RIVISTA ARTE E CULTURA DI SAVONA E FUORI PORTA
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Spedizione in A. P. - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 Comma 2 - Direzione Commerciale Savona - Tassa Pagata - Taxe Perçue
Anno XIV - N° 70 - Ottobre 2013 - Direttore: Pio Vintera - Aut. Trib. di Savona N° 544/03
Redazione: Via Torino, 22R - 17100 Savona - Tel. 349 6863819 - Grafica e Fotografia: Mattia e Veronica Vintera
Edicole: P.za Diaz di Mauro Sguerso - C.so Italia, 129/Bis di Matteo Zanardo - Via Torino 50R di Michela Sebastiani
Uno di una coppia di dipinti “Scene di battaglie”. Ilario Mercanti detto “Lo Spolverini” (1657 - 1734) [Lotto n° 70]
Antiquariato
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Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
MOSTRA DI ANTIQUARIATO - VI EDIZIONE
Straordinaria vendita a Villa Cambiaso dal 12 Ottobre al 3 Novembre
G
entili Signore e Signori,
Sabato 12 ottobre, L’Istituto
Vendite Giudiziarie di Savona
inaugura l’importante vendita di
Antiquariato dove disperderà, a
trattativa privata, oltre 700 lotti
composti da dipinti ed importanti
arredi provenienti da divisioni
ereditarie.
Villa Cambiaso aprirà le porte ai
collezionisti che come ogni anno si
daranno battaglia per accaparrarsi i
pezzi migliori, portandosi a casa
gioielli che da sempre sono “status
simbol” delle famiglie liguri più
abbienti ed aristocratiche. Anni e anni
di sacrifici, matrimoni, unioni,
separazioni, commesse e divisioni
ereditarie per costruire collezioni
prestigiose ed ambite, passeranno di
mano attraverso il semplice
pagamento del prezzo che i periti
dell’Istituto hanno stimato.
Vedremo esposte opere importanti di
artisti italiani e stranieri, nobili ritratti,
mobili intarsiati dalle mille sfumature,
gioielli, e preziosi oggetti ricollocati
nelle mura dell’antica dimora storica
di Villa Cambiaso dandoci l’illusione
di ritrovaci invitati nelle sale dei
marchesi proprietari.
L’esposizione, curata dal perito del
Tribunale di Torino Raffaello
Lucchese, direttore artistico della
mostra, è particolarmente interessante
anche perché vede la riscoperta di due
dipinti raffiguranti “Battaglie” (fig. 1
in copertina e fig. 4), opera del pittore
di corte dei Duchi Farnese, Pier Ilario
Spolverini, che furono regalati da
Elisabetta Farnese nel suo viaggio per
andare in sposa a Filippo V di Spagna,
dove fece tappa a Savona, e regalò,
come gesto di riconoscenza al
Marchese Gavotti.
Segnaliamo tra gli arredi un raro
mobile a doppio corpo olandese (fig.
2) interamente intarsiato, sia
all’esterno che all’interno, opera di
maestri ebanisti del ‘700. Un
bellissimo arazzo della manifattura di
Bruxelles del XVII secolo raffigurante: “Dioniso giovinetto” (fig. 3), dove
possono essere lette in allegoria tutte
le qualità del Dio, figlio di Zeus, e
dove sono ben visibili i gigli reali e i
delfini, che fanno presupporre una
importante committenza.
Tra gli arredi ancora segnaliamo una
bellissima scrivania Napoleone III
(fig. 5), lastronata in legno di rosa e
palissandro ed arricchita con bronzi
dorati e cesellati.
Per tutti l’appuntamento con l’Arte a
Villa Cambiaso avrà i seguenti orari:
tutti i giorni dal 12 ottobre al 3
novembre, dalle 10.00 alle 12.30 e
dalle 15.30 alle 20.00. Per informazioni: 347.8620735.
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 2) Raro Trumeau. Maestri Ebanisti Olandesi
della metà del ‘700 [Lotto n° 7]
Fig. 3) Arazzo raffigurante: “Il giovane Dioniso”.
Manifattura di Bruxelles del XVII secolo [Lotto n° 6]
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
Antiquariato
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LE BATTAGLIE IN CASA GAVOTTI
La pinacoteca Gavotti, una delle più prestigiose tra Roma, Savona e Genova
P
er uno studioso dell’Arte avere fra
le mani un’opera e riuscire
attraverso lo studio a risalire
all’autore, il committente e il
proprietario, è qualcosa non
facilmente spiegabile a parole che
riesce a farti sentire ingranaggio,
piccolo ma importante, della Storia
dell’Arte ed entusiasma gli animi e dà
senso al nostro lavoro, riuscendo a
gratificare periodi più o meno lunghi e
notti insonni, passate in compagnia di
vecchi libri.
La prima volta che vidi i due dipinti
raffiguranti “Battaglie” (Fig.1 e 4) fu a
Legino (SV) nell’avito palazzo
proprietà dei nobili Gavotti, che per
lascito ereditario stavano dividendosi
una tra le collezioni d’arte più
importanti esistenti nel ‘500-‘600‘700 tra Roma, Savona e Genova.
Anche se molto ossidate e con cornici
imbiancate, come la gran parte degli
altri dipinti della dimora, le opere si
trovavano in ottimo stato di
conservazione. Entrambi erano
catalogati nell’inventario dei beni,
effettuati in quella occasione, come
opere di Jacques Cortuois detto il
Borgognone1. Catalogati
nell’“inventario dei mobili del
palazzo di Legino, 16 ottobre 1737”2 ,
“1-4 quadri rappresentanti accampamenti e battaglie con cornice dorata e
vernice” e successivamente riportati
da Federico Alizeri nel 1846-‘47, nella
“Guida artistica per la città di
Genova”, con l’intento di illustrare le
più belle residenze genovesi, come:
“Battaglie, Borgognone”3, il curatore
della divisione ereditaria deve essersi
lasciato influenzare dalla descrizione
dell’Autore del libro “Dipinti per i
Gavotti”4, che a sua volta aveva
accettato la descrizione dell’Alizeri5 .
1. Inventario redatto in data 21 novembre
2008 dal Perito Giuseppina Gianna
Roccatagliata, catalogati n.8 e n.15.
2. “Dipinti per i Gavotti, da Reni a Lanfranco
a Pietro da Cortona. Una collezione tra Roma,
Savona e Genova”. Andrea Leonardi,
Biblioteca Franzoniana, Genova 2006, pgg.
317-320.
3. Ibidem, pgg. 267-268
4. Nell’inventario redatto in data 21
novembre 2008 dal Perito Giuseppina Gianna
Roccatagliata scrive: “Gli stessi CC.TT.PP.
hanno poi fatto pervenire alla C.T.U le loro
rispettive valutazioni dei beni già collegialmente visionati nel corso dei vari accessi ed in
particolare, il Rev. Don Paolocci ha messo a
disposizione dei Consulenti il volume di
Andrea Leonardi “Dipinti per i Gavotti”,
pubblicato nella collana “Quaderni
Franzoniani” nel novembre 2006, in cui tra
l’altro sono trascritti molti inventarie\o
repertori di beni appartenuti a membri della
famiglia Gavotti e in questi documenti
appunto, sono stati identificati dall’Autore ben
42 dei dipinti che si trovavano ancora nella
villa di Legino (SV) e di cui lo stesso ha redatto
le schede tecnico-scientifiche, con tutti i dati
inerenti.”
Cfr. “Dipinti per i Gavotti, da Reni a Lanfranco
a Pietro da Cortona. Una collezione tra Roma,
Savona e Genova”. Andrea Leonardi,
Biblioteca Franzoniana, Genova 2006, pgg.
135-137 e pg.173 illustrati.
5. Il fatto che l’Alizeri abbia catalogato le
opere come Borgognone non deve stupire, in
quanto nell’ottocento il genere della battaglia
cade nell’oblio e l’unico nome tra tutti che
dava lustro al genere era unicamente quello del
Borgognone.
Fig. 4
Fig. 4) Uno di una coppia di dipinti “Scene di battaglie”. Ilario Mercanti detto “Lo Spolverini” (1657 - 1734) [Lotto n° 70]
4
Antiquariato
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
È a Giancarlo Sestieri che si deve
l’indicazione formale delle opere al
pittore Pier Ilario Mercanti detto Lo
Spolverini, in occasione della vendita
dei 2 dipinti sul mercato dell’Arte.
Successivamente la pulizia dello
strato pittorico ha riportato in luce i
due capolavori mostrando una qualità
molto alta, un pigmento denso dato da
una pennellata precisa e smaltata. Il
cielo notturno, illuminato in
lontananza dai bagliori delle
bombarde fanno da sfondo ad una
rappresentazione in primo piano dei
generali ai quali, in entrambi, un
messo, notifica il positivo andamento
della battaglia, con la presa delle città
fortificate. Nello sfondo tantissime
figure tirate in modo esemplare nella
tonalità grigio-azzurrino. Le opere
sono da considerare un’anticipazione
ed un tentativo di raffigurazione del
campo di battaglia che sfocerà nei suoi
successivi capolavori del 1721-27: “Il
popolo ebreo condotto da Mosè ed
Aronne”(Palazzo Farnese, Piacenza)
e le “Battaglie di Fornovo” (Galleria
Nazionale di Parma).
Il protagonista dei due dipinti a cui
vengono riferite le importanti notizie è
probabilmente Alessandro Farnese.
I dipinti sono dunque un tentativo di
esaltazione delle gesta e delle glorie
farnesiane e riguardano la presa di
alcune città fortificate delle Fiandre il
cui culmine sarà la conquista di
Anversa. Accanto al supremo
comandante un gruppo di due in un
quadro, e di tre nell’altro, di nobili
condottieri, probabilmente genovesi
avendo, ad esempio, gli Spinola
combattuto nelle Fiandre accanto ad
6. Ma la sorte giocò un tiro mancino di non
poco conto alla Famiglia Farnese: infatti
Elisabetta Farnese è l’epigono della dinastia
stessa.
Fig. 5
Alessandro Farnese. Evento
testimoniato ed esaltato dagli
affreschi a Palazzo Spinola di Genova.
Ma come sono arrivati questi due
dipinti nella collezione Gavotti a
Palazzo di Legino?
Pier Ilario Mercanti detto Lo
Spolverino (Parma 1657-1734) fu un
importante pittore di battaglie
chiamato dal 1692, anno della prima
patente ducale di familiarità, al 1734,
anno della sua morte, al servizio dei
Farnese.
Il 1714 è un anno estremamente
importante per le sorti di questa
augusta famiglia ducale. Infatti in
quell’anno Lo Spolverini viene
incaricato dal duca Francesco Farnese
e dalla moglie la principessa palatina
Dorotea Sofia di Nauburg a
immortalare le cerimonie e gli eventi
di un fatto eccezionale: il matrimonio
per procura di Elisabetta Farnese con
Filippo V, re di Spagna.
L’evento è importantissimo per la
famiglia Farnese: eleva il rango della
famiglia da duchi a reali6.
A questo punto è chiesto a Pier Ilario
Spolverini, pittore di corte, di
dipingere oltre gli eventi del
matrimonio, l’esaltazione delle gesta
dei Farnese. La famiglia Farnese, la
quale contava papi, duchi e principesse, aveva già fatto questa operazione
di “marketing” in precedenza
affidando a Sebastiano Ricci
l’esaltazione di Papa Paolo III, e a
G.E. Draghi quella di Alessandro
Farnese, figura preminente ed eroica
negli avi di Famiglia in quanto mai
battuto in battaglia.
Sia i Medici, di cui la principeesa
Dorotea Sofia di Nauburg era
discendente, che i Farnese avevano
capito l’importanza dell’esaltazione
della propria Gens. I fasti infatti
avrebbero garantito fama e onore,
dando legittimità agli eventi,
trasformando gli uomini della casata
in Mito.
Papa Paolo III era raffigurato nella
loggia di Castel Sant’Angelo a Roma,
nelle vesti ora di Alessandro Magno
ora di Perseo (1543-1545). Sempre a
Roma, a Palazzo Farnese, in quelle di
Bacco (1545). Nel 1552-53 il cardinal
Alessandro Farnese ordina nientemeno che a Giorgio Vasari di dipingere la
decorazione della Sala dei Cento
giorni al Palazzo della Cancelleria
apostolica per tenere alto il nome del
nonno papa Paolo III e subito dopo
commissiona agli Zuccari i cicli
storico-encomiastici della famiglia a
Palazzo Caprarola.
Pier Ilario Spolverini è chiamato
quindi a continuare su questa falsa
riga. Le figure che uscirono dal
pennello del corteo di Parma di
Elisabetta Farnese furono così
fresche, sorprendenti e ben riuscite
che la sua pittura fu presa d’esempio in
seguito da giganti della pittura quali
Giovanni Paolo Panini ed Antonio
Canal detto il Canaletto (vedi Arisi
Giovanni Paolo Panini).
To r n i a m o a l l a o r m a i R e g i n a
Elisabetta Farnese che prende ora il
nome di Isabel Rejna de Espagna.
Il viaggio per raggiungere il suo sposo
inizia il 22 settembre 1714. Il corteo è
qualcosa di memorabile: la regina è
infatti accompagnata dalla madre e dal
duca Francesco con le rispettive corti,
scortate e servite dai rappresentanti
delle principali famiglie nobili dei
ducati di Parma e Piacenza, dalle
guardie del corpo, e dalle truppe. Il
convoglio è preceduto da 60 muli del
bagaglio, dalle persone di servizio con
cavalli, lettighe, sedie e tutto
l’occorrente alla corte nelle tappe del
Fig. 6
Fig. 5) Scrivania Luigi XV. Manifattura di Parigi, XIX secolo [Lotto n° 1]
Fig. 6) Cassettone piemontese del ‘700 [Lotto n° 176]
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
Antiquariato
5
viaggio. L’itinerario è semplice e il
viaggio è ritenuto veloce: tappa a
Carona, Sestri Levante, e da lì via
mare prima a Genova e poi in Spagna.
Ma la regina dopo il breve viaggio da
Sestri Levante a Genova
Sanpierdarena, con una flotta
composta da 6 galere spagnole,
quattro genovesi, e due del duca di
Toscana, soffrì probabilmente un
terribile mal di mare, modificando
completamente il viaggio, e
decidendo di continuare così il
viaggio via terra.
Inizia così un viaggio alquanto lungo
dove le fonti ci raccontano di grandi
feste e festeggiamenti in tutti i luoghi
toccati dalla regina, e gare da parte
delle famiglie nobili più facoltose e
benestanti ad accogliere la nuova
regina di Spagna nei propri lussuosi
palazzi.
Fu così che il 10 di ottobre 1714 il
corteo è ad Albissola dove viene
ricevuta in pompa magna dal
governatore di Savona. Per
l’occasione viene ospitata nel palazzo
di Giulio Gavotti a Legino. È in questa
occasione che, ammirata la pinacoteca
dei Gavotti, Elisabetta Farnese penso
abbia regalato i due dipinti. Da non
dimenticare il fatto che il Palazzo
qualche anno prima aveva già ospitato
(1702)7 anche il consorte Filippo V.
È quindi alquanto plausibile la
riconoscenza che Elisabetta volesse
esprimere omaggiando la coppia di
dipinti raffigurante Battaglie.
La pinacoteca Gavotti è una delle più
prestigiose che tra il ‘500, ‘600, e ‘700
si ebbe tra Roma, Savona e Genova.
Le stanze dei loro palazzi videro opere
di artisti del calibro di Caravaggio,
Guido Reni, Giovanni Lanfranco,
Orazio Gentileschi, Bernini, Pietro da
Cortona, Bernardo Strozzi, solo per
citare i nomi più altisonanti. Artisti
che conobbero personalmente in virtù
dei rapporti finanziario commerciali
con i Barberini, i Falconieri e i
Borghese. Opere che nel tempo furono
vendute o disperse per divisioni
ereditarie. Anche Roberto Longhi agli
inizi del ‘900 acquistò una partita di
dipinti provenienti da questa vetusta
collezione d’arte.
7. Ibidem “Dipinti per i Gavotti”, pg.60.
E non solo: infatti tra le persone degne di nota
che Palazzo Gavotti a Legino ha ospitato
ricordiamo anche Matthias De Medici, fratello
del Granduca di Toscana, nel 1666, in
occasione del passaggio della figlia di Filippo
IV di Spagna, sposa dell’Imperatore
Leopoldo. Cfr. G.V. Verzellino 1885 (ristampa
anastatica 1974), II, pp402.
Fig. 7
Fig. 9
Raffaello Lucchese
Perito ed Esperto d’Arte
del Tribunale di Torino
Fig. 8
Fig. 10
Fig. 7) Dipinto “Giovane aristocratico”. Peter Nason (Amsterdam 1612 – 1688) [Lotto n° 279]
Fig. 8) Dipinto “Natura morta con chitarra”. Antonio Tibaldi. (1635 – 1675) [Lotto n° 79]
Fig. 9) Dipinto “L’Amore incorona la Pace”. Maestro francese del ‘700 [Lotto n° 275]
Fig. 10) Dipinto “Scena di caccia”. Giovanni Crivelli detto Il Crivellino (Milano ? – Parma 1736) [Lotto n° 67]
6
Antiquariato
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
Fig. 11
Fig. 13
Fig. 12
Fig. 14
Fig. 16
Fig. 15
Fig. 18
Fig. 17
Fig. 11) Dipinto “Apollo e Dafne”. Maestro del XIX secolo [Lotto n° 276]
Fig. 12) Dipinto “Arianna”. XIX secolo. Attr. Pelagio Palagi (Bologna 1775 - Torino 1860) [Lotto n° 65]
Fig. 13) Avorio raffigurante: “Pescatore”. Cina, XIX secolo [Lotto n° 218]
Fig. 14) Dipinto “Ritratto di Nobildonna”. Gio Enrico Vaymer (Genova 1665 – 1738) [Lotto n° 73]
Fig. 15) Rara scultura in avorio raffigurante: “Zeus”. XIX secolo [Lotto n° 217]
Fig. 16) Zanna d’avorio “La Dea Saraswati”. Manifattura del XIX secolo [Lotto n° 219]
Fig. 17) Zanna d’avorio scolpita e lavorata. Manifattura cinese, XIX-XX secolo [Lotto n° 220]
Fig. 18) Scultura in avorio raffigurante: “Vecchio”. Cina, XIX secolo [Lotto n° 216]
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
Fig. 19
Fig. 20
Fig. 21
Fig. 22
Antiquariato
Fig. 19) Dipinto “Ninfa”. Jacques Antoine Vallin (Parigi 1760 - 1831) [Lotto n° 172]
Fig. 20) Dipinto “Allegoria della Musica”. Giuseppe Vermiglio (1585 – 1635) [Lotto n° 75]
Fig. 21) Dipinto “Venere e Cupido”. Francesco Zugno (Venezia 1709 – 1787) [Lotto n° 277]
Fig. 22) Acquarello “Napoli dal mare”. Franz Ricard Unterberger (1837 – 1902) [Lotto n° 61]
7
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Antiquariato
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
Fig. 23
Fig. 25
Fig. 24
Fig. 26
Fig. 27
Fig. 23) Kettle inargento. Londra, 1760 [Lotto n° 124]
Fig. 24) Centrotavola Impero. Parigi, prima metà dell’800 [Lotto n° 17]
Fig. 25) Orologio “Allegoria del Tempo”. Firmato: Humbert a Paris. 1840-50 circa [Lotto n° 34]
Fig. 26) Orologio raffigurante: Re Carlo Alberto di Savoia a cavallo. Torino, 1830/40 [Lotto n° 174]
Fig. 27) Orologio raffigurante: “Orfeo”, firmato: “Picnot Père a Paris” [Lotto n° 27]
Personaggi
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
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CARDUCCI - PASCOLI - D’ANNUNZIO
Tre anniversari quasi dimenticati
I
n questi ultimi tempi sono passati
nell’indifferenza generale –anche
da parte di molti studiosi, e questo è
tanto più grave– tre ricorrenze
importantissime: nel 2007 il
centenario della morte di Giosuè
Carducci (1835-1907); nel 2012 il
centenario della morte di Giovanni
Pascoli (1855-1912); e quest’anno il
150° anniversario della nascita di
Gabriele D’Annunzio (1863-1938).
Analoghe ricorrenze diedero origine
in altri tempi ad eccezionali contributi,
come ad esempio nel 1955 il
centenario pascoliano e nel 1963
quello dannunziano: per quest’ultimo
ricordiamo che uscì per i tipi della
savonese “Officina d’Arte” dei
Sabatelli Editori un magnifico volume
coordinato da Aldo Capasso, che
polemizzava ferocemente contro il
tentativo ignobile di affossare la
grandezza del “Vate”, portato avanti
da critici politicamente “inquadrati”.
La letteratura italiana moderna e
contemporanea deve tutto a questi tre
Grandi, definiti “Le Tre Corone”,
come recita il titolo di una fortunata
antologia di Augusto Vicinelli, con un
richiamo alle “Tre Corone” delle
origini, Dante-Petrarca-Boccaccio, e a
quelle della Rinascenza, BoiardoAriosto-Tasso. Infatti, più si studiano
a fondo, nei minimi dettagli, nelle
pieghe un tempo trascurate, le opere di
questi Sommi, più ci si rende conto
della loro inesauribile ricchezza e
della loro perenne attualità.
Il Carducci, superando i tentativi
precedenti di svariati poeti, tra
cui il savonese Chiabrera, rese
italiani i metri della lirica grecoromana, attuando con le “Odi
Barbare” il più compiuto e
straordinario esempio di una
poesia libera da cadenze
ripetitive e monotone e tutta
protesa verso la ricerca di nuovi
ritmi, già foriera delle successive
conquiste della versificazione
libera. Gli studiosi hanno infatti
recentemente riconosciuto
l’influsso che il Carducci
“barbaro” ha esercitato
sulla lirica del Novecento:
e poi nelle scuole passa
ancora per poetaprofessore, chiuso,
provinciale e retrogrado!
Del Pascoli è stato detto
fino alla nausea che è il
poeta delle “piccole cose”:
in realtà egli penetra con la
sua straordinaria
sensibilità nell’intimo della
materia e nell’infinità del
cosmo; indaga nei più profondi
recessi della mente e
dell’inconscio; anima le fibre
stesse del tessuto poetico con un
potentissimo raggio laser,
gettando una luce su altre
insondabili dimensioni. I suoi
“Carmina” latini sono
capolavori di assoluta libertà
interpretativa del mondo
classico, con incredibili effetti
fonici, visivi, simbolici.
E che dire del “Vate” per
antonomàsia, del D’Annunzio,
di Colui che con i versi dei
“Alcyone” ci ha restituito tutto
l’incanto di una mitica estate
mediterranea, ci ha fatto sentire
le sensazioni che stanno dentro
una goccia di pioggia, ci ha fatto
assistere a inusitate metamorfosi
e ci ha fatto provare ancestrali,
pàniche emozioni?
Io devo tutto a questi tre Grandi:
soprattutto il mio interesse per le
lettere classiche si è alimentato
della loro visione dell’antico; e il
mio amore per la poesia è nato
leggendo la dannunziana
“Pioggia nel pineto”; inoltre la
mia tesi di laurea è stata dedicata
al Pascoli latino e nella mia
attività di critico più e più volte mi è
capitato di scrivere sulle “Tre
Corone”. Per questo mi rattrista il
vedere come l’interesse verso questi
Poeti sia andato scemando nel tempo,
e che gli anniversari di cui sopra non
abbiano dato origine –salvo poche
eccezioni– a doverose ed intense
celebrazioni.
Marco Pennone
10
Personaggi
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
FOREVER LIFE
Lettera a Milena Milani
C
ara Milena, non molto tempo fa,
si era attorno ai primi di luglio di
questo 2013, per puro caso –ma spesso
il caso agisce come un arcano
propulsore della realtà– mi capitò tra
le mani, senza che nessun motivo mi
avesse spinta a cercarlo, un vecchio
numero (novembre 2006) della rivista
di arte e cultura “Villa Cambiaso”. Fin
qui nulla da obiettare, ma mi lasciò
piuttosto sconcertata il fatto allorché,
poco dopo, mi giunse notizia della tua
scomparsa. Tuttavia, come ho
sostenuto poc’anzi riguardo al caso,
credo che nessuno di noi possa
proclamarsi estraneo a questo
insondabile genere di connessioni.
Dalla prima pagina della suddetta
rivista, balzarono subito al mio
sguardo alcune tue fotografie, ma in
particolare venni attratta da una di
queste, in cui tu, ripresa nella grande
sala dell’ala nuova di Villa Cambiaso,
accanto all’allora Sindaco di Savona
Carlo Ruggeri, mostri il premio che
Pio Vintera riserva a chi si dedica
all’arte con passione e successo: una
targa in ceramica con gli stemmi dei
Colonna Cambiaso, la famiglia
nobiliare cui, nell’Ottocento,
appartenne questa storica dimora
savonese. Un premio meritatissimo da
un’Artista della tua tempra, che tutta
la vita ha dedicato all’arte sia in
letteratura con la produzione di un
gran numero di romanzi che
riscossero un notevole successo –uno
per tutti, il più famoso, La ragazza di
nome Giulio– sia con la poesia,
attraverso una quantità di versi
pubblicati in piccoli,
preziosi libri, e sia
ancora con la pittura
s u c e r a m i c a – r iprodotta su carta, tela
e seta– eseguita in uno
stile del tutto
personale e significativo. Proprio in questo
momento, mi basta
sollevare gli occhi dal
foglio perché il mio
sguardo incontri un
tuo quadro, che
acquistai nel 2010, e
che spesso amo
riguardare per
tuffarmi nell’azzurro
cielo della campitura
su cui, nello stile che
connota le tue opere
pittoriche, tra alcuni
segni vagamente
floreali in germoglio o
in boccio, nonché il
disegno di un cuore
rosso fuoco, appare,
vergata in nero con
nitidezza di contorni,
una delle tue tante
scritte: forever life.
Nessun altro accostamento di parole
–e tu tanti ne inventasti da diventare
nota per il tuo ‘grafismo pittorico’–
potrebbe rappresentarti meglio ora,
che non sei più con noi. La tua grande
passione per la vita, che per te è stata
passione per l’arte, te le ha dettate. Si
avverte subito che sono parole vere,
sgorgate con spontaneità da quel tuo
cuore emblematicamente dipinto,
parole che ti appartengono e
continueranno ad appartenerti
sempre, perché leggendole par di
sentire la tua voce che le scandisce con
grinta e con gioia. La voce di una
donna che, anche in età avanzata, mai
si è arresa, anzi, ha retto al tempo e ai
suoi inevitabili danni con
quell’energia vitale con cui, solo chi
ha dentro il fuoco dell’arte, può
continuare a esprimersi e a comunicare agli altri le proprie idee attraverso le
forme artistiche più congeniali alla
propria personalità. Questo quadro ti
rappresenta: sei tu, potrei dire, poiché
è la pienezza della vita quella che offri
allo sguardo, affinché anche lo
spettatore la colga e la faccia sua.
Tutta l’arte, d’altronde, è un gesto
vitale, un’espressione d’amore offerta
dal mittente a quel singolare
destinatario che nell’arte ha pienezza
di fede. Fede nella scintilla divina che
l’artista sa accendere dentro la materia
amorfa e che l’appassionato spettatore
sa intendere e cogliere. Tu, Milena, sia
nella creta sia nella parola, quella
scintilla l’hai accesa, e anche l’hai
serbata nei ricordi sempre rimasti vivi
in te, e ripetuti con la tua voce o
trasmessi con la tua scrittura a quanti
Personaggi
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
volessero saperne di più circa ciò che
negli anni cinquanta, sessanta e oltre
del Novecento aveva rappresentato
culturalmente Albisola: un centro cui
facevano capo i migliori artisti
dell’epoca, di cui tu fosti musa e dea. A
te desidero rivolgere una volta di più il
mio grazie per quando ti portai alcune
mie poesie e tu, dopo
averle lette, esclamasti:
Ma queste sono storie
di bambini! E
dipingesti per la
copertina la grande
scritta Story,
ponendovi attorno tutti
quei segni e simboli
coloratissimi: un
geometrico girotondo
di bambini di tutte le
razze del mondo. E
ancora un grazie per
quando ti portai alcune
mie poesie sugli
animali e tu dicesti che
si doveva farne un
libro, e chiamasti
Michela Savaia perché
le leggesse e le
Piastrella di Milena Milani su un
illustrasse, e onorasti
muretto degli Artisti di Villa Cambiaso
11
quei versi della tua prefazione. E non
solo da parte mia, ma anche da parte di
tutti coloro che ti hanno conosciuto e
apprezzato per ciò che sei stata e che
continuerai a essere sempre –perché
gli artisti non muoiono mai– grazie di
cuore! Porteremo con noi quel tuo
sorriso leggermente ironico, pronto a
mutarsi in un burbero cipiglio per
qualcosa di non condiviso, che
costituiva un tratto tipico della tua
personalità, talvolta sconcertante
anche se accetto e giustificato, perché
spesso così sono gli artisti a tutto
tondo. Sanno mutare di volto e
d’espressione nello stesso modo con
cui sanno mutare le loro opere in
sonanti parole o in colorati segni
simbolici per comporre, con
meraviglia di pagine scritte o con
armonia di tele e di creta dipinte, la
sottile filigrana della vita che, per chi
nell’arte ha fede, neppure la morte
spezza.
Franca Maria Ferraris
IL RITORNO DEI DELIRIUM
DELIRIUM PROJECT - LICENZIATO DA DIO (F. Mosello, G.M. Ferilli, R. Dimopoli, L. Mosello)
I
R
DELIRIUM Project hanno
girato a Villa Cambiaso il
videoclip del loro nuovissimo
singolo “LICENZIATO DA DIO”
che sarà pubblicato su tutti i canali
web e trasmesso anche dalle
migliori TV italiane ed estere.
U
n angelo sdraiato sulla luna
sorveglia l’umanità ma si
accorge che tante cose non vanno .
Decide di avere speranza e di dare
fiducia al mondo: per questo
decide di non fare rapporto al suo
S u p e r i o re a n c h e a c o s t o
di......essere licenziato .
acebook.com/deliriumproject
acebook.com/editmusicitaly
ingraziamo vivamente Pio
Vintera, il nostro angelo
Andrea Dascalesc, lo staff del
videomaker Claudio Pagnacco
(operatori, tecnici, fotografi), lo
staff di Martina Leardi (make up &
hair stylist), il manager Pasquale
Sorabella, la produzione di Edit
Music Italy nelle persone di
Patrizia Sala e Luigi Mosello, gli
autori del brano (in particolare
Guido Maria Ferilli) e le Edizioni
Musicali WARNER CHAPPELL
MUSIC.
DELIRIUM Project
ASSOCIAZIONE NAUTICO LEON PANCALDO
LA VOCE
DELL’
ESTRATTO AUTONOMO DELLA RIVISTA VILLACAMBIASO
www.alpleonpancaldo.org
[email protected]
A.LP.
N° 21 - Ottobre 2013 - Redazione: A.LP. - Via Torino, 22 R - 17100 Savona - Tel: 349/6863819 - E-mail: [email protected]
R
ingraziamo il Cap. Riccardo
Roemer de Rabenstein che
generosamente intrattiene i nostri
associati con informazioni, notizie
interessanti ed intriganti e fa sentire la
sua voce nell’A.LP.
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL NAUTICO DAL 1823 AD OGGI”
PRESSO IL PALAZZO DELLA PROVINCIA DI SAVONA - LUGLIO 2013
PENSIONE PER
I MACCHINISTI
C
arissimi, tanto per informarvi, ho
trovato sulla stampa specializzata “L’Avvisatore Marittimo” del
11/09/2013 questa notizia che non
rallegrerà i nostri associati non ancora
pensionati.
A
umenta l’età per la pensione di
vecchiaia per i marittimi addetti
ai servizi di macchina e per gli ormai
rari radiotelegrafisti. L’ultimo
consiglio dei ministri ha approvato
una misura che armonizza i requisiti
minimi per alcune categorie che non
erano incluse nella riforma pensionistica del 2011, la cosiddetta
“Fornero”. Fra questi ci sono:
personale viaggiante del settore
trasporti, sportivi professionisti,
lavoratori dello spettacolo e, appunto,
quelle categorie del settore marittimo
che beneficiano di un trattamento
pensionistico particolare: «Pur
restando il beneficio –spiega il
responsabile marittimi di Fit-Cisl,
Remo Di Fiore– esso è stato
parzialmente ridimensionato».
In una nota stampa, il governo spiega
che «per i lavoratori marittimi addetti
al servizio di macchina, ai fini del
pensionamento di vecchiaia, si passa
dagli attuali 20 anni di effettiva
La sede operativa A.LP.
a Villa Cambiaso
(Via Torino 22r - Savona)
è aperta il 1° e il 3° Martedì
di ogni mese
dalle 17.00 alle 18.00.
Agosto escluso.
Tel: 349 6863819
Nelle foto da sinistra verso destra: Elisa Di Padova (Assessore Comune di
Savona), Alessandro Gozzi (Dirigente scolastico I.T.IS. Ferraris-Pancaldo
di Savona), Irma Dematteis (Autrice del libro), Pietro Santi (Assessore
Provincia di Savona), Enrico Moretti (Com.te Capitaneria di Porto di
Savona), Pio Vintera (Presidente dell’A.LP.)
Martedì 8 Ottobre ore 10.00
Apertura del biennio nautico di
scuola secondaria superiore presso
l’Istituto per periti di Acqui Terme
Venerdì 11 Ottobre ore 18.00
Cerimonia commemorativa per la
posa del busto del comandante
Giuseppe Aonzo M.O.V.M. Eroe
della battaglia di Premuda presso
la sede museale delle scienze
naturali di Piazza Cavallotti 2
(Savona)
Fine Ottobre
Convegno a su Giuseppe Aonzo e
Luigi Rizzo. Premuda: un savonese
ed un siciliano nella leggenda,
organizzato dal Circolo Siculo
Luigi Pirandello di Savona con
A.Storia e l’A.LP.
Fine Novembre
Presentazione del libro “Il Nautico
dal 1923 ad oggi” per gli alunni del
Nautico invitati dal Preside
dell’ITIS, Prof. Alessandro Gozzi.
A.LP.
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
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opposti e sono riusciti ad impedirlo. Il
ministro però ha previsto che dal 2014
l’età pensionabile salisse da 55 a 56
anni per arrivare a 58 anni nel 2018».
Il periodo lavorativo che dà diritto ad
accedere alla pensione a tutti i
marittimi è calcolato differentemente
se si tratta di personale con rapporto di
lavoro continuativo, che è coperto 365
giorni all’anno, o se si tratta di quello
in turno generale e particolare. In
quest’ultimo caso il periodo di lavoro
a bordo viene maggiorato fino al 40%.
Ad esempio, se si lavora 10 mesi e poi
si viene sbarcati, il periodo valido ai
fini pensionistici è di 14 mesi, entro un
periodo di tempo più breve. In seguito
in tal caso la maggiorazione si limita al
periodo non lavorato.
BRIGANTINO A PALO
ISTITUTO NAUTICO
navigazione e 55 di età a 20 anni di
effettiva navigazione e 56 anni di età,
che verranno gradualmente
incrementati fino a 58 anni a decorrere
dal 2018».
In particolare l’incremento graduale
prevede il passaggio a 56 dal primo
gennaio 2014 e a 57 anni dal primo
gennaio 2015 al 31
dicembre 2017, prima
attestarsi a 58 anni dal
2018.
Tutti gli altri marittimi,
quelli né in servizio di
macchine né addetti alle
stazioni radiotelegrafiche,
erano invece già compresi
nella riforma Fornero ed
equiparati quindi al
personale a terra, e non
rientrano quindi nella
misura presa dal governo.
«Il pensionamento
anticipato –racconta Di
Fiore– nasce storicamente
come riconoscimento del
fatto che macchina e
stazione radiotelegrafica
erano servizi molto
pesanti. Ma questo è
l’unico beneficio che
hanno alcune categorie di
marittimi. Lo scandalo è
che non siano stati
riconosciuti ai marittimi né
l’esposizione all’amianto
né il carattere di lavoro
usurante, per i quali i
sindacati si sono molto
battuti. Per quanto riguarda
l’amianto, soltanto alcuni
casi sono stati riconosciuti dai
tribunali, perché l’Inps si è dimenticato di presentare ricorso». Il beneficio
pensionistico per i marittimi è previsto
dall’articolo 31 della legge 413 del
1984. «L’allora ministro Elsa Fornero
–ricorda Di Fiore– voleva eliminare
l’articolo 31. I sindacati si sono
C
arissimi, non so se voi sapete che
questo bel modello di brigantino
a palo, che senza dubbio ricorderete
tutti, non essendoci più il nostro
Nautico, era stato spostato dal Liceo
Classico. Il cap. Ottonello, responsabile dell’attuale sede museale delle
scienze nautiche, per
evitare che venisse gettato
o distrutto, lo ha restaurato
e d’accordo con ITIS di
Savona (di cui fa parte
anche ciò che resta del
Nautico, in quella forma
strana che trasforma gli
Aspiranti al comando di
navi mercantili in addetti ai
servizi logistici o come si
chiamano ora), è stato
ospitato nella loro aula
magna.
Anche in questo caso è
venuta fuori la necessità di
sfrattarlo per problemi di
spazio.
A seguito di lunghe
negoziazioni, si è trovato
un accordo con la
Capitaneria di Porto di
Savona il cui responsabile
è il Com.te Enrico Moretti
a cui è stato dato in
comodato d’uso. Il
Brigantino è stato messo in
mostra permanente
nell’entrata della
Capitaneria dove è
sufficiente andare per
poterlo vedere. Merita
davvero.
14
A.LP.
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
GOZZO DEL CADRAI
A
i nostri giorni, il “catering”, è
ormai consolidato, attività più
che necessaria in occasione, di
banchetti, feste, matrimoni ecc.. ma
pochi o nessuno sanno che in questa
attività, che può parere
di nessuna importanza,
è stata creata nel porto
di Genova, dove si è
affermata tra il ‘500 e
‘600.
L’imbarcazione che si
prestava di più,
svolgendo l’attività
all’interno del porto di
Genova era il “Gozzo”
barca che notoriamente non ha coperta e
forme particolari di
prua e poppa che
esaltavano “i remi”.
I ristoratori, osti,
locandieri più
intraprendenti per
allargare la propria
cerchia di clientela,
iniziarono con i camalli che
operavano sulle calate, non c’era
ovviamente la mensa, e non ci si
fermava per andare a pranzo a
mezzogiorno, così trasportavano alle
calate minestrone e zuppe calde. Oltre
al successo che ci fu sui moli, si
aggiunsero anche gli equipaggi delle
navi appena attraccate che si
incuriosivano di questa attività: Era
nato così il sistema di portare “il
desinare” a domicilio.
Il Gozzo, fu determinante ,date le
dimensioni e la manovrabilità, nel
vecchio idioma
“Genovese” chi
forniva opera a
domicilio si chiamava
“Cadrai”, basandosi
sul fatto che la barca
era senza coperta, si
prestava ad essere
attrezzata al centro con
un fornello che era
prima in ghisa e poi in
terracotta, per cuocere
ed avere sempre calde
le minestre: Nasceva
così il “Gozzo del
Cadrai” che divenne
una mensa che si
recava a domicilio,
come spaccio di
alimentari e bibite,
galleggiante.
BIENNIO NAUTICO AD ACQUI TERME
Biennio ad Acqui Terme collegato al triennio Nautico Leon Pancaldo di Savona
S
i informa che dal prossimo anno
scolastico 2013-14 esisterà il
biennio nautico di scuola sec.
superiore presso l’Istituto per periti di
Acqui Terme “F. Torre” già collegato
con convenzione al triennio finale del
Nautico “Leon Pancaldo” di Savona
(scuola pubblica fondata nel lontano
1856!).
Il biennio non sarà assolutamente di
serie “b” ma addirittura concorrenziale con i normali istituti nautici, in
quanto le materie di “curvatura
nautica” saranno svolte con la
compresenza di ufficiali e comandanti
in congedo, ufficiali e sottufficiali
della Guardia Costiera, tecnici del
Registro Navale Italiano, Collegio
Capitani, Confitarma ecc, verrà altresì
introdotto e discusso con gli allievi il
comportamento etico sociale e l’uso
della divisa da parte degli aspiranti
ufficiali.
Al sabato mattina, condimeteo
permettendo, sono poi previste uscite
in mare sia sulla nave scuola “Leon
Pancaldo” del Nautico Savonese che
su altre imbarcazioni.
A compendio sono previsti stàges in
crescendo come campi di vela con la
Marina Militare, in Guardia Costiera,
imbarchi su Vespucci, Palinuro e altri
velieri esteri, visite a unità navali,
cantieri, manifestazioni a carattere
marinaresco ecc..
Saranno inoltre organizzati e gestiti
all’interno del piano dell’offerta
formativa, i quattro corsi basilari
necessari per la trascrizione a libretto
di navigazione per poter imbarcare
(antincendio base e avanzato - primo
soccorso - salvataggio e sopravvivenza - responsabilità sociali e personali).
Grazie anche alla ns. azione di
promozione e consulting, è stata
inoltre attivata una convenzione
permanente tra Compamare di Savona
e Istituto Nautico per un progetto di
alternanza scuola-lavoro presso le
unità operative della Guardia Costiera
a favore degli allunni delle III° - IV° -
Anno XIV n°70 - Ottobre 2013
V° classi. Si evidenzia che le divise
operative e i DPI per gli alunni
saranno finanziate dalla Camera di
Commercio.
I ragazzi verranno seguiti dal primo
giorno del Nautico fino al diploma da
esperti marinai (ufficiali e sottufficiali
in carriera e in congedo) al fine di
raggiungere il massimo profitto e
soprattutto il necessario piede marino
ed etico.
Per gli alunni provenienti da fuori
provincia è previsto un convitto
convenzionato ad Acqui nell’exseminario appena trasformato in
ostello, mentre a Savona saranno
ospitati in un convitto di Suore vicino
al Nautico, il tutto al solo fine di avere
un sicuro controllo dei ragazzi.
Soci volontari dei Marinai d’Italia
provvederanno infine a turno a
esercitare un minimo ulteriore
controllo.
Si possono visitare entrambi gli istituti
scolastici e i due convitti unitamente
alla ns. storica sede sociale ove i
ragazzi potranno avere un valido
punto di appoggio contatto e aiuto
anche per l’inserimento nel mondo del
lavoro marittimo ove la richiesta
A.LP.
15
professionale di giovani ufficiali ben
preparati non manca anche in questo
momento di crisi.
Sono grato anche a nome del Gruppo
Marinai di Acqui Terme per
l’attenzione prestata e rimango a
disposizione per ulteriori spiegazioni
in merito alla presente iniziativa
scolastica.
GRUPPO A.N.M.I.
ACQUI TERME-PONZONE
Un Consigliere
Antonio Castellotti
Cell. 335.5611108.
CINQUANTENARIO DEL DIPLOMA NAUTICO
Pranzo organizzato dall’A.LP. alla locanda di Madonna del Monte. Luglio 2013
GRUPPO BANCA CARIGE
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