(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI MACERATA 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ01426 REGIONALE - MARCHE 1° CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: UN NIDO ACCOGLIENTE 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore E, EDUCAZIONE E PROMOZIONE CULTURALE Area di intervento 02, ANIMAZIONE CULTURALE VERSO I MINORI 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: L’Asilo Nido è ormai riconosciuto come istituzione formativa protagonista di un sapere educativo, che vede coinvolte le educatrici, le famiglie e i bambini in una relazione triadica basata sull'ascolto, sul confronto e sulla comprensione reciproca. E’ insomma un luogo vissuto come importante occasione per lo sviluppo dei bambini e come risposta a un bisogno di espressione sociale. Attualmente un ulteriore fenomeno sociale ha fatto sì che il nido s'interrogasse sulle proprie pratiche e ridefinisse ulteriormente la propria identità: la presenza dei bambini stranieri nei servizi educativi per la prima infanzia. Nel 2009 in provincia di Macerata gli stranieri nati in Italia sono aumentati di 562 unità, con un incremento percentuale rispetto all’anno precedente del 14,5% (nel 2008 erano aumentati del 13,9%); la loro incidenza sul totale degli stranieri residenti è del 13,1%, mentre la composizione per genere mostra una maggioranza di maschi e percentuali in sensibile aumento sul totale delle rispettive popolazioni di riferimento (la seconda generazione maschile è pari al 13,7%, quella femminile del 12,5%). Ad oggi la popolazione straniera residente nella Provincia di Macerata è di 33621 abitanti, 4505 dei quali sono minori e nello specifico 2900 hanno un’ età compresa tra i 0 e i 4 anni . Nel solo Comune di Macerata i minorenni residenti sono 6181, di questi il 14,7% sono stranieri. Nei nidi comunali di Macerata la presenza di questi bambini è attestata intorno al 15% delle presenze totali (dati relativi agli ultimi 2 anni). Dato che si conferma anche per l’Anno educativo 2014/2015, infatti i bambini iscritti agli Asili nidi sono in totale 124 di cui 22 stranieri (15%). In particolare, è andata aumentando la presenza di bambini immigrati di seconda generazione, cioè figli di genitori immigrati, nati però in Italia. Tali dati sono a dimostrazione che i servizi educativi stanno andando verso una direzione che punta ad una effettiva integrazione che richiede l’utilizzo di risorse aggiuntive che affianchino le educatrici rendendo possibili interventi mirati, personalizzati e adeguati nei tempi e nei modi. Le educatrici sono chiamate a considerare la presenza dei bambini stranieri come una risorsa più che come un problema: la specificità, nonché la ricchezza, della loro situazione consiste nel costruire la propria identità facendo riferimento ad un universo linguistico caratterizzato dal bilinguismo, cioè da due codici linguistici spesso molto diversi tra di loro. Alcuni studi hanno dimostrato che fin da piccolissimi i bambini sono predisposti al bilinguismo, perché nei vocalizzi assumono delle intonazioni diverse sulla base dell'imitazione degli adulti. Le educatrici hanno il vantaggio di vivere con i bambini una relazione di tipo quotidiano ed è da questa che dovrebbero trarre le strategie per favorire un apprendimento della lingua italiana simultaneo a quella d'origine (che avviene in casa): ad esempio commentare la ritualità delle azioni con formule e frasi costanti; ripetere le parole e nominare gli oggetti piuttosto che indicarli soltanto. L'apprendimento della lingua italiana è la condizione necessaria per un positivo inserimento nella società, ma è anche vero che il mantenimento della lingua d'origine è fondamentale, non solo per rafforzare le capacità di acquisizione della L2, ma soprattutto per favorire l'abitare nei due mondi diversi di cui si parlava prima. Sostenere la lingua madre vuol dire sostenere emotivamente il bambino nella fase di ambientamento al nido; a tal proposito sarebbe importante che l'educatrice conosca qualche parola o piccola frase in modo da trasmettere al bambino quell'affetto che solo la lingua d'origine può fare: per questo viene spesso definita la lingua del cuore. I servizi dell'infanzia sono rappresentativi dell'idea di infanzia che li sorregge e per una famiglia immigrata, iscrivere il proprio figlio al nido, è una scelta che comporta la trasformazione della famiglia stessa che rompe con la tradizione per affidarsi a un supporto professionale del tutto nuovo. Una rottura nei modi e nei tempi di alimentazione, oltre che dei cibi in sé, e una rottura con la lingua materna che diventa marginale poiché la lingua più usata risulterà l'italiano e ciò comporterà l'introduzione di nuovi termini in casa che allontaneranno il bambino dalle proprie origini e modificheranno il legame materno tradizionale. Per le educatrici la sfida consiste nell'interrogare ciò che sembra ovvio per renderlo comprensibile ad altri, conciliando diversità e comunanze. Alcuni studi hanno riscontrato che i bambini percepiscono la diversità fin dai primi mesi di vita, soprattutto quella somatica legata al colore della pelle. Fin da piccolissimi, perciò, è possibile educare alla scoperta e al rispetto delle diversità e soprattutto delle somiglianze. Il periodo del Nido è quindi una occasione privilegiata perché la presenza dei bambini stranieri sia vista come una risorsa per tutti. Per fare ciò occorre pensare ad attività strutturate, come ad esempio i giochi di travestimento, in cui i bambini fanno finta di essere un altro, scoprendo la possibilità di rappresentare se stessi in più modi. E' possibile valorizzare le diverse identità attraverso l'allestimento degli spazi, utilizzando immagini od oggetti familiari al bambino immigrato. E' ovvio che “quello che viene attuato per i bambini stranieri può risultare efficace per tutti i bambini: occorre un progetto che si rivolga a tutti.” (Rubio in XVI Convegno Nazionale dei Servizi Educativi per l'Infanzia,2008). Il bambino italiano, da questo tipo di progettualità, non può che trarne vantaggio perché è immerso fin da piccolo in un contesto multiculturale che caratterizza la società nella quale vive. Per quanto indiscutibile il fatto che i bambini stranieri siano portatori della stessa domanda educativa di quelli italiani, è comunque innegabile che necessitino di un maggior sostegno sia sul piano culturale sia su quello relazionale, in modo da aiutarli a orientarsi tra due modelli educativi differenti. I ragazzi di servizio civile nazionale affiancheranno le educatrici in attività che saranno espletate utilizzando la metodologia di lavoro dei piccoli gruppi: metodo particolarmente apprezzato dalla pedagogia in quanto permette di dedicare maggiori attenzioni ai bambini favorendo lo sviluppo dell’individualità degli stessi. I volontari saranno impegnati per 30 ore settimanali, dal lunedì al venerdì per un impegno giornaliero complessivo di sei ore. Beneficiari del progetto: _ Bambini nati in Italia da genitori con regolare permesso di soggiorno. Cosiddetti immigrati di seconda generazione, sono nati in Italia da genitori stranieri, spesso di nazionalità mista, imparano facilmente la lingua. Hanno diritto all’iscrizione scolastica di ogni ordine e grado, ed hanno pienamente diritto di accedere a tutte le prestazioni sanitarie assicurate dal nostro sistema. _ Minori immigrati con i genitori. Si tratta in questo caso di piccoli che conoscono il trauma di una separazione dal loro ambiente di origine. Conoscono un “prima” e un “dopo” che devono in qualche modo connettere e questo non è sempre agevole. In questo caso vivono un trauma doloroso, la separazione da persone care e dall’ambiente in cui sono vissuti, anche se per un breve periodo. _ Minori giunti in Italia attraverso il ricongiungimento familiare. I minori che giungono in Italia a distanza di tempo dai loro genitori attraversano, almeno per la seconda volta un momento di sradicamento, segnato da distacchi e cambiamenti improvvisi. Essi vengono sradicati da una famiglia che è quella che li ha cresciuti dove in genere esistono due genitori affettivi, spesso i nonni, per essere “adottati” dai loro genitori biologici che però sul piano affettivo possono essere perfetti sconosciuti. Destinatari e Beneficiari del progetto I “destinatari diretti” del progetto sono i bambini (n. 131) che frequentano gli asili nido comunali o convenzionati con il Comune di Macerata. Particolari destinatari sono i figli di cittadini stranieri di età compresa tra i 0 e i 4 anni e le loro famiglie. Con il presente progetto si vuole superare il tradizionale aiuto teso a risolvere i problemi degli stranieri legati esclusivamente a questioni amministrative e burocratiche; ci si vuole concentrare sull’integrazione sociale dei minori immigrati partendo dalle fasce di età più basse. I “ beneficiari indiretti” del servizio offerto saranno in primo luogo i familiari dei minori, che saranno invitati a vivere il processo integrativo del proprio bimbo come una opportunità positiva e non come una minaccia alla propria identità culturale. In secondo luogo ne trarrà beneficio l’intera comunità: l’integrazione eviterà l’emarginazione dei minori e del nucleo familiare, (apprendimento della lingua italiana, coinvolgimento nelle attività dell’asilo quale occasione di socializzazione anche per i genitori) identificando così nell’integrazione dei più piccoli uno strumento di prevenzione che potrebbe evitare, in un futuro non troppo lontano, tensioni sociali. I servizi per l’infanzia costituiscono un’ importante luogo di incontro tra le istituzioni locali e le famiglie straniere, rappresentano infatti per i genitori imigrati il primo ambito di comunicazione quotidiana con la coltura di accoglienza (Rullo, Musatti, in Nello stesso nido, 2006). L’apprendimento del bambino può, di riflesso, essere una sorta di apprendimento da parte di tutta la famiglia. Il bambino immigrato può diventare infatti il primo “mediatore culturale” della famiglia. Contesto Per una famiglia immigrata, l’iscrizione di un figlio all’asilo nido, significa superare il disagio della rottura con la propria tradizione per affidarsi alle educatrici Indicatore Esigenza rilevata Informazioni raccolte Genitori coinvolti Favorire un’integrazione serena rendendo l’accoglienza piacevole. Tranquillizzare la famiglia e metterla a proprio agio. Aumento del sostegno emotivo al bambino Individuazione di Differenze culturali Nelgli ultimi anni il nummero degli stranieri nati in provincia di Macerata sono andati aumentando raggiungendo un’ incidenza sul totale degli stranieri residenti del 15,1% c.a. Le educatrici si trovano a lavorare in un ambiente che riflette quanto accade nel territorio circostante; trovandosi così ad essere investire dal compito di apprendimento della lingua italiana simultaneo a quella d'origine ai bambini che frequentano l’asilo. Nella nostra società l'incontro con chi proviene da un mondo “culturale” diverso dal nostro non è più limitato ad episodi sporadici, ma rientra nelle situazioni di vita quotidiana. Attraverso l’educazione al rispetto della diversità, alla solidarietà e all’integrazio Difficoltà dei bambini stranieri Creare opportunità per un’ effettivo inserimento dei bimbi stranieri Comprensione di parole significative Realizzazione di un laboratorio Percepire la diversità come strumento chiave non solo per la crescita individuale, ma anche e soprattutto per la prevenzione del pregiudizio, dell’intolleranza, della discriminazione e per lo sviluppo di un senso di appartenenza. Bambini coinvolti Giochi organizzati Bambini coinvolti L’integrazione delle famiglie immigrate nel contesto sociale può avvenire in svariate modalità: una di queste avviene sicuramente attraverso la scuola; spesso impara la lingua meglio e più rapidamente rispetto ai genitori e attraverso l’interazione quotidiana con i coetanei è apprendere la cultura indigena. La scuola è per eccellenza il luogo della socializzazione bambini, ma anche dei genitori. Realizzazione di un laboratorio Genitori coinvolti Per creare un ambiente di lavoro accogliente e sicuro per il bambino è molto importante che i genitori partecipino alla vita scolastica dei loro bambini, inoltre l’incontro tra genitori è un ottima occasione di socializzazione e integrazione tra genitori stranieri e non. 7) Obiettivi del progetto: Nella nostra società l’incontro con chi proviene da un mondo “culturale” diverso dal nostro non è più limitato ad episodi sporadici, ma rientra nelle situazioni di vita quotidiana. Tuttavia, il fenomeno migratorio, che rappresenta di per sé un’opportunità di arricchimento, è troppo spesso accompagnato da sentimenti di paura e di sospetto per ciò che è diverso. L’educazione al rispetto della diversità, alla solidarietà e all’integrazione deve far parte del nostro quotidiano sin dalla tenera età, affinché i nostri bambini possano sviluppare uno spirito di accoglienza, scambio costruttivo e arricchimento dei valori. Per una famiglia immigrata, iscrivere il proprio figlio al nido è una scelta che comporta la trasformazione della famiglia stessa che rompe con la tradizione per affidarsi ad un supporto professionale del tutto nuovo. Il momento dell’accoglienza non deve essere dedicato solamente ai bambini ma deve infondere sicurezza e tranquillità anche ai genitori, deve istaurarsi un rapporto di scambio tra loro e le educatrici. L’integrazione delle famiglie immigrate nel contesto sociale può avvenire in svariate modalità e grazie all’opera di diversi servizi pubblici, tra i quali la scuola riveste un ruolo di prim’ordine per le famiglie immigrate con i figli. Il bambino immigrato può diventare il più efficace “mediatore culturale” tra la famiglia e la società soprattutto nei primi anni di immigrazione che costituisce la fase più delicata. Il bambino, infatti, spesso impara la lingua meglio e più velocemente rispetto ai genitori e attraverso l’interazione quotidiana con i bambini apprende la cultura indigena e la comunica ai genitori trasferendo così alla famiglia le conoscenze essenziale per una buona integrazione. La scuola, rappresenta inoltre, il luogo della socializzazione dei bambini, ma richiede anche ai genitori un certo grado di partecipazione. L’apprendimento del bambino può, di conseguenza, costituire una sorta di apprendimento da parte di tutta la famiglia, integrare il bambino significa integrare la famiglia, non soltanto quella di oggi ma anche quella di domani. Per quanto sopra emerso, il progetto si propone di realizzare i seguenti obiettivi: - Realizzazione di interventi specifici di integrazione nel periodo pre scolare. - Accoglienza di qualità; - Valorizzazione delle differenze; - Promozione della cultura della solidarietà; - Rispetto della multiculturalità; - Creare opportunità di socializzazione per i bambini e i genitori; Bisogni rilevati - Favorire un’integrazione serena rendendo l’accoglienza piacevole. - Tranquillizzare la famiglia e metterla a proprio agio Obiettivo da raggiungere ACCOGLIENZA - Garantire un’accoglienza di qualità OBIETTIVO NUMERICO 3 70% 20 % - Garantire ai genitori più tempo dedicato all’ascolto e al confronto. 4 Creare opportunità per un’ effettivo inserimento dei bimbi stranieri LINGUAGGIO - Sviluppare dei percorsi di integrazione del bambino straniero nel contesto dell’asilo nido - Sviluppare il piccolo linguaggio, (si manifesta attorno ai dodici-quindici mesi.) 6 30 Indicatore di efficacia informazioni raccolte Genitori coinvolti Aumento del sostegno emotivo al bambino Individuazione di Differenze culturali Difficoltà dei bambini stranieri Comprensione di parole significative Percepire la diversità come strumento chiave non solo per la crescita individuale, ma anche e soprattutto per la prevenzione del pregiudizio, dell’intolleranza, della discriminazione e per lo sviluppo di un senso di appartenenza MULTICULTURALITA’ - Rispetto della multiculturalità - Stimolare nel bambino la curiosità verso i paesi e i popoli del mondo - Sviluppo consapevole nei bambini di un senso di accoglienza - Promozione della cultura della solidarietà Per creare un ambiente di lavoro accogliente e sicuro per il bambino è molto importante che i genitori partecipino alla vita scolastica dei loro bambini, inoltre l’incontro tra genitori è un ottima occasione di socializzazione e integrazione tra genitori stranieri e non. SOCIALIZZAZIONE Creare opportunità di socializzazione per i genitori 100 % Realizzazione laboratori Bambini coinvolti 4 Giochi organizzati 1 Realizzazione di laboratori Partecipazione dei genitori al laboratorio 1 70 % 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto La seguente tabella delinea le attività previste (8.1) ed il ruolo dei volontari (8.3), collegandole con gli obiettivi e le esigenze, ma anche con i tempi di realizzazione, le risorse umane coinvolte (8.2) e le risorse tecniche necessarie. Mesi ATTIVITA’ fase pre avvio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 ° ° ° ° ° ° ° ° ° 0 11 PUBBLICIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL BANDO SCN SELEZIONE VOLONTARI a cura dell’ente (nello specifico attraverso informagiovani e urp) con la collaborazione dell’università degli studi di macerata che mette a disposizione un aula per organizzare una giornata informativa (vedi punto 24), promozione del bando e del servizio civile, informazioni sui progetti e sulle modalità di presentazione delle domande. a cura dell’ente: raccolta domande, costituzione commissioni di valutazione, individuazione criteri, atti amministrativi per programmazione colloqui ed ammissione candidati, valutazione titoli ed esperienze, colloqui di selezione, elaborazione approvazione ed invio graduatorie raccolta documentazione sanitaria e fiscale per stipula contratto di servizio civile; invio agli organi competenti. I volontari partecipano agli incontri organizzati secondo le modalità descritte nel punto 30 realizzati in collaborazione con l’Istituto Paolo Ricci che certificherà le competenze acquisite (a cura dell’OLP e dei formatori, secondo incontri periodici lungo tutto il ciclo di vita del progetto)I volontari partecipano agli incontri organizzati secondo le modalità descritte nel punto 36. DEI AVVIO AL SERVIZIO FORMAZIONE GENERALE FORMAZIONE SPECIFICA MONITORAGGIO DEL PROGETTO FASE DI INSERIMENTO DEI VOLONTARI ESIGENZE Favorire un’integrazione serena rendendo l’accoglienza piacevole. ex ante OBIETTIVI ACCOGLIENZA Garantire un’ accoglienza di qualità I volontari compileranno questionari di monitoraggio I volontari saranno inseriti presso le sedi conosceranno le strutture e il loro funzionamento AZIONI Instaurare una relazione con i genitori Sviluppare/ imparare competenze relazionali per accogliere i bambini stranieri Tranquillizzare la famiglia e metterla a proprio agio. 1 RUOLO DEI VOLONTARI e RETE LOCALE 2 Garantire ai genitori più tempo dedicato all’ascolto e al confronto. Riconoscere le caratteristiche culturali e personali che definiscono l’identità individuale di ogni bambino ATTIVITA’ DETTAGLIATE RISORSE UMANE COINVOLTE RISORSE TECNICHE Raccogliere informazioni rispetto alla cultura di appartenenza dei bambini stranieri 5 Volontari, 18 educatrici, 268 genitori dei bambini 134 bambini degli asili Affiancare le educatrici nelle attività di routine Partecipazione ai corsi di formazione specifica Studio ed appro- fondimento personale delle tematiche affrontate 5 Volontari, 18 educatrici 134 bambini degli asili Formatori Aggiornare costantemente la cartella personale di ciascun bambino. 5 Volontari, 18 educatrici 134 bambini degli asili Raccoglitore con fogli, penna, scheda personale di ciascun bambino Aula per formazione, carta, penna, pennarelli, materiale vario, osservazione, dialogo, ascolto Cartella personale dei bambini, penne Mesi di realizzazione 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 rimuovere gli ostacoli che possono impedire o limitare la piena affermazione delle motivazioni e delle capacità individuali Conoscenza delle diverse identità Creare opportunità per un’ effettivo inserimento dei bimbi stranieri Percepire la diversità come strumento chiave non solo per la crescita individuale, ma anche e soprattutto per la prevenzione del pregiudizio, dell’intolleranza , della discriminazione e per lo sviluppo di un senso di appartenenza. LINGUAGGIO Sviluppare dei percorsi di integrazione del bambino straniero nel contesto dell’asilo nido Siluppare il piccolo linguaggio, che si manifesta attorno ai dodici-quindici mesi. Analizzare le difficoltà più frequenti che si riscontrano nella gestione dei bambini stranieri e nel rapporto con le loro famiglie e comprendere come affrontarle Affiancare il bambino straniero nella comprensione del contesto e della lingua MULTICULTUR ALITA’ - Rispetto della multiculturalit à - Stimolare nel bambino la curiosità verso i paesi e i popoli del mondo Conoscenza di culture diverse Sviluppo consapevole nei bambini di un senso di accoglienza Promozione della cultura della solidarietà Per creare un ambiente di lavoro accogliente e sicuro per il bambino è molto importante che i genitori partecipino alla vita scolastica dei loro bambini, inoltre l’incontro tra genitori è un ottima occasione di socializzazione e integrazione tra genitori stranieri e non. SOCIALIZZAZI ONE Creare opportunità di socializzazione per i genitori Mettere il bambino/a in un contesto favorevole all’apprendimento, (gruppo ristretto, spazio privilegiato e attrezzato, tempo) e con gli stimoli necessari affinchè attivi competenze trasversali necessarie per svolgere il compito che si sta eseguendo. Organizzare giochi di travestimento, in cui i bambini fanno finta di essere un altro, scoprendo la possibilità di rappresentare se stessi in più modi. Organizzare i seguenti incontri con i genitori: - incontro n. 1 ( argomenti: presentazione del servizio, accoglienza, rilevazione particolari esigenze, spunti per conoscenza tra genitori, presentazione del proprio bambino) - Un incontro per l’organizzazione della festa di Natale, ai genitori verrà chiesto di preparare cibi tradizionali della propria cultura, materale ecc per la realizzazione della festa - Un incontro nel qual i genitori si cimenteranno nelle stesse attività che i bambini hanno svolto nei laboratori a loro dedicati. - Un ‘ ultimo incontro sarà incentrato sulla festa finale,( unica per tutti e 5 i Nidi) festa che sarà aperta a tutta la Comunità, nella quale verrà rappresentato il lavoro svolto durante l’anno. Affiancare le operatrici nella gestione dei bambini ______________________ Apprendere le metodologie adottate dalle educatrici 5 Volontari, 18 educatrici 134 bambini degli asili Osservazione. Dialogo, scambio di nozioni Ricercare e proporre immagini ed oggetti familiari al bambino immigrato. ______________________ Affiancare l’educatrice nell’allestire gli spazi in modo creativo 5 Volontari, 18 educatrici 134 bambini degli asili Affiancare le operatrici nelle attività di routine, individuare le difficoltà o i disagi che i bambini stranieri mostrano, confrontarsi con le educatrici sulle possibili strategie di fronteggia mento 5 Volontari, 18 educatrici 134 bambini degli asili Immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, diversi materiali tattili, pennarelli, oggetti Osservazione. Dialogo, interazione con le educatrici, scambio di nozioni - Fare attenzione alla nomenclatura e al loro corretto utilizzo - commentare la ritualità delle azioni con formule e frasi costanti - ripetere le parole e nominare gli oggetti piuttosto che indicarli - Anticipare le azioni che si stanno per compiere 5 Volontari, 18 educatrici, 134 bambini degli asili Affiancamento dell’educatrice nelle seguenti attività: - organizzazione del Laboratorio delle tradizioni (formato da 3 sotto laboratori sui seguenti temi: - La fiaba della mia tradizione -La ricetta della mia tradizione - La storia della mia cultura) - Individuazione dei 3 temi dei laboratori - Rappresentazione dei 3 temi - Costruzione di un libro che raccolga una fiaba, una ricetta e una storia. - dividere i bambini in gruppi di 7 - assicurare il coinvolgimento di tutti i bambini frequentanti l’asilo - predisposizione dei materiali - organizzazione degli incontri del laboratorio che avranno durata di 1 h e 30 minuti, 3 volte alla settimana. - individuazione della ricetta, fiaba e storia, appartenente ad una cultura differente, scelta da ogni Asilo. - raccogliere il materiale prodotto da ciascun Asilo in un unico elaborato. Affiancare le educatrici nell’organizzazione dei giochi. ______________ Predisposizione del materiale. ______________ Osservazione delle tecniche utilizzate dalle educatrici. 5 Volontari, 18 educatrici 134 bambini degli asili 5 Volontari, 18 educatrici 134 bambini degli asili Affiancare le educatrici nei 3 incontri costitutivi del Laboratorio. _____________ Predisposizione di quanto occorre per la realizzazione di ogni incontro. _____________ Disposizione delle comunicazioni per i genitori inerenti gli incontri. _____________ Presentazione, da parte dei volontari, di tutto il materiale prodotto durante l’anno “scolastico” organizzato in una presentazione in power point come traccia ripercorribile di buone pratiche Ogni incontro si svolgerà in 2 ore : dalle 21:00 alle 23:00 5 Volontari, 18 educatrici 268 genitori dei bambini 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 Stoffe, maschere, colori, bottoni, fili, lane. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 Depliant, immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, pennarelli, colla, forbici, Carte di vari tipi, legumi secchi, semi, pasta, spaghi, bottoni, quotidiani, giornali, scatole, sassi, stoffe, lane, piume, tappi, bottiglie di plastica, conchiglie, elastici, cotone, spugne, farina, sale. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 0 1 1 1 2 Immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, diversi materiali tattili, pennarelli Immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, pennarelli, colla, forbici, Carte di vari tipi, legumi secchi, semi, pasta, spaghi, bottoni, quotidiani, giornali, scatole, sassi, stoffe, lane, piume, tappi, bottiglie di plastica, conchiglie, elastici, cotone, spugne 1 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Il personale degli asili nido di Macerata è supportato dalla pedagogista Marzia Fratini. L’organico di ciascun asilo è così composto: ASILO NIDO AQUILONE (28 bambini) 4 educatrici 1 operatrice socio-assistenziale 1 operatrice part – time 1 cuoca. ASILO NIDO ARCOBALENO (21 bambini) 3 educatrici 1 operatrice 1 cuoca ASILO NIDO MI E MA (36 bambini) 4 educatrici, di cui una coordinatrice, 2 assistenti ausiliarie una cuoca. ASILO NIDO TOPOLINO (28 bambini) 4 educatrici in ruolo 1 cuoca in ruolo 2 operatrice socio-assistenziali, entrambe a tempo determinato di cui una part-time. L’ASILO NIDO “GIAN BURRASCA” (21 bambini) 3 educatrici 1 operatrice 1 cuoca Il personale è dipendente del Comune di Macerata ed afferisce al Servizio Servizi alla Persona, L’Ufficio Scuola è composto da 3 Istruttori Amministrativi 1 Dirigente Inoltre vi è stretta collaborazione, per quanto riguarda soprattutto il caso di famiglie immigrate o in difficoltà, ed i servizi di integrazione, con l’Ufficio Servizi Sociali. 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 5 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 5 12) Numero posti con solo vitto: 0 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 30 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6): 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: flessibilità oraria; disponibilità a spostarsi nel territorio maceratese; disponibilità ad eventuali trasferte per convegni, seminari, giornate formative aggiuntive, ecc.; disponibilità all’eventuale utilizzo dell’auto messa a disposizione dall’Ente; disponibilità a lavorare in gruppo; impegno a mantenere riservatezza e professionalità; impegno ad assumere un comportamento integerrimo nei confronti dei bambini e delle famiglie; • disponibilità a partecipare a corsi di formazione svolti in orario serale e/o festivo, conteggiate all’interno delle 30 ore di impiego settimanale. • disponibilità ad acquisire il LIBRETTO SANITARIO a seguito di corso di formazione in materia di igiene degli alimenti (HACCP) della durata di 4 ore, per la somministrazione di alimenti. • • • • • • • 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: N. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Sede di attuazione del progetto Nido di Infanzia Aquilone Nido di infanzia Arcobaleno Nido di infanzia Mi e Ma Nido di infanzia Topolino Nido di infanzia Gian Burrasca Comune Indirizzo Cod. ident. sede N. vol. per sede Macerata via Eustacchio 58510 1 Macerata via Gasparri 58511 1 Macerata Via Tibaldi 58512 1 Macerata Via Cassiano da Fabriano Via Bertelli 58513 1 81023 1 Macerata Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Cognome e nome Cognome e Data di nome nascita MINNUCCI Luigina ROMAGNOLI MANOLA FRANCIA BARBARA Trisciani Benedetta Gatti Monia Data di nascita C.F. 21/061956 06/06/1970 RMGMNL70H46E783L 17/05/1975 FRNBBR75E57E783B 25/07/1981 TRSBDT81L65E783T 14/11/1972 GTTMNO72S54B474J C.F. 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: Attività e scopo durata Seminario di informazione e sensibilizzazione al servizio prima della scadenza del bando di selezione dell’Informagiovani del Comune di Macerata. 5 ore Attivazione di un profilo Facebook “macerata servizio civile” e implementazione di contenuti relativi ai progetti, alla normativa, alle scadenze, alla formazione ed agli incontri tra volontari (2 ore al mese) 24 ore Aggiornamento delle pagine dei siti internet del Comune di Macerata e dell’Ambito Territoriale Sociale n° 15, con le iniziative realizzate all’interno dei vari progetti e con il calendario delle iniziative future, allo scopo di favorire la partecipazione da parte dei volontari e degli OLP e la conoscenza da parte della cittadinanza (2 ore al mese per un totale di 24 ore annue); 24 ore TOTALE 53 Nell’organizzazione e gestione dei momenti sopra descritti, saranno impegnati principalmente i volontari in servizio presso il Comune di Macerata in qualità di testimoni privilegiati. 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: CRITERI AUTONOMI DI SELEZIONE VERIFICATI NELL’ACCREDITAMENTO. Si rinvia al sistema di selezione verificato dall’Ufficio Regionale con Decreto del Dirigente dei Servizio Politiche Sociali n. 171/S05 del 24.11.2009 I candidati dovranno partecipare alla giornata informativa che sarà organizzata prima della scadenza del bando: il seminario avrà lo scopo di dare, ai giovani interessati, informazioni approfondite sul Servizio Civile (cos’è, cosa prevede, contenuti dei progetti, diritti e doveri dei volontari, ecc.), per far sì che i volontari possano avvicinarsi più consapevolmente all’anno di servizio. La domanda di partecipazione al Servizio Civile, deve essere spedita a: Comune di Macerata, Ufficio Protocollo, Viale Trieste 24 - 62100 – Macerata. Per la selezione dei volontari, si prevede la costituzione di una Commissione Esaminatrice per ciascun progetto. Ogni Commissione è formata da: - il Responsabile della selezione; - un membro esperto (psicologa, sociologa, ecc.); - gli Operatori Locali di Progetto - un segretario. Tutte le informazioni relative al servizio civile, i moduli di domanda e le copie dei progetti vanno richieste all’Informagiovani del Comune di Macerata. 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): si Ricorso a sistema di selezione verificato in sede di accreditamento in I classe con Decreto del Dirigente dei Servizio Politiche Sociali n. 171/S05 del 24.11.2009 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: a. Metodologia e strumenti utilizzati MONITORAGGIO VOLONTARI - All’entrata in servizio dei volontari sarà somministrato il questionario ex ante di avvio al servizio che costituirà la base di partenza per la valutazione della crescita personale e professionale del volontario. - Al quarto, ottavo mese e a conclusione del servizio, per ogni progetto di Servizio Civile Nazionale i volontari (in gruppi di massimo 20 persone) con l’Operatore Locale di Progetto e con la supervisione del responsabile del monitoraggio si incontreranno allo scopo di fare il punto della situazione e di riflettere sull’esperienze maturate nel periodo di riferimento, analizzare le problematiche eventualmente emerse, raccogliere proposte e suggerimenti, critiche e domande. Lo stato di attuazione del progetto sarà valutato negli incontri intermedi con focus group ed attraverso la compilazione di un sintetico questionario autosomministrato, a risposta chiusa. Nel corso dell’ultimo incontro, prima della conclusione del progetto di servizio civile, sarà chiesto al volontario di definire con una breve relazione l’esperienza di servizio civile svolta e di dare una valutazione complessiva alla stessa (con indicatore numerico da 1 a 10). MONITORAGGIO OLP - Al termine del primo e del secondo semestre sarà compito di ogni operatore locale di progetto predisporre una relazione dettagliata sull’attività svolta dai volontari, aspettative soddisfatte o meno, sugli obiettivi progettuali raggiunti o no. Tale relazione dovrà essere inviata al responsabile del monitoraggio. Alla conclusione del servizio, sarà chiesto agli OLP la compilazione di un questionario che valuta l’esperienza del Servizio Civile I questionari a risposta chiusa vengono elaborati al fine di ottenere statistiche relative a diversi indicatori (gradimento del servizio, valutazione attività OLP, valutazione acquisizione abilità relazionali o professionali, …). La valutazione avviene in seguito alla lettura dei questionari e confronto tra risultati previsti e risultati realizzati. I risultati degli incontri e la valutazione sui questionari statistici verranno resi noti in forma sintetica al responsabile del servizio civile, al responsabile locale di ente accreditato ed agli operatori locali di progetto, con eventuali suggerimenti ed indicazioni per correggere le criticità. In caso di rilevazione di gravi carenze nell’attuazione di uno o più progetti, il responsabile del monitoraggio convoca una riunione con i soggetti interessati per risolvere le criticità. Qualora ciò non fosse possibile solleciterà il responsabile del servizio civile e il responsabile locale di ente accreditato per gli interventi del caso. Il responsabile del servizio civile e il responsabile locale di ente accreditato saranno sempre tenuti informati dell’andamento dei progetti sulla scorta delle valutazioni emerse da parte dei volontari, attraverso un documento di sintesi riepilogativo, redatto dal responsabile del monitoraggio ed inviato periodicamente. c. Tempistica e numero delle rilevazioni: PIANO DELLE VERIFICHE VERIFICHE Valutazione formazione generale Valutazione formazione specifica Valutazione formazione in situazione Valutazione dei singoli obiettivi Valutazione delle attività svolte Valutazione attività svolta con altri Enti, Associazioni a 2 mesi a 4 mesi a 6 a 8 a 10 mesi mesi mesi ATTIVITA’ FORMATIVA X X RILEVAZIONE OBIETTIVI RAGGIUNTI X X X X X al termine X X X X X GRADO DI SODDISFAZIONE Somministrazione questionari ai volontari di SCV Somministrazione questionari agli OLP INDICATORI DI EFFICACIA ATTIVITA’ FORMATIVA X X X X INDICATORE Verifica dell’attività formativa generale Verifica dell’attività formativa specifica > di sufficiente > di sufficiente ATTIVITA’ ORGANIZZATE Attività svolta presso la sede di progetto Attività svolta con altri Enti, Associazioni ecc. INDICATORE Realizzazione di tutte le attività indicate nel progetto > di 10 all’ultima valutazione GRADO DI SODDISFAZIONE Volontari del SCV OLP INDICATORE > di buono > di buono 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): Ricorso a sistema di monitoraggio verificato in sede di accreditamento in I classe con Decreto del Dirigente dei Servizio Politiche Sociali n. 171/S05 del 24.11.2009 SI 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: NESSUNO 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate al progetto: o Cofinanziamento per le spese di gestione, da parte dei singoli Comuni o dell’ATS di cui fanno parte o Predisposizione di materiale e costi del personale per le attività di pubblicizzazione del progetto o Magliette, cappellini, tesserini di riconoscimento o Spese per la gestione del sito internet o Spese per la formazione degli OLP o Formazione o Rimborsi spese per viaggi, missioni, corsi di formazione, ecc. 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): PARTNER NO PROFIT: IL CERCHIO MAGICO (associazione di promozione sociale) partecipa i n qualità di partner e copro motore al progetto Un nido accogliente, mettendo a disposizione le competenze del personale dipendente e volontario per le attività di formazione e garantendo l’affiancamento ai volontari teso al trasferimento di competenze professionali e sociali nello svolgimento delle attività laboratoriali. PARTNER PROFIT: GS Copy (service di stampa e copiatura) partecipa in qualità di partner e copro motore al progetto Un nido accogliente, si occupa dell’ideazione grafica e della realizzazione del materiale di promozione, realizza l’abbigliamento specifico per i volontari e fornisce agli Asili nidi materiale cartaceo di riciclaggio per la realizzazione dei laboratori ludici e le attività ludiche. UNIVERSITÀ UNIVERSITA’ degli Studi di Macerata, (prot. 35097 del 21.07.2014) collabora al progetto in qualità di partner nelle seguenti attività di promozione e sensibilizzazione, - collaborando attivamente alle iniziative di informazione e promozione descritte nel progetto; - informando e promuovendo il servizio civile regionale come opportunità per i giovani e per il territorio, sia all’interno delle proprie sedi attraverso l’affissione di materiale promozionale messo a disposizione dall’Ente, sia attraverso la diffusione attraverso mail indirizzate agli studenti. 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: AZIONI RISORSE TECNICHE ACCOGLIENZA Instaurare una relazione con i genitori Sviluppare/ imparare competenze relazionali per accogliere i bambini stranieri Riconoscere le caratteristiche culturali e personali che definiscono l’identità individuale di ogni bambino Raccoglitore con fogli, penna, scheda personale di ciascun bambino Aula per formazione, carta, penna, pennarelli, materiale vario, osservazione, dialogo, ascolto Cartella personale dei bambini, penne rimuovere gli ostacoli che possono impedire o limitare Osservazione. Dialogo, scambio di nozioni la piena affermazione delle motivazioni e delle capacità individuali Conoscenza delle diverse identità Immagini, stampe di parole, pc, stampante, video proiettore, diversi materiali tattili, pennarelli, oggetti appartenenti a diverse culture LINGUAGGIO Osservazione. Dialogo, interazione con le educatrici, scambio di Analizzare le difficoltà più frequenti che si riscontrano nozioni nella gestione dei bambini stranieri e nel rapporto con le loro famiglie e comprendere come affrontarle Affiancare il bambino straniero nella comprensione del Immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, contesto e della lingua diversi materiali tattili, pennarelli MULTICULTURALITA’ Conoscenza di culture diverse Mettere il bambino/a in un contesto favorevole all’apprendimento, (gruppo ristretto, spazio privilegiato e attrezzato, tempo) e con gli stimoli necessari affinché attivi competenze trasversali necessarie per svolgere il compito che si sta eseguendo. Immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, pennarelli, colla, forbici, Carte di vari tipi, legumi secchi, semi, pasta, spaghi, bottoni, quotidiani, giornali, scatole, sassi, stoffe, lane, piume, tappi, bottiglie di plastica, conchiglie, elastici, cotone, spugne Aula dell’asilo, spazio silenzioso, immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, pennarelli, colla, forbici, Carte di vari tipi, legumi secchi, semi, pasta, spaghi, bottoni, quotidiani, giornali, scatole, sassi, stoffe, lane, piume, tappi, bottiglie di plastica, conchiglie, elastici, cotone, spugne Organizzare giochi di travestimento, in cui i bambini fanno finta di essere un altro, scoprendo la possibilità di rappresentare se stessi in più modi. Stoffe, maschere, colori, bottoni, fili, lane. SOCIALIZZAZIONE Organizzare di n. 4 incontri con i genitori: Depliant, immagini, stampe di parole, pc, stampante, videoproiettore, pennarelli, colla, forbici, Carte di vari tipi, legumi secchi, semi, pasta, spaghi, bottoni, quotidiani, giornali, scatole, sassi, stoffe, lane, piume, tappi, bottiglie di plastica, conchiglie, elastici, cotone, spugne, farina, sale. CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: L’Università degli Studi di Macerata, con lettera del 18 luglio 2014 prot. 7753 (n. prot. n. 35097/A) (allegata in copia), riconosce a chi si iscrive o è iscritto ad un proprio corso di studio, che abbia prestato il Servizio Civile senza demerito nel progetto UN NIDO ACCOGLIENTE e, crediti formativi fino ad un numero massimo di punti indicato nel regolamento didattico del corso di studio frequentato. Tale credito verrà quantificato ed attribuito previa approvazione da parte dell’organo competente. Si richiama, inoltre, il Protocollo di Intesa sottoscritto dalla Regione Marche in data 10.05.2004 con Università Politecnica delle Marche di Ancona, Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di Camerino e Università degli Studi di Urbino in cui si dichiara che “l’esperienza del servizio civile quale parte integrante del percorso formativo dello studente, subordinatamente alla verifica della congruità con il percorso curriculare e formativo previsto dai regolamenti didattici dei corsi di studio, attribuendo allo svolgimento completo del servizio civile fino a n. 10 crediti formativi, purché svolto secondo le modalità amministrative ed operative previste dai vigenti ordinamenti di facoltà”. Pertanto lo svolgimento completo del servizio da parte di un volontario iscritto ad una facoltà di queste Università comporta l’attribuzione dei crediti, su richiesta dell’interessato e dietro verifica dei requisiti prescritti da parte della Facoltà. 27) Eventuali tirocini riconosciuti : Il Protocollo d’Intesa stipulato tra le quattro Università marchigiane, citato al punto precedente, prevede che esse equiparino lo svolgimento completo del servizio civile al tirocinio, purchè svolto secondo le modalità amministrative ed operative previste dai vigenti ordinamenti di Facoltà. Pertanto lo svolgimento completo del servizio da parte di un Volontario iscritto ad una facoltà di queste Università comporta il riconoscimento del tirocinio e quindi l’attribuzione dei relativi crediti formativi, a richiesta dell’interessato e dietro verifica dei requisiti prescritti da parte della Facoltà. 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: E’ possibile l’acquisizione certificata da terzi a favore del volontario in SC di competenze in ordine a: - PRIMO SOCCORSO AZIENDALE, BASIC LIFE SUPPORT Con nota prot. 35479 del 23.07.2014 (allegata ai progetti), l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Paolo Ricci”, Ente formativo accreditato presso la Regione Marche ai sensi della DGR n. 62 del 17.01.2001, n. 2164 del 8.09.2001 con Decreto del Dirigente Servizio Formazione Professionale e Problemi del Lavoro n. 239/FSE_06 del 8.10.2008, accreditato inoltre presso il Ministero della Salute per la formazione E.C.M. comunica la disponibilità alla certificazione, mediante attestazione, delle competenze acquisite per i moduli di formazione generale: PRIMO SOCCORSO AZIENDALE, BASIC LIFE SUPPORT; Competenze certificate dall’Ente e riconosciute dall’Ente stesso: Con delibera n. 319 del 7/9/2005 il Comune di Macerata ha apportato modifiche al proprio regolamento: il compimento completo del Servizio Civile volontario è equiparato, nella valutazione dei titoli ai fini concorsuali, ai rapporti di lavoro subordinato prestato alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. Su richiesta dei volontari, oltre all’attestato di fine servizio rilasciato dall’Ufficio Nazionale Servizio Civile, il Comune di Macerata rilascerà apposita certificazione specificante le funzioni ricoperte, le attività realizzate ed ogni altra informazione utile a definire l’esperienza. Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: Comune di Macerata, in spazi idonei all’attività formativa 30) Modalità di attuazione: In proprio presso l’ente con formatori accreditati e tramite esperti dei vari argomenti da trattare, che saranno comunicati con apposita nota. Saranno organizzate lezioni frontali (per almeno il 50% delle ore previste), ma saranno anche organizzate lezioni utilizzando dinamiche non formali (per un numero di ore non inferiore al 20%). 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: si Sistema di formazione accreditato in I classe con Decreto del Dirigente del Servizio Politiche Sociali n. 171/S05 del 24.11.2009 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Il percorso di formazione generale al Servizio Civile coinvolgerà tutti i volontari impiegati presso il Comune di Macerata, avvalendosi, oltre che da 2 formatori accreditati dall’UNSC, di un team composto dagli OLP, da esperti nei vari argomenti previsti dalla formazione e da professionisti che hanno esperienza nei vari settori del Servizio Civile. Gli obiettivi della formazione generale saranno i seguenti: • Fornire ai giovani gli strumenti per vivere correttamente l’esperienza del servizio civile; • Sviluppare all’interno dell’Ente la cultura del servizio civile; • Assicurare il carattere unitario del servizio civile. La formazione generale avrà una durata di 45 ore e sarà articolata in diverse giornate, all’avvio del servizio dei volontari. L’80% della formazione (36 ore) verrà erogata entro i primi 180 giorni, le restanti 9 ore verranno erogate entro il 270° giorno. Il progetto prevede un percorso di ingresso per la conoscenza della proposta, allo scopo di creare le condizioni ottimali di inserimento. Sarà posta particolare attenzione alle motivazioni della scelta, alle aspettative ed all’instaurazione di un buon clima di gruppo, che faciliti il lavoro insieme, nella consapevolezza che i contenuti vengono meglio interiorizzati in presenza di un buon clima di gruppo. E’ prevista la compilazione di una scheda individuale per la conoscenza, da parte dei formatori, delle aspettative e delle motivazioni del volontario. Metodologia: o lezioni frontali; o dinamiche non formali: si fa riferimento alle dinamiche di gruppo utilizzando i giochi di ruolo, gruppi di approfondimento, riflessioni personali, o testimonianze e/o visite ad esperienze significative Il percorso di formazione alla cittadinanza attiva e responsabile, sarà svolto anche attraverso la partecipazione a corsi di formazione, convegni, seminari o altre iniziative ritenuti significativi in tale contesto. Alla fine del servizio è previsto un incontro di bilancio finale per effettuare una valutazione condivisa dell’esperienza del volontario e una presentazione, da parte dei volontari stessi, di una relazione di “fine servizio” per una “restituzione” dell’esperienza. Se si manifestassero le condizioni opportune, sarà riservato uno spazio anche alla progettazione e alla realizzazione di scambi con altri giovani europei: questa sarà una importante occasione per approfondire temi relativi alla cittadinanza, al volontariato e per un arricchimento reciproco attraverso lo scambio di esperienze ed il lavoro comune. Saranno promosse anche iniziative di sensibilizzazione e di animazione per il territorio sul tema del servizio civile e del volontariato. Sarà posta particolare attenzione affinché centro del percorso formativo siano i volontari stessi e le loro esperienze, attraverso una metodologia attiva che stimoli la partecipazione e faciliti il confronto. Lo stile di conduzione, perciò, dovrà garantire nel gruppo un clima di accettazione e di sospensione del giudizio, lasciando ad ogni partecipante la possibilità di scegliere il proprio grado di coinvolgimento e accogliendo con il massimo rispetto le singole esperienze. Strumenti utilizzati: • È stato predisposto un kit sul servizio civile contenente tutti i materiali utili allo svolgimento del servizio; • Ai volontari sono inoltre consegnati tutti i recapiti degli operatori cui fare riferimento durante il servizio e le fonti in cui trovare notizie sul Servizio civile stesso; • Saranno utilizzati video, slides, stereo, internet • Sono previste tecniche di animazione di gruppo, simulazioni, schede, test ecc. • Si utilizzerà la tecnica del brainstorming, test di valutazione e autoorientamento. I volontari, inoltre, saranno invitati a partecipare ad iniziative rivolte agli operatori dell’ente in relazione al servizio svolto e ad argomenti attinenti. 33) Contenuti della formazione: Si fa riferimento ai contenuti previsti da: - - Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale, emanate con Decreto del Capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale 19 luglio 2013: "Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale". Circolare UNSC dell’8.09.2003: UNSC/4487/II/I: “Formazione dei volontari in Servizio Civile Nazionale ai sensi della Legge 6 marzo 2001, n° 64”; Determina del 4 aprile 2006 “Approvazione Linee guida per la formazione generale dei volontari in Servizio Civile Nazionale”, redatte dall’UNSC. Nel dettaglio, si affronteranno i seguenti argomenti: AREA SERVIZIO CIVILE n° titolo del modulo metodologia formatore ore Valori ed identità del SCN Dott.ssa Spreca Sara e Dott.ssa Dott.ssa Carla L’identità del gruppo in 60% lezioni frontale; 8 formazione e patto formativo 40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti verifica Questionario finale Normativa vigente e la Carta 2 di impegno etico Dall’obiezione di coscienza al 3 Servizio Civile Nazionale Il dovere di difesa della Patria difesa civile non armata e non violenta 2 1.3. a 1.3.b AREA : La cittadinanza attiva Dott.ssa Spreca Sara e Dott.ssa Dott.ssa Carla 100% lezioni formali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e 60% lezioni frontale; Dott.ssa Dott.ssa Carla 40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e Dott.ssa Dott.ssa Carla 90% lezioni frontale; Scarponi con il supporto di 10% dinamiche non formali esperti Dott.ssa Spreca Sara e 60% lezioni frontale; Dott.ssa Dott.ssa Carla La formazione civica 3 40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e 60% lezioni frontale; Dott.ssa Dott.ssa Carla Le forme di cittadinanza 2 40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e Dott.ssa Dott.ssa Carla La Protezione Civile 2 100% lezioni frontali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e La rappresentanza dei 60% lezioni frontale; Dott.ssa Dott.ssa Carla 2 volontari nel servizio civile 40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti AREA: Il giovane volontario nel sistema del servizio civile Dott.ssa Spreca Sara e 90% lezioni frontale; Dott.ssa Dott.ssa Carla Presentazione dell’Ente 2 10% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e L’organizzazione del servizio 60% lezioni frontale; Dott.ssa Dott.ssa Carla 3 civile e le sue figure 40% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e Dott.ssa Dott.ssa Carla 90% lezioni frontale; Il lavoro per progetti 2 10% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di esperti Dott.ssa Spreca Sara e Disciplina dei rapporti tra enti Dott.ssa Dott.ssa Carla e volontari del Servizio Civile 2 100% lezioni formali Scarponi con il supporto di nazionale esperti Dott.ssa Spreca Sara e Comunicazione Dott.ssa Dott.ssa Carla 10% lezione frontale interpersonale e gestione dei 6 90% dinamiche non formali Scarponi con il supporto di conflitti esperti Totale ore 39 AREA DELLA PREVENZIONE E SICUREZZA n° titolo del modulo metodologia ore Primo soccorso aziendale e 6 100% lezioni formali formatore verifica Personale Esperto della Esame finale Basic Life Support Totale ore ASP Paolo Ricci per patentino BLS 6 SINTESI ORGANIZZAZIONE FORMAZIONE GENERALE: Area Servizio Civile Area Cittadinanza attiva Area Il giovane volontario nel sistema del servizio civile area della prevenzione e sicurezza N° ore previste N° ore previste N° ore previste N° ore previste 15 9 15 6 45 Per quanto riguarda l’area Servizio Civile, gli argomenti previsti nei diversi moduli saranno trattati dai formatori accreditati dell’Ente (Dott.ssa Sara Spreca e Dott.ssa Carla Scarponi) affiancati da personale esperto (sia interno all’Ente che esterno) per consentire un trasferimento esperienziale maggiormente significativo. Ai docenti (formatori accreditati ed esperti) sarà chiesto di predisporre almeno 3 domande relative all’argomento trattato. Sarà quindi elaborato un questionario di verifica finale, contenente le suddette domande, al fine di verificare il livello di apprendimento acquisito dai ragazzi, tenuto conto dei parametri previsti dalla normativa vigente (Decreto del Capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale n. 160/2003 del 19.07.2013; Circolare UNSC dell’8.09.2003, Determina UNSC del 4 aprile 2006 e successive modificazioni ed integrazioni, D.G.R. 1175 dell’8.9.2008,) per ciascun modulo sopra indicato. 34) Durata: 45 ore Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: La formazione specifica verrà svolta presso le sedi di progetto. Si favorirà, inoltre, la partecipazione a seminari, convegni e/o corsi di formazione al di fuori delle sedi di progetto, qualora per la presenza di esperti del settore, tali occasioni vengano considerate qualificanti ai fini della formazione dei volontari. 36) Modalità di attuazione: In proprio con formatori dell’ente. Come precisato al punto precedente, saranno favoriti momenti di formazione comune a tutti i volontari impiegati nel presente progetto, al fine di ottenere un maggiore arricchimento dei volontari che, in questo modo, possono conoscere le diverse strutture e risorse umane coinvolte dal presente progetto. 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: Fratini Marzia : Nata a Macerata il 29/03/1979, residente a Morrovalle in via Piave, 16 Marika Di Prodi: Nata a Recanati il 28/09/1981, residente a Porto Sant’ elpidio in Strada Pescollà, 5/D Francia Barbara: Nata a Macerata il 17/05/1975, residente aTolentino in via Colle Redentore, 16 Trisciani Benedetta: Nata a Macerata il 25/07/1981, residente a Macerata in via Borgo Santa Croce n. 55 Monia Gatti: Nata a Camerino il 14/11/1972, residente a Montegranaro in via Mameli, 22 Federica Scoccia: Nata a Civitanova Marche il 30/07/1985, residente a Macerata in via Panfilo, 41/A Luigina Minnucci: Nata a Caldarola il 21/06/1956, residente a Macerata in Cda Vallebona 42 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: Fratini Marzia: Coordinatrice pedagogica nei servizi per la prima infanzia del Comune di Macerata, incarichi di docenza presso l’Ente di formazione accreditato dalla Regione Marche – CE.S.CO.T, Psicologa – psicoterapeuta libero professionista. Marika Di Prodi: Assistente Sociale con esperienza pluriennale nel settore del disagio adulto, minori e famiglia. Francia Barbara: esperienza pluriennale come educatrice di servizi all’infanzia, OLP nel 2010/2011 per il Progetto “ UN NIDO PER VOLARE” del Comune di Macerata, esperienze laboratoriali di realizzazione di bambole di pezza, animali di lana, punto croce e musicoterapia per bambini. Trisciani Benedetta: Laurea in Scienze dell’educazione, educatrice di Nido d’Infanzia, redattrice di un articolo sulla Rivista “Mondo Zero 3”, docente al Corso professionalizzante per “Operatore dell’infanzia” presso CE.S.CO.T Macerata. Monia Gatti: esperienza pluriennale come educatrice di servizi all’infanzia. Federica Scoccia: Biologa della Nutrizione, Scuola di nutrizione ed integrazione nello Sport, cuoca del’Asilo Nido Mi e Ma. Luigina Minnucci: esperienza trentennale come educatrice di servizi all’infanzia. 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Tecniche: strategie di tutoring che tengono conto delle implicazioni sia emotive che intellettuali delle situazioni di apprendimento: osservazione diretta associata a percorsi sensoriali, giochi: spontanei e strutturati, euristici, espressivi, di animazione e di manipolazione, simbolici, ecc. tecniche grafico – pittoriche, conversazione spontanea e guidata, narrazione, modeling vocale e gestuale, uso di prompting (aiuti di vario genere) e fading (graduale dissolvenza dell’aiuto), coccole e massaggi, ecc. Tali strategie sono mirate a svolgere specifiche funzioni educative: la funzione di sostegno della motivazione, svolta dall’educatore fin dall'inizio (funzione di reclutamento) e poi nel corso dell'attività (gestione e sostegno del coinvolgimento); la funzione di riduzione dei gradi di libertà, intesa come semplificazione del compito: l’educatore fa lavorare il bambino su quegli aspetti dell'attività che sono alla sua portata; la funzione di mantenimento della direzione, ossia l’aiuto offerto al bambino per mantenerlo orientato verso la soluzione: tale funzione è svolta dall’educatore mantenendo sempre in vista l'obiettivo comune, proponendo al bambino sotto obiettivi alla sua portata e indicandogliene di nuovi in funzione delle abilità e delle informazioni acquisite; la funzione di evidenziazione degli aspetti cruciali del compito fornendo al bambino indicazioni su ciò che è rilevante e su ciò che non lo è; la funzione di controllo della frustrazione, un ruolo di gestione dell'ansia che qualsiasi situazione di apprendimento comporta, ansia rispetto al "non" sapere, al "non" essere capaci o adeguati, grazie anche all’uso mirato di coccole e massaggi; la funzione di modeling, un ruolo attraverso il quale l’educatore mostra "come fare" aspettandosi che il bambino impari attraverso l'esempio. Il "tutore" può completare in forma corretta un embrione di soluzione già proposto dal bambino o esplicitare la soluzione parzialmente implicita nei tentativi di quest'ultimo. La sua efficacia dipende da quanto è commisurata all'area di sviluppo potenziale del meno esperto, il quale imiterà la dimostrazione solo se avrà compreso il ruolo dell'azione modellata all'interno del compito. Per tale motivo l’uso commisurato e integrato di prompting e fading è essenziale per il pieno svolgimento di tale funzione. Metodologia: lezioni frontali lavori di gruppo attività di cooperative learning compilazione di brevi schede di sintesi sintesi ad opera del conduttore Per le competenze delle altre formatrici, si rimanda ai curricula degli OLP. 40) Contenuti della formazione: Formazione teorico-pratica specifica: Formazione teorica: durata 20 ore Nozioni di psicologia dello Sviluppo cognitivo del bambino da 0 a 3 anni con particolare riferimento allo sviluppo fisico, intellettivo, affettivo e linguistico-cognitivo. Nozioni di pedagogia e didattica: - il significato e la gestione delle relazioni educative - valore e tecnica dell’accoglienza e dell’integrazione - osservazione, progettazione e valutazione nel contesto educativo - modalità e procedure didattico-educative e loro utilizzo. - laboratorio di cucina Formazione teorico-pratica (40 ore) laboratori di tecniche grafico-pittoriche e manipolative presentazione di oggetti e materiali e loro utilizzo in attività educative organizzate (pigne, conchiglie, tappi di sughero….) Formazione teorica laboratoriale (15 ore) su tematiche educative incontri formativi con i genitori su tematiche educative diverse (rispetto della diversità, integrazione, multiculturalità) Osservazione diretta associata a percorsi sensoriali, giochi: L’osservazione nel contesto educativo: strumenti e strategie. MODULO CONTENUTO NOMINATIVO FORMATORE SPEC. DURATA 1 Nozioni di psicologia dello Sviluppo cognitivo del bambino da 0 a 3 anni con particolare riferimento allo sviluppo fisico, intellettivo, affettivo e linguistico-cognitivo Il significato e la gestione delle relazioni educative Il rapporto con la famiglia Il valore e le tecniche dell’accoglienza e dell’integrazione Osservazione, progettazione e valutazione nel contesto educativo Modalità e procedure didattico-educative e loro utilizzo Laboratorio di cucina Laboratorio di tecniche grafico-pittoriche e Marzia Fratini 4 Marzia Fratini Marzia Fratini Benedetta Trisciani 3 4 3 Benedetta Trisciani 2 Marzia Fratini 2 Federica Scoccia Luigina Minnucci 2 10 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 manipolative Laboratorio di tecniche grafico-pittoriche e manipolative Presentazione di oggetti e materiali e loro utilizzo in attività educative organizzate (pigne, conchiglie, tappi di sughero….) Incontri formativi con i genitori su tematiche educative riguardanti i temi del rispetto della diversità, integrazione e multiculturalità L’osservazione nel contesto educativo: strumenti e strategie. Osservazione diretta associata a percorsi sensoriali e giochi Formazione/informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in servizio civile Monia Gatti 15 Barbara Francia 15 Marika Di Prodi 6 Benedetta Trisciani 4 Benedetta Trisciani 5 Barbara Francia 2 Totale 75 41) Durata: 75 ORE Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Oltre al questionario finale per la valutazione del grado di apprendimento raggiunto dai singoli volontari e ai questionari di valutazione già descritti al punto 33, la formazione sarà monitorata secondo le seguenti fasi: - compilazione da parte dei volontari di una scheda di valutazione del livello di efficienza/efficacia/processo, distribuita al termine della prima fase della formazione generale per rilevare eventuali criticità o aspetti positivi, attraverso la quale rimodulare opportunamente il piano di formazione successivo. - incontro finale per la verifica dei risultati raggiunti, il livello di apprendimento e di crescita individuale del volontario, con la presenza del responsabile della formazione, del responsabile del monitoraggio e dell’OLP. Strumenti utilizzati: test, relazioni, colloqui individuali. Data Il Responsabile legale dell’ente / Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente