Anno III n. 1 - trimestrale Il Fondo di Solidarietà aiuta il Sud Est asiatico di Osvaldo Checchini* D opo un anno dall’avvio del Fondo monsignor Ciccarelli vogliamo presentare un bilancio minimo. Anzitutto viene confermata la scelta che le persone sono le uniche beneficiarie di tutte le risorse raccolte sia nel corso del 2004 che durante la campagna di dicembre/gennaio, promossa attraverso il giornale “L’Arena”. Tutte le varie iniziative stanno stimolando l’incontro della solidarietà con il bisogno della gente del territorio provinciale. Anche attraverso queste righe vogliamo dire grazie a tutte le persone generose che vorrei poter nominare una per una, perché si sta donando una speranza e una possibilità. Questi soldi, in concreto, stanno sostenendo tanti anziani e adulti ad affrontare le spese invernali e aiutano le persone ad usufruire di servizi sociosanitari importanti. È capitato anche di aiutare dei bambini ad avere interventi riabilitativi come la logopedia. Il Fondo ha voluto spingersi oltre i confini territoriali e ha mandato il suo contributo anche al Sud Est asiatico per la tragedia del maremoto. Ancora un ringraziamento a tutti voi, uomini, donne, imprenditori che state testimoniando il valore della solidarietà, sia come coscienza personale sia come valore aggiunto di una comunità dove il senso civico della convivenza richiama ad una responsabilità fatta anche di attenzione per il benessere delle persone più bisognose. *Per essere informati delle attività del Fondo Monsignor Ciccarelli consultate periodicamente www.fondomonsignorciccarelli.org La campagna di raccolta fondi viene portata avanti attraverso il bollettino di c.c.p. n. 54209671 legato a un pieghevole. *Presidente del Fondo di Solidarietà Sommario Pag. 2 • Feste e giochi nelle Residenze • Grazie, dottor Poli • I 10 anni di Villa Italia Pag. 3 • L’accordo aziendale 2002-2005 • Il programma formativo per gli operatori Pag. 4 • Comitato ospiti • Quattro chiacchere con ... Marco Trabucchi Marzo 2005 Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB VERONA Don Carlo Vinco nuovo presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli a Fondazione Pia Opera Ciccarelli onlus ha un nuovo presidente, nominato dal vescovo di Verona padre Flavio Roberto Carraro. È don Carlo Vinco, che succede a don Osvaldo Checchini. Don Vinco ha 52 anni. Diventato sacerdote a 30, dopo essersi laureato in Psicologia, è stato collaboratore parrocchiale a Santa Maria Regina e a San Giovanni Lupatoto, e cappellano a Santa Giuliana. Da otto anni è parroco di San Tomaso, in centro città. Durante la permanenza a San Giovanni ha fondato l’Associazione ‘’Il Cireneo” per l’assistenza a persone malate di Aids, che gestisce una casa-alloggio per malati. La sua collaborazione con la Pia Opera Ciccarelli è iniziata negli anni ’90. In questa intervista, il nuovo presidente illustra quali sono gli obiettivi che intende perseguire. Don Carlo, come colloca questo suo nuovo incarico? «In vario modo collaboro con l’ente da quasi 15 anni. Ho iniziato a partecipare alla vita della Fondazione con i corsi di formazione per operatori. Prima i corsi di aggiornamento e poi i corsi per nuovi operatori. E’ stata un’esperienza significativa, soprattutto come ricerca reciproca su come rendere sempre più attenta la nostra opera alla persona sofferente, non-autosufficiente, umanamente debole. Poi sono stato nominato nel Consiglio di amministrazione e in questo ruolo assieme ai presidenti che si sono susseguiti come parroci di San Giovanni, cioè monsignor Franco Fiorio, monsignor Giampietro Fasani e don Osvaldo Checchini, ho seguito la grande evoluzione dell’Ente in questi anni». Quali sono le caratteristiche di questa evoluzione? «Nella disponibilità ad allargare il nostro campo di intervento a varie altre strutture: da Casa Serena, su richiesta del Comune di Verona, a case in provincia, come quelle di Minerbe, Bosco Chiesanuova, Roncolevà, a case con un indirizzo specialistico di assistenza come quella di Castel D’Azzano. Ma si caratterizza anche come attenzione sempre più specifica alle nuove situazioni emergenti quali le demenze senili o le condizioni di non-autosufficienza sempre più avanzata. E inoltre nella ricerca di una formazione stabile e continua di tutti gli operatori». Come si muoverà, quindi? «Il mio incarico non può che essere una continuità delle linee fin qui tracciate. Del resto, esso non nasce da una necessità di cambiamento, ma da una valutazione di opportunità che va maturando già da qualche anno. L’opportunità che, dato l’ampliarsi dell’attività della Pia Opera, e il suo radicamento anche in realtà esterne al Comune di San Giovanni Lupatoto, il presidente potesse non essere il parroco di San Giovanni, ma un’altra persona del Consiglio di amministrazione scelta dal L Don Carlo Vinco, 52 anni, nuovo presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Vescovo». Quali saranno le linee di azione dell’Ente? «Sono già state indirizzate dal Consiglio di amministrazione negli ultimi anni. Sul piano strutturale c’è un grosso impegno di adeguamento delle varie strutture alle direttive regionali, in particolare la totale ristrutturazione della sede storica della Pia Opera, la Casa di San Giovanni. I lavori sono iniziati da tempo e proseguiranno per alcuni anni. Lo sforzo nella ristrutturazione non è solo un impegno pratico ed economico, ma è dato anche da un lavoro di ricerca di rendere gli ambienti sempre più adatti all’ospitalità, alla sicurezza e all’efficienza di tutte le attività lavorative». E per quanto riguarda le attività? «Prosegue la ricerca di un’attenzione sempre più qualificata verso la condizione di non-autosufficienza, soprattutto quella dovuta agli stati di demenza senile, con particolare riguardo alla malattia di Alzheimer. A tale riguardo stiamo partecipando all’avvio di un significativo progetto assistenziale coordinato dal Comune di Verona, in collaborazione con l’Ulss 20 e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio, che ci vedrà coinvolti nella gestione di alcuni centri diurni, e nello sviluppo di servizi di assistenza domiciliare di aiuto al malato e ai familiari che lo accudiscono. E’ un progetto ambizioso, ma in cui crediamo molto: bisogna aiutare la persona a vivere con i propri familiari il più possibile; bisogna aiutare i familiari dell’anziano a poter dare assistenza con affetto e serenità, senza sentirsi soli e impotenti. Questo è il futuro. E ciò richiede fantasia e capacità di adeguamento alle esigenze e ai bisogni emergenti, richiede, cioè, formazione continua». Cos’è, oggi, la Pia Opera Ciccarelli? «E’ un insieme di servizi inseriti nella vasta rete dei servizi assistenziali. L’opera di collegamento fra tutti i servizi pubblici e privati, in questi anni, si è molto intensificata, sia per il diffondersi di una precisa “cultura di lavoro in rete”, sia per una necessità di rendere sempre più efficiente la risposta assistenziale. Mi sembra che la Pia Opera abbia sempre mantenuto i rapporti con le varie istituzioni in maniera molto intensa. Negli ultimi tempi, in particolare, il confronto si va intensificando con i Comuni dove sono le attività dell’Ente, in quanto primi responsabili dell’assistenza alla persona. Mi auguro che si intensifichi, però, il rapporto con gli altri enti di origine ecclesiale, con cui anni fa, per sollecitazione del Vescovo, si era avviato un lavoro di coordinamento, che si è, purtroppo, in parte arenato». Quali sono i problemi più importanti nell’assistere le persone anziane? «Sono tanti, anche se dobbiamo riconoscere che i passi fatti in questi anni sono stati comunque significativi, sotto ogni aspetto. Forse potremmo riassumere tutti i problemi nel concetto di “diritto”. Come ente e come enti, nati da una storia ecclesiale, abbiamo oggi il compito grande di mantenere l’opera assistenziale all’interno del dovere di considerare l’anziano sempre come persona portatrice di diritti, anche nella condizione di debolezza estrema o di nonautosufficienza, anzi ancora di più in tali condizioni. Diritto all’assistenza, quindi, a un’assistenza umana, rispettosa della libertà e della dignità di una persona, dei suoi affetti, della sua storia, del suo ambiente, delle sue scelte di vita, dei suoi rapporti familiari, dei suoi desideri». (a.b.) VITA DELL’ENTE 왗왗왗 Pagina 2 Suoni, sapori e colori La gioia sta... in casa l cartellone degli eventi organizzati dalle Residenze per il 2005 è come tradizione intriso di suoni, sapori e colori, per offrire al meglio emozioni diverse in ogni stagione dell’anno agli ospiti e ai loro familiari. Il viaggio nelle proposte di animazione parte dalle residenze Arcobaleno, Roseto, Tre Fontane e Mimosa, che organizzano appuntamenti d’unione e di gioco legati alle festività che si celebrano durante l’anno. Poi ci sono le gite organizzate, le vacanze climatiche al mare, i numerosi spettacoli musicali e teatrali aperti anche al pubblico esterno, organizzati sia nel Giardino d’Inverno sia nel Parco. L’appuntamento più atteso è ancora una volta la festa d’Europa, che la tradizione fa cadere a settembre. La novità più interessante riguarda invece il progetto “La narrazione teatrale”, in collaborazione con la compagnia d’arte e teatro “Viva Opera Circus”. Lo scopo è quello ambizioso di dare vita con gli ospiti a un laboratorio bisettimanale di narrazione espressiva capace di stimolare in chi vi partecipa il corpo, la voce, la capacità di percezione, l’idea e il sentimento. Casa Ferrari e Villa Italia organizzano numerose uscite di gruppo per vivere in compagnia le diverse stagioni dell’anno. Poi ci sono le feste di compleanno, le visite al parco, le gite sul lago e i pomeriggi fatti di tombole, musica e gelati. La partecipazione raggiunge l’apice durante le feste che prevedono l’intervento attivo dei familiari, a Pasqua e Natale, ma anche la festa del papà, quella della mamma, la Castagnata di San Martino, il Carnevale e le feste estive a base d’anguria, sono occasioni e per creare incontri e vicinanze. A Boscochiesanuova, nella Residenza San Giacomo, l’attività d’animazione punta sulle attività di gruppo di tipo ludico, cognitivo e motorio ma anche Festa di carnevale in una Residenza sull’organizzazione di momenti d’incontro con i familiari. Uscite sul territorio, gite al lago e feste a tema completano il programma delle attività di ogni mese. Per intanto, si brinda e si festeggia per il nuovo ascensore portalettighe e per la costruzione di due nuovi bagni assistiti. Il programma proposto da Casa Serena evidenzia numerose attività, in collaborazione con i familiari e con il territorio, attraverso l’aiuto attivo di alcune associazioni di volontariato. Compongono il programma: feste, visite culturali e teatrali, attività artigianali e spettacoli all’aperto nel nuovo teatro allestito nel parco. La nuovissima Residenza Barbarani propone, nel suo primo cartellone annuale, le tradizionali feste stagionali, quelle di compleanno, uscite, rinfreschi estivi a base di gelato e numerose attività ricreative e sociali capaci di coinvolgere operatori, ospiti e familiari. Sulla stessa linea è il programma offerto dalla Residenza Policella, che propone anche l’uscita settimanale in paese per gli ospiti che lo desiderano. Da Casa del Sorriso a Roncolevà, partono proposte d’incontro con la locale scuola materna, il pellegrinaggio ad Assisi, uscite, attività manuali e numerose feste per valorizzare le ricorrenze durante tutto il corso dell’anno. Tante date da segnare in rosso per soddisfare l’esigenza di mantenere vivo lo scambio tra le persone e intensificare le occasioni di comunità. STEFANO DALLAVIA I Il dottor Giorgio Poli, secondo da destra, insieme a don Carlo Vinco alla serata di saluto Grazie, dottor Poli Il 19 gennaio 2005 gli amministratori, i dirigenti, i medici e il personale della Fondazione Pia Opera Ciccarelli hanno incontrato il dottor Giorgio Poli per salutarlo e ringraziarlo per la preziosa collaborazione garantita all’Ente fin dal 1979. Giorgio Poli, medico di medicina generale e geriatra, è stato per tanti anziani dell’Opera e per i loro familiari un punto di riferimento certo; credo che la vera essenza del carattere dell’uomo venga perfettamente espressa da una poesia di Barbara Gemmo che tutti gli invitati hanno fatto propria per salutare con affetto e amicizia il Dottore e ringraziarlo “per quello che ci ha dato, sarà un ricordo per sempre conservato”. “Buongiorno Dr. Poli” e salutava... anche due volte se non bastava. Il fatto morboso è stato comunicato e di buonora lei si è presentato. Dopo attenta valutazione dà la sua descrizione come un libro aperto a spiegarti l’evento. Alle parole, la saggia riflessione: “la malattia comune l’è sempre quela -anni e cor vécioche sta gente i se strapega”. Situazioni disperate erano il suo forte ma se alla malasorte non c’è risoluzione chiama il sacerdote per la santa benedizione. Grazie Dr. Poli del suo sapiente dire farò tesoro per il mio avvenire. Ma quale poesia..... ora che và via..... la vogliamo salutare con umili parole così come da sempre il suo stile vuole. Grazie Dottore per quello che ci ha dato sarà un ricordo per sempre conservato. (barbara gemmo) Con affetto e sincera stima da tutto il personale della Pia Opera Ciccarelli. A nome di tutti i residenti della Pia Opera la signora Emma Battistoni ha voluto abbracciare il dottor Poli manifestando emozione e tristezza perché per tutti loro il dottor Poli non è esclusivamente il medico ... (d.m.) Dieci candeline sulla torta di Villa Italia Il primo Dicembre millenovecentonovantaquattro, alla nostra Rosa è saltato un colpo di matto. Ha deciso di trasferirsi in questa Villa, anche se c’era solo un guardiano a custodirla. Il pasto a domicilio Rosanna e Gino hanno pensato di ordinare, perché Rosa potesse con Antonio mangiare. Cristina, Alessandra e Luca hanno dalle varie case “ prelevato”, Giorgio, Eugenio, Nazario, Giannina, Carina e molti altri che ci hanno lasciato. Era una struttura tutta da formare, ma era già tanto familiare. Io sono arrivata in Febbraio del ‘95 come operatrice, facevo le alzate, le pulizie, mancava solo di fare la lavatrice. Era bello perché tutto si doveva plasmare e i risultati ti facevano entusiasmare. C’era un’infermiera che veniva solo nella mattinata e per un anno alcuni operatori della Pia Opera turnavano la nottata. Si è aggiunta anche Luisa per rendere la Villa brillante, così potevamo seguire i residenti in modo più “galante”. Prima Stefania e poi Valeria venivano a farci compagnia e la signora Riccarda organizzava le feste per tenerci in allegria. Da Chiara come responsabile, siamo passate a Gianni e con lui si è aggiunto il domiciliare a San Giovanni. Le richieste man mano si sono estese e si è arrivati a un bel giro dentro e fuori paese. Nel 2000 Gianni mi ha proposto di occuparmi dell’animazione e ancora adesso cerco di attirare in questo senso la vostra attenzione. Nel 2002 il testimone di responsabile è passato a Germana, che ha saputo ambientarsi in meno di una settimana. Non ricordo quando le prime vice responsabili se ne sono andate e quando Annarella, Loredana e Daniela, con Monica e Cinzia si sono alternate. Cristina e Miriam da operatrici sono state qui promosse e noi da brave pedine seguiamo le loro mosse. Di infermiere ne sono cambiate veramente tante, Sandra e Nicoletta, le attuali , resistono! Le faranno sante. Numerose operatrici hanno cambiato posto di lavoro, è impossibile nominarle tutte, ma ricordo con amicizia ognuna di loro. Una delle cose che non sono mai cambiate è la Santa Messa, che con il nostro Don Leone è sempre la stessa. Abbiamo provato a mangiare una mela al giorno, ma il dottor Adami gira sempre qui intorno! Anche Sergio sono dieci anni che insegna agli ospiti ginnastica, e Maria Luigia da tre anni li aiuta perché abbiano una figura più elastica. Nel 2003 mi è stata affiancata Elisabetta che, devo ammettere , nei lavoretti è una saetta. Luisa si è alternata prima con Luciana poi con Rossella, mentre in ufficio da qualche tempo si prodiga Annarella. Prima Milena, poi Rita e adesso Carla, sistemando i capelli all’ospite, da amica gli parla. Fisioterapisti, podologa,odontotecnico e logopedista, intervengono a richiesta o seguono mensilmente una lista. Ricordando questi dieci anni, non posso dimenticare chi ci ha lasciato, perché ogni persona qualche cosa ci ha portato. Ogni “insegnamento” da loro lasciato diventa un contributo per applicare meglio le regole umane scritte sullo Statuto. Monsignor Ciccarelli ha lasciato per iscritto “Vogliate bene all’anziano” e aggiungo io …”Con un sorriso, una carezza o una stretta di mano”. Agnese Coffele FORMAZIONE 왗왗왗 Pagina 3 L’accordo aziendale 2002-2005 e le integrazioni per il biennio 2004-2005 ubblichiamo il verbale dell’accordo aziendale per il quadriennio 2002/2005 - integrazioni e modifiche per gli anni 2004/2005, siglato il 24 novembre 2004 tra l’Amministrazione della Fondazione Pia Opera Ciccarelli onlus e le Organizzazioni sindacali. P Il Consiglio di amministrazione, con deliberazione numero 56 del 10 giugno 2004, ha deciso di incrementare e sostenere per l’anno 2004 le risorse da destinare a migliorare la produttività, l’efficienza e l’efficacia dei servizi, previo accertamento nell’ambito di ogni Centro di Costo dell’effettiva disponibilità alla chiusura del bilancio al 31 dicembre 2004 . CENTRI DI COSTO A - Uffici Amministrativi - Lavanderia e Guardaroba - Servizio Ristorazione - Servizio Manutemzioni - Servizio generale di Pulizia e Sanificazione - Servizi Sanitari (fkt, logopedia, podologia, odontotecnico, inf. generici) - Parrucchiere B Centro Residenziale Mpns. G. Ciccarelli - Residenza Arcobaleno - Residenza Roseto - Residenza Tre Fontane - Residenza Momosa - Villa Italia - Casa Ferrari C Centro Residenziale Casa Serena - Residenza Edera - Residenza Girasole - Residenza Melograno - Residenza Boscoverde - Servizio Sanitario - Servizio Ristorazione D Villa San Giacomo E Residenza Policella F Casa del Sorriso G Residenza Cherubina Manzoni H Casa Masua Qualora, dopo l’accertamento al 31 dicembre 2004 da parte dell’Ufficio centrale di Contabilità, il singolo Centro di costo non presentasse, alla fine dell’anno di riferimento, disponibilità per cause non imputabili ai lavoratori, le parti concordano di incontrarsi per la valutazione di possibili soluzioni. Al personale saranno comunque garantite, dal bilancio generale della Fondazione, le risorse rese disponibili da accordi precedenti al 31 dicembre 2003, ovvero euro 537,07 per quota individuale. La somma degli importi individuali, relativi alle risorse provenienti da accordi precedenti al 31 dicembre 2003, risultanti dalle schede non valide (punteggi inferiori a 7) saranno rese disponibili nelle risorse decentrate dell’anno successivo a quello di riferimento. Le risorse suddivise per singolo Centro di Costo saranno erogate dopo il raggiungimento dei rispettivi progetti obiettivi approvati annualmente dal Consiglio di amministrazione nei progetti educativi assistenziali delle Residenze e Servizi. La valutazione di ogni dipendente verrà effettuata mediante la compilazione della scheda di valutazione (modello 162-Rev.3 Sistema qualità). La valutazione verrà espressa dai Responsabili di ogni singolo Centro di Costo (30 aprile, 31 agosto e 31 dicembre). La scheda di valutazione, utile ai fini dell’erogazione del premio individuale, sarà quella compilata al 31 dicembre. La stessa, correttamente compilata, dovrà essere consegnata all’Ufficio Gestione Pratiche Amministrative del Personale entro il 31 gennaio successivo all’anno di riferimento. La scheda di valutazione si considera valida quando supera i 6 (sei) punti. Al dipendente con una valutazione finale inferiore a 7 punti non verrà erogato alcun Premio individuale. Nei casi di assenze obbligatorie del dipendente vale il punteggio dell’ultima valutazione effettuata. Al dipendente in assenza anche obbligatoria della durata di un anno solare (dall’ 01 gennaio al 31 dicembre) verrà attribuito il punteggio di 7 (sette). Il Progetto Obiettivo di ogni Centro di Costo si considera raggiunto quando la somma dei punti delle singole schede di valutazione del personale valide (punteggio a partire da 7) supera di un punto il tetto minimo di ciascun Centro di Costo individuato con la seguente formula: tetto minimo = nr. dipendenti a tempo indeterminato x 15 punti x 50% Esempio Centro di Costo A Dipendenti con schede valide nr. 25 Somma del punteggio delle schede di valutazione valide nr. 226 Tetto Minimo dipendenti a tempo indeterminato nr. 30 x punti 15 x 50% = punti 225 E’ stato raggiunto l’obiettivo? Si, perché la somma del punteggio delle schede valide supera il tetto minimo almeno di un punto. Il Premio individuale, e per Centro di Costo, verrà erogato: a in base alla effettiva presenza in servizio partendo da una base teorica di presenze pari a 365 giorni annui con detrazione di tutte le assenze ad eccezione delle seguenti: VALIDO SOLO PER IL PERSONALE DESTINATARIO DEL C.C.N.L. DEL COMPARTO REGIONI/AUTONOMIE LOCALI - assenze per malattia inferiori a 10giorni all’anno, in tal caso saranno detratti solo i giorni dall’undicesimo - permessi sostitutivi delle festività soppresse (4 giornate) VALIDO PER TUTTO IL PERSONALE - ferie e R.O.L. - assenze per malattia dovuta a causa di servizio e infortunio sul lavoro - permessi sindacali Attività ricreativa a Villa Italia - riposi compensativi e recupero straordinario - riposo per donazione di sangue, suoi derivati e midollo osseo - permessi per Legge 104/1992 - astensione obbligatoria per maternità di cui agli artt. 16, 26, 27 e 28 del Dlgs. n. 151/2001; b in proporzione al punteggio individuale conseguito; c in proporzione al coefficiente dell’orario settimanale di lavoro effettuato (full-time = 1,00) e al periodo effettivo di servizio a tempo indeterminato; d applicando, all’interno di ogni singolo Centro di Costo, la seguente formula matematica, utilizzando esclusivamente le valutazioni considerate valide (superiori a sei punti): La distribuzione del premio individuale sarà effettuata mediante l’individuazione del valore punto moltiplicata per i punti indicati nella scheda valida di ciascun dipendente. Il valore punto si ottiene dividendo il totale delle quote individuali delle schede valide, spettanti come previsto all’art. 1, con la sommatoria dei punti ottenuti nelle schede di valutazione. Le risorse destinate alla formazione permanente del personale, per un importo annuale non inferiore all’ 1% della spesa del personale, saranno suddivise annualmente tra le varie Residenze e Servizi in base alle priorità formative individuate nei rispettivi Progetti Educativo Assistenziali. TIZIANO SAVONCELLI Attività formative per gli operatori cco le iniziative formative che, per il periodo 2005-2006, la Fondazione Pia Opera Ciccarelli onlus intende rivolgere al proprio personale e a soggetti esterni. L’offerta formativa nasce da un Progetto esecutivo, con obiettivi e linee guida, che sarà integrato dai progetti formativi annuali espressi da ciascuna Residenza e dai Servizi della Fondazione. Programma 2005 di formazione superiore Modulo facoltativo di formazione complementare di 400 ore Corso di base per operatori socio sanitari di 1.000 ore (I programmi dettagliati di ciascun percorso sono gestiti dalla segreteria della Formazione Superiore secondo la PAQ 09/15 del vigente Sistema di Qualità). Programma 2005 di formazione continua Destinata ai dipendenti della Fondazione • Percorso di formazione specifico per l’incarico di Responsabile di Residenza. E • Percorso di formazione specifico per l’incarico di Responsabile di nucleo. • Formazione/informazione in tema di sicurezza. • Corsi di informatica di base e avanzati (offerta formativa). I piani di formazione dettagliati sono gestiti secondo la PAQ 18/01 del vigente Sistema di Qualità risultano essere allegati alla presente. L’offerta formativa è un’opportunità data a tutti i dipendenti della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus, a sostegno del loro percorso formativo. I costi sono a carico della Fondazione, ma la partecipazione del singolo è fuori orario di servizio, rientra nella sua personale scelta della cura della propria professionalità. Si tratta di eventi formativi sempre in linea con le esigenze di sviluppo della Fondazione. Programma 2005 di formazione continua Destinata a soggetti esterni alla Fondazione • Formazione propedeutica in assistenza socio-sanitaria, svolta direttamente o in collaborazione con altri Enti e rivolta a persone straniere. • Project manager del no profit. • L’accompagnamento alla morte. La rielaborazione del lutto da parte degli operatori socio sanitari. • Formazione in tema di demenza. • Percorso di 50 ore in materia sociosanitaria, finalizzato all’inserimento lavorativo e alla preparazione per il corso oss di base. • Percorso di 3 ore in materia di igiene e sicurezza degli alimenti (sostituzione del libretto sanitario). Pubblicazione per l’anno 2005 “Il Progetto Educativo Assistenziale” Da Statuto: “vogliate bene agli anziani”. Come è possibile realizzare questo comando in una organizzazione di 700 dipendenti, 14 Residenze diversificate, un servizio ristorazione, una lavanderia, manutenzioni, pulizie, sicurezza e assicurazione qualità, uffici amministrativi? Il percorso culturale, iniziato 20 anni fa circa, scritto in forma di circolari (una ventina, oggi viene sintetizzato nel Progetto generale educativo-assistenziale della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus. Esso costituisce la cornice di un quadro, entro la quale ogni Residenza e/o servizio può disegnare il suo progetto particolare e può continuamente modificarlo nel tempo. Il progetto generale educativo assistenziale della Fondazione consente di dare priorità alle azioni, mettendo al primo posto il servizio all’anziano e, a seguire, tutti gli altri: ogni Residenza e/o servizio diventa così protagonista del proprio progetto! La pubblicazione verrà presentata in un convegno in novembre. ELISABETTA ELIO DIRETTORE SER VIZI RESIDENZIALI E FORMAZIONE SOCIETÀ 왗왗왗 Assistenza agli ospiti, una rete tra familiari e operatori l 18 febbraio si è riunito il Comitato Ospiti della Fondazione Pia Opera Ciccarelli onlus. L’incontro è stato proposto a tutti i parenti interessati in quanto abbiamo accolto l’invito della direzione, rappresentata dalla dottoressa Elisabetta Elio, dal dottor Domenico Marte e dai Responsabili di Residenza del Centro residenziale Monsignor Ciccarelli. Il tema dell’incontro si riferiva alla domanda: «E’ giusto che gli ospiti siano supportati da assistenti personali, badanti, amici o da una sorta di rete solidale fra parenti di una stessa residenza?» Diverse le posizioni dei familiari. Alcuni hanno riferito che alcuni ospiti, per necessità personali – deambulazione, la compagnia, l’imboccamento – necessitano di maggiori attenzioni rispetto a quelle offerte dal personale di Residenza; pertanto i parenti, autonomamente, si sono attivati per un supporto ai propri cari. Si è inoltre osservato che la scelta personale e autonoma dei familiari, di rispondere alle maggiori necessità dei residenti “sempre più gravi”, è in parte motivata dal fatto che accogliere un piano assistenziale al di fuori dello standard previsto dalla carta dei servizi della Fondazione e dal contratto di servizio iniziale, avrebbe per i parenti dei costi improponibili. Tra i favorevoli a un supporto esterno agli operatori di residenza si è osservato inoltre che a parità di costi, o a costi decisamente inferiori, una persona conosciuta dalla famiglia e gradita al residente, è una scelta I Ospiti nel Centro Residenziale mons. Ciccarelli di San Giovanni Lupatoto più vincente rispetto a quella di mettere il proprio caro in mano a un operatore, che per quanto valido professionalmente, resta una persona estranea agli affetti dell’ospite. Un “familiare” o una badante di provata serietà – si è detto – possono favorire la buona riuscita di un progetto assistenziale purché correttamente integrato nel percorso, sia dalla residenza che dai familiari, Altri familiari hanno convenuto sul fatto che il fenomeno incontrollato delle badanti, non in sintonia con il progetto assistenziale legato al residente, può creare notevoli difficoltà di comunicazione tra le persone, oltre al fatto che non è di secondaria importanza la tutela generale del residente debole. Il progetto assistenziale richiama sicuramente a responsabilità cui ciascuno – familiare, gestore – è chiamato a rispondere. Il presidente ha evidenziato che il “fenomeno” badanti più che essere vissuto dalla Fondazione come una dimostrazione di “non fiducia” da parte dei residenti e dei loro familiari, deve essere interpretato dal Consiglio di amministrazione come uno stimolo a migliorare il funzionamento delle residenze. Valutando, perciò, il fenomeno sempre più crescente di un certo tipo di non autosufficienza che richiede di inquadrare i bisogni e le priorità con quella sensibilità che sempre ha contraddistinto la Pia Opera. ENRICO PAVONI PRESIDENTE COMITATO OSPITI MARCO TRABUCCHI A Trabucchi chiediamo anzitutto come la comunità medica e scientifica considera, oggi, la popolazione anziana. «Diciamo che si divide soltanto in due parti», spiega, «accomunate dal fatto che si parla di anzianità in un uomo e in una donna dai 65 anni in poi, anche se l’età si sta spostando sempre in avanti. Due parti, quindi. La prima è composta da persone che stanno sostanzialmente bene e possono continuare una vita autonoma. La seconda, da persone che, per ragioni somatiche e di salute, rischiano di perdere la libertà. Queste ultime, quindi, hanno soprattutto bisogno di un supporto sociale di servizi In libreria Dalla riforma dei servizi sociali ai Livelli Essenziali di Assistenza. Una lettura nella prospettiva dei più deboli. a cura di: Gruppo Solidarietà euro 9,00 Quattro chiacchiere con… Alla persona anziana, anche quando è costretta a ricorrere a una casa di riposo, vanno garantiti «spazi di libertà». Vale a dire, la possibilità di «mantenere la sua dignità» e, laddove le condizioni somatiche della persona lo permettono, «la sua capacità di decidere». Libertà, dunque: un concetto astratto, ma con ricadute assolutamente concrete nella vita di una persona, che deve vedersi riconosciuta la possibilità di sviluppare i propri talenti anche quando gli anni avanzano. A parlare di «libertà» legata alla terza età è il professor Marco Trabucchi, 57 anni, veronese, geriatra e presidente della Società italiana di Geriatria e Gerontologia. Pagina 4 Marco Trabucchi, geriatra tale da limitare il più possibile questa perdita. Ma il supporto deve avere l’appoggio e il sostegno di tutta la comunità». Trabucchi non ne parla esplicitamente, ma sembra riferirsi al concetto di «rete» di servizi alla persona in difficoltà psicofisiche. «Bisogna lavorare tutti insieme nei servizi, dalle istituzioni, agli operatori pubblici, ai medici e agli infermieri, e fare in modo che le case di riposo non siano delle carceri mascherate. Mi spiego. Finché c’è la possibilità, gli anziani che hanno bisogno di un po’ di assistenza, vanno aiutati a restare nella propria casa, sviluppando al meglio una rete di servizi domiciliari, che in certi casi – e penso all’emergenza caldo dell’estate di due anni fa – sono ancora insufficienti e dimostrano scarsa elasticità, cosa che dovrebbe invece caratterizzarli. Poi, se necessario, si ricorre alla fase della istituzionalizzazione, che non deve però dare l’idea di rinchiudere una persona». Ma che cosa significa, in concreto? Trabucchi precisa: «Chi entra in una casa di riposo consegna ad altri tutta la sua dignità e la sua capacità di decidere. Gli addetti all’assistenza, quindi, hanno il compito delicato di mettere insieme l’organizzazione, cioè la gestione dei tempi e delle risorse economiche, con il fatto di dover garantire questi spazi di libertà individuale. Serve quindi una proposta variabile, che deve tenere conto delle persone più vecchie e di quelle più malate. Da qui nascono le diverse tipologie delle case di riposo e dei servizi». I dati demografici parlano chiaro. L’Italia, come un po’ tutta l’Europa, invecchia e le persone, mediamente, vivono più a lungo e in condizioni di salute migliori. Come valorizzare, allora, questo terzo o addirittura quarto tempo della vita? «E’ stato un fenomeno talmente nuovo che ci si è trovati impreparati», spiega Trabucchi, «e come presidente della Società dei geriatri ho proposto più volte una elaborazione culturale per fare in modo, appunto, che si parli sempre di più di normalità della vita anche dopo i 60 anni, quanto ciascuno di noi ha, mediamente, una speranza di vivere altri 20 anni. Il tutto sta del dare un senso e una speranza alla propria esistenza, che altrimenti diventa drammatica e di malattia. Ma come dare un senso, oggi, a un tempo di “passioni tristi”? Coltivando interessi, ma soprattutto rendendosi utili agli altri. Ed è quanto dovrebbero fare le singole persona ma anche l’intera società, per essere sempre più solidale». Il quaderno ripercorre il dibattito che ha portato all’approvazione della legge 328/2000, conosciuta come legge di riforma dell’assistenza ed analizza il quadro che va delineandosi all’interno dei cosiddetti servizi socio sanitari dopo l’emanazione dell’Atto di indirizzo sull’integrazione socio sanitaria e del Decreto sui livelli essenziali di assistenza sanitaria. Una parte finale è dedicata alla situazione dei servizi e al quadro normativo della regione Marche. Le pagine proposte si pongono come obiettivo di offrire strumenti di approfondimento e riflessione per tutti coloro che sono impegnati sul fronte dei servizi (erogatori, utenti, volontari). Della legge sui servizi sociali si analizzano, insieme alle principali posizioni emerse nell’iter parlamentare, alcuni dei temi più importanti della riforma: l’obbligatorietà di alcuni interventi all’interno della rete dei servizi da garantire in ogni territorio, le competenze del settore dei servizi sociali, gli strumenti della programmazione, il ruolo dei diversi soggetti (amministrazioni locali e organismi non profit). Abitare il territorio Cronaca di 10 anni di lavoro per promuovere servizi e diritti a cura di: Gruppo Solidarietà Il quaderno racconta, attraverso la pubblicazione di lettere e documenti, dieci anni (1986-1995) di presenza nel territorio di due associazioni (Gruppo Solidarietà, Associazione Il Mosaico) che hanno lavorato per cercare di migliorare la qualità della vita delle persone handicappate. Una storia “locale” che viene proposta per dimostrare che solo radicandosi nel territorio, vivendolo, si può avere la “pretesa” di creare le condizioni affinché sia più abitabile per tutti. Lavoro: un diritto di tutti anche delle persone handiccapate a cura di: Gruppo Solidarietà euro 5,00 Il volume raccoglie gli atti del convegno promosso dal Gruppo Solidarietà nel novembre 1995. Le pagine dimostrano che l’inserimento lavorativo delle persone handicappate è possibile in ogni territorio laddove si realizzano condizioni e strumenti adeguati. Dopo una prima parte generale sulle problematiche del diritto al lavoro (legislazione attuale, proposte di modifica, ecc.) viene analizzata la situazione nella Regione Marche. Per informazioni sulle nostre pubblicazioni: Domenico Marte: tel. 045.8296149 Elisabetta Elio: tel. 045.8296145 Anno III numero 1 - marzo 2005 Trimestrale di informazione della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus Reg. Trib. di Verona n° 1551 del 28/7/2003 Editore e Proprietario Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus Redazione e Amministrazione Vicolo Ospedale, 1 - San Giovanni Lupatoto Tel. 045 8296149/45 - Fax 045 8751111 www.piaoperaciccarelli.org Direttore responsabile Enrico Giardini Grafica e impaginazione Studio Poletto srl - San Giovanni Lupatoto Stampa Tipolitografia Artigiana snc Via Monte Carega, 8 - San Giovanni Lupatoto