(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
COMUNE DI MACERATA
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NZ01426
REGIONALE - MARCHE
1°
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
UN NIDO ACCOGLIENTE
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore E, EDUCAZIONE E PROMOZIONE CULTURALE
Area di intervento 02, ANIMAZIONE CULTURALE VERSO I MINORI
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza
il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
L’Asilo Nido è ormai riconosciuto come istituzione formativa protagonista di un sapere educativo,
che vede coinvolte le educatrici, le famiglie e i bambini in una relazione triadica basata sull'ascolto,
sul confronto e sulla comprensione reciproca. E’ insomma un luogo vissuto come importante
occasione per lo sviluppo dei bambini e come risposta a un bisogno di espressione sociale.
Attualmente un ulteriore fenomeno sociale ha fatto sì che il nido s'interrogasse sulle proprie
pratiche e ridefinisse ulteriormente la propria identità: la presenza dei bambini stranieri nei servizi
educativi per la prima infanzia.
Nel 2009 in provincia di Macerata gli stranieri nati in Italia sono aumentati di 562 unità, con un
incremento percentuale rispetto all’anno precedente del 14,5% (nel 2008 erano aumentati del
13,9%); la loro incidenza sul totale degli stranieri residenti è del 13,1%, mentre la composizione per
genere mostra una maggioranza di maschi e percentuali in sensibile aumento sul totale delle
rispettive popolazioni di riferimento (la seconda generazione maschile è pari al 13,7%, quella
femminile del 12,5%).
Ad oggi la popolazione straniera residente nella Provincia di Macerata è di 33621 abitanti, 4505 dei
quali sono minori e nello specifico 2900 hanno un’ età compresa tra i 0 e i 4 anni .
Nel solo Comune di Macerata i minorenni residenti sono 6181, di questi il 14,7% sono stranieri.
Nei nidi comunali di Macerata la presenza di questi bambini è attestata intorno al 15% delle
presenze totali (dati relativi agli ultimi 2 anni).
Dato che si conferma anche per l’Anno educativo 2014/2015, infatti i bambini iscritti agli Asili nidi
sono in totale 124 di cui 22 stranieri (15%).
In particolare, è andata aumentando la presenza di bambini immigrati di seconda generazione, cioè
figli di genitori immigrati, nati però in Italia.
Tali dati sono a dimostrazione che i servizi educativi stanno andando verso una direzione che punta
ad una effettiva integrazione che richiede l’utilizzo di risorse aggiuntive che affianchino le educatrici
rendendo possibili interventi mirati, personalizzati e adeguati nei tempi e nei modi.
Le educatrici sono chiamate a considerare la presenza dei bambini stranieri come una risorsa più
che come un problema: la specificità, nonché la ricchezza, della loro situazione consiste nel
costruire la propria identità facendo riferimento ad un universo linguistico caratterizzato dal
bilinguismo, cioè da due codici linguistici spesso molto diversi tra di loro.
Alcuni studi hanno dimostrato che fin da piccolissimi i bambini sono predisposti al bilinguismo,
perché nei vocalizzi assumono delle intonazioni diverse sulla base dell'imitazione degli adulti.
Le educatrici hanno il vantaggio di vivere con i bambini una relazione di tipo quotidiano ed è da
questa che dovrebbero trarre le strategie per favorire un apprendimento della lingua italiana
simultaneo a quella d'origine (che avviene in casa): ad esempio commentare la ritualità delle azioni
con formule e frasi costanti; ripetere le parole e nominare gli oggetti piuttosto che indicarli
soltanto.
L'apprendimento della lingua italiana è la condizione necessaria per un positivo inserimento nella
società, ma è anche vero che il mantenimento della lingua d'origine è fondamentale, non solo per
rafforzare le capacità di acquisizione della L2, ma soprattutto per favorire l'abitare nei due mondi
diversi di cui si parlava prima. Sostenere la lingua madre vuol dire sostenere emotivamente il
bambino nella fase di ambientamento al nido; a tal proposito sarebbe importante che l'educatrice
conosca qualche parola o piccola frase in modo da trasmettere al bambino quell'affetto che solo la
lingua d'origine può fare: per questo viene spesso definita la lingua del cuore.
I servizi dell'infanzia sono rappresentativi dell'idea di infanzia che li sorregge e per una famiglia
immigrata, iscrivere il proprio figlio al nido, è una scelta che comporta la trasformazione della
famiglia stessa che rompe con la tradizione per affidarsi a un supporto professionale del tutto
nuovo. Una rottura nei modi e nei tempi di alimentazione, oltre che dei cibi in sé, e una rottura con
la lingua materna che diventa marginale poiché la lingua più usata risulterà l'italiano e ciò
comporterà l'introduzione di nuovi termini in casa che allontaneranno il bambino dalle proprie
origini e modificheranno il legame materno tradizionale.
Per le educatrici la sfida consiste nell'interrogare ciò che sembra ovvio per renderlo comprensibile
ad altri, conciliando diversità e comunanze.
Alcuni studi hanno riscontrato che i bambini percepiscono la diversità fin dai primi mesi di vita,
soprattutto quella somatica legata al colore della pelle. Fin da piccolissimi, perciò, è possibile
educare alla scoperta e al rispetto delle diversità e soprattutto delle somiglianze. Il periodo del Nido
è quindi una occasione privilegiata perché la presenza dei bambini stranieri sia vista come una
risorsa per tutti.
Per fare ciò occorre pensare ad attività strutturate, come ad esempio i giochi di travestimento, in
cui i bambini fanno finta di essere un altro, scoprendo la possibilità di rappresentare se stessi in più
modi. E' possibile valorizzare le diverse identità attraverso l'allestimento degli spazi, utilizzando
immagini od oggetti familiari al bambino immigrato.
E' ovvio che “quello che viene attuato per i bambini stranieri può risultare efficace per tutti i
bambini: occorre un progetto che si rivolga a tutti.” (Rubio in XVI Convegno Nazionale dei Servizi
Educativi per l'Infanzia,2008). Il bambino italiano, da questo tipo di progettualità, non può che
trarne vantaggio perché è immerso fin da piccolo in un contesto multiculturale che caratterizza la
società nella quale vive.
Per quanto indiscutibile il fatto che i bambini stranieri siano portatori della stessa domanda
educativa di quelli italiani, è comunque innegabile che necessitino di un maggior sostegno sia sul
piano culturale sia su quello relazionale, in modo da aiutarli a orientarsi tra due modelli educativi
differenti.
I ragazzi di servizio civile nazionale affiancheranno le educatrici in attività che saranno espletate
utilizzando la metodologia di lavoro dei piccoli gruppi: metodo particolarmente apprezzato dalla
pedagogia in quanto permette di dedicare maggiori attenzioni ai bambini favorendo lo sviluppo
dell’individualità degli stessi.
I volontari saranno impegnati per 30 ore settimanali, dal lunedì al venerdì per un impegno
giornaliero complessivo di sei ore.
Beneficiari del progetto:
_ Bambini nati in Italia da genitori con regolare permesso di soggiorno.
Cosiddetti immigrati di seconda generazione, sono nati in Italia da genitori stranieri, spesso di
nazionalità mista, imparano facilmente la lingua. Hanno diritto all’iscrizione scolastica di ogni ordine
e grado, ed hanno pienamente diritto di accedere a tutte le prestazioni sanitarie assicurate dal
nostro sistema.
_ Minori immigrati con i genitori.
Si tratta in questo caso di piccoli che conoscono il trauma di una separazione dal loro ambiente di
origine. Conoscono un “prima” e un “dopo” che devono in qualche modo connettere e questo non
è sempre agevole. In questo caso vivono un trauma doloroso, la separazione da persone care e
dall’ambiente in cui sono vissuti, anche se per un breve periodo.
_ Minori giunti in Italia attraverso il ricongiungimento familiare.
I minori che giungono in Italia a distanza di tempo dai loro genitori attraversano, almeno per la
seconda volta un momento di sradicamento, segnato da distacchi e cambiamenti improvvisi. Essi
vengono sradicati da una famiglia che è quella che li ha cresciuti dove in genere esistono due
genitori affettivi, spesso i nonni, per essere “adottati” dai loro genitori biologici che però sul piano
affettivo possono essere perfetti sconosciuti.
Destinatari e Beneficiari del progetto
I “destinatari diretti” del progetto sono i bambini (n. 131) che frequentano gli asili nido comunali o
convenzionati con il Comune di Macerata.
Particolari destinatari sono i figli di cittadini stranieri di età compresa tra i 0 e i 4 anni e le loro
famiglie.
Con il presente progetto si vuole superare il tradizionale aiuto teso a risolvere i problemi degli
stranieri legati esclusivamente a questioni amministrative e burocratiche; ci si vuole concentrare
sull’integrazione sociale dei minori immigrati partendo dalle fasce di età più basse.
I “ beneficiari indiretti” del servizio offerto saranno in primo luogo i familiari dei minori, che
saranno invitati a vivere il processo integrativo del proprio bimbo come una opportunità positiva e
non come una minaccia alla propria identità culturale.
In secondo luogo ne trarrà beneficio l’intera comunità: l’integrazione eviterà l’emarginazione dei
minori e del nucleo familiare, (apprendimento della lingua italiana, coinvolgimento nelle attività
dell’asilo quale occasione di socializzazione anche per i genitori) identificando così nell’integrazione
dei più piccoli uno strumento di prevenzione che potrebbe evitare, in un futuro non troppo lontano,
tensioni sociali. I servizi per l’infanzia costituiscono un’ importante luogo di incontro tra le
istituzioni locali e le famiglie straniere, rappresentano infatti per i genitori imigrati il primo ambito
di comunicazione quotidiana con la coltura di accoglienza (Rullo, Musatti, in Nello stesso nido,
2006). L’apprendimento del bambino può, di riflesso, essere una sorta di apprendimento da parte di
tutta la famiglia. Il bambino immigrato può diventare infatti il primo “mediatore culturale” della
famiglia.
Contesto
Per una famiglia immigrata, l’iscrizione di un figlio all’asilo
nido, significa superare il disagio della rottura con la propria
tradizione per affidarsi alle educatrici
Indicatore
Esigenza rilevata
Informazioni raccolte
Genitori coinvolti
Favorire un’integrazione serena rendendo l’accoglienza
piacevole.
Tranquillizzare la famiglia e metterla a proprio agio.
Aumento del sostegno emotivo al bambino
Individuazione di
Differenze culturali
Nelgli ultimi anni il nummero degli stranieri nati in provincia
di Macerata sono andati aumentando raggiungendo un’
incidenza sul totale degli stranieri residenti del 15,1% c.a.
Le educatrici si trovano a lavorare in un ambiente che riflette
quanto accade nel territorio circostante; trovandosi così ad
essere investire dal compito di apprendimento della lingua
italiana simultaneo a quella d'origine ai bambini che
frequentano l’asilo.
Nella nostra società l'incontro con chi proviene da un mondo
“culturale” diverso dal nostro non è più limitato ad episodi
sporadici, ma rientra nelle situazioni di vita quotidiana.
Attraverso l’educazione al rispetto della diversità, alla
solidarietà e all’integrazio
Difficoltà dei bambini stranieri
Creare opportunità per un’ effettivo inserimento dei bimbi
stranieri
Comprensione di parole significative
Realizzazione di un laboratorio
Percepire la diversità come strumento chiave non solo per la
crescita individuale, ma anche e soprattutto per la
prevenzione del pregiudizio, dell’intolleranza, della
discriminazione e per lo sviluppo di un senso di appartenenza.
Bambini coinvolti
Giochi organizzati
Bambini coinvolti
L’integrazione delle famiglie immigrate nel contesto sociale
può avvenire in svariate modalità: una di queste avviene
sicuramente attraverso la scuola; spesso impara la lingua
meglio e più rapidamente rispetto ai genitori e attraverso
l’interazione quotidiana con i coetanei è apprendere la
cultura indigena.
La scuola è per eccellenza il luogo della socializzazione
bambini, ma anche dei genitori.
Realizzazione di un laboratorio
Genitori coinvolti
Per creare un ambiente di lavoro accogliente e sicuro per il
bambino è molto importante che i genitori partecipino alla
vita scolastica dei loro bambini, inoltre l’incontro tra genitori
è un ottima occasione di socializzazione e integrazione tra
genitori stranieri e non.
7) Obiettivi del progetto:
Nella nostra società l’incontro con chi proviene da un mondo “culturale” diverso dal nostro non è
più limitato ad episodi sporadici, ma rientra nelle situazioni di vita quotidiana. Tuttavia, il
fenomeno migratorio, che rappresenta di per sé un’opportunità di arricchimento, è troppo
spesso accompagnato da sentimenti di paura e di sospetto per ciò che è diverso.
L’educazione al rispetto della diversità, alla solidarietà e all’integrazione deve far parte del nostro
quotidiano sin dalla tenera età, affinché i nostri bambini possano sviluppare uno spirito di
accoglienza, scambio costruttivo e arricchimento dei valori.
Per una famiglia immigrata, iscrivere il proprio figlio al nido è una scelta che comporta la
trasformazione della famiglia stessa che rompe con la tradizione per affidarsi ad un supporto
professionale del tutto nuovo.
Il momento dell’accoglienza non deve essere dedicato solamente ai bambini ma deve infondere
sicurezza e tranquillità anche ai genitori, deve istaurarsi un rapporto di scambio tra loro e le
educatrici.
L’integrazione delle famiglie immigrate nel contesto sociale può avvenire in svariate modalità e
grazie all’opera di diversi servizi pubblici, tra i quali la scuola riveste un ruolo di prim’ordine per
le famiglie immigrate con i figli.
Il bambino immigrato può diventare il più efficace “mediatore culturale” tra la famiglia e la
società soprattutto nei primi anni di immigrazione che costituisce la fase più delicata.
Il bambino, infatti, spesso impara la lingua meglio e più velocemente rispetto ai genitori e
attraverso l’interazione quotidiana con i bambini apprende la cultura indigena e la comunica ai
genitori trasferendo così alla famiglia le conoscenze essenziale per una buona integrazione.
La scuola, rappresenta inoltre, il luogo della socializzazione dei bambini, ma richiede anche ai
genitori un certo grado di partecipazione.
L’apprendimento del bambino può, di conseguenza, costituire una sorta di apprendimento da
parte di tutta la famiglia, integrare il bambino significa integrare la famiglia, non soltanto quella
di oggi ma anche quella di domani.
Per quanto sopra emerso, il progetto si propone di realizzare i seguenti obiettivi:
- Realizzazione di interventi specifici di integrazione nel periodo pre scolare.
- Accoglienza di qualità;
- Valorizzazione delle differenze;
- Promozione della cultura della solidarietà;
- Rispetto della multiculturalità;
- Creare opportunità di socializzazione per i bambini e i genitori;
Bisogni rilevati
- Favorire un’integrazione serena rendendo
l’accoglienza piacevole.
- Tranquillizzare la famiglia e metterla a
proprio agio
Obiettivo da raggiungere
ACCOGLIENZA
- Garantire un’accoglienza di qualità
OBIETTIVO
NUMERICO
3
70%
20 %
- Garantire ai genitori più tempo dedicato all’ascolto
e al confronto.
4
Creare opportunità per un’ effettivo
inserimento dei bimbi stranieri
LINGUAGGIO
- Sviluppare dei percorsi di integrazione del bambino
straniero nel contesto dell’asilo nido
- Sviluppare il piccolo linguaggio, (si manifesta
attorno ai dodici-quindici mesi.)
6
30
Indicatore di
efficacia
informazioni raccolte
Genitori coinvolti
Aumento del
sostegno emotivo al
bambino
Individuazione di
Differenze culturali
Difficoltà dei bambini
stranieri
Comprensione di
parole significative
Percepire la diversità come strumento
chiave non solo per la crescita
individuale, ma anche e soprattutto per la
prevenzione del
pregiudizio, dell’intolleranza, della
discriminazione e per lo sviluppo
di un senso di appartenenza
MULTICULTURALITA’
- Rispetto della multiculturalità
- Stimolare nel bambino la curiosità verso i paesi e i
popoli del mondo
- Sviluppo consapevole nei bambini di un senso di
accoglienza
- Promozione della cultura della solidarietà
Per creare un ambiente di lavoro
accogliente e sicuro per il bambino è molto
importante che i genitori partecipino alla
vita scolastica dei loro bambini, inoltre
l’incontro tra genitori è un ottima
occasione di socializzazione e integrazione
tra genitori stranieri e non.
SOCIALIZZAZIONE
Creare opportunità di socializzazione per i genitori
100 %
Realizzazione
laboratori
Bambini coinvolti
4
Giochi organizzati
1
Realizzazione di
laboratori
Partecipazione dei
genitori al
laboratorio
1
70 %
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo
che quantitativo:
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
La seguente tabella delinea le attività previste (8.1) ed il ruolo dei volontari (8.3), collegandole con gli obiettivi e le esigenze, ma
anche con i tempi di realizzazione, le risorse umane coinvolte (8.2) e le risorse tecniche necessarie.
Mesi
ATTIVITA’
fase pre
avvio
1 2 3 4 5 6 7 8 9 1
° ° ° ° ° ° ° ° ° 0 11
PUBBLICIZZAZIONE E
PROMOZIONE DEL
BANDO SCN
SELEZIONE
VOLONTARI
a cura dell’ente (nello specifico attraverso informagiovani e urp) con la collaborazione dell’università degli
studi di macerata che mette a disposizione un aula per organizzare una giornata informativa (vedi punto 24),
promozione del bando e del servizio civile, informazioni sui progetti e sulle modalità di presentazione delle
domande.
a cura dell’ente: raccolta domande, costituzione commissioni di valutazione, individuazione criteri, atti
amministrativi per programmazione colloqui ed ammissione candidati, valutazione titoli ed esperienze,
colloqui di selezione, elaborazione approvazione ed invio graduatorie
raccolta documentazione sanitaria e fiscale per stipula contratto di servizio civile; invio agli organi competenti.
I volontari partecipano agli incontri organizzati secondo le modalità descritte nel punto 30 realizzati in
collaborazione con l’Istituto Paolo Ricci che certificherà le competenze acquisite
(a cura dell’OLP e dei formatori, secondo incontri periodici lungo tutto il ciclo di vita del progetto)I volontari
partecipano agli incontri organizzati secondo le modalità descritte nel punto 36.
DEI
AVVIO AL SERVIZIO
FORMAZIONE
GENERALE
FORMAZIONE
SPECIFICA
MONITORAGGIO DEL
PROGETTO
FASE
DI
INSERIMENTO
DEI
VOLONTARI
ESIGENZE
Favorire
un’integrazione
serena
rendendo
l’accoglienza
piacevole.
ex ante
OBIETTIVI
ACCOGLIENZA
Garantire un’
accoglienza di
qualità
I volontari compileranno questionari di monitoraggio
I volontari saranno inseriti presso le sedi conosceranno le strutture e il loro funzionamento
AZIONI
Instaurare una relazione
con i genitori
Sviluppare/ imparare
competenze relazionali
per accogliere i bambini
stranieri
Tranquillizzare
la famiglia e
metterla a
proprio agio.
1 RUOLO DEI VOLONTARI e RETE LOCALE
2
Garantire ai
genitori più
tempo
dedicato
all’ascolto e al
confronto.
Riconoscere le
caratteristiche culturali e
personali che
definiscono l’identità
individuale di ogni
bambino
ATTIVITA’ DETTAGLIATE
RISORSE UMANE
COINVOLTE
RISORSE
TECNICHE
Raccogliere informazioni rispetto alla
cultura di appartenenza dei bambini
stranieri
5 Volontari,
18 educatrici,
268 genitori dei bambini
134 bambini degli asili
Affiancare le educatrici nelle attività di
routine
Partecipazione ai corsi di formazione
specifica
Studio ed appro- fondimento
personale delle tematiche affrontate
5 Volontari,
18 educatrici
134 bambini degli asili
Formatori
Aggiornare costantemente la cartella
personale di ciascun bambino.
5 Volontari,
18 educatrici
134 bambini degli asili
Raccoglitore con
fogli, penna,
scheda personale
di ciascun
bambino
Aula per
formazione,
carta, penna,
pennarelli,
materiale vario,
osservazione,
dialogo, ascolto
Cartella
personale dei
bambini, penne
Mesi di realizzazione
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
0
1
1
1
2
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
0
1
1
1
2
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
0
1
1
1
2
rimuovere gli ostacoli
che possono impedire o
limitare la piena
affermazione delle
motivazioni e delle
capacità individuali
Conoscenza delle diverse
identità
Creare
opportunità per
un’ effettivo
inserimento dei
bimbi stranieri
Percepire la
diversità come
strumento
chiave non solo
per la crescita
individuale, ma
anche e
soprattutto per
la prevenzione
del
pregiudizio,
dell’intolleranza
, della
discriminazione
e per lo sviluppo
di un senso di
appartenenza.
LINGUAGGIO
Sviluppare dei
percorsi di
integrazione
del bambino
straniero nel
contesto
dell’asilo nido
Siluppare il
piccolo
linguaggio,
che si
manifesta
attorno ai
dodici-quindici
mesi.
Analizzare le difficoltà
più frequenti che si
riscontrano nella
gestione dei bambini
stranieri e nel rapporto
con le loro famiglie e
comprendere come
affrontarle
Affiancare il bambino
straniero nella
comprensione del
contesto e della lingua
MULTICULTUR
ALITA’
- Rispetto della
multiculturalit
à
- Stimolare nel
bambino la
curiosità verso
i paesi e i
popoli del
mondo
Conoscenza di culture
diverse
Sviluppo
consapevole
nei bambini di
un senso di
accoglienza
Promozione
della cultura
della
solidarietà
Per creare un
ambiente di
lavoro
accogliente e
sicuro per il
bambino è
molto
importante che i
genitori
partecipino alla
vita scolastica
dei loro
bambini, inoltre
l’incontro tra
genitori è un
ottima
occasione di
socializzazione e
integrazione tra
genitori
stranieri e non.
SOCIALIZZAZI
ONE
Creare
opportunità di
socializzazione
per i genitori
Mettere il bambino/a in
un contesto favorevole
all’apprendimento,
(gruppo ristretto, spazio
privilegiato e attrezzato,
tempo) e con gli stimoli
necessari affinchè attivi
competenze trasversali
necessarie per svolgere
il compito che si sta
eseguendo.
Organizzare giochi di
travestimento, in cui i
bambini fanno finta di
essere un altro,
scoprendo la possibilità
di rappresentare se
stessi in più modi.
Organizzare i seguenti
incontri con i genitori:
- incontro n. 1 (
argomenti: presentazione
del servizio, accoglienza,
rilevazione particolari
esigenze, spunti per
conoscenza tra genitori,
presentazione del proprio
bambino)
- Un incontro per
l’organizzazione della festa
di Natale, ai genitori verrà
chiesto di preparare cibi
tradizionali della propria
cultura, materale ecc per
la realizzazione della festa
- Un incontro nel qual i
genitori si cimenteranno
nelle stesse attività che i
bambini hanno svolto nei
laboratori a loro dedicati.
- Un ‘ ultimo incontro sarà
incentrato sulla festa
finale,( unica per tutti e 5 i
Nidi) festa che sarà aperta
a tutta la Comunità, nella
quale verrà rappresentato
il lavoro svolto durante
l’anno.
Affiancare le operatrici nella gestione
dei bambini
______________________
Apprendere le metodologie adottate
dalle educatrici
5 Volontari,
18 educatrici
134 bambini degli asili
Osservazione.
Dialogo, scambio
di nozioni
Ricercare e proporre immagini ed
oggetti familiari al bambino
immigrato.
______________________
Affiancare l’educatrice nell’allestire gli
spazi in modo creativo
5 Volontari,
18 educatrici
134 bambini degli asili
Affiancare le operatrici nelle attività di
routine, individuare le difficoltà o i
disagi che i bambini stranieri
mostrano, confrontarsi con le
educatrici sulle possibili strategie di
fronteggia mento
5 Volontari,
18 educatrici
134 bambini degli asili
Immagini,
stampe di parole,
pc, stampante,
videoproiettore,
diversi materiali
tattili, pennarelli,
oggetti
Osservazione.
Dialogo,
interazione con
le educatrici,
scambio di
nozioni
- Fare attenzione alla nomenclatura e
al loro corretto utilizzo
- commentare la ritualità delle azioni
con formule e frasi costanti
- ripetere le parole e nominare gli
oggetti piuttosto che indicarli
- Anticipare le azioni che si stanno per
compiere
5 Volontari,
18 educatrici,
134 bambini degli asili
Affiancamento dell’educatrice nelle
seguenti attività:
- organizzazione del Laboratorio delle
tradizioni (formato da 3 sotto
laboratori sui seguenti temi: - La fiaba
della mia tradizione
-La ricetta della mia tradizione
- La storia della mia cultura)
- Individuazione dei 3 temi dei
laboratori
- Rappresentazione dei 3 temi
- Costruzione di un libro che raccolga
una fiaba, una ricetta e una storia.
- dividere i bambini in gruppi di 7
- assicurare il coinvolgimento di tutti i
bambini frequentanti l’asilo
- predisposizione dei materiali
- organizzazione degli incontri del
laboratorio che avranno durata di 1 h
e 30 minuti, 3 volte alla settimana.
- individuazione della ricetta, fiaba e
storia, appartenente ad una cultura
differente, scelta da ogni Asilo.
- raccogliere il materiale prodotto da
ciascun Asilo in un unico elaborato.
Affiancare le educatrici
nell’organizzazione dei giochi.
______________
Predisposizione del materiale.
______________
Osservazione delle tecniche utilizzate
dalle educatrici.
5 Volontari,
18 educatrici
134 bambini degli asili
5 Volontari,
18 educatrici
134 bambini degli asili
Affiancare le educatrici nei 3 incontri
costitutivi del Laboratorio.
_____________
Predisposizione di quanto occorre per
la realizzazione di ogni incontro.
_____________
Disposizione delle comunicazioni per i
genitori inerenti gli incontri.
_____________
Presentazione, da parte dei volontari,
di tutto il materiale prodotto durante
l’anno “scolastico” organizzato in una
presentazione in power point come
traccia ripercorribile di buone pratiche
Ogni incontro si svolgerà in 2 ore :
dalle 21:00 alle 23:00
5 Volontari,
18 educatrici
268 genitori dei bambini
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
0
1
1
1
2
1
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1
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1
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1
2
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
0
1
1
1
2
Stoffe, maschere,
colori, bottoni,
fili, lane.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
0
1
1
1
2
Depliant,
immagini,
stampe di parole,
pc, stampante,
videoproiettore,
pennarelli, colla,
forbici, Carte di
vari tipi, legumi
secchi, semi,
pasta, spaghi,
bottoni,
quotidiani,
giornali, scatole,
sassi, stoffe,
lane, piume,
tappi, bottiglie di
plastica,
conchiglie,
elastici, cotone,
spugne, farina,
sale.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
1
0
1
1
1
2
Immagini,
stampe di parole,
pc, stampante,
videoproiettore,
diversi materiali
tattili, pennarelli
Immagini,
stampe di parole,
pc, stampante,
videoproiettore,
pennarelli, colla,
forbici, Carte di
vari tipi, legumi
secchi, semi,
pasta, spaghi,
bottoni,
quotidiani,
giornali, scatole,
sassi, stoffe,
lane, piume,
tappi, bottiglie di
plastica,
conchiglie,
elastici, cotone,
spugne
1
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle
professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività
Il personale degli asili nido di Macerata è supportato dalla pedagogista Marzia Fratini. L’organico di ciascun asilo è così composto:
ASILO NIDO AQUILONE (28 bambini)
4 educatrici
1 operatrice socio-assistenziale
1 operatrice part – time
1 cuoca.
ASILO NIDO ARCOBALENO (21 bambini)
3 educatrici
1 operatrice
1 cuoca
ASILO NIDO MI E MA (36 bambini)
4 educatrici, di cui una coordinatrice,
2 assistenti ausiliarie
una cuoca.
ASILO NIDO TOPOLINO (28 bambini)
4 educatrici in ruolo
1 cuoca in ruolo
2 operatrice socio-assistenziali, entrambe a tempo determinato di cui una part-time.
L’ASILO NIDO “GIAN BURRASCA” (21 bambini)
3 educatrici
1 operatrice
1 cuoca
Il personale è dipendente del Comune di Macerata ed afferisce al Servizio Servizi alla Persona,
L’Ufficio Scuola è composto da 3 Istruttori Amministrativi
1 Dirigente
Inoltre vi è stretta collaborazione, per quanto riguarda soprattutto il caso di famiglie immigrate o in difficoltà, ed i servizi di
integrazione, con l’Ufficio Servizi Sociali.
9)
Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
5
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
5
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
30
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6):
5
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
flessibilità oraria;
disponibilità a spostarsi nel territorio maceratese;
disponibilità ad eventuali trasferte per convegni, seminari, giornate formative aggiuntive, ecc.;
disponibilità all’eventuale utilizzo dell’auto messa a disposizione dall’Ente;
disponibilità a lavorare in gruppo;
impegno a mantenere riservatezza e professionalità;
impegno ad assumere un comportamento integerrimo nei confronti dei bambini e delle
famiglie;
• disponibilità a partecipare a corsi di formazione svolti in orario serale e/o festivo, conteggiate
all’interno delle 30 ore di impiego settimanale.
• disponibilità ad acquisire il LIBRETTO SANITARIO a seguito di corso di formazione in materia di
igiene degli alimenti (HACCP) della durata di 4 ore, per la somministrazione di alimenti.
•
•
•
•
•
•
•
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Sede di
attuazione del
progetto
Nido di Infanzia
Aquilone
Nido di infanzia
Arcobaleno
Nido di infanzia
Mi e Ma
Nido di infanzia
Topolino
Nido di infanzia
Gian Burrasca
Comune
Indirizzo
Cod.
ident.
sede
N. vol.
per sede
Macerata
via Eustacchio
58510
1
Macerata
via Gasparri
58511
1
Macerata
Via Tibaldi
58512
1
Macerata
Via Cassiano da
Fabriano
Via Bertelli
58513
1
81023
1
Macerata
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e
nome
Cognome e Data di
nome
nascita
MINNUCCI
Luigina
ROMAGNOLI
MANOLA
FRANCIA
BARBARA
Trisciani
Benedetta
Gatti Monia
Data di
nascita
C.F.
21/061956
06/06/1970 RMGMNL70H46E783L
17/05/1975
FRNBBR75E57E783B
25/07/1981
TRSBDT81L65E783T
14/11/1972
GTTMNO72S54B474J
C.F.
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
Attività e scopo
durata
Seminario di informazione e sensibilizzazione al servizio prima della scadenza del
bando di selezione dell’Informagiovani del Comune di Macerata.
5 ore
Attivazione di un profilo Facebook “macerata servizio civile” e implementazione di
contenuti relativi ai progetti, alla normativa, alle scadenze, alla formazione ed agli
incontri tra volontari (2 ore al mese)
24 ore
Aggiornamento delle pagine dei siti internet del Comune di Macerata e dell’Ambito
Territoriale Sociale n° 15, con le iniziative realizzate all’interno dei vari progetti e
con il calendario delle iniziative future, allo scopo di favorire la partecipazione da
parte dei volontari e degli OLP e la conoscenza da parte della cittadinanza (2 ore al
mese per un totale di 24 ore annue);
24 ore
TOTALE 53
Nell’organizzazione e gestione dei momenti sopra descritti, saranno impegnati principalmente i
volontari in servizio presso il Comune di Macerata in qualità di testimoni privilegiati.
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
CRITERI AUTONOMI DI SELEZIONE VERIFICATI NELL’ACCREDITAMENTO.
Si rinvia al sistema di selezione verificato dall’Ufficio Regionale con Decreto del Dirigente dei
Servizio Politiche Sociali n. 171/S05 del 24.11.2009
I candidati dovranno partecipare alla giornata informativa che sarà organizzata prima della
scadenza del bando: il seminario avrà lo scopo di dare, ai giovani interessati, informazioni
approfondite sul Servizio Civile (cos’è, cosa prevede, contenuti dei progetti, diritti e doveri dei
volontari, ecc.), per far sì che i volontari possano avvicinarsi più consapevolmente all’anno di
servizio.
La domanda di partecipazione al Servizio Civile, deve essere spedita a:
Comune di Macerata, Ufficio Protocollo, Viale Trieste 24 - 62100 – Macerata.
Per la selezione dei volontari, si prevede la costituzione di una Commissione Esaminatrice per
ciascun progetto. Ogni Commissione è formata da:
- il Responsabile della selezione;
- un membro esperto (psicologa, sociologa, ecc.);
- gli Operatori Locali di Progetto
- un segretario.
Tutte le informazioni relative al servizio civile, i moduli di domanda e le copie dei progetti vanno
richieste all’Informagiovani del Comune di Macerata.
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
si
Ricorso a sistema di selezione verificato in sede di accreditamento in I
classe con Decreto del Dirigente dei Servizio Politiche Sociali n. 171/S05
del 24.11.2009
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto:
a. Metodologia e strumenti utilizzati
MONITORAGGIO VOLONTARI
- All’entrata in servizio dei volontari sarà somministrato il questionario ex ante di avvio al servizio che
costituirà la base di partenza per la valutazione della crescita personale e professionale del volontario.
- Al quarto, ottavo mese e a conclusione del servizio, per ogni progetto di Servizio Civile Nazionale i
volontari (in gruppi di massimo 20 persone) con l’Operatore Locale di Progetto e con la supervisione del
responsabile del monitoraggio si incontreranno allo scopo di fare il punto della situazione e di riflettere
sull’esperienze maturate nel periodo di riferimento, analizzare le problematiche eventualmente emerse,
raccogliere proposte e suggerimenti, critiche e domande. Lo stato di attuazione del progetto sarà valutato
negli incontri intermedi con focus group ed attraverso la compilazione di un sintetico questionario
autosomministrato, a risposta chiusa.
Nel corso dell’ultimo incontro, prima della conclusione del progetto di servizio civile, sarà chiesto al
volontario di definire con una breve relazione l’esperienza di servizio civile svolta e di dare una valutazione
complessiva alla stessa (con indicatore numerico da 1 a 10).
MONITORAGGIO OLP
- Al termine del primo e del secondo semestre sarà compito di ogni operatore locale di progetto
predisporre una relazione dettagliata sull’attività svolta dai volontari, aspettative soddisfatte o meno, sugli
obiettivi progettuali raggiunti o no. Tale relazione dovrà essere inviata al responsabile del monitoraggio.
Alla conclusione del servizio, sarà chiesto agli OLP la compilazione di un questionario che valuta
l’esperienza del Servizio Civile
I questionari a risposta chiusa vengono elaborati al fine di ottenere statistiche relative a diversi indicatori
(gradimento del servizio, valutazione attività OLP, valutazione acquisizione abilità relazionali o
professionali, …). La valutazione avviene in seguito alla lettura dei questionari e confronto tra risultati
previsti e risultati realizzati.
I risultati degli incontri e la valutazione sui questionari statistici verranno resi noti in forma sintetica al
responsabile del servizio civile, al responsabile locale di ente accreditato ed agli operatori locali di progetto,
con eventuali suggerimenti ed indicazioni per correggere le criticità. In caso di rilevazione di gravi carenze
nell’attuazione di uno o più progetti, il responsabile del monitoraggio convoca una riunione con i soggetti
interessati per risolvere le criticità.
Qualora ciò non fosse possibile solleciterà il responsabile del servizio civile e il responsabile locale di ente
accreditato per gli interventi del caso. Il responsabile del servizio civile e il responsabile locale di ente
accreditato saranno sempre tenuti informati dell’andamento dei progetti sulla scorta delle valutazioni
emerse da parte dei volontari, attraverso un documento di sintesi riepilogativo, redatto dal responsabile
del monitoraggio ed inviato periodicamente.
c. Tempistica e numero delle rilevazioni:
PIANO DELLE VERIFICHE
VERIFICHE
Valutazione formazione generale
Valutazione formazione specifica
Valutazione formazione in situazione
Valutazione dei singoli obiettivi
Valutazione delle attività svolte
Valutazione attività svolta con altri Enti,
Associazioni
a 2 mesi a 4 mesi a
6 a
8 a 10 mesi
mesi
mesi
ATTIVITA’ FORMATIVA
X
X
RILEVAZIONE OBIETTIVI RAGGIUNTI
X
X
X
X
X
al termine
X
X
X
X
X
GRADO DI SODDISFAZIONE
Somministrazione questionari ai volontari
di SCV
Somministrazione questionari agli OLP
INDICATORI DI EFFICACIA
ATTIVITA’ FORMATIVA
X
X
X
X
INDICATORE
Verifica dell’attività formativa generale
Verifica dell’attività formativa specifica
> di sufficiente
> di sufficiente
ATTIVITA’ ORGANIZZATE
Attività svolta presso la sede di progetto
Attività svolta con altri Enti, Associazioni ecc.
INDICATORE
Realizzazione di tutte le attività indicate nel
progetto
> di 10 all’ultima valutazione
GRADO DI SODDISFAZIONE
Volontari del SCV
OLP
INDICATORE
> di buono
> di buono
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
Ricorso a sistema di monitoraggio verificato in sede di accreditamento
in I classe con Decreto del Dirigente dei Servizio Politiche Sociali n.
171/S05 del 24.11.2009
SI
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
NESSUNO
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate al progetto:
o Cofinanziamento per le spese di gestione, da parte dei singoli Comuni o dell’ATS di cui
fanno parte
o Predisposizione di materiale e costi del personale per le attività di pubblicizzazione del
progetto
o Magliette, cappellini, tesserini di riconoscimento
o Spese per la gestione del sito internet
o Spese per la formazione degli OLP
o Formazione
o Rimborsi spese per viaggi, missioni, corsi di formazione, ecc.
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
PARTNER NO PROFIT:
IL CERCHIO MAGICO (associazione di promozione sociale) partecipa i n qualità di partner e copro
motore al progetto Un nido accogliente, mettendo a disposizione le competenze del personale
dipendente e volontario per le attività di formazione e garantendo l’affiancamento ai volontari
teso al trasferimento di competenze professionali e sociali nello svolgimento delle attività
laboratoriali.
PARTNER PROFIT:
GS Copy (service di stampa e copiatura) partecipa in qualità di partner e copro motore al
progetto Un nido accogliente, si occupa dell’ideazione grafica e della realizzazione del materiale
di promozione, realizza l’abbigliamento specifico per i volontari e fornisce agli Asili nidi materiale
cartaceo di riciclaggio per la realizzazione dei laboratori ludici e le attività ludiche.
UNIVERSITÀ
UNIVERSITA’ degli Studi di Macerata, (prot. 35097 del 21.07.2014) collabora al progetto in qualità
di partner nelle seguenti attività di promozione e sensibilizzazione,
- collaborando attivamente alle iniziative di informazione e promozione descritte nel progetto;
- informando e promuovendo il servizio civile regionale come opportunità per i giovani e per il
territorio, sia all’interno delle proprie sedi attraverso l’affissione di materiale promozionale
messo a disposizione dall’Ente, sia attraverso la diffusione attraverso mail indirizzate agli
studenti.
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
AZIONI
RISORSE TECNICHE
ACCOGLIENZA
Instaurare una relazione con i genitori
Sviluppare/ imparare competenze relazionali per
accogliere i bambini stranieri
Riconoscere le caratteristiche culturali e personali che
definiscono l’identità individuale di ogni bambino
Raccoglitore con fogli, penna, scheda personale di ciascun
bambino
Aula per formazione, carta, penna, pennarelli, materiale vario,
osservazione, dialogo, ascolto
Cartella personale dei bambini, penne
rimuovere gli ostacoli che possono impedire o limitare Osservazione. Dialogo, scambio di nozioni
la piena affermazione delle motivazioni e delle capacità
individuali
Conoscenza delle diverse identità
Immagini, stampe di parole, pc, stampante, video proiettore,
diversi materiali tattili, pennarelli, oggetti appartenenti a diverse
culture
LINGUAGGIO
Osservazione. Dialogo, interazione con le educatrici, scambio di
Analizzare le difficoltà più frequenti che si riscontrano nozioni
nella gestione dei bambini stranieri e nel rapporto con
le loro famiglie e comprendere come affrontarle
Affiancare il bambino straniero nella comprensione del Immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore,
contesto e della lingua
diversi materiali tattili, pennarelli
MULTICULTURALITA’
Conoscenza di culture diverse
Mettere il bambino/a in un contesto favorevole
all’apprendimento, (gruppo ristretto, spazio
privilegiato e attrezzato, tempo) e con gli stimoli
necessari affinché attivi competenze trasversali
necessarie per svolgere il compito che si sta
eseguendo.
Immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore,
pennarelli, colla, forbici, Carte di vari tipi, legumi secchi, semi,
pasta, spaghi, bottoni, quotidiani, giornali, scatole, sassi, stoffe,
lane, piume, tappi, bottiglie di plastica, conchiglie, elastici,
cotone, spugne
Aula dell’asilo, spazio silenzioso, immagini, stampe di parole, pc,
stampante, videoproiettore, pennarelli, colla, forbici, Carte di
vari tipi, legumi secchi, semi, pasta, spaghi, bottoni, quotidiani,
giornali, scatole, sassi, stoffe, lane, piume, tappi, bottiglie di
plastica, conchiglie, elastici, cotone, spugne
Organizzare giochi di travestimento, in cui i bambini
fanno finta di essere un altro, scoprendo la possibilità
di rappresentare se stessi in più modi.
Stoffe, maschere, colori, bottoni, fili, lane.
SOCIALIZZAZIONE
Organizzare di n. 4 incontri con i genitori:
Depliant, immagini, stampe di parole, pc, stampante,
videoproiettore, pennarelli, colla, forbici, Carte di vari tipi,
legumi secchi, semi, pasta, spaghi, bottoni, quotidiani, giornali,
scatole, sassi, stoffe, lane, piume, tappi, bottiglie di plastica,
conchiglie, elastici, cotone, spugne, farina, sale.
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
L’Università degli Studi di Macerata, con lettera del 18 luglio 2014 prot. 7753 (n. prot. n. 35097/A)
(allegata in copia), riconosce a chi si iscrive o è iscritto ad un proprio corso di studio, che abbia
prestato il Servizio Civile senza demerito nel progetto UN NIDO ACCOGLIENTE e, crediti formativi
fino ad un numero massimo di punti indicato nel regolamento didattico del corso di studio
frequentato. Tale credito verrà quantificato ed attribuito previa approvazione da parte
dell’organo competente.
Si richiama, inoltre, il Protocollo di Intesa sottoscritto dalla Regione Marche in data 10.05.2004
con Università Politecnica delle Marche di Ancona, Università degli Studi di Macerata,
Università degli Studi di Camerino e Università degli Studi di Urbino in cui si dichiara che
“l’esperienza del servizio civile quale parte integrante del percorso formativo dello studente,
subordinatamente alla verifica della congruità con il percorso curriculare e formativo previsto dai
regolamenti didattici dei corsi di studio, attribuendo allo svolgimento completo del servizio civile
fino a n. 10 crediti formativi, purché svolto secondo le modalità amministrative ed operative
previste dai vigenti ordinamenti di facoltà”.
Pertanto lo svolgimento completo del servizio da parte di un volontario iscritto ad una facoltà di
queste Università comporta l’attribuzione dei crediti, su richiesta dell’interessato e dietro verifica
dei requisiti prescritti da parte della Facoltà.
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
Il Protocollo d’Intesa stipulato tra le quattro Università marchigiane, citato al punto precedente,
prevede che esse equiparino lo svolgimento completo del servizio civile al tirocinio, purchè
svolto secondo le modalità amministrative ed operative previste dai vigenti ordinamenti di
Facoltà.
Pertanto lo svolgimento completo del servizio da parte di un Volontario iscritto ad una facoltà di
queste Università comporta il riconoscimento del tirocinio e quindi l’attribuzione dei relativi
crediti formativi, a richiesta dell’interessato e dietro verifica dei requisiti prescritti da parte della
Facoltà.
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
E’ possibile l’acquisizione certificata da terzi a favore del volontario in SC di competenze in
ordine a:
- PRIMO SOCCORSO AZIENDALE, BASIC LIFE SUPPORT
Con nota prot. 35479 del 23.07.2014 (allegata ai progetti), l’Azienda Pubblica di Servizi alla
Persona “Paolo Ricci”, Ente formativo accreditato presso la Regione Marche ai sensi della DGR
n. 62 del 17.01.2001, n. 2164 del 8.09.2001 con Decreto del Dirigente Servizio Formazione
Professionale e Problemi del Lavoro n. 239/FSE_06 del 8.10.2008, accreditato inoltre presso il
Ministero della Salute per la formazione E.C.M. comunica la disponibilità alla certificazione,
mediante attestazione, delle competenze acquisite per i moduli di formazione generale: PRIMO
SOCCORSO AZIENDALE, BASIC LIFE SUPPORT;
Competenze certificate dall’Ente e riconosciute dall’Ente stesso:
Con delibera n. 319 del 7/9/2005 il Comune di Macerata ha apportato modifiche al proprio
regolamento: il compimento completo del Servizio Civile volontario è equiparato, nella
valutazione dei titoli ai fini concorsuali, ai rapporti di lavoro subordinato prestato alle dipendenze
delle pubbliche amministrazioni.
Su richiesta dei volontari, oltre all’attestato di fine servizio rilasciato dall’Ufficio Nazionale
Servizio Civile, il Comune di Macerata rilascerà apposita certificazione specificante le funzioni
ricoperte, le attività realizzate ed ogni altra informazione utile a definire l’esperienza.
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
Comune di Macerata, in spazi idonei all’attività formativa
30) Modalità di attuazione:
In proprio presso l’ente con formatori accreditati e tramite esperti dei vari argomenti da trattare,
che saranno comunicati con apposita nota.
Saranno organizzate lezioni frontali (per almeno il 50% delle ore previste), ma saranno anche
organizzate lezioni utilizzando dinamiche non formali (per un numero di ore non inferiore al
20%).
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
si
Sistema di formazione accreditato in I classe con Decreto del Dirigente
del Servizio Politiche Sociali n. 171/S05 del 24.11.2009
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Il percorso di formazione generale al Servizio Civile coinvolgerà tutti i volontari impiegati presso
il Comune di Macerata, avvalendosi, oltre che da 2 formatori accreditati dall’UNSC, di un team
composto dagli OLP, da esperti nei vari argomenti previsti dalla formazione e da professionisti
che hanno esperienza nei vari settori del Servizio Civile.
Gli obiettivi della formazione generale saranno i seguenti:
• Fornire ai giovani gli strumenti per vivere correttamente l’esperienza del servizio civile;
• Sviluppare all’interno dell’Ente la cultura del servizio civile;
• Assicurare il carattere unitario del servizio civile.
La formazione generale avrà una durata di 45 ore e sarà articolata in diverse giornate, all’avvio
del servizio dei volontari. L’80% della formazione (36 ore) verrà erogata entro i primi 180 giorni, le
restanti 9 ore verranno erogate entro il 270° giorno.
Il progetto prevede un percorso di ingresso per la conoscenza della proposta, allo scopo di creare le
condizioni ottimali di inserimento.
Sarà posta particolare attenzione alle motivazioni della scelta, alle aspettative ed all’instaurazione
di un buon clima di gruppo, che faciliti il lavoro insieme, nella consapevolezza che i contenuti
vengono meglio interiorizzati in presenza di un buon clima di gruppo.
E’ prevista la compilazione di una scheda individuale per la conoscenza, da parte dei formatori,
delle aspettative e delle motivazioni del volontario.
Metodologia:
o lezioni frontali;
o dinamiche non formali: si fa riferimento alle dinamiche di gruppo utilizzando i giochi di
ruolo, gruppi di approfondimento, riflessioni personali,
o testimonianze e/o visite ad esperienze significative
Il percorso di formazione alla cittadinanza attiva e responsabile, sarà svolto anche attraverso la
partecipazione a corsi di formazione, convegni, seminari o altre iniziative ritenuti significativi in
tale contesto.
Alla fine del servizio è previsto un incontro di bilancio finale per effettuare una valutazione
condivisa dell’esperienza del volontario e una presentazione, da parte dei volontari stessi, di una
relazione di “fine servizio” per una “restituzione” dell’esperienza.
Se si manifestassero le condizioni opportune, sarà riservato uno spazio anche alla progettazione
e alla realizzazione di scambi con altri giovani europei: questa sarà una importante occasione per
approfondire temi relativi alla cittadinanza, al volontariato e per un arricchimento reciproco
attraverso lo scambio di esperienze ed il lavoro comune.
Saranno promosse anche iniziative di sensibilizzazione e di animazione per il territorio sul tema
del servizio civile e del volontariato.
Sarà posta particolare attenzione affinché centro del percorso formativo siano i volontari stessi e
le loro esperienze, attraverso una metodologia attiva che stimoli la partecipazione e faciliti il
confronto. Lo stile di conduzione, perciò, dovrà garantire nel gruppo un clima di accettazione e
di sospensione del giudizio, lasciando ad ogni partecipante la possibilità di scegliere il proprio
grado di coinvolgimento e accogliendo con il massimo rispetto le singole esperienze.
Strumenti utilizzati:
• È stato predisposto un kit sul servizio civile contenente tutti i materiali utili allo svolgimento
del servizio;
• Ai volontari sono inoltre consegnati tutti i recapiti degli operatori cui fare riferimento
durante il servizio e le fonti in cui trovare notizie sul Servizio civile stesso;
• Saranno utilizzati video, slides, stereo, internet
• Sono previste tecniche di animazione di gruppo, simulazioni, schede, test ecc.
• Si utilizzerà la tecnica del brainstorming, test di valutazione e autoorientamento.
I volontari, inoltre, saranno invitati a partecipare ad iniziative rivolte agli operatori dell’ente in
relazione al servizio svolto e ad argomenti attinenti.
33) Contenuti della formazione:
Si fa riferimento ai contenuti previsti da:
-
-
Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale, emanate con Decreto del Capo del
Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale 19 luglio 2013: "Linee guida per la formazione generale
dei giovani in servizio civile nazionale".
Circolare UNSC dell’8.09.2003: UNSC/4487/II/I: “Formazione dei volontari in Servizio Civile Nazionale ai sensi della
Legge 6 marzo 2001, n° 64”;
Determina del 4 aprile 2006 “Approvazione Linee guida per la formazione generale dei volontari in Servizio Civile
Nazionale”, redatte dall’UNSC.
Nel dettaglio, si affronteranno i seguenti argomenti:
AREA SERVIZIO CIVILE
n°
titolo del modulo
metodologia
formatore
ore
Valori ed identità del SCN
Dott.ssa Spreca Sara e
Dott.ssa Dott.ssa Carla
L’identità del gruppo in
60% lezioni frontale;
8
formazione e patto formativo
40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
verifica
Questionario
finale
Normativa vigente e la Carta
2
di impegno etico
Dall’obiezione di coscienza al
3
Servizio Civile Nazionale
Il dovere di difesa della Patria
difesa civile non armata e non
violenta
2
1.3. a
1.3.b
AREA : La cittadinanza attiva
Dott.ssa Spreca Sara e
Dott.ssa Dott.ssa Carla
100% lezioni formali
Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
60% lezioni frontale;
Dott.ssa Dott.ssa Carla
40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
Dott.ssa Dott.ssa Carla
90% lezioni frontale;
Scarponi con il supporto di
10% dinamiche non formali
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
60% lezioni frontale;
Dott.ssa Dott.ssa Carla
La formazione civica
3
40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
60% lezioni frontale;
Dott.ssa Dott.ssa Carla
Le forme di cittadinanza
2
40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
Dott.ssa Dott.ssa Carla
La Protezione Civile
2
100% lezioni frontali
Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
La
rappresentanza
dei
60% lezioni frontale;
Dott.ssa Dott.ssa Carla
2
volontari nel servizio civile
40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
AREA: Il giovane volontario nel sistema del servizio civile
Dott.ssa Spreca Sara e
90% lezioni frontale;
Dott.ssa Dott.ssa Carla
Presentazione dell’Ente
2
10% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
L’organizzazione del servizio
60% lezioni frontale;
Dott.ssa Dott.ssa Carla
3
civile e le sue figure
40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
Dott.ssa Dott.ssa Carla
90% lezioni frontale;
Il lavoro per progetti
2
10% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
Disciplina dei rapporti tra enti
Dott.ssa Dott.ssa Carla
e volontari del Servizio Civile 2
100% lezioni formali
Scarponi con il supporto di
nazionale
esperti
Dott.ssa Spreca Sara e
Comunicazione
Dott.ssa Dott.ssa Carla
10% lezione frontale
interpersonale e gestione dei 6
90% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di
conflitti
esperti
Totale ore
39
AREA DELLA PREVENZIONE E SICUREZZA
n°
titolo del modulo
metodologia
ore
Primo soccorso aziendale e 6
100% lezioni formali
formatore
verifica
Personale Esperto della Esame finale
Basic Life Support
Totale ore
ASP Paolo Ricci
per
patentino
BLS
6
SINTESI ORGANIZZAZIONE FORMAZIONE GENERALE:
Area Servizio Civile
Area Cittadinanza attiva
Area Il giovane volontario nel sistema del servizio civile
area della prevenzione e sicurezza
N° ore previste
N° ore previste
N° ore previste
N° ore previste
15
9
15
6
45
Per quanto riguarda l’area Servizio Civile, gli argomenti previsti nei diversi moduli saranno trattati dai formatori
accreditati dell’Ente (Dott.ssa Sara Spreca e Dott.ssa Carla Scarponi) affiancati da personale esperto (sia interno
all’Ente che esterno) per consentire un trasferimento esperienziale maggiormente significativo.
Ai docenti (formatori accreditati ed esperti) sarà chiesto di predisporre almeno 3 domande relative all’argomento
trattato. Sarà quindi elaborato un questionario di verifica finale, contenente le suddette domande, al fine di
verificare il livello di apprendimento acquisito dai ragazzi, tenuto conto dei parametri previsti dalla normativa
vigente (Decreto del Capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale n. 160/2003 del
19.07.2013; Circolare UNSC dell’8.09.2003, Determina UNSC del 4 aprile 2006 e successive modificazioni ed
integrazioni, D.G.R. 1175 dell’8.9.2008,) per ciascun modulo sopra indicato.
34) Durata:
45 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
La formazione specifica verrà svolta presso le sedi di progetto. Si favorirà, inoltre, la
partecipazione a seminari, convegni e/o corsi di formazione al di fuori delle sedi di progetto,
qualora per la presenza di esperti del settore, tali occasioni vengano considerate qualificanti ai
fini della formazione dei volontari.
36) Modalità di attuazione:
In proprio con formatori dell’ente.
Come precisato al punto precedente, saranno favoriti momenti di formazione comune a tutti i
volontari impiegati nel presente progetto, al fine di ottenere un maggiore arricchimento dei
volontari che, in questo modo, possono conoscere le diverse strutture e risorse umane coinvolte
dal presente progetto.
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Fratini Marzia : Nata a Macerata il 29/03/1979, residente a Morrovalle in via Piave, 16
Marika Di Prodi: Nata a Recanati il 28/09/1981, residente a Porto Sant’ elpidio in Strada Pescollà,
5/D
Francia Barbara: Nata a Macerata il 17/05/1975, residente aTolentino in via Colle Redentore, 16
Trisciani Benedetta: Nata a Macerata il 25/07/1981, residente a Macerata in via Borgo Santa Croce
n. 55
Monia Gatti: Nata a Camerino il 14/11/1972, residente a Montegranaro in via Mameli, 22
Federica Scoccia: Nata a Civitanova Marche il 30/07/1985, residente a Macerata in via Panfilo,
41/A
Luigina Minnucci: Nata a Caldarola il 21/06/1956, residente a Macerata in Cda Vallebona 42
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Fratini Marzia: Coordinatrice pedagogica nei servizi per la prima infanzia del Comune di
Macerata, incarichi di docenza presso l’Ente di formazione accreditato dalla Regione Marche –
CE.S.CO.T, Psicologa – psicoterapeuta libero professionista.
Marika Di Prodi: Assistente Sociale con esperienza pluriennale nel settore del disagio adulto,
minori e famiglia.
Francia Barbara: esperienza pluriennale come educatrice di servizi all’infanzia, OLP nel 2010/2011
per il Progetto “ UN NIDO PER VOLARE” del Comune di Macerata, esperienze laboratoriali di
realizzazione di bambole di pezza, animali di lana, punto croce e musicoterapia per bambini.
Trisciani Benedetta: Laurea in Scienze dell’educazione, educatrice di Nido d’Infanzia, redattrice
di un articolo sulla Rivista “Mondo Zero 3”, docente al Corso professionalizzante per “Operatore
dell’infanzia” presso CE.S.CO.T Macerata.
Monia Gatti: esperienza pluriennale come educatrice di servizi all’infanzia.
Federica Scoccia: Biologa della Nutrizione, Scuola di nutrizione ed integrazione nello Sport,
cuoca del’Asilo Nido Mi e Ma.
Luigina Minnucci: esperienza trentennale come educatrice di servizi all’infanzia.
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Tecniche:
strategie di tutoring che tengono conto delle implicazioni sia emotive che intellettuali delle
situazioni di apprendimento:
osservazione diretta associata a percorsi sensoriali,
giochi: spontanei e strutturati, euristici, espressivi, di animazione e di manipolazione, simbolici,
ecc.
tecniche grafico – pittoriche,
conversazione spontanea e guidata,
narrazione, modeling vocale e gestuale,
uso di prompting (aiuti di vario genere) e fading (graduale dissolvenza dell’aiuto),
coccole e massaggi, ecc.
Tali strategie sono mirate a svolgere specifiche funzioni educative:
la funzione di sostegno della motivazione, svolta dall’educatore fin dall'inizio (funzione di
reclutamento) e poi nel corso dell'attività (gestione e sostegno del coinvolgimento);
la funzione di riduzione dei gradi di libertà, intesa come semplificazione del compito:
l’educatore fa lavorare il bambino su quegli aspetti dell'attività che sono alla sua portata;
la funzione di mantenimento della direzione, ossia l’aiuto offerto al bambino per mantenerlo
orientato verso la soluzione: tale funzione è svolta dall’educatore mantenendo sempre in vista
l'obiettivo comune, proponendo al bambino sotto obiettivi alla sua portata e indicandogliene di
nuovi in funzione delle abilità e delle informazioni acquisite;
la funzione di evidenziazione degli aspetti cruciali del compito fornendo al bambino indicazioni
su ciò che è rilevante e su ciò che non lo è;
la funzione di controllo della frustrazione, un ruolo di gestione dell'ansia che qualsiasi
situazione di apprendimento comporta, ansia rispetto al "non" sapere, al "non" essere capaci o
adeguati, grazie anche all’uso mirato di coccole e massaggi;
la funzione di modeling, un ruolo attraverso il quale l’educatore mostra "come fare"
aspettandosi che il bambino impari attraverso l'esempio. Il "tutore" può completare in forma
corretta un embrione di soluzione già proposto dal bambino o esplicitare la soluzione
parzialmente implicita nei tentativi di quest'ultimo. La sua efficacia dipende da quanto è
commisurata all'area di sviluppo potenziale del meno esperto, il quale imiterà la dimostrazione
solo se avrà compreso il ruolo dell'azione modellata all'interno del compito. Per tale motivo l’uso
commisurato e integrato di prompting e fading è essenziale per il pieno svolgimento di tale
funzione.
Metodologia:
lezioni frontali
lavori di gruppo
attività di cooperative learning
compilazione di brevi schede di sintesi
sintesi ad opera del conduttore
Per le competenze delle altre formatrici, si rimanda ai curricula degli OLP.
40) Contenuti della formazione:
Formazione teorico-pratica specifica:
Formazione teorica: durata 20 ore
Nozioni di psicologia dello Sviluppo cognitivo del bambino da 0 a 3 anni con
particolare riferimento allo sviluppo fisico, intellettivo, affettivo e linguistico-cognitivo.
Nozioni di pedagogia e didattica:
- il significato e la gestione delle relazioni educative
- valore e tecnica dell’accoglienza e dell’integrazione
- osservazione, progettazione e valutazione nel contesto educativo
- modalità e procedure didattico-educative e loro utilizzo.
- laboratorio di cucina
Formazione teorico-pratica (40 ore)
laboratori di tecniche grafico-pittoriche e manipolative
presentazione di oggetti e materiali e loro utilizzo in attività educative organizzate (pigne,
conchiglie, tappi di sughero….)
Formazione teorica laboratoriale (15 ore) su tematiche educative
incontri formativi con i genitori su tematiche educative diverse (rispetto della diversità,
integrazione, multiculturalità)
Osservazione diretta associata a percorsi sensoriali, giochi:
L’osservazione nel contesto educativo: strumenti e strategie.
MODULO
CONTENUTO
NOMINATIVO FORMATORE SPEC.
DURATA
1
Nozioni di psicologia dello Sviluppo cognitivo del
bambino da 0 a 3 anni con particolare riferimento
allo sviluppo fisico, intellettivo, affettivo e
linguistico-cognitivo
Il significato e la gestione delle relazioni educative
Il rapporto con la famiglia
Il valore e le tecniche dell’accoglienza e
dell’integrazione
Osservazione, progettazione e valutazione nel
contesto educativo
Modalità e procedure didattico-educative e loro
utilizzo
Laboratorio di cucina
Laboratorio di tecniche grafico-pittoriche e
Marzia Fratini
4
Marzia Fratini
Marzia Fratini
Benedetta Trisciani
3
4
3
Benedetta Trisciani
2
Marzia Fratini
2
Federica Scoccia
Luigina Minnucci
2
10
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
manipolative
Laboratorio di tecniche grafico-pittoriche e
manipolative
Presentazione di oggetti e materiali e loro utilizzo in
attività educative organizzate (pigne, conchiglie,
tappi di sughero….)
Incontri formativi con i genitori su tematiche
educative riguardanti i temi del rispetto della
diversità, integrazione e multiculturalità
L’osservazione nel contesto educativo: strumenti e
strategie.
Osservazione diretta associata a percorsi sensoriali e
giochi
Formazione/informazione sui rischi connessi
all’impiego dei volontari in servizio civile
Monia Gatti
15
Barbara Francia
15
Marika Di Prodi
6
Benedetta Trisciani
4
Benedetta Trisciani
5
Barbara Francia
2
Totale
75
41) Durata:
75 ORE
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Oltre al questionario finale per la valutazione del grado di apprendimento raggiunto dai singoli
volontari e ai questionari di valutazione già descritti al punto 33, la formazione sarà monitorata
secondo le seguenti fasi:
- compilazione da parte dei volontari di una scheda di valutazione del livello di
efficienza/efficacia/processo, distribuita al termine della prima fase della formazione generale
per rilevare eventuali criticità o aspetti positivi, attraverso la quale rimodulare
opportunamente il piano di formazione successivo.
- incontro finale per la verifica dei risultati raggiunti, il livello di apprendimento e di crescita
individuale del volontario, con la presenza del responsabile della formazione, del responsabile
del monitoraggio e dell’OLP.
Strumenti utilizzati: test, relazioni, colloqui individuali.
Data
Il Responsabile legale dell’ente /
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
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PROG_Un nido accogliente