Anno II n. 4 - trimestrale Il Natale illumina tutte le creature di Osvaldo Checchini* N elle strade si accendono le luci delle feste, nelle case si pensa ai regali, nelle chiese risuonano i canti di Natale. Ho pensato di far risuonare il clima del Natale sulla nostra rivista per augurare a tutti di scoprire la grandezza di un Dio che si fa uomo per annunciare con la sua vita la preziosità di ogni creatura umana. Come cogliere però questo messaggio? Un episodio della vita di Federico Ozanam e del grande scienziato Ampère ci fa intravedere la strada per scoprire la grandezza di ogni persona. Federico Ozanam, in crisi di fede, improvvisamente entrò, in cerca di conforto, in una chiesetta gotica di Parigi e vide in ginocchio, nella penombra del luogo sacro, la veneranda figura di un vegliardo. La esaminò attentamente e la riconobbe: era Ampère. Lo contemplò a lungo, in muto raccoglimento, e quando uscì si mise sui suoi passi e lo seguì fin nel suo studio. - «In quale questione di fisica posso esservi utile, giovanotto?», domandò. - «Io sono studente di lettere e mi duole di essere un vero ignorante nelle scienze. Vengo da lei, professore per una questione di fede». - «Non è il mio forte – risponde umilmente lo scienziato - comunque, sarei felice d’esservi utile». - «Mi dica professore, è possibile essere così grande e pregare ancora?». Lo scienziato, un po’ stupito e con le labbra tremanti di commozione, rispose: - «Figliolo, io sono grande solo quando prego!». Forse, senza volerlo, il sommo fisico ripeteva l’espressione di Pascal: «L’uomo è grande quando prega». Buon Natale agli ospiti della Pia Opera Ciccarelli e alle loro famiglie. Buon Natale agli operatori, agli infermieri e al personale tutto delle nostre case. Buon Natale ai componenti del consiglio di amministrazione che, gratuitamente, ci offrono la loro competenza e la loro sensibilità. Buon Natale di cuore a tutti coloro che, in vario modo, incontrano le varie attività della Pia Opera. *Presidente della Fondazione Sommario Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4 • La festa dell’Europa alla scoperta della Grecia • Il convegno e il libro sulla cura del personale • Anziani e Alzheimer: la residenza “Barbarani” e il Centro diurno “Cristofori” • Comitato ospiti • Poesia “Il giardino d’inverno” • In libreria Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB VERONA Dicembre 2004 Servizi e gestione di qualità nelle residenze extraospedaliere L e residenze extra-ospedaliere della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus fanno parte, secondo la nuova Legge quadro dello “stato sociale”emanata l’8 novembre 2000 n. 328, dei servizi socioassistenziali esigibili da tutti i cittadini lungo l’intero percorso della loro vita e rispondono ai bisogni, in particolare le fragilità. Per poter rispondere ai requisiti minimi di qualità previsti dalla succitata Legge 328/2000, la Regione Veneto ha previsto l’introduzione dell’Istituto dell’accreditamento che tutti i soggetti erogatori, pubblici e privati devono ottenere per concorrere, al pari dello Stato, all’esercizio dei pubblici servizi alla persona richiesto dal cittadino. Ogni residenza extra-ospedaliera e ogni altro servizio socioassistenziale per poter essere accreditato necessita di far certificare la propria qualità da parte di appositi “valutatori regionali”. Fare la certificazione di qualità significa fare una revisione critica dei propri sistemi di organizzazione attendendo a un miglioramento generale dell’efficienza interna ; inoltre la predisposizione all’eventuale accreditamento istituzionale della struttura. La qualità dell’intervento dovrà rispondere al piano di assistenza individualizzata, concordato con il residente e/o loro famiglia e con eventuali altri corresponsabili, che attesterà i risultati conseguiti. La necessità di erogare servizi certificati rivoluzionerà l’intero approccio gestionale dei servizi e porterà alla ribalta dei modelli organizzativi il processo di delega. Delegare significa responsabilizzare le persone che per libera scelta accettano di gestire le residenze extra-ospedaliere e i servizi socio-assistenziali alla persona in conformità allo Statuto (mission) della Fondazione Pia Opera Ciccarelli. La delega presuppone, la “responsabilità gestionale” e quindi la fissazione dei ruoli. Il sistema dei ruoli della Fondazione Pia Opera Ciccarelli onlus, oltre alla figura del direttore generale, ricomprende i seguenti ruoli strutturali: a. Ruoli dell’area amministrativa e tecnica: direttore dei servizi amministrativi e tecnici, direttore di Area tecnica, responsabile dei vari servizi tecnici. b. Ruoli dell’area assistenziale: direttore dei servizi socio-assistenziali, direttore di residenza, responsabili di nucleo, tutor. L’evoluzione dei servizi ha coinvolto ogni residenza della Fondazione Pia Opera Ciccarelli onlus e ha introdotto, tra l’altro, il concetto di “gestione economica”. In quest’ottica gli ultimi contratti di lavoro hanno introdotto la “valutazione” del personale, sia in rapporto alle prestazioni che in rapporto al suo contributo al raggiungimento dei risultati; una prospettiva in termini di efficienza e di efficacia. Per far transitare e per consentire la realizzazione di una valutazione formalizzata è necessario lo sviluppo di una cultura e di una prassi gestionale per obiettivi e risultati: • la negoziazione degli obiettivi. • la misurabilità dei risultati. • l’inserimento di un sistema di valutazione e di verifica. • la consapevolezza, condivisa, che la valutazione formale assume il ruolo di modalità di controllo gestionale, in cui si è coinvolti sia come valutatori (dei propri collaboratori), che come valutati (da parte di chi ha affidato il mandato gestionale, (Direttore dei servizi socio/assistenziali e/o Direttore dei servizi amministrativi e/o tecnici). Il sistema della qualità ISO 9001 Vision 2000 prevede, sulla base delle procedure e del contratto individuale con il singolo residente, di verificare la correttezza delle prestazioni svolte dal dipendente durante le fasi del processo lavorativo. Qualora le prestazioni svolte non corrispondano a quelle previste dal contratto individuale dei servizi oppure le stesse siano state eseguite in modo difforme, ogni responsabile delegato della struttura deve emettere il documento di non conformità. L’equipe di residenza valutano periodicamente le non conformità di servizio che daranno seguito ai seguenti provvedimenti: 1. apertura di un azione di miglioramento nel processo assistenziale. 2. valorizzazione economica della non conformità e oggettività o soggettività del fatto. 3. restituzione al residente del valore economico delle prestazioni. La necessità di verificare e quindi di valutare l’operato del personale ha indotto l’amministrazione, a predisporre una scheda, approvata dalle rappresentanze sindacali e dagli organi istituzionali dell’Ente, per produrre un “Sistema di valutazione permanente” a partire dall’anno 2004. La scheda di valutazione, compilata dai rispettivi responsabili, dovrà essere presentata periodicamente al dipendente interessato, che deve aver modo di effettuare le proprie eventuali controdeduzioni in merito al giudizio ricevuto. Quando la scheda verrà depositata in amministrazione, il sistema avrà prodotto il suo risultato. SERGIO GAMBAROTTO DIRETTORE GENERALE VITA DELL’ENTE 왗왗왗 Pagina 2 Il “rebetika” si tinge di bianco e azzurro La festa d’Europa nel cuore dell’antica Grecia A chi è capitato di passare nelle vicinanze del Giardino d’Inverno della Pia Opera Ciccarelli in una delle quattro domeniche di ottobre, è di certo sembrato di essere in un luogo incantato e speciale, fatto di musiche e danze, di profumi e sapori ricchi di sole e di mare. Si, sembrava proprio di essere là, nella lontana Grecia, tra gli dei dell’Olimpo o al sole di una delle duemila isole del mare Egeo, nelle calde acque dove nacque Venere. E’questa la festa dell’Europa, che si svolge da sei edizioni e coinvolge con entusiasmo e gradimento ogni anno sempre maggiore gli ospiti, gli operatori e i familiari delle diverse residenze della Fondazione Pia Opera Ciccarelli a San Giovanni Lupatoto: Arcobaleno, Roseto, Tre Fontane, Mimosa, Villa Italia e Casa Ferrari. DUE PASSI NEL CONTINENTE Fiammetta Fasoli è l’animatrice della residenza Mimosa ed è anche una delle principali artefici dell’iniziativa che spiega così: «’’Visitiamo l’Europa’’ è un progetto nato da una precisa richiesta espressa qualche anno fa dai nostri ospiti. Il desiderio di uscire dal territorio italiano, anche se solo virtualmente, per visitare e conoscere gli usi e i costumi di altri paesi e altre culture. Qualcuna delle nostre anziane, poi, parlava spesso del proprio passato e raccontava di storie di emigrazione lontane nel tempo. Raccontavano di paesi lontani, difficili da vivere e insieme narravano del loro lavoro là, in Svizzera, in Germania, in Belgio. Parlavano di sudore e di fatiche, ma anche di ricordi e d’affetti. L’idea è quindi partita da questi presupposti, nella sfida riuscire a viaggiare ancora pur rimanendo seduti sulle proprie carrozzine. Il progetto è stato subito accolto dall’amministrazione e si è esteso anche ai familiari dei nostri ospiti che hanno accolto la proposta con entusiasmo insperato e allo stesso tempo gratificante». Ogni anno un paese diverso. Il viaggio è partito dai paesi di lingua tedesca, la Germania e l’Austria, quindi è proseguito nei Paesi Bassi, tra Olanda Belgio e Lussemburgo, in Francia, Inghilterra, Irlanda e Spagna. Anche quest’anno, quindi, per quattro domeniche, le residenze nella sede centrale si sono alternate nei saloni del Giardino d’Inverno per l’animazione della festa, mentre Villa Italia e Casa Ferrari hanno usufruito dei loro spazi al coperto e all’esterno. AL RITMO DEL SIRTAKI Quest’anno è stato il turno della Grecia. «Si, dopo aver proposto il flamenco, il valzer e il can can, ci siamo vestiti con le tuniche degli antichi greci e abbiamo ballato al ritmo del sirtaki e del rebetika», aggiunge Fiammetta Fasoli, «e anche stavolta è stato un vero successo. Il Giardino d’Inverno è stato addobbato di bianco e azzurro, i colori della Grecia, e poi da colonne, reti e scenografie preparate proprio dagli ospiti. Ci siamo preparati a lungo perché tutto funzionasse al meglio, tanto che da giorni si parlava solo di manifesti, foto, collage di ritagli e addobbi. Il nostro viaggio in Grecia, per la verità, è iniziato a metà agosto, quando abbiamo assistito alla cerimonia d’apertura dei giochi olimpici di Atene, ed è proseguito fino al momento della festa. E’ semplicemente un’occasione gioiosa, nella quale gli ospiti si sentono protagonisti in prima persona perché si sentono in grado di offrire un momento di vacanza, seppur breve e virtuale, ai propri familiari. Un momento conviviale, nel quale si divide il pasto e si ascolta musica, ma più di tutto un viaggio della famiglia nei ricordi affettivi. Per la buona riuscita del progetto dobbiamo ringraziare anche l’intervento del Consolato di Grecia a Milano, per l’assistenza che ci ha fornito in seguito alla nostra richiesta alla quale ha risposto con estremo interesse inviando materiale fotografico, audio e video che è stato esposto nei nostri poster e mostrato durante tutta la durata della festa». LARGO A PERICLE La prima domenica d’ottobre la Festa d’Europa è stata l’occasione per trasformare anche Casa Ferrari in uno scenario simile a quello che gli dei si sono scelti per le loro danze, in una vera Arcadia festante. Ci racconta quei momenti Dorota Krysiak, responsabile del progetto di animazione per quella residenza: «La bella giornata ci ha permesso di prendere l’aperitivo nel giardino della casa, subito dopo la messa e il discorso di benvenuto tenuto all’interno del salone principale. Siamo felici perché ci siamo dati molto da fare per organizzare l’evento e perché fossero presenti anche i familiari. Ebbene, alla fine abbiamo costatato che sono arrivati tutti; eravamo proprio al completo». Anche qui coreografie, addobbi, colori, musiche e canti. E poi gli operatori in costume tipico greco e il pranzo, esotico e appetitoso, terminato il quale, gli ospiti sono andati a riposare e i parenti ne hanno approfittato per fare una passeggiata. Poi, verso le 16, nel cortile gran tombolata e la merenda con brulé e dolci d’ogni specie. «Come accade solo nelle grandi occasioni, quel giorno c’è stata tanta gioia e tutto il nostro sforzo è stato molto apprezzato. Le foto ricordo di ogni ospite con i propri parenti (alcuni tra questi molto anziani, altri venuti apposta da molto lontano) e quelle con gli operatori vestiti come Pericle hanno chiuso la festa, in un crescendo di gioia e di felicità». IN MEZZO ALL’AGORA’ Domenica 24 ottobre è stato il turno della residenza Mimosa. Racconta Fiammetta: «Eravamo in tanti, quel giorno perché i nostri ospiti sono una quarantina, tutti accompagnati da almeno due familiari invitati per l’occasione così che il Giardino d’Inverno pareva proprio un’agorà, la piazza greca nella quale tutti parlano con tutti e dove regnano l’armonia e la gioia». Al mattino la messa domenicale, con preghiere recitate nella lingua della nazione festeggiata poi tutti a bere l’aperitivo, quindi la lettura del giornale di Atene e il pranzo per il menù tipico. In apertura dakos chitapo’ di urasto e tyropita, trancio di pane tostato al pomodoro e basilico, per primo fasolia e moustakà, zuppa di fagioli al profumo di mare e sfornato di melanzane con salsiccia, per secondo risogallo biftekia e salade koriatiki, scrigno di riso pilaf con pepite greche e insalata greca. Per dessert aspro di skiatos, budino di pistacchi e mandorle con profumo di cannella. Poi un buon kafeis, per concludere degnamente il pasto. Un breve intervallo e alle 15.30 lo spettacolo folkloristico in costume tipico, animato dagli operatori. La merenda e la foto di rito sotto allo striscione di benvenuto hanno concluso la giornata. IL VENTO DELL’EST Per ciò che riguarda il futuro è ancora Fiammetta a ripetere che «Siamo felici per come si è svolta questa sesta edizione, ma confesso che stiamo già pensando al prossimo anno e alle nuove sorprese che proporremo a ospiti e familiari». Che luoghi visiterete? «Questo è ancora top secret, posso solo anticipare che molto probabilmente andremo alla caccia del vento che viene da Est». STEFANO DALLAVIA FORMAZIONE 왗왗왗 Pagina 3 Più competenti per risolvere i problemi Gli operatori alla ricerca di uno stile I l 20 novembre 2004 nella sala convegni della Fondazione Pia Opera Ciccarelli si è tenuto un importante convegno sulla cura del personale di assistenza. I lavori sono stati moderati da Stefano Schena, direttore generale del Centro Polifunzionale Don Calabria. Il saluto del presidente, don Osvaldo Checchini, ha accolto i partecipanti, in prevalenza operatori sociosanitari,mentre Elisabetta Elio, direttrice della formazione per l’Opera, ha omaggiato il pubblico con la nuova pubblicazione dell’Ente «La cura del personale nella Fondazione Pia Opera Ciccarelli – Onlus, un laboratorio di formazione permanente». Un ringraziamento va a Lorenzo Dani e Fabio Milani, che hanno sviluppato il percorso che indica la differenza fra «cura» e «prendersi cura» e sulla necessità di educarsi a «voler bene agli anziani» attraverso l’irrinunciabile strumento della formazione che aiuta a far leggere i bisogni e stimolare la ricerca delle soluzioni migliori e possibili, considerando, soprattutto che prendersi cura dell’altro vuol dire abbracciare tutta la sua complessità e, inevitabilmente, farla interagire con la nostra. Parlare di modelli formativi specifici ed esclusivi per gli operatori sociosanitari, dice Milani, è sicuramente eccessivo, ma sicuramente si può parlare di applicazioni ed esperienze formative che meglio e più efficacemente si addicono al contesto professionale degli operatori. I percorsi formativi dovranno toccare l’area delle competenze dell’operatore, il suo ruolo professionale e la soluzione dei problemi. Da sinistra: Stefano Schena, Lorenzo Dani, d. Osvaldo Checchini, Elisabetta Elio, Fabio Milani Milani ha posto l’accento sul valore della comunicazione e dei suoi processi e nella sua relazione ha fatto cenno al metodo Train, efficace nel diminuire la distorsione del messaggio entrando nel merito del processo della comunicazione cercando di ridurre il danno della dispersione comunicativa, aumentare la capacità comunicativa, rendendo efficace il fare e l’imparare attraverso uno stile omogeneo, riconoscibile e trasmissibile all’interno dell’organizzazione. DOMENICO MARTE Cura del personale, tutti i segreti in un libro L a nuova pubblicazione curata da Elisabetta Elio e Domenico Marte, dal titolo «La cura del personale nella fondazione Pia Opera Ciccarelli», intende raccontare l’esperienza formativa della Fondazione Pia Opera Ciccarelli. Elio e Marte, nella stesura del lavoro, hanno voluto rendere gradevole l’argomento, garantendo sì uno spazio alla dottrina, ma senza dimenticare che la filosofia di una crescita parla comunque delle persone. Nel 1885 il nostro fondatore, monsignor Ciccarelli, diceva “Mi raccomando vogliate bene agli anziani” e nella pubblicazione questo bene doveva venir fuori. I curatori hanno storicizzato i passaggi importanti di questa “attenzione agli anziani” evidenziando le azioni di tante persone che negli anni sono passate dalla Pia Opera, lasciando contributi preziosi e irrinunciabili. Un mosaico dove ogni tessera ha avuto e ha il suo significato: le azioni delle suore, la buona volontà di tanti operatori che negli anni hanno saputo rielaborare l’esperienza e trasformare la buona volontà anche in consapevolezza e responsabilità verso le persone bisognose. Una storia dove il coraggio di rischiare è stato premiante; si pensi a tutti i consigli di amministrazione della Pia Opera Ciccarelli che hanno voluto testimoniare il coraggio di voler crescere confidando sulle buone intuizioni, sul valore delle persone e la fiducia verso il prossimo; nel 1986 un articolo su «L’Arena» diceva...«cari nonni, saltate giù dal letto. Non siete venuti qui per morire». Esperienze passate, presenti e future descrivono le tappe fondamentali di formazione degli operatori e della Fondazione per acquisire strumenti di lettura importanti al fine di poter essere capaci di prendersi cura dell’altro con umanità, coraggio e consapevolezza, pronti a saper leggere le trasformazioni sociali e i bisogni che caratterizzano il nostro territorio. Il testo nasce con sincerità perché è l’esperienza di quanti hanno voluto investire in relazioni significative ricercando il valore nella reciprocità e nella consapevolezza che la sana insoddisfazione dell’essere umano, da sempre lo ha spinto verso orizzonti che potessero migliorare la qualità della vita, investimento anche per le generazioni future. D. M. Benessere a Borgo Roma, l’unione fa la forza La Pia Opera Ciccarelli gestisce la residenza per anziani “Berto Barbarani” e il Centro diurno per malati di Alzheimer “Gabriella Cristofori”, realizzati dagli Iciss vicino al Policlinico. Un punto di riferimento per il quartiere e per la città S arà la Pia Opera Ciccarelli a gestire la residenza per anziani «Berto Barbarani» e il Centro diurno per malati di Alzheimer «Gabriella Cristofori» vicino al policlinico Rossi di Borgo Roma, in piazzale Ludovico Scuro, in una struttura realizzata dagli Istituti civici di servizio sociale (Iciss) e presa in affitto dal Comune di Verona. La residenza Barbarani può ospitare 30 persone anziane non autosufficienti, mentre il Centro diurno per malati di Alzheimer Cristofori, attivo dall’inizio del 2005, con un servizio di pronto intervento attivo 24 ore su 24, sarà la centrale operativa del Progetto Alzheimer, uno dei progetti bandiera del Piano strategico della città di Verona. La struttura è stata realizzata grazie alla donazione di Gabriella Cristofori, che ha dato oltre un milione di euro al Comune di Verona, da destinare alle persone malate e sole, e a un investimento di quattro milioni e mezzo di euro della Fondazione Cariverona. Gli Iciss, per ristrutturare l’edificio di piazzale Scuro hanno speso quattro milioni 800mila euro e altri 390mila per acquistare gli arredi. Il sindaco di Verona, Paolo Zanotto, all’inaugurazione della residenza e del Centro Alzheimer ha detto che la realizzazione del Centro è stata possibile grazie all’unione di forze diverse, per dare una risposta al quartiere di Borgo Roma ma anche alle esigenze dell’intera città. Dalla collaborazione, ha aggiunto il sindaco con il vicepresidente della Regione, Angelo Fiorin, «è nato un progetto finalizzato alla qualità delle strutture sociosanitarie». L’Alzheimer infatti, ha precisato l’assessore comunale ai Servizi sociali Tito Brunelli, «è un problema molto attuale e per questo gli è stata data priorità nel Piano strategico. Ora si tratta di costruire attorno a questo centro una rete di servizi per i malati di Alzheimer e le loro famiglie. Il Centro Cristofori è stato studiato per essere funzionale, con spazi riservati ai malati e altri comuni a loro e agli operatori, proprio per favorire i contatti umani. «Questa sede diventerà un punto di ascolto», ha detto Giovanni Sacchetto, responsabile del Centro per la Pia Opera Ciccarelli, «un riferimento per una rete di servizi più ampia. Raccoglieremo dati, daremo indicazioni utili e forniremo alle famiglie gli strumenti formativi per gestire l’Alzheimer». E’ quel «modello integrato» in cui tutti «devono sentirsi corresponsabili della salute della comunità, passando dal concetto di assistenza a quello di benessere dei cittadini», hanno spiegato Angelo De Cristan, direttore dei Servizi sociali dell’Ulss 20 e Giovanni Guglielmi, presidente degli Iciss. A. B. SOCIETÀ 왗왗왗 Sensibilizzare le famiglie per dare sostegno agli ospiti Pagina 4 In libreria Donne nel sociale Percorsi di ricerca con interventi di R. Biz, G. Braga, S. Dugone, L. Fabbris, A. Leuratti, A. Peduzzi, G. Trevisiol V orrei manifestare una personale riflessione sui primi due anni di vita del Comitato ospiti delle residenze della Pia Opera Ciccarelli: 1. la difficoltà operativa del comitato è senza dubbio legata al fatto che i «quorum» per eleggere i membri in generale sono da modificare in senso riduttivo. 2. necessita una maggiore visibilità del comitato in termini di pubblicità dello stesso a cura dei responsabili di residenza. 3. i membri del comitato devono avere con il presidente del comitato, incontri informali più frequenti e credere maggiormente nel compito che è stato loro assegnato. 4. è necessaria una operazione di sensibilizzazione di tutti i familiari tra di loro e tra i membri del comitato e gli stessi parenti degli ospiti delle residenze per farlo sentire come un organismo effettivamente a tutela degli ospiti e di valido supporto a tutto il personale di residenza. 5. necessita dare un peso politico al comitato nelle scelte decisionali dalla Pia Opera Ciccarelli. Di quanto sopra delineato si è parlato sia in sede di assemblea del comitato che in sede di scambio augurale con l’Amministrazione della Pia Opera Ciccarelli. Ho notato una certa rilassatezza in alcuni membri del comitato assieme a un generale senso di sfiducia sulla validità dell’organismo citato; questo mio intervento vuole dare fiducia a tutti i miei collaborator e rinnovare stima e gratitudine a quanti nell’ambito della Pia Opera Ciccarelli si prodigano perché gli ospiti vivano nel migliore dei modi, ben sapendo che solo con l’aiuto fattivo anche dei parenti si può arrivare a migliorare la qualità di vita dei nostri cari, ricordando che la nostra presenza, sempre discreta, ma più assidua all’interno della Pia Opera, fa la vera differenza nella qualità di vita degli ospiti. Un cordiale saluto a tutti, anche a nome del Comitato. ENRICO PAVONI ed. FRANCOANGELI euro17,00 Il mondo del lavoro sociale vede un rapido sviluppo di nuovi servizi, professionalità e possibilità occupazionali finalizzati a dare risposta ai nuovi bisogni di assistenza, cura, inclusione sociale e riabilitazione dei cittadini. Parallelamente si muovono in diverse direzioni gli attori, istituzionali e non, nel tentativo di implementare e di regolamentare il settore mediante interventi legislativi, finanziari, formativi e di economia sociale. E’ il quadro scandagliato dagli autori del volume, che raccoglie i migliori risultati del progetto «Lavorare in rosa nel sociale» che la Cooperativa sociale “Insieme Si Può” ha realizzato con diversi partner e con il decisivo contributo della Regione Veneto. Il percorso ha mette a fuoco la particolarità della presenza delle donne nei servizi sociali. Fuori stagione di Maria Luisa Marcolini ed. Fondazione Brunello La raccolta di poesie «Fuori stagione», di Maria Luisa Caggiano Marcolini (con introduzione di Fernando Bandini) è edito dalla Fondazione Brunello Onlus, di Vicenza, costituita nel 1999, che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza sociale e socio-sanitaria nell’ambito della Regione Veneto. La Fondazione opera, con gestione diretta o in convenzione, con istituzioni pubbliche e/o private per realizzare servizi per anziani auto e semi-autosufficienti, e per minori in stato di disagio. Collabora a progetti di formazione per promuovere una cultura sulle forme di assistenza e cura alla popolazione anziana e minorile. Contratto collettivo nazionale di lavoro Uneba PRESIDENTE COMITATO OSPITI euro 20,00 Il giardino d’inverno In quel di San Giovanni Lupatoto, c’è un parco meraviglioso Ricco di Conifere, piante verdi e fiorite. Lo chiamano “il giardino della POC”. Più avanti c’è un ponticello, una cascatella e di fronte la Tour Eiffel. La visione è così pura, che sembra: un miracolo della natura! Cammini incerta nei suoi vialetti beandoti di quei cespugli di rose, di quelle piante variegate di rosso e oro. Più avanti una vasca di luci, sembra la casa delle fate. Ti fermi e tutto questo splendore, ti riempie di gioia, di calore. Ma in mezzo ad esso c’è una stanza, tutta una vetrata, chiamata: giardino d’inverno. Entrando, ti si mozza il fiato! Un ruscello scorre beato, ai lati piante d’ogni foggia, d’ogni colore! Piante verdi e fiorite si specchiano nell’acqua chiara, che gorgoglia con canto leggero. Mi avvicino all’uscita, la porta s’apre e mi domando: Perché t’han chiamato giardino d’inverno? L’inverno è freddo duro; qui il calore è puro. Io ti voglio ribattezzare, e ti chiamerò, con un sorriso: Angolo di Paradiso! Nella Fedeli E’ il testo ufficiale del Contratto collettivo nazionale di lavoro (2002 – 2005) per il personale dipendente dalle realtà del settore assistenziale, sociale, socio-sanitario, educativo, nonché da tutte le altre istituzioni di assistenza e beneficenza che fanno riferimento all’Uneba, l’Unione nazionale enti di beneficenza e assistenza, fondata nel 1951. L’Uneba si rivolge alle opere e ai servizi assistenziali privati che, per la maggior parte, svolgono la loro attività senza scopi di lucro e per motivazioni di solidarietà cristiana. L’Uneba ha mantenuto la sigla anche quando la denominazione storica fu mutata in Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale, per una chiara apertura alle nuove realtà del volontariato assistenziale. Per informazioni sulle nostre pubblicazioni: Domenico Marte: tel. 045.8296149 Elisabetta Elio: tel. 045.8296145 Anno II numero 4 - dicembre 2004 Trimestrale di informazione della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus Reg. Trib. di Verona n° 1551 del 28/7/2003 Editore e Proprietario Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus Redazione e Amministrazione Vicolo Ospedale, 1 - San Giovanni Lupatoto Tel. 045 8296149/45 - Fax 045 8751111 www.piaoperaciccarelli.org Direttore responsabile Enrico Giardini Grafica e impaginazione Studio Poletto srl - San Giovanni Lupatoto Stampa Tipolitografia Artigiana snc Via Monte Carega, 8 - San Giovanni Lupatoto