercato obiettivo; peculiarità della domanda; la scelta dei criteri di segmentazione; la pianificazione strategica nelle imprese di servizi. Il sistema di gestione dei servizi: il ruolo delle risorse umane; la partecipazione del cliente; la qualità nei servizi. Nuove aree di applicazione: nuovi soggetti imprenditoriali; nuove modalità di erogazione di servizi; l’innovazione applicata ai servizi; il caso delle organizzazioni non profit. Le organizzazioni non profit: aspetti definitori, organizzativi e gestionali delle organizzazioni non profit; l’iniziativa privata, pubblica e non profit; le relazione tra OnP e l’ambiente esterno; le problematiche connesse alla gestione del personale ed ai rapporti con l’utente; il Fundraising nelle organizzazioni non profit; la definizione di un piano di raccolta fondi; le possibili modalità di comunicazione e di contatto; il ruolo della finanza etica o alternativa. BIBLIOGRAFIA Durante lo svolgimento del corso verrano fornite ampie indicazioni bibliografiche Modalità d’esame L’esame consiste in una prova orale Economia industriale Luisa Rosti L’esame di Economia Industriale consiste in una prova scritta della durata di 60 minuti (2 domande) e in una prova orale facoltativa. Si consiglia la lettura dei testi d’esame degli anni precedenti disponibili presso la SEAG. MODULO A Elementi di teoria dei giochi e applicazioni all’economia industriale. Si presentano i seguenti elementi di teoria dei giochi: 1) La forma strategica di un gioco non cooperativo; 2) Alcuni concetti di soluzione; 3) Le strategie miste; 4) Generalità sui risultati di esistenza degli equilibri; 5) La forma estesa di un gioco; 6) Il problema della selezione degli equilibri; 7) Gli equilibri di Nash perfetti rispetto ai sottogiochi. Si studiano i seguenti modelli (giochi) di mercato: a) Cournot (asimmetria, N imprese e le implicazioni di benessere); b) Bertrand (i “paradossi” e il caso asimmetrico); c) Stackelberg; d) Hotelling (differenziazione orizzontale); f) Il prezzo limite (à la Stackelberg). RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: P. Bertoletti, Note introduttive alla teoria dei giochi ed alle sue applicazioni all’economia industriale, Quaderno di Dipartimento #8 (5-95); Sulla possibilità di barriere strategi73 che all’entrata, Il modello di Hotelling (note didattiche). F. Delbono, S. Zamagni, Microeconomia, Il Mulino, 1997, cap. 14, par. 6 (pp. 463-6); cap. 15, paragrafi 1-6; cap. 16, parr. 1-4, 6-8; cap. 17, parr. 1-4. MODULO B La teoria dell’impresa nella Nuova Economia Industriale. 1. La microeconomia come teoria della società. Tre tipi di interdipendenza. Equilibrio e ottimalità. 2. Diritti di proprietà e incentivi. Le organizzazioni. 3. Il mercato e la formazione dei prezzi. 4. Contratti, asimmetrie informative e incentivi. L’incompletezza contrattuale. La selezione avversa. Segnalazione e selezione. L’azzardo morale. Incentivi e progettazione dei meccanismi. 5. La teoria manageriale dell’impresa e il ruolo dei “take-over”. La teoria comportamentista dell’impresa. 6. L’impresa come funzione di produzione di squadra. Incompletezza contrattuale: il ruolo dell’autorità. 7. Esternalità e ottimalità paretiana. Il teorema di Coase. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI: F. Delbono e S. Zamagni: Microeconomia, Il Mulino, Bo., 1997. (Cap. 1 par. 1-3; cap. 2 par 2-6; cap. 3 par. 1; cap. 18 par. 1-7; cap. 20 par. 1-3; cap. 21 par. 1-5; cap. 23 par. 1-4). Economia internazionale Guido Montani A) La teoria del commercio internazionale 1) La teoria classica del commercio internazionale: Hume, Smith, Ricardo e J.S. Mill. 2) La teoria dei vantaggi comparati. 3) Immobilità dei fattori e distribuzione del reddito. 4) La teoria neoclassica del commercio internazionale: Marshall e la teoria pura degli scambi internazionali. 5) Il modelo di Heckscher-Ohlin e la dotazione internazionale delle risorse. 6) Un modello generale di commercio internazionale. 7) Economie di scala e mobilità internazionale dei fattori. 8) Il commercio mondiale e la formazione di aree regionali. 9) Gli strumenti della politica commerciale: le tariffe doganali e i sussidi. B) Problemi macroeconomici delle economie aperte 1) Contabilità nazionale e bilancia dei pagamenti. 2) Tassi di cambio e mercati valutari. 3) Moneta, tassi di interesse e tassi di cambio; 4) Livello dei prezzi, produzione e tassi di cambio: il breve e il lungo periodo. 5) Tassi di cambio fissi e interventi valutari. 6) Il sistema monetario internazionale: dal Gold Standard al Gold Exchange Standard. C) L’economia politica e l’ordine economico internazionale 1) Economia e politica internazionale. 2) Lo stato federale e l’economia internazionale. 3) Mercato interno e mercato internazionale nell’economia politica classica. 4) Lo stato nazionale e l’economia mondiale. 5) Mercato interno e mercato internazionale nell’economia neoclassica. 6) Economia e politica internazionale nel pensiero di L. Robbins. 74 7) Economia e politica internazionale nel pensiero di J. M. Keynes. 8) L’economia politica internazionale e i problemi del nuovo ordine internazionale. BIBLIOGRAFIA P. R. Krugman, M. Obstfeld, Economia internazionale. Teoria e politica economica, Hoepli, Milano, 1995. G. Montani, L’economia politica e il mercato mondiale, Laterza, Bari, 1996. Letture complementari B. Eichengreen, Globalizing capital. A history of the international monetary system, Princeton University Press, Princeton, 1966; trad. it. La globalizzazione del capitale. Storia del sistema monetario internazionale, Baldini & Castoldi, Milano, 1998. P. B. Kenen, Economic and Monetary Union in Europe, CUP, Cambridge, 1995. G. Lafay, Comprendre la mondialisation, Economica, Paris, 1996; trad. it. Capire la globalizzazione, il Mulino, Bologna, 1998. J. Pinder, European Community. The Building of a Union, Oxford University Press, Oxford, 1995. T. D. Lairson, D. Skidmore, International political economy, Harcourt Brace, New York, 1993. Programma del corso: per le parti A e B il riferimento è ai capp. 1-9 e 13-19 del testo di Krugman-Obstfeld; per la parte C il riferimento è al testo di G. Montani. Modalità d’esame : l’esame è orale. Economia del lavoro Francesco Campanella 1. I cambiamenti nei rapporti di lavoro 1.1. Dal lavoro dipendente al lavoro indipendente 1.2. Il lavoro precario e il lavoro irregolare 1.3. La popolazione attiva e le nuove forme della povertà 2. Gli sviluppi della macroeconomia del lavoro 2.1. La flessibilità del lavoro e le differenze regionali 2.2. La disoccupazione e le politiche attive per l’occupazione 2.3. Il mercato del lavoro in Italia nell’Unione Europea BIBLIOGRAFIA Sarà indicata all’inizio delle lezioni e riguarderà gli allievi che frequentano il corso e che accettano di redigere una relazione scritta, discussa in aula sotto la guida del docente e valida come prova d’esame. Il corso ha natura seminariale e si consiglia una buona conoscenza dell’economia contemporanea del nostro Paese. Chi non potrà partecipare alle lezioni e non effettuerà relazioni scritte durante i seminari avrà la possibilità di sostenere un esame orale sulla base dei testi segnalati dal docente, diversi dal programma sovraindicato ed esposti in bacheca alla fine del corso (dicembre 1998). In ogni caso sarà data per scontata la conoscenza del programma di Economia Politica 1 e 2. 75 Economia dei mercati monetari e finanziari Carlo Giannini Corso di 35 ore - Mezza annualità Le scelte in condizioni di incertezza L’allocazione statica di portafoglio Il CAPM Il principio di non arbitraggio I processi di martingala Le equazioni differenziali stocastiche; l’integrale di Ito; il lemma di Ito. Le opzioni La determinazione del prezzo delle opzioni: Il modello di Black e Scholes La struttura a termine dei tassi d’interesse Il modello di Vasicek Il modello di Cox Ingersoll e Ross Il modello Heath, Jarrow e Morton BIBLIOGRAFIA A.Beltratti Teoria della finanza Laterza, 1997, S.N.Neftci An Introduction to the Mathematics of Financial Derivatives, Academic Press, 1996. Economia monetaria Giancarlo Bertocco Il corso ha un duplice obiettivo: 1) specificare gli elementi distintivi che caratterizzano un’economia monetaria; verranno presentati tre approcci teorici che si differenziano in relazione alle funzioni attribuite alla moneta e alle conclusioni circa la neutralità o meno della moneta; 2) analizzare alcuni aspetti significativi della politica monetaria italiana. A) I caratteri di un’economia monetaria in una prospettiva keynesiana: l’approccio ‘fondo di valore’. 1. La teoria keynesiana della preferenza per la liquidità. 2. La preferenza per la liquidità come comportamento verso il rischio: l’approccio di J.Tobin. 3. L’analisi macroeconomica: il modello IS-LM e l’ipotesi di perfetta sostituibilità delle attività patrimoniali diverse dalla moneta. 4. L’analisi macroeconomica: l’approccio di Tobin: 4.1 ‘q’ di Tobin e mercato dei beni capitale: una generalizzazione dello schema IS-LM; 4.2 La teoria degli intermediari finanziari: la ‘new view’. B) I caratteri di un’economia monetaria in una prospettiva neoclassica: la riformulazione della teoria quantitativa della moneta. 1. La critica di Friedman alla curva di Phillips e la riformulazione della teoria quantitativa della moneta. 2. Le aspettative razionali. 3. L’inflazione come conseguenza dell’incoerenza temporale della politica monetaria. 4. Regole contro discrezionalità nella gestione della politica monetaria. 5. L’autonomia della banca centrale. C) I caratteri di un’economia monetaria in una prospettiva keynesiana: l’approccio ‘mezzo di pagamento’. 1. La critica al teorema Modigliani-Miller e la questione del finanziamento delle decisioni di investimento delle imprese. 76 2. Asimmetrie informative sul mercato del credito e il ruolo degli intermediari finanziari. 3. Il razionamento azionario: l’analisi di Myers-Majluf. 4. Relazioni di agenzia e struttura proprietaria delle imprese. 5. Le implicazioni macroeconomiche: il ‘bank lending channel’ 5.1 Il modello Bernanke-Blinder. 5.2 Il modello Romer-Romer. 5.3 L’equilibrio con razionamento sul mercato del credito: l’analisi di Stiglitz-Weiss. D) I caratteri di un’economia monetaria in una prospettiva keynesiana: una sintesi. 1. Keynes e il ‘finance motive’. 2. Tobin e la sintesi tra stock e flussi. 3. L’analisi di H.Minsky. E) La politica monetaria in Italia 1 La scelta dello schema interpretativo: 1.1 Una lettura in chiave monetarista. 1.2 Una lettura in chiave keynesiana. 2 Le caratteristiche del meccanismo di trasmissione della politica monetaria: la rilevanza del ‘canale monetario’ e del ‘canale del credito’. BIBLIOGRAFIA Parte A: M.Arcelli, Economia e politica monetaria, CEDAM, 1996 Quinta edizione. Cap. 6: La domanda di moneta quale fondo di valore; Cap. 7: Dalla domanda di moneta keynesiana alla teoria delle scelte di portafoglio. G.Bertocco, Appunti di economia monetaria , dispense, Pavia 1998. Parte B: B.Jossa, M.Musella: Macroeconomia: teorie per la politica economica , NIS 1996. Cap. 18: Introduzione alla nuova macroeconomia classica. Cap. 19: La nuova macroeconomia classica e i suoi critici. Parti C,D: D.Kreps, Corso di microeconomia, Il Mulino 1994, cap. 17: Selezione avversa e segnalazione di mercato, pp. 731-735. G.Bertocco, Appunti di Economia monetaria, dispense, Pavia 1998. Parte E: G.Bertocco, Il ruolo della politica monetaria nel pensiero di tre governatori della Banca d’Italia , Politica Economica n° 3, dicembre 1992. G.Bertocco, Il governo della moneta e del credito in Italia. Un’analisi del meccanismo di trasmissione della politica monetaria in Italia nel periodo 1960-95, Politica Economica n° 3, dicembre 1997. Economia politica 1 A-K Giorgio Lunghini L-Z Lorenzo Rampa L’esame si compone di una prova scritta e di una prova orale. È consigliabile aver sostenuto l’esame di Matematica generale. Introduzione L’origine e l’oggetto dell’economia politica. Produzione, valore e distribuzione. Scarsità e producibilità. Teoria economica e teoria politica. 77 A) L’economia classica e la teoria del sovrappiù. 1) Quesnay e il “tableau économique”. 2) Smith: lavoro produttivo e improduttivo; prezzi naturali e di mercato. 3) Ricardo. Distribuzione e accumulazione in un modello con una sola merce. Il modello a due merci. La teoria classica del valore-lavoro e suo ambito validità. 4) Marx. Valore, plusvalore e prezzi. Gli schemi di riproduzione. La teoria della crisi. B) Nozioni di microeconomia. L’ipotesi di comportamento razionale degli agenti. Le istituzioni economiche: imprese e mercati. Il meccanismo di mercato. Domanda, offerta, elasticità. L’equilibrio e le sue proprietà. l’sistenza e la stabilità. C) L’economia neo-classica. 1) La rivoluzione marginalista. 2) Teoria del consumatore. Ordinamenti di preferenza e funzione di utilità. Equilibrio del consumatore. Domanda individuale e di mercato. 3) Teoria della produzione. Rendimenti di scala. 4) Teoria dei costi di breve e di lungo periodo. 5) L’impresa in concorrenza perfetta nel breve e nel lungo periodo. Offerta individuale e di mercato. 6) Mercati non concorrenziali: monopolio, oligopolio, concorrenza monopolistica. 7) Mercato dei fattori produttivi in concorrenza perfetta e teoria della distribuzione neoclassica. D) Teoria keynesiana e post keynesiana. 1) Critica al modello macroeconomico neoclassico. Incertezza e aspettative. 2) Mercato della moneta. 3) Domanda aggregata. Consumi e investimenti. 4) Modelli a prezzi fissi. Mercato dei beni e mercato del lavoro. ll modello di Hicks (IS-LM). 5) Modelli a prezzi flessibili. Domanda e offerta aggregata. 6) Spiegazione keynesiana della disoccupazione. Il ciclo economico e la filosofia sociale di Keynes. BIBLIOGRAFIA Flavio Del Bono e Stefano Zamagni, Microeconomia, Il Mulino, Bologna, 1995. Lorenzo Rampa, L’Economia Keynesiana , UTET, Torino, 1993. Giorgio Lunghini, L’Economia classica. Per la preparazione della prova scritta si consiglia la consultazione del ciclostilato Esercizi svolti di Economia politica I 1995-1996 a cura di P. Bertoletti, M. Murat, L. Rampa e L. Rosti. Economia politica 2 A-K Nicolò De Vecchi L-Z Andrea Fumagalli Il programma si suddivide in quattro sezioni: 1) I metodi per aumentare reddito e occupazione. Si considerano rispettivamente le politiche di riduzione salariale, delle imposte, della spesa pubblica, della redistribuzione del reddito, degli incentivi agli investimenti privati. 78 2) L’equilibrio economico generale. Si forniscono un quadro generale dell’economia walrasiana e un’esposizione delle teorie del consumatore e del produttore; si discutono i problemi di esistenza e di ottimalità di un equilibrio economico generale. 3) Moneta ed economia reale. Mediante una contrapposizione di differenti teorie relative ai rapporti tra moneta e fenomeni reali si mostrano le diverse conseguenze che ne derivano per la politica economica. 4) Il sistema economico aperto. Si fornisce un’analisi di base dell’economia aperta e si studiano gli effetti di politiche monetarie e fiscali in condizione di cambi fissi e di cambi flessibili. BIBLIOGRAFIA 1) M.Kalecki e J.M.Keynes, Contro la disoccupazione. Antologia di scritti. Unicopli, Milano 1991. 2) G. Rampa, Introduzione all’equilibrio economico generale, Unicopli, Milano 1993. 3) C.Bianchi, Teorie della moneta, Isedi, MIlano 1977. 4) C.Bianchi, L’intervento dello stato in economia. Keynesiani e monetaristi. Unicopli, Milano 1991. 5) F.Vicarelli, Il modello keynesiano in un’economia aperta, in F.Cotula e P.De Stefani (a cura di) La politica monetaria in Italia, Il mulino, Bologna, 1979. L’esame è attualmente orale, preceduto da un breve scritto su parte del programma e sulla base di domande già note agli studenti. Economia pubblica Alberto Majocchi 1. Efficienza ed equità: ruolo e limiti dell’intervento pubblico. 1.1 Economia del benessere ed elementi di teoria delle scelte sociali. 1.2 Intervento pubblico e informazione imperfetta: fallimenti del mercato e fallimenti dello Stato. 2. Beni collettivi e meccanismi di allocazione efficiente. 2.1 Tipologia di beni collettivi: beni pubblici puri, beni misti e beni pubblici soggetti a congestione. 2.2 Offerta ottimale di beni pubblici puri e soggetti a congestione. 2.3 Beni collettivi e Club ottimali. 2.4 Offerta di beni pubblici in second best. 2.5 Teorie dello scambio volontario e rivelazione delle preferenze. 3. Ottima tassazione e politiche di redistribuzione. 3.1 Ottima tassazione sul reddito con informazione perfetta e con informazione imperfetta sulla capacità contributiva. 3.2 *Imposte progressive e redistribuzione: il caso dell’IRPEF. 3.3 Il trade-off fra equità ed efficienza e la scelta dei programmi di sostegno del reddito. 3.2 Redistribuzione di genere ed informazione imperfetta. 3.3 *Reddito minimo garantito e reddito di cittadinanza: le proposte per l’Italia. 3.4 Elementi introduttivi all’analisi economica dell’evasione fiscale. 3.5 *L’evasione fiscale in Italia: evidenze empiriche e misure di intervento. 3.6 Redistribuzione fra generazioni: i sistemi pensionistici. 3.7 *La riforma delle pensioni ed il debito previdenziale in Italia. 79 4. Concorrenza, Regolamentazione e Privatizzazioni. 4.1 Configurazioni industriali efficienti e intervento pubblico. 4.2 Monopolio naturale: efficienza, contendibilità e franchising. 4.3 Regolamentazione diretta dei prezzi: struttura del contratto di regolamentazione, prezzi di Ramsey e Peak-load pricing. 4.4 Regolamentazione con informazione asimmetrica. 4.5 Regolamentazione comparativa. 4.6 La regolamentazione in pratica: ROR, Price-cap e prezzo di accesso alle reti. 4.7 Organizzazione della produzione e X-Inefficiency. 4.9 Teorema fondamentale della privatizzazione. 4.8*Il caso dell’industria elettrica italiana: riforma del settore e politica delle tariffe. * Le lezioni contrassegnate con l’asterisco riguardano applicazioni della teoria dell’economia pubblica a temi di particolare attualità nel dibattito relativo all’intervento dello Stato nell’economia italiana e saranno tenute da esperti impegnati a vario titolo in tale dibattito. BIBLIOGRAFIA Il testo di riferimento per il corso è: A. Petretto Mercato, organizzazione industriale e intervento pubblico, Il Mulino, Bologna, 1993. Per il punto 4 si veda: A. Boitani e A. Petretto “Le politiche di regolamentazione” in A. Ninni e F. Silva (a cura di) La politica industriale: teoria ed esperienze. Laterza, Bari, 1997. Avvertenze Il corso di Economia pubblica può essere seguito con profitto dagli studenti che hanno già frequentato il corso di Scienza delle Finanze. Esistono inoltre alcuni collegamenti con il corso di Economia Industriale. Economia regionale Supplenza esterna A) Sviluppo economico regionale 1) Sviluppo economico regionale: i “patterns”. 2) Concentrazione e dispersione produttiva a livello territoriale: il ruolo delle economie di localizzazione. 3) Modelli di sviluppo regionale: modelli di tipo Harrod-Domar, modelli neoclassici, modelli della “base di esportazione”. B) Squilibri regionali e sviluppo economico 1) Le varie ipotesi interpretative. a) La teoria dell’equilibrio regionale: l’interpretazione neoclassica. b) La legge di Williamson: un’analisi critica. c) La teoria dell’equilibrio regionale: l’interpretazione postkeynesiana. d) Lo squilibrio cumulativo: Myrdal. e) Polarizzazione spaziale: Perroux. f) L’interpretazione neo-marxista: la funzionalità del sottosviluppo allo sviluppo. 2) L’andamento degli squilibri regionali a) L’andamento degli squilibri regionali nel lungo periodo: il caso degli Stati Uniti, del Canada, del Brasile, dell’Italia. b) Un’analisi comparata a livello internazionale. C) Lo sviluppo squilibrato italiano 1) Il divario regionale in Italia nel lungo periodo 80 a) L’esistenza di differenze regionali all’epoca dell’unificazione politica del paese: alune tesi tra loro contrastanti. b) Le politiche economiche post-unitarie e i loro riflessi da un punto di vista territoriale: modificazione della specializzazione produttiva regionale e squilibri regionali. c) Gli squilibri regionali nella prospettiva storica italiana. 2) Le interpretazioni dello sviluppo squilibrato italano a) L’ipotesi di dervazione neoclassica: Vera Lutz. b) L’ipotesi di derivazione keynesiana: lo sviluppo trainato dalle esportazioni. c) L’ipotesi di derivazione classica: i contributi più recenti di A. Graziani. d) L’importanza dei problemi territoriali nell’interpretazione dello sviluppo economico: l’ipotesi di B. Secchi. 3) La politica di sviluppo e di riequilibrio regionale a) I fondamenti teorici della politica di riequilibrio regionale. b) Gli interventi nelle aree depresse, con particolare riferimento al periodo 1945-1950. c) Un’analisi critica della politica di riequilibrio regionale. D) I nuovi termini della questione territoriale 1) Dallo sviluppo concentrato alla diffusione dello sviluppo a) Fasi di concentrazione e fasi di decentramento produttivo. b) La nuova articolazione territoriale del sistema economico italiano. c) L’individuazione di differenti tipologie di aree socio-economiche: l’area “centrale”, l’area “periferica”, l’area “marginale”. 2) Ristrutturazione industriale e territorio a) Dal decentramento produttivo alla divisione del lavoro tra le imprese. b) I processi di industrializzazione diffusa. c) Dal modello “fordista” al modello di “specializzazione flessibile”. E) Modelli locali di sviluppo 1) Sviluppo economico e territorio. a) Processi di sviluppo locale e variabili determinanti. b) I modelli di sviluppo endogeno. 2) Tipologia dei modelli locali di sviluppo a) Individuazione delle variabili esplicative. b) I sistemi di piccola impresa: un caso paradigmatico di sviluppo endogeno. c) Processi di sviluppo locale: alcuni case-studies. 3) Le politiche di sviluppo locale: individuazione degli obiettivi e degli strumenti appropriati. Avvertenze Si consigllia la preparazione dell’esame, e l’eventuale frequenza al corso, agli studenti del 3° anno e che abbiano già sostenuto gli esmi di Statistica I e di Economia Politica II, specialmente agli studenti interessati al programma ERASMUS. BIBLIOGRAFIA Garofoli, G., Economia del territorio , Etas, Milano, 1992. Garofoli, G., Modelli locali di sviluppo, Franco Angeli, Milano, 1991 (2° edizione, 1994). Economia dello sviluppo Marina Murat Il programma è articolato in due parti: la prima è generale, la seconda riguarda temi specifici che vengono scelti e approfonditi da ogni singolo studente. La prova finale consiste in un esame scritto sulla parte generale e nella presentazione e discussione del tema sviluppato da ogni studente. 81 Parte prima - Modelli economici di crescita e sviluppo 1. Modello tradizionale di Solow - Swan. 2. Modelli di crescita endogena: a un bene, a più settori, con scambi internazionali. 2.1 Crescita con un bene finale e pura accumulazione di capitale: il modello di Rebelo. 2.2 Crescita con accumulazione di capitale umano e path dependence: Romer, Lucas. 2.3 Più beni finali e possibilità di sviluppo ineguale. 2.4 Cambiamento strutturale e industrializzazione. 2.5 Effetti degli scambi internazionali sullo sviluppo. Accumulazione del vantaggio comparato. 3. Politiche industriali e commerciali per lo sviluppo. 3.1. Sostituzione delle importazioni e promozione delle esportazioni. Seconda parte Gli studenti scelgono un tema di loro interesse, in base agli argomenti trattati durante le lezioni, e concordano volta per volta con il docente il modo in cui svilupparli. Presentano il risultato della loro ricerca al resto del corso. I temi da trattare sono quelli centrali del dibattito recente, tra cui: elementi di convergenza e divergenza tra regioni del mondo; crescita dei paesi di nuova industrializzazione; nuove teorie sulle multinazionali e sugli investimenti esteri diretti; politiche per lo sviluppo; fattori di sviluppo e sottosviluppo in diverse zone del mondo: America Latina, Africa, Asia, Sud Est Asiatico, Cina. Possono anche scegliere di approfondire aspetti analitici dei modelli esposti nel corso delle lezioni. BIBLIOGRAFIA Prima parte Sala i Martin X. (1992), Lecture Notes on Economic Growth, I and II. Nber Lucas R. (1988), On the mechanics of economic development, J. Monetary Economics. Murat M., Pigliaru F. (1991), Commercio internazionale, in Dizionario di Economia Politica, a cura di G. Lunghini, Boringhieri, capp. 1-3. Jones C. (1998), Introduction to Economic Growth., W.W. Norton & Company, N.Y. Alternativamente a Sala i Martin (1992): Barro R., X. Sala i Martin (1995), Economic Growth. Seconda parte Per la scelta dei temi da sviluppare singolarmente si suggeriscono gli scritti contenuti nei due ultimi volumi di Srinivasan (1995), Handbook of Development Economics. È comunque possibile attingere ad altre fonti, sempre previa consultazione con il docente. Finanza aziendale Supplenza esterna Contenuti: Scopi e metodologie della Finanza Aziendale Principi di analisi finanziaria: - il bilancio e le informazioni da esso derivabili; analisi per indici e per flussi; dai “valori contabili” ai “valori di mercato” Le decisioni di investimento: - criteri di valutazione degli investimenti e delle strategie aziendali - rendimento, rischio e costo del capitale - la teoria del portafoglio, il Capital Asset Pricing Model - altri approcci alla relazione tra rendimento e rischio (cenni) 82 Le decisioni in merito alla struttura finanziaria dell’impresa: - Modigliani Miller - imposte, costi del dissesto, condizioni di equilibrio - le asimmetrie informative e il loro effetto sul finanziamento delle imprese - la pecking order hypothesis I rapporti con il mercato finanziario: - politica dei dividendi e il suo effetto sul valore del’impresa - strumenti di finanziamento delle imprese - contesto istituzionale e politiche finanziarie BIBLIOGRAFIA S.A. Ross, R.W. Westerfield, J.F. Jaffe: Finanza Aziendale ; Il Mulino, 1997; capitoli I - XVII. Dispense in corso di preparazione a cura del docente. Modalità d’esame: Esame scritto e orale Finanza aziendale internazionale Antonella Zucchella Corso di 35 ore - Mezza annualità A. Gestione finanziaria internazionale L’impresa e la gestione finanziaria internazionale La pubblica amministrazione e la gestione finanziaria internazionale Obiettivi, politiche e strumenti per la gestione finanziaria internazionale B. Mercati esteri e mercato internazionale Il sistema monetario internazionale I mercati finanziari internazionali: sviluppo, articolazione, operatori e strumenti L’euro- mercato degli strumenti di debito a breve, medio, lungo termine Il mercato delle euroazioni C. Imprese, intermediari e mercati nell’Unione Economico-Monetaria europea Le istituzioni finanziarie europee ed il processo di integrazione La finanza delle imprese europee nel mercato unico dei capitali e dei servizi finanziari BIBLIOGRAFIA Baker J.C., International Finance. Management, markets and institutions, International edition, Prentice Hall, 1998 Sui temi monografici ulteriori letture saranno segnalate all’inizio del corso Modalità d’esame Per gli studenti frequentanti l’esame prevede una prova scritta al termine delle lezioni. Per i non frequentanti è prevista una prova orale. Istituzioni di diritto privato A-K Enrico Perego L-Z Supplenza esterna Programma in fase di definizione. 83 Istituzioni di diritto pubblico Lorenza Violini I. Contenuto del corso Il corso si compone di due parti: la parte relativa al diritto costituzionale e quella sulle nozioni fondamentali del diritto amministrativo. Lo studio del diritto costituzionale verte essenzialmente sui contenuti della Costituzione italiana del 1948, vale a dire: i principi fondamentali, i diritti di libertà, il corpo elettorale, il parlamento, il presidente della repubblica, il governo, il potere giudiziario, la Corte Costituzionale e i procedimenti di revisione della Costituzione, le regioni e le autonomie locali. Alla trattazione di tali argomenti saranno premesse nozioni generali relative ai concetti base del diritto pubblico, alle forme di stato e di governo e alla storia costituzionale italiana. Il diritto amministrativo comprende l’analisi degli aspetti strutturali e organizzativi della pubblica amministrazione nonchè i principi fondamentali dell’attività amministrativa, compresi i ricorsi amministrativi e giurisdizionali. BIBLIOGRAFIA Caretti, De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Giappichelli, ult. ed. Grottanelli de’ Santi, Note introduttive di diritto costituzionale, Giappichelli, 1990 Violini (a cura di), Problemi attuali di diritto costituzionale, Dispensa Cusl, 1996. Una a scelta tra le raccolte delle leggi fondamentali del diritto costituzionale. Programma e modalità d’esame L’esame verterà su tutti gli argomenti enunciati nel contenuto del corso, che corrispondono ai contenuti dei primi 3 testi consigliati. Tali testi vanno quindi conosciuti per intero. L’esame consiste in un colloquio orale. A discrezione del docente, in caso di conoscenza insufficiente della materia, sarà richiesto allo studente di non ripresentarisi all’appello successivo della sessione. L’accertamento in sede di esame di assenza di nozioni su una parte qualsiasi del corso comporterà una valutazione di insufficienza. Potranno essere stabilite di volta in volta, all’inizio del corso, modalità di esame diverse riservate ai frequentati. Tesi di laurea Gli argomenti delle tesi di laurea verranno concordati con i laurendi a seconda degli interessi dei medesimi. Entro il 30 novembre gli interessati ad una tesi in materia potranno far domanda di tesi tramite moduli prestampati che saranno disponibili in segreteria studenti a partire dal 15 ottobre. Non è consentito presentare domanda a coloro che debbano ancora superare più di tre esami. Lingua francese Bernadette Béarez Caravaggi Lingua francese I Ai principianti che intendono seguire il corso, saranno dedicate delle ore di apprendimento specifico. Agli studenti che vogliono candidarsi per la laurea in management europeo, verranno offerte delle ore di allenamento linguistico intensivo. Per tutti, il corso comprenderà: - lo studio della morfologia e della sintassi della frase semplice, insistendo su quelle strutture che vengono maggiormente utilizzate nel discorso economico 84 - un panorama socioeconomico della Francia odierna attraverso la lettura e il commento di documenti autentici, grafici, tabelle, cartine geografiche, annunci economici, manifesti pubblicitari, ecc. - esercitazioni varie di traduzione, dettato, conversazione in lingua, usando la terminologia e le strutture imparate. Lingua francese II Per i candidati alla laurea in management europeo proseguiranno le ore di allenamento linguistico intensivo. Per tutti, il corso comprenderà: - lo studio della morfologia e della sintassi della frase complessa, insistendo anche qui su quelle strutture che vengono maggiormente utilizzate nel discorso economico - la lettura e il commento di documenti autentici sui rapporti tra economia e cultura - la lettura e il commento di testi letterari su economia e società - esercitazioni varie di traduzione, dettato, conversazione in lingua, usando la terminologia e le strutture imparate BIBLIOGRAFIA La bibliografia verrà indicata all’inizio del corso. Dizionari consigliati: Il nuovo Dizionario Garzanti L’économie et les affaires. Dizionario fraseologico francese-italiano, italiano-francese, Zanichelli Esami Per tutti, l’esame comprende una prova scritta e una prova orale. Lo scritto consiste in un dettato, una traduzione (frasi sciolte per L.F.I, brano per L.F.II) e un breve commento (da 80 a 100 parole) a un grafico o una tabella o una cartina geografica, a verifica della conoscenza della terminologia e delle strutture studiate. L’orale consiste nell’esposizione di uno degli argomenti studiati nell’anno e nella traduzione dal francese all’italiano di un documento autentico. Lo scritto non costituisce più barriera da superare per accedere all’orale, salvo nel caso di prove gravemente insufficienti. La valutazione avviene sull’insieme delle 5 unità che formano l’esame. Agli studenti che frequentano il corso, saranno proposte durante l’anno delle prove di contrôle continu che potranno sostituire la prova scritta dell’esame. Lingua inglese Supplenza esterna Lingua inglese I Il corso si propone di fornire allo studente competenze linguistiche di base che gli consentiranno l’uso della lingua orale e scritta oltre che su argomenti prettamente economicocommerciale, anche in conversazioni di carattere generale. L’esame finale sarà suddiviso in due parti: una prova scritta ed una prova orale. Prova scritta L’esame scritto sarà composto da un esercizio di listening comprehension per valutare la capacità di comprensione della lingua e da alcuni esercizi di completamento e scelta multipla che consentiranno di valutare le competenze grammaticali e lessicali acquisite. - Sue O’Connell, Focus on First Certificate, Longman - M.Lannon, G.Tullis, T.Trappe, Insights into Business, Longman 85 Prova orale Lo studente dovrà dimostrare di conoscere e saper esporre in modo corretto gli argomenti trattati durante il corso monografico. Tali argomenti riguarderanno le principali istituzioni politico- economiche inglesi e americane. - P.Harvey, R.Jones, Britain Explored, Longman - fotocopie Lo studente dovrà inoltre saper sostenere una conversazione sulle letture trattate durante le ore di esercitazione. Le fotocopie che verranno distribuite durante il corso e durante le ore di esercitazione saranno disponibili alla fine del corso presso la copisteria. Lingua inglese II Il corso si propone di ampliare e di approfondire le competenze linguistiche e culturali già acquisite (completamento delle strutture grammaticali, l’ampliamento del lessico etc.) e di fornire allo studente gli strumenti necessari per riuscire ad esprimersi in modo corretto e consapevole anche in ambito economico- commerciale. L’esame finale sarà suddiviso in due parti: una prova scritta ed una prova orale. Prova scritta La prova scritta sarà composta da un esercizio di reading-comprehension, da un esercizio di listening comprehension e da esercizi di completamento e scelta multipla che tenderanno a verificare le competenze grammaticali e di lingua economico-commerciale acquisite. - L.Jones, R.Alexander, New International Business English, Cambridge Prova orale Corso monografico: British Economy and Political thought from 1945 to the present day. Lo studente dovrà conoscere ed esporre in modo corretto gli argomenti trattati durante il corso monografico. I testi su cui prepararsi verranno comunicati all’inizio del corso. Lo studente dovrà inoltre essere in grado di sostenere una conversazione in ambito economico-commerciale e di conoscere gli argomenti trattati durante le ore di esercitazione. Le fotocopie distribuite durante le lezioni e le esercitazioni saranno disponibili alla fine del corso presso la copisteria. Grammatiche consigliate (primo e secondo corso) - L.G.Alexander, Longman English Grammar Practice, Longman - R.Murphy, English Grammar in Use, Cambridge Dizionari consigliati: - Longman contemporary English, Longman - Cambridge International dictionary of English, Cambridge - Longman Dictionary of Business English, Longman Principianti Da aprile a giugno verrà tenuto un seminario per principianti. Lo scopo è quello di dare qualche nozione basilare di lingua a quegli studenti che intendono frequentare le lezioni di Inglese Primo Corso l’anno successivo e che non hanno mai studiato inglese in precedenza. - J.Bell, R.Gower, Matters (Elementary), Longman Grammatica consigliata: - Camesasca, Martellotta, Gallagher, New Working with Grammar, Longman VECCHIO ORDINAMENTO Gli studenti dovranno concordare il programma con il docente. 86 Lingua spagnola Giorgio Vecchi Lingua spagnola I A) Grammatica 1) Morfologia a) articolo determinativo e indeterminativo: l’articolo contratto; l’articolo neutro lo. b) sostantivo e aggettivo: femminile e plurale di sostantivi e aggettivi; gradi comparativi dell’aggettivo; c) categorie pronominali: pronomi personali; possessivi; dimostrativi; relativi; numerali, multipli e frazionari; interrogativi; indefiniti. d) verbo. Le tre coniugazioni regolari: tempi semplici e composti dell’indicativo; presente congiuntivo; imperativo affermativo e negativo; participio regolare e irregolare; gerundio e infinito. Verbi irregolari dittongati; principali verbi di irregolarità propria); verbi impersonali (di tempo atmosferico, forme obbligative), principali perifrasi verbali; forma passiva. e) avverbio: i principali avverbi di luogo, tempo, modo, quantità, affermazione, negazione, dubbio; traduzione dell’avverbio ital. proprio e delle particelle ci, vi, ne. f) preposizione: principali preposizioni e loro valori specifici; accusativo personale; uso di por e para; traduzione delle forme italiane da me, da te, ecc.; verbi spagnoli che reggono preposizioni diverse dall’italiano. g) congiunzione: principali congiunzioni copulative, disgiuntive, avversative, condizionali, causali, finali e illative. 2) Sintassi. a) i verbi ser, estar, haber, tener. b) i pronomi personali soggetto e complemento; la ridondanza pronominale. d) Uso dei tempi dell’indicativo. B) Esercitazioni 1) Lettura, dettato e traduzione di brani d’argomento colloquiale e familiare. 2) Esercizi di fonetica e ortografia presso il Laboratorio Linguistico. Lingua spagnola II A) Grammatica 1) Morfologia a) Il sostantivo e l’aggettivo. Formazione dei nomi composti. b) Il verbo. Usi delle forme -ra e -se del Pretérito Imperfecto de Subjuntivo; uso della forma -ría del Condicional Simple y Compuesto; verbi irregolari di ogni categoria; verbi difettivi. c) L’avverbio. Avverbi e locuzioni che reggono il congiuntivo in orazioni subordinate. d) La preposizione. Preposizioni e locuzioni che reggono il congiuntivo in orazioni subordinate. 2) Sintassi a) Le orazioni subordinate italiane nella loro traduzione spagnola. b) Le perifrasi verbali di infinito, gerundio e participio. c) Forme idiomatiche spagnole con il verbo. d) Il futuro nel passato. e) La supposizione nel passato. B) Sintesi di storia politico-economica della Spagna dalla Guerra d’Indipendenza alla transizione democratica (1808-1982). Esami Per gli esami è prevista una prova scritta (dettato e traduzione dall’italiano, senza dizionario, di brevi frasi grammaticali, per il I corso; dettato e traduzione dall’italiano, con uso del dizionario, di un brano d’argomento storico, economico o politico, per il II corso) e una prova orale (prevalentemente in spagnolo) al termine di ogni corso. 87 Avvertenze Oltre alle lezioni tenute dal docente gli studenti dovranno seguire le esercitazioni tenute dai collaboratori linguistici relative ai due corsi. BIBLIOGRAFIA Primo corso Calvi-Guasconi-Provoste, Español situacional, Zanichelli, Bologna. Teoría y Práctica del español, dispensa del corso Secondo corso Calvi-Provoste, Hablar y escribir en español, Zanichelli, Bologna. Teoría y Práctica del español, dispensa del corso AA.VV., Geografía e historia de España, Anaya, Madrid Dizionari consigliati Tam L., Dizionario Spagnolo-Italiano, Diccionario Italiano-Español, Hoepli, Milano, 1997 Ambruzzi, L., Nuovo dizionario Spagnolo-Italiano Italiano- Spagnolo, (2 voll.), Paravia, Torino. Carbonell, S., Dizionario fraseologico completo, (2 voll.), Hoepli, Milano. Gallina, A.M., Dizionario Spagnolo-Italiano Italiano-Spagnolo, Mursia, Milano El Salvat Básico: Diccionario enciclopédico, Ed. Salvat, Barcelona. Lingua tedesca Monika Frommelt Carruba Lingua tedesca I Finalità del corso Il corso si propone di sviluppare le competenze generali di coloro che già posseggono le nozioni linguistiche di base e, contemporaneamente, di avviare alla comprensione e produzione scritta coloro che si accostano per la prima volta allo studio della lingua. Contenuti 1. Apprendimento delle principali strutture grammaticali e sintattiche. 2. Acquisizione del lessico di base e avviamento all’apprendimento del lessico specifico. Sviluppo delle competenze testuale; in particolare delle competenze comunicative nelle situazioni della vita quotidiana e professionale. 3. Esercizi di dettato, lettura e conversazione in lingua. BIBLIOGRAFIA Kelz H.P.-Neuf G., Deutsch im Beruf: Wirtschaft, Lehrbuch 1, Verlag Dürr & Kessler GmbH, Rheinbreitbach, 1992. Hassel U.-Vornhorn B., Deutsch im Beruf: Wirtschaft, Arbeitsbuch 1, Verlag Dürr & Kessler. Altre indicazioni bibliografiche verranno fornite all’inizio del corso. Lingua tedesca II Finalità del corso Ampliamento e consolidamento delle competenze linguistiche basilari degli studenti attraverso situazioni di comunicazione molto varie, con particolare riferimento al lessico economico-commerciale. Contenuti 1. Completamento e approfondimento dello studio delle principali strutture morfo-sintattiche. 88 2. Proseguimento dello studio del vocabolario e della lessicologia economica e commerciale anche attraverso lettura e commento di documenti autentici e di articoli di attualità. 3. Esercizi vari, lettura e conversazione in lingua. La frequenza è vivamente consigliata ai fini di una buona preparazione. BIBLIOGRAFIA Indicazioni bibliografiche verranno fornite all’inizio del corso. Dizionari: I Dizionari Sansoni: Tedesco-Italiano e Italiano-Tedesco, Firenze Sansoni Editore. Modalità d’esame La preparazione dello studente è accertata mediante prove che vertono sul contenuto del corso. Tale prove comprendono: a) una parte scritta che consiste in un test formulato secondo i criteri del manuale adottato e in un dettato; b) una parte orale che verte sia sui temi linguistici, sia su quelli economici e commerciali, oggetto delle lezioni e delle esercitazioni. Per l’esame finale è previsto inoltre una traduzione a prima vista dal tedesco in italiano di un breve passo. Per accedere all’esame orale occorre aver superato lo scritto. Avvertenze Oltre alle lezioni tenute dal docente gli studenti dovranno seguire le esercitazioni di lingua svolte da collaboratori ed esperti linguistici nell’ambito del Laboratorio linguistico. Marketing Tina Gerla A) Il Marketing nell’impresa e nel sistema economico 1. Oggetto, funzioni, struttura organizzativa 2. Marketing strategico e marketing operativo 3. Pianificazione e controllo dell’attività di marketing 4. Organizzazione dello scambio e dell’informazione B) L’analisi e la scelta del mercato 1. Definizione del mercato di riferimento 2. Strategie concorrenziali 3. Segmentazione e posizionamento C) I consumi ed i comportamenti di acquisto 1. Analisi statistica dei consumi 2. Determinanti dei comportamenti di acquisto D) Le politiche di marketing 1. Prodotto e assortimento 2. Prezzi e comunicazione E) Il sistema informativo di marketing 1. Elementi di economia dell’informazione 2. Rilevazioni interne e ricerche di mercato 3. Previsioni di vendita 4. Misure dell’efficacia della pubblicità BIBLIOGRAFIA Lambin J.J., Marketing strategico, McGraw Hill, 1996. Esame: prova scritta e orale 89 Matematica per l’economia Umberto Magnani 1) Richiami e complementi su: insiemi, relazioni, funzioni, grafi, funzioni continue, teoremi del punto fisso, numeri complessi, spazio reale euclideo, spazi vettoriali, matrici reali e loro operazioni, serie di matrici, determinante, inversa ordinaria e generalizzata. 2) Trasformazioni lineari di vettori, dirette e duali, teoremi dell’alternativa e loro applicazioni. 3) Autovalori e autovettori, matrici simili, polinomi di matrice, exp(A), trasformazioni ortogonali. 4) Forme quadratiche libere e vincolate, criteri di riconoscimento; matrici connesse, forma normale di Gantmacher, funzioni connesse, connessione non standard; applicazioni. 6) Il teorema di Perron e Frobenius per matrici semi-positive, estensioni e generalizzazioni. 7) Matrici a diagonale dominante di Hadamard e McKenzie, di classe Z, K, S e loro applicazioni. 8) Insiemi convessi, funzioni scalari di vettore (derivate parziali, teorema del differenziale totale, regola della catena, funzioni implicite, omogenee, convesse; tecniche standard di statica comparata e di dinamica dell’equilibrio, massimi e minimi relativi interni, liberi e vincolati). 9) Problemi di ottimo statico: problema classico e sue varianti, qualificazione dei vincoli, teoremi di Lagrange, F.\ John, Kuhn e Tucker, condizioni sufficienti di ottimalità, punti di sella, applicazioni. 10) Problemi di programmazione lineare e loro duali: teoremi fondamentali e di sensitività, applicazioni (production scheduling, capital rationing, perfect matching, struttura dei tassi a termine). 11) Modelli lineari di produzione e scambio: produttività e profittabilità con produzioni semplici e congiunte, equilibri nelle quantità e nei prezzi, l’inversa di Leontief e suo uso; modello di Sraffa (soluzioni, prezzi costanti, paradosso di Steedman, altre anomalie); teoremi di non-sostituzione, modelli a disequazioni e vincoli di segno debole, il modello di Von Neumann, problemi aperti. Prerequisiti: è necessaria una conoscenza sicura e completa dei contenuti del corso di Matematica Generale, buona degli argomenti di Economia Aziendale, Economia Politica 1 e Statistica 1. Frequenza: non è obbligatoria. Testi obbligatori: nessuno. Testi consigliati: De Giuli e Magnani, Matematica per l’Economia, ISDAF, Pavia, 1996. Il testo è pensato per gli Studenti che non vogliono o non possono frequentare. Contiene anche decine di esercizi e, nella sua Prefazione, consigli utili sul ruolo delle dimostrazioni. Il testo è esaurito, ma è disponibile presso il Docente un esemplare fotocopiabile legalmente. Ricevimento Studenti: verrà esposto apposito avviso all’inizio di ogni semestre. Nei periodi riservati dalla Facoltà agli esami il ricevimento non è garantito. L’esame prevede una prova orale (quesiti teorici ed esercizi numerici). Verrà distribuito a metà Dicembre un avviso su: 2 possibili varianti del programma, come si svolge l’esame, consigli su cosa studiare, dove e come. All’esame ci si iscrive inserendo fotocopia dello Statino Unificato (“Statone”) nell’apposita casella postale (atrio di ingresso al Palazzo S.\ Felice) entro cinque giorni di calendario prima della data dell’appello; la fotocopia verrà resa il giorno dell’esame. 90 Matematica finanziaria 1 A-K Adele Colli Franzone Bonzanini L-Z Umberto Magnani 1) Richiami e complementi di Matematica Generale, con speciale riguardo ai più semplici metodi di calcolo approssimato. 2) Problemi di ottimo, libero e vincolato, per funzioni di vettore, con speciale riguardo ai problemi di programmazione lineare. 3) Richiami e complementi di Calcolo delle Probabilità per le applicazioni attuariali. 4) Leggi e regimi finanziari, con speciale riguardo alle leggi di uso corrente, a tassi fissi e variabili. 5) Rendite certe e aleatorie, con speciale riguardo alla valutazione di rendite di tipo standard. 6) Costituzione di capitale: problemi tipici, diretti e inversi. 7) Ammortamento di prestiti indivisi e divisi: relazioni fondamentali, metodi di ammortamento più comuni, problemi diretti e inversi di valutazione. 8) Valutazione e scelta di progetti economico-finanziari, con speciale riguardo ai criteri di scelta più comuni ed ai connessi problemi di tipo metodologico e pratico. 9) Assicurazioni libere sulla vita (cenni): forme assicurative standard, premi e riserve. Il corso è integrato da Esercitazioni. Testi di riferimento: Autori vari: Matematica Finanziaria, 2.a ed. con esercizi, Monduzzi, Bologna, 1998. A. Colli Franzone Bonzanini, G. Pagano, Elementi di Matematica Finanziaria, ISDAF, Pavia, 1998. A. Colli Franzone Bonzanini, L. Ranzini, Temi d’esame svolti di Matematica Finanziaria 1, ISDAF, Pavia, 1998. M.E. De Giuli, C. Zuccotti, Esercizi e Complementi di Matematica Finanziaria, ISDAF, Pavia, 1993. Modalità d’esame L’esame prevede una prova scritta ed una prova orale. Maggiori dettagli sul programma e sull’esame saranno forniti durante il corso. Matematica finanziaria 2 Maria Rosa Meriggi A) Equazioni differenziali e sistemi di equazioni differenziali e alle differenze. 1) Definizione, problemi di esistenza e unicità. 2) Alcuni tipi di equazioni differenziali del 1° ordine: equazioni a variabili separabili ed equazioni lineari. 3) Equazioni alle differenze: a coefficienti costanti e variabili. 4) Sistemi lineari a coefficienti costanti omogenei e completi. 5) Sistemi di equazioni alle differenze. B) Stabilità delle soluzioni di sistemi di equazioni differenziali ed alle differenze. 1) Stabilità delle soluzioni di sistemi di equazioni differenziali: definizioni. 2) Stabilità delle soluzioni dei sistemi lineari. 3) Stabilità delle soluzioni di sistemi non lineari e linearizzazione. 4) Diagrammi di fase con n=1 e n=2. 5) Stabilità delle soluzioni di sistemi di equazioni alle differenze. 6) Significato di stabilità nei modelli economici. 91 C) La moderna teoria del portafoglio. 1) Scelta tra investimenti in condizioni di incertezza. 2) La teoria dell’utilità. Il criterio media-varianza e della dominanza stocastica. 3) La teoria del portafoglio secondo il criterio media varianza. 4) Portafogli formati da un titolo rischioso e uno privo di rischio. 5) Portafogli formati da due titoli rischiosi. 6) Caso generale di portafogli con n titoli rischiosi. 7) Portafogli rischiosi e non con vendite allo scoperto. 8) Il Capital Asset Pricing Model (CAPM): generalità. 9) Frontiera efficiente e linea del mercato dei capitali. 10) Il coefficiente beta di un titolo e portafogli efficienti. 11) La linea di mercato dei titoli. 12) Il modello a più indici: introduzione all’A.P.T. D) Strumenti finanziari derivati. 1) I futures: valutazione del prezzo. 2) I futures come strumento speculativo e di copertura del rischio. 3) Opzioni call e put: funzioni di guadagno e di prezzo. 4) Strategie operative mediante opzioni: alcuni casi. 5) Le variabili rilevanti per il valore di una opzione. 6) Un modello di comportamento dei prezzi delle azioni. 7) Modelli per valutare il prezzo delle opzioni. Il modello binomiale ad un periodo e a più periodi. 8) Il modello di Black e Scholes. 9) Alcuni indici rilevanti per le opzioni: delta, theta, gamma, vega, rho. BIBLIOGRAFIA E. Castagnoli, L. Peccati, Matematica per l’analisi economica, Etas Kompass, 1979, Cap. 4 e 5. E. Castagnoli, L. Peccati, Introduzione alla selezione del portafoglio, Cooperativa di Cultura “Lorenzo Milani”, Torino, 1991. John Hull, Introduzione ai mercati dei futures e delle opzioni, Il Sole 24 Ore, 1996, (Cap. 7, 8, 9, 10, 11, 12. Ulteriore bibliografia sulle parti specifiche verrà fornita durante lo svolgimento del corso. Prerequisiti: Il corso si tiene nel 1°semestre del 3° anno ed è rivolto ad approfondire tematiche che investono sia la sfera economica che quella aziendale. È quindi richiesta una conoscenza almeno sommaria degli argomenti trattati nei corsi base di tali materie (Economia Politica 1 e 2, Economia Aziendale) ed una conoscenza buona dei contenuti dei corsi di Matematica Generale, Matematica Finanziaria 1 e Statistica 1. Modalità d’esame : l’esame prevede una prova scritta, con esercizi numerici e domande teoriche, a cui segue immediatamente la prova orale. Matematica generale A-K Maria Grazia Cinquini L-Z Giorgio Giorgi Contenuto del corso: A) Richiami di teoria degli insiemi (generalità; operazioni; partizione di un insieme; relazioni binarie, relazioni di equivalenza e d’ordine; funzioni; potenza di un insieme; insiemi finiti e infiniti). 92 B) Cenni di logica matematica (proposizioni; operazioni logiche; regole di inferenza; quantificatori; funzioni proposizionali; classi). C) Insiemi numerici e spazi reali a n dimensioni (numeri naturali, interi relativi, razionali, irrazionali, reali; operazioni con i numeri reali, rappresentazioni e sistemi di numerazione; cenni sui numeri complessi; spazi reali a n dimensioni, aperti e chiusi, limitati e non, estremo superiore e inferiore, massimo e minimo, punti di accumulazione). D) Elementi di calcolo combinatorio (disposizioni, permutazioni, combinazioni, semplici e con ripetizione; binomio di Newton). E) Elementi di algebra lineare (spazi lineari e vettori; matrici e determinanti; sistemi di equazioni lineari; matrice inversa, autovalori e autovettori, forme quadratiche, matrici quadrate non negative). F) Elementi di trigonometria (misura degli angoli e degli archi; funzioni trigonometriche; relazioni fondamentali). G) Richiami di geometria analitica (assi cartesiani, traslazione e rotazione degli assi; retta, parabola, iperbole, circonferenza; cenni di geometria analitica nello spazio a tre dimensioni). H) Richiami e complementi di algebra (polinomi in una variabile; equazioni; disequazioni; sistemi). I) Elementi di analisi matematica - funzioni di variabili reali (dominio e codominio, successioni, f. inversa, f. composta, f. crescenti e decrescenti, limitate e non, periodiche, valori assoluti); - limiti (proprietà e teoremi, infinitesimi, infiniti e loro confronto); - funzioni continue (definizione, discontinuità, teorema di Weierstrass, teorema degli zeri); - calcolo differenziale per funzioni di una variabile (definizione di derivata e regole di derivazione, teoremi di Rolle e di Lagrange, funz.crescenti e decrescenti, massimi e minimi, differenziale, formula di Taylor, teorema di de l’Hospital, concavità, convessità, flessi); - calcolo integrale per funzioni in una variabile (integrali indefiniti e definiti, proprietà, teorema della media, teorema fondamentale, integrazione per decomposizione, per sostituzione, per parti, integrali generalizzati); - cenni su questioni di calcolo differenziale per funzioni di più variabili. N.B. I corsi sono integrati da esercitazioni. BIBLIOGRAFIA a) per la parte teorica: Giorgi, G., Elementi di algebra lineare, Giappichelli, Torino, 1998. Pagano, F., Elementi di matematica generale, ISDAF, Pavia, 1985. b) per la parte riguardante gli esercizi: Angoli, A., De Dionigi, L., Giorgi, G., Matematica Generale - Esercizi svolti, Giappichelli, Torino, 1992. Angoli, A., De Dionigi, L., Giorgi, G., 100 Studi di funzione, Giappichelli, Torino, 1989. Colli Franzone Bonzanini, A., Eserciziario di matematica generale , ISDAF, Pavia, 1989. Modalità d’esame: L’esame è costituito da una prova preliminare scritta, seguita da una prova orale. Metodi e modelli per le scelte economiche Fulvio Francavilla La gestione ottimale delle risorse disponibili conduce necessariamente a dovere affrontare problemi connessi con la individuazione della scelta migliore tra più alternative possibili. Le 93 scelte in questione, che in passato potevano essere effettuate ricorrendo al solo buon senso, o sulla base di semplici calcoli, necessitano oggi di strumenti particolari, atti ad evidenziare la razionalità, o meno, dei comportamenti conseguenti. Contenuto del corso Il corso intende presentare una rassegna delle principali tecniche risolutive utilizzabili in materia economico-finanziaria, con particolare riferimento alle questioni aziendali e di microeconomia. Di ciascuna di tali tecniche verrà analizzato l’ambito di concreta applicabilità anche mediante l’utilizzo di casi e situazioni realistiche. A) Strumenti e procedure per la valutazione e la scelta tra progetti alternativi 1) Indici di scelta per operazioni finanziarie alternative in ambito deterministico (ROI, ROE, REA, TRM, Risultato medio, REA relativo, Indice di profittabilità, Rendimento del primo anno, TIR, Pay Back, ecc.). 2) Durata di un progetto (Scadenza media aritmetica, Scadenza media finanziaria, Duration). 3) Indici di scelta per operazioni finanziarie alternative in ambito aleatorio (il criterio media/varianza, penalizzazioni per il rischio, il costo del rischio). 4) Dominanza tra variabili casuali. 5) Il criterio dell’utilità attesa. 6) Break even point. 7) Simulazione matematica e metodo di Montecarlo. B) Programmazione matematica 1) Generalità sui modelli matematici (il “metodo” della Ricerca Operativa). 2) Generalità sui problemi di ottimo economico. 3) Programmazione lineare (certa, parametrica, stocastica) e Problema Duale. 4) Programmazione sequenziale. 5) Programmazione dinamica. 6) Programmazione multi-obiettivo (cenni). C) Applicazioni specifiche 1) Le tecniche di ordinamento (procedura PERT e problemantiche relative). 2) La gestione del magazzino. 3) La manutenzione degli impianti. 4) La selezione di un portafoglio titoli (cenni al modello di Markovitz). D) Esempi numerici ed applicazioni esplicative. Dei metodi e dei modelli sopra indicati, e di eventuali altri che potrebbero essere introdotti e discussi nel corso delle lezioni, verrano mostrati degli esempi numerici e delle applicazioni esplicative ed integrative (compatibilmente con la disponibilità di tempo e/o di risorse). TESTI DI BASE E CONSIGLIATI Testi di base: Francavilla F., Appunti sulla scelta tra progetti alternativi , ISDAF S.r.l., Pavia, 1995. Francavilla F., Elementi di programmazione matematica , G. Iuculano Editore, Pavia, 1990. Francavilla F., Esercizi ed applicazioni di ricerca operativa, CLUED, 1988 (tale ultimo testo verrà sostituito o integrato, appena possibile da una nuova edizione, attualmente in fase di elaborazione). Eventuali altri testi verranno consigliati nel corso delle lezioni. Modalità d’esame. L’esame verterà in una prova scritta, integrata da una discussione orale. Corsi propedeutici La trattazione degli argomenti oggetto del corso presuppongono una discreta dronanza dei 94 fondamenti di analisi, algebra lineare, calcolo delle probabilità, matematica finanziaria e statistica. Non è comunque necessario che siano stati formalmente superati gli esami concernenti gli argomenti citati. Argomenti disponibili per tesi di laurea Qualunque argomento che abbia attinenza con il contenuto del corso. Collaboratori. Prof. Cesare Zuccotti (Ricercatore confermato). Metodologia e tecnica della ricerca sociale Celestino Colucci Scopo del corso, oltre che fornire agli studenti gli elementi fondamentali che possano consentire loro di affrontare una ricerca nel campo delle scienze sociali, è renderli consapevoli “consumatori” di tali ricerche: capaci di leggerne i risultati, di analizzare criticamente i metodi e la procedura utilizzata e di valutarne correttamente il grado di affidabilità scientifica. Inoltre, in ragione dell’ambito disciplinare in cui esso è inserito, il corso si propone di consentire agli studenti di affrontare sia lo studio degli strumenti di rilevazione ed elaborazione dei dati e delle tecniche d’indagine, sia un corretto approccio alla logica della ricerca nel campo delle scienze sociali. A tale scopo, nel trattare i problemi connessi all’impostazione della ricerca, alla formulazione delle ipotesi ed alla costruzione del disegno della ricerca, si analizzeranno e discuteranno metodi e tecniche utilizzati in alcune ricerche empiriche ormai annoverabili tra i “classici” della sociologia. Nei limiti del possibile ed in ragione del numero e della disponibilità degli studenti frequentanti, gli argomenti studiati saranno approfonditi ed applicati ad esempi concreti nell’ambito di seminari ed esercitazioni che affiancheranno il corso stesso. Lo svolgimento del corso sarà articolato in quattro parti. La prima parte sarà dedicata ad introdurre gli studenti alla logica della ricerca empirica. Dopo un breve cenno al dibattito epistemologico sulla verifica delle teorie scientifiche, si affronterà il problema dell’estensibilità del concetto di “scienza” allo studio della società e dei comportamenti umani. Infine si porrà l’accento sulle implicazioni etiche e politiche connesse a questo ambito di ricerca. Nella seconda parte sarà affrontato lo studio della struttura della ricerca sociale: i problemi connessi alla predisposizione di un disegno di ricerca, alla concettualizzazione ed alla misurazione dei fenomeni sociali. Particolare attenzione sarà dedicata, in questa parte del corso, alla fase di operazionalizzazione (descrizione dei fenomeni osservabili tramite variabili) ed alla logica del campionamento. La terza parte del corso verrà dedicata all’analisi dei più usuali approcci all’osservazione della realtà sociale. Particolare attenzione verrà dedicata alla ricerca sul campo, all’analisi del contenuto, agli studi fondati su statistiche, documenti e dati già esistenti, alla ricerca valutativa, agli esperimenti e alla survey. La quarta parte del corso sarà infine dedicata alla analisi, alla presentazione ed alla interpretazione dei dati. In questa sede verranno affrontati i problemi connessi alla corretta impostazione ed alla manipolazione ed elaborazione di una base di dati: codifica delle informazioni raccolte, costruzione ed elaborazione di scale ed indici, analisi bivariata ed analisi multivariata. Indicazioni bibliografiche e sintetici appunti sulle lezioni verranno forniti ai soli studenti frequentanti. Avvertenze Il corso presuppone una buona conoscenza degli strumenti matematici e statistici, impartiti 95 nei corsi fondamentali del primo biennio; è inoltre consigliabile avere sostenuto l’esame di sociologia. Chi intenda seguire l’esercitazione di “Elaborazione ed analisi quantitativa di grandi matrici di dati”, dovrà aver sostenuto l’idoneità informatica o dimostrare di saper correttamente utilizzare almeno il software di base per PC (videoscrittura e gestione di fogli elettronici) Data la natura e l’articolazione del corso, se ne consiglia caldamente la frequenza. Modalità d’esame: Per gli studenti frequentanti che abbiano seguito almeno una delle esercitazioni: durante il corso verranno assegnati alcuni esercizi scritti. Al termine del corso il colloquio d’esame riguarderà sia il programma del corso sia il materiale prodotto dal candidato sulla/e esercitazione/i seguita/e durante il semestre. Gli studenti che per qualsiasi motivo non possano o non intendano frequentare le lezioni dovranno concordare l’esame con il docente e il colloquio farà riferimento alle seguenti opere: Bailey, K.D., Metodi della ricerca sociale, Il Mulino, Bologna, 1985. Biorcio R., Pagani S., Introduzione alla ricerca sociale, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1997. Madge, J., Lo sviluppo dei metodi di ricerca empirica in sociologia , Il Mulino, Bologna, 1966. Perrone, L., Metodi quantitativi della ricerca sociale, Feltrinelli, Milano, 1977. Ricolfi L. (a cura di), La Ricerca qualitativa, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1997 I candidati dovranno inoltre concordare col docente il titolo di una tesina scritta che dovrà essere consegnata almeno otto giorni prima della data dell’appello d’esame. Metodologie e determinazioni quantitative di azienda Luigi Rinaldi Metodologie è un corso di specializzazione sulle problematiche dei “bilanci aziendali”, già affrontate nel corso istituzionale di Ragioneria del secondo anno. Per questo motivo si è ritenuto opportuno diversificare gli argomenti trattati al fine di venire incontro alle differenti esigenze degli studenti. MODULO A) Il bilancio di esercizio tra teoria e prassi amministrativa BIBLIOGRAFIA L. Rinaldi, Dagli schemi di bilancio al piano dei conti, Pirola (pp. 1-25; 27-31; 34-39 da leggere; pp. 41-74; pp. 86-196). L. Rinaldi, La costruzione del bilancio, EBC, 3a edizione, 1995. Materiali sul bilancio di esercizio (Dispensa disponibile presso la fotocopisteria di fronte alla facoltà di Economia), limitatamente alle pagine: da 1 a 39. CICLO DI SEMINARI B) Il bilancio degli enti creditizi L’eventuale bibliografia sarà indicata durante lo svolgimento dei seminari. MODULO C) Operazioni straordinarie I. La valutazione delle aziende. II. 1) Problematiche concernenti l’informativa contabile nelle operazioni di: distribuzione di acconti sui dividendi; emissione del prestito obbligazionario; recesso del socio; emissione di azioni con esclusione del diritto di opzione; i criteri metodologici e la loro applicazione nella valutazione della quota del socio in una società di persone [caso]; 96 riduzione del capitale esuberante; perdite eccedenti il terzo del capitale; riduzione del capitale per perdite in corso di esercizio: problematiche contabili. II. 2) Problematiche concernenti l’informativa contabile nelle operazioni di: cessione e conferimento; fusione; scissione; trasformazione; liquidazione. BIBLIOGRAFIA Zanda, Lacchini, Onesti, La valutazione delle aziende, Giappichelli, seconda edizione, (limitatamente ai Capp. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 18, 19, 20, 21, 24). Confalonieri, I bilanci infrannuali, (saggio contenuto nella Rivista dei Dottori Commercialisti, 1990, n.1). G. Gavana, La rilevazione sistematica, Isdaf: il conferimento (pp. 90-98); la cessione di azienda e ramo (pp. 653-654); la trasformazione (par. 2.6); la fusione (par. 2.7); la liquidazione (par. 2.9). Potito, I bilanci straordinari, UTET, seconda edizione; [Introduzione, Cap. I (esluso par. 2), Cap. II, Cap. III (limitatamente ai parr. 14 e 18); Cap. V (limitatamente ai Parr. 23, 26, 27 e 28)]. Osservazioni ed esercitazioni su scorporo, fusione e scissione (Dispensa disponibile presso la fotocopisteria di fronte alla Facoltà di Economia). CICLO DI SEMINARI D) Le determinazioni quantitative di sintesi negli enti locali L’eventuale bibliografia sarà indicata durante lo svolgimento dei seminari. CICLO DI SEMINARI F) I bilanci delle imprese: Esame di particolari problematiche valutative L’eventuale bibliografia sarà indicata durante lo svolgimento dei seminari. Modalità di iscrizione e svolgimento dell’esame L’iscrizione deve avvenire tassativamente entro le ore 18 del VENERDÌ antecedente l’esame tramite: - deposito della fotocopia dello statino, per i moduli A e C&E (prova scritta); - apposito elenco, predisposto per ciascun modulo B, D, F (solo esame orale). Ulteriori e più dettagliate informazioni potranno essere tratte dal tesario che sarà messo a disposizione degli studenti all’inizio del corso. Gli studenti non frequentanti sono pregati di prendere attenta visione del tesario ed, eventualmente, di contattare anche il docente negli orari di ricevimento o al termine delle lezioni. Organizzazione aziendale Gabriele Cioccarelli 1. Contenuto del corso Il corso esamina le caratteristiche di un sistema organizzativo attraverso le variabili che ne determinano l’assetto e che emergono dal suo funzionamento. Lo svolgimento si articola in tre parti: la prima analizza il contesto ambientale in cui si inserisce l’organizzazione, le interazioni di quest’ultima con l’ambiente e le variabili di contesto (non strettamente definibili come “organizzative”, quali gli individui, i gruppi, le tecniche, i rapporti istituzionali) che condizionano la dinamica del sistema organizzativo; la seconda indaga con maggiore profondità le variabili organizzative (struttura, meccanismi operativi, potere organizzativo) e i modelli di disegno e di progettazione delle organizzazioni intese quali elaboratori di informazioni; nella terza vengono illustrati le principali tecniche di analisi e di progettazione organizzativa, quali il Business Process Reengineering e lo Zero Base Review, e i nuovi assetti organizzativi emergenti basati sulla flessibilità dell’organiz97 zazione del lavoro e sul lean thinking. Nel trattare le tematiche specialistiche si fa riferimento alle principali teorie elaborate in questo campo dagli studiosi di organizzazione dall’inizio del secolo fino ai nostri giorni. Trattandosi di un corso base, l’insegnamento insiste sugli elementi conoscitivi elementari consentendo di costituire la base metodologica e teoretica indispensabile per poter approfondire, secondo la prospettiva organizzativa, la teoria economico-aziendale. BIBLIOGRAFIA Cioccarelli G. (a cura di), Progettazione organizzativa e sistema informativo nelle aziende di credito, Giuffré, 1991 Rugiadini A., Organizzazione d’impresa, Giuffré, 1979 Butler R.., Progettare le organizzazioni, McGraw - Hill, 1998 Grandori A., L’organizzazione delle attività economiche, Il Mulino 1996 Mintzberg H., La progettazione organizzativa dell’organizzazione aziendale, Il Mulino 1986 Modalità di esame Gli esami sono svolti oralmente negli appelli delle normali sessioni sulla base dei testi in programma. Organizzazione dei sistemi informativi aziendali Andrea Pontiggia Il corso si propone di fornire agli studenti i modelli, le metodologie e le tecniche per l’analisi organizzativa dei sistemi informativi aziendali. In particolare, si affrontano i temi della diffusione e dell’impiego delle tecnologie d’informazione nelle aziende e delle problematiche connesse all’efficienza organizzativa di tali applicazioni. I temi trattati coprono i modelli di analisi e di progettazione organizzativa dei sistemi informativi e comprendono: le tecnologie di coordinamento, i nuovi media elettronici, le forme di mercato elettronico, i sistemi di supporto alle decisioni di gruppo. Al fine di facilitare l’apprendimento alle lezioni si affiancano l’analisi di casi aziendale (vedi programma) e l’intervento di esperti aziendali su singoli temi. Inoltre coloro che fossero interessati possono prendere parte, durante il corso, a quattro gruppi di lavoro, i cui risultati saranno illustrati in una sessione del corso. BIBLIOGRAFIA Testo d’esame Pontiggia A., Organizzazione dei sistemi informativi, ETAS, 1996. Letture consigliate Ciborra C., Tecnologie di coordinamento, F.Angeli, 1989 Mc Grath R.G. e A.B: Hollingshead, Groups Interacting with Technology, Sage, 1994 Pontiggia A., Apprendimento, management e tecnologie d’informazione, Egea, 1998. Sproull L. e S. Kiesler, Connections. New Ways of Working in the Networked Organization, MIT Press, 1992. Sutherland E. e Y. Morieux (a cura di)., Business Strategy and Information Technology, Routledge, 1991. Modalità d’esame L’esame è orale. Si ricorda a coloro che frequentano il corso che il progetto di ricerca svolto in gruppo è valutato (-2/+3 punti) e che deve concludersi tassativamente prima della fine del corso per consentire la presentazione del lavoro nell’ambito del corso. 98 Politica economica Carluccio Bianchi Il corso è diviso in tre parti. La prima è dedicata all’esame delle diverse teorie, e dei conseguenti modelli, di politica economica succedutisi in ordine di tempo dalla nascita dei moderni sistemi produttivi sino ai giorni nostri. Si esaminano in particolare le analisi positive e le prescrizioni normative del mercantilismo, della fisiocrazia, del liberismo classico inglese, della scuola neoclassica e del neoliberismo moderno, di Keynes, della scuola neokeynesiana, del monetarismo, della nuova macroeconomia classica, della supply-side economics, della teoria del disequilibrio e della nuova macroeconomia keynesiana. Il filo conduttore suggerito è quello della continua contrapposizione tra interventismo e liberismo, ovvero tra i fautori della necessità di un ruolo attivo dello Stato in economia ed i sostenitori del principio opposto di laissez faire. La seconda parte del corso utilizza i modelli analitici sviluppati nella prima parte per discutere i principali problemi attuali dell’economia italiana, anche nella prospettiva dell’Unione Monetaria Europea: la crescita reale, la bilancia dei pagamenti ed il corso dei cambi, la finanza pubblica, l’inflazione, la disoccupazione. La terza parte ha come oggetto obiettivi, strumenti e modalità di funzionamento della politica monetaria nel nostro paese, includendo una prospettiva storica sull’evoluzione dei metodi di controllo adottati dalla Banca d’Italia. L’approccio metodologico seguito nel corso è al tempo stesso storico ed analitico, al fine di mostrare allo studente come su ciascuna problematica possano esistere punti di vista contrastanti e come la discussione di ogni problema concreto non possa prescindere dall’utilizzo di uno schema teorico di riferimento. Si cerca in tal modo di sviluppare lo spirito critico degli studenti rispetto alle proprietà e alle caratteristiche dei modelli alternativi comunemente usati dagli economisti. TESTI CONSIGLIATI Prima parte: C. Bianchi, Politica economica , in Dizionario di economia politica, vol. 14, Boringhieri, Torino, 1988. C. Bianchi, L’intervento dello Stato in economia: keynesiani e monetaristi, Unicopli, Milano, 1991. G. Mankiw, Macroeconomia , Zanichelli, Bologna, 1994, cap. 4. Seconda parte : C. Bianchi, L’economia italiana e i problemi della politica economica, Guerini Studio, Milano, 1994. C. Bianchi, L’onere del debito pubblico: dinamiche endogene e prospettive di intervento, in L. Bernardi (a cura di), La finanza pubblica italiana. Rapporto 1993, Franco Angeli, Milano, 1993. Terza parte: F. Cotula, La politica monetaria in Italia, Il Mulino, Bologna, 1989 (vol. 2, capp. 1, 4, 11, 12, 14) C. Caranza, A. Fazio, L’evoluzione dei metodi di controllo monetario in Italia: 1974-1983 , Bancaria, 1983. I. Angeloni, Strumenti e obiettivi operativi della Banca d’Italia: verso un “modello europeo” , Note Economiche, 1994. Modalità d’esame La verifica dell’apprendimento dei contenuti del corso e la valutazione del profitto individuale avviene in due fasi sequenziali. In primo luogo lo studente deve rispondere in maniera concisa ad una serie di domande riguardanti l’intero programma del corso. A tale test iniziale viene assegnato un peso pari ad un terzo del voto complessivo. Successivamente 99 lo studente deve discutere in maniera più dettagliata tre temi scelti dal docente tra gli argomenti trattati in ciascuna parte del corso. Tenuto conto dell’importanza relativa delle varie sezioni in cui è diviso l’insegnamento, al primo tema viene assegnato un punteggio doppio rispetto agli altri due. La valutazione globale viene ottenuta sommando i punteggi riportati nelle varie prove. Studenti del progetto Erasmus Gli studenti stranieri inseriti nel progetto Erasmus che intendono sostenere l’esame di Politica Economica possono, a loro scelta, sostituire il programma sopra illustrato (ed i relativi testi) con gli argomenti contenuti nei volumi seguenti: C. Bianchi, L’intervento dello Stato in economia: keynesiani e monetaristi, Unicopli, Milano, 1991. N. Acocella, Fondamenti di politica economica, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1994 (capp. 6, 7, 9, 11, 13, 19). Politica economica agraria Carlo Bernini Carri 1) Richiamo ai concetti di analisi dell’impresa agraria e dei mercati. a) Domanda, offerta e forme di mercato; c) Funzioni di produzione, di costo e di profitto; d) Gli indici economico-finanziari dell’azienda agraria; e) La tipologia comunitaria delle aziende agricole ed il ruolo dell’impresa famigliare. f) Principali teorie dell’offerta agricola aggregata. 2) Il sistema agro-alimentare (SAA). a) Concetti definitori: filiera, distretto e SAA. b) Processi evolutivi e di adattamento del SAA. 3) Obiettivi e strumenti di politica agraria. a) Obiettivi di politica agraria e criteri di scelta tra interventi alternativi; b) Strumenti e politiche di intervento in campo agricolo. c) Modelli di equilibrio parziale per l’analisi delle politiche di prezzo. 4) La politica agricola comunitaria (PAC). a) Sviluppo e consolidamento della UE; b) La politica dei prezzi, dei mercati agricoli e delle strutture; d) La politica dello sviluppo rurale; f) Le ragioni della crisi ed il processo di riforma della PAC. 5) Prospettive economiche per il settore primario ed il sistema di imprese: analisi di casi. a) Le misure di riforma della PAC. b) OCM e strategie aziendali. c) Accordi commerciali agricoli e processi di globalizzazione. BIBLIOGRAFIA Fanfani R., Lo sviluppo della politica agricola comunitaria , NIS-Carrocci editore, Roma. De Stefano F., Principi di politica agraria, Il Mulino, Bologna. Sassi M., Strumenti per l’analisi dell’economia delle aziende agricole e dei mercati, Isdaf, 2° edizione, Pavia. Durante il corso il docente fornirà puntuali indicazioni sulle parti di approfondimento relative ai testi indicati e su ulteriori letture integrative. 100 L’esame si svolgerà in forma orale. Gli studenti frequentanti possono optare per lo svolgimento di una ricerca su un tema attinente il corso. Programmazione e controllo Antonio d’Atri Pianificazione, programmazione e strategia Che cos’è la pianificazione Che cos’è la programmazione Che cos’è la strategia Il modello base di pianificazione Obiettivi, budget, strategie, programmi Analisi dei costi e gestione d’impresa I costi e la gestione d’impresa: nozioni preliminari I possibili oggetti di analisi e di calcolo dei costi I metodi di calcolo e le differenti possibili configurazioni di costo Le valutazioni di convenienza economica a supporto del processo decisionale L’analisi dei costi a supporto dell’attività di controllo L’Activity Based Costing Il budget Che cos’è il budget Le diverse tipologie di budget Il budget nelle imprese industriali Il budget, la turbolenza ambientale e la complessità La contabilità analitica Relazioni esistenti tra Contabilità Analitica e Contabilità Generale Configurazioni di costo generalmente impiegate nei sistemi di C. A. Aspetti tecnici dei vari sistemi di rilevazione contabile Il sistema unico a costi standard Il sistema duplice a costi standard TESTI DI BASE E CONSIGLIATI Testi di base Alberto Bubbio: Il Budget, Il Sole 24 Ore libri, Milano 1995. Alberto Bubbio: Analisi dei costi e gestione d’impresa . Guerini, Milano 1994. Giancarlo Paolucci: La contabilità analitica, Liguori, Napoli 1993. Antonio d’Atri: L’innovazione dei sistemi di controllo di gestione , nuova edizione in corso di stampa Testo consigliato È vivamente consigliato lo studio del libro di HenryMintzberg: Ascesa e decllino della pianificazione strategica, Isedi, Torino 1996. Modalità d’esame L’esame consisterà in una prova scritta, di tipo esclusivamente pratico, e nella susseguente prova orale. Corsi propedeutici La trattazione degli argomenti del corso presuppone una buona conoscenza dei fondamenti di economia aziendale e di ragioneria generale. 101 Ragioneria generale ed applicata Ferdinando Superti Furga A) Reddito e capitale nel bilancio di esercizio La gestione aziendale: uno schema descrittivo; la produzione economica; il periodo amministrativo; l’esercizio come unità economica relativa; i processi produttivi e i cicli dei processi. La natura dei valori di bilancio: valori certi, stimati e congetturati; il significato dei valori di bilancio. Dal bilancio inteso come “rendiconto” al “bilancio aziendale”; il bilancio come strumento di conoscenza e di comunicazione. Il reddito di esercizio e il capitale di bilancio. I valori dello stato patrimoniale: il patrimonio. I valori del conto economico: il reddito. Il terzo elemento del bilancio di esercizio. La relazione semestrale delle società con azioni quotate in Borsa. Passato e presente nel bilancio di esercizio: verso un bilancio intelligibile B) Il bilancio di esercizio La clausola generale per la redazione del bilancio; i principi generali di redazione del bilancio; i criteri di valutazione. Lo stato patrimoniale e il conto economico. La nota integrativa e la relazione sulla gestione. Le funzioni di controllo. Il falso in bilancio nella prospettiva economico-aziendale. Gli influssi della normativa fiscale sul bilancio di esercizio. C) Introduzione alla contabilità generale (COGE) Gli obiettivi della COGE; l’oggetto di rilevazione della COGE; il metodo della partita doppia; gli strumenti della COGE. Le rilevazioni contabili afferenti le operazioni istituzionali, le operazioni dell’area caratteristica della gestione d’impresa; le operazioni dell’area patrimoniale; le operazioni dell’area finanziaria d’impresa; le operazioni che generano componenti straordinari di reddito; l’area della gestione dei tributi; le rivalutazioni fuori esercizio. BIBLIOGRAFIA A) F. Superti Furga, Reddito e capitale nel bilancio di esercizio , Giuffré, Milano, 1994 B) F. Superti Furga, Il bilancio di esercizio italiano secondo la normativa europea, Giuffré, Milano, 1997 C) G. Gavana, La rilevazione sistematica e aspetti di valutazione, ISDAF, 1997 G. Gavana, La rilevazione sistematica e aspetti di valutazione, Esercitazioni, ISDAF, 1997 Lettura consigliata per l’approfondimento della parte C): P. Mella, Elementi di Economia Aziendale, UTET, 1994: capitolo 2 (paragrafi da 2.10 a 2.17), capitolo 23, capitolo 24, capitolo 25 e capitolo 26. Modalità di svolgimento dell’esame L’esame è articolato in una prova scritta e in una prova orale. La prova scritta sarà strutturata in 2 parti: la prima parte comprenderà delle domande relative alle parti A) e B) del programma; nella seconda parte si richiederà al candidato di redigere le rilevazioni contabili di alcune fondamentali operazioni di gestione (parte C del programma). La prova orale verte su tutto il programma. Gli studenti che intendono sostenere l’esame devono iscriversi allo stesso almeno 5 giorni prima della data fissata per la prova scritta consegnando la FOTOCOPIA LEGGIBILE dello statino nell’apposita casella. 102 Vale la regola generale della irripetibilità dell’esame nella stessa sessione; il candidato che si ritira durante la prova scritta non potrà comunque ripeterla nella stessa sessione. Il candidato che imbuca lo statino per l’iscrizione e non si presenta alla prova scritta potrà ripresentarsi all’appello successivo. Scienza delle finanze Alberto Majocchi Il corso intende affrontare i principali aspetti del problema della finanza pubblica su un piano teorico e con riferimento alla situazione italiana. I temi principali che saranno affrontati nel corso sono i seguenti: La finanza pubblica in Italia Beni pubblici e fallimento del mercato Sanità, istruzione e pensioni Servizi di pubblica utilità e politiche per la concorrenza Teoria dell’imposta Gli effetti economici delle imposte Il federalismo fiscale La politica fiscale Il debito pubblico Distribuzione del reddito e tassazione progressiva Bilancio dello Stato e Legge finanziaria BIBLIOGRAFIA Bosi, P. (a cura di), Corso di Scienza delle Finanze, Il Mulino, Bologna, 1996 Modalità di esame L’esame consiste in una prova scritta. Gli studenti dovranno rispondere in un’ora a quattro domande relative ad argomenti trattati nel Corso. Il docente si riserva la possibilità di integrare i risultati della prova scritta con una prova orale. Sistemi informativi Supplenza esterna I) Concetti relativi a sistemi informatici: Unità di misura, ambiente di lavoro, rappresentazione dell’informazione all’interno del calcolatore, ovvero sistemi binari, rappresentazione dei numeri interi positivi e negativi, rappresentazione in virgola mobile, alfabeti e codici (ASCII, BCD). Algebra di Boole. Struttura fondamentale di un calcolatore elettronico (secondo l’architettura di Von Neuman), concetti di memoria, registri, unità di controllo (CPU e unità aritmetico-logica). Gerarchie di memorie (registri, memoria principale, memoria cache, memoria di massa). Operazioni di lettura e scrittura in memoria. Concetto di istruzione. II) Le componenti di un sistema informatico: Il software: Concetto di sistema operativo e software applicativo. Linguaggi: evoluzione, classificazione ed utilizzo. L’hardware: Dispositivi di memorizzazione, ovvero i dischi rigidi (parametri di accesso, struttura, frammentazione, dimensionamento della memorizzazione di archivi su disco), nastri 103 (accesso sequenziale, dimensionamento della memorizzazione di archivi su nastro), dischi ottici (CD-A, CD-ROM, CD-I, CD-XA e WORM) e magneto-ottici (riscrivibili) e loro parametri significativi (tempi di trasferimento, capacità, durata). III) Gli archivi (o basi di dati o database): Database multimediali: il formato dell’informazione in immagini, video e audio. Sistemi di elaborazione di immagini: acquisizione, campionamento e discretizzazione. La compressione di immagini (finalità tecniche PCM, DPC; ADPCM e basati su trasformate, standard JPEG e MPEG). Archivi sequenziali, relativi e diretti (caratteristiche, costi di ricerca, utilizzo), metodi di accesso (sequenziale, sequenziale con indice, casuale), indici e loro utilizzo; sistemi di database gerarchici, relazionali e reticolari. Database in rete: rete di calcolatori (locale o estesa), Internet e archivi su Internet. IV) Linguaggio SQL: Evoluzione e finalità del linguaggio SQL, tipi di istruzione (DML, DDL embedded), tipi di dati, operatori e funzioni, sub-query, funzioni di gruppo, join e operatore EXISTS. Creazione di database (relazioni, viste e indici). V) Il linguaggio C: Struttura di un programma in C, costanti, variabili (dichiarazione e allocazione di memoria), operatori aritmetici, logici, conversioni di tipo, istruzioni di iterazione, espressioni condizionali, funzioni, vettori e puntatori, Sintassi delle istruzioni, funzioni di libreria (di input/output, aritmetiche). Esempi di programmazione. Programmazione strutturata. Modalità d’esame: L’esame comporta il superamento di una prova scritta costituita da esercizi e domande sugli argomenti del programma. MATERIALE DIDATTICO E TESTI CONSIGLIATI A. Albano, Basi di dati, Addison-Wesley, 1992 Van der Lans, Introduzione a SQL, AddisonWesley, 1990 Sul linguaggio C, a scelta uno dei seguenti: L. Ammeraal, Linguaggio C: teoria e applicazioni, 1987, Tecniche Nuove B. Gottfried: Programmare in C, Schaum’s n. 86. Per chi non avesse alcuna familiarità con l’informatica, si consiglia la lettura del testo M. Boni, Informatica, Apogeo, 1993. Sono disponibili in copisteria le fotocopie dei lucidi proiettati a lezione. Avvertenza Si consiglia vivamente di seguire il corso e sostenere la prova di idoneità sulle conoscenze informatiche di base prima frequentare il corso di Sistemi Informativi. Sono inoltre considerati fondamentali le nozioni di matematica generale (integrazione, derivazione, limite). Sociologia Franco Rositi Scopo del corso è quello di mostrare la specificità della tradizione sociologica mediante l’analisi di due dei principali problemi che hanno costantemente attraversato tale tradizione: in che senso possa esserci una “scienza” della società; quale sia l’oggetto di una scienza della società (leggi generali dell’interazione umana, o specifiche strutture sociali, o semplici tipologie di azione). 104 La storia del pensiero sociologico farà da sfondo alla trattazione teorica, seguendo sostanzialmente il volume di Coser (v. avanti). Saranno via via messi in campo esempi di analisi sociologica sulla società contemporanea. BIBLIOGRAFIA Per tutti: Coser, L. A., I maestri del pensiero sociologico, Il Mulino, Bologna, 1983 (solo i seguenti autori: Marx, Durkheim, Weber, Pareto, Veblen, Mead, Mannheim) Un libro a scelta fra i seguenti: Testi metodologici Livolsi, M., Rositi, F., a cura di, La ricerca sull’industria culturale, La Nuova Italia, Roma, 1990 Sparti, D., Epistemologia delle scienze sociali, La Nuova Italia, Roma, 1996 Testi teorici di settore: Accornero, A., Il mondo della produzione, Il Mulino, Bologna, 1994 Bonazzi, G., Storia del pensiero organizzativo, Angeli, Milano, 1995 Cobalti, A., Lo studio della mobilità, La Nuova Italia, Roma, 1996 Testi sulla società italiana: Paci, M., Il mutamento della struttura sociale italiana , Il Mulino, Bologna, 1992 Cobalti, A., Schizzerotto, A., La mobilità sociale in Italia, Il Mulino, Bologna, 1994 Negri, N., Sciolla, L., a cura di, Il paese dei paradossi , La Nuova Italia, Roma, 1996 Modalità dell’esame L’esame è orale e consiste in domande sul testo del Coser e sul libro scelto dallo studente. Gli studenti possono concordare con il docente un libro a scelta diverso da quelli compresi nell’elenco. Gli studenti attualmente iscritti al 4° anno o fuori corso possono portare il programma previsto nell’anno in cui avrebbero dovuto sostenere regolarmente l’esame. Tesi Coloro che intendessero chiedere la tesi in Sociologia sono vivamente consigliati di inserire nel piano di studi anche l’esame di Metodologia e Tecnica della ricerca sociale e inoltre una delle discipline sociologiche (oppure Psicologia sociale) insegnate nella Facoltà di Scienze Politiche. Sociologia del lavoro Maria Rita Rampazi Il corso prende in esame le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, per effetto della crescente interdipendenza dei mercati, da un lato, e dello sviluppo tecnologico, dall’altro. Si tratta di mutamenti analizzabili su tre livelli: macrosociale (ridefinizione dei rapporti tra mercato, sfera pubblica e ambito della vita privata; trasformazione delle relazioni industriali), microsociale (nuove modalità comunicative) e di organizzazione del lavoro dell’impresa. Il corso si articolerà perciò in tre parti: Parte prima: richiami al rapporto economia e società nei classici del pensiero sociologico Parte seconda: mercato del lavoro e relazioni industriali, in Italia e in Europa 1) Internazionalizzazione e decentramento delle imprese; 2) diffusione dell’automazione, smaterializzazione del lavoro, nuove forme di disoccupazione e di esclusione, nuove competenze e figure professionali; 3) nascita e sviluppo del lavoro a distanza; 105 4) ridefinizione di tempi e luoghi di lavoro, il problema della flessibilità; 5) centralità della formazione, iniziale e continua; 6) nuove forme di mobilità (sociale, con l’accentuarsi della mobilità orizzontale; territoriale, con i nuovi flussi migratori); 7) crisi delle forme tradizionali di contrattazione collettiva. Parte terza: situazione lavorativa e relazioni di impresa 1) Dal taylorismo allo “studio psicologico integrato della situazione lavorativa” (la progettazione organizzativa, il contesto sociale del lavoro, la sofferenza lavorativa e il rischio); 2) l’interazione uomo-computer (nuove modalità e competenze comunicative; il problema del controllo; processi decisionali e attribuzione di responsabilità; ridefinizione delle mansioni e delle carriere). BIBLIOGRAFIA Martinelli A., Smelser N., La sociologia economica: correnti storiche e problemi analitici, e Berger J., Mercato e Stato nelle società capitalistiche avanzate, (saggi contenuti in: Martinelli A. e Smelser N., Sociologia economica, Il Mulino, Bologna, 1995) Chiesi A. M., Regalia I., Regini M., Lavoro e relazioni industriali in Europa , NIS, Roma, 1997 Novara F., Sarchielli G., Fondamenti di psicologia del lavoro, NIS, Roma, 1997 Modalità d’esame L’esame sarà orale. La terza parte del corso potrebbe essere svolta in forma seminariale; in tal caso, sarà possibile concordare, per questa parte, la presentazione di papers, validi ai fini dell’esame. Statistica 1 A-K Paolo Giudici L-Z Guido Consonni PARTE PRIMA: STATISTICA DESCRITTIVA 1) Scale di misurazione 2) Distribuzione statistica ad una dimensione Variabile statistica discreta e continua; funzione di ripartizione 3) Le medie Impostazione secondo Chisini; proprietà delle medie; medie di potenze; moda; mediana e quartili 4) Variabilità Scarto quadratico medio e varianza; coefficiente di variazione; differenza media semplice; altri indici di variabilità (range, differenza interquartile) 5) Concentrazione Spezzata di concentrazione; rapporto di concentrazione 6) Distribuzione statistica bidimensionale Tabella a doppia entrata; distribuzioni marginali e subordinate 7) Relazioni statistiche Connessione; indipendenza statistica; indice di connessione; concordanza; covarianza; correlazione lineare; coefficiente di correlazione lineare; coefficiente di correlazione fra i ranghi 8) Regressione Funzione di regressione; scomposizione della varianza; rapporto di correlazione; interpolazione lineare; criterio dei minimi quadrati; coefficiente di determinazione 106 PARTE SECONDA: PROBABILITÀ 1) Eventi e probabilità Eventi ed operazioni logiche su eventi; esperimento; eventi elementari; spazio degli eventi; interpretazioni della probabilità; definizione assiomatica; primi teoremi elementari; probabilità condizionale; indipendenza fra eventi; teorema delle probabilita totali; teorema di Bayes 2) Numero aleatorio (o variabile casuale) Discreto e continuo, funzione di ripartizione; funzione di probabilità e funzione di densità; sintesi di un numero aleatorio: valore atteso, varianza, momenti, mediana e quantili; disuguaglianza di Cebicev; funzione generatrice dei momenti; distribuzioni di probabilità notevoli: bernoulliana, binomiale, di Poisson, geometrica, uniforme (discreta e continua), gamma, esponenziale negativa, chi-quadrato, normale 3) Trasformazione di numero aleatorio Metodo della funzione di ripartizione; trasformazione monotona, metodo della funzione generatrice dei momenti; valore atteso di una funzione di un numero aleatorio. 4) Vettore aleatorio Distribuzione congiunta; distribuzioni marginali e subordinate; indipendenza stocastica; somma di numeri aleatori (valore atteso e varianza) 5) Teorema limite centrale PARTE TERZA: INFERENZA STATISTICA 1) Popolazione e campione Il problema dell’inferenza statistica; alcuni schemi di campionamento: campionamento probabilistico, campione casuale con e senza reintroduzione, campionamento stratificato, campionamento a più stadi; funzioni campionarie e loro distribuzioni: media campionaria, momenti campionari, varianza campionaria; distribuzione asintotica della media campionaria; campionamento da popolazione normale: distribuzione della media campionaria e della varianza campionaria, distribuzione t-Student. 2) Stima parametrica puntuale Stimatore e stima; metodi per determinare uno stimatore: dei momenti, della massima verosimiglianza; proprietà degli stimatori: non distorsione; errore quadratico medio; consistenza (semplice e in media quadratica); proprietà degli stimatori di massima verosimiglianza 3) Stima parametrica per intervalli Intervallo di confidenza; metodo della quantita pivotale; campionamento da popolazione normale: intervallo di confidenza per la media e per la varianza; intervallo di confidenza asintotico (grandi campioni); intervallo di confidenza asintotico per una proporzione; intervallo di confidenza per la differenza fra due medie. 4) Verifica di ipotesi statistiche Ipotesi statistiche (semplici e composte); test per la verifica di ipotesi statistiche; ipotesi nulla e ipotesi alternativa; errore di prima e di seconda specie; funzione di potenza; test più potente, lemma di Neyman-Pearson; test uniformemente più potente; il livello di probabilità osservato (p-value); relazione fra verifica di ipotesi e intervalli di confidenza; popolazione normale: verifica di ipotesi sulla media; test su una proporzione; test per il confronto fra due medie e due proporzioni; test di indipendenza 5) Modello lineare Definizione; ipotesi deboli e forti; stima puntuale: stimatori dei minimi quadrati e loro proprietà, teorema di Gauss-Markov; stima puntuale: metodo di massima verosimiglianza; intervalli di confidenza per il coefficiente angolare; verifica di ipotesi sul coefficiente angolare; previsione puntuale e mediante intervalli di confidenza; coefficiente di determinazione. 107 BIBLIOGRAFIA Statistica descrittiva: Statistica descrittiva. Appunti ad uso degli studenti, Iuculano/Spiegel editore. Probabilita e inferenza statistica: Mood, A.M., Graybill, F.A., Boes, D.C., Introduzione alla statistica, Mc Graw Hill, Milano, 1991. oppure Cifarelli, D.M., Elementi di calcolo delle probabilità, G. Giappichelli, Torino, 1988. e Cicchitelli, G., Probabilità e Statistica, Maggioli Editore, Rimini, 1984. Modalità d’esame Prova scritta e colloquio orale. Statistica 2 Pietro Muliere 1. Richiami ed approfondimenti inerenti la teoria della stima e la prova delle ipotesi in ambito parametrico. 1.1. La stima. Proprietà degli stimatori: non distorsione, consistenza, invarianza, efficienza, sufficienza, completezza. Relazioni tra le proprietà degli stimatori. I metodi di stima. Proprietà degli stimatori di massima verosimiglianza. La sufficienza minimale. Sufficienza, ancillarità ed indipendenza. 1.2. La prova delle ipotesi. La regione critica e le ipotesi alternative. Il test più potente: il lemma di Neyman-Pearson. I criteri casualizzati. Criteri con probabilità di errore assegnati. I criteri uniformemente più potenti. Restrizioni sul modello. Restrizioni sui test: I criteri non distorti, invarianti, somiglianti. Il rapporto di massima verosimiglianza. 2. Alcuni concetti di inferenza statistica non parametrica. 2.1. Stima non parametrica.Cenni sulle statistiche d’ordine. La funzione di ripartizione empirica. U-Statistics. 2.2. Test non parametrici.Problemi di un singolo campione. Problemi con due campioni: Test di indipendenza, Test di omogeneità. Problemi con k campioni 3. Inferenza statistica sequenziale. Il rapporto di probabilità sequenziale. Alcune proprietà del rapporto di probabilità sequenziale. L’identità fondamentale dell’analisi sequenziale. 4. Il modello lineare per lo studio della dipendenza. Considerazioni generali e varietà del modello lineare.Il modello funzionale e regressivo in ipotesi standard. La stima dei parametri ed il teorema di Gauss-Markov. La stima della varianza dell’errore. Proprietà degli stimatori ottenuti con il metodo dei minimi quadrati. La distribuzione asintotica normale multivariata del vettore dei parametri. Qualche test non parametrico per il controllo delle ipotesi standard. Il metodo dei minimi quadrati generalizzati. Stima con vincoli lineari. La stima dei parametri in presenza di multicollinearità. Gli stimatori Ridge. L’ipotesi di normalità e controllo di varie ipotesi concernenti i parametri e le loro combinazioni lineari. Gli stimatori di Stein. La regressione con dati binari. Modello di regressione con variabili ausiliarie. Come selezionare le equazioni di regressione. 5. Il modello lineare generalizzato. Le componenti del modello lineare generalizzato. La generalizzazione La funzione di 108 verosimiglianza per i modelli lineari generalizzati. La funzione legame. Gli stimatori sufficienti e la funzione legame. 6. I modelli lineari dinamici. Definizione del modello. Il filtro di Kalman- Bucy. Proprietà ed osservazioni sul filtro di Kalman-Bucy. Alcuni esempi di modelli lineari dinamici. 7. Analisi della varianza e della covarianza. Analisi della varianza ad un criterio. Confronto multiplo di medie. Analisi della varianza a due criteri con una osservazione per cella. Analisi della varianza a due criteri con interazione. Analisi della covarianza. 8. I metodi di ricampionamento. Introduzione al problema. Il Jackknife Il bootstrap di Efron. 9. Il problema della robustezza. Definizione qualitativa di robustezza. Indicatori della robustezza. Robustezza e qualche usuale stimatore. 10. Il problema dell’induzione nell’impostazione bayesiana. Osservazioni critiche sull’impostazione classica. Possibilità di un ragionamento induttivo coerente. Il teorema di Bayes. Scelta della distribuzione iniziale. Relazioni tra inferenza statistica e teoria delle decisioni statistiche. La teoria della stima. la teoria della prova delle ipotesi. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Durante il corso saranno fornite ampie indicazioni bibliografiche. Per comodità dello studente segnaliamo i seguenti volumi. PUNTI 1, 2 e 3. Rohatgi, V.K. (1976), An Introduction to Probability Theory and Mathematical Statistics, J. Wiley. PUNTO 4 e 7 Seber, G.A.F. (1977), Linear Regression Analysis, J. Wiley. PUNTO 5 Dobson, A.J. (1993), An Introduction to Generalized Linear Models , Chapman and Hall. PUNTO 6 Abraham B. e Ledolter J. (1982), Statistical Methods for Forecasting, J. Wiley. PUNTO 8 Efron,B. e Tibshirani R.J. (1993), An Introduction to the Bootstrap, Chapman and Hall. PUNTO 9. Hampel,F.R., Ronchetti,E.M.,Rousseeuw,P.J. e Stahel,W.A.(1986). Robust Statistics: the Appraoch based on Influence Functions.J. Wiley. PUNTO 10. Cifarelli D.M. e Muliere P. (1989), Statistica Bayesiana , G.Juculano Ed. Modalità d’esame: scritto e orale. Esame scritto: Lo studente dovrà presentare una tesina scritta su un argomento a scelta. Statistica economica Sonia Petrone Premessa Il corso intende fornire una panoramica delle metodologie statistiche utilizzate nelle principali applicazioni in ambito economico ed aziendale, con particolare riferimento alla teoria del campionamento da popolazione finita, ai metodi di previsione, all’analisi di dati multidi109 mensionali. La teoria presentata verra’ corredata dall’esame di applicazioni reali. Il corso prevede una serie di esercitazioni guidate al calcolatore nelle quali gli studenti impareranno ad utilizzare uno dei principali software per l’analisi dei dati. Preliminari Tipologie di dati. Metodi descrittivi ed inferenziali. Parte I - Introduzione alla teoria del campionamento statistico Indagini campionarie e censimenti. Popolazione, campione, parametri e stimatori. Piani di campionamento (Campionamento casuale. Campionamento stratificato. Campionamento a grappoli. Campionamento a due stadi. Altri piani di campionamento). La stima dei parametri della popolazione. Stima della media. Stima della varianza. Metodi di approssimazione basati sulle replicazioni del campione (bootstrap). Il problema della qualità dei dati. Errori non campionari. Le mancate risposte. Alcune indagini campionarie reali. Le indagini sulla popolazione. Indagini campionarie concernenti le attività economiche. L’indagine Banca d’ltalia sui bilanci delle famiglie. Parte II - Modelli di previsione ed elementi di analisi multivariata Introduzione all’analisi delle serie storiche. Scomposizione della serie nelle componenti elementari (trend, stagionalità, ciclo). La funzione di autocorrelazione. Modelli di previsione. Introduzione all’analisi di dati spaziali. Aspetti descrittivi. Principali modelli per l’inferenza statistica. Elementi di analisi multivariata. Analisi grafica. Analisi delle componenti principali. Analisi dei gruppi. Modelli lineari generalizzati. BIBLIOGRAFIA I riferimenti bibliografici saranno precisati durante lo svolgimento del corso. Letture consigliate: Cicchitelli, G., Herzel, A. e Montinari, G.E. Il campionamento statistico. Il Mulino, Bologna, 1992. Chatfield, C. The analysis of time series: an introduction. Chapman and Hall, London, 1981. Everitt, B.S. Applied Multivariate Data Analysis. Edward Arnold, London, 1991. Modalità d’esame Il corso prevede la partecipazione attiva degli studenti. In particolare, I’esame finale prevede un’analisi di dati reali (o un approfondimento teorico) su argomento concordato con il docente. 110 Statistica matematica Pietro Muliere I. Parte (35 ore): Guido Consonni 1. Il paradigma bayesiano Motivazioni per l’impostazione bayesiana dell’inferenza. Il teorema di Bayes generalizzato. Inferenza predittiva e parametrica. 2. Elementi di teoria delle decisioni Funzione di perdita. Perdita attesa. Funzione di rischio. Regole Bayesiane. Impostazione condizionata. Funzioni di perdita per problemi inferenziali tipici (stima puntuale, stima per insiemi, verifica di ipotesi) 3. Analisi coniugata Famiglia esponenziale. Parametrizzazioni della famiglia esponenziale. Caratterizzazione della distribuzione coniugata. Parametrizzazioni coniugate. Famiglie arricchite e famiglie estese. 4. Distribuzioni di riferimento Distribuzioni invarianti. Regola di Jeffreys. Caso multiparametrico. 5. Approssimazioni numeriche Approssimazione di Laplace. Campionamento per importanza. Markov Chain Monte Carlo. 6. Modelli gerarchici Aspetti computazionali. Applicazioni. 7. Modelli mistura Aspetti computazionali. Applicazioni II. Parte (35 ore): Pietro Muliere 1. L’impostazione previsiva dell’Inferenza. La distribuzione predittiva. La scambiabilità. La scambiabilità parziale. Legge forte dei grandi numeri per variabili aleatorie scambiabili. Il teorema di rappresentazione di de Finetti. I riassunti sufficienti a fini previsivi. 2. Costruzione dei modelli statistici. Costruzione dei modelli via scambiabilità. Costruzione dei modelli via invarianza. Costruzione dei modelli via riassunti sufficienti. Costruzione dei modelli via scambiabilità parziale. 3. Determinazione della distribuzione iniziale: impostazione previsiva. Eventi scambiabili e distribuzione di tipo beta. La distribuzione di Dirichlet. Sulla scelta della distribuzione iniziale per la famiglia esponenziale. 4. Elementi di Statistica bayesiana non parametrica. I fondamenti dell’impostazione bayesiana non parametrica. Costruzione di misure di probabilità aleatorie. La costruzione del Processo di Dirichlet. Alcuni semplici processi d’urna. I processi tail - free. I processi neutrali a destra. I processi Polya-trees. Alcune applicazioni. 5. Il bootstrap bayesiano ed il bootstrap bayesiano proprio. Il metodo di bootstrap: Il bootstrap di Efron; Il bootstrap di Rubin; Il bootstrap con dati censurati; Il bootstrap per popolazioni finite. Due bootstrap informativi: Il Polya bootstrap.;Il bootstrap bayesiano proprio. Alcuni esempi. 111 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Durante il corso verranno fornite ampie indicazioni bibliografiche. Per comodità degli studenti segnaliamo i seguenti volumi. D.M. Cifarelli. e P. Muliere, (1989), Statistica Bayesiana, G. Juculano ed. Pavia. J.M. Bernardo e A.F.M. Smith, (1994), Bayesian Theory, J. Wiley. W.R. Gilks, S. Richardson, Spiegelhalter, D.J. (1996) Markov Chain Monte Carlo in Practice, Chapman and Hall. M.J. Schervish, (1995), Theory of Statistics, Springer-Verlag. Modalità di esame: Gli studenti devono presentare e discutere una tesina scritta su un argomento a scelta. Storia dell’economia politica Giovanni Vaggi Il corso illustra le principali fasi nel processo di formazione del pensiero economico moderno. Si tratta perciò di un corso che sottolinea gli aspetti analitici delle principali teorie economiche; il significato dei concetti utilizzati e le relazioni logiche che legano gli stessi fra di loro nel formare una struttura teorica. Il tema conduttore è l’analisi della produzione e circolazione della ricchezza in un sistema economico caratterizzato da divisione del lavoro. Il corso si articola in quattro parti. A. La formazione dell’economia politica classica 1. Il mercantilismo fra il XVI e ilXVII secolo; le teorie della ricchezza nazionale e il contributo di Thomas Mun. 2. Sir William Petty; il metodo dell’economia politica, sovrappiù e valore. 3. Richard Cantillon e il ruolo dell’imprenditore. 4. Le prime reazioni al Mercantilismo sul finire del XVII secolo: John Locke e Dudley North. 5. Francois Quesnay e la Fisiocrazia. 6. Adam Smith e la rivoluzione industriale 7. Il dibattito fra Ricardo e Malthus; la teoria del valore-lavoro B. Marx e il marxismo 1. Il concetto di modo di produzione. 2. le leggi di movimento del capitalismo 3. L trasformazione dei valori in prezzi di produzione. C. La nascita del marginalismo 1. Senior e la teoria dell’astinenza. 2. John Stuart Mill. 3. Jevons e il calcolo economico. 4. La scuola austriaca. 5. Walras e l’equilibrio economico generale. 6. Marshall e la teoria dell’impresa D. La teoria economica nel ’900 1. L’impresa rappresentativa e le curve dei costi 2. La teoria dei prezzi di Sraffa. 3. La critica al concetto di funzione aggregata di produzione. BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO Vaggi G. 1993, “Teorie della ricchezza dal mercantilismo a Smith” in Valori e Prezzi, a cura di G. Lunghini, UTET, Torino. Vaggi G. 1996, “Adam Smith and the Economic Policy of 112 Laissez Faire, History of Economic Ideas, n. 1-2. Screpanti E. Zamagni S. 1989, Profilo di storia del pensiero economico, La Nuova Italia Scientifica, Firenze; capitoli 1-6, paragrafi 7.1.6., 8.1, 10.1, 11.2. Modalità d’esame L’esame si svolge oralmente. Storia economica A-K Antonia Pasi L-Z Mario Rizzo A) Economia e Storia: la domanda; i fattori produttivi; produzione e produttività. B) L’età preindustriale: la Rivoluzione urbana; la popolazione; la storia della tecnologia; la politica economica; redditi, produzione e consumi (secc.XI-XVI); il ribaltamento dell’equilibrio mondiale ed europeo (secc. XVI-XVIII). C) L’età industriale: la Rivoluzione industriale inglese; l’industrializzazione del Continente; la seconda Rivoluzione industriale. BIBLIOGRAFIA Cipolla, C.M., Storia economica dell’Europa pre-industriale, Il Mulino Bologna, 1997, pp. 1192, 225-345. Landes, D.S., Prometeo liberato, Einaudi Torino, 1998, capp. I, II, III, IV, V. Modalità d’esame L’esame è orale. Storia economica Corso progredito Giovanni Vigo PARTE I - LO SVILUPPO ECONOMICO MODERNO 1. Lo sviluppo economico nell’età industriale 2. L’economia del XX secolo: dalla prima guerra mondiale alla globalizzazione. PARTE II - L’ECONOMIA TRA LE DUE GUERRE 1. L’economia mondiale alla vigilia del 1914 2. La prima guerra mondiale e le sue conseguenze 3. La crisi di riconversione 4. La grande inflazione 5. Il ritorno alla normalità 6. La ricostruzione del sistema monetario internazionale 7. La ripresa degli Anni venti 8. La crisi del ’29 e la grande depressione 9. Le risposte alla depressione 10. Un bilancio degli Anni Trenta: economia, moneta, finanza e commercio internazionale. PARTE III - L’ECONOMIA MONDIALE NEL DOPOGUERRA 1. La guerra e la ricostruzione 2. Bretton Woods e il nuovo sistema monetario internazionale 3. Il Piano Marshall e il ruolo degli Stati Uniti nell’economia mondiale 4. Gli anni d’oro dell’economia mondiale 5. Un nuovo attore dell’economia internazionale: la CEE 6. Le economie pianificate 113 7. L’età dell’incertezza: la fine di Bretton Woods, gli shocks petroliferi, l’inflazione mondiale 8. La dimensione malthusiana: un nuovo modello di sviluppo. PARTE IV - L’ECONOMIA NELL’ETÀ DELLA GLOBALIZZAZIONE 1. Verso un nuovo ordine economico mondiale - Finanza e moneta nell’età della globalizzazione - Il governo dell’economia mondiale. BIBLIOGRAFIA C. H. Feinstein, P. Temin, G. Toniolo, L’economia europea tra le due guerre, Bari-Roma, Laterza, 1998. H. Van der Wee, L’economia modniale tra crisi e benessere (1945-1980), Milano, Hoepli, 1989. Letture integrative relative alle parti non trattate nella bibliografia verranno suggerite durante le lezioni. Modalità di svolgimento dell’esame. L’esame si svolgerà in forma orale. I frequentanti potranno preparare due papers su argomenti da concordare con il docente che saranno valutati ai fini dell’esame. Strategia e politica aziendale Giancarlo M. Malvestito A. Evoluzione teorica degli studi di strategia e politica aziendale La business policy americana e la politica dell’economia aziendale italiana ed europea Pensiero strategico e concetto di strategia d’impresa Dalla busines strategy alla corporate strategy B. La componente processuale della strategia Visione strategica e processo di formulazione della strategia L’integrazione della strategia nel modello istituzionale Strategia, pianificazione e politica aziendale C. Strategia ed etica nelle finalità istituzionali d’impresa Dalle relazioni impresa-mercato ai nuovi rapporti impresa-ambiente: shareholder e stakeholder theory Gli sviluppi dello strategic management Rivoluzione manageriale e profili evolutivi dell’environmental management D. Network interorganizzativi Caratteristiche e tipologie di network Profili evolutivi delle alleanze strategiche Proattività,progettualità e virtualità imprenditoriale BIBLIOGRAFIA Malvestito, M.G., Gestione strategica d’impresa:elementi di pianificazione e programmazione aziendale, 2 ed., ISDAF, Pavia, 1998 Beretta Zanoni, A., Strategia e politica aziendale negli studi italiani e internazionali, Giuffrè Editore, Milano, 1997 Malvestito, M.G., Strategia e politica aziendale , in corso di pubblicazione Modalità d’esame Per gli studenti frequentanti l’esame prevede una prova scritta al termine delle lezioni, con possibile integrazione orale. Per i non frequentanti è prevista una prova orale. 114 Sviluppo delle economie agricole Carlo Bernini Carri L’insegnamento come mezza annualità (35 ore) sarà attivato solo a partire dall’A.A. 1999/00 1) Alcune questioni preliminari a) L’evoluzione del concetto di sviluppo e delle modalità di misurazione. b) Il ruolo dell’agricoltura nello sviluppo economico. 2) I principali approcci allo sviluppo a) Il pensiero ortodosso. b) Il pensiero riformista. c) Il pensiero eterodosso. 3) Interdipendenze ed asimmetrie settoriali nei modelli di sviluppo a) Caratteri distintivi degli approcci prevalenti. b) I principali modelli del dualismo (Lewis Fei e Ranis, Thirlwall, etc.). 4) Commercio e sviluppo a) Ruolo del commercio, termini di scambio e principali teorie dello scambio Nord-Sud. b) Politiche commerciali internazionali e commercio agricolo. 5) Principali questioni di sviluppo agricolo a) Il problema della sicurezza alimentare e le strategie di azione. b) Lo sviluppo sostenibile. c) Caratteri ed effetti delle politiche macroeconomiche e settoriali per i PVS. BIBLIOGRAFIA Bernini Carri C., Sassi M., Elementi di economia dello sviluppo. Alcuni nessi con lo sviluppo agricolo, SEAG, Pavia. Durante il corso verranno fornite puntuali indicazioni relativamente alle parti del testo da approfondire e le letture consigliate per la parte 5). L’esame si svolgerà in forma orale. Gli studenti frequentanti possono optare per lo svolgimento di una ricerca su un tema attinente il corso. Tecnica bancaria Salvatorangelo Loddo Per gli studenti il cui cognome inizia con lettera dalla A alla K inclusa 1. Il sistema finanziario - L’offerta e la domanda finali di finanziamento - Gli strumenti finanziari - I circuiti di collegamento - I modelli di intermediazione finanziaria 2. Gli Intermediari Finanziari 3. La banca centrale e la politica monetaria 4. L’autorità monetaria e la vigilanza 5. Le funzioni della banca 6. Il sistema e la politica dei tassi di interesse 7. La politica e gli strumenti di raccolta 8. La politica dei prestiti e la valutazione degli affidamenti 9. I prestiti per cassa a breve termine (sconto, apertura di credito, anticipazione, riporto) 10. I prestiti a medio-lungo termine 115 11. 12. 13. 14. 15. La gestione valutaria I crediti di firma La gestione del portafoglio titoli Liquidità ed equilibri finanziari e patrimoniali della banca Il sistema dei pagamenti e le relazioni intercreditizie BIBLIOGRAFIA A. Fusconi, S.A. Loddo, B. Rossignoli: Banca e Intermediazione, Monduzzi, 1996. Materiale di supporto indicato durante lo svolgimento del corso. Modalità d’esame: Orale Tecnica bancaria Matteo Mattei Gentili Per gli studenti il cui cognome inizia con lettera dalla L alla Z 1. Le caratteristiche dell’attività bancaria 2. Le funzioni degli intermediari finanziari 3. L’industria finanziaria dalla legge del 1936 al nuovo Testo Unico 4. Le funzioni della Banca Centrale 5. Le politiche di gestione dell’attivo 6. Politica dei prestiti e rischio di credito 7. La liquidità e la gestione della tesoreria 8. Gli investimenti bancari in titoli 9. La politica della raccolta 10. La raccolta “indiretta” e quella “gestita” 11. I rischi di mercato ed i rischi di controparte 12. La creazione dei depositi ed il controllo del credito 13. Le modalità competitive nel settore bancario 14. I rapporti fara efficienza e dimensione 15. Le strutture tecniche delle operazioni di raccolta 16. Le strutture tecniche delle operazioni di impiego Il materiale bibliografico verrà indicato durante lo svolgimento del corso. Esame orale Tecnologia dei cicli produttivi Laura Giagnorio Il corso si basa su di un’ottica di life cicle analysis, nella quale viene inquadrata la presentazione dei cicli di vita di beni e prodotti. I prodotti ed i processi vengono, quindi, rapportati sia all’ambiente in cui sono inseriti, onde evidenziarne le interazioni e le possibili sinergie, sia ad un ciclo integrato che comprenda anche la gestione degli stessi al termine della vita utile propriamente detta, in un’ottica ecocompatibile e di sviluppo sostenibile. 1) Aspetti preliminari - Ruolo della tecnologia - Parametri ambientali di riferimento - Life cycle analysis 116 2) Sistemi di qualità - Organismi deputati alla normazione - Norme serie UNI ISO 9000 per la qualità totale - Direttive CE 91/391 e 91/392 - Sistemi di gestione ambientale: ISO 14000 - Regolamenti CE 90/3037 e 93/1836 relativi alla ecogestione ed audit - Aree più significative di intervento (progettazione, approvvigionamento, fabbricazione, ecc.) - Impatto dei cicli produttivi sull’ambiente globale 3) Politiche energetiche - Cicli produttivi tradizionali dell’energia elettrica: aspetti tecnologici ed economici di centrali idroelettriche, termoelettriche, nucleotermoelettriche - Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: energia geotermica, solare, eolica, dal mare, da biomasse e nucleare. - Domanda e diversificazione delle fonti energetiche - Ruolo degli strumenti tariffari negli obiettivi delle politiche energetiche 4) Gestione integrata dell’acqua - Legge 36/94: disposizioni in materia di risorse idriche: acque di approvvigionamento e di scarico - Organizzazione territoriale del servizio integrato - Qualità delle acque approvvigionate - Caratteristiche delle acque scaricate - Processi depurativi tipo - Scelte tecnologiche, economiche e gestionali conseguenti 5) Ciclo tecnologico del rifiuto - Inquadramento storico - D.L.vo 22/97 e normativa di riferimento - Ciclo integrato del rifiuto - Integrazione tecnologica - Integrazione economica - Quadro del settore: aspetti quali-quantitativi e struttura organizzativa - Metodi di smaltimento: compostaggio, termoutilizzazione, discariche. 6) Visite tecniche Durante il corso sono programmate visite tecniche presso cicli tecnologici di smaltimento rifiuti, di depurazione delle acque reflue e centrali elettriche. BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO Saranno messi a disposizione, durante il corso, la documentazione ed i principali testi di legge relativi agli argomenti trattati. Alcuni testi di riferimento Balestrieri F., Risorse energetiche e ambiente, Libreria “Cafaro” Editrice, 1996 Gervasoni S., Discariche controllate, Hoepli Ed., 1995 Lombardini S., Malaman R., Rifiuti e ambiente - Aspetti economici, tecnologici e giuridici , Il Mulino Ed., 1993 - Cap. I, II, VI UNI, Sistema Qualità , Ed.UNI, Milano 1993 Delogu B., Dubini M., Giuiuzza P., Gestire l’ambiente - L’ecogestione e l’audit ambientale, Il Sole-24 ore Libri Ed., Milano, 1995 P.Ficco, F.Gerardini: La gestione dei rifiuti - Il nuovo sistema dopo il “Decreto Rochi”, Edizioni Ambiente, Milano, 1997 117 Tali testi saranno consultabili presso la biblioteca di Facoltà. Modalità di esame: esame orale Teoria delle decisioni Cesare Zuccotti La decisione come scelta tra azioni; un modello per la deliberazione. L’incertezza; la natura della probabilità; la coerenza del decisore; le regole di penalizzazione della valutazione. Le leggi della probabilità; la probabilità di un evento subordinata alle decisioni. La funzione di utilità in ambito certo e aleatorio. L’avversione al rischio; l’assicurazione. L’utilità del denaro; l’utilità come strumento per evitare incoerenze. L’informazione: il suo ruolo nella decisione ed il suo costo. L’albero delle decisioni: alcune applicazioni socio-economiche. La struttura matematica di un gioco; le diverse tipologie di gioco. I metodi di risoluzione di un gioco: il criterio del minimax. Le strategie miste di giochi (mxn). La procedura grafica per la risoluzione dei giochi. Alcune applicazioni economiche. Prerequisiti La trattazione degli argomenti oggetto del corso presuppone una discreta padronanza dei fondamenti di analisi matematica, algebra lineare, calcolo delle probabilità e matematica finanziaria. Modalità d’esame L’esame sarà costituito da una prova orale che verterà sugli argomenti svolti nel corso delle lezioni. BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO Colli Franzone, A., Fondamenti e metodi di teoria delle decisioni, ISDAF, Pavia, 1991. Colli Franzone, A., Teoria generale dei processi decisionali, Giuffré Editore, Pavia, 1992. Colli Franzone, A., Elementi introduttivi alla teoria dei giochi, ISDAF, Pavia, 1991. Gibbons R., Teoria dei giochi, Il Mulino, Bologna,1994. Li Calzi M., Teoria dei giochi, ETAS libri, Milano, 1995. Lindley D. V., La logica della decisione, Il Saggiatore, Milano, 1990. Hargreaves Heap S., Hollis M., Lyons B., Sugden R., Weale A., La teoria della scelta: una guida critica, Laterza, Bari, 1996. Avvertenze Durante lo svolgimento del corso sarà indicato, per ogni specifico argomento, quale dei testi su citati sia più conveniente consultare. Gli studenti non frequentanti possono rivolgersi al docente per avere le indicazioni loro necessarie per la preparazione dell’esame. 118 Videoimpaginazione: Centro Documentazione d’Ateneo Università degli Studi di Pavia