Anno II n. 4 - trimestrale
Il Natale illumina
tutte le creature
di Osvaldo Checchini*
N
elle strade si accendono le luci
delle feste, nelle case si pensa
ai regali, nelle chiese risuonano
i canti di Natale. Ho pensato di far
risuonare il clima del Natale sulla nostra
rivista per augurare a tutti di scoprire la
grandezza di un Dio che si fa uomo per
annunciare con la sua vita la preziosità
di ogni creatura umana. Come cogliere
però questo messaggio? Un episodio della
vita di Federico Ozanam e del grande
scienziato Ampère ci fa intravedere la
strada per scoprire la grandezza di ogni
persona.
Federico Ozanam, in crisi di fede,
improvvisamente entrò, in cerca di
conforto, in una chiesetta gotica di Parigi
e vide in ginocchio, nella penombra del
luogo sacro, la veneranda figura di un
vegliardo. La esaminò attentamente e la
riconobbe: era Ampère. Lo contemplò a
lungo, in muto raccoglimento, e quando
uscì si mise sui suoi passi e lo seguì fin
nel suo studio.
- «In quale questione di fisica posso
esservi utile, giovanotto?», domandò.
- «Io sono studente di lettere e mi duole
di essere un vero ignorante nelle scienze.
Vengo da lei, professore per una questione
di fede».
- «Non è il mio forte – risponde
umilmente lo scienziato - comunque,
sarei felice d’esservi utile».
- «Mi dica professore, è possibile essere
così grande e pregare ancora?».
Lo scienziato, un po’ stupito e con le
labbra tremanti di commozione, rispose:
- «Figliolo, io sono grande solo quando
prego!».
Forse, senza volerlo, il sommo fisico
ripeteva l’espressione di Pascal: «L’uomo è
grande quando prega».
Buon Natale agli ospiti della Pia Opera
Ciccarelli e alle loro famiglie.
Buon Natale agli operatori, agli infermieri
e al personale tutto delle nostre case.
Buon Natale ai componenti del consiglio
di amministrazione che, gratuitamente,
ci offrono la loro competenza e la loro
sensibilità.
Buon Natale di cuore a tutti coloro che,
in vario modo, incontrano le varie attività
della Pia Opera.
*Presidente della Fondazione
Sommario
Pag. 2
Pag. 3
Pag. 4
• La festa dell’Europa
alla scoperta della Grecia
• Il convegno e il libro
sulla cura del personale
• Anziani e Alzheimer:
la residenza “Barbarani”
e il Centro diurno “Cristofori”
• Comitato ospiti
• Poesia “Il giardino d’inverno”
• In libreria
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB VERONA
Dicembre 2004
Servizi e gestione di qualità
nelle residenze extraospedaliere
L
e residenze extra-ospedaliere della
Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus
fanno parte, secondo la nuova Legge
quadro dello “stato sociale”emanata l’8
novembre 2000 n. 328, dei servizi socioassistenziali esigibili da tutti i cittadini
lungo l’intero percorso della loro vita e
rispondono ai bisogni, in particolare le
fragilità. Per poter rispondere ai requisiti
minimi di qualità previsti dalla succitata
Legge 328/2000, la Regione Veneto
ha previsto l’introduzione dell’Istituto
dell’accreditamento che tutti i soggetti
erogatori, pubblici e privati devono
ottenere per concorrere, al pari dello Stato,
all’esercizio dei pubblici servizi alla persona
richiesto dal cittadino. Ogni residenza
extra-ospedaliera e ogni altro servizio socioassistenziale per poter essere accreditato
necessita di far certificare la propria qualità
da parte di appositi “valutatori regionali”.
Fare la certificazione di qualità significa
fare una revisione critica dei propri sistemi
di organizzazione attendendo a un
miglioramento generale dell’efficienza
interna ; inoltre la predisposizione
all’eventuale accreditamento istituzionale
della struttura. La qualità dell’intervento
dovrà rispondere al piano di assistenza
individualizzata, concordato con il residente
e/o loro famiglia e con eventuali altri
corresponsabili, che attesterà i risultati
conseguiti. La necessità di erogare servizi
certificati rivoluzionerà l’intero approccio
gestionale dei servizi e porterà alla ribalta
dei modelli organizzativi il processo di
delega. Delegare significa responsabilizzare
le persone che per libera scelta accettano
di gestire le residenze extra-ospedaliere
e i servizi socio-assistenziali alla persona
in conformità allo Statuto (mission) della
Fondazione Pia Opera Ciccarelli.
La delega presuppone, la “responsabilità
gestionale” e quindi la fissazione dei ruoli.
Il sistema dei ruoli della Fondazione Pia
Opera Ciccarelli onlus, oltre alla figura del
direttore generale, ricomprende i seguenti
ruoli strutturali:
a. Ruoli dell’area amministrativa e
tecnica: direttore dei servizi amministrativi
e tecnici, direttore di Area tecnica,
responsabile dei vari servizi tecnici.
b. Ruoli dell’area assistenziale: direttore
dei servizi socio-assistenziali, direttore di
residenza, responsabili di nucleo, tutor.
L’evoluzione dei servizi ha coinvolto ogni
residenza della Fondazione Pia Opera
Ciccarelli onlus e ha introdotto, tra l’altro,
il concetto di “gestione economica”. In
quest’ottica gli ultimi contratti di lavoro
hanno introdotto la “valutazione” del
personale, sia in rapporto alle prestazioni
che in rapporto al suo contributo
al raggiungimento dei risultati; una
prospettiva in termini di efficienza e di
efficacia.
Per far transitare e per consentire
la realizzazione di una valutazione
formalizzata è necessario lo sviluppo di
una cultura e di una prassi gestionale per
obiettivi e risultati:
• la negoziazione degli obiettivi.
• la misurabilità dei risultati.
• l’inserimento di un sistema di valutazione
e di verifica.
• la consapevolezza, condivisa, che la
valutazione formale assume il ruolo di
modalità di controllo gestionale, in cui si
è coinvolti sia come valutatori (dei propri
collaboratori), che come valutati (da parte
di chi ha affidato il mandato gestionale,
(Direttore dei servizi socio/assistenziali
e/o Direttore dei servizi amministrativi e/o
tecnici).
Il sistema della qualità ISO 9001 Vision
2000 prevede, sulla base delle procedure
e del contratto individuale con il singolo
residente, di verificare la correttezza delle
prestazioni svolte dal dipendente durante
le fasi del processo lavorativo. Qualora le
prestazioni svolte non corrispondano a
quelle previste dal contratto individuale dei
servizi oppure le stesse siano state eseguite
in modo difforme, ogni responsabile
delegato della struttura deve emettere il
documento di non conformità.
L’equipe di residenza valutano
periodicamente le non conformità di
servizio che daranno seguito ai seguenti
provvedimenti:
1. apertura di un azione di miglioramento
nel processo assistenziale.
2. valorizzazione economica della non
conformità e oggettività o soggettività del
fatto.
3. restituzione al residente del valore
economico delle prestazioni.
La necessità di verificare e quindi di
valutare l’operato del personale ha indotto
l’amministrazione, a predisporre una
scheda, approvata dalle rappresentanze
sindacali e dagli organi istituzionali
dell’Ente, per produrre un “Sistema
di valutazione permanente” a partire
dall’anno 2004. La scheda di valutazione,
compilata dai rispettivi responsabili, dovrà
essere presentata periodicamente al
dipendente interessato, che deve aver
modo di effettuare le proprie eventuali
controdeduzioni in merito al giudizio
ricevuto. Quando la scheda verrà
depositata in amministrazione, il sistema
avrà prodotto il suo risultato.
SERGIO GAMBAROTTO
DIRETTORE GENERALE
VITA DELL’ENTE 왗왗왗
Pagina 2
Il “rebetika” si tinge di bianco e azzurro
La festa d’Europa nel cuore dell’antica Grecia
A
chi è capitato di passare nelle
vicinanze del Giardino d’Inverno
della Pia Opera Ciccarelli in una
delle quattro domeniche di ottobre, è
di certo sembrato di essere in un luogo
incantato e speciale, fatto di musiche e
danze, di profumi e sapori ricchi di sole e
di mare. Si, sembrava proprio di essere là,
nella lontana Grecia, tra gli dei dell’Olimpo
o al sole di una delle duemila isole del
mare Egeo, nelle calde acque dove nacque
Venere. E’questa la festa dell’Europa,
che si svolge da sei edizioni e coinvolge
con entusiasmo e gradimento ogni anno
sempre maggiore gli ospiti, gli operatori
e i familiari delle diverse residenze della
Fondazione Pia Opera Ciccarelli a San
Giovanni Lupatoto: Arcobaleno, Roseto,
Tre Fontane, Mimosa, Villa Italia e Casa
Ferrari.
DUE PASSI NEL CONTINENTE
Fiammetta Fasoli è l’animatrice della
residenza Mimosa ed è anche una
delle principali artefici dell’iniziativa che
spiega così: «’’Visitiamo l’Europa’’ è un
progetto nato da una precisa richiesta
espressa qualche anno fa dai nostri
ospiti. Il desiderio di uscire dal territorio
italiano, anche se solo virtualmente, per
visitare e conoscere gli usi e i costumi di
altri paesi e altre culture. Qualcuna delle
nostre anziane, poi, parlava spesso del
proprio passato e raccontava di storie
di emigrazione lontane nel tempo.
Raccontavano di paesi lontani, difficili da
vivere e insieme narravano del loro lavoro
là, in Svizzera, in Germania, in Belgio.
Parlavano di sudore e di fatiche, ma anche
di ricordi e d’affetti. L’idea è quindi partita
da questi presupposti, nella sfida riuscire
a viaggiare ancora pur rimanendo seduti
sulle proprie carrozzine. Il progetto è
stato subito accolto dall’amministrazione
e si è esteso anche ai familiari dei nostri
ospiti che hanno accolto la proposta con
entusiasmo insperato e allo stesso tempo
gratificante».
Ogni anno un paese diverso. Il viaggio
è partito dai paesi di lingua tedesca, la
Germania e l’Austria, quindi è proseguito
nei Paesi Bassi, tra Olanda Belgio e
Lussemburgo, in Francia, Inghilterra,
Irlanda e Spagna. Anche quest’anno,
quindi, per quattro domeniche, le
residenze nella sede centrale si sono
alternate nei saloni del Giardino d’Inverno
per l’animazione della festa, mentre Villa
Italia e Casa Ferrari hanno usufruito dei
loro spazi al coperto e all’esterno.
AL RITMO DEL SIRTAKI
Quest’anno è stato il turno della Grecia.
«Si, dopo aver proposto il flamenco, il valzer
e il can can, ci siamo vestiti con le tuniche
degli antichi greci e abbiamo ballato al
ritmo del sirtaki e del rebetika», aggiunge
Fiammetta Fasoli, «e anche stavolta è stato
un vero successo. Il Giardino d’Inverno
è stato addobbato di bianco e azzurro, i
colori della Grecia, e poi da colonne, reti e
scenografie preparate proprio dagli ospiti.
Ci siamo preparati a lungo perché tutto
funzionasse al meglio, tanto che da giorni
si parlava solo di manifesti, foto, collage di
ritagli e addobbi. Il nostro viaggio in Grecia,
per la verità, è iniziato a metà agosto,
quando abbiamo assistito alla cerimonia
d’apertura dei giochi olimpici di Atene,
ed è proseguito fino al momento della
festa. E’ semplicemente un’occasione
gioiosa, nella quale gli ospiti si sentono
protagonisti in prima persona perché si
sentono in grado di offrire un momento
di vacanza, seppur breve e virtuale, ai
propri familiari. Un momento conviviale,
nel quale si divide il pasto e si ascolta
musica, ma più di tutto un viaggio della
famiglia nei ricordi affettivi. Per la buona
riuscita del progetto dobbiamo ringraziare
anche l’intervento del Consolato di Grecia
a Milano, per l’assistenza che ci ha fornito
in seguito alla nostra richiesta alla quale
ha risposto con estremo interesse inviando
materiale fotografico, audio e video che è
stato esposto nei nostri poster e mostrato
durante tutta la durata della festa».
LARGO A PERICLE
La prima domenica d’ottobre la Festa
d’Europa è stata l’occasione per
trasformare anche Casa Ferrari in uno
scenario simile a quello che gli dei si sono
scelti per le loro danze, in una vera Arcadia
festante. Ci racconta quei momenti
Dorota Krysiak, responsabile del progetto
di animazione per quella residenza: «La
bella giornata ci ha permesso di prendere
l’aperitivo nel giardino della casa, subito
dopo la messa e il discorso di benvenuto
tenuto all’interno del salone principale.
Siamo felici perché ci siamo dati molto
da fare per organizzare l’evento e perché
fossero presenti anche i familiari. Ebbene,
alla fine abbiamo costatato che sono
arrivati tutti; eravamo proprio al completo».
Anche qui coreografie, addobbi, colori,
musiche e canti. E poi gli operatori in
costume tipico greco e il pranzo, esotico
e appetitoso, terminato il quale, gli ospiti
sono andati a riposare e i parenti ne hanno
approfittato per fare una passeggiata. Poi,
verso le 16, nel cortile gran tombolata e la
merenda con brulé e dolci d’ogni specie.
«Come accade solo nelle grandi occasioni,
quel giorno c’è stata tanta gioia e tutto il
nostro sforzo è stato molto apprezzato.
Le foto ricordo di ogni ospite con i propri
parenti (alcuni tra questi molto anziani, altri
venuti apposta da molto lontano) e quelle
con gli operatori vestiti come Pericle hanno
chiuso la festa, in un crescendo di gioia e
di felicità».
IN MEZZO ALL’AGORA’
Domenica 24 ottobre è stato il turno della
residenza Mimosa. Racconta Fiammetta:
«Eravamo in tanti, quel giorno perché i
nostri ospiti sono una quarantina, tutti
accompagnati da almeno due familiari
invitati per l’occasione così che il Giardino
d’Inverno pareva proprio un’agorà, la
piazza greca nella quale tutti parlano con
tutti e dove regnano l’armonia e la gioia».
Al mattino la messa domenicale, con
preghiere recitate nella lingua della nazione
festeggiata poi tutti a bere l’aperitivo,
quindi la lettura del giornale di Atene e
il pranzo per il menù tipico. In apertura
dakos chitapo’ di urasto e tyropita, trancio
di pane tostato al pomodoro e basilico,
per primo fasolia e moustakà, zuppa di
fagioli al profumo di mare e sfornato di
melanzane con salsiccia, per secondo
risogallo biftekia e salade koriatiki, scrigno
di riso pilaf con pepite greche e insalata
greca. Per dessert aspro di skiatos, budino
di pistacchi e mandorle con profumo
di cannella. Poi un buon kafeis, per
concludere degnamente il pasto. Un
breve intervallo e alle 15.30 lo spettacolo
folkloristico in costume tipico, animato
dagli operatori. La merenda e la foto di rito
sotto allo striscione di benvenuto hanno
concluso la giornata.
IL VENTO DELL’EST
Per ciò che riguarda il futuro è ancora
Fiammetta a ripetere che «Siamo felici per
come si è svolta questa sesta edizione,
ma confesso che stiamo già pensando
al prossimo anno e alle nuove sorprese
che proporremo a ospiti e familiari». Che
luoghi visiterete? «Questo è ancora top
secret, posso solo anticipare che molto
probabilmente andremo alla caccia del
vento che viene da Est».
STEFANO DALLAVIA
FORMAZIONE 왗왗왗
Pagina 3
Più competenti per risolvere i problemi
Gli operatori alla ricerca di uno stile
I
l 20 novembre 2004 nella sala convegni della
Fondazione Pia Opera Ciccarelli si è tenuto un
importante convegno sulla cura del personale di
assistenza.
I lavori sono stati moderati da Stefano Schena, direttore
generale del Centro Polifunzionale Don Calabria.
Il saluto del presidente, don Osvaldo Checchini, ha accolto
i partecipanti, in prevalenza operatori sociosanitari,mentre
Elisabetta Elio, direttrice della formazione per l’Opera,
ha omaggiato il pubblico con la nuova pubblicazione
dell’Ente «La cura del personale nella Fondazione Pia
Opera Ciccarelli – Onlus, un laboratorio di formazione
permanente».
Un ringraziamento va a Lorenzo Dani e Fabio Milani,
che hanno sviluppato il percorso che indica la differenza
fra «cura» e «prendersi cura» e sulla necessità di educarsi
a «voler bene agli anziani» attraverso l’irrinunciabile
strumento della formazione che aiuta a far leggere i
bisogni e stimolare la ricerca delle soluzioni migliori e
possibili, considerando, soprattutto che prendersi cura
dell’altro vuol dire abbracciare tutta la sua complessità e,
inevitabilmente, farla interagire con la nostra.
Parlare di modelli formativi specifici ed esclusivi per
gli operatori sociosanitari, dice Milani, è sicuramente
eccessivo, ma sicuramente si può parlare di applicazioni
ed esperienze formative che meglio e più efficacemente si
addicono al contesto professionale degli operatori.
I percorsi formativi dovranno toccare l’area delle
competenze dell’operatore, il suo ruolo professionale e la
soluzione dei problemi.
Da sinistra: Stefano Schena, Lorenzo Dani, d. Osvaldo Checchini, Elisabetta Elio, Fabio Milani
Milani ha posto l’accento sul valore della comunicazione
e dei suoi processi e nella sua relazione ha fatto cenno
al metodo Train, efficace nel diminuire la distorsione
del messaggio entrando nel merito del processo della
comunicazione cercando di ridurre il danno della
dispersione comunicativa, aumentare la capacità
comunicativa, rendendo efficace il fare e l’imparare
attraverso uno stile omogeneo, riconoscibile e trasmissibile
all’interno dell’organizzazione.
DOMENICO MARTE
Cura del personale, tutti i segreti in un libro
L
a nuova pubblicazione curata da
Elisabetta Elio e Domenico Marte,
dal titolo «La cura del personale nella
fondazione Pia Opera Ciccarelli», intende
raccontare l’esperienza formativa della
Fondazione Pia Opera Ciccarelli. Elio e
Marte, nella stesura del lavoro, hanno
voluto rendere gradevole l’argomento,
garantendo sì uno spazio alla dottrina, ma
senza dimenticare che la filosofia di una
crescita parla comunque delle persone.
Nel 1885 il nostro fondatore, monsignor
Ciccarelli, diceva “Mi raccomando vogliate
bene agli anziani” e nella pubblicazione
questo bene doveva venir fuori. I curatori
hanno storicizzato i passaggi importanti
di questa “attenzione agli anziani”
evidenziando le azioni di tante persone che
negli anni sono passate dalla Pia Opera,
lasciando contributi preziosi e irrinunciabili.
Un mosaico dove ogni tessera ha avuto e
ha il suo significato: le azioni delle suore, la
buona volontà di tanti operatori che negli
anni hanno saputo rielaborare l’esperienza
e trasformare la buona volontà anche in
consapevolezza e responsabilità verso
le persone bisognose. Una storia dove il
coraggio di rischiare è stato premiante; si
pensi a tutti i consigli di amministrazione
della Pia Opera Ciccarelli che hanno voluto
testimoniare il coraggio di voler crescere
confidando sulle buone intuizioni, sul
valore delle persone e la fiducia verso il
prossimo; nel 1986 un articolo su «L’Arena»
diceva...«cari nonni, saltate giù dal letto.
Non siete venuti qui per morire».
Esperienze passate, presenti e future
descrivono le tappe fondamentali di
formazione degli operatori e della
Fondazione per acquisire strumenti di lettura
importanti al fine di poter essere capaci
di prendersi cura dell’altro con umanità,
coraggio e consapevolezza, pronti a saper
leggere le trasformazioni sociali e i bisogni
che caratterizzano il nostro territorio.
Il testo nasce con sincerità perché è
l’esperienza di quanti hanno voluto investire
in relazioni significative ricercando il valore
nella reciprocità e nella consapevolezza che
la sana insoddisfazione dell’essere umano,
da sempre lo ha spinto verso orizzonti che
potessero migliorare la qualità della vita,
investimento anche per le generazioni future.
D. M.
Benessere a Borgo Roma, l’unione fa la forza
La Pia Opera Ciccarelli gestisce la residenza per anziani “Berto Barbarani” e il Centro diurno per malati di Alzheimer
“Gabriella Cristofori”, realizzati dagli Iciss vicino al Policlinico. Un punto di riferimento per il quartiere e per la città
S
arà la Pia Opera Ciccarelli a gestire la
residenza per anziani «Berto Barbarani»
e il Centro diurno per malati di
Alzheimer «Gabriella Cristofori» vicino al
policlinico Rossi di Borgo Roma, in piazzale
Ludovico Scuro, in una struttura realizzata
dagli Istituti civici di servizio sociale (Iciss) e
presa in affitto dal Comune di Verona.
La residenza Barbarani può ospitare 30
persone anziane non autosufficienti, mentre
il Centro diurno per malati di Alzheimer
Cristofori, attivo dall’inizio del 2005, con un
servizio di pronto intervento attivo 24 ore
su 24, sarà la centrale operativa del Progetto
Alzheimer, uno dei progetti bandiera del
Piano strategico della città di Verona.
La struttura è stata realizzata grazie alla
donazione di Gabriella Cristofori, che ha
dato oltre un milione di euro al Comune di
Verona, da destinare alle persone malate
e sole, e a un investimento di quattro
milioni e mezzo di euro della Fondazione
Cariverona. Gli Iciss, per ristrutturare
l’edificio di piazzale Scuro hanno speso
quattro milioni 800mila euro e altri 390mila
per acquistare gli arredi.
Il sindaco di Verona, Paolo Zanotto,
all’inaugurazione della residenza e
del Centro Alzheimer ha detto che la
realizzazione del Centro è stata possibile
grazie all’unione di forze diverse, per dare
una risposta al quartiere di Borgo Roma ma
anche alle esigenze dell’intera città. Dalla
collaborazione, ha aggiunto il sindaco con il
vicepresidente della Regione, Angelo Fiorin,
«è nato un progetto finalizzato alla qualità
delle strutture sociosanitarie».
L’Alzheimer infatti, ha precisato l’assessore
comunale ai Servizi sociali Tito Brunelli, «è
un problema molto attuale e per questo gli
è stata data priorità nel Piano strategico.
Ora si tratta di costruire attorno a questo
centro una rete di
servizi per i malati
di Alzheimer e le
loro famiglie. Il
Centro Cristofori è
stato studiato per
essere funzionale,
con spazi riservati
ai malati e altri
comuni a loro
e agli operatori,
proprio per
favorire i contatti
umani. «Questa sede diventerà un punto
di ascolto», ha detto Giovanni Sacchetto,
responsabile del Centro per la Pia Opera
Ciccarelli, «un riferimento per una rete
di servizi più ampia. Raccoglieremo dati,
daremo indicazioni utili e forniremo alle
famiglie gli strumenti formativi per gestire
l’Alzheimer». E’ quel «modello integrato»
in cui tutti «devono sentirsi corresponsabili
della salute della comunità, passando dal
concetto di assistenza a quello di benessere
dei cittadini», hanno spiegato Angelo De
Cristan, direttore dei Servizi sociali dell’Ulss
20 e Giovanni Guglielmi, presidente degli
Iciss.
A. B.
SOCIETÀ 왗왗왗
Sensibilizzare le famiglie
per dare sostegno agli ospiti
Pagina 4
In libreria
Donne nel
sociale
Percorsi di ricerca
con interventi di
R. Biz, G. Braga, S.
Dugone, L. Fabbris, A.
Leuratti, A. Peduzzi, G.
Trevisiol
V
orrei manifestare una personale
riflessione sui primi due anni di vita
del Comitato ospiti delle residenze
della Pia Opera Ciccarelli:
1. la difficoltà operativa del comitato
è senza dubbio legata al fatto che i
«quorum» per eleggere i membri in
generale sono da modificare in senso
riduttivo.
2. necessita una maggiore visibilità del
comitato in termini di pubblicità dello
stesso a cura dei responsabili di residenza.
3. i membri del comitato devono avere con
il presidente del comitato, incontri informali
più frequenti e credere maggiormente nel
compito che è stato loro assegnato.
4. è necessaria una operazione di
sensibilizzazione di tutti i familiari tra di
loro e tra i membri del comitato e gli stessi
parenti degli ospiti delle residenze per farlo
sentire come un organismo effettivamente
a tutela degli ospiti e di valido supporto a
tutto il personale di residenza.
5. necessita dare un peso politico al
comitato nelle scelte decisionali dalla Pia
Opera Ciccarelli.
Di quanto sopra delineato si è parlato sia in
sede di assemblea del comitato che in sede
di scambio augurale con l’Amministrazione
della Pia Opera Ciccarelli.
Ho notato una certa rilassatezza in
alcuni membri del comitato assieme
a un generale senso di sfiducia sulla
validità dell’organismo citato; questo
mio intervento vuole dare fiducia a tutti
i miei collaborator e rinnovare stima e
gratitudine a quanti nell’ambito della Pia
Opera Ciccarelli si prodigano perché gli
ospiti vivano nel migliore dei modi, ben
sapendo che solo con l’aiuto fattivo anche
dei parenti si può arrivare a migliorare la
qualità di vita dei nostri cari, ricordando che
la nostra presenza, sempre discreta, ma
più assidua all’interno della Pia Opera, fa
la vera differenza nella qualità di vita degli
ospiti. Un cordiale saluto a tutti, anche a
nome del Comitato.
ENRICO PAVONI
ed. FRANCOANGELI
euro17,00
Il mondo del lavoro sociale vede un rapido sviluppo
di nuovi servizi, professionalità e possibilità
occupazionali finalizzati a dare risposta ai nuovi
bisogni di assistenza, cura, inclusione sociale
e riabilitazione dei cittadini. Parallelamente
si muovono in diverse direzioni gli attori,
istituzionali e non, nel tentativo di implementare
e di regolamentare il settore mediante interventi
legislativi, finanziari, formativi e di economia
sociale. E’ il quadro scandagliato dagli autori del
volume, che raccoglie i migliori risultati del progetto
«Lavorare in rosa nel sociale» che la Cooperativa
sociale “Insieme Si Può” ha realizzato con diversi
partner e con il decisivo contributo della Regione
Veneto. Il percorso ha mette a fuoco la particolarità
della presenza delle donne nei servizi sociali.
Fuori stagione
di Maria Luisa
Marcolini
ed. Fondazione Brunello
La raccolta di poesie «Fuori stagione», di Maria
Luisa Caggiano Marcolini (con introduzione
di Fernando Bandini) è edito dalla Fondazione
Brunello Onlus, di Vicenza, costituita nel
1999, che persegue esclusivamente finalità di
solidarietà sociale nel campo dell’assistenza
sociale e socio-sanitaria nell’ambito della
Regione Veneto. La Fondazione opera, con
gestione diretta o in convenzione, con istituzioni
pubbliche e/o private per realizzare servizi
per anziani auto e semi-autosufficienti, e per
minori in stato di disagio. Collabora a progetti
di formazione per promuovere una cultura
sulle forme di assistenza e cura alla popolazione
anziana e minorile.
Contratto
collettivo
nazionale di
lavoro
Uneba
PRESIDENTE COMITATO OSPITI
euro 20,00
Il giardino d’inverno
In quel di San Giovanni Lupatoto,
c’è un parco meraviglioso
Ricco di Conifere, piante verdi e fiorite.
Lo chiamano “il giardino della POC”.
Più avanti c’è un ponticello,
una cascatella e di fronte la Tour Eiffel.
La visione è così pura, che sembra:
un miracolo della natura!
Cammini incerta nei suoi vialetti
beandoti di quei cespugli di rose,
di quelle piante variegate di rosso e oro.
Più avanti una vasca di luci,
sembra la casa delle fate.
Ti fermi e tutto questo splendore,
ti riempie di gioia, di calore.
Ma in mezzo ad esso c’è una stanza,
tutta una vetrata, chiamata:
giardino d’inverno.
Entrando, ti si mozza il fiato!
Un ruscello scorre beato, ai lati
piante d’ogni foggia, d’ogni colore!
Piante verdi e fiorite si specchiano
nell’acqua chiara, che gorgoglia
con canto leggero.
Mi avvicino all’uscita,
la porta s’apre e mi domando:
Perché t’han chiamato giardino d’inverno?
L’inverno è freddo duro; qui il calore è puro.
Io ti voglio ribattezzare, e ti chiamerò,
con un sorriso: Angolo di Paradiso!
Nella Fedeli
E’ il testo ufficiale del Contratto collettivo
nazionale di lavoro (2002 – 2005) per il
personale dipendente dalle realtà del settore
assistenziale, sociale, socio-sanitario, educativo,
nonché da tutte le altre istituzioni di assistenza
e beneficenza che fanno riferimento all’Uneba,
l’Unione nazionale enti di beneficenza e
assistenza, fondata nel 1951.
L’Uneba si rivolge alle opere e ai servizi
assistenziali privati che, per la maggior parte,
svolgono la loro attività senza scopi di lucro
e per motivazioni di solidarietà cristiana.
L’Uneba ha mantenuto la sigla anche quando
la denominazione storica fu mutata in Unione
nazionale istituzioni e iniziative di assistenza
sociale, per una chiara apertura alle nuove realtà
del volontariato assistenziale.
Per informazioni sulle nostre pubblicazioni:
Domenico Marte: tel. 045.8296149
Elisabetta Elio: tel. 045.8296145
Anno II numero 4 - dicembre 2004
Trimestrale di informazione della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus
Reg. Trib. di Verona n° 1551 del 28/7/2003
Editore e Proprietario
Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus
Redazione e Amministrazione
Vicolo Ospedale, 1 - San Giovanni Lupatoto
Tel. 045 8296149/45 - Fax 045 8751111
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Direttore responsabile
Enrico Giardini
Grafica e impaginazione
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